Sei sulla pagina 1di 8
80 aUDDHA prova per primo gia durante la vita come dolore tristezza. 4Ed inoltre ancora, 0 monaci, lo stolto vede, come i re, facendo afferrare un ladro, un malfattore, gli applicano diversi supplizi: come battiture con fruste e verghe ¢ bastoni; amputazione di mani, di piedi, di mani e piedi, di orecchi, di naso, di orecchi ¢ naso; il caldaro di pasta calda, il raschiamento con conchiglie, la bocca di drago, la ghirlanda di fuoco, la mano a fiaccola, il vestito di corregge, il vestito di scorze, la pelle d’antilope, la carne da amo, la pelle da moneta, la salagione, la tortura col ferro, la sedia di paglia, Virrigazione con olio bollente, lo sbranamento coi cani, impalamento vivo, la decapitazione con la spada. Allora, 0 monaci, lo stolto pensa cosi: “Per quali cattive azioni i re, facendo afferrare un malfat-~ tore, gli applicano questi supplizi: tali cose si trovano in me, ed io incorro in gueste cosc”. Questo, monaci, lo stolto prova per secondo gia durante la vita come dolore ¢ tristezza. «Ed inoltre ancora, 0 monaci, quando lo stolto sé assiso in una sedia 0 s°8 posato sul letto os’ disteso sulla terra, le cattive azioni, da lui prima commesse, in opera, in parola, in pensiero, quelle cattive azioni allora su lui pendono, incombono, discendono. Cost come quasi, 0 monaci, le ombre delle cime di grandi montagne la sera pendono, iricombono, discendono sulla terra: or cosi anche appunto, 0 monaci, quando Jo stolto s'8 assiso in una sedia 0 s'@ posato sul letto 0 s’@ disteso sulla terra, le cattive azioni, da lui prima commesse, in opera, in parola, in pensiero, quelle cattive azioni allora su lui pendono, incombono, discendono. Allora, 0. monaci, lo stolto pensa cosi: “Davvero non ho agito bene, non ho agito salutarmen- te, non ho agito previdentemente; ho.agito male, ho ‘agito crudelmente, ho agito demeritoriamente: quel | 10 sToLTo ED IL SAVIO 81 camming, che tocca a chi non ha agito bene, non ha agito salutarmente, non ha agito previdentemente, a chi ha agito male, ha agito crudelmente, ha agito demeritoriamente, quel cammino dopo morte percor- rer”. Cosi egli si contrista, si lamenta e piange, si batte il petto, cade in disperazioné. Questo dunque, o monaci, lo stolto prova per terzo gia durante la vita come dolore e tristezza. «Egli ora, 0 monaci, questo stolto, essendosi con- dotto con cattiva condotta in opere, con cattiva condotta in parole, con cattiva condotta in pensicri, riesce, con la dissoluzione de! corpo, dopo la morte, gid, su cattivo cammino, in sofferenza, all'inferno, Chi ora, o monaci, rettamente parlando dicesse: “Questa é I'unica cosa non desiderata, l’unica cosa ‘non bramata, I’unica cosa non gradita”; quegli, retta- mente parlando, direbbe appunto dell’inferno: “Que- sta ¢ Punica cosa non desiderata, l'unica cosa non bramata, l'unica cosa non gradita”: giacché, o monaci, neanche con paragoni é facile esprimere quali siano i dolori infernali». : A queste parole uno dei monaci disse al Sublime cosi: «Si puo pero, Signore, fare un paragone?». «Si pud, 0 monaco» disse il Sublime. «Cosi come quasi, 0 monaco, se, prendendo un ladro, un maifat- tore, lo si presentasse al ‘re: “Questo, Maesta, un ladro, un malfattore: puniscilo, come ti pare”, ed il re dicesse: “Andate, voi, e colpite quest’uomo a prima mattina con cento sciabolate!” ¢ quelli a prima mattina gli dessero cento sciabolate; quindi il re a mezzogiorno chiedesse: “Ehi, come sta quell’uomo?” - “Ancora vive, Maesta!” ed il re dicesse: “Andate, voi, @ colpite quest’uomo a mezzogiorno con cento sciabolate!” ¢ quelli a mezzogiorno gli dessero cento sciabolate; quindi il re a sera chiedesse: “Ehi, come sta 82 auppHa quell’nomo?” ~ “Aricora vive, Maesta!” ed ill re dicesse: “Andate voi, e colpite quest'uomo a sera con cento sciabolate!” © quelli a sera gli dessero cento seiabolate: che ne:pensate, 0 monaci, forse che quel- Tuomo, colpito con quelle trecento sciabolate, non proverebbe percid dolore e tristeza?» “Anche colpito con una sola sciabolata, o Signore, quell’uomo percid proverebbe dolore ¢ tristeza: che dire poi con trecento sciabolate!» ‘Quindi ora il Sublime, prendendo una piccola pietra, della misura di un pugno, si rivolse ai monaci, “Che pensate voi, monaci: Che & dunque pit grande, questa piccola pietra presa da me, della tnisura di un pugno, o lo Himava, il re dei monti?». ‘eDi poco conto, 0 Signore, é questa piccola pietra, della misura di un pugno, presa dal Sublime: essa non- ud essere calcolata, considerata, paragonata, in con- fronto con lo Himavanto, il re dei montin. «Or cosl anche appunto, o monaci, cid che quell’io- ‘mo, colpito con quelle trecento sclabolate, prova petvid di tristezza e dolore, non pud essere calcolato, Considerato, paragonato, in confronto col dolore del- Pinferno. ‘al custodi infernali, o monaci, gli applicano il supplizio detto quintuplo chiodo: gli infiggono un aculeo di ferro rovente in una mano, un aculeo di ferro rovente nellaltra mano, un aculeo di ferro rovente in un piede, un aculeo di ferro rovente nall'altro piede, un aculeo di ferro rovente in mezzo al petto: per cui egli ha da provare:sensazioni dolorose, Cocenti, pungenti; né pud finire il suo tempo, finché la sua cattiva azione non é esaurita. “d custodi infernali, 0 monaci, ricevendolo, lo spaceano con le scuri: per cui egli ha da provare Sensazioni dolorose, cocenti, taglienti; né pud finire il suo tempo, finché la sua cattiva azione non é esaurita. Lo STOLTO ED mL SAVIO 3 « custodi infernali, 0 monaci, mettendolo piedi in su, capo in git, lo spaccano coi coltelli: per cui egli ha da provare sensazioni dolorose, cocenti, taglienti; né pud finire il suo tempo, finché la sua cattiva azione non é esaurita. «d custodi infernali, o monaci, aggiogandolo ad un carro, lo menano e rimenano per un terreno ardente, bruciante, scottante: per cui egli ha da provare sensazione dolorose, cocenti, pungentis né pud finire il suo tempo, finehé la sua cattiva azione non & esaurita. ‘«lcustodi infernali, o monaci, gli faino ascendere ¢ discendere una grande montagna di brace ardente,. bruciante, scottante: per cui egli ha da provare sensazioni dolorose, cocenti, pungenti; né pud finire il suo tempo, finché la sua cattiva azione non & esaurita. «d custodi infernali, 0 monaci, afferrandolo lo gettano, piedi in su, capo in git, in un recipiente con ferro in fusione, ardente, bruciante, scottante; per cui egli é cotto e ridotto in schiuma e, ridotto in schiuma, ora va in su, ora va in gil, ora va a traverso: cosi che ha da provare sensazioni dolorose, cocenti, pungenti, né pud finire il suo tempo, finché la sua.cattiva azione non.é esaurita!. «1 custodi infernali, 0 monaci, lo gettano poi nel grande inferno. Il grande inferno, 0 monaci, ha quattro cantoni con quattro porte ai lati, é cinto da uma’ muraglia di ferro e sormontato da una volta di ferro, ed il. suo pavimento di ferro, arroventato a fuoco, irradia calore per cento leghe in giro... ‘Sc io ora volessi, monaci, continuare a racconta- save et BASSO esate unc Homies 10.20 oped: TEN punro composcente alla siusa ch ques peril confined to fat in fier, wal ited eats ea my days of nai Seed 84 BUDDHA re in vario modo il racconto dell’inferno, non sarebbe per tanto facile, o monaci, riuscire a descrivere adeguatamente i doloriinfernali2, «Vi sono, o monaci, esseri, divenuti animali erbi- vori. Essi masticano, tritando coi denti, erbe fresche e seeche. E quali sono, 0 monaci, gli esseri divenuti animal erbivori? Cavalli, buoi, asini, capre, antilopic qualisisiano altri esseri ancora, divenuti animali man- giatori di erbe. Ora quello stolto, o monaci, che é stato qui prima goloso, facendo cattive azioni, con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, risorge in ‘compagnia di quegli esseri, quelli ciot mangiatori di erbe. aaa «Vi sono, 0 monaci, esseri, divenuti animali sterco- vori, Essi, sentendo da lontano l’odore dello sterco, accorrono: “Qui mangeremo, qui mangeremo!”, Cosi ‘come quasi, 0 monaci, i sacerdoti accorrono all’odore del sacrificio: “Qui mangeremo, qui mangeremo!”: or cosi anche appunto, o monaci, vi sono esseri, diyenuti animali stercovori; essi, sentendo da lontano l’odore dello sterco, accorrono: “Qui mangeremo, qui mange- remo!” E quali sono, 0 monaci, gli esseri divenuti animali mangiatori di sterco? Polli, porci, cani, scia- ” callie qualisisiano altri esseri ancora, divenuti anima- li mangiatori di sterco.’ Ora quello stolto, 0 monaci, che @ stato qui prima goloso, facendo cattive azioni, con la‘dissoluzione del corpo, dopo la morte, risorge in compagnia di quegli esseri, quelli ciot mangiatori di sterco3. Teta Wises «Vi sono, o monaci, esseri, divenuti animali, che ? La continuazione el epoolo, in vatio modo, dell'inferno; ci é stata amiss Bre Sst [°Pmagone det sleet, secant com animal voraci non & uninvbal ones Geo estes fa ph cammlrangnie q_umoristicamente esposto, pert el primo libro della strana andlgasie osbus ene la ace usr Ca rei eee adeno Risks wera ey tom siothylveev. Lo STOLTO ED UL Savio 85 nascono nelPoscurita, invecchiano nell’oscurita, muo- iono nel’oscurita, E quali sono, 0 monaci, gli esseri, divenuti animali, che nascono nelf‘oscurita, invec. chiano nell’oscurita, muoiono nell’oscurita? Blatte, vermni, tame e qualisisiano altri esseri ancora, dive. anti animali, che nascono nell’oscurita, invecchiano nel’oscurita, muoiono nelloscurita. Ora quello stol- to, 0 monaci, che é stato qui prima goloso, facendo cattive azioni, con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, risorge in compagnia di quegli esseri, quelli cio’, che nascono nell’oscurita, invecchiano nell’oscu- rita, muoiono nell’oscurita. «Vi sono, 0 monaci, esseri, divenuti animali, che nascono nell’acqua, invecchiano nell’acqua, muoiono nell’acqua, E quali sono, o monaci, gli esseri, divenuti animali, che nascono nell’acqua, invecchiano nell'ac- qua, muoiono nell’acqua? Pesci, tartarughe, coccodril- lie qualisisiano altri esseri ancora, divenuti animali, che nascono nell'acqua, inyecchiano nell'acqua, muoiono nell’acqua. Ora quello stolto, o monaci, che 8 stato qui prima goloso, facendo cattive azioni; con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, risorge in compagnia di quegli esseri, quelli cio’, che nascono acll’acqua, invecchiano nell’acqua, muoiono nel- Pacqua’. «Vi sono, o monaci, esseri, divenuti animali, che nascono nell’immondizia, invecchiano nell’immondi- zia, muoiono nell’immondizia. E quali sono, o mona ci, gli esseri, divenuti animali, che nascono nell'im- mondizia, invecchiano nell’immondizia, muviono nell'immondizia? Quegli esseri, 0 monaci, che nasco- no; invecchiano e muoiono nel pesce putrido, nella caine putrida, nel latte putrido, nei letamai e nelle pozzanghere, € qualisisiano altri esseri ancora, dive- sg ttt. in Chandogyopanisas, v, 10, 8, i Ksudrané bhittani ed i toro Jayasva mrivasveryerattrivam sthanarn. 86 BUDDHA nuti animali, che nascono, inyecchiano e muoiono nelle sostanze in putrefazione. Ora quello stolto, 0 monaci, che é stato qui prima goloso, facendo cattive azioni, con la dissoluzioné del corpo, dopo la morte, risorge in compagnia di quegli esseri, quelli cio’, che nascono nell’immondizia, invecchiano nell’immondi- zia, muoiono nell’immondizi