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PROF.

AMATO
ITALIANA

LUMANESIMO

LETTERATURA

LET UMANISTICA
Nel corso del Quattrocento si verifica una vera e propria svolta della civilt, con
fondamentali mutamenti nelle visioni del mondo, nelle espressioni letterarie e artistiche,
negli studi scientifici: ha inizio unera nuova, che nella tradizionale periodizzazione storica
viene chiamata come Rinascimento. In questa svolta lItalia decisamente allavanguardia
e anticipa sul tempo gli altri paesi europei: quando la penisola gi tutta un fermentare di
esperienze nuove, in Francia, Germania, Inghilterra si ancora in pieno Medio Evo.
Intorno al Rinascimento esiste un problema di periodizzazione. Si distinguono
solitamente la fase dellUmanesimo, che coincide allincirca con il Quattrocento, ed
lepoca della rinascita dellinteresse per lantichit, della riscoperta dei classici e della
filologia, degli studia humanitatis e dellimitazione, e quella del Rinascimento vero e
proprio, che occupa i primi decenni del Cinquecento.
LUmanesimo e il Rinascimento si collocano in un periodo storico caratterizzato da
eventi storici fondamentalii: la grande crisi e la perdita dellindipendenza da parte degli
Stati italiani, le scoperte geografiche con le loro conseguenze economiche e culturali,
laffermazione delle armi da fuoco e la rivoluzione delle tecniche militari, la diffusione della
stampa, la Riforma protestante.
Gi sin dalla fine del Duecento, si era andata delineando in varie citt italiane una nuova
forma di governo, la SIGNORIA. Questo processo aveva determinato nel Quattrocento in
Italia un sistema di Stati di dimensioni regionali: Milano, Venezia, che si era notevolmente
allargata nella terraferma, Firenze, che aveva conquistato quasi tutta la Toscana. Anche lo
Stato pontificio era diventato praticamente un principato.
Tra tutti questi Stati nella prima met del secolo vi erano state guerre continue e feroci.
Con la PACE DI LODI del 1454 ha inizio invece un lungo periodo di tranquillit destinato a
durare per mezzo secolo, sino al 1494. Si stabilisce cos tra gli Stati italiani un delicato
equilibrio, di cui elemento determinante labilit politica di LORENZO DE MEDICI. Questo
equilibrio e la pace che ne consegu, consentirono uno sviluppo economico notevole ed
una grande fioritura artistica, ma impedirono anche il formarsi di ununit statale in Italia,
determinando un pericoloso fattore di debolezza nei confronti degli altri Stati europei,
come la Francia, la Spagna o lImpero germanico, che avrebbe portato alle fine del
Cinquecento alla perdita dellindipendenza degli Stati italiani.
Gli ultimi decenni del Trecento erano stati segnati da una forte depressione, causata da
carestie ed epidemie, che avevano determinato anche un sensibile calo demografico e un
abbassamento del tenore di vita. Nel corso del Quattrocento si era registrata una graduale
ripresa.
In Italia le corti, in particolare quella medicea a Firenze, diventano il centro per
eccellenza di elaborazione della cultura, attorno alle quali si raccolgono quellinsieme di
gentiluomini, dignitari, funzionari, intellettuali, artisti, scienziati che si raccolgono attorno al
signore. I sovrani sono spesso colti, o comunque amanti della letteratura e delle arti, si
compiacciono perci di circondarsi di scrittori, pittori, architetti, musici, filosofi. Il principe
talora direttamente committente di opere letterarie che esaltino la magnificenza del suo
casato o le sue imprese diplomatiche e militari.
Le opere dei poeti vengono lette pubblicamente, per allietare gli ozi della corte; gli artisti
decorano saloni e cappelle con affreschi, tavole, statue, progettano palazzi, ville, giardini.
Centri di cultura tipici di questa et furono anche le botteghe artistiche, dei pittori e degli
scultori.
Con la diffusione della stampa, alla fine del secolo, nasce ancora un altro centro, la
bottega dello stampatore. Il pi famoso stampatore dellepoca fu il veneziano ALDO
MANUZIO, le cui edizioni erano pregevoli non solo per la splendida veste grafica, ma anche
per la cura filologica dei testi.

PROF. AMATO
ITALIANA

LUMANESIMO

LETTERATURA

Il Medio Evo aveva una concezione del mondo di tipo teocentrico. Dio era posto al
centro dellUniverso come motore di tutta la realt e autore della storia, che era vista come
il prodotto di un suo disegno provvidenziale. Ora invece si afferma una visione
antropocentrica, in cui luomo pone se stesso al centro della realt, come protagonista e
autore della propria storia. Nel medio Evo esso era visto come una creatura fragile ed
effimera, contaminata dal peccato originale, continuamente tormentata dalle miserie del
corpo e insidiata dalle tentazioni della carne e dal demonio; la sua vita sulla terra era solo
un transito temporaneo, tra parvenze vane e falsi beni, e la sua vera patria era il cielo, a
cui doveva tendere per attingere alla pace, alla beatitudine e alla pienezza dellessere. Ora
invece si afferma una visione ottimistica delluomo: egli appare sicuro e ricco di forze,
capace di contrastare il gioco capriccioso della fortuna con la propria energia e la propria
intelligenza e di costruirsi il proprio destino. Per questo uno dei temi prediletti dalla cultura
quattrocentesca lesaltazione della dignit delluomo.
LUmanesimo, inoltre, formando la sua cultura sui classici antichi, portava a termine il
processo di laicizzazione della cultura gi iniziato nel Duecento. E opportuno, inoltre,
rilevare che la cultura umanistica, sebbene laica, non affatto anticristiana o addirittura
pagana, perch non si poteva facilmente rinnegare di punto in bianco una civilt
plurisecolare. Certo gli Umanisti interpretarono il Cristianesimo secondo una nuova visione
della vita terrena e del valore delluomo che, posto al centro delluniverso, deve saper
contemperare in armonia anima e corpo.
Let dellUmanesimo caratterizzata da un fervore di studi, in virt del quale i letterati,
tutti presi nella ricerca del patrimonio classico perduto, vanno frugando nelle biblioteche
dei monasteri o tra le rovine per riportare alla luce testi, monete, monumenti, epigrafi.
Gli Umanisti rivolsero le loro ricerche non solo verso le biblioteche dei monasteri, ma
ovunque: ma siccome non poche opere erano state copiate da ammanuensi ignoranti,
dovettero sobbarcarsi ad un intenso ed accurato lavoro filologico per ricostruire il mondo
letterario antico greco e romano.
Cos nasce una nuova scienza: la filologia, la scienza della parola e del testo.
Si afferma cos il principio di imitazione, che diviene uno dei cardini fondamentali della
nuova civilt: se gli antichi hanno raggiunto un culmine insuperabile di perfezione,
necessario, per ottenere risultati validi, imitarli in ogni campo, la letteratura, la filosofia, il
diritto, le scienze mediche e naturali, le arti figurative, le istituzioni sociali e politiche,
perfino la lingua e il costume E difatti, per tutto Quattrocento e il Cinquecento, le
manifestazioni della vita intellettuale e sociale recano i segni inconfondibili di questa
imitazione: si riporta in vita la filosofia platonica, si scrive come Cicerone, si riproducono le
forme della repubblica romana o del principato augusteo.
Tra gli Umanisti pi notevoli ricordiamo Leonardo Bruni (1370-1444) e Poggio
Bracciolini (1380-1459), il pi fortunato scopritore di molte opere antiche, tra le quali dieci
orazioni di Cicerone, il De Rerum Natura di Lucrezio. Anche gli studi greci fiorirono
particolarmente in questo periodo anche perch la caduta di Costantinopoli, occupata dai
Turchi, costrinse molti studiosi greci a rifugiarsi in Italia.
I principali centri di irradiazione dellUmanesimo furono Milano, durante la signoria dei
Visconti e degli Sforza, Napoli, sotto gli Aragonesi, Ferrara, sotto gli Estensi, Mantova,
sotto i Gonzaga, Urbino, sotto i Montefeltro, Firenze, sotto i Medici.