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Gli scaricatori di sovratensione: dove e come installarli

DOVE INSTALLARLI:
Gli scaricatori di sovratensione vanno installati in corrispondenza del primo morsetto utile di cavi elettrici entranti.
Ipotizziamo che la rete da proteggere sia quella, ad es. di un palazzo uffici in acciaio-cemento: la rete elettrica
all'interno dl palazzo da considerarsi quasi insensibile ai campi magnetici esterni prodotti dai fulmini poich la
struttura del palazzo si comporta, salvo casi particolari, come una "gabbia di Faraday" (per gli impianti parafulmini, se
esistenti, per la struttura in ferro-cemento ancorata a terra, per la rete di tubi metallici dell'acqua in contatto con la terra,
ecc.); non essendoci poi all'interno organi di manovra tali da creare sovratensioni di manovra significative, si pu
ragionevolmente affermare che all'interno del palazzo non si creano sovratensioni pericolose. L'unica possibilit allora
che la rete elettrica interna del palazzo venga interessata da grossi fenomeni di sovratensioni che dette sovratensioni
entrino nel palazzo dall'esterno, per tramite dell'unico possibile veicolo: i cavi elettrici. Ve ne sono sostanzialmente di
due tipologie: gli arrivi linea ed i cavi alimentanti utenze esterne.
I cavi di arrivo linea:
(sia in media sia in bassa tensione)
Dagli arrivi linea possono entrare sia sovratensioni di origine atmosferica (da fulmini) sia quelle di manovra. Per quelle
di origine atmosferica vale il calcolo probabilistico, con maggiori probabilit che si generino sovratensioni in luoghi
esposti, in aree cio abitualmente interessate da temporali (tipicamente, in Italia, le aree pedemontane delle Alpi e
degli Appennini). La loro propagazione dipende dalle caratteristiche della rete elettrica esterna.
Per le sovratensioni originate da manovre vale la presenza in quell'area (fisicamente potrebbe essere anche molto
grande) di grosse utenze elettriche (fabbriche con grossi motori, trasformatori, ecc.). In certi particolari casi tuttavia,
anche il ripristino della tensione di rete da parte dell'Ente erogante a seguito di una precedente improvvisa interruzione
(es. per guasto, per caduta fulmini sulle linee, ecc.) pu dare luogo a fenomeni di risonanza e di sovratensione (
funzione dell'entit e dello stato dei carichi induttivi e capacitivi in quel preciso momento allacciati alla rete).
Per proteggere allora la rete elettrica interna da eventuali onde di sovratensione provenienti dalla rete esterna bisogna
inserire scaricatori di sovratensione al primo morsetto utile, il pi esterno possibile, dell'arrivo linea. Se vi sono
trasformatori in media tensione di propriet (cio non sono di propriet dell'Ente erogante) consigliabile installare una
terna di scaricatori monofasi in media tensione direttamente sul trasformatore o nelle sue immediate vicinanze ed uno
scaricatore trifase in bassa tensione, anch'esso direttamente sul trasformatore.
Anche se questo pu sembrare ridondante, il basso costo dei dispositivi rapportato all'elevato costo di un guasto al
trasformatore ampiamente giustifica queste precauzioni. Si osserva infine che gli Enti erogatori non possono
tecnicamente assicurare che la linea sia esente da sovratensioni; pu infatti risultare che una linea esterna sia
correttamente protetta da scaricatori di sovratensione e che questi, in conseguenza a sequenze di fulmini ravvicinate
nel tempo e nello spazio, intervengano correttamente a protezione della linea ma fino al momento in cui raggiungano il
livello termico massimo sopportabile e poi si guastino.
Non dimentichiamo che le protezioni contro le sovratensioni da fulmini si basano su presupposti probabilistici;
proteggere sempre ai massimi valori sarebbe, ammesso che ci sia possibile, assolutamente antieconomico.
ANNOTAZIONE 1:
Le onde di sovratensione vengono solo smorzate dai trasformatori di isolamento e non certo annullate. Se l'onda di
sovratensione ha valori energetici elevati, la quota parte che passa al secondario pu provocare effetti tutt'altro che
trascurabili.
ANNOTAZIONE 2:
La potenza della linea e del trasformatore non va messa in diretta relazione con la maggiore o minore probabilit di
ricevere sovratensioni in ingresso. Pi in generale, non la sezione del cavo ma il percorso che il cavo compie
all'esterno prima di entrare nella rete elettrica interna a condizionare l'ampiezza della eventuale sovratensione in
ingresso.
I cavi che alimentano utenze esterne :
Si intendono le utenze che sono situate al di fuori del fabbricato uffici (quello da proteggere, nell'esempio precedente)
che vengono alimentate da interruttori posti in quadri situati all'interno dello stesso fabbricato.
Se il percorso esterno di detti cavi particolarmente esposto (vale anche per cavo sotto terra, se non schermato!)
pu capitare che possono esservi onde di sovratensione indotte durante violenti temporali per effetto di campi
magnetici intensi dovuti alla caduta di fulmini. Se i cavi esterni non hanno eccessiva lunghezza (poche decine di metri,
dipende molto dall'esposizione e dal sito) poco probabile che l'onda di sovratensione abbia contenuto energetico
cos elevato da provocare guasti evidenti ed immediati.
E' pi frequente invece annoverarle tra quelle poco energetiche che, se ripetute nel tempo, provocano tuttavia anche

loro inconvenienti con effetti non trascurabili (come in precedenza citato al paragrafo "I cavi di arrivo in linea").
Tipici esempi di utenze esterne che potrebbero essere sensibili ai campi magnetici e quindi apportatrici di onde di
sovratensione sono i seguenti: i gruppi di evaporazione posti sui tetti dei palazzi, specie se questi sono di altezza
elevata; le reti esterne di illuminazione di parchi, parcheggi, piscine, insegne luminose, segnaletica, passi carrai, circuiti
anti-intrusione, ecc.
Si sottolinea il concetto che non tutto quanto all'esterno da considerarsi a rischio: una semplice lampada alla
finestra ha ben poca (se non nulla) probabilit di portare in casa sovratensioni; un'insegna luminosa invece, posta per
esempio vicino ad un casello autostradale esterno alla citt, ha invece qualche probabilit di raccogliere sovratensioni;
se detto casello poi situato in una localit particolarmente esposta ai fulmini, le sovratensioni possono essere non
solo probabili ma anche con effetti dannosi subito evidenti.
Eseguito pertanto uno studio del percorso elettrico e fisico dei cavi esterni ed individuati quelli pi a rischio,
consigliabile stendere una rete di protezione contro le sovratensioni; ci equivale a inserire uno scaricatore di
sovratensione al primo e pi esterno morsetto utile ove va ad ammararsi o il singolo cavo o pi cavi di analoghe
utenze (ad esempio, un'impianto di illuminazione esterna avr svariate lampade che faranno capo ad altrettanti cavi;
se tuttavia questi cavi sono portati in morsettiera e da qui fanno tutti capo ad un solo interruttore, sufficiente inserire
un solo scaricatore direttamente al morsetto a valle dell'interruttore).
Sulla base delle precedenti considerazioni si pu subito constatare che il numero di dispositivi necessario per mettere
in sicurezza, ad esempio, un palazzo assai limitato (cio bastano poche unit, pochi scaricatori) e che quindi il costo
complessivo dell'operazione trascurabile, specie se rapportato a disagi, alla mancata produzione, ai guasti o
quant'altro le onde di sovratensione possono provocare.
Per completezza, proprio ed anche in relazione al limitato costo dei dispositivi in oggetto, si ritiene consigliabile agire
con una certa ridondanza, inserendo anche qualche altro dispositivo (magari di minori prestazioni energetiche)
all'interno della rete locale, ad esempio in corrispondenza all'interruttore generale che alimenta il centro di calcolo
elettronico, o quello che alimenta un'area con macchine a controllo numerico di valore cospicuo o quello che alimenta i
gruppi stabilizzatori e di continuit (NB: in passato vi era un trasformatore di isolamento all'ingresso di ogni gruppo di
continuit, ci che limitava l'effetto delle sovratensioni; attualmente il trasformatore non viene in genere pi inserito (
troppo costoso) e la sua mancanza pu consentire che sovratensioni energetiche possano mettere fuori servizio il
gruppo, proprio quando questo dovrebbe servire!), o quant'altro.
ANNOTAZIONE 1:
Tutte le apparecchiature elettroniche di un certo valore (es. i computer delle migliori marche) hanno (o dovrebbero
avere) inserito nella scheda di alimentazione, all'arrivo linea, un piccolo scaricatore di sovratensione (ha in genere la
grandezza di un bottone).
Per il principio del coordinamento in precedenza richiamato al paragrafo "Coordinamento" del precedente articolo, ci
validissimo.
Non si pu tuttavia pretendere che il povero bottoncino sia in grado di scaricare senza guastarsi anche onde di
sovratensione di energia pi elevata di quella che egli pu sopportare; questo compito deve essere infatti addossato a
scaricatori pi esterni maggiormente dimensionati.
ANNOTAZIONE 2 :
Mettere qualche scaricatore qua e l serve ma non soluzione valida se il numero e la dislocazione non garantisce la
messa in sicurezza minima del complesso da proteggere. Il metterne uno per ciascuna singola utenza non pure
ragionevole in quanto il dispositivo dimensionato per livelli energetici elevati, il grado di ridondanza sarebbe
eccessivo ed il costo dell'operazione inutilmente elevato; se invece vengono installati dispositivi dimensionati per livelli
energetici bassi (costano meno) ci equivale pi o meno al bottoncino sopra citato all'Annotazione 1: per piccole
sovratensioni lavora benissimo ma per quelle maggiori si guasta, togliendo all'apparecchiatura il suo effetto protettivo
proprio nel momento in cui pi ne avrebbe avuto bisogno!
Si ribadisce pertanto che la soluzione di installare un limitato gruppo di scaricatori ad elevato potere di scarica ai
morsetti esterni (elettricamente parlando, fisicamente potranno ben essere all'interno di un quadro) pi qualche unit, a
pi basso potere di scarica, per maggior sicurezza in corrispondenza di nodi interni particolarmente sensibili, sia
tecnicamente ottimale, di rapida installazione e, soprattutto, di costo assai limitato e comunque nettamente inferiore al
costo per mancata produzione o per qualsiasi intervento di riparazione guasti.
ANNOTAZIONE 3:
La cifra di spesa per installare gli scaricatori di sovratensione c' gi nel budget, solo che compare inserita sotto altre
voci, quali potrebbero essere "Manutenzione ordinaria e straordinari", "Mancata produzione", "Imprevisti", ecc.

Premessa
Violenti temporali, fulmini saettanti, sordo fragore del tuono, scrosci di pioggia. Sensazioni forti, che si ripetono
abitualmente in primavera e, pi violente, nel bel mezzo dell'estate. Fenomeni della natura che incutono in alcuni
sentimenti di meraviglia ed apprensione, in altri un'allegra eccitazione. Ma per gli impianti elettrici, e per l'elettronica in
particolare, sono bastonate!
Fulminazioni dirette
Il fulmine che colpisce direttamente la casa o lo stabilimento evenienza assai rara che, se ritenuta probabile e, nel
contempo, pu comportare rischi importanti, impone l'adozione di appropriati sistemi di captazione, cio i parafulmini,
come da Normative CEI 81.1 e .4
Sovratensioni indotte
I forti campi magnetici generati dai fulmini, anche se scoccano tra nuvola e nuvola, hanno in genere estensioni notevoli
che possono interessare cavi elettrici esterni quali i cavi di arrivo linea, in media e bassa tensione, cavi di collegamento
tra fabbricati, cavi che alimentano utenze esterne ai fabbricati quali impianti di illuminazione, insegne luminose, pompe,
evaporatori, passi carrai motorizzati, ecc.
Dalle porzioni di cavo interessate dal campo magnetico, indipendentemente dalla sezione e lunghezza del cavo, dal
livello di tensione o dal tipo di conduttore (con l'eccezione dei cavi schermati e quelli a fibra ottica) partono degli impulsi
di sovratensione, con picchi molto elevati (anche pi di un centinaio di kV), per tempi infinitesimi (qualche milionesimo
di secondo), che viaggiano nei cavi a velocit strabilianti (poco meno della velocit della luce, questa pari a 300.000
km/sec). Un picco di tensione che viaggia in un cavo viene usualmente denominato "onda di sovratensione".
Le conseguenze per gli impianti elettrici
Le onde di sovratensione sono alla spasmodica ricerca di un punto ove potersi scaricare; nel loro tragitto stressano gli
isolamenti dei cavi e delle apparecchiature che sfortunatamente raggiungono; da cui deriva la seguente equazione:
"sovratensione indotta = invecchiamento rapido dell'isolamento".
Salvo casi eccezionali di onde molto energetiche (fulmine vicino al cavo in luoghi particolarmente esposti), non si
riscontrano in genere fenomeni di guasto immediato; talvolta i dispositivi pi sensibili, quelli elettronici od a controllo
elettronico (es. computer, macchinari, ecc.) si bloccano inspiegabilmente (ma ripartono dopo un reset); spesso sembra
invece che nulla sia successo ma, se l'onda di sovratensione penetrata all'interno della linea elettrica di casa o dello
stabilimento, qualche componente dell'impianto ha sicuramente sofferto per la sovratensione, che ne ha accorciato la
vita utile.
Gli scaricatori di sovratensione
Come difendersi dagli effetti indesiderati delle onde di sovratensione indotte? La soluzione estremamente semplice e
assai poco costosa: gli scaricatori di sovratensione.
Gli scaricatori dell'ultima generazione, detti "ad ossidi di zinco", sono costituiti da pastiglie, elettricamente simili ad una
resistenza che, collegate tra fase e terra, funzionano come uno sfioratore di tensione; in dettaglio:

- alla tensione nominale il valore di detta resistenza molto elevato e la corrente che l'attraversa
pari a qualche o frazione di milli-ampere;
- al sopraggiungere dell'onda di sovratensione, il valore di resistenza bruscamente si abbassa,
consentendo lo scarico verso massa di parte dell'energia dell'onda; si parla di decine fino a centinaia
di kilo-Ampere di scarica per una durata di qualche micro-secondo; l'onda di sovratensione, "tagliata"
della sua cresta, prosegue poi il suo cammino, con valori di sovratensione ben sopportabili dagli
isolamenti delle apparecchiature a valle;
- passata l'onda, ritorna la tensione di linea e la resistenza ritorna immediatamente ai valori elevati
iniziali (se cos non fosse la rete vedrebbe un corto circuito di fase verso massa in quel punto).
Il funzionamento di cui sopra estremamente preciso, sicuro, ripetitivo negli anni, senza archi e scintille quindi senza
rischi di incendi o quant'altro. Le caratteristiche di classificazione sono ben definite dalle normativeIEC 99-4 e ANSIIEEE C62-11.
Il dimensionamento semplice: scelta della classe di corrente nominale dello scaricatore (es. 1,5 o 2,5 o 5 o 10
oppure 20 kA, secondo le normative di cui sopra), valutazione della massima tensione efficace continuativa di fase
verso terra e conseguente (da tabelle dei costruttori) scelta della classe di tensione dello scaricatore.
Dove inserire gli scaricatori di sovratensione
Lo scaricatore di sovratensione va inserito ai nodi di ingresso alla linea elettrica interna di casa o di stabilimento. In

dettaglio, si inserisce uno scaricatore in corrispondenza del primo morsetto utile, il pi esterno possibile, dei cavi
entranti: innanzitutto dell'arrivo linea (se in media tensione, si consiglia una terna di scaricatori unipolari in M.T. ed
uno scaricatore tripolare in B.T. per ciascun trasformatore, montati direttamente sui trasformatori o, se poco praticabile,
nelle immediate vicinanze) e quindi di quei cavi che vanno ad alimentare utenze esterne e che abbiano un percorso
all'esterno abbastanza lungo, ove la lunghezza dipende dal grado di esposizione del cavo e del sito in relazione ai
fulmini, in genere da qualche decina di metri (es. dai 60 ai 100m) in su (NB: un cavo non schermato interrato non un
cavo protetto dall'effetto dei campi magnetici).
Come ridondanza ed a maggior sicurezza, consigliabile inserire inoltre alcuni (ma pochi) altri scaricatori ai morsetti
degli interruttori che alimentano utenze delicate o strategiche (es. CED, area uffici con computers, sala macchine, ecc.)
Il prodotto Cooper Power Systems
La societ americana Cooper Power Systems il maggior produttore mondiale di pastiglie ad ossidi di zinco ed uno
dei maggiori produttori di scaricatori di sovratensione, la cui costruzione totalmente robotizzata. Maggiore la
tensione, pi elevato sar il numero di pastiglie che vengono impaccate all'interno dell'apposito contenitore dello
scaricatore. La gamma degli scaricatori Cooper spazia dai 400 kV per le linee ad alta tensione gi gi fino al 110 Volt
delle linee in bassa tensione, utilizzando sempre il medesimo materiale di base (ossido di zinco). Per le pi usuali
tensioni in Italia (220V, 380V, 6kV, 9kV, 12kV, 15 kV, 20kV, 23kV) il prodotto disponibile a magazzino: tipo "Storm
Trapper High Energy" per la B.T. e "UltraSIL" per la M.T. - Tutti i prodotti di cui sopra sono per installazione all'esterno.

Gli scaricatori di sovratensione: che cosa sono, a che cosa


servono, come sceglierli

CHE COSA SONO


Gli scaricatori di sovratensione sono dei dispositivi atti a deviare a terra i picchi di energia che si propagano nei
cavi delle linee elettriche sotto forma di "onde di sovratensione". Le onde di sovratensione si spostano nelle reti
elettriche a velocit estremamente elevata ( prossima della velocit della luce) e possono trasportare energie anche
rilevanti; quelle di nostro interesse sono sostanzialmente da addebitarsi a due tipologie di fenomeni: i fulmini e le
manovre.
Le scariche di fulmini (correnti di migliaia di ampre) in vicinanza di linee elettriche sia in alta che in media e bassa
tensione (principalmente linee aeree ma anche quelle in sotterraneo se i cavi non sono adeguatamente schermati)
generano forti campi magnetici che, per effetti induttivi, intrappolano nei segmenti di cavo interessati picchi di energia.
Dal segmento del cavo elettrico ove stata intrappolata l'energia si dipartono due onde di sovratensione, una in
entrambe le direzioni. In analogia con le onde marine, se il circuito interrotto in un punto (es. l'interruttore aperto)
l'onda di sovratensione rimbalza in questo punto di discontinuit, raddoppiando transitoriamente il suo valore in quel
punto; quindi ritorna indietro e si accoda all'altra onda di sovratensione che gi viaggiava nel verso opposto.
Anche le manovre degli organi di apertura e/o chiusura (es. interruttori, contattori, ecc.) su circuiti di potenza
fortemente induttivi e/o capacitivi (es. grossi motori o trasformatori, specie se collegati al termine di un lungo tratto di
linea, batterie di condensatori di rifasamento, ecc.) generano onde transitorie di sovratensione che possono
raggiungere livelli energetici ragguardevoli in conseguenza di fenomeni di ferrorisonanza o di manovre non coordinate
o non ben eseguite (es. il fenomeno del rimbalzo con conseguente ri-apertura ed immediata richiusura dei contatti di
un contattore durante un'operazione di inserzione di una batteria di condensatori, se ripetuto, pu generare
sovratensioni altamente energetiche con picchi che possono raggiungere, in certe condizioni, fino a 6 volte il valore
della tensione di linea).
Le onde di sovratensione conseguenti alla caduta dei fulmini hanno in genere fronti d'onda molto ripidi (qualche
milionesimo di secondo per salire in cresta) ma di breve durata (qualche decina di milionesimi di secondo) mentre
quelle conseguenti a manovre hanno fronti meno ripidi ma durate pi lunghe (millesimi di secondo).
A CHE COSA SERVONO
Gli scaricatori di sovratensione vengono installati con il compito di evitare che le onde di sovratensione penetrino
all'interno di una rete elettrica locale, intesa questa come rete interna ad un palazzo uffici, ad una abitazione, ad uno
stabilimento, ad un'area adibita alla fornitura di servizi quali una stazione di benzina, un casello autostradale,
un'aeroporto o quant'altro.
E' noto infatti che le onde di sovratensione provocano un'invecchiamento precoce degli isolamenti.
Dette onde vanno alla ricerca di un punto debole dell'isolamento che permetta loro di scaricare verso terra l'energia
che trasportano. Se non stato installato un dispositivo adatto allo scopo, lo scaricatore di sovratensione appunto, pu
indicativamente succedere quanto segue:
1.

per scariche molto energetiche si ha una perdita rapida di isolamento in un dato punto del circuito, con
conseguente avvio di un corto circuito alimentato dalla rete; il punto in questione potrebbe essere quello di un

cavo, un morsetto, oppure, tipico esempio, se l'onda di sovratensione energetica raggiunge la scheda di
alimentazione di una apparecchiatura elettronica (es. computer, televisore, videoregistratore, macchine
operatrici a controllo digitale, apparati medici, ecc.) ne provoca facilmente il guasto immediato;
2.

per scariche poco energetiche apparentemente, nell'immediato, non succede nulla, ad eccezione talvolta di
eventuali inspiegabili scatti di interruttori differenziali o blocchi momentanei di apparecchiature elettroniche
(es. il computer si blocca all'improvviso, devo resettare: va perduto tutto il lavoro svolto non ancora
memorizzato).

Se ripetute nel tempo, le scariche di sovratensione, anche se poco energetiche, possono provocare guasti
apparentemente "inspiegabili", tipici quelli alle schede elettroniche.
Nel caso dei cavi, poi, la sovratensione ripetuta provoca un continuo, lento deterioramento dell'isolamento; dopo
qualche tempo ci pu innescare in qualche punto una corrente di fuga alimentata dalla tensione di rete; inizialmente
la corrente di valore trascurabile. A lungo andare il cavo si surriscalda, si ha una maggiore perdita di isolamento, fino
all'innesco in quel punto di un cortocircuito alimentato dalla rete; date le elevate temperature gi raggiunte dal cavo in
quel punto possibile lo sviluppo di un'incendio (le ripetute sovratensioni sono infatti una delle cause del ben
noto incendio per corto circuito!) .
In conclusione, per proteggersi dalle sovratensioni due sono le vie praticabili:
1.

aumentare al massimo il grado di isolamento dei cavi e delle apparecchiature, soluzione costosa e non
sempre praticabile, oppure

2.

limitare gli effetti delle sovratensioni, opportunamente installando dispositivi di protezione appositamente
realizzati per questo scopo, gli scaricatori di sovratensione appunto; questa ultima soluzione estremamente
valida, razionale ed assai poco costosa.

COME SCEGLIERLI
Premessa:
Sebbene l'onda di sovratensione abbia inizio in un dato punto del cavo con un rapido aumento della tensione, anche
un'onda di sovracorrente accompagna nel suo spostamento il percorso dell'onda di sovratensione; le due onde hanno
analoga fisionomia e sono correlate dalla formula di Ohm: I=V/Z ove V ed I sono rispettivamente i valori istantanei di
tensione e corrente di dette onde e Z l'impedenza del cavo elettrico interessato dal loro passaggio, deducibile dai
valori della induttanza L e della capacit C per unit di lunghezza del cavo (Z pari alla radice quadrata del rapporto
L/C).
Compito dello scaricatore di sovratensione, collegato la terra, allora quello di:
1.

bloccare il passaggio di una significativa corrente di fuga tra fase e terra alla tensione nominale

2.

intercettare e lasciare passare, cio scaricare a terra, l'onda di sovracorrente abbinata all'onda di
sovratensione

3.

richiudere immediatamente il circuito riportandosi alla condizione (1.)

4.

essere in grado di ripetere varie volte dette operazioni.

La tecnologia costruttiva relativa agli scaricatori di sovratensione si con gli anni evoluta, passando dagli scaricatori in
aria libera ("spinterometri"), a scaricatori con vari tipi di dielettrico ( ad esempio a carburi di silicio "SIC").
Nel passato, onde bloccare un'eccessivo passaggio di corrente alla tensione nominale, si rendeva necessario
prevedere un'interruzione in aria del circuito e ci comportava problemi di ionizzazione e di modifica delle
caratteristiche del dispositivo che limitavano la ripetitibilit degli interventi (dopo qualche scarica si deteriorano), non
meno che la corrispondenza ai medesimi valori di intervento (cio le tensioni di innesco differiscono dopo alcune
scariche, specie se consecutive).
L'ultima innovativa tecnologia costruttiva degli scaricatori di sovratensione si basa su dispositivi con dielettrico senza
aria, cio senza "gap". In termini tecnici vengono chiamati "varistori ad ossidi di metallo", in inglese "MOV" = metal
oxide varistors; il metallo sostanzialmente lo zinco. In pratica, il MOV una resistenza collegata tra fase e terra che
si avvale di una caratteristica assai particolare: a tensione nominale blocca quasi totalmente la corrente di fuga (passa
solo qualche di milli-ampre) ma, alla presenza dell'onda di sovratensione, apre totalmente il circuito permettendo
all'onda di sovracorrente di fluire a terra; poi si richiude immediatamente (funziona come una porta, normalmente
chiusa, non a chiave, c' solo uno spiffero; quando la pressione supera un certo valore la porta si spalanca e lascia
passare; cessata la pressione si richiude ed pronta per un'analoga operazione).

Da quanto sopra premesso, derivano con immediatezza i criteri da adottare per la scelta di uno scaricatore di
sovratensione:
Caratteristiche Qualitative:
La qualit dello scaricatore sostanzialmente data dal
1.

numero di scariche che il dispositivo in grado di effettuare

2.

livello di precisione che raggiunge nella limitazione dei picchi di sovratensione.

Le normative internazionali di riferimento, ufficialmente riconosciute, per gli scaricatori di sovratensione in corrente
alternata sono le IEC 99 (IEC = International Electrotechnical Commission), in particolare le IEC 99-1, edizione 1991,
per gli scaricatori con dielettrico in aria ("gapped arresters") e le IEC 99-4, edizione 1991, per gli scaricatori ad ossidi di
zinco (MOV) senza dielettrico in aria ("arresters without gaps").
Analoghe normative di riferimento sono le americane IEEE Std C62.1, edizione 1989 (IEEE = Institute of Electrical and
Electronics Engineers) per gli scaricatori al carburo di silicio (SIL) con dielettrico in aria e le IEEE Std C62.11, edizione
1993, per gli scaricatori ad ossidi di zinco (MOV) senza dielettrico in aria. Nelle normative di cui sopra vengono
dettagliatamente descritte le modalit di prova e le condizioni alle quali gli scaricatori debbono sottostare per essere
classificati secondo le IEC 99 e le IEEE C62.
Si analizzano brevemente qui di seguito le caratteristiche di classificazione e prove degli scaricatori ad ossidi di zinco
(MOV):
1.

Secondo le IEC 99-4 gli scaricatori "MOV" vengono classificati per classi standard con corrente nominale di
scarica rispettivamente pari a 1.500 A, 2.500 A, 5.000 A, 10.000 A o 20.000 A con riferimento ad impulsi di
corrente di caratteristiche pre-definite, cio 8 microsecondi per salire rapidamente in cresta e 20 microsecondi
per scendere lentamente a met del valore di cresta (impulso 8/20). Detto impulso simula la sovratensione
indotta da normali scariche atmosferiche, cio i fulmini.

2.

Per i soli valori di corrente nominale pari a 10.000A e 20.000A (applicabili a linee di trasporto e distribuzione in
alta e media tensione) gli scaricatori sono poi suddivisi in 5 Classi, da 1 a 5, n. 3 da 10 kA e n. 2 da 20 kA,
che differiscono per la crescente capacit di scaricare onde energetiche (pi elevata la Classe, maggiore
l'energia di scraica sopportabile).

3.

Per simulare inoltre le onde di sovratensione indotte da scariche atmosferiche che passano estremamente
vicine ai cavi, viene utilizzato un'impulso di corrente a valore elevato (dai 10 kA ai 100kA, a seconda della
classificazione dello scaricatore) per un tempo dimezzato (impulso 4/10)

4.

Per simulare infine le onde di sovratensione causate da manovre di interruttori elettrici vengono
utilizzati impulsi lunghi di corrente, cio vengono fatte scaricare correnti a valore costante da 50A fino a 500 A
(a seconda della classificazione dello scaricatore) per tempi predefiniti che vanno dai 500 ai 2000
microsecondi (a seconda della classificazione dello scaricatore).

Senza troppo addentrarci nelle varie sequenze di prove alle quali vengono sottoposti gli scaricatori per essere
classificati secondo le IEC 99-4, indicativamente possiamo evidenziare che un ciclo base di proveprevede, tra l'altro, di
sottoporre lo scaricatore ad almeno n.20 scariche 8/20 con corrente al valore nominale seguite da n.2 scariche 4/10 al
valore massimo di corrente compatibile con la sua classificazione; per gli scaricatori di classe 2, 3, 4 e 5 segue inoltre
una doppia scarica con impulso lungo.
Le prove sono ritenute favorevoli se lo scaricatore non presenta cedimenti e se la tensione residua, cio quella che
rimane durante la scarica del dispositivo, non supera mai il valore massimo garantito con margine del 5%.
(NB: per quanto riguarda la sovratensione, il dispositivo si comporta come uno sfioratore, evita cio che la
sovratensione superi predefiniti valori; detti valori sono indicati come "tensione residua").
IMPORTANTE:
Il valore nominale di corrente di scarica, es 10 kA, solo un riferimento termico del dispositivo, cio indica che lo
scaricatore in grado di sopportare senza guastarsi i cicli di prove di cui sopra. Ci non vuol dire che il dispositivo non
sia in grado di scaricare impulsi di corrente 8/20 microsecondi ad esempio da 20kA o 30 kA o 40 kA; li pu certamente
scaricare, il problema sta nella possibile sequenza e numero massimo di scariche consecutive ammissibili fino al
raggiungimento del livello termico oltre il quale la resistenza ad ossidi di zinco del (MOV) si deteriora.
Analoga considerazione va fatta per il valore di corrente elevato, quello con la simulazione con impulsi standard 4/10
da 10 kA a 100 kA a seconda della classificazione: se infatti lo scaricatore in grado di sopportare due scariche
standard consecutive, ad es. da 40kA, lo stesso scaricatore pu sicuramente sopportare a freddo una sola scarica di
valore ben pi elevato.
Per scegliere qualitativamete un prodotto offerto dal mercato perci necessario verificare se il valore nominale di
corrente di scarica proposto dalla casa costruttrice definito in accordo con le IEC 99-4 o le analoghe IEEE Std

C62.11. In caso contrario verificare quante volte il dispositivo adatto a scaricare con impulso 8/20 il valore di corrente
nominale proposto (o valori di corrente standard qui sopra richiamati, ad esempio 5kA o 10kA) (per le IEC n. 20 volte)
e inoltre quante volte il valore massimo di corrente con impulso rapido 4/10 e con impulso lungo (per le IEC n. 2 volte).
Caratteristiche Dimensionali
Vengono qui di seguito trattati gli scaricatori ad ossidi di zinco (MOV). Per scegliere uno scaricatore di sovratensione
MOV adatto per le esigenze della propria rete, il criterio dimensionale di scelta assai semplice e si basa
sul massimo valore continuo di tensione ("COV" - Continuous Operating Voltage) tra fase e terra della linea elettrica
ove verr installato il dispositivo.
Si rammenta infatti che lo scaricatore viene inserito in parallelo alla linea e collega singolarmente a terra ciascuna fase.
Se il sistema isolato verso terra (ad esempio le linee di distribuzione a media tensione ENEL) la tensione di
riferimento per la scelta dello scaricatore la tensione massima continuativa concatenata (NB: ivi compreso il +/- 5%).
Se invece il sistema collegato a terra ed il collegamento assolutamente certo (es. centro stella a terra franco e
ripetuto), la tensione di riferimento per la scelta dello scaricatore la tensione massima continuativa stellata (NB: ivi
compreso il +/- 5%).
Per centro stella a terra non franco, es. tramite resistenze od induttanze, la tensione di riferimento di cui sopra dovr
essere valutata la pi cautelativa tra i valori massimi continui possibili compresi tra la tensione stellata e la tensione
concatenata.
Da rilevare come la scelta della tensione di riferimento di uno scaricatore di sovratensione debba conciliare due
differenti e contrastanti esigenze:
1.

se la tensione continuativa effettiva maggiore di quella di dimensionamento dello scaricatore, ci comporta


che la corrente che normalmente fluisce tra la fase e terra a tensione nominale (dell'ordine di pochi di milliampre) raggiunga valori tali da guastare il dispositivo (la crescita della corrente non lineare ed il calore
prodotto dal passaggio della corrente proporzionale al quadrato della corrente stessa). Per transitori di
tensione superiori alla tensione massima continuativa considerata per il dimensionamento del dispositivo, le
Case Costruttrici di scaricatori MOV forniscono dei grafici dai quali agevolmente indicato per quanto tempo
possibile operare (danno cio i livelli di sovraccabilit nel tempo del dispositivo; indicativamente si va da
valori del 40% in pi per 1 secondo a valori del 20% in pi per 100 secondi). Da questa prima osservazione
verrebbe allora naturale prendere delle cautele e scegliere uno scaricatore che abbia una tensione massima
continuativa di riferimento ben superiore a quella di rete; ci tuttavia va a discapito della seconda esigenza
qui di seguito esposta:

2.

maggiore la tensione di riferimento dello scaricatore, pi elevati sono i livelli di tensione residua, cio lo
scaricatore entra in azione a valori di sovratensione pi elevati o, in altri termini, la soglia di sfioramento si
innalza e questo automaticamente fa diminuire il livello di protezione assicurato dal dispositivo alla rete a
valle. Per dare un'esempio, si prenda uno scaricatore in media tensione da 15 kV fase-terra ed una casa
costruttrice leader sul mercato mondiale per questi dispositivi, la Cooper Power Systems. Si decida di
utilizzare un dispositivo delle serie VariSTAR da In=10kA, Classe 1, secondo le IEC 99-4; la scelta dovr
essere fatta tra due valori:
1.

Uc (max tensione continuativa) = 15,3 kV, alla quale corrisponde una tensione di dimensionamento
dello scaricatore pari a Ur= 18 kV oppure

2.

Uc =17 kV al quale corrisponde una Ur= 21 kV. Esageratamente cautelativo sarebbe infatti adottare
la taglia successiva:

3.

Uc=19,5 kV al quale corrisponde Ur=24 kV.


Nel caso 1) la tensione residua con scarica di corrente con onda 8/20 da 5kA garantita non
superiore a 53,9 kV, nel secondo a 57,2 kV e nel terzo a 66,7 kV; analogamente, con scarica di
corrente 8/20 da 20kA si limita la sovratensione a 65 kV, nel caso 1), a 69 kV nel caso 2) e 80,5kV
nel caso 3).

Coordinamento:
Per gli interruttori automatici ed i fusibili, il coordinamento viene effettuato sulla base dei tempi e dei valori di intervento;
devono infatti scattare prima i dispositivi di protezione pi vicini al punto di guasto, senza interessare i dispositivi posti
pi a monte.
Per gli scaricatori di sovratensione il coordinamento ha invece caratteristiche energetiche. Stabilito infatti quale la
rete che si vuole proteggere (ad es. quella di un palazzo uffici) e studiatene le caratteristiche in termini di sensibilit ai
disturbi (vedere dopo al paragrafo "Gli scaricatori di sovratensione: dove installarli"), la messa in sicurezza della rete
contro gli effetti nocivi delle sovratensioni comporter installare ai morsetti pi esterni dispositivi capaci di scaricare a
massa senza guastarsi le onde di sovracorrente pi energetiche (cio dispositivi con valori di kA di scarica pi elevati)
ed ai morsetti pi interni dispositivi capaci di prestazioni inferiori (valori di kA di scarica pi bassi questi dispositivi
sono ovviamente meno costosi dei primi). Naturalmente ogni singolo scaricatore dovr essere compatibile con la
tensione della linea ove viene applicato, come detto in precedenza al paragrafo "Caratteristiche dimensionali".

COME INSTALLARLI:
Premessa
Gli scaricatori di sovratensione ad ossidi di zinco (MOV) di norma evidenziano in modo attivo il loro eventuale stato di
guasto.
Il guasto avviene per il fatto che la pastiglia ad ossidi di zinco, cuore del dispositivo, fa mancare il blocco alla tensione
nominale, ci equivale ad un rapido innesco di un corto circuito secco tra fase e terra.
Per scaricatori in alta/media tensione alcune case costruttrici forniscono un aggeggio opzionale (chiamato "isolatoresconnettore") inserito nella parte a valle dello scaricatore, atto ad interromperne il collegamento verso terra quando si
innesca il corto circuito.
Assodato che gli scaricatori di sovratensione quando si guastano creano corto circuito tra fase e terra, resta da definire
quali siano le modalit pi opportune ed economiche di una loro installazione, cio come installarli.
Ci si riferisce qui alle sole utenze private in media e bassa tensione (le modalit di inserzione degli scaricatori nelle reti
gestite dagli Enti erogatori di energia elettrica fanno capo a specifiche normative loro interne che esulano dalla
presente memoria).
Il quesito di cui sopra si sintetizza nel decidere se prevedere o no il disinserimento automatico dello scaricatore dalla
linea in caso di un suo guasto. Il problema non ha soluzione univoca.
A nostro avviso utile effettuare un'analisi probabilistica della situazione: se lo scaricatore piazzato sull'arrivo linea e
se l'utenza a valle, quella per intenderci protetta dallo scaricatore che si guastato (NB: si guastato proprio perch
correttamente intervenuto e l'ha protetta fino a quando ha potuto, fino cio al suo massimo limite termico
costruttivamente ammesso!) tale da non dover essere interrotta (es. un trasformatore di un'ospedale, a meno che gli
altri trasfo in parallelo non siano sovrabbondanti in numero e potenza), allora preferibile che intervenga un dispositivo
di sezionamento rapido che interrompa automaticamente il corto circuito tra linea e massa (sconnettore o interruttore
automatico o fusibili).
Da questi dispositivi di sezionamento poi possibile ricavare segnalazioni di "scaricatore guasto".
Nel caso invece in cui sussistano in contemporanea sia la scarsissima probabilit che il dispositivo debba scaricare
svariate ed elevate onde di sovracorrente entro tempi ristretti (vedere al proposito i test termici di classificazione degli
scaricatori secondo le norme IEC 99-4, citati in precedenza al capitolo C) paragrafo a) sia inoltre la non essenziale
necessit di dover ripristinare immediatamente la tensione (si deve dare tempo ad un tecnico almeno di scollegare il
dispositivo guasto, l'inserzione di uno nuovo potendo essere rinviata) molto pi economico e rapido inserire lo
scaricatore tra fase e terra senza protezione specifica alcuna.
Per poterci mettere mano (non pu essere in tensione) lo scaricatore dovr, in questo caso, essere inserito s al primo
e pi esterno morsetto utile ma comunque a valle del primo interruttore automatico di linea.
ANNOTAZIONE 1:
Bassa tensione
Se si reputa pi opportuno inserire una protezione specifica di sezionamento (es. per luoghi esposti a frequenti ed
elevate sovratensioni) preferibile che detto dispositivo (interruttore automatico o sezionatore con fusibili) sia inserito a
monte, cio tra linea e scaricatore, in quanto un suo intervento scollegherebbe automaticamente lo scaricatore dalla
linea in tensione.
Se infatti lo stesso si mettesse tra lo scaricatore e terra (il risparmio economico dovuto al fatto che, essendo il cavo
che va a terra in comune alle fasi, si deve interrompere un solo cavo, basta cio un solo dispositivo di sezionamento
unipolare), in caso di scaricatore guasto, cio in corto circuito, quest'ultimo rimarrebbe comunque sotto tensione e, con
esso, anche il morsetto a monte del dispositivo di sezionamento. Ci pu essere pericoloso per un'operatore non
avveduto (e comunque detto morsetto a monte dovrebbe essere fisicamente protetto).
ANNOTAZIONE 2:
Dimensionamento dispositivi di sezionamento automatico: interruttore o fusibili
L'interruttore o i fusibili che vengono inseriti tra la linea e lo scaricatore di sovratensione per ottenere il distacco rapido
dello scaricatore dalla linea in caso di un suo guasto (equivalente ad un corto circuito franco tra linea e terra), va
dimensionato per aprire ed interrompere la corrente di corto circuito adeguatamente (senza esplodere).
La corrente continuativa infatti per tensione nominale che attraversa detti dispositivi del tutto trascurabile (frazioni di
milli-ampre).

Le onde di sovracorrente che eventualmente attraversano il dispositivo non portano a particolare surdimensionamento
in quanto, pur essendo di qualche migliaio di ampre, hanno durate indicative di qualche milionesimo di secondo.
ANNOTAZIONE 3:
E' recentemente valsa l'abitudine in alcuni Committenti di far inserire uno scaricatore di sovratensione all'arrivo linea
di ogni nuovo quadro elettrico, indipendentemente da dove detto quadro verr inserito nella rete interna. Ci non
sembra essere razionale: se infatti vengono installati, ad esempio, 5 nuovi quadri tutti all'interno di un palazzo e,
sempre nel nostro esempio, circuitalmente essi sono collegati in serie, ci equivarrebbe, per analogia, mettere 5
identici fusibili in serie, con un'inutile sovra-protezione.

L'installazione degli scaricatori di sovratensione in Media


Tensione negli stabilimenti industriali

Sunto:
Si evidenzia l'opportunit di installare scaricatori di sovratensione a protezione della rete elettrica interna di
stabilimento. Nell'eventualit che l'Ente erogatore fornisca energia elettrica in media tensione, si analizzano i rischi, i
costi ed i benefici tra l'installare una sola terna di scaricatori nel quadro generale di arrivo linea e, soluzione
consigliata, l'installare terne di scaricatori direttamente ai morsetti di ciascun trasformatore.
Un grosso stabilimento industriale usualmente collegato ad una linea di distribuzione ENEL in media tensione (es.
15kV o 20 kV o altro) che alimenta una o pi cabine di trasformazione di propriet del cliente.
NORMATIVE CEI 81-4
In relazione alla eventualit che lo stabilimento e la sua rete elettrica possa essere interessata da fenomeni di
sovratensione pericolose prodotte da fulmini obbligatorio procedere ad una verifica mediante una valutazione dei
rischi secondo le recenti normative CEI 81-4 che, lo rammentiamo, ipotizzano i seguenti quattro tipi di rischio: perdita
di vite umane (tipo1), perdita inaccettabile di servizio pubblico (tipo 2), perdita di patrimonio culturale insostituibile (tipo
3) e perdite economiche (tipo 4).
Le normative di cui sopra fanno esplicito riferimento alle sovratensioni causate da fulminazioni dirette (anche indirette,
ma per fenomeni induttivi collegati ad una fulminazione diretta) e consentono di individuare la necessit o meno di
proteggere un'edificio con un'impianto parafulmine o gabbia di Faraday. In genere, in presenza di un'impianto
parafulmine, compaiono anche dispositivi di sovratensione; in alcuni casi la sola installazione di qualche scaricatore di
sovratensione (ad es. sulla linea di alimentazione in ingresso) pu consentire di evitare l'impianto parafulmine; nella
maggioranza dei casi sia l'impianto parafulmine o la gabbia di Faraday sia gli scaricatori di sovratensione non risultano
necessari, secondo una stretta applicazione delle normative CEI 81-4 sopra richiamate (fabbricati "autoprotetti").
Le modalit di valutazione di cui sopra hanno basi probabilistiche (non potrebbe essere altrimenti, in tema di fulmini),
cio le protezioni possono non risultare necessarie come da calcolo in quanto la probabilit che cada un fulmine in una
data area bassa in relazione ai danni che detto fulmine potrebbe provocare. Non vi tuttavia certezza che detto
spiacevole evento non possa effettivamente accadere; proteggersi totalmente e da tutto peraltro impossibile e,
comunque, con costi che crescono esponenzialmente.
SISTEMA DI PROTEZIONE CONTRO LE SOVRATENSIONI
Sottolineato che l'analisi del rischio secondo gli obblighi normativi delle CEI 81-4 finalizzata agli eventi di grossa
entit con danno immediato ed evidente ("fulminazioni dirette"), resta da chiedersi se sia comunque utile allestire o no
un sistema di protezione della rete elettrica interna di uno stabilimento contro le varie sovratensioni causate da
manovre di organi quali interruttori e contattori ("sovratensioni di manovra") o da guasti sulle linee oppure, quelle pi
frequenti, per induzione in cavi elettrici immersi in campi magnetici causati da fulmini ("sovratensioni per
fulminazione indiretta"), anche se l'energia associata a queste onde di sovratensione limitata e raramente porta a
guasti immediati, chiaramente ricollegabili ad un preciso fenomeno (quale, ad es., un fulmine appena caduto nelle
vicinanze od un ripristino non coordinato della tensione di linea).
La risposta sicuramente positiva se solo si analizzano le probabilit di invecchiamento rapido degli isolamenti degli
impianti elettrici che vengono interessati dal passaggio delle onde di sovratensione (NB:sovratensione =
invecchiamento rapido dell'isolamento); assai attuali sono inoltre i malfunzionamenti dell'elettronica associata agli
impianti, notoriamente pi sensibile alle sovratensioni, che si esprimono con improvvisi ed inspiegabili blocchi del
computer o della macchina a controllo numerico (dopo un reset, tutto funziona normalmente, senza una apparente
logica spiegazione) quando non con guasti alle schede elettroniche, anche se i guasti spesso non sono immediati ma
si verificano dopo il passaggio di parecchie onde di sovratensione con valore di cresta limitato (hanno l'effetto di un
martello pneumatico).
Se poi si compara il beneficio della messa in sicurezza di uno stabilimento con i costi assai contenuti di un sistema di
scaricatori (con scaricatori ad ossidi di zinco senza intervallo d'aria di Classe 1 - 10 kA nominali e 100 kA massimi
secondo le norme IEC 99-4 il costo del materiale per mettere in sicurezza un trasformatore di poco superiore ad un
milione di Lire!) la decisione di bloccare all'ingresso i picchi di sovratensione non pu che essere adottata.
Si rammenta che uno scaricatore di sovratensione ad ossidi di zinco ("MOV" = metal oxide varistor), il pi attuale, in

pratica una resistenza collegata tra fase e terra; il valore della resistenza molto elevato a tensione nominale e molto
basso al passaggio dell'onda di sovratensione; il funzionamento altamente ripetitivo in quanto il dispositivo si
ripristina automaticamente alle condizioni iniziali dopo il passaggio dell'onda di sovratensione; esso funziona come uno
sfioratore di sovratensione, non crea buchi di tensione, scarica verso massa buona parte dell'energia associata
all'onda di sovratensione.
Le normative internazionali di riferimento sono le IEC 99-4.
L'INSTALLAZIONE DEGLI SCARICATORI AGLI ARRIVI LINEA
Assodato perci che, anche se non imposto dalle CEI 81-4, impiantisticamente valido proteggere la rete elettrica
interna di uno stabilimento mediante un'opportuna serie di scaricatori di sovratensione, il primo e basilare nodo ove
dovranno essere installati detti dispositivi quello relativo al circuito di arrivo linea, sia esso in bassa o in media
tensione: tramite l'arrivo linea infatti possono penetrare nella rete interna di stabilimento sia le sovratensioni di manovra
sia quelle indirette da fulmine (per le eventuali sovratensioni dirette da fulmine vale la CEI 81.4, come detto in
precedenza).
Quando l'arrivo linea in media tensione attuale abitudine installare una terna di scaricatori di sovratensione in
corrispondenza dell'interruttore generale di arrivo linea (in media tensione), indipendentemente dal numero di
trasformatori che a questo sottendono.
La soluzione che dovrebbe essere adottata quella invece di installare una terna di scaricatori in media tensione
direttamente sul trasformatore o, se vi sono pi trasformatori, su tutti i singoli trasformatori che "vedono" la linea
esterna di alimentazione dell'Ente erogatore di energia elettrica, indipendentemente degli organi di sezionamento, dagli
interruttori, dai paralleli e quant'altro collegato a monte.
Si analizzano qui di seguito i vantaggi e gli svantaggi delle due soluzioni, mettendo in relazione i parametri:
rischi/soluzioni e costi/benefici.
Definiamo:
"QAL" la soluzione di una terna di scaricatori installati sul quadro di arrivo linea e
"TR" la soluzione di terne di scaricatori installate direttamente sui trasformatori, una terna per ciascun trasformatore.
A) RISCHI/SOLUZIONI:
A.1) GUASTO DELLO SCARICATORE
Nota tecnica: Lo scaricatore di sovratensione "MOV" si guasta quando la quota parte dell'onda di sovratensione che lo
attraversa durante la scarica, diretta verso massa, ha valori energetici superiori ai valori massimi ammissibili dallo
scaricatore (a causa del valore della corrente di scarica o per la durata dell'onda di scarica o per la ripetitivit in tempi
brevissimi di pi onde di scarica; l'equivalente termico della/e onda/e di sovratensione che interessa lo scaricatore non
deve superare cio i kJoule ammessi per il tipo di scaricatore installato). Quando si guasta, il disco "MOV" dello
scaricatore non pi in grado di ripristinare il blocco del circuito verso massa una volta che l'onda di sovratensione
passata, generando pertanto un corto circuito permanente di rete verso massa. Gli attuali scaricatori "MOV" in media
tensione in caso di guasto si auto-escludono dal circuito, consentendo con ci il ripristino della tensione in rete con la
richiusura dell'interruttore di linea (che si era in precedenza aperto per il corto circuito verso massa causato dal guasto
dello scaricatore). Da rilevare che un guasto di uno scaricatore di Classe 1 secondo le IEC 99-4 non deve essere visto
come un'avvenimento drammatico: se non ci fosse stato lo scaricatore con molta probabilit si sarebbe guastato il
circuito primario del trasformatore!
Soluzione "QAL":
Nell'ipotesi assai frequente di pi trasformatori in parallelo, in caso di guasto di anche uno solo dei tre scaricatori
unipolari di sovratensione, scatta l'interruttore generale di arrivo linea e tutta la rete dello stabilimento viene deenergizzata.
Non sempre il personale di manutenzione in grado di effettuare un'immediato ripristino, talvolta alcune produzioni
non possono essere interrotte e comunque un disservizio che consigliabile evitare.
La sostituzione inoltre dello scaricatore guasto con uno nuovo impone di operare senza tensione e quindi fuori orario di
produzione; in attesa di trovare il momento opportuno per effettuare l'intervento di sostituzione dello scaricatore
guasto, la linea non ha protezione.
Soluzione "TR":
Sempre nell'ipotesi di pi trasformatori in parallelo, un'eventuale guasto di uno scaricatore mette fuori servizio il solo
trasformatore ove installato detto scaricatore, lasciando tutti gli altri in funzione. Con opportuni dimensionamenti e
tramite paralleli, sempre possibile continuare ad alimentare i circuiti ad alta priorit, anche quelli di potenza. Il
ripristino totale della rete presenta in questo caso meno criticit.
A.2) INSTALLAZIONE DELLO SCARICATORE
Nota Tecnica: E' basilare per il buon funzionamento di uno scaricatore che i collegamenti tra scaricatore, linea e terra
siano i pi corti possibili e con minimo effetto autoinduttivo, cio senza anse. Non solo. Anche una considerevole
distanza tra il morsetto del trasformatore da proteggere ed il morsetto dello scaricatore di protezione pu diminuire
(quando non annullare, con parecchie decine di metri) il benefico effetto di detta protezione. Infatti, quando un'onda di
sovratensione incontra uno scaricatore, questa viene spianata dallo scaricatore (NB: la "tensione residua" ha un valore

ben maggiore di quello della tensione nominale di linea (vedere le tabelle relative alle prestazioni edite dai costruttori),
tale comunque da essere egregiamente sopportato dagli isolamenti dei cavi, degli interruttori e dei circuiti del
trasformatore). L'energia dell'onda in buona parte scaricata a terra. Al morsetto del trasformatore viene perci ad
essere applicata la tensione residua imposta dallo scaricatore. Nei primi istanti il trasformatore appare con forte effetto
capacitivo ed una elevata corrente (magnetizzante) va a caricare la capacit del trasformatore, limitata solo dalla
induttanza del circuito. La tensione ai capi del trasformatore sale dal valore nominale di rete al valore imposto dallo
scaricatore (tensione residua), questo non immediatamente ma tramite un breve transitorio (carica della capacit del
trasformatore); quando tuttavia al morsetto del trasformatore viene raggiunto il valore della tensione residua imposta
dallo scaricatore, l'induttanza del tratto di cavo che collega il morsetto dello scaricatore con quello del trasformatore, a
causa del passaggio della corrente, ha immagazzinato energia induttiva che impone la continuazione per una breve
durata del flusso di corrente (fino a che detta energia non si sia trasferita dalla induttanza del cavo alla capacit del
trasformatore, dissipazioni a parte). Ci causa sul trasformatore un picco di tensione che va a sommarsi al valore della
tensione residua. Il valore di detto picco dipende dalle forme d'onda e dalle caratteristiche di intervento dello
scaricatore, dalle caratteristiche costruttive del trasformatore e, importante, dalla lunghezza del cavo che unisce il
morsetto dello scaricatore con quello del trasformatore. Pi rapido il fronte d'onda della sovratensione residua e
maggiore la lunghezza del predetto collegamento tra scaricatore e trasformatore, maggiore sar il valore del picco
aggiuntivo di tensione sul trasformatore.
Soluzione "QAL"
Se il/i trasformatore/i /sono molto vicino/i al quadro generale di arrivo linea ove stata installata la terna di scaricatori,
gli extra picchi di tensioni sono limitati.
Se invece, come usuale quando vi sono pi trasformatori all'interno dello stabilimento, alcuni di essi sono distanti
(anche qualche centinaio di metri) dal quadro di cui sopra, per questi ultimi gli extra picchi di sovratensione
diminuiscono od annullano la protezione rappresentata dallo scaricatore di arrivo linea, ci che comporter comunque
l'installazione di altri scaricatori posizionati pi vicino.
Soluzione "TR"
Se ciascun trasformatore ha installato uno scaricatore vicino a ciascuno dei tre morsetti, il problema di cui sopra non
pu porsi ed il livello di protezione il migliore tecnicamente possibile.
B) COSTI/BENEFICI
Ribadiamo quanto gi in precedenza accennato in merito al costo degli scaricatori di sovratensione, e cio che una
terna di scaricatori in media tensione di ottima qualit (es. di marca Cooper Power Systems - U.S.A.) ad ossidi di zinco
("MOV") di Classe 1 da 10 kA nominali e 100 kA massimi secondo le normative internazionali IEC 99-4, esecuzione per
esterno, ha un costo di mercato, completi di ausiliari, di poco superiore ad 1 (uno) milione di Lire (+ IVA).
Soluzione "QAL"
Il costo corrisponde alla somma tra il costo del materiale (una sola terna di scaricatori) ed il costo della loro
installazione all'interno di un pannello in M.T.
Il beneficio per il minor costo complessivo limitato in relazione a quanto detto in precedenza al paragrafo A).
Soluzione "TR"
Nel caso di un solo trasformatore bisogna valutare la differenza tra i costi di installazione degli scaricatori direttamente
sul trasformatore tramite tre semplici staffe e quelli invece per la loro installazione nel pannello in M.T., quest'ultima in
genere analoga.
A parit di costo si evidenzia il beneficio di un pi sicuro livello di protezione.
Nel caso di pi trasformatori, ovviamente i costi del materiale sono superiori essendovi una terna di scaricatori per
ciascun trasformatore ma, in relazione a quanto sopra detto al paragrafo A), i vantaggi sono notevolmente superiori
rispetto alla soluzione "QAL", specificatamente poi se le cabine di trasformazione non sono situate tutte nelle
immediate vicinanze del quadro generale di arrivo linea.
Il maggiore costo complessivo comunque assai contenuto, non paragonabile ai benefici ottenibili.
P.S.: Per ciascun trasformatore, si consiglia di installare anche uno scaricatore tripolare "MOV" in bassa tensione
direttamente sui morsetti in B.T. del trasformatore, ottenendo (con poca spesa) una doppia barriera di protezione del
trasformatore stesso
NB: se la linea in B.T. ha tratti esterni esposti sufficientemente lunghi, sovratensioni possono raggiungere il
trasformatore per tramite dei cavi in bassa tensione!
NOTA TECNICA 1:
"LE NORME"
In accordo alle Norme ANSI/IEEE C62.11, (analoghe ma leggermente pi severe delle IEC 99-4 per la bassa tensione)
gli scaricatori Cooper, totalmente ad ossidi di zinco, sono stati costruiti per poter sopportare cicli di prova standardizzati

definibili come segue:


- ciclo base: n.22 scariche di corrente con onda 8/20 microsecondi e valore di cresta pari a 5kA (simulano le
sovratensioni indotte atmosferiche da fulmine); le 22 scariche sono consecutive, senza intervalli di tempo per il
raffreddamento (fatto salvo il tempo necessario per caricare il condensatore di prova, circa 40-50 secondi per ciascuna
scarica).
NB. Nella brochure Cooper n 235 -16 , Tabella 1, viene dato il valore della tensione residua anche per onda di
corrente 8/20 da 40 kA
- impulso rapido ad elevata corrente: n.2 scariche di corrente con onda pari a 4/10 microsecondi e valore di cresta pari
a 40kA (simulano le sovratensioni indotte atmosferiche intense, per fulmini molto intensi/vicini); le scariche sono a
caldo
- impulso lungo a bassa corrente: n.20 scariche di corrente con onda di forma rettangolare della durata pari a 2000
microsecondi e valore di cresta pari a 75A (simulano le sovratensioni di manovra, es. apertura di interruttori sotto
carico).
OSSERVAZIONE IMPORTANTE: Nel confrontare le prestazioni degli scaricatori di sovratensione in bassa tensione
Cooper Power Systems, oggi il maggior produttore mondiale di scaricatori ad ossidi di zinco, con scaricatori di altre
Marche attualmente in commercio, rispondenti a differenti Normative non sempre agevolmente confrontabili, si invita a
NON fare riferimento al valore di "corrente nominale di scarica" o al "valore massimo di corrente scarica" ma al numero
di scariche che lo scaricatore pu sopportare senza interruzione se sottoposto ad un ciclo di prova con scarica
standard da 5 kA ed onda 8/20 (8 microsecondi per salire in cresta e 20 per poi ridiscendere a met del valore di
cresta, onda base di riferimento universalmente adottata per i test con le sovratensioni indotte); immediatamente dopo
ogni scarica deve essere ripristinata la tensione nominale di esercizio per verificare la capacit di blocco dello
scaricatore. Il numero di scariche di cui sopra un valido indice della bont dello scaricatore in termini di energia che
lo stesso pu scaricare senza guastarsi. Un'altro parametro la rapidit di innesco, assicurata dal tipo di materiale
utilizzato; ottimale la soluzione, adottata dalla Cooper, di scaricatori totalmente ad ossidi di zinco (senza intervalli
spinterometrici di aria, gas o quant'altro).

NOTA TECNICA 2:
"GUASTO DELLO SCARICATORE e SEGNALAZIONE DI GUASTO"
Un'eventuale guasto dello scaricatore Cooper in B.T. (raro, per fulminazione diretta od assimilabile), segnalato da una
finestrella posta sul fronte dell'apparecchio, dovuto ad una o pi onde di sovratensione energicamente eccessiva/e in
relazione alle capacit di sovraccarico della pastiglia "MOV" ad ossidi di zinco, "cuore" dello scaricatore, (vedere
grafico fig. 8 pag. 5 del catalogo 235-16), causa un corto circuito secco tra fase e terra che fa scattare l'interruttore
che alimenta la linea in B.T.
Se l'utenza richiede un rapido ripristino della tensione, prevedere l'installazione di un'interruttore o, meglio, di un
sezionatore con fusibili, che comunque disaccoppino lo scaricatore dalla rete in caso di un suo guasto, installati tra
fase e scaricatore, in parallelo alla linea, dimensionati in relazione al potere di corto circuito fase-terra della rete.
E' consigliabile l'installazione dell'interruttore o del sezionatore con fusibili in tutti gli arrivi linea in bassa tensione.
Se il neutro ha percorsi esterni esposti e/o lunghi (es. l'arrivo linea in B.T.), installare uno scaricatore anche su detto
cavo (ovviamente senza fusibile).
La segnalazione a distanza dell'eventuale guasto dello scaricatore verr prelevata da un contatto ausiliario
dell'interruttore (o dal dispositivo di segnalazione guasto fusibile); detta segnalazione da ritenersi senza dubbio la pi
efficace e sicura negli anni.

NOTA TECNICA 3:
"MODALITA' PRATICHE DI INSTALLAZIONE"
Per ciascun cavo esterno entrante nel fabbricato, non schermato e con significativa lunghezza esterna, inserire uno
scaricatore tra ciascuna fase (+ neutro) e terra, in parallelo alla linea, collegato al primo morsetto utile, il pi esterno
possibile al fabbricato.

Quali scaricatori di sovratensione Cooper inserire, dove e con quali protezioni?


(NB: protezioni per sconnetterlo dalla rete interna nel caso di guasto dello scaricatore, eventualit solitamente assai
rara ma non impossibile : guasto = fase a terra!)
a) ARRIVO LINEA BIPOLARE (220 V); (es. abitazione privata) n 1 scaricatore bipolare (fase e neutro) + interruttore
/sezionatore con fusibile sulla fase
b) ARRIVO LINEA TRIPOLARE (380 V) + NEUTRO; (es. uffici) n 2 scaricatori bipolari (fase + fase e fase + neutro) +
interruttore tripolare/sezionatore trifase con fusibili (NB: la tensione tra ciascuna fase e neutro 220 V)
c) SECONDARIO DI UN TRASFORMATORE (es. di stabilimento, a 400V) (nell'ipotesi che vi siano n 3 scaricatori
unipolari Cooper della serie "UltraSIL" gi installati sul primario in M.T. del trasformatore) n 1 scaricatore tripolare
d) UTENZE ESTERNE PRIVILEGIATE (il cui funzionamento necessario ed indispensabile per la produzione di
stabilimento, ad esempio particolari pompe) Trattare come arrivi linea, cio con scaricatore ed interruttore/sezionat.
con fusibili.
e) UTENZE ESTERNE NON PRIVILEGIATE (che cio possono momentaneamente rimanere anche non alimentate,
es. lampada esterna) Inserire il solo scaricatore, senza interruttore/sezionatore con fusibili.