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INDICE GENERALE

CAPITOLO I - GENERALITÀ SUGLI ELETTRODOTTI AEREI E IN CAVO PER SISTEMI AD ALTA TENSIONE

1.1

Richiami sulle costanti fondamentali delle linee aeree e dei cavi.

 

3

 

1.1.1

Premesse.

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3

 

1.1.2 Costanti fondamentali delle linee aeree.

 

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3

1.1.3 Conduttori per linee aeree ad A. T.

 

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8

1.1.4 Costanti fondamentali delle linee in

cavo.

 

.

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13

1.1.5 Dimensionamento della sezione delle linee ad alta e altissima tensione 23 CAPITOLO II -
1.1.5 Dimensionamento della sezione delle linee ad alta e altissima tensione
23
CAPITOLO II - LE LINEE DI TRASMISSIONE D'ENERGIA ELETTRICA
2.1
Equazioni in regime sinusoidale permanente di una linea di trasmissione
.
2.2. Quadripoli equivalenti a sistemi in cui è inserita una linea di trasmissione
di energia. Quadripoli equivalenti.
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35
42
2.3 Linea chiusa sull'impedenza caratteristica. Potenza caratteristica (naturale)
44
2.4 Linea a vuoto e in corto circuito.
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48
2.5
Linea con lunghezza pari a 1/4 e 1/2 della lunghezza d'onda À
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51
2.6 Calcolazione elettrica delle linee di trasmissione in regime permanente
sinusoidale.
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51
2.6.1 Diagramma vettoriale della linea.
53
2.6.2 Potenza attiva e reattiva.
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57
2.6.3 Diagrammi circolari di L1P e .1Q.
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58
2.6.4 Rendimento di una linea.
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60
2.6.5 Espressione della potenza in funzione delle tensioni ai due estremi
Diagrammi circolari delle potenze.
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61
2.7 Calcolazione elettrica delle linee di trasmissione in cavo in regime per-
manente sinusoidale.
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64
2.7.1
Confronti fra i valori dei parametri fondamentali di linee aeree e in
cavo ad A. T.
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64
2.8 Capacità di trasporto di una linea.
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65
2.9 Considerazioni economiche sulle capacità di trasporto di un elettrodotto
72
2.10 Considerazioni finali sulla trasmissione di potenza negli elettrodotti
73
CAPITOLO III - FENOMENI DI INFLUENZA FRA LINEE ELETTRICHE
AEREE E L'AMBIENTE
3.1 Premesse
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75
3.2 Fenomeni di interferenza tra linee aeree.
3.2.1 Interferenza
75
76
3.2.2
Interferenza elettromagnetica.
.
.
76
3.3
Interazioni fra campi elettromagnetici ed organismi viventi.
77
3.4 Fenomeni d'influenza legati all'effetto corona dei conduttori.
.
.
.
82
3.5 Problemi di influenza posti dalle correnti di guasto a terra.
83
3.6 Vincoli territoriali e ambientali per gli elettrodotti.
83

CAPITOLO IV -

4.1 Generalità.

IL METODO DEI VALORI RELATIVI

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87

XII

4.2 Vantaggi dell'uso dei valori relativi. . . 88 4.3 Scelta delle grandezze di 88
4.2 Vantaggi dell'uso dei valori relativi.
.
.
88
4.3 Scelta delle grandezze di
88
4.4 Modalità di impiego dei valori relativi.
.
89
4.5 Riporto di impedenze in p.u. da una base di riferimento ad un'altra.
91
4.6 Valori di prima approssimazione per le impedenze dei componenti di un
impianto.
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92
4.6.1
Macchine sincrone .
92
4.6.2 Trasformatori.
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93
4.6.3 Le linee e i cavi.
93
4.6.4 Le sbarre.
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93
CAPITOLO V - ANALISI DELLE RETI ELETTRICHE DI POTENZA
5.1 Reti in regime permanente. Generalità.
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95
5.2 Variabili di stato in un sistema di potenza.
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97
5.3 Il problema del «load flow» e del dispatching.
.
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98
5.4 Le equazioni del «load flow».
.
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98
5.5 Determinazione delload flow in una rete.
.
99
5.6 Applicazioni delle equazioni del load flow.
.
104
5.7 Equazioni delload flow in corrente continua.
105
5.8 Il dispatching in un sistema di potenza.
.
.
107
5.8.1
Il dispatching della generazione della potenza attiva.
107
5.8.2
Equazioni del dispatching.
.
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109
5.9.3
Cenno sul dispatching della produzione di potenza reattiva .
111
5.9 Sulla determinazione delle perdite in un sistema di potenza.
.
112
'l=APITOLO VI - LA REGOLAZIONE DELLA FREQUENZA
6.1 Regolazione della tensione e della frequenza in un sistema di potenza.
113
6.2 Regolazione della frequenza. Generalità.
114
6.3 Caratteristiche dei carichi.
116
6.4 Regolazione di frequenza.
.
.
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118
6.4.1 L'impianto.
.
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118
6.4.2
Il Regolatore di velocità.
.
121
6.4.3
La
Regolazione primaria.
.
.
128
64.4
La Regolazione secondaria.
.
132
6.5 La Regolazione frequenza-potenza.
135
6.6. Analisi della regolazione primaria e secondaria di frequenza a mezzo del-
le caratteristiche statiche.
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143
CAPITOLO VII - LA REGOLAZIONE DELLA TENSIONE
7.1 Generalità.
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145
7.2 Problemi degli utilizzatori.
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145
7.3 Regime delle tensioni nei nodi di una rete.
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147
7.4 Regolazione della tensione in un nodo.
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148
7.5 Determinazione della variazione di tensione nei nodi di una rete per inie-
zione di potenza reattiva in un nodo.
149
7.6 Mezzi di regolazione .
150
7.7 Livelli di regolazione.
.
.
.
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150

XIII

7.8 La regolazione di tensione primaria nei diversi nodi della rete.

 

152

7.8.1 Nodi generatori.

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152

7.8.2 Nodi delle reti di trasporto (220.;- 380 kV).

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157

7.8.2.1

I trasformatori e autotrasformatori con variatore di rapporto

7.8.2.2

sotto carico. Boosters.

Compensatori.

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158

160

7.8.2.2.1

. Compensatori attivi.

 

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161

 

7.8.2.2.1A

Compensatori sincroni .

 

161

7.8.2.2.2B

Compensatori statici (FACTS)

163

 

7.8.2.2.2

Compensatori passivi.

 

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169

7.8.3 Nodi delle reti di trasmissione.

 

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171

7.8.3.1 Trasformatori con variatore di rapporto sotto carico .

 

172

7.8.3.2 Compensatori statici.

 

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172

7.8.4 Regolazione della tensione nelle reti a M. T e b.

 

172

7.9 La regolazione di tensione secondaria e terziaria.

 

175

7.9.1 Modello matematico linearizzato

del sistema .

 

177

7.9.2 Scelta dei nodi pilota.

.

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178

7.9.3 Scelta dei generatori controllati.

 

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179

CAPITOLO VIII - ANALISI DEI GUASTI NON SIMMETRICI

8.1 Generalità.

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181

8.2 Tipi di guasto.

 

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183

8.3 Determinazione delle correnti e delle tensioni che si presentano durante

i guasti.

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183

8.3.1 Corto circuito tri/ase netto.

 

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184

8.3.2 Guasto monofase a terra netto.

 

.

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184

8.3.3 Corto circuito bzfase senza contatto a terra.

 

187

8.3.4 Corto circuito bifase con contatto a terra.

 

.

189

8.3.5 Corto circuiti con impedenze non

 

190

8.3.6 Doppio guasto a terra.

 

.

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190

8.3.7 Guasto monofase a terra in reti con neutro isolato.

.

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191

8.4 Interruzioni non simmetriche.

193

 

8.4.1.

Interruzione di una fase.

.

193

8.4.2

Interruzione di due fasi.

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194

)

CAPITOLO IX -

LE CORRENTI DI CORTO CIRCUITO NEI SISTEMI DI POTENZA

9.1

. 9.3' Calcolo delle correnti di corto-circuito in punti lontani dai generatori .

9.2

.

.

. Il regime transitorio causato dal corto-circuito.

Generalità.

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197

198

201

9.3.1

Ipotesi e metodi di calcolo.

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202

9.4

Calcolo delle correnti di corto-circuito in punti prossimi ai generatori.

210

9.4.1 Valutazione di l''k .

211

9.4.2 Valutazione di h .

213

9.4.3 Valutazione di Ik .

213

9.4.4 Valutazione di Ip .

215

XIV

CAPITOLO X - SOVRATENSIONI

10.1 Premesse. . . . . . . . . . . . . .
10.1
Premesse.
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.
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219
10.2 Richiami sul fenomeno di propagazione in una linea.
220
10.3 Propagazione su una linea polifase. Analisi modale.
.
.
.
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.
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.
220
10.4 Attenuazione e distorsione delle onde che si propagano su una linea.
224
10.5 Riflessioni e rifrazioni delle onde.
.
.
.
.
.
.
.
.
225
10.6 Linee di lunghezza finita. Riflessioni multiple.
.
.
228
10.7 Metodo generale per l'esame delle riflessioni multiple.
229
10.8 Sovratensioni atmosferiche.
.
.
.
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230
10.9 Sovratensioni di manovra. Generalità.
10.9.1 Inserzione di linee a vuoto: sovratensioni per chiusura e richiusu-
.
.
.
.
.
.
233
ra a seguito di apertura.
.
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234
10.9.2 Eliminazione di guasti.
.
.
.
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.
.
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.
.
.
.
235
10.9.3 Interruzione di piccole correnti induttive (trasformatori a vuoto) .
237
10.9.4 Interruzione di piccole correnti capacitive (lunghe linee aeree a
vuoto, cavi a vuoto, batterie di candensatorz).
.
.
.
.
.
238
10.10 Sovratensioni sostenute a frequenza industriale o
armonica.
239
10.10.1 Sovratensioni dovute a brusche riduzioni di carico.
239
10.10.2 Sovratensioni per eccesso di velocità.
.
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.
240
10.10.3 Sovratensioni temporanee.
.
.
.
.
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.
.
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.
.
240
10.10.3.1 Sovratensioni per autoeccitazione degli alternatori.
240
10.10.3.2 Sovratensioni per ferrorisonanza .
243
10.10.3.3 Sovratensioni per risonanza su armoniche.
244
CAPITOLO XI - LA COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA (C.E.M.)
DEI SISTEMI ELETTRICI
11.1
.
Classificazione dei disturbi elettromagnetici e meccanismi di accoppiamento
Metodi di analisi dei disturbi elettromagnetici nei sistemi di potenza.
I disturbi condotti e irradiati nei sistemi di potenza .
Generalità.
.
.
.
.
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.
.
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.
.
.
.
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.
.
.
.
.
.
247
11.2
250
11.3
253
Il.4
254
11.4.1
Disturbi condotti.
254
11.4.2
Disturbi irradiati.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
255
11.5 Analisi dei disturbi condotti nei sistemi di potenza.
256
11.5.1
Modzfiche della simmetria della tensione nelle reti elettriche.
256
11.5.2
Variazioni della forma d'onda. Distorsione armonica.
259
11.5.2.1 Origine delle armoniche nelle reti e loro effetti.
.
260
11.5.2.2 Qualità della tensione nei sistemi di distribuzione in pre-
senza di armoniche .
262
11.5.2.3 Sistemi di filtraggio.
263
Il.5.3
Variazioni dell'ampiezza.
.
.
265
11.5.4
Sovratensionz; transitori e instabilità.
281
11.6 Analisi dei disturbi irradiati nei sistemi di potenza.
281
11.6.1 Generalità.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
281
Il.6.2
Classificazione
dei disturbi irradiati in base alle sorgenti .
283
11.6.2.1 Linee elettriche aeree e in cavo.
.
.
.
283
11.6.2.2 Trasformatori di potenza.
284
11.6.2.3 Stazioni e cabine elettriche di potenza.
.
286

xv

11.6.2.4 Gli apparecchi di manovra e protezione ed i quadri elettrici di media tensione .

11.6.2.5 Gli apparecchi di manovra e protezione ed i quadri

elettrici di bassa tensione.

.

11.6.2.6 La fulminazione atmosferica e i problemi di com- patibilità elettromagnetica .

11.6.2.7 Gli azionamenti elettrici .

.

.

.

.

.

.

.

.

11.7 Qualità del servizio (Power Quality) .

11.7.1 La Normativa .

289

289

291

292

293

294

X-CAPITOLO XII - LA STABILITÀ DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA

12.1 Generalità.

.

.

.

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.

.

.

12.2 Stabilità statica.

 

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.

.

12.2.1 Stabilità statica di un alternatore.

 

12.2.2 Stabilità statica di trasmissione di un sistema.

 

12.3 Equazione del moto del singolo generatore.

 

12.4 Stabilità statica nei sistemi a molte macchine.

 

12.4.1

Il modello semplificato.

 

12.5 Stabilità dinamica.

 

.

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.

.

.

.

301

302

302

305

307

310

311

312

12.5.1 Lo smorzamento delle oscillazioni nel moto del generatore. L:in-

fluenza del regolatore di tensione.

 

.

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.

.

12.5.2 Instabilità oscillatorie nei sistemi a molte macchine.

 

12.6 Stabilità transitoria.

.

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.

312

314

315

12.6.1 Stabilità transitoria di una macchina sincrona connessa ad una rete

di potenza infinita.

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.

12.6.2 Applicazioni del criterio delle aree.

12.7 La stabilità transitoria nei sistemi elettrici a molte macchine.

12.8 Il transitorio di lunga durata.

12.9 I provvedimenti per migliorare la stabilità.

.

.

.

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.

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.

CAPITOLO XIII -

DIMENSIONAMENTO DELL'ISOLAMENTO DI UN SISTEMA

13.1 Considerazioni generali.

13.2 Approccio probabilistico semplificato del coordinamento degli isolamenti.

13.3 Comportamento degli isolanti elettrici alle sollecitazioni.

.

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.

13.4 Livelli d'isolamento.

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.

13.5 Coordinamento degli isolamenti.

 

.

.

.

13.6 Isolamenti e distanziamenti di sicurezza.

CAPITOLO XIV -

LA PROTEZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA

14.1

14.2 I sistemi di protezione contro le correnti di esercizio anormali .

14.3

Premesse.

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.

. Cenno sulla valutazione economica della interruzione del servizio .

Struttura delle reti dei sistemi elettrici di potenza. Caratteri dei sistemi di protezione dalle correnti di esercizio anormali

Conseguenze e classificazione dei guasti.

\ 14.4

14 .5

! 14.6

1

.

.

316

319

323

324

326

329

330

332

334

334

337

345

345

353

354

355

XVI

delle reti di trasporto e trasmissione.

.

.

.

.

.

.

.

.

14.7 Protezione a confronto di direzione e di fase con filo pilota .

14.8

. Provvedimenti di protezione contro le sovratensioni .

Protezioni a distanza.

.

.

.

.

.

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.

.

.

.

.

~ 14.9

.

14.9.1 Provvedimenti di carattere preventivo.

j

14.9.1.1

~4.9.1.2

. Messa a terra del neutro.

.

Funi di guardia.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

14.9.1.3 Altri provvedimenti preventivi .

14.10 Dispositivi di protezione contro le sovratensioni.

14.11 Distanza limite di protezione di uno scaricatore.

14.12 Criteri di utilizzazione degli scaricatori e spinterometri.

.

.

.

.

.

,1(

CAPITOLO XV - CONSIDERAZIONI SUL TRASPORTO DELL'ENERGIA ELETTRICA IN CORRENTE CONTINUA IN A.T.

15.1 Generalità.

.

.

.

.

.

.

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.

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.

15.2 Schemi di trasmissione.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

15.3 Confronto fra sistemi ad A.T. in corrente continua e corrente alternata.

.

15.4 Stazioni di conversione.

15.5 Cenni sulla regolazione e compensazione della potenza reattiva .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

355

356

356

358

358

358

360

364

365

365

368

371

371

373

378

379

CAPITOLO XVI - L'AFFIDABILITÀ DEI SISTEMI DI POTENZA

16.1 Generalità.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

16.2 Componenti non riparabili. Affidabilità.

 

.

.

.

.

16.3 Modelli di guasto.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

16.4 Componenti riparabili. Disponibilità.

 

.

.

.

.

16.5 Determinazione delle grandezze affidabilistiche.

 

.

.

16.6 Affidabilità dei sistemi complessi.

 

.

.

.

.

.

.

.

16.6.1

Struttura serie e struttura parallelo di n elementi.

 

16.7 per il calcolo

Metodi

dell' affidabilità dei sistemi complessi.

16.7.1

Metodo dello spazio degli eventi.

.

.

.

.

.

16.7.2

Metodo dei collegamenti (TIE - SET).

.

.

.

.

.

16.7.3

Metodo dei tagli (CUT - SET).

.

.

.

.

.

.

.

16.8 Metodi che consentono di valutare anche la disponibilità di sistemi complessi.

16.8.1 Metodo di Markov.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

16.8.2 Metodo di Montecarlo.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

16.9 Considerazioni finali sulla disponibilità di un sistema di potenza.

i

CAPITOLO XVII -

INTRODUZIONE ALLA PIANIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA

17.1

Generalità.

.

.

.

.

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.

.

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.

.

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.

.

.

.

.

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.

17.2

Programmazione del sistema elettrico.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

17.3

Copertura del diagramma di carico di un sistema di potenza.

 

17.4

Strutturazione del sistema elettrico di produzione.

 

.

.

.

.

17.5

Strutturazione di un sistema di produzione termoelettrica. Orientamenti nella

scelta della taglia delle unità generatrici.

 

.

.

.

.

.

.

.

17.6

Esercizio di un sistema elettrico.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

17.7

Strutturazione di un sistemg elettrico di trasmissione.

 

.

.

.

381

382

383

384

385

385

386

387

387

388

388

389

389

390

390

393

395

396

396

398

399

400

XVII

17.8 Strutturazione di un sistema di produzione misto termoidroelettrico. 401 17.8.1 Introduzione di centrali ad
17.8
Strutturazione di un sistema di produzione misto termoidroelettrico.
401
17.8.1 Introduzione di centrali ad acqua fluente.
401
17.8.2 Introduzione di centrali a serbatoio.
402
17.8.3 Introduzione
di
centrali a bacino.
.
.
.
402
CAPITOLO XVIII - INTRODUZIONE AL CONTROLLO DEI SISTEMI
DI POTENZA
18.1 Generalità.
.
.
.
.
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.
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.
.
.
.
403
18.2 Sistemi di teleoperazione.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
403
18.3 Compiti e obiettivi del sistema di controllo.
.
.
.
.
.
.
405
CAPITOLO XIX -
CALCOLO MECCANICO DELLE LINEE AEREE
19.1 Premesse.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
409
19.2 Generalità sul calcolo meccanico dei conduttori.
.
.
.
.
.
409
19.3 Catenaria di un conduttore tesato fra due punti.
.
.
.
.
.
411
19.4 Campata con attacchi
a livello. Formula della catenaria (Silva).
412
19.5 Campate con attacchi a livello. Formule della parabola (Blondel Truxa).
413
19.6 Campate con attacchi a dislivello.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
415
19.7 Allungamento elastico e dilatazione termica del conduttore.
.
.
.
.
.
417
19.8 Modulo di elasticità e coefficiente di dilatazione termica lineare dei con-
duttori.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
419
19.9 Equazione del cambiamento di condizione del conduttore.
.
.
.
.
.
419
19.10 Norme CEI per il calcolo meccanico dei conduttori.
.
.
.
.
.
.
.
421
19.11 Applicazione dell' equazione del cambiamento di condizione al calcolo
meccanico dei conduttori.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
423
19.12 Confronto tra due condizioni per individuarne la più gravosa.
423
19.13 I diagrammi di stato delle linee.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
426
19.14 Determinazione delle tabelle di tesatura. Abbaco Colonnetti.
430
19.15 Programmi per il calcolo numerico degli elettrodotti.
433
19.16 Indice di rottura.
.
.
.
.
.
.
.
433
19.17 Studio delle tratte. Campata virtuale.
.
.
.
.
.
.
434
19.18 Considerazioni aggiuntive.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
435
19.19 Scelta della campata di una linea aerea e dell'altezza dei sostegni.
.
436
19.20 Calcolo meccanico dei sostegni e delle fondazioni delle linee aeree.
437
19.20.1 Generalità.
.
.
.
.
.
437
19.20.2 Sostegni. Azioni esterne.
438
19.20.3 Ipotesi di calcolo.
.
.
.
439
19.20.4 Conduttori
440
19.21 Calcolo degli sforzi interni nei sostegni di M.T. e b.t
440
19.21.1
Sostegni di acciaio tubolari a stelo unico.
440
19.21.2
Pali di legno.
.
.
.
.
.
442
19.21.3
Sostegni di cemento armato.
442
1921.4
Pali a traliccio a fusto.
445
19.22 Tralicci di forma complessa.
448
19.23 Calcolo delle fondazioni.
.
.
450

XVIII

CAPITOLO XX - DIMENSIONAMENTO DEI COMPONENTI DEI SISTEMI DI POTENZA IN CONDIZIONI DI MASSIMA SOLLECITAZIONE PER CORTO-CIRCUITI

20.1 Premesse. . . . . . . . . . . . . .
20.1
Premesse.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
455
20.2
Sollecitazioni termiche sui componenti di impianto.
.
.
.
.
.
.
455
20.3
Sollecitazioni meccaniche sui componenti di impianto. Generalità.
455
20.4
Sforzi elettrodinamici fra sbarre di forma
456
20.5
Sforzi elettrodinamici fra conduttori di una stessa
456
20.6
Sforzi elettrodinamici sotto corto-circuito.
457
20.7
Fenomeni di risonanza.
.
.
.
459
20.8
.
Resistenza meccanica delle
460
20.9
20.10
Frecce nelle
Sforzo sugli isolatori.
463
.
.
.
.
.
.
463
CAPITOLO XXI - PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE DI UN
ELETTRODOTTO AD A.T.
21.1 Generalità.
.
.
.
465
21.2 Studio del tracciato.
465
21.3 Iter autorizzativo.
.
474
21.4 Rilievo.
.
.
.
.
.
476
21.5 Procedura normalizzata per la progettazione di un elettrodotto ad
478
21.6 Scelta dei conduttori.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
479
21.7 Verifica meccanica del conduttore.
.
.
.
.
.
480
21.8 Scelta delle funi di guardia.
.
.
.
.
.
.
.
481
21.9 Scelta dei sostegni.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
481
21.9.1
Geometria
delle testate e franchi elettrici verso massa.
483
21.10
Distribuzione dei sostegni sul profilo.
.
.
.
.
486
21.11
Le trasposizioni delle linee aeree.
487
21.12
Isolatori.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
487
21.13
Morsetteria.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
490
21.13.1 Equipaggiamenti di sospensione del conduttore.
490
21.13.2 Equipaggiamenti di ammarro del conduttore.
490
21.13.3 Morsetteria a compressione.
491
21.14
21.15
.
La costruzione di un elettrodotto.
Fondazioni.
.
.
.
.
.
.
.
492
.
492
CAPITOLO XXII - LA MESSA A TERRA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI
22.1
Generalità.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
497
22.2
Considerazioni sui dispersori di terra.
.
.
.
.
.
.
499
22.2.1 Dispersori elementari in
mezzi omogenei.
.
.
499
22.2.2 Dispersori elementari in
mezzi non omogenei.
505
22.2.3 Resistenze di terra di dispersori semplici.
507
22.3
Metodi di calcolo per dispersori complessi.
.
.
.
.
508
22.3.1 Generalità.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
508
22.3.2 I:impiego dell'elaboratore elettronico per lo studio dei dispersori
di terra.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
508

XIX

22.4 Comportamento a impulso dei dispersori di terra.

 

510

22.5 Il progetto di un impianto di messa a terra.

 

.

.

512

 

22.5.1 Indagini preliminari.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

512

22.5.2 Criteri generali di dimensionamento degli impianti di messa a terra

 

di protezione.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

513

 

22.5.3 Livelli massimi della corrente di guasto.

 

.

.

.

514

22.5.4 Circuiti di ritorno, dispersori ausiliari e naturali.

515

22.6 Dispersori intenzionali.

.

.

 

.

.

.

.

.

520

 

22.6.1 Impianti elettrici estesi.

 

520

22.6.2 Uso dei picchetti.

.

.

.

524

22.6.3

Cabine.

.

.

.

.

.

.

.

525

22.6.4

Messa a terra dei sostegni.

525

22.7 Terreni non omogenei.

.

.

 

.

.

525

22.8 Dimensionamento dei conduttori che realizzano l'impianto di terra.

.

526

22.9 Messe a terra di funzionamento.

 

.

.

.

.

.

.

526

22.10 Tensioni trasferite e fenomeni di interferenza.

 

.

.

526

CAPITOLO XXIII - LE STAZIONI ELETTRICHE

 

23.1

Premesse.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

529

23.2

Schemi di stazioni elettriche e criteri di scelta.

 

529

23.3

Analisi degli schemi di stazione.

 

.

.

.

.

.

531

23.3.1 Semplice sistema di sbarre.

 

.

.

.

.

.

.

531

23.3.2 Semplice sistema di sbarre con by-pass dell'interruttore.

 

531

23.3.3 Schema a sbarra principale più sbarra di

 

532

23.3.4 Schema a doppio sistema di

 

533

23.3.5 Schema a doppio sistema di sbarre con sbarra di traslazione.

 

533

23.3.6 Schema a doppia sbarra e due interruttori per montante.

534

23.3.7 Schema con sistema di sbarre ad anello.

 

535

23.4

Progettazione modulare.

.

.

.

.

.

.

.

535

23.5

Elementi costitutivi delle Stazioni.

 

.

.

.

.

536

23.5.1 Stazioni MT/AT annesse alle centrali.

 

536

23.5.2 Stazioni AT/MT Cabine primarie.

 

536

23.5.3 Stazioni ricevitrici.

.

 

.

.

.

.

.

.

539

23.6

Il sistema di protezione.

.

.

 

.

.

.

.

.

539

23.6.1 Stazioni ricevitrici.

.

 

.

.

.

.

.

539

23.6.2 Stazioni AT/MT (Cabine primarie).

540

23.6.3 Stazioni annesse alle Centrali.

 

.

.

541

23.7 I servizi ausiliari.

.

.

.

.

.

 

.

.

.

,

.

541

 

23.7.1 Servizi ausiliari in corrente alternata.

 

541

23.7.2 Servizi ausiliari in corrente continua.

 

541

23.8

Criteri progettuali.

.

.

.

.

 

.

.

.

542

23.8.1 Scelta dello schema.

 

.

.

.

.

.

.

542

23.8.2 Scelta del terreno.

.

 

.

.

.

.

.

.

542

23.8.3 Dimensionamento e scelta delle apparecchiature.

 

543

23.8.4 Disposizione delle apparecchiature.

 

.

543

23.8.5 Carpenteria metallica.

 

.

546

 

23.8.6

. Impianto di terra.

 

.

.

.

.

547

xx

23.9 Stazioni blindate in SF6.

 

547

CAPITOLO XXIV -LE TARIFFE DELL'ENERGIA ELETTRICA E LA GESTIONE DEL CARICO

24.1 Generalità.

.

.

.

.

.

.

551

24.2 Costo del servizio elettrico.

 

.

.

.

.

.

.

552

24.3 Imputazione dei costi.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

553

24.3.1

Metodo della responsabilità di punta.

553

 

24.3.2 Metodo della probabilità di contemporaneità.

 

.

554

24.3.3 Metodo del carico medio ed eccedente.

 

.

.

.

.

554

24.3.4 Metodo E.R.A

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

555

24.4 Determinazione delle tariffe.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

555

 

24.4.1 Tartffa Hopkinson (binomia).

 

.

.

.

.

.

556

24.4.2 Tariffa

Wright (a scaglioni di utilizzazione).

 

.

556

24.5 Scelta del tipo di costo.

 

556

24.6 Cenni sulla gestione del carico (load management) nei sistemi di distri- buzione.

 

557

APPENDICE I -

RICHIAMI SULLE MATRICI E TEORIA DELLA PROBABILITÀ

 

A.l

Algebra delle matrici.

.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

559

A.l.l

La notazione matriciale; trasposta di una matrice, matrice inversa;

 
 

somma e prodotto di matrici.

 

559

 

A.1.2

Autovalori di una matrice.

562

A.2

Teoria della probabilità.

.

 

.

.

.

563

A.2.l Il concetto di probabilità.

 

563

A.2.2. Probabilità condizionata.

 

.

.

.

.

.

.

.

563

A.2.3 Variabili casuali.

A.2.4

. Distribuzione di probabilità.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

564

564

A.2.5

Funzione di ripartizione o cumulativa e densità di probabilità.

564

 

A.2.6. Valore medio teorico.

A.2.7

A.2.8

Scarto

.

. La variabile casuale normale o gaussiana.

. Quadratico medio e Varianza.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

565

565

565

Appendice II -

CENNI SUGLI STRUMENTI DI ANALISI E CALCOLO DEI SISTEMI DI POTENZA

A.l

Generalità.

 

569

Bibliografia.

.

575

Indice analitico.

.

577

CAPITOLO I

GENERALITÀ SUGLI ELETTRODOTTI AEREI E IN CAVO PER SISTEMI AD ALTA TENSIONE

1.1

Richiami sulle costanti fondamentali delle linee aeree e dei cavi

1.1.1

Premesse

I fenomeni elettromagnetici a mezzo dei quali avviene il trasporto di energia elettrica su una linea di trasmissione possono essere descritti e studiati, come è noto, attribuendo a cia- scun conduttore di linea quattro parametri elettrici, uniformemente distribuiti, che per como- dità vengono riferiti all'unità di lunghezza (*).

Questi, detti costanti fondamentali delle linee sono:

-la resistenza longitudinale r (Q/km); -1'induttanza di servizio l (H/km); -la conduttanza trasversale di servizio g (S/Km); -la capacità di servizio c (F/km).

1.1.2 Costanti fondamentali delle linee aeree (""")

A) Resistenza longitudinale

La resistenza chilometrica longitudinale di un conduttore normalizzato per linee aeree è fornita dal costruttore e può essere espressa dalla relazione:

[1.1J

dove:

r= K~ S

p

è la resistività in Q mm 2 /km del materiale costituente il conduttore e varia con la tempera- tura con la legge p = P200 [1 + a (~- 20°)];

S

è la «sezione teorica» del conduttore (nel caso di conduttori cordati omogenei la somma delle sezioni di fili che la costituiscono). Nell'ipotesi di conduttori bimetallici (ad es. All.

(*) Per un esame più approfondito della determinazione delle costanti fondamentali delle linee aeree

e dei cavi vedi: P. L. Buccheri «Determinazione delle costanti fondamentali delle linee aeree e dei cavi». Editore Co.gra.s. Palermo 1985.

una linea può ottenersi incrementando di circa l' 1% il suo sviluppo

topografico per tener conto di catenarie colli morti, ecc.

(**) La lunghezza totale effettiva di

4

Acc) i costruttori possono anche fornire la sezione del conduttore omogeneo di rame elet- tricamente equivalente in mm 2 ; K è un coefficiente che incrementa di alcuni percento il valore p/S per tener conto dell'effetto pelle e della maggior lunghezza dei fili per cordatura.

B) Induttanza di servizio L'induttanza di servizio di un conduttore è il coefficiente che mette in relazione la cor- rente che lo percorre con la f.e.m. in esso indotta per la variazione nel tempo delle correnti che percorrono tutti i conduttori di linea. Come è noto essa dipende quindi dalla geometria del sistema e dalle relazioni fra le cor-

renti.

Nell'ipotesi di linea trifase trasposta, percorsa da un sistema puro di correnti, la induttan-

za di servizio viene espressa dalla relazione:

la induttan- za di servizio viene espressa dalla relazione: [H/km] [1.2] dove f = 41t .

[H/km]

[1.2]

dove f = 41t . 10- 4 [Hl km]; DM è la distanza media geometrica

VD!2D23D3! ; R* è il raggio equivalente del conduttore che tiene conto del flusso inter- no dello stesso e vale in genere circa 0,8 re (dove re per conduttore cordato è il raggio

della circonferenza circoscritta allo stesso), DM e R" in m;

Nel caso in cui i tre conduttori siano interessati da un sistema omopolare di correnti con ritorno esclusivamente attraverso il terreno di resistività PT [Q . m] a ciascun conduttore della linea trasposta si può attribuire una induttanza omopolare di valore:

lo

tra i conduttori: DM =

l

o

= ~

21t

In

(2H T )3

R;' D

2

M

[H/km]

[1.3]

in cui HT == 330· ~Pr / f è espresso in metri come R* e D edfè la frequenza di esercizio in Hz.

Di solito lo vale 3-;.-5 volte l.

L'espressione dell'induttanza omopolare deriva dalla considerazione che 1'effetto della conduzione del terreno può essere schematizzato con la presenza di conduttori di ritorno fittizi a distanza 2 HT dai conduttori di linea. Per adottare tale schematizzazione occorre inoltre incrementare la resistenza longitudi- naIe di ciascun conduttore della quantità:

longitudi- naIe di ciascun conduttore della quantità: [Q/kml [1.4] La presenza di una o più funi

[Q/kml

[1.4]

La presenza di una o più funi di guardia collegate a terra in corrispondenza dei sostegni

di linea determina una riduzione dell'induttanza omopolare in misura tanto maggiore quanto

più bassa è la resistenza delle funi stesse; queste ultime, contribuendo al trasporto di una ali-

quota della corrente omopolare, costituiscono con i conduttori di linea delle spire di modeste dimensioni trasversali (vedi 14.9).

(*)

'o non dipende da PT in quanto al crescere della stessa aumenta HT e quindi la sezione conduttrice

equivalente

5

C) Capacità di servizio

La capacità di servizio di un conduttore di una linea trifase è il coefficiente che mette in relazione la corrente di spostamento che lo interessa con la tensione di esso riferita al centro astratto del sistema. Come è noto essa dipende quindi dalla geometria del sistema, anche con riferimento al terreno, e dalle relazioni fra le tensioni. Nell'ipotesi di linea trasposta, in assenza di funi di guardia, la capacità di servizio vale:

2 1t Co

c=------:::-::-_=_~

l

n

2HmDm

r

D'

m

[F/km]

[1.5]

in cui Co = (11[9 . 41t]) . 10- 6 [F/km]; Hm è l'altezza media geometrica dei conduttori sul

terreno: J,}HIH2H3 ; Dm è la distanza media geometrica tra i conduttori: Dm = J,}D12DnD31 ; D'm è la media geometrica delle distanze tra ciascun conduttore e le immagini degli altri ri- spetto alla superficie del terreno: D'm= J,}D'12 D'n D'31 ; r è il raggio della circonferenza circoscritta al conduttore, espressi tutti in m. Nel caso in cui i conduttori siano interessati da un sistema omopolare di tensioni verso terra a ciascuno di essi, se la linea è trasposta, può attribuirsi una capacità omopolare di valore

Co

=

'2

2Hm' Dm

l n

rD

2

m

[F/km]

[1.6]

La presenza di una o più funi di guardia, collegate a terra in corrispondenza dei sostegni

di

linea, può determinare un notevole aumento della capacità omopolare. Ciò appare evidente

se

si pensa che le funi di guardia riducono gli spessori del dielettrico interposto fra conduttori

e terreno.

DJ Conduttanza trasversale - Fenomeno corona

La conduttanza trasversale esistente fra due conduttori ai quali sia applicata una ten-

sione avente valore efficace V si determina dalla potenza perduta per dispersione trasversa-

le p in base alla:

p

g~ V

~

2

[S/kmJ

[1.7]

dove [p] = [MW/km]; [V] = [kV].

Per una linea a più conduttori si introduce nella [1.7] la tensione di fase E e le perdite medie trasversali relative a un conduttore e si definisce così una conduttanza media di fase o

di servizio.

Tale parametro g ha in genere valore modesto e in molti calcoli può essere trascurato. Le perdite per dispersione trasversale sono imputabili:

nei cavi, al dielettrico e quindi sono legate al valore della tensione impressa e alla tangente dell'angolo di perdita;

nelle linee aeree, agli isolatori e all'effetto corona.

Negli isolatori si hanno perdite nel dielettrico che li costituisce ma fondamentalmente

6

perdite Joule dovute alla conduttanza superficiale degli stessi che dipende largamente dalle condizioni ambientali. Per un isolatore normale a sospensione per linea aerea si va da 1 a 3 W perduto con tempo asciutto, a 5-20 W con tempo piovoso per complessive alcune centinaia di Watt per

km di linea. Quando il campo elettrico sulla superficie di un conduttore raggiunge un valore superio-

re

alla rigidità dielettrica dell'aria circostante si manifesta in questa una esaltazione dei proces-

si

di ionizzazione già preesistenti (per radiazioni luminose, raggi cosmici ecc.) che dà luogo a

un flusso trasversale di corrente tra i conduttori con dissipazione di potenza.

A ciò si accompagna l'emissione di radiazioni elettromagnetiche, in particolare luminose

(in relazione a scambi di energia tra particelle ionizzanti e atomi), con la formazione di una

guaina luminosa intorno al conduttore, che fa definire questo fenomeno come effetto corona.

Da ricerche sperimentali su conduttori cilindrici lisci di raggio r [cm] si è rilevato che il fenomeno corona si manifesta quando sulla superficie del conduttore il campo elettrico supe-

ra il valore fornito da:

il campo elettrico supe- ra il valore fornito da: [kV/cml [1.8] dove: 30 [kV/cm] è la

[kV/cml

[1.8]

dove: 30 [kV/cm] è la rigidità dielettrica dell'aria in condizioni normali di temperatura e di pressione (20°C, 1 atm); ii è la densità relativa dell'aria e vale:

0=

293 P

[1.9]

273

con p (atm) pressione atmosferica; t (0C) temperatura. Per tener conto della influenza dello stato superficiale del conduttore sul valore effettivo

di Ec si introducono dei coefficienti di riduzione: m 1 = 0.80 (per tener conto della cordatura)

m2 = 0,9 (per tener conto di scabrezze e depositi superficiali) m3 = 1.,

veli di umidità, pioggia, nebbia

(per tener conto di

+ t

0,85

); in definitiva si ha come gradiente critico:

E'c=m1m2m3·3002/3(1+0,25/-fr)

[kV/cm]

[1.10]

Il gradiente superficiale massimo Ex che si stabilisce in un conduttore che presenti una

tensione di fase E in valore efficace rispetto al centro astratto del sistema può essere calcolato utilizzando il valore della capacità di servizio relativa. Poiché infatti per l'unità di lunghezza del conduttore (applicando il teorema di Gauss) si ha:

si ricava:

E

x

q

J2cE

------

-

2 1t Eor

-

2 1t Eor

Ex =

J2E

D

rln~

r

[kV/cm]

[1.11]

cui si ricorda che Dm [m] è la distanza media geometrica fra i conduttori e si è posto

in

nell'espressione di «c» 2H = D'm La relazione [1.11] permette anche di vedere come varia la intensità del campo elettrico

7

E

sulla superficie del conduttore al variare del suo raggio (r «Dm)' Poiché la guaina ionizzata che si forma a seguito del fenomeno corona comporta un au- mento virtuale del raggio del conduttore si può concludere che essa assicura in corrispondenza della sua superficie esterna la riduzione del gra- diente al disotto del valore critico e quindi il suo spessore risulta stabilizzato a un valore di- pendente dalla tensione di esercizio (fig. 1.1).

~-------------------------.~ In un conduttore di un sistema trifase si verifica 1'effetto corona quando il gradiente su- perficiale Ex della [1.11] supera il gradiente cri-

Fig. 1.1 - Intensità del campo elettrico sulla

superficie del conduttore al variare del raggio.

tico E' [1.10].

rica-

va che per non verificarsi il fenomeno corona il valore efficace della tensione di fase di eser- cizio non deve superare il valore della tensione critica:

Dal confronto fra le [1.1 0], [1.11] si

E

c

<;:2/3

=mmm ·211·u

"-1

2

3

'

·r· 1+-

I

'lir

(

0,25) l

n ~

Dm

r

[1.12]

Per data tensione di esercizio, al fine di evitare il fenomeno corona conviene quindi aumentare il raggio del conduttore r piuttosto che la distanza media Dm.

Il verificarsi del fenomeno corona comporta dissipazione di potenza lungo il condutto-

re

di

che può essere valutata statisticamente sulla base di dati sperimentali e apprezzata a mezzo

formule semiempiriche quali quelle del Peek e del Peterson.

25

p =241.1+ O

c'

~

r

Dm

[E-E]2

c

[Wlkm] (Peek)

[1.13 ]

Pc = 0,021.~.E 2

ln~

r

[Wlkm] (Peterson)

[1.14]

in

camente da Peterson in funzione di EIEc. È opportuno notare che la formula di Peterson consente di valutare le perdite che in realtà si verificano sulla linea anche per valori della tensione E leggermente inferiori a EC' Tali perdite di energia sono fortemente influenzate dallo stato superficiale del condut- tore e dalle condizioni atmosferiche. Orientativamente si può affermare che per una linea trifase con E minore del 20-30%

cui f è la frequenza di esercizio [Hz] ed F è la cosiddetta funzione corona fornita empiri-

di Ec le perdite corona hanno come ordine di grandezza:

0,5-3 kW/km con tempo asciutto; 20-100 kW/km con tempo piovoso.

8

tenSIOI'lC

corrente capaci t iva

corrente di

corrente

("((etto corona

totale

Fig. 1.2 - Andamento della tensione. della corrente capacitiva, della corrente di effetto corona e della corrente totale in un conduttore che presenti fenomeno corona.

Se viceversa E > Ec tali valori aumentano notevolmente e possono diventare inammissibili.

La corrente trasversale legata al fenomeno corona è distorta giacché la sua erogazione è limitata a frazioni di periodo della tensione di esercizio. Essa inizia prima che la tensione

di esercizio raggiunga il valore critico Ec in quanto una carica spaziale residua di polarità

opposta determina un aumento di gradiente sulla superficie dei conduttori, mentre va a zero prima in quanto il manicotto ionizzato formatosi aumenta il raggio del conduttore riducen- do il gradiente relativo (fig. 1.2). Tale corrente presenta quindi componenti armoniche, aventi carattere omopolare che insieme alle radiazioni elettromagnetiche, anche per valori di tensione non troppo elevati,

danno luogo a interferenze notevoli sui sistemi di telecomunicazioni, in particolare ai siste-

mi di trasmissione radio (radiodisturbo, vedi Cap. III).

Per tutti questi indesiderabili fenomeni che accompagnano l'effetto corona il dimensiona- mento dei conduttori di una linea ad A.T. deve essere fatto in modo che il gradiente massimo sulla superficie dei conduttori in condizioni normali di esercizio sia inferiore a quello critico. Per conseguire questo obiettivo nel caso di linee ad alta tensione è necessario adottare conduttori di grande diametro (ad es. superiori a 50 mm per tensioni superiori a 220 kV). Per risolvere tale problema nel passato si è fatto ricorso a conduttori di costruzione specia-

le (ad es. Anaconda, espansi ecc.); oggi il problema viene risolto con i conduttori multipli

(vedi il paragrafo successivo).

1.1

J

Conduttori per linee aeree ad A. T.

Per tensioni superiori a 100 kV vengono adoperate nelle linee elettriche aeree corde bimetalliche in alluminio acciaio, aventi un' anima in corda di acciaio ad alta resistenza mec-

canica e un mantello esterno costituito da più strati di fili di alluminio crudo avvolti ad eli-

ca su tale supporto (vedi Val. I - Parte II).

9

A pari conducibilità elettrica tali conduttori rispetto a quelli in corda di rame hanno un

più elevato carico di rottura (1,7 volte più grande), un minore peso chilometrico (circa il 70%) e un maggiore diametro esterno (circa 1,4 volte). Le prime due qualità sono interessanti dal punto di vista meccanico anche in relazione alle campate molto lunghe che si scelgono per i sistemi a tensione elevata mentre dal punto di vista elettrico l'aumento del diametro con una sezione conduttrice (solo il mantello di alluminio) economicamente accettabile si presenta molto favorevole in relazione al problema di limitare il gradiente superficiale sul conduttore per evitare il fenomeno corona. Per tensioni di esercizio fino a 220 kV le corde bimetalliche

di alluminio acciaio risolvono adeguatamente il problema. Per tensioni superiori (380 kV e

oltre) i diametri relativi alle sezioni economiche determinate [vedi 1.1.5J sarebbero troppo piccoli e non compatibili con le esigenze del fenomeno corona, d'altra parte quelli calcolati in base a tali esigenze sarebbero tali da non permettere l'economico sfruttamento della sezione attiva a causa anche dell'effetto pelle. S'impongono, pertanto, altre soluzioni. Una di esse consiste nell'adottare conduttori speciali, ingrossati, cioè con un elevato rapporto tra 1'area della sezione delimitata dal contorno del conduttore e la sezione condut- trice. In questo campo sono stati fatti numerosi tentativi ma assai pochi sono quelli che hanno avuto successo. Fra i conduttori di rame si è avuto un certo impiego, specie in USA, del tipo «Anacon- da»; questo è formato da un mantello a semplice o doppio strato di fili tondi di rame cordati

ad elica sopra un'armatura interna fissata da un nastro a doppio T awolto a spirale (fig. 1.3). Fra i conduttori in All.-Acc., oggi più diffusi, ha avuto qualche applicazione il tipo «Al-

coa» in cui tra 1'anima di acciaio e il mantello esterno di alluminio si trovano dei riempitivi

di carta o di juta impregnati con olii adatti.

, -- ~ ---.- ~ .~- ~ r ! /
,
--
~
---.-
~
.~-
~
r
!
/

a)

b)

c)

d)

- AT. e AA.T.: