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Da N. Abbagnano , G. Fornero, Protagonisti e Testi della Filosofia, vol. A tomo 2, Torino, Paravia, 2000, Vol. B Tomo 1, pagg. 3-7.

1. Le coordinate storiche generali

Europa si formano altri centri di egemonia economica, mentre lItalia finisce per restare ai margini del grande traffico internazionale.

La nascita e lo sviluppo della civilt rinascimentale del Quattrocento e Cinquecento coincide, sul piano storico, con taluni eventi di grande portata, che Come sappiamo, nel Medioevo e nellet comunale la cultura si era segnano il trapasso dallet medioevale a quella moderna: la fioritura delle prevalentemente concentrata nelle Universit ed era rimasta monopolio pressoch monarchie europee, le scoperte geografiche, linvenzione della stampa e della esclusivo della Chiesa e degli ordini mendicanti. Adesso, venuta meno la sua polvere da sparo, la Riforma protestante. Tutti questi fatti, e quelli che ne potenza politica allinterno degli Stati, la Chiesa perde il secolare predominio discendono, trovano la loro espressione di punta nella formazione degli Stati sul nellorganizzazione e nella direzione della cultura, che passa ai laici , ovvero piano politico e nellascesa della borghesia mercantile sul piano economicoalla borghesia cittadina. Questa si rivela ricca di interessi e distante da una sociale. mentalit puramente attenta al denaro: hanno valore larte, il bel parlare, leloquenTramontate definitivamente le istituzioni universalistiche dellImpero e del za nello scrivere, la storia ecc. Tant vero che in un primo momento l umanista Papato, abbiamo una nuova situazione geo-politica, rappresentata dai regni appartiene di solito alla classe dirigente della citt e proviene dalle file dei nazionali in Europa e dagli Stati regionali in Italia. Francia e Spagna, divenute mercanti, dei finanzieri, dei giuristi ecc. In un secondo momento, lumanista si ormai grandi monarchie centralizzate e burocratizzate, iniziano un duello gigantesco, che insanguiner lEuropa sino alla pace di Cateau-Cambrsis (1559). configura invece come un professionista della penna, di varia estrazione sociale In Italia le varie Signorie, sorte dalla crisi dei Comuni, si concretizzano in e al servizio di un signore. noto come i principi e i ricchi mercanti di questo Principati regionali, che combattendosi aspramente fra di loro impediscono il periodo vadano a gara nel farsi mecenati del sapere e nel concedere protezione e processo di unificazione della penisola, lasciando lItalia in uno stato di stipendi a letterati, artisti, filosofi e scienziati. Ci avviene non solo per amore frammentazione politica. della cultura, ma anche per motivi di prestigio, ossia per avere cervelli capaci di Logorata dalle lotte interne, lItalia, dopo la pace di Lodi del 1454, conosce un dar lustro e fama al casato, oppure per ragioni pratiche, per periodo di relativa stabilit, basata su un fragile sistema di equilibri. La disporre di uomini in grado di scrivere i documenti ufficiali. debolezza politica di questo bilanciamento di forze fa s che lItalia diventi Questa situazione fa s che Firenze, e poi Napoli, Roma, Urbino, facile preda di conquista delle spinte espansionistiche della monarchia francese Ferrara, Mantova, Rimini, ecc. divengano vivacissimi centri e di quella spagnola, fino a quando, dopo la pace di Cateau-Cambrsis, non intellettuali, in cui si forgia la nuova cultura. Rilevante effetto di diverr in gran parte un possesso spagnolo. questa organizzazione rinascimentale degli studi sono le Sul piano sociale ed economico, molla decisiva di questo nuovo mondo Accademie (sul modello della nota Accademia ateniese e di quelle storico il fenomeno della civilt urbana e la congiunta affermazione di uneconomia aperta in contrapposizione alleconomia chiusa del Il Tempio Mala-testiano ellenistiche) e le scuole private di arti liberali. Sorgono ad esempio, per citare solo le maggiori, le scuole di Guarino Veronese a Rimini Medioevo. Lespansione di uneconomia mercantile e monetaria, punto di (1374-1460), in cui trova la sua pi significativa espressione la arrivo di un processo iniziato con le citt-stato dei Comuni, incarnata da una pedagogia dellUmanesimo. Fioriscono lAccademia fiorentina, di tendenza borghesia attiva e industriosa, impegnata nei traffici e tesa al guadagno. Questa platonica e diretta da Marsilio Ficino; quella romana, fondata da Pomponio Leto nuova aristocrazia cittadina, assai diversa da quella militare e guerriera del (1428-1497) e di carattere archeologico-erudito; quella napoletana di Giovanni Medioevo, nel Quattrocento particolarmente forte soprattutto nellItalia, le cui Pontano (1426-1503), di tendenza letteraria. Nel Cinquecento si svilupperanno banche finanziano principi di tutta Europa, mentre Genova, Venezia e Firenze continuano a rappresentare grandi poli di egemonia commerciale e finanziaria. nuove Accademie letterarie (come quella degli Infiammati a Padova e quella Dalla seconda met del Quattrocento e per tutto il Cinquecento si ha invece una Fiorentina) e filosofiche (come quella di Telesio a Cosenza), mentre nel Seicento, battuta darresto del commercio e della borghesia italiana. La caduta di come vedremo, sorgeranno le prime Accademie scientifiche. Costantinopoli prima e le scoperte geografiche poi danno inizio ad un progressivo Pur non essendo istituti educativi, ma piuttosto poli di incontro fra coloro che spostamento dellasse commerciale dal Mediterraneo allAtlantico. In tal modo, in coltivano discipline affini, e pur non sostituendo le Universit come sedi di

2. I nuovi luoghi di cultura e la figura dellintellettuale laico

istruzione superiore, le Accademie si pongono come centri di elaborazione dellalta cultura, contrapponendosi alle Universit, ancora roccaforti della filosofia scolastica. Va inoltre ricordato il progressivo allargamento del pubblico, vale a dire dei fruitori delle opere culturali. Lentamente, nelle corti si verifica questa espansione del pubblico, realizzata principalmente attraverso il latino classico (in contrapposizione alle nascenti lingue volgari).

altre del passato o del futuro, facendo s che il termine Rinascimento non sia una vuota etichetta, ma un concetto fondato dal punto di vista storiografico.

4. Il Rinascimento come ritorno al principio


Gli studi filologici del Novecento hanno accertato lorigine religiosa della parola e del concetto di Rinascimento. Rinascita la seconda nascita, quella delluomo nuovo o spirituale di cui parlano il Vangelo di S. Giovanni e le Lettere di S. Paolo. Concetto e parola si conservano per tutto il Medioevo ad indicare il ritorno delluomo a Dio, la sua restituzione a quella vita che egli ha perduto con la caduta di Adamo. Nel Rinascimento tale concetto assume tuttavia un significato pi vasto, poich giunge a indicare il rinnovamento globale delluomo nei suoi rapporti con se stesso, gli altri, il mondo e Dio: anche cio nelle sue realizzazioni terrene. Lo strumento di fondo di tale rinnovamento esistenziale viene visto nel cosiddetto ritorno al principio. Nel neoplatonismo antico, questo ritorno al principio era un concetto con aspetti religiosi: ritorno a Dio, compimento del vero destino delluomo. Questo significato religioso ben presente anche agli scrittori del Rinascimento. Lo ritroviamo ad esempio nei Neoplatonici ed in Lutero, che lo identifica con il ritorno alla cristianit primitiva. Ma il ritorno al principio assume anche, analogamente al termine Rinascimento, un significato umano e storico, secondo il quale il principio cui si deve ritornare una specifica situazione del passato della civilt. Questo senza dubbio il senso in cui lo intesero gli umanisti, parlando di un ritorno ai classici, o come lo intese Machiavelli, parlando di un ritorno alle comunit antiche. Un altro aspetto del ritorno rinascimentale al principio il ritorno alla natura, intesa come forza che Niccol Machiavelli produce e vivifica le cose. La grande arte del Rinascimento, ad esempio, ha come insegna questo ritorno alla natura, che essa intende rappresentare ed esprimere nella sua forma autentica, al di l delle immagini astratte e convenzionali dellarte dellet di mezzo. Il ritorno alla natura assume un significato centrale, come vedremo, nei filosofi naturalisti del Cinquecento (Telesio, Bruno e Campanella). Comunque inteso, il principio quella realt rapportandosi alla quale luomo rende autentico se stesso, realizzandosi nella sua natura pi vera e profonda. Esso dunque ci che garantisce la riforma delluomo e del suo mondo, restituendolo alla sua forma piena e ottimale.

3. I concetti storiografici di Umanesimo e Rinascimento


Per lungo tempo, i termini Umanesimo e Rinascimento sono stati praticamente usati come sinonimi, per indicare il movimento culturale che, fiorito in Italia nel Quattrocento, si poi diffuso in Europa durante il Cinquecento, nel segno di un rinnovamento radicale della letteratura, dellarte, della filosofia e della scienza. Il termine Umanesimo nasce da humanitas, indicante la formazione spirituale basata sulle humanae litterae (vale a dire retorica, grammatica, storia, poesia, filosofia). Nella seconda met dellOttocento, il tedesco G. Voigt e lo svizzero J. Burckhardt distinsero nettamente i termini Umanesimo e Rinascimento, vedendo nel primo un momento essenzialmente filologico-letterario incentrato sugli studi umanistici e classici, e nel Rinascimento un momento filosofico-scientifico, basato su di una pi matura consapevolezza intellettuale e su di un nuovo modo di considerare luomo, la natura e Dio. Nel Novecento, a partire da K. Burdach, si torn invece a riavvicinare nuovamente i due termini, considerando lUmanesimo come la prima parte del Rinascimento. Perci, mentre per Burckhardt lUmanesimo sarebbe una delle cause del Rinascimento, che soltanto dopo il risorgimento delle lettere procederebbe ad un cambiamento di visione del mondo, per la linea interpretativa che si rif a Burdach lUmanesimo, con il rifiorire degli studi classici, sarebbe gi uno degli effetti dello spirito rinascimentale. Ovviamente, nellambito di questottica critica, il concetto storiografico di Rinascimento implica unestensione di significato: non pi solo il Cinquecento in senso stretto, ma indica lintera civilt culturale del Quattrocento e del Cinquecento. La maggior parte degli studiosi odierni si mostra favorevole a questo schema unitario del Rinascimento; questo non significa per appiattire il Rinascimento in ununit indistinta, dimenticando le sue differenze interne. Semplicemente, con tale schema si intende puntualizzare come il Rinascimento, al di l delle sue varie e talora contrastanti manifestazioni culturali, e delle ovvie diversit di autori e correnti (che gli studi in materia contribuiscono ad evidenziare sempre meglio) manifesti unatmosfera culturale comune, che distingue questet nei confronti di