Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

che è possibile leggere e poi mettere da parte. Mi piace generalizzare e. troverete moltissime generalizzazioni. ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. che lo differenzia dalle altre concezioni. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. basta che siano presenti nella vostra mente. leggendo questo libro. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta. questa è già una generalizzazione. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha. unico del buddhismo. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. Indubbiamente. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. Una cosa. A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. . inoltre. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. a diventare buddhisti e a praticare il dharma. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. pratica o mantra. Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. Siddharta. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. Di per sé. Non c'è alcun dubbio.

Sulla via verso casa. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. sanguinosi omicidi – che. dato che era un principe. Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. Suo padre. Certo. “È vecchia. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. Godette ancora delle bellezze della regione. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra. per tutti. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. il principe lo pregò di riportarlo a casa. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada. Quando Siddharta era ancora un bambino. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. Ascoltando le suppliche del figlio. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. ponga domande tanto semplicistiche. mio signore. destinato a governare un intero regno. La vita di corte era fastosa. protetta e sostanzialmente pacifica. di casta superiore o inferiore. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza. genitori che lo adoravano. a meno che non ci sia . nessuno può sfuggire alla morte. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. È sconcertante che un principe. Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante. Non troppo semplice.” rispose Channa.” disse Channa. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. sappiamo che un giorno moriremo. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. sporadica tensione con uno dei cugini. Era un semplice essere umano. mio signore. avrebbe potuto scegliere una vita da eremita. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. sudditi fedeli. diventato adulto. ma diede precise istruzioni a Channa. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. tuttavia. dei monti e dei fiumi. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. il principe sembrava tornato alla normalità. un astrologo predisse che. tranne qualche rara. una moglie e un figlio affettuosi. Sconvolto da quello spettacolo. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. Suddhodana acconsentì. Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi.1. Channa rispose:”Sì. Con il trascorrere del tempo. il conducente del cocchio. Ma siamo noi gli ingenui. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. Ricco o povero. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. lungi dal rammentarci il nostro destino. il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. Aveva rapporti affabili con tutti. Ma. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. a malincuore. La morte è diventata un bene di consumo. Suddhodana. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. verrà per tutti”. In questa nostra epoca dell'informazione. corride. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile.

come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. una pensione anticipata. dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. ci svaghiamo. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. intanto. distogliamo deliberatamente l'attenzione. la fame e la mancanza di un tetto. Poi. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. una famiglia felice. premi e trofei. Come ogni padre trepidante. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. con pensieri e azioni. dal re Suddhodana ai più umili servitori. Ci lanciamo in fantasie e congetture. andiamo al cinema. veri amici. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. siamo tutti come Suddhodana. in una notte indimenticabile. Logorato da questi pensieri. in gran segreto. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. era caduta in un sonno profondo. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. scoprendo che chiunque. desideriamo un compagno devoto. che soggiogò tutti tranne Siddharta. perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. Il principe si aggirava per i saloni. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. perché fu l'evento . ma sempre invano. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. usciamo a fare compere. Con il passare degli anni. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. sempre aspettando. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. Dopo il terzo viaggio. per il momento ci riteniamo al sicuro. Quel che facciamo durante la giornata. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera.stata diagnosticata una malattia terminale. Siddharta era preda di un'ossessione. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. faceva il possibile per rimediare alla situazione. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. belle macchine. In questo senso anche noi siamo ingenui. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. Quando siamo giù di morale. Se “qualcosa” è spiacevole. vagheggiando una vita di successi – case al mare. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”.

Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. Poiché tutti dormivano. È come se quando abbiamo fatto finora. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. non si . I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. a meditare in totale serenità in una casa da tè. Di fronte alle seccature quotidiane. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. raggiungeremo la maturità perfetta. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. Forse crediamo anche che un giorno. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. se rimangono in vita. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. dopo la nostra morte. Eppure. migliorare è la definizione stessa di “vita”. Come fiori appassiti. in un disordinato scompiglio di membra. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. avevano perso ogni bellezza. la mattina prima di svegliarsi. Abbiamo anche la tendenza a credere che. non viviamo mai nel presente. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. Gli elettrodomestici si rompono. occorre sottolinearlo. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. villette a schiera in periferia. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. oppure sembrano solo morti. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. Siddharta uscì furtivamente nella notte. I nostri cari muoiono. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”. i vicini litigano. Tuttavia. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. magari tronchiamo una relazione. i cortigiani russavano a bocca aperta. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. il tetto lascia filtrare la pioggia. E le cose continuano ad andare male. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. il mondo andrà avanti. tutte le nostre vite fino a questo momento. Non siamo principi con tanto di pavoni. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. riorganizzare. i denti si possono lavare. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità. I nostri figli erediteranno la Terra. i lineamenti. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. Inconsciamente. con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. noi possiamo tornare a star bene. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. come avremmo potuto fare noi. che sarà grandioso. fossero solo una prova generale. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia.

Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. La nostra società. anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. Immaginate che vostro figlio. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). inquinare l'ambiente. non c'era modo di sfuggire alla morte. farsi piercing e tatuaggi. Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. Nel palazzo o fuori. Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. le preziose caraffe di importazione. I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca. Vi annuncia che vuole vendere le azioni. con la famiglia e con la sua terra. adulare il suo capo. i gioielli. acqua e . Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. sono aggregate. In alcune società asiatiche. nati e ancora da nascere. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. sbaragliare i concorrenti. capì che tutte le forme. il legame con Yashodhara e Rahula. i baldacchini. tingersi i capelli di viola. È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. e si mise a studiare la natura umana. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo. un'utopia. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. oppure dalla storia di Ponce de Leòn.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. Dopo un lungo periodo di meditazione. dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. ma la sua ricerca non fu vana. le emozioni e le percezioni. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. così come in Occidente. la mensola d'oro su cui posava le pantofole. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo. comprese le ossa e la carne. l'incenso e la musica. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. sotto un albero di ficus religiosa. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera.

Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio.000 persone. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità. ginseng coreano. assorbiamo entrambi. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. timore. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. perfino frutto dell'immaginazione. non c'è neppure la delusione. le parti hanno subìto un cambiamento. Ogni cosa è interdipendente. bensì cambiamento. acqua e ghiaccio. e si vive con pienezza. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. simile alle montagne russe. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni.foglie si trasformano in tè. diventa più limpida. ma a tutto. sotto questa forma. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. diventano qualcos'altro – sono “composite”. dopo duemilacinquecento anni. ricchi e poveri. capace di riservare immense soddisfazioni. Tutti. quindi soggetta a trasformazione. eppure loro non se ne accorgono. come di solito pensiamo. Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita. l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. a un certo punto. Se si sa che tutto è impermanente. Per il semplice fatto di essere state messe insieme. da Kublai Khan a Gandhi. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. sarebbe non poco contrariato. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. Ora. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. Per l'attimo presente Per natura. se Siddharta fosse qui oggi. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. non ci si attacca e. autonomo e permanente. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. il Risvegliato. per esempio un uomo con quattro braccia. giunse alla liberazione. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. Vi sembrerà un atteggiamento macabro. Nello stesso modo. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. Nel frattempo. lezioni di yoga. flaconi di DMAE e di retinolo. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. alla Terra intera. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. La percezione dei fenomeni si trasforma e. il loro carattere muta e. ogni giorno muoiono circa 250. autonomo e permanente. se non ci si attacca. né gli atomi e neppure gli dèi. all'universo. chirurgia plastica. Questo libro prima non esisteva. devono morire. uno stadio intermedio e una fine. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. devozione e un redentore portano a Dio. in un certo senso. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. Siddharta. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. Allo stesso . E se non c'è la cieca speranza. Grazie a queste riflessioni. D'altra parte. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. Non il libro che tenete in mano. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. di fronte anche al più sano degli uomini. Se si guardano da questo punto di vista.

Ogni blocco della Terra – Australia. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. è meglio avere un Dio impermanente. non ci sono libri. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione. l'integrità del tutto è compromessa. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. La nostra esistenza. Taiwan. Se non c'è inizio. in genere non è possibile. è lui stesso soggetto al cambiamento. In virtù dell'interdipendenza. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. non c'è bisogno di creazione. Eppure oggi. Il disboscamento sconsiderato. con la nostra tecnologia avanzata. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva. apparentemente continua. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. perciò non c'è una vera indipendenza. e non lasciò neppure una profezia. non c'è fine. Se non c'è acqua.modo. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. avete imparato qualcosa. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. La fede in un creatore onnipotente. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. presuppone l'elemento del tempo. Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. Per Siddharta. altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. Non dovrebbe stupirci. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. L'oggi è la morte di ieri. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. imponendo così la sequenza temporale. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. diventi permanente. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. in procinto di gocciolare sull'erba. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. Se il mondo è sempre esistito. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. per magia. la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. Per questa continua interdipendenza. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. instabile. . Benissimo. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. Se non c'è carta. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. non c'è ghiaccio. Così semplicemente equipaggiato. Il cattivo umore è passato. non fa che accelerare il processo di impermanenza. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate. ci potesse risparmiare quell'orrore. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. alcuni ricordando Dio. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. però. una qualche cosetta capricciosa. emergono nuovi ricordi. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. l'Io che esisteva ieri – cioè. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. le Americhe – è come rugiada. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega.

le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti.eppure difficilmente ce ne convinciamo. E se ricordiamo che tutto è impermanente. Il declino. l'avidità. Quanto sangue è stato versato. Un tempo. Tuttavia. ma non inalano. i guerrieri Maori o Navajo. Sulla superficie di questa fragile Terra. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. L'eloquente messaggio dello tsunami. oppure al caso di Al Gore. e i Manciù sono diventati “uguali”. con il suo carico di devastazioni. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male. si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. Neppure gli atomi danno certezza. per esempio. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. Una volta accettata l'interdipendenza. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. Per esempio. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. che i geologi chiamano Pangea. invece di negarlo deliberatamente. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni. Intenzioni e risultato sono in contraddizione. nel corso dei secoli. Anche in disgrazia perché fumano. nel mondo. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. “felicità senza fine” e “redenzione”. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. non è il nostro scopo. erigere confini e costituire società. costituiscono la classe dominante. Per i cinesi Han. Ovunque. ovviamente. rigide convinzioni (religiose e secolari). estinguendo ogni traccia di vita. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. politici e relazionali. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. l'ambizione personale. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. anche se forse non esplicito. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. che ha perso le elezioni presidenziali. il popolo Manciù era “il diverso”. ammonisce Buddha. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi . nella speranza di realizzare una felicità duratura. riconosciamo l'impermanenza. Instabilità Il pianeta Terra. sorgeranno lussuosi impianti balneari. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. ne comprendiamo l'interdipendenza. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. l'amore e la fortuna. ora vivono come minoranze in esigue riserve. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. i raccolti. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra.

la Casa Bianca corteggia la Cina. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto. Allo stesso modo. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò. che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta. sin dall'attimo della creazione. La definizione di “morale”. Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento. nel corso della vita. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. Immaginati di cuocere un uovo. La volta dopo. La morte è continua. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti.T. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. É necessario avere perforati delle schede elettorali. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. le uova e lo sperma. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. d'altronde. è la morale che si è modificata.000 dollari a Janet Jackson. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. Il presidente Bush.] . Perfino Che Guevara. Il risultato. il tempo. la memoria e Dio sono aggregati. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. chiede dov'è la carne. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”.d. l'uovo cotto. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine. quando insegnò il concetto di impermanenza. la Tour Eiffel. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. può diventare il vostro peggiore nemico. con il quale avete condiviso i segreti più profondi. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo. è stata introdotta una nuova morale. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali. è considerata immorale e può persino essere arrestata. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. mutando in base all'air du temps di una determinata epoca. Negli Stati Uniti. invece. come il DNA. sin dal momento della nascita. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro. il tuo cane. Anche la mente. il più grande stato comunista. Alcuni decenni più tardi. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. Noi tutti. [N. Fieri dei nostri principi. L'amico più caro. Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. un grande eroe popolare. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. Le regole continuano a cambiare. dipende da cause e condizioni essenziali. Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche.

Come l'uovo. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. Lo troverete interessante. la Corea. fino a un livello subatomico. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. eludono le nostre aspettative. funzioni e definizioni. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. seguono ciecamente la dottrina buddhista. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. Tutti questi fenomeni sono impermanenti. La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. nel momento adatto e nel luogo giusto. Qualcosa di insignificante. alla fine non vi persuade più. amore. tuttavia. il risultato è inevitabile. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. Altri fattori. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. per lo meno all'inizio. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. come il Bhutan. per esempio. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. le luci. D'altra parte. tradizioni. eppure. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni. come la famiglia. fiducia. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. lo stato o la società in cui siete nati. diffidenza. invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. percezioni. Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. A un certo punto. fogge. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. può aggiungersi alla vostra devozione. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. per questo. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. riducendovi in miseria. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. inevitabilmente cuocerà. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. e sono quindi variabili. il Giappone o la Thailandia. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. Fede e devozione sembrano incrollabili. Molti fraintendono. sono impermanenti. . come il gusto condiviso per le acciughe. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore.un uovo. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. Lo scetticismo. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. con un numero sempre maggiore di forme. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti. Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. un timer. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto.

educazione. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare.”. Temiamo l'ignoto. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea. in uno schema. Nonostante la comprensione acquisita. l'apertura mentale e il coraggio. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. né cambiamento verso il meglio. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. Come nel caso dell'uovo alla coque. quando ha sparato a Lennon. Diventò molto popolare. perché gli permetteva di volare. anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. esso barese stato inevitabile. ma preparato e lungimirante. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello. sarete capaci di consapevolezza e previdenza. Dietro la paura. alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon. come quelle di un generale di gran talento. In una certa misura. Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. e riconosciamo le condizioni in cui agisce. Con questo pensiero. . Se il nostro partner ha i giorni contati. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. in un'abitudine. Per Siddharta. se non c'è impermanenza. l'elefante volante. impariamo a coltivare il perdono. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. non fosse che a causa della morte. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. non offuscato da paure irrazionali. come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. Vent'anni dopo l'avvenimento. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. In un rapporto. la comprensione. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. creare una famiglia. Acquisirete dignità e autorevolezza. Chapman ha ammesso che. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana.. Era solo. e godere dell'amore e dei rapporti personali. la situazione è straordinariamente liberatoria.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione. Da piccolo. costruire la pace. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. è riuscito a capirlo. non avrebbe sofferto tanto. Senza l'illusione del “per sempre”. i momenti di separazione sono spesso i più profondi.. preparare la guerra. Se siamo in grado di vedere l'invisibile. L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. Per esempio. Ogni relazione è destinata a finire. non lo considerava un essere umano reale. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio. Dumbo. non c'è progresso. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. si annida una costante brama di certezza. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo.

perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. ma. Per esempio. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. è possibile manipolarli. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. non più grandi degli occhi. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. senso di colpa. dimenticando completamente l'interdipendenza. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. maltrattati. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. dove Channa. sellò il suo cavallo preferito. ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. come il volere di Dio. Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. Ancora nella metà del ventesimo secolo. Una volta compresi. Li consegnò a Channa. su sua istruzione. minacciati. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. mentre i famigliari e i servitori dormivano. Kathanka. Prima dell'alba. Quando furono a una distanza di sicurezza. come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. per invertire queste tendenze negative. partì da solo. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. e quindi incidere su cause e condizioni. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. può condurci all'ispirazione e alla speranza. il simbolo supremo dello splendore. Il concetto di bellezza è mutevole. dopo averglieli consegnati. Ci sentiamo ingannati. Channa lo supplicò di accompagnarlo.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. alla gloria e al successo. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. così come cambia l'osservatore. non intendeva darci brutte notizie. Li tagliò e. Varcarono le porte della città senza essere visti. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. stava riposando. è un semplice fatto scientifico. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno. è in grado di rallentare il riscaldamento globale. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà. andò sino alle stalle. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. il cocchiere e suo più fedele amico. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . era un realista. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti. solitudine. Non dovevano preoccuparsi per lui.

ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. È un inferno. le sfruttiamo a nostro vantaggio. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. Un ragazzo – più basso. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. redentori dell'umanità. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. Non importa quando dura l'incubo. Se sognate di essere calpestati da un elefante. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. né costituisce un castigo per le nostre colpe. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. e non avrete più motivo di sconforto. Se vi sentite disperati. coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. l'aggregazione. neppure la mente stessa. potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. Poi. premi Nobel o saggi illuminati. perché anch'esse sono aggregate. o fino alla generazione successiva. Se volete vivere più a lungo. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. sia positive sia negative. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. la pace. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. Non è intrinsecamente positivo né negativo. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. ma non la morte. di conseguenza. la fine degli esami. per non perdere di vista la logica di questa affermazione. Assomiglia piuttosto a un incubo. Accettiamo la nascita. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. . La disperazione – come il suo opposto. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse. pensateci. Questo vale in ogni settore della vita. Se non possedete una Ferrari. Nei due casi. la ricchezza. ma anche quello emotivo. La salute. ma non l'inizio. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. dureranno per sempre. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. si tratta di un'esperienza infernale. la vincita.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. vi ridestate. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. nulla di quanto ci passa per la mente. possiamo abbandonarle. in quel momento siete all'inferno. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. intervengono numerose condizioni. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. L'odio. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. Di solito. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. Le cose permangono per la durata della nostra vita. secondo quanto prescritto da Buddha. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. Non è una questione di probabilità o di fortuna. con i vicini e con gli altri paesi. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. potete benissimo creare le condizioni per averne una. il cambiamento finale è inevitabile. Il sogno è un inferno temporaneo. Forse diventerete miliardari. dove i dannati soffrono l'eterna tortura. È una speranza ragionevole. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. ma non la perdita.

si diresse a Magadha. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. la loro bellezza prese a dissolversi. Alla fine.2. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. Cominciò allora a perdere il sonno. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi. Siddharta fu libero e diventò un buddha. la Terra mi è testimone. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. sconfitti. è squisitamente teista. Nel dir questo sfiorò il terreno. Siddharta non si turbò. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. tutte le frecce. Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. con l'erba kusha come stuoia. e io essere ridotto in polvere. È un cambiamento continuo. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. Invece di continuare il viaggio. non solo per se stesso. leggendo libri o praticando l'esoterismo. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre. esista uno scopo ultimo. Esistono miriadi di forme di vita diverse. o debba essere tale. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio. Mentre si preparavano per il viaggio. ma finché non troverà la risposta. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. quindi è impermanente”. ma per tutti. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. Mara. nel cuore dell'India. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. non mi alzerò. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. Siddharta fu irremovibile. Scelse un posto dove sedersi. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione. infatti. Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli. ma abbiamo tutti in comune una . Dopo molte ore di inutili ostilità. Mara si recò da Siddharta e. Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. Tra la costernazione generale. Quando però si avvicinarono a Siddharta. dopo tanti anni di tenaci tentativi. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. Il principe rispose che non intendeva desistere. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. che andò su tutte le furie. con tutta la diplomazia di cui era capace. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito. nella cultura dell'India antica. il re dei demoni. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. intento a meditare. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. una successione di esperienze transitorie. Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. lance. Siddharta non passò inosservato. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. Sfiorirono e invecchiarono. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. milioni di anni fa. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui. ha concepito il progetto di finalità. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo.

Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. Nella mezza età. di stile occidentale. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. senza Starbucks*. influenzato da quello occidentale. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice. disgusto. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità.] . La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. Vogliamo tutti essere felici. impariamo a forgiare i nostri desideri. Naturalmente. Quando invece avete superato gli ottant'anni. felicità è costruire castelli di sabbia. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento.d. formiche e api. Dieci anni fa. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. senza competitività. presidenti e miliardari. le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. adatto al ventunesimo secolo. Per gli adolescenti. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. fruste e catene. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. Adesso. sia a livello personale che culturale. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. con quei capelli rasati. Era elegante come un antico guerriero cinese. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma.T. Per molte persone. Da una parte. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. mentre altri prediligono strumenti di tortura. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. senza macchine di lusso. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. Per un bambino sulla spiaggia. anche nel relativamente ristretto ambito umano.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. morale e persino nel sistema politico. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. Questo schema prosegue nell'età adulta. nel remoto regno himalaiano del Bhutan. musica. la speranza diventa paura. il denaro e la carriera rappresentano la felicità. adottiamo metodi stranieri o esteriori. Perfino in uno stesso individuo. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. [N. Invece. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. gamberi e farfalle. cioè un taglio di capelli corto. È una questione di valori condivisi. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. quando si desidera una relazione più seria e più stabile. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere.

in ogni parte del mondo. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. Principi in sé utili. Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica. i pavoni e le posate incastonate di gemme. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. la meditazione. per questo motivo. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale. tuttavia. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. praticare la generosità e la Regola D'Oro. il digiuno. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. scarpe adeguate e altri agi essenziali. Un giorno.attesi. intrisi di puritanesimo. In genere. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. bensì con mezzi squisitamente spirituali. ruota intorno alla religione. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. avere un cospicuo conto in banca. in molti dei suoi aspetti essenziali. Questi stessi leader. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. il sacrificio. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. cibo a sufficienza. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. egli capì: Non è giusto. dopo molti anni di privazioni estreme. vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste. quali Cina e Singapore. un'altra trappola come prima i cortigiani. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. perché non solo continuiamo a soffrire. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. tuttavia. Questa è una strada estrema. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. I criteri sono oculati. ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. riveriti dai sudditi. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. una casa confortevole. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. Se teniamo conto di questa situazione storica. Per esempio. incapaci di adattarci al sistema. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. Con grande sorpresa dei suoi compagni. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. La storia del mondo. ci può rendere felici. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. . scelgo la morale”.

si prefiggono di eliminare il problema alla radice. scatenando conflitti per il territorio. essenziale dell'essere. lavastoviglie. Se volete davvero eliminare la sofferenza. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . In un modo o nell'altro. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca. i mercati finanziari e il potere. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. o ti sottragga un qualche utile. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. quando temi che qualcuno ti critichi. Ogni anno. ginnastica addominale e oli profumati. però. capirete che esse nascono da un fraintendimento. Analogamente. possediamo ascensori. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. imperfette. una statura imponente. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. batterie ricaricabili. direttamente o indirettamente. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. Ci “coinvolgiamo”. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. tecniche sempre nuove. che può essere quella di un attimo. taglia-capelli a batteria. Esplorò la sofferenza con mente aperta. desideriamo un ventre piatto. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. idealmente. telefoni cellulari. Inoltre.. Quando lo guardiamo. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. Viagra. tentiamo immediatamente di trovare la cura. aspiratori per le cacche di cane. In genere. non contemplavano rivoluzioni politiche. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala.. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. vene e sangue. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco. Le emozioni sono dolore. tè dimagrante. moquette che ricoprono ogni superficie. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. assumiamo vitamine. yoga. sembra di vedere un cerchio di fuoco. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale. computer portatili. cure all'avanguardia. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. Novocaina. Diventiamo ossessionati.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. toilette con sedili riscaldati. Non sono innate. dovete raggiungere la consapevolezza. lo spazio. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. e quindi sono sostanzialmente difettose. mani da artista. Se accordiamo loro spazio e valore. appena li troviamo. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. il petrolio. Al circo. abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. Per esempio. Le sue soluzioni. Grazie alla ragione. Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. geni. Dal punto di vista individuale. Per questo motivo. Ancorati alla nostra convinzione. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. identificandone l'origine. ti ignori. diete. Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti.

fece notare a Camilla Parker Bowles. Nel breve periodo di frequentazione. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. Quando la consapevolezza è smarrita. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. in un momento intimo che si voleva senza testimoni. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui. Secondo i buddhisti. Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza.tiene una torcia. non esiste la parola che indica l'amore romantico. Come vedrete. Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. A ogni istante. mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. che allora era la sua amante. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca. Ben conosciamo l'amore e l'odio. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. i ricatti. la colpa e l'innocenza. quando ballerini. non c'era biasimo. sono in realtà basate sull'aggressività. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza. la gelosia e l'orgoglio. Le emozioni a volte sono puerili. soprattutto di notte. ma la maggioranza è completamente irrazionale. il gruppo intreccia rapporti di fiducia. musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. la paura. fa . non c'era errore. grazie a questa consapevolezza. pregiudizi e sulla nostra ignoranza. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. l'inganno o una sottile manipolazione. A un osservatore occasionale. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. il pessimismo. agli amici e alla famiglia. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. se non molto prima. Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. Alcune. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. alcune emozioni possono apparire divertenti. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. che siamo adulti consapevoli. la vergogna. come quando il principe Carlo. la tristezza e la gioia. Noi. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. Altre sono quasi impercettibili. In alcune regioni dell'Asia. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità. ma la lista si può estendere all'infinito. la convinzione si fonda su un fraintendimento. e provò soltanto una profonda compassione. servendosi delle quattro verità. Ma come un genitore sollecito. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. Ci sono emozioni che sembrano razionali. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. di natura pacifica e quieta. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. si può spiegare tutto questo processo.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. materiale o intellettuale. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. Mara non lo apprezzerà affatto. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. se non ne hanno già uno. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso. se portassero con sé le mogli. per lo meno. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. neppure dopo generazioni. Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. Malesia. dell'ispirazione creativa. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. In realtà. non per gli altri. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. Mara predica astutamente la libertà. Invece. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. della gioia. della concordia. Per pura invidia. Invece. dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. Arabia Saudita e India. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo. Cristiani. Molti estremisti politici e religiosi. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi.riconosciuti come tali. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. della devozione. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti. della pace. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. Giappone. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. come “antisemitismo” o “olocausto”. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. dell'estasi. o . In Malesia. sia esso economico. della realizzazione. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. Corea. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. In Occidente.

non è poi così terribile. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. e non avere nessun impedimento. tuttavia. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. immagina come si svolgerà la serata. sperimentiamo tanta pienezza. Per questa ragione. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più. Possiamo provarci. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. tuttavia. molto meno evidenti. le nostre emozioni più violente . Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. l'amore può essere piacevole e soddisfacente. In questo modo. Per esempio. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. Non è in nostro potere. Magari. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. anche se gli dedicate la più totale devozione. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni. questo si indebolirebbe. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. mentre shen significa “altro”. Non sto affatto male. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. In senso lato. Per Siddharta. tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla.per comporre canzoni. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. i propri diritti. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile. rang significa “Io” e wang “potere”. E se fallite. “diritti” o “legittima ragione”. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo. ma non scaturisce indipendentemente dal resto. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. anche se soffriamo. un'esplosione accidentale di gas. Ma è solo una fantasia. una congettura. Vi è sempre in agguato la costante. e questo scontento provoca sofferenza. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. Molti pensano. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. finché si possiede il controllo. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. Sono termini difficili da tradurre con precisione. la libertà. in tempo libero. Sto facendo colazione. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. più specifica e più chiara. nessun guinzaglio introno al collo. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. era immune al veleno dell frecce. nello stesso tempo. Tutto va come dovrebbe andare. Dopotutto. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. Come minimo. consapevole che fossero semplici illusioni. anche solo per un'unica volta. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. Siddharta. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. Sto respirando. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. riuscirci talvolta. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. Sto bene. si è felici. si diventa infelici. Raramente. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative.

assaporerete pienamente il vostro tè.diventano innocue come petali di fiori. La vera origine della paura è l'ignoranza. e quindi persero ogni attrattiva. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. Potete continuare ad andare avanti. come il cerchio di fuoco. la consapevolezza si affina. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta. anzi è eccitante. Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte. rende la vita molto più piena. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. . La consapevolezza non vi impedisce di vivere. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati. Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati.

è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. il pellegrino pensa che sia acqua. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. sane di . Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura.. Il giovane ne uscì trasformato. in realtà. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta. le sue parole. eppure Rechungpa partì per l'India. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. Capì che ogni cosa che vediamo. Divenne celebre come Milarepa. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta. ritornò in Tibet. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. sentiamo. Rechungpa si applicò scrupolosamente. Grazie a mecenati della sua tempra. al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. Vaghiamo invece nel deserto. Oppure. come vedremo. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. e riteniamo di essere persone colte.C.. ma per disperazione. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. Fu il re Ashoka. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. se siete creduloni. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie. il dharma continuò a diffondersi. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana. Dal suo nascondiglio all'asciutto. Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. Dopo molti anni. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa. espandendosi in ogni direzione. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. L'oasi. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. che chiamiamo dharma. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. In quella sconfinata pianura. Uno dei massimi imperatori del III secolo a.3. ascoltiamo. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. sete e speranza. Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. Nel primo millennio dell'era cristiana. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone.

quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. . “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. Ci affanniamo per trovare amici autentici. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento. “spazio”. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. sicurezza. Si racconta che. non c'è nessuno capace di ascoltare. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. Così percepito. aveva compreso il vuoto. come fece Siddharta. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. come il viandante. Priva di ogni imbarazzo.” dissero. apparvero il dio Indra e il dio Brama. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. Semplicemente. la compassione e l'altruismo è molto difficile. come Siddharta. Appena lo videro avvicinarsi. non estremistico. La mente umana. In un mondo dominato dall'avidità. esitazione o orgoglio. Quando raggiunse Sarnath. di prestare attenzione o di comprendere. Secondo questi criteri. Le cose non sono come sembrano. Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile.mente e lucide. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. se cerco di insegnarlo. Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. alla fine siamo delusi. infatti. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate. avendo sentito i progetti di Siddharta. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza. pieno di pace. per non parlare della verità ultima. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. “tempo”. troveremo che definizioni come “forma”. Per chi.” Per rispettare i loro desideri. anche se ne esistono molti altri. Ma se tento di esprimerlo. Al momento della sua liberazione. Ma. Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui.” sogghignarono. quella del vuoto. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta. in prossimità di Varanasi. Siddharta partì per Varanasi. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. se dipendiamo da una conferma esterna. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. dall'orgoglio e dal materialismo. soddisfacente e delizioso. “Ecco che arriva l'ipocrita. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. chiaro. che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. delusioni e sofferenza. proprio come un miraggio. non lo capiremo. anche solo insegnare principi di base come l'amore. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. concetti come la lusinga e la critica. la venerazione e il disprezzo. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. Se intraprendiamo un'analisi approfondita.

Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati. Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. sarete considerati anormali. Per esempio. Milarepa era un grande yogi. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. si. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. lo consideriamo ben definito. definitivo. riescono a passare per artisti. valido. razionalizzazione e definizione. Noi non possiamo. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. Siddharta non era irrazionale. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. se accettate il vuoto. La gemma si trasforma in fiore. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. pazzi o irrazionali. non immaginato. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. In entrambi i casi. capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. In questo senso. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente. dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. anime gemelle. queste prospettive tuttavia non reggono. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. Funzione. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma. considerandole “realmente esistenti”. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. e in modo permanente. le . ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. o non vogliamo. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. dimostrabile. non c'è acqua nel miraggio. Sottoposte ad analisi rigorosa. oggi e domani”. reale. come Salvador Dalì. fantasmi. anche se cambia. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. Certo. In una certa misura. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. la nostra visione è distorta. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. Solo in rare occasioni. immutato e incondizionato. Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. perché sappiamo che non è davvero una mano. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. intuizione. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio.

perché dipende dal fatto che siete lì davanti. Se l'analisi fornisce una risposta adeguata. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” .. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. Se ci ritorniamo dopo un anno. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi. quest'identità si sgretola. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. quindi lo mangio. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. adocchia una ragazza. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. finché concorrono tali condizioni. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. scevro da interpretazioni. funziona come un libro. non ci affascina più. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. è davvero un cerchio di fuoco.. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. è carina. Un ragazzo cerca compagnia. emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. Per esempio. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. Accettiamo che. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa. senza eccezione. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. Contrariamente alla credenza popolare. Le cose esistono per il momento. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente.non immaginata.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. Analogamente. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. A un semplice sguardo. Non trovando nulla a questo livello. Per Siddharta. Dal suo punto di vista. Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni. definita. non sono generalizzazioni. Se fosse indipendente. egli è libero da ogni delusione. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. gli altri lo considerano un libro. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza. per adesso. Un fiume scorre con la sua acqua fresca. non andiamo oltre. se ci dà quel che vogliamo. immutata. incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. dalla fabbricazione o dal cambiamento. nella nostra esistenza. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. L'analisi finisce qui. L'acqua è diversa. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro. è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino.

Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. Tra i molteplici punti di vista dell'universo. Per essere definita come “suprema”. Per qualche tempo.” disse. aggregato e impermanente. quando è vecchia – sempre. Se è davvero bella. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. qualcuno è geloso. Siddharta aveva un discepolo laico. l'amica. il vuoto non era stato costruito da lui né da . la sorella. il monaco rimase impassibile. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. quando russa. pensò: Ecco. quindi non esiste davvero. la madre. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. crollò a terra. Per Siddharta. Non esiste indipendentemente. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. A quanto si dice. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. il monaco si diede alla fuga. Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore. la rivale. è bello di per sé tale assortimento. non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto. ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato. la figlia. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello. un metodo prescritto. questa bella ragazza sta per abbracciarmi. per un parassita è un'ospite. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. secondo il giudizio di una commissione di esperti. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. “Pensare che qualcuno è bello è un concetto. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. senza muovere neppure un muscolo. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. perché la bellezza dipende dall'osservatore. Ai suoi occhi. Per un coccodrillo rappresenta il cibo. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. quando si accovaccia sul water. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. un guerriero di nome Manjushri. Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene. qualcuno la considera l'amante. Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio. intestini e simili. ti lega a un nodo e ti imprigiona. ma non successe nulla. Turbato e deluso da se stesso.cose esistono realmente. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. Quando finalmente li riaprì. riflettori e rossetti. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo. Ma così stanno le cose. fra molti altri. esausto.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. una verità non deve essere fabbricata. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. dipende dalla mente. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. cartilagini. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza.

rispondereste: “Sì. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. E volereste via. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. per negare una cosa. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana. di più puro o di più divino di quanto percepiamo. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. il vuoto è sempre stato vuoto. Finirete per cadere e sarete molto delusi. si può preparare una tazza di tè . paradossalmente. perché consentono solo un'esperienza artificiale. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. senza dipendere da uno stimolo esterno. fa cessare anche l'esperienza. ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia. può apparire qualsiasi cosa. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare. allora è un problema. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. Se non sognate. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto. tuttavia. non potete volare. perché trascende il tempo e non ha forma. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. speranze.” Siddharta era perfettamente conscio che. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. Ma quando queste condizioni si sono esaurite. convinti che esista davvero. paure e illusioni. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. immaginazioni. non può provocare un risveglio assoluto. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. rispondereste: “Non posso”. se sognate. che in realtà può nuocere al corpo. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. come un sogno a occhi aperti. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. una volta esaurita. non vedi?”. come l'immaginazione e l'avidità. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. l'apparenza si dissolve. e siamo preda dell'ignoranza. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. capite che state dormendo.nessun altro. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. “È l'attaccamento che vi incatena. Una droga. Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. di migliore. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. Siamo immersi in un sonno profondo. Se in sogno fate qualcosa di strano. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. io posso farlo. Ma queste sostanze non sono consigliabili. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare. nel mondo relativo. anche se. Immaginate di fare un sogno terrificante. Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea. rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. potete farlo.

In un momento di chiarezza. Amplificati dalla cultura popolare. Quando raggiunsero la sponda opposta. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. le fatture da pagare. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. poi. la haute cuisine. come la scelta antiabortista e l'eutanasia. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero. esisteva una bella monaca di nome Utpala. Per questa ragione. in un paese devastato dalla siccità. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. perfino se si tratta di una posizione folle. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. entrambi i monaci ripresero a camminare. ma la gente in realtà continua a soffrire. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon. ma l'attaccamento all'apparenza”. Un giorno infine. ognuna delle quali ha i propri vantaggi. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose. In un'altra parabola buddhista giapponese. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. come la macchina da riparare. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. e da posizioni morali. Per loro. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. con gran sorpresa dell'uomo. Molto tempo fa. la monaca se li tolse e glieli diede. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. la cura contro l'ipertensione. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. fece scendere la donna.oolong e sorseggiarla. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò. uno dei suoi eredi dharma. Semmai. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. e preparano miscugli speciali. come i diritti dell'individuo. rendendo sempre più artificiale il nostro universo. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette. dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. senza parlare. di nome Tilopa. Senza esitazione. Una volta. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. Stentando a trovare le parole giuste. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. Ci sono politici veramente integri. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica. l'uomo diventò il suo discepolo. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. ma lui era implacabile. da concetti astratti. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. un veggente molto rispettato predisse che .

È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. bevve l'acqua anche lui. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. fa appello al minimo comune denominatore. Assumendo una posizione democratica. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore. tale fenomeno in genere assume valore. alla fine. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. come noi. La presa di coscienza non è necessariamente letale. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. perché non aveva altri punti di riferimento. perché sono molto più numerosi di noi. ma una pioggia maledetta questa volta. non è letale È difficile capire il vuoto per chi. Forse. Come al concorso di Miss Universo. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. i residenti acquatici vinceranno. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. come ultima risorsa. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. Quando guardiamo uno stagno. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. non è magia. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. La gente era ricca e felice. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. Per poter governare i suoi sudditi. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. che siamo gli osservatori dello stagno. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. il dolore e . pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. Non penetra nelle nostre menti limitate. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. Capiscono com'è collocata la cinepresa.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. noi uomini vediamo solo uno stagno. Ma la rana della sorgente non le credeva. Di fronte a tanta immensità. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. si sarebbe stabilita sull'oceano. ha la mente condizionata dal pragmatismo. sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. Solo il re era rimasto “sano di mente”. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. ma. La verità: non è una favola. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. nel suo irrazionale terrore. la bevvero e impazzirono. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. Quando venne la pioggia. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. le cause e le condizioni nascoste. infatti.

È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente. Non ne ha provocato la scomparsa. vedo il serpente”. e se Jill non agisce con cautela. Fortunatamente per Jack. A quel punto forse. non può dire “il serpente se n'è andato”. che si avvolgono intorno a noi come un serpente. anche con la luce accesa. Un percorso è un metodo. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto. può dire: “Sì. Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. se non si fosse mai creato un simile equivoco. In base alla natura del discepolo. la sua amica Jill entra nella stanza. tuttavia. invece. di cultura e di atteggiamento. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli.liberazione e libertà. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. Quando si è calmato. in base alla sua esperienza. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. Come il fobico Jack. anche se. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro . Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. o uno strumento. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano. come una sorta di ricompensa. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. gioie inattese. non rubate. ansie ed emozioni. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. a rigor di termini. paure. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. ha cercato una via di fuga. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura. il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . in questo caso. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. facoltà che in genere è compito del divino. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. perché non c'è mai stato. come la meditazione. le si apre un ventaglio di possibilità. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza. potrebbe solo peggiorare la situazione. Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. Jack.. il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. che non esiste affatto la sofferenza. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta. una sorta di trappola mentale. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza. per esempio. Speranze. non dite bugie”. Quando Jack si convince di essere al sicuro. nel buddhismo non esiste divinità. In altre parole. Il sollievo di Jack. che ci conduce da un posto a un altro.

curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. D'altra parte. non c'è Buddha che giudica. Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. Questo Buddha teneva sermoni. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. uccidilo”. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. e a questi discepoli di livello superiore. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak. Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze . ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. per di più. a seconda della capacità del discepolo.che. perché. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. In una discussione con il suo discepolo Subhuti. in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. ha un'opinione sbagliata”. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak. o un cattivo karma. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. Quattrocento anni dopo. Alla fine della giornata. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. A livello intellettuale. A prescindere dal concetto di vuoto. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. conosciuto poi come Gautama Buddha.C. o un buon karma. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo. Per amore di jack. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. all'inizio. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. Nessuno. compreso Buddha. vincolato al tempo e allo spazio. ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. che evidentemente è da intendere in senso figurato. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. In India – e non nell'attuale Croazia. Jack è ignorante. da non confondere con la morale e con l'etica.

Molte persone. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà. se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia. Quando vide la sua tunica strappata. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. Era un grande maestro. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. ascoltando questa parabola. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. In assenza di tale consapevolezza. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. dovete abbandonare il buddhismo. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. Se cominciate a intravedere esperienze. I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. come se lui fosse divino. Per esempio. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea. se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. l'ispirazione è tutto. un placebo. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. il mondo sembra reale. In questo modo. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. Forse penserete che si tratti di un paradosso. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. al cinema. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. Nient'altro. ma Buddha rifiutò la sua offerta. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. In un certo senso. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. Quando diventiamo genitori a nostra volta. dovete sbarcare. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. tristi. tangibile e solido. Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. arrabbiati o impetuosi.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. Tuttavia. che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. In un'altra parabola. ma avrete la disinvoltura di chi. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. In tal modo. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. Nel momento della comprensione assoluta. è il mio mezzo di sussistenza”. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . Una volta arrivati. con la comprensione del vuoto. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno.

Abbiamo piccole ambizioni. da cui derivano vanità. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. Se Jack grida. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. avete avuto fiducia in queste istituzioni. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. Temiamo che. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. avviene in sordina. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. sul potere miracoloso delle diete. Immaginate che George W. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. dei nostri averi e dei nostri successi. l'economia globale. e non vogliamo esplorare altre direzioni. conservate il lavoro. la famiglia e il lavoro. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”. Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. Spinti dalla brama di successo e di originalità. siete attivi a livello politico all'interno del sistema. più piacevole. a pensare quel che pensiamo noi. che rendono . perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. la società libera. E spesso cadiamo in acqua. è confezionato troppo bene. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. gli amici. ambizione e insicurezza. potremmo essere estromessi dalla società. al contrario. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. più accogliente. continuate a lottare per i diritti individuali. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. Come un bambino al cinema. senza doversi preoccupare che si consumi. Per molti anni. come quella di atterrare su Marte. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. In realtà. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. siete già preparati. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione.innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. fa scenate. non è ancora diventato più sicuro. molti di noi scelgono di rimanere al buio. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione. come quella di far colpo su una ragazza. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. Nella vostra vita. Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. o ambizioni smisurate. e non siete accecati dal risultato finale. Il mondo. ma se la situazione cambia. voi accendete la luce. perdere la rispettabilità. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. tentarono di salvarla. Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. Il più delle volte. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. lo prendete in simpatia. siamo catturati dall'illusione. Con orgoglio. i migliori. una delle quali credeva di essere molto furba. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. Ciò non significa ritirarsi dalla società. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. saremo gli eroi che salvano il mondo”. però. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. Una volta c'erano cinquecento scimmie. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. Poiché aveva compreso il vuoto. le Nazioni Unite. in grado di capire tutto. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. la scienza e la tecnologia. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi.

Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. . Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. Se riusciamo a superare questi confini. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. Analogamente. che i concetti come “grande” e “piccolo”. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. non esistono e che tutto è relativo. sono assolutamente reali. Non è impossibile mandarle in frantumi. alla grammatica.necessaria una manutenzione. capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. Un giorno capiremo. non solo a livello intellettuale. Il vostro punto di vista può cambiare. perché non esistevano né prima. cambierà il modo in cui la guarderete. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. simo in grado di superarle. “guadagno” o “perdita”. invece. per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento. Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. né durante o dopo il sogno. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. Mentre li sognate.

prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. “illuminazione”. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. se siete onniscienti. uno spazio sconfinato. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. Eppure non divenne immortale. sapete quel che nasconde.sono parole che molte persone amano pronunciare. Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. Pensione.4. Non è il paradiso. vi sentite obbligati a . “libertà”. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate. e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. elefante. I suoi discepoli erano monaci e monache. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. Nel momento in cui capite che queste cose esistono. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. Dopo aver raggiunto il nirvana. regina e nei panni del bodhisattva. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. alla fine diventa noiosa. l'altro lato del samsara. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. “liberazione”. Dopo un attento esame. Se ci sono uomini politici. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. scimmia. nell'universo mondano. Yashodhara. di terminare le opere ancora incomplete. Forse aprite il giornale del mattino. Continuate a fare tutto questo. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. re e condottieri. che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. e il figlio Rahula. re. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. erotici o dell'orrore. Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia. Una vita perfetta. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. perché. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. ma pochi hanno il tempo di analizzare. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante. “paradiso” . le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. Non c'è da temere la morte. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. verso uno stato chiamato “parinirvana”. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. compresa la moglie. Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. Qui. guardiamo film polizieschi. neppure tanto mascherati. Questa condizione è definita “nirvana”. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. cominciamo a sentire la nostalgia di casa. cortigiani e mercanti. ma non durano all'infinito. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. sono affidabili e onesti. luna di miele e picnic sono piacevoli. Il venerdì sera. oppure pieni d'empatia verso chi soffre.

il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. Alcune persone hanno già perso la speranza. neppure oggi. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. Siamo intrappolati. Secondo Siddharta. Al contrario. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. impuri. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita. dobbiamo morire. il luogo di definitivo riposo. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. Avrebbero una sorta di immunità angelica. perché non ci serve più. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. Per lo meno. Non c'è via di fuga. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. le soddisfazioni – e il libero arbitrio. ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. le interruzioni vi infastidiscono. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha. Può essere raggiunta in questa vita. come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. . comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. nella nostra versione personale di paradiso. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. grazie al coraggio. ci bloccano e. libero dai problemi. o di illuminazione. Per Siddharta. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. Nonostante ciò. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. le sfide. il paradiso o il nirvana. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. per una perfetta riuscita. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. non moriremo più. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. non in questa vita. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. può visitare questa località fisica. preferiamo tenerci sul vago. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. Nessuno. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. L'ambiente fisico e i corpi. una sorta di residenza permanente. In genere. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. l'illuminazione è il massimo stadio della noia.

inseparabili di giorno e di notte. ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. era diventato particolarmente persuasivo.] . Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. Il nirvana. [N. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. Prima che uscisse. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura. In altre parole. Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo. si raggiunge la libertà. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione. Parlando di lei. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore. se si comprende anche solo parzialmente la verità. ci creiamo amici e nemici. Erano ossessionati l'uno dall'altra. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. Buddha. poiché senza confusione né ignoranza. e comprendere che non c'è mai stato un serpente. che hanno paura dei serpenti. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. Quando vi risvegliate da un incubo. in tal senso. senza felicità né infelicità. chiamati “livelli bodhisattva”. quindi. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. lo portò al Paradiso di Tushita. Il suo percorso non conduce alla felicità. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. per esempio il serpente. invece. non equivale alla felicità. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. la paura diminuisce. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. dall'aspetto particolarmente repellente. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack.T. vi è uno stato di liberazione equivalente. ma Buddha insistette. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. non solo a livello intellettuale. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. molto comuni in India. Per mancanza di attenzione. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. esso trascende questi concetti dualistici. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. Nella misura in cui comprendiamo la verità. per questo suo merito.d. Il nirvana è pace. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. solo una cravatta di Armani. La beatitudine. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. Così. Se capite davvero.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. non è mai esistita. in questo mondo o nell'aldilà. Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. tua moglie o questa scimmia?”. c'è beatitudine. Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. non è né felicità né infelicità. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. tra cui una scimmia con un occhio solo. provate un profondo sollievo. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. sarete liberi.

” I monaci evitarono Nanda. ma il più delle volte questo non accade. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. che gli disse di seguirlo di nuovo. A causa delle sue azioni virtuose. Questo pessimismo diventa inutile.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. tua moglie o queste dee?”. rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. Questa volta. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio. Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee. dove lo faremo bollire. Come Nanda. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. “Non mescolatevi a lui. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. Dovevano schivarlo a ogni costo. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. con caratteristiche e talenti superiori. La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri. Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. paragonata a quelle dee. che cominciò a sentirsi triste e solo. che risposero: “Sulla Terra. perché non credono di poterci riuscire da soli. sono solo fenomeni compositi instabili.” risposero. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. le dee e le guardie. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. lui invece cerca la felicità. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere. Capire la logica secondo cui i . La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie.” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone. perché. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori. Per questo. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. era come la scimmia. un essere simile deve essere spettacolare. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza. affinché noi possiamo riverirlo”. quindi idee diverse. Buddha convocò poi un secondo cugino. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. “Oh. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno.” disse Buddha. “Voi state cercando l'illuminazione. che compia la purificazione in vece loro. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. nelle nostre menti. “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. È troppo faticoso. e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. Se l'illuminazione fosse mera felicità. che vive e respira. Ananda. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla. smembramenti e asfissie. ma anche alla felicità. perché avete intenti diversi. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. piuttosto che qui davanti a noi. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. Sgomento. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. Immediatamente. Poi chiese: “Chi è più bella. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile.

sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. Il sudiciume. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. perché lo riteniamo possibile. Non è così. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. Se il bicchiere è sporco. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. gettando un'ombra su di noi. quando togliete la sporcizia. Queste impurità possono essere rimosse. Lavare il bicchiere nel fiume. consuetudinaria. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. In un primo tempo. Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. ma. Quando compriamo il bicchiere. Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. La sua natura non è sporca. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose. Ciò nonostante. invece. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo. è intrinsecamente privo di impronte. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. l'interpretazione è sbagliata. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. Navigando in quella direzione. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. pensa che il bicchiere è sporco. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. i marinai vanno verso la fonte della luce. nell'acquaio o in una lavastoviglie. Quando si sporca. generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. Indipendentemente dal metodo usato. è spesso chiamata “natura buddha”. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. non il bicchiere. sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. verso il faro. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. esso non è affatto trasformato. tuttavia. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume. la mente. non abbiamo dubbi. la natura pura dell'Io. L'assenza primordiale di contaminazione. che sono temporanee. Per riacquistare speranza. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. che credeva di potere eliminare il serpente. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. generando amore . Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha.

non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo. si rivela la nostra vera natura buddha. liberalo. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. tuttavia. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. Adirato. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente. esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. È importante capire. A volte. Servendoci di quello che abbiamo. con l'impegno e con la logica deduttiva. appare la statua. per quanto rapidi e fiochi. Molti la fraintendono. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. In realtà questa è la risposta. Quando lo stampo viene infranto. La nostra vera natura è come una statua d'oro. per esempio. potete dedurre che si tratta di fuoco. “desiderare” e “pregare”. Siddharta era sufficientemente vigoroso. che va oltre le nostre concezioni. appena plasmata nello stampo. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione. La logica. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma. tuttavia. il bersaglio preferito. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. ma come residente del regno degli inferi. quando sono poste queste domande. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. Per questa ragione. Oltre all'amore e alla compassione. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. che possono essere manipolate e infine purificate. lascia che porti io il peso per due”. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. come lo stampo non è parte della statua. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza.e compassione. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. sadicamente. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. la loro natura buddha può essere rivelata. come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. tale comprensione ci avvicina al compimento. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. dell'odio e dell'ignoranza. esiste qualcosa che è purezza primordiale. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. per incarnarsi poi in un regno superiore. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. che è parte della nostra vera natura. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. alla fine riusciamo ad avvicinarci. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. Egli implorò il demone: “Per favore.

Questo è il miracolo. oppure vi concedete un sonnellino. per esempio. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. Fu questo il suo straordinario potere. come il fatto di volare. Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack. Invece di trionfare su un nemico esterno. dai colori dorati. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa.. possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. Buddha sperimentò la vecchiaia. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. e anche questo è un miracolo. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte. Nel suo primo sermone. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso. come offrire incenso. come la rabbia. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. reali o immaginati. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico. con mani delicate e un portamento regale. insensibile e intorpidita. a Varanasi. In realtà. Analizzando più da vicino questo piacere apparente. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. se mai esista davvero.. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. con tutte le creature. capace di controllare in parte la sua collera. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. Gli scettici. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. la malattia e la morte proprio come noi. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. sappi che la sofferenza può avere un termine. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale. tuttavia. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura. Grazie a questa conoscenza. proponendo decine di migliaia di metodi. È un desiderio legittimo. o per i suoi attributi fisici. Indicò un sentiero. le sue scoperte straordinariamente innovative. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. per esempio un'aspirina. come un terzo occhio. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui.dell'illuminazione. abbandonane le cause. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. Immaginate di avere mal di testa. Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. È facile accettare che le emozioni. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. Nei testi buddhisti rigorosi. dai più semplici. senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. Nel buddhismo. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. non furono mai considerati le sue imprese supreme. segui il percorso che porta alla sua cessazione. Anche se simili talenti non sono da escludere. .

Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. perché è un sapere dualistico. Infine. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. Analogamente. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. lo spazio. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. Buddha non è un nome di persona. mentre il credente l'accetta in modo acritico. In altre parole. una manciata di fango e una moneta d'oro. È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. il mondo non è migliorato. ma la definizione di uno stato della mente. non c'è neanche chi soffre. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. basato su oggetti e soggetti. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. Semplicemente. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto.I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. i valori. perché. Il campo di buddha è considerato una terra pura. Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. pur essendo bella e snella. È chiaro che. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. gli arhat. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. il genere. Altri seguaci. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. delle dimensioni di una particella infinitesimale. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. fu conosciuto come il Buddha. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. anzi. una consapevolezza dell'intera verità. Essere onnisciente non significa essere colto. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. Pensando alla verità in termini di vuoto. poeticamente. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. non era più contaminato dal concetto di tempo. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. se non c'è Io. forse è perfino peggiore. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. Buddha è considerato onnisciente. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. altrettanto devoti. I devoti. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. non accetta quel che vede allo specchio. e vincolato ai limiti. Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni.

piacere e dolore. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. Non preferiva la lode alla critica. Se errassimo solitari nel deserto. A noi che siamo schiavi del tempo. sudore e sangue. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. sorseggiando un cocktail al cocco. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. ma. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. Siamo come bambini sulla spiaggia. Saremmo liberi. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. siamo elettrizzati. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. Vivono ogni sorta di emozioni. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli. guardando senza giudicare. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. di per sé insignificanti. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. senza più speranze e paure inutili. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. la celebrità a una vita ordinaria.ha smontato concretamente una bussola. Se qualcuno dice: “Oh. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. per attrarli. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. Ironicamente. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. Nessuna distinzione. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo. di sposarci. avere dei figli e perfino dei nipotini. otterremmo una forza incredibile. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. Poi un'inezia. Non daremmo più tanta importanza alle parole. saremmo distaccati e imperturbabili. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. facciamo in modo che le cose belle durino. e reazioni emotive. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. come un'eco. per competere con loro. si contendono conchiglie e palette. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. la felicità all'infelicità. La vanità alimenta l'industria cosmetica. né giustifica un maggiore investimento di energia. indaffarati a costruire castelli di sabbia. come un'insalata per una tigre. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. nessun concetto. ricordandoci di tempi più felici. che belle gambe che hai”. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. Il primo non ha più attrattive dell'altro. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. per essere accettati. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. Conosciamo qualcuno. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. In genere. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. nello stesso tempo. il guadagno alla perdita.

sarebbe rimasta libera. non si conformano alle regole dell'etichetta. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace. perché non siamo affrancati dall'orgoglio. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. probabilmente non sapremmo cosa farcene. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. Anche se potessimo. dall'avidità. si autodefiniscono combattenti per la libertà. Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare. non agiscono per impressionare gli altri. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. Se è di giovamento al prossimo. per la privacy. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. ma. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. Da un punto di vista ordinario. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. Senza noia e senza senso di solitudine. non li desideriamo realmente. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. questi saggi faranno tutto il necessario. Violenti e terroristi. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. Alla fine. è stata la sua noia a determinarne la rovina. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. nel profondo. compromettendo così la libertà dell'altra. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. non hanno paura di perdere la faccia. dalla speranza e dalla paura. in realtà. Nello stesso momento. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. tuttavia. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso. non cercano esperienze eccitanti. non si annoiano. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. Se ci fosse garantita una libertà totale. non andremmo in giro nudi. La loro libertà limita la nostra. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. Quindi. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. È giusto limitare la nostra libertà. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. tuttavia. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. tuttavia. intenzionalmente o meno. passeggiare nuda per strada. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . si annoierebbe. a volte sono considerati anormali o perfino folli. il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società.

e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. Siamo molto sollevati. pronti a struggerci per una lode. ma con uno spirito nuovo. A un certo punto. Magari continueremmo a fare acquisti. ma senza la paura di essere rifiutati. Ci innamoriamo ancora. Analogamente. Il suo discepolo. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. che tutte le cose composite sono impermanenti. significativi e permanenti. Se tuttavia cominciamo a capire. non lo siete affatto. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. Per il piacere della conversazione. non solo intellettualmente. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. ma a livello emotivo. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. Se ci pensiamo bene. perché non avete dimenticato nulla. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri. di drammi e colpi di scena. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”. il nostro comportamento cambierebbe. siamo noi a essere folli. Alla fine. Da questo momento in poi. che alcuni dei nostri concetti. non avete mai lottato. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. Ma non è il diavolo che se n'è andato. Se capiamo. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità. Il nirvana è la non esistenza del samsara. Non è più necessaria nessuna meditazione. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo. Invece di riservarli alle occasioni speciali. non siete mai stati esseri senzienti. .vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. anche parzialmente. Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione. Sono come il cielo. di alti e bassi. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. Non c'è nulla da ricordare. che non ha fine nello spazio. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo. composto di innumerevoli storie che si intersecano. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. speriamo di scappare. Quando raggiungete l'illuminazione. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. il grande Nagarjuna. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. allora il nostro attaccamento si allenta. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. Se continuate a definirvi buddhisti. Proviamo ancora emozioni.

L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. all'economia e alla vita in generale. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. Con la stessa ovvietà. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno. la croce. a parte voi. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. il trattamento adatto è la lozione di calamina. ma variano in base al paziente e alla malattia. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. Per esempio. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. con la capacità mentale. perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. la crocifissione. Contemporaneamente. Sono tutte apparenze. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. dall'etica. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. ma non credo che questi paragoni siano necessari. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo. In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. Per esempio.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. addirittura peggio. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. Le religioni sono come i farmaci e. Giudicare o valutare un . Come un copioso buffet. destinate a lenire la sofferenza. molto più accessibile. il gusto. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni. alla Mecca. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. per adattarle alla loro situazione individuale. Solo voi come individuo. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. Allo stesso modo. in una sorta di sincretismo. Se soffrite di leucemia. o tra lo zen e il mondo della finanza. Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. potete scegliere l'idea che vi si adatta. come tali. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. Nel tentativo di non essere settarie. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti.

in California. per esempio. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. è giusto essere enormemente grassi. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. tutte le emozioni sono dolore. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. non si tagliano mai i capelli e la barba. L'attaccamento all'Io è ignoranza. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo. intendeva tutte le carni. Quando Buddha vietò il consumo di carne. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. Nei sutra Mahayana. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. Per esempio. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. con il becco chiuso. i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. Secondo la vostra idea. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. incoraggiati dalle scritture buddhiste. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. morirete lo stesso un giorno o l'altro. rinunciando ai carboidrati. a un certo livello lo fate per sopravvivere. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. in attesa di essere macellati. per sostenervi. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza. e site convinti che sia giusto essere magri. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo. né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora. se mangiate carne. Capovolgendo la situazione. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. o quella di maiale perché impura. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. Chi determina ciò che è “buono”. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. ci sono ragioni per farlo. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. Ma tra precetti e divieti. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. In definitiva. I Sikh. se vivete a Venice Beach. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti. secondo la vostra idea. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. Tuttavia. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. . Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. da un punto di vista strettamente egoistico. Infatti. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. Per questa ragione. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. Ogni azione e comportamento. sono basati su queste quattro verità o sigilli.

quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. sia buono che cattivo. La generosità senza ricompense. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. ricade all'interno di queste quattro verità. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada. La generosità diventa un atto di gioia. Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. senza aspettative o senza condizioni accessorie. secondo criteri materiali – per esempio. come la generosità. Secondo Siddharta. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. la verità secondo cui la liberazione. trascende i concetti. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. o si è deboli oppure “peccatori”. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. In presenza di specifiche cause e condizioni. l'illuminazione. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone. e in assenza di ostacoli. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. la generosità praticamente è già in atto. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. insorgono le conseguenza. sapere che sono compositi. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza. La conseguenza è il karma. Potete elargire con generosità.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. La motivazione. si genera un karma negativo. In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. qualsiasi sia il suo oggetto. Una comprensione più profonda del karma. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti. permette di meditare sulla quarta idea. Per tale ragione. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. Comprendere il terzo sigillo. ma neppure attaccarci. l'incontestabile marchio del buddhismo. e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. Comprendendo il secondo sigillo. tale oggetto è privo di una propria natura. non costituisce il percorso indicato da Siddharta. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine. se ci si sente privi di capacità o di valore. la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. si genera un karma positivo. prendiamo la generosità. D'altra parte. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. Se non ci attacchiamo all'Io. l'impermanenza. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. non del cammino verso l'illuminazione. Il nirvana è trascendere il karma. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . Quando cominciamo a capire la prima verità. se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. un'illusione. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. costituisce un sollievo. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine.

chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. come il bene e il male. si previene la violenza.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo. con la giustizia o la libertà. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. queste verità vi sembreranno piacevoli. perché non c'è nessuno da imprecare. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. non sono una rivelazione mistica del Buddha. Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza. il brutto e il bello. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. o pensa che la Terra sia piatta. non c'è alcuna ragione per essere violenti. convinti invece che sia solido e reale. Si smarrisce ogni lucidità mentale. e illuminazione significa comprensione della verità. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. Se è così. se non avviene in armonia con le quattro verità. Se ignorate i quattro sigilli. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . come accendere incenso. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. nessuno in cui credere e di cui dubitare. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. nessun attaccamento all'Io. che sono prigionieri delle loro abitudini. Perfino le pratiche in apparenza rituali. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. non c'è ragione di arrabbiarsi. allora non c'è motivo di lamentarvi. come lo è la persona che li vive. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra. Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. se i pazzi di un manicomio vi insultano. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche. non blasfemo. Se non avete un io. Analogamente. null'altro che un percorso nichilistico. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore. I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. Uno scienziato considererebbe ignorante. la vostra è una devozione superficiale. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. Non sono fabbricate. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. continuerete a vivere in un mondo illusorio. Nello stesso modo. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. Tuttavia. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. il morale e l'immorale. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. non fa parte di questo cammino.

abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. ma. Grazie a questa comprensione. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine. Si inginocchiò. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. Considerando la rinuncia come beatitudine. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. I nuovi ricchi cinesi. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. dai quali si aspettano devozione per la vita. Se non è accompagnata dalle quattro verità. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”. cosparsi di cenere. Forse non siete avari. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Mantenne la sua promessa. Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. le storie di principesse. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. La morale alimenta l'Io. Quando cominciamo a capire le quattro verità. modificandone così il valore. anche la morale può essere distorta. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. prostitute. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. . Si può essere re. Quando doniamo. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. Scegliere la saggezza. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. o perfino ai propri figli. Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. per esempio. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. la sugata. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. Perfino oggi. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. che sia necessario abbandonare la propria casa. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. almeno di un riconoscimento in questa vita. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. mercanti.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli. pur con tutta la vostra generosità. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro.

condizione ed effetto. immobili come un fermacarte. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica. ma se coltivate una certa tolleranza. ma così non è per la verità. ma. se ci permettono di accostarci alla verità. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. domani o nella prossima vita. Siddharta stesso. Con l'ausilio di questi metodi. ciò equivale a vincerlo. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. La saggezza supera la morale. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. ma analizzandoli e meditandoli. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. Anche se intellettualmente sappiamo di morire.Convinti della nostra versione di morale. In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. la tolleranza e la pratica vegetariana. l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. In tal modo. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. ma anche con l'esperienza. la pratica autentica. Le pratiche esteriori sono percepibili. interdipendenti e impermanenti. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. il buon senso. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. un principe che aveva rinunciato al suo regno. Questa libertà è definita saggezza. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. Shantideva. Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. rituali. Se arriviamo a capire le quattro verità. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. l'amore. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. In altre parole. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. anche se significa privarli della libertà. Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. Più che mai. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. tuttavia. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. diventano molto importanti. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo. Ormai convinti della logica di causa. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. È quanto chiamiamo meditazione. non solo a livello intellettuale. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera. ma che ci allontana dalle quattro verità. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. Attraverso questa meditazione. invece il . Questa è la vera meditazione buddhista. Il grande studioso indiano e santo.

esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. ma il tè rimane puro. Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. Altri riti istituzionalizzati. Nel corso dei secoli. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. invece. Potete cambiare la tazza. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. La gente così se ne va in giro con tazze vuote. a rigor di termini. o dimentica di bere il tè. invece. e comunque è impossibile farlo. non ci sono eccezioni sociali o culturali. l'impermanenza e l'altruismo per niente. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. gialli o neri. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. come copricapo rossi. A un livello superficiale. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili. non della verità in sé. A differenza di altre religioni. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. perfino i monasteri. i riti e gli oggetti rituali. La verità in sé. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. Siddharta li incoraggerebbe. l'incenso e i fiori. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire. come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. non è né bella né non bella. Per spiegare correttamente questa verità. o per lo meno distratti. Siddharta si avvalse di . il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili. In realtà. Ci succede di essere affascinati. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. a New York. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. Se c'è qualcosa da adattare. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. ma è praticata da molte culture diverse. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. Non potete modificare queste quattro verità. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. Le quattro verità. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. la sofferenza provocata dalle emozioni. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. possono portare qualche beneficio. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. si tratta dei simboli e dei riti.

Contrariamente alle credenze popolari. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. sei un essere fortunato. Thailandia. Cambogia. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. Giappone. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. Siete liberi di valutarla. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. È normale che le religioni abbiano un capo. La concezione fondamentale. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate.metodi e strumenti differenti. fa parte della vostra pratica. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. è sempre più inquinato. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. Per secoli. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. accettarlo. che si tratti di un uomo o di una donna. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto. Cina. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. tanto tempo fa. in base alle necessità del suo svariato pubblico. la Terra. retta da una figura con un potere assoluto. Il luogo in cui viviamo. A causa di avidità. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. Naturalmente. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. rimane la stessa per tutte le scuole. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. e goderne. possiedono un'elaborata gerarchia. Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. In definitiva. . In certi casi. ma è anche una benedizione. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. È per questa ragione che. Alcune. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. sono le quattro verità a esserne custodi. Laos. tuttavia. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. Corea. invidia e orgoglio. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio. Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché. come la Chiesa cattolica romana. Se il buddhismo vi interessa. sopportarlo. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. anche se possono esserci stati migliaia di buddha.

è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi. Ricordate sempre.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. sarete “buddhisti praticanti”. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. Se mantenete il silenzio. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. se siete praticanti. . Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. D'altra parte. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. ma vi mettete al loro stesso livello. senza metterle in pratica. non solo non li dissuadete. tanto meno un essere umano. Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto. Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. Se siete buddhisti. dovete protestare e condannarli. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. come Democrate e la democrazia. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. questi gesti scaturiranno spontaneamente. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo. ma non si decidono ad assumerlo. Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. se siete invitati a qualche ricevimento. Non siete buddhisti. Accettando e praticando queste quattro verità. tuttavia.

“la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. il nucleo della filosofia buddhista. perché crede che non sia affatto generica. personaggio. tutto anziché soltanto un po'. C'è anche chi inarca le sopracciglia. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. . in un linguaggio quotidiano. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. ne ha soltanto tre. Essenzialmente. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. non può controllare pienamente se stessa. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. Per comprendere molti di questi termini. non possiede questi quattro sigilli. come quella Theravada. Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. Quindi. e questa dipendenza crea incertezza. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. o gangzag. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. La tradizione Shravakayana. ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno.Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. Walpola Rahula. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. l'autore di L'insegnamento del Buddha. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. All'interno delle diverse scuole buddhiste. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”. poiché un arhat è anche definito gangzag. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. Tendzin Gyaltsen.

Ringrazio anche Jessie Wood.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. sia nelle parole che nel significato. . sono interamente sotto la mia responsabilità e . Gampopa. Longchenpa. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy. Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. anche se i commenti sono sempre benvenuti. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura. E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones. Sakya Pandita. non solo in termini di editing. Milarepa. che hanno contribuito a dar forma a questo libro. se troverete gravi errori o fraintendimenti. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi. Vorrei tuttavia ricordare che. una volta splendido regno indù. studiosi. Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati. a Bali. Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito.