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INDICE GENERALE CapiroLo I- GENERALITA SUGLI ELETTRODOTTI AEREI E IN CAVO PER SISTEMI AD ALTA TENSIONE 1.1 Richiami sulle costanti fondamentali delle linee aeree ¢ dei cavi LL Premesse. 1.1.2 Costanti fondamentali delle Since aeree. 1.13 Conduttori per linee aerce ad A.T.. 1.1.4 Costanti fondamentali delle linee in cavo. . . 1.1.5 Dimensionamento della sezione delle linee ad alta a Caprroto II - LE LINEE DI TRASMISSIONE D’ENERGIA ELETTRICA 2.1. Equazioni in regime sinusoidale permanente di una linea di trasmissione di energia. Quadripoli equivalenti. ee 2.2. Quadripoli equivalenti a sistemi in cui é inserita una linea di trasmissione 2.3. Linea chiusa sull'impedenza caratteristica. Potenza caratteristica (naturale) 2.4 Linea a vuoto e in corto circuito. 2.5 Linea con lunghezza pari a 1/4 e 1/2 della lunghezza d’ onda he 2.6 Calcolazione elettrica delle linee di trasmissione in regime permanente sinusoidale . : 2.6.1 Diagramma vettoriale della lea 2.6.2 Potenza attiva e reattiva . 263 Diagrammi circolari di AP e AQ. 2.6.4 Rendimento di una linea 2.6.5 Espressione della potenza in funzione de Me tensions at ‘dive estremi. Diagrammi circolari delle potenze . 2.7 Calcolazione elettrica delle linee di trasmissione in cavo in regime per- manente sinusoidale . 2.7.1 Confronti fra i valort det parametri ‘fondamentali di linee acre ¢ in cavo ad A.T. ; : eo 2.9 Considerazioni economiche sulle capacita di oe di un a 2.10 Considerazioni finali sulla trasmissione di potenza negli clettrodotti . Caprroto III - FENOMENI DI INFLUENZA FRA LINEE ELETTRICHE AEREE E LAMBIENTE 3.1 Premesse 3.2 Fenomeni di interferenza ti tra Tinee aeree 3.2.1 Interferenza elettrostatica . 3.2.2 Interferenza elettromagnetica . a rrr—r—CCss¥sCriza;“C : 3.4 Fenomeni d’influenza legati all’effetto corona dei conduttori. . . .. . 3.5 Problemi di influenza posti dalle correnti di guasto a terra . 3.6 Vincoli territoriali e ambientali per gli elettrodotti . CarrtoLo IV - IL METODO DEI VALORI RELATIVI 4.1 Generalita . RG wewww ve 35 42 44 48 51 oe 37 58 60 61 65 72 75 75 76 76 77 82 83 83 87 4.2 44 45 46 Vantaggi dell’uso dei valori relativi . Scelta delle grandezze di riferimento Modalita di impiego dei valori relativi . : Riporto di impedenze in p.u. da una base di riferimento ad un’altra Valori di prima approssimazione per le impedenze dei componenti di un impianto . : ee 4.6.1 Macchine sincrone . 4.6.2 Trasformatori . 4.6.3 Le linee ei cavi. 4.6.4 Le sbarre . Carrro.o V - ANALISI DELLE RETI ELETTRICHE DI POTENZA SL 5.2 53 34 55 5.6 57 5.8 59 Reti in regime permanente. Generalita . Variabili di stato in un sistema di potenza . Il problema del «load flow» e del SS Le equazioni del «load flow» . | Determinazione del load flow in una rete . Applicazioni delle equazioni del load flow . Equazioni del load flow in corrente continua . Il dispatching in un sistema di potenza. . 5.8.1 Il dispatching della generazione della _ 5.8.2 Equazioni del dispatching 5.9.3 Cenno sul dispatching della produzione di oo reattiva . Sulla determinazione delle perdite in un sistema di potenza . ~€aprtoLo VI - LA REGOLAZIONE DELLA FREQUENZA 61 6.2 63 64 65 6.6. Regolazione della tensione e della frequenza in un sistema di potenza . Regolazione della frequenza. Generalita . Caratteristiche dei carichi . yen di frequenza . 6.4.1 Liimpianto. . 6.4.2 Il Regolatore di velocita . 6.4.3, La Regolazione primaria . 64.4 La Regolazione secondaria . La Regolazione frequenza- -potenza . Analisi della regolazione primaria secondatia di frequenza a a mezzo del- le caratteristiche statiche . : 4 : CarrroLo VII ~ LA REGOLAZIONE DELLA TENSIONE 71 7.2 73 74 Fe 76 V7 Generalita . Problemi degli utilizzatori . Regime delle tensioni nei nodi di una rete . Regolazione della tensione in un nodo. . Determinazione della variazione di tensione nei Hi nodi diut una rete per inie- zione di potenza reattiva in un nodo . Mezzi di regolazione Livelli di regolazione . 88 88 89 1 92 92 93 93 93 95 7 98 98 99 104 105 107 107 109 fase 112 13 114 116 118 118 121 128 132 135 143 145 145 147 148 149 150 150 XII 7.8 La regolazione di tensione primaria nei diversi nodi della rete. bs 7.8.1 Nodi generatori. . . i? 7.8.2 Nodi delle reti di trasporto (220 + 380, AV). a fee ly: 7.8.2.1 I trasformatori e autotrasformatori con variatore di rapporto sotto carico. Boosters. . . oe ae ‘ lS 7.8.2.2 Compensatori. . . a) ae © Compensatori a ee eae 7.8.2.2.1A Compensatori sincroni. . . . . . . . 161 7.8.2.2.2B Compensatori statict (FACTS) | cee e109 7.8.2.2.2 Compensatoripassii. » 6 0 169 7.8.3 Nodi delle reti di trasmissione. . . Pe ele 7.8.3.1 Trasformatori con variatore di ee uC Meer ae 7.8.3.2 Compensatori statici. . . eee 72 7.8.4 Regolazione della tensione nelle retia M. Te e be. fo oe lie: 7.9 La regolazione di tensione secondaria e terziaria Doe wee 1S 7.9.1 Modello matematico linearizzato del sistema... .. 1... +... VT 92 Scela del nod: pilota ee 7.9.3, Scelta dei generatori controllati . ee 7D. x, Cariroto VIII - ANALISI DEI GUASTI NON SIMMETRICI 8.1 Generalita. . . . lel 8.2 Tipidiguasto. . . as 83 Determinazione delle correnti ¢ delle tensioni che si presentano durante. iguasti. . . . ey 8.3.1 Corto circuito trifase 1 ee ee 8.3.2 Guasto monofase a terra netto. . : ee A . 184 8.3.3. Corto circuito bifase senza contattoaterra. . . . 2 2... Pa Li Coe Comp ce ON eee ee 8.3.5 Corto circuiti con caeclede monmle ee 190 8.3.6 Doppio guastoa terra. . . fe 190 8.3.7 Guasto monofase a terra in reti con neutro Baoli ee 6-4: lnterrucioni mon summetiche 195, BAe Ineruncne dune fae 193, S42 Interugoneaiauejer ee 1d “XS CaprroLo IX - LE CORRENTI DI CORTO CIRCUITO NEI SISTEMI DI POTENZA 9.1 Generalita. . . . eee eee eee eka 9.2 Il regime transitorio causato ae corto- oo 198 9.3' Calcolo delle correnti di corto-circuito in punti lontani dai generatori . 201 9.3.1 Ipotesi e metodi dicalcolo. . . . . e202. 9.4 Calcolo delle correnti di corto-circuito in punti prossimi ai generatori . fe 210 94.1 Valutazionedil",, .. 2... 2 a eeaeeeeace ee _=_===-____ oe ——s— 9.4.4 Valutazione dil, . . . « oe ro 219. 95 Massime sollecitazioni termiche in condizioni dicorto-circuito. . . . . . . 215 XIV CarrroLo X - SOVRATENSIONI 10.1 Premesse . 10.2 Richiami sul fenomeno di propagazione in una 10.3 Propagazione su una linea polifase. Analisi modale . 10.4 Attenuazione e distorsione delle onde che si propagano su una linea . 10.5 Riflessioni e rifrazioni delle onde . ee ee 10.6 Linee di lunghezza finita. Riflessioni multiple . 10.7 Metodo generale per I'esame delle riflessioni multiple . 10.8 Sovratensioni atmosferiche 10.9 Sovratensioni di manovra. Generali 10.9.1 Inserzione di linee a vuoto: sovratensioni per cbiusura e ribiusu- ra a seguito di apertura . 10.9.2 Eliminazione di guasti . 10.9.3 Interruzione di piccole correnti induttive (trasformatori a ace 10.9.4 Interruzione di piccole correnti capacitive (lunghe linee aeree a vuoto, cavi a vuoto, batterie di candensatori) . 10.10 Sovratensioni sostenute a frequenza industriale 0 armonica . 10.10.1 Sovratensioni dovute a brusche riduzioni di carico . 10.10.2 Sovratensioni per eccesso di velocita . 10,10.3 Sovratensioni temporanee . + 10.10.3.1 Sovratensioni per autoeccitazione degli alternator. 10.10.3.2 Sovratensioni per ferrorisonanza . 10.10.3.3. Sovratenstoni per risonanza su armoniche . Caprroo XI- LA COMPATIBILITA ELETTROMAGNETICA (C.E.M.) DEI SISTEMI ELETTRICI 11.1 Generalita . 112 Classificazione dei disturbi elettromagnetici ¢ e meccanismi di accoppiamento 11.3 Metodi di analisi dei disturbi elettromagnetici nei sistemi di potenza . 11.4 I disturbi condotti e irradiati nei sistemi di potenza . 11.4.1 Disturbi condotti . 11.4.2 Disturbi irradiati . 115 Analisi dei disturbi condotti nei sistemi idi potenza , 11.5.1 Modifiche della simmetria della tensione nelle reti ‘dettriche . 11.5.2 Variazioni della forma d’onda, Distorsione armonica 11.5.2.1 Origine delle armoniche nelle reti e loro effetti . 11.5.2.2 Qualité della tensione nei sistemi di distribuzione in pre- senza di armoniche 115.23 Sistemi di filtraggio . 11.5.3 Variazioni dell'ampiezza . 11.5.4 Sovratensioni, transitori 2 instabilisa . 11.6 Analisi dei disturbi irradiati nei sistemi di potenza . 11.6.1 Generalita . zr 11.6.2 Classificazione dei disturbi irradiati i in base alle sorgenti . 11.6.2. Linee elettriche aeree e in cavo . 11.6.2.2 Trasformatori di potenza . : 11.6.2.3 Stazioni e cabine elettriche di potenza . 219 233 247 250 253 254 254 255 256 256 259 260 262 263 265 281 281 281 283 283 284 286 11.6.2.4 Gli apparecchi di manovra e protezione ed i quadri elettrict di media tensione . a ,,rrrrt~”:—CCsCsC;sCC ade elettrict di bassa tensione . 11.6.2.6 La fulntinazione atmosferica e i problemi di com- patibilita elettromagnetica . 11.6.2.7 Gli azionamenti elettrici 11.7 Qualita del servizio (Power — 11.7.1 La Normativa . : X-Caprrovo XI -LA STABILITA DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA 12.1 Generalita . 12.2 Stabilita statica . 12.21 Stabilita statica di un alternatore . : 12.2.2 Stabilita statica di trasmissione di un sistema . 12.3 Equazione del moto del singolo generatore . 12.4 Stabilita statica nei sistemi a molte macchine . 12.4.1 Il modello semplificato . 12.5. Stabilita dinamica. . . 12.5.1 Lo smorzamento delle oscillazioni nel moto del ‘generatore, Vie fluenza del regolatore di tensione . 12.5.2 Instabilita oscillatorie nei sistemi a molte machine. 12.6 Stabilita transitoria . 126.1 Stabilita transitovia di una macchina sincrona connessa ad una rete di potenza infinita . 12.6.2 Applicazioni del criterio delle a aree . 12.7 La stabilita transitoria nei sistemi elettrici a molte macchine . 12.8 I transitorio di lunga durata . : 12.9 I provvedimenti per migliorare la stabilita Caprroto XII- DIMENSIONAMENTO DELLISOLAMENTO DI UN SISTEMA 13.1 Considerazioni generali . 13.2 Approccio probabilistic semplificato del coordinamento degli isolamenti . 13.3 Comportamento degli isolanti elettrici alle sollecitazioni . 134 Livelli disolamento . ; 133. Coordinamento degli isolamenti : | 13.6 Isolamenti e distanziamenti di sicurezza . Cariroto XIV - LA PROTEZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA 14.1 Premesse . 142 [sistemi di protezione contro le correnti di esercizio anormali . 14.3 Conseguenze e classificazione dei guasti . 14.4 Cenno sulla valutazione economica della interruzione del servizio . | 14.5 Struttura delle reti dei sistemi elettrici di potenza . '14.6 Caratteri dei sistemi di protezione dalle cortenti di esercizio ee 289 289 291 292 293 294 301 302 302 305 307 310 311 312 oe 314 31S 316 319 323 324 326 329 330 332 334 334 337 345 345, 353 354 355, delle reti di trasporto e trasmissione. . Bee 14.7 Protezione a confronto di direzione e di fase con filo opi / 14.8 Protezioni a distanza . Pe Ot oo 14.9 Provvedimenti di protezione o contro le sovratensioni. sss 14.9.1 Provvedimenti di carattere preventvo. . . . 2... we 149.11 Funidiguardia,.... 1... ee some 4.9.1.2 Messa a terra del neutro . eee 14.913 Altri provvedimenti preventiv 14.10 Dispositivi di protezione contro le sovratensioni . 14.11 Distanza limite di protezione di uno scaricatore . ce 14.12 Criteri di utilizzazione degli scaricatorie spinterometri. . . . - = CapiroLo XV - CONSIDERAZIONI SUL TRASPORTO DELLENERGIA ELETTRICA IN CORRENTE CONTINUA IN A.T. 15.1 Generalita . 15.2 Schemi di trasmissione . 15.3 Confronto fra sistemi ad A. Ti in corrente continua e corrente te altemata . 15.4 Stazioni di conversione : ee ————_—e_—™=s CaprroLo XVI — LAFFIDABILITA DEI SISTEMI DI POTENZA 16.1 Generalita . 7 162 Componenti non riparabili, Affidabilita . 16.3 Modelli di guasto 16.4 Componenti riparabili. ee oe Soe bee 16.5 Determinazione delle grandezze affidabilistiche. ee ee 16.6 Affidabilita dei sistemi complessi. : 16.6.1 Struttura serie e struttura parallelo di a oe ee 16.7 Metodi per il calcolo dell’affidabilita dei sistemi comple boo 16.7.1 Metodo dello spazio degli eventi. . . . . Se 16.7.2 Metodo dei collegamenti (TIE - SET). . 16.7.3. Metodo dei tagli (CUT - SET). . 16.8 Metodi che consentono di valutare anche la disponibilita di sistemi complessi . 16.8.1 Metodo di Markov. 16.8.2 Metodo di Montecarlo. 16.9 Considerazioni finali sulla disponibilita diun sistema di potenza, CapiroLo XVII - INTRODUZIONE ALLA PIANIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA 17.1 Generalita. 17.2 Programmazione del sistema elettrico. 173 Copertura del diagramma di catico di un sistema di potenza. 17.4 Strutturazione del sistema elettrico di produzione. 17.5 Strutturazione di un sistema di produzione termoelettrica. Orientamenti ae scelta della taglia delle unita generatrici. 17.6 Esercizio di un sistema elettrico. 7 17.7 Strutturazione di un sistema elettrico di trasmissione. 355 356 356 358 358 358 360 364 365 365 368 371 ote 373 378 379 381 382 383 384 385 385 386 387 387 388 388 389 389 390 390 393 395 396 396 398 399 400 17.8 Strutturazione di un sistema di produzione misto termoidroelettrico. 17.8.1 Introduzione di centrali ad acqua fluente. 17.8.2 Introduztone di centrali a serbatoto. 17.8.3 Introduzione di centrali a bacino. * CaprtoLo XVIII - INTRODUZIONE AL CONTROLLO DEI SISTEMI DI POTENZA 18.1 Generalita. 182. Sistemi di teleoperazione. . . 18.3 Compiti e obiettivi del sistema di ‘controllo. | Caprro.o XIX — CALCOLO MECCANICO DELLE LINEE AEREE 19.1 Premesse. 19.2 Generalita sul calcolo meccanico dei conduttoti 19.3 Catenaria di un conduttore tesato fra due punti 19.4 Campata con attacchi a livello. Formula della catenaria ilva). 19.5 Campate con attacchi a livello, Formule della parabola (Blondel Truxa). 19.6 Campate con attacchi a dislivello. : 19.7 Allungamento elastico e dilatazione termica a : 198 Modulo di elasticita e coefficiente di dilatazione termica lineare dei con- duttori. 5 : 19.9 Equazione del cambiamento di condizione del conduttore. 19.10 Norme CEI per il calcolo meccanico dei conduttori. : 19.11 Applicazione dell’equazione del cambiamento di condizione al calcolo meccanico dei conduttori. es 19.13 I diagrammi di stato delle linee. 19.14 Determinazione delle tabelle di tesatura. Abbaco Colonnetti. 19.15 Programmi per il calcolo numerico degli elettrodotti. 19.16 Indice di rottura. : 19.17 Studio delle tratte. Campata virtuale. 19.18 Considerazioni aggiuntive. 19.19 Scelta della campata di una linea aerea € a 19.20 Calcolo meccanico dei sostegni e delle fondazioni delle linee aeree. 19.20.1 Generalita. 19.20.2 Sostegni. Azioni esterne. 19.20.3 Ipotesi di calcolo. 19.20.4 Conduttori rotti. : 19.21 Calcolo degli sforzi interni nei sostegni di M T. e ‘bt te 1921.1 Sostegni dt acciaio tubolari a stelo unico. 19.212 Pali di legno. . 19.213 Sostegni di cemento armato. 1921.4 Pali a traliccio a fusto. 19.22 Tralicci di forma complessa. 19,23 Calcolo delle fondazioni. XVIL 401 401 402 402 403 403 405 409 409 411 413 415 417 419 419 421 423 423 426 430 433 433 B4 435 436 437 437 438 439 440 440 440 442 442 445 448 450 XVII CaprroLo XX - DIMENSIONAMENTO DEI COMPONENTI DEI SISTEMI DI POTENZA IN CONDIZIONI DI MASSIMA SOLLECITAZIONE PER CORTO-CIRCUITI 20.1 Premesse. 20.2 Sollecitazioni termiche : sui a fai impianto. 20.3. Sollecitazioni meccaniche sui componenti di impianto. Generalita.. 20.4 Sforzi elettrodinamici fra sbarre di forma qualsiasi. oe 20.5 Sforzi elettrodinamici fra conduttori di una stessa fase. . . . 20.6 Sforzi elettrodinamici sotto corto-circuito. 20.7 Fenomeni di risonanza. : 20.8 Resistenza meccanica delle sbarre. 20.9 Frecce nelle sbarre. 20.10 Sforzo sugli isolatori. CapiroLo XXI - PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE DI UN ELETTRODOTTO AD A.T. 21.1 Generalita. 21.2 Studio del tracciato. 21.3 Iter autorizzativo. 214 Rilievo. ee rrs—sr:s::C«sisC;szé'’SQWOC:CissCésCC;s 21.6 Scelta dei conduttori. 21,7. Verifica meccanica del conduttore, 218 Scelta delle funi di guardia. 21.9 Scelta dei sostegni. 21.9.1 Geometria delle estate e 2 franchi ‘cletirie verso massa. ee 21.10 Distribuzione dei sostegni sul profilo... . 2... 0. 21.11 Le trasposizioni delle linee aeree. 21.12 _Isolatori. 21.13 Morsetteria. 2113.1 Equipaggiamenti . a cy a 21.13.2 Equipaggiamenti di ammarro del conduttore. 21.13.3 Morsetteria a compressione. 21.14 Fondazioni. 7 Zi rr CapiToLo XXII 22.1 General oo Comdesiiidipecdd i 22.2.1 Dispersori elementari in mezzi omogenet. 22.2.2 Dispersori elementari in mezzi non omogenei. 22.2.3 Resistenze di terra di dispersori semplici. . 22.3 Metodi di calcolo per dispersori complessi. 22.3.1 Generalita. ——CCss di terra. ao 22.3.3 Limpiego ae vasca a ae ie oe A ae os —LA MESSA A TERRA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI 455 455 455 456 456 457 459 460 463 463 465 465 474 476 478 479 480 481 481 483 486 487 487 490 490 490 491 492 492 497 499 499 505 507 508 508 508 509 22.4 Comportamento a impulso dei dispersori di terra. 22.5 Il progetto di un impianto di messa a terra. 22.5.1 Indagini preliminari. . 22.5.2 Critert generali di a ee ae a messa a b terra di proteztone. ee 225.3 Livelli massimi della corrente di guasto 22.5.4 Circuiti di ritorno, dispersori ausiliari e naturali. 22.6 Dispersori intenzionali. 22.6.1 Impianti elettrici estesi. 22.6.2. Uso dei picchetti. 22.6.3, Cabine. 22.6.4 Messa a terra det sostegni. 22.7 Terreni non omogenei. 22.8 Dimensionamento dei ee 7 — . terra. 22.9 Messe a terra di funzionamento. 22.10 Tensioni trasferite e fenomeni di interferenza. Caprro.o XXIII - LE STAZIONI ELETTRICHE 23.1 Premesse. 23.2 Schemi di stazioni cee ee 23.3. Analisi degli schemi di stazione. 23.3.1 Semplice sistema di sbarre. . 23.3.2 Semplice sistema di sbarre con by-pass ‘dell’ interruttore, 23.3.3, Schema a sharra principale pitt sbarra di traslazione. 23.3.4. Schema a doppio sistema di sbarre. 23.3.5 Schema a doppio sistema di sbarre con sbarra di traslazione. 23.3.6 Schema a doppia sbarra e due interruttori per montante. 23.3.7 Schema con sistema di sbarre ad anello. : 23.4 Progettazione modulare. 23.5 Elementi costitutivi delle Stazioni. 23.5.1 Staziont MT/AT annesse alle central. 23.5.2 Stazioni AT/MT. Cabine primarie. 23.5.3 Staziont ricevitrict. 23.6 Il sistema di protezione. 23.6.1 Stazioni ricevitrict. 23.6.2 Staziont AT/MT (Cabine primarie). 23.6.3 Staziont annesse alle Centrali. 23.7 I servizi ausiliari. ae . 23.7.1 Servizi ausiliari in corrente ae 23.7.2 Servizi ausiliari in corrente continua. 23.8 Criteri progettuali. 238.1 Scelta dello schema. 23.8.2 Scelta del terreno. 23.8.3. Dimensionamento e oe delle a 23.8.4 Disposizione delle apparecchiature. : 23.8.5 Carpenteria metallica. : 23.8.6 Impianto di terra. XIX 510 oe 512 a 514 515 520 520 524 525, ae 525 526 526 526 529 529 531 531 531 532 533 533 534 535 535 536 536 536 539 539 539 540 S41 541 S41 541 542 542 542 543, 543 546 547 XX 23.9 Stazioni blindate in SF6. CaprroLo XXTV -LE TARIFFE DELLENERGIA ELETTRICA E LA 24.1 ros 24.3 24.4 24.5 24.6 GESTIONE DEL CARICO Generalita. Costo del servizio clettrico. Imputazione dei costi. 243.1. Metodo della responsabilita di punta. : 24.3.2 Metodo della probabilita di contemporaneita. 243.3 Metodo del carico medio ed eccedente. 24.3.4 Metodo E.R.A.. Determinazione delle tariffe. 24.4.1 Tariffa Hopkinson (binomia). 24.4.2 Tariffa Wright (a scaglioni di utilizzatione). Scelta del tipo di costo. Cenni sulla gestione del carico (load ‘management) nei sistemi di distri- buzione. AppenpicEI- — RICHIAMI SULLE MATRICI E TEORIA DELLA Al A2 PROBABILITA Algebra delle matrici. i All La notazione matriciale; trasposta di una matrice, matvice inversa; somma e prodotto di matrici. Le A.L2 Autovalori di una matrice. Teoria della probabilita. : A2.1 Il concetto di probabilita A2.2, Probabilita condizionata. A2.3° Variabilt casuali. : A2A4 Distribuzione di — ee A.2.6. Valore medio teorico. 7 A27 Scarto Quadratico medio e Varianza. A28 La variabile casuale normale o gaussiana. Appendice If - _ CENNI SUGLI STRUMENTI DI ANALISI E Al CALCOLO DEI SISTEMI DI POTENZA Generalita. Bibliografia, Indice analitico. 547 aan 552 553 553 554 554 555, 555 556 556 556 ae 559 559 562 563 563 563 564 564 564 565 565 565 569 575 byes CAPITOLO I GENERALITA SUGLI ELETTRODOTTI AEREI E IN CAVO PER SISTEMI AD ALTA TENSIONE 1.1 Richiami sulle costanti fondamentali delle linee aeree e dei cavi 1.1.1 Premesse I fenomeni elettromagnetici a mezzo dei quali avviene il trasporto di energia elettrica su una linea di trasmissione possono essere descritti e studiati, come & noto, attribuendo a cia- scun conduttore di linea quattro parametri elettrici, uniformemente distribuiti, che per como- dita vengono riferiti all’unita di lunghezza (*). Questi, detti costanti fondamentali delle linee sono: —la resistenza longitudinale r (Q/km); — Vinduttanza di servizio | (H/km); —la conduttanza trasversale di servizio g (S/Km); —la capacité di servizio c (F/km). 1.1.2 Costanti fondamentali delle linee aeree (**) A) Resistenza longitudinale La resistenza chilometrica longitudinale di un conduttore normalizzato per linee aeree & fornita dal costruttore e pud essere espressa dalla relazione: [1.1] r= Ke Ss in Q mm*/km del materiale costituente il conduttore e varia con la tempera- tura 8 con la legge p = pu? [1 + a (8 - 20°)]; S éla «sezione teorica» del conduttore (nel caso di conduttori cordati omogenei la somma delle sezioni di fili che la costituiscono). Nell’ipotesi di conduttori bimetallici (ad es. All () Per un esame pitt approfondito della determinazione delle costanti fondamentali delle linee aeree ¢ dei cavi vedi: PL. Buccheri «Determinazione delle costanti fondamentali delle linee aeree e dei caviv Editore Cogras. Palermo 1985 (*) La lunghezza totale effettiva di una linea pud ottenersi incrementando di circa I'1% il suo sviluppo topografico per tener conto di catenarie colli morti, ecc. Acc) i costruttori possono anche fornire la sezione del conduttore omogenco di rame elet- tricamente equivalente in mm?; K &un coefficiente che incrementa di alcuni percento il valore p/S per tener conto dell’effetto pelle e della maggior lunghezza dei fili per cordatura. B) Induttanza di servizio Linduttanza di servizio di un conduttore é il coefficiente che mette in relazione la cor- rente che lo percorre con Ja f.e.m. in esso indotta per la variazione nel tempo delle correnti che percorrono tutti i conduttori di linea. Come & noto essa dipende quindi dalla geometria del sistema e dalle relazioni fra le cor- renti. Nell’ipotesi di linea trifase trasposta, percorsa da un sistema puro di correnti, la induttan- za di servizio viene espressa dalla relazione: Jao Bo py Pu [H/kr] (1.21 an R* 4n- 10* [H/km)]; Dy é la distanza media geometrica tra i conduttori: Dy = ¥{D,D,,D,, ; R* @ il raggio equivalente del conduttore che tiene conto del flusso inter- no dello stesso ¢ vale in genere circa 0,8 7. (dove 7, per conduttore cordato é il raggio della circonferenza circoscritta allo stesso), Dy e R* in m; dove p,. Nel caso in cui i tre conduttori siano interessati da un sistema omopolare di correnti con ritorno esclusivamente attraverso il terreno di resistivita py [Q - 7] a ciascun conduttore della linea trasposta si pud attribuire una induttanza omopolare di valore: 5 Jats fy GHD) 3e Re pe Mk (1.31 nt in cui H, = 330-,/p; / f @ espresso in metri come R* e Ded fé la frequenza di esercizio in Hz. Di solito /, vale 3+5 volte /. Lespressione dell’induttanza omopolare deriva dalla considerazione che !’effetto della conduzione del terreno pud essere schematizzato con la presenza di conduttori di ritorno fittizi a distanza 2 Hy dai conduttori di linea. Per adottare tale schematizzazione occorre inoltre incrementare la resistenza longitudi- nale di ciascun conduttore della quantita: 3° f-104 [Q/km] (A) - O4] La presenza di una o pit funi di guardia collegate a terra in corrispondenza dei sostegni di linea determina una riduzione dell’induttanza omopolare in misura tanto maggiore quanto pid bassa é la resistenza delle funi stesse; queste ultime, contribuendo al trasporto di una ali- quota della corrente omopolare, costituiscono con i conduttori di linea delle spire di modeste dimensioni trasversali (vedi 14.9). ©) rq non dipende da pr in quanto al crescere della stessa aumenta Hr e quindi la sezione conduttrice equivalente C) Capacita di servizio La capacita di servizio di un conduttore di una linea trifase é il coefficiente che mette in relazione la corrente di spostamento che lo interessa con la tensione di esso riferita al centro astratto del sistema. Come é noto essa dipende quindi dalla geometria del sistema, anche con tiferimento al terreno, e dalle relazioni fra le tensioni. Nell ipotesi di linea trasposta, in assenza di funi di guardia, la capacita di servizio vale: [F/kre] 1.5] (1/19 + 4n]) - 10% [F/ém]; Hy Valtezza media geometrica dei conduttori sul : HHH, ; Dz @ la distanza media geometrica tra i conduttori: Dy = Y{D,,D;3D,, ; D',@ la media geometrica delle distanze tra ciascun conduttore e le immagini degli altri ri- spetto alla superficie del terreno: D',,= fD',,D',,D',, ; r 2 il raggio della circonferenza citcoscritta al conduttore, espressi tutti in 7. Nel caso in cui i conduttori siano interessati da un sistema omopolare di tensioni verso terra a ciascuno di essi, se la linea é trasposta, pud attribuirsi una capacita omopolare di valore : 2ne, OO ip Bel DR UF /ke] 161 1D La presenza di una o pitt funi di guardia, collegate a terra in corrispondenza dei sostegni di linea, pué determinare un notevole aumento della capacita omopolare. Cid appare evidente se si pensa che le funi di guardia riducono gli spessori del dielettrico interposto fra conduttori e terreno. D) Conduttanza trasversale - Fenomeno corona La conduttanza trasversale esistente fra due conduttori ai quali sia applicata una ten- sione avente valore efficace V si determina dalla potenza perduta per dispersione trasversa- le p in base alla: =F, [S/kml 17) ve dove [p] = [MW/km]; [V] = [eV]. Per una linea a pitt conduttori si introduce nella [1.7] la tensione di fase E e le perdite medie trasversali relative a un conduttore e si definisce cosi una conduttanza media di fase 0 di servizio. Tale parametro g ha in genere valore modesto e in molti calcoli pud essere trascurato. Le perdite per dispersione trasversale sono imputabili: — nei cavi, al dielettrico e quindi sono legate al valore della tensione impressa e alla tangente delPangolo di perdita; — nelle linee aeree, agli isolatori e all’effetto corona. Negli isolatori si hanno perdite nel dielettrico che li costituisce ma fondamentalmente 6 perdite Joule dovute alla conduttanza superfi condizioni ambientali Per un isolatore normale a sospensione per linea aerea si va da 1 a 3 W perduto con tempo asciutto, a 5-20 W con tempo piovoso per complessive alcune centinaia di Watt per km di linea. Quando il campo elettrico sulla superficie di un conduttore raggiunge un valore superio- re alla rigidita dielettrica dell’aria circostante si manifesta in questa una esaltazione dei proces- si di ionizzazione gid preesistenti (per radiazioni luminose, raggi cosmici ecc.) che da luogo a un flusso trasversale di corrente tra i conduttori con dissipazione di potenza A cid si accompagna I'emissione di radiazioni elettromagnetiche, in particolare luminose (in relazione a scambi di energia tra particelle ionizzanti e atomi), con la formazione di una guaina luminosa intorno al conduttore, che fa definire questo fenomeno come effetto corona. Da ticerche sperimentali su conduttori cilindrici lisci di raggio r [cm] si é rilevato che il fenomeno corona si manifesta quando sulla superficie del conduttore il campo elettrico supe- ra il valore fornito da: ale degli stessi che dipende largamente dalle E = 308° [140,25/ vr] eV /om) [Ls] dove: 30 [V/cm] @ la rigidita dielettrica dell’aria in condizioni normali di temperatura e di pressione (20 °C, 1 atm); 8 é la densita relativa dell’aria ¢ vale: 293 p_ = 19. 273 +t ee con p (atm) pressione atmosferica; ¢ (°C) temperatura. Per tener conto della influenza dello stato superficiale del conduttore sul valore effettivo di E, si introducono dei coefficienti di riduzione: m, = 0.80 (per tener conto della cordatura) m= 0,9 (per tener conto di scabrezze e depositi superficiali) 77, = 1+0,85 (per tener conto di veli di umidita, pioggia, nebbia ...); in definitiva si ha come gradiente critico: El = mn, m, 1,308? (14025/ Vr) [eV/oml (1.10) Il gradiente superficiale massimo Ex che si stabilisce in un conduttore che presenti una tensione di fase E in valore efficace rispetto al centro astratto del sistema pud essere calcolato utilizzando il valore della capacita di servizio relativa. Poiché infatti per Punita di lunghezza del conduttore (applicando il teorema di Gauss) si ha: q _v2cE BL Oney 2ne,r si ricava: gE. * Da [kV/cm] (1a rin r in cui si ticorda che D,, [7] é la distanza media geometrica fra i conduttori e nell’espressione di «c» 2H = D', La relazione [1.11] permette anche di vedere come varia la intensit del campo elettrico posto ~ sulla superficie del conduttore al variare del suo raggio (r << D, Poiché la guaina ionizzata che si forma a seguito del fenomeno corona comporta un au- mento virtuale del raggio del conduttore si pud concludere che essa assicura in corrispondenza della sua superficie esterna la riduzione del gra- diente al disotto del valore critico e quindi il suo spessore risulta stabilizzato a un valore di- pendente dalla tensione di esercizio (fig. 1.1). © In un conduttore di un sistema trifase si verifica leffetto corona quando il gradiente su- Fig. 1.1 ~ Intensita del campo elettrico sulla Petficiale E, della [1.11] supera il gradiente cri- superficie del conduttore al variate del raggio. __tico E’ [1.10]. Dal confronto fra le [1.10], [1.11] si rica- va che per non verificarsi il fenomeno corona il valore efficace della tensione di fase di eser- cizio non deve superare il valore della tensione critica: E, vr r irom 211-8 {1402 in De (1.12) Per data tensione di esercizio, al fine di evitare il fenomeno corona conviene quindi aumentate il raggio del conduttore r piuttosto che la distanza media Dy. Il verificarsi del fenomeno corona comporta dissipazione di potenza lungo il condutto- re che pud essere valutata statisticamente sulla base di dati sperimentali e apprezzata a mezzo di formule semiempiriche quali quelle del Peek e del Peterson. P 2a LAB pn [Wem] (Peek) [1.13] 0,021. f-E? 'P [W/km] (Peterson) [1.14] In 22 + in cui fé la frequenza di esercizio [Hz] ed F é la cosiddetta funzione corona fornita empiri- camente da Peterson in funzione di E/E... E opportuno notare che la formula di Peterson consente di valutare le perdite che in realta si verificano sulla linea anche per valori della tensione E leggermente inferiori a E.. Tali perdite di energia sono fortemente influenzate dallo stato superficiale del condut- tore ¢ dalle condizioni atmosferiche. Orientativamente si pud affermare che per una linea trifase con E minore del 20-30% di E, le perdite corona hanno come ordine di grandezza: 0,5-3 kW/km con tempo asciutto; 20-100 kW/km con tempo piovoso. ———_cerrente capacitiva corrente di effette corona Fig. 1.2 - Andamento della tensione, della corrente capacitiva, della corrente di efferto corona ¢ della corrente totale in un conduttore che presenti fenomeno corona. Se viceversa E > E, tali valori aumentano notevolmente e possono diventare inammissibili. La corrente trasversale legata al fenomeno corona é distorta giacché la sua erogazione é limitata a frazioni di periodo della tensione di esercizio. Essa inizia prima che la tensione di esercizio raggiunga il valore critico E, in quanto una carica spaziale residua di polarita opposta determina un aumento di gradiente sulla superficie dei conduttori, mentre va a zero prima in quanto il manicotto ionizzato formatosi aumenta il raggio del conduttore riducen- do il gradiente relativo (fig. 1.2). Tale corrente presenta quindi componenti armoniche, aventi carattere omopolare che insieme alle radiazioni elettromagnetiche, anche per valori di tensione non troppo elevati, danno luogo a interferenze notevoli sui sistemi di telecomunicazioni, in particolare ai siste- mi di trasmissione radio (radrodisturbo, vedi Cap. III). Per tutti questi indesiderabili fenomeni che accompagnano I'effetto corona il dimensiona- mento dei conduttori di una linea ad A.T. deve essere fatto in modo che il gradiente massimo sulla superficie dei conduttori in condizioni normali di esercizio sia inferiore a quello critico. Per conseguire questo obiettivo nel caso di linee ad alta tensione é necessario adottare conduttoti di grande diametro (ad es. superiori a 50 mm per tensioni superiori a 220 kV). Per risolvere tale problema nel passato si é fatto ricorso a conduttori di costruzione specia- Je (ad es. Anaconda, espansi ecc.); oggi il problema viene risolto con i conduttori multipli (vedi il paragrafo successivo). 1.13 Conduttori per line aeree ad A.T. Per tensioni superiori a 100 kV vengono adoperate nelle linee elettriche aeree corde bimetalliche in alluminio acciaio, aventi un’anima in corda di acciaio ad alta resistenza mec- canica¢ un mantello esterno costituito da pid strati di fili di alluminio crudo avvolti ad eli- ca su tale supporto (vedi Vol. I - Parte Il). 9 A pati conducibilita elettrica tali conduttori rispetto a quelli in corda di rame hanno un pid elevato carico di rottura (1,7 volte pit grande), un minore peso chilometrico (circa il 70%) e un maggiore diametro esterno (circa 1,4 volte). Le prime due qualita sono interessanti dal punto di vista meccanico anche in relazione alle campate molto lunghe che si scelgono per i sistemi a tensione elevata mentre dal punto di vista elettrico aumento del diametro con una sezione conduttrice (solo il mantello di alluminio) economicamente accettabile si presenta molto favorevole in relazione al problema di limitare il gradiente superficiale sul conduttore per evitare il fenomeno corona. Per tensioni di esercizio fino a 220 kV le corde bimetalliche di alluminio acciaio risolvono adeguatamente il problema. Per tensioni superiori (380 kV e oltre) i diametri relativi alle sezioni economiche determinate [vedi 1.1.5] sarebbero troppo piccoli e non compatibili con le esigenze del fenomeno corona, d’altra parte quelli calcolati in base a tali esigenze sarebbero tali da non permettere l’economico sfruttamento della sezione attiva a causa anche dell’effetto pelle. S'impongono, pertanto, altre soluzioni. Una di esse consiste nell’adottare conduttori speciali, ingrossati, cio? con un elevato rapporto tra l’area della sezione delimitata dal contorno del conduttore ¢ la sezione condut- trice. In questo campo sono stati fatti numerosi tentativi ma assai pochi sono quelli che hanno avuto successo. Fra i conduttori di rame si @ avuto un certo impiego, specie in USA, del tipo «Anacon- da»; questo & formato da un mantello a semplice o doppio strato di fili tondi di rame cordati ad elica sopra un’armatura interna fissata da un nastro a doppio T avvolto a spirale (fig. 1.3). Fra i conduttori in All.-Acc., oggi pit: diffusi, ha avuto qualche applicazione il tipo «Al coa» in cui tra l'anima di acciaio e il mantello esterno di alluminio si trovano dei riempitivi di carta o di juta impregnati con olii adatti. a) b) ° Fig, 13 - Conduttori per sistemi in AT. AAT. ad a) conduttore di All, Acc. b) conduttore espanso (tipo Alcoa) ©) conduttore tipo Anaconda d) conduttore tubolare 10 Questi conduttori speciali, perd sono di costruzione ed applicazione alquanto costose e difficili ed il loro impiego pud dar luogo a inconvenienti di natura meccanica soprattutto a causa dei riempitivi di materiale tenero. Per evitare l’uso di conduttori speciali si é pensato di sostituire ad un unico condutto- re di grande diametro due, tre, quattro, n conduttori di diametro pitt piccolo posti ai vertici di un poligono regolare. E nata cosi la tecnica dei conduttori multipli dal cui studio sono risultate soluzioni pit: vantaggiose per i problemi che si presentano nelle grandi linee di tra- smissione. Un conduttore multiplo ha i singoli conduttori di fase costituiti da due o pitt conduttori elementari che, disposti simmetricamente rispetto all’asse, vengono mantenuti ad una determi- nata distanza uno rispetto all'altro (fig. 1.4). Oo Oo O GO SF © Fig. 14 — Disposisioni di conduttor! multipi (hint, trinati, quadrinati) In generale un conduttore multiplo si suole designare nel modo seguente: n+ 2rla-S dove: n= numero dei conduttori elementari che realizzano un conduttore di fase; 1 = raggio del conduttore elementare (mm); a= distanza minima fra due conduttori elementari (mm); S= sezione effettiva totale del fascio che costituisce un conduttore di fase in mm?. Cosi ad es. un conduttore del tipo 4 - 22,80/400-1228 é costituito da 4 conduttori cia- scuno di 22,80 mm di diametro, la cui minima distanza @ di 400 mm e la cui sezione globale effettiva & di 1228 mm’. I principali vantaggi che si ottengono con limpiego dei conduttori multipli sono i seguenti: a) aumento della capacita di servizio; b) diminuzione dell induttanza di servizio; c) diminuzione dell’impedenza caratteristica Z. (vedi Cap. II); d) possibilita di aumentare rispetto ai conduttori unici la corrente ¢ la tensione di trasporto; e) riduzione, a parita di palo ¢ di sezione totale dei conduttori, del valore massimo del campo elettrostatico al contorno; f) possibilita di ridurre convenientemente le perdite per effetto corona e i disturbi alle radio-comunicazioni. Si osservi infatti che: Con riferimento a quanto considerato in a) 6) c) quando una linea é equipaggiata con conduttori multipli nelle formule relative alla induttanza e capacita di servizio [1.2] e [1.5] bisogna sostituire al raggio esterno del conduttore il raggio equivalente del fascio R;_ forni- to dalla relazione: il a) 3 7 2425/000 ¢) H 3425/400 qd) 4125/400 Fig. 1.5 ~ Andamento del campo clettrico per conduttori unici (a) e per conduttori multipli (b,e,d). 12 dove r; é il raggio della circonferenza cui appartengono i centri degli » conduttori elemen- tari ¢ r* rappresenta il raggio r del conduttore elementare per il calcolo della capacita di servizio; mentre é uguale a 0,8 - r per il calcolo della induttanza di servizio. Da cid deriva che la sostituzione di ciascun conduttore di fase con un fascio di eguale sezione complessi- va comporta un aumento della capacita di servizio e una riduzione della induttanza di ser- vizio e quindi una sensibile riduzione di Z.. Per quanto considerato in d) e) f) si ricordi il migliore comportamento termico di un fascio di conduttori rispetto a un conduttore unico di pari sezione complessiva ¢ il pid favorevole an- damento del campo elettrico dei conduttori multipli rispetto a quello di un conduttore unico. Infatti, il campo elettrico al contorno di un conduttore unico dipende dalla carica elet- trica da esso posseduta ed @ uniforme lungo tutto il suo contorno, mentre per conduttori multipli il campo di ogni conduttore elementare @ la somma di due termini, uno dipende dalla carica propria e Paltro da quella dei restanti conduttori del fascio. Ne segue che l’in- tensita in questo caso & pitt piccola di quella che si ha con un conduttore unico. Come ri- sulta dalla fig. 1.5, che da l'andamento del campo elettrico al contorno di conduttori unici e multipli, il gradiente di tensione in questi ultimi non é uniforme ma varia da un minimo in corrispondenza dall’asse del fascio ad un massimo in corrispondenza dei punti esterni. Nel caso di un fascio di m conduttori aventi raggio r ¢ interdistanza «a» si trova che la massima intensita del campo elettrico al contorno vale: whale x] 10° [kV/cm] 1.15] a incui V, = tensione concatenata in kV, c capacita di servizio (calcolata come visto sopra), K = coefficiente che dipende dal numero dei conduttori elementari del fascio. (Tab. 1.1) (Tab. 1.1) a 2 2 4 K 7 3,48 4,24 La verifica del fenomeno corona nel caso di conduttori multipli non é pitt effettuabile a mezzo della [1.12] che @ stata ricavata per conduttori unici e pertanto la massima tensione che il sisterna pus assumere si deduce dal confronto fra il gradiente massimo E, (dato dalla [1.15)) con il gradiente critico (dato dalla {1.10]). Deve essere E,