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ALLA FINE DEL GIOCO

Introduzione allascolto della musica progressiva inglese (1965 - 1974)

Introduzione

Polvere e arbusti

nidi di rondine strappati

sta soffiando un gelido vento dal nord questa notte copre le grida disperate di bocche impastate di terra scalfisce le guance entra dal collo e non esce pi e dagli occhi

per Nick Drake (19.6.1948 / 25.11.1974)

AT

LAST IM FREE

Ad un certo punto pensavo di non riuscire pi a finirlo. Quello che allinizio sembrava un gioco divertente, un passatempo inebriante, giorno dopo giorno diventava sempre pi unossessione, un lavoro, un obbligo (verso me stesso). Tanto da non riuscire a capire il perch, in quel preciso momento, di dover ascoltare due o tre volte di fila In the court of the Crimson King o Third dei Soft Machine quando il pensiero e la voglia correvano frenetici sui Doors o, che so, su La mela di Odessa degli Area. E mia figlia a supplicare di ascoltare la Tina, Edoardo e Foxy lady con sul piatto Sysyphus da Ummagumma. Alla fine l'ho fatto. Dopo oltre un anno di errori e ripensamenti, dopo una ricerca infinita (e ancora incompleta) una cosa mi parsa chiara : impossibile scrivere di musica, o meglio, tremendamente difficile spiegare con il ruvido materialismo dei vocaboli le mille sensazioni, le emozioni a 360 gradi che la musica capace di generare.

Mi tornano in mente le considerazioni di Glen Sweeney incluse nelle note di copertina di Alchemy, il primo album della Third Ear Band, che ammoniscono sullinadeguatezza delle parole nel descrivere gli elementi portanti della musica del gruppo. Comunque, scrivere di musica necessario, comunicare agli altri la propria esperienza d'ascoltatore (attivo ?), e se solo fossi riuscito a riversare nelle mie considerazioni il 10 % di ci che provo quando ascolto, allora potrei considerare riuscito il lavoro svolto. E il bello che nessuno lo pu dimostrare, perch la musica non solo vibra nelle ossa ed entra nella pelle ma s'insinua, spesso in modo subdolo, nei reconditi e impenetrabili ingranaggi che regolano il funzionamento del sentimento e dellemozione. Non certo un capolavoro questo libro, ma mi piacerebbe fosse considerato un lavoro onesto, come lopera della media dei musicisti che vi sono citati e dal momento che sono testardo credo che ci riprover, ancora tenter di dar forma a qualche progetto che mi passa in zucca perch la musica vita e la vita, tutto sommato, bella. Un grazie di cuore, per la sopportazione, a Maura e Alice.

Nota introduttiva
Intanto utile trovarsi daccordo sul significato del termine musica progressiva, oppure pu anche non verificarsi conformit di opinioni ma una definizione a rigor di termine musicale appare necessaria. Di norma si tende a considerare progressivi complessi o singoli musicisti (e le loro proposte sonore) appartenenti al fenomeno del rock romantico e sinfonico, quello che prende le mosse dal neoclassicismo dei Beatles per giungere (attraverso una precisa fase evolutiva) a formazioni quali Genesis, Yes, E L & P e simili. Larte non uno specchio - un martello, il principio generale sentenziato da John Grierson sulla copertina di In praise of learning degli Henry Cow. Facendo interagire queste parole con il concetto di musica progressiva, potremmo considerare lo specchio come edonistica e immobile riflessione di unimmagine sonora prestabilita mentre il martello, in quanto umile strumento di lavoro, risulterebbe utile per lesecuzione di piccole modifiche strutturali, necessario al divenire faticoso delle note sul pentagramma. Se il significato del termine progressivo sta per qualcosa che tende a progredire, che procede lentamente e continuamente in senso evolutivo, allora qualcuno deve spiegare perch (a puro e semplice esempio) vanno considerati progressivi i Genesis e non gruppi quali Who o Led Zeppelin, sicuramente pi importanti e decisivi sotto questo aspetto. Si tratta, chiaramente, di uno dei tanti luoghi comuni del rock, dellesigenza di etichettare, catalogare, di rendere commerciabile un prodotto musicale.

Credo che gli artisti che hanno contribuito allo sviluppo della musica inglese, che hanno lavorato in progressione, rappresentino una ben pi vasta platea dinteresse. Non tutti (anzi, quasi nessuno) hanno sviluppato interamente la carriera alla continua ricerca di un accrescimento creativo della forma musicale (e lesempio eclatante viene proprio dallambito romantico-sinfonico) ; lattitudine progressiva di molti va rintracciata in una parte dellattivit, a volte in un singolo episodio. E quindi obbligatorio calarsi nella complessit della musica rock inglese (o meglio britannica, perch di questa si disquisisce) e non tragga in inganno la grande quantit di nomi citati : questa non vuole essere, e non , una storia del rock inglese, ma solo il resoconto del suo aspetto progressivo. Non c tutto, non unenciclopedia. Nemmeno mi piace chiamarla guida, sa troppo di itinerari predisposti e comandati. Una traccia introduttiva allascolto della musica progressiva inglese mi pare possa cogliere il senso di queste righe, sufficientemente articolata, strumento utile a stimolare lapproccio (o un sempre vantaggioso ricordo) verso un mondo musicale estinto ma ancora in grado di trasmettere emozioni, di offrire input basilari alle nuove generazioni di appassionati. Come gi accennato, qui si parla di musica britannica e non mancano le inevitabili eccezioni. Lo sappiamo tutti, ad esempio, che Jimi Hendrix nato a Seattle e ha girato gli Stati Uniti in lungo e in largo per anni prima di essere casualmente scoperto da Chas Chandler. Non si pu per dissentire sul fatto che lExperience vada considerata una formazione inglese, non tanto per la presenza di Redding e Mitchell (che da soli...), quanto per la precisa collocazione storico - musicale e geografica che interessa il complesso nella parte iniziale della carriera. Chi pu ragionevolmente affermare che Hendrix sarebbe divenuto lo stesso musicista di successo mondiale, punto di riferimento essenziale per lo sviluppo della chitarra rock, che avrebbe suonato la stessa musica e pubblicato un disco come Are you experienced ? se non avesse seguito il consiglio di Chandler di recarsi in quella Londra piena di fermento, nel settembre del 1966 ? Si tratta di un preciso periodo storico : 1965 / 1974. Ovviamente tale lasso di tempo non deve essere considerato come una sorta di esercizio provvisorio del rock, che inizia al primo di gennaio del 65 e termina il 31 dicembre 1974. Pi semplicemente si intende il 1965 come lanno nel quale si vengono a concretizzare in modo compiuto le prime forme complesse di musica rock e il 1974 rappresenta una possibile, ideale chiusura di un decennio musicale irripetibile, la fine di un movimento che arranca in preda ad una irreversibile decadenza creativa, del quale lavvento del punk rock far sommaria giustizia. Allordine alfabetico dei nomi ho preferito una trattazione per capitoli e (per quanto possibile) per categorie omogenee, con la presenza di un sommario discografico che non vuole arrogarsi la pretesa dellinfallibilit ma certamente costituisce una corposa base di partenza (con gli oltre 300 titoli consigliati) per chi vuole entrare in contatto con la parte migliore del rock britannico.

Molti degli album citati sono oggi delle vere e proprie rarit reperibili, nelloriginale versione in vinile, esclusivamente nei vari mercatini dellusato e dei dischi da collezione, a prezzi spesso proibitivi. E in ogni caso possibile, con un po di ricerca (e di fortuna, elemento sempre necessario per fruire di musica in Italia), riuscire ad ascoltare il prezioso contenuto di questi lavori rivolgendosi al settore delle ristampe. Tra le principali etichette specializzate in riedizioni di vecchio e, a volte, dimenticato materiale si possono segnalare Edsel, B.G.O., See for Miles, Repertoire che da qualche anno a questa parte pubblicano quasi esclusivamente nel formato CD. Certo, gli originali odorano (o puzzano) di storia ma ci che veramente importa, alla fine, lapproccio alla bellezza, alla poesia, alla vitalit, alle emozioni che questa musica ancora capace di comunicare.

A New Day Rising


dal beat alla musica progressiva

Nella storia della musica, in realt, una nuova alba non mai esistita. Il concetto di invenzione, di creazione dal nulla in questa materia appare fuori luogo ; dopo tanti eventi a sensazione dobbiamo allenarci a ragionare nellottica del divenire, ad esaminare i piccoli e grandi cambiamenti progressivi che traggono il loro valore aggiunto dal preesistente con lausilio di figure di rilievo e di oscuri praticanti, di luminari e di imbonitori, tra grandi gioie e sconfinate delusioni. E non pu essere altrimenti se esatto, come sosteneva Jacques Attali, che il mondo non si guarda, si ode - non si legge, si ascolta, se vero che la musica non la colonna sonora della nostra vita ma il fluire dellesistenza stessa. A maggior ragione lopinione pare valida per la musica rock, tipica espressione di sintesi sonora, di fusione tra stili diversi riannodati su nuove metriche : a volte si tratta di prospettive inedite, in altri casi di sfumature.

Verso la met degli anni Cinquanta i maggiori musicisti americani di rocknroll (Elvis Presley, Bill Haley, Buddy Holly, Jerry Lee Lewis, Little Richard, Chuck Berry ...) iniziano ad ottenere grande successo nelle classifiche di vendita inglesi e di riflesso nascono i primi cantanti indigeni del genere. I vari Cliff Richard, che si fa accompagnare da un gruppo chiamato Shadows, Lonnie Donegan e simili non fanno comunque molto per tentare di mascherare quella che si configura come una fase di chiara importazione culturale per la musica inglese. Il loro successo commerciale risulta oltremodo importante per convincere una moltitudine di aspiranti giovani musicisti a prendere in mano gli strumenti e confrontarsi con i suoni che provengono da oltre oceano. Lo sviluppo dal rocknroll alle prime forme compiute di linguaggio rock avviene nella parte iniziale degli anni Sessanta seguendo due principali direttrici : il beat melodico e il blues revival.

-1Il beat una forma musicale direttamente derivata dal rocknroll degli anni 50, con una forte componente ritmico - melodica e un approccio piuttosto commerciale, anche come genere da ballo. Nei primi tempi, il fulcro della musica beat si localizza nella zona del Lancashire, in particolare nelle citt di Liverpool e di Manchester, dove assume la denominazione di Mersey Sound. Da Manchester provengono gli Hollies di Graham Nash, dalla rigogliosa scena di Liverpool gruppi quali Searchers, Gerry and the Peacemakers, Merseybeats, Big Three. In questo contesto lunica formazione che nel tempo riesce a sviluppare in modo significativo, e con clamore irripetibile, le coordinate sonore di base della propria musica quella dei Beatles.

John Lennon, Paul McCartney e George Harrison iniziano nel 1956 in una formazione denominata Quarrymen e agli albori del nuovo decennio sono ancora insieme nei Silver Beatles, che comprendono anche Stuart Suttcliffe (morir nellaprile 62 a causa di unemorragia cerebrale) e il batterista Pete Best. Nellautunno 1961 incontrano Brian Epstein, che si propone come manager e riesce a procurare al gruppo loccasione di un provino per la Decca, effettuato il primo gennaio del 1962. I responsabili della casa discografica commettono il grave errore di non credere alle potenzialit del quartetto di Liverpool, che riscuote maggior fortuna presso letichetta Parlophone (del gruppo Emi) : qui lavora George Martin che diventa il produttore dei Beatles. Lultimo avvicendamento in formazione riguarda il ruolo di batterista coperto da Ringo Starr, a seguito dellallontanamento di Best. Il 5 ottobre 1962 viene pubblicato il primo 45 giri Love me do che ottiene un buon successo entrando nei top 20 e i singoli del 1963 impongono i Beatles ai vertici delle classifiche inglesi. In questa fase, la loro musica si basa su un serrato incrocio ritmico di rocknroll e twist, con arrangiamenti semplici ed esaltanti armonie vocali tesi a generare un impatto estremamente coinvolgente. Fondamentale laffermazione come compositori della coppia Lennon / McCartney, che sin dalle prime uscite impone pezzi di propria produzione in un periodo nel quale prassi diffusa affidarsi alla rielaborazione di brani importati dagli Stati Uniti. Canzoni come She loves you e I want to hold your hand marchiano indelebilmente lo stile dei Beatles, che allinizio del 1964 conquistano anche il mercato americano piazzando la bellezza di cinque singoli e due album ai primi posti delle relative classifiche. Questo straordinario risultato commerciale rappresenta il primo passo verso una decisa inversione di tendenza nel rapporto tra musica rock inglese e americana : ora lInghilterra, sullo stimolo del fenomeno Beatles, esporta la propria musica negli States (e nel resto del mondo) e di conseguenza i musicisti americani devono iniziare a tenere conto di ci che accade in terra inglese. Nonostante tutto non si pu certo affermare che i Beatles, fino a questo momento, abbiano inventato chiss quali sconvolgenti novit in ambito musicale ; il loro sconfinato successo in gran parte determinato dallabilit nel sapersi proporre ed atteggiare in modo nuovo e anticonformista nei confronti dellindustria discografica e del music business.

Questo il periodo delle grandi tourne in giro per il mondo che contribuiscono a rafforzare ulteriormente la loro popolarit (nel giugno del 1965 visitano anche lItalia, tenendo una serie di concerti a Milano, Genova e Roma). Nellottobre 1964 i Beatles registrano I feel fine, il singolo natalizio di quellanno, che presenta alcune novit rispetto alla precedente produzione. Si tratta ancora di particolari, in ogni caso nellintroduzione del brano viene volutamente inserito un feedback di chitarra (prendendo spunto dagli Yardbirds che per primi sperimentano questa possibilit) e la canzone possiede un incedere caracollante che ricorda certe cose dei rivali Rolling Stones, con un lavoro di chitarra un po pi complesso del solito. Anche sul fronte degli album si assiste ad un'evoluzione che offre i primi frutti importanti con il sesto disco a 33 giri Rubber soul (Parlophone), pubblicato alla fine del 1965. Nella ballata di Norwegian wood George Harrison introduce il sitar per la prima volta in un pezzo pop, relegandolo per ad un ruolo di caratterizzazione timbrica (meglio sapranno fare gli Stones con Paint it, black lanno successivo). The word appare come uno dei brani pi originali prodotti dai Beatles fino a questo momento, con superbe armonie vocali che presentano vaghi accenti jazz e gospel, mentre In my life una raffinata ballata che sorprende per un inatteso intermezzo neoclassico di George Martin al piano. In contemporanea con la pubblicazione di Rubber soul viene immesso sul mercato un singolo con Day tripper, un ordinato rhythm & blues avvalorato da un classico riff di chitarra, e con We can work it out, dalla bella linea melodica decadente. Con il nuovo anno inizia per i Beatles una seconda fase della propria carriera ; il gruppo avverte lesigenza di proporsi in modo pi ambizioso rispetto ai contenuti musicali e preferisce dedicarsi esclusivamente alla composizione e alla ricerca sulle tecniche di registrazione, abbandonando definitivamente lincessante attivit concertistica nellagosto 66. Nonostante lo sforzo profuso e la pubblicazione tra il 66 e il 67 dei loro lavori maggiormente significativi Lennon, McCartney e compagni perdono gradualmente lunit dintenti e paradossalmente si vedono sfuggire di mano la leadership della scena rock, oramai in grado di evolvere autonomamente verso obiettivi di notevole creativit.

BEATLES - REVOLVER (Parlophone - 1966) Nel giugno 1966 viene commercializzato il 45 giri Paperback writer, e ancor pi dellottimo rock scorrevole ed immediato del lato A colpisce il retro Rain che anticipa le atmosfere del successivo album Revolver, facendo largo uso di nastri manipolati. Revolver, pubblicato nellagosto 66, il disco pi innovativo dellintera produzione dei Beatles ; lalbum rappresenta una decisa svolta verso un approccio creativo radicale e lacquisita confidenza con le tecniche di registrazione permette, in particolare a Lennon, di sperimentare sonorit originali ed in parte inedite. Lapertura riservata ad una sequenza di tre brani disposti in netto contrasto stilistico, quasi a voler affermare in modo provocatorio le capacit dei musicisti nellaffrontare generi musicali allapparenza antitetici tra loro. Cos Taxman un rock spigoloso che evidenzia dure

linee di chitarra, Eleanor rigby propone unatmosfera di musica da camera (per ottetto darchi e voce solista di McCartney), Love you to possiede un intenso sapore orientale con Harrison che al sitar mostra progressi rispetto allesperienza di Norwegian wood. Molto coinvolgente il rock melodico di She said - she said, sostenuto da un mix di chitarre multicolori; interessanti anche latipica ballata di For no one e I want to tell you, condotta dalla nitida e suadente sei corde di Harrison in contrasto con un obliquo trattamento pianistico. Il resto del disco si conferma su buoni livelli, e persino una canzoncina come Yellow submarine viene contornata di rumori ed effetti di ogni tipo. Il capolavoro dellalbum la conclusiva Tomorrow never knows, primo convinto tributo di Lennon e McCartney alla montante cultura psichedelica. Dopo una breve introduzione di sitar il brano decolla improvvisamente pervaso da strane sensazioni, con suoni che schizzano in ogni direzione sospinti da unoscura forza centrifuga, aggrappati al ritmo martellante ed ipnotico della batteria, allindifferenza della litania intonata da John Lennon, il tutto a creare uno stordente effetto di stratificazione sonora. Tomorrow never knows rappresenta uno dei vertici della creativit dei Beatles e prepara il terreno per la realizzazione, nei mesi successivi, della notevole Strawberry fields forever e del celebrato Sgt. Pepper.

-2Se il genere del beat melodico trova i principali punti di riferimento geografici nellambito della provincia inglese, il fenomeno del blues revival si sviluppa essenzialmente a Londra. Tra i personaggi pi influenti, vero promotore della diffusione del blues e del rhythm & blues in Inghilterra, va annoverato Alexis Korner che gi a met degli anni 50 apre il London Blues and Barrelhouse Club e allinizio dei Sessanta lEaling Club, aiutato da Cyril Davies, altra significativa figura dellepoca. Nel 1961 Korner crea la sua prima formazione, Blues Incorporated, una sorta di nucleo aperto alla generazione di giovani musicisti inglesi, vogliosi di confrontarsi con il suono proveniente dallAmerica. In questa formazione muovono i primi passi personaggi del calibro di Mick Jagger, Brian Jones, Keith Richard, Charlie Watts (i Rolling Stones !), ma anche importanti esponenti del jazz inglese quali John Surman, Dave Holland e Mike Westbrook. I Blues Incorporated continuano nella loro meritoria opera divulgatrice fino al 1967, quindi Korner prosegue una rigorosa e poco remunerativa carriera con altre creature come Free at Last, New Church, Collective Consciousness Society, Snape, collaborando spesso con musicisti di prestigio fino alla morte nel 1985.

Allinizio degli anni Sessanta Mick Jagger e Keith Richard muovono i primi passi nellambiente musicale suonando in un gruppetto studentesco chiamato Little Boy Blue & the Blue Boys nel quale presente anche Dick Taylor, futuro fondatore dei Pretty Things. I Blue Boys entrano nel giro dellEaling Club di Alexis Korner dove conoscono il chitarrista Brian Jones e il pianista Ian Stewart ; dal luglio 1962 il gruppo inizia ad esibirsi con regolarit e nel gennaio successivo cambia nome in Rolling Stones, dopo lingresso in organico di Charlie Watts (dai Blues Incorporated) e di Bill Wyman (dai Cliftons). Il primo ad accorgersi del potenziale della nuova formazione Giorgio Gomelsky, ma dopo pochi mesi gli subentra come manager Andrew Loog-Oldham che decide di orientare la carriera dei Rolling Stones ad un antagonismo musicale e dimmagine nei confronti dei Beatles. A farne le spese Ian Stewart, ritenuto non consono allaspetto trasandato ed aggressivo del complesso, che viene estromesso dalla formazione pur rimanendo in qualit di collaboratore esterno. Nel giugno del 63 i Rolling Stones pubblicano il primo singolo Come on, un brano scritto da Chuck Berry, e proprio lutilizzo sistematico di canzoni rocknroll e blues importate dagli U.S.A. caratterizza tutte le uscite discografiche iniziali. Cos per Not fade away (un brano di Buddy Holly), per Its all over now (di Bobby Womack, che nel giugno 1964 li porta per la prima volta in testa alla classifica di vendita inglese), per Little red rooster (di Willie Dixon), per la quasi totalit dei brani inclusi nei tre album di inizio carriera. Nonostante lassenza di materiale originale, a differenza dei Beatles che da subito interpretano prevalentemente canzoni proprie, il successo notevole e i Rolling Stones simpongono rapidamente come il gruppo inglese di maggior fortuna tra quelli dediti ad una musica che trae le radici dal rocknroll e dal blues pi robusto ed immediato. Con i successivi singoli, la bella The last time e soprattutto la potente Get off of my cloud, la coppia Jagger / Richard inizia a comporre canzoni originali e sempre pi personali. Nel 1965,

con (I cant get no) Satisfaction gli Stones simpongono anche sul mercato americano : Satisfaction sostanzialmente un R & B ritmato e ossessivo, caratterizzato da un memorabile riff ipnotico di chitarra, che tormenta per tutta la durata del brano, e da un Mick Jagger pi ruffiano e arrogante che mai. Nellaprile 1966 Paint it, black fa ancora meglio : pur non essendo in grado di tentare un approccio tradizionale allo strumento, Brian Jones riesce a disegnare con il sitar unoriginale cadenza di danza orientale, sostenuta da una ritmica serrata e contrapposta ripetutamente al rocknroll del ritornello. La voce di Jagger appare tenebrosa e contribuisce ad accrescere il senso di mistero che aleggia sul brano. La pubblicazione di Paint it, black contemporanea a quella del quarto LP Aftermath, ma la canzone non viene compresa nelledizione inglese dellalbum, bens in quella americana del giugno dello stesso anno.

ROLLING STONES - AFTERMATH (Decca - 1966) Quando nella primavera del 1966 viene edito Aftermath i Rolling Stones sono ai vertici della popolarit e il disco rappresenta un importante punto di arrivo. Il materiale interamente composto da Jagger e Richard e la musica fissa in modo irreversibile le coordinate del suono del complesso. Il momento di maggior emozione del disco la sequenza Lady Jane - Under my thumb. La dolce Lady Jane si mostra con una delicata melodia, impreziosita dalle rifiniture barocche operate da Brian Jones che inserisce dulcimer e clavicembalo. Under my thumb appare come la logica evoluzione di Satisfaction proponendo un moderno rhythm & blues, pi moderato sotto laspetto ritmico, con un azzeccato contrasto tra la spigolosa chitarra di Richard e le marimbas di Jones che formano un sinuoso tappeto sonoro, ideale per le evoluzioni di Jagger. Tutto lalbum si conferma ad alto livello con una bella variet di temi che spaziano dalliniziale, scarna e sarcastica, ballata di Mothers little helper alle aggressive ed accattivanti Stupid girl e Think, dalla celebre Out of time (nello stesso anno grande successo per Chris Farlowe) ai tipici esempi di Stones sound nelle sguaiate Flight 505 e Its not easy. Non mancano brani dimpostazione blues quali Doncha bother me, la stuzzicante High and dry e lestenuante Goin home, che con i suoi undici minuti di improvvisazione blues ha il merito di uscire dai collaudati e oramai costringenti schemi del classico pezzo da classifica.

Gli Animals presentano notevoli affinit con i Rolling Stones ; anche loro si riferiscono sostanzialmente alle stesse matrici RnR e blues e, come nei primi tempi per Jagger e compagni, fanno largo uso di cover di autori americani, evidenziando una modesta attivit di scrittura originale. Riescono ad emergere grazie alle doti vocali di Eric Burdon e alla presenza dellorgano di Alan Price che personalizza brillantemente i loro brani. Il gruppo, nato nel 1962 a Newcastle come Alan Price Combo e poi trasformatosi in Animals, guidato da Eric Burdon (v.) e, oltre a Price (ts.), comprende Hilton Valentine (ch.), Chas

Chandler (bs.) e John Steele (bt.) ; lesordio discografico, sotto la produzione di Mickie Most, avviene con la pubblicazione del singolo Baby let me take you home nel maggio 1964. Il disco riscuote discreto successo ma con il successivo 45 giri che gli Animals raggiungono la vetta delle classifiche sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. House of the rising sun (giugno 64) un brano tradizionale che Bob Dylan aveva inciso per il suo album desordio un paio di anni prima e gli Animals ne ricavano un arrangiamento classico, denso di drammaticit, al quale contribuiscono in modo decisivo il lirico organo di Price, lefficace arpeggio di chitarra di Valentine e il tono grave della voce di Burdon, realizzando di fatto uno dei primissimi esempi di folk rock. La produzione degli Animals intensa: entro la fine dellanno il gruppo pubblica altri due singoli, il primo dei quali (la dinamica Im crying) porta la firma di Burdon e Price, e nel 1965 infila una serie di brani di successo improntati al rhythm & blues. Dont let me be misunderstood ( un brano di Nina Simone) e Bring it on home to me (di Sam Cooke) sono due buone versioni, mentre le successive Weve gotta get out of this place (luglio 65) e Its my life (ottobre 65) vanno annoverate tra le pi belle canzoni del periodo, esaltate da un superlativo Eric Burdon che esprime performance vocali originali e coinvolgenti, dimostrando di essere uno dei migliori cantanti dellepoca. Gli album Animals (Columbia-1964) e Animals tracks (Columbia-1965) si basano principalmente sui brani gi editi a 45 giri e presentano, in ossequio ad una deprecabile moda in auge a quei tempi, selezioni diverse tra le edizioni inglesi e americane. I primi segni di cedimento del gruppo si avvertono quando Alan Price abbandona per intraprendere la carriera solista, seguito a breve distanza da John Steele : i sostituti sono Dave Rowberry, proveniente dai Mike Cotton Sound, e Barry Jenkins che aveva suonato con i Nashville Teens. Dopo la pubblicazione dellalbum Animalisms (Decca-1966) Eric Burdon decide di lasciare gli Animals, decretandone, di fatto, lo scioglimento nellestate 1966. Torner alla fine dellanno con una nuova versione del gruppo su basi sonore decisamente diverse. Per quanto riguarda gli altri componenti curioso il destino di Chas Chandler che nel luglio 66, in occasione dellultimo tour americano degli Animals, scopre Jimi Hendrix e ne diventa manager e produttore : in seguito sar anche il produttore dei controversi Slade.

Nonostante il buon riscontro di vendite e lindiscutibile qualit delle loro canzoni, i Them risultano meno decisivi per levoluzione del blues revival inglese rispetto a gruppi come Rolling Stones, Animals e Yardbirds. Lirlandese Van Morrison agli albori dei Sessanta canta e suona il sassofono nei Monarchs, un piccolo complesso di Belfast che riesce a pubblicare un solo 45 giri. Verso la fine del 1963 il cantante decide di approntare un gruppo pi ambizioso che comprende alcuni strumentisti locali ; in realt la formazione si mostra estremamente instabile e subisce nel tempo un continuo ricambio di musicisti, tra i quali vanno ricordati i fratelli Jackie (ts.) e Patrick (bt.) McAuley, Alan Henderson (bs.), Jim Armstrong (ch.), Ray Elliott (ts.), David Harvey (bt.) e Peter Bardens (ts. - nel 1965 solo per breve tempo).

Inoltre, il fatto che in molte registrazioni i musicisti ufficiali sono sostituiti da vari sessionmen contribuisce a rendere maggiore la confusione e a rischio lesistenza stessa del complesso. Lesordio su vinile avviene nel settembre 64 con Dont start crying now, ma solo alla fine dello stesso anno i Them s'impongono allattenzione del grande pubblico con un notevole singolo che presenta sul lato principale una focosa versione del blues di Joe Williams Baby please dont go. Sul retro viene inserita Gloria, una composizione di Morrison costruita su uninsistente trama ritmica (in teoria senza inizio n fine) pilotata dalla voce grintosa del cantante, che con il procedere dellesecuzione determina una sorta di trance ipnotica. La canzone diventer un classico del rock e sar reinterpretata in innumerevoli versioni, tra le quali vanno ricordate quelle di Jimi Hendrix, dei Doors e di Patti Smith. Lottimo risultato di vendite porta il gruppo allinevitabile trasferimento a Londra e alla collaborazione con il produttore americano Bert Berns (famoso per essere il compositore della celeberrima Twist and shout, portata alla notoriet dagli Isley Brothers e ripresa anche dai Beatles) ; proprio una composizione di Berns (Here comes the night) procura un nuovo successo ai Them. In questo singolo e nei due LP incisi dal gruppo sono presenti numerosi sessionmen tra i quali spiccano i nomi dei futuri Led Zeppelin, Jimmy Page e John Paul Jones. Nonostante lavversione di Morrison verso questa situazione gli album risultano interessanti. Sul primo, The angry young Them (Decca-1965), oltre a Gloria meritano di essere segnalati un altro grintoso originale di Van Morrison, Mystic eyes, e lottima versione di Bright lights, big city che evidenzia le peculiarit del suono essenziale e pungente del complesso. Nel successivo Them again (Decca-1966) spiccano le buone cover di I put a spell on you e di I got a woman, leccellente resa del R & B con accenti gospel di Turn on your love light (in U.S.A. un classico per i Grateful Dead) e soprattutto una magica rilettura di Its all over now, baby blue di Bob Dylan, arrangiata alla maniera dei migliori Rolling Stones e valorizzata da una sofferta interpretazione di Van Morrison. Ad ogni modo la fine dei Them prossima e viene sancita nel maggio del 1966, al termine di una sfortunata serie di concerti negli Stati Uniti. Morrison segue Berns a New York dove intraprende una proficua carriera da solista. I restanti componenti del gruppo, con il cantante Ken McDowell, si trasferiscono a loro volta in Texas dove, tra il 68 e il 71, pubblicano quattro album sotto la sigla Them II. Una menzione anche per i fratelli McAuley che nel 1966 formano i Belfast Gypsies, capaci di realizzare un paio di singoli e un LP prima di un rapido scioglimento. In seguito Jackie McAuley si unisce a Judy Dyble, la prima cantante dei Fairport Convention, per costituire il duo folk dei Trader Horne (discreto lunico album Morning way, Dawn-1970).

Eric Clapton un chitarrista diciottenne innamorato del blues elettrico di Chicago quando, nel marzo 1963, inizia la sua fortunata carriera in un piccolo complesso rhythm & blues chiamato Roosters. Dopo una fugace apparizione in unaltra formazione di poche pretese (Casey Jones & the Engineers), nellottobre dello stesso anno Clapton entra a far parte degli emergenti Yardbirds, in sostituzione di Top Topham.

Il gruppo si era costituito pochi mesi prima, per via della fusione tra Chris Dreja (ch.), Jim McCarty (bt.) e Top Topham (ch.) (provenienti dai Suburbiton R&B) con Keith Relf (v.ar.) e Paul Samwell Smith (bs.) dei Metropolis Blues Quartet. Gli Yardbirds si esibiscono regolarmente al Crawdaddy e il gestore del locale Giorgio Gomelsky diventa loro manager e produttore. Nei primi tempi la musica del gruppo fortemente influenzata dal blues elettrico e dal RnR di Chuck Berry e di Bo Diddley, con la peculiarit della brillante tecnica alla chitarra di Clapton, gi allepoca considerato uno dei migliori strumentisti della scena rock. Un interessante resoconto di questo periodo documentato dallalbum Five live (Columbia-1965), registrato (in modo non proprio impeccabile) dal vivo al Marquee nel marzo 1964. Nello stesso anno vengono editi un paio di singoli, I wish you would e Goodmorning little school girl, che rimangono distanti dalle infuocate esibizioni live e vendono poco. La svolta decisiva del marzo 1965 : gli Yardbirds sono in studio per la realizzazione del nuovo 45 giri For your love, una canzone di Graham Gouldman, un giovane compositore proveniente da Manchester (negli anni settanta sar membro fondatore dei 10 CC). Lintroduzione affidata al clavicembalo suonato da Brian Auger e il brano possiede un originale gioco vocale, abilmente incastrato su un tappeto di liquide percussioni, con il rocknroll della parte centrale che si staglia prepotentemente su tutto il resto. Non c traccia di chitarra solista o di blues, Clapton giudica il brano troppo commerciale e addirittura preferisce abbandonare il gruppo per raggiungere i Bluesbreakers di John Mayall. In realt For your love, oltre ad essere il primo grande successo della formazione, rappresenta un abile tentativo di ricorso alle nuove tecniche di registrazione, con lutilizzo di strumenti e sonorit estranei alla tradizione del blues e del RnR ; in questo modo, gli Yardbirds si pongono in linea con i primordiali tentativi di musica progressiva che nel 1965 incominciano a manifestarsi. Eric Clapton viene ben sostituito da Jeff Beck, proveniente dai Tridents, e il gruppo insiste nella direzione intrapresa con altri due singoli composti da Gouldman, Heart full of soul e Evil hearted you, che confermano il successo di vendita anche se risultano inferiori allillustre predecessore. Un nuovo balzo in avanti costituito dalla bellissima Shapes of things (marzo 1966) dove il lavoro di Beck risalta in modo deciso ; lincedere ritmico della canzone paga un evidente tributo al Bolero di Ravel e il pezzo apre la strada ad una nuova forma di blues, svincolata dalla tradizione e aperta a contaminazioni con altri stili e a soluzioni melodiche pi marcate. Altri gustosi frutti della creativit del gruppo si possono rintracciare nel blues sepolcrale di Still Im sad e nella bizzarra Over under sideways down, un rocknroll anfetaminico dallatipica struttura. Nel giugno 1966 Paul Samwell Smith lascia vacante il posto di bassista che viene rilevato da Jimmy Page, un chitarrista conosciuto per il lavoro di turnista in dischi di svariati artisti. Per qualche tempo gli Yardbirds provano la formula con due chitarre soliste, ma alla fine dellanno Beck decide di formare un proprio gruppo ; ridotti a quartetto, e con il nuovo produttore Mickie Most, affrontano la parte terminale della loro storia senza riuscire a rinverdire i fasti passati.

Di fatto, nellestate del 68 gli Yardbirds non esistono pi e, dopo un breve tour in Scandinavia con una nuova formazione denominata New Yardbirds, Jimmy Page decide decisamente di cambiare rotta mutando sigla in Led Zeppelin. Keith Relf e Jim McCarty proseguono come Together per poi fondare, nel giugno 1969, i Renaissance.

Se esiste una formazione che nella parte centrale degli anni Sessanta serve da punto di riferimento per il movimento del blues revival e da trampolino di lancio per numerosi giovani musicisti, destinati ad ottenere grande fama nel firmamento del rock, questa identificabile nei Bluesbreakers di John Mayall. E Alexis Korner a notare Mayall in unoscura formazione di Manchester e a convincerlo al trasferimento a Londra. Mayall non perde tempo e allinizio del 1963 progetta i Bluesbreakers con i quali pubblica un singolo (aprile 64) e un LP registrato dal vivo al Klooks Kleek, Plays John Mayall (Decca-1965). Nella primavera del 1965 Mayall si pu permettere il lusso di presentare una formazione comprendente lormai celebre Eric Clapton, appena uscito dagli Yardbirds, e completata da John McVie (bs.) e da Hughie Flint (bt.). Il quartetto resiste fino al luglio 1966, quando Clapton lascia per fondare i Cream con Jack Bruce e Ginger Baker, facendo in tempo a registrare lalbum Bluesbreakers, John Mayall with Eric Clapton (Decca) con lausilio di una sezione fiati composta da Alan Skidmore, Johnny Almond e Dennis Healy. Si tratta di un lavoro piuttosto ortodosso, con versioni di classici blues tirati a lucido che mettono in risalto la chitarra di Clapton, lirica e potente al tempo stesso ; particolarmente brillanti risultano All your love e Steppin out ed da sottolineare la presenza di alcuni pezzi di discreta fattura composti da Mayall. Alla partenza di Clapton si somma quella di Hughie Flint, che prima suona con i Free At Last di Alexis Korner e poi, alla fine del 69, forma con Tom McGuinness i McGuinness - Flint. Mayall rifonda il gruppo con linserimento dellemergente Peter Green (ch.), proveniente dagli Shotgun Express, e dellottimo batterista Aynsley Dunbar, ex componente dei Mojos, mentre al basso resta il fido McVie. Alla fine del 1966 i Bluesbreakers registrano A hard road, che propone un suono pi moderno e grintoso : Peter Green si lascia trasportare dal fervore di The stumble ed eccitante nella rilettura di Dust my blues, ma soprattutto offre un fondamentale contributo creativo con le notevoli The same way e The supernatural, un brano strumentale giocato sulla riuscita fusione tra la sezione ritmica piuttosto informale e la chitarra che disegna linee profonde e suggestive. Tra le composizioni di Mayall, pi numerose e qualitative del solito, spiccano la title track e Another kinda love. Anche questa edizione del complesso dura pochi mesi in quanto Green, nellestate 1967, forma i Fleetwood Mac ; Mayall ne approfitta per realizzare lalbum Blues alone (Ace of Clubs1967), registrato quasi in solitudine con lo sporadico apporto di Keef Hartley (bt.). Hartley, gi membro degli Artwoods, entra nei Bluesbreakers al posto del defezionario Dunbar (che nel 68 costituisce la Retaliation) e Mayall ripone la propria fiducia nel diciottenne Mick Taylor per il ruolo di chitarrista.

I brani che compongono Crusade (Decca-1967) segnano il ritorno ad un convinto rigore stilistico, dopo le sperimentazioni di A hard road. Taylor si dimostra musicista tecnicamente dotato, stilisticamente privo di sbavature e le versioni di Oh, pretty woman, My time after awhile, I can quit you baby sono di grande livello ; Crusade pu essere considerato il momento di maggior fulgore del John Mayall legato alla tradizione blues.

Gruppo di modesto successo ma di notevole importanza per loriginalit delle soluzioni sonore adottate, la Graham Bond Organization nasce alla fine del 1963 sulle ceneri del Graham Bond Quartet. Il leader inizia la carriera suonando il sassofono nel quintetto jazz di Don Rendell e passa allorgano nel novembre del 62, quando entra a far parte dei Blues Incorporated. Nel 1963 Bond crea un trio con altri musicisti provenienti dal gruppo di Korner, Jack Bruce (bs.ar.v.) e Ginger Baker (bt.), che poi diventa un quartetto con il chitarrista John McLaughlin. Con lingresso in organico del sassofonista Dick Heckstall Smith (al posto di McLaughlin) la Graham Bond Organization sinserisce tra i complessi pi creativi ed innovativi della met degli anni Sessanta. Il sax di Heckstall Smith, che sostituisce la chitarra elettrica nelleconomia del suono, rende il blues dellOrganization diverso da quello dei gruppi maggiormente in voga allepoca, mentre Graham Bond si afferma come uno dei capiscuola dellorgano Hammond ed il primo ad introdurre il mellotron in ambito rock ; tra i musicisti che attingono in qualche misura al suo stile vanno ricordati Brian Auger, Keith Emerson, Vincent Crane e Dave Greenslade. A supporto dei due solisti la sezione ritmica di Bruce e Baker si propone brillante e poliedrica, nell'attesa di spiccare il volo con lavventura Cream. Il gruppo registra in un solo giorno lalbum The sound of 65 che, pur presentando qualche inevitabile imperfezione, poggia su solide basi blues e rhythm & blues con evidenti influenze jazz ed una miniera di spunti per il nascente suono progressivo inglese. Nel 33 giri trovano spazio belle riletture (Hoochie Coochie di Willie Dixon e Got my mojo working di Muddy Waters), raffinati arrangiamenti (Baby make love to me e Spanish blues), uno scintillante esercizio per armonica (Train time che Bruce riproporr nel repertorio dei Cream) e una notevole prestazione ai tamburi di Ginger Baker (Oh baby), da sempre affascinato dai ritmi africani e da Elvin Jones. Il brano pi interessante dellalbum Wade in the water dove per la prima volta si mostra un suono dorgano in bilico tra jazz e classica che nel tempo far non pochi proseliti, a cominciare dai Colosseum che terranno ben presenti le cadenze della musica dellOrganization. Sempre nel 1965 la Graham Bond Organization pubblica il secondo Theres a Bond between us (Columbia), disco che conferma gli elementi del suono del gruppo senza aggiungere novit significative. Da segnalare le belle versioni di Whos afraid of Virginia Woolf ?, di Dont let go e di Whatd I say (Ray Charles), le valide Hear me calling your name di Bruce e Camels and elephants di Baker oltre a Walkin in the park, un pezzo di Bond che sar ripreso dai Colosseum in apertura del loro disco desordio. Dopo la registrazione del secondo long playing Bruce e Baker abbandonano la formazione. Bruce suona con Manfred Mann e con John Mayall prima di formare i Cream (assieme a Baker e Eric Clapton), nellestate 1966.

Heckstall Smith rimane nella seconda edizione dellOrganization dove incontra il batterista Jon Hiseman ; entrambi finiscono nei Bluesbreakers di John Mayall con i quali incidono lalbum Bare wires e in seguito fondano i Colosseum. Dopo il definitivo scioglimento dellOrganization, Graham Bond si trasferisce negli Stati Uniti dove collabora con musicisti come Jefferson Airplane, Buddy Miles, Dr. John e pubblica due LP nel 1968. Tornato a Londra suona con gli Airforce di Ginger Baker e progetta nuove formazioni (Initiation / Holy Magick / Magus) con altre uscite discografiche, tra cui lalbum Two heads are better than one (Chapter One-1972) realizzato insieme a Pete Brown, uno dei personaggi pi importanti della scena underground londinese. La parabola artistica di Bond si esaurisce tragicamente lotto maggio 1974 alla stazione di Finsbury Park, travolto da un treno della metropolitana.

Lo Spencer Davis Group una delle tante formazioni inglesi che nei primi anni Sessanta si dedicano alla proposta di una musica fortemente derivata dal R & B ; se il gruppo riesce ad emergere dalla media il merito va attribuito in modo sostanziale alla presenza di un talento del calibro di Stevie Winwood. Il complesso nasce nellagosto 1963 con Spencer Davis (ch.v.), Stevie Winwood (al tempo quindicenne, ts.ch.v.), suo fratello Muff (bs.), Pete York (bt.) e nei primi mesi non ottiene riscontri particolarmente favorevoli. La situazione cambia radicalmente nel novembre 65 quando il gruppo registra Keep on running, un brano composto dal giamaicano Jackie Edwards, basato su un rhythm & blues ossessivo e maniacale, che li proietta al primo posto in classifica. Il successo viene bissato nel marzo del 66 con unaltra composizione di Edwards (Somebody help me) costruita sulla falsariga della precedente. La musica del gruppo, in questo periodo, risulta piacevole, curata e di buon impatto, ma manca d'originalit. Ben presto Winwood comincia a dimostrare il proprio talento come strumentista, cantante e compositore, con la realizzazione di due classici del calibro di Gimme some lovin (novembre 1966) e Im a man (gennaio 67, ripresa con fortuna oltreoceano dai Chicago, sul loro LP desordio). Si tratta di R & B con echi gospel, dinamici ed appassionanti, che tengono conto delle nuove istanze progressive e possiedono segni distintivi in un suono dorgano particolarmente brillante e fluido e nel timbro vocale, stentoreo ma suggestivo, di Winwood. Degni di menzione anche due strumentali meno noti, quali il divertente Trampoline, con piano ed organo in evidenza, e il sorprendente Waltz for Lumumba, costruito su un folto tappeto percussivo a sostegno delle improvvisazioni allorgano di Winwood. Il gruppo pubblica tre album per letichetta Fontana, ma nonostante il successo e il seguito acquisiti Winwood matura lesigenza di un salto di qualit ed abbandona nella primavera del 1967, alla ricerca di nuove, stimolanti esperienze con i Traffic. Privato della sua colonna portante lo Spencer Davis Group si disgrega : Muff Winwood diventa produttore per letichetta Island, mentre Davis e York reclutano lorganista Eddie Hardin e il chitarrista Ray Fenwick, proseguendo senza ottenere grandi consensi fino allottobre 68 quando anche Hardin e York decidono di unire le forze in un sodalizio che frutter alcuni interessanti lavori, tra il 69 e il 71. Nel 1969 Spencer Davis decreta il definitivo scioglimento della formazione.

-3La met degli anni Sessanta vede emergere i primi complessi che fanno della durezza espressiva la loro bandiera ; si tratta di formazioni che hanno caratteristiche differenti ma possiedono una comune urgenza espositiva, resa nei termini di un suono asciutto ed essenziale che in parte precorre le tematiche dellhard rock. Kinks, Who, Pretty Things, Small Faces sono i nomi capaci dimporsi allattenzione di una crescente frangia di pubblico che non si accontenta pi dei suoni puliti e educati del beat. La lezione dei Rolling Stones, degli Animals viene radicalizzata, il rocknroll e il rhythm & blues delle radici sono interiorizzati ed espulsi allesterno, sotto forma di sintesi povera, scheletrica ed originale, dalla quale partire per nuove, imprevedibili e appassionanti avventure.

I Kinks nascono alla fine del 1963, con i fratelli Ray e Dave Davies (ch.v.), Pete Quaife (bs.) e Mick Avory (bt.) e s'avvalgono della produzione di Shel Talmy, un personaggio molto noto allepoca che lavorer anche con Who e Creation. I primi due singoli, allinizio del 64, riscuotono vendite fallimentari ma nellagosto dello stesso anno You really got me (con la presenza di Jimmy Page alla chitarra) proietta il gruppo al primo posto in Inghilterra e nella top ten U.S.A. : il suono esplode dal nulla con un durissimo riff di chitarra, ripetuto senza soluzione di continuit in un crescendo estremamente coinvolgente. In autunno, in contemporanea dell'uscita del primo LP Kinks (Pye-1964, vi partecipano Page, Jon Lord e Nicky Hopkins, in qualit di sessionmen), All day and all of the night consolida i risultati di vendita e la formula stilistica, mostrando un pizzico dattenzione in pi allarrangiamento. Sin dallinizio appare chiara la leadership di Ray Davies che compone tutto il materiale e rappresenta limmagine pubblica del gruppo. Il musicista decide di allentare la tensione con Tired of waiting for you (inizio 65), senza rinunciare ad un suono asciutto e privo di fronzoli ; anche quest'aspetto melodico della musica dei Kinks piace al pubblico e cos per altri singoli di buon successo, tra i quali va segnalato See my friends (agosto 65), una bella composizione che tenta un timido approccio con la psichedelia pi morbida. Nel confuso dedalo di pubblicazioni discografiche (singoli, EP, album originali inglesi, compilazioni per il mercato americano) spicca nellautunno 65 lEP Kwyet Kinks che contiene il brano A well respected man, una ballata disincantata che introduce nel repertorio del gruppo temi ironici sui luoghi comuni e sul perbenismo della societ inglese, soggetti che saranno alla base di molta della futura produzione di Ray Davies. Sul finire dellanno il 45 giri Till the end of the day / Where have all the good times gone segna un ritorno al rock degli inizi e in particolare convince il retro, una corposa canzone dalle piacevoli linee melodiche che influenzer certa musica glamour dei primi anni settanta (David Bowie).

Dal vivo i Kinks si costruiscono una fama poco rassicurante, dando vita ad esibizioni infuocate che a volte sfociano in vere e proprie risse, come nel concerto al Tivoli Garden di Copenaghen. Verso la fine del 65, Davies e compagni effettuano due tourne americane e durante la registrazione di una trasmissione televisiva causano una rissa ; per questo motivo vengono banditi dagli Stati Uniti per un periodo di quattro anni. Lepisodio complica parecchio le strategie commerciali del complesso, che in ogni caso prosegue imperterrito a sfornare singoli di successo e di buon livello qualitativo. Tra i migliori 45 giri del 1966 risultano canzoni atipiche come Dedicated follower of fashion, Dead end street e Sunny afternoon, senza dimenticare lottimo album Face to face (Pye-1966). La musica dei Kinks evolve verso soluzioni ricercate e Ray Davies comincia a lavorare su forme complesse ed ambiziose, che troveranno realizzazione nellultima parte del decennio.

Il nucleo dei Who inizia a configurarsi nel 1962, quando Pete Townshend e John Entwistle costituiscono i Detours ; a loro si uniscono Roger Daltrey e pi avanti Keith Moon, al posto del batterista originario Doug Sanden. Nel 1964 il gruppo permuta nome in High Numbers e riesce ad incidere un singolo che non ottiene alcun riscontro. Le cose cambiano al termine dellanno, per via dellinteressamento dei manager Kit Lambert e Chris Stamp ; la formazione si ribattezza come Who e i primi singoli, I cant explain (gennaio 65) e Anyway anyhow anywhere (marzo 65, entrambi prodotti da Shel Talmy), muovono le acque anche se occorre attendere la pubblicazione di My generation, nel novembre dello stesso anno, per apprezzare in pieno lo stile esuberante e selvaggio di Townshend e compagni.

WHO - MY GENERATION (Brunswick - 1965) My generation, che sale fino al secondo posto della classifica di vendita inglese, una canzone di straordinario impatto ; mai, prima di allora, sera ascoltato un brano cos sfrontato nel suo furore strumentale. Pete Townshend esegue una rielaborazione di un pezzo di Jimmy Reed dove la chitarra tagliente, il basso martellante di Entwistle e la batteria disordinata di Moon forniscono una base ritmica ossessiva, sulla quale Daltrey espone i suoi problemi generazionali producendosi in una performance classica, imprecando e simulando una rabbiosa balbuzie. Nella parte centrale il gruppo sorprende, riservando labituale spazio dellassolo di chitarra ad una vorticosa ed eccitante evoluzione del basso, mentre il convulso finale richiama il caos tipico delle esibizioni dal vivo, con gli strumenti che prendono la mano, muri di feedback e svisate tumultuose, fino allinevitabile distruzione al termine della folle corsa. In My generation si possono riscontrare tutte le principali caratteristiche del suono dei primi Who : una sezione ritmica travolgente con la potenza e la precisione di Entwistle, con la rabbia di Keith Moon che sovverte i tradizionali canoni sulluso della batteria nel rock - fino a quel momento anonimo strumento ritmico - scatenando sui tamburi veri e propri temporali percussivi che rendono il fraseggio immediatamente riconoscibile, e ancora labilit di Townshend nellapprontare un originale stile alla chitarra, sperimentando un uso sistematico del feedback. Solo un cantante dotato e sfacciato come Daltrey pu riuscire a confrontarsi con siffatti compagni senza essere travolto dal suono.

Lalbum desordio, che eredita il titolo dallo storico 45 giri, non certo la classica compilation di singoli (come spesso accade allepoca), bens un lavoro ricco di episodi brillanti in perfetta coesione di stile, che anticipa di qualche mese i primi LP di rilievo dei Beatles (Revolver) e dei Rolling Stones (Aftermath). Registrato in poche ore di studio con laiuto di Nicky Hopkins al piano, il long playing comprende brani per la maggior parte composti da Townshend, oltre ad alcune cover e alla strumentale The ox, firmata a pi mani. Il suono compatto e grintoso, mantiene un compromesso tra il R & B delle origini e i canoni delle belle armonie beat (La la la lies, Much too much, A legal matter) attingendo ad alcuni classici quali I dont mind, Please, please, please (entrambi di James Brown) e Im a man (Bo Diddley). I frutti migliori (a parte la celebrata title track) sono il ruvido rhythm & blues iniziale di Out in the street con un deciso Daltrey, la tipica e variegata The goods gone costruita su uninteressante struttura a sezioni, la classica armonia di The kids are alright e la conclusiva The ox, un vortice ritmico costituito da una micidiale sequenza di rullate (eseguita da Moon), sulla quale si contorce il piano di un tarantolato Hopkins e imperversa la tuonante chitarra di Townshend. Il 1966 un anno di transizione per i Who, che terminano la collaborazione con il produttore Shel Talmy subito dopo la pubblicazione del buon singolo di Substitute. Il gruppo appare irresistibile dal vivo, con spettacoli infuocati che culminano nella parossistica distruzione degli strumenti, ma in studio non riesce a produrre canzoni memorabili, indeciso sulla direzione da intraprendere. Cos, il secondo album A quick one (Reaction-1966) suona deludente, palesando una notevole frammentariet dintenti : il disco porta le novit di alcune composizioni di John Entwistle (la truce Boris the spider e Whiskey man), di Keith Moon (la bizzarra Cobwebs and strange e la graziosa I need you, che pi daltro evidenzia lo stile del batterista) e di Roger Daltrey (unanonima See my way). Anche i brani di Townshend risultano meno brillanti del solito ; le eccezioni sono la potente Run run run, che riporta alle atmosfere del precedente album (come Heat wave, unica cover presente) e, solo in parte, A quick one while hes away, embrionale tentativo del chitarrista nellambito dei soggetti a tema che saranno alla base dei lavori successivi.

Il chitarrista Dick Taylor suona in una formazione studentesca dei primi anni sessanta chiamata Little Boy Blue & the Blue Boys : i suoi compagni sono il cantante Mick Jagger e il chitarrista Keith Richard. I Blue Boys, poco pi avanti, cambiano sigla in Rolling Stones ma Taylor gi uscito e nel 1963 idea un proprio complesso, i Pretty Things, prendendo a prestito il nome da un brano di Bo Diddley. Con lui sono Phil May (v.), Brian Pendleton (ch.), John Stax (bs.), Viv Prince (bt.) e il gruppo si pone in diretto antagonismo con gli Stones, interpretando una musica ancora pi sporca ed aggressiva su basi R & B e RnR. La struttura magra ed ossessiva delle canzoni ricorda certi aspetti delle primissime composizioni dei Kinks, ma mentre il gruppo di Ray Davies vira ben presto verso formule sonore maggiormente ricercate i Pretty Things trovano nellimmediatezza e nella semplicit espositiva la loro tipicit. Il luglio 1964 vede la pubblicazione del primo singolo Rosalyn, un pezzo grezzo e tirato che rimanda direttamente allo stile di Bo Diddley e sulla stessa impronta si assestano il successivo Dont bring me down (ottobre 64) e il materiale del primo album omonimo, edito alla fine dellanno (Pretty Things, Fontana-1964). Tra le canzoni inserite sul long playing spiccano la versione di Road runner (Diddley), i blues & roll ispidi ed incalzanti di Judgement day e 13

Chester street, oltre ai rocknroll minimali di Big city e Pretty Things (composta da Willie Dixon e portata al successo da Bo Diddley). Meno riusciti sono i 45 giri del 1965, Honey I need e Cry to me, e nello stesso anno Viv Prince lascia il gruppo (nel 1968 suoner con i Vamp, assieme a Mick Hutchinson e Andy Clark). Tra i batteristi che provano per ottenere il posto spicca il nome di Mitch Mitchell e per le sessions del secondo album i Pretty Things scelgono Skip Alan. Alla fine del 65 esce Get the picture ? (Fontana) che contiene You dont believe me, firmata da Jimmy Page, e le graffianti Buzz the jerk e Gonna find a substitute. In contemporanea con lalbum viene edito uno dei loro migliori singoli, Midnight to six man, un dinamico R & B guidato da una bella melodia, brano che vede la probabile partecipazione di Nicky Hopkins al piano. Di rilievo anche il retro del singolo, Cant stand the pain, in bilico tra il classico suono del gruppo e pacate atmosfere che accusano i primi sintomi psichedelici. Il gruppo si ripete nella primavera del 1966 con un altro 45 giri di notevole spessore : la prepotente sezione ritmica di Come see me ricorda da vicino i migliori Who e il titolo del secondo lato, L.S.D., tra i pezzi pi scarni e pungenti dellintero repertorio. La formazione si dimostra alquanto instabile : prima della realizzazione del terzo LP Emotions (Fontana-1966) Brian Pendleton viene avvicendato da John Povey (ts.) e in seguito abbandona anche John Stax, sostituito da Wally Allen (bs.). A complicare ulteriormente la situazione arriva lo scioglimento del contratto da parte della Fontana, delusa dalla qualit non esaltante di Emotions che introduce nella musica del gruppo alcune novit poco convincenti. I Pretty Things torneranno sulla scena alla fine del 1967, con una nuova, smagliante veste di stampo psichedelico, per produrre un paio di lavori di notevole rilievo.

Gli Small Faces nascono nel 1965, anno nel quale la scena musicale inglese attraversa un momento d'importante crescita che determina una sempre pi convinta autonomia creativa. Il gruppo sinserisce in questo panorama senza apportare un contributo particolarmente innovativo, cercando anzi di sfruttare formule musicali gi abbondantemente affermate per ottenere importanti risultati commerciali. Quando viene pubblicato il primo singolo Watcha gonna do about it la formazione composta da Steve Marriott (ch.v.), gi con Frantics e Moments, Jimmy Winston (or., anchegli ex Moments), Ronnie Lane (bs.v.) e Kenny Jones (bt.) ; il brano, un rhythm & blues metronomico che presenta un interessante inserto di chitarra satura di distorsione e feedback, ottiene buon successo e consente agli Small Faces di acquisire credibilit come gruppo alternativo ai Who nella scena mod londinese. Winston gi sul piede di partenza e il complesso si assesta definitivamente con il tastierista dei Boz & the Boz People, Ian McLagan. A questo punto inizia la scalata verso il successo con una lunga serie di singoli che conseguono notevoli consensi di vendita : le divertenti, ma certo non straordinarie, Sha la la la lee e Hey girl preludono ai grandi risultati commerciali di All or nothing, che mostra qualche indizio di originalit e vola in testa alla classifica di vendita.

La coppia Marriott / Lane, responsabile delle composizioni, comincia ad affinare le proprie capacit ed ottiene buoni risultati con la bella melodia di Here comes the nice e soprattutto con la splendida ballata di Itchycoo park (1967), avvolta da un morbido afflato psichedelico e caratterizzata dalla sperimentazione delleffetto phasing sulla batteria (poi ripreso da Jimi Hendrix nellottobre dello stesso anno per la spettacolare Bold as love). Con Tin soldier Marriott sposta laccento su un hard melodico che sar alla base della sua futura avventura con gli Humble Pie ; bisogna attendere sino allestate 68 per la realizzazione di un lavoro organico e complesso sulla distanza del long playing (Ogdens nut gone flake), dopo che i primi album si rivelano semplici raccolte di brani di successo, ad ulteriore conferma che gli Small Faces vanno considerati gruppo di buone qualit ma irrimediabilmente post datato, con la luminosa eccezione di Itchycoo park.

-4Il 1965 lanno zero per la musica progressiva inglese. In quellanno si assiste ai primi decisi tentativi di superamento dellessenza del suono beat grazie alla pubblicazione di canzoni come (I cant get no) Satisfaction, Weve gotta get out of this place, Its my life, For your love, My generation e un importante contributo alla maturazione della musica rock inglese dato della neonata cultura psichedelica, in via di rapido sviluppo sullimpulso di un analogo fenomeno proveniente da San Francisco, California. In particolare, dal 1966 sassiste al fiorire di numerose formazioni che si esibiscono in piccoli locali fumosi della Londra sotterranea, proponendo una musica dai toni sgargianti, con soluzioni armoniche a volte sorprendenti, assolutamente al di fuori della logica di un facile successo commerciale. I Beatles istituzionalizzano il fenomeno con quel colpo di genio che Tomorrow never knows, mentre fra i pi intriganti pionieri del nuovo verbo vanno annoverati i Creation e i Misunderstood.

I Creation esordiscono nel giugno 1966, autori di una musica velata di psichedelia ed estremamente policroma, tanto che il chitarrista Eddie Phillips ha modo di affermare che il loro suono rosso con bagliori porpora. Tutto inizia nel 1964 quando Kenny Pickett (v.), Eddie Phillips (ch.v.), Mike Thompson (ch.), John Dalton (bs.) e Jack Jones (bt.) formano i Mark Four : il gruppo produce quattro singoli, il terzo dei quali (Hurt me if you will, agosto 65) inaugura il lavoro di composizione della coppia Pickett / Phillips. Dopo la dipartita di Thompson anche Dalton lascia il gruppo (per sostituire Pete Quaife nei Kinks) e le sorti del complesso passano nelle mani del manager Tony Stratton-Smith, che reperisce il nuovo bassista nella persona di Bob Garner e procura un produttore affermato come Shel Talmy (Kinks, Who). I tempi sono maturi per un deciso cambiamento di rotta : il gruppo modifica la sigla in Creation e nellestate 1966 esce con il primo 45 giri, Making time / Try and stop me, per la Planet, letichetta personale di Talmy. Making time un esordio importante, marcato da un riff aggressivo di chitarra e con una linea melodica post beat ripetutamente disturbata dalle sperimentazioni di Phillips, che ricava sonorit convulse suonando il suo strumento con larchetto del violino (ben prima di Jimmy Page). Il retro un brano pi convenzionale, in qualche misura influenzato dallo stile dei Who. Le vendite del disco non sono eccezionali (n. 49 in classifica) ma ugualmente sufficienti a garantire unapparizione al programma Ready Steady Go e linteresse per i Creation aumenta, anche per merito di concerti ben congegnati, basati sullutilizzo di spettacolari trucchi scenici. Lottobre 66 vede la pubblicazione di Painter man, il loro singolo pi celebre, che in sostanza ricalca lo stile di Making time proponendo armonie vocali maggiormente curate ed orecchiabili, in grado di conferire alla canzone una forma meglio commerciabile nonostante la

chitarra di Phillips che suona come un violoncello scordato. Sul retro trova posto Biff bang pow (con il piano di Nicky Hopkins), un brano accattivante, curiosamente situato a met strada tra My generation e Run run run dei Who, senza possedere larrembante urgenza delle composizioni di Townshend. Eddie Phillips allapice della notoriet nel circuito rock, tanto che lo stesso Townshend gli offre un posto da secondo chitarrista nei Who. Incredibilmente Phillips rifiuta, forse illudendosi di poter emergere con il suo gruppo ma per i Creation, che sfiorano il successo senza raggiungerlo pienamente (Painter man si ferma al n. 36 della classifica), il periodo migliore gi terminato. Il complesso perde il cantante Kenny Pickett, che viene sostituito come front man da Bob Garner, e recluta il nuovo bassista Kim Gardner, proveniente dai Birds, un buon gruppo autore di quattro singoli tra il 64 e il 66. La rinnovata formazione pubblica, nel giugno 1967, il terzo singolo If I stay too long, una ballata piuttosto scialba, accompagnato da Nightmares che, pur essendo distante dai pezzi migliori dei Creation, risulta quantomeno gradevole. Neppure giova lincisione di una canzone valida come How does it feel to feel, caratterizzata da un gravido e distorto suono di chitarra, e i Creation sono sempre pi ignorati dal grande pubblico, ottenendo buoni riscontri esclusivamente in continente (in particolare in Germania dove vengono pubblicati due album) ; Garner lascia e anche Phillips decide di porre fine alla sua brillante e, purtroppo, anonima carriera. A ben poco valgono il ritorno di Pickett e larrivo alla chitarra di Ron Wood, ex compagno di Gardner nei Birds : il gruppo si scioglie definitivamente dopo un concerto londinese nel giugno 1968. Gli unici musicisti ad avere unimportante prosecuzione di carriera sono Gardner e Wood. Entrambi partecipano alleffimera formazione dei Santa Barbara Machine Head (con Jon Lord e Twink) ; quindi Gardner nel 1969 forma un trio con il tastierista Tony Ashton e il batterista Roy Dyke, mentre Wood diventa bassista nel gruppo di Jeff Beck.

Se i Creation non possono essere considerati gruppo fondamentale per levoluzione del rock inglese, limitandosi a colorare con tinte psichedeliche concetti sonori gi espressi da altri prima di loro, i Misunderstood entrano nel merito della questione, superando distinto i canoni consolidati del blues revival, allargando gli orizzonti ritmici e melodici delle canzoni, acrobaticamente proiettate verso inediti scenari creativi. I Misunderstood giungono a Londra nel giugno 1966, provenienti non dalla provincia inglese ma da Riverside, una piccola cittadina californiana ; curiosamente il gruppo anticipa quello che accade a Jimi Hendrix pochi mesi pi tardi (con ben diverso impatto sulla scena musicale). Allinizio del 1966 il complesso viene notato da John Ravenscroft, un disc jockey inglese di passaggio da quelle parti, in occasione di unesibizione resa per linaugurazione di un centro commerciale. La loro musica un rhythm & blues duro e selvaggio, influenzato dai gruppi inglesi in voga a quei tempi e Ravenscroft, convinto dalle potenzialit dei musicisti, si offre come manager. Allepoca i Misunderstood hanno gi allattivo alcuni provini di studio e un singolo costituito da due brani blues, You dont have to go out (Reed) e Whos been talking

(Howlin Wolf), per una formazione comprendente Greg Treadway (ch.), Rick Brown (v.ar.), Steve Whiting (bs.), Rick Moe (bt.) e Glenn Ross Campbell (un abile strumentista di steel guitar con precedenti esperienze in un gruppo surf). Ravenscroft riporta il gruppo in studio di registrazione e le sedute fruttano un acetato, nel quale spicca unoriginale versione di Im not talking (gi nel repertorio degli Yardbirds) che lascia trasparire alcune importanti novit nello stile. Comprendendo che a Riverside il complesso non ha possibilit demergere, Ravenscroft riesce a convincere i musicisti a varcare loceano per cercare unadeguata collocazione nellambito dei nuovi fermenti underground londinesi. Treadway preferisce arruolarsi in marina e viene sostituito dal giovane chitarrista inglese Tony Hill, che apporta un decisivo contributo strumentale e creativo. Fra mille difficolt i Misunderstood riescono a registrare, per letichetta Fontana, sei brani (allepoca sconvolgenti) che costituiscono lessenza della loro concezione musicale. Children of the sun rappresenta bene limpianto sonoro del gruppo, dominato dalle chitarre distorte, taglienti, ammalate di feedback di Hill e Campbell che producono sonorit fiammeggianti, scatti convulsi, sospensioni emozionanti. My mind presenta un incedere ritmico tribale e possente, alternato a momenti pi rilassati, con le chitarre che solcano lo spazio come meteore impazzite. Una sezione ritmica senza respiro alla base di Find a hidden door, spezzata da interventi vocali di grand'effetto, mentre I unseen un bel blues rock ben poco ortodosso, segnato dalla steel guitar di Campbell e dallarmonica di Brown. Due brani vedono la luce sotto forma di singolo, nel dicembre 1966 : unatipica, notevole versione della Who do you love di Bo Diddley, caratterizzata da unoriginale introduzione e sostenuta da chitarre deraglianti che magicamente si stemperano in atmosfere fluttuanti ed impalpabili, e la bellissima I can take you to the sun, uneterea canzone psichedelica che a sorpresa si chiude con il passo della ballata folk. Le cronache del tempo raccontano di poche ma memorabili esibizioni nelle quali i Misunderstood sperimentano una sorta di musica per il corpo e per la mente, basata su un approccio spaziale e qualcosa di quei coraggiosi propositi rimane nelle idee di giovani formazioni emergenti dallunderground (Pink Floyd ?). Nonostante un crescente, seppur modesto, interesse il gruppo allo sbando : Rick Brown costretto a rientrare negli Stati Uniti mentre agli altri viene revocato il permesso di soggiorno, e cos termina la breve avventura di uno dei complessi pi importanti per linfluenza esercitata sulla nascente scena psichedelica e progressiva inglese. Campbell torna in Inghilterra nel 1969 per portare la sua steel guitar al servizio dei discreti Juicy Lucy ; nello stesso anno, Tony Hill forma gli High Tide, una delle migliori formazioni della musica progressiva inglese. John Ravenscroft, dopo lesperienza come manager dei Misunderstood, si ribattezza con il nome di John Peel e diviene il pi apprezzato ed influente D.J. inglese, prima con trasmissioni dalle frequenze della pirata Radio London, poi come affermato conduttore a Radio One dove lancia il programma Top Gear, passaggio obbligato per i gruppi emergenti della scena progressiva. Sar anche produttore, discografico (con letichetta Dandelion, dalla durata piuttosto breve) e giornalista per International Times e Sounds, proponendosi a modo suo come personaggio centrale della vita musicale inglese, ancora fino ai nostri giorni.

The Turning Point


diario fantastico dell'esperienza interstellare di Pepper il sergente

Lo sviluppo dellalbero genealogico della musica progressiva inglese attraversa tre principali fasi evolutive. Nella prima fase assistiamo alla presa di coscienza delle proprie capacit creative da parte dei musicisti del beat e del blues revival, fino al raggiungimento, nel biennio 65 - 66, di un originale linguaggio espressivo che possiamo definire compiutamente rock. Una seconda fase, storicamente collocabile tra il 1967 e il 1970 - 71, vede una massiccia proliferazione di musicisti e complessi con la conseguente ramificazione degli stili che, pur derivando per la maggior parte dalle medesime radici, si allontanano sempre pi tra loro come sospinti da uninvisibile forza centrifuga. Nei Settanta, la terza fase crea lordine costituito della musica progressiva che lentamente, ma inesorabilmente, perde buona parte dei contenuti innovativi, propugnati negli anni precedenti da minoranze creative di musicisti. Restano il commercio fine a se stesso, gli spettacoli ricchi ed opulenti sovraccarichi di retorica, suoni pesantemente arrangiati che trovano nelleccesso dellelaborazione e della ricercatezza la loro povert tematica. Restano sino a quando una nuova minoranza creativa, facendo leva su una ritrovata semplicit espressiva, ne determina bruscamente la fine nel tardo 1976, con lesplosione del fenomeno punk. Lindustria discografica, ovviamente, si adegua a queste fasi evolutive, creando al suo interno gli strumenti per esercitare il controllo delle mutevoli esigenze espresse dal mercato. Negli anni Cinquanta il mercato era sostanzialmente dominato da poche grandi case discografiche, preponderanti anche all'inizio dei Sessanta. Decca, Pye, Emi e Philips (le ultime due attive ai tempi del beat con le etichette Parlophone e Fontana) si spartivano senza troppa fatica la ricchezza esistente, in un regime di solo apparente concorrenza. La crescente diffusione di musicisti pronti ad intraprendere nuove direzioni musicali mette in difficolt la pachidermica organizzazione delle grandi case discografiche, e cos nascono le prime etichette indipendenti (la Island nel 1962, la Immediate nel 1965, la Blue Horizon nel 1967) pronte ad appropriarsi di piccole o grandi fette di mercato. Lo sviluppo di un fenomeno sociale e culturale di stampo underground determina, poi, la creazione di ulteriori strumenti alternativi per la diffusione delle proposte musicali pi lontane dal concetto di normalit. Numerose sono le etichette che vedono la luce verso la fine degli anni Sessanta, per la maggior parte ideate da manager e produttori, spesso destinate a precoci fallimenti ; tra queste vanno ricordate la Marmalade di Giorgio Gomelsky, la Dandelion di John Peel, la Young Blood di Miki Dallon, la Nephenta di Larry Page, la minuscola e quasi mitica Stable. La reazione delle grandi compagnie non si fa attendere e si materializza nella fondazione di etichette specializzate che adottano una struttura elastica, capace di sfruttare commercialmente anche il mercato della musica progressiva. Cos nascono la Harvest (Emi), la Deram (Decca), la Vertigo (Philips - Polydor), la Dawn (Pye), la Neon (della filiale inglese

RCA), marchi che ben presto riportano le major alla supremazia totale, ma che quanto meno hanno il pregio di consentire a sconosciuti musicisti privi di successo lapprodo allincisione discografica.

Il 1967 lanno dei grandi rivolgimenti del rock inglese, marcato a fuoco dalluragano psychoblues di Jimi Hendrix, dai ricercati equilibrismi stilistici dei Beatles, dalle vertigini allucinate dei Pink Floyd, dalla soffice e raffinata psichedelia soul folk dei Traffic. Gran parte della musica prodotta in Inghilterra negli anni successivi dovr inevitabilmente confrontarsi con questi fondamentali insegnamenti.

-5E il luglio 1966 quando gli Animals iniziano una serie di concerti negli Stati Uniti. Appena arrivato a New York il bassista del gruppo Chas Chandler ha modo dassistere al Caf Wha ?, un piccolo locale del Greenwich Village, allesibizione di una sconosciuta formazione chiamata Jimmy James and the Blue Flames. Sul palco sincrociano le chitarre del giovanissimo Randy California (poi fondatore degli Spirit) e del leader del gruppo, tale James Marshall Hendrix da Seattle che, suonando il proprio strumento in modo inconsueto ed utilizzando alcuni strani trucchi scenici, colpisce immediatamente lattenzione di Chandler, il quale si convince che nel panorama del dopo beat inglese un siffatto personaggio pu avere qualche possibilit demergere. Sicuramente, nemmeno lo stesso Chandler immagina quale sconvolgente impatto Hendrix sar in grado di produrre nellambito della musica rock. In quel volo del 23 settembre che lo porta in Inghilterra, convinto da Chandler che si propone come manager e produttore, Hendrix porta con s la chitarra e la speranza di successo, fino allora sempre vanificata nei tanti complessi giovanili e nelle castranti collaborazioni con i vari Little Richard, Jackie Wilson, Sam Cooke, Isley Brothers. Il primo di ottobre gi sul palco del Polytechnic di Londra, ospite dei Cream di Eric Clapton, e nel giro di pochi giorni gli vengono presentati Noel Redding (un oscuro chitarrista reduce da piccole formazioni, che pur di suonare con Hendrix sadatta al ruolo di bassista) e Mitch Mitchell (batterista di buone qualit, gi con Screaming Lord Sutch, Johnny Kidd & the Pirates, Georgie Fame & Blue Flames e, per brevissimo tempo, con i Pretty Things). La Jimi Hendrix Experience pronta per le prime esibizioni francesi e tedesche : il musicista inizia a suscitare interesse dal vivo affidandosi ad una musica che deriva in linea retta dal blues, rivisto in chiave psichedelica tramite uno stile chitarristico innovativo, e grazie alla selvaggia presenza scenica che riflette lemozione del suono. Lesordio discografico avviene il 16 dicembre con Hey Joe, un brano molto eseguito negli Stati Uniti (tra gli altri linterpretano i Byrds, i Love, i Leaves e Frank Zappa - lironica controcover di Flower punk). La versione dellExperience, introdotta da una semplice ma memorabile frase di chitarra che cattura lattenzione dellascoltatore, acquista un aspetto drammatico a causa dellutilizzo di un tempo fortemente rallentato, scandito da una lirica e controllata parte strumentale e dalla severa voce narratrice di Hendrix. Al pezzo viene associata Stone free, prima composizione originale di Jimi (almeno per quanto riguarda la nuova carriera inglese), una bella canzone con chiari accenti soul, dallo stile sufficientemente definito. Ben pi impressionante il secondo singolo Purple haze (marzo 67), una sorta di precoce hard blues carico di tensione visionaria, che entra di diritto nel novero delle migliori produzioni hendrixiane, con la chitarra che soffre, geme, simpenna in un concentrato di riff micidiali. Il disco arriva fino al terzo posto in classifica e lExperience consolida rapidamente una notevole popolarit in Inghilterra grazie allintensa attivit live (nellaprile 67 Hendrix compie la prima organica tourne inglese). Un ulteriore 45 giri, con leterea The wind cries Mary, precede di pochi giorni la pubblicazione del primo album che avviene il 12 maggio 1967.

JIMI HENDRIX EXPERIENCE - ARE YOU EXPERIENCED ?

(Track - 1967)

Are you experienced ? scuote dalle fondamenta il panorama musicale inglese, proponendo uno strepitoso rock blues psichedelico ; i tempi del beat, delle ordinate linee melodiche, delle pulite armonie vocali, degli strumenti ben controllati ed allineati sembrano lontani un secolo. Qui la musica eccita, punta diritta allo sballo fisico e psichico, trasmette elettricit allo stato puro, assimila la tradizione del blues per ridisegnarne la forma. LExperience si rivela il gruppo perfetto per le esigenze di Hendrix : Mitchell, con il suo stile in apparenza disordinato, offre un ottimale contributo poliritmico e Redding suona il basso con unoriginale tecnica, direttamente derivata dalla sei corde, che rende ancor pi movimentata e imprevedibile la base ritmica. Da parte sua, il leader definisce nuovi parametri di confronto e non esagerato parlare di tecnica della chitarra rock prima e dopo Hendrix, mentre lo stile vocale declamatorio di Jimi sadatta molto bene a una musica di gran peso specifico. Alcune canzoni stordiscono per il furore ritmico e creativo : la danza tribale di I dont live today, guidata da un secco riff sospeso su un mare di feedback (qui appare per la prima volta leffetto wah-wah , del quale Hendrix resta insuperato maestro), le affascinanti sezioni sovrapposte di Love or confusion, con le chitarre impalpabili, liquide, che improvvisamente raggrumano per dettare il ritmo sostenuto da un Mitchell libero di qualsiasi preoccupazione formale, la dimenticata Manic depression, basata su un insolito tempo di valzer, dove ancora Mitch fornisce una propulsione ritmica circolare, ideale rampa di lancio per uno degli assolo di chitarra pi selvaggi di tutto il rock. I brani pi sperimentali sono 3rd stone from the sun, unallucinata jam spaziale caratterizzata da una melodia senza tempo e dalluso di nastri manipolati a diverse velocit per i dialoghi delle voci, che risultano fortemente rallentati, e la conclusiva Are you experienced ?, che presenta parti con tutti gli strumenti registrati alla rovescia, in un coinvolgente e fascinoso rituale asimmetrico. Foxy lady, Fire, Can you see me, graffianti e dinamici, sono classici del repertorio hendrixiano, particolarmente adatti allatmosfera dei concerti, cos come il nitido blues di Red house, n si possono dimenticare le linee fluttuanti di May this be love. Il roccioso rhythm & blues di Remember appare lunico episodio leggermente sotto tono, ma forse la sua colpa solo quella di venire inserito in uno dei grandi capolavori della storia del rock. Dopo la pubblicazione dellalbum desordio Hendrix gi personaggio denorme fama e successo ; i dischi navigano nelle posizioni alte delle classifiche inglese e americana e lExperience, per tutto il 1967, si dimostra uninstancabile macchina da concerti (nella sua breve esistenza, prima dello scioglimento nel giugno 1969, il gruppo effettua ben 480 esibizioni ufficiali !). In maggio lExperience fa un giro di concerti nel vecchio continente e quindi vola negli Stati Uniti dove, il 18 giugno, esordisce in occasione del Monterey International Pop Festival, uno dei pi importanti avvenimenti dellestate californiana. Nella scaletta del concerto, Hendrix

propone versioni solide e precise di alcuni brani di successo e, a sorpresa, inserisce una brillante, personale rilettura del classico di Bob Dylan Like a rolling stone. La performance di altissimo livello, ma ci che la rende unica il gran finale dedicato a Wild thing, un brano scritto da Chip Taylor e portato alla notoriet dai Troggs, nellaprile 1966. Qualcosa di veramente selvaggio sabbatte sullo sbigottito pubblico californiano. Gli altoparlanti al massimo del volume sembrano sul punto di scoppiare sotto la spasmodica azione della chitarra di Jimi, che si fionda in devastanti sequenze dissonanti, al limite del caos e del rumore puro. Anche lingenuo trucco scenico finale, con il rito della chitarra arsa viva, assume contorni inquietanti, con lo strumento abbandonato, agonizzante, che continua a gemere impietosamente. LExperience resta negli States fino ad agosto per una serie di concerti, alcuni dei quali inseriti di supporto ad un tour dei Monkees ; lesperienza dura poco in quanto, dopo unesibizione nello stadio di Forest Hills a New York, il gruppo viene ripudiato per incompatibilit stilistica. Tra le incessanti tourne e le sessioni di studio, la Jimi Hendrix Experience trova il tempo per realizzare alcune eccellenti registrazioni per le trasmissioni radiofoniche Saturday Club, Top Gear e Alexis Korners R & B Show (prodotte dalla BBC), nastri che per anni costituiscono la base di numerose pubblicazioni discografiche illegali e nel 1988 vengono raccolti nellottimo doppio Radio One. Verso la fine dellanno Hendrix nuovamente on the road con il secondo tour inglese che si svolge in contemporanea della pubblicazione (il primo di dicembre) del nuovo LP, Axis : bold as love. E lultimo lavoro prodotto da Chandler che poco dopo si defila dal management di Hendrix e il disco, pur accusando inevitabilmente lassenza del fattore novit, conferma leccellente momento del chitarrista. I brani memorabili sono la granitica Spanish Castle magic, dotata di un impatto poderoso, le delicate e poetiche Little wing e Castles made of sand, lavvolgente Bold as love (basata sul largo uso delleffetto phasing) e la concisa If six was nine, con le dure contrazioni della scorza blues. ... cadete montagne, ma non su di me ..., purtroppo non sar cos.

-6Il 1967 inizia per i Beatles con la pubblicazione (in febbraio) del singolo Penny Lane / Strawberry fields forever. Se Penny Lane presenta un incedere classico, valorizzato da arrangiamenti raffinati, Strawberry fields forever prosegue il lavoro iniziato con lalbum Revolver, alla ricerca di una viva sperimentazione sonora. Il brano, caratterizzato da unintroduzione pastorale che sfocia in un dolce capogiro psichedelico, uno dei capolavori dei Beatles, sia per quanto concerne le imprevedibili soluzioni timbriche adottate che per ci che riguarda la tecnica di produzione, basata sulla manipolazione di nastri ottenuti da due diverse registrazioni che convergono miracolosamente sulla stessa tonalit e si fondono perfettamente tra loro.

BEATLES - SGT. PEPPERS LONELY HEARTS CLUB BAND (Parlophone - 1967)

Il primo giugno 1967 viene commercializzato, in unica versione mondiale e senza estratti a 45 giri, Sgt. Peppers lonely hearts club band, un album considerato come lo storico momento di trapasso dalla cultura beat alle nuove proposte progressive della musica giovanile. Se da un punto di vista formale, dimmagine e dimpatto sulla scena musicale dellepoca, laffermazione condivisibile, sotto laspetto dei contenuti appare doveroso riconoscere che altri, e pi radicali innovatori, negli stessi giorni definiscono le linee portanti del suono progressivo, ottenendo risultati formidabili. Lennon e McCartney (autori di tutti i brani ad eccezione di Within you without you, composta da Harrison) scelgono di produrre un flusso musicale senza soluzione di continuit, determinando, di fatto, linizio della moda degli album a tema specifico (concept) ; inoltre, il puntiglioso lavoro dingegneria sonora gi sperimentato con eccellenti risultati viene perfezionato e posto alla base di ogni creazione. Ugualmente, il gruppo indotto a seguire tracce melodiche raffinate ed arrangiate in modo invidiabile, ma anche troppo usuali e costringenti : il caso della bella ma innocua marcetta di A little help from my friends (Joe Cocker riuscir a cavar fuori da queste stesse note ben altre suggestioni), delle graziose Getting better e Lovely Rita, delliniziale title track (che non va oltre ad un pulito RnR di base), persino dellottima Fixing a hole, il cui lirico contenuto meriterebbe un arrangiamento con un pizzico di coraggio in pi. Le intuizioni migliori sono sparse in Lucy in the Sky with Diamonds, una nenia allucinata da carillon psichedelico, e nello stralunato valzer di Being for the benefit of mr. Kite !. Convincono pure le abituali movenze orientali di Within you without you e diverte il bestiario di Good morning, good morning, un R & B decisamente inconsueto. A day in the life chiude simbolicamente lera psichedelica dei Beatles, formando con Tomorrow never knows e Strawberry fields forever un indimenticabile trittico denso di emozioni ; lintroduttiva, tremante melodia viene risucchiata in una spaventevole spirale da incubo che porta allimmaginario risveglio, forse solo unillusione di poter fuggire dal tormento dei propri sogni, definitivamente inghiottiti dalla voragine orchestrale che chiude il brano con unaffermazione drammatica.

La morte improvvisa del manager Brian Epstein mette in crisi i complessi equilibri dei Beatles, che da questo momento cominciano a perdere la propria unit dintenti e simbarcano in progetti disastrosi, come nel caso dellinaugurazione della Apple, unambiziosa etichetta discografica (ma anche una stravagante boutique, una divisione cinematografica e una foundation for arts rimasta sulla carta delle buone intenzioni) che finir con il fallire dopo aver inghiottito notevoli risorse finanziarie. La successiva mossa del complesso la realizzazione, alla fine del 1967, del film per la BBC Magical Mystery Tour, supportato da un doppio extended play che convince solo a tratti (la valida orchestrazione di I am the walrus e la frizzante sigletta della title track). Negli U.S.A. i sei brani sono raccolti su un album che, in aggiunta, comprende alcune canzoni tratte da singoli, tra cui Strawberry fields forever. Nellestate 1968 il gruppo coglie un nuovo, grande successo con il 45 giri Hey Jude, caratterizzato dalla celebre coda corale, canzone che paga un evidente e forse volontario tributo a Dear mr. Fantasy dei Traffic (istruttiva in tal senso la bella versione in medley fornita da Al Kooper e Mike Bloomfield nel loro Live adventures - Columbia 1969 - dove i due brani si compenetrano alla perfezione, apparendo come ununica entit). Il doppio album omonimo, pubblicato nel novembre successivo, lultimo disco importante dei Beatles, in netto contrasto con i colori e le atmosfere del Sgt. Pepper sin dalla copertina completamente bianca. Il white album saffida ad un duro realismo sonoro, ben rappresentato dai rocknroll scarni ed essenziali di Back in the U.S.S.R.. e di Birthday, dal blues rock tirato ed urlato di Yer blues e soprattutto dalla stravolta Helter Skelter, costruita su un muro di chitarre informi e strazianti. In generale, il lavoro presenta unampia molteplicit di stili, passando con disinvoltura dal rock duro e graffiante a raffinate e suadenti ballate (Dear prudence, While my guitar gently weeps con Eric Clapton), dallironica e neoclassica Piggies (con tanto di grugniti finali) al country western di Rocky Raccoon, dal blues impertinente di Why dont we do it in the road ? allenfatica tessitura ritmica di Everybodys got something to hide except me and my monkey, per finire con le caotiche ed inquietanti sperimentazioni di Revolution 9. Le spinte disgreganti allinterno del gruppo aumentano, laccordo tra Lennon e McCartney sincrina sempre pi, Harrison chiede una maggiore considerazione come compositore e i Beatles si avviano al termine della loro colossale carriera, con la residua forza per realizzare altri due album onesti quali Abbey road (Apple - 1969) e Let it be (Apple - 1970), a tratti molto belli ma inesorabilmente avulsi dal contenuto musicale pi avanzato della fine del decennio. Dopo lo scioglimento ufficiale, avvenuto nellaprile 1970, i quattro intraprendono separate carriere, commercialmente molto produttive (in particolare McCartney) ma spesso eccepibili sotto laspetto qualitativo. John Lennon viene tragicamente ucciso da uno squilibrato alla fine del 1980.

-7Tra le decine di piccoli locali che hanno costituito la rete di sviluppo delle tendenze underground e progressive nella zona di Londra (Middle Earth, Marquee, Pink Flamingo, Roundhouse, Speakeasy ecc.), uno dei pi mitici sicuramente lUfo Club, con base a Tottenham Court Road. Il ritrovo viene allestito da John Hopkins alla fine del 1966, allo scopo di raccogliere fondi per la neonata rivista underground I.T. - International Times. In breve tempo, lUfo diventa il rifugio dei musicisti alternativi, dediti a pratiche sperimentali e alla ricerca di sintesi innovative ; qui vengono sperimentati i primi light show psichedelici, sottolineati dalla musica di complessi agli esordi quali Soft Machine, Tomorrow, Crazy World of Arthur Brown, Giant Sun Trolley (poi Third Ear Band) e, tra i pi assidui frequentatori, Pink Floyd. Originario di Cambridge, Syd Barrett un bizzarro chitarrista in perenne ed affannosa ricerca, che sperimenta rumori assurdi fino alle prime ore del mattino rischiando il linciaggio da parte dei vicini di casa. Le prime esperienze del musicista sono consumate allinizio degli anni Sessanta, in formazioni casalinghe dedite al RnR di Cliff Richard, degli Shadows, di Chuck Berry. Nel settembre 1964 Barrett si trasferisce a Londra dove incontra Roger Waters che linvita ad unirsi al suo gruppo, gli Abdabs, nel quale suonano pure Richard Wright e Nick Mason ; prima della fine dellanno nascono i Pink Floyd (la sigla deriva da unidea di Barrett, che accosta i nomi di due bluesmen della Georgia, Pink Anderson e Floyd Council). Allinizio la formazione composta da sei elementi, ma ben presto il chitarrista Bob Close e il cantante Chris Dennis abbandonano e i Pink Floyd sassestano con Barrett, Waters, Wright e Mason. Il complesso cerca di darsi uno stile originale e di crearsi un piccolo seguito, a partire dal febbraio 1966 quando ottiene la possibilit desibirsi con regolarit al Marquee. In estate i quattro conoscono Peter Jenner e Andrew King, che diventano i loro manager ; gli ultimi mesi del 66 sono decisivi per lo sviluppo della scena underground londinese e i Floyd non perdono occasione per partecipare a tutti gli appuntamenti importanti, dagli spettacoli alla Roundhouse del 15 ottobre (per il lancio di I.T.) e del 3 dicembre (per il primo grande ritrovo psichedelico, Psycodelphia versus Ian Smith), fino allinaugurazione dellUfo Club (23 dicembre). Linizio del nuovo anno vede il gruppo in studio di registrazione, sotto la produzione di Joe Boyd, per la realizzazione di alcune sessioni che fruttano quattro brani ; due di questi sono scelti per il singolo desordio, Arnold Layne e Candy and a current bun, edito lundici marzo. Arnold Layne presenta un testo audace ed ambiguo, che procura difficolt per la radiodiffusione ma, al tempo stesso, permette ai Pink Floyd di diventare una delle formazioni pi rispettate nellambiente underground. La canzone, costruita su un impianto di ballata folk, lascia trasparire solo a tratti alcuni degli elementi timbrici che renderanno tipica la musica del gruppo, soprattutto per ci che riguarda luso dellorgano da parte di Wright. Di maggior efficacia appare il secondo singolo See Emily play, registrato in maggio con il nuovo produttore Norman Smith (un ex tecnico dei Beatles) e originariamente intitolato Games for May, che pubblicato il 16 giugno ed ottiene un lusinghiero piazzamento in classifica (n. 5). La musica calata alla perfezione nella fervida scena psichedelica, con la proposta di soluzioni fantasiose ed un gustoso assaggio della chitarra siderale di Syd Barrett.

Nel bel mezzo della pubblicazione dei due dischi, il complesso partecipa al 14th Hour Technicolour Dream - Free Speech Benefit, una manifestazione organizzata dal solito John Hopkins allAlexandra Palace di Londra, tra la notte del 29 e il mattino del 30 aprile 1967, per finanziare International Times. Il grande concerto si trasforma nellevento pi ricordato di tutta la psichedelia inglese, al quale assistono diverse migliaia di persone ; tra le numerose formazioni che vi prendono parte, spiccano i nomi dei primi Soft Machine, di Arthur Brown, Pretty Things, Social Deviants, Tomorrow, Sam Gopal e Mick Hutchinson. I Pink Floyd suonano poco prima dellalba, in unatmosfera surreale, e lesibizione li consacra ai vertici della scena underground.

PINK FLOYD - THE PIPER AT THE GATES OF DAWN (Columbia - 1967)

Le sedute di registrazione del primo LP, agli studi di Abbey Road della Emi, si protraggono per circa sei mesi e sono rese difficili dal comportamento imprevedibile di Barrett, che a quei tempi il leader e il maggior compositore del gruppo. Finalmente, il 5 agosto 1967 vede la luce The piper at the gates of dawn che rapidamente ottiene ottimi risultati di vendita. Il disco lancia i Pink Floyd in orbita stellare e conferma le qualit come autore di Barrett ; il suono spiazza lascoltatore, ancora abituato a confrontarsi con stili derivati dal blues e dal rocknroll, presentando una latente matrice folk, oltre a tematiche ereditate dalla cultura musicale europea (in particolare classica), introdotte per la prima volta in un contesto rock dai Beatles. Anche laspetto psichedelico della loro musica e la propensione alla ricerca sulle tecniche di registrazione hanno un debito da saldare nei confronti del quartetto di Liverpool (che, per uno strano gioco del destino, in quei giorni completa la produzione del Sgt. Pepper proprio a Abbey Road, in uno studio attiguo a quello dei Floyd). Lapproccio dei Pink Floyd comunque irriverente e proiettato verso ardite soluzioni psichedeliche, ben lontano da quanto proposto nello stesso periodo da altri gruppi neoclassici, quali i Procol Harum di A whiter shade of pale. Alla pulizia formale il complesso preferisce un impegno in bilico fra sperimentazione e semplici melodie di base. Barrett non insegue virtuosismi solistici ma si concentra sul rumore e sul fascino del timbro del suono, confermandosi uno tra i pi decisi innovatori dello stile del proprio strumento. Canzoni come Lucifer Sam e Take up thy stethoscope and walk (con un memorabile trattamento nevrotico della sei corde) sono deviate dalle originarie linee melodiche ; da parte sua, Wright disegna allorgano inconsueti arabeschi nelle ballate psichedeliche di Matilda mother e The scarecrow, emoziona nelle atmosfere classiche di Flaming, nella rumorista e suggestiva Pow R. Toc. H. e nellenigmatica Chapter 24. I brani pi significativi e futuribili sono le magistrali Astronomy domine, sospinta in volo dalle pulsazioni vitali della chitarra di Barrett e delle percussioni di Mason, e linarrivabile Interstellar overdrive, valvola di sfogo delle ulcere sonore barrettiane risucchiate dai gorghi cosmici dellorgano di Wright. Bike pazzesca, con quella voce sfuggente e con lorgiastico caos finale, quasi un prematuro epitaffio di Barrett che poco dopo perde la misura, manifesta segni di squilibrio mentale ed

entra in una sorta di trance impenetrabile, costringendo i suoi compagni di viaggio a scaricarlo, per non smarrire la strada del successo. Syd alterna momenti di lucidit ad altri nei quali risulta assente, incapace di suonare in gruppo ; ad acuire le sue preoccupazioni arriva linsuccesso del nuovo singolo Apples and oranges. Verso la fine del 67 i Pink Floyd partecipano al Jimi Hendrix Package Tour (con Experience, Move, Amen Corner, Nice e Eire Apparent) che vede un Barrett ulteriormente peggiorato, spesso sul palco con lo sguardo perso nel vuoto e, a volte, addirittura sostituito per irreperibilit dal chitarrista dei Nice, David OList. Ben presto si arriva al punto in cui la comunicazione tra Barrett e il resto del gruppo diviene impossibile, con il chitarrista proteso verso qualcosa di troppo nuovo, di troppo diverso, e con i compagni incapaci di seguirlo convenientemente. Viene contattato David Gilmour, amico di vecchia data dello stesso Barrett, e per breve tempo i Floyd tentano di tenere a galla una formazione a cinque, ma nel marzo 1968 Syd Barrett esce dal gruppo. Il secondo album, A saucerful of secrets (giugno 1968), segna il trapasso dalla dolce, allucinata follia dei primi lavori alle regole che fissano il classico stile dei Pink Floyd. Se The piper at the gates of dawn il capolavoro dellera psichedelica inglese, il nuovo disco acquista in peso strumentale, scandagliando immani profondit astrali in brani di gran fascino, come lipnotico Set the controls for the heart of the sun (dove, probabilmente, suona ancora Barrett) e Let there be more light, due composizioni di Roger Waters che diventa il nuovo punto di riferimento creativo della formazione. Il vertice del disco la lunga ed ambiziosa title track, unardita mini suite in tre movimenti quasi a carattere sinfonico, che riveste notevole importanza nellevoluzione futura della musica dei Pink Floyd. Barrett presente in due registrazioni del 1967, Remember a day e la deliziosa Jugband blues, che significativamente chiude in modo sarcastico la collaborazione del musicista con il suo gruppo.

-8Limpatto dei Traffic sulla scena musicale del 1967 meno sconvolgente rispetto a quello generato da Jimi Hendrix e dai Pink Floyd, n la formazione in grado di fare affidamento, come nel caso dei Beatles, su unautorevolezza conseguita negli anni del beat. Eppure, la loro musica (forse proprio per il fatto che evita clamori sperimentali, preferendo attingere a svariate e tradizionali fonti dispirazione) un importante momento propositivo destinato a far scuola, e va considerata come la prima riuscita sintesi nel campo del rock progressivo. Dopo il successo commerciale con lo Spencer Davis Group ed esaurita la breve parentesi di studio con i Powerhouse di Eric Clapton (1966), Stevie Winwood organizza un nuovo nucleo di musicisti nella primavera del 1967, con lintento di dedicarsi ad una musica ambiziosa. I componenti dei Traffic provengono da due formazioni della zona di Birmingham : Dave Mason e Jim Capaldi hanno fatto gavetta nei Deep Feeling, mentre Chris Wood reduce dai Locomotive. Il nuovo gruppo mette a punto la propria formula musicale provando per alcuni mesi in una fattoria del Berkshire e i singoli Paper sun (giugno 67) e Hole in my shoe (settembre 67) raggiungono le zone alte della classifica di vendita.

TRAFFIC

MR. FANTASY

(Island - 1967)

Nel dicembre 1967 Mr. Fantasy d forma ad una brillante fusione di folk, blues, jazz e soul, venata da una morbida psichedelia. Il disco si apre con lemozionante Heaven is in your mind, una ballata folk sorretta dallanima soul del piano di Winwood e della scarna batteria di Capaldi. Chris Wood colora la musica con i fiati in modo naturale e discreto, senza forzature, raggiungendo vertici assoluti in No face no name no number, una struggente canzone autunnale di cristallina bellezza, accarezzata dalla melodia del flauto che evoca ricordi densi di nostalgia ; con la sua impostazione classica (organo, mellotron e clavicembalo) il brano un vero e proprio preludio al rock romantico degli anni Settanta. Coloured rain, marcata dallincalzante organo di Winwood e nobilitata dallelegante lavoro al sax di Wood, e Dear mr. Fantasy (brano dal quale trae ispirazione Hey Jude dei Beatles), che si fonda su una felice intuizione melodica risolta da uninfuocata jam chitarristica, sono i manifesti psichedelici dei Traffic. Mason responsabile dellorientaleggiante Utterly simple, valida, ma troppo legata ad analoghe esperienze dei Beatles, e della discreta Hope I never find me there ; degne dinteresse anche Dealer (un brano di Capaldi) e il conclusivo strumentale blues jazz di Giving to you. Dopo appena pochi mesi, il gruppo diviene instabile a causa delle divergenze sulla conduzione artistica, esistenti tra Winwood e Mason ; questultimo abbandona per dedicarsi ad alcune collaborazioni con grossi nomi del circuito rock (Rolling Stones, Jimi Hendrix) e alla produzione degli emergenti Family. Da parte loro, nella primavera 68 Winwood e Wood partecipano alle registrazioni di Electric Ladyland di Jimi Hendrix, apportando un importante contributo al lavoro del chitarrista di Seattle.

I Traffic si riuniscono per le sessioni che danno vita al secondo album omonimo, pubblicato nellottobre 1968 ; nonostante contenga materiale di ottima qualit, il disco risente della difficile situazione interna e mostra i musicisti divisi sugli obiettivi da raggiungere. Da un lato Mason progetta una musica lineare e tradizionalmente rock, come dimostrano il country di You can all join in e le belle ballate di Feelin alright ? e Dont be sad, dallaltro Winwood e Capaldi recuperano sonorit tipiche dei primi Traffic nelle ottime Forty thousand headmen e No time to live. Notevoli sono Pearly queen, dallaccattivante cadenza rock blues, e Cryin to be heard, un brano di Mason che Winwood fa suo con un poderoso suono dorgano. Il gruppo trova la forza per incidere un terzo album, Last exit (Island - maggio 1969), discreto anche se inferiore ai lavori precedenti. Il disco suddiviso in una parte registrata in studio, nella quale risaltano la raffinata Shanghai noodle factory, il cadenzato valzer di Withering tree, la spigliata Medicated goo, e in una ricavata da unesibizione al Fillmore West di San Francisco, che comprende una buona Feelin good. Quando il lavoro viene pubblicato Mason ha di nuovo abbandonato e Winwood, nel febbraio del 69, decide di sciogliere il gruppo per entrare nelleffimero nucleo dei Blind Faith, con Eric Clapton, Ginger Baker e Ric Grech. Capaldi e Wood recuperano Mason e, con laiuto di Mick Weaver, simpegnano nei Wooden Frog, una formazione dalla vita breve. Mason si trasferisce poi negli Stati Uniti dove collabora con Gram Parsons, con Delaney & Bonnie e pubblica svariati album come solista.

Il Fuoco e l'Acqua
un ricordo di British blues

-9Sin dai primi mesi del 1966 nella scena del blues revival inglese inizia ad affermarsi un nuovo atteggiamento, teso alla ricerca di una sistemazione delloriginario linguaggio di recupero delle matrici blues allinterno di un contesto espressivo progressivo. Tra i pionieri del genere, un posto di rilievo spetta agli Yardbirds che per primi escono dagli schemi consolidati del blues revival e del rocknroll, introducendo (gi nel 1965) decisivi elementi di novit e giungendo ad un'ottimale sintesi nella seminale Shapes of things, primo compiuto esempio di rock blues. Neppure va dimenticata lappartenenza a questa formazione di tre chitarristi di primaria importanza, quali Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page, che con i rispettivi gruppi saranno tra i pi significativi esponenti del blues duro e progressivo

Dopo le esperienze con Yardbirds e John Mayalls Bluesbreakers, nel 1966 Eric Clapton raccoglie sotto la sigla Powerhouse alcuni noti musicisti dellepoca, tra i quali Stevie Winwood e Pete York (entrambi dello Spencer Davis Group) e il cantante Paul Jones (gi con Manfred Mann) ; leffimera associazione incide solo tre brani che sono raccolti sullantologia Whats shakin (Elektra-1966). Proprio nei Powerhouse (e altrettanto brevemente nei Bluesbreakers) Clapton ha modo di suonare con Jack Bruce, con il quale matura lidea di costituire una formazione che mostri un atteggiamento originale nei confronti del blues elettrico. Nel luglio del 66 il produttore Robert Stigwood a realizzare operativamente il progetto di un vero e proprio supergruppo con Clapton, Bruce e il batterista Ginger Baker (la sezione ritmica si conosce sin dai tempi della Blues Incorporated di Korner e della Graham Bond Organization). I Cream sono, di fatto, il primo complesso triangolare della storia del rock, configurazione che sottintende una diversa organizzazione del suono e dei compiti, nella quale ogni strumento acquisisce (in particolare dal vivo) una valenza ritmica e solistica di reciproco stimolo. Il gruppo esordisce in occasione del festival di Windsor ed effettua una serie di concerti al Marquee, prima di pubblicare il singolo Wrapping paper, nellottobre 66. Il successivo I feel free segna lingresso nelle classifiche di vendita e i Cream si affermano con una fitta serie di spettacoli dal vivo. E lepoca dellimmigrazione londinese di Jimi Hendrix, che il primo di ottobre ospite del trio sul palco del Polytechnic ; Hendrix diventa grande ammiratore ed amico di Clapton e

tiene in debita considerazione linsegnamento dei Cream, la potenza e la tensione emotiva del loro blues, la propensione per una musica liberata dagli schemi del successo di classifica e spinta verso modalit dimprovvisazione ancora sconosciute in ambito rock. Come accade a mille altri gruppi, anche Hendrix crea la propria formazione sullesempio triangolare dei Cream e, di certo, trae giovamento dalla crescente popolarit di Clapton e soci e dallaffermazione dei principi della loro musica. Appena un attimo dopo la situazione si ribalta : saranno i Cream, e tutti gli altri musicisti inglesi del periodo, ad inseguire le teorie evolutive hendrixiane. Nel dicembre 1966 viene dato alle stampe il primo album Fresh Cream che, pur non essendo esente da pecche, ha il merito di mostrare gli elementi portanti dello stile del gruppo. Il disco contiene numerose versioni di classici blues, reinterpretati con grande potenza e dinamismo : nelle varie Spoonful (Dixon), Rollin and tumblin (Waters) e Cats squirrel la chitarra di Clapton, pur mantenendo una lirica classicit, indurisce notevolmente il suono, sostenuta da uneccellente sezione ritmica capace di andare ben oltre ad un mero ruolo daccompagnamento. La produzione originale dei Cream appare ancora piuttosto incerta, anche se i timidi frammenti di N.S.U. e Sweet wine diventano dal vivo solide basi per lunghe, incandescenti improvvisazioni strumentali, e il micidiale riff di Toad introduce un gustoso saggio dello sciolto ed originale stile percussivo di Ginger Baker, che si conferma uno tra i pi preparati e qualitativi batteristi rock. Come altre importanti formazioni del tempo (Beatles, Rolling Stones, Animals), i Cream nel 1967 aderiscono all'imperante cultura psichedelica con la realizzazione del secondo album Disraeli gears, che in parte ripropone il caratteristico power blues e in parte si espone al contagio del morbo lisergico. Il disco segna il passaggio della produzione da Robert Stigwood a Felix Pappalardi (futuro bassista dei Mountain), capace doffrire anche un valido contributo come sessionman, e determina il consolidamento della proficua collaborazione tra Jack Bruce e il paroliere Pete Brown, che proseguir nei successivi lavori dei Cream e dello stesso bassista. Tra i brani spicca prepotente la sagoma di Sunshine of your love, un rock blues scolpito nella roccia con un riff epocale di chitarra ; il pezzo pi ricordato dellintero repertorio (si dice, dedicato a Hendrix) e fissa definitivamente i tratti salienti della musica del gruppo. Lottima Tales of Brave Ulysses si ricollega al suono tradizionale del complesso, come pure laggressiva Swlabr e le meno appariscenti Outside woman blues e Take it back. Al versante flower power appartiene liniziale Strange brew, che propone cadenze meno ruvide e un suono pi colorito ; in questo contesto sono da segnalare le melodiche e sognanti World of pain (un bel brano di Pappalardi) dove appare leffetto wah-wah alla chitarra, Dance the night away con graziose soluzioni armoniche e la rarefatta Were going wrong. Disraeli gears va, in ogni caso, considerato un lavoro di transizione, con il gruppo ancora alla ricerca di una piena maturit espressiva che, in parte, giunge con il seguente Wheels of fire.

CREAM - WHEELS OF FIRE

(2 LP Polydor - 1968)

Il doppio album si compone di un disco registrato in studio, con laiuto del produttore Pappalardi in qualit di musicista aggiunto, e di una parte dedicata al resoconto di un concerto tenuto nel marzo 1968 al Fillmore West. I brani pi significativi del disco di studio sono due composizioni di Jack Bruce (sempre coadiuvato dal fido Pete Brown), la stupenda White room, caratterizzata dalla lirica frase

introduttiva, vero miracolo dequilibrio tra il ruvido rock blues di base e la formidabile linea melodica vocale, e la cadenzata Deserted cities of the heart, che savvale di ricercati arrangiamenti per viola e violoncello. Il blues emerge prepotente nelle notevoli interpretazioni di Sitting on top of the world (Howlin Wolf), Born under a bad sign e Politician, un originale brano composto da Bruce / Brown. La sognante Passing the time, la bella Those were the days e latipica Pressed rat and warthog, tutte di Ginger Baker, sono valorizzate dagli interventi con viola, tromba e percussioni di Pappalardi, e ancora va ricordata lobliqua melodia di As you said, che anticipa atmosfere care alla futura produzione solistica di Jack Bruce. In sintesi, le registrazioni di studio di Wheels of fire appaiono tanto brillanti ed originali, quanto espressione di tre musicisti divisi sulla direzione artistica da intraprendere e con Clapton totalmente escluso in fase compositiva. Il disco dal vivo si apre con lenergica versione del blues di Robert Johnson Crossroads, completamente riscritta per loccasione ; la seguente Spoonful (Dixon) mostra il virtuosismo dei musicisti e risulta un po prolissa, pur appassionando a tratti per la volont di tirare al massimo gli strumenti, in perenne rincorsa tra loro. Traintime (un brano di Bruce, gi nel repertorio della Graham Bond Organization) una performance per armonica che sfocia nella durissima Toad, introduzione ad un ottimo ma interminabile assolo di Baker. Dopo appena due anni dalla nascita, la popolarit e il successo dei Cream sono diffusi in tutto il mondo, ma il gruppo risente di forti tensioni interne determinate dalla spiccata personalit dei musicisti, che decidono di porre termine allavventura con uno spettacolare concerto daddio (che diventa anche un film musicale) tenuto il 26 novembre 1968 alla Royal Albert Hall di Londra. Ci che resta viene pubblicato lanno successivo, nel postumo Goodbye (Polydor-1969) che contiene buone versioni dal vivo di Im so glad, Politician, Sitting on top of the world, e una manciata di brani di studio tra i quali emerge la bella melodia di Badge, una canzone di chiaro stampo beatlesiano, composta da Clapton assieme a George Harrison, che vede la presenza dellex Beatles alla seconda chitarra e del solito Pappalardi alle tastiere. Nei primi anni settanta vengono pubblicati altri due dischi quasi interamente registrati dal vivo, Live Cream (Polydor-1970) e Live Cream vol. II (Polydor-1972), di discreto valore, ma rimane il rammarico dellassenza di un lavoro organico che rappresenti degnamente lattivit concertistica del gruppo.

Allo scioglimento dei Cream, Jack Bruce decide di percorrere la strada solistica, ottenendo interessanti risultati artistici ; Clapton e Baker, invece, restano insieme per la controversa ed effimera esperienza dei Blind Faith. La nuova formazione si atteggia, ancor pi dei Cream, a supergruppo, per via della presenza dellaffermato Stevie Winwood (v.ts.ch., reduce dai Traffic) e del bassista / violinista Ric Grech (proveniente dai Family). Sulloperazione aleggia il sospetto di precisi calcoli commerciali e la musica del gruppo non risulta cos incisiva come avrebbe dovuto, viste le capacit dei musicisti coinvolti nel progetto.

I Blind Faith nascono nel febbraio 1969 e il debutto ufficiale avviene il 7 di giugno, in occasione di un concerto tenuto a Hyde Park di fronte a 100.000 persone. Il materiale del loro unico disco pubblicato (Blind Faith, Polydor-1969) valido, ma il gruppo non osa, il suono estremamente misurato resta ancorato a reminiscenze Cream e Traffic, privo di sbavature ma anche di particolari sussulti, con un'equa divisione dei ruoli tra i musicisti. Liniziale Had to cry today un perfetto esempio del loro stile, con la chitarra di Clapton a sciorinare un piacevole hard blues senza uscire dalle righe e la stentorea voce di Winwood (autore del brano) che non certo la pi adatta alle atmosfere forti del rock blues. Nonostante il buon assolo centrale e quello finale (notevole, con due chitarre soliste sovraincise) Clapton non riesce a ripristinare il tipico clima da jam dei Cream e, alla lunga, il brano suona ripetitivo. Cant find my way home e, soprattutto, Sea of joy, una canzone vicina ai Family pi intimisti valorizzata dal violino di Grech, godono della scrittura e dellinterpretazione di Winwood risultando tra gli episodi migliori, cos come lunico brano di Clapton, il classico Presence of the Lord, giocato sul contrasto tra il sofferto preludio dai toni gospel e limprovvisa eruzione centrale della chitarra. Well all right piacevole e serve ad evidenziare le capacit di Winwood alle tastiere, mentre la conclusiva Do what you like pensata da Baker come indolente base di partenza per lennesima, eccellente, esibizione ai tamburi. A promozione dellalbum il gruppo simbarca in una tourne americana, al termine della quale (nel gennaio 1970) Clapton e compagni decidono di separarsi, lasciandosi alle spalle il dubbio di una grande occasione persa. Ginger Baker organizza gli Airforce, unampia formazione dove, allinizio del 70, si ritrovano Winwood e Grech, oltre a Chris Wood, Graham Bond e Harold McNair. Il gruppo, che predilige una matrice musicale essenzialmente ritmica (con la presenza di ben tre batteristi !), pubblica due album nel 1970, il primo (Airforce -2 LP, Polydor) registrato dal vivo alla Royal Albert Hall e il secondo (Airforce 2 - 2 LP, Polydor) realizzato in studio. Il batterista forma poi i Salt, senza ottenere particolari riscontri, quindi si trasferisce in Nigeria dove per tre anni suona con musicisti locali e studia le radici africane del ritmo. Nel 1974 di nuovo in Inghilterra con la Baker Gurvitz Army, assieme ai fratelli Adrian e Paul Gurvitz (titolari, alla fine dei sessanta, di due LP con i Gun e in seguito di tre dischi con i Three Man Army) ; con questo complesso incide tre lavori, tra i quali il migliore appare il primo omonimo (Vertigo-1974) che presenta un discreto hard variegato da frequenti aperture melodiche. Subito dopo la collaborazione con gli Airforce, Stevie Winwood riunisce i Traffic dove finisce anche Ric Grech. Clapton insiste con la teoria dei supergruppi (questa volta negli Stati Uniti) con Derek & the Dominos, al fianco di Duane Allman nel doppio Layla e contemporaneamente inizia la carriera da solista, prolifica dal punto di vista commerciale ma non sempre allaltezza del suo nome.

- 10 Il 1968 per Jimi Hendrix lanno della consacrazione ai vertici della scena rock mondiale. Il baricentro della sua attivit si sposta decisamente negli U.S.A., dove tiene la maggior parte dei concerti (sempre affiancato dallExperience) ed effettua, agli studi Record Plant di New York, la quasi totalit delle registrazioni che formano lossatura del nuovo ambizioso album.

JIMI HENDRIX EXPERIENCE - ELECTRIC LADYLAND (2LP Track - 1968)

Electric Ladyland, pubblicato nellottobre 1968 (n. 1 nella classifica americana dei long playing), nonostante sia accreditato alla Jimi Hendrix Experience pu essere considerato come un disco solista del chitarrista, che per la prima volta si avvale di numerosi collaboratori esterni ; in particolare lapporto di Noel Redding molto ridotto ( titolare della decorosa Little miss strange ma in circa met dei brani viene sostituito al basso da Jimi) mentre Mitchell, batterista ideale per Hendrix, saldamente al suo posto, a parte un paio di pezzi nei quali dietro ai tamburi siede Buddy Miles. Hendrix produce autonomamente quasi tutto il materiale e il suono risulta pi curato, senza perdere in aggressivit ed espressivit. C un ampio uso di ricercate tecniche di registrazione e molte canzoni sono realizzate attraverso fasi di lavorazione pi lunghe e complesse del solito. I nastri manipolati di ...and the gods made love, la raffinata melodia di Have you ever been (to electric ladyland) e la ritmata Crosstown traffic (con Dave Mason ai cori) servono da introduzione al primo capolavoro dellalbum, Voodoo chile. Il brano un lungo blues originale che vede la presenza del bassista Jack Casady (Jefferson Airplane / Hot Tuna) al posto di Redding e con Stevie Winwood allorgano. Hendrix disegna linee di chitarra nitide e profonde, creando unatmosfera impregnata di tensione che rende unico lincedere del pezzo, valorizzato da una sezione ritmica potente e dallottimo lavoro di Winwood. Come on - Let the good times roll, un ottimo blues & roll senza peli sulla lingua (opera di Earl King) e Gypsy eyes, un soul rock dominato da chitarre graffianti, riportano ad un rock immediato e serrato. Burning of the midnight lamp, registrata nel luglio 67 e prodotta da Chandler come singolo nel settembre dello stesso anno, una delle pi elaborate canzoni di Jimi, dotata di una bella melodia epica e decadente e caratterizzata dalluso di clavicembalo e mellotron (per le armonie vocali). Rainy day, dream away, che ha una singolare reprise in Still raining, still dreaming, un raffinato blues jazz dove Hendrix esibisce magistralmente leffetto wah-wah della chitarra ; nelloccasione sono presenti Freddie Smith al sassofono, Mark Finnigan allorgano e Buddy Miles alla batteria, coadiuvato da Larry Faucette alle congas. Il brano sfocia nella stupenda 1983...(a merman I should turn to be), un affresco sonoro maestoso e di grande suggestione. Nel viaggio Hendrix accompagnato da un Mitchell ispirato e dal flauto di Chris Wood ; la sua produzione a tratti eccessivamente deffetto ma il lirismo poetico della canzone inebria il suono, che ondeggia fino a sprofondare in gelidi abissi marini e si dissolve nella coda rumorista di Moon, turn the tides... House burning down, con la

fiammeggiante chitarra trattata dalleffetto phasing, crea la giusta tensione per il travolgente finale del disco. All along the watchtower (una canzone di Dylan, dallalbum John Wesley Harding) completamente riscritta da Hendrix che ne modifica il significato sostanziale ; tanto loriginale di Dylan un timido folk rock scarno ed essenziale, quanto ledizione di Jimi si fregia di soluzioni fantasiose, affidandosi ad una ritmica serrata e alla magia delle chitarre che si librano in volo verso orizzonti di straordinaria bellezza. Il contrasto con la conclusiva Voodoo child aspro, torna a trionfare il magnifico marasma sonoro dellExperience in un rituale selvaggio, sconvolto da chitarre che sputano fulmini, che provocano scosse telluriche, che graffiano come artigli la corteccia stagionata del blues. Electric Ladyland lapice della creativit hendrixiana ed anche linizio della fine dellExperience, con il leader desideroso di provare nuove esperienze e con Redding che si sente trascurato, smanioso di affermare le proprie capacit come propulsore del suo gruppo, i Fat Mattress. Dal vivo il trio si conferma convincente, come dimostrano i concerti dellottobre 1968 al Winterland di San Francisco, quelli europei dinizio 1969 (in particolare Stoccolma) e il famoso spettacolo del 24 febbraio tenuto alla Royal Albert Hall di Londra con la partecipazione di Dave Mason, Chris Wood e del percussionista Rocky Dzidzournu. In aprile lExperience nuovamente negli U.S.A. per unulteriore serie di spettacoli che si conclude il 29 giugno quando, al termine del concerto del Denver Pop Festival, Noel Redding abbandona il gruppo per dedicarsi come chitarrista ai Fat Mattress. Questa formazione, completata da Eric Dillon (bt.), Jimmy Leverton (bs.ts.) e Neil Landon (v.), riesce a pubblicare due discreti LP prima di terminare la propria breve esistenza. Sciolta lExperience, Hendrix sospende la stressante attivit live per predisporre unampia formazione che gli permetta di esprimere una musica pi articolata. Lesperimento dei Gypsy Sun and Rainbows (con Billy Cox - bs. -, Mitch Mitchell - bt. -, Larry Lee - ch. -, Juma Sultan e Jerry Velez - pr.) dura soltanto il tempo dellimportante esibizione che segna la chiusura del festival di Woodstock, la mattina del 18 agosto 1969. In seguito Hendrix matura lidea di un nuovo ristretto nucleo composto da soli musicisti di colore, che si concretizza in ottobre con la fondazione della Band of Gypsys ; lo accompagnano nella breve avventura, che culmina con i concerti di capodanno al Fillmore East di New York, il metronomico batterista Buddy Miles e il vecchio amico Billy Cox al basso. Il suono della formazione meno fantasioso ed aggressivo rispetto alla gloriosa Experience, imperniato su un accattivante soul blues che solo a tratti (Machine gun) permette a Jimi di esprimersi liberamente allinterno di una struttura troppo rigida e calcolata. Il chitarrista ben presto richiama Mitchell e con il confermato Cox inizia, nellaprile 70, una nuova tourne americana, che si protrae fino al primo di agosto e culmina nelle esibizioni di fine luglio tenute allisola di Maui (Hawaii). Qui Hendrix presenta lambizioso progetto del Rainbow Bridge Vibratory Color Sound Experiment, risoltosi con esito deludente. Dopo aver inaugurato a New York lo studio privato di registrazione Electric Lady, Hendrix torna in Inghilterra per partecipare al festival dellisola di Wight dove suona (allalba del 30 agosto) una controversa e sofferta esibizione, mai giustamente apprezzata per il suo effettivo valore musicale e storico.

Hendrix allo stremo delle forze ; nei giorni successivi effettua alcune date nel nord Europa (in Danimarca abbandona il palco dopo due soli brani) e il 6 settembre tiene il suo ultimo concerto nellallucinante atmosfera del Love and Peace Festival, tenuto in Germania nellisola di Fehmarn. Il 18 settembre 1970 muore a Londra, in circostanze mai definitivamente chiarite ; con Jimi Hendrix scompare il pi importante ed influente chitarrista di tutto il rock. ...e allora i castelli di sabbia scivolano nel mare, alla fine.

- 11 La splendida trilogia blues elaborata da John Mayall tra il 1966 e il 1967 (Bluesbreakers - John Mayall with Eric Clapton, A hard road e Crusade) vanta lindiscutibile merito di lanciare diversi giovani musicisti che affermano, negli anni immediatamente successivi, le loro doti in proprie formazioni di blues progressivo. Da quelle edizioni dei Bluesbreakers provengono Eric Clapton, fondatore dei Cream, Peter Green e John McVie, poi nei Fleetwood Mac, il chitarrista Mick Taylor (che nel luglio 69 sostituisce Brian Jones nei Rolling Stones) e i batteristi Aynsley Dunbar e Keef Hartley, in seguito titolari di complessi di buon valore.

JOHN MAYALLS BLUESBREAKERS - BARE WIRES (Decca - 1968) A seguito della pubblicazione di Crusade John Mayall realizza due album dal vivo (Diary of a band vol. 1 e 2, Decca-1968), registrati in occasione dei concerti europei e inglesi di fine 1967. John McVie ha gi abbandonato per raggiungere i Fleetwood Mac e poco dopo se ne va pure Keef Hartley, in cerca di gloria solista. Cos Mayall deve riorganizzare i Bluesbreakers per lennesima volta e la scelta si rivolge ad un gruppo orientato verso un blues meno canonico, con accenti jazzati e uno stile progressivo. Ne esce unambiziosa formazione a sette che, oltre al leader e a Mick Taylor, presenta Dick Heckstall Smith e Jon Hiseman (provenienti dalla Graham Bond Organization), lottimo bassista Tony Reeves e una corposa sezione fiati con Chris Mercer e Henry Lowther (che si esibisce anche al violino). Bare wires idealmente suddiviso tra una prima sezione costituita da una singolare suite blues che titola lintero lavoro e una seconda parte pi in linea con la precedente produzione di Mayall. Gli aspetti moderatamente innovativi e sperimentali della suite di Bare wires, interamente composta da Mayall, creano un affascinante contrasto con il blues sempre rigoroso della struttura complessiva dellopera, sostenuta da una sezione ritmica che si affida alla colorita poliritmia di Hiseman e alle capacit tecniche di Reeves, e valorizzata dallinserimento dei fiati che dettano gli arrangiamenti con originalit. La litania di Bare wires introduce Where did I belong, un quieto brano sottolineato dal violino di Lowther. La successiva Start walking accende improvvisamente il ritmo, con belle cadenze blues jazz e la brillante chitarra di Taylor, notevolmente irrobustita rispetto a Crusade. Open a new door offre interessanti arrangiamenti dei fiati che modellano il dinamico blues di base ; in Fire il suono del complesso presenta parti improvvisate che allontanano dal classico approccio stilistico dei Bluesbreakers, riproposto su I know you, un sofferto blues con inserti di clavicembalo. Chiude la suite lincalzante Look in the mirror, con gli strumenti che sincrociano in unelastica jam e la prestazione di Heckstall Smith ai sax tenore e soprano, soffiati allunisono. Nella seconda parte del disco spiccano i fiati blues di Im a stranger, il moderato gusto soul di No reply, il brioso strumentale Hartley quits (un brano di Taylor) e il magro folk blues di Sandy.

Come al solito il gruppo dura lo spazio di un LP in quanto Hiseman, Reeves e Heckstall Smith nello stesso anno elaborano il progetto Colosseum. Nel 1969 Mayall abbandona la gloriosa sigla dei Bluesbreakers e torna alla vecchia formula del quartetto ; con lui sono il solito Taylor e una nuova sezione ritmica costituita dal bassista Stephen Thompson e dal batterista Colin Allen. Blues from Laurel Canyon un disco estremamente godibile, che saffida allalternanza di pezzi soffusi (First time alone) con brani quasi hard (Vacation, 2401) condotti a chitarra sguainata da Mick Taylor. Ottima The bear (dedicata a Bob Hite dei Canned Heat), con unintroduzione coinvolgente dominata dal suono metallico della chitarra. La musica risulta pi roccata del solito, il gruppo appare solido ed affiatato ma, di nuovo, destinato ad un precoce scioglimento. Taylor entra nei Rolling Stones, Allen nel 1970 uno dei membri fondatori degli Stone the Crows, gruppo nel quale sar raggiunto (nel 71) anche da Thompson. Sempre nel 1969, Mayall dimostra un notevole eclettismo approntando un nuovo quartetto con il confermato Thompson al basso, il chitarrista Jon Mark e il fiatista Johnny Almond, che aveva gi avuto un approccio nel 1966 per il disco dei Bluesbreakers con Clapton. La novit risiede in una proposta completamente acustica di un folk blues jazz divertente e raffinato, che trova buona espressione nella dimensione live dellalbum The turning point (Polydor-1969), registrato nel luglio 69 al Fillmore East di New York ; da queste basi acustiche Mark e Almond traggono lo spunto per la costituzione di una propria formazione attiva nei primi anni Settanta. Da questo momento la produzione discografica di John Mayall prosegue copiosa ma spesso priva dellelevata qualit che contraddistingue gli album degli anni Sessanta. Una piacevole eccezione il doppio Back to the roots (Polydor-1970) che registra la partecipazione di Clapton, Green e Taylor, momentaneamente tornati a dare una mano al loro vecchio datore di lavoro.

Le origini dei Fleetwood Mac risalgono al 1966 quando il batterista Mick Fleetwood, dopo le prime esperienze con i Cheynes e i Bo Street Runners, entra nei Peter Bardens Looners. Il complesso dura appena pochi mesi (dal febbraio al maggio 66) e comprende, oltre a Bardens e Fleetwood, il bassista Dave Ambrose (poi con Brian Auger) e il giovane chitarrista Peter Green. La formazione pubblica un solo 45 giri e quindi si amplia con linserimento dei cantanti Rod Stewart e Beryl Marsden, modificando nome in Shotgun Express. Contemporaneamente Green partecipa, con i Bluesbreakers, alle sedute di registrazione (ottobre/novembre 66) dalle quali viene ricavato il classico A hard road, e qui il musicista ha occasione di conoscere John McVie, sin dal 1964 fido bassista di John Mayall. A discapito di un organico dal notevole potenziale gli Shotgun Express hanno vita breve (due singoli allattivo) ed esaurita la parentesi con Mayall, nel luglio 67 Green decide di riunire assieme a Fleetwood un nuovo gruppo, i Fleetwood Mac. Il primo nucleo del complesso completato dal chitarrista Jeremy Spencer (proveniente dai Levi Set) e dal bassista Bob Brunning, che poco dopo lesordio del gruppo (nellagosto 67, in occasione del Windsor Jazz & Blues Festival) abbandona per dedicarsi alla propria Sunflower Band ; al suo posto entra McVie che pone termine alla collaborazione con Mayall.

E il produttore Mike Vernon ad offrire al complesso un contratto con la sua etichetta appena costituita, la Blue Horizon. Sono cos pubblicati il primo album omonimo (Blue Horizon-1967) e il secondo Mr. Wonderful (Blue Horizon-1968), con i quali i Fleetwood Mac si affermano in modo autorevole nel panorama del blues inglese, facendo leva su uno stile piuttosto classico. La presenza di un talento del calibro di Green, naturalmente portato ad affrontare la materia blues con spirito innovativo, spinge il gruppo ad elaborare la musica in senso progressivo e lingresso in organico di un terzo chitarrista (Danny Kirwan) accentua ancor pi questo processo evolutivo. Nel novembre 68 esce il singolo Albatross, un brano melodico che differisce in modo evidente dalla produzione precedente ma la mossa successiva appare ancora saldamente legata alla tradizione e vede i Fleetwood Mac registrare, nel gennaio 1969, i nastri per un doppio LP nei mitici studi Chess di Chicago, a diretto confronto con musicisti quali Shakey Horton, Willie Dixon e Otis Spann. La musica contenuta in Blues jam at Chess (1969) sanguigna ed appassionante, ma i tempi sono pronti per un deciso cambiamento di rotta ; purtroppo questo avviene solamente per il materiale inserito nellalbum Then play on (1969), un disco di valore anche se non privo di sbavature. Lalbum viene commercializzato in modo caotico, con svariate differenti versioni sia per il mercato inglese sia per quello americano. Tra i brani sparsi sono da sottolineare i notevoli contributi di Green in Show-biz blues, che calca la mano sul folk blues pi coinvolgente, in Underway, dotata di una melodia avvolgente che si collega a certo suono acquatico alla Hendrix, nella pacata Before the beginning, che mostra il suo fluido stile caldo e passionale. Due composizioni si collocano ai vertici dellalbum : la mutevole Oh well, che passa dal torrido clima hard blues dellouverture agli sprazzi classicheggianti della lunga e suggestiva coda acustica, e lelettrizzante Rattlesnake shake, caratteristica nellincedere pesante e caracollante, poggiata su una serie di marmorei riff delle chitarre che rendono il brano un vero manuale del rock blues. Buone anche Coming your way (di Kirwan) e Searching for Madge (di McVie), questultima strutturata a livello di jam informale, a tratti spezzata da inserti forzati e non del tutto convincenti. Gli ultimi frutti del lavoro di Peter Green sono raccolti nei 45 giri di Man of the world e Green Manalishi, subito prima dellimprovviso abbandono da parte del chitarrista allinizio del 1970. I Fleetwood Mac accusano il colpo, con la dipartita di Green il gruppo perde buona parte della fantasia creativa e strumentale, e luscita di scena, nel 1971, dellaltro membro fondatore Jeremy Spencer provoca un ulteriore, deciso allontanamento dallo stile della decade precedente. Numerosi musicisti si alternano allinterno del complesso e dopo una serie di dischi interlocutori, nel 1975, i Fleetwood Mac scelgono la strada delleasy listening, ottenendo un successo di portata mondiale con la produzione di musica commerciale che nulla ha da spartire con i fasti blues degli anni Sessanta.

Tra i musicisti che entrano a far parte dei Fleetwood Mac negli anni Settanta da sottolineare la presenza della moglie di John McVie, Christine Perfect, cantante e tastierista con alle spalle uninteressante avventura nei Chicken Shack. Ideatore e animatore della formazione il chitarrista Stan Webb ; originario di Birmingham, nel 1966 si trasferisce a Londra dove incontra la Perfect e il bassista Andy Sylvester (che sin dal 64 suonano assieme

nei Sounds of Blue, lo stesso complesso del futuro Traffic Chris Wood). Il gruppo viene completato con linserimento del batterista Dave Bidwell e, come accade ai Fleetwood Mac, guadagna un contratto discografico con la Blue Horizon. Nel 1968 i Chicken Shack pubblicano lalbum d'esordio, 40 blue fingers freshly packed & ready to serve (prodotto da Mike Vernon), al quale collaborano Dick Heckstall Smith e Johnny Almond ai sassofoni. La musica ha dei solidi punti di riferimento nel blues revival dei primi anni Sessanta e nei Bluesbreakers di Mayall, accostando alla matrice tradizionale lattitudine ad un suono non eccessivamente curato ed elaborato, che fa della semplicit espressiva il suo punto di forza. Lo stile alla chitarra di Webb non formalmente perfetto n particolarmente innovativo, ma risulta tirato e godibile, la Perfect svolge un prezioso lavoro allorgano e soprattutto al piano, mentre la sezione ritmica solida e precisa. Numerose le cover presenti, tra le quali risalta King of the world di John Lee Hooker, discreti sono i brani scritti da Webb, la strumentale Webbed feet e What you did last night che esibisce una buona prestazione del chitarrista, ottime loriginale You aint no good con il piano in evidenza e When the train comes back, entrambe composte dalla Perfect che si disimpegna anche come cantante solista. Sempre sotto la produzione di Vernon, nello stesso anno vengono effettuate le brevi sessions che generano il secondo LP O.K. Ken ?, lavoro che non aggiunge novit alla loro proposta musicale ed appare leggermente inferiore al precedente. Nel 1969 i Chicken Shack ottengono un buon successo con il singolo Id rather go blind, una canzone del repertorio di Etta James che raggiunge le parti alte della classifica di vendita, poco prima che la Perfect abbandoni per entrare nei Fleetwood Mac. Al suo posto entra il tastierista Paul Raymond con il quale il gruppo realizza altri due album, 100 ton chicken (Blue Horizon-1969) e Accept (Blue Horizon-1970). Subito dopo i Chicken Shack si sfaldano : allinizio del 1971 Sylvester, Bidwell e Raymond emigrano nei Savoy Brown e il solo Webb tenta di ripristinare la vecchia sigla, riuscendovi nel 72 con laiuto tra gli altri dellex bassista dei Gods e dei Toe Fat, John Glascock. Esce ancora un disco accettabile (Imagination lady, Deram-1972), quindi la vicenda si trascina senza particolari sussulti, fra scioglimenti ed estemporanee riunioni.

Quando allinizio del 1970 Peter Green decide di lasciare i Fleetwood Mac il musicista allapice della popolarit, leader di uno dei pi rispettati gruppi dellepoca e chitarrista tra i migliori della scena rock. In realt limprevedibile dipartita di Green evidenzia una grave crisi esistenziale, acuita da problemi legati allassunzione di notevoli quantit di alcool e droghe. Da qui la necessit di chiudere il conto con lassillante stile di vita proprio dello star system, senza ripensamenti, con il musicista che arriva addirittura a devolvere in beneficenza i diritti e i guadagni derivanti dalla vendita dei suoi dischi, quasi a volersi spogliare di ogni superfluo fardello di notoriet.

PETER GREEN - THE END OF THE GAME

(Reprise - 1970)

In una situazione di cos profonda instabilit psichica, Green riesce a trovare la lucidit per registrare un disco solistico di straordinaria bellezza, che con amara ironia viene intitolato The end of the game. Registrato nel maggio 1970 con laiuto di musicisti di notevoli capacit quali il pianista Zoot Money e il bassista Alex Dmochowsky (membro della Retaliation di Aynsley Dunbar), senza lausilio di produzioni esterne, il disco vede la luce in settembre generando costernazione tra gli appassionati, che si aspettano qualcosa di simile a Bluesbreakers e Fleetwood Mac, e spiazzando gli stessi addetti ai lavori, portati a reagire per lo pi negativamente di fronte ad una musica senza inizio n fine, ben lontana dal consolidato concetto di canzone blues e rocknroll. In effetti, pi che un disco tradizionalmente rock The end of the game appare come un estremo tentativo, privo di compromessi, di rendere comprensibile la grande passionalit dellanima di Green, di cogliere lattimo fuggente della propria arte tramite una musica in libert, disinibita, aperta a contaminazioni di ogni genere, dotata di estatiche vibrazioni e d'improvvisi cambi dumore. La materia trattata completamente strumentale e le parti liriche spettano di diritto alla chitarra che canta d'amore e sofferenza, di splendori e di disillusione. Naturalmente unopera siffatta non vende, ma questa di certo lultima preoccupazione di Peter Green, ormai destinato ad una dolorosa, autonoma emarginazione dal music business. Lapertura spetta al vortice senza vie duscita di Bottoms up, uninformale jam funky blues dove Green mette a frutto la lezione hendrixiana, cavalcando con autorit le potenti ondate ritmiche (notevole il lavoro al basso di Dmochowsky) e insinuandosi tra le pieghe del suono, quando la cadenza rallenta e prende respiro. Lintroduzione di Descending scale mette in luce il piano di Zoot Money, fino allimpatto con la chitarra che geme disperatamente trasformando il brano in unostica improvvisazione a forma libera. Burnt foot si affida a modi jazzati che evolvono in unenfasi ritmica liberatoria ; Hidden depth rarefatta e rilassata (come pure il breve frammento di Timeless time), illuminata dalla chitarra languida ed espressiva. La conclusiva The end of the game esplode nel turbine impetuoso dello strumento di Green, per poi navigare verso lignoto in una sensazione di pace irreale. Nel 1971 Green prova a tornare sulla scena, aiutando i Fleetwood Mac a completare un tour americano (quando Jeremy Spencer lascia la formazione in preda ad una crisi religiosa), ma il tentativo si rivela infruttuoso. Lanno successivo la cantante Maggie Bell degli Stone the Crows a tentare di portarlo nel suo gruppo, in sostituzione del chitarrista Les Harvey (rimasto folgorato da un corto circuito durante un concerto). La leggenda vuole che Green, negli anni Settanta, entri un paio di volte in manicomio e, per sopravvivere, si dedichi ad umili attivit (becchino, infermiere ecc.) : la dura realt ci riconsegna, nel 1979, un musicista ben diverso, impegnato con uno stuolo di onesti mestieranti (si confondono nel mucchio anche il vecchio amico Peter Bardens e, in un solo brano, il batterista Godfrey Maclean) nella realizzazione dellalbum In the skies, lavoro stanco e di modesti contenuti.

Una storia finita male, ma non troppo, con la passione e lamore per la musica, con fasti e disgrazie, e perci ancor pi vera. In ogni caso, alla fine del gioco, restano la musica e lo stile di grande strumentista di Peter Green, tra i maggiori innovatori del rock progressivo inglese.

Tra i gruppi derivati in linea retta dai Bluesbreakers, meritano di essere ricordate almeno altre tre formazioni in grado di proporre una musica di buon livello nel panorama del British blues, sia pure partendo da presupposti e con stili diversi. Si parla di Aynsley Dunbar Retaliation, di Keef Hartley Band, di Mark-Almond.

Prima dentrare a far parte dei Bluesbreakers, il batterista Aynsley Dunbar suona con i Mojos, una piccola formazione di Liverpool che riesce a pubblicare un paio di 45 giri. Nellestate 1966 Dunbar entra in una delle pi importanti edizioni del gruppo di John Mayall, quella con Peter Green e John McVie che alla fine dello stesso anno registra A hard road. La decisione di costituire un proprio gruppo matura dopo una breve permanenza nellappena nato Jeff Beck Group, con il quale il batterista non ha occasione dincidere. Per la sua Aynsley Dunbar Retaliation, nel 1968, il neo leader savvale della collaborazione del cantante Victor Brox (gi con Alexis Korner), del chitarrista John Moorshead e del bassista Keith Tillman, presto sostituito da Alex Dmochowsky. Cos sistemato, il gruppo registra i primi due album, Aynsley Dunbar Retaliation (Liberty1968) e Dr. Dunbar prescription (Liberty-1969), validi anche se legati ai collaudati schemi del blues revival e privi di riscontro commerciale.

AYNSLEY DUNBAR RETALIATION - TO MUM, FROM AYNSLEY AND THE BOYS

Lavvento in organico di Tommy Eyre, tastierista della Grease Band (il gruppo di Joe Cocker, suo lindimenticabile organo di With a little help from my friends), apporta sostanziali novit nella musica del complesso. Pur mantenendo una chiara impostazione blues (c la produzione di John Mayall) il suono acquisisce un approccio decisamente moderno, con una tendenza vagamente jazz sotto laspetto timbrico ; lequilibrio e il buon gusto dei musicisti fanno il resto, rendendo la proposta raffinata e, al tempo stesso, dotata di notevole dinamismo. Lapertura del terzo album riservata alla sepolcrale Dont take the power away, seguita dalle movimentate Run you off the hill e Let it ride che esibiscono le indubbie capacit tecniche dei Retaliation : il drumming variegato e preciso del leader confortato dalle linee di basso del buon Dmochowsky, il timbro caldo dellorgano di Eyre, la chitarra mai invadente di Moorshead e il burbero canto melodico di Victor Brox.

Journeys end introdotta da un imprevedibile, classico, organo da chiesa, preludio ad un lento blues strumentale. Down, down, down e Sugar on the line saffidano ad interessanti soluzioni ritmiche, Unheard esplicita le doti percussive di Dunbar e quelle al piano di Eyre, in un insolito duetto (almeno in territori rock), mentre Leaving right away chiude degnamente un lavoro di qualit, lontano dai facili entusiasmi del disco da classifica. La mancanza di successo rende difficile la vita della Retaliation che, nel 1970, attraversa una crisi piuttosto profonda, con lo stesso Dunbar che si defila momentaneamente. Il gruppo, guidato da Brox, pubblica un disco raffazzonato anche se non del tutto deludente (Remains to be heard, Liberty-1970), al quale Dunbar partecipa solo in alcuni brani. Poco dopo il batterista rifonda il complesso e registra Blue whale (Warner Bros.-1970), un buon lavoro che presenta uno stile atipico rispetto al resto della produzione. Dmochowsky nel maggio 1970 partecipa alle registrazioni del capolavoro di Peter Green The end of the game, Eyre raccoglie il posto di tastierista nei Mark-Almond e Dunbar trova il modo di collaborare a diverse registrazioni di Frank Zappa (tra il 70 e il 72), nel 74 presente su Diamond dogs di David Bowie, quindi raccoglie i frutti di una gloriosa carriera partecipando alle fortune commerciali dei Journey e degli stracotti Jefferson Starship.

Certamente meno rigorosa ed interessante risulta la proposta della band di Keef Hartley. Il musicista inizia ai tamburi degli Artwoods, un gruppo R & B formato nel 1964 dal cantante Art Wood (gi con i Blues Incorporated e fratello del noto chitarrista Ron Wood) che vede la presenza del tastierista Jon Lord, poi fondatore dei Deep Purple. Hartley rimane negli Artwoods fino allaprile 1967, quando entra a far parte dei Bluesbreakers con i quali incide il notevole Crusade. Nel 1968 nasce la Keef Hartley Band che inizialmente comprende i chitarristi Miller Anderson e Spit James, il tastierista Peter Dines e il bassista Gary Thain ; il suono parte, ovviamente, da presupposti blues ma la proposta manca del rigore stilistico della Retaliation, n riesce a colmare le lacune con un impatto forte degli strumenti. Laspetto pi originale va ricercato nellafflato melodico di gran parte del materiale presente sul primo album, registrato sul finire del 1968. Halfbreed (Decca-1969) vede la partecipazione del solito Mayall e di una corposa sezione fiati dove spiccano i nomi di alcune vecchie conoscenze del giro Bluesbreakers, quali Henry Lowther (tr.vi.) e Chris Mercer (sax.). Il disco un lavoro di buon livello, il migliore della produzione di Hartley e presenta i momenti pi convincenti nella sequenza iniziale di The halfbreed, nel lungo blues melodico Born to die, nelle agili soluzioni ritmiche di Sinnin for you, impreziosita da una buona prestazione dei fiati. Le chitarre accennano a qualche rudezza nella solida Leavin trunk, che in alcune parti savvale di unandatura alla Free, e nella cover di Think it over che imposta il riff alla maniera soul rock della Band of Gypsys. I successivi The battle of north west 6 (Deram-1969), che vede la partecipazione di Mick Taylor, e The time is near (Deram-1970) sono dischi dignitosi che non aggiungono granch a quanto espresso nellalbum desordio.

Nella prima met dei Settanta Hartley continua ad incidere come solista, collabora con Mayall allalbum Back to the roots del 1970, suona come accompagnatore di Michael Chapman, quindi ritrova Miller Anderson (reduce da un disco sotto proprio nome e dallesperienza Hemlock, nel 1973 con due ex Fat Mattress) nei Dog Soldier che pubblicano un album nel 1975.

Il chitarrista Jon Mark e il sassofonista Johnny Almond costituiscono lossatura del complesso di John Mayall che nel 1969 registra il long playing di The turning point. In precedenza, Mark partecipa alleffimero progetto dei Sweet Thursday, dove tra gli altri sono presenti Nicky Hopkins e Alun Davies (stretto collaboratore di Cat Stevens, nel periodo doro del cantante), mentre Almond vanta esperienze con i gruppi di Zoot Money, di Alan Price e collabora con i Bluesbreakers allepoca di Eric Clapton. Ai due si uniscono Tommy Eyre (ts.), al termine dellavventura con i Retaliation, e Roger Sutton (v.ch.bs.pr.vc.) proveniente dai Jody Grind. I Mark-Almond rappresentano lespressione soft della scena del blues progressivo inglese, con la particolarit di una musica completamente acustica che associa rarefatte atmosfere folk blues a raffinati toni di derivazione jazzistica. Il limite della loro proposta risiede nella natura stessa dello stile, indolente ed esasperatamente ricercato, che affascina ma, pure, congela le emozioni in fragili cristalli sonori. Lomonimo album desordio del 1971 sintetizza al meglio i concetti creativi del gruppo, ad iniziare dallestatica pace gospel di The ghetto che funge da suggestiva introduzione al lavoro. La delicata chitarra di Mark ricama movenze eleganti nella calda The city, prima di un repentino ritorno al minimalismo timbrico, quasi cameristico, di Tramp and the young girl, caratterizzata da vibrafono (Almond), flauti e violoncello. La minisuite di Love il brano pi ambizioso del disco, dove il ritmo saccende allimprovviso creando un concreto punto di riferimento per gli spunti solistici di una moltitudine di strumenti ; la chiusura riservata ai bagliori rifratti delle sensazioni jazz di Song for you. Il secondo LP Mark-Almond II (Blue Thumb-1972) prosegue sulla stessa via, mostrando una maggiore propensione ritmica a causa della presenza di Danny Richmond (batterista con Charles Mingus), ma anche una minore variet di temi, affidandosi in prevalenza ad una forma canzone classica e risultando meno brillante nelle sonorit. Poi la formazione si allarga a nuovi musicisti, Eyre e Sutton vengono sostituiti e le opere seguenti sono di qualit inferiore.

- 12 Jeff Beck entra negli Yardbirds in sostituzione del dimissionario Eric Clapton nel marzo 1965, dopo una breve gavetta con i Tridents, e vi resta sino al novembre 1966, quando abbozza lidea di una propria formazione che s'inserisca con autorit nella nascente era del rock blues, inaugurata dai bollenti eccessi sonori di Jimi Hendrix e dal power blues dei Cream. La prima versione del complesso si concretizza nel 1967 e savvale dellapporto di Rod Stewart, di Ron Wood e di Aynsley Dunbar ; il batterista, appena uscito dai Bluesbreakers di A hard road, preferisce continuare per la sua strada formando nel 68 la Retaliation e il posto ai tamburi viene rilevato da Mick Waller, ex membro degli Steampacket. Stewart nei primi anni sessanta canta e suona larmonica in oscure formazioni e arriva allincisione discografica con gli Hoochie Coochie Men di Long John Baldry (il 45 giri Good morning little schoolgirl). Tra la fine del 65 e lautunno 66 nel supergruppo degli Steampacket (forse il primo della storia del rock), una formazione ideata dal produttore Giorgio Gomelsky comprendente Baldry, lorganista Brian Auger, la cantante Julie Driscoll e Mick Waller alla batteria. Nella breve e travagliata esistenza il nucleo riesce a registrare solo alcuni nastri di prova che vedono la luce qualche anno pi tardi. Subito prima dentrare nel Jeff Beck Group, Stewart suona con i Shotgun Express, altra formazione sulla carta molto promettente che annovera la cantante Beryl Marsden, Peter Bardens (ts., poi nei Camel), Dave Ambrose (bs.) e i futuri Fleetwood Mac, Peter Green e Mick Fleetwood ; dopo due soli singoli, nel febbraio 1967, il gruppo cessa desistere. Ron Wood esordisce alla chitarra nel complesso dei Birds e giunge alla corte di Beck dopo due brevi parentesi con i Santa Barbara Machine Head, al fianco di musicisti quali Jon Lord, Twink e Kim Gardner, e con gli ultimi Creation (marzo - giugno 68). Pur essendo un chitarrista gi sufficientemente considerato, Wood entra nel Jeff Beck Group come bassista per mettere in condizione il leader dusufruire del massimo spazio possibile per le sue evoluzioni.

JEFF BECK

TRUTH

(Columbia - 1968)

Attribuito al solo Jeff Beck, Truth fissa con determinazione i punti fermi di un rock blues conciso e muscoloso, che mostra chiaramente la via da seguire per giungere allhard pi creativo. Se i Cream dirigono la loro musica verso limprovvisazione radicale, espandendo allinverosimile la struttura delle canzoni in particolare nelle esibizioni dal vivo, Jeff Beck preferisce seguire linsegnamento del primo Hendrix, proponendo creazioni stringate, mirate ad un diretto coinvolgimento fisico dellascoltatore. E fuori di dubbio che da queste solide basi attingono a piene mani gruppi come Free e, soprattutto, Led Zeppelin, per la messa a punto di uno stile hard blues di grande impatto emotivo e commerciale. Certo non casuale la scelta daprire il disco con Shapes of things (dal repertorio degli Yardbirds), brano che segna un fondamentale momento evolutivo del British blues che si rivolge verso nuovi orizzonti. Beck riscrive la canzone sotto laspetto ritmico e melodico, con

lapporto decisivo del fraseggio agile ed insistente del basso di Wood e del caldo timbro vocale di Stewart, tra i cantanti pi adatti al genere. Il suono indurito da un eccellente lavoro di Beck, che sovrappone diverse parti di chitarra riuscendo a donare al brano una consistenza inedita. Rod Stewart si propone come compositore di alcune ottime canzoni, tra le quali risalta la possente Let me love you, dominata da un pregevole assolo di chitarra che conferma Beck grande strumentista ed innovatore ; valide anche Rock my plimsoul, che segue le medesime coordinate sonore, e Blues de luxe, un blues ordinato che permette di apprezzare loperato al piano di Nicky Hopkins, in una finta atmosfera live. Tra le versioni di classici del blues spiccano due composizioni di Willie Dixon, You shook me, della quale terranno debito conto i Led Zeppelin sul loro album desordio, e I aint superstitious, con Beck che si supera alleffetto wah-wah. Becks bolero un breve e gustoso omaggio ai modi di Ravel, con le chitarre che ondeggiano sfuggenti sul ritmo ossessivo spezzato, nella parte centrale, da una poderosa esplosione hard. La session, che risale al 1966, realizzata da una formazione di gran prestigio, con Beck e Jimmy Page (autore del brano) alle chitarre, Nicky Hopkins al piano, John Paul Jones al basso e Keith Moon alla batteria ; proprio in questoccasione inizia a circolare il nome Led Zeppelin, suggerito da Moon per uneventuale collaborazione con Page. Non tutto lalbum su livelli cos elevati, ma qualche piccola caduta di tono non toglie a Truth il rilievo storico che merita nellambito della nascente scena rock blues. Dello stesso anno sono alcune valide registrazioni di Stewart con i Python Lee Jackson, tra le quali va ricordata In a broken dream, pubblicata come singolo di buon successo solo nel 1972. Nel 1969 il Jeff Beck Group si ripropone con lingresso a pieno titolo di Nicky Hopkins, mentre Waller viene sostituito dallottimo Tony Newman, proveniente dai Sounds Incorporated. Sempre sotto la produzione di Most, il gruppo concede il bis con lalbum BeckOla (Columbia-1969) che conferma le qualit della musica senza aggiungere grandi novit, risultando disco compatto e privo di sbavature. Anche in Beck-Ola trovano posto belle versioni di classici quali All shook up e Jailhouse rock, ma lapporto creativo dei membri del gruppo accresciuto come dimostrano Plynth (water down the drain) e Hangmans knee. Di rilievo la conclusiva Rice pudding, una ruvida jam caratterizzata da una delicata parentesi centrale, dove Beck e Hopkins tolgono il respiro approntando un fraseggio dincantata bellezza che anticipa le atmosfere esportate in California dallo stesso Hopkins, sullalbum Volunteers dei Jefferson Airplane. Limprovviso scioglimento della formazione, nel luglio 1969, porta Stewart e Wood (tornato alla sei corde) allunione con gli ex Small Faces Ronnie Lane, Ian McLagan e Kenny Jones per la nascita dei Faces, onesto gruppo rock blues di buon successo con diversi album allattivo. Ben presto i Faces sono oscurati dalla maggiore consistenza di vendite dei dischi solisti di Stewart, tra i quali sevidenzia lottimo Gasoline Alley (Vertigo-1970). Nelloccasione il cantante accompagnato dai Faces quasi al completo e produce una sorta di manuale pratico della ballata rock blues, proponendo materiale equilibrato ed uniforme, senza particolari picchi o scadimenti creativi. La sua musica ha ormai abbandonato ogni velleit progressiva, risultando legata a canoni tradizionali di fare rock e la qualit delle uscite discografiche, inizialmente buona, appare inversamente proporzionale al successo ottenuto, gi dai primi anni Settanta.

Sciolta la congrega dei Faces nel 1975, in seguito allabbandono di Stewart, Ron Wood pesca il jolly dellintera carriera rilevando il posto di Mick Taylor nei Rolling Stones. Da parte sua, Beck progetta una formazione triangolare con la sezione ritmica degli americani Vanilla Fudge (Tim Bogert - bs. - e Carmine Appice - bt.) quando un serio incidente dauto lo costringe lontano dalla scena musicale per diversi mesi ; il trio ha modo di unirsi qualche anno pi avanti, nel 1973, per lincisione di due album di non eccelsa qualit. Una nuova edizione del Jeff Beck Group nasce nel 1971, con Bob Tench (v.), Clive Chaman (bs.), Max Middleton (ts.) e Cozy Powell (bt.), e nellarco di un paio d'anni pubblica Rough and ready (Epic-1971) e Jeff Beck Group (Epic-1972), due dischi di simile livello qualitativo caratterizzati da un hard melodico con venature soul e qualche vaga sfumatura jazz. Si tratta degli ultimi fuochi creativi di Jeff Beck, che dal 75 prosegue la carriera con pubblicazioni di valore alterno.

I Black Cat Bones sono unoscura formazione del primo rock blues inglese, nella quale militano il chitarrista Paul Kossoff e il batterista Simon Kirke. I due non riescono ad incidere con il gruppo e allinizio del 1968 provano a cercare maggior fortuna nei Free, assieme al cantante Paul Rodgers (ex membro dei Roadrunners e dei Brown Sugar) e al bassista sedicenne Andy Fraser (al suo attivo un breve stage di due mesi con John Mayall). Nello stesso anno il gruppo esordisce brillantemente con lalbum Tons of sobs, che mette subito in chiaro gli elementi basilari del loro rock blues, tirato e sudato, in brani di notevole spessore quali Worry, Goin down slow, Moonshine, Im a mover. Rodgers simpone come uno dei migliori interpreti del genere, dotato di un timbro vocale caratteristico e di un approccio personale, bilanciando sapientemente una trasandata aggressivit con lottima predisposizione melodica. Kossoff un chitarrista piuttosto originale, in grado di fornire un buon impatto ritmico e un apporto solistico asciutto ed essenziale, sostenuto dal basso irrefrenabile di Fraser e dalla metronomica batteria di Kirke.

FREE

FREE

(Island - 1969)

Il secondo long playing, pubblicato nellautunno del 1969 e prodotto da Chris Blackwell (fondatore della Island Records), raggiunge lapice delle possibilit espressive dei Free. Cos come Tons of sobs mostra, sin dallapertura, la potenza e la vitale aggressivit del suono con il blues roccato e urlato di Worry, Free propone subito, con Ill be creepin, arrangiamenti curati ed eleganti mediante luso di tempi rallentati e di frequenti aperture melodiche. Rodgers domina la situazione con eccellenti prestazioni vocali, che lo confermano tra i cantanti di maggior interesse del tempo, spalleggiato da un Kossoff ispirato e teso a soppesare attentamente le note che scaturiscono dal suo strumento, evitando di prodursi in inutili sproloqui solistici. Fraser e Rodgers, autori di quasi tutte le composizioni, propongono unalternanza tra brani lenti, melodici e canzoni di maggior spessore ritmico, senza mai scadere in sonorit scontate o banali. Songs of yesterday marca il tempo in modo deciso, con il sostegno fantasioso del basso

di Fraser e della possente batteria di Kirke. Se la raffinata Lying in the sunshine non convince del tutto, notevoli sono invece la rarefatta Mouthfull of grass (uno strumentale illuminato dalla lirica chitarra di Kossoff, che accarezza le note con disarmante semplicit) e la sofferta ballata blues di Free me. Trouble on double time saffida ad un accattivante rhythm & blues dotato di unoriginale coda finale a tempo di valzer, mentre Woman mostra il gruppo compatto ed aggressivo. Broad daylight e Mourning sad morning sono belle ballate, elettrica ed indolente la prima, acustica e malinconica laltra, a conclusione di un disco originale e ricco di fascino. La serie di concerti negli Stati Uniti come gruppo di spalla ai Blind Faith contribuisce ad accrescere ulteriormente la popolarit dei Free che poco dopo ottengono grande successo con il singolo All right now, un hardnroll che si piazza ai primi posti delle classifiche inglese ed americana. I Free sono allapice della notoriet quando, nel 1970, incidono il terzo LP Fire and water, che li conferma ancora ad alto livello. Il disco contiene una long version di All right now, sicuramente ben costruita anche se non troppo fantasiosa e alcune canzoni mostrano un suono piuttosto rilassato, in qualche caso convincente (Oh I wept, Heavy load), in altri momenti con evidenti segni di stanchezza (Remember, Dont say you love me). Ad elevare notevolmente la media qualitativa dellalbum contribuisce la stupenda Fire and water, un rock blues tra i pi classici del repertorio dei Free che presenta unepica e concisa introduzione, cadenze dure e un memorabile, ficcante assolo minimale di Paul Kossoff. La vitalit residua viene spesa nellentusiasta jam di Mr. Big che si apre sofferta e strascicata, nella migliore tradizione del gruppo, per poi evolvere in un concentrico ed ipnotico effetto armonico realizzato dalla chitarra di Kossoff, a sostegno dellincontenibile basso solista di Fraser. Sullonda del successo i Free si esibiscono nellagosto 1970 al festival dellisola di Wight e pubblicano un nuovo microsolco, che segna linizio della decadenza creativa del complesso. Highway (Island-1970) non possiede la forza propulsiva dei primi tempi, n le raffinate intuizioni e lequilibrio stilistico del secondo album e nella musica dei Free si fa strada un manierismo che provoca alcune nette cadute di tono, intaccando la qualit delle pur discrete The highway song, The stealer, Be my friend, che in ogni caso sascoltano pi volentieri di decine di modesti epigoni. Ancora esce il discreto Free live (Island-1971), quasi interamente registrato dal vivo, e il gruppo si scioglie nel maggio del 71. Kossoff e Kirke registrano un disco con il giapponese Tetsu Yamauchi (bs.) e il texano John rabbit Bundrick (ts.), Fraser suona con i Toby senza ottenere alcun riscontro e Rodgers costituisce i Peace, un trio teoricamente interessante che annovera Stuart McDonald (bs., ex Killing Floor) e Mick Underwood (bt., dai Quatermass). I Peace falliscono miseramente dopo aver effettuato una manciata di registrazioni in studio e alcuni concerti di spalla ai Mott the Hoople. Visto linsuccesso dei vari progetti, i Free tornano insieme allinizio del 1972 per dare alle stampe il non esaltante Free at last (Island-1972). Alla fine dellanno Fraser abbandona definitivamente i compagni ed entra negli Sharks, la nuova band del chitarrista Chris Spedding (Battered Ornaments, Nucleus), con i quali incide lalbum First water (1973) ; in seguito forma la Andy Fraser Band. Per lultimo, deludente, Heartbreaker (Island-1973) i Free savvalgono della collaborazione di Yamauchi e Bundrick ; durante le registrazioni del disco Kossoff entra in crisi a causa di

gravi problemi di droga e il suo abbandono il colpo di grazia alle residue velleit del complesso, che si disgrega per sempre alla fine del 1973. Poi viene la Bad Company, gran successo commerciale per Rodgers e Kirke con Mike Ralphs (ch., Mott the Hoople) e Boz Burrell (bs., King Crimson), sotto il patrocinio del manager dei Led Zeppelin, Peter Grant, e ancora si ascolta lonesto rock blues dei Back Street Crawler, la nuova formazione di Kossoff che quando sembra aver superato i momenti critici della tossicodipendenza muore improvvisamente, colpito da un attacco cardiaco nel marzo 1976.

Sin dal 1963 Jimmy Page un apprezzato sessionman della scena rock (la sua chitarra appare in registrazioni di Them, Kinks, Donovan, Chris Farlowe, Jeff Beck, Joe Cocker e mille altri) e nel giugno 1966 trova un posto fisso (come bassista) negli Yardbirds, in sostituzione del dimissionario Paul Samwell Smith. Pochi mesi pi tardi, quando abbandona anche Jeff Beck, Page torna ad esibirsi alla chitarra solista e gestisce lultima fase della carriera del complesso ; nel settembre del 68 senza gruppo, con il problema di dover ottemperare ad impegni presi per un tour in Scandinavia e, per far fronte alla situazione, decide di allestire una formazione provvisoria chiamata New Yardbirds. Il chitarrista si ricorda di John Paul Jones (bs.or.), un sessionman con il quale ha ripetutamente avuto modo di lavorare, e per i ruoli di cantante e batterista contatta il gi famoso Terry Reid e B. J. Wilson dei Procol Harum. I due, per, non si rendono disponibili e Page costretto a ripiegare su sconosciuti musicisti che tra il 67 e il 68 suonano con la Band of Joy, Robert Plant e John Bonham. Stanco di suonare in dischi di altri, Page insiste nellipotesi di un suo gruppo e in ottobre i New Yardbirds cambiano sigla in Led Zeppelin, prendendo spunto da un vecchio suggerimento di Keith Moon allo stesso Page. In quel mese il gruppo si reca negli studi Olympic dove registra, in una trentina di ore, i pezzi da includere in un eventuale album ed inizia ad esibirsi in piccoli club e nel circuito dei college e delle universit.

LED ZEPPELIN

LED ZEPPELIN

(Atlantic - 1969)

Le potenzialit dei Led Zeppelin sono eccezionali e le poche ore di lavoro in studio risultano sufficienti a partorire un album eccellente e travolgente, che si colloca al vertice dellespressione pi dura ed intransigente del blues inglese. Le intuizioni della loro proposta derivano in linea retta da Truth di Jeff Beck ma il gruppo di Page va ben oltre, sintetizzando al massimo lispirazione blues delle canzoni in una musica ruvida e coinvolgente che rappresenta lanticamera dellhard rock. Page sfrutta la notevole esperienza maturata in anni di sessioni di registrazione dimostrando una padronanza tecnica invidiabile, sempre puntuale nella propulsione ritmica, incontenibile e al tempo stesso misurato nel solismo, arricchendo nel corso degli anni uno stile che rimane costante punto di riferimento per i chitarristi del genere. Robert Plant non dispone degli straordinari mezzi vocali di un Rod Stewart ma grazie ad una grande personalit, nel tentativo di adattarlo perfettamente alla musica del gruppo, modella il canto rendendolo immediatamente riconoscibile. La sezione ritmica solida e precisa come poche, non solo per merito di Page ma anche per il suono profondo e spettrale del basso di Jones e per i poderosi colpi inferti ai tamburi da Bonham.

Good times bad times mette subito le cose in chiaro : mai si era ascoltato un approccio cos duro e schematico, se si eccettuano alcune invenzioni del primo Hendrix (Fire, If six was nine, Spanish Castle magic). Qui per il suono puro metallo fuso, privo dimplicazioni psichedeliche, crudo e diretto ad un impatto fisico meno selvaggio ma ancor pi pesante e senza vie di fuga. Babe Im gonna leave you, un traditional arrangiato da Page, giocata sul continuo contrasto tra un clima acustico stemperato e improvvise accelerazioni ritmiche, con una sofferta interpretazione di Plant. Due sono gli omaggi a Willie Dixon, sicuramente uno dei compositori pi apprezzati dai musicisti inglesi nellambito del blues di Chicago : You shook me, gi proposta da Jeff Beck su Truth, resa con un arrangiamento originale che annovera interventi di organo, armonica e un pirotecnico assolo di chitarra con eco, mentre I cant quit you baby appare classica e controllata ma non per questo meno brillante, a dimostrazione che gli Zeppelin sanno calarsi nel blues anche a stretto confronto con la tradizione. Dazed and confused un blues da girone infernale, condotto dalla sicura voce di Plant e da un inquietante giro di chitarra ; il suono si placa e Page accarezza le corde con larchetto del violino (seguendo lesempio di Eddie Phillips dei Creation) sino alla micidiale ripresa che spezza bruscamente lirreale atmosfera del brano. La ballata di Your time is gonna come si apre con lorgano di Jones che allenta la tensione, mentre la seguente Black mountain side, uno strumentale acustico di Page con il sapore della canzone folk, si avvale dellaccompagnamento di Viram Jasani alle tabla. Il brano interrotto dallimprovvisa eruzione della chitarra elettrica che con un riff mozzafiato spiana la strada a Communication breakdown, il primo grande pezzo hard del gruppo, dove Plant riesce a dominare lalta tensione generata con una prestazione estremamente aggressiva. Chiude il disco la spigliata How many more times che prende spunto da un giro di blues velocizzato, rendendo quasi limpressione della prova da sound check nel suo incedere privo di precisi punti di riferimento (una citazione di The hunter, classico soul ripreso anche dai Free sul loro primo LP), con frequenti stacchi solistici e repentini cambi dumore. Il dirigibile s levato in volo e non precipiter tanto presto.

- 13 Lespressione pi calda e creativa del rock blues inglese si afferma nel biennio 1969 / 1970, nel quale si assiste ad unampia proliferazione di gruppi e musicisti dediti, con diversi approcci e caratteristiche, allo sviluppo di questo genere musicale. In tale momento storico molti iniziano (e a volte terminano pure) la loro carriera, altri raggiungono la piena maturit ; alcuni conquistano un consistente successo commerciale, i pi si devono accontentare della gloria e a volte nemmeno di quella. Tra le formazioni longeve va segnalata quella dei Ten Years After del chitarrista Alvin Lee, attiva sin dal 1966 ; oltre a Lee, il quartetto comprende lorganista Chick Churchill, il bassista Leo Lyons e il batterista Ric Lee. I Ten Years After si mettono in mostra con una serie di esibizioni al Marquee e riscuotono gran successo nelledizione 1967 del festival di Windsor. Sotto la produzione del solito Mike Vernon, nellottobre 67 esce il primo omonimo LP che evidenzia un gruppo alle prese con una musica piuttosto rigorosa ed illustra lo stile virtuoso di Alvin Lee. I risultati sono buoni nel bluesnroll di I want to know, nel lento datmosfera I cant keep from crying, sometimes valorizzato da un'accattivante chitarra a tinte jazz, in Love until I die che (pur con un arrangiamento diverso) presenta curiose assonanze con la versione di Crossroads dei Cream. Anche le immancabili versioni di brani composti da Willie Dixon sono riuscite : Spoonful, meno potente rispetto allinterpretazione dei Cream, e Help me si basano essenzialmente sullo stile veloce e tecnico di Alvin Lee, che a volte esagera tirando le esecuzioni troppo per le lunghe con il rischio dannoiare. La dimensione live quella maggiormente congeniale al complesso che nel 1968 effettua la prima di una lunga serie di tourne in U.S.A., suonando in jam addirittura con Janis Joplin e Jimi Hendrix. Nellagosto dello stesso anno esce il secondo album Undead, registrato dal vivo al Klooks Kleek di Londra, che presenta un effervescente blues jazz elettrico e roccato di buona fattura e contiene uno dei classici del repertorio del gruppo, Im going home.

TEN YEARS AFTER

STONEDHENGE

(Deram - 1969)

Album di transizione nella discografia dei Ten Years After, Stonedhenge stato fin troppo sottovalutato dalla critica che lo ha sempre posto in secondo piano rispetto ad altri lavori del gruppo. Registrato nel settembre 68 e pubblicato allinizio del 1969 ancora con la produzione di Vernon, lalbum, in effetti, risulta vario e poliedrico, apprezzabile tentativo da parte di Alvin Lee e compagni di confrontarsi con materiale pi elaborato e, in parte, distante dalla classica matrice blues che contraddistingue i primi due dischi. Emblematico lesempio della complessa (e un poco frammentaria) Going to try, che passa con gran disinvoltura dal rocknroll a certo Oriental space rock dimpostazione floydiana. Churchill responsabile del breve frammento pianistico (...Monk ?...) di I cant live without Lydia, che anticipa la godibile Woman trouble, un blues jazz dallimpronta simile alle atmosfere di Undead. Skoobly-oobly-doobob un divertente scioglilingua chitarristico, introduzione al trascinante boogie di Hear me calling. I due blues sepolcrali A sad song e No title sono collegati tra loro

dalla sarabanda percussiva di Three blind mice ; in particolare piace No title, che si dipana sonnecchiante per rivolgersi allimprovviso verso profili rock blues, grazie alle contorsioni della graffiante chitarra di Lee. C spazio anche per un intervento solistico del bassista Lyons (Faro) e per la buona chiusura del blues velocizzato di Speed kills. I Ten Years After ottengono un crescente successo commerciale e Alvin Lee uno degli strumentisti pi apprezzati quando partecipano al festival di Woodstock, nellagosto 1969. In quelloccasione il gruppo fornisce una brillante prestazione che culmina nellesecuzione al fulmicotone di Im going home. Sono lontani i tempi delle raffinatezze di Undead e la musica, nella sua coinvolgente enfasi, appare decisamente orientata verso sonorit hard che trovano puntuale riscontro su Ssssh., il nuovo album pubblicato in settembre. Lo stile del complesso sostanzialmente lo stesso ma lapproccio appare convenzionale, legato alle esigenze del successo di classifica : da un lato il suono indurisce, conservando qualche appiglio con le origini blues (Good morning little schoolgirl e I woke up this morning), dallaltro si perde in mollezze insipide, come dimostra la debole e leggera If you should love me che non si sa bene se vuol fare il verso a Hey Jude dei Beatles, o che altro. Ssssh. non certo un brutto disco ma, di fatto, rappresenta lavvio verso un lento ed inesorabile declino della fantasia creativa di Alvin Lee. Il successivo Cricklewood green (Deram-1970) conferma la tendenza ad un progressivo alleggerimento del suono. La resa definitiva avviene con Love like a man (ma nel disco c di peggio), uno dei maggiori successi commerciali della formazione, dove laccento rock blues suona a semplice giustificazione per una musica esile, aggraziata ed innocua, che neppure riesce ad aggrapparsi a qualche sana sferzata hard. Ancora le solite ovazioni a Wight, nellagosto 70, ma per i Ten Years After lavventura si fa sempre pi deludente, sino allo scioglimento nella primavera del 1974.

Pi duratura, rispetto ai Ten Years After, ma meno produttiva ai fini del successo conseguito la storia dei Groundhogs, un gruppo le cui origini risalgono addirittura al 1962. In pieno fenomeno blues revival il chitarrista Tony McPhee allestisce una formazione che spesso funge da sostegno per i bluesmen americani in tour nel vecchio continente ; tra questi il grande John Lee Hooker, con il quale i Groundhogs incidono un LP (And seven nights - 1966). Nel 1966 McPhee scioglie il gruppo e si dedica a svariate collaborazioni, suonando tra laltro con gli Hapshash & Coloured Coat e con la John Dummer Blues Band, ma lesigenza desprimere autonomamente la propria creativit porta il chitarrista a rispolverare il vecchio marchio. I Groundhogs del 1968, oltre a McPhee, comprendono Pete Cruickshank (bs., gi presente nella primissima formazione), Ken Pustelnik (bt.), Steve Rye (v.ar.) e in ottobre sono autori dellalbum Scratching the surface (Liberty-1968), disco dai toni ancora legati al blues revival.

GROUNDHOGS - BLUES OBITUARY

(Liberty - 1969)

Perso per strada Rye, il gruppo sassesta in unasciutta configurazione triangolare che evolve la propria musica verso unespressione moderna, tenendo in debito conto la lezione della Jimi Hendrix Experience. Con alla base un suono scarno ed essenziale, dalle profonde convinzioni blues, si fa largo limpetuoso ed originale stile alla chitarra di McPhee che sicuramente deve molto a Hendrix, soprattutto per la predisposizione a saltare a piedi pari i vincoli precostituiti. Tra i tanti campioni della chitarra elettrica, McPhee penalizzato dalla mancanza di un adeguato riscontro commerciale che gli consenta di elevarsi alla notoriet dei grandi dello strumento, come meriterebbe ; per contro, lo status di musicista underground ci che gli consente di rimanere per lungo tempo rigoroso nelle proposte, estraneo alle tentazioni di facili accomodamenti e compromessi. Come lo stile del chitarrista, anche la musica dei Groundhogs trova loriginalit della propria essenza non tanto in ambiti innovativi o sperimentali, quanto nel singolare contrasto tra una scrupolosa, e quasi testarda, ricerca timbrico - melodica e la propensione a liberare il suono in modo spregiudicato. Da parte loro, Cruickshank e Pustelnik forniscono un adeguato sostegno ritmico, allapparenza disordinato ma pure solido ed efficace. Nel giugno 1969 i Groundhogs registrano il materiale (composto ed arrangiato da McPhee) che viene incluso nel secondo LP Blues obituary, lavoro dove si concretizzano i notevoli progressi conseguiti dal trio (impegnato in un eccellente blues progressivo dai caratteri molto informali), realizzato senza bisogno di complicati accorgimenti tecnici e privo di qualsiasi concessione alla canzone di facile consumo. Accanto a brani che mantengono una fisionomia tradizionale, come le ottime Express man e Natchez burning, trovano posto composizioni personali quali B.D.D., in grado di passare da un clima pacato a sfuriate al limite dellhard rock, Times e Mistreated, blues ad alta velocit che adottano interessanti ed atipiche soluzioni timbriche. La creativit cruda e disorientante di McPhee si esplica nella stupenda Daze of the weak, introdotta da movenze hendrixiane e sviluppata attorno ad un'altalenante sequenza di suoni deraglianti, sostenuti dallinformale sezione ritmica. Altro vertice del disco la conclusiva Light was the day, una cupa e frenetica cavalcata strumentale condotta da una chitarra da incubo, che modifica continuamente la cadenza in una sorta di rituale ossessivo di gran presa. Blues obituary chiude il lungo periodo marcatamente blues dei Groundhogs, risultando tra le migliori espressioni del genere in ambito progressivo. Il successivo Thank Christ for the bomb, registrato nel febbraio 1970 con lassistenza di Martin Birch (poi fedele ingegnere del suono dei Deep Purple Mark II e di altri gruppi hard), stabilisce in modo irreversibile le basi dello stile dei Groundhogs per i dischi degli anni Settanta. Il suono ora orientato verso un rock pi schematizzato, che mantiene connotati blues privilegiando aspetti vicini allhard, mitigato da improvvise aperture melodiche. Strange town uno degli esempi pi vividi del nuovo corso, un ostinato e stridente hard blues capace di ritagliarsi impensabili spazi melodici di notevole fascino. Molto belle sono Garden, giocata sul contrasto tra larmonia precisa e curata e il riff predatore della chitarra, la title track, che parte da sostenute linee folk blues per approdare allennesima anfetaminica e incontenibile jam, le spedite ballate di Soldier e di Ship on the ocean e la tirata Eccentric man. I Groundhogs si esibiscono al festival di Wight, ma il successo resta scarso e McPhee non scende a compromessi nemmeno nel seguente LP Split, realizzato nel novembre del 70

sempre con la presenza di Birch. La suite suddivisa in quattro parti che titola lalbum la migliore sintesi delloriginale hard rock del complesso ; in alternativa, McPhee propone la bellissima ballata decadente di A year in the life, con una chitarra glaciale, e il gradito ritorno al blues della brillante Groundhog. Nel 1971 viene dato alle stampe un disco dal vivo a tiratura limitata, Live at Leeds (Liberty), e nel gennaio del 72 il trio si ritrova in studio per le registrazioni del nuovo Who will save the world ? The mighty Groundhogs ! (United Artists-1972), che introduce sostanziali innovazioni nella loro musica. McPhee inserisce alcuni strumenti a tastiera (in particolare il mellotron) che donano al suono un aspetto pi ricercato ; viene a mancare lardore tipico dei lavori precedenti ed affiora qualche mollezza di troppo, ma in fin dei conti loperazione regge e d buoni frutti, almeno nella sostanziosa The grey maze e nelle pi formali Earth is not room enough e Wages of peace. Ken Pustelnik lascia il gruppo per tentare una carriera solistica che mai si concretizzer, sostituito dallex batterista degli Egg, Clive Brooks. Il nuovo triangolo responsabile di due album, Hogwash (United Artists-1972) e Solid (WWA-1974), che possiedono il merito di mantenere a livelli accettabili la produzione dei Groundhogs. In particolare Hogwash recupera parte delloriginaria aggressivit, e anche se le novit sono oramai esaurite il suono appare vivo e pulsante : 3744 James road, il gioco funziona ancora ed davvero difficile chiedere di pi ad un personaggio semplice ed onesto come Tony McPhee. Di minor interesse appaiono le successive riedizioni del complesso, con le quali il chitarrista cerca di tenersi attivo sulla scena rock.

Non meno intrigante ed ugualmente di scarso successo commerciale la musica proposta dai Patto. Mike Patto (v.), Ollie Halsall (ch.), Clive Griffiths (bs.), John Halsey (bt.) e Chris Holmes (ts.) sono i Timebox, un complesso che tra il 67 e il 69 incide una numerosa serie di 45 giri ; con luscita dal gruppo di Holmes (che finir nei Babe Ruth) i quattro rimasti cambiano nome in Patto ed iniziano a farsi conoscere per merito di alcuni riusciti spettacoli dal vivo, nei quali i musicisti dimostrano di possedere notevoli capacit tecniche.

PATTO

PATTO

(Vertigo - 1970)

Con il sostegno di Muff Winwood (produttore della Island), verso la met del 1970 i Patto firmano un contratto per letichetta progressiva Vertigo e realizzano un primo album omonimo che ottiene giudizi lusinghieri da parte degli addetti ai lavori, ma vende decisamente poco. Certo, la proposta del gruppo non tra le pi immediatamente digeribili ma, lo stesso, si fatica a capire come musicisti tanto preparati, autori di una musica originale, non facile ma pure di buon impatto fisico, vadano incontro ad un cos netto insuccesso commerciale. Halsall, un chitarrista molto considerato nellambiente, titolare di uno stile atipico, che scorre velocemente da entusiasmi hard a sfumature jazz, eppure resta in sostanza un emerito sconosciuto dovendosi accontentare in carriera di ruoli interessanti ma, in ogni caso, marginali. Griffiths e Halsey rendono la base ritmica imprevedibile ed imprendibile, eccellenti

strumentisti che finiscono ben presto nel dimenticatoio. Lunico ad ottenere una meritata (e non esagerata) notoriet Mike Patto, capace desprimere una delle pi belle voci rock dei primi anni Settanta. I Patto dimostrano una buona dose di coraggio aprendo lalbum con un brano quale The man che punta su fascinose e raffinate sonorit, in unideale sintesi di rock, blues e jazz. E una musica dai toni pacati, ben caratterizzata sotto laspetto timbrico (eccellente il tocco di vibrafono di Halsall), dove il blues presente a livello di citazione embrionale nelle cellule che compongono i tessuti di unespressione complessa, autonomamente svincolata dai modi classici del British blues. Gli stessi elementi sono alla base della bella Government man, gestita con una maggiore attenzione verso la forma canzone tipicamente rock, mentre limpervia introduzione strumentale di Money bag riflette uninsolita predisposizione ad un approccio vicino al free jazz, mascherando qualche giustificabile incertezza con il brillante solismo di Halsall. Hold me back evolve in efficaci scansioni contrapposte, schizzi rocknroll, minimali riff hard blues e, come le pi tradizionali Time to die e San Antone, mantiene unelevata libert espressiva. La rocciosa Red glow e il moto circolare dellhendrixiana Sittin back easy completano lampio spettro sonoro dellalbum, fissando i momenti di maggior solidit, affidandosi ad impetuose ondate chitarristiche imparentate con il grintoso rock blues del tempo, senza perdere un grammo delloriginale propensione creativa. Dal vivo i Patto ottengono buoni consensi, ma le vendite discografiche sono modeste anche in occasione del secondo LP Hold your fire (1971) che propone un suono levigato ed equilibrato, smussando gli estremismi presenti sul lavoro precedente. I riferimenti stilistici restano gli stessi ma la loro moderna sintesi strumentale si fa pi complessa e personale, priva di definiti punti di riferimento e, forse proprio per questo motivo, difficile da collocare sul mercato. In ogni caso il disco di ottima qualit, anche se inferiore al Patto desordio, e tra i brani vanno ricordati la bella Hold your fire, che si riallaccia a schemi gi sperimentati, lottima polemica ballata di You, you point your finger, il rocknroll dai mille sviluppi di See you at the dance tonight e la rilassata Magic door. Mike Patto, sempre nel 1971, partecipa ai Centipede, ambiziosa creatura del jazzista Keith Tippett, apparendo sullalbum Septober energy ; poco pi avanti (inizio 72) Halsall a mettere in cantiere un progetto solista, che prevede linteressamento di Robert Fripp, senza riuscire mai a renderlo definitivo. La Vertigo non rinnova il contratto al gruppo e unulteriore possibilit offerta dalla Island per la quale esce un terzo album, lancora valido Rollem smokeem put another line out (Island-1972), ma tutti i tentativi per emergere sono vani. Dopo un concerto di addio tenuto a Sheffield nellaprile del 1973, i Patto si sciolgono e la quarta fatica a 33 giri (Monkeys bum) resta inedita per lunghi anni. Griffiths esce completamente dalla scena musicale, mentre Halsey suona con i Decameron. Halsall, fino al giugno 74, si sistema con i Tempest di Jon Hiseman, con i quali registra lalbum Living in fear, quindi collabora con Kevin Ayers ed parte del cast del celebrato concerto evento al Rainbow del primo giugno 1974. Nel 75 ritrova Mike Patto (che nel frattempo ha avuto un breve flirt con gli ultimi Spooky Tooth per lalbum The mirror) nei Boxer, una formazione completata da altri due musicisti desperienza quali Keith Ellis (bs., Van Der Graaf Generator e Juicy Lucy) e Tony Newman (bt., Jeff Beck Group e May Blitz).

Lepilogo della storia, purtroppo, triste : Patto muore nel marzo del 79 per un tumore alla gola e recentemente scompare anche Halsall.

I Taste vivono unimportante, quanto breve, stagione tra il 1969 e il 1970, durante la quale il complesso guidato da Rory Gallagher sfiora il grande successo e viene additato da molti critici del tempo come la possibile reincarnazione del mito dei Cream. Il chitarrista irlandese forma il primo nucleo del gruppo nel 1966, con due membri provenienti dalloscura band degli Axels, Eric Kitteringham (bs.) e Norman Damery (bt.). La svolta che porta alla nascita della formazione pi nota avviene nel maggio del 68, quando entrano nel gruppo due ottimi strumentisti quali il bassista Charlie McCracken e il batterista John Wilson, anche loro irlandesi. Le prime uscite discografiche, lalbum Taste (Polydor-1969) e il singolo Born on the wrong side of time, propongono un triangolo compatto ed aggressivo che recupera la tradizione del blues elettrico con piglio duro e sfrontato, senza curarsi troppo della forma estetica dei brani. Il paragone con i Cream giustificabile, ma pure forzato ed ingrato per i Taste che non possiedono leccelsa levatura tecnica del gruppo di Clapton, n la facilit di scrittura della coppia Bruce / Brown ; dal vivo poi Gallagher e compagni appaiono un poco velleitari, impostando il repertorio su lunghe improvvisazioni impetuose, coinvolgenti ma prive di quellinterscambio solistico che caratterizza le migliori rappresentazioni live dei Cream. Ovviamente questo non impedisce ai Taste di guadagnare la posizione di gruppo onesto e preparato, che convince per la grinta e lesuberanza dello stile in pezzi quali Sugar mama (una delle esercitazioni preferite da Gallagher), Dual carriageway pain, Blister on the moon, Leaving blues. Il gruppo partecipa a supporto (cos come i Free) del tour americano dei Blind Faith, nellagosto del 70 suona al festival di Wight e Gallagher viene votato miglior chitarrista dai lettori del Melody Maker. Il secondo LP On the boards (Polydor-1970) riscuote buon successo e lascia trasparire sprazzi di sonorit insolitamente eleganti, anche se il rock duro e spigoloso subito dietro langolo come dimostra Whats going on (edita pure come singolo). Nel momento in cui i Taste sono sul punto di acquisire un ruolo di primo piano nellambito della scena rock inglese Gallagher, spinto da ambizioni solistiche, decide dabbandonare i compagni, decretando la fine del gruppo allinizio del 1971. Dopo lo scioglimento viene dato alle stampe il postumo Live Taste (Polydor-1971), con inserti del concerto al festival di Montreaux e successivamente esce Live at Isle of Wight (Polydor-1972). McCracken e Wilson proseguono in trio con il chitarrista Jim Cregan (proveniente dai Blossom Toes) sotto la sigla Stud, pubblicando tre onesti LP ; McCracken diventa in seguito un richiesto sessionman, mentre Wilson abbandona la scena musicale. Gallagher si getta a capofitto in una lunga serie dincisioni sotto proprio nome, confermando il ruvido rock blues degli esordi ma, alla lunga, perdendo lo smalto dei tempi migliori. Del resto, la testarda perseveranza del chitarrista nel proporre la stessa formula (incurante delle

mode e dei cambiamenti) la virt che lo rende immacolato agli occhi dei fedeli fans di sempre, fino alla morte nel 1995.

Tra i numerosi complessi minori dediti ad una proposta saldamente legata alla tradizione meritano una citazione la Climax Chicago Blues Band, titolare di una lunga e non sempre felice serie dincisioni, i Jellybread del tastierista Pete Wingfield (poi con la Keef Hartley Band), che sotto limpulso di Mike Vernon pubblicano tre LP per la Blue Horizon, e i Love Sculpture. Guidato dal chitarrista Dave Edmunds, il gruppo capace doffrire un lavoro desordio pi che dignitoso (Blues helping, Parlophone-1968) prima di optare, nel febbraio del 70, per uno stile compromesso da tendenze neoclassiche, espresso nel secondo album Forms and feelings (presente perfino una controversa rilettura - Sabre dance - della Danza delle sciabole del compositore sovietico Aram Khaciaturian). Tutte formazioni che, per varie ragioni, risultano inferiori a quella dei Savoy Brown.

La Savoy Brown Blues Band nasce nel 1966 da unidea del chitarrista Kim Simmonds, che savvale della collaborazione del bravo pianista Bob Hall, del cantante Bruce Portius, della sezione ritmica composta da Ray Chappell (bs.) e Leo Mannings (bt.), oltre che del secondo chitarrista Martin Stone. Il gruppo, accorciato il nome in Savoy Brown, entra nellorbita del produttore Mike Vernon e nel settembre 67 realizza lalbum Shakedown (Decca-1967), strettamente legato a canoni blues. Subito dopo i Savoy Brown subiscono una profonda trasformazione : rimangono i soli Simmonds e Hall, Mannings va con la Sunflower Blues Band, Stone entra negli ottimi Mighty Baby, mentre arrivano il cantante Chris Youlden e tre nuovi strumentisti dallo stile robusto, Dave Peverett (ch.), Rivers Jobe (bs.) e Roger Earl (bt.). Il primo frutto della nuova compagine Getting to the point (Decca), che nellestate del 68 conferma la musica dei Savoy Brown molto vicina al blues revival di scuola Bluesbreakers. Il repertorio diviso tra un buon numero di pezzi originali e alcune belle versioni di brani di Muddy Waters (Honey bee) e di Willie Dixon (You need love).

SAVOY BROWN

BLUE MATTER

(Decca - 1969)

Nel maggio 1969 Blue Matter raggiunge lapice delle possibilit dei Savoy Brown, mediando il rigoroso idioma tradizionale dei primi tempi con un suono forte e deciso, convincente e ancora lontano da superflui esibizionismi. Il lavoro si compone di una parte registrata in studio ed una che fissa lesibizione dal vivo del dicembre 68 al Leicester College of Education. In studio il gruppo appare elegante e creativo nel sostenere originali forme di blues progressivo, come nelliniziale Train to nowhere che savvale del decisivo apporto di uninconsueta sezione di cinque tromboni. Nel brano ancora presente il bassista Rivers Jobe, come pure nella seguente Tolling bells, un raffinato blues datmosfera caratterizzato dalla presenza del piano ritmico suonato da Simmonds che accompagna quello solista di Hall.

Ancora il piano di Hall protagonista assoluto in Vicksburg blues, a sostegno della potente e personale voce di Youlden. Shes got a ring in his nose and a ring on her hand mossa e gradevole, mentre la cover di Dont turn me from your door (John Lee Hooker) scuote alla base la musica dei Savoy Brown, affidandosi ad un inedito clima torrido. Dal vivo lorganico presenta la defezione di Youlden, con un assetto a cinque dal quale emergono le qualit di Peverett come chitarrista e cantante ; May be wrong (composta dallo stesso musicista) illustra il suo tagliente stile alla chitarra, mentre la voce appare meno convincente rispetto a quella di Youlden. Lenergica e coinvolgente versione di Louisiana blues (Waters) e la classica It hurts me too concludono lalbum nel migliore dei modi. La produzione discografica si conferma di valore pi che discreto con A step further (Decca1969), ultimo disco al quale partecipa il brillante pianista Bob Hall, poi i toni della musica dei Savoy Brown si fanno tesi e meno interessanti. Dopo Raw Sienna (Decca-1970) lascia anche Youlden, che tenta una poco proficua carriera solista, e in seguito a Looking in (Decca-1970) il gruppo si sfalda per via dellabbandono di Peverett, Stevens e Earl. I tre si uniscono a Rod Price (ex chitarrista dei Black Cat Bones) per dar vita ai Foghat, formazione che conseguir notevole successo soprattutto in U.S.A. proponendo un hard rock che muta progressivamente da un apprezzabile hard blues iniziale (Foghat, Bearsville-1972, con una potente versione della I just want to make love to you di Willie Dixon) verso forme sempre meno fantasiose. Allinizio del 1971 Simmonds riorganizza i Savoy Brown facendo leva sugli ex Chicken Shack Paul Raymond (ts.), Andy Sylvester (bs.), Dave Bidwell (bt.) e sul cantante Dave Walker. Con quest'assetto il gruppo pubblica i discreti Street corner talking (Decca-1971) e Hellbound train (Decca-1972) ; pi avanti entrano altri musicisti di notevole esperienza quali Andy Pyle (bs., Blodwyn Pig), Stan Webb (ch., Chicken Shack) e Miller Anderson (ch., Keef Hartley Band), ma nulla permette ai Savoy Brown di rinverdire la qualit e lautorevolezza delle prime opere.

Personaggio di notevole fama (anche ai giorni nostri), Joe Cocker non pu essere considerato figura fondamentale del British blues, in virt dellassenza da buona parte della sua produzione di connotati particolarmente originali e di unattitudine realmente progressiva. Dopo alcune esperienze marginali in campo musicale, Cocker decide di abbandonare il lavoro fisso da benzinaio per costituire un proprio gruppo, la Grease Band. Il nucleo si compone di Chris Stainton (bs.), Tommy Eyre (ts.), Henry McCullough e Alan Spenner (ch.), Kenny Slade (bt.) e lo stile fissa il raggio dazione su rhythm & blues e soul. Lanno decisivo per il cantante di Sheffield il 1968, quando pubblica a 45 giri la discreta Marjorine, effettua un'applaudita esibizione al festival di Windsor e giunge al successo con il secondo singolo, la versione di With a little help from my friends dei Beatles, che raggiunge la prima posizione della classifica inglese e vende bene anche negli States. Per lincisione del brano Cocker si avvale di una formazione prestigiosa, con Jimmy Page (ch., poco dopo fondatore dei Led Zeppelin), Chris Stainton (bs.), Tommy Eyre (or., poi con Aynsley Dunbar Retaliation e Mark-Almond) e B.J. Wilson (batterista dei Procol Harum) ; il pezzo completamente ridisegnato su schemi R & B e gospel, con la calda e grintosa voce del cantante, la fulminante chitarra di Page e il fluido, drammatico timbro dellorgano di Eyre.

Allinizio del 1969 il primo LP With a little help from my friends sfrutta sin dal titolo lenorme popolarit del pezzo guida e risulta un lavoro valido, anche se non del tutto convincente. Accompagnato da un favoloso cast di musicisti, Cocker si dimostra ottimo interprete quanto poco prolifico ed efficace compositore. Tre soli i brani originali (di discreta qualit) che portano la sua firma, associata a quella del fido Stainton, e le cose migliori sono (oltre alla celebre title track) una bella e annerita versione di Feelin alright ?, dal repertorio dei Traffic, lazzeccato arrangiamento romantico della Just like a woman di Bob Dylan e la bella Do I still figure in your life ? con lorgano di Stevie Winwood. Di minor rilievo appaiono le riletture di I shall be released (ancora Dylan) e di Dont let me be misunderstood, che fa rimpiangere il clima infuocato delloriginale di Eric Burdon con gli Animals. Nel 69 il cantante compie un primo giro di concerti negli Stati Uniti dove conosce il pianista, chitarrista e compositore Leon Russell, che scrive per lui il successo di Delta lady, ed organizza le basi per lampia formazione del Mad Dogs & Englishmen con la quale lanno seguente sostiene un secondo importante tour americano. La gloria definitiva arriva nellagosto 1969, quando Cocker consegna alla storia del rock una esaltante performance di fronte allinfinito pubblico del festival di Woodstock. Il cantante si supera in una memorabile interpretazione di With a little help from my friends, resa con eccezionale trasporto emotivo in unelettrizzante condizione di trance epilettica (caldamente consigliata la visione del film di Michael Wadleigh sul famoso avvenimento). Woodstock rimane per Cocker il momento pi fulgido di una parabola artistica che tende ad un rapido deterioramento, anche se il secondo LP Joe Cocker ! (Regal Zonophone-1970) una dignitosa conferma dei pregi e dei difetti del suo stile, con alcune frizzanti cover (Lawdy miss clawdy, She came in through the bathroom window, Hitchcock railway) e la fortunata Delta lady. Gli ultimi fuochi veramente interessanti bruciano nella passione live del doppio Mad dogs & englishmen (A&M-1970), registrato nel marzo 70 in occasione dei concerti al Fillmore East di New York, album denso di classici del rocknroll, del soul e del rhythm & blues proposti con unattitudine ancora coinvolgente. Nel momento di maggior successo Cocker costretto ad un forzato ritiro dalle scene per via di gravi problemi di droga ; il ritorno avviene nel 1972 ma il cantante appare stanco e privo dispirazione, accusando la scarsa propensione creativa che lo rende oltremodo vulnerabile, per cui i dischi successivi mostrano una qualit modesta. Che poi il vecchio leone colga qualche corroborante risultato commerciale negli anni Ottanta fa sicuramente piacere, ma al tempo stesso intristisce lanimo al pensiero dellantica grinta.

- 14 Un importante contributo creativo alla scena del British blues offerto da complessi che agiscono essenzialmente in ambito underground, privi di grande notoriet (a volte quasi sconosciuti), che proprio per la mancanza di un rapporto diretto con le classifiche discografiche riescono a mantenere unidentit immune da compromessi sulle scelte stilistiche. Tra i nomi relativamente pi noti emerge quello dei Blodwyn Pig, valvola di sfogo per le evoluzioni del chitarrista Mick Abrahams costretto, alla fine del 68, ad abbandonare i Jethro Tull, a causa dei notevoli contrasti con Ian Anderson riguardo alla direzione musicale da seguire.

BLODWYN PIG

AHEAD RINGS OUT

(Island - 1969)

Sulla carta Blodwyn Pig una buona occasione per lex Jethro Tull, potendo liberamente attingere a matrici blues e jazz che confluiscono in una sorta di hard progressivo, buon punto di mediazione tra la pregevole chitarra di Abrahams (tecnicamente ineccepibile, limpida e pure impetuosa) e le interessanti soluzioni ai fiati di marca jazz adottate da Jack Lancaster, che rendono il suono prezioso ed elegante, il tutto sostenuto dalla solida sezione ritmica dotata di una sufficiente variet di schemi. Si passa da R & B dinamici e grintosi quali Its only love e Summer day ad orientamenti jazz, come nella strumentale The modern alchemist, e a blues di squisita fattura acustica in Dear Jill e in The change song (con il violino di Lancaster). Tra i pezzi migliori sono da annoverare anche le robuste Walk on the water, Aint ya coming home ? e See my way, che prediligono una vigoria metallica non strettamente in linea con lorientamento generale del lavoro. In particolare See my way lesercizio pi diretto, un brano dal piglio fiero e di facile assimilazione, che fa leva su una felice combinazione armonica caratterizzata nella parte centrale da chiari riferimenti a Ravel (anche se Abrahams afferm di non aver ascoltato prima di allora le opere del compositore francese). Ahead rings out non ottiene gran riscontro di vendite ma il gruppo insiste ed incide un secondo album, Getting to this (Island-1970), che non presenta grandi novit e perde qualcosa in equilibrio e freschezza. Nel disco risalta la mini suite San Francisco sketches, forse troppo pretenziosa, e trova posto uninspiegabile ripresa di See my way. Visti gli scarsi risultati commerciali Abrahams abbandona il gruppo, che per breve tempo prosegue con Peter Banks (dagli Yes) prima di giungere allo scioglimento. La sezione ritmica (Andy Pyle e Ron Berg) si sposta nei Juicy Lucy e poi nei Savoy Brown, mentre Lancaster prova a lanciare gli Aviator (con il batterista Clive Bunker, pure lui proveniente dai Jethro Tull), senza risultati apprezzabili. Nel frattempo Abrahams fonda i Womat, che in seguito diventano pi semplicemente la Mick Abrahams Band : con lui sono Bob Sargeant (ts.), Walt Monaghan (bs.), Ritchie Dharma (bt.) e il primo album omonimo, pubblicato nel 1971 su etichetta Chrysalis, appare pi che discreto (ottima la lunga Seasons), facendo perno su un rock progressivo distante dalle originarie matrici blues ma lo stesso ben organizzato e piacevole. Ancora un disco nel 72 (At last, Chrysalis), al quale partecipa Lancaster, e il gruppo gi non esiste pi.

Abrahams effettua un paio di velleitari tentativi per resuscitare i suoi complessi, nel 74 con i Blodwyn Pig (presenti Lancaster, Pyle e Bunker) e nel 78 con la Mick Abrahams Band, ma la fortuna non lassiste ; la scelta finale consiste nel definitivo abbandono della scena musicale da parte di un chitarrista di grandi potenzialit, che avrebbe meritato una carriera pi densa di risultati concreti.

In assoluto tra le migliori formazioni del blues progressivo inglese, gli Steamhammer nascono alla fine del 1968 appoggiandosi sulle solite basi tradizionali, senza nascondere per fin dai primi momenti una moderna impostazione destinata a sviluppare un discorso originale ed ambizioso. Dal circuito folk provengono Martin Quittenton (ch.) e Kieran White (v.ch.ar.), ai quali suniscono Martin Pugh (ch.), Steve Davy (bs.) e Michael Rushton (bt.), tutti musicisti con alle spalle esperienze in gruppi rhythm & blues. Il complesso gira in Inghilterra, spesso come formazione d'accompagnamento del bluesman Freddie King, e nella primavera del 69 ottiene un contratto discografico con la CBS. Il risultato la pubblicazione dellomonimo album desordio (Reflection-1969) al quale partecipa, in qualit di ospite, il flautista Harold McNair ; il disco pone in risalto un rock blues spedito e piacevole, caratterizzato da soluzioni melodiche e timbriche piuttosto personali, con largo uso di brani di propria composizione (Quittenton, White, Pugh). Tra i pi significativi vanno ricordati Juniors wailing (pubblicata anche a 45 giri), She is the fire, When all your friends are gone e la buona e potente rilettura di Youll never know (B.B. King). Dal vivo gli Steamhammer si mettono in luce partecipando ai maggiori festival europei, con concerti che spesso superano le due ore di durata e con una musica che trae ispirazione da ampie parti improvvisate. Nellestate del 69 il gruppo subisce unimportante ristrutturazione interna causata dallabbandono di Michael Rushton e soprattutto di Martin Quittenton, a quei tempi uno dei maggiori responsabili dellorientamento musicale. Il chitarrista diventa collaboratore di Rod Stewart, regalando al cantante il successo di Maggie May (71), ed in seguito entra nei Pilot con cui incide un album nel 1972.

STEAMHAMMER

M K II

(Reflection - 1969)

Al posto della chitarra di Quittenton arrivano i fiati del pluristrumentista Steve Jollife, avvenimento che modifica sostanzialmente gli equilibri creativi del complesso ; M K II un deciso salto in avanti che pone gli Steamhammer tra i migliori esponenti della ricerca progressiva, e non solo in ambito blues. Sin dalliniziale, stupenda, Supposed to be free si fa strada un nuovo metodo, completamente svincolato dagli aspetti tradizionali del genere, uno stile lirico, raffinato, aperto ad importanti contaminazioni jazz introdotte con gusto e moderazione dai fiati di Jollife. La chitarra di Pugh esprime una sorprendente libert melodica e il nuovo Mick Bradley si dimostra percussionista poliedrico ed elegante.

Il peso creativo, dopo la dipartita di Quittenton, passa essenzialmente sulle spalle di Kieran White, con contributi di Jollife e Pugh che in molti arrangiamenti svolgono una duplice funzione propositiva e di rifinitura strumentale. Loriginale Johnny Carl Morton introduce il clavicembalo suonato da Jollife, Pugh sposta a sorpresa laccento sullambientazione folk della breve ed intensa Sunset chase, Contemporary chick con song si riallaccia al blues pi roccato e moderno ed lunico brano a portare la firma di tutti i membri del complesso. Turn around un altro parto di Jollife, composizione di sobria bellezza con clavicembalo, flauto e un suono che mirabilmente resta in equilibrio tra il neoclassicismo di marca beatlesiana e tenui sfumature jazz. 6/8 for Amiran sceglie la strada dei ritmi complessi con profonde convinzioni blues, mentre White preferisce affidarsi a soluzioni (a lui care) da lirica e trasognata ballata folk nella bella Passing through, valorizzata da un ottimo lavoro alla chitarra di Pugh. Il brano pi ambizioso Another travelling tune che nella lunghissima stesura mai perde in lucidit, evolvendo con passione in calde e premurose atmosfere blues jazz, esempio insuperato di un concetto di fare musica romantico e libero da costringenti punti di riferimento, sulla falsariga di ci che nello stesso periodo viene proposto oltreoceano dai Grateful Dead, sentimento condiviso dalla strumentale e sfuggente coda finale di Fran and Dee take a ride. Come sovente accade, a tanto impegno ed amore non corrisponde necessariamente un ritorno concreto in termini dinteresse e gli Steamhammer si devono accontentare della buona popolarit ottenuta in alcuni paesi europei (Scandinavia, Olanda, Germania) che certo non sufficiente alla CBS per rinnovare il contratto. Jollife preferisce lasciare (pi avanti sar, brevemente, con i Tangerine Dream e pubblicher un LP solista) e il gruppo prosegue come quartetto, ripiegando in Germania per riuscire a trovare nella Brain una nuova controparte discografica. Nellestate del 70 gli Steamhammer registrano il terzo album Mountains ; lassenza dellapporto creativo e strumentale di Jollife rende la musica meno varia e priva delloriginale impronta jazz, ma quest'aspetto non pregiudica la qualit sempre elevata del disco. La prima facciata muove in territori vicini a certo hard progressivo con la bellissima I wouldnt have thought, dominata da un Pugh ispirato alla chitarra solista, e con lottima performance dal vivo fissata su nastro in occasione di un concerto al Lyceum di Londra (Riding on the L&M / Hold that train), sempre con i Dead ben fissi in mente anche se il tenore pi duro ed esplicito. La seconda parte del disco, interamente composta da White, imperniata su alcune buone canzoni dallo stile dolce ed estatico, tipico del cantante, quali Levinia e Mountains. Nulla riesce a scalfire lindifferenza del grande pubblico e White, nellautunno 1970, decide di abbandonare il progetto (pubblicher un disco da solo nel 75), seguito da Davy ; Pugh e Bradley mantengono in vita il complesso ingaggiando il bassista Louis Cennamo (gi con i Jody Grind e i primi Renaissance) e a distanza di un anno registrano lultimo LP Speech (Brain-1972), che vede la luce quando gli Steamhammer non esistono pi.

Pugh e Cennamo restano insieme negli Axis e quindi negli Armageddon, con la partecipazione del cantante Keith Relf (Yardbirds, Renaissance). Per Bradley il destino amaro : il batterista muore di leucemia nel 1972.

I Bakerloo, formazione underground originaria di Birmingham inizialmente denominata Bakerloo Blues Line, cominciano a farsi conoscere verso la fine del 1968 quando hanno loccasione d'esibirsi al Marquee come spalla dei Led Zeppelin, in uno dei primi concerti del gruppo di Jimmy Page. Sono notati dalla Harvest che li mette sotto contratto e nel luglio 69 pubblicano a sorpresa un atipico singolo, Drivin Bachwards, che recupera Bach per gruppo rock, clavicembalo, tromba (Jerry Salisbury), proponendo soluzioni lontane dalla naturale ispirazione del trio. Curiosa la sovrapposizione temporale con la ben pi celebre Boure dei Jethro Tull, pubblicata sullalbum Stand up proprio in quei giorni.

BAKERLOO

BAKERLOO

(Harvest - 1969)

Ben diversa limpressione generata dallascolto del loro unico album pubblicato alla fine del 1969 ; il gruppo suona forte, vicino allapproccio dei primi Led Zeppelin, anche se manca lesuberante personalit della formazione di Page e Plant e le composizioni appaiono pi orientate verso una sensibilit di stampo underground. I Bakerloo sopperiscono alle lacune grazie ad una notevole forza durto e alle indubbie capacit strumentali dei singoli musicisti. Apre il disco la divertente Big bear ffolly che, per trovare un raffronto a tutti i costi, si avvicina ai primi Ten Years After ; Bring it on home un buon rifacimento del classico di Willie Dixon (utilizzato anche dai Led Zeppelin sul loro secondo album), e in stretto ambito blues si calano pure lottima This worried feeling e Last blues, dal passo lento e cupo che lascia spazio, nella parte centrale, ad una torrida improvvisazione di Clempson. E il chitarrista a guidare le danze nellimmediata Gang bang, veloce e sicuro, prima di lasciare la scena a Keith Baker, autore di un pregevole spunto solistico. La grande opportunit per confrontarsi con una musica libera da impegni formali e satura di grinta ed elettricit viene impegnata nel quarto dora della devastante Son of moonshine, ma si rivela unoccasione perduta in quanto Bakerloo gi alluscita dellalbum non esiste pi. In ottobre Clempson accetta lofferta di entrare nei Colosseum, in sostituzione di James Litherland, e cos i Bakerloo chiudono la loro breve avventura. Clempson rimane nei Colosseum sino allo scioglimento del gruppo (autunno 71) per poi entrare lanno successivo negli Humble Pie, al posto del dimissionario Peter Frampton. Tra le altre sue esperienze sono da ricordare una breve collaborazione con i Greenslade e i complessi dei Strange Brew e Rough Diamond (con lex cantante degli Uriah Heep, David Byron). Baker e Poole simpegnano nellideazione dei May Blitz (con i quali non riescono ad incidere) e in seguito Baker accetta il ruolo temporaneo di batterista per le registrazioni del secondo LP degli Uriah Heep (Salisbury), mentre Poole va a suonare con Graham Bond.

Gruppo conosciuto esclusivamente per aver annoverato nei primi tempi musicisti destinati alla notoriet, quali Paul Kossoff, Simon Kirke (entrambi nei Free) e Rod Price (con i Foghat), i Black Cat Bones meritano qualcosa di pi di una fredda citazione. Sin dalle prime sessioni di studio, dove accompagnano Champion Jack Dupree, il gruppo saffida allesperienza del produttore Mike Vernon. Nel 68 Kossoff e Kirke cambiano aria, unendosi al cantante dei Brown Sugar, Paul Rodgers, per la costituzione dei Free ; ai superstiti (i fratelli Derek e Stuart Brooks - ch. e bs. - e il cantante Brian Short) si uniscono lottimo chitarrista Rod Price e il batterista Phil Lenoir, e con questo assetto i Black Cat Bones registrano il materiale che, nel novembre 1969, viene inserito nel loro unico album Barbed wire sandwich (Nova-1969), prodotto da David Hitchcock. La musica onesta, priva di fronzoli, diretta ed aggressiva, con lo stile basato su un blues duro e sfrontato che presenta pi di qualche punto di contatto con i Free dellesordio. Cos per la grintosa Chauffeur e per i trascinanti hard blues di Save my love e Good lookin woman, mentre Death valley blues un ottimo blues nobilitato da un bellassolo di chitarra di Rod Price. Il disco passa pressoch inosservato e la formazione si avvia ben presto al fallimento con labbandono di Price, destinato ai Foghat assieme a tre ex Savoy Brown. Rimangono solo i fratelli Brooks, che tentano di sostenere la causa invitando nel gruppo due musicisti provenienti dalla Brunning Sunflower Blues Band, il cantante Pete French e il chitarrista Mike Halls : con un nuovo batterista, i Black Cat Bones si trasformano in Leaf Hound dedicandosi ad un vigoroso hard rock, di pregevole fattura ma purtroppo di nessun successo.

Di esito poco diverso la carriera dei Killing Floor, formazione di base nel South London verso la fine del 1968, composta da Michael Clarke (ch.), Bill Thorndycraft (v.ar.), Stuart McDonald (bs.), Bas Smith (bt.) e Lou Martin (pn.). I Killing Floor sinseriscono nellormai affermato panorama del rock blues inglese di fine decennio e, grazie ad un contratto discografico con letichetta Spark, nel 1970 pubblicano il primo LP omonimo, registrato di getto con lausilio della produzione di John Edward, un ex D.J. di Radio Caroline. La musica proposta un frizzante rock blues di ottima qualit strumentale, che non prevede importanti novit concettuali ma si distingue per la scioltezza delle esecuzioni e per lenergico divertimento profuso. Il disco mostra un livello molto omogeneo, anche se vale la pena sottolineare la bella cover di Woman you need love (Willie Dixon, ma guarda...ancora lui) e le dure sciabolate di Forget it ! e People change your mind. Nonostante le doti espresse sullalbum e la buona reputazione conseguita nei concerti dal vivo, i Killing Floor non riescono a sfondare sul piano commerciale e il pianista Lou Martin preferisce trasferirsi, dal 1972, alla corte dellex leader dei Taste, Rory Gallagher. I quattro rimasti firmano un nuovo contratto con letichetta Penny Farthing, preludio alla realizzazione del secondo LP Out of Uranus (1971), ancora prodotto da Edward con la supervisione di Larry Page (manager dei Troggs). Il suono diviene schematico e vicino allhard rock, manca il brillante contrasto tra la chitarra di Clarke e il piano di Martin, resta in ogni caso una sufficiente freschezza esecutiva e, pur con qualche caduta di tono, il materiale appare pi che dignitoso ; degne di menzione sono la scattante Acid bean (edita anche a 45 giri), la convinzione blues di Where nobody ever goes, le ruvide contrazioni di Fido Castrol (non distante da certe cose dei Groundhogs) e di Lost alone.

La breve parabola dei Killing Floor giunge al termine, nonostante lingresso negli ultimi tempi del cantante Ray Owen (dai Juicy Lucy), del bassista Mick Hawksworth (gi con Five Day Week Straw People, Andromeda e Fuzzy Duck) e del batterista Rod DeAth (successivamente con Rory Gallagher) : il gruppo cessa desistere a met del 1972. Stuart McDonald viene coinvolto da Paul Rodgers nei Peace, un'effimera formazione triangolare priva di fortuna (alla batteria Mick Underwood dei Quatermass). Il solo Michael Clarke trova la forza per continuare con la sua band personale, pubblicando alcuni dischi negli anni Ottanta.

Gruppo di notoriet leggermente superiore e di maggior durata nel tempo i Juicy Lucy perdono progressivamente lucidit ed urgenza espressiva, risultando nel complesso meno efficaci rispetto ad altre formazioni del sottobosco rock blues. Il chitarrista americano Glenn Campbell, reduce dalla gloriosa ma povera avventura dei Misunderstood, tra i principali promotori della nascita del gruppo ; al suo fianco sono il cantante Ray Owen, laltro chitarrista Neil Hubbard (proveniente dai Bluesology, dove milita anche un imberbe Elton John), il sassofonista Chris Mercer (con alle spalle importanti collaborazioni a dischi storici quali Crusade e Bare wires di John Mayall), il bassista Keith Ellis (presente nei primi Van Der Graaf Generator) e il batterista Pete Dobson. Questorganico responsabile di Juicy Lucy (Vertigo-1969), buon album dal quale tratto un 45 giri di discreto successo contenente una versione di Who do you love (Diddley) che si piazza nei top twenty. I Juicy Lucy mostrano da subito unestrema instabilit dorganico : Ray Owen preferisce dedicarsi ad una propria band (Ray Owens Moon, un LP nel 1971) e se ne vanno pure Hubbard e Dobson, sostituiti dal cantante Paul Williams (che vanta esperienze con Zoot Money, Alan Price e John Mayall), dal chitarrista Mick Moody (ex Tramline) e dal batterista Rod Coombes. Alla fine del 1970 esce il secondo album Lie back and enjoy it (Vertigo), aperto dal rhythm & blues disinvolto di Thinking of my life e con le discrete cover di Built for comfort (Dixon, naturalmente !) e dellinattesa Willie the pimp di Frank Zappa. Subito dopo abbandona anche Keith Ellis (nel 75 con i Boxer di Mike Patto e Ollie Halsall), rimpiazzato dallex Fat Mattress Jim Leverton e il gruppo pubblica il nuovo Get a whiff at this (Bronze-1971), forse senza gran convinzione. La breve parentesi di Leverton (nel 73 suona con gli Hemlock di Miller Anderson) e la partenza di Coombes (destinato agli Stealers Wheel e agli Strawbs) porta nei Juicy Lucy la vecchia sezione ritmica dei Blodwyn Pig (Andy Pyle e Ron Berg). Assente anche Campbell, Pieces (Polydor-1972) lultima fatica del gruppo che giunge inesorabilmente allo scioglimento. Moody riscuote buon successo in formazioni heavy quali Snafu e Whitesnake, mentre Williams nel giugno 72 raggiunge i Tempest di Jon Hiseman e lanno successivo realizza un disco solista dedicato alla memoria di Robert Johnson.

Come per i Juicy Lucy, anche la carriera dei Freedom si sviluppa nello stesso periodo temporale e nellarco di quattro pubblicazioni a 33 giri ; la musica proposta improntata ad

un blues roccato con stimoli hard, realizzato con buona cura strumentale, privo di sbavature ma pure di impennate geniali. Non manca qualche valido spunto ritmico e melodico, anche se prevale una certa linearit esecutiva che lega il suono ai luoghi comuni del genere. Ideatore del gruppo il batterista Bobby Harrison, un elemento della formazione originaria dei Procol Harum uscito da quel complesso allepoca del grande successo di A whiter shade of pale (forse irritato dal fatto che per la registrazione del brano gli viene preferito un sessionman) ; con lui sono Roger Saunders (ch.ts.), Peter Dennis (bs.) e, nei primi tempi, Steve Jolly (ch.). Nellambito della selezione discografica dei Freedom, il terzo LP Through the years (Vertigo-1971) costituisce un buon rendiconto dei pregi e dei difetti della loro musica.

Fra le tante formazioni delle quali con il passare del tempo s persa ogni memoria, gli N.S.U. meritano di essere ricordati se non altro per lonest di fondo che permea la loro proposta musicale. Impostati a quartetto con Ernest Rea (ch.), John Pettigrew (v.), Peter Nagle (bs.) e William Brown (bt.) gli N.S.U. giungono alla prova discografica grazie alla Stable, piccola e mitica etichetta underground che annovera tra le sue fila anche Deviants e Sam Gopal, tra gli altri. In soli tre giorni del febbraio 1969 il gruppo registra (agli studi De Lane Lea) il materiale utile al loro unico album Turn on, or turn me down, prima di essere travolto dal fallimento della stessa casa discografica. Il disco presenta evidenti difetti dovuti, presumibilmente, al poco tempo a disposizione per le registrazioni e mostra gli N.S.U. un poco indecisi sulla via da seguire, ma ugualmente godibile per lutilizzo insistito di linee melodiche abbastanza insolite (come nel brano che titola il long playing) e buone intenzioni sono sparse nei pezzi pi densi e tirati (His Town, You cant take it from my heart, The game). Originali, anche se deboli, le parti vocali.

Una delle cose pi difficili nel trattare dei May Blitz riuscire ad inquadrare il gruppo di Tony Newman in un genere ben definito. Questa, probabilmente, la forza relativa del complesso, relativa perch se la promiscuit tra blues, hard rock e suono progressivo rende la musica dei May Blitz appassionante e moderna, la sua stessa natura poco incline a facili accomodamenti commerciali relega Newman e compagni ai margini del mercato, costringendoli ad una rapida ritirata. Purtroppo, proprio lingarbugliata relazione fra creativit e music business uno degli elementi deboli dellespressione rock, sia che ci si rifletta in grandi tragedie umane o pi semplicemente nellincapacit di realizzare i propri sogni e progetti. Ancor pi insolita la vicenda che porta alla costituzione della band. Lidea originale risale alla fine del 1969 quando, dopo la dipartita di Clem Clempson (destinazione Colosseum), Keith Baker e Terry Poole dei Bakerloo decidono di proseguire insieme progettando una nuova formazione triangolare chiamata May Blitz. In realt il gruppo non decolla perch Baker collabora con gli Uriah Heep per le registrazioni del loro secondo album Salisbury (e solo per quelloccasione), mentre Poole, di conseguenza, va a suonare con Graham Bond.

MAY BLITZ

MAY BLITZ

(Vertigo - 1970)

Tony Newman un veterano della scena beat con i Sounds Incorporated, quindi suona (agli albori del blues progressivo) con il Jeff Beck Group dellalbum Beck-Ola. Il batterista rifonda completamente il complesso, chiamando due ottimi strumentisti quali James Black e Reid Hudson, e il nuovo gruppo ottiene un contratto discografico per la Vertigo. Lomonimo esordio su vinile convince per la ricercata elaborazione di una sintesi hard blues permeata da una spiccata attitudine progressiva. Smoking the day away enuncia le coordinate della musica del trio : padronanza strumentale, equilibrio formale, agili strutture in continua evoluzione. Tra i tanti gruppi del dopo Cream, i May Blitz sono tra i meno indiziati di plagio e forse tra i pi limpidi estensori del verbo rock blues. Newman si trova benissimo in tale contesto e mette in mostra le sue migliori qualit poliritmiche, Black e Hudson suonano convinti e concisi, evitando di perdere il fiato dietro ad evanescenti elucubrazioni solistiche. I dont know ? parte da climi contenuti per aprirsi in una stringata jam memore di free festival e concerti in piccoli club. Dreaming attenua notevolmente il ritmo, preferendo atmosfere soffuse, suoni rilassati che deragliano allimprovviso nella parte centrale della canzone. La frastagliata Squeet e soprattutto la pirotecnica Fire queen affrontano il suono sul lato di maggior tensione, divise dalla bellissima e raffinata Tomorrow May come, cullata dagli asciutti colori del vibrafono di Newman. Lepica Virgin waters chiude il disco, a met tra il sogno e la consapevolezza, con parti di grande fascino. La Vertigo concede al gruppo una seconda possibilit, con la pubblicazione (il due di maggio 1971) di un nuovo lavoro, appunto The 2nd of May. La via si fa pi stretta, forse per trovare una maggiore concretezza commerciale ; For mad men only hard al fulmicotone, aggressivo, coinvolgente, ma perde in variet tematica, e Snakes and ladders presenta frammenti di chiara derivazione Black Sabbath. C qualche contraddizione di troppo, come nel caso del pur ottimo solo percussivo di Newman su In part (impensabile sullalbum precedente). Siamo comunque su livelli qualitativi di rilievo, in presenza di musica esente da clamorosi compromessi che trova nella ballata di High beech, nella quasi psichedelica Just thinking e nellesposizione tesa e sincera ragioni sufficienti a giustificare la propria esistenza. Le vendite, naturalmente, sono scarse e il gruppo (privo di contratto discografico) non ha pi motivi per continuare. Lunico a rimanere nella scena musicale Newman, che partecipa ai Three Man Army dei fratelli Adrian e Paul Gurvitz e vanta collaborazioni con Marc Bolan, David Bowie, Chris Spedding e David Coverdale (Whitesnake).

Due brevi citazioni, infine, per Sharks e Back Door, formazioni molto diverse tra loro ma entrambe appartenenti agli anni del riflusso del British blues, ormai in fase creativa decisamente calante. Gli Sharks si formano nellautunno del 1972 su impulso del chitarrista Chris Spedding, desideroso dallestire un complesso stabile nel bel mezzo di una lunga carriera densa di soddisfazioni sul piano della qualit della musica proposta (Battered Ornaments, Nucleus e un paio di dischi come solista), ma priva dimportanti riscontri commerciali. Lo accompagnano il prestigioso bassista Andy Fraser, appena uscito dai Free, il batterista Marty Simon e il cantante Snips. Cos sistemato il gruppo pubblica nel 1973 lalbum First water, essenzialmente basato su un rock blues classico e datato, anche se piacevole, caratterizzato da una bella vena melodica, da un impatto abbastanza grintoso e da buone virt tecnico strumentali.

Il disco per non vende, un mezzo fiasco e Fraser lascia subito i compagni, sostituito da Busta Cherry Jones ; si aggrega inoltre il tastierista Nick Judd e il gruppo registra un secondo 33 giri, Jab it in yore eye (Island-1974), che non apporta novit ed appare leggermente inferiore al precedente. Gli Sharks svaniscono nel nulla quando Simon e Judd abbandonano, alla fine del 74. Judd va a suonare con la Andy Fraser Band, Snips entra nella Baker Gurvitz Army, Spedding prosegue la carriera alternando lattivit solistica a collaborazioni con artisti del calibro di John Cale, Brian Eno, Donovan, Roy Harper, fino allincredibile rinuncia al bonus da miliardario per la mancata sostituzione di Mick Taylor nei Rolling Stones. Un personaggio vero, meritevole di rispetto.

Di poco antecedente la nascita dei Back Door, allinizio degli anni Settanta. Il bassista Colin Hodgkinson proviene dallesperienza dei New Church, una delle tante creature blues di Alexis Korner, dei quali avrebbe dovuto far parte addirittura Brian Jones, di fatto in uscita dagli Stones, se non fosse che il 3 luglio del 1969 il chitarrista viene trovato annegato nella sua piscina. Per ironia della sorte i New Church esordiscono il 5 luglio successivo, proprio in occasione del free concert di Hyde Park organizzato dai Rolling Stones per commemorare il compagno scomparso. Hodgkinson sassocia a Ron Aspery (sf.) e a Tony Hicks (bt.), in uninsolita formazione triangolare che non prevede la presenza della chitarra elettrica n delle tastiere. Le parti solistiche sono riservate ai fiati di Aspery e soprattutto al basso di Hodgkinson, titolare di una tecnica strumentale dindubbio interesse. Allepoca qualcuno arriva a sostenere che Hodgkinson tanto importante per il suo strumento quanto Hendrix per la chitarra ; decisamente troppo. Altri, dimostrando notevole fantasia, sentenziano che i Back Door si avviano a diventare i nuovi Cream. La loro musica viene definita un incontro tra Ornette Coleman e Robert Johnson, e il gruppo propagandato come la rivelazione inglese dellanno. Paradossalmente, il primo album Back Door, registrato in due soli giorni nel giugno 1972, un buon disco, semplice, diretto, portatore di un frizzante jazz blues che contrasta non poco con lesagerata azione pubblicitaria profusa. Per il secondo 8th street nites (Warner Bros.-1974) viene chiamato alla produzione Felix Pappalardi (guarda caso !) ma il gruppo soffre di una certa carenza a livello creativo, la sorpresa dellesordio lascia il posto ad una rapida decadenza dinteresse nei confronti dei Back Door, che riescono a pubblicare altri due dischi trascurabili prima di sciogliere le fila nel 1976.

A Rock'n'Roll Damnation
...ovvero il diavolo, probabilmente

- 15 Pu apparire argomento strano, addirittura presuntuoso e fuori luogo, trattare di musica progressiva riferendosi ai Rolling Stones, il gruppo che pi di ogni altro ha definito in modo netto ed immediatamente riconoscibile il proprio stile musicale. La pi grande band di rocknroll al mondo, tutto vero, ma almeno fino a quando nei Rolling Stones stata presente la creativit sregolata di Brian Jones, la musica del gruppo ha subito una costante evoluzione, se non nella sostanza quantomeno nella forma. Basta ricordare singoli epocali quali (I cant get no) Satisfaction, Paint it, black e un album dal valore assoluto come Aftermath. Alla fine del 1967 anche gli Stones, al pari di tanti altri, si fanno coinvolgere nellondata psichedelica producendo lalbum Their satanic majesties request, un lavoro complesso, reso in modo piuttosto frammentario, che appare pretenzioso e di molto inferiore ai grandi parti discografici di quel magico anno. In ogni caso, non si pu far finta di nulla di fronte alla cialtroneria di Sing this all together, che sfocia nella stupenda Citadel, un corposo brano psichedelico sospinto da pesanti chitarre e impregnato di variopinti arcobaleni lisergici. In another land sfodera il clavicembalo di Jones e un incedere tra sogno e realt, mentre Gomper fa il verso ai Beatles doriente perdendosi in qualche sproloquio di troppo. 2000 man e la bella Shes a rainbow (con loriginale arrangiamento darchi di John Paul Jones e il piano di Nicky Hopkins) scelgono la strada del suono Stones pi riconoscibile.

ROLLING STONES

BEGGARS BANQUET

(Decca - 1968)

Licenziato il vecchio manager Loog-Oldham e visti gli scarsi risultati ottenuti con la breve svolta psichedelica, i Rolling Stones decidono di virare verso schemi a loro pi congeniali. Gi il singolo di Jumping Jack Flash, con quel riff assassino, preferisce climi sporchi e grintosi. La conferma, eclatante, arriva nel dicembre 1968, giusto un anno dopo il satanic, con la pubblicazione di Beggars banquet. La musica pare sorgere dal nulla nella grandiosa Sympathy for the devil, cresce in progressione, sorretta da un fitto tappeto percussivo e dal prezioso lavoro al piano di Hopkins (perfetto su tutto il long playing). Strani fremiti pervadono il brano, chitarre taglienti, e Jagger esibisce una delle performance pi calde ed incisive del suo ricco repertorio. Nel disco trovano posto diversi brani direttamente collegati alla tradizione country blues rivista con spirito moderno : No expectations si crogiola nel tiepido torpore della chitarra slide, Dear doctor muove con passo di valzer zoppicante, Prodigal son spigliata e priva di

remore. Parachute woman rivitalizza dure cadenze blues, sintetizzando al massimo il ritmo. Piacciono pure Jig-saw puzzle, che recupera il movimento ritmico di Sympathy for the devil preferendo climi pi rilassati, e la contenuta Factory girl. Street fighting man dura, monolitica, incisiva pi per la forma e le maniere che per il suono ; la graffiante, torrida Stray cat blues immersa in un quattro quarti tipicamente rock blues, un grimaldello capace di forzare il coperchio della coscienza pulita del pop psichedelico in declino, negazione convinta del satanic, trionfo del rock tirato per i capelli. Salt of the earth una ballatona dalle sfumature decadenti e accento gospel, che chiude il cerchio di un lavoro irripetibile per il gruppo di Jagger e Richard. Rocknroll un termine nobile ma riduttivo per musica di questo livello. Che il diavolo ci abbia davvero messo lo zampino ? Ai tanti esorcisti del rock lardua sentenza... Jones forse non era un gran compositore, come a pi riprese hanno rilevato gli stessi Jagger e Richard, ma di sicuro era un ottimo inventore di suoni, donava colori imprevedibili alla musica degli Stones mediante il frequente utilizzo di strumenti estranei alla tradizione rock, era il guastatore che contribuiva in modo decisivo a rendere straordinario ci che a volte appariva solo consueto. Nel giugno 1969 Brian Jones esce dal gruppo e il 3 di luglio viene trovato morto nella sua piscina. Due giorni dopo i Rolling Stones celebrano la tragica scomparsa del vecchio compagno con un free concert a Hyde Park, davanti ad una folla di 300.000 persone. Nelloccasione presentano il nuovo chitarrista, lottimo Mick Taylor proveniente dai Bluesbreakers di John Mayall. Con Taylor gli Stones acquisiscono in tecnica e potenza, divenendo una perfetta macchina da rocknroll come dimostrano gli LP successivi : Let it bleed (Decca - dicembre 1969), il live Get yer ya-yas out ! (Decca-1970, registrato nel novembre 69 al Madison Square Garden di New York), Sticky fingers (Rolling Stones Rec. aprile 1971) e il doppio Exile on main street (Rolling Stones Rec. - maggio 1972), tutti dischi di notevole livello che confermano la statura di Jagger e Richard come autori ed esecutori. Nel momento in cui (dicembre 1974) uno sfiancato Taylor lascia il posto a Ron Wood, il gruppo ha da tempo focalizzato il proprio stile. Rimane il rammarico (o forse lonore ?) che sia il loro nome a chiudere definitivamente lepoca dei sogni, del flower power, degli ideali di libert, pace, amore della Woodstock nation, il 6 dicembre 1969 ad Altamont, California, quando davanti a 400.000 persone gli Hells Angels del servizio di sicurezza uccidono nei pressi del palco un giovane di colore, durante lesibizione dei Rolling Stones. E solo rocknroll ?

Dopo essere diventato uno dei cantanti pi rappresentativi del blues revival inglese, Eric Burdon pone termine allavventura degli Animals nellestate del 1966 quando sinfatua del movimento flower power di cui, dalla lontana California, giungono notizie inebrianti anche nel cuore della riservata Inghilterra. Burdon segue una rotta inversa rispetto a quella intrapresa al tempo da Jimi Hendrix, trasferendosi a San Francisco per toccare con mano i fermenti della scena musicale locale. L decide di dar vita ad una nuova formazione sotto il nome di Eric Burdon & the Animals, conosciuta anche come New Animals, con la quale approntare progetti inediti e sfogare le proprie capacit come compositore, sempre represse nelleconomia creativa del vecchio complesso. Con lui resta il batterista Barry Jenkins, gi presente negli ultimi dischi degli Animals, e si aggiungono il chitarrista / violinista John Weider, il chitarrista Vic Briggs e il bassista Danny McCulloch.

Nel giugno del 1967 la formazione partecipa al Monterey International Pop Festival, avvenimento fondamentale e momento di maggior fulgore della California musicale dei Sessanta, o forse solo evento che sancisce la prematura fine di un breve ma splendido ciclo creativo, a puro scopo commemorativo. Burdon comunque gioca al rialzo. Il sitar che introduce Winds of change, il suo nuovo album del 1967, mette in chiaro la nuova impostazione stilistica del cantante ; la musica rarefatta, colorata, intrisa di psichedelia, le chitarre pi che aggredire accarezzano il suono e il violino di Weider scompagina ulteriormente ci che resta del rhythm & blues originario. Poem by the sea soffre di una strana tensione occulta, che solo a tratti affiora dalle linee lievi e melodiche del brano; la canzone si spegne con il violino di Weider, che sottolinea anche lottima versione psichedelica della classica Paint it, black. Le atmosfere enigmatiche di The black plague sostengono la recitazione di Burdon in uno statico sentimento dai toni drammatici, rotto dalla hendrixiana risposta a Hendrix di Yes I am experienced. San Franciscan nights linno del nuovo corso dove Burdon esprime, con sconfinata dolcezza e qualche tratto nostalgico, tutto lamore per quei giorni unici. Man - Woman torna alle origini del ritmo, con un insistente rituale in crescendo che trova sfogo solo nella sua antica essenza. Hotel hell struggente ed ipotizza la nostalgia selvaggia di scenari da vecchio west, Good times e la romantica Anything recuperano la forma canzone tradizionale, utilizzando arrangiamenti melodici di notevole pregio. Il finale con Its all meat propone lunico pezzo con caratteri duri e tirati, quasi ai confini dellhard pi creativo. La proposta di Burdon , in ogni caso, lontana dalla spensieratezza di certo flower power e sullopera persiste unimpressione dangoscia, di drammaticit, di pesante inquietudine, quasi a contraddire lo spirito apparente di quei tempi.

ERIC BURDON & THE ANIMALS

THE TWAIN SHALL MEET

(MGM - 1968)

The twain shall meet inaugura un 1968 di grande intensit per Burdon (tre album, di cui uno doppio, in quellanno) e rappresenta un ulteriore salto in avanti. Se Winds of change annusava i sintomi del cambiamento e si predisponeva a seguirne le coordinate, Monterey gi celebrazione per il mito californiano. Non c molto altro da aggiungere, si pu solo confermare la tesi, decadere lentamente, con gioia meravigliata che presto si trasforma in nostalgia. Just the thought sinsinua improvvisa nei meandri della psichedelia soffice, cullata dai violini di Weider. Closer to the truth pare scaturire dai residui della memoria di Burdon e si rammenta degli entusiasmi giovanili per il blues. No self pity vive sul contrasto tra un timido clavicembalo e lossessione percussiva di Jenkins, con il sitar a guidare la melodia. La decadente e trasognata Orange and red beams riassume gli elementi armonici della musica del gruppo, avvalendosi di pregevoli arrangiamenti. Burdon introduce solitario la stupenda Sky pilot che, dietro allincedere accattivante e allinnocente ritornello, nasconde meraviglie inenarrabili, chitarre siderali in partenza per lo spazio, vecchie cornamuse scozzesi e scenari di battaglie campali, docili quartetti darchi,

orchestrazioni di largo respiro e la voce del cantante, strumento concreto, palpabile, vero. E il vertice creativo dei New Animals. Nulla pu andare oltre. Ci prova We love you Lil, e quasi ci riesce, con quel suo epico incedere alla Quicksilver, carico di tensione non completamente liberata ; le cornamuse sincrociano al sitar per illuminare la nenia di All is one che si apre su placidi orizzonti di speranza, alla fine. Al disco collabora Zoot Money, un ottimo ma poco conosciuto musicista reduce dellepoca del blues revival con la sua Big Roll Band. Nel luglio 1967 quel gruppo si scioglie e George Bruno (suo vero nome) con due compagni davventura, Andy Summers (ch.) e Colin Allen (bt.), recluta il bassista Pat Donaldson per dar vita ad una nuova, effimera formazione che si dedica ad argomenti psichedelici. I Dantalians Chariot pubblicano un solo, mitico singolo (Madman running through the fields, ottobre 67) e tengono qualche esibizione al Middle Earth. Dopo il precoce scioglimento Money entra in pianta stabile nei New Animals, Allen suona con Mayall (nellottimo Blues from Laurel Canyon) e poi con gli Stone the Crows, mentre Donaldson incide nel 69 con i Poet & One Man Band e partecipa al progetto Fotheringay di Sandy Denny. Il nuovo album Every one of us, con una formazione a sei (Money alle tastiere), resta in cielo almeno nella risoluta ed accattivante White house e nella potente Year of the guru, entrambe composte dal solo Burdon. Serenade to a sweet lady, un valido strumentale scritto da Weider, si accontenta di girare attorno al sentimento del suono senza penetrare in profondit. La tanto decantata New York 1963 - America 1968 si perde in qualche lungaggine di troppo, anche se non mancano attimi di grande intensit emotiva e strumentale. Verso la fine del 68 i New Animals subiscono un rimpasto d'organico per via dellabbandono di Briggs e McCulloch. Per lultimo, ambizioso doppio LP Love is, registrato in ottobre, le parti di basso sono assorbite da Money ed entra in formazione il chitarrista Andy Summers, suo collaboratore di vecchia data. Laspetto visionario della musica di Burdon ormai irrimediabilmente perduto. Rimangono per le qualit di un suono spigliato, vitale, privo di sofisticazioni ; da segnalare le belle ed originali versioni di River deep mountain high (un successo per Ike and Tina Turner), di Coloured rain (Traffic), di Madman running through the fields (in eredit dai Dantalians Chariot), di To love somebody (Bee Gees) e ancora le trame progressive di Gemini e il buon originale di Burdon Im dying (or am I). Con il cambiare delle stagioni il gruppo si dissolve : Weider va a suonare il basso con i Family, mentre Summers collabora con Kevin Coyne e con Kevin Ayers prima di diventare uno dei Police. Al termine dellesperienza con i New Animals, Burdon si unisce ai War, una formazione funk di colore, con i quali incide due album tra il 70 e il 71 ; collabora poi con il bluesman Jimmy Whiterspoon e nel 72 allestisce una propria band. Il miglior disco degli anni Settanta il Sun secrets pubblicato nel 1974, dove il cantante mette in opera un grintoso e pirotecnico recupero di grandi classici quali Its my life, Dont let me be misunderstood, When I was young, Ring of fire, affiancati da qualche buona nuova composizione. Il suono secco e tagliente, caratterizzato dalla chitarra del giovane Aalon, da una dinamica e potente sezione ritmica di colore e con Burdon incontenibile, in forma smagliante. Il successo quasi non lo degna pi duno sguardo, ma Eric continua per la sua strada ed annega la nostalgia per i bei tempi andati nelle varie reunion degli Animals.

- 16 E con la pubblicazione del Sgt. Pepper dei Beatles che sinaugura la moda dellalbum concept, con canzoni realizzate sulla base di un tema dominante che funge da ispirazione per lo sviluppo del lavoro di composizione. Tra coloro che per primi aderiscono al nuovo metodo sono da annoverare i Who, con lalbum The Who Sell out, gli Small Faces e, poco dopo, altre due formazioni, Pretty Things e Kinks, che (ancora con il gruppo di Pete Townshend) producono alcuni dischi imperniati su una concezione sempre pi complessa, mirata allelaborazione di vere e proprie storie in musica, le cosiddette opere rock. Il fenomeno degli album a soggetto si diffonde abbondantemente nellambito della musica progressiva dei primi anni Settanta, divenendo per numerosi musicisti una tappa obbligata della carriera. In questo paragrafo si vuole evidenziare il primordiale approccio alla materia da parte di gruppi legati a doppio filo con la classica tradizione del rocknroll e del rhythm & blues.

SMALL FACES

OGDENS NUT GONE FLAKE

(Immediate - 1968)

Nellestate 1968 il nuovo album degli Small Faces, Ogdens nut gone flake, suscita buon interesse non solo per loriginale copertina rotonda (la prima nel rock) ma soprattutto per il contenuto musicale, che si riallaccia alla psichedelia pi dura in voga allepoca. Si tratta del primo ed unico 33 giri organico della formazione, abituata a produrre compilazioni di successi ottenuti su singolo, e il tentativo acquisisce un importante rilievo sia per lapprezzabile (anche se non rivoluzionaria) qualit della musica proposta, sia per un approccio vagamente a concetto con diverse canzoni proposte in medley. Il brano che titola il disco si presta ad introduzione strumentale, stabilendo un convincente feeling di base mediante luso di orchestrazioni articolate. Afterglow appare indecisa, tra delicati arpeggi intrisi di melodia e una propensione per rudezze quasi hard, seguita in rapida successione da Long agos and worlds apart e dalla facile cadenza di Rene, nobilitata da una solida coda con chitarre distorte, armonica e tastiere in evidenza. Song of a baker hard, senza mezzi termini, melodica come nella migliore tradizione di Marriott, inesorabile e bella. Lazy Sunday riporta a pigre atmosfere da psichedelia soffice, con particolare attenzione allequilibrio formale e un azzeccato utilizzo di effetti speciali. La seconda parte del disco costituita da una sorta di suite intitolata Happiness Stan. Nel brano omonimo il clavicembalo e le tastiere di McLagan simpegnano in ariose aperture a carattere sinfonico ; Rollin over riconduce ad un rock semplice, diretto e fisico, soluzioni e umori si alternano in canzoni di buon livello quali The hungry intruder e The journey. Mad John sceglie la chitarra acustica senza nascondere toni aspri ed epici, subito contraddetti dalla stoltezza della conclusiva Happydaystoytown.

Nonostante il notevole successo di classifica ottenuto dallalbum e il tentativo, sia pur tardivo, di rinnovamento stilistico, il gruppo perde rapidamente colpi e allinizio del nuovo anno gli Small Faces si sciolgono, lasciando in eredit (nel novembre 69) la buona antologia di The autumn stone, ricca di classici brani da 45 giri, inediti ed incisioni dal vivo. Gi in aprile Marriott impegnato con Peter Frampton nella fondazione degli Humble Pie mentre, poco pi tardi, Lane, McLagan e Jones si uniscono a Ron Wood e Rod Stewart (entrambi dal Jeff Beck Group) ribattezzandosi come Faces. Tra il 76 e il 78 c tempo per la consueta, poco opportuna reunion e Jones sale agli onori delle cronache quando, al termine del 78, prende il posto di Keith Moon nei Who.

Di peso ben superiore il contributo offerto, sempre nel 1968, dai Pretty Things. Dopo il periodo 64 - 66, dedicato ad una musica grintosa ed incisiva direttamente derivata dal blues e dal rocknroll, il gruppo di Dick Taylor e di Phil May si appresta ad affrontare con rinnovato entusiasmo i tempi della musica psichedelica e progressiva. Con loro sono John Povey (ts.), Wally Allen (bs.), Skip Alan (bt.) e il complesso trova asilo discografico alla Columbia, per la produzione di Norman Smith (collaboratore dei primi Pink Floyd). Nel novembre 1967 lottimo singolo di Deflecting grey mostra gi il nuovo volto dei Pretty Things, ma con lalbum S.F. Sorrow che Taylor e compagni realizzano il massimo sforzo creativo dellintera carriera.

PRETTY THINGS

S. F. SORROW

(Columbia - 1968)

I Pretty Things inaugurano, di fatto, lepoca delle opere rock senza la minima indecisione e contraddizione, con un esempio sobrio sotto laspetto concettuale e risoluto dal punto di vista espressivo. Le chitarre efficaci e taglienti di Taylor, la voce di May capace di passare con disinvoltura da climi infuocati a momenti delicati e melodici, le percussioni surreali di Twink (dai Tomorrow, per loccasione subentrato a Skip Alan) e il prezioso apporto strumentale di Povey e Allen rendono il suono molto vario e sfuggente a sterili classificazioni. S.F. Sorrow is born apre con le chitarre di Taylor in grande spolvero, armonie vocali ben congegnate e ariosi inserti di organo quasi floydiano. Bracelets of fingers un carillon psichedelico dagli scenari in continuo mutamento, ricco di soluzioni armoniche e ritmiche veramente originali. She says good morning prende la strada della consapevolezza e stabilisce un ottimale punto dincontro tra Beatles e Pink Floyd. La ballata folk, stravolta e ridisegnata, di Private Sorrow termina sui colpi inesorabili di Twink e solidifica nel ritmo della sostenuta Balloon burning, guidata dalla ficcante chitarra di Taylor. Death, e pare che il mondo safflosci sulle proprie miserie, sul dolore di una processione funebre che sgombra il campo, con perfido realismo, dellinnocuo agitarsi di tanti stregoni dark di seconda mano. Le chitarre tremano, il sitar intona la litania, le voci spettrali e i tamburi di Twink, come pietre che rotolano negli abissi delloblio.

Baron Saturday riporta in auge il ritmo di uno sbilenco R & B, con il gruppo camuffato da Beatles psichedelici ; lapertura acustica di The journey conduce ad una spontanea jam elettrica dal sapore sotterraneo, mentre I see you fonda la sua essenza su trame sognanti e passionali, contrapposte ad incubi chitarristici che trovano ulteriore sfogo nel frammento strumentale di Well of destiny. Trust quasi normale nella sua stupenda melodia e prepara il campo allesplosione metallica di Old man going, con le chitarre che avvolgono la canzone in una spirale di drammatica costrizione, contorcendosi e sibilando, supportate da un implacabile Twink che pare divertirsi ad evitare sistematicamente i luoghi comuni della batteria rock. Lepilogo malinconico di Loneliest person chiude degnamente un gran disco, capace (in teoria) delevare i Pretty Things ai vertici espressivi del rocknroll progressivo. Purtroppo, come spesso accade alle cose belle ma scomode, lalbum viene ingiustificatamente ignorato. Non da Pete Townshend, che pi volte ha riconosciuto linfluenza di S.F. Sorrow sullispirazione che lo ha portato alla stesura del celebrato Tommy. Per ironia della sorte, quando il capolavoro dei Pretty Things viene dato alle stampe negli Stati Uniti, con quindici mesi di colpevole ritardo, il disco finisce alla gogna per aver copiato Tommy dei Who ! ! ! Subito dopo la pubblicazione del long playing Twink si dilegua nei sotterranei londinesi per preparare nuove avventure, lasciando il posto al ritorno di Skip Alan. Ancora pi pesante risulta la perdita del fondatore Dick Taylor che va a collaborare con gli Hawkwind (lo ritroveremo nei Pretty Things della seconda met dei Settanta). May, Povey, Allen e Alan trovano un temporaneo sostituto nel chitarrista della Edgar Broughton Band, Victor Unitt, e cos sistemato il gruppo registra Parachute (1970), ancora prodotto da Norman Smith. Il disco alterna brani melodici quali In the square, The letter, Grass a tempi medi come Sickle clowns e Shes a lover ; il brano di maggior interesse la dura e sofferta Cries from the midnight circus e la qualit media del materiale molto buona. Parachute opera degnissima ed onesta, addirittura la prestigiosa rivista Rolling Stone investe il lavoro del titolo di miglior album dellanno, anche se alla base c solo un rock diretto, essenziale, convincente, privo degli aspetti sperimentali e psichedelici del disco precedente. Anche in questoccasione il successo cosa che non riguarda il gruppo, che sbanda e preferisce sciogliersi nel 1971. Lanno seguente i Pretty Things ci riprovano grazie alla perseveranza di Phil May (unico membro della band originaria) che si porta appresso Povey e Alan, oltre a reclutare i nuovi Peter Tolson (ch. - una breve esperienza con gli Eire Apparent) e Stuart Brooks (bs. - ex Black Cat Bones e Leaf Hound). Esce Freeway madness (Warner Bros.-1972) e seguono altri due LP, ma il gruppo ha smarrito loriginalit creativa del decennio precedente e sopravvive senza particolare convinzione, tra separazioni ufficiose e riunioni dettate dalla nostalgia.

I tempi della maturit artistica per Ray Davies e i suoi Kinks si materializzano nel 1967, con la realizzazione di due 45 giri di notevole qualit. In maggio esce Waterloo sunset, un bellissimo brano melodico, con armonie vocali impostate alla Beatles, che sogna di estatici tramonti ; nel luglio seguente la volta della ballata di Death of a clown che conferma i Kinks sempre pi lontani dalle dure matrici RnR degli inizi, con Ray Davies proteso verso

creazioni armoniche e melodiche di grande respiro, ricche di trasporto emotivo, spesso intrise dironia e accompagnate da testi polemici. Lalbum Something else by the Kinks (ottobre 1967) comprende i due singoli citati e riassume lorientamento musicale, dando sfoggio d'equilibrio e sobria eleganza stilistica. Il disco anche lultima produzione di Shel Talmy per ci che riguarda i Kinks. Le ambizioni del gruppo (in particolare di Ray Davies) si orientano insistentemente verso progetti a concetto, come nel caso di Four more respected gentlemen, un lavoro che non viene completato ma offre diversi spunti al successivo album The Kinks are the village green preservation society (Pye-1968). Preceduto, in giugno, dallottimo singolo Days, una composizione di squisito stampo melodico non inserita nella scaletta dellalbum, Are the village green... il primo LP a tema dei Kinks e appare lavoro di transizione, non privo comunque di canzoni degne di menzione quali The last of the steam powered trains, dalle reminiscenze blues, Big sky e la bellissima Animal farm, che unisce cadenze in vago stile Stones a fascinose aperture melodiche e orchestrali. I 33 giri faticano a conservare il successo riscosso dai singoli, anche perch la Pye considera i Kinks gruppo essenzialmente da 45 giri e non promuove adeguatamente gli album.

KINKS

ARTHUR OR THE DECLINE AND FALL OF THE BRITISH EMPIRE (Pye - 1969)

Sul finire del 1968 Davies inizia a lavorare ad unopera commissionatagli da Granada TV sul tema della caduta dellimpero britannico. La stessa emittente rifiuta le composizioni di Davies, che decide di utilizzare il materiale per la produzione del nuovo album dei Kinks. Il disco viene definito opera rock e, allinizio del 69, si colloca tra S.F. Sorrow dei Pretty Things e Tommy dei Who, non possedendo il coraggioso vigore sperimentale del primo, n la razionale lucidit narrativa del secondo. Arthur, con il bassista John Dalton (ex Mark Four) in sostituzione di Pete Quaife, gode di un approccio diretto ed essenziale evitando, come costume di Ray Davies, soluzioni sperimentali e proponendo belle canzoni intrise di amara ironia. La divertita, beffarda nostalgia di Victoria contrasta con la rudezza tematica di Yes sir, no sir, con la triste elegia di Some mothers son e con il duro monito dellesplicita Brainwashed. Australia torna allironia pungente e si risolve in un magistrale arrangiamento che trae spunto da citazioni rocknroll, romanticismo classico e fiati rhythm & blues. Altrove il suono fatica ad emergere a causa di qualche timidezza di troppo, anche se vanno ricordate lagrodolce Shangri-la e lasciutta Mr. Churchill says. Ray Davies da tempo il leader indiscusso, compositore, produttore e immagine dei Kinks, ma al suo interno il gruppo soffre di forti contrasti che, in ogni caso, non ne mettono a repentaglio lesistenza. Nel 1969 i Kinks tornano ad esibirsi negli Stati Uniti dopo il lungo, forzato esilio, esordendo con un concerto al Fillmore East, di spalla agli Spirit.

Nonostante il limitato successo dei 33 giri di recente pubblicazione, Davies insiste con gli album concept ideando nel 1970 lottimo Lola versus the powerman and the moneygoround, di certo uno dei migliori LP dei Kinks che, sfruttando le potenzialit della bella e passionale Lola, li spinge fino al secondo posto in classifica. Lola viene censurata, non per il testo scabroso che narra di unambigua avventura sessuale ma in quanto contiene unallusione alla Coca Cola, che chiede ed ottiene la modifica del verso incriminato. Lalbum presenta contenuti molto polemici ; Davies se la prende con i manager precedenti, con il sindacato musicisti americano (che aveva bandito il gruppo dagli States), con il business musicale in genere. Stilisticamente si nota un deciso ritorno allantico con modi rock semplici ed incisivi, di notevole impatto come nelle spigliate The contender, Rats, Powerman. La sarcastica Top of the pops si avvale di un riff granitico e di una parte centrale che cita Wilson Pickett. Ovviamente non mancano ballate di valore, tra le quali sono da ricordare Strangers e lamara Get back in the line. Al disco collabora il tastierista John Gosling che a maggio diventa il quinto Kinks. Lola tocca lapice qualitativo della produzione dei Kinks e al tempo stesso determina la fine del loro momento doro. Nel 71 Percy lultimo disco inciso per la Pye e un nuovo lavoro a tema, ma la vena non quella solita. Il contratto con la RCA permette ai Kinks un approccio pi marcato alle classifiche americane, pur in assenza di risultati creativi di particolare rilievo.

Dopo la pubblicazione del non eccelso A quick one (1966), allinizio del 67 i Who vanno in tour negli Stati Uniti e in giugno forniscono una memorabile esibizione in occasione del festival di Monterey, mantenendo elevato linteresse nei loro confronti soprattutto per merito delle tumultuose performance dal vivo. Nello stesso anno il gruppo registra il terzo LP The Who sell out, che si propone come uno dei primi esempi di album concept. Il disco, quasi interamente firmato da Pete Townshend, presenta il complesso in ottima forma e savvale di un atteggiamento ambizioso a livello creativo ; il tema affrontato quello della pubblicit, con le canzoni collegate tra loro dai jingles delle radio pirata inglesi, dichiarate fuorilegge proprio in quei giorni. Tra i brani migliori figurano la psichedelica Armenia city in the sky, la melodica Tattoo, I can see for miles, percorsa dai fremiti di una micidiale progressione ritmica, e Rael 1+2, che permette dascoltare alcune embrionali idee poi utilizzate da Townshend per la stesura del fortunato Tommy. Townshend lavora ossessionato dalla volont di realizzare una rock opera a carattere teatrale, che possa rappresentare un contributo definitivo alla storia del rock, e pensa la figura di Tommy, un ragazzo cieco sordo muto, la cui novella parabola del successo, con la crescente esaltazione, lonnipotenza e la rapida decadenza. La pubblicazione del doppio disco, nel 1969, giunge in ritardo rispetto a S.F. Sorrow dei Pretty Things (dal quale Townshend si dichiara fortemente impressionato) e a Arthur dei Kinks, ma il lavoro dei Who supera di gran lunga il successo dei predecessori, a livello di critica e soprattutto per limpatto sul pubblico. Dedicato al guru Meher Baba, influenza di Townshend sin dal 68, Tommy valorizzato da una stesura raffinata e godibile, strutturato quasi a forma di musical, dotato di un solido impianto narrativo che porter lopera ad essere adattata per numerose versioni teatrali e a diventare nel 1974 un film per la regia di Ken Russell. Overture e Underture fungono da necessari collegamenti fra le sezioni del lavoro, a proposta e recupero dei temi salienti. Il brillante strumentale di Sparks, il focoso soul rock di Acid queen, il divertente rocknroll di

Pinball wizard (anche su singolo), con la celebre introduzione alla chitarra acustica di Townshend, sono i brani pi significativi. La progressione epica di Were not gonna take it chiude il disco in un crescendo emotivo, ma alla fine resta la sensazione di una grande occasione persa. In Tommy manca il coraggio dosare, di incrinare e mettere in discussione le certezze strutturali e con questo dare un valore aggiunto al perfezionismo formale che permea lintero lavoro. Solo di rado affiora la rude forza espressiva che rende irresistibili i concerti dei Who e una dimostrazione pratica viene dal magnifico Live at Leeds, dove possibile toccare con mano la consistenza dal vivo di parte del materiale ereditato da Tommy. Rimane un successo di larga portata, a netto rilancio delle quotazioni del gruppo che partecipa da protagonista ai grandi raduni di Woodstock e dellisola di Wight. Il gi citato Live at Leeds (1970) uno dei pi importanti ed esaltanti dischi dal vivo di tutto il rock, presentando i Who cos come sempre avrebbero meritato, nella veste d'irrequieti folletti capaci di scatenare uragani sonori dinaudita energia. Oltre che nelle interpretazioni di alcuni classici del repertorio (My generation a forma di medley con alcuni frammenti prelevati da Tommy, The magic bus e Substitute), il gruppo si esprime ai massimi livelli nella devastante versione di Young man blues, che mette in luce tutte le migliori prerogative delle quali i musicisti dispongono : il magistero ritmico di Townshend, il basso incontenibile di Entwistle, la batteria disordinata ma tremendamente efficace di Moon, la voce sfrontata e potente di Daltrey. Notevoli anche le proposte di Summertime blues (Eddie Cochran) e di Shakin all over (Johnny Kidd and the Pirates).

WHO

WHOS NEXT

(Track - 1971)

Non pago del gran successo di Tommy, Townshend inizia a lavorare ad unopera rock ancor pi complessa ed ambiziosa, dal titolo provvisorio di Lifehouse. Il progetto, strutturato in circa quaranta canzoni, naufraga miseramente ma per fortuna alcuni brani di eccezionale qualit vanno a costituire lossatura del nuovo album Whos next, senza dubbio il miglior disco di studio dei Who, capace di condensare in una manciata di canzoni gli elementi essenziali delle capacit creative di Townshend e in grado di recuperare quellurgenza espressiva, semplice e diretta, che dopo il primo album si era un poco persa per strada. Le tastiere suonate da Townshend introducono sonorit derivate dal minimalismo di Terry Riley, sia su Baba oRiley che su Wont get fooled again, parti estreme del lavoro accomunate da un senso di fiera rassegnazione e disillusione riguardo agli ideali rivoluzionari degli anni Sessanta. Liniziale si stempera in uno stupendo scenario in equilibrio tra Riley e il violino di Dave Arbus, ad est dellEden, mentre la conclusiva trova nella durissima ed amara scorza la propria attrazione fatale. Altro vertice del disco la splendida Behind blue eyes, il cui disagio interiore attraversa con inaudita disinvoltura climi dolcissimi ed improvvisi sfoghi rabbiosi. Bargain secca e tagliente, nella quieta e melodica Song is over e nella solida Getting in tune si pu ascoltare lottimo contributo strumentale di Nicky Hopkins, mentre leggermente inferiori appaiono le rilassate Love aint for keeping e Going mobile, oltre allunica composizione di Entwistle, My wife.

La tensione interna al gruppo elevata : Townshend si conferma il compositore pressoch esclusivo della musica dei Who e Daltrey non disposto ad accettare un ruolo di secondaria importanza. Entrambi, come pure Entwistle, tra il 71 e il 73 iniziano a dedicarsi a progetti individuali, nei quali sfogare liberamente le proprie convinzioni creative. Townshend continua nella ricerca esasperata della perfetta opera rock e nel 73 ci riprova con Quadrophenia (anche in questo caso si arriver alla trasposizione cinematografica), un doppio LP incentrato sulle vicissitudini e sulle incomprensioni di un giovane mod. Il rock asciutto e vibrante di The real me, la spigliata 5 :15 e la drammatica Love, reign oer me sono gli attimi salienti di un lavoro compatto e ben assemblato, che mostra qualche piccolo segno di stanchezza e, in ogni caso, non raggiunge il livello del disco precedente. Da questo momento le prove dei Who si fanno sporadiche e piuttosto stanche. Le ultime cose degne dinteresse si ascoltano nel The Who by numbers (Polydor) del 1975, ancora con la presenza del piano di Hopkins (bella How many friends). Un altro album nel 78 (Who are you) e la morte di Keith Moon, il 7 settembre, mette seriamente a rischio lesistenza del gruppo. La voglia di continuare da parte di Townshend e compagni scarsa, ma ugualmente si provvede alla sostituzione di Moon con la poco convincente assunzione di Kenny Jones, ex Small Faces e Faces. Non pi la stessa cosa, lentusiasmo perso per sempre. Ancora un paio di dischi e poi la fine nel 1982, con successive occasionali reunion che fruttano qualche tour.

Nellambito dei lavori a tema, su basi chiaramente di stampo rocknroll, un pensiero va dedicato agli sconosciuti Fire che nel 1970 pubblicano il loro unico album The magic shoemaker. Il nucleo del gruppo prende consistenza nellinverno del 66 su iniziativa del chitarrista David Lambert, affiancato da Dick Dufall (bs.) e da Bob Voice (bt.), ed inizia ad esibirsi nel circuito londinese dei club sotterranei (Middle Earth, Marquee, Pink Flamingo). Dopo la realizzazione nel 1968 di due singoli che passano inosservati, i Fire (nel gennaio 70) giocano la carta del disco concept, di gran moda a quei tempi, e registrano per la Pye i nastri di The magic shoemaker. Lalbum accusa qualche ingenuit e caduta di tono e si colloca a debita distanza dai pi importanti esempi del genere, ma non privo di belle composizioni e di spunti pregevoli. Tutte le canzoni, come del resto la parte narrativa, sono opera di Lambert e tra le migliori vanno segnalate le grintose Tell you a story, Flies like a bird e lottima ballata di Reason for everything. Per le registrazioni del long playing i Fire savvalgono dellaiuto di Dave Cousins (degli Strawbs) e di Paul Brett (degli Elmer Gantrys Velvet Opera). Questultimo entra per breve tempo, come secondo chitarrista, nellorganico del gruppo per poi costituire una propria formazione (Paul Brett Sage) nella quale finiscono Voice e Dufall. Lambert mantiene in vita il marchio Fire assumendo una nuova sezione ritmica, ma lillusione di poter emergere con la propria musica svanisce rapidamente e nel 1972 il chitarrista entra negli Strawbs del vecchio amico Cousins, al posto del dimissionario Tony Hooper. Con gli Strawbs Lambert registra ben sette album, prima di realizzare nel 79 un disco come solista (Framed).

- 17 In ordine sparso, uno scarno ed eterogeneo manipolo di musicisti che vantano al denominatore una comune origine dalle solide radici del rocknroll pi disinvolto ed intelligente. Terry Reid, ad esempio, pur avendo sviluppato la parte decisiva della carriera negli Stati Uniti personaggio tuttaltro che marginale per la scena inglese. A soli 15 anni cantante e chitarrista nei Redrig e nel 1964 entra nei Peter Jay & the Jaywalkers, che hanno lopportunit di partecipare al tour dei Rolling Stones e di Ike & Tina Turner del 66. Poco prima di sfaldarsi (nellaprile del 67) il gruppo diventa Terry Reid & the Jaywalkers e registra un primo singolo. La mossa successiva di Reid quella di allestire un trio con Eric Leese (ts.) e Keith Webb (bt.), con il quale si esibisce come spalla di formazioni di notevole notoriet (Hollies, Small Faces, Yardbirds, Beach Boys, Jefferson Airplane), costruendosi una buona reputazione. Allinizio del 1968 entra nellorbita del produttore Mickie Most (Jeff Beck, Donovan...) pubblicando in aprile il singolo Better by far. Leese viene sostituito alle tastiere da Pete Solley e il gruppo se ne va in America al seguito dei Cream, conseguendo discreto successo. Per capitalizzare linteresse creatosi sul posto, Reid incide un album negli Stati Uniti con il quale ottiene una buona risposta a livello commerciale. Bang, bang youre Terry Reid mette in mostra le inequivocabili doti vocali di Reid, assieme ad un suono privo di fronzoli imperniato sul lavoro di chitarra e tastiere. Molti brani si risolvono nella forma di ballata, con Reid sempre puntuale nellinterpretazione vocale ; belle sono le versioni di Bang, bang (my baby shot me down) di Sonny Bono, pervasa da improvvise mutazioni di ritmo, e del robusto soul rock di Somethings gotten hold of my heart. La lunga Season of the witch perde il respiro psichedelico delloriginale di Donovan, acquisendo sincere cadenze rock che vivono di luce propria, come accade per laltrettanto lungo e convincente medley che comprende lottima Writing on the wall (forse la miglior composizione di Reid) e loriginale rilettura di Summertime blues. Tra le canzoni a firma di Reid convincono Tinker Taylor (un rhythm & blues progressivo) e Loving time, dove un lucido suono dorgano si mescola allefficacia ritmica della chitarra. Per assurdo lalbum viene pubblicato solo negli Stati Uniti, mentre in Inghilterra reperibile esclusivamente sul mercato dimportazione. Nellestate del 68 Jimmy Page alle prese con la fondazione di un nuovo gruppo che deve nascere dalle ceneri degli ultimi Yardbirds ; gi deciso per il bassista (John Paul Jones) Page cerca di convincere il batterista B.J. Wilson dei Procol Harum e, come cantante, lo stesso Reid. Terry commette un grave errore declinando lofferta, nella speranza di un fulgido futuro come solista, ed proprio lui a consigliare lassunzione dei due Band of Joy, Robert Plant e John Bonham : saranno i Led Zeppelin. La leggenda vuole che, tornato in tour in Inghilterra con Jethro Tull e Savoy Brown, a met del 69 Reid perda una seconda grossa occasione per sostituire il cantante Rod Evans nei Deep Purple. Toccher a Ian Gillan.

La carriera di Terry Reid non riesce a decollare, nonostante la pubblicazione del secondo LP omonimo (Epic-1969) che contiene valide cover di Stay with me baby (Jerry Ragavoy), di Highway 61 revisited (Bob Dylan) e di Superlungs my supergirl (ancora Donovan). A questo punto il cantante si stabilisce definitivamente in USA dove, negli anni Settanta, pubblica altri tre dischi discreti, ma il solo River (Atlantic-1973) ottiene unaccettabile risposta di pubblico.

Gli Spooky Tooth, formazione dallesistenza tribolata e di buon impatto alla fine degli anni Sessanta, hanno le loro radici nei V.I.P., un complesso del 1966 dove si conoscono il cantante / pianista Mike Harrison, il chitarrista Luther Grosvenor, il bassista Greg Ridley e il batterista Mike Kellie. I V.I.P., con i quali suona brevemente anche Keith Emerson prima dellesperienza Nice, pubblicano due singoli e nel 1967 cambiano nome in Art, dedicandosi ad una proposta in linea con la psichedelia dellepoca. Dopo un album (Supernatural fairy tales, Island-1967) e la partecipazione al primo LP degli Hapshash & the Coloured Coat, nellottobre del 67 i quattro simbattono nellorganista americano Gary Wright e danno luogo ad un'ennesima metamorfosi, diventando Spooky Tooth. Con la produzione di Jimmy Miller (Traffic, Rolling Stones) lesordio di Its all about (Island1968, con una dura cover di Tobacco road) confortante, cos come il successivo Spooky two che nel 1969 fissa lo stile del gruppo su una fusione tra R & B e RnR progressivo, con qualche influenza Traffic e una sostanza riconducibile pi ai toni duri dellhard che alla raffinata psichedelia e alla variet stilistica del gruppo di Winwood. Buono lo schematismo del 4/4 di Waitin for the wind, Feelin bad (quasi una risposta ai Traffic) una tipica ballata con riflessi armonici gospel, perfetta per un Joe Cocker ; la versione hard di Evil woman risulta appassionante, guidata dalla pesante chitarra di Grosvenor e sostenuta dallorgano di Wright. Interessanti pure Lost in my dream e la dura Better by you, better than me. Nellaprile dello stesso anno Ridley lascia il gruppo per raggiungere i neonati Humble Pie e il suo posto viene rilevato da Andy Leigh. Il terzo album Ceremony (Island-1970) sperimenta a sorpresa lidea di una messa rock progressiva, con la collaborazione del francese Pierre Henry, riscuotendo buon successo ; gli Spooky Tooth sono per allo sbando per la decisione assunta da Gary Wright di abbandonare il complesso e Harrison, Kellie, Grosvenor, con laiuto di alcuni musicisti esterni tra i quali spicca lorganista Chris Stainton, incidono un ultimo The last puff (Island-1970). Si riparla di Spooky Tooth solo nel settembre del 72 quando Wright e Harrison rifondano il gruppo su basi completamente nuove, con lausilio di Mick Jones (ch.), Chris Stewart (bs.) e Bryson Graham (bt.). Questa formazione incide il valido You broke my heart so...I busted your jaw (Island-1973) che lultimo disco di rilievo degli Spooky Tooth, almeno nelle belle Old as I was born, This time around, Moriah mirate ad un riuscito compromesso tra le esigenze commerciali e il residuo fuoco progressivo che ancora arde. Pi avanti torna il vecchio batterista Mike Kellie e dispiace veder coinvolto il bravo Mike Patto in un disco poco ispirato come The mirror, che nel 1974 chiude definitivamente la storia degli Spooky Tooth. Wright prosegue come solista, con una musica facile e di notevole successo. Kellie resiste alle intemperie punk e nel 1977 si ritrova negli Only Ones. Mick Jones, ultimo chitarrista della formazione, forma con Ian McDonald (King Crimson) i Foreigner, con i quali propone un vendutissimo hard dalle poche pretese artistiche.

Thunderclap Newman, un gruppo del giro Who prodotto da Pete Townshend, vive un attimo di fuggevole gloria nel 1969 quando imbrocca un brano come Something in the air, che sorprendentemente si piazza al primo posto della classifica inglese. Si tratta di una bella canzone dallampio respiro melodico, valorizzata da un misurato arrangiamento orchestrale che non nasconde loriginalit dello stile del gruppo. Il trio composto da Andy Newman alle tastiere, un ex impiegato postale di quarantanni che si diletta a suonare il piano jazz e ragtime, dal giovanissimo chitarrista scozzese Jimmy McCulloch, scoperto da Townshend mentre suona al Middle Earth con il suo complesso One In A Million, e dal batterista / cantante John Speedy Keen, con allattivo una collaborazione con John Mayall e autore della bella Armenia city in the sky inclusa dai Who nellalbum Sell out. Il secondo 45 giri Accidents interessante, ma poco adatto al ruolo di singolo e non ripete il successo di Something in the air. Lunico album Hollywood dream (Track-1969) risulta valido, ma non vende. Il divertimento ragtime di Hollywood 1 e lesotismo percussivo di Hollywood 2, Wild country, con Newman che simpegna ad oboe e flauto, e la discreta cover di Open the door, homer (con il consueto inserto ragtime - Dylan, dal bootleg di Great white wonder) dimostrano che i Thunderclap Newman sono in grado desprimere qualcosa di pi rispetto al rocknroll di base. Ancora, The reason decisamente bella con quellincedere risoluto, tipico delle ballate in stile Townshend, impreziosita dal pregevole lavoro alle chitarre di McCulloch. Viene pubblicata anche su singolo ma nessuno se ne accorge e al gruppo non resta che la scelta di un rapido scioglimento, nel 1970. Keen e Newman producono alcuni dischi come solisti, mentre McCulloch suona, tra gli altri, con Stone the Crows e i Wings di Paul McCartney.

Un pensiero per David Bowie non fuori luogo, in questo contesto. Per il Bowie del primo periodo, quando il musicista ancora si agita nei meandri dellunderground alla ricerca di unidentit definita, che del resto mai riuscir (e vorr) trovare. Proprio il disinvolto trasformismo alla base del suo immane successo commerciale, essenza fondamentale per un artista sempre in grado di riproporsi a seconda (o incurante) delle mode di passaggio. David Robert Jones, in arte Bowie, tra il 63 e il 65 fa esperienza in gruppetti beat e rhythm & blues come i King Bees, i Manish Boys (un singolo prodotto dal noto Shel Talmy, nel quale suona il giovanissimo sessionman Jimmy Page), i Lower Third (suonano spesso al Marquee con gli High Numbers, poi diventati Who). Nel 1966 escono i primi due 45 giri a nome David Bowie, entrambi pubblicati dalla Pye, e nel 67 altri singoli per la Deram, oltre allomonimo album desordio che passa del tutto inosservato. Bowie entra come mimo nella compagnia di Lindsay Kemp e vi rimane per tutto il 1968 ; unesperienza molto importante, messa a frutto dal cantante negli anni Settanta quando affina le proprie capacit sceniche, dando vita ad una serie di fantasiosi personaggi di gran presa sulla scena rock.

La svolta della carriera di Bowie avviene nel luglio 69 con la pubblicazione del singolo Space oddity, un brano melodico ed accattivante ispirato al film 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick. Il successo della canzone permette la pubblicazione di un secondo LP, anchesso omonimo (Philips-1969), ma solo nel 1970 inizia a prendere consistenza una precisa linea artistica. Tony Visconti diventa il manager del cantante e nascono gli Hype, con lo stesso Visconti (bs.), John Cambridge (bt.) e soprattutto Mick Ronson (ch.) ; per il nuovo album The man who sold the world entra nel gruppo il batterista Mick Woodmansey, che successivamente con Ronson sar negli Spiders From Mars. The man who sold the world non certo lalbum migliore di Bowie, nemmeno il pi bello e piacevole, ma lunico dellintero catalogo ad ostentare con convinzione la sua natura sotterranea, disponendo ritmo ed elettricit senza curarsi troppo di subdoli calcoli commerciali. Musica ingenua, se si vuole, soluzioni semplici, una voce innamorata di Dylan e le chitarre di Ronson dispiegate al vento come nelle crude Running gun blues e She shook me cold, come nel vortice di Saviour machine. The width of a circle il brano pi ambizioso, con linsinuante melodia che raccoglie per strada tutti gli scampoli delettricit disponibili e si chiude con la citazione del Zarathustra di Richard Strauss (curiosamente la stessa conclusione poi riservata alla celebre Life on Mars ?, sullellep di Hunky dory). C spazio per momenti meno convulsi, anche se le sinistre trame di After All e il sapore decadente della title track contribuiscono ulteriormente ad elevare la tensione sonora. Nel 1971 Hunky dory vede per la prima volta insieme Ronson, Woodmansey e il bassista Trevor Bolder, che poco dopo diventano i Ragni di Marte. Al disco partecipa Rick Wakeman (al piano) che in quei giorni sta passando dagli Strawbs agli Yes. Hunky dory stabilisce definitivamente i connotati del timbro vocale di Bowie e musicalmente ammorbidisce i toni, attingendo da certo folk melodico ; il bersaglio centrato in pieno, visti i successi di Changes e della ballata di Life on Mars ?, ma non si tratta dello stesso musicista del disco precedente. Lultimo contributo al mondo musicale alternativo avviene nel 1971, con lesibizione alla festa del Glastonbury Fayre; Bowie concede ai compilatori del triplo album che celebra levento la discreta The supermen, in una versione di studio diversa da quella compresa su The man who sold the world. Poi il trasformismo prende la mano, Bowie diventa Ziggy Stardust con la pubblicazione di The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (Rca-1972) e di Aladdin sane (Rca-1973), non privi di spunti validi nellambito di un rock facile e edulcorato. Il 7 luglio del 73, in occasione di un concerto londinese, con abile mossa pubblicitaria Bowie pone fine alla breve ma redditizia epopea di Ziggy Stardust, riciclandosi come Duca Bianco su territori soul rock. Arriver alle pregevoli sintesi elettroniche di Low e Heroes (1977, con Fripp e Eno), per dedicarsi in seguito a discutibili soluzioni dance.

I Mott The Hoople, infine. Nella parte conclusiva degli anni Sessanta Mick Ralphs (ch.v.), Overend Watts (bs.), Verden Allen (or.), Dale Griffin (bt.), con il cantante Sean Tippens, si propongono come Silence. Allinizio del 1969 il gruppo si trasforma in Mott The Hoople e cambia cantante, con lavvento di Ian Hunter.

Il primo album omonimo, registrato nel luglio 69 con la produzione di Guy Stevens, risulta il pi fresco e creativo, svariando da Dylan ad un rock molto vicino allhard. You really got me dei Kinks resa in una dura versione strumentale, che si stempera nel classico stile dylaniano (tradito sin dallimpostazione vocale di Hunter) dellottima At the Crossroads, un brano del texano Doug Sahm. Backsliding fearlessly e Laugh at me (altra cover, questa volta di Sonny Bono) presentano un incedere simile, ma in aggiunta la seconda possiede un finale elettrizzante. Lo stile del gruppo ampiamente interessato da connotati hard, come dimostra la piacevole Rock and roll queen ; punto focale dellalbum appare la bellissima Half moon bay, solcata da placide ed ammalianti onde melodiche controllate da un Hunter ispirato. Mott The Hoople riceve una buona accoglienza da parte della critica, ma le vendite non sono esaltanti ; la stessa cosa capita ai successivi album Mad shadows (1970), Wild life (1971) e Brain capers (1971), tutti incisi per la Island. Il gruppo entra in crisi ma un illustre fan, David Bowie, li aiuta in modo decisivo scrivendo per loro All the young dudes, una canzone che raggiunge il terzo posto in classifica nel 1972. Il brano, una bella melodia tipica dello Ziggy Stardust di quei tempi, diventa il pezzo guida del nuovo LP che porta lo stesso titolo (Cbs-1972), nel quale Bowie suona il sax, arrangia parte del materiale e si occupa della produzione. Tra le canzoni spiccano la versione di Sweet Jane (Velvet Underground) e numerosi episodi che spostano la musica del gruppo su lidi chiaramente hard, con qualche strizzatina docchio ai Rolling Stones (Sucker, One of the boys, Ready for love). Verden Allen abbandona per formare i Cheeks e la formazione prosegue come quartetto, registrando allinizio del 73 il long playing Mott (Cbs - luglio 73), il miglior album del nuovo corso. Al disco, che presenta una buona variet di temi, partecipano Paul Buckmaster (vc.), Graham Preskitt (vi.) e Andy Mackay dei Roxy Music (sax.), e tra le canzoni emergono durissimi hard rock (All the way from Memphis e Drivin sister), ballate dai toni contenuti e decadenti (Hymn for the dudes e Ballad of Mott The Hoople), loriginale ed intraprendente Violence e la composita Im a cadillac / El camino Dolo Roso. Il successo assicurato ma a sorpresa Ralphs lascia il gruppo per raggiungere Paul Rodgers nella Bad Company, con Boz Burrell e Simon Kirke. Il suo posto viene ereditato da Luther Grosvenor (ex Spooky Tooth, sotto lo pseudonimo di Ariel Bender) ed entra anche lorganista Morgan Fisher (dai Love Affair). Ancora due album, The Hoople (Cbs-1974) e lottimo Live (Cbs-1974), ricavato da due concerti tenuti a Londra e New York, e alla fine del 74, con lingresso del chitarrista Mick Ronson (gi con Bowie), il gruppo sembra pronto per nuove imprese, quando Hunter decide di porre fine allavventura dei Mott The Hoople per intraprendere una buona carriera solista.

Pi Duro di tuo Marito


i miti e le illusioni dell'hard rock inglese

Quante volte, ascoltando un brano di musica hard, abbiamo rischiato di cadere in una crisi di euforica epilessia, presi dalla potenza liberatoria del suono ; quante volte, con atteggiamento freddo e distaccato, ci siamo accorti di presenziare a strutture sonore banali e risapute, dassistere a fenomeni iconografici pi pacchiani che oltraggiosi. In fin dei conti, proprio a questo vizio originario, a questo dubbio storico, che paga il pedaggio gran parte della critica di settore, spesso incapace di (o forse non interessata a) separare il buono dal cattivo, di attribuire al fenomeno una valutazione serena e al di sopra delle parti. Da un lato i sostenitori a tutti i costi del verbo metallico, capaci daccettare le esasperazioni pi allucinanti, dallaltro il gruppo dei colti, convinto che dietro alla facciata di sudore e rumore si celi il nulla intellettuale. A ben guardare, sono entrambi atteggiamenti che nascondono una lunga teoria di luoghi comuni. Nonostante tutto, lhard rock inglese vanta nobili radici, riconducibili al fenomeno del British blues, allHendrix quadrato e vigoroso, agli alfieri della musica post beat pi ispida che mal digerivano il neoclassicismo inaugurato dai Beatles (Rolling Stones, Who, Pretty Things). Lo stile si consolida definitivamente con il blues roccato alla massima potenza dei triangoli classici dei Cream e dellExperience, esplicitandosi in toni oramai prossimi al suono pi duro in occasione dei primi lavori del gruppo di Jeff Beck e dellesordio dei Led Zeppelin. Un crescendo di soluzioni, sempre pi tese ed ossessive, porta alla coniazione di un linguaggio caratterizzato da un suono violentemente fisico e possente, fortemente coinvolgente e altrettanto costringente, destinato a canalizzarsi in aridi rivoli di musica ripetitiva, che a lungo andare paga lessenza della propria natura con la perdita di quella freschezza dinamica che appare come la componente originaria di maggior attrazione. In questo panorama non mancano situazioni tristi ed incresciose, esecutori di musica priva di fantasia e di qualit trascurabile, ma neppure ci si deve dimenticare di coloro, grandi e piccini, che hanno avuto il merito doffrire una versione credibile e, perch no, progressiva del suono pi duro della roccia.

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Innanzi a tutti, i Led Zeppelin. Se il primo album della formazione fornisce uninterpretazione estrema del rock blues pi duro in voga allepoca, restando in ogni caso saldamente ancorato allidioma originario, il seguente lavoro Led Zeppelin II (pubblicato nellottobre 1969) non conosce compromessi e stabilisce, in via definitiva, le modalit del loro personale e godibile hard rock.

LED ZEPPELIN

LED ZEPPELIN II

(Atlantic - 1969)

Whole lotta love si apre con il riff tagliente della chitarra di Page, una sorta di tema blues sviluppato a velocit supersonica ; limmediato raddoppio del basso di Jones, lenfatico fraseggio di Plant e il dirompente ingresso dei tamburi di Bonham producono una tensione crescente ed avvolgente. Incubi, lacerazioni, selvaggi vocalizzi orgasmici, stacchi mozzafiato, assoli lancinanti. E la sigla di un modo imperioso, estremo ed implacabile di concepire, plasmare ed esternare gli ultimi residui della cultura blues. Lunico brano che si avvicina allo stile dellalbum desordio The lemon song, uno spesso power blues dominato dalla chitarra di Page. Heartbreaker sospinge gli Zeppelin verso lhard pi arcigno, pompato dal basso e dalla perentoria batteria, con la chitarra che produce riff poderosi e un iperbolico solismo ; la tremenda forza durto si placa nellorecchiabile Living loving maid (shes just a woman), carina ma nulla pi. What is and what should never be giocata sul contrasto tra un raffinato blues da night club e violente frasi hard, cos come Ramble on, un brano molto importante per levoluzione futura della musica dei Led Zeppelin, muove in territori a mezza strada tra il folk acustico e lesuberanza elettrica tipica del gruppo. Discreta Thank you, ballata di vaga ispirazione folk segnata dallorgano di John Paul Jones, mentre Moby Dick offre loccasione a Bonham per scuotere le pelli della batteria a mani nude. La conclusiva Bring it on home, introdotta da un noto blues di Willie Dixon (stranamente non citato tra gli autori della canzone), si scatena nel solito turbinio ritmico selvaggio ed assordante. Il successo dellalbum eccezionale, con il primo posto di classifica in Inghilterra e Stati Uniti ; la strada da seguire, facile e priva di rischi, quella di ripetere gli schemi e bissare i risultati di vendita. Invece no ; laddove altre formazioni longeve dellhard inglese (Deep Purple, Uriah Heep, Black Sabbath) puntano ad una standardizzazione del suono i Led Zeppelin, pur senza mutare le caratteristiche di uno stile di base gi ben definito, cercano di divincolarsi da questa facile ma creativamente penalizzante equazione, attingendo di volta in volta a matrici tra le pi disparate. Lesempio eclatante arriva con il notevole Led Zeppelin III, pubblicato nellottobre del 1970. Nel primo lato del disco il gruppo d dimostrazione di notevole eclettismo, mettendo a confronto con disinvoltura i diversi aspetti della propria musica : liniziale Immigrant song, uno dei brani classici del repertorio, dal ritmo sincopato, incessante, che pare travolgere ogni ostacolo, sorvolato dagli agghiaccianti vocalizzi di Plant - lacustica Friends, costruita su strane armonie ed intriganti arrangiamenti darchi - il robusto rocknroll di Celebration day, con il consueto gran lavoro di Page alle chitarre.

Since Ive been loving you, magnifica e inattesa, un lungo blues dominato da una chitarra brillante e incisiva, sottolineato dallorgano e sostenuto dalla poderosa batteria, con una sofferta interpretazione di Plant che conferma le sue indiscutibili doti vocali. E un grande omaggio alla tradizione blues, a precisazione di quali sono le originarie radici dei Zeppelin. Out on the tiles offre limpatto di un accettabile pezzo hard e chiude la parte elettrica del disco. La seconda facciata quasi completamente acustica con la saltellante Gallows pole, le ballate di Thats the way e Bron-y-aur-stomp ; c anche spazio per una dedica, non proprio memorabile, a Roy Harper (Hats off to Roy Harper), amico di vecchia data di Page. Tangerine stupenda, commovente nostalgia dellestasi di una tarda psichedelia folk che rapisce il cuore. Il risultato commerciale non cambia : primo posto ovunque. Nel novembre 1971 la volta del quarto LP, che curiosamente non presenta alcun titolo ; per praticit duso (e senza troppa fantasia) scegliamo di chiamarlo Led Zeppelin IV. Il gruppo ormai un'istituzione della scena rock mondiale e limpressione che sottiene ascoltando il quarto album quella di musicisti alla ricerca di risultati definitivi sul piano artistico. La cosa riesce solo in parte, di certo nella fantastica Stairway to heaven che si evolve allinterno di unincantata sospensione generata dai delicati arpeggi dellacustica di Page e dal canto confidenziale di Plant. La tensione sale con lingresso della batteria e, al culmine, le chitarre (come squilli di fanfara che annunciano limminente battaglia) si lanciano in un memorabile assolo, a conclusione di un capolavoro assoluto del concetto di ballata hard. Altro vertice del disco il Black dog dapertura, dove lintroduzione vocale e il riff convulso e complicato della chitarra devono non poco alla Oh well di Peter Green (come ha modo di affermare lo stesso Page). Notevole appare la suggestiva versione di When the levee breaks, un vecchio blues di Memphis Minnie ristrutturato secondo i progetti dellarchitetto Page che crea appassionanti intrecci utilizzando la tecnica bottleneck, ben coadiuvato dal recupero delleredit blues, garantito dallarmonica di Plant, e dallo stile percussivo devastante di Bonham. Il resto dellalbum non risulta altrettanto convincente. Piace Rock and roll, esplicita sin dal titolo, ideale apripista per le esibizioni dal vivo, e si salva lossessionante Four sticks, sorretta da unincessante reiterazione armonica. In The battle of evermore compare la voce di Sandy Denny che dialoga con Plant, ma limpianto folk del brano non persuade del tutto e anche altri episodi rimangono in un limbo di aurea mediocrit. Il successo appare inarrestabile (a tuttoggi IV uno dei dischi pi venduti della storia del rock), rinnovato e suggellato grazie allefficacia dellattivit concertistica del gruppo ; il quinto LP Houses of the holy (Atlantic-marzo 73) non fa eccezione, anche se qualcosa nei meccanismi sonori dei Led Zeppelin non funziona come ai bei tempi. Il materiale, almeno in parte, piuttosto buono : la ritmata The song remains the same, le soffuse atmosfere di The rain song e della notevole No quarter, la bella Over the hills and far away, il discreto hard di The ocean, ma in generale le interpretazioni non brillano, mostrando qualche segno di stanchezza. Il gruppo decide di allentare la presa, dal luglio 73 al gennaio 75 evita di esibirsi dal vivo e nel 1974 si dedica alla preparazione del materiale da utilizzare per il nuovo 33 giri. Previsto sulla doppia distanza e pubblicato allinizio del 75 per la personale neonata etichetta Swan Song, Physical graffiti introduce alcune novit nella musica e rilancia lentusiasmo strumentale dei Led Zeppelin. Tra laggressivit di Custard pie e la contagiosa nostalgia di Ten years gone si snodano le lunghe e complesse In my time of dying, che raggiunge unenfasi

ritmica devastante, Kashmir, con convincenti orchestrazioni di sapore orientale, In the light, che passa senza problemi da tonalit leggere ed ariose ad implacabili cadenze metronomiche. E lultimo grande impegno discografico dei Led Zeppelin che nel 76 tentano di ripetersi con Presence (Swan Song-1976) il quale, sia pur distante dallelevata media qualitativa del disco precedente, contiene lappassionante cavalcata chitarristica di Achilles last stand e qualche altra canzone degna dapprovazione (For your life, Nobodys fault but mine). Nello stesso anno il gruppo d alle stampe il doppio dal vivo The song remains the same (Swan Song - parziale colonna sonora di un film concerto, tra i pi famosi del genere), registrato in occasione di una serie di spettacoli tenuti nel luglio 1973 al Madison Square Garden di New York. Purtroppo i Led Zeppelin non sono colti in alcune delle migliori esibizioni della loro lunga storia on stage e, a parte una splendida versione di No quarter, il materiale proposto non rappresenta in modo esaustivo le grandi potenzialit live del gruppo. Ancora oggi si attende una pubblicazione ufficiale che faccia giustizia in tal senso. Gli ultimi giorni dei Led Zeppelin sono anche i pi controversi : lalbum del 79 In through the out door (Swan Song) risulta in buona parte deludente e la morte di John Bonham, nel settembre del 1980, chiude per sempre lavventura esaltante ed imprescindibile della formazione di Jimmy Page.

La carriera dei Deep Purple attraversa varie fasi storiche, contraddistinte dalla presenza di diversi organici, che riflettono almeno due momenti fondamentali e ben distinti della loro produzione discografica. Nella parte iniziale della carriera, tra il 68 e il 69 con la formazione originaria, il gruppo produce tre discreti album dal contenuto estremamente eterogeneo, in bilico tra hard rock, soluzioni progressive e tardo psichedeliche, versioni di brani famosi, senza riuscire a definire con precisione il proprio stile. In una seconda fase, che decorre dal 1970 e comunemente viene contrassegnata dalla sigla Mark II, i Deep Purple raggiungono lapice della notoriet realizzando i lavori classici del repertorio e stabilendo con estrema chiarezza uno stile immediatamente riconoscibile. I successivi cambiamenti dorganico, dal 1973 in avanti, modificano esclusivamente le sfumature, i particolari di un suono gi abbondantemente definito e pesantemente sfruttato sul piano commerciale. Dal 1964 al 1967 Jon Lord organista negli Artwoods, un complesso rhythm & blues fondato dal cantante Art Wood (fratello del noto Ron) che comprende pure il batterista Keef Hartley. Dopo aver registrato alcuni singoli e un album nel 1966, Hartley preferisce continuare con John Mayall e gli Artwoods si trasformano, senza fortuna, in St. Valentines Day Massacre. In seguito ad una brevissima parentesi con i Santa Barbara Machine Head (assieme a Ron Wood, Kim Gardner e Twink - tre soli brani allattivo) Lord si ritrova nei Flowerpot Men, dove conosce il bassista Nick Simper con il quale poi forma i Roundabout. In organico presente anche il chitarrista Ritchie Blackmore, reduce da una breve esperienza con i Trip (si, proprio la formazione anglo - italiana di Joe Vescovi). Dalla fusione tra musicisti dei Roundabout (Lord, Blackmore, Simper) e dei Maze (gruppo nel quale militano il batterista Ian Paice e il cantante Rod Evans) nascono nel marzo 1968 i Deep Purple.

Il complesso esordisce con un singolo che presenta una bella versione hard soul di Hush, un brano di Joe South, che in estate ottiene un insperato successo negli Stati Uniti. I Purple colgono loccasione al volo e si recano in tour negli USA, di supporto ai Cream. Lottimo risultato di Hush rimane per isolato e i tre album pubblicati tra il 68 e il 69 non riescono ad andare oltre un tiepido interesse da parte del pubblico inglese. Del resto i Deep Purple faticano oltremodo nellelaborare trame sonore originali di un certo valore e si affidano in larga misura alla proposta di cover di brani celebri. Sul primo LP Shades of Deep Purple (Parlophone-1968), oltre a Hush, sono comprese le discrete Im so glad (Skip James), gi provata dai Cream sul loro album desordio, Help (Beatles), in una versione rallentata percorsa da fremiti hard e vaghe sfumature soul, Hey Joe (portata al successo in Inghilterra da Hendrix), caratterizzata da un ritmo di Bolero e climi spagnoleggianti. Nella musica dei primi Deep Purple si nota unevidente preminenza delle tastiere di Lord sugli altri strumenti, ribadita anche su The book of Taliesyn (1969), con il quale la EMI gira il gruppo alla nuova etichetta progressiva Harvest. Tra i brani originali appare discreta la strumentale Wring that neck, mentre Anthem accampa troppe pretese in una volta sola. We can work it out dei Beatles davvero poco ispirata ; le cose vanno meglio con lelaborata versione di River deep, mountain high, che comunque fatica a reggere il confronto con loriginale di Ike & Tina Turner e con lottima cover dei New Animals. La direzione musicale del terzo album Deep Purple (Harvest-1969) resta saldamente nelle mani di Jon Lord e il disco registra un maggior impegno compositivo da parte del gruppo, dal momento che lunica rilettura inserita una sognante versione di Lalena di Donovan. I brani migliori sono il dinamico Chasing shadows, per percussioni ed organo, Blind (una composizione di Lord che adotta soluzioni barocche con tanto di clavicembalo, dotata di una buona struttura lirica) e The painter, registrato in diretta, che concede pi spazio a Blackmore cercando la via dellimmediatezza, in anticipo sui modi a venire. Per un attimo ci si dimentica dei progetti ambiziosi di Lord, ma solo fino alla suite in tre parti di April, dove il tastierista sfoga la sua visione classica del rock con lausilio di una piccola formazione da camera comprendente flauti, oboe, clarinetti ed archi. Nel luglio del 1969 Rod Evans e Nick Simper lasciano il gruppo ; il cantante entra nei Captain Beyond, senza fortuna, e poco meglio riesce a fare Simper con i discreti Warhorse e poi con gli oscuri Fandango. La celebre Mark II dei Deep Purple prende consistenza subito dopo, con lingresso in organico di due ex componenti degli Episode Six, una formazione di scarso successo (un briciolo di notoriet solo in Libano !) ; i nomi sono quelli del cantante Ian Gillan e del bassista Roger Glover. In apparenza nulla cambia nelle strategie del gruppo, dal momento che i Deep Purple simpegnano nella realizzazione di un ambizioso concerto rock per gruppo ed orchestra sinfonica, composto nellarco di tre mesi dal solito Lord e messo in pratica il 24 di settembre con uno spettacolo tenuto alla Royal Albert Hall, alla presenza della Royal Philarmonic Orchestra (Concerto for group & orchestra, Harvest-1970).

DEEP PURPLE

IN ROCK

(Harvest - 1970)

I primi sintomi di un radicale cambiamento di stile sono annunciati dal singolo di Black night, che nel giugno del 70 riesce finalmente a conquistare le classifiche inglesi. Il nuovo 33 giri In rock sancisce definitivamente le intenzioni.

Il caos, la frenesia esplosiva, le brusche accelerazioni del rhythm & blues al tritolo di Speed King in pochi minuti spazzano via i residui e le incertezze del passato. Lo spazio per la chitarra di Blackmore notevolmente aumentato, Lord si limita a rifiniture ritmiche e a sprazzi solistici pi controllati, in sintonia con lhard rock del gruppo. La ritmica potenziata dal plastico basso di Glover e Gillan mostra una forza ed unesuberanza vocale sconosciute a Evans. Gli ultimi spasmi di Speed King lasciano strada al devastante riff della chitarra in Bloodsucker ; musica creativa, originale, trascinante, in apparenza libera dosare. Non possiede la variet dei toni, le sfumature, la poliedricit che rendono inarrivabile lhard dei Led Zeppelin, ma funziona. Child in time presenta unintroduzione dal sapore orientale copiata da, o quantomeno identica a, Bombay calling (dal primo album dei californiani Its a Beautiful Day). Non importa, il brano si evolve autonomamente con buona lucidit dintenti e diventa un classico del repertorio dei Purple. Into the fire ha un bellincedere ritmico e un riff accattivante, Flight of the rat durissima, compatta, cos come le meno brillanti Living wreck, che a tratti furbeggia alla Grand Funk, e Hard lovin man, dove savverte puzza di bruciato, dopo soli quaranta minuti scarsi il sapore di cose gi ascoltate. Il disco vende pi di un milione di copie e forse il problema sta tutto qui. Il nuovo Fireball (Harvest-1971) manca di un vero pezzo guida e ricalca la matrice di In rock, senza possederne lesuberanza e limpatto travolgente. Discrete, ma con riserva, la title track e The mule, e non mancano alcune pesanti cadute di tono, le modeste Demons eye e Anyones daughter che davvero non si capisce dove vogliano andare a parare. Che poi lalbum finisca al primo posto della classifica sorprende relativamente poco (cos va il mondo) ; il successivo Machine head (Purple-1972) rende ancora meglio ad un gruppo che, ormai ricco e famoso ovunque, si pu permettere la fondazione di unetichetta discografica privata, la Purple. Anche Machine head non sposta di una virgola lo stile dei Deep Purple, ma contiene almeno due classici del repertorio quali Highway star e la celeberrima Smoke on the water, dimostrandosi nel complesso nettamente superiore allalbum precedente. In ogni caso meglio rivolgersi a Made in Japan, doppio album registrato dal vivo in Giappone nellagosto del 72, che risulta essere una buona antologia live con graffianti interpretazioni di brani famosi e qualche lungaggine di troppo (Space truckin e il non indispensabile solo di batteria su The mule). Alla Mark II resta la forza di registrare un ultimo, stanco, Who do we think we are ! (Purple1973), e, dopo un concerto giapponese a Osaka, nel giugno 73 Gillan e Glover si defilano per lavorare a progetti solistici. Un nuovo cantante, David Coverdale, e lex bassista dei Trapeze, Glen Hughes, permettono ai Deep Purple di realizzare i due album del 1974, Burn e Stormbringer, prima dellabbandono di Ritchie Blackmore (aprile 75) che allestisce la formazione dei Rainbow. Al suo posto arriva lamericano Tommy Bolin, gi con Zephyr e James Gang, per lultimo LP Come taste the band (1975). I Deep Purple si sciolgono nel luglio del 1976 ma non si tratta di una mossa definitiva, visto che negli anni Ottanta la Mark II si riunisce per lincisione di alcuni vendutissimi album. E fumo sullacqua...o meglio negli occhi.

Gruppo tra i pi controversi, agli inizi osteggiato e a volte ridicolizzato dalla critica musicale, in tempi recenti riscoperto ed elevato al rango di influenza essenziale da parte di numerosi complessi grunge e heavy metal, i Black Sabbath vanno considerati tra gli iniziatori e i massimi esponenti di una corrente dark sviluppatasi nel rock degli anni Settanta. A differenza di Led Zeppelin e Deep Purple, formazioni composte da strumentisti di notevole livello tecnico, i Black Sabbath puntano tutto nella cocciuta ricerca di una musica dal timbro originale, compromessa con aspetti legati allocculto e a sentimenti attratti dal polo negativo, evitando di lanciarsi in improbabili virtuosismi individuali. Quanto di sinceramente arcano si cela nella musica dei Black Sabbath e quanto dovuto alla necessit di stupire, di pubblicizzare il prodotto, pu benissimo essere oggetto di studi filosofici da parte dei soliti benpensanti (con le loro prove schiaccianti !), purch non si voglia cogliere a tutti i costi loccasione, con una scusa o uninquisizione, per cancellare con un colpo di spugna ci che procura fastidio e va contro il tetro (quello si !) concetto di normalit quotidiana. I Black Sabbath nascono a Birmingham verso la fine del 1969, dalle ceneri degli Earth. Il chitarrista Tony Iommi e il batterista Bill Ward provengono da un gruppo chiamato Mythology, mentre il cantante Ozzy Osbourne e il bassista Geezer Butler iniziano con i Rare Breed. Osbourne, prima dentrare negli Earth, suona anche con i Magic Lanterns che nel 69 pubblicano un album, ottenendo un attimo di notoriet con il brano Shame shame. Tutto rischia di andare in fumo quando Iommi viene convocato da Ian Anderson per sostituire Mick Abrahams nei Jethro Tull, ma dopo pochi giorni di prove lincompatibilit tra i due musicisti si rivela incolmabile e il chitarrista torna sui suoi passi per dedicarsi ai Black Sabbath.

BLACK SABBATH

BLACK SABBATH

(Vertigo - 1970)

Un temporale, rintocchi di campana a morto, un tuono libera unagghiacciante cascata di dure vibrazioni metalliche partorite dalla chitarra di Iommi. La voce di Osbourne asfissiante, spettrale ; il suono avvolgente, plumbeo, gravido dinquietudine non concede distrazioni. Black Sabbath il manifesto programmatico del gruppo e si capisce perch, prima di venire accettati dalla Vertigo, Iommi e compagni sono costretti a sopportare ben quattordici rifiuti da parte di altrettante etichette discografiche. The wizard rompe il grave peso e s'inerpica su possenti strutture di derivazione blues, mentre Behind the wall of sleep costruita su impietosi riff carichi di oscuri presagi e convince per la capacit di mutare ritmi e modalit. Evil woman si accomoda su argomentazioni vicine ai territori del rocknroll, subito zittita dalle atmosfere da film dellorrore di Sleeping village, con la chitarra che si contorce, sallunga e si contrae sugli spasmi del ritmo. In N.I.B. e in Warning (un pezzo di Aynsley Dunbar) Osbourne si produce in performance efficaci ed originali e la chitarra di Iommi esprime tonalit cupe, appare veloce, precisa ; la sezione ritmica a suo modo virtuosa, con Butler a disegnare linee pesanti ma sufficientemente elastiche e Ward che si dimostra capace di raffinatezze, in grado di donare alla struttura granitica delle canzoni sfumature poco appariscenti ma indispensabili. Registrato in due giorni, nel febbraio 1970, senza produzioni faraoniche e in completa autonomia creativa, Black Sabbath desta al tempo numerose e pretestuose polemiche riguardo a presunte accelerazioni dei nastri con le parti di chitarra, e sono in molti a deridere il

complesso a causa delle prime caotiche esibizioni dal vivo, ma il disco lascia un segno indelebile generando discreto interesse tra il pubblico. Il fortunato 45 giri di Paranoid (un rocknroll scuro e compresso, destituito di ogni apparenza di divertimento) proietta i Black Sabbath ai vertici delle classifiche di vendita, trascinando al successo anche il secondo album. Nel settembre del 70, Paranoid riassume, sintetizzandoli e rendendoli canonici, i caratteri del loro stile, fissando i confini della musica del gruppo. Si nota, in generale, qualche forzatura di troppo, nel tentativo dottenere una consistenza sonora drammatica e negativa (Iron man, Electric funeral) ; ci che sul primo LP pare sgorgare da una reale esigenza espressiva, nel nuovo lavoro opera dellinsistenza, della voglia di stupire e consolidare sul mercato il proprio marchio di fabbrica. In ogni caso, non mancano brani importanti come War pigs, dalla scorza hendrixiana, Hand of doom, con una spigliata parte centrale, Fairies wear boots, costruito su uninsinuante linea chitarristica. Nel luglio 1971 Master of reality (Vertigo), pur introducendo alcuni frammenti acustici, non riesce a rinnovare il suono e si crogiola nella routine di lusso della granitica Sweet leaf e delle grintose After forever, Children of the grave, Into the void. Sembra linizio di una precoce decadenza creativa ma il Vol. IV del settembre 72 rialza la testa, per un attimo, quanto basta a produrre una manciata di piccoli classici dellhard inglese quali la lunga ed articolata Wheels of confusion, le concise e aggressive Tomorrow dream, Supernaut, Cornucopia e, in particolare, Snowblind, che si posiziona ai vertici del loro personale rock duro sfoderando una cadenza micidiale. E lultimo sussulto. Da Sabbath bloody Sabbath (Vertigo-1973) in avanti la storia ancora lunga, ma certamente meno interessante.

I Gods sono una buona ma poco considerata formazione, che opera nel panorama della seconda met degli anni Sessanta, nota soprattutto per aver ospitato nelle sue fila alcuni musicisti destinati agli onori delle cronache nel decennio seguente. Il primo nucleo, nel 1965, comprende Ken Hensley (ts.ch.v.), Mick Taylor (ch.), John Glascock (bs.) e Brian Glascock (bt.) ; nel giugno del 67 Taylor entra nei Bluesbreakers di John Mayall e pi avanti succede a Brian Jones nei Rolling Stones. Hensley coglie loccasione per ristrutturare il complesso con il chitarrista John Konas, il bassista Paul Newton e il batterista Lee Kerslake. Anche questa edizione del gruppo dura poco perch Newton preferisce andare con gli Spice (nucleo che anticipa la nascita degli Uriah Heep), sostituito da tale Greg Lake che, a sua volta, resta fino allestate del 68 per poi raggiungere i neonati King Crimson (inizio 69). Il controverso ruolo di bassista viene nuovamente e definitivamente ricoperto da John Glascock e il quartetto ha modo dincidere e pubblicare due discreti LP, Genesis nel 1968 e To Samuel a son nel 1969 (entrambi per la Columbia), oltre ad alcuni singoli. I Gods sono autori di un rock brioso, senza troppe pretese ma neanche insulso. La loro musica costituir uninfluenza primaria per gli Uriah Heep, in particolare per luso delle tastiere, per limpostazione delle parti vocali e di certi arrangiamenti. Merita un ascolto almeno Genesis, un lavoro omogeneo nel quale risaltano le buone Toward the skies, Farthing man (vagamente psichedelica) e I never know che presenta assonanze con gli oramai prossimi Uriah Heep. I Gods sopravvivono fino alla met del 69, quando in giugno Hensley, Konas (passato al basso) e Kerslake confluiscono nei Toe Fat, il nuovo gruppo ad ambientazione hard del cantante Cliff Bennett, titolare negli anni precedenti della formazione R & B dei Rebel Rousers. I Toe Fat non perdono tempo e subito registrano il primo album omonimo, edito

allinizio del 70 dalletichetta Parlophone. Il suono del gruppo diretto, privo di complicazioni, elettrico ma non esasperato anche nei brani tipicamente hard come But Im wrong e Just like me. La voce di Bennett appare potente e grintosa, cos come il rocknroll di Thats my love for you ; Bad side of the moon una scaltra, energica e piacevole versione di una ballata di Elton John, pubblicata anche come retro del 45 giri Working nights, un pezzo alla Bo Diddley. Subito dopo la registrazione del long playing Hensley concorre alla fondazione degli Uriah Heep, mentre Kerslake va a suonare con la National Head Band, prima dentrare anchegli nel noto gruppo hard (verso la fine del 71). Bennett si vede costretto a rinnovare completamente lorganico dei Toe Fat e curiosamente chiama la vecchia sezione ritmica dei Gods (John e Brian Glascock), oltre al chitarrista Alan Kendall. Esce Toe Fat two (Regal Zonophone-1970) che si apre con la spettacolare Stick heat e poi si perde per strada : un lavoro senza infamia, ma incapace doltrepassare la soglia di un hard rock privo di novit. E lultimo fuoco del gruppo che poco dopo si scioglie. Bennett si dedica a nuovi progetti (Rebellion, Shangai), Brian Glascock e Alan Kendall suonano con i Bee Gees, John Glascock nel 72 incide con i Chicken Shack, quindi entra nei Carmen e dal dicembre 75 bassista nei Jethro Tull, fino alla morte nel 1979 in seguito ad unoperazione al cuore.

Verso la fine del 1969 Mick Box (ch.), David Byron (v.), Paul Newton (bs.) e Alex Napier (bt.), membri degli Spice, si uniscono al tastierista / chitarrista Ken Hensley (ex Gods e Toe Fat) dando vita agli Uriah Heep. Durante le sessioni di registrazione del primo album, Napier lascia il gruppo e viene temporaneamente sostituito dal batterista di Elton John, Nigel Olsson. ...very eavy...very umble (Vertigo-1970) non piace alla critica musicale del tempo, ma ugualmente riesce a creare interesse grazie ad un hard rock di certo meno personale rispetto a quello di altre formazioni contemporanee. Liniziale Gypsy illustra perfettamente la musica del complesso, tutta raccolta attorno alla pesante chitarra di Box, allorgano di Hensley e al caratteristico timbro vocale vibrato di Byron. Come away Melinda propone soluzioni acustiche di discreta fattura, pur rimanendo inferiore alla precedente versione del brano rilasciata dagli sconosciuti Velvett Fogg. I toni dominanti sono per quelli sfrontati e spietati del rock duro di Dreammare, di Ill keep on trying e il risultato finale non appare eclatante. Incuranti delle critiche gli Uriah Heep proseguono per la loro strada reclutando il batterista Keith Baker, in precedenza negli ottimi Bakerloo, con il quale nellautunno del 70 sono effettuate le registrazioni del secondo LP Salisbury (Vertigo-1971). A dir il vero il bravo Baker praticamente irriconoscibile, relegato ad un poco appariscente accompagnamento ritmico, ingoiato e stritolato dai tratti forzati che pervadono il disco. La tuonante Bird of prey pare dover demolire il mondo, ma alla fine suona un poco ridicola, non si sa bene se con una punta dironia o se tragicamente seria. La prestazione vocale di Byron, come in altri casi, a suo modo notevole, grazie ad un acuto ed inconsueto falsetto al limite del paradosso. Di grosse novit non ce ne sono, se si eccettua una maggiore attenzione alla cura dei particolari e alla produzione : laccettabile Time to live un trattato sui luoghi comuni dellhard rock e la suite di Salisbury contribuisce esclusivamente a generare ulteriore confusione nello stile del gruppo. I dischi si succedono copiosi e ottengono successo soprattutto negli Stati Uniti e in continente ; nel terzo Look at yourself (Bronze-1971) compare ancora una volta un batterista diverso (Iain Clark dei Cressida), e dal successivo Demons & wizards (Bronze-1972) gli Uriah Heep possono finalmente disporre di una sezione ritmica definitiva, con il nuovo bassista Gary Thain (ex

Keef Hartley Band) e il batterista Lee Kerslake, compagno di Hensley in Gods e Toe Fat. Live, doppio LP registrato nel gennaio 1973, una delle migliori prove degli Uriah Heep, contenendo buone interpretazioni dal vivo di brani hard con sfumature melodiche quali Sunrise, Sweet Lorraine, Traveller in time. La carriera del gruppo prosegue senza soste, con risultati qualitativi di scarso rilievo, non riuscendo mai ad elevarsi oltre il limite di un modesto rock duro privo di qualsiasi connotato innovativo.

Conclusa lesperienza con gli Small Faces, Steve Marriott si dedica al nuovo progetto degli Humble Pie, formazione con la quale il chitarrista conta desprimere una musica in bilico tra un torrido hard rock e marcate esigenze melodiche. Il gruppo nasce nellaprile del 1969 e presenta alla seconda chitarra il giovanissimo emergente Peter Frampton (proveniente dagli Herd), al basso lex Spooky Tooth Greg Ridley e il batterista Jerry Shirley. Sulla carta lorganico piuttosto interessante e lesordio con il 45 di Natural born woman conforta le aspettative, raggiungendo i primi posti della classifica. Il meglio viene espresso nei due album pubblicati nel 1969 per letichetta Immediate, As safe as yesterday is e Town and country, dove gli Humble Pie si dedicano ad un suono passionale, caldo, dai toni ruvidi, che non disdegna divagazioni acustiche di stampo country rock, con armonie vocali degne di nota. Desperation, ottima cover di un brano presente sul primo LP degli Steppenwolf, si orienta sul lato hard, mitigata da belle figure melodiche di chitarra solista ; sullo stesso versante si collocano A nifty little number like you, giocata sullinsinuante intreccio delle chitarre, e Silver tongue, dominata dalla solista di Marriott, che ricorda da vicino lo stile degli ultimi Small Faces come del resto la pi elaborata ed ottima As safe as yesterday is, accattivante punto dincontro elettroacustico. Every mothers son una ballata acustica in vago stile Stones, Home and away leggera ed orecchiabile, ma pure curata e dignitosa. I due dischi vendono meno del previsto e il fallimento della Immediate crea non pochi problemi agli Humble Pie ; il passaggio alla A&M segna linizio di un buon successo, ottenuto con i vari Humble Pie (1970), Rock on (1971), Performance : rockin the Fillmore (1971-doppio dal vivo), ma sul finire del 1971 Frampton lascia il gruppo per intraprendere una fortunata (sul piano economico) carriera solistica. Al suo posto arriva lottimo Dave Clempson (Bakerloo, Colosseum), ma gli Humble Pie non hanno pi granch da dire anche se mantengono un discreto successo negli USA fino allo scioglimento, allinizio del 1975. Purtroppo Marriott entra a far parte della cospicua schiera di coloro che non sono pi con noi, nel 1991, quando resta coinvolto nellincendio della propria abitazione.

Steve Upton e Martin Turner sono la sezione ritmica dei Tanglewood, un oscuro complesso attivo verso la fine degli anni Sessanta nel quale suona anche Glen Turner (chitarrista, fratello di Martin). Quando Glen abbandona la formazione Steve e Martin decidono di pubblicare uninserzione sul Melody Maker per reperire un nuovo chitarrista e finiscono per trovarne due : con laggiunta di Andy Powell e di Ted Turner, nel 1969 nascono i Wishbone Ash. Il gruppo inizia ad elaborare uno stile personale tenendo numerosi concerti dal vivo e nel dicembre 70 realizza un primo omonimo LP (Mca) che tradisce subito il particolare approccio del quartetto, sicuramente atipico rispetto ai normali canoni dellhard inglese. Nel

disco brilla Phoenix, una canzone che nelle esibizioni live si espande tranquillamente verso i venti muniti di durata, capace di elencare con precisione le principali caratteristiche della musica dei Wishbone Ash. Le chitarre di Powell e Turner dominano il suono, a tratti eteree, legate tra loro in rarefatte ambientazioni di stampo westcoastiano, spesso indurite e pressanti, pronte ad alternarsi ed incrociarsi in lunghe parti solistiche. Il successivo Pilgrimage, registrato nel maggio 71, un deciso passo in avanti ; The pilgrim muove da quiete atmosfere per gettarsi in un vortice strumentale di sicuro effetto, adottando soluzioni originali ed interessanti, Jail bait va diritta al nocciolo sfruttando al meglio il ritmo immediato del boogie. Non mancano eccellenti frammenti strumentali a forte componente romantica come Lullabye e Alone, concetto ampiamente ribadito nella passionale Valediction. La conclusiva Where were you tomorrow, registrata a Leicester nel giugno del 71, consente un assaggio del clima torrido dei loro concerti.

WISHBONE ASH

ARGUS

(Mca - 1972)

I primi dischi dei Wishbone Ash incontrano un discreto interesse, vendono bene senza raggiungere i vertici delle classifiche. Il terzo LP Argus porta il gruppo al massimo risultato di vendita grazie ad unimpostazione musicale ancor pi melodica e, se vogliamo, commerciale. Laddove Pilgrimage enumerava gli elementi del loro particolare hard rock, mostrando abbastanza frequentemente i muscoli e le chitarre incandescenti, Argus sviluppa su territori dapparente mollezza che vantano, invece, il pregio di evidenziare meglio loriginalit e la diversit dalle mode correnti del rock duro, sin dallessenza stessa della musica proposta. Le chitarre di Powell e Turner si dividono equamente le parti solistiche, spesso anche allinterno della stessa canzone, e il gruppo riesce a mascherare bene lassenza di un cantante potente e carismatico tramite lutilizzo quasi sistematico di armonie vocali corali di buona fattura. Il delicato inizio acustico di Time is cede il posto ad un rock spigliato che evita di cadere nel manierismo. Sometime world e Leaf and stream sono ballate melodiche dal caratteristico timbro nostalgico, tuttaltro che banali. Blowin free procede sul ritmo sostenuto dalla chitarra solista di Powell, aprendo squarci corali e melodici di chiara matrice californiana ; The king will come savvale di una struttura grintosa, varia e ben controllata. Warrior lunico pezzo veramente hard del disco, almeno nelle intenzioni introduttive dove le chitarre si sovrappongono per offrire vigore al suono, ma non rinuncia ad una lunga parte centrale rarefatta e meditativa per poi riannodare le sei corde in un finale dai toni epici. Infine Throw down the sword preferisce toni pacati, da lussuosa ballata, dettata come sempre dalle chitarre e arricchita dallorgano di John Tout. Bench si tratti di un brano orecchiabile e commerciale i Wishbone Ash tengono a galla il suono grazie ad una sufficiente asciuttezza formale e al solismo intrigante di Powell. E un momento di notevole notoriet per i Wishbone Ash che allinizio del 1973 sono nuovamente in studio di registrazione per la realizzazione di Wishbone four (Mca-1973) ; liniziale So many things to say pare dare maggior forza al suono, ma la seguente (non esaltante) Ballad of the beacon torna alla canzone datmosfera mostrando qualche ruga in pi del solito. In generale il lavoro soffre di una certa ripetitivit di temi, di una minore freschezza espositiva, pur alla presenza del rocknroll privo di fronzoli di Doctor e della pregevole Rocknroll widow che contribuiscono ad elevare il livello medio dellalbum.

Nello stesso anno i Wishbone Ash offrono un saggio del notevole impatto dal vivo con la pubblicazione del doppio Live dates, bellissima escursione allinterno del classico repertorio del gruppo. La passione, lonest, la semplice ma creativa dizione del loro rock assumono nella dimensione live una coerenza ammirevole. Ted Turner si chiama fuori, nel giugno del 1974 ; con la sua dipartita termina la stagione migliore e fortunata ma non la storia dei Wishbone Ash. I numerosi dischi pubblicati in seguito, con il nuovo chitarrista John Wisefield (ex Home e accompagnatore di Al Stewart), non raggiungono i livelli qualitativi e commerciali dei primi lavori ; in ogni caso rimane un gruppo fatto di personaggi sinceri, capace di entusiasmare nei concerti per tutta la durata della carriera.

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Non tutto oro (nel senso di milioni di dischi venduti) ci che riluce di riflessi hard. Tra i gruppi dediti in modo creativo ad una proposta musicale dura ed intransigente seleva il nome dei mitizzati Clear Blue Sky, una formazione triangolare che si forma allinizio del 1970 dallunione di tre giovanissimi musicisti, praticamente alle prime armi.

CLEAR BLUE SKY

CLEAR BLUE SKY

(Vertigo - 1970)

I tre sconosciuti diciottenni ottengono la fiducia della Vertigo che consente la realizzazione di un trentatr giri, mettendo a disposizione anche la firma prestigiosa di Roger Dean per quanto riguarda il disegno di copertina. Ne scaturisce un lavoro dindubbio interesse per loriginale forma dellhard rock proposto, che per non trova il necessario riscontro da parte del pubblico. La prima facciata del disco occupata da Journey to the inside of the sun, una specie di opera a tema che si risolve in tre brani ben distinti. Sweet leaf apre con una lunga jam informale, costruita su un ritmo sostenuto ed insistente che offre la possibilit alla chitarra di Simms di lanciarsi in libere improvvisazioni, grintosa e veloce, frenata ripetutamente da sospensioni di vaga ispirazione psichedelica. The rocket ride ha un approccio secco, micidiale e propone unoriginale struttura ritmica. Il brano mostra il lato migliore della musica dei Clear Blue Sky, un hard rock tirato allo spasimo con gli strumenti al massimo della tensione, stacchi improvvisi, assoli lancinanti di chitarra, disorientanti aperture melodiche. Il terzo brano Im comin home appare pi ortodosso, valido ma di minore interesse. Sullaltra parte del disco You mystify una nuova possente esplosione di ritmi e soluzioni in continua mutazione, Tool of my trade porta il sapore della ballata elettrica con intrusioni ritmiche alla Black Sabbath, la bella My heaven concede un importante spazio alla chitarra acustica senza rinunciare alle consuete accelerazioni del suono, la compatta Birdcatcher non d tregua sino allo strano e poco convincente finale. Alcune inevitabili ingenuit dovute allinesperienza e parti vocali un poco deboli non pregiudicano eccessivamente il risultato complessivo, ma il disco non vende e, nonostante un secondo album sia gi praticamente pronto, la Vertigo scarica frettolosamente il gruppo. Un solo disco davvero troppo poco per una formazione che dimostra di possedere ottime idee e la giusta predisposizione alla materia. Sicuramente fa piacere ritrovare la sigla Clear Blue Sky nel 1990 per un nuovo disco (Destiny, Saturn-1990) e in occasione di una nostalgica esibizione sotterranea a Wight, assieme ad altre vecchie glorie del sottobosco inglese (Trees, Janus...), anche se il solo rimasto della formazione originale il chitarrista John Simms.

A differenza dei Clear Blue Sky, lorganico dei Leaf Hound composto da musicisti di buona esperienza, dotati di capacit tecniche non trascurabili ; anche se lunico album inciso si dimostra di elevato livello qualitativo e pu essere considerato un piccolo classico dellhard dei primi anni Settanta, i Leaf Hound rimangono relegati nel pi assoluto anonimato, dimenticati pure quando, in anni recenti, la moda del recupero nostalgico dello stile

progressivo provvede a restituire dignit a tanti musicisti persi nella memoria storica del rock inglese.

LEAF HOUND

GROWERS OF MUSHROOM

(Decca - 1971)

I cugini Peter French e Mick Halls suonano in improbabili gruppetti che rispondono ai nomi di Switch, Erotic Eel, Joe Poe, prima di arrivare allesperienza in sala dincisione con la Brunning Sunflower Blues Band, il gruppo del bassista originale dei Fleetwood Mac. Subito dopo i due entrano a far parte dellultimo organico dei Black Cat Bones, in sostituzione di Rod Price partito in cerca di gloria con i Foghat. Qui trovano i fratelli Derek e Stuart Brooks, reduci di quellonesto complesso di power blues, e con il nuovo batterista Keith Young il gruppo cambia sigla in Leaf Hound. French e Halls si propongono come nucleo creativo e propulsivo della formazione, puntando su un suono pesante, inesorabile ma non privo di freschezza. La Decca mette sotto contratto i Leaf Hound, anche se la complicata gestazione del loro unico album Growers of mushroom dimostra quanto poca fosse la fiducia riposta dalla casa discografica nelle capacit del gruppo. Il disco viene inizialmente pubblicato in Germania per la Telefunken, oltretutto privo di due brani, e la versione inglese completa vede la luce solo nellottobre del 71, quando il complesso si gi dissolto. Growers of mushroom registrato in sole undici ore di studio e il contenuto ne risente in senso positivo per limmediatezza del suono, e in negativo per alcune inevitabili imperfezioni dovute alla fretta con cui il disco realizzato. Freelance fiend entra subito nel vivo, introdotta da un attacco micidiale della chitarra di Halls, ed priva di compromessi, con gli strumenti che allunisono si lanciano in una danza tribale di inaudita potenza. La voce di French aspra e grintosa, la ritmica puntuale e priva di sbavature. Il gruppo sa dare dimostrazione di buone qualit anche in ambito pi moderato, come dimostra la ballata di Sad road to the sea, priva di qualsiasi edulcorazione stilistica. Alcuni brani risentono in modo evidente del retaggio rock blues dei musicisti ; Drowned my life in fear (pubblicata a 45 giri, con sul retro la ballata melodica di Its gonna get better) basata su un classico e potente riff blues e su una notevole consistenza strumentale, Work my body naviga sulla rotta di collisione con certa musica underground, la chitarra di Halls interpreta il blues in maniera ora educata, ora ficcante e selvaggia, e il finale piace per il gusto melodico e per le procedure semplici e determinate. Stagnant pool e la supersonica Stray sono gli esempi marcatamente duri ed intransigenti del loro stile. Entrambe pilotate dai riff d'acciaio della chitarra, presentano affinit con i Led Zeppelin pi impettiti mostrando comunque una buona personalit. Bella e ben costruita With a minute to go, una ballata elettrica che trova pregi nellapparenza semplice e trasandata del suono. La title track si ricorda dechi tardo psichedelici e la conclusiva Sawdust Caesar appare originale sotto laspetto ritmico, chiudendo senza clamori eccessivi un album meritevole di ben diversa fortuna commerciale. Lunico membro del gruppo che riesce a lasciare un piccolo segno nella storiografia del rock il cantante Peter French che, subito dopo lo scioglimento dei Leaf Hound, entra negli Atomic Rooster (autunno 71) in tempo per registrare il terzo LP In hearing of. Lanno successivo French con Tim Bogert e Carmine Appice (lex sezione ritmica degli americani Vanilla Fudge) nei Cactus, con i quali incide un album, quindi entra in lizza senza successo per il ruolo di cantante in gruppi quali la Earth Band di Manfred Mann, gli Uriah Heep e i Deep

Purple. Daltro rimane da segnalare la partecipazione di Stuart Brooks, tra il 72 e il 74, allorganico dei Pretty Things.

Nick Simper bassista nella formazione originale dei Deep Purple, con i quali incide i primi tre album ; quando, nel luglio del 69, decide di abbandonare il complesso, il musicista ha in mente il progetto Warhorse dove sfogare le proprie capacit creative e strumentali, sempre oscurate nei Deep Purple da personaggi del calibro di Jon Lord e Ritchie Blackmore. Il nucleo prende consistenza nel giugno del 70 e, oltre a Simper, comprende il cantante Ashley Holt, il tastierista Frank Wilson, il chitarrista Ged Peck e il batterista Mac Poole. I Warhorse consolidano una buona reputazione come live band soprattutto in Europa, senza riuscire pienamente a sfondare dal punto di vista commerciale ; la critica poi completamente divisa tra chi esalta il gruppo come uno dei migliori dellhard progressivo e coloro che, senza mezzi termini, lo considerano una nullit, pallida copia dei Deep Purple. Non sempre la verit sta nel mezzo, ma forse in questo caso proprio cos dal momento che il primo album omonimo del 1970 illustra una musica di forte derivazione Purple, dotata per di sufficiente personalit e grinta. Tra i brani significativi sono da citare liniziale Vulture blood, con il preludio dellorgano maestoso di Wilson, le grintose ed efficaci Burning e Woman of the devil, la disinvolta cover di St. Louis (edita anche a 45 giri). Pi ponderate e datmosfera appaiono No chance e Solitude, appesantite da un pizzico di retorica dark. La Vertigo concede unulteriore opportunit discografica e il gruppo, dopo aver sostituito Ged Peck con il nuovo Peter Parks, nel 72 realizza il secondo LP Red sea. Lalbum non brutto, almeno per quanto concerne la title track e alcune parti della lunga Back in time, ma mostra il limite, invalicabile, della loro musica che si rivolge su se stessa senza ulteriori possibili sbocchi, ricalcando schemi pesantemente sfruttati. Ancora un cambio in organico, con il batterista Barney James al posto di Mac Poole, e i Warhorse si sciolgono nel 1974 ; Simper prova senza successo con i Fandango, Holt in seguito collabora con Rick Wakeman.

Dal mondo sommerso del pi oscuro rock inglese gli Zior, unidea nata dalle menti di Keith Bonsor (v.ch.ts.) e di Pete Brewer (bt.ts.), con John Truba (ch.v.) e Barry Skeels (bs.v.). Il gruppo gode di un breve momento di gloria quando accompagna i Cream per qualche data inglese, e proprio dal vivo esprime i contenuti di maggior interesse proponendo spettacoli selvaggi, con lausilio di effetti speciali, di luci stroboscopiche, con la messa in scena di rituali satanici e altre trovate da film dellorrore, il tutto sostenuto da un rock maniacale. Gli Zior ottengono un contratto discografico dalla Nephenta, la nuova etichetta progressiva fondata da Larry Page (manager dei primi Kinks e dei Troggs), che concede un piccolo spazio anche a Dulcimer e Earth and Fire ; lomonimo LP desordio (giugno 71) orientato ad un suono duro e legnoso, con connotati dark (I really do, Your life will burn), non particolarmente fantasioso ma neppure disprezzabile. A sprazzi affiorano elementi psichedelici e progressivi (New land) che rendono la musica del gruppo pi varia e, al tempo stesso, confusa. Il fallimento della Nephenta porta con s anche quello degli Zior che poco pi avanti contribuiscono alla realizzazione di un altro illusorio lavoro, accreditato come Monument.

Un doveroso riconoscimento ai Third World War, oggi dimenticati da tutti ma ancora attuali in virt della seriet dimostrata, credibili in quanto incapaci di attribuire una bella facciata di comodo alla propria musica, fieri sostenitori di un rock da combattenti di razza, stradaiolo e a suo modo poetico. Il gruppo prende forma allinizio del 1970, atteggiandosi a nucleo aperto ad una moltitudine di collaborazioni con alla base Terry Stamp (ch.v.), Jim Avery (bs.) e Fred Smith (bt.). Per lomonimo album desordio, registrato nellautunno del 70, i Third World War savvalgono della chitarra solista di Mick Lieber e delle prestazioni al piano di Tony Ashton. Ascension day ruvida, rauca, pura carta vetrata strofinata sulle corde vocali e della chitarra, quasi un esempio di perfetta, epica sintesi punk sei anni prima. E un suono povero, che si sistema lontano anni luce dai lustrini e dalle tentazioni del music business, quello che unisce la lunga M.I.5s alive alla scarna Teddy teeth goes sailing, lintransigente Working class man alle parti intrise di consapevolezza di Stardom road. Shepherds bush cowboy (con il piano di Ashton) coglie la sana essenza del rocknroll venato di R & B e Preaching violence (ancora con Ashton) anticipa durezze che saranno, debitamente levigate e ricondotte entro i termini del gioco, tipiche in certo rock della met dei Settanta (Mott The Hoople). I Third World War hanno vita breve, giusto il tempo di registrare II (Track-1972) con il batterista Craig Collinge e di salutare la compagnia nel 1973.

Seasons They Change


le contaminazioni del folk inglese

Le radici dellespressione progressiva del rock inglese risiedono senza dubbio negli stili musicali importati dagli Stati Uniti da parte dei complessi del beat e del blues revival. Non sono questi, per, gli unici elementi a provocare la caratterizzazione del suono : la cultura classica europea alla base dello sviluppo di un filone rock definito romantico / sinfonico, cos come la cultura della tradizione popolare inglese, scozzese e irlandese determina la nascita di unoriginale rappresentazione musicale riconducibile alla spesso abusata marca del folk rock. Senza voler entrare nel merito della storia e degli aspetti della musica popolare britannica, in questa occasione importa rivolgere lattenzione alla contaminazione, alla fusione di matrici e stili diversi, spesso anche solo alla colorazione che il suono ricava a seguito del contatto con la materia.

- 20 Sicuramente il pi importante gruppo del folk rock inglese, i Fairport Convention nascono nel novembre 1967 dallevoluzione dei Tim Turners Narration. La formazione imperniata sulle chitarre di Richard Thompson e Simon Nicol, sulle voci di Ian Matthews e Judy Dyble, con il basso di Ashley Hutchings e la batteria di Martin Lamble (succeduto a Shawn Frater, presente solo sul singolo desordio). Il complesso, sotto la produzione di Joe Boyd, registra allinizio del 68 il primo album omonimo (per la Polydor) e si muove nel panorama dellunderground londinese, suonando allUFO e al Middle Earth. Nel maggio dello stesso anno la Dyble lascia i Fairport per formare i Trader Horne, con lex Them Jackie McAuley : leffimera formazione incide nellagosto del 69 lunico LP Morning way (Dawn-1970), un lavoro abbastanza originale con influenze folk, per poi sciogliersi nella primavera del 70. In sostituzione della Dyble arriva Sandy Denny (via Strawbs), destinata a divenire personaggio centrale nella scena del folk inglese. Il suo apporto compositivo e vocale si rivela importantissimo sin da What we did on our holidays (Island - gennaio 69) ; sotto laspetto creativo la Denny si limita al delicato, dolce arpeggio della bellissima Fotheringay, mentre la sua stupenda voce segna in modo indelebile le canzoni di un gruppo che ancora alla ricerca di una precisa definizione stilistica. Lalbum un collage valido ma alquanto disorganico di brani di varia estrazione, con i Fairport Convention che passano disinvoltamente dalla tenue melodia della citata Fotheringay al rock blues di Mr. Lacey, da pezzi dal sapore americano dispirazione country folk (Meet on the ledge, le cover di Ill keep it with mine - Dylan - e di Eastern rain - Mitchell) a tradizionali quali Nottamun town e il classico irlandese She moves through the fair, reso in unottima interpretazione dalla chitarra di Thompson e dalla magica voce della Denny. Contemporaneamente alla pubblicazione del disco il cantante Ian Matthews abbandona per formare i Matthews Southern Comfort, con alla base un suono decisamente orientato verso un country folk di matrice americana. I cinque componenti rimasti registrano le canzoni da inserire nel nuovo album con laiuto esterno del violinista Dave Swarbrick e, in piccole parti, dello stesso Matthews e di Trevor Lucas. Unhalfbricking (luglio 69, sempre prodotto da Boyd) si conferma legato ad un suono di prospettiva USA, con ben tre versioni di brani di Bob Dylan, Si tu dois partir (riedizione in francese di If you gotta go, go now) che vale un eccellente piazzamento nella top ten dei singoli, Percys song e Million dollar bash. Thompson responsabile della bella Genesis hall e del gioioso rocknroll di Cajun woman, la Denny regala momenti intensi con le ballate di Autopsy, dal soffuso profumo di estati californiane, e di Who knows where the time goes. Episodio centrale del disco la lunga, emozionante cavalcata di A sailors life che muove da rarefatte atmosfere per acquisire un crescente peso strumentale ; larrangiamento di questa canzone tradizionale, con latteggiarsi degli strumenti ai modi della jam rock, si rivela decisivo per la definizione del tipico stile Fairport Convention, traccia base di grande importanza per tutto il movimento folk a carattere progressivo.

FAIRPORT CONVENTION

LIEGE & LIEF

(Island - 1969)

Subito prima della pubblicazione di Unhalfbricking il batterista Martin Lamble rimane ucciso in un incidente stradale ; il gruppo reagisce alla sventura aggregando nei due mesi successivi il violinista Dave Swarbrick (gi presente sul disco, ex Ian Campbell Group) e il nuovo batterista Dave Mattacks, capace di calarsi perfettamente nei non facili equilibri ritmici del complesso. I tempi sono maturi per ottenere un grande risultato e puntualmente questo si verifica quando, alla fine del 1969, viene dato alle stampe lalbum Liege & lief, giustamente considerato il capolavoro del folk rock inglese. Tale definizione appare perfino riduttiva perch il lavoro , prima di tutto, un disco profondo, sincero, umano, vero, che trascende ogni catalogazione e ancora oggi non ha smarrito la struggente poesia della quale a suo tempo fu nutrito. Essendo presenti ben cinque brani tradizionali il disco risulta, tra i primi lavori dei Fairport Convention, quello che maggiormente savvicina allispirazione popolare e pure appare come il pi sperimentale e carico di novit. Loriginale violino di Swarbrick e le chitarre a forti tinte rock dominano Come all ye, una canzone limpida e lineare, ben controllata dalla voce della Denny. Reynardine magica ; lestatico, meraviglioso canto di Sandy crea profonde suggestioni, sospeso sulle placide onde delle chitarre, del tenue violino, delle percussioni. I Fairport raggiungono vertici espressivi impensabili solo pochi mesi prima ; il dolce respiro di Reynardine si dissolve nella quadrata struttura di Matty groves che recupera e spazia i concetti di A sailors life, attribuendo al suono una solidit ancora superiore. Lenfasi ritmica, gli improvvisi cambi di tensione, la padronanza strumentale sempre al servizio della globalit del risultato finale fanno di Matty groves uno degli attimi di massimo splendore della musica del gruppo. The deserter saffida ad una linea melodica nitida, supportata da atipiche soluzioni ritmiche, larrangiamento della bellissima Tam lin sottolineato da chitarre insolitamente dure e dallinsistente ripetitivit del tema dominante, elementi che donano alla canzone un carattere teso e drammatico. Lunico episodio che non savvale delle notevoli prestazioni vocali di Sandy Denny il Medley, costituito da quattro frammenti strumentali che rappresentano una piacevole incursione nel campo della musica popolare da ballo, con Swarbrick in gran risalto. In conclusione dei lati dellalbum Farewell, farewell e Crazy man Michael, due canzoni originali, melodiche e delicate, dipinte dalla voce di Sandy Denny. Nel corso delle registrazioni di Liege & lief il gruppo incide anche una versione del brano dei Byrds The ballad of easy rider, che non viene inclusa nel disco, forse per evitare dincrinare la particolare atmosfera creatasi. Il pezzo sar recuperato sullalbum di Richard Thompson Guitar, vocal (2 LP Island-1976) che contiene altri inediti dei Fairport Convention, tra cui un brano residuale delle sessioni del successivo album Full house. Nonostante linteresse sollevato e la qualit eccelsa della musica Liege & lief vende relativamente poco, sicuramente molto meno di quanto avrebbe meritato. Hutchings preferisce lasciare per dedicarsi al progetto Steeleye Span e subito dopo se ne va anche la Denny, che appronta i Fotheringay e si dedica alla carriera solista. A queste pesanti perdite il gruppo fa fronte ingaggiando il bassista Dave Pegg (gi con Swarbrick nello Ian Campbell Group) e decidendo di non sostituire la cantante, puntando su una musica asciutta ed essenziale espressa al meglio nel disco del 1970, Full house. Certo andata persa limpalpabile magia sonora del capolavoro precedente, i Fairport si sfogano con

le chitarre al vento, con le evoluzioni del violino e una ritmica concisa e puntuale. Molto buone sono le composizioni originali, le spigliate Walk awhile, Doctor of physick e soprattutto la lunga e sofferta ballata di Sloth, canzoni in perfetta sintonia con il materiale tradizionale che comprende gli ottimi strumentali Dirty linen e Flatback caper, le piacevoli Sir Patrick Spens e Flowers of the forest. Lo stesso organico di Full house responsabile di un eccellente disco registrato dal vivo al Troubador di Los Angeles nel corso di un tour negli Stati Uniti, album inspiegabilmente pubblicato solo nel 1976 (Live at L.A. Troubador - Island). Nel gennaio del 71 i Fairport Convention perdono per strada anche Richard Thompson, certamente il musicista cardine della formazione fino a quel punto, che intraprende una proficua carriera solista (inizialmente con la moglie Linda) e diventa un apprezzato sessionman. Levento segna la fine del periodo di maggior creativit del complesso che da questo momento perde in freschezza e lucidit, continuando in ogni caso ad incidere con regolarit. Angel delight (Island-1971) nettamente inferiore ai lavori precedenti, mentre il successivo Babbacombe Lee (Island-1971) si confonde nelle ambizioni da disco concept ; nel corso degli anni si susseguono i cambiamenti dorganico, arrivano gli ex Fotheringay Trevor Lucas e Jerry Donahue, per un attimo torna Sandy Denny, ma i vertici del passato non vengono neppure sfiorati. La dignit, quella si, rimane.

A differenza dei Fairport Convention che iniettano la tradizione folk su solide basi rock, i Pentangle evolvono il loro credo musicale mischiando disinvoltamente lispirazione popolare con il jazz e il blues, come ben dimostrano i lavori pi indicativi del gruppo, Sweet child e Cruel sister. Bert Jansch e John Renbourn, chitarristi allievi di Davy Graham, sono tra gli esponenti importanti del folk inglese e sin dalla met degli anni Sessanta iniziano una prolifica carriera come solisti. Nel 1966 i due collaborano per la realizzazione dellottimo Bert & John (Transatlantic-1966) e alla fine dellanno successivo decidono dunire stabilmente le forze in un nucleo che chiamano Pentangle. Con loro sono la cantante Jacqui McShee, gi collaboratrice di Renbourn, Danny Thompson (cb.) e Terry Cox (bt.), provenienti dalla Blues Incorporated di Alexis Korner. Dopo la pubblicazione di un buon disco desordio (Pentangle, Transatlantic-1968, con la produzione di Shel Talmy) il gruppo raggiunge elevati livelli espressivi con il doppio Sweet child (sempre nel 68 e ancora prodotto da Talmy), proponendo un folk jazz blues di notevole qualit. Lalbum si compone di un disco registrato dal vivo alla Royal Festival Hall di Londra nel giugno del 68 e di una parte realizzata in studio nellagosto seguente. Dal vivo risalta la limpida bellezza di Market song, che svaria su tempi complessi, dei brevi frammenti che compongono le Three dances, del duetto di chitarre di No exit (dal long playing Bert & John), del tradizionale inglese di Bruton town. Toccante la poesia di A woman like you, una canzone scritta e interpretata dal solo Jansch. Lo spiritual di No more my Lord e il blues di Turn your money green sono brillanti sul piano strumentale, con la voce della McShee precisa ma poco adatta alla materia, certamente pi a suo agio nella canzone scozzese So early in the spring. Presenti due brani di Charles Mingus, Haitian fight song in uninterpretazione

di Danny Thompson e il classico tributo a Lester Young di Goodbye Pork-Pie hat. Non meno interessante il materiale di studio che presenta una rifinitura sonora estremamente curata. Ancora grande musica in Sweet child, nella cameristica Three part thing, nei briosi strumentali In time e Hole in the coal, nelle linee melodiche della bella The trees they do grow high (ripresa da Angelo Branduardi - Gli alberi sono alti), nel suono ancestrale delle percussioni di Cox in Moon dog.

PENTANGLE

CRUEL SISTER

(Transatlantic - 1970)

A seguito della notevole prestazione di Sweet child, i Pentangle incidono un terzo album (Basket of light, Transatlantic-1969) che permette al gruppo dottenere un discreto successo commerciale, piazzando ben due singoli in classifica. Il capolavoro resta Cruel sister, il 33 del 1970, tutto imperniato su materiale tradizionale arrangiato con maestria ed interpretato con sopraffina duttilit strumentale. A maid thats deep in love colpisce per lintreccio delle chitarre, acustica ed elettrica, di Renbourn, con il dulcimer di Jansch e la soave voce della McShee che subito dopo sesibisce nel canto solitario di When I was in my prime. Lord Franklin una canzone eseguita da Renbourn con lausilio della concertina di Jansch e delle armonie vocali di Jacqui McShee. La chitarra di Jansch e la celebre nenia vocale fanno di Cruel sister un piccolo classico, al quale il sitar di Renbourn attribuisce un sapore insolito, che vagamente richiama il folk hippie della Incredible String Band. Il compendio delle intenzioni si concentra nei quasi venti minuti di Jack Orion, che attraversa i modi della canzone popolare con la consueta visuale jazz - blues, dilatando il tempo e lo spazio ai limiti estremi con un approccio affine alle lucide sintassi dei primi Grateful Dead. Il gruppo gode di buona popolarit, nellagosto del 70 partecipa al festival dellisola di Wight, ma le possibilit espressive sono gi state completamente sviscerate e gli ultimi dischi, Reflection (Transatlantic-1971) e Solomons seal (Reprise-1972), non aggiungono nulla a quanto affermato in precedenza. Cos, nel marzo del 1973, Jansch e Renbourn pongono fine allesistenza dei Pentangle per tornare ad occuparsi delle rispettive carriere solistiche.

Distante sia dalle quadrate strutture ritmico melodiche dei Fairport Convention, sia dal preziosismo strumentale dei Pentangle, la Incredible String Band nasce nel 1965 su impulso di Mike Heron e di Robin Williamson, polistrumentisti e soprattutto hippie per vocazione. Associati a Clive Palmer, nei primi tempi i musicisti agiscono nella zona di Glasgow e nel 1966 (per letichetta Elektra) incidono lomonimo album desordio. Con la produzione di Joe Boyd, la cui collaborazione proseguir fino al 1970, la Incredible String Band propone una musica acustica fortemente legata alla tradizione, che solo marginalmente lascia trasparire la prossima tendenza per un folk libero da schemi e preconcetti dordine formale.

INCREDIBLE STRING BAND

THE HANGMANS BEAUTIFUL DAUGHTER

(Elektra - 1968)

A seguito del rapido abbandono di Palmer, Heron e Williamson mettono a punto uno stile originale, una sorta di caleidoscopio musicale variopinto e bizzarro. 5000 spirits or the layers of the onion (Elektra-1967) tenta daffermarsi con improbabili country blues e ballate stralunate, il seguente The hangmans beautiful daughter proietta il duo verso una buona notoriet nellambiente underground. Allalbum partecipano le ragazze dei due musicisti, Likky e Rose, presenti sui dischi successivi con organo e basso. Sin dalliniziale Koeeoaddi there la Incredible String Band esibisce le strane, immaginarie linee che uniscono tradizione popolare britannica e misticismo orientale, stupende melodie perse nel tempo e anomale particelle sonore che si fondono e si scompongono con continuit sorprendente. The minotaurs song pare nutrirsi della medesima scienza che illumina le visioni schizoidi di Syd Barrett. I cori assurdi e i modi sgarbati di Swift as the wind contrastano (ma solo in apparenza) con il raffinato lirismo di Waltz of the new moon, con la poetica The water song, con il sogno sfuggente di Nightfall. Davvero non si capisce quale preponderante fonte dispirazione permetta ai musicisti di generare un affresco sonoro quale A very cellular song, dove si mischiano echi folk, blues, gospel, classicismo barocco, Donovan forse. Verrebbe quasi voglia di parlare di musica totale, se con questo abusato termine spesso non si cercasse di celare la mancanza dispirazione e la confusione creativa. Diciamo allora musica free form, libera da ogni condizionamento, pura nellessenza primordiale del suono, concepita ed eseguita per il piacere di esserlo. I dischi si susseguono a ritmo serrato con risultati altalenanti, senza che la Incredible String Band riesca a rinnovare la vena migliore dellispirazione ; degno di menzione il doppio Wee tam and the big huge (Elektra-1968), che contiene la bellissima The circle is unbroken. Nel 1970 il gruppo chiude la collaborazione con la Elektra (passer alla Island) approntando un ambizioso spettacolo che diventa anche un doppio LP, U. Il fallimento del progetto e linesorabile calo dinteresse nei confronti della proposta musicale della Incredible String Band non precludono alla formazione di continuare a pubblicare alcuni lavori dignitosi fino al novembre del 74, quando Heron e Williamson decidono di proseguire ognuno per la propria strada.

- 21 Dave Cousins e Tony Hooper formano gli Strawberry Hill Boys nel 1967 ; allinizio dellanno seguente, raggiunto dal bassista Ron Chesterman e dalla cantante Sandy Denny, il gruppo cambia nome in Strawbs e si reca in Danimarca per registrare con un batterista locale (Ken Gudmond) un album che resta inedito fino al 1973. Nel maggio del 68 la Denny lascia gli Strawbs per entrare nei Fairport Convention ed iniziare una folgorante carriera nel panorama del folk rock. Cousins e Hooper rifondano il complesso, aggregando la sezione ritmica degli Elmer Gantrys Velvet Opera (John Ford - bs. - e Richard Hudson - bt. - due LP allattivo alla fine dei Sessanta) e il giovane tastierista Rick Wakeman, formatosi su studi classici alla Royal Academy of Music. Cos gli Strawbs, nel 1969, possono finalmente effettuare il vero esordio discografico (Strawbs, A&M) e replicare nel 1970 addirittura con due LP sempre per la A&M, Dragon fly (al quale partecipa la violoncellista classica Claire Deniz) e Just a collection of antiques & curious, registrato dal vivo nel luglio 70 alla London Queen Elizabeth Hall. Il gruppo fonda la propria musica sullispirazione trasognata, quasi mistica, di Dave Cousins, con canzoni per la maggior parte poggiate su unintelaiatura acustica, rifinita dagli interventi delle tastiere di Wakeman non ancora in fase di sproloquio strumentale. From the witchwood, registrato allinizio del 1971, il frutto migliore fino a quel momento, con le belle A glimpse of heaven, Witchwood, Flight, In amongst the roses, la pi complessa The shepherds song ; The hangman and the papist e Sheep risentono in modo netto della commistione con il rock romantico e progressivo dellepoca, fornendo importanti spunti per il successivo Grave new world.

STRAWBS

GRAVE NEW WORLD

(A&M - 1972)

Dopo le registrazioni di From the witchwood, Rick Wakeman decide che per lui arrivato il tempo della raccolta ed accetta linvito a sostituire lorganista Tony Kaye nei lanciati Yes. Cousins si dedica alla realizzazione di un ottimo lavoro come solista (Two weeks last summer, A&M-1972) e provvede allavvicendamento di Wakeman, chiamando lex tastierista degli Amen Corner, Blue Weaver. Latmosfera di Grave new world, registrato nel novembre del 71, intrisa di misticismo e la musica appare decisamente votata ad aspetti romantico - progressivi. Benedictus ha le movenze della ballata folk, percorsa dalle tastiere sinfoniche di Weaver e caratterizzata dallepico canto corale (con Trevor Lucas e Anne Collins) ; questo vale anche per la bella The flower and the young man, introdotta da un suggestivo coro a cappella. Il piacevole scorrere di Queen of dreams interrotto da una parentesi rumorista ; a tratti la canzone ricorda soluzioni strumentali in stile Jethro Tull (modello Thick as a brick), pur mantenendo una propria originalit di base. New world un girone infernale, durissima nelle intenzioni la voce di Cousins, sinfonica nellimpostazione la musica, con il mellotron in grande evidenza ; Tomorrow riconduce a trame care ai Jethro Tull e per loccasione Cousins sfodera una ficcante chitarra elettrica.

Il folk acustico trova saltuario spazio nei brevi frammenti di Hey, little man..., nelle brillanti songs di Heavy disguise (Ford) e di On growing older (Cousins), echeggia lontano nellorientaleggiante Is it today, Lord ? (Hudson) e nella classica ballata di The journeys end. Tutto sommato, con il loro folk barocco e romantico, gli Strawbs escono positivamente dalla prova, in una stagione dove gi savverte aria pesante di recessione creativa, nellambito del rock sinfonico. Grave new world in ogni caso lultima opera importante del gruppo, che subito dopo perde il defezionario Hooper ; al suo posto arriva il chitarrista David Lambert, reduce dalla poco fortunata esperienza dei Fire e vecchio amico di Cousins. Nel 1973 lasciano pure Hudson e Ford, che proseguono insieme per qualche anno, e la musica diventa sempre meno interessante, conducendo gli Strawbs ad un rapido declino di credibilit.

Tra i gruppi dediti ad un folk rock pulito e lineare, senza eccessive pretese, uno dei migliori quello dei Magna Carta, nato alla fine degli anni Sessanta attorno alle figure del cantante Glen Stuart e del chitarrista Chris Simpson. Se paragonati ad alcune formazioni loro contemporanee, quali i graziosi ma scarsamente incisivi Amazing Blondel (Evensong, Island1970), i timidi e commerciali Lindisfarne di Alan Hull (Fog on the Tyne, Charisma-1971), i Magna Carta possono mettere sul piatto della bilancia (almeno su Seasons, Vertigo-1970, la prova pi convincente) un suono controllato e abbastanza variegato, strutturato su ballate impreziosite da buoni contributi strumentali (Rick Wakeman, Tony Carr, Davy Johnstone) ed orchestrali. In questa musica non c traccia di sperimentazione o di soluzioni azzardate, per non dispiace lequilibrio formale di brani come Airport song e della lunga suite delle stagioni, che savvalgono di arrangiamenti ricondotti ad una corretta dimensione complementare.

Ben altri risultati sono in grado di raggiungere i Fotheringay, in teoria la formazione ottimale per Sandy Denny. Dopo leffimera apparizione dinizio carriera negli Strawbs e in seguito allesperienza esaltante con i Fairport Convention, la Denny nel 1970 giustamente annoverata tra i protagonisti fondamentali della scena folk rock inglese. Nel marzo dello stesso anno nascono i Fotheringay, con il chitarrista Jerry Donahue e il bassista Pat Donaldson (provenienti dai Poet & One Man Band, un LP nel 69) e con il cantante / chitarrista Trevor Lucas (che nel 1973 diventer marito della Denny) e il batterista Gerry Conway, entrambi ex Eclection (anche per loro un LP, nel 68).

FOTHERINGAY

FOTHERINGAY

(Island - 1970)

Pur essendo la figura pi nota ed importante, Sandy Denny non monopolizza la musica del gruppo, raffinata ma fondamentalmente semplice, caratterizzata da una notevole brillantezza strumentale, nella quale sentimento, intensit, trasporto emotivo sono le virt principali. La cantante apporta quattro composizioni personali. Nothing more stupenda ; la canzone, interpretata con passione ineguagliabile dalla Denny, si risolve in un flusso continuo di raffinate sonorit incastonate in una limpida melodia folk. La sua voce accarezza le pacate

armonie di The sea, guidata dalla precisa chitarra di Donahue, colora la cristallina poesia di Winter winds, sublima la narrazione di The pond and the stream. Lucas imposta The ballad of Ned Kelly e Peace in the end con sicuro passo cadenzato e il gruppo conferma unelevata capacit strumentale, mostrando notevole coesione in brani orecchiabili ma di buon gusto. Molto bella la versione corale di The way I feel di Gordon Lightfoot, che ricorda da vicino lapproccio vocale di certi gruppi della California fine anni Sessanta (Its a Beautiful Day), coinvolgente Too much of nothing, immancabile cover di un brano di Dylan. Il tradizionale Banks of the Nile, arrangiato dalla coppia Denny / Lucas, chiude degnamente leccellente unico lavoro dei Fotheringay che pochi mesi pi tardi, nel corso delle registrazioni di un secondo album mai completato, pongono fine alla breve avventura. Sandy Denny intraprende la carriera come solista, pubblicando nel 71 lottimo The north star grassman and the ravens che, seppur inferiore, si avvicina molto al repertorio stilistico dei Fotheringay, presenti al completo alle registrazioni del disco. Tra i brani significativi dellalbum, al quale partecipano pure Richard Thompson, Tony Reeves (Colosseum), Ian Whiteman e Roger Powell (Mighty Baby), vanno ricordati Late november, una ballata dalle struggenti linee melodiche nella migliore tradizione della Denny, la tradizionale Blackwaterside, la marziale John the gun e le autunnali The north star grassman and the ravens e Next time around. A questo primo lavoro seguono i validi Sandy (Island-1972), Like an old fashioned waltz (Island-1973) e latipica esperienza di The Bunch, estemporaneo incontro di musicisti, per la maggior parte del giro Fairport Convention, che frutta Rock on (Island-1972), imprevedibile ritorno alle radici del rocknroll scatenato degli anni Cinquanta. La carriera della Denny appare in fase calante ; nel 74 la cantante effettua un breve rientro nei Fairport Convention per un paio di LP e nel 77 pubblica lultimo lavoro, Rendezvous, come sempre per la Island. Il 21 aprile 1978 una data triste da ricordare : una banale caduta dalle scale le procura unemorragia cerebrale e la porta via, sicuramente per il paradiso.

Altro personaggio di notevole rilevanza del folk rock inglese, Ashley Hutchings (come la Denny) lascia i Fairport Convention subito dopo la pubblicazione del capolavoro Liege & lief, alla fine del 1969. Il passo successivo la creazione degli Steeleye Span, con la cantante Maddy Prior, Tim Hart (ch.v.) e i coniugi Gary e Terry Woods, provenienti dagli Sweeneys Men. Il gruppo incide Hark the village wait (RCA-1970), album interamente e rigorosamente basato su materiale tradizionale ; questaspetto viene confermato anche nei lavori seguenti, sia pure con qualche timida concessione verso sonorit elettriche. Molto belli sono Please to see the king (B&C-1971) e soprattutto Ten man mop or Mr. Reservoir Butler rides again (Pegasus-1971), che appare il disco pi riuscito del primo periodo. Il programma prevede gighe, reels e canzoni quali Gower wassail, che alterna cori a cappella ad un incedere marziale, le belle When I was on horseback (lenta e rarefatta) e Captain Coulston. Quando vengono incisi questi due album gli Steeleye Span hanno gi perso per strada i Woods, e al loro posto troviamo Martin Carthy (ch.v. - autore sin dal 65 di una lunga serie di dischi solistici) e il violinista Peter Knight. Nel 1972 il fondatore Ashley Hutchings preferisce lasciare il gruppo per dedicarsi ad una nuova creatura, la Albion Country Band, alla quale poi saggregher lo stesso Carthy.

STEELEYE SPAN

BELOW THE SALT

(Chrysalis - 1972)

Gli Steeleye Span si assestano definitivamente con i nuovi Robert Johnson e Rick Kemp (fino a quel momento stretto collaboratore di Michael Chapman). Il primo risultato del nuovo corso Below the salt, un disco controverso che rispetto al passato presenta un suono notevolmente orientato al rock, ma che non per questo rinnega laspetto tradizionale della musica del gruppo ; si tratta di un riuscito momento dincontro tra musica popolare (tutto il materiale ancora depoca) e la propensione ad unespressione che tiene maggior conto del numero di copie vendute. Purtroppo, per gli Steeleye Span Below the salt anche un punto di non ritorno, un precedente di successo che induce la formazione a svilire i contenuti della proposta musicale alla ricerca di una costante conferma commerciale. In ogni caso lalbum opera degna, in parte pregevole, che pure riflette una certa freddezza stilistica tipica del complesso. La voce della Prior sicura, ineccepibile sotto laspetto formale, ma manca della calda passione che consente a Sandy Denny di volare ben pi in alto ; la strumentazione impeccabile anche se non lascia trasparire spunti particolarmente fantasiosi. La gelida King Henry presenta un incedere deciso, la chitarra pi elettrica che mai e Knight orchestra i violini concedendosi qualche licenza espressiva. Molto belle pure Sheepcrook and blackdog e Saucy sailor, che sfrutta un arrangiamento facile e ammiccante senza perdere la vena romantica. Rosebud in june e linno sacro di Gaudete (pubblicato con successo su singolo) sono maestosi canti a cappella. Le gighe di The brides favourite e di Tanseys fancy, le graziose Spotted cow e John Barleycorn, la gioiosa Royal forester completano degnamente un album che merita rispetto e considerazione. I dischi successivi incrementano il successo degli Steeleye Span, ma la qualit del materiale si dimostra in rapido ed evidente calo ; da Now we are six (Chrysalis-1974), prodotto da Ian Anderson dei Jethro Tull, trova posto in organico il batterista Nigel Pegrum, e in quel long playing appare persino David Bowie al sassofono...davvero unaltra musica. Nonostante lingloriosa svolta i primi album rimangono, senza dubbio, degni di una collocazione ai vertici del movimento folk rock.

Dalla terra dIrlanda gli Horslips, una buona ma non eccelsa formazione che rivisita in maniera elettrica e con arrangiamenti elaborati la musica tradizionale dei propri luoghi dorigine. Il gruppo prende forma a Dublino nel 1970 ed inizialmente si schiera con il chitarrista Declan Sinnot (nei primi anni Ottanta sar con i Moving Hearts), Charles OConnor (vi.mn.), Jim Lockhart (fl.ts.), Barry Devlin (bs.v.) e Eamon Carr (bt.). Sinnot viene presto sostituito da Gus Guiest e alla fine il posto di chitarrista spetta, in via definitiva, a John Fean. Dopo un paio di 45 giri di discreto successo gli Horslips registrano il primo LP Happy to meet sorry to part, che nel 1973 ottiene ottimi riscontri di vendita. Il disco il pi rappresentativo della folta discografia ed esplica le soluzioni sonore care agli Horslips, forse non troppo originali per via del facile (e ingeneroso) paragone con i Jethro Tull, comunque accettabili e non forzatamente commerciali, almeno nei primi due lavori. Piace la vena strumentale di The musical priest, di Hall of mirrors, di The clergys lamentation, della bella ballata di Furniture,

dellaria popolare di The shamrock shore. Bon istgh ag ol, in effetti, presenta uno stile non distante da quello del gruppo di Ian Anderson, ma nel complesso il disco non dispiace. Nellautunno del 73 gli Horslips vanno in tour con gli Steeleye Span e poco dopo pubblicano il secondo album The tain (Oats-1973), che si propone come opera concept senza sostanziali modifiche sul piano stilistico (Charolais, Cu chulainns lament / Faster than the hound). Nei primi due lavori sono concentrate le migliori intuizioni degli Horslips, che in seguito spostano il baricentro musicale verso forme ancora pi rock e di minore personalit, disperdendo buona parte dellinteresse inizialmente suscitato.

- 22 Numerose formazioni poco conosciute dal grande pubblico si agitano nel panorama underground offrendo un sottovalutato, quasi sempre fuggevole ma anche originale, contributo ad un rock d'ispirazione folk. Tra queste, i Foresters of Walesby nascono nel 1967 dallunione dei fratelli Martin e Hadrian Welham con Derek Allenby, tutti polistrumentisti. Il gruppo, mutato il nome in Forest, firma un contratto discografico con la Harvest che frutta la pubblicazione di un singolo e dellalbum omonimo, prodotto nel 1969 dal manager dei primi Pink Floyd, Andrew King.

FOREST

FOREST

(Harvest - 1969)

Interamente composti dai tre musicisti, i brani dei Forest sono costruiti su arrangiamenti piuttosto originali e bizzarri, con improvvisi cambi di umore e di tempi, sorretti da un approccio strumentale complesso ed articolato, solo in apparenza trasandato. La proposta dei Forest avvicinabile a quella della Incredible String Band anche per le strane, atipiche armonie vocali ; il gruppo si ferma per allaspetto esteriore e superficiale delle canzoni, magari rese in modo informale, mancando del surrealismo, del fervore sperimentale e visionario di unopera quale The hangmans beautiful daughter. Filastrocche dallincedere obliquo (Bad penny, While youre gone), canzoni cariche d'inatteso lirismo (A glade somewhere, Dont want to go), limpide e suggestive ballate sempre pronte a stupire per lelasticit della struttura (Lovemakers ways, Sylvie, Rain is on my balcony) ; in Mirror of life si assiste ad un piccolo delirio sulla stessa lunghezza donda di Peter Hammill e lemozionante Fading light conquista uno spazio nel cuore per via dellottimo lavoro alle chitarre e per la bella melodia della voce di Hadrian Welham. Il gruppo suona ovunque gli sia offerta la possibilit, acquisendo una certa notoriet anche in continente. Nella primavera del 1970 i Forest registrano il nuovo LP Full circle (sempre per la Harvest), che appare leggermente meglio rifinito, perdendo parte dellaspetto estemporaneo e mantenendo pressappoco lo stesso livello qualitativo del disco precedente. Tra i brani migliori sono da ricordare Hawk the hawker, con la bella steel guitar di Gordon Huntley dei Matthews Southern Comfort, laggraziata ballata pianistica di The midnight hanging of a runaway serf, laccattivante linea melodica di Do not walk in the rain, il classicismo gotico di Graveyard (quasi una canzone di Paul Roland, venti anni prima). Ovviamente una simile musica non vende e il destino dei Forest segnato, senza possibilit dulteriore appello.

Ancora pi amara la storia dei Trees, autori di due splendidi lavori per la CBS nel 1970 che non hanno molto da invidiare ai migliori esempi del folk rock inglese. Nessuno li ha degnati di uno sguardo, di un tardivo ascolto. La formazione presenta un organico sul modello dei primi Fairport Convention, con le chitarre di Barry Clarke e David Costa, una solida sezione ritmica composta dal bassista e cantante (e principale compositore) Bias Boshell e dal batterista Unwin Brown, con la voce solista di Celia Humphris. Allinizio del 1970 il gruppo pubblica lalbum The garden of Jane

Delawney, che propone materiale tradizionale alternato ad ottime composizioni di Boshell. Indubbiamente riusciti appaiono gli arrangiamenti della bella melodia tradizionale di The great silkie, le ottime elaborazioni di Lady Margaret e Glasgerion, lappassionante rilettura della classica She moved thro the fair, tutti brani caratterizzati da un emozionante suono elettroacustico che a tratti presenta forti tinte rock. Tra i brani composti da Boshell spiccano la pacata ballata di The garden of Jane Delawney, la delicata Epitaph e il canto meravigliato della conclusiva Snails lament.

TREES

ON THE SHORE

(CBS - 1970)

The garden of Jane Delawney passa pressoch inosservato, ma ugualmente al gruppo viene concessa una doverosa ulteriore chance ; il secondo On the shore lo splendido frutto di alcune sessions dellottobre 70 ai Sound Techniques di Londra, disco che merita dessere ricordato tra i pi bei lavori del folk rock britannico. Il gruppo appare compatto e convinto dei propri mezzi, la musica acquista maggior consistenza e sposta lattenzione verso unespressione marcatamente rock. La voce di Celia Humphris, un poco timida e priva della personalit delle grandi cantanti della scena folk, si difende bene e risulta pi sicura e precisa rispetto allalbum precedente. Soldiers three inaugura il disco con sonorit decisamente elettriche. Murdoch una notevole composizione di Boshell, con unottima interpretazione della Humphris, chitarre acustiche ed elettriche a sostenere il ritmo e la melodia. Lattacco della magnifica e fiera Streets of Derry quasi hard, la ritmica insistente e mutevole, le chitarre elettriche si distendono verso drammatici orizzonti rosso fuoco. I Trees sono al massimo delle possibilit espressive, difficile andare oltre. Sally free and easy (con Tony Cox al basso) ci prova, con un approccio sussurrato e melodico che spazia in un coinvolgente crescendo strumentale. La seconda parte del disco appare equilibrata, priva di sbavature, con due buoni originali quali Fool e While the iron is hot (segnata da un inconsueto arrangiamento di archi e da un intermezzo rock piuttosto marcato). Ancora prestazioni di rilievo in Geordie e in Polly on the shore, ancora una volta il disinteresse nei loro confronti. Ignorati al di fuori della scena underground, ai Trees non resta che rassegnarsi allennesimo beffardo scioglimento.

Due gli album anche per i Dr. Strangely Strange, Kip of the Serenes (Island-1969) e Heavy petting (Vertigo-1970). In particolare il secondo lavoro, prodotto dallonnipresente Joe Boyd e valorizzato dalla bizzarra copertina di Roger Dean, si segnala per una musica che trae spunto dalla tradizione popolare rivista attraverso atmosfere semplici e di buona presa armonica. La poetica sincera della loro proposta si riflette in brani di folk dolcemente stralunato (Ballad of the wasps, Kilmanoyadd stomp) e di frequente subisce decise intromissioni rock : il caso di canzoni immediate ed accattivanti come Summer breeze (che contiene un assolo di chitarra in stile rock blues), la fluida Sign on my mind, le roccate Gave my love an apple e Mary Malone of Moscow, pezzi nei quali appare limportante contributo del chitarrista degli Skid Row, Gary Moore (poi Colosseum II, Thin Lizzy e fortunato solista) e del batterista Dave Mattacks (Fairport Convention). Alla voce solista si alternano tutti e tre i componenti dei Dr. Strangely

Strange, Jim Goulding (ts.vi.), Jim Booth (ch.bs.) e Ivan Pawle (bs.ts.sf.ch.) ; il loro epitaffio il tenero, poetico frammento di Friends. Poi il silenzio.

I nomi del sottobosco folk sono numerosi : la fascinosa C.O.B., gli sconosciuti Dulcimer, la appena pi nota formazione dei Tudor Lodge (un album nel 70 per la Vertigo, al quale collaborano Danny Thompson e Terry Cox dei Pentangle) ed altri ancora, tutti superati in notoriet dai Dando Shaft, un complesso nato nel 1968 dallampliamento di un duo folk composto da Kevin Dempsey (ch.v.) e da Dave Cooper (v.ch.). Con loro finiscono Martin Jenkins (v.ch.mn.vi.), Roger Bullen (bs.), Ted Kay (pr.) e il gruppo firma per la Young Blood, la nuova etichetta del produttore Miki Dallon (in catalogo fra laltro anche gli psichedelici Julians Treatment e gli hard rockers Elias Hulk). Nel luglio del 1970 viene pubblicato il disco desordio, An evening with Dando Shaft, che li pone allattenzione degli appassionati del folk inglese. In autunno si aggiunge al gruppo la cantante Polly Bolton e a met del 71 i Dando Shaft giungono alla maturit artistica con il secondo LP omonimo, edito dalletichetta Neon. Del complesso non si discutono la vena limpida e raffinata di canzoni quali Coming home to me e Kalyope driver, la brillantezza del suono, lo stile rigoroso ed accattivante al tempo stesso ; solo manca un pizzico di coraggio, o forse la volont, per generare qualche azzardo geniale, qualche contaminazione meno ordinaria. Il lavoro ottiene buone critiche ma vendite scarse, a ben poco valgono i numerosi concerti di supporto a gruppi quali Pentangle, Brian Auger, e altri come attrazione principale alla Roundhouse e al Lyceum. Alla fine del 71 i Dando Shaft registrano Lantaloon, che viene pubblicato nel 72 dalla casa madre RCA, ma il successo non arriva e nello stesso anno il gruppo si scioglie. La Bolton e Dempsey proseguono in duo, Jenkins entra negli Hedgehog Pie e collabora con Bert Jansch ; nel 1977 leffimera ricostituzione che frutta lalbum Kingdom.

Verso la fine degli anni Sessanta lex manager degli Yardbirds Simon Napier-Bell alla ricerca di musicisti emergenti per la sua neonata etichetta SNB, quando in Irlanda simbatte in due dotate cantanti, Clodagh Simonds e Alison Williams. Il duo si battezza come Mellow Candle e nellagosto 1968, per letichetta di Napier-Bell, realizza il singolo Feeling high / Tea with the sun. Il 45 giri riscuote un insuccesso assoluto, come del resto la stessa casa discografica che ben presto fallisce.

MELLOW CANDLE

SWADDLING SONGS

(Deram - 1972)

Dopo il ritorno in Irlanda, di Clodagh e Alison si perdono le tracce fino allinizio del nuovo decennio, quando il nome Mellow Candle torna alla ribalta per alcuni concerti irlandesi. La formazione si nel frattempo ampliata, con lingresso di David Williams, fratello di Alison, di Frank Boylan e di William Murray (che vanta una collaborazione con Kevin Ayers). Il gruppo suona dal vivo di supporto a Horslips, Thin Lizzy, Skid Row e la Simonds partecipa, alla fine del 71, in qualit di tastierista al secondo album dei Thin Lizzy.

Nellautunno dello stesso anno i Mellow Candle firmano per la Decca, che prima pubblica (per letichetta Deram, allinizio del 72) il singolo di Silver song / Dan the wing e quindi lalbum Swaddling songs. La formazione si esprime con delicate, stupende melodie dal sapore antico, rivisitate con spirito attuale e afflato romantico, come la preziosa Heaven heath, lincantevole Sheep season, con le voci di Clodagh Simonds e Alison Williams che sincrociano e si rincorrono mirabilmente, in unestasi sonora alla quale contribuisce una strumentazione raffinata ed essenziale. La pianistica Reverend sisters e la tenue ballata di Silver song, entrambe composte dalla Simonds, si associano alla bellissima melodia di Messenger birds (della Williams) nellaffrontare ed impadronirsi dei fragili, emozionanti equilibri che regolano questa musica. Anche quando i ritmi si fanno pi sostenuti la stesura rimane diretta e naturale, priva d'artifizi, innocente nel suo profondo romanticismo : The poet and the witch, Dan the wing, Break your token, Buy or beware, Boulders on my grave savvalgono delle eccellenti capacit strumentali dei musicisti, delle chitarre di David Williams (Lonely man), della mai invadente sezione ritmica. Nonostante lelevata qualit il disco vende pochissimo e davvero non si capisce il perch, dal momento che la proposta non sottintende ricerche sperimentali, n evidenzia particolari asperit timbriche. Il finale di partita gi visto, con i Mellow Candle che si dissolvono nel nulla accompagnati dalla loro eterea musica. Il solo Murray rester nella scena musicale apparendo occasionalmente in lavori di Mike Oldfield, Richard & Linda Thompson e Paul Kossoff.

Per concludere, i Gryphon, una formazione sorta nel 1972, da molti considerata una fulgida speranza del folk inglese, promessa mantenuta solo in parte a causa di un precoce decadimento commerciale dopo i primi tiepidi entusiasmi. Richard Harvey (ts.sf.) e Brian Gulland (sf.), due brillanti studenti del Royal College of Music, si uniscono al chitarrista Graeme Taylor e al percussionista e cantante David Oberl con lobiettivo di realizzare una musica basata su soluzioni acustiche dimpostazione tradizionale, attraverso una rivisitazione personale, un atteggiamento estroverso, tuttaltro che cattedratico. Un buon esempio del loro approccio originario rintracciabile sul primo album Gryphon (Transatlantic-1973), nel quale trovano posto aggraziati e stravaganti brani come Sir Gavin Grimbold, Three jolly butchers, The astrologer, Juniper suite. Il disco vende abbastanza bene, ma gi il secondo LP Midnight mushrumps (Transatlantic1974) evidenzia lesigenza dei Gryphon di allargare gli orizzonti della loro musica ; di questa necessit si nutre la lunga suite che titola il lavoro, interessante anche se un poco dispersiva, apprezzabile ma incapace di mostrare il volto migliore del complesso. Il suono appesantito da ambizioni esagerate e non riesce completamente a coinvolgere.

GRYPHON

RED QUEEN TO GRYPHON THREE

(Transatlantic - 1974)

In ogni caso la popolarit dei Gryphon in aumento, grazie anche a numerosi concerti dal vivo come spalla degli Yes, e il nuovo Red queen to Gryphon three (registrato nellagosto del

74) avvicina notevolmente il gruppo a forme di rock progressivo, con largo uso di strumentazione elettrica. Lestetismo di Opening move offre la prospettiva del folk ormai completamente assorbito nei tessuti di una musica che riassume la propria bellezza formale in lunghe e raffinate composizioni interamente strumentali, di notevole equilibrio stilistico ed estremamente seducenti, vagamente assimilabili alle prime esperienze di un Mike Oldfield ma dotate di unanima pi profonda. Second spasm richiama in linea retta i dischi precedenti ma tastiere, chitarra e ritmica sono ben pi presenti e corpose, il contrasto fra strumenti elettrici e depoca crea un singolare fascino e una musica intelligente e divertente. Lament si basa su una splendida melodia senza tempo, che gli Yes avrebbero pagato a peso doro, e internamente evolve in svariate direzioni dimostrando la poliedricit e la sensibilit di questi musicisti. La conclusiva Checkmate appare ancora pi complessa e moderna nella scelta dei suoni, senza perdere in immediatezza. I Gryphon hanno raggiunto i limiti della loro sintesi, lavventura prosegue ancora (Raindance, Transatlantic-1975, con Malcolm Bennett - bs.fl. - al posto di Nestor) ma i tempi cambiano rapidamente e per il gruppo sempre pi difficile confrontarsi con le rinnovate esigenze del mercato discografico.

Le settimane Astrali e i giorni della Luna Rosa

- 23 Chiusa lavventura dei Them, il produttore Bert Berns convince Van Morrison a trasferirsi a New York per registrare alcuni singoli e una serie di canzoni, raccolte su vari album senza lautorizzazione dellartista. Dopo la morte di Berns, lirlandese trova spazio alla Warner Bros. e qui inizia una monumentale carriera da solista

VAN MORRISON

ASTRAL WEEKS

(Warner Bros. - 1968)

Il vero esordio avviene con Astral weeks, registrato nellarco di due sessioni di studio consecutive, per un totale di ben...sedici ore complessive di lavoro, e pubblicato nel novembre del 1968. I tempi del focoso rhythm & blues dei Them sembrano appartenere alla preistoria : la musica ora acustica, fascinosa e romantica, di grande raffinatezza strumentale con presupposti folk e jazz, arricchita da misurati interventi orchestrali. Ci che importa in Astral weeks non sono tanto la bellezza e le soluzioni di ogni singolo episodio, quanto limponente struttura complessiva del lavoro, concepito come una sinfonia per low budget orchestra che si stempera in una sobria atmosfera quasi cameristica. Il solo brano che in qualche modo si ricorda del R & B originario The way young lovers do, che recupera il ritmo confondendolo con chiari riferimenti jazzistici. Le altre (Astral weeks, Beside you, Cyprus avenue e Madame George le pi virtuose) sono canzoni rarefatte ed intense, con chitarra, flauto, vibrafono, violino, contrabbasso che si alternano alla guida del suono, duettano, si fondono tra loro creando uno spazio vergine colmato magistralmente dalla voce di Morrison, caratteristica, forte ed espressiva, capace di assumersi la responsabilit di un contesto musicale tuttaltro che semplice e accomodante, dando fiato ad una poesia visionaria, trasognata e nostalgica. Al disco partecipano musicisti di notevole levatura, tra i quali il chitarrista Jay Berliner (gi collaboratore di Charles Mingus) e il batterista Connie Kay, del Modern Jazz Quartet. Astral weeks appare momento unico, isolato nella discografia di Van Morrison che nei lavori successivi solo episodicamente rinverdir lapproccio stilistico di tale capolavoro. Nel febbraio1970 Moondance sposta laccento su un rhythm & blues meno avanguardistico ma di gran classe ; scompaiono i colori tenui del disco precedente per lasciare spazio a suoni concisi e diretti, con una sezione ritmica tradizionale e i fiati di Jack Schrorer e Collin Tillton al posto degli archi. Stoned me, Crazy love, Caravan, Into the mystic sono le fondamenta dellimpianto sonoro presente e futuro di Van Morrison, e il nuovo corso piace al pubblico americano che ne decreta il buon successo, al contrario di quanto accaduto al difficile Astral weeks. La tendenza stilistica confermata dal meno brillante His band and the street choir (Warner Bros.-1970) e dal discreto Tupelo honey (Warner Bros.-1971). Tra i dischi dei primi anni Settanta, di rilievo sono il doppio ...its too late to stop now... (Warner Bros.-1974, registrato

dal vivo) e Veedon fleece (Warner Bros.-1974), lopera che pi savvicina alle atmosfere di Astral weeks. La carriera di Van Morrison prosegue senza intoppi sino ai nostri giorni, con pubblicazioni costanti e irrefrenabili ; per qualcuno sempre la stessa canzone, per i fans i capolavori si sprecano.

Philip Donovan Leitch originario di Glasgow e, a soli diciannove anni, viene gi definito il nuovo Bob Dylan. E il primo di uninterminabile serie (che continua ancora oggi) di presunti discepoli del menestrello di Duluth ma, come spesso accade, laccostamento con il maestro improprio. Donovan intelligentemente cerca di sfruttare la popolarit derivata dallo scomodo paragone atteggiandosi a novello folksinger, e una fortunata esibizione televisiva lo pone in condizione dincidere nel 1965 una notevole quantit di brani, che vengono raccolti su alcuni singoli e su due LP (Whats bin did and whats bin hid e Fairytale, Pye-1965). Il repertorio spazia da canzoni di protesta, dal tono comunque gentile (The war drags on, Universal soldier, Ballad of a crystal man), a dolci brani che in parte anticipano lo stile futuro (Colours, To sing for you, Turquoise) e qualche arrangiamento leggermente pi impegnativo (Sunny goodge street e lottima Hey Gyp, dig the slowness). Buone canzoni, ma nel complesso nulla di trascendentale. Nel 1966 Donovan effettua una serie di concerti negli Stati Uniti, accompagnato alla chitarra dallo sconosciuto Shawn Phillips, e durante il tour entra in contatto con la scena psichedelica californiana e con il flower power ; sotto la produzione di Mickie Most vedono la luce due importanti album improntati ad una musica sognante e psichedelica, percorsa da brividi orientali, sostanziata da arrangiamenti rock e da un uso misurato di orchestrazioni classiche. Il notevole Sunshine superman (Pye, per il mercato inglese) e la versione USA Mellow yellow (Epic) sono pubblicati nel 1967 e comprendono numerosi titoli in comune. Al fianco di canzoncine preparate con gusto inimitabile, quali Sunshine superman e Mellow yellow, trovano posto delicati acquerelli dinfinita dolcezza che rispondono ai nomi di Guinnevere, Celeste, Writer in the sun, la lucente ballata di House of Jansch, la cupa litania di Young girl blues, la riuscita melodia orientale di Three kingfishers. Sulla bellissima Season of the witch spira un tiepido vento proveniente dalla costa occidentale degli States che porta una musica elettrica e disinvolta, in contrasto con il classico e prezioso arrangiamento di Hampstead incident e con lintensa forza espressiva di Legend of a girl child Linda, che pure non possono prescindere da una semplice essenza folk.

DONOVAN

A GIFT FROM A FLOWER TO A GARDEN

(2 LP Pye - 1968)

Alla fine del 67 Donovan ripone le fantasie psichedeliche di Sunshine superman e diventa seguace del guru indiano Maharishi Mahesh Yogi ; la musica ne risente fortemente, acquisendo serenit e toni quieti in omaggio alla teoria dellamore assoluto ed universale. La voce del cantante appare ancora pi distesa, rilassata, e la strumentazione si propone con gran sobriet, dimenticando buona parte dei preziosismi timbrici senza perdere in eleganza e fascino. Il risultato il doppio A gift from a flower to a garden.

Il primo disco presenta un suono moderatamente elettrico, equilibrato ed arricchito dai misurati interventi di ospiti quali il flautista Harold McNair e il tastierista Mike ONeil. I brani pi significativi sono leterea Wear your love like heaven, laccattivante Mad Johns escape, laffascinante cadenza jazzata di Oh gosh con il decisivo apporto del flauto di McNair ; ONeil introduce con discrezione il clavicembalo in There was a time, produce liquide sonorit allorgano e al piano nella valida The land of doesnt have to be, Jack Bruce appare al basso nella orchestrata Someone singing. Il secondo LP, completamente acustico e con sporadici interventi di musicisti esterni, ancora pi rigoroso ed estremo nella scelta stilistica, rasentando a tratti una certa monotonia di fondo. Non mancano per attimi di assoluta illuminazione, come nel caso di Isle of Islay, forse la sua canzone pi bella tra quelle che si muovono in territori di delicata passione. Ottime anche la sussurrata Song of the naturalists wife e le tenere ballate dal sapore tradizionale di Widow with shawl e di The lullaby of spring. La pubblicazione dellalbum seguita da un nuovo tour americano di gran successo. Da alcuni concerti tenuti al Fillmore West di San Francisco tratto il materiale di Donovan in concert, squisito esempio della capacit di coinvolgimento e della nitida bellezza della sua proposta acustica. Il successo prosegue anche con gli ultimi lavori dei Sessanta, Hurdy gurdy man (Epic-1968) e Barabajagal (Epic-1969) ; in questultimo album trova posto la facile ballata di Atlantis e fa capolino un suono dal forte impatto rock, per via della presenza del Jeff Beck Group in due brani (Barabajagal e Trudi). Nel decennio successivo Donovan continua ad incidere regolarmente, senza riuscire a rinverdire la popolarit ed il successo dei tempi migliori, dimostrando un progressivo calo dispirazione.

Certamente meno interessante, ma non per questo trascurabile, la parabola artistica di Steven Georgiou, un cantante dorigine greca che nel 1966 esordisce con il 45 giri I love my dog, dopo essersi ribattezzato Cat Stevens. Buone vendite giungono nel 1967 con Matthew and son, che si piazza ai vertici della classifica inglese e presta il titolo al primo LP. Nello stesso anno Stevens suona spesso dal vivo, in aprile partecipa ad un tour inglese come supporto a Jimi Hendrix ma, allinizio del 68, la sua carriera subisce un brusco arresto dovuto alla tubercolosi che lo costringe in ospedale per un lungo anno. Durante questo periodo di forzata inattivit il cantante prepara buona parte del materiale utilizzato per il ritorno discografico del 1970, lottimo album Mona bone jakon, prodotto dallex bassista degli Yardbirds Paul Samwell Smith. Accompagnato dal chitarrista Alun Davies, da John Ryan (bs.), da Harvey Burns (bt.pr.) e con una fugace apparizione di Peter Gabriel al flauto, Cat Stevens propone una musica acustica che prende spunto dalla canzone dautore piuttosto facile ma di buon gusto, ispirata a modelli vagamente folk. La voce caratteristica, modulata con precisione, capace di affrontare atmosfere dolci e morbide, come di passare senza problemi a toni pi robusti. Le ottime vendite del singolo con la leggiadra ballata di Lady dArbanville servono da traino per tutto il long playing, che si sostenta con le semplici ma efficaci armonie delle buone Maybe youre right, I think I see the light, Mona bone jakon, trova sfogo nellironia di Pop star e si crogiola nelle leggere tinte color pastello di Trouble e di Katmandu. Con Tea for the tillerman (Island-1971) Cat Stevens non modifica lassetto vincente del disco precedente ; stesso produttore, stessi musicisti, due brani trainanti di gran successo come Wild

world e Father and son, le belle Where do the children play ? e Miles from nowhere, soprattutto le tenere e raffinate Sad Lisa e Into white ad elevare la qualit del lavoro. Teaser and the firecat (Island-1971) spreme ci che resta della creativit del cantante, proponendo una musica curata ed elegante, ormai chiusa a qualsiasi possibilit di rinnovamento stilistico. Terminato il periodo migliore, Stevens rimane sulla breccia fino al 1978 con una qualit decrescente dei lavori e con minore seguito di pubblico. S'interessa di misticismo orientale, emigra in Brasile per motivi fiscali, elargisce denaro in beneficenza ; nel 1979 il clamoroso colpo di scena, con la conversione alla religione musulmana e il nuovo nome di Yosef Islam. Onestamente, sono fatti suoi.

- 24 Syd Barrett : mito e leggenda, disgrazia e disperazione, forse solo un uomo alla ricerca di se stesso, con le sue illusioni, con i suoi vertici creativi e i frequenti crolli psichici, esaltato da inafferrabili voli dimmaginazione, provato dalle droghe e dallincapacit desprimere compiutamente in musica il pensiero. Il chitarrista infuriato di sperimentazione degli anni Sessanta o il grasso, tranquillo e un poco strano signore dei tempi recenti, quale sia il suo vero volto alla fine del gioco ha ben poca importanza. Meglio lasciar perdere il complicato rebus della sua vita, anche per rispetto alla persona, e guardare con serenit alla sua opera da solista, a quella preziosa manciata di canzoni che ci ha lasciato come testamento musicale di unepoca colma di disagio, ma non solo di sofferenza.

SYD BARRETT

THE MADCAP LAUGHS

(Harvest - 1970)

Dopo linevitabile, sofferto abbandono dei Pink Floyd nel marzo del 1968, Syd Barrett tiene a Abbey Road le prime sessioni di registrazione come solista, tra il maggio e il luglio dello stesso anno. Il materiale realizzato non trova posto nei suoi album originali e verr recuperato in occasione della raccolta Opel (del 1969) e del cofanetto antologico Crazy diamond (1993). Lallontanamento dai Floyd e luso sempre massiccio di droghe allucinogene provocano un ulteriore peggioramento della situazione, con conseguente ricovero per sottoporsi a trattamento psichiatrico. Finalmente, nellaprile del 1969, Barrett torna in studio in discreta forma per registrare, con laiuto del produttore Malcom Jones, del nuovo materiale da inserire in un ipotetico album. Per facilitare il lavoro Jones decide di far incidere la base di chitarra e voce dal solo Barrett, evitando il problematico confronto diretto con altri musicisti (Wyatt, Hopper, Ratledge - i Soft Machine - Jerry Shirley degli Humble Pie e Willie Wilson dei Jokers Wild) che successivamente vengono chiamati a sovraincidere i propri strumenti. Da queste sedute sono ricavate la lenta e indolente Terrapin, la tipica filastrocca di Love you e un gruppo di ottime composizioni caratterizzate da un suono piuttosto elettrico : molto bella No good trying, probabilmente sovraincisa dai Soft Machine al completo, No mans land elettrica e caotica, Late night arrangiata in stile Pink Floyd mentre Here I go viene registrata in diretta con Wilson e Shirley. La musica appare notevolmente lontana dalle sperimentazioni dei primi Pink Floyd, una sorta di pigro e stravolto impasto elettroacustico che si muove attorno alla voce trasognata di Barrett, resa ancora pi insolita dal forzato montaggio sonoro adottato per loccasione. In giugno Jones rimpiazzato da David Gilmour e Roger Waters, che cercano dimprimere al lavoro di Barrett una maggiore concretezza. Una nuova seduta di registrazione frutta laccattivante ballata di Octopus, la suggestiva Golden hair e due nuovi brani, le notevoli Dark globe e Long gone (la prima solitaria, la seconda con qualche aggiunta di voce e organo) che portano Barrett ai limiti delle sue possibilit. La EMI ha fretta e reclama la conclusione del lavoro ; alla fine di luglio viene affrontata unultima serie d'incisioni per ricavare il materiale necessario al completamento del 33 giri. Sotto pressione Barrett fatica ancora di pi a trovare la necessaria lucidit ; ne risultano tre canzoni incerte (She took a long cold look, Feel, If its in you) ma comunque in linea con il resto della produzione.

Nel gennaio 70 viene infine pubblicato The madcap laughs, che ottiene ottime recensioni e vendite incoraggianti. Questo spinge la EMI a tentare un immediato raddoppio discografico al fine di sfruttare levidente popolarit che Barrett continua a mantenere, nonostante i problemi fisici, mentali e limpossibilit ad effettuare esibizioni dal vivo. Il secondo LP Barrett esce nel novembre del 1970, messo a punto tra febbraio e luglio e costituito essenzialmente da canzoni composte nel 69 durante la lavorazione di The madcap laughs. Il carattere e il comportamento di Barrett sono volubili ; Gilmour (che con Richard Wright si accolla la produzione del nuovo disco), viste le difficolt insormontabili di Syd per suonare con altri musicisti, decide di seguire due strategie di lavoro. Fare eseguire il brano dal solo Barrett e cercare poi di quadrare il tutto con la sovraincisione di basso (lo stesso Gilmour), tastiere (Wright) e batteria (Shirley), oppure preparare le basi preventivamente e quindi indurre il musicista ad inserire la parte vocale e la chitarra. In febbraio Barrett incide due nuovi brani, la pregevole Baby lemonade e lo strampalato blues di Maisie, e recupera vecchi progetti tra i quali spicca la lineare Gigolo aunt. A tratti il musicista ritrova lucidit, come in marzo quando esibisce unottima performance alla trasmissione radiofonica Top Gear, condotta da John Peel. In giugno torna a suonare dal vivo (la prima volta dopo i Pink Floyd) in occasione della manifestazione Extravaganza Concert 70 allOlympia Theatre di Londra ; lo accompagnano Gilmour e Shirley, Barrett suona alcune canzoni piuttosto bene, poi improvvisamente ringrazia e toglie il disturbo. Le ultime incisioni, nel luglio 70 a completamento del secondo album, generano le discrete Dominoes e Its obvious, brani che mettono in luce pi che altro lapporto strumentale, fin troppo marcato e predominante. Inoltre viene realizzata Rats, una pazzesca jam in presa diretta che si risolve in un caotico ed insistente crescendo vocale e strumentale. In seguito alla pubblicazione di Barrett lartista non riesce a combinare granch. Nel febbraio del 72 il bassista Jack Monk (ex membro dei Delivery, una poco conosciuta formazione di Canterbury) matura lidea degli Stars, un gruppo che coinvolge Barrett oltre al batterista John Twink Alder (personaggio di centrale importanza dellunderground londinese, gi con Tomorrow, Pretty Things, Pink Fairies). La formazione prova per qualche settimana e il 24 febbraio effettua lesordio ufficiale al Corn Exchange di Cambridge, con gli MC5 e gli Skin Alley. Le precarie condizioni di Barrett determinano il totale insuccesso dellesibizione e il rapido scioglimento degli Stars. Bench circoli la voce insistente dellesistenza di nastri del gruppo registrati dallo stesso Barrett, nulla di quelleffimera avventura vede la luce su disco. Sempre nel 1972 Peter Jenner tenta di riportare il musicista in sala dincisione, senza riuscire a ricavare niente d'ascoltabile. Poi il silenzio cala su Barrett, a cementare la solita leggenda del perdente. Ci che importa e deve bastare sono le tracce da lui lasciate nei dischi, da solo e con i Floyd, inamovibile testimonianza del talento di uno dei grandi innovatori del rock progressivo inglese.

- 25 Musicista di notevole interesse della scena musicale inglese Jack Bruce, dopo gli eclatanti ma poco duraturi entusiasmi con i Cream, preferisce dedicarsi ad una carriera come solista di non facile affermazione, al contrario di Baker e soprattutto di Clapton impegnati nella ricerca di nuovi supergruppi con i quali mantenere la popolarit acquisita. La scelta di Bruce appare ancora pi coraggiosa dal momento che lattenzione creativa viene rivolta ad unoriginale mistura di rock, folk, canzone melodica con forti inflessioni jazz, che ben poco ha da spartire con i precedenti rock blues. I validi Song for the tailor (Polydor-1969) e Things we like (Polydor-1972) mostrano la via e non mancano di collaborazioni di prestigio (John McLaughlin, Jon Hiseman, Dick Heckstall Smith).

JACK BRUCE

HARMONY ROW

(Polydor - 1971)

Il vertice qualitativo raggiunto con le registrazioni del gennaio 71, dalle quali emerge il piccolo capolavoro di Harmony row. Avvalendosi esclusivamente dellapporto della chitarra graffiante e creativa di Chris Spedding e della batteria potente e precisa di John Marshall, a quei tempi entrambi di stanza nei Nucleus di Ian Carr, Bruce si dimostra compositore sopraffino e musicista completo, bassista fantasioso e dotatissimo (gi si sapeva), tastierista misurato e cantante limpido ed equilibrato. Impossibile resistere al fiero e struggente lirismo della pianistica Can you follow ?, alle ingegnose soluzioni armoniche della bellissima Escape to the Royal Wood (on ice), alla grazia melodica di Folk song, al rock brioso e mai ottuso di You burned the tables on me, con la chitarra scoppiettante di Spedding, e ancora di Post war e di A letter of thanks. Le movenze jazz di Theres a forest lasciano spazio allincontenibile frenesia ritmica di Morning story e alle geometrie inconsuete della varia Smiles and grins. Chiudono la gustosa ballata Victoria sage e loriginale The consul at sunset. Bruce non perde occasione per collaborare con musicisti jazz di rilievo quali Carla Bley, Mike Mantler e Tony Williams ; contemporaneamente si presta ad un provvisorio ritorno verso forme di rock duro con gli ex Mountain Leslie West e Corky Laing (tre album tra il 72 e il 74). Nel 1974 torna ad incidere come solista con il valido Out of the storm, lavoro nel quale conferma la collaborazione con Pete Brown nella veste di paroliere e, forse indotto dalla presenza del grintoso chitarrista Steve Hunter, adotta ritmi pi forti (Pieces of mind) senza scendere a compromessi, mantenendo integre tutte le componenti fondamentali del suo stile melodico (Golden days) e composito (lottima Timeslip, con un finale...alla Cream). La produzione degli anni Ottanta non sempre sar allaltezza delle sue possibilit, comunque le note di Harmony row e dei dischi migliori sono sufficienti per attribuire a Bruce un giusto riconoscimento artistico anche come solista.

Roy Harper un cantante e compositore atipico dalla complessa personalit, che sconta uninfanzia difficile e disavventure varie a base di manicomio, elettroshock e galera. Nel 1964 giunge a Londra dove suona ovunque capita, per le strade e gratis a Hyde Park ; qualche tempo dopo trova il modo di registrare, con mezzi poveri, un album dal titolo The sophisticated beggar (Strike-1967) subito bissato da un secondo LP, Come out fighting Ghengis

Smith (CBS-1967), prodotto da Shel Talmy. Il miglior lavoro del primo periodo il successivo Folkjokeopus (Liberty-1969), ancora curato da Talmy : nel complesso discreto, il disco raccoglie i momenti pi significativi nella bella Sgt. Sunshine dapertura e nella lunga Mc Goohans blues. Dopo continui cambi di casa discografica finalmente Harper trova spazio alla Harvest e, con la pubblicazione di Flat baroque and beserk (1970), inizia il periodo decisivo della sua carriera. Sullalbum appaiono i Nice e proprio in quei giorni Harper ha modo di conoscere i Led Zeppelin, in occasione del festival di Bath. Con il gruppo di Jimmy Page il bizzarro folksinger va in tour negli Stati Uniti e si vede gratificato di un omaggio nella parte acustica del terzo LP del gruppo (Hats off to Roy Harper).

ROY HARPER

STORMCOCK

(Harvest - 1971)

Roy Harper ormai musicista rispettato ed apprezzato da grossi nomi della scena inglese, dai Pink Floyd a Ian Anderson dei Jethro Tull a Paul McCartney, mantenendo lo stesso integra la propria immagine di artista underground. Stormcock raggiunge il vertice espressivo in una complessa, matura elaborazione acustica e vocale che si dispiega in quattro lunghe composizioni. Apre la pacata Hors doeuvres con quelle voci impossibili, sospese ed intrecciate su diversi piani mentali ; uno stato dincoscienza virtuale, un sogno ad occhi aperti. The same old rock riporta a terra, con la chitarra solista di Jimmy Page, e affronta una maggiore variet armonica, alternando frasi di notevole pregnanza e bellezza formale ed evoluzioni vocali d'assoluta eccellenza che ricordano i voli stellari di Tim Buckley, gli incubi spaziali di Peter Hammill, in ultima analisi linsegnamento basilare delle stratificazioni sonore di Ligeti, sia pure rivisti in forma barocca. Le linee folk blues della chitarra di One man rock and roll band sono allungate, strascicate fino allesasperazione del suono, nella trepidante attesa di un evento mai consumato. Me and my woman stupenda, equilibrato esempio di suite da camera in quattro tempi con misurati ed adeguati interventi orchestrali di David Bedford, sviluppata in una sequenza di lirici frammenti folk, canzoni intime, suggestive, momenti ritmati e lucidi sprazzi strumentali. Harper costretto ad una prolungata sosta per via di seri problemi di salute. Il ritorno sulla scena avviene nel 1973 con lottimo Lifemask, ancora prodotto da Peter Jenner e realizzato con lausilio di un cast importante di musicisti quali il solito Page, Brian Hodges (bs.), Ray Warley (fl.) e i percussionisti Tony Carr, Laurie Allen, Brian Davison (Nice), Steve Broughton (Edgar Broughton Band). La musica si assesta su strutture meno ambiziose in canzoni dintrinseca bellezza come Highway blues, Bank of the dead, la funerea All Ireland ; leccezione costituita dal poema musicale The Lords prayer che tradisce un assetto troppo rigido e severo, accusando qualche cedimento nellarco della lunga esposizione. Lartista allapice della notoriet, tiene esibizioni live accompagnato da musicisti di fama. Nel febbraio 74, il giorno di San Valentino, viene pubblicato il nuovo LP Valentine (Harvest) e Harper tiene un famoso concerto al Rainbow con il sostegno tra gli altri di Jimmy Page, Keith Moon e di unorchestra diretta da David Bedford. Di non minore effetto il concerto a Hyde Park, gratuito come agli inizi ma ora lartista accompagnato da Dave Gilmour, John Paul Jones e Steve Broughton. Nel 1975 interpreta la parte vocale di Have a cigar sul Wish you were here dei Pink Floyd e realizza un discreto album di studio, al quale partecipano Chris Spedding (ch.) e Bill Bruford (bt.) (HQ, Harvest). Lapproccio ora decisamente elettrico,

molto del fascino originario andato perso ma Harper rimane un musicista credibile, capace di conservare dignit e sincerit nel suo modo introspettivo di fare musica.

Michael Chapman un altro folksinger sotterraneo e ingiustamente sottovalutato ; come Harper, anche Chapman fa parte della scuderia Harvest, almeno nel periodo migliore dal punto di vista creativo. I suoi Rainmaker (1969), Fully qualified survivor (1970), Window (1971) e Wrecked again (1971) spiegano abbondantemente lonest e le qualit del musicista. Si passa da brani per sola chitarra acustica come Rainmaker, colorata da un sano impressionismo, come lo squisito ragtime di Naked ladies and electric ragtime alle belle ballate folk di In the valley e The first leaf of autumn, sino alla schiettezza stilistica di Last lady song che richiama vaghe allusioni soul. Chapman un valido chitarrista folk ma pure un cantante ricco di sensibilit, dotato di una voce cruda e vissuta, diretta e carica di nostalgia. In alcuni brani del secondo album appare lelettrica di Mick Ronson : notevoli sono Kodak ghosts, Soulful lady (dal forte accento rock) e soprattutto la triste e decadente Postcards of Scarborough, valorizzata da un misurato arrangiamento di archi di Paul Buckmaster. Lintervento di Buckmaster decisivo alla riuscita della magnifica Wrecked again, una canzone nel cui impianto folk sinnestano interventi orchestrali di stampo classico. Con Chapman collabora assiduamente fino al 1972, spesso anche dal vivo, il bassista Rick Kemp, fino a quando lo strumentista coglie loccasione per entrare nei pi fruttiferi Steeleye Span, a partire dallalbum Below the salt. Nel 1973 esce Milestone grit (Deram), primo album prodotto a seguito del passaggio alla Decca, dove appare ancora Kemp e suona il batterista Keef Hartley ; Chapman pu proseguire la carriera, senza particolari riscontri commerciali ma sempre con estrema lealt.

Texano di Fort Worth, Shawn Phillips pu essere considerato inglese dadozione anche se, per il carattere libero ed aperto, pare giusto definirlo un girovago cittadino del mondo. Gli inizi di carriera narrano di un folksinger in perenne movimento negli States, che si mantiene con umili lavoretti e cerca ispirazione prima nella canzone folk e poi sinnamora di Ravi Shankar, delle filosofie orientali. A met degli anni Sessanta arriva a Londra dove, per la Columbia, pubblica i primi lavori Im a loner (1965) e Shawn (1966) ; subito dopo, nel ruolo di chitarrista, accompagna Donovan in una serie di concerti americani. Al ritorno in Inghilterra, privo di regolare permesso di lavoro, si vede costretto a lasciare il paese per cercare rifugio in Italia, a Positano. Il primo risultato di rilievo viene colto con Contribution (A&M-1970) che riassume alcune parti di quello che sarebbe dovuto diventare un progetto ambizioso, un album triplo con musicisti della London Philarmonic Orchestra, Paul Buckmaster e i Traffic. Phillips inizia a sviluppare uno stile vocale affascinante ed originale, caratterizzato dalla grande capacit di controllo di toni e sfumature. Il modello preso a base del suo lavoro di certo quello del Tim Buckley sperimentale di opere come Lorca, Blue Afternoon e in parte di Starsailor ; un buon esempio si rintraccia nellaffascinante L ballade, mentre sul versante della canzone folk meno ortodossa risalta lottima Screamer for Phlyses. Notevole, sul piano strettamente vocale, linfluenza esercitata da Phillips nei confronti di Alan Sorrenti per la realizzazione del piccolo classico nostrano di Aria.

Second contribution nel 1971 ottiene i risultati migliori con un collage sonoro di grande equilibrio formale, reso possibile da una raggiunta maturit compositiva ed interpretativa di Phillips, oltre che dallaiuto profuso da una fitta schiera di musicisti di valore, tra i quali il tastierista Pete Robinson (Quatermass, Come To The Edge) e Paul Buckmaster, splendido esecutore al violoncello e responsabile di pregevoli arrangiamenti orchestrali. La tecnica vocale di Phillips esprime il massimo delle possibilit a livello esecutivo, sfruttando in pieno il sostegno fornito da una base strumentale delevata qualit. Importa rilevare la compattezza dellinsieme dellopera, ma non si pu far a meno dapplaudire lintrinseco valore (e limpossibile titolo) delliniziale She was waitin for her mother at the station in Torino and you know I love you baby but its getting to heavy to laugh, dammirare il suono fluido e lucido delle notevoli Song for Mr. C, Song for sagittarians, Lookin up lookin down, la meraviglia e lo stupore strumentale della Ballad of Casey Deiss, la tenue melodia folk che sconfina nel silenzio di Steel eyes. Lo stesso anno Shawn Phillips si segnala per un altro disco di pregio (Collaboration, A&M), poi la vena creativa tende ad esaurirsi, cos come linteresse nei suoi confronti.

Kevin Coyne inizia la carriera nei Siren, una formazione che nel 1970 ha modo di registrare e vedere pubblicati un paio di album (Siren e Strange locomotion) per la Dandelion, letichetta di John Peel. Sempre per la stessa casa Coyne effettua nel 1972 lesordio da solista, con il long playing di Case history, e subito dopo passa alla neonata Virgin dove trova notevole fiducia, tale da permettergli unintensa e duratura attivit discografica. Proprio il lavoro che inaugura il rapporto risulta uno dei pi interessanti dellintera produzione di Coyne : Marjory razor blade, in due LP verso la fine del 73, raccoglie le principali configurazioni del suo particolare stile. Tra il rhythm & blues di Marlene (e della potente Eastbourne ladies) e il rocknroll di Chicken wing trovano posto canzoni prossime alla ballata folk (Talking to no-one, Chairmans ball e la pregevole House on the hill), oltre a brani come Jackie and Edna e il tradizionale I want my crown, di chiara impostazione blues. La voce decisamente sgraziata, a volte ricorda lapproccio insofferente di Van Morrison, in altre occasioni si deforma attingendo alla scuola bestiale di Captain Beefheart, come nella Marjory razor blade iniziale e in Karate king, pur rimanendo originale, sofferta, spesso al limite dellinsolenza (Dog latin, This is Spain, Good boy). Certo siamo lontani da improponibili accostamenti con Joe Cocker, come qualcuno ha furbescamente cercato di lasciar intendere, forse per agevolare una poco probabile carriera commerciale.

- 26 John Martyn e Nick Drake, musicisti diversi tra loro ma uniti da una comune sensibilit artistica che, ciascuno a modo suo, li fa giungere alle soglie della consapevolezza. John Martyn il pi forte dei due, la personalit pi spiccata, capace di governare creativamente le spinte propulsive del proprio animo e per questo estremamente efficace nellinterpretazione, duraturo nei risultati, ma pure privo della tremante, sofferente purezza poetica della musica di Nick Drake. Nativo di Glasgow, Martyn inizia come cantante folk legato alla tradizione con lellep London conversation (Island-1967), e nel successivo The tumbler (Island-1968, con la partecipazione di Harold McNair) comincia ad introdurre elementi blues - jazz e a sviluppare uno stile vocale personale. Nel 1970 produce due dischi assieme alla moglie Beverly (Stormbringer e The road to ruin, sempre su Island), che preludono al momento migliore dellartista, inaugurato da Bless the weather (Island-1971, dedicato proprio a Nick Drake). Il culmine raggiunto nel 1973 con la pubblicazione di due lavori fondamentali, quali Solid air e Inside out. Solid air ricorda da vicino il quieto e raffinato folk acustico, intriso di blues e di jazz, di MarkAlmond, con in aggiunta una voce espressiva e coinvolgente ; su questo piano si collocano brani come la title track e Dont want to know, mentre altri preferiscono affidarsi a nitide rimembranze folk (Over the hill) o ad esuberanze blues (The easy blues). La sperimentazione si fa strada nella rilettura di Id rather be the devil di Skip James, resa con gran trasporto ritmico e con sonorit che si dividono tra basi acustiche ed impennate elettriche, il tutto cementato da una notevole prestazione vocale. Meno incisive, anche se interessanti, sono Dreams by the sea, The man in the station e la soffusa poesia di Go down easy.

JOHN MARTYN

INSIDE OUT

(Island - 1973)

Registrato nel luglio 1973 con laiuto di musicisti del calibro di Stevie Winwood, Chris Wood (Traffic) e Danny Thompson (Pentangle), Inside out il superbo risultato della creativit di Martyn. Fine lines mostra subito una voce profonda, appassionata e una totale padronanza sugli arrangiamenti, caratteristiche fondamentali di tutto il disco. Il traditional Eibhli ghail chiuin ni chearbhaill un leggero alito di vento tiepido spazzato via dal brusco realismo di Aint no saint, che aggredisce con una vocalit insistente e con un memorabile, spasmodico trattamento di chitarra. Outside in capovolge i termini del discorso musicale di Martyn, che esce allo scoperto e fornisce la pagina pi sperimentale, coniugando enfasi ritmica e lirici sprazzi armonici, echi ancestrali e prospettive di moderna sintassi in unatipica simmetria di suoni e colori. Subito dopo, The glory of love diffida ironicamente a prendere tutto troppo sul serio. Di minore intensit la seconda parte dellalbum, che offre le cose migliori nellacida Look in e nel toccante strumentale di Beverley ; le restanti Make no mistake, Ways to cry e So much in love with you non mancano di nulla, ma neppure aggiungono particolari a quanto gi enunciato.

La lunga carriera musicale di Martyn regala ancora lottimo Sunday child (Island-1974) e, sporadicamente, qualche bagliore creativo che permette di ricordare lillustre passato di sperimentatore folk.

Quando, il 25 novembre 1974, Nick Drake si toglie la vita assumendo una dose eccessiva di un antidepressivo il mondo della musica rock resta indifferente al consumarsi dellennesima grande tragedia. Proprio perch di grande tragedia non si tratta, non di mito n di leggenda ma solo di un sensibile ragazzo impegnato nel disperato tentativo di comunicare con il prossimo, con la natura, con il mondo esterno che impietosamente lo respinge. Una figura fragile, un angelo di depressione e d'infinito amore. E Ashley Hutchings, allora bassista nei Fairport Convention, a scoprirlo nel 1968 e ad introdurlo al solito Joe Boyd, produttore di primaria grandezza in ambito folk rock. Il risultato la pubblicazione nel 1969 di Five leaves left (Island), per la realizzazione del quale Drake savvale di collaboratori importanti (Richard Thompson, ch. e Danny Thompson, bs.). La musica di Drake non pare ancora completamente definita ma il disco evidenzia ugualmente le principali doti di uno stile costruito su ballate semplici e lineari, di lucente bellezza, reso appena pi severo dal frequente utilizzo di arrangiamenti orchestrali di stampo classico. Tra i brani vanno segnalati Time has told me, Cello song (con il violoncello di Clare Lowther), Fruit tree e Saturday sun. La critica pare ben disposta ed accoglie positivamente lalbum, che comunque non ottiene grandi risultati commerciali. Nel settembre del 1970 Drake ci riprova con convinzione ancora maggiore, dando alle stampe lo splendido Bryter layter. La disillusione e la tragedia sono lontane e Drake offre ampia dimostrazione delle potenzialit creative ed interpretative, fissando le qualit e i limiti della sua musica, perfezionando un timbro vocale caratteristico, fatto di aria solida e colmo di passione. Si passa dalle due spigliate Hazey Jane, con i Fairport Convention (Thompson, Pegg e Mattacks), a One of these things first nel pi classico stile di Drake. At the chime of a city clock e Poor boy presentano un incedere ricco di sfumature jazzate, con la presenza del sax alto di Ray Warleigh ; Poor boy contempla pure il piano di Chris McGregor e lutilizzo di arrangiamenti gospel per i cori. Bryter layter e Sunday sono frammenti dilluminata semplicit nei quali, riposta per un attimo l'affascinante voce, Drake traccia una serena linea melodica alla chitarra, valorizzata dal delicato fraseggio del flauto (Lyn Dobson e Ray Warleigh) e da una sezione darchi sobriamente arrangiata da Robert Kirby. Basilare la presenza dellospite donore John Cale, che lega il proprio contributo a due delle canzoni pi belle : Fly, cameristica ed appassionata, con lex Velvet Underground alle prese con clavicembalo e linseparabile viola, e Northern sky, nel tipico stile del cantautore.

NICK DRAKE

PINK MOON

(Island - 1972)

Purtroppo la qualit di Bryter layter non ripagata dal giusto riscontro di pubblico ; stimato da musicisti e addetti ai lavori, ma incapace di trovare il necessario rapporto con il pubblico e il music business, Drake si chiude in se stesso e il carattere fragile ed introverso gli rende problematico lesibirsi dal vivo con continuit. Questa situazione porta lartista ad incidere in completa solitudine il terzo album Pink moon, pubblicato nel febbraio del 1972.

Liniziale brano omonimo fa gelare il cuore, illustrando perfettamente lo stato danimo decadente e privo di speranza di Drake che canta con voce cupa e rassegnata, accompagnandosi con un pregevole quanto inanimato suono di chitarra ed inserendo poche tristi note di pianoforte. Lintrinseca bellezza di canzoni quali Place to be, Road, Which will non modifica latmosfera opprimente che attanaglia il disco. Nick Drake canta la solitudine, limpotenza, lincapacit di comunicare al prossimo la propria arte. Horn un breve, desolato frammento per sola chitarra che emette rintocchi funerei. Things behind the sun, capolavoro dellalbum, si muove su spigliate linee da ballata folk, sembra dare segni di ripresa ma solo apparenza, la voce di Drake raggiunge lapice della sofferenza, luomo ormai solo sotto la pioggia. La minimale Know lascia presagire poco di buono con il suo canto patito, uno spiritual proveniente da una dura terra di ghiaccio ; dopo linterlocutoria Free ride, Parasite getta nuovamente nella costernazione, e nelle note finali di Harvest breed e di From the morning non si trova serenit, nessun messaggio positivo. Il suono della chitarra si spegne senza sussulti, quasi a volersi mettere definitivamente in disparte. La debole spinta esaurita, il destino segnato. Ovviamente Pink moon non migliora la situazione, risolvendosi in un ennesimo fiasco commerciale, aiutato dallaspetto triste e sconsolato della musica. E in ogni caso un lavoro carico d'eccezionale umanit, sotto questaspetto simile ai grandi capolavori incompresi di un altro illustre disperato del rock, Tim Buckley.

Ars Longa Vita Brevis - 1


la musica della casa delle bambole

- 27 Uno dei sicuri meriti, fra i tanti, che deve essere ascritto ai Beatles quello dellintroduzione nella musica rock di tematiche proprie alla tradizione culturale classica. Luso che il quartetto di Liverpool fa di strumenti, arrangiamenti e orchestrazioni derivanti dalla musica classica contagia ben presto il panorama del beat e persino quello del blues revival, tanto che in certe canzoni dei Rolling Stones e degli Yardbirds, per portare un paio desempi, accanto alla chitarra elettrica e alla batteria compare laustero clavicembalo. Lallargarsi del fenomeno, dovuto al successo di brani pionieristici (come A whiter shade of pale dei Procol Harum), e lavvento nei gruppi rock di numerosi studenti provenienti dalle scuole darte e dal conservatorio sono alla base della nascita del cosiddetto rock romantico sinfonico, che tanta fortuna commerciale riscuote nei primi anni Settanta.

Non tutte le formazioni che solcano il mare in fermento del rock progressivo inglese decidono di affidarsi al suono neoclassico. Alcune preferiscono confrontarsi in modo diretto, anche se con diverse prospettive rispetto al passato, con i vecchi e sempre validi idiomi del folk, del blues e del jazz. Tra queste i Traffic di Stevie Winwood, che allinizio del 1970, dopo lo scioglimento dei Blind Faith e la parentesi con gli Airforce di Ginger Baker, ricostituisce il gruppo tornando a collaborare con Chris Wood e Jim Capaldi. Di nuovo insieme in studio per registrare le canzoni di un album solistico di Winwood, dal titolo provvisorio di Mad shadows, i tre musicisti decidono di concentrare gli sforzi per un nuovo lavoro a sigla Traffic.

TRAFFIC

JOHN BARLEYCORN MUST DIE

(Island - 1970)

John Barleycorn must die viene pubblicato nellaprile del 70 e consente ai Traffic di riguadagnare rapidamente la popolarit dinizio carriera, tanto da diventare il primo disco doro del gruppo. La musica notevolmente cambiata rispetto ai lavori degli anni Sessanta ; non c traccia di psichedelia, oramai fuori moda, e il suono si fa professionale e concreto, sicuramente ancora in grado di generare forti emozioni. La prima facciata dellalbum da antologia. Lapertura affidata al fluire della strumentale Glad, condotta a buon ritmo dal piano di Winwood e dal sax di Wood ; nella parte conclusiva il brano si risolve in pacate armonizzazioni che si dissolvono nella seguente Freedom rider, introdotta da un suadente sax. Torna linconfondibile voce di Winwood, Wood soffia nel flauto con il consueto buon gusto e Capaldi fornisce lasciutto, indispensabile sostegno ritmico. La bellissima Empty pages un rhythm & blues di tempo medio basato su un grande

suono dorgano (si esibisce allo strumento anche Wood), interpretata dalla melodica voce di Winwood che pure autore di un bellintermezzo al piano. Su Stranger to himself Winwood suona tutti gli strumenti, aiutato da Capaldi alle armonie vocali, e lo stesso accade in Every mothers son, con Capaldi alla batteria. John Barleycorn una delicata canzone folk arrangiata da Winwood, con una bella prestazione di Wood al flauto. Winwood amplia la base della formazione accogliendo il bassista Ric Grech (proveniente dai Family, gi con il leader nei Blind Faith e negli Airforce) ; poco dopo la volta del percussionista africano Reebop Kwaku Baah e del batterista americano Jim Gordon (ex Derek & the Dominos), che rinforzano la sezione ritmica permettendo a Capaldi di dedicarsi con maggior attenzione alle parti vocali. Alla nuova edizione dei Traffic saggrega anche il vecchio compagno Dave Mason e la temporanea riunione frutta un album dal vivo, Welcome to the Canteen (Island-1971), attribuito ai vari singoli musicisti. Il disco, registrato a Croydon e a Londra nel luglio 71, discreto pur non presentando particolari motivi dinteresse ; si tratta sostanzialmente di unantologia live, con buone (a volte non esaltanti) versioni di classici quali Medicated goo, 40000 headmen, Dear mr. Fantasy, Gimme some lovin e con laccattivante Shouldnt have took more than you gave apportata da Mason. Sempre nel 1971, con lo stesso organico (senza Mason), i Traffic realizzano il nuovo album di studio The low spark of high heeled boys (Island), un buon disco anche se nettamente inferiore a John Barleycorn. La musica presenta tessiture ritmiche frastagliate e complesse, evolve in lunghe parti strumentali senza per questo perdere in immediatezza, anzi risultando pi facilmente fruibile nellambito di canzoni quali la title track, Light up or leave me alone, Rainmaker ; le pagine migliori sono la raffinata Hidden treasure e lappassionata ballata di Many a mile to freedom. Grech e Gordon abbandonano il gruppo e vengono sostituiti da due musicisti americani del giro dei Muscle Shoals Studios, il bassista David Hood e il batterista Roger Hawkins. Shoot out at the fantasy factory (Island febbraio 1973) enfatizza il nuovo corso musicale dei Traffic, proponendo un piacevole e leggero soul rock ; Winwood ammette candidamente in musica di attraversare momenti di scarsa ispirazione creativa...Sometimes I feel so uninspired. Con lorganico ulteriormente allargato dalle tastiere di Barry Beckett, anche lui sessionman ai Muscle Shoals, il gruppo intraprende un tour mondiale. Dai concerti tedeschi sono ricavati i nastri per un doppio LP (On the road, Island-1973), che rivisita il repertorio dei dischi degli anni Settanta con buoni risultati. Alla fine del 73 i tre strumentisti americani e Reebop sono congedati e i Traffic tornano al classico triangolo dinizio decennio ; per affrontare una serie di concerti inglesi nel 74 il gruppo savvale delle prestazioni del bassista Rosko Gee e cos organizzato pubblica lultimo When the eagle flies (Island-1974), prima di sciogliersi alla fine dellanno. Winwood e compagni dimostrano di poter ancora produrre musica dignitosa, il suono riacquista parte della scarna semplicit espressiva di qualche anno prima e canzoni come Dream Gerrard e When the eagle flies meritano di suggellare la gloriosa carriera dei Traffic. Capaldi si dedica allattivit solistica pubblicando numerosi dischi, cos come Winwood che negli anni Ottanta ottiene gran successo proponendo una musica piuttosto facile, dopo il fallimento dellennesimo supergruppo dei Go, con Stomu Yamashta, Klaus Schulze e Michael Shrieve. Dopo ventanni Winwood e Capaldi si ritrovano con il vecchio marchio per un album

(Far from home) e la partecipazione alla discutibile festa di Woodstock 94. Purtroppo, non della partita Chris Wood, morto nel luglio1983 ; lagile fraseggio del sassofono, il magico respiro del suo flauto sono emozioni che rimangono, per sempre.

Gruppo di fondamentale importanza per lo sviluppo della musica progressiva inglese, ingiustamente relegato ai margini della vasta notoriet, i Family nascono nel 1966 dalle ceneri dei Roaring Sixties (un singolo nel 66), a loro volta derivati dai Farinas (attivi tra il 62 e il 64). Il gruppo si compone del cantante Roger Chapman, del chitarrista Charlie Whitney, del bassista / violinista Ric Grech, del fiatista Jim King e del batterista Rob Townsend ed inizia ad esibirsi nel circuito underground, arrivando allincisione con il singolo Scene through the eye of a lens nellestate del 1967. Dopo aver firmato un contratto con la Reprise, i Family giungono alla prova sulla lunga durata con Music in a dolls house (Reprise-1968) ; linfluenza principale certamente quella dei Traffic e non un caso che la produzione del long playing sia affidata a Dave Mason. Il gruppo riesce comunque ad imprimere, sia pure in modo caotico e privo della futura potenza espressiva, alcuni spunti personali di notevole rilievo che preparano il terreno per audaci ed innovative sintesi sonore. La sequenza The chase / Mellowing grey sorprende per gli arrangiamenti originali e in particolare la seconda imbevuta di classicismo fino al midollo, anticipando atmosfere care ai primi King Crimson. Il contrasto tra la musica aggraziata e la voce di Chapman, incredibilmente forte e priva di pudore, contribuisce ad accrescere la drammaticit e il fascino della canzone. Mason offre un contributo compositivo con Never like this e nellinsieme piacciono Be my friend, Winter, il rock blues con interventi corali a cappella di Old songs new songs, Peace of mind e la strana, rumorista Voyage, nelle quali il mellotron e lintraprendente violino di Grech affermano concetti poco usuali.

FAMILY

FAMILY ENTERTAINMENT

(Reprise - 1969)

Se Music in a dolls house abbozza in ordine sparso gli elementi di un nuovo approccio stilistico, Family Entertainment in grado di raccogliere i primi significativi risultati. Le fonti dispirazione della musica del gruppo sono innumerevoli (rock, folk, jazz, classica e qualsiasi daltro) ma miracolosamente non sassiste ad un forzato ed accademico esercizio d'accostamento fra generi, bens al riuscito tentativo di creazione di un rock sfaccettato, dai molteplici interessi. Chapman inizia a stabilire con chiarezza il tipico stile dei Family, a cominciare dallindimenticabile The weavers answer, uno dei brani pi belli di tutto il progressive inglese. Lintroduzione dolcissima, una tenue melodia folk sottolineata dal violino ed interpretata dalla stupenda voce del cantante. Subito la canzone acquista peso, con un incedere ritmico che si fa ossessivo senza bisogno di elettrificare in eccesso il suono ; i fiati di King sibilano, Chapman supera ogni barriera, apre squarci vibranti demozione al limite delle possibilit fisiche. Alla fine tutto si quieta, come per incanto torna il tono iniziale. Observations from a hill pi di maniera ma ugualmente di notevole interesse, per quel suo mescolare la brillante melodia folk con un violino prossimo a modi classici. Chapman di nuovo incontenibile nelloriginalissima Hung up down ; impossibile catalogare questa musica che trae le radici dal folk pur essendone lontana nella forma, che associa senza problemi fiati di colorazione jazz, violini e corpose orchestrazioni classiche, che non cede nemmeno allimpeto rock blues nonostante la presenza di un interprete vocale potente e rabbioso. E

chiss da quali meandri proviene lidea di Whitney per larrangiamento darchi di Summer 67, in bilico con un indefinito sapore orientale. Ric Grech responsabile dellottima How-HiThe-Li che ricorda il metodo di scrittura di Jack Bruce : unidentit rock con il sapore del jazz e del folk. La seconda facciata si apre con la chitarra libera di indurire il suono e lasciar partire il rocknroll di Second generation woman (unaltra composizione di Grech) ; From past archives possiede un impianto classico e nostalgico che allimprovviso si schiude in estemporanee visuali jazz, mentre Dim si lascia suggestionare da modi country. Processions (scritta dal solo Whitney) bellissima nel suo incedere decadente e pieno di fascino, mirabilmente sostenuta dalle chitarre di Whitney e dalla stupenda interpretazione di Chapman ; in successione un altro notevole brano di Grech, Face in the cloud, con sitar e ambientazione classica, nel quale si vanno a spegnere gli ultimi bagliori psichedelici. La conclusione affidata ad Emotions che recupera ritmo e voce da orco, con le solite inconsuete elaborazioni armoniche allinterno di un contesto solo in apparenza convenzionale. Un disco delevato livello qualitativo e, una volta tanto, stupisce positivamente il sesto posto in classifica. Allinizio del 1969, nel bel mezzo di un tour USA, Grech abbandona i Family per entrare nei Blind Faith ; il suo posto preso da John Weider, ex membro dei New Animals. Verso la fine dellanno lascia anche King, sostituito da John Poli Palmer (dai Deep Feeling) che apporta vibrafono, tastiere e flauto. Il nuovo quintetto nel 1970 realizza A song for me, un lavoro ancora pi radicale del precedente, senza curare minimamente laspetto commerciale della proposta musicale. Drowned in wine priva di compromessi, audace convergenza di riff hard, tre / quarti improbabili, arpeggi folk, spunti jazzati, con la voce che non fatica a ritagliarsi lo spazio necessario allinterno di un arrangiamento caotico ma godibile. Diverse sono le canzoni di notevole bellezza, come la pacata Some poor soul, la strumentale 93s ok J e Song for sinking lovers, con il violino di Weider. Tra i solchi affiora qualche rudezza in pi del solito, che si nota nelle insinuanti linee di chitarra di Love is a sleeper e soprattutto nel giro semplice e micidiale di A song for me. La produzione dei Family rimane ad altissimo livello con un altro album pubblicato nel 70, sempre per la Reprise. Anyway... ha il pregio di mostrare le indiscutibili doti del gruppo dal vivo, proponendo sul primo lato una breve selezione di quattro brani registrati durante un concerto alla Fairfields Hall di Londra. La dimensione live conferma la vitalit e la grinta dei Family : Good news - bad news esaltante e durissima, con qualche spunto ricercato (lassolo centrale di vibrafono) e chi pensava che la voce di Chapman fosse uninvenzione di studio destinato a ricredersi ; Strange band raggiunge i confini estremi della forza espressiva, la voce spinta ai limiti della dissonanza, lapproccio selvaggio, appena mediato da violino, vibrafono e qualche apertura melodica. La seconda parte registrata in studio guadagna la piena maturit, i suoni sono intensi e curati, difficile pretendere qualcosa di meglio. La poliedrica Part of the load una sorta di moderno R & B, pregevoli sono la ballata di Anyway e lo strumentale di Normans, con violino e piano in evidenza. Infine la stupenda Lives and ladies che apre la strada alla fortunata progenie della ballata rock epico - romantica, filone imprescindibile per le fortune commerciali di formazioni quali Genesis e simili. Nellagosto del 70 i Family sono nel cast del festival di Wight e poco dopo John Weider lascia il gruppo, sostituito dal bassista dei Mogul Thrash, John Wetton.

Fearless (nel 1971) segna un nuovo vertice nella discografia del gruppo. Between blue and me, lo stile si collega alla parte di studio di Anyway..., dominato dalle chitarre di Whitney e dalla voce di Chapman. Si nota lassenza del violino di Grech e di Weider, ma non viene a mancare la variet timbrica tipica della musica del gruppo. Tra i brani, estremamente livellati, risaltano i raffinati Spanish tide, Burning bridges, la solida e moderna Take your partners. Fearless il limite invalicabile della proposta dei Family, riassunto creativo e fantasioso delle puntate precedenti che possiede il merito di evitare noia e cadute di tono. Cosa che purtroppo non riesce al successivo Bandstand (Reprise-1972) che, in ogni caso, appare disco dignitoso con qualche canzone particolarmente brillante (My friend the sun, Top of the hill, Burlesque). Una cosa certa : la vena creativa di Chapman e soci in decisa fase calante, ma questo non comporta svendite e facili liquidazioni, la caduta nel banale. Il gruppo resta fiero ed eretto, senza colpe delle quali vergognarsi, fino allultimo Its only a movie del 1973. Dei Family non fanno pi parte Poli Palmer e Wetton (approdato alla corte dei King Crimson), mentre danno il loro contributo il tastierista Tony Ashton (gi con Gardner & Dyke) e il chitarrista (per loccasione bassista) Jim Cregan, ex Blossom Toes e Stud. Its only a movie di certo il disco meno brillante ed interessante dei Family, con ben poca carne da mettere al fuoco (parzialmente ci si pu accontentare delle sufficienti Buffer tea for two e Boom bang). Lo scioglimento del gruppo, nellottobre del 1973, non sorprende eccessivamente anche se i Family ottengono consensi trionfali proprio in occasione del tour inglese di addio, culminato in un concerto al Rainbow. Allinizio del 74 Chapman e Whitney formano gli Streetwalkers, che pubblicano cinque discreti LP prima di naufragare nel 1977 ; negli anni Ottanta il cantante si dedica alla carriera solistica realizzando una fitta serie di album, a volte con apprezzabili risultati artistici. Da parte sua Whitney forma gli Axis Point : con lui sono Rob Townsend (che nel 74 suona con i Medicine Head) e altri due veterani quali Eddie Hardin (Spencer Davis Group, Hardin & York) e Charlie McCracken (Taste, Stud).

Le origini storiche dei Jethro Tull, uno dei gruppi pi longevi di tutto il rock inglese, risalgono alla met degli anni Sessanta e a piccole formazioni della zona di Blackpool, quali Blades e John Evan Band. Nel 1967 Ian Anderson e Glenn Cornick sono nella John Evans Smash mentre Mick Abrahams e Clive Bunker suonano nei McGregors Engine, provenienti da Luton. Dallunione dei quattro musicisti, nel novembre 1967, inizia lavventura dei Jethro Tull che nel febbraio del 68 esordiscono con il timido 45 giri di Sunshine day / Aeroplane. Il gruppo suona spesso al Marquee e in occasione del festival di Sunbury effettua una riuscita esibizione che contribuisce ad aumentare la considerazione in terra inglese. Nellottobre del 1968 esce il primo album This was (Island), accompagnato dal singolo A song for Jeffrey. Il disco mostra in modo esauriente lo stile dei primi Jethro Tull, improntato ad un entusiasta rock blues nel quale si trova a perfetto agio la chitarra di Abrahams, grintosa ed ineccepibile sotto laspetto tecnico. Meno impeccabile risulta lapproccio al flauto da parte di Anderson, con uno stile ancora approssimativo, mutuato dal jazzista Roland Kirk ; il suono dello strumento caratterizza per in modo deciso il timbro della musica del gruppo, Anderson un front man spettacolare in grado di coinvolgere il pubblico dei concerti e inoltre dispone di una bella voce immediatamente riconoscibile. La sezione ritmica solida e precisa, anche inventiva dal momento che Glenn Cornick un bassista piuttosto fantasioso e Clive Bunker si dimostra batterista capace di andare oltre ad un oscuro lavoro di accompagnamento.

Latmosfera del disco frizzante e brani come My Sunday feeling, Beggars farm, Its breaking me up, lincontenibile Cats squirrel sono ben congegnati ed eseguiti con passione e freschezza. Indubbiamente originale appare A song for Jeffrey, dedicata da Anderson al vecchio compagno Jeffrey Hammond Hammond, bassista nei Blades e nella John Evan Band (buono anche One for John Gee, retro del singolo, uno strumentale jazz blues a ringraziamento del manager del Marquee che fu il primo a credere nelle possibilit dei Jethro Tull). Serenade to a cuckoo la ripresa di un classico di Roland Kirk, mentre la serrata Dharma for one offre a Bunker la possibilit di mettere in luce le proprie doti con un assolo conciso e pirotecnico, che vanta il merito di riuscire a non annoiare. I contrasti tra Anderson e Abrahams, sulla direzione musicale da seguire e riguardo alla leadership interna del complesso, si fanno sempre pi netti e quando, nel dicembre del 68, viene dato alle stampe il nuovo singolo Love story / Christmas song il chitarrista ha gi abbandonato per dedicarsi ai Blodwyn Pig. Per il posto vacante vengono contattati diversi musicisti tra i quali Dave OList (dei Nice) e soprattutto Tony Iommi ; questultimo rimane per pochi giorni con il gruppo di Anderson, tanto quanto basta per capire che non quella la sua strada. Iommi torna ai suoi progetti e dopo qualche mese d vita ai Black Sabbath. Alla fine la scelta cade su Martin Barre, uno strumentista di ottima qualit e (guarda caso) in piena sintonia con le esigenze stilistiche di Ian Anderson ; Barre diviene il fedele scudiero del leader, ancora oggi al suo fianco. La prima incisione pubblicata dal rinnovato quartetto Living in the past (maggio 69), un brano melodico contraddistinto da un gradevole e misurato arrangiamento orchestrale. Dopo un paio di mesi la volta di Stand up, manifesto del nuovo corso musicale intrapreso dai Jethro Tull che da questo momento, sotto la spinta determinante del padre padrone Anderson, preferiscono attingere a matrici folk, con canzoni di ampio respiro melodico notevolmente irrobustite dalle sferzate hard della chitarra e segnate dalla presenza sempre pi insistita del flauto. Il blues rimane come influenza marginale, qualcosa si pu ancora scorgere nella tirata struttura di A new day yesterday. A tratti emerge un gustoso e caratteristico suono elettroacustico nelle piacevoli Jeffrey goes to Leicester Square, Look into the sun, Fat man, cos come nella celebre rivisitazione di Bach (Boure) fornita in chiave jazz rock. Capolavoro in ambito acustico Reasons for waiting, mirabilmente in equilibrio tra squisita canzone dal sapore folk ed arrangiamenti orchestrali che ricordano lesperienza di Living in the past. We used to know una convincente ballata che da un inizio acustico sale progressivamente di tono, grazie agli interventi della chitarra di Barre. Decisivi per leconomia complessiva del lavoro sono i brani legati ad unesposizione grintosa, ai limiti dellhard rock. Legregia Back to the family savvale di una base melodica di stampo folk ed scossa da potenti soluzioni elettriche, ben lontane dal soffocare lapparato narrativo della canzone. Notevole anche Nothing is easy, imperniata su una struttura ritmica circolare che ricorda lExperience, stacchi e sospensioni eccitanti e una buona prestazione di Lancelot Barre. Efficace la conclusiva For a thousand mothers, marcata da un originale incedere ritmico. Mick Abrahams presto dimenticato, bene o male che sia. In ogni caso, da ora in avanti, questi sono i Jethro Tull di Ian Anderson. Con la popolarit in netta ascesa il gruppo effettua un paio di tour negli Stati Uniti, riscuotendo buon successo ; del resto la creativit di Anderson allapice della forma, come dimostrano gli ottimi singoli di Sweet dream (ottobre 69), di The witches promise (gennaio 70), stupenda, con la gentile melodia e un turbinio di flauti, e soprattutto come lascia intendere la pubblicazione dellalbum Benefit (aprile 70), punto pi alto raggiunto dai Jethro

Tull nella prima parte della carriera. Al disco collabora in modo sistematico (per il momento come membro esterno) il vecchio amico John Evan, che introduce piano e organo. Liniziale With you there to help me, marcata da un flauto spettrale, sviluppa sonorit dure, a tratti sorrette da ritmi convulsi. La musica del gruppo pare orientata ad una marcata rudezza espressiva, mitigata dalla vena compositiva di Anderson e dal lavoro alle tastiere di Evan. To cry you a song hard in continua evoluzione, capace di guardare oltre langusto recinto del riff implacabile grazie alla duttilit della chitarra e allelasticit dellimpronta ritmica. Piace pure Play in time, anche se il brano non brilla per eccessiva originalit ; piuttosto inconsueta invece Son, che presenta unelaborazione singolare senza convincere in pieno. Non mancano canzoni di gran presa melodica come la bellissima e poetica Nothing to say, la romantica For Michael Collins, Jeffrey and me, la ballata di Sossity ; youre a woman. Inside (pubblicata anche a 45 giri) e A time for everything ? sono caratterizzate dal flauto di Anderson e da una notevole duttilit strumentale, mentre Alive and well and living in (retro del singolo) possiede un suono raffinato con limportante contributo di Evan al piano. Subito dopo la pubblicazione di Benefit John Evan entra come quinto elemento stabile e il gruppo si esibisce al festival di Wight, ma alla fine del 1970 il bassista Glenn Cornick abbandona i compagni per fondare i Wild Turkey, con i quali incide due LP (sar poi nei Kathargo e nei Paris, con lex Fleetwood Mac Robert Welch). Con lingresso del tante volte citato Jeffrey Hammond Hammond i Jethro Tull sono pronti per affrontare il grande successo anche negli Stati Uniti, che giunge puntuale per merito di Aqualung.

JETHRO TULL

AQUALUNG

(Chrysalis - 1971)

Pubblicato nel marzo del 1971, Aqualung una sorta di album concept incentrato sul tema della religione. Alla ricerca di un vasto riscontro di vendite negli USA, Anderson predispone un lavoro nel quale prevalgono gli estremi dei concetti sonori sviluppati dal gruppo sino a quel momento. Sotto laspetto pi prossimo al rock duro i Jethro Tull realizzano tre brani tra i pi importanti di tutta la loro produzione. Aqualung saffida ad un giro micidiale di chitarra e ai modi della ballata folk, con chitarra acustica e una lontana, nostalgica voce narratrice ; come sempre alla base esiste una forte componente melodica in grado di donare equilibrio e gradevolezza allinsieme. Cross-eyed Mary, introdotta da flauto e mellotron, evolve in un rhythm & blues moderno e personale, schematizzato da una quadrata sezione ritmica. My God sorge magnifica su unaudace architettura gotica, in continua trasformazione tra suoni acustici, durissime linee di chitarra ed incontenibili assoli di flauto. In alternativa a questi suoni spigolosi Anderson pone alcune ballate dimpronta folk, per lo pi esili, delicate e di breve durata quali Cheap day return, Mother goose, Wondring aloud, Slipstream. In mezzo alle due tendenze alcuni episodi di minore interesse (le discrete Hymn 43, Wind up, Up to me) e la bella Locomotive breath, destinata a diventare un classico nello sconfinato repertorio del gruppo per via del coinvolgente incedere ritmico. Aqualung raccoglie le ultime prestazioni dellottimo Clive Bunker, che in maggio lascia i Jethro Tull per formare i Jude con Robin Trower (chitarrista dei Procol Harum), James Dewar (bassista degli Stone the Crows) e il cantante Frankie Miller. Si tratta per di una sistemazione poco durevole : la formazione si dimostra torrenziale dal vivo ma non riesce a

trovare un contratto discografico e in breve tempo si dissolve. Bunker prover poi, sempre senza fortuna, con gli Aviator e con linfruttuoso tentativo di riunione dei Blodwyn Pig. Il sostituto Barriemore Barlow, anchegli ex Blades e John Evan Band. Il nuovo LP Thick as a brick (febbraio 1972) non fatica a raggiungere un gran successo di vendita, ma vede la critica divisa sulla valutazione dellopera che porta Anderson al raggiungimento della forma espressiva della suite. Sono lontani i tempi delleuforia rock blues di This was, del pregevole hard folk degli album successivi. Distante dal vuoto estetismo di cui stato spesso accusato, Thick as a brick presenta un collage ben organizzato di temi, melodie vagamente folk, improvvisi stacchi hard, reprise e cambiamenti di ritmo tenuti insieme dalla sicura voce di Anderson. I Jethro Tull esibiscono le note capacit strumentali, dalla ritmica potente ed esuberante al lucido suono delle tastiere (organo in particolare) ; un po in secondo piano la chitarra elettrica, dopo le possenti parti su Aqualung. Sempre nel 72 il gruppo pubblica il doppio Living in the past, che raccoglie numerosi brani tratti da 45 giri e mai inseriti nei precedenti album ; nel disco sono presenti anche le cinque canzoni che costituiscono il maxi singolo edito nellestate del 1971, tra le quali spiccano le gradevoli Life is a long song e Up the pool. Inoltre una facciata dellalbum interamente dedicata ad un interessante estratto di un concerto alla Carnegie Hall. Bisogna attendere fino al luglio del 1973 per la presentazione del nuovo A passion play (Chrysalis-1973) e il risultato non convince pienamente. Stroncato dalla critica lalbum, che si compone di ununica lunga suite, in effetti appare eccessivamente pretenzioso e a tratti disorganico, notevolmente appesantito nelle parti strumentali. I Jethro Tull continuano imperterriti a realizzare dischi, nonostante i tempi migliori siano ormai tramontati, ottenendo risultati a volte degni di menzione (Minstrel in the gallery, Chrysalis-1975 / Songs from the wood, Chrysalis-1977) e ancora oggi insistono, incuranti delle mode e degli anni che pesano sulle spalle.

Ars Longa Vita Brevis - 2


la musica della casa delle bambole

- 28 Verso la met degli anni Sessanta, il tastierista Keith Emerson e il bassista Lee Jackson suonano in un complesso chiamato Gary Farr & the T. Bones. Dopo una breve parentesi nel 1966 con i V.I.P. (formazione che annovera diversi musicisti che poi saranno negli Spooky Tooth) Emerson si ritrova con Jackson nei Nice, con la partecipazione del chitarrista David OList e del batterista Brian Davison. Inizialmente il gruppo accompagna le prestazioni della cantante P.P. Arnold, una delle Ikettes di Ike and Tina Turner in cerca di successo solista, ma ben presto (nellottobre del 67) decide di proseguire autonomamente ottenendo risultati di rilievo.

NICE

THE THOUGHTS OF EMERLIST DAVJACK

(Immediate - 1968)

A seguito di una fortunata partecipazione al festival di Windsor il gruppo firma per la Immediate e pubblica lalbum The thoughts of emerlist davjack, nel maggio del 1968. Spinti da Emerson, musicista di predisposizione classica, i Nice sperimentano una musica che porta alle estreme conseguenze le forme neoclassiche introdotte nel rock dai Beatles, mettendo in risalto la posizione preminentemente solistica dellorgano rispetto alla chitarra (pure presente con esiti qualitativi) e gettando un ponte decisivo verso le forme di rock classico - sinfonico dei primi anni Settanta. Le regole del gioco sono fissate in brani di notevole impatto quali Flower king of flies, War and peace e Rondo : in particolare questultimo brano riveste importanza fondamentale per lo sviluppo di certo rock a forte caratterizzazione classica, basato su una fluida e mai verbosa esercitazione allorgano di Emerson disturbata dalla chitarra del guastatore OList e sostenuta da unestrosa sezione ritmica. Proprio il suono della chitarra di OList, incentrato sul rumore e sul timbro (sulle orme di Barrett), contribuisce a definire in modo originale i tratti della musica dei Nice. Possono cos prendere forma impegnativi affreschi dispirazione psichedelica, quali leterea The cry of Eugene, pervasa dallacido timbro della chitarra che culmina in vortici allucinati, e lottima Dawn, resa affascinante dal gioco di chiaroscuri messo in opera da tastiere e chitarra. Il disco completato dalla title track, una spiritata canzoncina dalle atmosfere barocche e dal sapore vagamente psichedelico, e dalle meno intraprendenti (ma non per questo di poco interesse) Bonnie K e Tantalising Maggie. David OList abbandona i Nice subito dopo. Nella sua sfortunata carriera perde varie buone occasioni, alla fine del 68 quando va in prova con i Jethro Tull (che per sostituire Mick Abrahams scelgono poi Martin Barre) e nel 1971 con i neonati Roxy Music, dove viene rapidamente avvicendato da Phil Manzanera.

Dal vivo il gruppo si fa largo offrendo esibizioni oltraggiose, che colpiscono le fantasie del pubblico ; pezzo forte dei concerti la rivisitazione di America, tema tratto dalla commedia musicale West side story di Leonard Bernstein che lo stesso compositore sconfessa nellinterpretazione dei Nice, ritenuta offensiva. Leggendaria resta lesecuzione del brano in occasione di un concerto alla Royal Albert Hall, con tanto di rogo della bandiera americana ; ovviamente limpresa frutta al gruppo lespulsione permanente dalla celebre sala concertistica. Dopo la pubblicazione su singolo di America, nel luglio del 68, i Nice ridotti a trio producono il nuovo album Ars Longa Vita Brevis, che contiene un adattamento della Carelia suite di Jean Sibelius e insegue unambiziosa via espressiva nella suite che titola il disco. Lassenza dellimprevedibile e sfuggente chitarra di OList rende la musica dei Nice meno fantasiosa, decisamente tecnica e densa di riferimenti alla cultura classica ; nella suite di Ars Longa Vita Brevis appaiono unorchestra sinfonica e una citazione dai Concerti Brandeburghesi di Bach, ma lo stile del gruppo (dominato dalle tastiere di Emerson) risulta ancora fresco e piacevole, lontano dal freddo conformismo che attanaglier i Nice stessi e buona parte del rock sinfonico negli anni Settanta. Il terzo LP Nice (settembre 69) chiude la stagione migliore della formazione. Sul primo lato, registrato in studio, trovano posto buone canzoni progressive come Azrael revisited (dove viene citato il compositore russo Serghei Rakhmaninov), la fluida For example e un'ispirata versione della Hang on to a dream di Tim Hardin. La seconda parte, dal vivo al Fillmore East di New York, presenta una brillante esecuzione della classica Rondo e una libera interpretazione di She belongs to me di Bob Dylan. Gi alla fine del 1969 Emerson intento ad organizzare, con Greg Lake dei King Crimson, un supergruppo triangolare che esordir nellagosto del 70 al festival dellisola di Wight. Per contro la musica dei Nice si fa di minor interesse, come dimostrano la non esaltante prova di Five bridges (Philips-1970) e lultimo Elegy (Philips-1971), che esce postumo in seguito allo scioglimento del gruppo. Il dopo Nice vede Lee Jackson formare i Jackson Heights che nel 1970 si disimpegnano positivamente con King progress (Charisma), album gradevole dalle raffinate sonorit elettroacustiche. La formazione pubblica altri tre LP prima di sciogliersi nel 1973. Buona anche la fugace esperienza di Brian Davison con gli Every Which Way, dove presente lex Skip Bifferty Graham Bell ; il gruppo riesce ad incidere un solo album omonimo nel 1970, pubblicato dalletichetta Charisma. Nellagosto del 1973 Davison e Jackson tornano insieme per fondare i Refugee, con il tastierista svizzero Patrick Moraz (presente nellultima edizione dei Jackson Heights). Ispirati chiaramente dai Nice sin dallassetto triangolare della formazione, i Refugee fanno giusto in tempo a realizzare un long playing dal titolo omonimo (Charisma-1974) prima che Moraz entri negli Yes, come sostituto di Rick Wakeman allepoca di Relayer.

Procol Harum e Moody Blues sono tra le prime formazioni ad elaborare una musica di evidente impostazione classico - sinfonica, ottenendo notevoli consensi commerciali a fronte di un rock melodico dai toni esili, che spesso stenta a trovare contenuti efficaci. La carriera dei Procol Harum registra un fondamentale, imprescindibile punto di riferimento nella pubblicazione del primo singolo, quella A whiter shade of pale che nel maggio 1967 vola

al comando della classifica inglese vendendo mezzo milione di copie in tre sole settimane. Il brano costituisce uno degli esempi embrionali del cosiddetto art rock, ispirato allAria sulla quarta corda di Johann Sebastian Bach e con un latente gusto soul che rende la canzone un classico per le sale da ballo dellepoca (in Italia famosa la versione dei Dik Dik : Senza luce). Gli unici membri dei Procol Harum che partecipano a quella storica incisione sono il tastierista Matthew Fisher (sue le maestose linee dorgano che caratterizzano il pezzo) e il cantante Gary Brooker. Gli altri componenti (Dave Knights, Ray Royer e Bobby Harrison) nelloccasione sono sostituiti da alcuni sessionmen, e pare che proprio per questo motivo Royer e Harrison decidono di abbandonare la formazione (lultimo fonda i Freedom). I due lasciano il posto al chitarrista Robin Trower e al batterista B.J. Wilson, entrambi compagni di Brooker nei Paramounts, un complesso di R & B attivo tra il 62 e il 66. I Procol Harum insistono sulla stessa falsariga con il nuovo 45 giri Homburg (ennesima traduzione in Italia per i Camaleonti, Lora dellamore) e alla fine del 1967 incidono il materiale del primo album omonimo, che comprende anche la celebre A whiter shade of pale. Il disco appare piuttosto timido e fragile, nonostante la presenza di alcune canzoni dallaccattivante linea melodica (A Christmas camel, She wandered through the garden fence) e di concise soluzioni soul rock (Certes e la bella Kaleidoscope). Il long playing e quelli immediatamente successivi, Shine on brightly (Regal Zonophone-1968) e A salty dog (Regal Zonophone-1969), ottengono gran successo negli Stati Uniti e confermano i limiti espressivi del gruppo : accanto a buone canzoni, come la sinfonica A salty dog, che comunque non vanno oltre limpianto melodico sul quale sono costruite, i Procol Harum si lasciano prendere la mano da eccessive ambizioni (la lunga, artificiosa In held twas in I) risultando dispersivi e poco credibili. Nel 69 Fisher e Knights lasciano il gruppo e con lingresso di Chris Copping in pratica si ricostituisce la vecchia formazione dei Paramounts ; nel 1970 esce Home, sempre per la Regal Zonophone, e si registra lesibizione al festival dellisola di Wight. Robin Trower, chitarrista focoso ed innamorato del rock blues pi vigoroso, presto si stanca delle atmosfere melodiche e classicheggianti dei Procol Harum e nel luglio del 1971 abbandona il gruppo per formare i Jude, con Clive Bunker (Jethro Tull), James Dewar (Stone the Crows) e il cantante Frankie Miller. I Jude hanno vita breve, nonostante dimostrino dal vivo di possedere notevoli capacit esecutive con la proposta di un rock blues ad alta temperatura. La scelta definitiva del chitarrista per una propria formazione triangolare (ancora Dewar, oltre al batterista Reg Isadore, poi sostituito da Bill Lordan di Sly & the Family Stone) che ottiene buoni risultati discografici, interpretando una musica grintosa di evidente derivazione hendrixiana. Da parte loro, i Procol Harum continuano pubblicando altri lavori poco originali ed interessanti, fino allo scioglimento verso la fine degli anni Settanta.

I Moody Blues si formano in piena epoca beat nel maggio del 1964 ed ottengono notevole successo con il singolo Go now, che balza in vetta alle classifiche inglesi del 65 ; nello stesso anno il gruppo supporta i Beatles in un tour americano e pubblica lalbum The magnificent Moodies (Decca). Nel novembre 66 i Moody Blues sassestano con Ray Thomas (v.ar.fl.), Mike Pinder (ts.v.), Graeme Edge (bt.) e i nuovi arrivati Justin Hayward (ch.v.) e John Lodge (bs.v.). Anche lo stile muta dal rhythm & blues degli esordi ad un ambizioso pop sinfonico,

che trova ampia raffigurazione sul 33 giri di Days of future passed (Deram), realizzato nel 1967 con la partecipazione della London Festival Orchestra diretta da Peter Knight. Days of future passed un lavoro pretenzioso, che solo a tratti riesce ad esprimere qualche spunto convincente (la leggera Peak hour, che perlomeno risveglia dal torpore generale, e le belle melodie di Forever afternoon (Tuesday ?) e soprattutto di Nights in white satin - in Italia Ho difeso il mio amore, un successo per i Profeti), allinterno di una logica sinfonico orchestrale troppo enfatica. Tra i dischi successivi possono essere segnalati In search of the lost chord (68) e On the threshold of a dream (69), entrambi su etichetta Deram, con un crescente successo commerciale che prosegue nel decennio seguente ma senza risultati particolarmente memorabili sul piano artistico.

Ars Longa Vita Brevis - 3


la musica della casa delle bambole

Musicista di formazione jazz, Brian Auger crea il primo nucleo dei Trinity nel 1964 ; in tempi diversi suonano con lui il bassista Rick Laird (poi nella Mahavishnu Orchestra), il batterista Mick Waller (Jeff Beck Group) e il chitarrista John McLaughlin (Miles Davis, Mahavishnu Orchestra). Nel 1965 i Trinity vengono destinati a fungere da gruppo di base negli Steampacket, una formazione ideata dal manager Giorgio Gomelsky che annovera i cantanti Rod Stewart e Long John Baldry (provenienti dagli Hoochie Coochie Men), oltre alla segretaria di Gomelsky, Julie Jools Driscoll. Gli Steampacket durano un anno scarso e registrano solo alcuni nastri di prova, pubblicati in svariate edizioni postume. Sciolti gli Steampacket, Auger riorganizza i Trinity e nel 1967 esordisce con Open (edito dalla Marmalade dello stesso Gomelsky), ottenendo buon successo con i 45 giri Save me e This wheels on fire (un brano di Bob Dylan). Forse un tantino sopravvalutati, i Trinity meritano giusta considerazione almeno per il doppio LP Streetnoise (Marmalade-1969). A quei tempi, oltre a Auger e alla Driscoll, il gruppo comprende il bassista Dave Ambrose e il batterista Clive Thacker, proponendo una musica che spazia dalla canzone melodica di facile presa alle nuove istanze progressive, con qualche timida influenza jazz. Elementi fondamentali sono la brillante tecnica allorgano di Brian Auger che si pu assaporare in tutto il lavoro, in particolare nelle dinamiche escursioni di Tropic of capricorn, Ellis island, Finally found you out, e la voce della Driscoll che pare atteggiarsi come una Grace Slick pi eterea e jazz, priva dellemozionante respiro psichedelico della californiana (belle interpretazioni in Czechoslovakia e When I was young). Presenti anche numerose cover, alcune riuscite come Save the country di Laura Nyro (dallalbum New York Tendaberry), altre discrete (All blues, dal monumentale Kind of blue di Miles Davis), altre ancora certamente poco ispirate (la discutibile versione di Light my fire dei Doors). Poco dopo la Driscoll lascia il gruppo e convola a nozze con il pianista jazz Keith Tippett ; Auger mantiene in vita i Trinity fino al luglio 1970 per poi formare gli Oblivion Express, discreta formazione jazz rock con cui produce una lunga serie di album.

Di rilievo indubbiamente superiore sono i risultati artistici conseguiti dai Colosseum, una delle formazioni pi interessanti tra quelle che si misurano con una sintesi sonora che riassume senza forzature rock, jazz, blues e influenze classiche. Il batterista Jon Hiseman inizia la carriera suonando in un gruppetto jazz nel quale conosce il tastierista Dave Greenslade, quindi entra nel quintetto di Don Rendell al fianco di Graham Bond ; quando Bond si mette in proprio con la prima edizione dellOrganization, alla sezione ritmica costituita da Jack Bruce e Ginger Baker lorganista decide di associare non la solita chitarra solista, bens il sassofono di Dick Heckstall Smith. Hiseman ha modo di partecipare per breve tempo alla seconda formazione dellOrganization (al posto di Baker) e di entrare in contatto con Heckstall Smith.

Il nucleo base dei Colosseum prende forma allinterno dei Bluesbreakers di John Mayall, dove si ritrovano Hiseman, Heckstall Smith e il bassista Tony Reeves ; quella versione del complesso nel 1968 responsabile dellalbum Bare wires. Recuperato Greenslade (nel frattempo con i Thunderbirds di Chris Farlowe) ed inserito il chitarrista James Litherland, nello stesso anno viene ufficializzata la nascita dei Colosseum. Il blues pi ritmato e il jazz sono gli elementi basilari su cui il gruppo sviluppa le proprie trame sonore sin dal primo album Those who are about to die salute you, pubblicato allinizio del 1969 per letichetta Fontana ; presenti anche chiare reminiscenze di stampo classico, apportate in particolare da Greenslade (Beware the ides of march, come la A whiter shade of pale dei Procol Harum, sispira allAria sulla quarta corda di Bach), il tutto sostenuto da una sezione ritmica ricca di talento. Tra i brani di maggior interesse gli strumentali Mandarin e Debut, il blues di Backwater blues (con Litherland e Heckstall Smith in evidenza), il grintoso R & B di Walking in the park (recuperato dal secondo LP della Graham Bond Organization) e lelaborata partitura della title track.

COLOSSEUM

VALENTYNE SUITE

(Vertigo - 1969)

I Colosseum producono il massimo sforzo compositivo con la realizzazione del secondo album Valentyne suite (prima pubblicazione assoluta per letichetta Vertigo, con la quale il gruppo ha nel frattempo firmato). Il disco appare idealmente suddiviso in due parti ben distinte. Nel primo lato i Colosseum mostrano i diversi aspetti della propria ispirazione con il rock trascinante dellaggressiva The kettle, con le escursioni jazz di Elegy (larrangiamento degli archi curato da Neil Ardley), con il blues fiatistico di Buttys blues, mentre atipico il rituale ritmico di The machine demands a sacrifice. E la seconda parte del disco, interamente occupata dalla suite che titola lalbum, a fissare i confini e sublimare la sostanza della musica dei Colosseum ; si tratta di una composizione suddivisa in tre sezioni, ben strutturata ed arrangiata, capace di fare coesistere umori e suoni di diversa origine. Januarys search associa immagini evocative a ripide trame ritmiche, condotte dal fluido organo di Greenslade che salda su fondamenta classiche la propensione a fughe jazz, facendo tesoro della lezione dei Nice di Keith Emerson. La corale Februarys Valentyne serve da sezione di collegamento con la maestosa, indimenticabile apertura melodica di The grass is always greener..., che prima anticipa certo estetismo romantico tipico del rock dinizio anni Settanta (poggiando su solide basi classiche - Ravel), quindi si lancia in una pirotecnica jam con tanto di chitarra ai limiti dellhard. A dispetto dellottimo risultato ottenuto il gruppo comincia a mostrare sintomi di cedimento ; nellottobre del 69 Litherland viene sostituito dallottimo Dave Clempson (proveniente dai Bakerloo), che con il suo robusto stile rock blues rende pi pesante la musica dei Colosseum, in particolare dal vivo. E poi il turno del bassista Tony Reeves che lascia il posto a Mark Clarke, ed infine laffermato Chris Farlowe (una versione di Out of time degli Stones gli regala un primo posto in classifica nel 1966) entra come cantante. I primi frutti del nuovo organico sono contenuti su Daughter of time (Vertigo-1970), registrato nellestate del 1970, album che vede la partecipazione del bassista Louis Cennamo (Renaissance) e di Barbara Thompson ai fiati. La musica dei Colosseum appare ancora interessante, anche se viziata da troppe pretese stilistiche, con il vocione baritonale di Farlowe a creare un singolare contrasto con il jazz rock del gruppo (Three score and ten amen) : degni di menzione sono gli arrangiamenti di Neil Ardley delle ottime Time lament e The daughter of

time, e il robusto melodismo di Theme for an imaginary western, un brano della coppia Pete Brown / Jack Bruce gi nel repertorio dei Mountain. Dal vivo lo stile del complesso indurisce notevolmente, come dimostra il valido Colosseum live, testimonianza del buon successo ottenuto nei concerti allinizio del 1971. Buone sono le versioni di Rope ladder to the moon e di Walking in the park, caratterizzate dalla rude chitarra di Clempson e dalla voce potente di Farlowe, eccellente la performance conclusiva di Lost Angeles che pare rinverdire i fasti dei tempi migliori. Quantunque lesperienza live mostri un gruppo ancora in brillante forma, i Colosseum si sciolgono nellautunno 1971, subito prima della pubblicazione dellantologia Collectors (Bronze-1971) che comprende alcuni interessanti brani inediti, tra i quali una libera interpretazione del Bolero di Ravel su sfondo hard blues. Clempson va a cercare gloria negli Humble Pie, Farlowe si unisce agli Atomic Rooster per lincisione di un paio di album, mentre Greenslade e Reeves formano (alla fine del 1972) i discreti Greenslade ; in organico anche il tastierista Dave Lawson, proveniente dai Samurai e in precedenza membro dei Web, una buona ma poco conosciuta formazione con allattivo tre LP tra i quali il migliore risulta lultimo I Spider. Da parte sua Hiseman lavora alla realizzazione di una musica sorretta da durezze hard e mitigata da inflessioni jazz ; il progetto sfocia nella nascita dei Tempest, con la partecipazione di Clarke al basso, del cantante Paul Williams (ex componente dei Juicy Lucy) e soprattutto di Allan Holdsworth, chitarrista di grandi doti tecniche con alle spalle una breve esperienza con i Nucleus. Il primo album omonimo, pubblicato nel 1973, non sempre presenta materiale di assoluta originalit. Sorprende la potenza del suono in brani quali Gorgon e Foyers of fun ; la voce di Williams particolarmente grintosa, Hiseman e Clarke costituiscono una sezione ritmica rodata e di notevole impatto, Holdsworth sfoggia uno stile tecnicamente ineccepibile che associa in modo originale riff dimpostazione hard con tirate solistiche veloci e jazzate. Il gruppo dimostra buona personalit in canzoni come Up and on e Upon tomorrow, che parlano una lingua jazz rock robusta ed incisiva. Ben presto Williams abbandona e Holdsworth viene affiancato e successivamente sostituito dal chitarrista dei Patto, Ollie Halsall. Ledizione triangolare dei Tempest genera lalbum Living in fear (Bronze-1974), prima del definitivo scioglimento nellestate 1975. Hiseman tenta un impacciato recupero della vecchia sigla con i Colosseum II, incidendo tre LP di modesta fattura che vantano il solo pregio di mettere in luce le qualit del chitarrista Gary Moore, gi leader degli Skid Row (due album nel 70 - 71) e saltuariamente membro dei Thin Lizzy, destinato ad una fruttuosa carriera solistica.

Dopo il furioso periodo creativo con Syd Barrett e la lucida sperimentazione controllata di A saucerful of secrets i Pink Floyd, allinizio del 1969, simpegnano nella realizzazione di More (Columbia-1969), colonna sonora del film di Barbet Schroeder. Il disco, a parte uninevitabile frammentariet tematica, evidenzia momenti dispirazione folk in belle composizioni quali Cirrus minor, Green is the colour, Cymbaline e presenta due inconsueti brani hard, The nile song e Ibiza bar. Il doppio Ummagumma (un disco dal vivo e uno in studio) nellottobre dello stesso anno chiude la fase creativa del periodo iniziale, prima della svolta sinfonica decretata da Atom heart mother. La parte live, registrata nel giugno 69 a Birmingham e Manchester, contiene eccellenti versioni di classici come Astronomy domine, Set the controls for the heart of the sun,

A saucerful of secrets, oltre alla lisergica Careful with that axe, Eugene (gi apparsa come retro del valido singolo Point me at the sky e in seguito, con il titolo di Come in number 51, your time is up, parte fondamentale della colonna sonora del film di Michelangelo Antonioni, Zabriskie point - MGM 1970). Il brano uno degli esempi pi eclatanti di musica sottacido, una sorta di estatico dormiveglia squarciato da unimprovvisa, agghiacciante esplosione sonora. Il disco di studio sceglie il metodo di quattro distinti progetti predisposti dai singoli musicisti, rinunciando allideale coesione dintenti del precedente A saucerful of secrets. La musica tocca vertici notevoli nelle impressionanti tonalit delle quattro parti che compongono Sysyphus, generate dallimpetuoso, esasperato, appassionato, vivisezionato classicismo delle tastiere di Wright, e nellottima sequenza di The narrow way con Gilmour che si disimpegna tra la ballata acustica di buone maniere della prima parte, gli inquietanti fremiti elettrici della sezione seguente e la bella melodia conclusiva, anticipazione di alcuni aspetti del futuro stile del gruppo. Waters si affida al folk campestre in Grantchester meadows ed responsabile della divertente gazzarra faunistica di Several species of small furry animals gathered together in a cave and grooving with a pict, mentre intelligente ed originale appare laffresco percussivo di The grand viziers garden party proposto da Mason.

PINK FLOYD

ATOM HEART MOTHER

(Harvest - 1970)

La prima volta che i Pink Floyd eseguono in pubblico la suite di Atom heart mother in occasione del concerto al festival di Bath, dove si presentano con coro, sezione fiati e spettacolo di fuochi artificiali. Nellottobre del 1970 la composizione lelemento portante del nuovo LP, del quale occupa lintera prima facciata. Il possente sperimentalismo di Ummagumma lascia posto ad unelaborazione concettualmente vicina al poema sinfonico a carattere epico, articolato attraverso limponente introduzione di Fathers shout, le atmosfere pastorali di Breast milky, le partiture corali di Mother fore, lo space funk di Funky dung, fino alla rumorista Mind your throats please e allaffannoso riflusso mnemonico di Remergence. La decisa virata stilistica, suffragata da un notevole successo commerciale (lalbum va al primo posto in Inghilterra), trova riscontro anche nelle moderate creazioni della seconda parte. If un delicato arpeggio della chitarra acustica, con la voce indolente di Waters ; notevolmente migliori sono Summer 68, un brano di Wright che adotta interessanti soluzioni armoniche, e lottima Fat old sun (Gilmour), pallido tramonto degli ultimi tepori psichedelici. La conclusiva Alans psychedelic breakfast saffida ad un crudo realismo poco consono agli scenari psichedelici evocati nel titolo, e il timido contributo strumentale non permette alla creazione di decollare pienamente. Da questo momento la musica dei Pink Floyd sincammina decisa verso scenari che necessitano di ambiziosi soggetti a tema e di lunghe, complesse elaborazioni, abbandonando sempre pi i territori della ricerca e dellintuito. Per qualche tempo il gioco funziona egregiamente, almeno fino al novembre del 71 quando esce Meddle, album in grado di regalare attimi di grande intensit e bellezza. Le folate space rock della brillante Out of these days e il cromatismo timbrico della lunga, eccellente Echoes (in bilico tra stringato sinfonismo e dinamico funk rock) possono essere considerati gli ultimi compiuti episodi della creativit floydiana. I Pink Floyd attraversano un buon periodo anche per ci che riguarda i concerti dal vivo. Da ricordare l'affascinante esibizione dellottobre 71 tra le rovine di Pompei, senza la presenza

di pubblico, con i musicisti ripresi dalle telecamere per la realizzazione di un famoso film concerto. Dopo la superflua colonna sonora del film La Valle, sempre del regista Barbet Schroeder (Obscured by clouds, Harvest-1972), i Pink Floyd ottengono un immane successo commerciale con The dark side of the moon che per anni resta in classifica negli Stati Uniti, risultando tra i dischi pi venduti di tutti i tempi. Paradossalmente, lalbum (pubblicato nel 1973) unopera a tema che contiene una dura critica alla societ dei consumi e una denuncia sullalienazione del moderno vivere umano, ma pure il lavoro pi commerciale del gruppo, dove va persa ogni necessit creativa per lasciare spazio a suoni compromessi con lestetica del bello a tutti i costi e con lesigenza di raggiungere una platea di acquirenti sempre pi vasta. I dischi successivi non introducono grosse novit : Wish you were here (Harvest-1975, dedicato a Syd Barrett) gradevole e ben strutturato, Animals (Harvest-1977) e il doppio The wall (Harvest-1979) proseguono sulla stessa strada con gli oramai consueti trionfi commerciali.

Ars Longa Vita Brevis - 4


la musica della casa delle bambole

Robert Fripp inizia la carriera di musicista rock nellagosto del 1967, associandosi in unatipica e fallimentare formazione triangolare con i fratelli Peter (bs.) e Mike (bt.) Giles. Nel 1968 Giles, Giles & Fripp pubblicano lalbum The cheerful insanity of G.G. & F. (Deram), disco che adotta interessanti soluzioni armoniche ma risulta non particolarmente memorabile. Allepoca linsuccesso clamoroso, con poche centinaia di copie vendute, e il gruppo giunge allinevitabile separazione verso la fine del 68, senza riuscire a tenere esibizioni dal vivo. La nuova ambiziosa creatura di Fripp nasce nel gennaio del 1969 (si narra il giorno 13) ; con il chitarrista rimane Mike Giles e si aggiungono Ian McDonald (sf.ts.), Greg Lake (ex bassista dei Gods) e, in qualit di paroliere, Pete Sinfield. In aprile i King Crimson tengono un primo concerto allo Speakeasy di Londra, ma il vero esordio avviene in luglio, con la partecipazione (davanti ad una folla oceanica) al free concert per Brian Jones organizzato a Hyde Park dai Rolling Stones.

KING CRIMSON

IN THE COURT OF THE CRIMSON KING (Island - 1969)

Il gusto inconfondibile per la ballata melodica dei Beatles, il classicismo privo di remore dei Nice, le intuizioni sinfoniche dei primi Family e lo sperimentalismo colto dei Pink Floyd post Barrett (e pure la chitarra free form di Syd) sono alla base di uno stile originale, che trova adeguato sfogo nellalbum desordio dei King Crimson, primo compiuto tentativo (e in assoluto tra i migliori esempi) di rock sinfonico impressionista. I ritmi convulsi e schizofrenici, gli scatti repentini, lapparente disordine e il rigido controllo dinamico imposto da Fripp fanno di 21st century schizoid man un brano dalla notevole originalit, destinato ad imprimere un importante segno sulla scena musicale progressiva. Il personale approccio di Fripp allo strumento genera un suono teso, inquieto e stridente, capace dimprovvise aperture melodiche, i fiati e le tastiere (il mellotron in particolare) di McDonald costruiscono affascinanti ambientazioni classiche e la sezione ritmica si disimpegna con eleganza, grazie al solido e tecnico basso di Lake (buono anche lapporto vocale) e al leggero, variegato tocco percussivo di Giles. I talk to the wind una canzone di meravigliata dolcezza, che nulla pare avere in comune con lintransigenza dellepisodio precedente e mette in primo piano i fiati di McDonald ; la stessa Moonchild muove in territori placidi, con toni quieti e sfumati, quasi alla ricerca di una recondita natura intima del suono. Le grandiose ambientazioni di Epitaph e di The court of the Crimson King possiedono un incedere epico, con il mellotron che produce imponenti squarci sinfonici punteggiati dalla romantica chitarra di Fripp e contrapposti alla bellezza dei temi lirici delle canzoni.

I King Crimson compiono un tour negli Stati Uniti ma al ritorno in patria, verso la fine del 69, Giles e McDonald escono dal gruppo per realizzare lalbum McDonald & Giles (Island1970). Pi avanti McDonald fa fortuna con i commerciali Foreigner, mentre Giles rientra alla corte di Fripp per le registrazioni del secondo LP. Per In the wake of Poseidon (1970) Fripp (da questo momento impegnato anche alle tastiere) organizza unampia formazione che annovera, oltre a Mike Giles e a Greg Lake (entrambi per sul piede di partenza), il jazzista Keith Tippett (pn.), il vecchio compagno Peter Giles (bs.), il fiatista Mel Collins (proveniente dai Circus) e il cantante Gordon Haskell. Il disco ricalca le cadenze e i modi del lavoro precedente con discreti risultati : Pictures of a city ricorda da vicino le atmosfere tese di 21st century schizoid man senza possederne il devastante impatto, Cadence and cascade cerca invano di catturare la magica dolcezza di I talk to the wind, In the wake of Poseidon si cala con gusto ed equilibrio nel pi tipico sinfonismo crimsoniano. Cat food strizza locchio a certo pop jazz intelligente, con pi di qualche reminiscenza Beatles e con il piano rotolante di Tippett. Tra gli episodi di maggior interesse da annoverare la mini suite di The devils triangle, che attinge pesantemente dal primo movimento (Mars, the bringer of war) de I pianeti di Gustav Holst, tanto che il compositore classico dorigine svedese avrebbe meritato almeno una fredda citazione fra gli autori del brano. Attorno alla figura centrale di Robert Fripp lorganico dei King Crimson continua a modificarsi senza soste : Mike Giles esce definitivamente di scena, Greg Lake abbandona allinizio del 1970 durante le registrazioni del secondo LP per raggiungere Keith Emerson e Carl Palmer. Si narra che Fripp pens di utilizzare come cantante lo sconosciuto Elton John al fine di completare le sessioni di In the wake of Poseidon e che lo stesso chitarrista rifiut lofferta di sostituire Pete Banks negli Yes. In ogni caso il basso passa nelle mani del cantante Gordon Haskell, e accanto al confermato Mel Collins si posiziona il nuovo batterista Andy McCulloch. Con laiuto di una sostanziosa schiera di jazzisti (il solito Tippett, oltre a Robin Miller, Mark Charig e Nick Evans ai fiati) e del cantante Jon Anderson degli Yes, la formazione registra il controverso Lizard (sempre nel 1970), disco considerato da molti addetti ai lavori come il pi debole dellintera produzione. Probabilmente il giudizio troppo severo nei confronti di Fripp e compagni ; di certo Lizard non raggiunge i vertici assoluti della produzione dei King Crimson, ma neppure va disconosciuto il coraggio di Fripp nel voler utilizzare sistematicamente un linguaggio contaminato da accenti jazz, senza perdere di vista il classicismo sinfonico di base. Piacciono il romanticismo che permea la bella Cirkus e il divertente dinamismo di Indoor games, che pure mostra qualche indecisione. La suite che titola lalbum occupa lintero secondo lato, passando dalla ballata romantica di Prince Rupert awakes (cantata da Anderson) ad un inconsueto Bolero per gruppo rock, piano e fiati jazz, per concludersi con le complesse stratificazioni sonore di The battle of glass tears. Nel 1971 i King Crimson subiscono un ennesimo rimpasto per via delluscita di Haskell e di McCulloch (che va con i Greenslade) ; cessa la collaborazione anche con Tippett che organizza i Centipede, un mastodontico ensemble con cui effettua un paio desibizioni e registra un album, Septober energy (2 LP RCA-1971), interamente composto ed arrangiato dal jazzista e prodotto da Fripp (presenti, tra gli altri, Elton Dean, Robert Wyatt, Karl Jenkins, John Marshall, Mike Patto e la moglie del pianista Julie Driscoll). La nuova sezione ritmica dei King Crimson composta dal bassista e cantante Raymond Boz Burrell e dal batterista Ian Wallace, proveniente dai World di Neil Innes. Cos sistemato il gruppo registra nel 1971 lottimo Islands, lavoro che riassume un raffinato connubio tra rock, jazz e classica dai toni soffusi e romantici. Dopo lapertura riservata al pop jazz impertinente di Ladies of the road e preceduta dalle movenze classiche di Song of the gulls, Islands un tenue, suggestivo affresco che conquista nonostante lassoluta staticit di

esposizione. Sulla stessa cadenza rallentata si muove la bella Formentera lady, che sfocia nel maestoso sussulto ritmico di Sailors tale ; la conclusiva The letters si agita tra morbide linee melodiche, rock davanguardia e free jazz, anticipando in parte i modi a venire della musica del Re Cremisi. Islands lultimo disco alle cui liriche contribuisce Pete Sinfield, che in seguito di dedica alla produzione (il primo LP dei Roxy Music), incide un disco solista (Still, Manticore-1973) e scrive i testi per Photos of ghosts della P.F.M., versione inglese di Per un amico, per poi scomparire dalle scene. I King Crimson effettuano un tour americano allinizio del 1972, dal quale sono estratte le registrazioni che fruttano lincerto Earthbound (Island-1972). Al termine della serie di concerti il gruppo si sfalda : Collins, Burrell e Wallace prima formano gli Snape con Alexis Korner, quindi Collins entra nei Kokomo, Wallace suona con gli Streetwalkers di Roger Chapman e Burrell trova successo con i Bad Company di Paul Rodgers. Da parte sua Fripp impiega qualche mese per riassettare lorganico ed impostare il discorso musicale su basi piuttosto differenti.

- 29 E la fine del 1969 quando il tastierista dei Nice Keith Emerson comincia a meditare sulla possibilit di costituire una formazione triangolare, in grado dinserirsi autorevolmente nel dilagante fenomeno del rock classico progressivo che inizia a raccogliere importanti risultati commerciali. Lidea quella del supergruppo e il primo ad essere coinvolto Greg Lake, bassista e cantante di Shame, Gods, ma soprattutto dei King Crimson di sua maest Robert Fripp. Allinizio del 1970 viene individuato il batterista nella figura di Carl Palmer, gi con Chris Farlowe, Arthur Brown e Atomic Rooster, e nascono ufficialmente gli Emerson, Lake & Palmer che sin dalla sigla adottata lasciano trasparire un certo narcisismo di fondo.

EMERSON, LAKE & PALMER

EMERSON, LAKE & PALMER

(Island - 1970)

Le ambizioni di Emerson, Lake & Palmer si riflettono anche sulla scelta del prestigioso palcoscenico dellisola di Wight per il debutto live, nellagosto del 1970. Il gruppo propone una musica ad elevata concentrazione tecnica, di notevole effetto e non priva di soluzioni interessanti. Sicuramente sono lontane la freschezza, le trovate estemporanee dei primi Nice, ma almeno non compaiono stucchevoli tentazioni orchestrali, assai diffuse nel territorio del rock neoclassico ; qui le tastiere inseguono vertigini barocche ad alta definizione, il basso sostiene possentemente la struttura delle canzoni e la batteria fornisce una propulsione inarrestabile. Se The barbarian propone uno scorcio strumentale introduttivo alla musica del trio, Take a pebble saffida alla voce e alla chitarra acustica di Lake, oltre che alla tecnica esecutiva di Emerson, mentre Knife-edge lascia scorrere plastiche configurazioni ritmiche dindubbia presa. The three fates permette ad Emerson di sfogare le brame classiche con partiture per organo e piano (solo e trio), Tank riporta il ritmo sul rock ad alta tecnologia e contiene un assolo di batteria non troppo fantasioso, Lucky man un finale atipico con il passo della ballata elettrica. Il disco ottiene lo sperato successo, piazzandosi nelle posizioni alte della classifica inglese, e ancora meglio fa Tarkus, che nel 71 raggiunge il primo posto. Il suono di Tarkus appare pi freddo e calcolato, ma comunque piace molto pur nellestrema rigidit tematica ed espressiva dellomonima suite. Del resto i brani residui ridimensionano parecchio le pretese, con qualche innocua canzoncina (Jeremy Bender, Are you ready Eddy ?) ed episodi non del tutto convincenti. Il controverso Pictures at an exhibition (Island-1971), registrato dal vivo a Newcastle nel marzo del 71 su musiche del compositore russo Modest Mussorgski, e il successivo album di studio Trilogy (Island-1972) brillano solo a sprazzi e mostrano il gruppo in chiara fase discendente, in contrasto con il sempre notevole successo discografico. Su Trilogy trova posto From the beginning, una rilassata ballata composta da Lake che ottiene buona fortuna commerciale come singolo, ed presente una riuscita elaborazione (Hoedown) di un frammento tratto dal balletto Rodeo del compositore americano Aaron Copland.

Emerson, Lake & Palmer giungono al traguardo della costituzione di una propria etichetta discografica, la Manticore, ma i risultati creativi deludono le attese : Brian salad surgery (Manticore-1973) si perde nei meandri di una musica pesante negli arrangiamenti e priva di emozioni, che viene celebrata definitivamente nel mastodontico resoconto live di Welcome back my friends, to the show that never ends (3 LP Manticore-1974).

Contemporanei di E.L.&P., i Quatermass sono una formazione costruita sulle stesse modalit del triangolo con al vertice le tastiere, capace di lasciare il segno della propria effimera esistenza con la realizzazione di un album di notevole qualit. Le origini del gruppo risalgono alla fine degli anni Sessanta, quando il bassista John Gustafson (musicista di grande esperienza che attraversa la scena del beat di Liverpool in complessi come Big Three, Seniors e Merseybeats) si ritrova negli Episode Six, una formazione di scarso successo nota per aver annoverato nelle sue fila Ian Gillan e Roger Glover, futuri Deep Purple. Negli Episode Six Gustafson conosce il tastierista Pete Robinson e il batterista Mick Underwood, con i quali nel settembre 69 d vita ai Quatermass.

QUATERMASS

QUATERMASS

(Harvest - 1970)

Lunico album inciso dai Quatermass resta uno dei migliori esempi di rock progressivo realizzato da una formazione priva di chitarra solista. Il gruppo dimostra padronanza strumentale e, al tempo stesso, notevole vitalit e dinamismo esecutivo ; ci che per E.L.&P. appare serioso e forzato reso dai Quatermass in modo disinvolto, con gran naturalezza. Tra i due estremi rappresentati dai brevi frammenti di Entropy, il lavoro evidenzia una musica che in alcuni episodi possiede limpatto dellhard rock : il caso di Black sheep of the family, cos come di Gemini (gi nel repertorio dei New Animals, spaziata dallorgano siderale dello scatenato Robinson) e della bella Make up your mind, che fa perno su un convincente apparato melodico per poi svolgersi nella parte centrale con una buona sequenza strumentale. Good Lord knows una melodia felicemente arrangiata da Robinson, con clavicembalo e orchestra darchi ; il tastierista si ripete anche a livello compositivo con la fluida Laughin tackle, dove trova spazio un breve assolo di batteria di Underwood. Lintroduzione di stampo progressivo di Post war Saturday echo lascia il posto ad un lento blues datmosfera, valorizzato dallottimo lavoro di Robinson allorgano e al piano. Up on the ground libera gli strumenti e propone qualcosa di molto simile (e di meglio) a ci che utilizzeranno i decantati E.L.&P. per Tarkus. Purtroppo i Quatermass non godono di un sufficiente riscontro di vendite e sono costretti allo scioglimento gi nellaprile del 1971. Underwood si associa a Paul Rodgers nella brevissima esperienza dei Peace, quindi incide vari LP con i Sammy e gli Strapps prima di finire nel gruppo di Ian Gillan. Robinson e Gustafson nel 1972 effettuano un tentativo di riunione dei Big Three, con la registrazione di un album ; in seguito Robinson sceglie la via del jazz rock con i Come To The Edge di Stomu Yamashta, con i Suntreader e con i Brand X per capitare pure lui nella Ian Gillan Band, mentre Gustafson si dedica a gruppi hard come gli Hard Stuff (due LP per la Purple) e i Baltik (un album), fino al 1973 quando entra nei Roxy Music (in occasione di Stranded) per rimanervi un paio danni.

Uno dei primi gruppi ad essere messo sotto contratto dal manager Tony Stratton-Smith per la sua etichetta Charisma, i Rare Bird esordiscono al Mothers Club di Birmingham e nel 1969 pubblicano il primo album omonimo che viene prodotto da John Anthony (lo stesso dei Genesis ad inizio carriera). Lorganico del complesso ricalca i presupposti del triangolo basato sulle tastiere, di gran moda a quei tempi, con la particolarit della presenza di due strumentisti che agiscono in sincrono, Graham Field allorgano e David Kaffinetti al piano, sostenuti da una sobria sezione ritmica (Steve Gould : v.bs., Mark Ashton : bt.pr.v.). Rare Bird evidenzia una buona variet di temi in brani quali Iceberg, Beautiful scarlet, God of war, mantenendo alla base una musica dai toni romantici abbastanza originale e semplice, evitando complicazioni tecnologiche ed arrangiamenti troppo appariscenti. Nonostante la presenza di una canzone accattivante come la melodica Sympathy, il disco ottiene risultati commerciali deludenti, dal momento che il pubblico sembra gradire maggiormente formazioni in grado di proporre una musica pi pretenziosa e di garantire spettacoli dal vivo di sontuoso impatto scenico. I Rare Bird pubblicano un secondo album, As your mind flies by contenente una suite suddivisa in quattro movimenti (Flight), ma la fortuna non saccorge del complesso e oggi nessuno si ricorda della loro esistenza.

Dal maggio 63 al luglio 68 Jim McCarty e Keith Relf sono batterista e cantante dei gloriosi Yardbirds ; dopo lo scioglimento del gruppo, i due provano come Together e poi (nel giugno del 1969) organizzano unambiziosa formazione, i Renaissance, con la quale affrontare la stagione del rock romantico progressivo. Con loro sono la cantante Jane Relf (sorella di Keith), il tastierista John Hawken (proveniente dai Nashville Teens) e il bassista Louis Cennamo (dai Jody Grind).

RENAISSANCE

RENAISSANCE

(Island - 1969)

Prodotto da Paul Samwell Smith, ex compagno negli Yardbirds, il primo album del 1969 propone unefficace miscela di folk, rock e romanticismo classico, capace di mantenere i piedi ben ancorati a terra. Si tratta, ovviamente, di musica molto distante dalle precedenti esperienze di Relf e McCarty, nella quale emergono in particolare il tocco al piano di Hawken e laggraziata, esile voce di Jane Relf. Kings & queens e Innocence trovano la giusta mediazione tra stimoli ritmici, belle melodie ed influenze classiche. Se Island si sofferma esclusivamente su toni pacati e romantici, la bella Wanderer preferisce reminiscenze barocche con il clavicembalo in primo piano ; entrambi i brani registrano la bella voce solista della Relf. La complessa Bullet torna a forme tipicamente rock, con timidi accenni jazz e uninconsueta (per il genere) armonica country blues, per disperdersi nellenigmatica atmosfera finale direttamente derivata dalle figure corali di Gyorgy Ligeti. La buona prova iniziale non sufficiente garanzia di vita tranquilla ; Relf e McCarty se ne vanno gi nellagosto 70 e le registrazioni del secondo LP Illusion (Island-1970) vengono

completate con lausilio di musicisti esterni. Nei Renaissance fa la sua apparizione il cantante e chitarrista Michael Dunford, che eredita il marchio e riorganizza il complesso con nuovi musicisti. Dal 1972 il nucleo comprende, oltre a Dunford, la cantante Annie Haslam, il tastierista John Tout, il bassista Jon Camp e il batterista Terrence Sullivan ; i Renaissance ottengono buon successo soprattutto negli USA, con una serie di album nei quali proposto un rock sinfonico che attinge a piene mani dal panorama classico (in particolare russo dellOttocento), con citazioni di Rimski-Korsakov, Borodin e Mussorgski tra gli altri. Ottima sintesi della loro opera rimane il doppio Live at Carnegie Hall, registrato con lapporto della New York Philharmonic nel giugno del 1975. Dei componenti originari McCarty suona con gli Shoot (un LP nel 73), Relf partecipa al terzo album dei Medicine Head (1971) per poi fondare nel 1975 gli Armageddon, un gruppo hard nel quale ritrova Cennamo e che comprende il chitarrista Martin Pugh (Steamhammer) e il batterista Bobby Caldwell (Johnny Winter). Nel 1976 Relf lavora al progetto della riunione dei Renaissance originali (sotto diversa sigla : Illusion) ma in novembre, durante le ultime prove casalinghe, muore folgorato da una scarica elettrica ; gli Illusion riescono comunque a pubblicare due album tra il 77 e il 78. Di altro, da ricordare le collaborazioni di Cennamo con Steamhammer e Colosseum e la partecipazione di Hawken a dischi di Third World War e Strawbs.

Nel 1963 i Syndicats sono tra le prime formazioni inglesi a dilettarsi con il rhythm & blues ; con in organico Steve Howe il gruppo pubblica tre singoli, prima dellabbandono del chitarrista stesso che nellestate del 65 raggiunge gli In Crowd (poi evoluti in Tomorrow). Nei Syndicats entrano il chitarrista Pete Banks e il bassista Chris Squire, e nel 1967 il complesso accorcia il nome in Syn, abbracciando la causa psichedelica. I Syn registrano due singoli, lultimo dei quali contiene la mitica 14 hour technicolour dream, dedicata al festival della psichedelia e dellunderground inglese tenuto nellaprile 67 allAlexandra Palace. Allinizio del 1968 Banks e Squire sono nei Toy Shop, dove conoscono il cantante Jon Anderson (ex Warriors). I tre suniscono allorganista Tony Kaye (dai Bitter Sweet) e al batterista Bill Bruford, dando vita agli Yes (giugno 68). Il gruppo si fa le ossa tenendo numerosi concerti al Marquee, allo Speakeasy e partecipando come supporto al famoso concerto d'addio dei Cream, tenuto alla Royal Albert Hall nel novembre del 68. I primi due album, Yes (Atlantic-1969) e Time and a word (Atlantic-1970), sono discreti (e nulla pi) alternando brani originali a numerose cover (tra queste canzoni di Byrds, Beatles e Stephen Stills) ; il gruppo non ha ancora individuato con precisione uno stile sufficientemente personale, anche se alcuni brani (Beyond and before, Harold land, Astral traveller) e le belle armonie vocali lasciano timidamente intravedere le caratteristiche del futuro suono.

YES

THE YES ALBUM

(Atlantic - 1971)

Una prima importante svolta avviene allinizio del 1970, quando Pete Banks lascia i compagni per entrare nei Blodwyn Pig in sostituzione di Mick Abrahams ; il suo posto negli Yes viene rilevato da Steve Howe, reduce dall'esaltante avventura con i Tomorrow. Lo stile del gruppo subisce una decisa maturazione acquisendo unidentit ben definita, come dimostra il terzo LP The Yes album (registrato nellautunno del 1970) che permette agli Yes di conquistare un buon seguito di pubblico.

Lincedere fratturato della sezione ritmica, i preziosismi della chitarra di Howe e le ottime parti corali di Yours is no disgrace introducono al classico Yes sound, uno stile articolato e complesso, ma ancora lontano dagli esagerati arrangiamenti sinfonici dei tempi a venire. E evidente il gusto per la ballata, per un rock che mantiene agganci (sempre pi esili) con certa musica di derivazione americana. The clap un esercizio dabilit strumentale di Howe, in curioso equilibrio tra Leo Kottke, Roy Harper e i Led Zeppelin del terzo LP ; Ive seen all good people suona come una ballata folk impreziosita da formidabili parti vocali (sul modello di C.S.N.&Y.) e solidifica in un originale rocknroll, chiuso da un gran finale per organo e coro a cappella. La dinamica struttura dalle belle aperture melodiche di Perpetual change e le indovinate sequenze armoniche delle tre parti di Starship trooper offrono la misura estrema dei delicati meccanismi che regolano la sintesi sonora degli Yes. In seguito alla pubblicazione di The Yes album, Tony Kaye lascia (nel 73 nei Badger di Jackie Lomax, con la sezione ritmica di Gardner & Dyke) e con lingresso di Rick Wakeman, dagli Strawbs, si costituisce lorganico degli Yes pi conosciuto e fortunato sotto il profilo commerciale. Lottimo Fragile, registrato nel settembre del 71, consegue notevole successo un po ovunque ; lapporto strumentale di Wakeman, diplomato alla Royal Academy of Music, determina un chiaro avvicinamento a modi classici, non solo nel breve estratto della quarta sinfonia di Brahms (Cans and Brahms) ma nellintera opera degli Yes. Tutti i membri del complesso propongono frammenti di varia natura e consistenza (Long distance runaround e la spettacolare azione corale di We have heaven - Anderson -, gli estratti ritmici di Five per cent for nothing - Bruford - e di The fish - Squire -, il pezzo per chitarra classica di Mood for a day Howe), che ruotano attorno ai tre episodi centrali del disco : Roundabout, sostanzialmente un raffinato e brillante rocknroll dove emergono squarci del crescente approccio classicheggiante, South side of the sky e soprattutto la notevole Heart of the sunrise, che coglie lessenza del migliore rock sinfonico sullesempio dei King Crimson. Al culmine del successo Close to the edge nel 1972 inaugura la fiera delle vanit per gli Yes, ormai proiettati verso una ricerca esasperata della perfezione tecnica ed estetica, pesantemente ostentata nelle esibizioni dal vivo. Close to the edge non manca di spunti pregevoli, come nellambiziosa And you and I, imperniata sul gi sperimentato contrasto fra trame acustiche ed aperture di romantico sinfonismo. Poche novit sotto i cieli ma almeno un suono ancora vivo, capace di regalare tenere emozioni, quello che non sempre accade nella pomposa suite che titola lalbum, con i suoi quattro tempi viziati da un eccesso di freddo e calcolato formalismo. Per Bill Bruford la misura colma ; nel luglio 72 effettua la coraggiosa scelta di lasciare gli Yes, allapice della popolarit, per raggiungere i riorganizzati King Crimson di Robert Fripp. Sul lussuoso triplo Yessongs (Atlantic-1973), fedele celebrazione della stagione concertistica del 1972, appaiono Bruford e, in alcuni brani, il sostituto Alan White, un batterista desperienza anche se sicuramente meno inventivo. I progetti del gruppo si fanno sempre pi ambiziosi e sfociano nellelefantiaco Tales from topographic oceans (2 LP Atlantic-1973), che pure in alcune parti mostra residui segni di vitalit. Per la prima volta la critica si divide sulla valutazione del lavoro, ma il pubblico gradisce ugualmente il disco premiandolo con un buon numero di copie acquistate. Nel maggio del 74, in seguito a forti tensioni interne al gruppo, Wakeman abbandona per proseguire una carriera solista inaugurata lanno precedente con il discreto The six wives of Henry VIII (A&M-1973) e solo raramente allaltezza della fama acquisita come strumentista ;

torna negli Yes nel 77, per lalbum Going for the one, quando la vena del complesso si definitivamente esaurita. Relayer (Atlantic-1974) inciso con laiuto del tastierista Patrick Moraz (fresco dellesperienza con i Refugee), perfetto compendio della decadenza di una musica priva di respiro, soffocata da una maniacale cura riservata ad ogni bench minimo particolare, che determina un inestricabile, barocco groviglio di note senzanima.

Gruppo che sorienta su coordinate sonore non molto distanti da quelle degli Yes, i Gentle Giant si formano nel 1970 su impulso dei fratelli scozzesi Derek, Ray e Phil Shulman, in precedenza impegnati nei Simon Dupre & the Big Sound, un complesso musicalmente collocabile nella scena del R & B, con allattivo un album e un successo a 45 giri (Kites). La formazione viene completata dal chitarrista Gary Green, dal tastierista Kerry Minnear (diplomato al Royal College of Music e con un passato nei Rust), dal batterista Martin Smith e sin dallomonimo album desordio, pubblicato nello stesso anno, i Gentle Giant propongono una musica ancor pi raffinata e composita rispetto a quella degli Yes, con una fusione tra rock, R & B, classica, jazz, folk che prevede lutilizzo di unampia strumentazione. Gentle Giant unottima dimostrazione del gi ben definito stile del complesso, con la presenza di alcuni dinamici brani rock basati su cadenze ricche di variabili e con un suono caratterizzato dalle lucide tonalit di chitarra e tastiere, oltre che da preziose armonie vocali (Giant, Nothing at all con il vento a fischiare la melodia !), mentre il folk e il rhythm & blues fanno capolino nelle strutture barocche di Funny ways e Alucard. Il successo ottenuto in Inghilterra modesto e, come succede ad altri gruppi del periodo (Genesis, Van Der Graaf Generator), i Gentle Giant trovano motivazioni per continuare nellinteresse suscitato in vari paesi europei, Italia in particolare.

GENTLE GIANT

ACQUIRING THE TASTE

(Vertigo - 1971)

Acquiring the taste, seconda emissione a 33 giri, raggiunge i limiti espressivi dei Gentle Giant sin dalliniziale Pantagruels nativity, marcata dalla chitarra di Green che ne scolpisce la struttura portante ; le raffinate parti vocali, il tocco di vibrafono, la jam della parte centrale rendono un insieme di notevole impatto, in equilibrio fra preziosismi funambolici e potenza hard. Le valide The house, the street, the room (con maniacali inserti strumentali) e Wreck seguono le stesse direttive, in contrasto con gli arrangiamenti estremamente elaborati di Edge of twilight, di The moon is down e di Black cat che, sia pur pregevoli sotto laspetto strumentale, rischiano di cadere nella trappola di un rigido formalismo. Plain truth pi immediata, con il sostegno di un corposo rock dal quale emerge la prestazione di Ray Shulman al violino, il cui trattamento con il wah-wah evoca addirittura ricordi hendrixiani. Il gruppo mantiene inalterato lo stile anche nei dischi successivi, senza particolari accomodamenti commerciali ma pure rinunciando ad una ricerca originale, che possa evitare le ripetitive regole della propria musica. Cos nel terzo LP Three friends (1972 - con il batterista Malcom Mortimer al posto di Smith) trovano collocazione canzoni gi sentite quali Prologue e Mister class and quality ?, perfino la buona Schooldays appare leziosa e troppo legata a schemi collaudati. Tutto sommato, gli sforzi migliori restano il vago R & B (per quello che pu essere R & B un brano dei Gentle Giant...) di Working all day e la classica Peel

the paint, che nasconde una certa carenza dispirazione nella overture da camera e nei potenti riff hard rock della chitarra di Green. Dal seguente Octopus (Vertigo-1973) il gruppo si stabilizza con il batterista Pugwash Weathers (dalla Grease Band di Joe Cocker) ; Octopus per lultimo lavoro al quale partecipa Phil Shulman e proprio questo disco segna linizio di un tardivo (in ogni caso meritato) successo, in Inghilterra come negli Stati Uniti. La musica ancora accettabile, manca di novit, ma agli appassionati del genere pu piacere almeno fino al Free hand (Chrysalis) del 1975.

Cosa resta oggi delle canzoni dei Genesis, di quelle fragili tessiture fantastiche che trovano sistemazione nelle loro opere migliori, agli albori degli anni Settanta. Oggi che Peter Gabriel diventato un musicista moderno, alla ricerca di eccitanti contaminazioni tra musica occidentale e suoni del terzo e quarto mondo, oggi che Phil Collins assurto agli onori delle cronache facendo lattore, producendo musica di facile ascolto e di gran consumo. Nostalgia, forse un po di tristezza, ma vale la pena ricordare quella storia iniziata nellautunno del 1967 con lincontro tra Peter Gabriel, Tony Banks, Chris Stewart (tutti provenienti dai Garden Wall), Anthony Phillips e Michael Rutherford (entrambi degli Anon). Nel 1968 i Genesis firmano un contratto che li lega alla Decca, per la quale incidono un paio di singoli e lalbum From Genesis to revelation (maggio 1969), dove suona il batterista John Silver al posto di Stewart. Linsuccesso tale per cui i componenti del gruppo pensano seriamente ad una precoce ritirata dal mondo musicale. Li salva Tony Stratton-Smith, boss della Charisma, alla ricerca di formazioni da sistemare nella scena del rock progressivo in via di forte affermazione. Il primo significativo frutto Trespass (Charisma-1970) che, sia pure con qualche timidezza di troppo e in modo frammentario, mostra le potenzialit del gruppo ; le canzoni lasciano trasparire una buona capacit di scrittura e il risultato discreto, anche in assenza di brani memorabili. Le vendite restano scarse, il batterista John Mayhew (presente sul disco) e il chitarrista Anthony Phillips preferiscono lasciare (Phillips torner come solista nel 1977) ; con lingresso di Steve Hackett e di Phil Collins, questultimo batterista nei Flaming Youth, si concretizza la formazione pi celebre dei Genesis.

GENESIS

NURSERY CRYME

(Charisma - 1971)

Pur essendo dei discreti strumentisti, i Genesis non possono essere paragonati dal punto di vista tecnico a complessi quali Yes e Gentle Giant ; il maggior impegno perci profuso sotto laspetto creativo e degli arrangiamenti, e questo permette alla musica del gruppo (almeno per quanto riguarda leccellente Nursery Cryme) di mantenere una sufficiente semplicit di esposizione, allinterno di un contesto curato ed elegante. Gabriel non cantante dotato di particolare estensione vocale e preferisce lavorare sulla tonalit del canto, rendendola immediatamente riconoscibile ; inoltre dimostra di essere personaggio estroso, adottando in scena travestimenti a dir poco fantasiosi, contribuendo in modo decisivo allaffermazione del complesso che dal vivo si esibisce in ambiziose forme di rock teatrale. Nursery Cryme vede la luce nel novembre 1971 e lo stile espressivo preferito appare quello della canzone romantica, come dimostrano i riusciti episodi di For absent friends, Seven

stones, Harlequin, mentre The return of the giant Hogweed possiede un accentuato telaio ritmico ed esibisce pi di qualche punto di contatto con la musica dei Gentle Giant. Ancora lontana per i Genesis appare la dilagante moda della suite, anche se i brani pi significativi anticipano, di fatto, la futura adesione ad ambiziose forme a tema. Introdotta da un delicato arpeggio, The musical box scorre fluida su un tappeto di soffuse e romantiche melodie per chitarra, flauto e voce, animata a pi riprese dal dialogo serrato tra chitarra e organo, fino allepico crescendo del finale pervaso dallorgano di Banks e dal canto, ora deciso, di Gabriel ; il tema di The fountain of Salmacis, sufficientemente movimentato ed impreziosito dagli interventi di Hackett, caratterizzato dal mellotron che si produce in folate dintenso sinfonismo. I Genesis ottengono buon successo, vanno in classifica con The musical box e spopolano in Italia, dove nel corso del 1972 (tra aprile e settembre) tengono ben 31 concerti ! Foxtrot nellottobre del 72 ottiene risultati commerciali addirittura migliori (in Italia n. 1), ma risulta musicalmente inferiore allopera precedente. Giunge lora della suite e Suppers ready, nonostante la presenza di qualche spunto notevole, si perde in un eccessivo sforzo di connessione delle varie parti, senza raggiungere un risultato pari alle energie profuse. Del resto anche i rimanenti brani non valgono le piccole gemme di Nursery Cryme ; in generale c minore fantasia ed affiora un rigido schematismo sonoro. Tra il 72 e il 73 il gruppo effettua numerosi concerti negli Stati Uniti, intervallati da un trionfale tour inglese dal quale viene ricavato Genesis live (Charisma-1973, registrato nel febbraio 73 a Manchester e Leicester), comprendente un breve compendio dei loro brani migliori. In autunno esce il nuovo album di studio Selling England by the pound, che tenta di recuperare loriginaria forma canzone e nellottima Dancing with the moonlit knight quasi riesce a rinverdire la magia di Nursery Cryme. Purtroppo il suono soffre di un crescente tecnicismo che penalizza le buone intenzioni sparse sul disco, soffocando la natura romantica della musica (Firth of fifth) e permettendo laffiorare di episodi poco ispirati (I know what I like in your wardrobe) o superflui (More fool me, con il futuro leader Phil Collins al canto). La situazione non migliora con il doppio The lamb lies down on Broadway (Charisma-1974) che si affida a soluzioni concept, tanto spettacolari quanto fredde e calcolate. Il 24 marzo 1975 la formazione classica dei Genesis tiene, per lultima volta in Italia, un concerto nellaffollatissimo palasport di Torino, con situazioni di grande tensione per gli scontri che coinvolgono la polizia e numerosi dei presenti ; il gruppo propone The lamb... in modo scontato, senza entusiasmo. Due mesi dopo Gabriel abbandona clamorosamente i compagni. Per lui let delle favole terminata, il successo fine a se stesso evidentemente non ci che il musicista sta cercando. Collins assume il comando delle operazioni, ma oramai i Genesis sono fuori tempo massimo (non per il successo, che negli anni Ottanta diviene eclatante), luccicante ed ingombrante soprammobile di unepoca tramontata. Cera una volta...

La leggenda vuole che siano proprio loro ad ispirare la sigla Harvest, prestigioso marchio progressivo della EMI ; a prescindere da curiose e non determinanti considerazioni del genere, i Barclay James Harvest riescono a ritagliarsi uno spazio tuttaltro che sfarzoso, ma

quantomeno meritevole di rispetto, nel campo del pop romantico dei primi anni Settanta. John Lees (ch.v.), Stewart Wolstenholme (ts.), Les Holroyd (bs.) e Mel Pritchard (bt.) sono musicisti con alle spalle esperienze rhythm & blues, quando nel 1967 sassociano per costituire il nuovo gruppo. Affidati alle cure del produttore Norman Smith (Pink Floyd) i Barclay James Harvest registrano nel novembre 69 il primo album omonimo (Harvest-1970), che chiarisce immediatamente gli elementi essenziali della loro musica. I risultati pi significativi sono ottenuti con i lavori dinizio carriera e in particolare con lottima seconda prova, Once again, registrata alla fine del 1970 e pubblicata nel febbraio dellanno successivo. Nelle lunghe She said e Mocking bird i Barclay James Harvest si dimostrano autori di un rock tardo romantico dai forti caratteri sinfonici, ma sufficientemente equilibrato e non pesantemente stucchevole. Tra i brani pi concisi piacciono la leggiadra Galadriel, la robusta Ball and chain e soprattutto lottima Song for dying, che sintetizza tutte le componenti migliori del suono del gruppo, con gli sfumati toni romantici e decadenti uniti ad un approccio vagamente psichedelico della chitarra.

Qualcosa di simile alla base della proposta musicale dei discreti Fruupp, gruppo di origine irlandese autore, tra il 1973 e il 1975, di quattro album pubblicati dalletichetta Dawn. Dal primo, e forse migliore, Future legends allepitaffio di Modern masquerades, i Fruupp simpegnano in una musica dal pesante respiro melodico, non priva di spunti interessanti (Decision) ma frequentemente viziata da un eccesso di colorazioni barocche che rendono il suono alquanto artefatto e pretenzioso.

Altra formazione che soffre le contraddizioni di una musica scarsamente equilibrata e ricca dingenuit quella dei Beggars Opera, che nel 1970 pubblicano Act one (Vertigo), un lavoro che porta allesasperazione le tipiche componenti dello stile classico progressivo, con forti accenti barocchi di dubbio gusto. Davvero non si capisce se ad animare pasticci sonori quali Poet and peasant, Passacaglia, Raymonds road, Light cavalry sia una sana necessit di divertimento al limite dellironia, oppure una triste consapevolezza di sofisticate ed improbabili elucubrazioni ben poco piacevoli. Qualcosa di meglio si ascolta nella pi lineare Memory, in ogni caso resta una musica ibrida e scarsamente coinvolgente, una sorta di collage disarticolato tra frammenti di diversa natura ed origine stilistica, appiccicati tra loro senza logica apparente. Se questa lopera dei poveri, i poveri restano tali, in quanto allopera... Fortunatamente il gruppo, costituito da Martin Griffiths (v.) - Alan Park (ts.) - Ricky Gardiner (ch.) - Marshall Erskine (bs.) - Raymond Wilson (bt.), con il secondo LP Waters of change (Vertigo-1971) rende il suono un po pi sobrio, e il successivo Pathfinder (con Gordon Sellar al posto di Erskine) riesce perfino a suscitare un discreto interesse. Ora i Beggars Opera hanno semplificato notevolmente i modi, eliminando buona parte degli ammiccamenti barocchi, e gli esiti sono buoni nella bella versione di MacArthur park (un brano di Jimmy Webb, di gran successo alla fine dei Sessanta nellinterpretazione di Richard Harris, riadattato con un gustoso arrangiamento soft jazz e venato da forme classiche pi contenute), oltre che nel fluido impeto ritmico di The witch. Il gruppo resiste fino al 1976, senza andare oltre ad un moderato interesse da parte di pubblico e addetti ai lavori ; il solo Gardiner vanta ulteriori esperienze degne di menzione, con partecipazioni saltuarie a dischi di David Bowie e Iggy Pop.

Appartenenti alla schiera dei classico-romantici di successo, i Curved Air si distinguono per la propensione verso moderate soluzioni sperimentali, come lascia intendere perfino il nome scelto per il complesso, tratto da una celebre composizione di Terry Riley (A rainbow in Curved Air). La nascita del gruppo risale al marzo del 1970, quando Darryl Way, Francis Monkman e Florian Pilkington (tutti membri dei Sisyphus) si uniscono alla cantante Sonja Kristina e al bassista Robert Martin ; con questorganico i Curved Air registrano lalbum desordio Air conditioning.

CURVED AIR

AIR CONDITIONING

(Warner Bros. - 1970)

I buoni propositi sperimentali restano per sulla carta e solo di rado trovano collocazione nel vivo dellesposizione strumentale ; Monkman si dimostra il pi convinto assertore del verbo di Riley ma, nonostante lottimo operato alle tastiere e le tonalit elettriche, secche e dilatate delle chitarre, obbligato a rimanere sulla difensiva per via del virtuosismo dilagante del violino di Way e della presenza della piacevole voce solista di Sonja Kristina. Inoltre, il gruppo spinto in modo consistente a livello promozionale e lesigenza dellottenimento di un riscontro commerciale immediato contrasta con la produzione di una musica che risulti troppo slegata dai canoni della bella melodia. In ogni caso Air conditioning, che si presenta negli scaffali di vendita in una rivoluzionaria (per i tempi) veste picture, appare convincente e al di sopra della media di produzioni similari. Il complesso si disimpegna bene in alcuni brani rock corposi, come lintrigante It happened today, capace di distendersi in una bella frase melodica conclusiva diretta dal violino di Way, come la divertente (e un po scontata) Stretch e loriginale Propositions, forse la composizione di maggior interesse, con le tastiere e le chitarre di Monkman a ricordare da vicino le strutture iterative di Terry Riley. Le valide Hide and seek e Situations si nutrono di cadenze mutevoli e possiedono un buon impatto, mentre Screw e Rob one approdano su atmosfere classiche, con il violino a generare impressioni romantiche di gran fascino, e Vivaldi saffida allabilit strumentale di Darryl Way non senza introdurre tra le pieghe del suono le manipolazioni elettroniche di Monkman, elementi di disturbo al dilagante classicismo. Il Second album (Warner Bros.-1971, con il bassista Ian Eyre) conferma linteresse per il gruppo, beneficiato dal successo del 45 giri Back street Luv che con il suo rock vigoroso raggiunge i primi posti delle classifiche nel dicembre del 71. Ancora un avvicendamento nel ruolo di bassista (Mike Wedgwood al posto di Eyre) segna il terzo LP Phantasmagoria (Warner Bros.-1972), subito prima dellabbandono di Darryl Way che, formando i Wolf (tre album incisi), in pratica determina lo scioglimento dei Curved Air. Sonja Kristina non intende mollare e, aiutata dal confermato Wedgwood, organizza uninedita formazione che comprende Eddie Jobson (vi.), Kirby Gregory (ch.) e Jim Russell (bt.), giusto per lincisione di Air cut (Warner Bros.-1973). Il nuovo assetto ha per breve durata, in quanto Jobson si unisce ai Roxy Music (allepoca del loro terzo LP Stranded) e Wedgwood entra nei Caravan.

Alla fine del 1974 i Curved Air originali (con il bassista Philip Kohn) tornano insieme per un tour che frutta il dignitoso Curved Air live (Deram-1975) comprendente, quantomeno, una bella versione di Propositions. Monkman e Pilkington abbandonano definitivamente, mentre la Kristina e Way decidono di continuare con lassunzione di altri musicisti, tra i quali sono da segnalare Tony Reeves (bs., ex Colosseum) e il batterista Stewart Copeland, che prima si sposa la bella Sonja e poi (dicembre 76) fonda con Sting e con Andy Summers i Police.

ARS LONGA VITA BREVIS - 5


la musica della casa delle bambole

- 30 Per alcuni gruppi del rock romantico che riescono ad agguantare un solido successo commerciale, ve ne sono parecchi altri (non sempre di trascurabile qualit) che restano desolatamente ai margini della scena, ignorati dal grosso pubblico e colpevolmente dimenticati dagli addetti ai lavori. Il nome pi fulgido quello dei Cressida, complesso autore di due interessanti album per la Vertigo, il primo dei quali pubblicato allinizio del 1970 con un organico che prevede Peter Jennings (ts.), Angus Cullen (v.), John Heyworth (ch.), Kevin McCarthy (bs.) e Iain Clark (bt.). Cressida appare esordio timido ma privo di particolari scadimenti, che riesce a gettare le fondamenta del suono del gruppo con una manciata di limpide composizioni in equilibrio tra rock romantico e derivazioni della prima scuola di Canterbury (in particolare Caravan).

CRESSIDA

ASYLUM

(Vertigo - 1971)

Asylum, con il nuovo chitarrista John Culley e con la prestigiosa partecipazione di Harold McNair (collaboratore di lunga data di Donovan), raggiunge livelli dassoluta eccellenza con una musica che piace soprattutto per la scioltezza stilistica ed esecutiva, nellambito di un genere nel quale si tende ad estremizzare laspetto tecnico e a complicare fino allassurdo gli arrangiamenti. Gli elementi della proposta dei Cressida restano quelli iniziali, con riferimenti al Canterbury sound sia per lapproccio strumentale, sia per limpostazione vocale di Cullen, come si pu dedurre dallascolto delle belle Asylum e Goodbye post office tower goodbye ; il lavoro mantiene comunque una profonda originalit, grazie al sentimento e allintima decadenza romantica che le canzoni dimostrano di possedere. Munich, ad esempio, un lungo brano melodico giocato sul morbido dialogo tra voce e organo, con lirici interventi di chitarra, misurate intromissioni orchestrali e con una brillante parte centrale strutturata a forma di jam session. Laccoppiata Survivor / Reprieved passa da potenti soluzioni in continua evoluzione (che ricordano lincedere dei brani ritmicamente pi sostenuti di Shawn Phillips) ad atmosfere strumentali vagamente jazz. La maggior intensit emotiva raggiunta da Lisa, brano che racchiude la migliore espressione del rock romantico, senza dover fare ricorso ad inutili orpelli, preferendo accarezzare i risvolti pi intimi del suono con sprazzi di gran lirismo e con eccellenti spunti strumentali (tra cui il flauto di McNair) ed orchestrali. Molto bella pure la conclusiva Let them come when they will, una spigliata jam con chitarra e organo in evidenza. La qualit del disco non basta a salvare i Cressida da un precoce scioglimento, causato dal completo disinteresse del pubblico nei loro confronti. Kevin McCarthy fonda gli oscuri

Tranquillity, John Culley fa una breve apparizione nellultima formazione dei Black Widow e il bravo Iain Clark sfiora per un attimo la notoriet sedendosi ai tamburi degli Uriah Heep, ma solo per il terzo LP Look at yourself.

Giustizia vuole che almeno altri tre complessi del sottobosco musicale inglese meritino dessere presi in considerazione e, anche solo per un attimo, fatti emergere dalla fitta nebbia che ne oscura il ricordo. Pur non raggiungendo i livelli espressivi dei Cressida, i vari Gracious, Czar e Spring riescono ad imprimere nelle loro poche opere vitalit e passione sufficienti a non farli sfigurare al cospetto dei tanto osannati colleghi di successo. I Gracious si formano nel 1968, con un organico che prevede Paul Davis (v.ch.pr.), Martin Kitcat (ts.), Alan Cowderoy (ch.v.), Tim Wheatley (bs.), Robert Lipson (bt.), e subito vanno in tourne come spalla dei Who. Nella primavera del 1970 il gruppo registra il primo album Gracious !, per letichetta Vertigo ; il rock conciso di Introduction echeggia soluzioni care ai primi Gentle Giant, con inserti di clavicembalo e una buona predisposizione ritmica, un organo floydiano si staglia allorizzonte del placido neoclassicismo di Heaven, che confluisce nelle devastanti, soffocanti spirali di Hell. Tutto sommato, lepisodio di maggior interesse la lunga e complessa sequenza di The dream, che poggia su elaborate frasi rock alternate a creazioni melodiche di derivazione classica, mostrando per una frammentariet troppo accentuata. Linsuccesso totale, il secondo e ultimo LP (This is Gracious, Philips-1972) risulta inferiore e comprende materiale scartato dal lavoro precedente ; dopo lo scioglimento del complesso, il bassista Wheatley finisce nei Tagget (due LP allattivo) mentre il cantante Davis prova come solista ed entra a far parte del cast di Jesus Christ Superstar.

I Czar sono un ancor pi oscuro gruppo, che ha la forza dincidere nel 1970 il solo album omonimo desordio, pubblicato dalla Fontana. Bob Hodges (ts.v.), Mick Ware (ch.v.), Paul Kendrick (bs.ch.v.) e Del Gough (bt.) sono titolari di una musica dalle sonorit avvolgenti, direttamente derivata dal rock sinfonico (in particolare dai King Crimson del primo LP), con largo spiegamento di mellotron e unimpostazione pi marcatamente rock nelluso della chitarra. Nei brani migliori, la valida Tread softly on my dreams e le belle ballate di Cecelia e Today, affiora qualche tonalit dark che rende la proposta moderatamente originale.

Gli Spring dimostrano di possedere discrete capacit strumentali e soprattutto una vena creativa semplice ed estremamente efficace, che permette al gruppo dottenere risultati di tutto rispetto con brani caratterizzati da una pronunciata sensibilit romantica. Anche loro, come molte altre formazioni underground, capitalizzano gli sforzi in ununica pubblicazione (Spring, per la Neon), che raccoglie registrazioni effettuate tra linverno 70 e la primavera 71. Con un organico dominato dalla presenza di ben tre mellotron (il cantante Pat Moran, il chitarrista Ray Martinez e il tastierista Kips Brown, oltre alla sezione ritmica costituita da Adrian Maloney - bs. - e da Pique Withers - bt.), il gruppo evita di affondare in un pesante e forzato sinfonismo, avendo laccortezza di porre particolare cura alla melodia delle canzoni

che, dotate di un'appassionante anima acustica (Golden fleece, Gazing, Grail), conquistano senza riserve con il loro fascino discreto. Lunico membro degli Spring ad ottenere significativi risultati dalla carriera musicale il batterista Withers, che si riduce a suonare con Mal e i Primitives, affronta una dignitosa serie dincisioni come sessionman (tra laltro partecipa a buone registrazioni di Michael Chapman, dove presente anche il bravo Ray Martinez) e alla fine si ritrova catapultato sulla grande scena musicale alle spalle di Mark Knopfler, nei Dire Straits.

- 31 Tra i nuclei pi interessanti del pop progressivo inglese, i Van Der Graaf Generator si collocano ai margini del rock a tinte classiche, preferendo dedicarsi ad una musica aperta a svariate influenze stilistiche, filtrata attraverso il comune denominatore della creativit cosmica e visionaria di Peter Hammill. Le prime tracce del gruppo sono rintracciabili a Manchester nel 1967, dove Hammill sassocia a tali Nick Pearne (ts.) e Chris Smith (bt.) ; lanno successivo i due sono sostituiti dal tastierista Hugh Banton, dal bassista Keith Ellis e dal batterista Guy Evans. Le registrazioni dellalbum desordio The aerosol grey machine (Fontana-1969) si tengono tra il gennaio e lestate del 69, partendo dal presupposto di un album solista di Hammill che alla fine viene pubblicato con la sigla del complesso. Il disco non pu certo essere annoverato tra le migliori produzioni del periodo, anche se un po tutte le composizioni hanno il pregio devidenziare linteressante impostazione vocale di Hammill, non adeguatamente supportata da una musica ancora lontana dallacquisire una maturit stilistica ben definita. Giusto si possono ricordare lirreprensibile staticit melodica di Afterwards e lintonazione futuribile di Aquarian, oltre a qualche frammento delle acerbe Into a game e Octopus. Keith Ellis lascia subito dopo per raggiungere i Juicy Lucy, sostituito da Nic Potter ; ben pi decisivo per lo sviluppo musicale dei Van Der Graaf lingresso in organico del fiatista David Jackson, che introduce importanti variabili al suono del gruppo sin dal secondo LP The least we can do is wave to each other (1970), disco di qualit nettamente superiore al precedente. Loscura, glaciale Darkness il primo risultato di rilievo per i Van Der Graaf, merito delle tastiere spaziali di Banton, delle interessanti (e spesso imprevedibili) tessiture armoniche dei fiati di Jackson, di una sezione ritmica (in particolare Evans) dotata di fantasia e buon dinamismo, e ovviamente delle notevoli armonie vocali di Hammill che affina il canto, prendendo a prestito spunti dal Tim Buckley pi melodico per inserirli in un intenso romanticismo gotico ricco di fascino. Refugees, canzone pervasa da una dolcezza nostalgica e decadente, il lirismo epico dellottima White hammer (contraddistinta da una caotica ed inquietante chiusura) e la lunga, articolata After the flood sono i momenti importanti di un lavoro sicuramente riuscito. Il complesso si stabilizza con un organico al quadrato (Hammill, Banton, Jackson, Evans) che non prevede la presenza fissa di un bassista (anche se Potter rimane collaboratore esterno in molti dischi dei Van Der Graaf e dello stesso Hammill) ; il nuovo album H to He, who am the only one, sempre nel 1970, registra lillustre partecipazione di Robert Fripp, la cui chitarra sinsinua tra le spirali nevrasteniche di The emperor in his war-room. Il disco aperto da Killer, un brano insolitamente aggressivo che sfrutta un accattivante riff dettato dai fiati di Jackson e determina un netto contrasto con la riflessiva pacatezza pianistica della successiva House with no door. Hammill rende ancor pi verticale limpostazione del cupo romanticismo vocale, estremizzando le escursioni tonali, assecondato efficacemente dal gruppo alla ricerca di un suono elaborato e surreale in Lost e Pioneers over C, composizioni che anticipano le magistrali evoluzioni di Pawn hearts.

VAN DER GRAAF GENERATOR

PAWN HEARTS

(Charisma - 1971)

I Van Der Graaf Generator ottengono qualche timido consenso in Inghilterra, mentre sono molto apprezzati in Italia dove competono in notoriet con Genesis e Gentle Giant, gruppi ai quali vengono erroneamente paragonati ; sar per lappartenenza alla medesima casa discografica (la Charisma) e per la presenza del produttore John Anthony, ma la musica possiede in realt ben pochi punti di contatto con il rock romantico di Genesis e simili. Pawn hearts, registrato nel settembre del 71, lo dimostra chiaramente. Certo laspetto melodico una delle componenti basilari, ma il suono indirizzato verso inquietanti forme di psichedelia dark, con gli strumenti che evitano di scendere a smaccati compromessi di natura classica (pur rimanendo sensibili a questa matrice), esibendosi in intricate architetture che piuttosto fanno affiorare qualche affinit con le partiture dei King Crimson (in tal senso appare tuttaltro che casuale la rinnovata e pi radicata presenza della chitarra di Fripp). Notevoli sono le due lunghe composizioni di Hammill che trovano posto sulla prima facciata del disco, brani che evidenziano labilit del gruppo nellattraversare climi strumentali mutevoli e di gran caratterizzazione lirica per merito delle coinvolgenti prestazioni vocali del leader stesso. Lemmings e Man-erg rappresentano il vertice della creativit dei Van Der Graaf Generator, cos come la suite A plague of lighthouse-keepers recupera in sintesi tutti gli aspetti fondamentali della loro musica, fornendo una sorta di affascinante epitaffio della storia di Hammill e compagni. Gi prima delle registrazioni di Pawn hearts Peter Hammill realizza un buon album come solista (Fools mate, Charisma-1971, con laiuto di vari musicisti del giro Van Der Graaf), che non si discosta eccessivamente dalle linee portanti del suono del gruppo madre. La decisione del cantante quella di proseguire sotto proprio nome, determinando cos lo scioglimento dei Van Der Graaf che torneranno alla ribalta solo nel 1975, senza riuscire a conseguire i mirabili risultati dei primi tempi. Lottimo Chameleon in the shadow of the night sceglie la via di un suono scarno ed essenziale, basato quasi esclusivamente su chitarra acustica, piano e voce, con belle e impressionanti composizioni (German overalls, Easy to slip away e lelettrica Rock and Role) che mostrano qualche punto di contatto con lo stile di Roy Harper. La carriera solista di Hammill prosegue ricca di episodi sino ai nostri giorni, sempre contraddistinta da una buona qualit media dei lavori e con punte di particolare interesse negli eccellenti Nadirs big chance (Charisma-1975) e The future now (Charisma-1978).

Spesso associati ai Van Der Graaf Generator, probabilmente a causa della presenza dei fiati di Keith Gemmell, gli Audience muovono su coordinate sonore nettamente diverse da quelle del gruppo di Peter Hammill. Dopo la pubblicazione di un controverso lavoro desordio (Audience, Polydor-1969), rinnegato dai musicisti stessi, il gruppo formato da Howard Werth (v.ch.), Keith Gemmell (sf.), Trevor Williams (bs.), Tony Connor (bt.pr.) viene messo sotto contratto da Tony Stratton-Smith per la sua Charisma, realizzando il discreto Friends friends friend (1970). La musica lontana dagli oscuri, plumbei incubi psicospaziali tipici dei migliori Van Der Graaf e si sofferma sulla modalit della ballata rock, presentata di volta in volta con caratteristiche diverse, come si pu desumere dal lavoro pi rappresentativo, The house on the hill del 1971. Il brano pi noto (e forse pi bello) Jackdaw, che mette in risalto unintensa scrittura melodica con solidi arrangiamenti dei fiati e la convincente prestazione al canto di Werth, potente e sicuro. In altri casi le ballate diventano lenti datmosfera (I had a dream),

oppure canzoni dal ritmo spigliato (Nancy) ; bella anche la title track, che si avvale del decisivo apporto dei fiati di Gemmell e riesce a sopportare un breve e poco indicato assolo di batteria. Gli Audience non resistono al crescente interesse e allinevitabile pressione di pubblico e critica ; nel 1971, dopo una serie di concerti americani con i Faces, Keith Gemmell abbandona per disaccordi interni (suoner nei Sammy e negli Stackridge) e la formazione si scioglie lanno successivo, dopo un ultimo superfluo album e un disastroso concerto al Lyceum. Candidato da Stratton-Smith, Werth rinuncia allofferta di diventare il nuovo cantante dei Doors, in seguito alla scomparsa di Jim Morrison, ed inizia la carriera solista. Il bassista Trevor Williams entra nei Johnatan Kelly Outside, dove sono pure lex batterista dei Ben (Dave Sheen) e il chirarrista Snowy White (poi con Pink Floyd, dal vivo, e con Thin Lizzy).

Quando alla fine del 1969 crea un proprio gruppo con il quale affrontare i modi del pop romantico progressivo, Rod Argent musicista con alle spalle un lungo tirocinio nella formazione beat degli Zombies, che tra il 62 e il 67 riesce sporadicamente a centrare qualche successo con un paio di 45 giri e con lalbum Odyssey & oracle (CBS-1968). Nel nuovo complesso, denominato semplicemente Argent, confluiscono il chitarrista Russ Ballard e il batterista Robert Henrit (entrambi con precedenti in gruppi beat quali Roulettes e Unit 4+2), oltre al bassista Jim Rodford, cugino di Argent ed ex Mike Cotton Sound.

ARGENT

RING OF HANDS

(CBS - 1971)

Con gran parte del materiale composto da Argent e da Chris White (ex compagno del leader negli Zombies), e qualche significativo contributo di Ballard, gli Argent esordiscono nel 1970 con un discreto album omonimo per la CBS che appare tentativo di superamento del vecchio idioma beat. Solo a tratti lo sforzo per cercare di creare un suono vario ed eclettico ottiene i risultati sperati, pur in presenza di buone canzoni quali Like honey, Liar, The feeling is inside. Ovviamente la musica prevede ampio spazio per lorgano e il piano di Argent, avvalendosi di raffinate e piacevoli (anche se un poco esili) armonie vocali. Sicuramente pi maturo e godibile risulta il successivo Ring of hands, che cattura il giusto equilibrio di un pop progressivo facile ed ordinato, sempre molto curato, con belle melodie e precise soluzioni vocali come nelliniziale Celebration, nella grintosa Chained (una sorta di riff rallentato alla Hendrix, sul quale viene incastonata una stratificazione corale di grandeffetto), come nelle beatlesiane Rejoice e Pleasure (con echi Yes). Cast your spell uranus un R & B con accenni gospel, ben strutturato e dominato dalle tastiere di Argent, che pure forniscono le trame classicheggianti allambiziosa Lothlorien. Il pop jazz di Sleep wont help me e lo spedito senso affermativo di Where are we going wrong chiudono degnamente il disco ; purtroppo la musica del gruppo subisce una rapida involuzione nei lavori seguenti, perdendo gran parte della freschezza stilistica. Al termine del 1974, Ballard abbandona i compagni per intraprendere la carriera solistica, evento che precede di poco la separazione definitiva degli Argent.

Gli Ashton, Gardner & Dyke nascono nel 1969, dallassociazione tra il tastierista Tony Ashton e il batterista Roy Dyke (entrambi reduci dellepoca beat con i Remo 4) con il bassista Kim Gardner, musicista di notevole esperienza che vanta partecipazioni a Birds, Santa Barbera Machine Head e Creation. Nonostante la predisposizione triangolare tipica dellepoca (Nice, E.L.&P., Quatermass) la proposta del gruppo si dimostra originale, restando in bilico tra rock, jazz e soul, valorizzata dalle raffinate tastiere e dalla voce rauca di Ashton. Consigliabile lascolto, quanto meno, del primo omonimo LP datato 1969, nel quale spicca la bella Maiden voyage (pubblicata anche come singolo), vagamente in stile Traffic. Nel disco trovano spazio diversi brani swinganti di qualit come Young man aint nothing in the world these days, Picture sliding down the wall, Rolling home e una discreta versione della New York mining disaster 1941 dei Bee Gees. Il gruppo resta ai margini del successo commerciale e in seguito allo scioglimento (avvenuto nel 1972, dopo la pubblicazione di altri tre album) ritroviamo Gardner e Dyke impegnati nel rock blues dei Badger, con Jackie Lomax e Tony Kaye (Yes) ; Ashton sunisce agli ultimi Family per poi dedicarsi a svariate collaborazioni con i Broken Glass (presenti Stan Webb e Miller Anderson), con i due Purple Jon Lord e Ian Paice e con i Chicken Shack.

Pete York il batterista dello Spencer Davis Group sin dalla fondazione del complesso, nellaprile del 63 ; Eddie Hardin entra in formazione nel 1967, a seguito della dipartita di Stevie Winwood. Insieme elaborano un ambizioso (anche se scarno) progetto e nellottobre del 68, dopo avere lasciato Davis, decidono di attuarlo. Nasce cos uno stravagante duo che rivede in termini minimali il concetto di formazione rock impostata sulle tastiere (in pratica organo + batteria), fregiandosi del titolo di pi piccola Big Band del mondo. Il primo LP di Hardin & York, Tomorrow today (pubblicato a met del 69), un buon esempio della loro proposta musicale imperniata su un suono scarno, essenziale ma non privo di arrangiamenti ricercati e in grado dinteressare grazie alla notevole fluidit strumentale, dimostrata dal duo soprattutto dal vivo. In studio il gruppo si avvale della collaborazione di vari musicisti, che contribuiscono a donare ai brani una maggiore completezza ; in particolare piacciono canzoni semplici (ma tuttaltro che banali) quali Tomorrow today (un soul rock alla Traffic), Candlelight, le moderate Listen everyone e Im lost. Degni di menzione gli arrangiamenti jazz rock di Mountains of sand, e pure quelli blues che fanno capolino nella raffinata Cant keep a good man down. Dal vivo Hardin & York sfoderano una grinta e un dinamismo strumentale rilevanti, doti indispensabili per evitare il pericolo di esibizioni povere della necessaria ampiezza timbrica. Il progetto si consuma rapidamente, nel giro di poche stagioni, con la realizzazione di altri due buoni lavori, Worlds smallest big band (Bell-1970) e For the world (Decca-1971), per perdersi in ambizioni solistiche che passano quasi inosservate. Ma davvero, non erano male.

Una breve citazione per Affinity e Manfred Manns Earth Band. I primi riscuotono buone critiche alluscita, nel 1970, di quello che rimane lunico album pubblicato dal gruppo, costituito da Lynton Naiff (or.), Mike Jopp (ch.), Mo Foster (bs.), Grant Serpell (bt.) e dalla cantante Linda Hoyle. In effetti, gli Affinity dimostrano di avere buone qualit da spendere, anche se la musica si avvicina con marcata evidenza allo stile dei Trinity di Brian Auger, con

lorgano in bella mostra e la voce della Hoyle ispirata dalla Driscoll. Cos le ottime Night flight e Mr. Joy soffrono dellinevitabile paragone con i pi rinomati Trinity, mentre I am and so are you e soprattutto Three sisters appaiono meno ambiziose ma concrete nella fluida elasticit ritmica che le contraddistingue. Non particolarmente esaltante, invece, la versione di All along the watchtower posta in chiusura dellalbum. Alla pubblicazione di Affinity il complesso gi in via destinzione : la Hoyle ci prova come solista con Pieces of me (Vertigo-1971), dove suonano i Nucleus quasi al completo (Spedding, Marshall, Jenkins e Clyne). Degli altri membri, Naiff fa una breve apparizione con i Toe Fat, Foster va con i RMS e Serpell con i Sailor.

Dopo lo scioglimento dei Chapter Three, primo tentativo da parte di Manfred Mann dadeguamento alle vigenti norme progressive, nel 1971 la volta della Earth Band, formazione che poggia su solide basi rock appena sfiorate da arrangiamenti ispirati a certa psichedelia spaziale vuota ed esteriore. Dei numerosi dischi incisi il migliore sembra il Solar fire del 1973, su etichetta Bronze. Non indispensabili.

La carriera musicale di Peter Bardens inizia nel 1963 con i Cheynes, un complesso del quale fa parte anche il batterista Mike Fleetwood e che riesce ad incidere tre singoli, prima di scomparire a met del decennio. Bardens suona per un breve periodo con i Them di Van Morrison, quindi allinizio del 66 fonda i Peter Bs Looners, con la presenza (oltre al ritrovato Fleetwood) di Peter Green alla chitarra e di Dave Ambrose al basso. Con linserimento delle voci di Rod Stewart e di Beryl Marsden, nellinverno del 66, il gruppo si trasforma in Shotgun Express e nel giro di pochi mesi incide un paio di singoli : Green e Fleetwood vanno a fondare i Fleetwood Mac, Ambrose suona con i Trinity di Brian Auger, Stewart entra nel Jeff Beck Group e Bardens resta ai margini della grande scena, partecipando a formazioni secondarie quali Love Affair e Mike Cotton Sound. Inoltre, allinizio dei Settanta, lorganista pubblica due album in proprio editi dalla Transatlantic, subito prima di tuffarsi nella tarda scena progressiva con le creature dei Village (poi ribattezzati Global Village Trucking Co.) e quindi degli On, che nel 1972 comprendono tre ex membri dei Brew, Andrew Latimer, Doug Ferguson e Andy Ward. Lanno successivo gli On mutano nome in Camel.

CAMEL

CAMEL

(MCA - 1973)

La nuova formazione concretizza immediatamente ottimi risultati con la pubblicazione dellalbum omonimo desordio, che sin dalliniziale Slow yourself down esprime al meglio il tipico suono sobrio, elegante ed efficace, povero di novit ma ricco dequilibrio, ci che manca ai gruppi del rock romantico degli anni Settanta inoltrati. I Camel ricordano da vicino il suono di Canterbury per il tocco leggero e gentile e per lincedere fluido, mai forzato degli strumenti. Tra i lati negativi, la modesta qualit delle parti vocali il punto debole della loro proposta, sicuramente pi attraente nella veste strumentale.

Mystic queen un bel lento datmosfera, che presenta linee dorgano sinuose e gradevoli e una lirica chitarra, ottenendo un effetto non molto distante dai migliori Argent. Se Never let go (chitarristica e scorrevole, ma pure un tantino scontata), la strumentale Six ate (ben eseguita, anche se priva di particolare brillantezza), la graziosa Curiosity (Canterbury sound un po timido) segnano il passo senza per altro deludere, le ottime Separation e Arubaluba rivitalizzano con un suono scattante che, soprattutto per la chitarra in stile simil Hillage dei primi tempi e per larticolazione della struttura dei brani, ricorda i Khan pi determinati. Il buono stato di forma confermato dal vivo ; nellottobre del 73 i Camel contribuiscono alla realizzazione del doppio Live at Dingwalls Dance Hall, che raccoglie performance di Global Village Trucking Co., Henry Cow e Gong. La loro suite strumentale in tre parti God of light revisited sfoggia un suono brillante e privo di fronzoli, basato essenzialmente sullottimo lavoro allorgano di Bardens. Il gruppo tiene bene anche nel successivo album di studio del 74, Mirage, che non introduce elementi di novit, focalizzando labilit dei musicisti nel saper dar vita a trovate armoniche ingegnose e poco complicate, a mezza strada tra rock duro e melodia romantica. Indicative in tal senso le lunghe Nimrodel e Lady fantasy. I Camel conseguono un buon successo e la qualit dei dischi resta discreta almeno fino al quarto Moonmadness (1976) ; verso la fine del decennio entra nel gruppo Richard Sinclair (Caravan, Hatfield & the North), in sostituzione di Ferguson, e lo stesso Bardens abbandona il suo complesso per raggiungere la band di Van Morrison.

- 32 Jazz rock uno dei termini pi ambigui e, al tempo stesso, ricchi di fascino di tutto il progressive inglese. Ricco di fascino perch lascia presagire sconvolgenti architetture sonore in grado di tener conto della trazione diretta del rock e della libert espressiva del jazz ; ambiguo in quanto, come di sovente accade ai sistemi binari, sottintende forzati compromessi destinati a produrre esiti deludenti, privi della necessaria lucidit tematica. Non tutto, per, confusione o scontata fusion : tralasciando volutamente esemplari musicisti jazz, solo marginalmente coinvolti nel panorama rock, quali Mick Westbrook, John Surman e simili, ottimi esempi vengono dai Soft Machine e da pi di un gruppo dellorbita di Canterbury (presi in considerazione nel successivo capitolo), dai Nucleus di Ian Carr e dalla Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin.

Il trombettista Ian Carr crea i Nucleus allinizio del 1970, unendosi a Karl Jenkins (sf.ts.), Brian Smith (sf.), Chris Spedding (ch., proveniente dai Battered Ornaments), Jeff Clyne (bs.) e John Marshall (bt.pr.) ; con loro si reca immediatamente in studio per registrare Elastic rock (Vertigo-1970), un buon disco che per solo raramente riesce a scalfire lo stile freddo e calcolato che contraddistingue la proposta del gruppo. Grande importanza nelleconomia del suono dei Nucleus spetta al ruolo di Chris Spedding che, con il suo informale approccio rock, dona alla musica solidit ritmica e allo stesso tempo variet timbrica. Nel settembre del 70 i Nucleus sono nuovamente impegnati in studio per le registrazioni di Well talk about it later, che si rivela il miglior album grazie allomogeneit di fondo della musica proposta pi che alle pur eccellenti prestazioni strumentali dei musicisti. Di rilievo lottima Song for the bearded lady, perfetta illustrazione delle caratteristiche del tipico brano jazz rock, mediata tra lelastico sostegno ritmico di stampo rock (ricco di originali ed azzeccati interventi della chitarra di Spedding) e la stratificazione armonica generata dalla sezione fiati ; notevole anche la nitida progressione di Well talk about it later. Il terzo Solar Plexus (Vertigo-1971), realizzato con un organico allargato a contributi esterni, chiude un ciclo : poco dopo Marshall passa ai Soft Machine, seguito a ruota da Jenkins. Di fatto, i Nucleus non esistono pi. Carr continua pubblicando a suo nome Belladonna, sempre per la Vertigo nel 1972, al quale partecipano musicisti del calibro di Dave McRae e Alan Holdsworth. Pi avanti, per Labyrinth, torna di moda la vecchia marca ma per i Nucleus i tempi migliori sono tramontati.

Musicista tra i pi significativi per la capacit di sapersi porre come tramite tra jazz e rock con precisa cognizione di causa, John McLaughlin inizia la carriera nei primi anni Sessanta facendo gavetta nei complessi di Graham Bond (con Jack Bruce e Ginger Baker) e di Brian Auger. Il 1969 lanno cruciale per il chitarrista, che entra nella formazione di Miles Davis partecipando allincisione di due album storici come In a silent way (in febbraio) e Bitches brew (in agosto). A marzo trova il tempo per effettuare una mitizzata session di studio con Jimi Hendrix (mai ufficialmente edita), nella quale presente anche il bassista jazz Dave Holland ; inoltre pubblica a proprio nome lottimo Extrapolation (Polydor), con laiuto di alcuni esponenti di prestigio dellEnglish jazz (John Surman, Brian Odges e Tony Oxley). Tra

le varie collaborazioni e i dischi incisi come solista spicca My goals beyond (Douglas-1971), nel quale suonano il violinista Jerry Goodman (gi membro dei Flock) e il batterista di colore Billy Cobham che, nel 1972, con linnesto del pianista cecoslovacco Jan Hammer e del bassista Rick Laird formeranno lossatura della Mahavishnu Orchestra.

MAHAVISHNU ORCHESTRA

BIRDS OF FIRE

(CBS - 1973)

Dopo la realizzazione di lavori concettualmente piuttosto distanti dallespressione rock, la Mahavishnu Orchestra , nelle intenzioni di McLaughlin, il complesso ideale per tornare ad eseguire una musica di chiara impostazione elettrica. Nel 1972 il gruppo registra The inner mounting flame (CBS), ma con il seguente Birds of fire che la Mahavishnu Orchestra raggiunge i limiti delle possibilit espressive del genere. Il suono secco, graffiante, elettrico, teso allo spasimo : nelliniziale Birds of fire gli strali di fuoco della chitarra savvinghiano alle evoluzioni del violino, in una straordinaria sospensione dai contorni indefiniti, sostenuti dal treno ritmico Laird / Cobham. Non mancano belle e pacate melodie quali Miles beyond (di Miles Davis, unico brano non composto da McLaughlin) e Sanctuary, che vengono comunque sottoposte ad interessanti trattamenti armonici. Lardore ritmico di Celestial terrestrial commuters e di One word mette in luce labilit strumentale dei musicisti, sfiorando territori fusion senza scadere nella banalit pi ovvia ; c anche spazio per la nitida canzone di Open country joy, dai vaghi accenni country, e per il breve frammento dallo svolgimento circolare di Hope. La conclusiva Resolution magistrale nella sua ascesa disperata, senza fine e senza meta, e pare preludere alle sequenze utilizzate a piene mani da Robert Fripp su Red, qualche mese pi tardi. La Mahavishnu Orchestra si conferma formazione interessante anche dal vivo, come dimostra Between nothingness & eternity (CBS-1973), registrato nellagosto del 73 in occasione di un concerto al Central Park di New York. I lunghi sfoghi strumentali che compongono il disco forse non piacciono a chi ricorda con nostalgia il McLaughlin dei tempi jazz, ma colpiscono per lincontenibile dinamismo, per lapproccio anfetaminico, incapaci di giungere a traguardi d'assoluta eccellenza ma tremendamente efficaci per limpatto frontale generato. Il finale della storia meno esaltante : McLaughlin scioglie la formazione per approntarne una nuova, ancora pi ambiziosa, strutturata a somiglianza di una piccola orchestra nel cui organico spicca la presenza del violinista Jean-Luc Ponty. I due album pubblicati, Apocalypse (CBS-1974) e Visions of the emerald beyond (CBS-1975), mantengono poco del precedente splendore, naufragando in un funky jazz rock spigliato e piacevole, quanto privo dimportanti contenuti tematici.

Anche il sassofonista Dick Morrissey musicista destrazione jazz che allinizio dei Sessanta gira con un proprio gruppetto (riesce persino ad incidere un LP), nel quale di passaggio appare il grande Ginger Baker ; al suo attivo, inoltre, qualche collaborazione con Georgie Fame e Animals.

Nel 1970 Morrissey fonda gli If, una formazione a sette che comprende il tastierista John Mealing, il chitarrista Terry Smith, il cantante J.W. Hodkinson, il bassista Jim Richardson, il batterista Dennis Elliot e laltro sassofonista Dave Quincy. Questorganico responsabile della realizzazione dei lavori pi importanti, tra i quali pu essere scelto ad esempio il secondo If 2, pubblicato verso la fine del 1970 (ottimo anche lesordio di If - Island, 1970 - con la bella What can a friend say ?). I primi nomi che vengono in mente, ascoltando gli If, sono quelli di analoghe formazioni americane quali Blood Sweat & Tears e Chicago, soprattutto per la ritmica scattante e per i corposi arrangiamenti fiatistici. La musica prevalentemente orientata in ambito rock, con canzoni ben strutturate, dotate di belle linee melodiche (Sunday sad, I couldnt write and tell you) e colorate da una poco fitta ma solida sezione di fiati derivata dal jazz e dal rhythm & blues (A song for Elsa, Three days before her 25th birthday). Certo non si tratta di jazz rock nel senso letterale del termine, ma questi If risultano piacevoli e meritano un piccolo angolo di considerazione. Tre anni pi tardi Morrissey rifonda il gruppo, modificandone radicalmente lassetto, ma gli ultimi album (prima dello scioglimento nel 75) sono deludenti ; Elliot fa fortuna con i Foreigner, Mealing suona con gli Strawbs dellultimo periodo, Smith e Quincy formano gli Zzebra con due LP allattivo.

La luna in giugno nella terra del grigio e del rosa

- 33 Gruppo seminale della scena musicale sviluppatasi nella zona di Canterbury, i Wilde Flowers nascono nel giugno del 1963 dallaggregazione di alcuni giovani musicisti del luogo, tali Robert Wyatt, Kevin Ayers, Richard Sinclair e i fratelli Hopper, Brian e Hugh. Nei primi mesi del 66 Ayers e Wyatt lasciano i Wilde Flowers e si uniscono ad un bizzarro personaggio proveniente dallAustralia, Daevid Allen. Nellagosto di quellanno linsolito trio si trasforma in quintetto, con laggiunta di Mike Ratledge (anchegli del luogo) e del chitarrista americano Larry Nolan, denominandosi Soft Machine. Ben presto Nolan se ne va e la formazione sassesta a quartetto, risultando tra le pi assidue frequentatrici dellUfo Club. Proprio durante unesibizione nel mitico locale underground londinese il complesso viene notato da Chas Chandler, scopritore e manager di Jimi Hendrix ; Chandler produce il primo 45 giri del gruppo, Love makes sweet music, che si rivela un completo insuccesso. Ai Soft Machine sinteressa anche Giorgio Gomelsky, che nellaprile del 67 porta il gruppo in studio per alcune sessions di discreto valore storico, pubblicate su disco solo dopo diversi anni (buona la ristampa At the beginning, Charly-1977). Pochi giorni pi tardi, i Soft Machine partecipano alla 14th hour technicolour dream, leggendaria festa dellunderground e della psichedelia inglese ; sono gli ultimi fuochi della formazione originaria che in settembre perde Daevid Allen, al quale viene negato il rinnovo del permesso di soggiorno (riemerger con i Gong). Wyatt, Ayers e Ratledge decidono di proseguire come trio e per loro il 1968 un anno di notevole intensit : a pi riprese partecipano come supporto a numerosi concerti americani della Jimi Hendrix Experience e, sempre negli Stati Uniti, pubblicano lalbum desordio omonimo. Linizio di Hope for happiness un tuffo al cuore per via della voce di Wyatt, originale per i riferimenti alla cultura jazz, eterea e tremante, imprendibile nel suo volo in caduta libera, prima che il ritmo e lorgano di Ratledge prendano il sopravvento. Why am I so short ? appare timida, ma lascia intravedere ottime soluzioni che saranno sviluppate nel lavoro successivo. Bella anche la spigliata Lullabye letter e in generale il materiale valido, lalbum non delude pur scontando una cura sommaria della produzione, che si riflette nelleccessiva frammentariet della musica. I ritmi delle esibizioni dal vivo si fanno sempre pi intensi e sono mal tollerati dal carattere pigro ed insofferente di Ayers, che preferisce abbandonare per dedicarsi ad una carriera solistica inizialmente densa di buoni risultati ; al suo posto entra Hugh Hopper, altro ex Wilde Flowers. Allinizio del 1969 il nuovo trio registra Soft Machine volume two, nel quale esibisce i notevoli progressi conseguiti. Le buone intuizioni comprese nel lavoro desordio sono confermate e le varie e complesse componenti dello stile vengono amalgamate con equilibrio e precisione. Decisivo lapporto strumentale e compositivo di Hugh Hopper (sua la bellissima Dedicated to you but you werent listening) che, in perfetta sintonia con Wyatt, tende a spostare laccento della musica verso influenze jazz, con alcune parti al limite del free (Fire engine passing with bells clanging). Lapertura affidata ad una snella Pataphysical introduction che incappa nel divertimento delirante di A concise British alphabet. Leccellente Hibou anemone and bear sfoggia un suono maturo, che si confronta con levidente ispirazione jazz (marcata in varie parti del disco dalla presenza dei fiati di Brian Hopper) ; il canto di Wyatt si libera improvviso, limpido ed impalpabile, carico di sentimento al limite dello stordimento.

SOFT MACHINE

THIRD

(2 LP CBS - 1970)

Le ambizioni dei Soft Machine aumentano e, di pari passo, la formazione si allarga con lingresso, come elemento fisso, del sassofonista Elton Dean. Inoltre, alle registrazioni del terzo album partecipano alcuni esponenti di rilievo del new English jazz, che donano alle composizioni uninedita intensit strumentale. Third rappresenta lideale punto dincontro tra laspetto trasognato e dadaista dei primi Soft Machine e il jazz moderno, elettrico e sperimentale, dei dischi degli anni Settanta, con esiti qualitativi di primaria grandezza. E musica che trascende il significato del termine jazz rock, che evita una fredda fusione di stili e generi per intervenire direttamente sulla consistenza molecolare del suono, modificandone le caratteristiche atomiche al fine di generare un risultato creativo e originale. Lapporto dei sassofoni di Elton Dean decisivo, gli interventi di Ratledge appaiono adeguatamente misurati e la sezione ritmica registra unevidente maturazione che permette a Wyatt e Hopper di collocarsi tra gli strumentisti pi raffinati ed innovativi dellepoca. Il doppio LP si compone di quattro lunghe composizioni che occupano i relativi lati del disco. Due portano la firma di Ratledge : Slightly all the time, fluida disposizione di una bella variet di temi, e Out-bloody-rageous, che attinge a certo minimalismo iterativo vicino a Philip Glass e ancor pi a Terry Riley, per poi ricollegarsi al jazz elettrico e fiatistico. Hopper presenta Facelift, brano proposto in una versione dal vivo realizzata con registrazioni provenienti da due concerti del gennaio 1970, che si apre con una libera sequenza di suoni elettronici ed evolve in una serie daffascinanti aperture armoniche improntate sui fiati. La felice vena creativa di Wyatt dona al pop inglese la stupenda Moon in June, unico brano a presentare una parte vocale e a non tradire lo spirito originario della Soft Machine. Il canto colmo di sentimento e la bellezza inarrivabile della parte strumentale, che non prevede lintervento di strumenti a fiato, afferma per lultima volta e in modo definitivo (almeno con i Softs) la scienza patafisica tanto cara a Robert. La direzione musicale del gruppo procede in senso inverso, alla ricerca di forme sempre pi impervie di jazz elettrico ; in Fourth (CBS-1971) non c spazio per la creativit di Wyatt, relegato al ruolo di comprimario di lusso, batterista virtuoso capace di trasferire la gran personalit della sua arte sui tamburi dello strumento prediletto. Il quarto parto dei Soft Machine resta in ogni caso un disco di buon livello ; sotto le indicazioni stilistiche dettate da Hopper, Ratledge e Dean, e per merito di un agguerrito manipolo di fiatisti, il disco sviluppa un forte approccio bandistico che straripa fin sulle rive del free jazz. Prima della pubblicazione di Fourth, Wyatt sfoga la creativit repressa realizzando un album come solista, il mitico The end of an ear, e nellestate del 71 saluta la compagnia per formare, non senza una punta di polemica ironia, i Matching Mole (dal francese Machine Molle). Per le registrazioni di Fifth i Soft Machine savvalgono dellopera di due batteristi, Phil Howard (sul primo lato) e John Marshall (proveniente dai Nucleus, sul secondo), che diventa il sostituto ufficiale. La qualit del materiale dellalbum allaltezza del nome del gruppo, anche se la musica appare totalmente sganciata dalle precedenti esperienze. Fifth va

considerato tra le migliori espressioni del jazz rock inglese, ma la forma rigorosa, poco incline ad accomodamenti commerciali, non permette al complesso di guadagnare spazio nelle classifiche di vendita. Elton Dean viene sostituito da Karl Jenkins, un altro musicista dei Nucleus, e nel 1973 il gruppo incide lancora valido Six (2 LP, CBS) che presenta alcune parti dal vivo. Linstabilit dellorganico costante ; nel maggio 73 Hopper lascia per incidere un ottimo disco da solista (1984, CBS-1973) e successivamente finire negli Isotope di Gary Boyle. A partire da Seven (CBS-1973) la proposta musicale diviene di scarso interesse e luscita di scena, nel 1976, di Ratledge (lultimo presente dei fondatori del complesso) precede di poco la fine dei Soft Machine.

I Caravan vantano una comune derivazione genealogica con i Soft Machine. Il bassista Richard Sinclair fa parte dei Wilde Flowers sin dalla loro costituzione e quando, allinizio del 1966, Robert Wyatt e Kevin Ayers abbandonano per formare i Soft Machine, i due vengono rimpiazzati (in tempi diversi) dal fratello di Richard, David (ts.), dal chitarrista Pye Hastings e dal batterista Richard Coughlan. I Wilde Flowers si sciolgono ufficialmente alla fine del 1967, trasformandosi in Caravan. Il primo album (Caravan, Verve-ottobre1968, lavoro dignitoso che presenta le belle Love song with flute e Where but for Caravan would I) passa inosservato, ma dopo il necessario periodo di rodaggio i Caravan firmano per la Decca e nel settembre del 70 pubblicano leccellente If I could do it all over again, Id do it all over you, che stabilisce i canoni dello stile ed ottiene maggiori (anche se non eccezionali) riscontri di vendita. Tra i brani, peraltro di qualit media elevata, spiccano la frizzante title track e le notevoli sequenze di And I wish I were stoned e, soprattutto, di Cant be long now, che anticipa le ambientazioni della celebrata Nine feet underground.

CARAVAN

IN THE LAND OF GREY AND PINK

(Deram - 1971)

Pubblicato nella primavera del 1971, In the land of grey and pink rappresenta la definitiva consacrazione artistica dei Caravan, che si propongono come secondo polo dattrazione del Canterbury sound, con una musica meno cerebrale e allavanguardia rispetto a quella dei Soft Machine, ma non per questo di minore efficacia ed importanza per linfluenza esercitata su numerose altre formazioni. Se la macchina soffice, sospinta da una furiosa creativit, evolve verso soluzioni complesse e spesso di difficile assimilazione, i Caravan predicano il verbo della semplicit e della melodia, evitando accuratamente ogni accento sperimentale. Il suono appare nitido e pulito, semplice ma curato nei minimi particolari, con in evidenza le tastiere spumeggianti di David Sinclair e le belle armonie vocali di Richard Sinclair e Pye Hastings. La gustosa ed indolente cadenza di Golf girl ammalia sin dalloriginale introduzione e pone in evidenza limportante contributo ai fiati di Jimmy Hastings, gi presente nei precedenti LP e collaboratore dei Soft Machine. Winter wine una canzone stupenda, intrisa di nostalgia,

interpretata magistralmente dalla malinconica voce di Richard Sinclair e percorsa da insinuanti, liriche frasi dorgano. La disarmante, divertente semplicit espositiva della tuttaltro che banale Love to love you introduce la raffinata ballata di In the land of grey and pink, che conferma lequilibrio stilistico ed esecutivo raggiunto dai musicisti. La suite di Nine feet underground raccoglie lesperienza globale della proposta Caravan, senza cadere in facili riti celebrativi, mantenendo il suono straordinariamente compatto come solo i migliori Traffic in quel periodo riescono a fare. Nellagosto 71 David Sinclair cede allinvito di Robert Wyatt per entrare a far parte dei Matching Mole e il suo posto nei Caravan viene preso da Steve Miller, tastierista con alle spalle leffimera esperienza dei Delivery, leggendaria formazione nata a Canterbury nel 1968 con la presenza di Phil Miller (ch.), Lol Coxhill (sax.), Jack Monk (bs.) e Pip Pyle (bt.). Con Roy Babbington al posto di Monk e con linserimento della cantante Carol Grimes, i Delivery incidono nel 1969 lunico album Fools meeting (B&C-1970), per poi sfaldarsi nel 71 tra lindifferenza generale. Waterloo Lily (maggio 72) raccoglie critiche controverse, ma tutto sommato non delude. Le qualit del suono Caravan per il momento sono salve, anche se alcune parti del disco non convincono completamente ; lassenza delle tastiere di Sinclair (per quanto ben sostituito dallottimo Miller) si fa sentire e la maggiore propensione verso aspetti jazzati, unita alla ricerca accentuata del particolare e di tonalit originali, determina un sensibile appesantimento delle canzoni. Il gruppo in evidente difficolt per via dellimmediato abbandono di Miller e soprattutto a causa delluscita di Richard Sinclair, che ritrova il fratello negli Hatfield & the North. Il pallino passa in mano a Pye Hastings, che nel 73 riassetta i Caravan con lassunzione di John Perry al basso e di Geoffrey Richardson alla viola ; per lalbum For girls who grow plump in the night (Deram, pubblicato nellottobre del 73) e per il successivo Caravan & the New Symphonia (Decca-1974, registrato dal vivo lo stesso mese con laiuto di unampia formazione orchestrale) torna temporaneamente con il gruppo David Sinclair. Non si tratta di dischi del livello abituale, tra i solchi affiora un rock di facile presa che manca di freschezza ed inventiva, anche se la proposta appare ugualmente curata e dignitosa, a tratti piacevole. Lalbum dal vivo, complessivamente migliore, deve rispolverare lantica cadenza di For Richard per decollare completamente. Sono gli ultimi episodi degni di nota di un gruppo che avrebbe meritato miglior fortuna e considerazione. Ma tanto basta, la musica del grigio e del rosa non si pu cancellare dai nostri cuori.

A mezza strada tra Soft Machine e Caravan si collocano gli Egg di Dave Stewart. Nel 1967 lorganista fa parte degli Uriel, un complesso dedito alla materia flower power, del quale sono membri il chitarrista Steve Hillage, il bassista Hugh Montgomery-Campbell e il batterista Clive Brooks. Le uniche tracce registrate dagli Uriel vengono pubblicate nel 1969, su un album attribuito curiosamente agli Arzachel ; nel luglio del 68 Hillage lascia il gruppo per dedicarsi agli studi universitari (in quel di Canterbury, ovviamente) e i tre rimasti cambiano nome, ribattezzandosi Egg.

La nuova denominazione esordisce nellestate del 69 con il discreto singolo Seven is a jolly good time / You are all princes, e il gruppo giunge alla prova sulla lunga distanza nel marzo del 70. Egg (pubblicato dalla Deram) un esordio di tutto rispetto, che nelle ottime I will be absorbed e The song of McGillicudie the pusillanimous mette a fuoco lo stile del gruppo, in gran parte basato sul talento di Stewart e sulluso di tempi inconsueti di lontana derivazione jazz. Emergono anche evidenti aspetti classici nel timido arrangiamento della Fuga in D minore di Bach e nella stesura dei quattro movimenti della Symphony no. 2 che, pur sfoderando episodi strumentalmente brillanti, appare nellinsieme un po esagerata di pretese.

EGG

THE POLITE FORCE

(Deram - 1970)

Passano pochi mesi ed entro la fine dellanno gli Egg pubblicano il secondo LP The polite force, un lavoro maturo e particolarmente complesso. A visit to Newport hospital presenta una cadenza grave, pesante, con la parte centrale del brano abilmente strutturata attorno allagile gioco delle tastiere. In Contrasong viene introdotta una nutrita sezione di fiati (nella quale spicca la tromba di Henry Lowther), in un bellintreccio di tempi complessi. Latmosfera della lunga Boilk echeggia un classicismo stralunato, inquinato da una psichedelia oscura ed inquietante, al limite del rumore. Il secondo lato del disco interamente occupato da un ennesimo tentativo sulla lunga distanza : le quattro parti di Long piece no. 3 si spingono agli estremi della concezione sonora degli Egg, con soluzioni armoniche e ritmiche che appaiono formalmente inappuntabili, pur correndo il rischio di una latente freddezza espressiva. Lassoluta mancanza di potenziale commerciale fuori di dubbio e nel luglio 1972 il gruppo si scioglie : Brooks va a suonare con i Groundhogs di Tony McPhee, mentre Stewart mette a disposizione del progetto Khan il proprio magistero strumentale, per poi entrare negli Hatfield & the North. La sigla Egg torna in scena per lultima volta nel 1974, quando i tre membri si riuniscono temporaneamente per lincisione di The civil surface (Caroline-1974), con un organico allargato a numerosi musicisti esterni.

Dopo la breve ed intensa esperienza degli Egg, Dave Stewart allinizio del 1972 ritrova sulla sua strada il vecchio compagno Steve Hillage il quale, terminati gli studi universitari, ha nel frattempo allestito la formazione dei Khan. A far gavetta con lui in piccoli club, come supporto di Genesis, Caravan, Van Der Graaf Generator, sono il bassista Nick Greenwood (con alle spalle una partecipazione al Crazy World di Arthur Brown), il batterista Eric Peachey e il tastierista Dick Henningham. Quando si presenta loccasione di recarsi in studio dincisione per realizzare un album, Hillage si rivolge a Stewart per le parti relative alle tastiere ; nel maggio del 1972 la Deram pubblica Space shanty, pregevole parto di tal estemporanea collaborazione. La musica uninteressante, spettacolare fusione tra soluzioni romantiche dimpronta canterburiana e un rock spigliato ed incisivo, dotato di gran dinamismo strumentale, con

lovvia predominanza della chitarra di Hillage (che inizia a sfoderare il tipico stile, melodico e ricco di echi spaziali) e delle pregevoli tastiere di Stewart. Il binomio chitarra / tastiere delliniziale Space shanty, la ballata melodica di Stranded, lintera struttura di Driving to Amsterdam sono essenziale nutrimento per lo sviluppo del suono dei Camel di Peter Bardens. Mixed up man of the mountains e Hollow stone mostrano le radici genuinamente rock di Hillage (eterno debitore dello stile acquatico dellHendrix pi quieto), senza rinunciare ad una convincente variet di temi. Hillage e Stewart lavorano per breve tempo allallestimento di una nuova formazione dei Khan, senza esito, dal momento che il tastierista entra negli Hatfield & the North mentre il chitarrista finisce nei Gong di Daevid Allen. In quel bizzarro complesso rimane fino al 1976, ma gi lanno precedente Hillage inizia una carriera solistica che d ottimi frutti con i primi lavori, Fish rising e L (questultimo, prodotto da Todd Rundgren, vanta la presenza degli Utopia e del jazzista Don Cherry). Fish rising (Virgin-1975) si collega direttamente alle precedenti esperienze dei Khan e dei Gong, con lelaborazione di alcune riuscite mini suite (Solar musick suite, The salmon song, Aftaglid).

Gruppo di nobili radici del Canterbury sound, Hatfield & the North prende forma nellottobre del 1972. I fratelli David e Richard Sinclair affrontano assieme le esperienze dei Wilde Flowers e dei Caravan, il chitarrista Phil Miller proviene dai Delivery e suona (con lo stesso David Sinclair) nei Matching Mole, Pip Pyle batterista alla corte di Daevid Allen e nei primi Gong. Lorganico sassesta definitivamente allinizio del 1973 con lingresso di Dave Stewart, in sostituzione di David Sinclair tornato a suonare con i Caravan.

HATFIELD AND THE NORTH

HATFIELD AND THE NORTH

(Virgin - 1973)

Pubblicato alla fine del 1973, Hatfield and the North non delude di certo le esigenti aspettative dei pochi appassionati del genere. Sin dalliniziale The stubbs effect, gli Hatfields danno dimostrazione dellabilit nel saper trasporre le precedenti esperienze dei singoli musicisti in unentit sonora indivisibile. Echi di Matching Mole e Caravan (nel momento in cui questi gruppi hanno cessato di esistere o di produrre musica di qualit) si rincorrono in un vortice di emozioni ; sintetizzando al massimo, si pu parlare di jazz rock ma, in realt, facile rendersi conto dell'insufficiente precisione del termine. Going up to people and tinkling fa leva, come tutto il lavoro, su una notevole poliedricit strumentale e dispirazione : le raffinate tastiere di Stewart attingono a trame minimali ed iterative, la chitarra jazz di Miller inferisce colpi secchi ed improvvisi, a forti tinte psichedeliche, i fiati di Leigh - in prestito da Henry Cow - ampliano le coordinate sonore (jazz e lo Zappa bandistico, dietro langolo). Le composizioni di Sinclair (Big jobs, Bossa nochance, leccellente Fol de rol) non perdono di vista laspetto romantico (e di commovente nostalgia) di una proposta che, a ben vedere,

chiude un ciclo e forse lintera epopea della musica di Canterbury. Se un difetto si vuole trovare a tutti i costi, si pu ragionare su qualche parte che tollera una certa freddezza stilistica, ma unimpressione dovuta alla natura elaborata e seria della materia trattata, assolutamente estranea a qualsiasi concessione mercantile. Nonostante lo scarso riscontro ottenuto, gli Hatfield & the North ci riprovano e allinizio del 1975 registrano i nastri del secondo The rotters club, pubblicato in marzo. Alla lavorazione partecipa una bella serie di ospiti impegnati ai fiati, come Jimmy Hastings (Caravan, Soft Machine), Mont Campbell (Egg), Lindsay Cooper e Tim Hodgkinson (Henry Cow), e il risultato appare ugualmente ispirato e raffinato, forse con un pizzico di concretezza in pi. Belle e limpide composizioni quali Share it e Didnt matter anyway possono lasciar intendere la ricerca di un maggior seguito di pubblico, e non uno scandalo. Ma poi troviamo le complicate configurazioni ritmiche di The yes no interlude, lennesima elaborazione a forma di suite ad opera di Stewart (Mumps), e la teoria non regge. Il gruppo non riesce a suscitare interesse nel pubblico inglese e scivola tristemente verso lo scioglimento, poco dopo aver partecipato al concerto di chiusura del Rainbow Theatre (marzo 1975). Stewart e Miller tentano ancora formando i National Health, che si avvalgono della stessa filosofia musicale (interessanti i dischi del 78, National Health e Of queues and cures) e soffrono ugualmente della mancanza di successo.

- 34 Ma che fine hanno fatto i tre Soft Machine originali, Kevin Ayers, Daevid Allen e Robert Wyatt ? Kevin Ayers abbandona i Soft Machine nel 1968, al termine di una lunga serie di concerti come supporto alla Jimi Hendrix Experience che mette a dura prova la sua resistenza psicofisica. Torna sulla scena verso la fine del 69, con la pubblicazione per la Harvest di Joy of a toy, buon album dallo stile in apparenza scanzonato e leggero che, in verit, nasconde insidie dogni tipo in brani quali Stop this train again doing it, Town feeling, Song for insane times, Lady Rachel, Oleh oleh bander bandong. Al disco, prodotto da Peter Jenner, partecipano i Soft Machine al completo (Wyatt, Ratledge, Hopper), il compositore / arrangiatore / tastierista David Bedford e il batterista Rob Tait (Battered Ornaments e Piblokto).

KEVIN AYERS AND THE WHOLE WORLD

SHOOTING AT THE MOON

(Harvest - 1970)

Ayers matura lidea di una formazione fissa ed allestisce il Whole World, eterogenea unione comprendente Bedford, il giovane e promettente chitarrista Mike Oldfield (ancora lontano dai fasti delle campane tubolari) e il batterista Mick Fincher. A completamento del gruppo il sassofonista Lol Coxhill, personaggio sempre rimasto ai margini della notoriet, capace di passare con disinvoltura dal rhythm & blues al free jazz e a tutto ci che pu stare in mezzo. Nella sua carriera suona con Alexis Korner, nel 1969 appare con i Delivery e ancora vaga senza una meta precisa, passando da Robert Wyatt a Hugh Hopper, da Mike Oldfield a Mike Westbrook, esibendosi da solo ovunque possibile. Il suo Ear of beholder (2 LP Dandelion-1971) merita un ascolto, con la dovuta attenzione. Shooting at the moon il saporito frutto della collaborazione con il Whole World ; stimolato dallintraprendenza dei compagni, Ayers simpegna nella realizzazione di un insieme a nuclei contrapposti, dove cialtroneria e sperimentazione saffrontano mantenendo peso ed identit ben distinti. Siamo lontani dalla scienza patafisica di Wyatt e dalla pietra filosofale della musica totale ; qui si bada ad accostare le sostanze senza generare incontrollate trasformazioni della materia, puntando piuttosto sul contrasto timbrico tra i suoni. Lapertura riservata a May I, perfetto prototipo di ballata indolente in ossequio del carattere pigro dellautore ; Rheinhardt and Geraldine azzecca un piacevole giro armonico (sottolineato dal sax di Coxhill), che sinfrange in un furioso zapping radiofonico (Cage ?) per lasciare posto alla concreta Colores para dolores. Lunatics lament fa il verso allhard freak informale di Daevid Allen, in antitesi con la sperimentazione di Pisser dans un violon, dove savverte lo zampino di Bedford. Le divertenti The oyster and the flying fish e Clarence in wonderland scelgono la trama della filastrocca di poco senso, spezzate dal frammento allucinato di Underwater. Coxhill si conferma in gran forma nellottima melodia di Red green and you blue e nellacida iterazione conclusiva di Shooting at the moon.

La strana congrega del Whole World si dimostra priva di unit, impossibilitata a durare nel tempo, e dopo diversi rimaneggiamenti la sigla viene accantonata ancor prima della pubblicazione del terzo LP Whatevershebringswesing (1972), nel quale Ayers accompagnato dallennesimo lussuoso cast di musicisti (ancora Bedford, Oldfield e Wyatt, Didier Malherbe dei Gong, i batteristi Tony Carr e William Murray, tra gli altri). Il disco segna lapprodo a climi pi rilassati, con qualche sussulto distribuito nelliniziale There is loving / Among us, dotata di un interessante arrangiamento approntato da Bedford, nella deragliante allucinazione di Song from the bottom of a well, nel rocknroll di Stranger in blue suede shoes, che scherza con Lou Reed e i Velvet Underground. E la fine del periodo migliore dellartista, che in ogni modo mantiene una buona popolarit almeno fino al 1974, grazie ad altri due album (Bananamour, Harvest-1973 e The confessions of Dr. Dream, Island-1974) e al celebre concerto del primo giugno al Rainbow Theatre di Londra, del quale ideatore e tra i principali animatori. Con lui salgono sul palco personaggi della statura artistica di John Cale, Nico, Brian Eno, Robert Wyatt, musicisti del calibro di Mike Oldfield, Ollie Halsall, "Rabbit" e Ayers tiene per s lintera seconda facciata del disco registrato a ricordo dellevento (June 1, 1974, Island-1974). I lavori successivi sono indubbiamente meno brillanti e la sua stella declina rapidamente, nonostante lappoggio ricevuto (in tempi diversi) da strumentisti di primordine quali Ollie Halsall, Zoot Money, Tony Newman, Andy Summers, Rob Townsend, Charlie McCracken.

Daevid Allen, australiano, musicista di professione e freak per vocazione, giunge in Inghilterra allinizio dei Sessanta e nel 66 finisce nella formazione originale dei Soft Machine. Con il gruppo di Robert Wyatt rimane fino al settembre 1967, quando costretto a rinunciare per via del mancato rinnovo del permesso di soggiorno. Assieme alla compagna Gilli Smyth non gli resta che trasferirsi in Francia, dove suona con musicisti del posto, conosce Didier Malherbe (con il quale nel 1970 fonder i Gong), partecipa al festival rock di Amougies (dove si esibiscono anche i Soft Machine) e pubblica due album come solista, Magick brother, mystic sister (Byg-1970) e lottimo Banana moon (Byg), pubblicato nel 1971. Banana moon, che vede la partecipazione di un nutrito gruppo di musicisti tra cui Robert Wyatt, Pip Pyle e lorganista Gary Wright, un esemplare compendio di stranezze freak con un ampio ventaglio di soluzioni sonore a disposizione. Time of your life si colloca a met strada tra Hendrix e i Beatles, Memories (cantata da Wyatt) una bella, romantica ballata ripescata dalle prime sessions dei Soft Machine, White neck blues una zapperia di buona fattura, con tanto di coretti stupidi e coda finale. Ancora suoni duri in Stoned innocent Frankenstein, che regge le briglie dellhard pi estroso ed estroverso, mentre la prosecuzione & his adventures in the land of flip si lascia andare ad un lungo delirio free form, specchio della bizzarria di questa musica che in embrione anticipa alcuni aspetti dellopera dei Gong.

Contemporanea la creazione dei Gong che, oltre Allen, la Smyth e Malherbe, comprendono il bassista Christian Tritsch e il batterista Pip Pyle ; questorganico esordisce nel 1971 con Continental circus (Philips-1971), colonna sonora per un documentario sul motociclismo, ed entro lestate dello stesso anno ultima le registrazioni di Camembert electrique (Byg), album di

notevole importanza che prosegue il discorso iniziato dai dischi solistici di Allen ed introduce alle fantastiche storie spaziali del pianeta Gong. Proprio su Camembert electrique possibile ascoltare per la prima volta le vocine degli abitanti di Gong (direttamente dalle frequenze di Radio Gnome), entrare in contatto con gli orizzonti spaziali di Tropical fish : Selene e dellottima Fohat digs holes in space. You cant kill me un hard fantasioso con un duro riff di chitarra, il petulante sassofono di Malherbe e i vocalizzi erotico - spaziali della Smyth ; Dynamite : I am your animal possiede unandatura anfetaminica e gira senza soluzione attorno ad un ipotetico centro di gravit.

GONG

RADIO GNOME INVISIBLE Part 1 : FLYING TEAPOT

(Virgin - 1973)

Il 22 giugno 1971 Allen torna in Inghilterra, per esibirsi con i Gong alla festa alternativa del Glastonbury Fayre Festival (il gruppo presente sul triplo LP che commemora levento). In seguito lartista decide di sciogliere temporaneamente il complesso, per dedicarsi alla messa a punto della fantasiosa e strampalata trama di Radio Gnome, una sorta di radio pirata che effettua le trasmissioni a bordo di una teiera volante proveniente dal pianeta Gong. Verso la fine del 72 giunge lora di riassettare la formazione, per dare riscontro discografico alla storia di Radio Gnome ; lorganico prevede la presenza, oltre alla vecchia guardia (Allen, la Smyth e Malherbe), del chitarrista Steve Hillage (reduce dai Khan), del bassista Francis Moze (ex Magma, subentrato a Tritsch che comunque suona ancora in alcune parti di Flying teapot), di Tim Blake e del batterista Laurie Allan (al posto di Pip Pyle). Allinizio del 73 Flying teapot costituisce la prima parte della prevista trilogia di Radio Gnome e gi lintroduttiva Radio Gnome invisible offre una sintesi con i classici ingredienti del maturo suono Gong, un mix di stupid music, scatti jazz, soavi linee dallintenso sapore orientale, sibili elettronici dalliperspazio, gorgheggi sospesi a mezza via tra echi spaziali e sogni erotici. La Flying teapot giunge dallo spazio elettronico, lucido e rilassato, di Blake (ben distante dagli scenari sperimentali approntati dai Pink Floyd), navigando alla velocit di un brioso jazz rock. La proposta appare originale e divertente, passando dallaccattivante canzoncina di The pot head pixies alla distesa elettronica di The octave doctors & the crystal machine, dallo sciolto dinamismo strumentale di Zero the hero and the witchs spell alla bizzarra interpretazione della conclusiva Witchs song - I am your pussy. Di livello ugualmente elevato il secondo capitolo Angels egg, registrato nellagosto del 1973 con una nuova sezione ritmica composta dal bassista Mike Howlett, dal batterista Pierre Moerlen e dalla percussionista Mireille Bauer. Nellesigenza di continuit con il lavoro precedente, la musica non subisce modifiche di rilievo, confermandosi godibile nella tranquilla cantilena di Selene, nello space rock di Other side of the sky, nello spigliato jazz rock di Oily way e di I niver glid before e un po ovunque. Memorabile Prostitute poem, dotata di un passo di valzer tinto doriente, con una curiosa interpretazione sexy della Smyth. Allo stesso periodo risalgono alcune registrazioni dal vivo che vengono inserite nel doppio Live at Dingwalls Dance Hall (Greasy Truckers-1973) ; nella facciata dedicata ai Gong trovano posto la valida General flash of the united hallucinations, registrata in giugno al Festival di

Tabarka (Tunisia) e una frammentaria Part 32 floating anarchy, dal vivo a Sheffield (ottobre 73). Nellestate 1974 lo stesso organico provvede alle incisioni che compongono lultima parte della trilogia di Radio Gnome, raccolte su You (Virgin-1974). Il gioco comincia a farsi prolisso, pur essendo un discreto album You non possiede la spontaneit e loriginalit dei capitoli precedenti, suona un poco noioso e anche i passaggi strumentali di maggior impatto (The isle of everywhere, Master builder) appaiono risapute copie del glorioso passato. La pubblicazione di You anticipa quella che, nel 1975, per i Gong una vera e propria rivoluzione ; il fondatore Allen e la Smyth abbandonano il gruppo (continuano insieme con diverse sigle fino agli anni Ottanta, quando si separano anche affettivamente), seguiti a breve distanza da Steve Hillage, proteso verso unintensa carriera solistica. Gli ultimi due dischi degni di nota sono il discreto Shamal (Virgin-1975), prodotto da Nick Mason dei Pink Floyd e con un contributo di Steve Hillage che suona in due brani, e Gazeuse ! (Virgin-1976), con Allan Holdsworth (ch. - ex Nucleus e Tempest). La musica si trasforma (anche dal vivo) in un jazz rock piuttosto convenzionale, eseguito con buone cognizioni tecniche ma privo della fantasia e della personalit trascorse. Oramai i Gong si confondono tra le numerose formazioni del genere e la pubblicazione del doppio retrospettivo Gong live etc. (Virgin-1977), che raccoglie tracce dal vivo e registrazioni per la BBC datate tra il 73 e il 75, non pu fare a meno di suonare ad epitaffio di una concezione musicale tramontata per sempre. Il resto si pu dimenticare.

Abbiamo lasciato Robert Wyatt al tempo in cui abbandona i Soft Machine (fine estate 71), in totale disaccordo con le scelte artistiche intraprese dal gruppo. Gi lanno precedente il batterista pubblica un album come solista, The end of an ear, che si dimostra coraggioso tentativo di portare alle estreme conseguenze le intuizioni dei primi due lavori dei Soft Machine. Senza preoccupazioni di carattere commerciale, in totale libert espressiva, Wyatt travolge Gil Evans nelle due tracce di Las Vegas tango - part 1, sfigura il jazz con uno sfacciato, infantile, provocatorio approccio free, aiutato da un manipolo di prodi strumentisti, tra i quali i fiatisti Elton Dean, Mark Charig e lorganista David Sinclair ; nella melodia funestata di To Carla, Marsha and Caroline si possono percepire anticipazioni del progetto Matching Mole. Wyatt non perde tempo e prepara (sin dal nome scelto per la nuova formazione) una personale, ironica, clamorosa rivincita sul vecchio gruppo. A dargli man forte sono il solito David Sinclair (che rinuncia momentaneamente ai Caravan), il chitarrista Phil Miller (ex Delivery) e il bassista Bill MacCormick (proveniente dai Quiet Sun di Phil Manzanera).

MATCHING MOLE

MATCHING MOLE

(CBS - 1972)

Il primo album omonimo, che vede la partecipazione di Dave McRae al piano, viene registrato tra il dicembre 71 e il gennaio 72 e appare opera di eccellente qualit, poetica e raffinata fusione tra rock, jazz e melodia pop. La parte iniziale del disco trasognata e melodica ; la voce di Wyatt colpisce per la profonda umanit del tono nella ballata pianistica di O Caroline,

le tastiere di Sinclair e dello stesso Wyatt forniscono una base armonica di gran fascino. Instant pussy introduce batteria e chitarra, in uneterea sospensione solcata dai vocalizzi del leader, mentre la magnifica Signed curtain (solo piano e voce) segna il ritorno allessenza originaria del concetto di canzone, sin dal realismo minimale e geniale delle liriche. La magia infranta dagli echi psichedelici della complessa Part of the dance, che ricava spunti dal jazz elettrico per un viaggio negli anfratti del ritmo e dellarmonia, con lirrequieta chitarra di Miller (autore del brano) impegnata a dialogare nervosamente con il magma sonoro della machine molle. Instant kitten recupera la fluidit del miglior suono Caravan, con accenti jazz pi marcati ; avvincenti anche la dedica jazz rock (nella migliore accezione del termine) a Hopper di Dedicated to Hugh, but you werent listening, e il contorto impressionismo di Beer as in braindeer. Il siderale, agghiacciante romanticismo fornito dal mellotron di Wyatt (Immediate curtain) pare quasi voler trascinare lontano i ricordi meravigliosi di un tempo irripetibile. Nellestate del 1972 Matching Mole ci riprova ; non c pi David Sinclair, impegnato nellatto costitutivo di Hatfield & the North, sostituito dal piano insistente e raffinato di Dave McRae, e nel nuovo Little red record (prodotto da Robert Fripp) si registra la partecipazione di Brian Eno ai sintetizzatori, presente sui brani Gloria Gloom e Flora fidgit. Anche se di qualit elevatissima, Little red record non raggiunge nellinsieme il valore dellalbum precedente, scontando una pratica rivolta a soluzioni in genere pi complicate e di non facile fruibilit. E confermato loriginalissimo jazz rock, portato a livelli assoluti di affidabilit strumentale e di organizzazione armonica su Marchides e sui brani che seguono nel primo lato del disco. Restano la monumentale Gloria Gloom, la bellissima melodia cantata col consueto trasporto da Wyatt e gli echi allarmanti dei sintetizzatori di Eno, resta la limpida trasparenza della melodica God song e ancora il raffinato cromatismo timbrico di Smoke signal. Non poco, ma per i Matching Mole lavventura si avvia rapidamente alla conclusione : Wyatt pensa ad una nuova edizione del complesso con Miller, Gary Windo e Francis Monkman (dei Curved Air), ma lidea naufraga ben presto e Miller preferisce raggiungere Sinclair nei neonati Hatfield & the North.

ROBERT WYATT

ROCK BOTTOM

(Virgin - 1974)

Chiss quali progetti passano per la mente di Robert Wyatt, dopo lesperienza dei Matching Mole. Purtroppo, nellestate del 1973, il musicista vittima di un grave incidente, cadendo da un balcone e rimanendo paralizzato alle gambe ; il rock inglese perde cos uno dei pi validi batteristi ma per fortuna Wyatt riesce a reagire alla sventura. I Pink Floyd tengono un concerto il cui ricavato devoluto al musicista e Nick Mason si presta alla produzione del lavoro solistico che, a met del 74 dopo sei lunghi mesi di ospedale, segna il ritorno sulle scene di Wyatt, il magnifico Rock bottom. Con Wyatt sono un folto numero di amici, strumentisti di vaglia, da Richard Sinclair a Hugh Hopper, dallormai celebre Mike Oldfield a Fred Frith (Henry Cow) e Laurie Allan (Gong), fino ai fiatisti Gary Windo e Mongezi Feza, sfortunato trombettista sudafricano morto lanno successivo a causa di una polmonite colpevolmente (come sostiene lo stesso Wyatt) non curata in tempo nellospedale dovera ricoverato.

Gran parte del materiale utilizzato per Rock bottom risale a prima dellincidente e Wyatt rivede gli arrangiamenti puntando sullimpatto emotivo, su una musica passionale e seducente. Il suono appare distante dalle esperienze con i Soft Machine, con i Matching Mole, dal The end of an ear dinizio decennio. Le tastiere e la voce di Wyatt sono alla base della dolce e commovente Sea song, A last straw (con Hopper e Allan) muove con discrezione il ritmo che sintensifica nella coinvolgente Little red riding hood hit the road, dove fondamentale risulta il contributo di Mongezi Feza (di notevole effetto le trombe sovrapposte nel finale). In Alifib Wyatt dialoga col vecchio compagno Hopper (ottimo lapporto solistico del basso), in Alife si confronta con i gorgheggi free dei fiati di Windo. Little red Robin Hood hit the road, con la lirica chitarra di Oldfield e la glaciale viola di Frith, chiude degnamente un lavoro di struggente bellezza. Nulla della folta e qualitativa discografia successiva del musicista raggiunger risultati simili. Limpatto sul mercato di Rock bottom sorprendentemente buono e Wyatt consolida il momento positivo con il singolo di Im a believer, cover di una canzone di Neil Diamond portata al successo dai Monkees. Sempre nel 1974 il musicista partecipa al concerto del primo giugno con Ayers, Cale e compagnia bella, e in settembre organizza in proprio unesibizione al Drury Lane Theatre con lintervento di Nick Mason, Fred Frith, Mike Oldfield, Hugh Hopper, Dave Stewart e Julie Tippett. Verso la met del 1975 Wyatt pubblica il buon Ruth is stranger than Richard, che annovera il solito straordinario nucleo di collaboratori ; il disco soffre oltremodo dellingeneroso paragone con Rock bottom, muovendosi in realt su territori ben diversi. Valide appaiono la versione della Song for Che di Charlie Haden e la lirica struttura di 5 black notes and 1 white note, arricchita dai sassofoni di Nisar Ahmad George Khan (Battered Ornaments, Mike Westbrook Brass Band), oltre alle varie parti della melodica Muddy mouse, scritta ed interpretata assieme a Fred Frith. Le apparizioni dal vivo si fanno sporadiche (qualche esibizione con i compagni degli Henry Cow), ma la carriera di Robert Wyatt prosegue fino ai nostri giorni con risultati artistici pi che dignitosi.

Il buio ai margini della citt - 1


eroi e dannati dell'Inghilterra sotterranea

Si potrebbe titolare, alla ricerca del suono perduto. Una panoramica, veloce ma obbligatoria, sui gruppi minori (talvolta minimi) della musica progressiva inglese, personaggi della cui esistenza le giovani generazioni non sanno, neppure per sentito dire, e sigle che nemmeno allepoca furono in grado di muovere le classifiche di vendita. Accanto a complessi e musicisti di notevole popolarit, e spesso di grandi guadagni (non sempre giustificati dalla qualit della musica proposta), giusto e doveroso collocare, con pari dignit e onori, nomi familiari solo agli appassionati incalliti, che meritano una sistemazione pi equa nella trattazione storica della musica rock per i propri (a volte sorprendenti) meriti musicali. Molti di questi gruppi hanno trovato spazio nelle pagine precedenti, a diretto confronto con illustri e fortunati esponenti del rock inglese ; tanti altri, la cui opera contribuisce ad accrescere e dare sostanza a tutto il movimento rock di unepoca, sono citati qui. Le loro illusioni e le delusioni, i dischi invenduti senza possibilit di replica, le promozioni inesistenti, i concerti mal pagati, la musica provata per il piacere e la passione, senza compromessi. Anonimi musicisti, gruppi durati pochi mesi, a volte giorni, stritolati insieme alle loro aspettative da unindustria discografica illusoria e persecutrice. Le chitarre e le batterie per lo pi abbandonate, per diventare impiegati, operai, avvocati, disoccupati e chiss cosaltro, lontano mille miglia dal mito e dal successo ; molti, purtroppo, non sono pi tra noi, scomparsi senza lasciare traccia nel normale senso della vita. Ma (per quanto esile) resta un filo da seguire, la loro musica che vive ancora, che si pu ascoltare grazie alla perversione di un music business che ciclicamente si adatta a riscoprire qualsiasi avvenimento del passato, che merita di essere ascoltata e amata almeno quanto quella dei fratelli favoriti dalla buona sorte. Far finta di nulla, evitare di attribuire a questa gente il dovuto riconoscimento sarebbe un errore imperdonabile. Per non dimenticare.

- 35 Tra i maggiori agitatori del panorama underground inglese, Mick Farren fa gavetta nei Mafia sin dal 1962 ; il passo decisivo lo compie nel 66 quando forma la strana congrega dei Social Deviants, un nucleo aperto del quale inizialmente fanno parte il chitarrista Sid Bishop, il bassista Cord Rees e il batterista Russel Hunter.

DEVIANTS

PTOOFF !

(Underground Impresarios - 1967)

Abbreviato il nome in Deviants, il gruppo acquisisce un certo seguito esibendosi allUfo Club e negli altri piccoli locali della Londra alternativa. Sorprendente lesito di vendite del primo album Ptooff !, considerando che la distribuzione avviene esclusivamente attraverso le due riviste storiche dellunderground inglese, International Times e Oz : il relativo successo del disco (circa 8.000 copie vendute) serve da stimolo alla Decca per la pubblicazione su pi larga scala. Con certezza, si pu affermare che il disco non risponde ai requisiti di bello, nel senso tradizionale del termine. La musica appare aggressiva e trasandata, il suono sporco e selvaggio ma in compenso non manca il coraggio di gettarsi a testa bassa in ardite, anche se spesso inconcludenti, elaborazioni psychoblues. Il blues rock tirato allo spasimo di Im coming home sfodera un impatto a mezza via tra Animals e Hendrix, puntando tutto sulla forza durto, vista la non eccelsa levatura tecnica degli strumentisti. Siamo dalle parti di un rock iterativo, infuocato, urlato, punk per antonomasia, qualcosa di simile alle deflagrazioni del Detroit sound (Stooges, MC5), di quasi contemporanea evoluzione. Child of the sky sorprende con una stanca melodia acustica dalle belle maniere, mentre Charlie un blues roccato a bassa cadenza. Il percussionismo sgangherato e latmosfera allucinata della pazzesca Nothing man determinano un esito piuttosto evanescente ; meglio Garbage che fa il verso allo Zappa dei primi passi, senza rinunciare ad un suono deciso, a Bo Diddley e al rock blues di base, in netto contrasto con laggraziata Bun. Deviation street devastante nellesplosivo intreccio che contempla Zappa, rumore ed effetti speciali, hard rock ai massimi livelli di distorsione, Diddley, tracce di calypso, Hendrix e Oriente, unescursione viscerale nei meandri di un rock liberato da ogni remora formale. E chiaro che una proposta simile pu solo aspirare ai vertici della scena alternativa ed ci che puntualmente accade, dal momento che per una breve stagione i Deviants sono il gruppo freak per eccellenza, a Londra. La conferma, ad elevato livello, viene dai due album successivi. Disposable (nel 1968, per la piccola etichetta Stable e con il bassista Duncan Sanderson) appare tecnicamente pi maturo, registrando lintervento di numerosi musicisti esterni. In particolare impressionano la lucida, tirata strumentazione di Somewhere to go, con chitarra e organo (Tony Ferguson) in evidenza, e lasciutta poesia di Jamies song (guidata dalle belle chitarre di Bishop) e di Guaranteed to bleed (cantata da Sanderson). Buoni pure il rocknroll trascinante di Youve got to hold on, quello demenziale di Pappa-oo-mao-mao, il discreto R & B di Fire in the city (che prevede la partecipazione dei tenori di Dick Heckstall Smith e George Khan e della tromba di Pete Brown) e la spettrale invocazione conclusiva di Last man.

Il terzo ed ultimo LP, The Deviants, risulta pi professionale, per merito delle prestazioni del nuovo chitarrista Paul Rudolph, con in scaletta una stupid song dispirazione zappiana (Billy the monster), il blues ficcante di Rambling back transit blues, lottimo rock dinamico di Metamorphosis exploration e persino un assolo di batteria a voce (Black George does it with his mouth). La formazione dei Deviants del terzo album partecipa alle registrazioni del notevole Think pink di Twink, poco prima dello scioglimento decretato nellottobre del 69 a causa dellabbandono di Mick Farren, nel corso di un tour canadese. Tornato a Londra, Farren si dedica alla realizzazione di Mona ; the carnivorous circus, suo primo album come solista, nel quale aiutato da musicisti del calibro di Twink, John Gustafson (Quatermass e poi Roxy Music), Steve Took (Tyrannosaurus Rex) e Paul Buckmaster. Il disco segna il ritorno ai ritmi basilari del rocknroll di Bo Diddley (Mona, con il violoncello di Buckmaster) e di Eddie Cochran (Summertime blues, non lontana dalla versione dei Who), spaziato da un pregevole rock dai toni tipicamente underground, libero devolvere senza preoccupazioni dordine normativo (Carnivorous circus part 1 & 2) fino alla romantica vertigine della struggente An epitaph can point the way. Contemporaneamente Farren d vita a Shagrat, nuova esperienza a nucleo aperto, dal quale per si defila rapidamente : sar Twink a stabilizzare la formazione e a dare prosecuzione allavventura assieme agli altri ex Deviants (Rudolph, Sanderson, Hunter), modificando nome in Pink Fairies. Da parte sua, Farren negli anni Settanta diviene un quotato giornalista musicale (per il New Musical Express) ed effettua un paio deffimere riunioni dei Deviants (la seconda, nell84, frutta la realizzazione di un disco dal vivo) ; come solista pubblica nel 1978 il discreto Vampires stole my lunch money.

Il cantante Keith Hopkins, con alle spalle unesperienza nei Teenbeats, e il bassista John Wood si trovano insieme nei Four Plus One (un singolo nel gennaio 1965), prima di approdare nellagosto del 65 in una formazione R & B, gli In Crowd. Il complesso pubblica Thats how strong my love is, che si piazza dignitosamente nella classifica dei singoli, e subito dopo entra in organico Steve Howe, proveniente dai Syndicats ; con il nuovo chitarrista, gli In Crowd danno alle stampe altri due 45 giri, Stop wait a minute (settembre 65) e Why must they criticise (novembre 65). Un ulteriore avvicendamento (nel 1966) porta nel gruppo il batterista John Alder, gi con Dane Stephens & the Deep Beats e con i Fairies (tre singoli) ; cos sistemati (Hopkins, Wood, Howe e Alder) gli In Crowd registrano i nastri per un album che non sar mai pubblicato e nel marzo 1967 decidono di modificare sigla in Tomorrow.

TOMORROW

TOMORROW

(EMI - 1968)

Hopkins diventa West, Wood si fa chiamare Junior e Alder da questo momento si propone come Twink, personaggio tra i pi carismatici di tutto lunderground inglese. Dal vivo i

Tomorrow dispongono di un impatto scenico inconsueto per i tempi. In aprile si esibiscono al 14th Hour Technicolour Dream e il 28 dello stesso mese tengono una delle tante performance allUfo Club, con lausilio di un bassista deccezione, Jimi Hendrix. Lesordio discografico avviene nel maggio del 67 con leccellente singolo di My white bicycle, una stralunata canzoncina con chitarre imbevute dOriente che diventa un piccolo classico della psichedelia inglese, proiettando i Tomorrow tra le formazioni pi seguite del sottobosco rock. Nel settembre dello stesso anno il gruppo si ripete ad alto livello con il nuovo 45 giri Revolution, che suona pi duro e serrato, con la chitarra wah-wah e unoriginale orchestrazione a completamento della traccia base. Il terreno pronto per la realizzazione di un lavoro sulla lunga distanza, che si materializza allinizio del 1968 con la pubblicazione dellalbum omonimo. Il disco (che comprende anche i due singoli gi pubblicati) conferma i Tomorrow padroni di uno stile che paga un evidente tributo ai Beatles, pur dimostrando una solida originalit strumentale e creativa. In brani quali Colonel Brown, Shy boy, The incredible journey of Timothy Chase, Auntie Marys dress shop, Now your time has come (che nella parte centrale include un lungo, originale esercizio per chitarra solista), Hallucinations, il gruppo costruisce limpianto della propria musica su belle melodie di derivazione Lennon / McCartney, mettendo in evidenza un uso notevolmente personale degli strumenti, in particolare di chitarra e batteria. Non casuale la presenza di Strawberry fields forever, resa in una bellissima versione che acquista in peso strumentale, senza smarrire lafflato lisergico delloriginale. Interessanti pure la divertente Three jolly little dwarfs, con un buon lavoro ai tamburi di Twink, e Real life permanent dream, che ricorda vagamente lincedere degli Stones in odor di psichedelia. Purtroppo i Tomorrow nellaprile del 68 cessano desistere, subito dopo aver interpretato una canzoncina per bambini (A teenage opera), ideata dal produttore Mark Wirtz. Howe e West progettano un gruppo con Ainsley Dunbar e Ron Wood, ma poi il chitarrista forma i Bodast (e successivamente raggiunge la fama con gli Yes) mentre West si dedica ad una timida carriera solistica per finire, nel 1975, con i Moonriders (un album, con John Weider).

Ma torniamo a Twink. Contemporanea alla creazione dei Tomorrow la brevissima esperienza con i Santa Barbara Machine Head, dove il batterista si trova a confronto con musicisti del valore di Jon Lord, Ron Wood e Kim Gardner ; la formazione non riesce a decollare e lascia a testimonianza tre sole canzoni incise. Nel 1968 (dopo lo scioglimento dei Tomorrow) Twink entra a far parte dei Pretty Things, con i quali registra lo splendido S.F. Sorrow, quindi viene in contatto con lambiente dei Deviants e nel novembre del 69 contribuisce con Mick Farren alla fondazione degli Shagrat The Vagrant, nucleo dal quale derivano i Pink Fairies.

TWINK

THINK PINK

(Polydor - 1970)

Con la pubblicazione di Think pink, Twink dimostra il proprio valore come compositore elaborando, con laiuto dellultima formazione dei Deviants e con la produzione di Farren, un

affascinante rock free form venato da evidenti influssi orientali (con sitar e tabla), condito con salsa lisergica. Se liniziale The coming of the other one (con un pizzico di confusione di troppo) e il mantra di Dawn of majic si posizionano sul versante orientale, le improbabili marcette baccanali di Mexican grass war e di Three little piggies danno ampia rassicurazione dellincurante atteggiamento dellautore nei confronti del music business. Discrete appaiono le divertite Rocknroll the joint e The sparrow is a sign, spaziata dalla potente chitarra di Rudolph ; Fluid un attimo di pura lisergia e Suicide apre lo sguardo su sognanti sospensioni, allacciate alla tensione di implacabili chitarre acustiche. Ten thousand words in a cardboard box un esaltante rock dal passo sicuro, con laffilata chitarra di Rudolph impegnata su appassionanti tonalit medio - basse ; bellissima Tiptoe on the highest hill, limpida e fresca ballata dalle sembianze floydiane, ancora con la sei corde in grado di alzare il tiro.

Il nucleo aperto degli Shagrat The Vagrant si dimostra estremamente instabile e inconcludente. In tempi diversi vi prendono parte, tra gli altri, Steve Took (dei Tyrannosaurus Rex), Larry Wallis (Entire Sioux Nation) e Dave Bidwell (Chicken Shack). Quando gli Shagrat tengono il loro unico concerto, nel 1970, Farren e Twink sono gi partiti per altri lidi ; il batterista si unisce ai tre membri dellultima formazione dei Deviants (presenti su Think pink) e forma i Pink Fairies, propendendo per un originale assetto che prevede due percussionisti.

PINK FAIRIES

NEVERNEVERLAND

(Polydor - 1971)

Nella migliore tradizione underground il gruppo suona spesso gratis nei piccoli ritrovi londinesi e si mette in luce partecipando, nellagosto del 70, ad un festival alternativo tenuto fuori dei cancelli del festival di Wight. Allinizio del 1971 viene pubblicato Neverneverland, disco che presenta un frequente alternarsi di pezzi durissimi e ariose ballate con tonalit anche acustiche, la predominanza strumentale della chitarra di Rudolph e un corposo sostegno ritmico. Do it il manifesto programmatico dei Pink Fairies, un hard urlato e tirato allo spasimo, vero e proprio pezzo forte delle esibizioni dal vivo, sorta di rituale liberatorio caratterizzato dallaggressiva chitarra di Rudolph che domina il rocknroll di base. Say you love me poggia su un riff assassino che si ammorbidisce un poco nella parte lirica, non distante dallhard rock di un gruppo come i Mountain. Per contro, le ballate di Heavenly man (che paga un tributo ai Pink Floyd pi melodici), di War girl (segnata da un incedere latin - blues, quasi sul modello del Peter Green di Albatross e dintorni), di Neverneverland (con una bella chitarra hendrixiana) preferiscono climi pacati. Molto coinvolgente la sequenza della seconda facciata con Track one side two (dal titolo particolarmente esplicito), quasi sconcertante nella sua linea placida e sommessa, spezzata dalla grinta chitarristica di Thor ; Teenage rebel, introdotta da un inquietante rombo di Rudolph, si sviluppa in un frenetico e divertente rocknroll per poi lasciare spazio alla granitica Uncle Harrys last freak out, che fa il paio con Do it per la devastante energia profusa e per lo sfoggio di solide divagazioni alla chitarra, con Hendrix ben fissato in mente. La chiusura delle ostilit affidata alla breve e sognante The dream is just beginning.

Il 23 giugno del 1971 i Pink Fairies partecipano al Glastonbury Fayre Festival, mitica cinque giorni che raduna il popolo dellunderground, oramai in fase di crisi didentit e di avanzata decadenza creativa. Eppure il triplo album che testimonia sullavvenimento risulta fresco e vitale, nellepoca del decadimento barocco della musica rock ancora vi sono complessi che urlano la propria rabbia, forse per lultima volta. E il caso dei Pink Fairies, che concedono ai compilatori della Revelation due possenti esecuzioni delle classiche Do it e Uncle Harrys last freak out (in una versione lunga quasi venti minuti). Si tratta dellultima apparizione di Twink con il gruppo ; lerrante musicista, allinizio del 1972, tenta lutopistica avventura degli Stars, con Syd Barrett e Jack Monk, destinata a fallire subito dopo una disastrosa esibizione desordio. In seguito il batterista viene coinvolto nella reunion dei Pink Fairies e, anche se defilato, si mantiene nei meandri di una sempre pi atrofizzata scena alternativa. I Pink Fairies proseguono in formazione triangolare e nel 1972 pubblicano il buon What a bunch of sweeties ; il forte rock chitarristico resta alla base della proposta, una sorta di hard di qualit, meno scontato e ripetitivo rispetto ai canoni del genere ma pure lontano dagli eccessi e dalle stonature entusiaste dei tempi migliori. Gli esempi pi significativi sono le grintose Right on fight on, Marilyn (sia pure con la presenza di un assolo di batteria un po troppo tirato per le lunghe), le ottime Portobello shuffle e Walk dont run, che si aprono in finali ricercati e melodici, senza voler dimenticare la valida versione proto punk di I saw her standing there dei Beatles. Il gruppo subisce limportante defezione di Paul Rudolph, che collabora con Robert Calvert e suona con gli Hawkwind ; il chitarrista temporaneamente sostituito da Trevor Burton (dai Move) e quindi da Mick Wayne (ex Juniors Eyes), prima del definitivo ingresso in formazione di Larry Wallis, gi presente nel nucleo degli Shagrat. Cos organizzati i Pink Fairies realizzano lultimo Kings of oblivion (Polydor-1973) e resistono fino al marzo del 74, quando decidono di separarsi. Non per una mossa definitiva ; nel luglio del 75 il complesso d luogo ad unattesa reunion che contempla la formazione originaria con Twink, rinforzata dalla presenza di Wallis. Loccasione quella di un concerto alla Roundhouse, registrato e pubblicato su vinile solo nel 1982 dalletichetta Big Beat. Ancora qualche esibizione di Wallis, Sanderson e Hunter (negli ultimi momenti si aggrega pure Martin Stone, altro esponente di spicco del sottobosco rock con i Mighty Baby), quindi il definitivo addio allinizio del 1977.

Nel panorama del rock alternativo pi duro e sfrontato emerge il nome della Edgar Broughton Band, attiva sin dal 1968 con i fratelli Edgar (ch.) e Steve (bt.) Broughton, con il bassista Art Grant e il chitarrista Victor Unitt. Quando Unitt sunisce ai Pretty Things per le registrazioni dellalbum Parachute, i tre rimasti realizzano a loro volta un primo progetto discografico (Wasa wasa), pubblicato verso la met del 1969.

EDGAR BROUGHTON BAND

WASA WASA

(Harvest - 1969)

Prodotto dal manager dei Pink Floyd, Peter Jenner, e accompagnato dalle note di copertina di John Hopkins (fondatore di I.T., dellUfo Club e ideatore del 14th Hour Technicolour Dream le note citano il curioso episodio di un concerto del gruppo a Rieti dove, ingaggiati per le manifestazioni del carnevale, riescono a suonare per dieci minuti, prima che il capo della polizia decida brutalmente di porre fine allinsolita esibizione), Wasa wasa esprime un suono privo di compromessi, duro, spietato, alternativo per eccellenza. Death of an electric citizen (qualcuno sostiene che il brano dedicato a Brian Jones) sputa il blues sullinsegnamento del Captain Beefheart doltreoceano, con una musica rabbiosa che si atteggia da subito ad ostinato rituale liberatorio per il corpo e la mente. Se American boy soldier una parodia dal gusto zappiano, Why cant somebody love me si sviluppa su pochi accordi, tesa e trascinante, essenziale e diretta come tutto il materiale del disco. Evil focosa, concisa, e ben sintende che lelettricit della chitarra deriva dal primo Hendrix. Il tormento di Crying, il respiro pesante di Love in the rain e la desolazione di Dawn crept away sigillano un lavoro forse troppo monocorde, ma che proprio nella proposta povera e trasandata trova un fiero equilibrio dintenti. I soliti concerti gratis, lenergia profusa senza mezzi termini, lapproccio anarchico alla scena musicale elevano in breve il gruppo fra i pi accreditati ed immacolati alfieri dellunderground inglese. Le registrazioni del secondo LP Sing brother sing (ancora prodotto da Jenner) vengono effettuate tra il luglio del 69 e il febbraio del 70 agli studi di Abbey Road. La musica diventa pi complessa ed articolata, perde qualcosa in impatto fisico ma regala momenti di notevole caratura ; la Edgar Broughton Band mette positivamente a frutto ricercate tecniche di registrazione, come si pu desumere dallascolto delliniziale Theres no vibrations but wait ! e delle due mini suite The moth e soprattutto Psychopath, in bilico fra toni drammatici, durezza espressiva e sogno meravigliato. Non mancano brani che si collegano alle atmosfere energiche del disco precedente, come Mommas reward e Old Gopher, solo leggermente meglio rifiniti del solito. Ancora Beefheart nella scansione funerea di Refugee, e linquietante incedere dellobliqua Its failing away a nobilitare un lavoro non facile ma ricco di spunti interessanti. Il 24 giugno del 1971 la Edgar Broughton Band chiude il festival di Glastonbury (e forse unepoca, unintera concezione di fare musica), interpretando una lunga versione di Out demons out, insistente rito collettivo che prende esempio dai Fugs di Tenderness junction. Victor Unitt tornato nel gruppo che, a questo punto, ha gi speso le carte migliori ; i tempi dei free festival stanno tramontando e i fratelli Broughton, coerenti con la propria inattaccabile posizione di estremo rigore anti commerciale, scivolano lentamente nellanonimato, continuando a produrre album quantomeno decorosi quali Edgar Broughton Band (Harvest-1971) e In side out (Harvest-1972).

Rispetto a Edgar Broughton Band e Pink Fairies gli Hawkwind possono vantare un piccolo assaggio delle classifiche di vendita che contano, ai tempi del fortunato singolo di Silver machine. Lepisodio nulla toglie al sincero atteggiamento sotterraneo del quale il gruppo si sempre avvalso con gran coerenza. Le origini del complesso risalgono alla fine degli anni Sessanta, quando i chitarristi Dave Brock e Mick Slattery (entrambi dei Famous Cure) si uniscono al sassofonista Nik Turner

fondando il Group X ; con loro sono anche il bassista John Harrison, il batterista Terry Ollis e Dik Mik, agli strumenti elettronici. Il nome del gruppo viene modificato in Hawkwind 200 e definitivamente abbreviato, nel luglio 69. La formazione va in studio per le sessions del primo LP, con l'importante partecipazione del fondatore dei Pretty Things, Dick Taylor, in qualit di chitarrista e produttore. Frutti del lavoro svolto sono il 45 giri Hurry on sundown / Mirror of illusion e lalbum Hawkwind (Liberty-1970), che vede il gruppo impegnato nel tentativo di coniugare tematiche fantascientifiche con un hard rock abbastanza scontato, generando risultati per la maggior parte confusi e caotici. Accanto alla spigliata ballata dai tratti rock di Hurry on sundown trovano spazio timide intuizioni space rock, collocate allinterno di lunghe ed ambiziose, ancorch inconcludenti, composizioni (degna di nota Seeing it as you really are).

HAWKWIND

IN SEARCH OF SPACE

(United Artists - 1971)

Il caratteristico rock spaziale degli Hawkwind trova precisa e matura elaborazione su In search of space, il loro miglior album di studio, che segna lingresso in organico di Del Dettmar ai sintetizzatori e del bassista Dave Anderson, reduce dagli Amon Duul II di Phallus Dei. La lunga You shouldnt do that (e anche la seguente You know youre only dreaming) evolve in ipnotiche spirali concentriche, sostenuta dal ritmo pulsante del basso di Anderson e collegata idealmente ad analoghe esperienze di formazioni tedesche quali Amon Duul II e Can. Master of the universe saffida a decise scansioni hard, diventando (nonostante lassenza di gran fantasia) un piccolo classico del repertorio, importante per lo sviluppo futuro della musica degli Hawkwind. Le buone ballate acustiche di We took the wrong step years ago e di Children of the sun, inframmezzate dalla caotica psichedelia di Adjust me, completano un lavoro pi che dignitoso, anche se resta la sensazione complessiva di una tangibile confusione forse determinata dallimpietoso missaggio dei suoni. Dal vivo gli Hawkwind mettono in opera un ambizioso spettacolo, che contempla la presenza della ballerina Stacia ; gi nellagosto del 70 il gruppo prende parte al contro festival gratuito dellisola di Wight, quindi il 23 giugno del 71 presente nel programma del Glastonbury Fayre Festival. Gli Hawkwind contribuiscono al triplo album della Revelation con una versione di Silver machine, peraltro registrata qualche mese pi tardi. Con una rinnovata sezione ritmica proveniente dagli Opal Butterfly (Lemmy Willis al basso, gi con Sam Gopals Dream, e Simon King alla batteria) il gruppo incide Doremi fasol latido (United Artists-1972), disco che indugia eccessivamente in soluzioni di hard space rock, con brani in genere ben caratterizzati ma privi di novit, che tendono a ripetere gli aspetti esteriori della musica in una sorta di saga senza inizio n fine, sconfinando nellinevitabile noia (lossessiva Brainstorm uno dei pochi momenti da salvare). Meglio guardare al successo di Silver machine, un potente hard & roll firmato dal cantante Robert Calvert, nel frattempo entrato in formazione, e soffermarsi un attimo sul discreto resoconto live di Space ritual, doppio LP ricavato da concerti tenuti a Londra e Liverpool, che conferma lhard spaziale del gruppo particolarmente adatto alle esibizioni dal vivo. Qui

termina il periodo migliore per gli Hawkwind che comunque insistono imperterriti ad incidere dischi fino agli anni Ottanta, con la partecipazione pi o meno continuata di musicisti importanti quali Simon House (High Tide, Third Ear Band) e Paul Rudolph (Deviants, Pink Fairies). Un pensiero va speso per lottimo Captain Lockheed and the starfighters di Robert Calvert, registrato tra il marzo del 73 e il gennaio 74 con lintervento di una lunga lista di ospiti comprendente Paul Rudolph, Brian Eno, Twink, Arthur Brown, Adrian Wagner e gli Hawkwind al gran completo. Si tratta di un album concept ben congegnato, che musicalmente si riallaccia non poco allo stile del gruppo madre, con un rock dai tratti hard, manipolato dai sintetizzatori e dagli effetti elettronici di Eno (The right stuff, Ejection), oltre alle irrequiete parti liriche di The song of the Gremlin e di Catch a falling starfighter (Twink alla funeral drum). Calvert ci riprova lanno successivo con il discreto Lucky leif and the longships (United Artists-1975), prodotto da Eno e con il solito elenco di qualificati musicisti.

Il buio ai margini della citt - 2 eroi e dannati dell'Inghilterra sotterranea

- 36 Ancora qualche tenue bagliore psichedelico a rischiarare il buio che nasconde formazioni perse nella memoria degli ultimi anni Sessanta e nel riflusso creativo dei primi Settanta. Come i Julians Treatment con il loro Time before this (Young Blood-1971), doppio album concept composto ed arrangiato dal leader Julian J. Savarin, imperniato su un accettabile space rock progressivo. Come i discreti ma spesso sconclusionati Nirvana di Patrick Campbell-Lyons, produttore per la Vertigo, scopritore dei Clear Blue Sky e sostenitore dei Jade Warrior (Local anaesthetic, Vertigo-1971). E, qualche anno prima, come gli altrettanto confusionari Hapshash & the Coloured Coat (Michael English, Nigel Waymouth e Guy Stevens gli ideatori), autori nel 1967 dellalbum Featuring the human host and the heavy metal kids (Minit), forzato e pretenzioso tentativo di mescolare psichedelia, oriente, ritmo tribale, nenie, rumori. Non si sa da dove si parte e tanto meno dove si vuole arrivare ; rimane laspetto emotivo legato alla superficie del suono, la sensazione di una musica strettamente riferita ad un preciso periodo temporale. Se al primo LP partecipano i membri degli Art in qualit di sessionmen, sullultimo Western flier (Liberty-1969, con uno stile orientato su un pi tradizionale folk rock blues) presente la chitarra di Tony McPhee dei Groundhogs. Il 1967 anche lanno dei validi Kaleidoscope (nessuna parentela con il gruppo USA di David Lindley) e del loro Tangerine dream (Fontana-1967), bissato due anni dopo da Faintly blowing, sempre per la Fontana. Il gruppo evolve poi in Fairfield Parlour, autori di un raffinato pop psichedelico di non poche qualit nellalbum From home to home (Vertigo-1970). Soprattutto lanno dei sottovalutati, ma eccellenti, Blossom Toes che, dopo lesordio con il 45 giri di What on earth, in novembre pubblicano il bellissimo We are ever so clean per letichetta Marmalade di Giorgio Gomelsky. Brian Godding (ch.ts.v.), Jim Cregan (ch.v.), Brian Belshaw (bs.) e Kevin Westlake (bt.) danno corpo ad una musica colorata, elaborata, ricca di spunti interessanti, che raccoglie linsegnamento del Sgt. Pepper dei Beatles senza rinunciare a soluzioni estreme, vicine ai primi Pink Floyd. Solo che, mentre nel gruppo di Syd Barrett tutto esplode in un verticale panorama di ripide costruzioni senza appigli, dai Blossom Toes viene istituito un ricercato lavoro di montaggio orizzontale. Cos le stupende melodie di base delle varie Look at me Im you, Telegram Tuesday, What on earth e delle altre composizioni sono sottoposte a correzioni armoniche e ad arrangiamenti dindubbia efficacia, e da belle e limpide canzoni si trasformano in piccoli gioielli psichedelici.

Ancor meno conosciuti ed apprezzati sono gli Skip Bifferty, le cui origini vanno ricercate a met degli anni Sessanta, quando il tastierista Mickey Gallagher esordisce nella scena di Newcastle suonando in un gruppetto chiamato significativamente Unknowns. Dopo un breve stage negli Animals, in temporanea sostituzione del dimissionario Alan Price, Gallagher forma i Chosen Few con il chitarrista Alan Hull, il bassista Alan Brown, il batterista Tommy Jackman (anche lui ex Unknowns) e il cantante Rod Hood. Il gruppo firma per la Pye e nel 1965 incide due singoli ; nellestate del 66 Brown e Hull sono avvicendati da Colin Gibson (bs.) e da John Turnbull (ch.), entrambi provenienti dai Primitives Sect (dove milita anche il tastierista Bob Sargeant, poi in Everyone, Junco Partners e Mick Abrahams Band). Nel 1969 Hull guadagner notoriet e discreto successo come leader dei Lindisfarne. Verso la fine del 66 entra nei Chosen Few anche il cantante Graham Bell, reduce dallesperienza dei Trend, e allinizio dellanno nuovo il gruppo cambia nome in Skip Bifferty. La formazione tiene concerti in piccoli club ed inizia a comporre materiale originale, che trova pubblicazione per la RCA su un singolo che comprende la grintosa On love e laltrettanto interessante Cover girl, con belle soluzioni vocali ed armoniche. Il 45 giri gode di parecchi passaggi sulle radio pirata dellepoca e permette al gruppo di ottenere una piccola popolarit. Purtroppo il singolo successivo Happy land / Reason to live appare decisamente meno brillante e nonostante i numerosi concerti, e un terzo singolo (con le belle Man in black e Money man, prodotto nel luglio del 68 da Steve Marriott e Ronnie Lane degli Small Faces), gli Skip Bifferty non riescono ad affermarsi come meriterebbero. Contemporanea la pubblicazione di un album omonimo interamente registrato nel 1967, dalla sofferta gestazione ma di ottima qualit, nel quale il complesso mostra minore coraggio rispetto ai Blossom Toes, fermandosi ad un livello pi superficiale nellelaborazione del suono. Questo non pregiudica affatto il valore del lavoro che si dimostra vario e piacevole, sostenuto da belle armonie vocali e da buone prestazioni strumentali, in particolare delle tastiere di Gallagher. Di rilievo sono la matura When she comes to stay (con una ficcante chitarra), la tribale Guru, la delicata e sognante Orange lace, lelaborata struttura di Clearway 51. La totale mancanza dinteresse nei confronti del disco spinge il complesso ad una nuova metamorfosi e, alla fine del 1968, gli Skip Bifferty cambiano nome in Heavy Jelly, incidendo un singolo per la Island (I keep singing that some old song). Poi le forze si disperdono in mille tentativi : Bell e Gibson formano i Griffin, dove suona anche il futuro batterista degli Yes, Alan White. Quindi Bell entra a far parte degli Every Which Way di Brian Davison. Da parte loro, Gallagher e Turnbull nel 1971 creano gli Arc (un album omonimo per la Decca) che in seguito, con il ritorno di Graham Bell, diventano Bell & Arc (un altro album nel 71 per la Charisma). Ancora un disco come solista nel 1973 e di Bell si perde ogni traccia ; Turnbull finisce nei Glencoe, Gallagher suona con Peter Frampton prima dentrare a sua volta nei Glencoe (entrambi saranno infine nella band di Ian Dury). Un cenno per Colin Gibson che, dopo aver provato con alcuni anonimi gruppetti, collabora con i Mark-Almond di Rising e nel luglio del 73 va con gli Snafu, formazione che annovera altri reduci della scena minore quali Bobby Harrison (Freedom) e Mick Moody (Juicy Lucy).

Altra discreta formazione della scena psichedelica underground, i July si formano nel 1968 su impulso del chitarrista Tony Duhig e del batterista Jon Field. I due fanno esperienze

parallele nei Second Thoughts, un complesso R & B del quale fa parte anche Patrick Campbell-Lyons, e nei Tomcats ; con i July, Duhig e Field aderiscono al suono psichedelico collocandosi, con la pubblicazione dellalbum Dandelion seeds (1968), a breve distanza stilistica da gruppi quali Blossom Toes, Tomorrow e Skip Bifferty. Le influenze sono allincirca le stesse, vale a dire i Beatles e i primi Pink Floyd, con chitarre dalle tonalit ruvide, una buona variet di arrangiamenti e una maggiore propensione verso lOriente. Rock corposo e sfumature orientali sono alla base di belle composizioni quali My clown, Dandelion seeds, The way ; altre canzoni (Jolly Mary, Move on sweet flower, To be free) vengono sottoposte a trattamenti con acidi adeguati e brani come Crying is for writers e You missed it all danno la misura dei risultati raggiunti, ma Duhig e Field passano oltre, gi hanno in mente il progetto Jade Warrior.

Su un piano sensibilmente inferiore vanno posti gli sconosciuti Apple e i pi noti Idle Race. Gli Apple, scoperti dal manager Larry Page (Kinks, Troggs), vivono una breve stagione nel 1968 pubblicando tre singoli e un album, An Apple a day... (Page One - febbraio 1969), prima di scomparire dalla scena. La musica un rhythm & blues grezzo e potente, colorato di psichedelia (Lets take a trip down the rhine, Doctor rock, Mr. Jones), piuttosto accattivante ma certo non rivoluzionario in considerazione dellepoca di produzione. Gli Idle Race di Jeff Lynne pubblicano due discreti album di pop psichedelico, The birthday party (Liberty-1968) e Idle Race (Liberty-1969), ricchi di brevi canzoni melodiche di chiaro stampo beatlesiano (The end of the road, On with the show, The morning sunshine). Nel novembre del 70 Lynne accetta lofferta da parte di Roy Wood di entrare nellorganico dei Move : i restanti Idle Race, privi della principale fonte creativa, riescono ad incidere il terzo Time is prima di sciogliersi nel 1971. Poi viene la Electric Light Orchestra, il gran successo e un rock sinfonico edulcorato e commerciale.

Il buio ai margini della citt - 3 eroi e dannati dell'Inghilterra sotterranea

- 37 La Bonzo Dog Doo/Dah Band va annoverata tra le pi strane congreghe dellInghilterra sotterranea degli anni Sessanta. La formazione, che in seguito accorcia la sigla in Bonzo Dog Band, inizia a muovere i primi passi nella Londra del 1965 tenendo esibizioni in locali come Roundhouse, Middle Earth, Pink Flamingo e, dopo la partecipazione al carrozzone del Magical Mystery Tour dei Beatles, trova il modo dincidere un primo long playing per letichetta Liberty.

BONZO DOG DOO/DAH BAND

GORILLA

(Liberty - 1967)

Per associazione d'idee, il primo nome che viene in mente quello delle Mothers Of Invention, ma si tratta di unimpressione di comodo dovuta allimpatto disorientante della musica ; tanto la stesura e il messaggio dello Zappa di Freak out ! e di Absolutely free sono crudi, geniali e provocatori, quanto la proposta dei Bonzos appare bizzarra e legata alla cura esteriore del suono, allaspetto dei brevi episodi che compongono il disco. Pulite e spiritose canzoncine che pagano dazio ai Beatles (The equestrian statue), che rincorrono datate ed improbabili partiture jazz (Jazz, delicious hot, disgusting cold) frammiste ad accenni rhythm & blues e ad un diffuso gusto per lo sberleffo, per la stupid song. Cosa dire del canto a cappella inserito nella pazzesca Im bored, dello swing divertito di Look out, theres a monster coming, del romantico pianoforte della conclusiva The sound of music, se non che leffetto suscitato limitato ai due - tre minuti di transito delle singole tracce, facendo ben attenzione a non valicare i confini delle buone maniere. Nel 1968, con un organico ridotto (non ci sono pi Spoons e Bohay-Nowell), la Bonzo Dog Band registra il nuovo Doughnut in Grannys greenhouse (Liberty) e in novembre ottiene lunico successo commerciale con il singolo Im the urban spaceman, un brano di Innes prodotto da Paul McCartney, successivamente incluso nellalbum Tadpoles (Liberty-1969). Il gruppo appare in difficolt, anche se continua a tenere esibizioni fino al 1970 ; il breve momento di popolarit passato e non c pi spazio per la musica levigata e umoristica dei Bonzos. In ogni caso, Stanshall e Innes proseguono per la loro strada : il primo progetta

formazioni dai curiosi nomi quali Big Grunt, Gargantuam Chums, Sean Head Show Band, per poi dedicarsi alla carriera solistica, laltro nel 1970 con i World (un album per la Liberty, Lucky planet), quindi inizia la carriera come solista e forma i Grimms, con il contributo di Ollie Halsall e Zoot Money (altri due LP nel 1973). Sempre Innes responsabile della creazione dei Rutles, ironica contraffazione dei Beatles che frutta un album per la Warner Bros. nel 1978.

Poeta e musicista, esponente di spicco del movimento underground, Pete Brown acquisisce notevole notoriet nella veste di paroliere per numerose canzoni di successo dei Cream (basti pensare a classici come White room e Sunshine of your love), costituendo con Jack Bruce unaffiatata coppia di compositori, capace di esprimersi ad alto livello in svariate configurazioni stilistiche. Nel 1968 Brown appronta una formazione con la quale esprimere direttamente le proprie convinzioni creative. Coinvolti nel progetto sono lottimo chitarrista Chris Spedding ed altri eccellenti strumentisti di scarsa notoriet quali Charlie Hart (or.), George Khan (sax.), Roger Potter (bs.), Pete Bailey (pr.) e Rob Tait (bt.). I Battered Ornaments esordiscono registrando il valido A meal you can shake hands with in the dark, pubblicato nel 1969 dalla Harvest ; Brown si dimostra cantante non particolarmente dotato ma capace dimprimere originalit allasciutto timbro vocale, e la musica riflette alla perfezione la natura sotterranea del complesso, basata su un ingenuo, povero quanto coinvolgente incrocio di rock, blues e jazz. Accanto a brani lunghi e un po monocordi (la percussiva Sandcastle, il blues di Travelling blues) si slancia il potente R & B di Dark lady, pungolato dal sassofono free di Nisar Ahmad Khan, e brillano le bellissime The old man (con londeggiante chitarra di Spedding) e Station song, che coniuga folk informale ad echi dOriente. I Battered Ornaments vivono un attimo d'effimera gloria quando, nel luglio del 1969, partecipano al concerto in memoria di Brian Jones, organizzato dai Rolling Stones a Hyde Park, ma gi alla pubblicazione del secondo Mantle piece il gruppo in pratica non esiste pi, con Brown assorbito da nuove avventure. Con un pizzico di coraggio in meno (o forse di consuetudine aggiunta) Mantle piece comunque un 33 giri di notevole bellezza ; il rock pigro di Sunshades e soprattutto le stupende, intense ballate di Then I must go (strepitosa la chitarra di Spedding) e di The crosswords and the safety pins vanno oltre ogni precedente risultato. Sono le ultime prodezze del complesso, perch Spedding si prepara al jazz rock dei Nucleus e Brown fonda i Piblokto.

PETE BROWN & PIBLOKTO

THINGS MAY COME AND THINGS MAY GO BUT... (Harvest - 1970)

THE ART SCHOOL DANCE GOES ON FOR EVER

Una chitarra ai confini con lhard apre la title track, dinamico ed incalzante brano che subito sfoggia un suono meno scarno rispetto ai dischi dei Battered Ornaments. La musica appare meglio curata e rifinita, elegante e moderna nella veste estetica per merito delle precise tastiere di Thompson, di un apporto strumentale generalmente misurato e del migliorato stile vocale di Brown (High flying electric bird, Someone like you). Il rock torna spedito e diretto in I walk for charity, run for money, che riserva un imprevisto finale a tinte jazz con il sassofono di Thompson ; la ripresa di Then I must go... non pu raggiungere limmacolata bellezza delloriginale, ma si distingue per un arrangiamento aggressivo, mentre il recupero della rilassata My loves gone far away mostra un aspetto ricercato (entrambe le canzoni erano presenti su Mantle piece). La convincente ballata di Golden country kingdom, la lirica Firesong (con una citazione da Luccello di fuoco di Igor Stravinski), la soffice e jazzata Country morning suggellano mirabilmente un lavoro di non facile assimilazione, che quasi tende a nascondere pudicamente le virt che gli appartengono. I Piblokto fanno in tempo a realizzare un secondo LP, Thousands on a raft (Harvest-1970), e Brown prosegue la sua integerrima carriera con sporadiche pubblicazioni, tra le quali va segnalato lalbum Two heads are better than one, ideato ed inciso insieme a Graham Bond.

Ospite fisso dellUfo Club nellanno di grazia 1967, Arthur Brown personaggio dal carattere stravagante ed imprevedibile, capace per una breve stagione di imporsi allattenzione generale grazie ad una musica che mischia psichedelia, neoclassicismo, hard rock, e ad esibizioni selvagge e fuori della norma. Il ricordo corre rapido al nucleo del Crazy World, al quale partecipano lorganista Vincent Crane (suo braccio destro) e il giovanissimo batterista Carl Palmer (destinato ai fasti commerciali di E.L.&P.), e al secondo 45 giri, quel Fire che balza inatteso in testa alle classifiche, nellestate del 1968. Il brano (un ossessivo R & B arrangiato in modo originale, guidato dallorgano di Crane ed interpretato da un esplosivo Brown, croce e delizia di unintera carriera) il fulcro delle performance dal vivo, spesso sconcertanti (come al Palermo Pop Festival, dove il cantante si esibisce nudo, finisce arrestato e rispedito in Inghilterra), e dellalbum The Crazy World of Arthur Brown, prodotto da Kit Lambert e Pete Townshend nel 1968. Leffetto scatenato dallascolto dellunico LP inciso dal Crazy World notevole. Nella musica di Brown non vi sono novit sconvolgenti, n trovano posto sperimentazioni di particolare rilievo. Ci che colpisce laggressivit, la secchezza del suono che satteggia ad embrionale forma hard senza irrigidirsi in schemi forzati, priva com del supporto essenziale della chitarra elettrica. Alcuni brani possiedono aspetti inquietanti (Nightmare, Time / Confusion) che, di fatto, anticipano soluzioni dark, con la voce di Brown estremamente coinvolgente ; l'ottima Come and buy contiene spunti che saranno preziosi agli Atomic Rooster di Vincent Crane e buone sono le cover di I put a spell on you (Hawkins) e di Ive got money (James Brown). Tutto si esaurisce molto rapidamente. Nel giugno del 69 Crane e Palmer formano gli Atomic Rooster e Brown, pochi mesi pi tardi, risponde con la creazione dei Puddletown Express, effimera formazione che annovera il batterista Drachen Theaker (gi presente nella versione desordio del Crazy World) e il sassofonista George Khan, proveniente dai Battered Ornaments. Pi duratura la vita dei Kingdom Come, ennesima creatura che resiste dal settembre 1970 al 1973 con la pubblicazione di tre album. Poi il nome di Arthur Brown finisce

nel dimenticatoio, ma difficile non provare un sincero fremito demozione riascoltando Fire e la sua inossidabile voce.

I Bystanders sono una band gallese composta da Mick Jones (ch.), Clive John (ch.ts.), Jeff Jones (bt.) e Ray Williams (bs.), alla quale nel 1968 sunisce il chitarrista Deke Leonard (proveniente dai Dream). La formazione si trasforma in Man e nel marzo 1969 pubblica un primo album, Revelation (Pye), che si rivela complessivamente discreto, con alcuni brani che adottano soluzioni originali ed interessanti. Di rilievo il grintoso e conciso rock blues di Sudden life, la bella linea melodica di Empty room (con chitarra e organo in evidenza), la frenesia imprevedibile di Dont just stand there (come in out of the rain), ma non tutto il materiale si conferma a questi livelli. Certamente meno memorabile Erotica, curiosa esibizione strumentale maldestramente condita con sospiri e gridolini a luci rosse.

MAN

2 OZS OF PLASTIC (WITH A HOLE IN THE MIDDLE)

(Dawn - 1969)

In questa fase lattivit e la notoriet dei Man sono limitate alla scena underground, con frequenti concerti in piccoli club e la produzione di una musica lontana da stereotipi commerciali. 2 ozs of plastic... la splendida conferma dello stile privo di compromessi dei primi Man. Se Revelation mostra chiari i segni dellinesperienza, perdendosi a pi riprese nellingenuit stilistica dellesordio discografico, il nuovo album non cede di un millimetro sul piano di un rock tirato ed essenziale. Prelude - The storm propone scenari che si stagliano su un orizzonte cupo e minaccioso, per poi aprirsi ad una distesa melodia dal sapore di California, mentre il coinvolgente rock blues di It is as it must be indurisce i toni e le chitarre scaraventano furiose ondate di elettricit in una struttura dallassetto variabile. Spunk box rafforza la solidit del suono, facendo leva su un riff di sicura presa e su un trattamento estremo di strumenti ed amplificazione. A tratti savvertono echi di Led Zeppelin ma solo una lontana impressione, fugata dalloriginale rocknroll di My name is Jesus Smith. Dopo la delicata psichedelia del clavicembalo di Parchment and candles, il ritmo torna frenetico nella conclusiva Brother Arnolds red and white striped tent, dove chitarre e organo ricordano da vicino limpeto della Allman Brothers Band. Con 2 ozs of plastic... termina la breve stagione dellunderground per i Man, che iniziano la nuova decade incidendo il valido Man (Liberty-1971) ; nel frattempo cambiata la sezione ritmica (entrano il bassista Martin Ace e il batterista Terry Williams, entrambi ex Dream) e nel 1972 Leonard lascia temporaneamente per andare con gli Help Yourself ed intraprendere la carriera solistica. Con i nuovi Phil Ryan (ts.), Will Youatt (bs.) (nel turbinio di variazioni dorganico Ace gi partito, destinazione Help Yourself) i Man realizzano lottimo Be good to yourself at least once a day (1972). Lo stile del complesso notevolmente mutato a favore di un rock pi levigato,

fortemente influenzato da inflessioni di matrice West Coast. Le quattro lunghe composizioni dellalbum risultano ben congegnate e vantano esecuzioni di primordine sul piano della resa strumentale. Nello stesso anno i Man partecipano ad iniziative live della Greasy Truckers e al concerto del Christmas at the Patti. Ancora cambiamenti dorganico (tra gli altri se ne va Youatt, che raggiunge i discreti Neutrons - due LP allattivo su United Artists, Black hole star nel 74 e Tales from the blue cocoons nel 75 - e torna Deke Leonard), senza che i Man cessino di pubblicare dischi che non raggiungono la qualit dei precedenti (da segnalare il doppio Back into the future, United Artists-1973), pur rimanendo onesti e gradevoli, lontani da furbe tentazioni di classifica. Nel 1975 suona con loro perfino il grande John Cipollina (Quicksilver Messenger Service), per lalbum dal vivo Maximum darkness (United Artists-1975).

Formazione che presenta parecchie affinit di carattere stilistico con i Man, gli Help Yourself nascono nel 1970 con un organico comprendente i chitarristi Malcolm Morley e Richard Treece, il bassista Ken Whaley e il batterista Dave Charles. Cos sistemato il gruppo incide nel 1971 il primo LP omonimo, nel quale propone un rock ben eseguito, con chiare influenze americane (country e West Coast) e la propensione ad un timido approccio progressivo. Pare quasi che dietro gli strumenti di Your eyes are looking down e di Paper leaves si celi Neil Young, e che tra le note di Old man respiri lanima travagliata di David Crosby ; ovviamente si tratta di un fenomeno dillusione sonora. Per il resto, del buon rock senza troppe pretese (Street songs) e le delicate melodie delle belle To Katherine they fell e Deborah.

HELP YOURSELF

STRANGE AFFAIR

(Liberty - 1972)

Whaley abbandona per andare con i neonati Ducks Deluxe, dove ritrova Sean Tyla (per breve tempo chitarrista nel nucleo embrionale di Help Yourself) ; al suo posto il bassista Paul Burton e due nuovi chitarristi (che portano a quattro il numero totale delle sei corde presenti). Di spicco la presenza di Ernie Graham, proveniente dagli Eire Apparent, una discreta formazione che tra il 68 e il 69 gode di un breve momento di notoriet, grazie ai numerosi concerti come spalla dellExperience e allinteressamento di Jimi Hendrix, presente nella doppia veste di musicista e produttore nel loro LP Sun rise (Buddah-1969). Strange affair rappresenta un importante passo verso la produzione di una musica creativamente autonoma, svincolata da scomodi paragoni stilistici, e nonostante la presenza di cos tante chitarre (che potrebbero indurre al pensiero di chiss quali sconquassi sonori) le canzoni restano rilassate, capaci di emozionare senza la necessit di una forte spinta elettrica. Accanto a brani rock scorrevoli e piacevoli quali Strange affair e Heaven road, trovano posto le ottime ballate di Brown lady, di Many ways of meeting, di Movie star (con belle chitarre in evidenza), oltre alla romantica e decadente Deanna call and Scotty.

The all electric fur trapper resta il progetto pi ambizioso, teso a spaziare gli orizzonti creativi di Help Yourself verso soluzioni strumentali complesse, che confermano la maturit raggiunta dal gruppo. Per il successivo LP Beware of the shadow (United Artists-1972) il complesso, persi i chitarristi Glemser e Graham, torna a quartetto : cos partecipa alla festa del Natale 72 al Patti Pavillion di Swansea, raccolta su Christmas at the Patti (United Artists-1972). Gli Help Yourself hanno la forza di registrare un quarto album, curiosamente suddiviso in due parti distinte : un LP intitolato Return of Ken Whaley (dove si celebra il ritorno delloriginario bassista), e uno chiamato Happy days (con un organico allargato ad altri musicisti del giro pub rock). In seguito allo scioglimento del gruppo, Whaley entra nei Man (1974) e, dal maggio 1978, nella Tyla Gang di Sean Tyla, mentre Dave Charles continua con gli Airwaves.

Sostenitori di un rock muscoloso venato di psichedelia, gli Andromeda del chitarrista John DuCann legano il proprio nome ad un solo album (Andromeda), registrato nel giugno del 1969 e pubblicato dalla RCA. La carriera di DuCann inizia negli Attak, formazione che vede la presenza dellaltro chitarrista David OList (destinato ai Nice), quindi partecipa ai Five Day Week Straw People, complesso di matrice psichedelica dove incontra il bassista Mick Hawksworth (il gruppo pubblica nel 68 un album omonimo per letichetta Saga). DuCann e Hawksworth si uniscono al batterista Ian Maclane e danno vita agli Andromeda ; il gruppo tenta di farsi un nome effettuando numerose esibizioni nel circuito dei piccoli club e delle universit, entrando nei favori del noto D.J. John Peel. Peel propone a DuCann dincidere un album per la sua etichetta Dandelion, ma alla fine gli Andromeda firmano per la RCA. Il risultato un disco di discreta caratura, anche se non privo di qualche ingenuit, che propone un hard rock con lievi accenni psichedelici e forti echi hendrixiani. Tra i brani, da segnalare la rocciosa The reason (in bello stile Experience), le tirate When to stop, Turn to dust e lestatica ballata di I can stop the sun. Certo allepoca c di meglio. Lavventura dura poco perch nel 1970 DuCann accetta linvito di Vincent Crane ad entrare nei lanciati Atomic Rooster. Esaurita la parentesi con Crane, nel 1972 il chitarrista e il batterista Paul Hammond formano gli Hard Stuff unendosi al bassista John Gustafson (Quatermass). Da parte sua, Hawksworth nel 1970 fonda i Fuzzy Duck, una discreta formazione di hard progressivo comprendente il tastierista Roy Sharland, il chitarrista e cantante Grahame White (poi sostituito dallex Greatest Show On Earth, Garth Watt Roy) e il batterista Paul Francis (gi con i Tucky Buzzard). Anche per loro un solo long playing, il buono e ignorato Fuzzy Duck pubblicato nel 1971 dalletichetta Mam.

Peter Dunton batterista nellultima versione dei Gun, un complesso di hard rock capitanato dai fratelli Adrian (ch.) e Paul (bs.) Gurvitz che incide un paio di album per la CBS, sul finire degli anni Sessanta. In seguito allo scioglimento dei Gun, i fratelli Gurvitz

formano i Three Man Army (con il batterista Tony Newman - ex Jeff Beck e May Blitz) e successivamente la Baker Gurvitz Army, con Ginger Baker. Dunton, allinizio del 1970, si unisce al chitarrista / tastierista Keith Cross e al bassista Bernard Jinks (ex Bulldog Breed) in un gruppo chiamato T 2.

T 2

ITLL ALL WORK OUT IN BOOMLAND

(Decca - 1970)

Lunico album, pubblicato dalla Decca, arriva quasi subito, a conferma di un marcato interesse per il complesso. Le contrazioni che introducono In circles esplodono in vortici di gran forza strumentale, in continue mutazioni ritmico - armoniche. Le parti vocali, prevalentemente affidate a Dunton, non appaiono troppo originali, ma ci che importa labilit dei musicisti nellelaborare una musica che non permette divagazioni e rilassamenti, che scorre senza pause e coinvolge intensamente. Persino la contenuta ballata di J.L.T. mantiene la giusta tensione e No more white horses indurisce i toni, alternando possenti ondate chitarristiche a frasi pacate e ad interessanti arrangiamenti ai fiati. Gli oltre venti minuti di Morning rappresentano il culmine del loro lavoro, fantasiosa escursione in un hard concept dagli spiccati umori underground, con arrangiamenti semplici ed azzeccati. La sezione ritmica appare potente e malleabile, il diciassettenne Keith Cross si dimostra musicista dotato e brillante, qualcuno trova il modo (ingiustificato) di definirlo come nuovo Clapton e il gruppo si monta la testa. Apparizioni a TV e radio, concerti infuocati e partecipazioni ad importanti rassegne tra cui, nellagosto del 70, quella dellisola di Wight non bastano a salvare il complesso da una rapida fine. Dei T 2 restano alcune notevoli tracce di registrazioni in presa diretta per la BBC (lincontenibile CD e le impressionanti sequenze della chitarra di In circles), poco prima - ottobre 70 - dellabbandono di Cross, seguito a ruota da Jinks. Il chitarrista incide un album con Peter Ross, intitolato Bored civilians, e poi scompare dalla circolazione. Dunton tenta di mantenere in vita il gruppo con nuovi musicisti e fino al 1972 tiene concerti e continua a sperare, ma i tempi stanno cambiando e il destino dei T 2 segnato, sin dal momento dellabbandono di Cross. Una formazione interessante, distrutta precocemente dalle troppe attenzioni e dalle eccessive pretese nei suoi confronti.

BLOSSOM TOES

IF ONLY FOR A MOMENT

(Marmalade - 1969)

In seguito alla pubblicazione di We are ever so clean i Blossom Toes si concedono una breve pausa discografica, per poi tornare in studio con il nuovo batterista Barry Reeves ed incidere un altro notevole ed ingiustamente sottovalutato album. If only for a moment un lavoro composto, arrangiato ed eseguito con maestria. La lucida sovrapposizione di svariate matrici stilistiche (hard, psichedelia, pop melodico) crea un insieme omogeneo e complesso al tempo stesso, senza abbandonare mai la strada maestra di una gradevole esposizione strumentale. Il disco viene aperto dalle intelligenti sferzate hard di Peace loving man ; le chitarre di Cregan e Godding si fanno dure e concrete, senza perdere le peculiarit melodiche. Il primo lato perfetto, con le ariose sequenze di Kiss of confusion, di Listen to the silence (con una chitarra solista in odor di California) e di Love bomb, brani dalla struttura articolata, capaci di stupire per la scelta dimprevedibili soluzioni ricche di lirismo. Il resto del lavoro, anche se delevata qualit, appare leggermente inferiore. Billy Boo the gunman un ironico brano dalle modalit hard progressive, belle risultano la ballata di Indian summer e la conclusiva Wait a minute, che si riallaccia allo stile vario delle canzoni della prima facciata. Un po sotto tono la cantilena di Just above my hobby horses head, caratterizzata da qualche superficiale punteggiatura orientale. Il rapido fallimento delletichetta discografica di Gomelsky porta con s anche i Blossom Toes, che si sciolgono tra lindifferenza generale. Cregan ha modo di suonare la chitarra solista negli Stud, una formazione triangolare che comprende la sezione ritmica dei disciolti Taste, quindi entra come bassista nei Family per le registrazioni dellultimo LP Its only a movie, suona con i Cockney Rebels e diventa chitarrista di Rod Stewart. Godding, Belshaw e il redivivo Westlake si uniscono al chitarrista Alan King (ex Mighty Baby) e formano i B.B. Blunder (un album nel 1971). Successivamente Godding partecipa al progetto Centipede di Keith Tippett, suona con i Solid Gold Cadillac, con i francesi Magma e con i Mirage (che annoverano il sassofonista George Khan e il batterista dei Ben, Dave Sheen).

Reggie King (v.), Pete Watson (ch.), Alan King (ch.), Mike Evans (bs.) e Roger Powell (bt.) sono i membri degli Action, una formazione che tra il 1965 e la met del 1967 pubblica cinque singoli che mettono in luce una musica improntata ad un beat venato di soul e di psichedelia. Gi alla fine del 66 Watson viene sostituito dal polistrumentista Ian Whiteman, che contribuisce a rendere pi ricercato lo stile del gruppo. Nel 1968 arriva anche il chitarrista Martin Stone, musicista di notevole esperienza con alle spalle partecipazioni a Stones Masonry, Junior Blues Band, Rockhouse, Savoy Brown, e il gruppo prima cambia nome in Azoth, quindi sceglie in via definitiva la denominazione di Mighty Baby.

MIGHTY BABY

MIGHTY BABY

(Head - 1969)

C, nella musica dei Mighty Baby, uninnata predisposizione per la forma canzone che, abilmente spaziata da eccellenti contributi strumentali e caratterizzata da una piacevole impressione di libert espressiva, trova nellalbum desordio compiuta manifestazione. La proposta si rivela raffinata e ricca di originalit, allinterno di soluzioni strutturali che prediligono scelte armoniche e melodiche dindubbio fascino, complesse elaborazioni che risultano di non difficile fruizione. Le chitarre di Stone e King dominano il suono, sorrette da una sezione ritmica puntuale, con i fiati e le tastiere di Whiteman e le belle parti vocali ad offrire un indispensabile contributo allassetto definitivo delle composizioni. Tra le canzoni migliori di un lavoro complessivamente impeccabile sono da segnalare le stupende A friend you know but never see, Ive been down so long, Same way from the sun, House without windows, At a point between fate and destiny, brani che mutano continuamente con estrema disinvoltura da ritmi sostenuti e chitarre focose a momenti di struggente lirismo. Per farla breve, uno dei grandi, trascurati capolavori della musica progressiva inglese. Pubblicato nellottobre del 69 (seconda emissione assoluta per la piccola etichetta Head), Mighty Baby ottiene scarsi riscontri di vendita. A ricordarsi del gruppo il produttore Mike Vernon che nel 1971 mette sotto contratto i Mighty Baby per la sua etichetta Blue Horizon, grazie anche alla conoscenza dei trascorsi blues di Martin Stone. Il 25 giugno 1971 il complesso sesibisce al Glastonbury Fayre Festival ed offre un contributo allalbum celebrativo con la lunga A blanket in my muesli ; dello stesso anno (luglio / agosto) sono le registrazioni del secondo long playing A jug of love, anchesso molto bello ma ugualmente poco fortunato a livello commerciale. Il suono appare omogeneo, le coraggiose escursioni dumore del disco precedente sono pi contenute ma non difficile recuperare nei brani, pervasi da inflessioni romantiche e decadenti, la magia e la poesia della musica dei Mighty Baby, tra le pieghe delle belle Jug of love e Virgin spring. Subito dopo il gruppo si scioglie, a causa dellinsuccesso persistente. Evans e Whiteman (dopo la breve esperienza orientaleggiante come Habibiyyam) si ritrovano nel 78, in tour con Richard & Linda Thompson. Stone suona negli Uncle Dog di Carol Grimes (un LP nel 1972), quindi forma i Chilli Willi and the Red Hot Peppers (due gli album incisi) assieme a Phil Lithman, che negli anni Ottanta si agita nella scena di San Francisco con il nome darte di Snakefinger. Ancora, troviamo Stone in una riedizione dei Pink Fairies, sempre ai margini del rock business. Alan King, dopo la parentesi con i B.B. Blunder, collabora con lex Action Reggie King ai Clat Thyger, poi sunisce a due membri dei Warm Dust (una buona band che tra il 1970 e il 1972 incide tre album, dei quali merita una segnalazione il primo And it came to pass), il bassista Tex Comer e il tastierista Paul Carrack, formando gli Ace Flash & the Dynamos, che in seguito abbreviano la sigla in Ace (tre LP allattivo).

- 38 Tutti conoscono Marc Feld (in arte Bolan) per i grandi successi ottenuti negli anni Settanta, conseguenza di una musica facile prodotta con il marchio T. Rex a partire dallottobre 1970, dalla riuscita commerciale di quello scarno ed orecchiabile rocknroll dal titolo Ride a white swan. Ad inizio di carriera gli interessi di Bolan sono per altri. Ad esempio la sconclusionata psichedelia dei Johns Children, con i quali il cantante fa il suo ingresso nella scena rock allinizio del 1967, quando il gruppo ha gi realizzato lunico album Orgasm. In verit Bolan vanta la precedente pubblicazione di tre singoli, ma la breve parentesi con i Johns Children che gli permette di cominciare a farsi un nome nellambito della scena underground. Verso la fine dellanno Bolan fonda un proprio gruppo, i Tyrannosaurus Rex, con il percussionista Steve Took ; il duo realizza tre LP di folk acustico, dal suono atipico ma troppo esile e tuttaltro che esaltante. Il miglior disco del periodo il terzo Unicorn (Regal Zonophone-1969), la cui pubblicazione precede di poco labbandono di Took che entra negli Shagrat The Vagrant (nucleo pre Pink Fairies). A questo punto Bolan decide di modificare radicalmente il corso della propria carriera musicale ; accorcia il nome del gruppo in T. Rex e si dedica ad un rock piuttosto commerciale, ottenendo notevole successo fino al 1973. Morir nel settembre 77 in un incidente dauto.

I Tea & Symphony, gruppo originario di Birmingham, si formano verso la met del 1969 con James Langston (v.ch.), Jeff Daw (ch.bs.fl.) e Nigel Phillips (pr.). La proposta dei Tea & Symphony sotto alcuni aspetti si avvicina a quella dei primi Tyrannosaurus Rex, risultando in genere pi interessante e godibile grazie ad una maggiore variet stilistica, nellambito di una notevole libert espressiva. Il lavoro che meglio li rappresenta resta liniziale An asylum for the musically insane del 1969, comprendente una serie di bizzarre composizioni tra le quali, in particolare, piacciono Armchair theatre (tra folk, underground e Bach), Sometime e la roccata The come on. Il successivo Jo sago (Harvest-1970), registrato con un organico ampliato dai chitarristi Bob Wilson, Dave Carroll e dal batterista Bob Lamb, appare pi convenzionale e ugualmente di scarso successo. Allinizio del 1971 il gruppo gi dissolto ; per Wilson, Carroll e Lamb ci sar posto (dalla met dei Settanta) nella Steve Gibbons Band.

Risultati di rilievo ben superiore (almeno nella parte iniziale della carriera) sono conseguiti dagli East Of Eden, singolare formazione che prende forma nel 1968 su impulso del violinista / fiatista Dave Arbus, un dottore in filosofia flippato ai piedi della Mecca. Con lui, a dar vita ad unoriginale miscela di rock, jazz, Oriente, elementi di musica classica ed etnica, sono il sassofonista Ron Caines, il chitarrista e cantante Geoff Nicholson, il bassista Steve York e il batterista Dave Dufont.

Il gruppo esprime il massimo della creativit tra il 69 e il 70, quando sotto contratto con la Deram. Lesordio avviene nel 1969 con lottimo Mercator projected, che vanta connotati stilistici originali e composizioni di notevole bellezza, anche se alcune parti della complessa struttura musicale non sono ancora perfettamente amalgamate. Northern hemisphere fornisce unintroduzione al limite dellhard rock, la seguente Isadora una danza per flauto e sax soprano, il violino di Arbus conduce la poetica e suggestiva Bathers ; tra i brani di maggior impegno spiccano Waterways, Communion (ispirata alla musica per quartetto darchi di Bla Bartok) e la conclusiva In the stable of the sphinx.

EAST OF EDEN

SNAFU

(Deram - 1970)

Alla fine del 1969, con una nuova sezione ritmica composta da Andy Sneddon (bs. - al posto di York che va a suonare con Graham Bond, Manfred Mann Chapter Three, Vinegar Joe) e da Geoff Britton (bt.), gli East Of Eden registrano il secondo album Snafu, ottenendo i migliori risultati artistici dell'intera carriera. Le varie componenti dello stile del gruppo sono assemblate in modo organico, con audaci accostamenti che evitano di generare confusione, grazie alla maturit e alla risoluzione con cui vengono posti in opera. Leaping beauties for Rudy, ad esempio (senza voler dimenticare il discreto rock blues iniziale di Have to whack it up), un breve frammento free ad introduzione della bella melodia di Marcus junior (a mezza via tra Spagna e Oriente), che savvale delle prestazioni di Caines al soprano e di Arbus al tenore. La stupenda sequenza successiva inizia con i nastri rovesciati di Xhorkom, si apre su una libera interpretazione di un tema di John Coltrane (Ramadhan, con il sax di Caines), per concludersi con le evoluzioni di In the snow for a blow, sentito omaggio alla basilare influenza di Charlie Mingus. Con Gum arabic - Confucius si torna alle tipiche ambientazioni East Of Eden (bella soprattutto lintroduzione del brano, con il flauto e le percussioni di Arbus) ; Nymphenburger una bella canzone che compendia echi classici, rock e jazz, con Arbus e Nicholson impegnati a sovraincidere rispettivamente ben sei violini e quattro chitarre. Lennesima sequenza con Habibi baby (quasi tutti gli strumenti riprodotti alla rovescia), Boehm constrictor e Beast of Sweden (in primo piano il violino di Arbus), conferma leccellente qualit del disco che si chiude con Traditional, vale a dire la corretta ricostruzione di Xhorkom. Pare persino superfluo rilevare che i primi due album degli East Of Eden restano in gran parte invenduti negli scaffali. Il gruppo cerca dinvertire la tendenza realizzando nel 1971 il singolo Jig a jig, una canzone basata su un motivo tradizionale irlandese che improvvisamente li proietta nella Top Ten. Ci non basta agli East Of Eden per evitare un precoce scioglimento, e poco importa che Dave Arbus rifondi rapidamente il complesso con Jim Roche (ch.), David Jacks (bs.) e Jeff Allen (bt.) : i due album del 1971 (su etichetta Harvest), East Of Eden e New leaf, suonano deludenti rispetto alla precedente produzione. Tramontata lidea East Of Eden, troviamo il violino di Arbus al servizio dei Who, sullalbum Whos next (Baba oRiley) ; la ricostituzione del gruppo nel 1976, senza la presenza di alcun membro originario, lascia completamente indifferenti.

Giant Sun Trolley, nel 1967, uno dei tanti gruppetti attivi sulla scena dellUfo Club e nei piccoli locali della Londra alternativa. Dapprima la formazione cambia nome in Hydrogen Jukebox, quindi si trasforma in Third Ear Band. Con questa definitiva sigla Glen Sweeney (pr.), Richard Coff (vi.vl.), Paul Minns (ob.) e Mel Davis (vc.) registrano lalbum Alchemy, pubblicato nel 1969 dalla Harvest con la produzione di Peter Jenner (e con la partecipazione del D.J. John Peel). Impossibile definire rock, almeno in senso stretto, la proposta della Third Ear Band ; il gruppo esprime una musica acustica dallo svolgimento ipnotico, fortemente caratterizzata da influenze orientaleggianti ed impregnata di una profonda convinzione poetica. Particolarmente godibili sono le notevoli Ghetto raga, Stone circle, Dragon lines e Lark rise.

THIRD EAR BAND

THIRD EAR BAND

(Harvest - 1970)

Sostituito il violoncellista Mel Davis con Ursula Smith, e sotto la produzione di Andrew King (sempre appartenente allo stesso management di Jenner), la Third Ear Band si ripropone con un album che conserva intatto il fascino (e lo scarso potenziale commerciale) di Alchemy. Nel tentativo di garantire una maggiore omogeneit alla delicata struttura della musica, Sweeney e compagni si orientano sullelaborazione di quattro lunghe composizioni (bellissima Earth), che effettivamente possono essere, nellinsieme, considerate la versione definitiva del concetto puro di espressione sonora perseguita dal gruppo. Le vendite inconsistenti mettono in guardia la Harvest che lascia alla Third Ear Band giusto il tempo di realizzare un ultimo lavoro, Macbeth (Harvest-1972), colonna sonora dellomonimo film di Roman Polansky, ispirato a Shakespeare. Ora Sweeney siede anche dietro la batteria, c ancora loboe di Minns e si sono aggiunti il violoncello (e il basso) di Paul Buckmaster, il violino (ma pure i sintetizzatori) di Simon House - reduce da High Tide - e perfino la chitarra di Denim Bridges. Ovviamente, non pi la stessa filosofia ad animare le esecuzioni della Third Ear Band, e lesigenza di adattare la musica alle immagini cinematografiche rende linsieme inevitabilmente frammentario. Si tratta, in ogni caso, di un lavoro dignitoso, con alcune parti che riportano agli antichi splendori, e dispiace veder scomparire per sempre il nome del complesso.

Stilisticamente distanti da East Of Eden e Third Ear Band, formazioni quali Jade Warrior e Quintessence possono vantare una comune predisposizione allutilizzo di atmosfere a forti tinte orientali, inserite in contesti musicali di una certa originalit. In seguito allo scioglimento dei July, il chitarrista Tony Duhig e il batterista Jon Field formano i Jade Warrior e il vecchio compagno Patrick Campbell-Lyons, divenuto produttore alla Vertigo, offre al gruppo la possibilit dincidere tre album per letichetta della spirale. Il secondo Released (1972) (gli altri sono Jade Warrior - 1971 - e Last autumns dream - 1972) pu essere portato ad esempio della singolare proposta musicale, che contempla la fusione tra soluzioni vicine allhard rock ed influenze a carattere orientale (Three-horned dragon king, dura ed aggressiva, sostenuta da un incessante tappeto percussivo ; Minnamotos dream, con fiammeggianti frasi chitarristiche), senza tralasciare lunghe, a tratti un po tediose,

scorribande strumentali imparentate con il jazz rock in voga allepoca (Barazinbar, in stile Traffic, Water curtain cave). Molto belle le delicate, poetiche, Yellow eyes e Bride of summer, che mostrano uno degli aspetti pi convincenti della loro musica. Dopo labbandono della Vertigo, i Jade Warrior passano alla Island pubblicando altri quattro LP e ancora nel 1984 si concedono il lusso di una reunion.

Pi che un vero e proprio complesso rock (per quello che il normale significato di questo termine) i Quintessence sono lespressione musicale di una piccola comunit della zona di Notting Hill Gate, infatuata di religione, misticismo e filosofie orientali. Creata nel 1969 dal flautista Raja Ram, con Shiva Shankar Jones (v.ts.pr.), Allan Mostert (ch.bs.), Maha Dave Codling (ch.), Shambu Baba (bs.ch.), Jake Milton (bt.pr.), la formazione trova la maniera dincidere tre buoni album per la Island (In blissfull company - 1969, Quintessence - 1970, e il maturo Dive deep - 1970). Quella dei Quintessence una musica dai toni contenuti, sognante e raffinata, tesa alla ricerca di viaggi nello spazio interiore senza bisogno di stupire con lutilizzo deffetti speciali, onesta e intima. I risultati sono particolarmente convincenti nelle lunghe Epitaph for tomorrow e Dance for the one, che portano il suono al massimo delle potenzialit del gruppo. La formazione originaria incide ancora un LP, Self (RCA-1971), quindi Jones e Codling abbandonano per dar vita ai Kala (un album nel 1973) ; ai Quintessence resta la forza di registrare lultimo Indweller (RCA-1972) prima di far perdere ogni traccia. Grande e piacevole la sorpresa di ritrovare, alla fine del 1980, Jack Milton dal vivo a Berlino, dietro i tamburi di unoscura band di new wave, i Blurt.

Il chitarrista Mick Hutchinson esordisce in occasione del 14th Hour Technicolour Dream, nellaprile 1967 ; nellambito di quella festa il musicista si esibisce con il percussionista Sam Gopal. Poco dopo Gopal costituisce una propria formazione, Sam Gopals Dream, che comprende i chitarristi Roger DElia e Lemmy Willis (poi negli Hawkwind e fondatore dei Motorhead) e il bassista Phil Duke. Il gruppo riesce a registrare (verso la fine del 68) lalbum Escalator, pubblicato dalletichetta Stable. Nel frattempo, Hutchinson finisce nei Vamp, un complesso che nel 68 registra solamente un 45 giri ; con lui sono Pete Sears (ex Fleurs De Lys), Viv Prince (primo batterista dei Pretty Things) e il polistrumentista Andy Clark. Lanno successivo nascono i Clark Hutchinson, che in due brevi sessioni di registrazione (maggio 69) realizzano per letichetta Deram Nova lalbum A=MH2, vero e proprio disco di culto imperniato su una musica dallapproccio originale, lontana dai classici parametri del rock. Hutchinson e Clark sovraincidono una moltitudine di strumenti allinterno di lunghe costruzioni iterative, interessanti anche se di fruizione piuttosto ostica (Improvisation on a modal scale, Impromptu in E minor, Textures in , Improvisation on a indian scale) ; unica eccezione alla regola il virtuoso assolo alla chitarra di Hutchinson in Acapulco gold, che mischia (in presa diretta) influenze classiche e flamenco.

CLARK HUTCHINSON

RETRIBUTION

(Nova - 1970)

Alla ricerca di un suono pi duro, diretto e tipicamente rock, Clark e Hutchinson decidono di allargare lorganico, introducendo una sezione ritmica, e progettano la realizzazione di un ambizioso album doppio. Alla fine Retribution esce accorciato ma ugualmente non manca di lanciare intorno, in modo efficace, i suoi strali infuocati. Lhard informale di Free to be stoned, introdotto e sviluppato dalla devastante chitarra di Hutchinson e con il supporto della selvaggia voce di Clark, mostra senza mezzi termini quanto sono lontani i tempi del primo LP. Le soluzioni jazzate di After hours, con il piano di Clark e il bellassolo di Hutchinson, mantengono alta la tensione ; ad ammorbidire i toni ci pensa In another way che sceglie la via della ballata elettrica, trasandata e carica di coinvolgente lirismo. Un po il senso di Best suit, che nella lunga esposizione finisce per col risultare piuttosto prolissa. Non casuale che la chiusura del disco sia affidata alla caotica e durissima Death, the lover, ennesima prova di forza di una proposta che abiura ogni compromesso commerciale. La breve avventura di Clark Hutchinson si chiude nel 1972, a poca distanza dalla pubblicazione dellultimo Gestalt (Deram-1971) dove il gruppo, ridotto a trio (non c pi Amazing), si disimpegna con discreti risultati in belle ed equilibrate creazioni quali la misurata Mans best friend (con la solita gran prestazione di Hutchinson), lacustica Love is the light, la melodica Boat in the morning mist, fino al ritorno del rock tirato di Poison. Hutchinson collabora con Graham Bond e Pete Brown allalbum Two heads are better than one ; Clark e Amazing nel 1975 costituiscono gli Upp, autori di due LP che vedono il coinvolgimento di Jeff Beck. Dopo qualche mese troviamo ancora Clark impegnato nei Be Bop Deluxe di Bill Nelson.

Tra le pi singolari del panorama alternativo, la proposta dei Comus prende forma nel tardo 1970 quando i sei membri di quella strana congrega si recano agli studi della Pye per registrare il loro primo 33 giri.

COMUS

FIRST UTTERANCE

(Dawn - 1971)

Lapproccio alla musica dei Comus impegnativo, limpatto risulta coinvolgente e non permette fredde considerazioni di comodo ; seguire le inconsuete linee del suono che varia repentinamente (con momenti melodici ed eterei sottoposti a forsennate, isteriche accelerazioni) significa calarsi senza condizioni nelle avventurose creazioni degli strumenti e delle voci. Non certo il primo gruppo ad associare orientamenti folk con influenze orientali e

classiche, ma Comus possiede unintima originalit di stile, un fervore espressivo proprio ai vari elementi sonori liberi di interagire senza vincoli formali. La proposta completamente acustica, con largo dispiego di chitarre (anche slide), violini, flauti, tribali percussioni a mano, con le voci imprevedibili ed inarrivabili di Wootton e della Watson. Gi liniziale Diana (pubblicata anche su singolo !) mette a dura prova con cadenze ondeggianti ed insinuanti, e ancora estreme sono The Herald, suddivisa in tre parti ricche di fascinose atmosfere per chitarra, violino ed oboe, e la stupenda Drip drip, con un folgorante esordio di chitarra slide, che sa di sole e terra bruciata, per poi acquisire ritmo in una stupefacente, continua evoluzione di modi e toni. La spiritata danza dallaspetto folk di Song to Comus, il rapido sviluppo della melodia di The bite sono notevoli conferme delle possibilit del gruppo. Linquietante violino della strumentale Bitten introduce alla conclusiva The prisoner che, a tratti, la canzone maggiormente vicina a soluzioni rock, senza compromettere lassetto stilistico complessivo del lavoro. I Comus hanno la possibilit di apparire a Radio One e di effettuare concerti, anche apprezzati ; linteresse per il gruppo da parte di critica e pubblico per modesto, sicuramente a causa di una difficile collocazione commerciale del disco. Wootton, la Watson e Hellaby tentano di mantenere in vita il complesso e resistono fino al 1974, quando pubblicano il secondo ed ultimo To keep from crying (Virgin), aiutati da diversi musicisti tra i quali Lindsay Cooper (Henry Cow) e Didier Malherbe (Gong). Un attimo dopo Comus non esiste pi.

- 39 ...c parecchia buona musica in questo disco ; ricorda Velvett Fogg, ne sentirai ancora parlare. Cos il noto D.J. e produttore John Peel concludeva la redazione delle note di copertina dellunico album inciso dai Velvett Fogg. Se si pu concordare pienamente sulla prima parte dellaffermazione, il riferimento ad un futuro ricco di soddisfazioni resta purtroppo lettera morta e a posteriori suona (per quanto in buona fede) come ingloriosa beffa.

VELVETT FOGG

VELVETT FOGG

(Pye - 1969)

Gruppo avvolto in una fitta nebbia di mistero, dei Velvett Fogg si conoscono la provenienza (Birmingham) e lelenco della scarna discografia che comprende, oltre allalbum, il 45 giri Telstar 69 / Owed to the dip, pubblicato nel gennaio del 1969. Certa, inoltre, la presenza del cantante e chitarrista Paul Eastment, animatore ed elemento di maggior spicco del complesso. Del resto, le amorevoli note di copertina scritte da John Peel non forniscono ulteriori chiarimenti e si sforzano di convincere della bont del materiale presentato. Tentativo nobile ma vano : Velvett Fogg rimane oggetto di culto, senza riuscire a suscitare il bench minimo interesse nel pubblico inglese, grazie anche ad un vero e proprio ostracismo da parte della critica musicale. Eppure, in quellunico LP c veramente tanta buona musica. Ad iniziare da Yellow cave woman, che presenta una rigida struttura seriale resa corposa dalle evoluzioni dellottima chitarra di Eastment e dallorgano, fluido ed essenziale, per continuare con la splendida ballata di Once among the trees (una delle pi belle di tutto lunderground inglese), che si svolge su unesile trama dorigine folk percorsa da efficaci linee dorgano e valorizzata dalla prestazione di un Eastment particolarmente ispirato. E ancora la notevole versione della Come away Melinda di Tim Rose (nettamente superiore a quella degli Uriah Heep, sul primo LP del 70) che, dopo unintroduzione curiosamente in stile Spencer Davis Group, sviluppa un suono moderno ed innovativo, allo stesso tempo decadente e poetico, ricco d'insoliti effetti elettronici. Potrebbe bastare, ma come dimenticarsi del brillante strumentale di Owed to the dip e della buona cover di New York mining disaster 1941 dei Bee Gees, entrambi con lorgano in primo piano ; n si possono trascurare le originali Wizard of gobsolod e Lady Caroline, le belle soluzioni ritmiche di Within the night e Plastic man.

E davvero incredibile che una formazione come Velvett Fogg, dotata didee originali e di buone doti strumentali, sia potuta passare inosservata (se non per i negativi commenti alla foto di copertina) e ancora oggi resti dimenticata nellambito di un recupero generalizzato di complessi e musicisti frequentemente di qualit inferiore. Paul Eastment lunico a proseguire, senza peraltro riuscire a guadagnare maggiore notoriet. Anche la sua successiva creatura, i Ghost, naufraga in seguito alla realizzazione di un singolo e di un long playing dal titolo emblematico, For one second.

La storia e le epiche gesta dei Misunderstood sono gi note. Nel 1969 Tony Hill, che di quella formazione chitarrista nel periodo di maggior fulgore creativo, si unisce al violinista Simon House, al bassista Peter Pavli e al batterista Roger Hadden per dar vita agli High Tide, uno dei migliori complessi del rock progressivo inglese. Gli High Tide esordiscono come gruppo d'accompagnamento in occasione delle registrazioni per lunico album pubblicato da Danny Gerrard (Sinister morning, Deram Nova-1970), un musicista emerso per un attimo dagli angoli bui della metropolitana londinese. Gerrard ricambia il favore curando la produzione del primo album del gruppo, Sea shanties, pubblicato dalla Liberty nel 1969 con una bellissima ed apocalittica copertina di Paul Whitehead. La proposta degli High Tide risulta da subito ricca di fascino e di soluzioni originali ; il suono pesante, gravido, implacabile delle chitarre di Hill (derivato in linea retta dalle nobili matrici Misunderstood di Children of the sun e I can take you to the sun) si fonde con il virtuosismo del violino di House, in un drammatico, impenetrabile incubo tridimensionale (sostenuto da una compatta sezione ritmica) che non ha eguali nella storia del rock inglese. Molti li confondono con gli adepti del cosiddetto dark sound, a quei tempi in forte fase despansione, ma la musica del gruppo non si presta a facili e furbi accomodamenti stilistici, allutilizzo di frasi fatte di sicuro effetto. Se Futilists lament un informe, incandescente magma hard che travolge ogni ostacolo, Pushed but not forgotten mette in opera delicati equilibri tra irruenza espressiva e dolci melodie bagnate di folk e classicismo, improbabile connubio tra Hendrix e King Crimson, e nel lirico finale fa le prove per il futuro capolavoro di The joke. Nel bel mezzo fungono da raccordo le vorticose spire dello stupendo strumentale Death warmed up, sorta di giga pirotecnica supportata da chitarre al limite dellhard pi focoso e creativo, che presenta clamorose assonanze con le strutture armoniche utilizzate qualche anno dopo dalla Mahavishnu Orchestra di Birds of fire. Meno sconvolgenti i brani del secondo lato che, in ogni caso, possiedono il pregio di confermare lelevata qualit media di Sea shanties (con una nota di merito per la conclusiva Nowhere).

HIGH TIDE

HIGH TIDE

(Liberty - 1970)

Purtroppo una musica simile non vende e quando esce il secondo High Tide critica e pubblico, occupati ad incensare ben altre prodezze, nemmeno saccorgono di quel capolavoro (solo

tardivamente e parzialmente recuperato), album incompreso che scivola rapidamente tra le rimanenze invendute dei negozi di dischi. Lopera si compone di tre sole, lunghe composizioni che riassumono con maturit e grande splendore creativo le caratteristiche dello stile del gruppo. Apre Blankman cries again, brano strutturato su una monolitica stratificazione per chitarre e violino dalla quale si sviluppa una corposa jam, con gli strumenti solisti che disegnano belle linee melodiche contorcendosi sotto l'azione dellimplacabile sezione ritmica. Lincedere epico, teso e drammatico di The joke lintuizione pi folgorante, con la chitarra di Hill capace di escursioni mozzafiato, prima che il violino liberi la tensione nella melodica frase conclusiva, in un rincorrersi dindimenticabili emozioni. Lintera seconda facciata del disco occupata da Saneonymous, brano dalla singolare struttura circolare composto da due parti sostanzialmente identiche che, per lapproccio strumentale, ricordano vagamente le acide improvvisazioni dei Grateful Dead. Gli High Tide confermano la rigorosa natura della musica, rinunciando a tentazioni commerciali e, di fatto, firmano la propria condanna alloblio ; la Liberty non concede ulteriori chance e per il gruppo, che ha gi iniziato le registrazioni del terzo LP, la fine. Alcune incisioni sono recuperate dallitaliana Cobra Records e costituiscono la base del 33 giri di Precious cargo (1989). Un paio di anni prima, sempre per la Cobra, Hill e House firmano il ritorno alla vecchia sigla con lalbum Interesting times, ben inferiore ai lavori originali ma sufficiente per colmare il vuoto lasciato ai loro pochi ed irriducibili estimatori. Dei quattro musicisti lunico ad affrontare una regolare carriera Simon House, che mette il violino a disposizione dellultima Third Ear Band, degli Hawkwind (quattro album tra il 74 e il 77), della band di David Bowie (per il tour mondiale del 78 dal quale tratto il doppio Stage). Hill d vita alla Ronnie Paisley Band (con il bassista Pavli), pubblicando un disco nel 1979.

Lorganista Vincent Crane il principale collaboratore di Arthur Brown, anche a livello compositivo, ai tempi del Crazy World (67-68) ; dopo la realizzazione dellunico album della formazione e il raggiungimento del gran successo con Fire, Crane decide di mettersi in proprio costituendo nel giugno del 1969 gli Atomic Rooster. Nellavventura sono coinvolti il giovane, promettente batterista del Crazy World, Carl Palmer, e il bassista Nick Graham, a stretta somiglianza con il classico triangolo in stile Nice. Lesordio discografico (Atomic Rooster, B&C-1970) appare sicuramente confortante ; la struttura dinamica della musica del gruppo si evidenzia sin dalle prime note di Friday the thirteenth, con le evoluzioni del fluido organo di Crane supportate da un robusto tappeto ritmico, nel quale spicca il preciso e potente contributo percussivo di Carl Palmer. Sulla stessa falsariga saccodano le buone And so to bed, S.L.Y. e Decline & fall, che contiene un assolo di Palmer. Tra gli spunti migliori vanno segnalati linteressante arrangiamento di Broken wings (un brano di John Mayall), con misurati interventi fiatistici, il focoso strumentale di Before tomorrow, le linee classiche di Banstead (dalla quale attingono a piene mani i celebri E.L.&P.) e la melodica Winter (con il flauto di Graham), che recupera unidea del Crazy World di Arthur Brown.

ATOMIC ROOSTER

DEATH WALKS BEHIND YOU

(B & C - 1970)

Nel 1970 il nucleo originario degli Atomic Rooster si dissolve a causa delle dimissioni di Palmer che, allinizio dellanno, si unisce a Keith Emerson e Greg Lake dando vita al supergruppo di E.L.&P. ; poco dopo la volta di Nick Graham, che lascia per entrare negli interessanti Skin Alley. Crane riorganizza il complesso assumendo il valido batterista Paul Hammond ed associando il chitarrista e cantante John DuCann, reduce dalle esperienze di Attak, Five Day Week Straw People e Andromeda. Lassenza di un vero bassista viene compensata dallo stesso Crane, che si fa carico di questa parte strumentale mediante luso di unappropriata tecnica allorgano Hammond. Linserimento di un chitarrista duro e spigoloso come Cann rende la musica degli Atomic Rooster ancora pi serrata e graffiante, con chiari accenti hard ; inoltre, latmosfera generale del lavoro risente di una forte componente oscura, che dona alle canzoni un aspetto gotico e a tratti denso dinquietudine. Le note spettrali del piano di Crane introducono la cupa Death walks behind you, che solo la prima di alcune eccellenti composizioni caratterizzate da evidenti tratti dark. Di elevato impatto sono le soluzioni chitarristiche delle grintose Streets (che passa con estrema disinvoltura da un hard rock variegato ad atmosfere di stampo classico) e Sleeping for years (forse il brano pi duro mai inciso dagli Atomic Rooster, con una notevole prestazione di Cann). Se I cant take no more appare indecisa sulla direzione da intraprendere, pur confermando la strada del rock pesante, in Nobody Else Crane si ricorda di essere in grado di firmare buone ballate dal tono decadente. Anche lottima Tomorrow night (discreto successo a 45 giri) strutturata su una nitida e piacevole cadenza rock, mentre le strumentali Vug e Gershatzer recuperano lo stile disinvolto e dinamico del primo album, con in aggiunta la solida chitarra di Cann. E il momento di maggiore notoriet e successo per gli Atomic Rooster, che nel 1971 ampliano lorganico con lingresso del bravo cantante Pete French, gi con Brunning Sunflower Blues Band, Black Cat Bones e Leaf Hound. Questa edizione del complesso incide il valido In hearing of (B&C-1971), che non presenta grosse novit ma pure comprende brillanti e tipiche composizioni come Breakthrough, Break the ice, Decision / Indecision, The price e vanta una discreta qualit media del restante materiale. Contemporanea la pubblicazione del singolo Devils answer (un po pi commerciale del solito), che bissa i buoni risultati di vendita del precedente Tomorrow night. Tutto sembra funzionare al meglio delle loro possibilit, ma allimprovviso gli Atomic Rooster si disintegrano : Cann e Hammond se ne vanno per formare gli Hard Stuff (con il bassista John Gustafson) e French raggiunge i Cactus di Tim Bogert e Carmine Appice.

Alla fine del 1971 Crane si ritrova da solo, costretto a ricostruire il complesso. Lo aiutano il chitarrista Steve Bolton, il batterista Rick Parnell (proveniente dagli Horse - un album nel 1970 - e curiosamente destinato a finire nei nostrani Ibis - 1974 - e Nova -1976), oltre al prestigioso cantante Chris Farlowe, reduce dai disciolti Colosseum. Un nuovo contratto stipulato con letichetta Dawn permette al gruppo dincidere i discreti Made in England (Dawn-1972) e Nicengreasy (Dawn-1973, con il chitarrista Johnny Mandala al posto di Bolton) che, nonostante le buone intenzioni, non vanno oltre una dignitosa routine insufficiente a rilanciare le quotazioni in netto ribasso. Il gruppo sbanda definitivamente, Crane perde la testa e scappa con lincasso dopo i primi due concerti di un tour italiano ; pi avanti tenta inutilmente di rinverdire i fasti dei tempi migliori con sporadiche e ben poco convincenti riunioni del complesso, pensa ad un nuovo organico che contempli il ritorno di Cann, ma lo ferma la morte, nel 1989.

I Black Widow nascono nel 1970 a Leicester, in un momento particolarmente propizio allo sviluppo di tematiche dark nellambito del rock inglese. Per via di una spiccata predisposizione al culto delloscuro, o forse solo a causa del nome scelto, il gruppo immediatamente (prima di essere ascoltato) collegato ai Black Sabbath, ma i connotati musicali sono evidentemente molto diversi. Con un organico a sei che prevede Jim Gannon (ch.), Zoot Taylor (ts.), Kip Trevor (v.), Clive Jones (sf.), Bob Bond (bs.) e Clive Box (bt.pr.), i Black Widow registrano il primo LP Sacrifice, pubblicato dalla CBS nel 1970. La proposta del gruppo appare un po troppo carica deffetto (lossessiva Come to the sabbat, piccolo successo a 45 giri), anche se non mancano attimi di sincera tensione, come lagghiacciante introduzione dorgano che inaugura il disco (In ancient days), e interessanti arrangiamenti (Conjuration, dal passo di Bolero, la melodica Seduction). Per il resto, la musica si presta ad un approccio rock semplice e diretto (Sacrifice), impreziosito dai fiati di Jones. Purtroppo le discrete intuizioni affiorate sullalbum desordio non vengono adeguatamente sviluppate nei lavori successivi. Black Widow (1971, con una rinnovata sezione ritmica - Jeff Griffith al basso e Romeo Challenger alla batteria) disco di minor interesse, che trova qualche spunto discreto nelle linee hard progressive di Tears and wine, di Wait until tomorrow e di altri occasionali episodi, ma il risultato complessivo appare modesto. Lultimo Black Widow III (1972) segna un ulteriore scadimento del livello qualitativo.

Autori di un unico album omonimo, edito dalla Vertigo allinizio del 1971, gli Still Life sono una misteriosa formazione, della quale le scarne note di presentazione al disco non consentono di venire a conoscenza dei nomi dei musicisti coinvolti. Limpostazione strumentale del complesso quella tipicamente post Nice, basata sulle tastiere che dominano un suono contrassegnato da una forte componente melodica e decadente, senza che manchino espliciti riferimenti ad atmosfere dark (sin dalla lugubre immagine della copertina). I risultati sono accettabili, a tratti discreti, in canzoni che sviluppano una buona tensione emotiva (People in black, October witches, Love song no. 6), in ogni caso superiori a quelli ottenuti da analoghe formazioni di scarsa popolarit come (ad esempio) i tremanti, ingenui, ma pure intriganti Raw Material di Time and illusion (dal primo LP omonimo del 1970), o come i modesti Dr. Z di Three parts to my soul (Vertigo-1971).

Di buon interesse la vicenda degli Skin Alley, complesso nato nel 1969 dallunione del chitarrista e fiatista Bob James con Krzysztof Juszkiewicz (ts.), Thomas Crimble (bs.ar.v.) e Alvin Pope (bt.). Il quartetto esordisce con un discreto album omonimo (CBS-1969) che mette in luce i vari aspetti rock, jazz e blues di uno stile non ancora perfettamente definito. Crimble lascia quasi subito e viene sostituito da Nick Graham (bs.v.fl.pn.), proveniente dal nucleo originale degli Atomic Rooster ; con il nuovo assetto gli Skin Alley registrano To pagham & beyond (1970), lavoro maturo e di elevata qualit, imperniato su un jazz rock vario e scorrevole. Linsuccesso totale, la CBS scarica il gruppo e il disco dopo pochi mesi gi fuori catalogo. Il complesso comunque non molla e, con il nuovo batterista Tony Knight, nel giugno del 71 prende parte al Glastonbury Fayre Festival, apparendo sul triplo album della Revelation con la modesta Sun music. Gli attimi di maggior creativit sono esauriti, anche se il sottovalutato Two quid deal (Transatlantic-1972) dimostra di possedere qualche spunto pregevole, e dispiace veder finire Skin Alley nel rocknroll facile e leggero di Skin tight.

Una breve parentesi per due complessi minori, impegnati nelleffimero tentativo di dar sostanza alle argomentazioni delle personali proposte jazz rock. I Catapilla si presentano alla fine del 1970 con un folto organico comprendente Jo Meek (v.), Graham Wilson (ch.), Malcolm Frith (bt.), Dave Taylor (bs.), Hugh Eaglestone (sax.), Robert Calvert (sax.), Thiery Rheinhart (sf.). Sotto la produzione di Patrick Meehan (manager dei Black Sabbath) il gruppo realizza il primo album omonimo, pubblicato dalla Vertigo nel tardo 1971 ; sul disco non appare la voce di Jo Meek, sostituita allultimo momento dalla sorella Anna. I Catapilla non convincono pienamente con un jazz rock poco stimolante, che si salva per i toni raffinati ed insoliti del suono. Con un organico largamente modificato (presenti i soli Meek, Wilson e Calvert) il gruppo incide un secondo LP, Changes (Vertigo-1972), subito prima di giungere allo scioglimento.

Indubbiamente pi orientato verso un suono tipicamente jazz rock (che mischia Keith Jarrett a materiale proprio), brillante dal punto di vista strumentale, ben congegnato sotto laspetto strutturale ma non eccessivamente originale, risulta lunico album inciso dai Ben (Ben, Vertigo-1971). Della proposta di Peter Davey (sf.), Alex Macleery (ts.), Gerry Reid (ch.), Len Surtees (bs.) e David Sheen (bt.pr.v.) piacciono in particolare le improvvise aperture melodiche, che possiedono il merito di rendere i brani un po pi vari e certamente gradevoli.

Originari di Manchester, i Gravy Train si formano nel marzo del 1969 attorno alla figura di Norman Barrett, chitarrista che agguanta un piccolo momento di notoriet quando chiamato da Screaming Lord Sutch a sostituire Jimmy Page, in occasione dellesibizione allHollywood Festival. Oltre a Barrett, nei Gravy Train sono coinvolti il fiatista J.D. Hughes, il bassista Les Williams e il batterista Barry Davenport.

Registrato quasi interamente in presa diretta, il primo Gravy Train (Vertigo - fine 1970) evidenzia lassenza di uno stile ben definito e lascia trasparire qualche ingenuit, ma allo stesso tempo convince per il suono assestato su un hard rock abbastanza vario, dominato dalla chitarra e dalla voce di Barrett e caratterizzato da un marcato utilizzo del flauto da parte di Hughes. Pi che discrete sono lelaborata The new one, le aspre cadenze rock blues di Coast road, le dure frasi chitarristiche di Think of life (Black Sabbath ?) e alcune parti della lunga jam strumentale di Earl of pocket nook.

GRAVY TRAIN

(A BALLAD OF) A PEACEFUL MAN

(Vertigo - 1971)

Il secondo album (A ballad of) a peaceful man rappresenta un notevole salto di qualit sotto laspetto creativo e in fatto di definizione ed eleganza dei suoni, sicuramente meno crudi e spigolosi rispetto al disco precedente. La sequenza iniziale di alto livello, con belle ed armoniose ballate quali Alone in Georgia, (A ballad of) a peaceful man (eccellente il lavoro alle chitarre e di gran fascino la melodia), Jules delight (con il flauto di Hughes in risalto), tutte condotte dalla sicura voce di Barrett e valorizzate da azzeccati arrangiamenti orchestrali. Messenger accosta la melodia di base ad unincandescente fuga solista della chitarra ; Can anybody hear me e Wont talk about it recuperano i ritmi decisi del primo LP, presentando una migliore cura del suono e una scrittura matura. Buone, anche se non troppo appariscenti, le restanti Old tin box e Home again. Lintrinseca bellezza del lavoro non basta ai Gravy Train per evitare la risoluzione del contratto discografico con la Vertigo ; le scarse vendite mettono a rischio lesistenza stessa del complesso, che trova asilo presso la Dawn. Second birth nel 1973 conferma il gruppo su livelli dignitosi, senza esaltare ma neppure deludendo, con un hard melodico di discreta fattura. Ancora un album nel 1974 (Staircase to the day, con la presenza di George Lynon - ch. - Pete Solley e Mary Zinovieff) e Gravy Train cessa desistere. Tracce successive di Barrett sono riscontrabili in complessi di scarsa fortuna come Mandalaband e Alwyn Wall Band.

I Titus Groan iniziano a far circolare il proprio nome in occasione dellHollywood Festival, tenuto nel maggio del 1970 nei pressi di Newcastle Under Lyme (in programma formazioni quali Airforce, Family e Grateful Dead, al loro debutto inglese). Nello stesso anno il gruppo, sotto contratto per la Dawn, esordisce con un maxi - singolo contenente tre brani, tra i quali spicca il dinamico e moderno R & B di Liverpool ; discrete anche la versione di Open the door, homer (una canzone di Bob Dylan dal bootleg Great white wonder) e la ballata di Woman of the world. Pochi giorni pi tardi la volta dellalbum Titus Groan, che sviluppa considerevolmente gli aspetti della musica del gruppo mediante lelaborazione di un rock solido e raffinato, nel quale il lavoro alla chitarra e alle tastiere di Stuart Cowell (ex Rockhouse Band e Sweet Pain) si combina abilmente con gli strumenti a fiato (sax, flauto, oboe) di Tony Priestland, il tutto sostenuto in modo adeguato dal basso di John Lee e dalla batteria di Jim Toomey. La lunga Hall of bright carvings la composizione pi ambiziosa ; articolata in quattro sezioni, offre ampio sfoggio di una brillante vena strumentale che dona unit alle varie influenze stilistiche

(rock, folk e in misura meno evidente blues e jazz), senza oltrepassare mai i confini di una godibile semplicit espositiva. Lalbum riceve recensioni confortanti e la Dawn cerca di risolvere il problema promozionale delle pubblicazioni del proprio recente catalogo con lorganizzazione, nel novembre del 70, di un singolare tour denominato A Penny Concert, al quale aderiscono piccole formazioni come Heron, Comus, Demon Fuzz e, ovviamente, Titus Groan, che sesibiscono per la favolosa somma di...un penny. Liniziativa termina nel gennaio del 1971 con un concerto per Radio One, senza riuscire ad affermare le potenzialit dei complessi partecipanti. Dopo lo scioglimento dei Titus Groan, Stuart Cowell suona con Paul Brett Sage e con Al Stewart, mentre Jim Toomey entra (verso la fine del decennio) nella Ronnie Paisley Band e nei Tourists.

Il nome dei Second Hand resta legato agli anfratti pi remoti dellunderground inglese e a quelloscuro lavoro (Death may be your Santa Claus) pubblicato nel 1972 dalla Mushroom, esemplare etichetta alternativa che fallisce dopo un breve periodo di autogestione. Rob Elliott (v.), Ken Elliott (ts.v.), George Hart (bs.vi.v.) e Kieran OConnor (bt.pr.v.) realizzano lalbum avvalendosi di ottime idee di base, condite con una buona dose di coraggio. Sfortunatamente, tanto impegno tradito da una produzione insufficiente che rende laspetto delle composizioni parzialmente indefinito e confuso. Questo non esclude la presenza di alcuni eccellenti brani, come il rhythm & blues orchestrato di Funeral e quello conciso e depravato di Somethin you got ; la notevole Lucifer and the egg rispolvera echi di Arthur Brown e spazza via con decisione tanti finti cultori di dark music, regalando brividi e sospensioni allucinate. Il secondo lato presenta soluzioni a tratti vagamente avvicinabili a sperimentazioni floydiane, contrapposte ad attimi di forte lirismo e ad ambientazioni romantico - sinfoniche tuttaltro che rassicuranti. E proprio la forte tensione che sincrocia in ogni angolo di Death may be your Santa Claus, linquietudine che permea lintero lavoro a rendere il suono intenso e meritevole dattenzione. Solo da parte di pochissimi, per, e ai Second Hand nessuno offre una nuova opportunit.

Alla fine del gioco


le ultime propaggini del pop progressivo

- 40 Dal 1972 l'azione progressiva del rock inglese inizia sensibilmente ad affievolirsi. Si assiste cos al consolidamento di una fase devidente stasi creativa, determinata dallinvoluzione stilistica propria alla maggior parte dei gruppi storici, senza che avvenga il necessario ricambio generazionale di qualit. In quegli anni poco esaltanti non tutto, per, da dimenticare. Tra i nuovi nati si mettono in luce gli interessanti Roxy Music, che gi nel novembre del 1970 muovono i primi passi sotto la guida del cantante Bryan Ferry, in precedenza scartato in un provino per i King Crimson. Con lui sono Roger Bunn (ch.), Dexter Lloyd (bt.), Graham Simpson (bs. - ex Gas Board, come lo stesso Ferry), Andy Mackay (sf. - formatosi su studi classici) e Brian Eno (sn.). Nel giugno del 71 la formazione subisce una temporanea mutazione dorganico con lingresso del batterista Paul Thompson (proveniente dagli Smokestack) e con la breve apparizione alla chitarra di David OList, uscito dai Nice, per poi stabilizzarsi allinizio del nuovo anno grazie allarrivo del chitarrista Phil Manzanera, titolare dei Quiet Sun che sin dal 1970 tentano inutilmente di ottenere un aggancio discografico con qualche etichetta.

ROXY MUSIC

ROXY MUSIC

(Island - 1972)

Nel marzo del 1972 i Roxy Music si recano in studio per registrare il primo LP omonimo, sotto la produzione dellex paroliere dei King Crimson, Pete Sinfield. Lattacco aggressivo di Re-make/Re-model stordisce, nellillustrazione dettagliata della proposta musicale del gruppo che contempla dure strutture iterative (con la chitarra quasi hard, lanciata in un assolo perenne), il sax insolente di Mackay, una sezione ritmica incessante e metronomica, i sintetizzatori del non musicista Eno che deformano le nitide linee strumentali, la voce di Ferry sicura e sfrontata, lontana dai tipici connotati dei grandi urlatori rock, in anticipo di dieci anni (o quasi) sulle modalit del cantante new wave. La ballata di Ladytron presenta trovate originali, belle soluzioni timbriche e una chitarra che echeggia Hendrix ; If there is something fa ancora meglio con una cadenza spensierata che allimprovviso diventa tesa e

decadente, nobilitata da una notevole prestazione di Ferry. Tra i brani pi ricercati ed elaborati convincono linteressante 2 H.B. dove il piano di Ferry pare allacciarsi allesperienza di Terry Riley, fondendosi ai sassofoni di Mackay in una soffusa girandola strumentale, il viaggio allucinante di The Bob, introdotto dallirreale atmosfera dei sintetizzatori di Eno e spezzato in continuazione da impulsi hard, inquietanti rumori di battaglie elettroniche, sax, oboe, rocknroll, aperture e citazioni classiche, e ancora lestatica Chance meeting, condotta dal piano e solcata dalla chitarra trattata di Manzanera. Il lineare sviluppo delle piacevoli Would you believe ? e Bitters end (in odor di fifties) intervallato dallottima Sea breezes, che si divide tra atmosfere cameristiche (con loboe di Mackay che sorge da recondite profondit marine) e unatipica parte centrale con gli strumenti (in particolare la chitarra) sfigurati dagli interventi di Eno. Brano trainante sotto laspetto commerciale la bella Virginia plain, uno spedito e suadente rocknroll trascritto nella particolare ottica futurista del gruppo ; pubblicata a 45 giri la canzone raggiunge la parte alta delle classifiche, trascinando lalbum ad un buon successo. I Roxy Music simpongono allattenzione generale anche dal vivo, suonando in tour con David Bowie e Alice Cooper e sfoggiando unimmagine ambigua, aggressiva ed originale che accompagna una proposta musicale di alto livello. Simpson esce di scena e per il secondo album For your pleasure, inciso nel febbraio del 73, le parti di basso sono affidate a John Porter, considerato solo come ospite. For your pleasure, che si presenta con lavvenente Amanda Lear in copertina e allinterno propone i cinque Roxy Music in un improbabile look (si noti Brian Eno, della serie...come si cambia...), non possiede la portata innovativa del disco desordio, lo stile ricalca sostanzialmente quello del primo album, gli ingredienti di base sono gli stessi. Il lavoro vanta per una coesione ammirevole, lelaborata combinazione strutturale della musica del gruppo appare intensa e solida, al massimo delle possibilit espressive dei musicisti. C spazio per belle e tipiche ballate melodiche, con grande attenzione per il timbro e le sfumature (Beauty queen, For your pleasure e la sua fantastica coda finale, degna delle migliori intuizioni di una Laurie Anderson), per lo stupendo rocknroll evoluto di Grey lagoons, per le supersoniche danze di Do the strand e di Editions of you. Loboe di Mackay guida la melodia della raffinata Strictly confidential, che alterna un clima rarefatto a ficcanti frasi chitarristiche; la chitarra ubriaca di phasing dellottima In every dream home a heartache non costituisce proprio una novit (Hendrix, su Bold as love, gioca in netto anticipo), ma scatena lo stesso un belleffetto. Literazione insistita della lunga The bogus man conquista vertici assoluti nellambito di un disco dai toni moderni, che precorre i modi a venire delle nuove ondate del rock. Nellestate del 73 Ferry, preoccupato di mantenere salda la leadership allinterno del complesso, costringe Eno ad abbandonare la formazione. Il posto del non musicista, che inizia uninfinita carriera solistica, rilevato dal violinista / tastierista Eddie Jobson (dai Curved Air) e per il vacante ruolo di bassista la scelta ricade su John Gustafson (ex Quatermass e Hard Stuff). Cos i Roxy Music nel settembre 1973 registrano Stranded (Island) che, pur essendo un buon disco, non ripete i notevoli risultati dei precedenti lavori. La musica ora legata agli elementi pi diretti e decadenti (Amazona, Just like you, la bella A song for Europe), con Street life prosegue la tradizione dei gradevoli scioglilingua di Ferry, ma si tratta quasi sempre degli aspetti esteriori di uno stile consolidato e svuotato dei contenuti sperimentali.

Gli album successivi si muovono spediti in questa direzione, con un livello qualitativo decrescente. Country life (Island-1974) e Siren (Island-1975) sono gli ultimi fuocherelli, poi i Roxy Music tornano di tanto in tanto in sala dincisione, compatibilmente con le esigenze delle carriere solistiche di Ferry e Manzanera. Il chitarrista, in particolare, nel 1974 rifonda i Quiet Sun che pubblicano un album dove appare Brian Eno, nel 75 inizia ad incidere come solista (Diamond head, Island) e lanno successivo costituisce gli 801, con laiuto di personaggi importanti quali Eno, Bill MacCormick (Quiet Sun e Matching Mole), Francis Monkman (Curved Air). Il gruppo dura pochissimo e nellultimo dei suoi tre concerti registra il valido 801 live (Island-1976).

Brian Peter George St. John Le Baptiste De La Salle Eno consuma i primi approcci con la scena musicale allinterno di due formazioni, i Merchant Taylors Simultaneous Cabinet (orientati verso proposte davanguardia) e i Maxwell Demon (pi tipicamente rock). Alla fine del 1970 tra i membri fondatori dei Roxy Music dove, pi che il ruolo di tastierista e musicista in genere, ricopre la figura di alchimista e guastatore del suono. Proprio nei Roxy Music, Eno inizia ad esplicitare la teoria del non musicista, di colui che non crea in prima persona il suono in modo virtuosistico ma piuttosto interviene sul lavoro degli altri musicisti, stravolgendone la forma e spesso il significato tramite lutilizzo di artifizi elettronici. Il gioco dura per i primi due eccellenti 33 giri del complesso, fino allestate del 73 quando Eno lascia i compagni, in contrasto con la linea musicale pi morbida e romantica di Brian Ferry.

ENO

HERE COME THE WARM JETS

(Island - 1973)

Sempre nel 1973 Eno collabora con Robert Fripp alla stesura di No pussyfooting, un disco per chitarra trattata elettronicamente, e in novembre (aiutato da un imponente stuolo dillustri musicisti) registra il primo album come solista, Here come the warm jets. Il lavoro basato su canzoni piuttosto orecchiabili, di concezione (in apparenza) semplice, sulle quali Eno inserisce le parti vocali ed effettua un profondo trattamento del suono, con lausilio di ogni possibile alchimia elettronica. Ne consegue una musica futuribile, moderna e ricca di originalit, capace di coinvolgere per le belle melodie e per laccesa struttura ritmica, che servir da esempio ai paladini della new wave intelligente (Talking Heads, Devo). Tra i brani (tutti delevata qualit) spiccano leccezionale Babys on fire, lanciata in orbita da una memorabile prestazione alle chitarre di Robert Fripp, la cadenza decadente dellagghiacciante Driving me backwards, la compatta massa chitarristica (Manzanera e Spedding) e la ritmica serrata della bella Needles in the camels eye, il rock stravolto di Blank Frank (un geniale mix tra Bo Diddley e i King Crimson della seconda generazione), con un altro importante intervento di Fripp. Contemporanea la fondazione della Portsmouth Sinfonia, formazione pseudo sinfonica dedita al rifacimento, non proprio ortodosso, di celebri composizioni classiche. Il primo giugno 1974 Eno appare tra i principali animatori del concerto al Rainbow con Kevin Ayers, John Cale e Nico. In settembre vengono effettuate le registrazioni per il secondo LP Taking tiger mountain (by strategy) (Island-1974), ottimo disco che in sostanza ricalca le posizioni

acquisite dal precedente lavoro (da segnalare la notevole Third uncle) e che vanta la partecipazione, tra gli altri, di Robert Wyatt e di Phil Collins. Del 1976 la breve collaborazione dal vivo con gli 801 di Phil Manzanera ; dalla met dei Settanta e fino ai giorni nostri la produzione discografica di Brian Eno prosegue incessante in svariate direzioni musicali, passando da una marcata impronta pop rock (gli ottimi Another green world, Island-1975 e Before and after science, Island-1977, oltre alla pregevole partecipazione a Low e Heroes di David Bowie) alla musica elettronica e a quella ambientale. Divenuto oramai a tutti gli effetti un musicista, sia pure un po particolare, teorizza la musica per non musicisti e le strategie oblique in due libri, organizza unetichetta dedita a progetti davanguardia (la Obscure) e simpone come produttore dalle ampie vedute (e fortune) con complessi quali Talking Heads, Devo, Ultravox e i planetari U2.

La prima met degli anni Settanta porta buoni risultati artistici anche al gallese John Cale, membro fondatore dei leggendari Velvet Underground. Cale si forma a Londra su studi classici e ben presto inizia ad interessarsi alla musica elettronica e davanguardia ; il compositore americano Aaron Copland a metterlo in contatto con il musicista davanguardia La Monte Young, con il quale nel 1963 crea il nucleo dei Dream Syndicate, che realizza un album. Stabilitosi negli Stati Uniti, nel 64 conosce Lou Reed e con lui d vita ai Velvet Underground, risultando decisivo (con lapporto di tastiere e viola) nella messa a punto delloriginale proposta musicale del gruppo contenuta nei primi due LP. Lasciati i Velvet verso la fine del 68, Cale si dedica alla produzione (dischi di Earth Opera e Stooges), collabora alle prime incisioni soliste di Nico e con Terry Riley, con il quale incide il controverso Church of Anthrax. Al 1970 risale la pubblicazione del suo esordio a 33 giri come solista, il non eccelso Vintage violence, seguito a distanza di due anni dal pi convincente The academy in peril (Reprise), lavoro denso di forti e diretti riferimenti alla cultura classica. I risultati migliori del periodo sono colti nel 1973 con la realizzazione di Paris 1919 che, sia pur inciso a Los Angeles, disco dagli espliciti umori europei, composto da gradevoli canzoni permeate da un afflato decadente ed intimista. Il suono tranquillo, con arrangiamenti complessi, curati e di grand'equilibrio, dai quali traspare (anche se con connotati ben diversi rispetto allalbum precedente) la formazione classica di Cale (Childs Christmas in Wales). Bellissima appare The endless plain of fortune, una soffice aria decadente sfiorata da sfumature orchestrali da brivido, che nascondono lessenza intima della canzone in unatmosfera nebbiosa e quasi irreale. Di rilievo anche la cameristica Paris 1919, la sognante Half past France e loriginale rocknroll di Macbeth. Dopo la partecipazione al famoso concerto del Rainbow, Cale pubblica altri due buoni LP, Fear (Island-1974) e Slow dazzle (Island-1975), nei quali aiutato da musicisti di vaglia come Phil Manzanera, Chris Spedding e Brian Eno, e la produzione discografica continua sino ad oggi con risultati altalenanti e sintassi musicali di varia natura ed ispirazione. Tra gli interventi esterni da rimarcare la produzione del primo album di Patti Smith, Horses.

- 41 La seconda generazione dei King Crimson si evolve nellarco di un paio danni, a partire dal 1973, quando Robert Fripp rifonda per lennesima volta il complesso con lapporto del violinista David Cross, del bassista John Wetton (ex Family), del percussionista Jamie Muir (proveniente dagli Assagai, un album omonimo allattivo) e del batterista Bill Bruford (che preferisce Fripp ai facili guadagni con gli Yes).

KING CRIMSON

LARKS TONGUES IN ASPIC

(Island - 1973)

Registrato allinizio del 1973, Larks tongues in aspic , senza mezzi termini, uno dei grandi capolavori della musica progressiva inglese. Le percussioni policrome di Muir introducono la prima parte di Larks tongues in aspic, che si apre con il serrato fraseggio del violino sorvolato dalla tesa chitarra di Fripp ; reminiscenze classiche ed impronte davanguardia travolte da unintermittente esplosione hard, che evolve in una spigolosa, moderna cadenza jazz rock in continua mutazione genetica. Una musica che deriva forze e virt dalla sua stessa essenza, capace di calarsi nelle impervie voragini del ritmo e daprirsi in melodiche frasi di sconcertante consistenza emotiva. Se le eccellenti Book of Saturday e Exiles riportano a dolci e romantiche atmosfere gi conosciute ed apprezzate nei primi momenti del complesso, il fraseggio spezzato di Easy money e la dinamica progressione di The talking drum sinventano inedite prospettive di sviluppo e mostrano il compiuto aspetto strumentale dei nuovi King Crimson. La conclusiva seconda parte di Larks tongues in aspic, annunciata dal selvaggio stridere degli strumenti, trova il modo di accarezzare la materia per poi sbranarla e vivisezionarla senza ritegno, in una danza che stordisce e lascia senza fiato. Jamie Muir esce dal gruppo e sparisce senza lasciare tracce (c chi lo crede in Tibet, in un monastero buddista), ma nonostante la dipartita del percussionista, e al contrario del solito, i King Crimson dimostrano di poter contare su un organico stabile. I restanti quattro musicisti tornano in studio, nel gennaio del 74, per registrare le composizioni che vanno a sommarsi sullottimo Starless and Bible Black. Le folate dellossessiva e (volutamente) frammentaria The great deceiver (quasi una suite in miniatura) mostrano il gruppo in piena forma, sicuro e compatto anche nelle parti esecutive pi intricate. Il sintomo confermato dalla nervosa Lament (che a tratti pare rivolgersi su se stessa), dallaggraziata e commovente The night watch (con un grande Fripp alla chitarra), dal pacato classicismo di Trio. Sul secondo lato trovano posto le pregevoli Starless and Bible Black (di non semplice fruizione) e Fracture (che in parte anticipa le soluzioni tese e violente del successivo LP Red).

Allinizio del 74, poco dopo lincisione di Starless and Bible Black, lascia anche David Cross ma i King Crimson resistono e, ridotti a trio, nellestate dello stesso anno realizzano un altro notevole album. In realt, alla lavorazione di Red partecipano alcuni ospiti esterni, tra i quali spiccano i nomi delle vecchie conoscenze Mel Collins e Ian McDonald (ai sax soprano e alto) e dello stesso David Cross al violino. La musica dei King Crimson giunta ad un nuovo capolinea, splendida nellesasperante potenza di un suono distorto e sovraccarico denergia. Red, con le sue masse chitarristiche contrapposte, una perfetta introduzione al disco e la successiva Fallen angel unisce la bella melodia (guidata dalloboe di Robin Miller) alle energiche spirali senza fine di One more red nightmare. Providence, con il violino di Cross, si lancia in una difficile improvvisazione ai limiti del rumore ; la stupenda Starless rappresenta la fine di un ciclo, significa ritrovare il romantico sinfonismo della Corte del Re Cremisi, sotto una veste riveduta ed aggiornata. I King Crimson cessano desistere nellottobre del 1974 (al tempo della pubblicazione di Red) ; non si tratta per di una decisione definitiva perch Fripp, allinizio degli anni Ottanta, recupera la vecchia sigla per pubblicare, a pi riprese, una serie di dischi di buon pregio. Nel frattempo il chitarrista produce diversi lavori come solista, ad iniziare da Exposure (EG1979), e collabora frequentemente con musicisti quali David Bowie, Peter Gabriel e Brian Eno. Per quanto riguarda gli altri due membri ufficiali dellultimo organico dei King Crimson, Wetton suona con Uriah Heep, Roxy Music, Bryan Ferry e, nel 1978, ritrova Bruford nel supergruppo degli U.K. (con Eddie Jobson e Allan Holdsworth). Da parte sua Bruford, prima di finire negli U.K., collabora con Roy Harper, Pavlovs Dog, Gong, National Health, Genesis, e nel 1980 figura tra i partecipanti alla nuova edizione del gruppo di Fripp.

Mi piace ricordarli cos, seduti attorno ad uno spoglio tavolo di una festa dellultra sinistra, a mangiare pane e poco altro, accanto alle persone che poco pi tardi avrebbero costituito il loro sparuto pubblico. Voglio terminare con gli Henry Cow, fiera unione di uomini e donne a sostegno di un approccio alla vita della musica completamente estraneo allequazione concerti : successo = dischi : soldi, una scelta che comporta necessariamente la povert.

HENRY COW

THE HENRY COW LEGEND

(Virgin - 1973)

I polistrumentisti Fred Frith e Tim Hodgkinson progettano Henry Cow gi alla fine del 1968 e il gruppo assume unidentit precisa nel 1971 quando, a seguito di vari cambiamenti dorganico, si associano il fiatista Geoff Leigh, il bassista John Greaves e il batterista Chris Cutler. Gli Henry Cow iniziano a farsi conoscere suonando gratis o a prezzo politico un po ovunque, abbracciando la causa di una musica e di unideologia radicali. Della primavera del 73 sono le registrazioni dellalbum desordio The Henry Cow Legend, disco di gran bellezza che materializza loriginale formula stilistica del complesso, in

equilibrio tra rock e rumore, free jazz e avanguardia, umori classici e bandismo zappiano. Concepito come una complessa suite a carattere prevalentemente strumentale, Legend propone un suono leggero ed inafferrabile nel continuo mutare di toni e sfumature, ora contorto ed intricato, subito dopo lirico e disteso. I musicisti dimostrano notevoli capacit tecniche e una ancor maggiore personalit esecutiva, rendendo la musica raffinata ed immediatamente riconoscibile. Il disco piace alla critica musicale ma il seguito di pubblico non pu che essere modesto, visto il carattere impegnativo della proposta. Dal vivo il complesso esibisce un atteggiamento provocatorio ed estremo sotto laspetto prettamente musicale, elaborando composizioni che spesso sfociano in improvvisazioni totali, ai confini con il rumore e il caos. Una buona dimostrazione offerta dai brani incisi nellottobre del 1973 in occasione del concerto alla Dingwalls Dance Hall, compresi nel doppio LP della Greasy Truckers al fianco di Camel, Global Village e Gong. Lindsay Cooper (fagotto e oboe) subentra a Geoff Leigh e allinizio del 1974 gli Henry Cow registrano Unrest, disco che presenta parti piuttosto ostiche rispetto alle raffinate atmosfere di Legend. Tra le composizioni di pi facile fruibilit vanno segnalate le ottime Bittern storm over Ulm e Half asleep ;half awake, che sfodera un personalissimo jazz rock. Di maggior impegno, ma imprescindibile, il confronto con le impietose scansioni ritmiche della stupenda Ruins (ricettacolo delle influenze e delle esperienze di Henry Cow), con il feroce free jazz di Upon entering the Hotel Adlon, con le desolate distese armoniche di Deluge, mentre Linguaphonie rischia lincomunicabilit. Del 75 la collaborazione con gli Slapp Happy (Anthony Moore - ts. - Peter Blegvad - ch. Dagmar Krause - v.) : assieme i due organici realizzano Desperate straight (Virgin-1975) e In praise of learning (Virgin-1975), discreti ma non essenziali. Gli Henry Cow svolgono costantemente unintensa attivit live e sempre nel 1975 effettuano alcune esibizioni con la formazione allargata a Dagmar e con la presenza di Robert Wyatt. Su tre lati del doppio Concerts trovano spazio le registrazioni ricavate da concerti tenuti tra maggio e novembre, con particolare interesse per le belle versioni di Little red riding Hood hits the road (con Wyatt) e di Ruins (registrata a Udine). La prima facciata del disco occupata da uno stupefacente medley che illustra adeguatamente gli eccellenti risultati e lequilibrio formale raggiunti dalla formazione (tra le altre Beautiful as the moon, Nirvana for mice e una struggente versione di Gloria Gloom dei Matching Mole, il tutto messo su nastro in agosto per la BBC). Prima di disperdere le forze in mille direzioni (carriere soliste, Art Bears, Aqsak Maboul, Work...) Henry Cow resiste fino al 1978, in tempo per la pubblicazione dellultimo, e ancora rilevante, Western culture (Broadcast), registrato senza lapporto di John Greaves (impegnato con i National Health), che chiude degnamente la storia di questo mai sufficientemente considerato gruppo. Il futuro degli Henry Cow molto semplice. Abbiamo questo concerto stasera, poi ne avremo due consecutivamente nei prossimi giorni, quindi andremo in studio per registrare un nuovo disco e poi ci scioglieremo. Tim Hodgkinson (23.7.78)

Sommario...per una discografia progressiva

A NEW DAY RISING...dal beat alla musica progressiva -1Beatles - Revolver (Parlophone-1966)

-2Rolling Stones - Aftermath (Decca-1966) Rolling Stones - Big hits (high tide and green grass) (Decca-1966) ant. 63 - 66 Animals - House of the rising sun (Emi-1970) ant. 64 - 65 Them - The collection / featuring Van Morrison (2 LP Castle Comm.-1986) ant. 64 - 66 Yardbirds - On air (2 LP Band of Joy-1991) reg. BBC 65 - 68 John Mayall and the Bluesbreakers - A hard road (Decca-1967) Graham Bond Organization - The sound of 65 (Columbia-1965) Spencer Davis Group - The best of ... featuring Stevie Winwood (Island-1967) ant. 65 - 67

-3Kinks - Golden hour of the Kinks (Pye-1977) ant. 64 - 69 Who - My generation (Brunswick-1965) Pretty Things - The vintage years (2 LP Sire-1976) ant. 64 - 66 Small Faces - The autumn stone (2 LP Immediate-1969) ant. 66 - 68 in parte dal vivo

-4Creation - How does it feel to feel (CD Edsel-1990) ant. 66 - 68 Misunderstood - Before the dream faded (Cherry Red-1982) ant. 66

THE TURNING POINT...diario fantastico dellesperienza interstellare di Pepper il sergente -5Jimi Hendrix Experience - Are you experienced ? (Track-1967) Jimi Hendrix Experience - Jimi plays Monterey (Polydor-1986) dal vivo 18.6.67 Jimi Hendrix Experience - Smash hits (Track-1968) ant. 66 - 67 Jimi Hendrix Experience - Axis : bold as love (Track-1967) Jimi Hendrix Experience - Radio one (2 LP Rykodisc-1988) reg. BBC 67

-6Beatles - Sgt. Peppers lonely hearts club band (Parlophone-1967) Beatles - Magical mystery tour (Capitol-1967) ant. 67 Beatles - The Beatles (2 LP Apple-1968) Beatles - Past masters, vol. one & two (2LP Parlophone - 1988) ant. '62 - '70

-7Pink Floyd - The piper at the gates of dawn (Columbia-1967) Pink Floyd - Masters of rock (Harvest-1974) ant. 67 Pink Floyd - A saucerful of secrets (Columbia-1968)

-8Traffic - Mr. Fantasy (Island-1967) Traffic - Traffic (Island-1968)

IL FUOCO E LACQUA...un ricordo di British blues -9Cream - Fresh Cream (Reaction-1966) Cream - Disraeli gears (Reaction-1967) Cream - Wheels of fire (2 LP Polydor-1968) in parte dal vivo Blind Faith - Blind Faith (Polydor-1969)

- 10 Jimi Hendrix Experience - Electric ladyland (2 LP Track-1968) Jimi Hendrix Experience - Live at Winterland (2 LP Polydor-1987) dal vivo ottobre 1968

- 11 John Mayalls Bluesbreakers - Bare wires (Decca-1968) John Mayall - Blues from Laurel Canyon (Decca-1969) Fleetwood Mac - Then play on (Reprise-1969) Chicken Shack - 40 blue fingers freshly packed & ready to serve (Blue Horizon-1968) Peter Green - The end of the game (Reprise-1970) Aynsley Dunbar Retaliation - To mum, from Ainsley and the boys (Liberty-1969) Keef Hartley Band - Halfbreed (Deram-1969) Mark Almond - Mark Almond (Harvest-1971)

- 12 Jeff Beck - Truth (Columbia-1968) Jeff Beck Group - Beck Ola (Columbia-1969) Free - Tons of sobs (Island-1968) Free - Free (Island-1969) Free - Fire and water (Island-1970) Led Zeppelin - Led Zeppelin (Atlantic-1969)

- 13 Ten Years After - Ten Years After (Deram-1967) Ten Years After - Undead (Deram-1968) dal vivo Ten Years After - Stonedhenge (Deram-1969) Ten Years After - Ssssh. (Deram-1969) Groundhogs - Blues obituary (Liberty-1969) Groundhogs - Thank Christ for the bomb (Liberty-1970) Groundhogs - Split (Liberty-1971) Patto - Patto (Vertigo-1970)

Patto - Hold your fire (Vertigo-1971) Taste - Pop history vol. 7 (2 LP Polydor-1972) ant. 69 - 70 in parte dal vivo Savoy Brown - Blue matter (Decca-1969) in parte dal vivo Joe Cocker - With a little help from my friends (Regal Zonophone-1969) AA.VV. - Woodstock (3 LP Cotillon-1970) dal vivo

- 14 Blodwyn Pig - Ahead rings out (Island-1969) Steamhammer - Steamhammer (Reflection-1969) Steamhammer - MK II (Reflection-1969) Steamhammer - Mountains (Brain-1970) in parte dal vivo Bakerloo - Bakerloo (Harvest-1969) Black Cat Bones - Barbed wire sandwich (Nova-1969) Killing Floor - Killing Floor (Spark-1970) Juicy Lucy - Lie back and enjoy it (Vertigo-1970) N.S.U. - Turn on, or turn me down (Stable-1969) May Blitz - May Blitz (Vertigo-1970) May Blitz - The 2nd of May (Vertigo-1971) Sharks - First water (Island-1973) Back Door - Back Door (Blakey-1972)

A ROCKNROLL DAMNATION...ovvero il diavolo, probabilmente - 15 Rolling Stones - Their satanic majesties request (Decca-1967) Rolling Stones - Beggars banquet (Decca-1968) Rolling Stones - Through the past darkly (Decca-1969) ant. 66 - 69 Eric Burdon & the Animals - Winds of change (Mgm-1967) Eric Burdon & the Animals - The twain shall meet (Mgm-1968) Eric Burdon & the Animals - Every one of us (Mgm-1968)

Eric Burdon & the Animals - Love is (2 LP Mgm-1968) Eric Burdon Band - Sun secrets (Capitol-1974)

- 16 Small Faces - Ogdens nut gone flake (Immediate-1968) Pretty Things - S.F. Sorrow (Columbia-1968) Pretty Things - Parachute (Harvest-1970) Kinks - Arthur or the decline and fall of the British empire (Pye-1969) Kinks - Lola versus the powerman and the moneygoround (Pye-1970) Who - The Who sell out (Track-1967) Who - Tommy (2 LP Track-1969) Who - Live at Leeds (Track-1970) dal vivo Who - Whos next (Track-1971) Who - Quadrophenia (2 LP Track-1973) Fire - The magic shoemaker (Pye-1970)

- 17 Terry Reid - Bang, bang youre Terry Reid (Epic-1968) Spooky Tooth - Spooky two (Island-1969) Thunderclap Newman - Hollywood dream (Track-1969) David Bowie - The man who sold the world (Mercury-1970) Mott the Hoople - Mott the Hoople (Island-1969)

PIU DURO DI TUO MARITO...i miti e le illusioni dellhard rock inglese - 18 Led Zeppelin - Led Zeppelin II (Atlantic-1969) Led Zeppelin - Led Zeppelin III (Atlantic-1970) Led Zeppelin - Led Zeppelin IV (Atlantic-1971) Led Zeppelin - Physical graffiti (2 LP Swan Song-1975) Deep Purple - In rock (Harvest-1970)

Deep Purple - Made in Japan (2 LP Purple-1972) dal vivo Black Sabbath - Black Sabbath (Vertigo-1970) Black Sabbath - Paranoid (Vertigo-1970) Black Sabbath - Vol. IV (Vertigo-1972) Gods - Genesis (Columbia-1968) Toe Fat - Toe Fat (Parlophone-1970) Uriah Heep - Live (2 LP Bronze-1973) dal vivo Humble Pie - Greatest hits (Immediate-1978) ant. 69 Wishbone Ash - Pilgrimage (Mca-1971) un brano dal vivo Wishbone Ash - Argus (Mca-1972) Wishbone Ash - Live dates (2 LP Mca-1973) dal vivo

- 19 Clear Blue Sky - Clear Blue Sky (Vertigo-1970) Leaf Hound - Growers of mushroom (Decca-1971) Warhorse - Warhorse (Vertigo-1970) Third World War - Third World War (Fly-1971)

SEASONS THEY CHANGE...le contaminazioni del folk inglese - 20 Fairport Convention - Unhalfbricking (Island-1969) Fairport Convention - Liege & lief (Island-1969) Fairport Convention - Full house (Island-1970) Pentangle - Sweet child (2 LP Transatlantic-1968) in parte dal vivo Pentangle - Cruel sister (Transatlantic-1970) Incredible String Band - The hangmans beautiful daughter (Elektra-1968) Incredible String Band - Seasons they change (2 LP Island-1976) ant. 66 - 74

- 21 Strawbs - From the witchwood (A & M-1971)

Strawbs - Grave new world (A & M-1972) Fotheringay - Fotheringay (Island-1970) Sandy Denny - The north star grassman and the ravens (Island-1971) Steeleye Span - Ten man mop or Mr. Reservoir Butler rides again (Pegasus-1971) Steeleye Span - Below the salt (Chrysalis-1972) Horslips - Happy to meet sorry to part (Oats-1973)

- 22 Forest - Forest (Harvest-1969) Forest - Full circle (Harvest-1970) Trees - The garden of Jane Delawney (Cbs-1970) Trees - On the shore (Cbs-1970) Dr. Strangely Strange - Heavy petting (Vertigo-1970) Dando Shaft - Dando Shaft (Neon-1971) Mellow Candle - Swaddling songs (Deram-1972) Gryphon - Gryphon (Transatlantic-1973) Gryphon - Red queen to Gryphon three (Transatlantic-1974)

LE SETTIMANE ASTRALI E I GIORNI DELLA LUNA ROSA - 23 Van Morrison - Astral weeks (Warner Bros.-1968) Van Morrison - Moondance (Warner Bros.-1970) Donovan - Sunshine superman (Pye-1967) Donovan - A gift from a flower to a garden (2 LP Pye-1968) Donovan - Donovan in concert (Pye-1968) dal vivo Cat Stevens - Mona bone jakon (Island-1970)

- 24 Syd Barrett - The madcap laughs (Harvest-1970) Syd Barrett - Barrett (Harvest-1970)

- 25 Jack Bruce - Harmony row (Polydor-1971) Jack Bruce - Out of the storm (Polydor-1974) Roy Harper - Stormcock (Harvest-1971) Roy Harper - Lifemask (Harvest-1973) Michael Chapman - Lived here (Cube-1977) ant. 68 - 71 Shawn Phillips - Second contribution (A & M-1971) Kevin Coyne - Marjory razor blade (2 LP Virgin-1973)

- 26 John Martyn - Solid air (Island-1973) John Martyn - Inside out (Island-1973) Nick Drake - Five leaves left (Island-1969) Nick Drake - Bryter layter (Island-1970) Nick Drake - Pink moon (Island-1972)

ARS LONGA VITA BREVIS...la musica della casa delle bambole - 27 Traffic - John Barleycorn must die (Island-1971) Traffic - The low spark of high heeled boys (Island-1971) Family - Music in a dolls house (Reprise-1968) Family - Family entertainment (Reprise-1969) Family - A song for me (Reprise-1970) Family - Anyway... (Reprise-1970) in parte dal vivo Family - Fearless (Reprise-1971) Jethro Tull - This was (Island-1968) Jethro Tull - Stand up (Island-1969) Jethro Tull - Benefit (Island-1970) Jethro Tull - Aqualung (Chrysalis-1971)

Jethro Tull - Living in the past (2 LP Island-1972) ant. 68 - 71 in parte dal vivo Jethro Tull - Thick as a brick (Chrysalis-1972)

- 28 Nice - The thoughts of emerlist davjack (Immediate-1968) Nice - Ars longa vita brevis (Immediate-1968) Nice - Nice (Immediate-1969) in parte dal vivo Procol Harum - Procol Harum (Regal Zonophone-1968) Moody Blues - Days of future passed (Deram-1967) Julie Driscoll, Brian Auger & the Trinity - Streetnoise (2 LP Marmalade-1969) Colosseum - Those who are about to die salute you (Fontana-1969) Colosseum - Valentyne suite (Vertigo-1969) Colosseum - Colosseum live (2 LP Bronze-1971) dal vivo Tempest - Tempest (Bronze-1973) Pink Floyd - Ummagumma (2 LP Harvest-1969) in parte dal vivo Pink Floyd - Atom heart mother (Harvest-1970) Pink Floyd - Meddle (Harvest-1971) Pink Floyd - The dark side of the moon (Harvest-1973) King Crimson - In the court of the Crimson King (Island-1969) King Crimson - In the wake of Poseidon (Island-1970) King Crimson - Lizard (Island-1970) King Crimson - Islands (Island-1971)

- 29 Emerson, Lake & Palmer - Emerson, Lake & Palmer (Island-1970) Emerson, Lake & Palmer - Tarkus (Island-1971) Quatermass - Quatermass (Harvest-1970) Rare Bird - Rare Bird (Charisma-1969) Renaissance - Renaissance (Island-1969) Renaissance - Live at Carnegie Hall (2 LP Btm-1976) dal vivo giugno 75

Yes - The Yes album (Atlantic-1971) un brano dal vivo Yes - Fragile (Atlantic-1971) Yes - Close to the edge (Atlantic-1972) Gentle Giant - Gentle Giant (Vertigo-1970) Gentle Giant - Acquiring the taste (Vertigo-1971) Gentle Giant - Three friends (Vertigo-1972) Genesis - Nursery cryme (Charisma-1971) Genesis - Foxtrot (Charisma-1972) Barclay James Harvest - Once again (Harvest-1971) Beggars Opera - Pathfinder (Vertigo-1972) Curved Air - Air conditioning (Warner Bros.-1970)

- 30 Cressida - Asylum (Vertigo-1971) Gracious - Gracious ! (Vertigo-1970) Czar - Czar (Fontana-1970) Spring - Spring (Neon-1971)

- 31 Van Der Graaf Generator - The least we can do is wave to each other (Charisma-1970) Van Der Graaf Generator - H to he, who am the only one (Charisma-1970) Van Der Graaf Generator - Pawn hearts (Charisma-1971) Peter Hammill - Chameleon in the shadow of the night (Charisma-1973) Audience - The house on the hill (Charisma-1971) Argent - Ring of hands (Cbs-1971) Ashton, Gardner & Dyke - Ashton, Gardner & Dyke (Polydor-1969) Hardin & York - Tomorrow today (Bell-1969) Affinity - Affinity (Vertigo-1970) Camel - Camel (Mca-1973) AA.VV. - Live at Dingwalls Dance Hall (2 LP Greasy Truckers-1973) dal vivo

Camel - Mirage (Deram-1974)

- 32 Nucleus - Well talk about it later (Vertigo-1971) Mahavishnu Orchestra - Birds of fire (Cbs-1973) Mahavishnu Orchestra - Between nothingness & eternity (Cbs-1973) dal vivo If - If 2 (Island-1970)

LA LUNA IN GIUGNO...nella terra del grigio e del rosa - 33 Soft Machine - Soft Machine (Probe-1968) Soft Machine - Soft Machine volume two (Probe-1969) Soft Machine - Third (2 LP Cbs-1970) in parte dal vivo Soft Machine - Fourth (Cbs-1971) Soft Machine - Fifth (Cbs-1972) Caravan - If I could do it all over again, Id do it all over you (Decca-1970) Caravan - In the land of grey and pink (Deram-1971) Caravan - Waterloo Lily (Deram-1972) Egg - Egg (Deram-1970) Egg - The polite force (Deram-1970) Khan - Space shanty (Deram-1972) Steve Hillage - Fish rising (Virgin-1975) Hatfield and the North - Hatfield and the North (Virgin-1973) Hatfield and the North - The rotters club (Virgin-1975)

- 34 Kevin Ayers - Joy of a toy (Harvest-1969) Kevin Ayers and the Whole World - Shooting at the moon (Harvest-1970) Kevin Ayers - Whatevershebringswesing (Harvest-1972) Kevin Ayers, John Cale, Eno, Nico - June 1, 1974 (Island-1974) dal vivo

Daevid Allen - Banana moon (Byg-1971) Gong - Camembert electrique (Byg-1971) Gong - Radio Gnome invisible part 1 : Flying teapot (Virgin-1973) Gong - Angels egg (Virgin-1973) Robert Wyatt - The end of an ear (Cbs-1970) Matching Mole - Matching Mole (Cbs-1972) Matching Mole - Little red record (Cbs-1972) Robert Wyatt - Rock bottom (Virgin-1974)

IL BUIO AI MARGINI DELLA CITTA...eroi e dannati dellInghilterra sotterranea - 35 Deviants - Ptooff ! (Underground Impresarios-1967) Deviants - Disposable (Stable-1968) Deviants - The Deviants (Transatlantic-1969) Mick Farren - Mona ; the carnivorous circus (Transatlantic-1970) Tomorrow - Tomorrow (Emi-1968) Twink - Think pink (Polydor-1970) Pink Fairies - Neverneverland (Polydor-1971) AA.VV. - Glastonbury Fayre Festival (3 LP Revelation-1972) in parte dal vivo Pink Fairies - What a bunch of sweeties (Polydor-1972) Edgar Broughton Band - Wasa wasa (Harvest-1969) Edgar Broughton Band - Sing brother sing (Harvest-1970) Hawkwind - In search of space (United Artists-1971) Hawkwind - Space ritual (2 LP United Artists-1973) dal vivo Robert Calvert - Captain Lockheed and the starfighters (United Artists-1974)

- 36 Blossom Toes - We are ever so clean (Marmalade-1967) Skip Bifferty - Skip Bifferty (Rca-1968)

July - Dandelion seeds (Major Minor-1968)

- 37 Bonzo Dog Doo/Dah Band - Gorilla (Liberty-1967) Pete Brown & his Battered Ornaments - A meal you can shake hands with in the dark (Harvest-1969) Battered Ornaments - Mantle piece (Harvest-1969) Pete Brown & Piblokto - Things may come and things may go but...the art school dance goes on for ever (Harvest-1970) Arthur Brown - The Crazy World of Arthur Brown (Track-1968) Man - 2 ozs of plastic (with a hole in the middle) (Dawn-1969) Man - Be good to yourself at least once a day (United Artists-1972) Help Yourself - Strange affair (Liberty-1972) Andromeda - Andromeda (Rca-1969) T2 - Itll all work out in boomland (Decca-1970) Blossom Toes - If only for a moment (Marmalade-1969) Mighty Baby - Mighty Baby (Head-1969) Mighty Baby - A jug of love (Blue Horizon-1971)

- 38 Tea & Symphony - An asylum for the musically insane (Harvest-1969) East of Eden - Mercator projected (Deram-1969) East of Eden - Snafu (Deram-1970) Third Ear Band - Alchemy (Harvest-1969) Third Ear Band - Third Ear Band (Harvest-1970)

Jade Warrior - Released (Vertigo-1972) Quintessence - Dive deep (Island-1970) Clark Hutchinson - A=MH2 (Nova-1969) Clark Hutchinson - Retribution (Nova-1970) Comus - First utterance (Dawn-1971)

- 39 -

Velvett Fogg - Velvett Fogg (Pye-1969) High Tide - Sea shanties (Liberty-1969) High Tide - High Tide (Liberty-1970) Atomic Rooster - Atomic Rooster (B & C-1970) Atomic Rooster - Death walks behind you (B & C-1970) Black Widow - Sacrifice (Cbs-1970) Still Life - Still Life (Vertigo-1971) Skin Alley - To pagham & beyond (Cbs-1970) Gravy Train - (A ballad of) a peaceful man (Vertigo-1971) Titus Groan - Titus Groan (Dawn-1970) Second Hand - Death may be your Santa Claus (Mushroom-1972)

ALLA FINE DEL GIOCO...le ultime propaggini del pop progressivo - 40 Roxy Music - Roxy Music (Island-1972) Roxy Music - For your pleasure (Island-1973) Eno - Here come the warm jets (Island-1973) Eno - Taking tiger mountain (by strategy) (Island-1974) John Cale - Paris 1919 (Reprise-1973)

- 41 King Crimson - Larks tongues in aspic (Island-1973) King Crimson - Starless and Bible Black (Island-1974) King Crimson - Red (Island-1974) Henry Cow - The Henry Cow Legend (Virgin-1973) Henry Cow - Unrest (Virgin-1974) Henry Cow - Concerts (2 LP Compendium-1976) dal vivo e reg. BBC 75

Starring...

...Affinity / Daevid Allen / Andromeda / Animals / Argent / Ashton, Gardner & Dyke / Atomic Rooster / Audience / Brian Auger & Trinity / Kevin Ayers / Back Door / Bakerloo / Barclay James Harvest / Syd Barrett / Battered Ornaments / Beatles / Jeff Beck Group / Beggars Opera / Black Cat Bones / Black Sabbath / Black Widow / Blind Faith / Blodwyn Pig / Blossom Toes / Graham Bond Organization / Bonzo Dog Doo Dah Band / David Bowie / Edgar Broughton Band / Arthur Brown / Jack Bruce / Eric Burdon & the Animals / Eric Burdon Band / John Cale / Robert Calvert / Camel / Caravan / Michael Chapman / Chicken Shack / Clark Hutchinson / Clear Blue Sky / Joe Cocker / Colosseum / Comus / Kevin Coyne / Cream / Creation / Cressida / Curved Air / Czar / Dando Shaft / Spencer Davis Group / Deep Purple / Sandy Denny / Deviants / Donovan / Dr. Strangely Strange / Nick Drake / Aynsley Dunbar Retaliation / East Of Eden / Egg / Emerson, Lake & Palmer / Brian Eno / Fairport Convention / Family / Mick Farren / Fire / Fleetwood Mac / Forest / Fotheringay / Free / Genesis / Gentle Giant / Gods / Gong / Gracious / Gravy Train / Peter Green / Groundhogs / Gryphon / Peter Hammill / Hardin & York / Roy Harper / Keef Hartley Band / Hatfield and the North / Hawkwind / Help Yourself / Jimi Hendrix Experience / Henry Cow / High Tide / Steve Hillage / Horslips / Humble Pie / If / Incredible String Band / Jade Warrior / Jethro Tull / Juicy Lucy / July / Khan / Killing Floor / King Crimson / Kinks / Leaf Hound / Led Zeppelin / Man / Mahavishnu Orchestra / Mark Almond / John Martyn / Matching Mole / May Blitz / John Mayall and the Bluesbreakers / Mellow Candle / Mighty Baby / Misunderstood / Moody Blues / Van Morrison / Mott The Hoople / N.S.U. / Nice / Nucleus / Patto / Pentangle / Shawn Phillips / Piblokto / Pink Fairies / Pink Floyd / Pretty Things / Procol Harum / Quatermass / Quintessence / Rare Bird / Terry Reid / Renaissance / Rolling Stones / Roxy Music / Savoy Brown / Second Hand / Sharks / Skin Alley / Skip Bifferty / Small Faces / Soft Machine / Spooky Tooth / Spring / Steamhammer / Steeleye Span / Cat Stevens / Still Life / Strawbs / T 2 / Taste / Tea & Symphony / Tempest / Ten Years After / Them / Third Ear Band / Third World War / Thunderclap Newman / Titus Groan / Toe Fat / Tomorrow / Traffic / Trees / Twink / Uriah Heep / Van Der Graaf Generator / Velvett Fogg / Warhorse / Who / Wishbone Ash / Robert Wyatt / Yardbirds / Yes....

Elenco delle abbreviazioni


Ant. Ar. Bj. Bs. Bt. Cb. Ch. (Antologia) (Armonica) (Banjo) (Basso) (Batteria) (Contrabbasso) (Chitarra)

Cl. (Clarinetto) Cv. Du. Fl. Me. Mn. Ob. Or. Pn. Pr. Prod. Reg. Sax. Se. Sf. Si. (Clavicembalo) (Dulcimer) (Flauto) (Mellotron) (Mandolino) (Oboe) (Organo) (Piano) (Percussioni) (Produzione) (Registrazione) (Sassofono) (Strumenti elettronici) (Strumenti a fiato) (Sitar)

Sn. Tm. Tr. Ts. V. Vb. Vc. Vi. Vl.

(Sintetizzatore) (Trombone) (Tromba) (Tastiere) (Voce) (Vibrafono) (Violoncello) (Violino) (Viola)