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Lucio Anneo Seneca OPERE

Testo italiano e latino

Se vuoi credere a coloro che penetrano pi profondamente la verit, tutta la vita un supplizio. Gettti in questo mare profondo e tempestoso, agitato da alterne maree, e che ora ci solleva con improvvise impennate, ora ci precipita gi con danni maggiori dei presenti vantaggi e senza sosta ci sballotta, non stiamo mai fermi in un luogo stabile, siamo sospesi e fluttuiamo e urtiamo l'uno contro l'altro, e talvolta facciamo naufragio, sempre lo temiamo; per chi naviga in questo mare cos tempestoso ed esposto a tutti i fortunali, non vi altro porto che la morte. (Seneca, Consolatio ad Polybium, 9)

DATI

Autore: Lucio Anneo Seneca Titolo: Opere Lingua Italiano, Latino Numero dei files 26 Formato Pdf Dimensioni complessive dei files 106 MB

CONTENUTO
TRADUZIONI ITALIANE Seneca Dialoghi, Lettere morali a Lucilio
a cura di Giovanni Viansino e Fernando Solinas, 1988-1995, che comprende DIALOGHI Della provvidenza Della costanza del saggio Dellira Consolazione a Marcia Della vita felice Della vita appartata Della tranquillit dellanimo Della brevit della vita Consolazione a Polibio Consolazione a Elvia

LETTERE MORALI A LUCILIO

Epigrammi attribuiti a Lucio Anneo Seneca


Introduzione, testo critico, traduzione, commento, indice della parole, a cura di Carlo Prato, 1964 testo latino a fronte

Seneca I benefici
Testo latino a fronte, 1967

Seneca Ricerche sulla natura (Naturales quaestiones)


A cura di Piergiorgio Parroni, 2008, testo latino a fronte, che comprende I fuochi celesti I tuoni e i fulmini Le acque terrestri Il Nilo Le nubi I venti I terremoti Le comete

Seneca Tutte le tragedie, 1958, 2 voll.,


Traduzione di Mario Scandola, che comprende VOL. 1

Ercole furioso Le fenicie Le troiane Medea Fedra VOL. 2 Edipo Agamennone Tieste Ercole sul monte Eta Ottavia

Seneca Lettere,
Traduzione di Annibal Caro, 1801, che comprende LETTERA I. Consilio tuo accedo etc. Ep. lxviii. LETTERA II. Epistola tua delectavit me etc. Ep. lxxiv. LETTERA III. Post longum intervallum etc. Ep. lxx. LETTERA IV. Subito hodie nobis Alexandrin naves etc. Ep. lxxvii. LETTERA V. Longum mihi comitatum etc. Ep. liv. LETTERA VI. Jam tibi iste persuasit etc. Ep. xlvii. LETTERA VII. Moleste fers decessisse Flaccum etc. Ep. lxiii. LETTERA VIII. Vexari te distillationibus crebris etc. Ep. Lxxviii. LETTERA IX. Ut a communibus initium faciam etc. Ep. lxvii. LETTERA X. Amicum tuum hortare, ut etc. Ep. xxxvi. LETTERA XI. Magnam ex epistola tua percepi voluptatem etc. Ep. lix.

TESTI IN LATINO

DIALOGI
De brevitate vita De clementia De constantia De otio De providentia De tranquillitate animi De vita beata Consolatio ad Helviam Consolatio ad Marciam Consolatio ad Polybium De ira

FABULAE
Agamemnon Faedra Hercules (Oetaeus) Medea Octavia Oedipus Thyestes

EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM

DESCRIZIONE
da Wikipedia

Ci che pi conta per Seneca la scelta dellotium, e nel corso del dialogo epistolare delle Lettere a Lucilio egli riesce a convincere lamico ad abbandonare la carica di procuratore in Sicilia per dedicarsi esclusivamente allo studio. A questo si aggiunge la ricerca del vero bene che consiste nella virt, che pu essere coltivata solo attraverso una vita tranquilla e lontana dal volgo, circondati da una ristretta cerchia di amici, con i quali si pu discutere di filosofia. Altri temi dominanti sono quelli del tempo e della morte. Seneca si libera della paura della morte, perch che ha raggiunto la virt, pronto a morire in qualunque momento, qualunque sia la sorte delluomo dopo la morte, inoltre la morte rappresenta qualcosa di positivo, perch libera luomo dalle sofferenze della vita.

LAUTORE
da Wikipedia Lucio Anneo Seneca, in latino Lucius Annaeus Seneca, anche noto come Seneca o Seneca il giovane (Corduba, 4 a.C. Roma, 65), stato un filosofo, politico e drammaturgo romano. Ebbe come maestri di filosofia Sozione di Alessandria, Attalo e Papirio Fabiano, appartenenti rispettivamente al neopitagorismo, allo stoicismo e al cinismo. Attorno al 20 d.C. Seneca si rec in Egitto, dove il contatto con la cultura egizia gli permise di confrontarsi con una diversa concezione della realt politica (in Egitto il principe era ritenuto un dio) e gli offr una pi ampia e complessa visione religiosa. Probabilmente il suo allontanamento da Roma fu dovuto anche a ragioni di prudenza politica,

conseguente allo scioglimento da parte di Tiberio della setta dei sestii di cui facevano parte due dei maestri di Seneca. inizi l'attivit forense e la carriera politica (divenne dapprima questore ed entr a far parte del Senato) godendo di una notevole fama come oratore, al punto di far ingelosire l'imperatore Caligola, che nel 39 d.C. lo voleva eliminare, soprattutto per la sua concezione politica rispettosa delle libert civili. Si salv grazie ai buoni uffici di una amante del princeps, la quale affermava che comunque sarebbe morto presto a causa della sua salute. Due anni dopo, nel 41, il successore di Caligola, Claudio, lo condann all'esilio in Corsica con l'accusa di adulterio con la giovane Giulia Livilla (figlia di Germanico), sorella di Caligola. In Corsica Seneca rest fino al 49, quando Agrippina minore riusc ad ottenere il suo ritorno dall'esilio e lo scelse come tutore del figlio Nerone. Secondo Tacito sarebbero tre i motivi che spinsero Agrippina a questo: l'educazione di suo figlio, attirarsi le simpatie dell'opinione pubblica (Seneca era considerato uomo di grande cultura) e avere stretti rapporti con lui per riuscire ad impadronirsi del potere. Seneca accompagn l'ascesa al trono del giovane Nerone (54 - 68) e lo guid durante il suo cosiddetto "periodo del buon governo", il primo quinquennio del principato. Assunse un grande potere politico, che gli consent di divenire estremamente ricco. Si narra che avesse una collezione di cento tavoli di cedro. Progressivamente, a causa delle intemperanze del giovane imperatore, tale rapporto si deterior. Giustific come il "male minore" l'esecuzione della madre di Nerone, Agrippina, nel 59, e se ne assunse tutto il peso morale. In seguito, il rapporto con l'imperatore peggior e temendo quindi per la propria vita Seneca si ritir a vita privata, donando a Nerone tutti i suoi averi e dedicandosi interamente ai suoi studi ed insegnamenti. Famoso il suo epistolario con Lucilio, al tempo Governatore della Sicilia, di origine pompeiana. Finalmente assunse quello stile di vita che andava insegnando, dimostrando di essere un amministratore dei suoi beni e non un amministrato. Nerone, tuttavia, continuava a nutrire una crescente insofferenza verso Seneca e Sesto Afranio Burro, Prefetto del Pretorio, morto nel 62. Egli non aspettava che un pretesto per eliminarlo. L'occasione venne col fallimento della congiura dei Pisoni (aprile 65) contro la sua persona, della quale Seneca forse era solamente informato, ma di cui non si sa se sia stato partecipe. Ricevette quindi l'ordine di togliersi la vita.