Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. . basta che siano presenti nella vostra mente. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. Mi piace generalizzare e. che è possibile leggere e poi mettere da parte. troverete moltissime generalizzazioni. inoltre. il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. a diventare buddhisti e a praticare il dharma. Siddharta. Di per sé. unico del buddhismo. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. leggendo questo libro. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. questa è già una generalizzazione. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. Non c'è alcun dubbio. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. pratica o mantra. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. Una cosa. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta. che lo differenzia dalle altre concezioni. Indubbiamente.

Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. Ricco o povero. Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante. È sconcertante che un principe. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì. dato che era un principe. Godette ancora delle bellezze della regione. “È vecchia. ponga domande tanto semplicistiche. protetta e sostanzialmente pacifica.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza. il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. Suddhodana. Certo. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito. mio signore. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. Ma. La morte è diventata un bene di consumo. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. La vita di corte era fastosa. genitori che lo adoravano. Aveva rapporti affabili con tutti. Sconvolto da quello spettacolo. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra. il principe sembrava tornato alla normalità. destinato a governare un intero regno. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. a malincuore. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani. nessuno può sfuggire alla morte. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. mio signore. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. Channa rispose:”Sì. Suo padre. corride. ma diede precise istruzioni a Channa.” rispose Channa. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. a meno che non ci sia . sappiamo che un giorno moriremo. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. diventato adulto. Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. Sulla via verso casa. per tutti. Ma siamo noi gli ingenui. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. Quando Siddharta era ancora un bambino. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. Con il trascorrere del tempo. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. avrebbe potuto scegliere una vita da eremita.” disse Channa. Ascoltando le suppliche del figlio. verrà per tutti”. una moglie e un figlio affettuosi. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada.1. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. di casta superiore o inferiore. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. lungi dal rammentarci il nostro destino. Suddhodana acconsentì. un astrologo predisse che. tuttavia. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. Non troppo semplice. il principe lo pregò di riportarlo a casa. In questa nostra epoca dell'informazione. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile. tranne qualche rara. Era un semplice essere umano. sporadica tensione con uno dei cugini. sanguinosi omicidi – che. sudditi fedeli. dei monti e dei fiumi. il conducente del cocchio.

una pensione anticipata. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti. Il principe si aggirava per i saloni. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. scoprendo che chiunque. premi e trofei. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. la fame e la mancanza di un tetto. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. Con il passare degli anni. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. ci svaghiamo. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. andiamo al cinema. sempre aspettando. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. Ci lanciamo in fantasie e congetture. Quando siamo giù di morale. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. siamo tutti come Suddhodana. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. usciamo a fare compere. Siddharta era preda di un'ossessione. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. perché fu l'evento . Logorato da questi pensieri. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. faceva il possibile per rimediare alla situazione. in una notte indimenticabile. distogliamo deliberatamente l'attenzione. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. Quel che facciamo durante la giornata. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. era caduta in un sonno profondo. desideriamo un compagno devoto. una famiglia felice. come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. Come ogni padre trepidante. istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza. per il momento ci riteniamo al sicuro. vagheggiando una vita di successi – case al mare. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. ma sempre invano. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. veri amici. belle macchine. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. con pensieri e azioni. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza. Se “qualcosa” è spiacevole. Poi. Dopo il terzo viaggio. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. che soggiogò tutti tranne Siddharta. In questo senso anche noi siamo ingenui. in gran segreto. dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. dal re Suddhodana ai più umili servitori. intanto. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità.stata diagnosticata una malattia terminale.

la mattina prima di svegliarsi. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni. dopo la nostra morte. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. i vicini litigano. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. Eppure. villette a schiera in periferia. i lineamenti. Siddharta uscì furtivamente nella notte. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. come avremmo potuto fare noi. non viviamo mai nel presente. Tuttavia. che sarà grandioso. con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta. avevano perso ogni bellezza. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. migliorare è la definizione stessa di “vita”. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. È come se quando abbiamo fatto finora. non si . i cortigiani russavano a bocca aperta. magari tronchiamo una relazione. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. Inconsciamente. i denti si possono lavare. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. I nostri cari muoiono. con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. Poiché tutti dormivano. Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. Forse crediamo anche che un giorno. occorre sottolinearlo. noi possiamo tornare a star bene. raggiungeremo la maturità perfetta. E le cose continuano ad andare male. Come fiori appassiti. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. I nostri figli erediteranno la Terra. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. in un disordinato scompiglio di membra. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. il mondo andrà avanti. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. tutte le nostre vite fino a questo momento. il tetto lascia filtrare la pioggia. Di fronte alle seccature quotidiane. Gli elettrodomestici si rompono. Abbiamo anche la tendenza a credere che. riorganizzare. se rimangono in vita. fossero solo una prova generale. a meditare in totale serenità in una casa da tè. Non siamo principi con tanto di pavoni. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. oppure sembrano solo morti. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla.

Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. i baldacchini. le preziose caraffe di importazione. acqua e . le emozioni e le percezioni. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico. non c'era modo di sfuggire alla morte. capì che tutte le forme. È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. sbaragliare i concorrenti. Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. oppure dalla storia di Ponce de Leòn.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. farsi piercing e tatuaggi. Immaginate che vostro figlio. con la famiglia e con la sua terra. tingersi i capelli di viola. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. sono aggregate. È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. Nel palazzo o fuori. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. così come in Occidente. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. La nostra società. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita. Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. i gioielli. l'incenso e la musica. il legame con Yashodhara e Rahula. un'utopia. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo. adulare il suo capo. In alcune società asiatiche. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. sotto un albero di ficus religiosa. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. e si mise a studiare la natura umana. comprese le ossa e la carne. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. Vi annuncia che vuole vendere le azioni. Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. nati e ancora da nascere. inquinare l'ambiente. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. ma la sua ricerca non fu vana. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera. la mensola d'oro su cui posava le pantofole. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani. Dopo un lungo periodo di meditazione. I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca.

ma a tutto. per esempio un uomo con quattro braccia.foglie si trasformano in tè. capace di riservare immense soddisfazioni. Nello stesso modo. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita. diventano qualcos'altro – sono “composite”. non c'è neppure la delusione. in un certo senso. Questo libro prima non esisteva. eppure loro non se ne accorgono. e si vive con pienezza. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. Ora. giunse alla liberazione. alla Terra intera. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. all'universo. Allo stesso . ogni giorno muoiono circa 250. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. Per il semplice fatto di essere state messe insieme. le parti hanno subìto un cambiamento. se non ci si attacca. devozione e un redentore portano a Dio. il Risvegliato. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. dopo duemilacinquecento anni. D'altra parte. ricchi e poveri. autonomo e permanente. perfino frutto dell'immaginazione. chirurgia plastica. lezioni di yoga. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. sarebbe non poco contrariato. Ogni cosa è interdipendente. diventa più limpida. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. bensì cambiamento. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. timore. Siddharta. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. se Siddharta fosse qui oggi. non ci si attacca e. Vi sembrerà un atteggiamento macabro. flaconi di DMAE e di retinolo. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. il loro carattere muta e. La percezione dei fenomeni si trasforma e. Per l'attimo presente Per natura. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. uno stadio intermedio e una fine. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti.000 persone. Tutti. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. da Kublai Khan a Gandhi. Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. autonomo e permanente. di fronte anche al più sano degli uomini. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. Nel frattempo. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. Se si guardano da questo punto di vista. Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. simile alle montagne russe. Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni. sotto questa forma. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. quindi soggetta a trasformazione. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. assorbiamo entrambi. Grazie a queste riflessioni. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. acqua e ghiaccio. a un certo punto. ginseng coreano. né gli atomi e neppure gli dèi. come di solito pensiamo. devono morire. Non il libro che tenete in mano. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. E se non c'è la cieca speranza. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. Se si sa che tutto è impermanente. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità.

con la nostra tecnologia avanzata. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. ci potesse risparmiare quell'orrore. non c'è ghiaccio. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. Taiwan. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. non c'è bisogno di creazione. Benissimo. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega. che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. Se non c'è acqua. instabile. è meglio avere un Dio impermanente. però. Eppure oggi. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. Per Siddharta. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. in genere non è possibile. l'integrità del tutto è compromessa. perciò non c'è una vera indipendenza. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione. Se non c'è carta. Ogni blocco della Terra – Australia. presuppone l'elemento del tempo. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. Il disboscamento sconsiderato. Se non c'è inizio. . la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. Così semplicemente equipaggiato. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva. Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. in procinto di gocciolare sull'erba. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. In virtù dell'interdipendenza. per magia. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. non c'è fine. emergono nuovi ricordi. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. le Americhe – è come rugiada. imponendo così la sequenza temporale. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. l'Io che esisteva ieri – cioè. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. e non lasciò neppure una profezia. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. una qualche cosetta capricciosa. non fa che accelerare il processo di impermanenza. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. La fede in un creatore onnipotente. Se il mondo è sempre esistito. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. La nostra esistenza. Il cattivo umore è passato. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. è lui stesso soggetto al cambiamento. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione. Per questa continua interdipendenza. se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. L'oggi è la morte di ieri. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. alcuni ricordando Dio. diventi permanente. non ci sono libri. Non dovrebbe stupirci. avete imparato qualcosa. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. apparentemente continua.modo.

anche se forse non esplicito. l'ambizione personale. l'avidità. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. nel corso dei secoli. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti. ora vivono come minoranze in esigue riserve. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. Anche in disgrazia perché fumano. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. costituiscono la classe dominante. le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. non è il nostro scopo. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni. estinguendo ogni traccia di vita. per esempio. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. ma non inalano. L'eloquente messaggio dello tsunami. Sulla superficie di questa fragile Terra. Una volta accettata l'interdipendenza. le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. l'amore e la fortuna. con il suo carico di devastazioni. Per i cinesi Han. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. E se ricordiamo che tutto è impermanente. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. “felicità senza fine” e “redenzione”. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. erigere confini e costituire società. Quanto sangue è stato versato. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. i guerrieri Maori o Navajo. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. Neppure gli atomi danno certezza. politici e relazionali. che i geologi chiamano Pangea. nel mondo. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. ne comprendiamo l'interdipendenza. e i Manciù sono diventati “uguali”. riconosciamo l'impermanenza. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. oppure al caso di Al Gore. Tuttavia. Il declino. Intenzioni e risultato sono in contraddizione. l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra. ovviamente. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. rigide convinzioni (religiose e secolari). Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. che ha perso le elezioni presidenziali. Instabilità Il pianeta Terra. Per esempio. il popolo Manciù era “il diverso”. Ovunque. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. Un tempo. ammonisce Buddha. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. sorgeranno lussuosi impianti balneari.eppure difficilmente ce ne convinciamo. invece di negarlo deliberatamente. i raccolti. nella speranza di realizzare una felicità duratura. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi . Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male.

che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento. le uova e lo sperma. chiede dov'è la carne. dipende da cause e condizioni essenziali. un grande eroe popolare. Il presidente Bush. La definizione di “morale”. Allo stesso modo. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta. invece. Immaginati di cuocere un uovo. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. Le regole continuano a cambiare. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. É necessario avere perforati delle schede elettorali. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. è la morale che si è modificata. è stata introdotta una nuova morale. Fieri dei nostri principi. Alcuni decenni più tardi.d. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. il tempo. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto.000 dollari a Janet Jackson. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine. la memoria e Dio sono aggregati. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali. come il DNA. il tuo cane. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. [N.T. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. la Casa Bianca corteggia la Cina. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. La morte è continua. è considerata immorale e può persino essere arrestata. Il risultato. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. sin dall'attimo della creazione. quando insegnò il concetto di impermanenza. il più grande stato comunista. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. Perfino Che Guevara.] . Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. può diventare il vostro peggiore nemico. L'amico più caro. l'uovo cotto. La volta dopo. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. con il quale avete condiviso i segreti più profondi. la Tour Eiffel. mutando in base all'air du temps di una determinata epoca. Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. Anche la mente. sin dal momento della nascita. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro. Noi tutti. nel corso della vita.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. d'altronde. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso. Negli Stati Uniti.

tradizioni. riducendovi in miseria. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. tuttavia. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. come il Bhutan. diffidenza. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. alla fine non vi persuade più. Qualcosa di insignificante. le luci. D'altra parte. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. un timer. per lo meno all'inizio. percezioni. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica.un uovo. Molti fraintendono. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente. per esempio. come la famiglia. eludono le nostre aspettative. eppure. Tutti questi fenomeni sono impermanenti. mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. e sono quindi variabili. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. seguono ciecamente la dottrina buddhista. per questo. la Corea. nel momento adatto e nel luogo giusto. Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. può aggiungersi alla vostra devozione. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti. A un certo punto. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni. La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. funzioni e definizioni. lo stato o la società in cui siete nati. Lo troverete interessante. sono impermanenti. . fino a un livello subatomico. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. come il gusto condiviso per le acciughe. il risultato è inevitabile. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. Altri fattori. Fede e devozione sembrano incrollabili. con un numero sempre maggiore di forme. invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. il Giappone o la Thailandia. fiducia. Lo scetticismo. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. Come l'uovo. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. inevitabilmente cuocerà. fogge. Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. amore.

non c'è progresso. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce.”. è riuscito a capirlo. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza.. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. l'elefante volante. si annida una costante brama di certezza. alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon. Dumbo. Chapman ha ammesso che. . come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni. la situazione è straordinariamente liberatoria. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo. Se il nostro partner ha i giorni contati. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. Da piccolo. Con questo pensiero. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello. i momenti di separazione sono spesso i più profondi. come quelle di un generale di gran talento. Per Siddharta.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. in un'abitudine. Ogni relazione è destinata a finire. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). non fosse che a causa della morte. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio. Se siamo in grado di vedere l'invisibile. Dietro la paura. In una certa misura. quando ha sparato a Lennon. Temiamo l'ignoto. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. e godere dell'amore e dei rapporti personali. preparare la guerra. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea. Nonostante la comprensione acquisita. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. In un rapporto. non lo considerava un essere umano reale. Per esempio. Senza l'illusione del “per sempre”. Diventò molto popolare. L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. né cambiamento verso il meglio. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. costruire la pace. l'apertura mentale e il coraggio. e riconosciamo le condizioni in cui agisce. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. Come nel caso dell'uovo alla coque. Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. non offuscato da paure irrazionali. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. in uno schema. Vent'anni dopo l'avvenimento. creare una famiglia. anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. la comprensione. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio. ma preparato e lungimirante. educazione. Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti.. sarete capaci di consapevolezza e previdenza. se non c'è impermanenza. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana. forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. impariamo a coltivare il perdono. perché gli permetteva di volare. Acquisirete dignità e autorevolezza. Era solo. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. esso barese stato inevitabile. non avrebbe sofferto tanto.

della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti. mentre i famigliari e i servitori dormivano. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. Varcarono le porte della città senza essere visti. Ci sentiamo ingannati. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. minacciati. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. è possibile manipolarli. come il volere di Dio. non intendeva darci brutte notizie. Quando furono a una distanza di sicurezza. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. e quindi incidere su cause e condizioni. Prima dell'alba. è in grado di rallentare il riscaldamento globale. dove Channa. sellò il suo cavallo preferito. maltrattati. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. partì da solo. Li consegnò a Channa. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. Il concetto di bellezza è mutevole. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. può condurci all'ispirazione e alla speranza. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. non più grandi degli occhi. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. Una volta compresi. Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. dopo averglieli consegnati. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. Per esempio. così come cambia l'osservatore. è un semplice fatto scientifico. ma. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. su sua istruzione. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. Li tagliò e. Kathanka. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . era un realista. senso di colpa. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. solitudine. il simbolo supremo dello splendore. per invertire queste tendenze negative. Non dovevano preoccuparsi per lui. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno. il cocchiere e suo più fedele amico. ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. andò sino alle stalle. stava riposando. Channa lo supplicò di accompagnarlo. dimenticando completamente l'interdipendenza. alla gloria e al successo. come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. Ancora nella metà del ventesimo secolo. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati.

Non è una questione di probabilità o di fortuna. Accettiamo la nascita. possiamo abbandonarle. redentori dell'umanità. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. Le cose permangono per la durata della nostra vita. il cambiamento finale è inevitabile. l'aggregazione. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. Se volete vivere più a lungo. . Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. Un ragazzo – più basso. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. si tratta di un'esperienza infernale. nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. secondo quanto prescritto da Buddha. Non è intrinsecamente positivo né negativo. la fine degli esami. La salute. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. o fino alla generazione successiva. Questo vale in ogni settore della vita. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. ma non l'inizio. Di solito. Se vi sentite disperati. ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. le sfruttiamo a nostro vantaggio. dove i dannati soffrono l'eterna tortura. né costituisce un castigo per le nostre colpe. Il sogno è un inferno temporaneo. Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. dureranno per sempre. coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. e non avrete più motivo di sconforto. Forse diventerete miliardari. la vincita. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. Non importa quando dura l'incubo. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. di conseguenza. sia positive sia negative. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle. Se sognate di essere calpestati da un elefante. per non perdere di vista la logica di questa affermazione. ma non la perdita. intervengono numerose condizioni. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. in quel momento siete all'inferno. perché anch'esse sono aggregate. Assomiglia piuttosto a un incubo. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. La disperazione – come il suo opposto. neppure la mente stessa. nulla di quanto ci passa per la mente.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. È un inferno. la pace. la ricchezza. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. vi ridestate. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse. L'odio. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. Poi. potete benissimo creare le condizioni per averne una. È una speranza ragionevole. Se non possedete una Ferrari. premi Nobel o saggi illuminati. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. ma anche quello emotivo. pensateci. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. Nei due casi. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. con i vicini e con gli altri paesi. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. ma non la morte. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza.

il re dei demoni. con l'erba kusha come stuoia. Tra la costernazione generale. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. esista uno scopo ultimo. milioni di anni fa. Mara si recò da Siddharta e. dopo tanti anni di tenaci tentativi. ma per tutti. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. Siddharta non passò inosservato. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. È un cambiamento continuo. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. Invece di continuare il viaggio. la loro bellezza prese a dissolversi. è squisitamente teista. Siddharta fu irremovibile. lance. non mi alzerò. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito. Mara. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. tutte le frecce. Siddharta non si turbò. Alla fine. o debba essere tale. quindi è impermanente”. Cominciò allora a perdere il sonno. Sfiorirono e invecchiarono. la Terra mi è testimone. che andò su tutte le furie. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento. sconfitti. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. Dopo molte ore di inutili ostilità. Quando però si avvicinarono a Siddharta. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. una successione di esperienze transitorie. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui.2. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. Esistono miriadi di forme di vita diverse. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. Nel dir questo sfiorò il terreno. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. infatti. intento a meditare. ma abbiamo tutti in comune una . ha concepito il progetto di finalità. non solo per se stesso. nel cuore dell'India. e io essere ridotto in polvere. Siddharta fu libero e diventò un buddha. si diresse a Magadha. Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. nella cultura dell'India antica. con tutta la diplomazia di cui era capace. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. ma finché non troverà la risposta. Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. Il principe rispose che non intendeva desistere. leggendo libri o praticando l'esoterismo. Scelse un posto dove sedersi. Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. Mentre si preparavano per il viaggio. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli.

di stile occidentale. presidenti e miliardari. felicità è costruire castelli di sabbia. Questo schema prosegue nell'età adulta. Perfino in uno stesso individuo. fruste e catene. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. il denaro e la carriera rappresentano la felicità. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. quando si desidera una relazione più seria e più stabile. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. senza Starbucks*.T. impariamo a forgiare i nostri desideri. Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. senza macchine di lusso. Per molte persone.] . nel remoto regno himalaiano del Bhutan. L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. Per un bambino sulla spiaggia. senza competitività. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. [N. Per gli adolescenti. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni. con quei capelli rasati. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità. È una questione di valori condivisi. musica. Dieci anni fa. disgusto. mentre altri prediligono strumenti di tortura. Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. Era elegante come un antico guerriero cinese. Naturalmente. adottiamo metodi stranieri o esteriori. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. sia a livello personale che culturale. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello. cioè un taglio di capelli corto. morale e persino nel sistema politico.d. Nella mezza età. la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. adatto al ventunesimo secolo. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento. la speranza diventa paura. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. gamberi e farfalle. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. influenzato da quello occidentale. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. Adesso. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere. Vogliamo tutti essere felici. formiche e api. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. anche nel relativamente ristretto ambito umano. Invece. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne. Quando invece avete superato gli ottant'anni. Da una parte.

vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste. In genere. Con grande sorpresa dei suoi compagni. mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. quali Cina e Singapore. egli capì: Non è giusto. riveriti dai sudditi. I criteri sono oculati. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze. Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. una casa confortevole. in ogni parte del mondo. praticare la generosità e la Regola D'Oro. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. Per esempio. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. incapaci di adattarci al sistema. causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. per questo motivo. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. intrisi di puritanesimo. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. La storia del mondo. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. il sacrificio. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. ci può rendere felici. bensì con mezzi squisitamente spirituali. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. ruota intorno alla religione. tuttavia. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica.attesi. Questa è una strada estrema. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. cibo a sufficienza. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. Principi in sé utili. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. tuttavia. il digiuno. i pavoni e le posate incastonate di gemme. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. la meditazione. ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. Un giorno. dopo molti anni di privazioni estreme. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. perché non solo continuiamo a soffrire. avere un cospicuo conto in banca. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. scarpe adeguate e altri agi essenziali. . Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. in molti dei suoi aspetti essenziali. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. Questi stessi leader. un'altra trappola come prima i cortigiani. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. scelgo la morale”. Se teniamo conto di questa situazione storica. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale.

batterie ricaricabili. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. sembra di vedere un cerchio di fuoco. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto. diete. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. ti ignori. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. il petrolio. e quindi sono sostanzialmente difettose. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. Viagra. ginnastica addominale e oli profumati. libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. una statura imponente. Inoltre. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala. toilette con sedili riscaldati. appena li troviamo. Per questo motivo. quando temi che qualcuno ti critichi. Esplorò la sofferenza con mente aperta. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. Per esempio. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. assumiamo vitamine. Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. Se volete davvero eliminare la sofferenza. desideriamo un ventre piatto. tecniche sempre nuove. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. lavastoviglie. Al circo. In genere. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. si prefiggono di eliminare il problema alla radice. Grazie alla ragione. o ti sottragga un qualche utile. identificandone l'origine. Le emozioni sono dolore. Le sue soluzioni. yoga. abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca. tè dimagrante. essenziale dell'essere. mani da artista. Novocaina. che può essere quella di un attimo. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. Analogamente. vene e sangue. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. geni. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. Dal punto di vista individuale. moquette che ricoprono ogni superficie. computer portatili. Non sono innate. capirete che esse nascono da un fraintendimento.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. imperfette. tentiamo immediatamente di trovare la cura. Diventiamo ossessionati. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . telefoni cellulari. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. lo spazio. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. idealmente. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”. ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. Ogni anno. aspiratori per le cacche di cane. cure all'avanguardia.. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. Se accordiamo loro spazio e valore. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. possediamo ascensori. Ci “coinvolgiamo”. scatenando conflitti per il territorio. Quando lo guardiamo. In un modo o nell'altro. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. non contemplavano rivoluzioni politiche. i mercati finanziari e il potere. taglia-capelli a batteria. direttamente o indirettamente. Ancorati alla nostra convinzione. però. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. dovete raggiungere la consapevolezza. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati..

Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. ma la maggioranza è completamente irrazionale. come quando il principe Carlo. mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. quando ballerini. la paura. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza. la gelosia e l'orgoglio. Quando la consapevolezza è smarrita. pregiudizi e sulla nostra ignoranza.tiene una torcia. Altre sono quasi impercettibili. la tristezza e la gioia. non c'era errore. fece notare a Camilla Parker Bowles. la convinzione si fonda su un fraintendimento. si può spiegare tutto questo processo. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. Ben conosciamo l'amore e l'odio. di natura pacifica e quieta. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. che siamo adulti consapevoli. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. il pessimismo. la colpa e l'innocenza. Alcune. l'inganno o una sottile manipolazione. A ogni istante. Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. la vergogna. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. fa . musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. Secondo i buddhisti. soprattutto di notte. A un osservatore occasionale. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza. se non molto prima. e provò soltanto una profonda compassione. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. Ci sono emozioni che sembrano razionali. non esiste la parola che indica l'amore romantico. Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. Come vedrete. il gruppo intreccia rapporti di fiducia. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati. Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. Le emozioni a volte sono puerili. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. grazie a questa consapevolezza. i ricatti. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. Nel breve periodo di frequentazione. in un momento intimo che si voleva senza testimoni. servendosi delle quattro verità. In alcune regioni dell'Asia. Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. Noi. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. sono in realtà basate sull'aggressività. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. agli amici e alla famiglia. Ma come un genitore sollecito. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. che allora era la sua amante. non c'era biasimo. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità. alcune emozioni possono apparire divertenti. ma la lista si può estendere all'infinito.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. se non ne hanno già uno. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. della gioia. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. della concordia. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. sia esso economico. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. se portassero con sé le mogli. Malesia. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. Mara non lo apprezzerà affatto. dell'estasi. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. Invece. ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo. neppure dopo generazioni. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. o . dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul. Per pura invidia. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. come “antisemitismo” o “olocausto”. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. non per gli altri. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. In realtà. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. materiale o intellettuale. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. Mara predica astutamente la libertà. della pace. In Malesia. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. In Occidente. Cristiani. Corea. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. per lo meno. Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. dell'ispirazione creativa. della realizzazione. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso. Giappone. Molti estremisti politici e religiosi. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. Invece. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti.riconosciuti come tali. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. Arabia Saudita e India. della devozione.

rang significa “Io” e wang “potere”. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. e non avere nessun impedimento. Ma è solo una fantasia. si diventa infelici. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto. Sono termini difficili da tradurre con precisione. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. anche se gli dedicate la più totale devozione. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. In senso lato. e questo scontento provoca sofferenza. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. tuttavia. i propri diritti. l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. la libertà. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. nello stesso tempo. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. anche solo per un'unica volta. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. tuttavia. una congettura. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. non è poi così terribile. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. E se fallite. tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. Per esempio. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. Non sto affatto male. Sto bene. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. Vi è sempre in agguato la costante. in tempo libero. anche se soffriamo. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. le nostre emozioni più violente . l'amore può essere piacevole e soddisfacente. un'esplosione accidentale di gas. più specifica e più chiara. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. Dopotutto. Come minimo. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. Siddharta. consapevole che fossero semplici illusioni. finché si possiede il controllo. Tutto va come dovrebbe andare. Magari.per comporre canzoni. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. nessun guinzaglio introno al collo. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. Raramente. Non è in nostro potere. Sto respirando. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. mentre shen significa “altro”. molto meno evidenti. Molti pensano. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. Per questa ragione. sperimentiamo tanta pienezza. ma non scaturisce indipendentemente dal resto. si è felici. questo si indebolirebbe. Per Siddharta. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. riuscirci talvolta. era immune al veleno dell frecce. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. Possiamo provarci. immagina come si svolgerà la serata. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. Sto facendo colazione. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più. Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile. In questo modo. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. “diritti” o “legittima ragione”.

egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte. La vera origine della paura è l'ignoranza. Potete continuare ad andare avanti. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. assaporerete pienamente il vostro tè. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni. . rende la vita molto più piena. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta. e quindi persero ogni attrattiva. anzi è eccitante. la consapevolezza si affina. Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati.diventano innocue come petali di fiori. come il cerchio di fuoco. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. La consapevolezza non vi impedisce di vivere.

senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse.. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta.. Nel primo millennio dell'era cristiana. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone. ascoltiamo. Dopo molti anni.3. sete e speranza. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. sane di . tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. Rechungpa si applicò scrupolosamente. nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari. Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. Divenne celebre come Milarepa. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla.C. Dal suo nascondiglio all'asciutto. Grazie a mecenati della sua tempra. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie. Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi. in realtà. il dharma continuò a diffondersi. le sue parole. Uno dei massimi imperatori del III secolo a. il pellegrino pensa che sia acqua. Capì che ogni cosa che vediamo. come vedremo. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo. e riteniamo di essere persone colte. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. espandendosi in ogni direzione. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. Il giovane ne uscì trasformato. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. L'oasi. Vaghiamo invece nel deserto. ritornò in Tibet. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana. che chiamiamo dharma. eppure Rechungpa partì per l'India. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta. Fu il re Ashoka. sentiamo. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. ma per disperazione. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. In quella sconfinata pianura. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. se siete creduloni. Oppure.

Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui. anche solo insegnare principi di base come l'amore. in prossimità di Varanasi. In un mondo dominato dall'avidità.” Per rispettare i loro desideri. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. Ma. se dipendiamo da una conferma esterna. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. soddisfacente e delizioso. Appena lo videro avvicinarsi. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni. se cerco di insegnarlo. Le cose non sono come sembrano. Così percepito. Si racconta che. non c'è nessuno capace di ascoltare. Siddharta partì per Varanasi. dall'orgoglio e dal materialismo. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile. delusioni e sofferenza. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento. sicurezza. pieno di pace. Semplicemente. Ci affanniamo per trovare amici autentici. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. Quando raggiunse Sarnath. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. apparvero il dio Indra e il dio Brama. quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. avendo sentito i progetti di Siddharta. quella del vuoto. per non parlare della verità ultima. la compassione e l'altruismo è molto difficile. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. infatti. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza. come il viandante. Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. “Ecco che arriva l'ipocrita. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. alla fine siamo delusi. esitazione o orgoglio. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. anche se ne esistono molti altri. chiaro.mente e lucide. Secondo questi criteri. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile. Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. Se intraprendiamo un'analisi approfondita. Priva di ogni imbarazzo. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. La mente umana. concetti come la lusinga e la critica. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. Per chi. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta. “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. non lo capiremo. come Siddharta. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata.” sogghignarono. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. proprio come un miraggio. . come fece Siddharta. aveva compreso il vuoto. Ma se tento di esprimerlo. la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. non estremistico. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. troveremo che definizioni come “forma”. Al momento della sua liberazione. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. la venerazione e il disprezzo.” dissero. di prestare attenzione o di comprendere. “spazio”. “tempo”. che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange.

Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. Siddharta non era irrazionale. anime gemelle. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. definitivo. lo consideriamo ben definito. considerandole “realmente esistenti”. queste prospettive tuttavia non reggono. non immaginato. la nostra visione è distorta. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. Solo in rare occasioni. se accettate il vuoto. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. come Salvador Dalì. Milarepa era un grande yogi. o non vogliamo. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. le . Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. In una certa misura. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. dimostrabile. Certo. reale. la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri. intuizione.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. perché sappiamo che non è davvero una mano. oggi e domani”. si. Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. Sottoposte ad analisi rigorosa. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. Noi non possiamo. sarete considerati anormali. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. immutato e incondizionato. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente. e in modo permanente. In entrambi i casi. anche se cambia. razionalizzazione e definizione. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente. In questo senso. Per esempio. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. Funzione. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio. riescono a passare per artisti. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. non c'è acqua nel miraggio. pazzi o irrazionali. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. valido. capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. fantasmi. La gemma si trasforma in fiore. Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione. ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata.

L'analisi finisce qui. non sono generalizzazioni. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. Se l'analisi fornisce una risposta adeguata. È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni. Se fosse indipendente. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi. L'acqua è diversa. Un fiume scorre con la sua acqua fresca. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi. gli altri lo considerano un libro. definita. Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. Contrariamente alla credenza popolare. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. se ci dà quel che vogliamo. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente. non andiamo oltre. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. funziona come un libro. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. per adesso. Accettiamo che. scevro da interpretazioni.. è carina. non ci affascina più. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. Per esempio. perché dipende dal fatto che siete lì davanti. quest'identità si sgretola.. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. Analogamente. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. Per Siddharta. Un ragazzo cerca compagnia. nella nostra esistenza. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. egli è libero da ogni delusione. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” . senza eccezione. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. A un semplice sguardo. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. è davvero un cerchio di fuoco.non immaginata. è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. Dal suo punto di vista. finché concorrono tali condizioni. immutata. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . Le cose esistono per il momento. quindi lo mangio. dalla fabbricazione o dal cambiamento. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. adocchia una ragazza. Non trovando nulla a questo livello. Se ci ritorniamo dopo un anno.

quando è vecchia – sempre. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. Per un coccodrillo rappresenta il cibo. qualcuno è geloso. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. Per Siddharta. Turbato e deluso da se stesso. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. quando russa.” disse. Siddharta aveva un discepolo laico. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. qualcuno la considera l'amante. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”. Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore.cose esistono realmente. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. Per qualche tempo. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. Ma così stanno le cose. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. Tra i molteplici punti di vista dell'universo. quindi non esiste davvero. cartilagini. Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. perché la bellezza dipende dall'osservatore. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. il monaco rimase impassibile. Per essere definita come “suprema”. intestini e simili. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . “Pensare che qualcuno è bello è un concetto. pensò: Ecco. la madre. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. secondo il giudizio di una commissione di esperti. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. aggregato e impermanente. l'amica. un metodo prescritto. Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza. per un parassita è un'ospite. Ai suoi occhi. il vuoto non era stato costruito da lui né da . Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. la sorella. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza. Quando finalmente li riaprì. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello. il monaco si diede alla fuga. Non esiste indipendentemente. la rivale. ma non successe nulla. Se è davvero bella. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. quando si accovaccia sul water. senza muovere neppure un muscolo. Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. esausto. Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato. dipende dalla mente. ti lega a un nodo e ti imprigiona. Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. è bello di per sé tale assortimento. crollò a terra. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto. riflettori e rossetti. fra molti altri. A quanto si dice. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo. la figlia. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. una verità non deve essere fabbricata. un guerriero di nome Manjushri. questa bella ragazza sta per abbracciarmi. ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca.

E volereste via. senza dipendere da uno stimolo esterno. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. di più puro o di più divino di quanto percepiamo. paure e illusioni. convinti che esista davvero. capite che state dormendo. non vedi?”. Siamo immersi in un sonno profondo. di migliore. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. perché trascende il tempo e non ha forma. e siamo preda dell'ignoranza. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. una volta esaurita. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste. io posso farlo. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto. Immaginate di fare un sogno terrificante. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. tuttavia. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. come un sogno a occhi aperti. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. l'apparenza si dissolve. Finirete per cadere e sarete molto delusi. per negare una cosa. perché consentono solo un'esperienza artificiale. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. rispondereste: “Non posso”. Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. “È l'attaccamento che vi incatena. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana.” Siddharta era perfettamente conscio che. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. Se non sognate. ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia.nessun altro. Ma quando queste condizioni si sono esaurite. non può provocare un risveglio assoluto. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. immaginazioni. speranze. rispondereste: “Sì. se sognate. paradossalmente. il vuoto è sempre stato vuoto. Una droga. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. nel mondo relativo. come l'immaginazione e l'avidità. anche se. che in realtà può nuocere al corpo. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. può apparire qualsiasi cosa. non potete volare. si può preparare una tazza di tè . Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. allora è un problema. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. Ma queste sostanze non sono consigliabili. fa cessare anche l'esperienza. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. potete farlo. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. Se in sogno fate qualcosa di strano.

due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. Ci sono politici veramente integri. Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette. Semmai. come i diritti dell'individuo. entrambi i monaci ripresero a camminare. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. e preparano miscugli speciali. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. In un'altra parabola buddhista giapponese. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò.oolong e sorseggiarla. in un paese devastato dalla siccità. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. l'uomo diventò il suo discepolo. Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. come la scelta antiabortista e l'eutanasia. fece scendere la donna. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon. In un momento di chiarezza. Senza esitazione. rendendo sempre più artificiale il nostro universo. senza parlare. la monaca se li tolse e glieli diede. con gran sorpresa dell'uomo. ma l'attaccamento all'apparenza”. come la macchina da riparare. Molto tempo fa. ma la gente in realtà continua a soffrire. ognuna delle quali ha i propri vantaggi. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti. la haute cuisine. da concetti astratti. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. di nome Tilopa. Stentando a trovare le parole giuste. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. Per questa ragione. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. Un giorno infine. ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. poi. Amplificati dalla cultura popolare. la cura contro l'ipertensione. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. perfino se si tratta di una posizione folle. le fatture da pagare. un veggente molto rispettato predisse che . Quando raggiunsero la sponda opposta. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. ma lui era implacabile. Per loro. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. esisteva una bella monaca di nome Utpala. e da posizioni morali. Una volta. uno dei suoi eredi dharma. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò.

La verità: non è una favola. tale fenomeno in genere assume valore. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. ma una pioggia maledetta questa volta. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. Ma la rana della sorgente non le credeva. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. Assumendo una posizione democratica. alla fine. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. nel suo irrazionale terrore. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. la bevvero e impazzirono. che siamo gli osservatori dello stagno. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. non è magia. Quando guardiamo uno stagno. Capiscono com'è collocata la cinepresa. La gente era ricca e felice. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. Non penetra nelle nostre menti limitate. perché sono molto più numerosi di noi. Forse. noi uomini vediamo solo uno stagno. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. si sarebbe stabilita sull'oceano. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. ha la mente condizionata dal pragmatismo. le cause e le condizioni nascoste. il dolore e . Come al concorso di Miss Universo. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. La presa di coscienza non è necessariamente letale. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. fa appello al minimo comune denominatore. pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. bevve l'acqua anche lui. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. ma. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. come noi. Di fronte a tanta immensità.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. non è letale È difficile capire il vuoto per chi. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua. perché non aveva altri punti di riferimento. infatti. Quando venne la pioggia. i residenti acquatici vinceranno. Per poter governare i suoi sudditi. sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. come ultima risorsa. Solo il re era rimasto “sano di mente”.

le si apre un ventaglio di possibilità. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano. Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. non dite bugie”. può dire: “Sì. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. se non si fosse mai creato un simile equivoco. Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta.. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. e se Jill non agisce con cautela. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro . ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura. non rubate. Non ne ha provocato la scomparsa. perché non c'è mai stato. Jack. che non esiste affatto la sofferenza. È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. o uno strumento. in base alla sua esperienza. che ci conduce da un posto a un altro. gioie inattese. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. invece. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. ansie ed emozioni. come una sorta di ricompensa. ha cercato una via di fuga. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza. potrebbe solo peggiorare la situazione. Quando Jack si convince di essere al sicuro. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. non può dire “il serpente se n'è andato”. la sua amica Jill entra nella stanza. Come il fobico Jack. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. Il sollievo di Jack. paure. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere. facoltà che in genere è compito del divino. Fortunatamente per Jack. anche se. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. che si avvolgono intorno a noi come un serpente. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”. In base alla natura del discepolo. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. in questo caso. A quel punto forse. Un percorso è un metodo.liberazione e libertà. Speranze. di cultura e di atteggiamento. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. vedo il serpente”. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. In altre parole.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. tuttavia. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza. una sorta di trappola mentale. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. Quando si è calmato. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. nel buddhismo non esiste divinità. come la meditazione. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. anche con la luce accesa. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. a rigor di termini. per esempio.

in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. D'altra parte. che evidentemente è da intendere in senso figurato. A prescindere dal concetto di vuoto. o un cattivo karma. Jack è ignorante. Nessuno. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. e a questi discepoli di livello superiore. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. uccidilo”. all'inizio. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. ha un'opinione sbagliata”. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. non c'è Buddha che giudica. conosciuto poi come Gautama Buddha. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. per di più. Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. Quattrocento anni dopo. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze .che. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. Alla fine della giornata. vincolato al tempo e allo spazio. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. o un buon karma. A livello intellettuale. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo.C. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno. perché. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. a seconda della capacità del discepolo. ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. In una discussione con il suo discepolo Subhuti. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. Questo Buddha teneva sermoni. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. In India – e non nell'attuale Croazia. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo. compreso Buddha. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. da non confondere con la morale e con l'etica. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. Per amore di jack. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto. curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu.

Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. l'ispirazione è tutto. che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto. Era un grande maestro. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. ma Buddha rifiutò la sua offerta. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. Nient'altro. Per esempio. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea. Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà. Quando vide la sua tunica strappata. il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. dovete sbarcare. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. il mondo sembra reale. è il mio mezzo di sussistenza”. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. In tal modo. se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. Nel momento della comprensione assoluta. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. Tuttavia. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. In un certo senso. Una volta arrivati. con la comprensione del vuoto. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. arrabbiati o impetuosi. In un'altra parabola. come se lui fosse divino. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. ma avrete la disinvoltura di chi. I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. In questo modo. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. tristi. Forse penserete che si tratti di un paradosso. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . tangibile e solido. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. Quando diventiamo genitori a nostra volta. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. un placebo. In assenza di tale consapevolezza. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. Molte persone. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. ascoltando questa parabola. dovete abbandonare il buddhismo. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. al cinema. Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. Se cominciate a intravedere esperienze. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare.

e non siete accecati dal risultato finale. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. In realtà. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. fa scenate. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. Se Jack grida.innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. Una volta c'erano cinquecento scimmie. continuate a lottare per i diritti individuali. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. Immaginate che George W. dei nostri averi e dei nostri successi. l'economia globale. Temiamo che. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. la scienza e la tecnologia. però. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. perdere la rispettabilità. Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. è confezionato troppo bene. siete già preparati. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. non è ancora diventato più sicuro. una delle quali credeva di essere molto furba. come quella di atterrare su Marte. più piacevole. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. avete avuto fiducia in queste istituzioni. saremo gli eroi che salvano il mondo”. E spesso cadiamo in acqua. Il più delle volte. perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione. e non vogliamo esplorare altre direzioni. Poiché aveva compreso il vuoto. Ciò non significa ritirarsi dalla società. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. conservate il lavoro. Il mondo. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. Spinti dalla brama di successo e di originalità. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. che rendono . in grado di capire tutto. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. ma se la situazione cambia. come quella di far colpo su una ragazza. a pensare quel che pensiamo noi. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. la società libera. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. senza doversi preoccupare che si consumi. ambizione e insicurezza. avviene in sordina. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo. potremmo essere estromessi dalla società. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. lo prendete in simpatia. sul potere miracoloso delle diete. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. voi accendete la luce. o ambizioni smisurate. da cui derivano vanità. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi. gli amici. siamo catturati dall'illusione. le Nazioni Unite. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. Nella vostra vita. Per molti anni. molti di noi scelgono di rimanere al buio. tentarono di salvarla. al contrario. più accogliente. la famiglia e il lavoro. siete attivi a livello politico all'interno del sistema. Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. Abbiamo piccole ambizioni. i migliori. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. Con orgoglio. Come un bambino al cinema. La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”.

per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. cambierà il modo in cui la guarderete. invece. Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. Non è impossibile mandarle in frantumi. Se riusciamo a superare questi confini. non esistono e che tutto è relativo. Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie. Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. non solo a livello intellettuale. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. Analogamente. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. che i concetti come “grande” e “piccolo”. sono assolutamente reali. né durante o dopo il sogno. perché non esistevano né prima.necessaria una manutenzione. capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. . simo in grado di superarle. alla grammatica. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. Un giorno capiremo. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. “guadagno” o “perdita”. Mentre li sognate. Il vostro punto di vista può cambiare.

Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. Pensione. uno spazio sconfinato. compresa la moglie. Dopo aver raggiunto il nirvana. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. Forse aprite il giornale del mattino. Nel momento in cui capite che queste cose esistono. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. Non è il paradiso. “illuminazione”. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. scimmia. Non c'è da temere la morte. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. sapete quel che nasconde. ma pochi hanno il tempo di analizzare. le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. oppure pieni d'empatia verso chi soffre. “libertà”. verso uno stato chiamato “parinirvana”. L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. Qui.sono parole che molte persone amano pronunciare. ma non durano all'infinito. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. re e condottieri. perché. se siete onniscienti. Continuate a fare tutto questo. elefante. “paradiso” . Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. alla fine diventa noiosa. Questa condizione è definita “nirvana”. luna di miele e picnic sono piacevoli. Yashodhara. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. Una vita perfetta. l'altro lato del samsara. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. neppure tanto mascherati. di terminare le opere ancora incomplete. Eppure non divenne immortale. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. Dopo un attento esame. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. Il venerdì sera. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. cominciamo a sentire la nostalgia di casa. regina e nei panni del bodhisattva. sono affidabili e onesti. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. re. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. nell'universo mondano. erotici o dell'orrore. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. guardiamo film polizieschi. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante. I suoi discepoli erano monaci e monache. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. cortigiani e mercanti.4. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. Se ci sono uomini politici. “liberazione”. vi sentite obbligati a . Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. e il figlio Rahula.

Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. impuri.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. L'ambiente fisico e i corpi. come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. dobbiamo morire. per una perfetta riuscita. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre. l'illuminazione è il massimo stadio della noia. Alcune persone hanno già perso la speranza. Al contrario. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. preferiamo tenerci sul vago. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. o di illuminazione. non in questa vita. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. può visitare questa località fisica. quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. In genere. comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. le sfide. libero dai problemi. . ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. una sorta di residenza permanente. perché non ci serve più. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. Può essere raggiunta in questa vita. non moriremo più. grazie al coraggio. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. Nonostante ciò. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. Per Siddharta. il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. Non c'è via di fuga. Secondo Siddharta. neppure oggi. il paradiso o il nirvana. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. il luogo di definitivo riposo. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita. Avrebbero una sorta di immunità angelica. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. le interruzioni vi infastidiscono. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha. Nessuno. ci bloccano e. nella nostra versione personale di paradiso. Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. Siamo intrappolati. Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. Per lo meno. le soddisfazioni – e il libero arbitrio.

] . Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. se si comprende anche solo parzialmente la verità. e comprendere che non c'è mai stato un serpente. senza felicità né infelicità. Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. Il nirvana. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. non è né felicità né infelicità. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. che hanno paura dei serpenti. Quando vi risvegliate da un incubo. chiamati “livelli bodhisattva”. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore. ci creiamo amici e nemici. Parlando di lei. per esempio il serpente. Così. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. tra cui una scimmia con un occhio solo. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. in tal senso. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. Per mancanza di attenzione. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. solo una cravatta di Armani. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. In altre parole.d.T. era diventato particolarmente persuasivo. non è mai esistita. c'è beatitudine. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. invece. dall'aspetto particolarmente repellente. tua moglie o questa scimmia?”. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. Buddha. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. Il suo percorso non conduce alla felicità. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. Il nirvana è pace. [N. i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. La beatitudine. Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. per questo suo merito. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. ma Buddha insistette. Erano ossessionati l'uno dall'altra. poiché senza confusione né ignoranza. vi è uno stato di liberazione equivalente. lo portò al Paradiso di Tushita. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack. in questo mondo o nell'aldilà. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. esso trascende questi concetti dualistici. Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. Prima che uscisse. Nella misura in cui comprendiamo la verità. Se capite davvero. provate un profondo sollievo. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. non equivale alla felicità. sarete liberi. Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. non solo a livello intellettuale. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. si raggiunge la libertà. la paura diminuisce. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. inseparabili di giorno e di notte. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. molto comuni in India. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. quindi.

Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. nelle nostre menti. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli. dove lo faremo bollire.” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. paragonata a quelle dee. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare. Questa volta.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. sono solo fenomeni compositi instabili. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie.” risposero. A causa delle sue azioni virtuose. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. ma anche alla felicità. Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. Ananda. Se l'illuminazione fosse mera felicità. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone. che vive e respira. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio.” disse Buddha. che risposero: “Sulla Terra. perché. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza.” I monaci evitarono Nanda. Dovevano schivarlo a ogni costo. Questo pessimismo diventa inutile. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. Capire la logica secondo cui i . La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri. È troppo faticoso. La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie. che compia la purificazione in vece loro. le dee e le guardie. un essere simile deve essere spettacolare. con caratteristiche e talenti superiori. “Voi state cercando l'illuminazione. quindi idee diverse. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco. perché avete intenti diversi. rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. Come Nanda. ma il più delle volte questo non accade. che gli disse di seguirlo di nuovo. era come la scimmia. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. perché non credono di poterci riuscire da soli. lui invece cerca la felicità. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. che cominciò a sentirsi triste e solo. piuttosto che qui davanti a noi. Poi chiese: “Chi è più bella. Immediatamente. Buddha convocò poi un secondo cugino. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. Sgomento. tua moglie o queste dee?”. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. Per questo. affinché noi possiamo riverirlo”. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. “Oh. smembramenti e asfissie. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. “Non mescolatevi a lui. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere.

sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. Indipendentemente dal metodo usato. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. la mente. pensa che il bicchiere è sporco. Quando si sporca. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. invece. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. Queste impurità possono essere rimosse. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. è intrinsecamente privo di impronte. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni. Ciò nonostante. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. L'assenza primordiale di contaminazione. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. non abbiamo dubbi. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. perché lo riteniamo possibile. consuetudinaria. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha. verso il faro. Non è così. Navigando in quella direzione. nell'acquaio o in una lavastoviglie. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. la natura pura dell'Io. che credeva di potere eliminare il serpente. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. La sua natura non è sporca. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. Quando compriamo il bicchiere. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. tuttavia. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose. Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. non il bicchiere. Lavare il bicchiere nel fiume. Se il bicchiere è sporco. che sono temporanee.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. l'interpretazione è sbagliata. i marinai vanno verso la fonte della luce. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. quando togliete la sporcizia. Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. esso non è affatto trasformato. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. è spesso chiamata “natura buddha”. In un primo tempo. generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. gettando un'ombra su di noi. Per riacquistare speranza. Il sudiciume. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. generando amore . ma.

la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. Adirato. per incarnarsi poi in un regno superiore. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . A volte. si rivela la nostra vera natura buddha. La nostra vera natura è come una statua d'oro. ma come residente del regno degli inferi. che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza. Quando lo stampo viene infranto. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente. tale comprensione ci avvicina al compimento. come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. Molti la fraintendono. Egli implorò il demone: “Per favore. tuttavia. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. tuttavia. il bersaglio preferito. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. liberalo. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. lascia che porti io il peso per due”. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. per quanto rapidi e fiochi. la loro natura buddha può essere rivelata. alla fine riusciamo ad avvicinarci. Per questa ragione. “desiderare” e “pregare”. In realtà questa è la risposta. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. quando sono poste queste domande. esiste qualcosa che è purezza primordiale. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. che possono essere manipolate e infine purificate. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. Servendoci di quello che abbiamo. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. che va oltre le nostre concezioni. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. con l'impegno e con la logica deduttiva. non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. dell'odio e dell'ignoranza. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. appare la statua. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. Siddharta era sufficientemente vigoroso. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. appena plasmata nello stampo. Oltre all'amore e alla compassione. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. come lo stampo non è parte della statua. È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. sadicamente. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. potete dedurre che si tratta di fuoco. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione.e compassione. che è parte della nostra vera natura. per esempio. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. È importante capire. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva. La logica.

possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. come la rabbia. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. Gli scettici. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. Buddha sperimentò la vecchiaia. Questo è il miracolo. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. Invece di trionfare su un nemico esterno. Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. sappi che la sofferenza può avere un termine. dai più semplici. abbandonane le cause. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. la malattia e la morte proprio come noi. È facile accettare che le emozioni. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. a Varanasi. o per i suoi attributi fisici. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. Anche se simili talenti non sono da escludere. senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. In realtà. reali o immaginati. con mani delicate e un portamento regale.dell'illuminazione. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. non furono mai considerati le sue imprese supreme. come offrire incenso. le sue scoperte straordinariamente innovative. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate. dai colori dorati. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. per esempio. proponendo decine di migliaia di metodi. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse.. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. tuttavia. per esempio un'aspirina. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. insensibile e intorpidita. se mai esista davvero. con tutte le creature. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte. segui il percorso che porta alla sua cessazione. come un terzo occhio. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack.. È un desiderio legittimo. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. Nei testi buddhisti rigorosi. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. Nel buddhismo. . Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. Fu questo il suo straordinario potere. come il fatto di volare. capace di controllare in parte la sua collera. e anche questo è un miracolo. Indicò un sentiero. Analizzando più da vicino questo piacere apparente. Grazie a questa conoscenza. oppure vi concedete un sonnellino. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura. Immaginate di avere mal di testa. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. Nel suo primo sermone. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso.

I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. non accetta quel che vede allo specchio. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. I devoti. Buddha non è un nome di persona. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. forse è perfino peggiore. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. basato su oggetti e soggetti. Il campo di buddha è considerato una terra pura. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. Semplicemente. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. Pensando alla verità in termini di vuoto. e vincolato ai limiti. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. non c'è neanche chi soffre. i valori. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. ma la definizione di uno stato della mente. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. se non c'è Io. mentre il credente l'accetta in modo acritico. Buddha è considerato onnisciente. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”. poeticamente. Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. perché. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. il mondo non è migliorato. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. Infine. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato. È chiaro che. non era più contaminato dal concetto di tempo. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni. delle dimensioni di una particella infinitesimale. pur essendo bella e snella. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. altrettanto devoti. Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto. una consapevolezza dell'intera verità. anzi. e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. Analogamente. fu conosciuto come il Buddha. il genere. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. In altre parole. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. Altri seguaci. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. lo spazio. perché è un sapere dualistico. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli. Essere onnisciente non significa essere colto. gli arhat. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. una manciata di fango e una moneta d'oro.

e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. piacere e dolore. Conosciamo qualcuno. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. Saremmo liberi. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. Nessuna distinzione. nello stesso tempo. sorseggiando un cocktail al cocco. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. come un'insalata per una tigre. per essere accettati. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. Ironicamente. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. In genere. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. ma. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. guardando senza giudicare.ha smontato concretamente una bussola. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. Se qualcuno dice: “Oh. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte. A noi che siamo schiavi del tempo. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. Siamo come bambini sulla spiaggia. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. per attrarli. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. né giustifica un maggiore investimento di energia. Il primo non ha più attrattive dell'altro. di sposarci. la felicità all'infelicità. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. il guadagno alla perdita. avere dei figli e perfino dei nipotini. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. sudore e sangue. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. e reazioni emotive. Non preferiva la lode alla critica. saremmo distaccati e imperturbabili. siamo elettrizzati. che belle gambe che hai”. Se errassimo solitari nel deserto. Non daremmo più tanta importanza alle parole. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. ricordandoci di tempi più felici. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. Vivono ogni sorta di emozioni. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. si contendono conchiglie e palette. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. Poi un'inezia. come un'eco. di per sé insignificanti. la celebrità a una vita ordinaria. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. otterremmo una forza incredibile. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. per competere con loro. senza più speranze e paure inutili. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli. nessun concetto. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. La vanità alimenta l'industria cosmetica. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. facciamo in modo che le cose belle durino. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. indaffarati a costruire castelli di sabbia.

il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società. ma. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. si autodefiniscono combattenti per la libertà. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti. compromettendo così la libertà dell'altra. passeggiare nuda per strada. per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. tuttavia. Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. La loro libertà limita la nostra. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale. si annoierebbe. per la privacy. Se ci fosse garantita una libertà totale. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni. probabilmente non sapremmo cosa farcene. in realtà. intenzionalmente o meno. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso. non andremmo in giro nudi. tuttavia. e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. Quindi. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. dall'avidità. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. Anche se potessimo. questi saggi faranno tutto il necessario. sarebbe rimasta libera. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. Se è di giovamento al prossimo. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. è stata la sua noia a determinarne la rovina. perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. Alla fine. Violenti e terroristi. tuttavia. non si annoiano. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. È giusto limitare la nostra libertà. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. Nello stesso momento. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. perché non siamo affrancati dall'orgoglio. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. non cercano esperienze eccitanti. l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. Senza noia e senza senso di solitudine. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. dalla speranza e dalla paura. non hanno paura di perdere la faccia. non si conformano alle regole dell'etichetta. non li desideriamo realmente. non agiscono per impressionare gli altri. a volte sono considerati anormali o perfino folli. nel profondo. Da un punto di vista ordinario.

Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. Se capiamo. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. ma a livello emotivo. che tutte le cose composite sono impermanenti. Se tuttavia cominciamo a capire. anche parzialmente. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. . Analogamente. Da questo momento in poi. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri. composto di innumerevoli storie che si intersecano. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. che non ha fine nello spazio. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. non solo intellettualmente. Alla fine. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. non siete mai stati esseri senzienti. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. non lo siete affatto. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. Il nirvana è la non esistenza del samsara. il nostro comportamento cambierebbe. Non c'è nulla da ricordare. Quando raggiungete l'illuminazione. Invece di riservarli alle occasioni speciali. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità.vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. Proviamo ancora emozioni. Ma non è il diavolo che se n'è andato. e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. significativi e permanenti. pronti a struggerci per una lode. Se continuate a definirvi buddhisti. di drammi e colpi di scena. scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione. allora il nostro attaccamento si allenta. perché non avete dimenticato nulla. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. di alti e bassi. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. ma con uno spirito nuovo. Sono come il cielo. A un certo punto. speriamo di scappare. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. Per il piacere della conversazione. siamo noi a essere folli. che alcuni dei nostri concetti. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. Il suo discepolo. Se ci pensiamo bene. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. Magari continueremmo a fare acquisti. Siamo molto sollevati. il grande Nagarjuna. Ci innamoriamo ancora. ma senza la paura di essere rifiutati. non avete mai lottato. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. Non è più necessaria nessuna meditazione. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo.

In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. ma variano in base al paziente e alla malattia. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. molto più accessibile. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. Sono tutte apparenze. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. Per esempio. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. la croce. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. ma non credo che questi paragoni siano necessari. queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno. la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. Solo voi come individuo. perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. dall'etica. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. come tali. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. Allo stesso modo. Se soffrite di leucemia. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti. il trattamento adatto è la lozione di calamina. Per esempio. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. per adattarle alla loro situazione individuale. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. Le religioni sono come i farmaci e. il gusto. Giudicare o valutare un . Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. potete scegliere l'idea che vi si adatta. Contemporaneamente. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o. a parte voi. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. alla Mecca. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. destinate a lenire la sofferenza. Nel tentativo di non essere settarie.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. Come un copioso buffet. la crocifissione. con la capacità mentale. addirittura peggio. L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. in una sorta di sincretismo. all'economia e alla vita in generale. Con la stessa ovvietà. o tra lo zen e il mondo della finanza. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni.

e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. . Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti. tutte le emozioni sono dolore. a un certo livello lo fate per sopravvivere. L'attaccamento all'Io è ignoranza. Secondo la vostra idea. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza. né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. o quella di maiale perché impura. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. Capovolgendo la situazione. Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. Quando Buddha vietò il consumo di carne. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. in attesa di essere macellati. con il becco chiuso. Tuttavia. sono basati su queste quattro verità o sigilli. Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. è giusto essere enormemente grassi. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. Chi determina ciò che è “buono”. incoraggiati dalle scritture buddhiste. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. Infatti. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. In definitiva. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. in California. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. per sostenervi. Ogni azione e comportamento. ci sono ragioni per farlo. e site convinti che sia giusto essere magri. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. per esempio. non si tagliano mai i capelli e la barba. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. secondo la vostra idea. da un punto di vista strettamente egoistico. rinunciando ai carboidrati. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. intendeva tutte le carni. Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora. Per questa ragione.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. morirete lo stesso un giorno o l'altro. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. I Sikh. se mangiate carne. Nei sutra Mahayana. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo. i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. se vivete a Venice Beach. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. Ma tra precetti e divieti. Per esempio.

la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. tale oggetto è privo di una propria natura.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. trascende i concetti. In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza. sia buono che cattivo. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada. La motivazione. permette di meditare sulla quarta idea. non costituisce il percorso indicato da Siddharta. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. e in assenza di ostacoli. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. se ci si sente privi di capacità o di valore. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. La generosità senza ricompense. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. si genera un karma negativo. un'illusione. l'impermanenza. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. o si è deboli oppure “peccatori”. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. costituisce un sollievo. insorgono le conseguenza. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti. Il nirvana è trascendere il karma. ma neppure attaccarci. prendiamo la generosità. secondo criteri materiali – per esempio. la verità secondo cui la liberazione. Se non ci attacchiamo all'Io. sapere che sono compositi. Comprendere il terzo sigillo. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. come la generosità. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. l'incontestabile marchio del buddhismo. senza aspettative o senza condizioni accessorie. La conseguenza è il karma. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io. Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. non del cammino verso l'illuminazione. Comprendendo il secondo sigillo. ricade all'interno di queste quattro verità. In presenza di specifiche cause e condizioni. Potete elargire con generosità. si genera un karma positivo. Quando cominciamo a capire la prima verità. Per tale ragione. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. La generosità diventa un atto di gioia. Una comprensione più profonda del karma. la generosità praticamente è già in atto. l'illuminazione. quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. qualsiasi sia il suo oggetto. D'altra parte. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine. Secondo Siddharta.

queste verità vi sembreranno piacevoli. come lo è la persona che li vive. Se non avete un io. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza. non c'è alcuna ragione per essere violenti. il morale e l'immorale. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. allora non c'è motivo di lamentarvi. continuerete a vivere in un mondo illusorio. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. se i pazzi di un manicomio vi insultano. non sono una rivelazione mistica del Buddha. non c'è ragione di arrabbiarsi. con la giustizia o la libertà. non blasfemo. Nello stesso modo. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. convinti invece che sia solido e reale. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. come il bene e il male. Se ignorate i quattro sigilli. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza. Se è così. il brutto e il bello. Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. come accendere incenso. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. e illuminazione significa comprensione della verità. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra. null'altro che un percorso nichilistico. non fa parte di questo cammino. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. si previene la violenza. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. Non sono fabbricate. o pensa che la Terra sia piatta. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . la vostra è una devozione superficiale. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo. che sono prigionieri delle loro abitudini. se non avviene in armonia con le quattro verità. Uno scienziato considererebbe ignorante. nessuno in cui credere e di cui dubitare. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. Perfino le pratiche in apparenza rituali. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. Tuttavia. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore. perché non c'è nessuno da imprecare. Analogamente. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. nessun attaccamento all'Io. I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. Si smarrisce ogni lucidità mentale. Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti.

anche la morale può essere distorta. Quando doniamo. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra. abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. che sia necessario abbandonare la propria casa. Quando cominciamo a capire le quattro verità. dai quali si aspettano devozione per la vita. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. Considerando la rinuncia come beatitudine. la sugata. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. le storie di principesse. . che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. Se non è accompagnata dalle quattro verità. Scegliere la saggezza. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. ma. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. Si inginocchiò. ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro. afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. I nuovi ricchi cinesi. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. Si può essere re. Mantenne la sua promessa. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. cosparsi di cenere. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. mercanti. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. La morale alimenta l'Io. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine. Forse non siete avari. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. Grazie a questa comprensione. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. prostitute. almeno di un riconoscimento in questa vita. o perfino ai propri figli. Perfino oggi. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. pur con tutta la vostra generosità. per esempio. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. modificandone così il valore. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti.

siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica.Convinti della nostra versione di morale. È quanto chiamiamo meditazione. anche se significa privarli della libertà. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. ma che ci allontana dalle quattro verità. un principe che aveva rinunciato al suo regno. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. non solo a livello intellettuale. se ci permettono di accostarci alla verità. Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. In altre parole. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. la tolleranza e la pratica vegetariana. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. Se arriviamo a capire le quattro verità. In tal modo. invece il . l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. La saggezza supera la morale. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. rituali. Con l'ausilio di questi metodi. diventano molto importanti. Questa libertà è definita saggezza. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. ma se coltivate una certa tolleranza. condizione ed effetto. Le pratiche esteriori sono percepibili. Ormai convinti della logica di causa. In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. Anche se intellettualmente sappiamo di morire. Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. Attraverso questa meditazione. domani o nella prossima vita. interdipendenti e impermanenti. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. Shantideva. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. l'amore. il buon senso. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti. ma così non è per la verità. ciò equivale a vincerlo. la pratica autentica. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. tuttavia. Più che mai. immobili come un fermacarte. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. ma analizzandoli e meditandoli. Siddharta stesso. Il grande studioso indiano e santo. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. ma. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. ma anche con l'esperienza. Questa è la vera meditazione buddhista.

come copricapo rossi. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. Nel corso dei secoli. In realtà. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. Potete cambiare la tazza. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. a New York. o dimentica di bere il tè. ma il tè rimane puro. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. i riti e gli oggetti rituali. La gente così se ne va in giro con tazze vuote. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. e comunque è impossibile farlo. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. possono portare qualche beneficio. Siddharta li incoraggerebbe. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo. Se c'è qualcosa da adattare. invece. invece. Per spiegare correttamente questa verità. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. Le quattro verità. A differenza di altre religioni. a rigor di termini. non della verità in sé. Ci succede di essere affascinati. non è né bella né non bella. Altri riti istituzionalizzati. il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili. Non potete modificare queste quattro verità. si tratta dei simboli e dei riti. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. o per lo meno distratti. La verità in sé.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. perfino i monasteri. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi. l'incenso e i fiori. ma è praticata da molte culture diverse. come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. Siddharta si avvalse di . gialli o neri. la sofferenza provocata dalle emozioni. non ci sono eccezioni sociali o culturali. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. l'impermanenza e l'altruismo per niente. A un livello superficiale. alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti. Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire.

Naturalmente. tuttavia. Cambogia. Thailandia. in base alle necessità del suo svariato pubblico. Corea. A causa di avidità. . possiedono un'elaborata gerarchia. Il luogo in cui viviamo. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. Se il buddhismo vi interessa. Laos.metodi e strumenti differenti. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. È per questa ragione che. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. rimane la stessa per tutte le scuole. È normale che le religioni abbiano un capo. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. invidia e orgoglio. sopportarlo. è sempre più inquinato. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. Per secoli. La concezione fondamentale. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. retta da una figura con un potere assoluto. Cina. accettarlo. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. anche se possono esserci stati migliaia di buddha. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. tanto tempo fa. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto. sono le quattro verità a esserne custodi. sei un essere fortunato. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. ma è anche una benedizione. fa parte della vostra pratica. In definitiva. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. In certi casi. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. come la Chiesa cattolica romana. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. Giappone. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. che si tratti di un uomo o di una donna. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. e goderne. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. Alcune. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. Contrariamente alle credenze popolari. Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. Siete liberi di valutarla. la Terra. alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché. A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet.

se siete praticanti. Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto. come Democrate e la democrazia. ma vi mettete al loro stesso livello. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto. non solo non li dissuadete.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo. Accettando e praticando queste quattro verità. D'altra parte. tuttavia. Se siete buddhisti. questi gesti scaturiranno spontaneamente. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. . dovete protestare e condannarli. sarete “buddhisti praticanti”. ma non si decidono ad assumerlo. tanto meno un essere umano. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. se siete invitati a qualche ricevimento. Ricordate sempre. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. Se mantenete il silenzio. Non siete buddhisti. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. senza metterle in pratica.

ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”.Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. e questa dipendenza crea incertezza. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. Quindi. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. non possiede questi quattro sigilli. il nucleo della filosofia buddhista. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. Walpola Rahula. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. poiché un arhat è anche definito gangzag. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. C'è anche chi inarca le sopracciglia. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. perché crede che non sia affatto generica. in un linguaggio quotidiano. Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. . All'interno delle diverse scuole buddhiste. ne ha soltanto tre. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. l'autore di L'insegnamento del Buddha. Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. tutto anziché soltanto un po'. personaggio. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. come quella Theravada. ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno. Per comprendere molti di questi termini. Essenzialmente. o gangzag. Tendzin Gyaltsen. non può controllare pienamente se stessa. Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”. “la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. La tradizione Shravakayana. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth.

Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. . non solo in termini di editing. E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava. Longchenpa. Sakya Pandita. se troverete gravi errori o fraintendimenti. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. Milarepa. sono interamente sotto la mia responsabilità e . Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito. una volta splendido regno indù. a Bali. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. studiosi. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi. anche se i commenti sono sempre benvenuti. Gampopa. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. sia nelle parole che nel significato. Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri. Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. che hanno contribuito a dar forma a questo libro. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura. Vorrei tuttavia ricordare che. Ringrazio anche Jessie Wood. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy. Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful