Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. Siddharta. Non c'è alcun dubbio. Mi piace generalizzare e. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. basta che siano presenti nella vostra mente. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. Indubbiamente. pratica o mantra. Una cosa. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. . questa è già una generalizzazione. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta. Di per sé. che è possibile leggere e poi mettere da parte. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile. il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha. Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. inoltre. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. leggendo questo libro.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. a diventare buddhisti e a praticare il dharma. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. che lo differenzia dalle altre concezioni. troverete moltissime generalizzazioni. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. unico del buddhismo. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile.

Certo. per tutti. corride. Suo padre. il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. destinato a governare un intero regno. È sconcertante che un principe. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. Ma. Aveva rapporti affabili con tutti. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. Era un semplice essere umano. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. genitori che lo adoravano. Sconvolto da quello spettacolo. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra. dato che era un principe. mio signore. Quando Siddharta era ancora un bambino. tranne qualche rara. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì. diventato adulto. Ma siamo noi gli ingenui. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. nessuno può sfuggire alla morte. una moglie e un figlio affettuosi.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. a meno che non ci sia . Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. sanguinosi omicidi – che. sappiamo che un giorno moriremo. Con il trascorrere del tempo. avrebbe potuto scegliere una vita da eremita. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. Ascoltando le suppliche del figlio. il principe sembrava tornato alla normalità. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile. verrà per tutti”. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. tuttavia. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. ponga domande tanto semplicistiche. Sulla via verso casa. Suddhodana acconsentì. il principe lo pregò di riportarlo a casa. di casta superiore o inferiore. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. mio signore. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. La vita di corte era fastosa. “È vecchia. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante.” disse Channa. In questa nostra epoca dell'informazione. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. Ricco o povero.” rispose Channa. Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani. La morte è diventata un bene di consumo. protetta e sostanzialmente pacifica. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. il conducente del cocchio. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. Channa rispose:”Sì. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. un astrologo predisse che. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. ma diede precise istruzioni a Channa. lungi dal rammentarci il nostro destino. a malincuore. Non troppo semplice. sudditi fedeli.1. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. dei monti e dei fiumi. sporadica tensione con uno dei cugini. Suddhodana. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada. Godette ancora delle bellezze della regione. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi.

intanto. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. Il principe si aggirava per i saloni. vagheggiando una vita di successi – case al mare. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. una famiglia felice. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via. era caduta in un sonno profondo. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. Poi. belle macchine. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. veri amici. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. per il momento ci riteniamo al sicuro. in gran segreto. dal re Suddhodana ai più umili servitori. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. distogliamo deliberatamente l'attenzione. con pensieri e azioni. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. Con il passare degli anni. premi e trofei. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. la fame e la mancanza di un tetto. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. desideriamo un compagno devoto. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. sempre aspettando. andiamo al cinema. che soggiogò tutti tranne Siddharta. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità. Quel che facciamo durante la giornata. Siddharta era preda di un'ossessione. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”. scoprendo che chiunque. In questo senso anche noi siamo ingenui. ma sempre invano. in una notte indimenticabile.stata diagnosticata una malattia terminale. siamo tutti come Suddhodana. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. Dopo il terzo viaggio. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. ci svaghiamo. Quando siamo giù di morale. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. Come ogni padre trepidante. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. faceva il possibile per rimediare alla situazione. usciamo a fare compere. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. Ci lanciamo in fantasie e congetture. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. una pensione anticipata. Logorato da questi pensieri. Se “qualcosa” è spiacevole. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. perché fu l'evento . perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza.

il mondo andrà avanti. i cortigiani russavano a bocca aperta. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. Come fiori appassiti. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. Non siamo principi con tanto di pavoni. Forse crediamo anche che un giorno. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”. occorre sottolinearlo. migliorare è la definizione stessa di “vita”. i vicini litigano. Poiché tutti dormivano. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. fossero solo una prova generale. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. Di fronte alle seccature quotidiane. Tuttavia. la mattina prima di svegliarsi. non si . il tetto lascia filtrare la pioggia. in un disordinato scompiglio di membra. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. avevano perso ogni bellezza. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. raggiungeremo la maturità perfetta. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. I nostri figli erediteranno la Terra. come avremmo potuto fare noi. magari tronchiamo una relazione. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. oppure sembrano solo morti. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. i lineamenti. tutte le nostre vite fino a questo momento. non viviamo mai nel presente. I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. Siddharta uscì furtivamente nella notte. dopo la nostra morte. In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. Eppure. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. i denti si possono lavare. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. È come se quando abbiamo fatto finora. villette a schiera in periferia. che sarà grandioso. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. Gli elettrodomestici si rompono. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. riorganizzare. Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. Abbiamo anche la tendenza a credere che. E le cose continuano ad andare male. Inconsciamente. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. I nostri cari muoiono.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. se rimangono in vita. a meditare in totale serenità in una casa da tè. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. noi possiamo tornare a star bene.

Nel palazzo o fuori. oppure dalla storia di Ponce de Leòn. dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. l'incenso e la musica. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico. il legame con Yashodhara e Rahula. Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. le emozioni e le percezioni. tingersi i capelli di viola. I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. acqua e . capì che tutte le forme. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. i gioielli. comprese le ossa e la carne. Vi annuncia che vuole vendere le azioni. e si mise a studiare la natura umana. inquinare l'ambiente. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. Immaginate che vostro figlio. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera. Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita. donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo. con la famiglia e con la sua terra. sbaragliare i concorrenti. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. le preziose caraffe di importazione. un'utopia. In alcune società asiatiche. Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. ma la sua ricerca non fu vana. La nostra società. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. non c'era modo di sfuggire alla morte. È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). i baldacchini. la mensola d'oro su cui posava le pantofole. nati e ancora da nascere. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. adulare il suo capo. farsi piercing e tatuaggi. sotto un albero di ficus religiosa. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. Dopo un lungo periodo di meditazione. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. sono aggregate. così come in Occidente. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo.

il Risvegliato.foglie si trasformano in tè. Ogni cosa è interdipendente. di fronte anche al più sano degli uomini. perfino frutto dell'immaginazione. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. giunse alla liberazione. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. E se non c'è la cieca speranza. capace di riservare immense soddisfazioni. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. quindi soggetta a trasformazione. Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni. ogni giorno muoiono circa 250. e si vive con pienezza. Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. Non il libro che tenete in mano. sotto questa forma. diventa più limpida. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. né gli atomi e neppure gli dèi. Questo libro prima non esisteva. bensì cambiamento. non c'è neppure la delusione. se Siddharta fosse qui oggi. autonomo e permanente. Grazie a queste riflessioni. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. come di solito pensiamo. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. autonomo e permanente. Tutti. flaconi di DMAE e di retinolo. ma a tutto. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. D'altra parte. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. devozione e un redentore portano a Dio. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. alla Terra intera.000 persone. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. le parti hanno subìto un cambiamento. sarebbe non poco contrariato. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità. Se si sa che tutto è impermanente. Per l'attimo presente Per natura. Per il semplice fatto di essere state messe insieme. in un certo senso. La percezione dei fenomeni si trasforma e. da Kublai Khan a Gandhi. Nel frattempo. all'universo. ginseng coreano. Allo stesso . chirurgia plastica. Se si guardano da questo punto di vista. timore. l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. diventano qualcos'altro – sono “composite”. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. uno stadio intermedio e una fine. Vi sembrerà un atteggiamento macabro. lezioni di yoga. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. eppure loro non se ne accorgono. Siddharta. se non ci si attacca. simile alle montagne russe. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. dopo duemilacinquecento anni. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. il loro carattere muta e. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. ricchi e poveri. Nello stesso modo. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. devono morire. Ora. assorbiamo entrambi. acqua e ghiaccio. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. a un certo punto. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. per esempio un uomo con quattro braccia. non ci si attacca e. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita.

che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. non ci sono libri. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. instabile. Non dovrebbe stupirci. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. Per Siddharta. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. avete imparato qualcosa. con la nostra tecnologia avanzata. se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. Ogni blocco della Terra – Australia. l'Io che esisteva ieri – cioè. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. In virtù dell'interdipendenza. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. presuppone l'elemento del tempo. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. Se non c'è inizio. l'integrità del tutto è compromessa. Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. ci potesse risparmiare quell'orrore. una qualche cosetta capricciosa. La fede in un creatore onnipotente. le Americhe – è come rugiada. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. non c'è bisogno di creazione. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. è lui stesso soggetto al cambiamento. Benissimo. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. in genere non è possibile. Se non c'è acqua. per magia. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega. è meglio avere un Dio impermanente. non c'è ghiaccio. Il disboscamento sconsiderato. non c'è fine. la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. . emergono nuovi ricordi. Il cattivo umore è passato. Eppure oggi. apparentemente continua. diventi permanente. Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. La nostra esistenza. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. non fa che accelerare il processo di impermanenza. Se non c'è carta. Per questa continua interdipendenza. però. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. Taiwan. perciò non c'è una vera indipendenza. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno. e non lasciò neppure una profezia. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. Se il mondo è sempre esistito. in procinto di gocciolare sull'erba. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. alcuni ricordando Dio. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. imponendo così la sequenza temporale. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. L'oggi è la morte di ieri.modo. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. Così semplicemente equipaggiato. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione.

si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. Neppure gli atomi danno certezza. il popolo Manciù era “il diverso”. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. che ha perso le elezioni presidenziali. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. rigide convinzioni (religiose e secolari). le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. non è il nostro scopo. Tuttavia. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. per esempio. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. Per esempio. riconosciamo l'impermanenza. l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra. ora vivono come minoranze in esigue riserve. Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. Quanto sangue è stato versato. E se ricordiamo che tutto è impermanente. politici e relazionali. l'ambizione personale. le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo. ovviamente. l'avidità. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. nel corso dei secoli. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. l'amore e la fortuna. L'eloquente messaggio dello tsunami. i raccolti. nel mondo. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. ammonisce Buddha. Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male. e i Manciù sono diventati “uguali”. Ovunque. con il suo carico di devastazioni. erigere confini e costituire società. Anche in disgrazia perché fumano. Una volta accettata l'interdipendenza. Per i cinesi Han. Un tempo. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. costituiscono la classe dominante. Instabilità Il pianeta Terra. oppure al caso di Al Gore. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. sorgeranno lussuosi impianti balneari. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni.eppure difficilmente ce ne convinciamo. Sulla superficie di questa fragile Terra. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. Il declino. i guerrieri Maori o Navajo. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. estinguendo ogni traccia di vita. nella speranza di realizzare una felicità duratura. ne comprendiamo l'interdipendenza. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo. invece di negarlo deliberatamente. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. che i geologi chiamano Pangea. “felicità senza fine” e “redenzione”. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. ma non inalano. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. Intenzioni e risultato sono in contraddizione. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. anche se forse non esplicito. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi .

d. L'amico più caro. Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. la Tour Eiffel. può diventare il vostro peggiore nemico. La definizione di “morale”. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. Fieri dei nostri principi. Il presidente Bush. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”. invece. Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. l'uovo cotto. Negli Stati Uniti. É necessario avere perforati delle schede elettorali. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche. è stata introdotta una nuova morale. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. con il quale avete condiviso i segreti più profondi. La volta dopo. d'altronde. il tempo. Anche la mente. come il DNA.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. Alcuni decenni più tardi. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti.T. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. è considerata immorale e può persino essere arrestata. Perfino Che Guevara. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. nel corso della vita. La morte è continua.000 dollari a Janet Jackson. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. quando insegnò il concetto di impermanenza. il tuo cane. sin dall'attimo della creazione. la Casa Bianca corteggia la Cina. un grande eroe popolare. è la morale che si è modificata. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali. Il risultato.] . mutando in base all'air du temps di una determinata epoca. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento. chiede dov'è la carne. dipende da cause e condizioni essenziali. le uova e lo sperma. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. Le regole continuano a cambiare. sin dal momento della nascita. la memoria e Dio sono aggregati. il più grande stato comunista. Noi tutti. Allo stesso modo. [N. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. Immaginati di cuocere un uovo.

Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. eludono le nostre aspettative. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. Lo scetticismo. fogge. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. il risultato è inevitabile. la Corea. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia. diffidenza. un timer. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni. funzioni e definizioni. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. fino a un livello subatomico. per questo. Qualcosa di insignificante. Fede e devozione sembrano incrollabili. come il Bhutan. seguono ciecamente la dottrina buddhista. riducendovi in miseria. come il gusto condiviso per le acciughe. percezioni. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto.un uovo. sono impermanenti. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. alla fine non vi persuade più. Molti fraintendono. come la famiglia. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. lo stato o la società in cui siete nati. tuttavia. Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. per lo meno all'inizio. può aggiungersi alla vostra devozione. nel momento adatto e nel luogo giusto. mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. . Tutti questi fenomeni sono impermanenti. con un numero sempre maggiore di forme. e sono quindi variabili. Come l'uovo. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. tradizioni. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. D'altra parte. A un certo punto. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. per esempio. fiducia. il Giappone o la Thailandia. inevitabilmente cuocerà. eppure. amore. Lo troverete interessante. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. Altri fattori. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. le luci. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina.

creare una famiglia. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. si annida una costante brama di certezza. Senza l'illusione del “per sempre”. non avrebbe sofferto tanto. Chapman ha ammesso che. ma preparato e lungimirante.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione. è riuscito a capirlo. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo. Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti. educazione. Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. In una certa misura. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. . l'apertura mentale e il coraggio. né cambiamento verso il meglio. Se il nostro partner ha i giorni contati. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello. quando ha sparato a Lennon. come quelle di un generale di gran talento. e godere dell'amore e dei rapporti personali. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. Vent'anni dopo l'avvenimento. Come nel caso dell'uovo alla coque. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. Per Siddharta. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. l'elefante volante. Temiamo l'ignoto. la comprensione. Ogni relazione è destinata a finire. anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. Acquisirete dignità e autorevolezza. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce. costruire la pace. Da piccolo. come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni. in un'abitudine. Dietro la paura. alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio.. perché gli permetteva di volare.. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. la situazione è straordinariamente liberatoria. preparare la guerra. Dumbo. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. non fosse che a causa della morte. Nonostante la comprensione acquisita.”. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. Se siamo in grado di vedere l'invisibile. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. i momenti di separazione sono spesso i più profondi. non offuscato da paure irrazionali. se non c'è impermanenza. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. esso barese stato inevitabile. non c'è progresso. Diventò molto popolare. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. Con questo pensiero. in uno schema. non lo considerava un essere umano reale. In un rapporto. Per esempio. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. sarete capaci di consapevolezza e previdenza. Era solo. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea. impariamo a coltivare il perdono. e riconosciamo le condizioni in cui agisce. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio.

come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. per invertire queste tendenze negative. stava riposando. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. su sua istruzione. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. Kathanka. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. dove Channa. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. il simbolo supremo dello splendore. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. alla gloria e al successo. dopo averglieli consegnati. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. Varcarono le porte della città senza essere visti. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. era un realista. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. il cocchiere e suo più fedele amico. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. Il concetto di bellezza è mutevole. mentre i famigliari e i servitori dormivano. è in grado di rallentare il riscaldamento globale. Non dovevano preoccuparsi per lui. Ancora nella metà del ventesimo secolo. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. non più grandi degli occhi. ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. sellò il suo cavallo preferito. Ci sentiamo ingannati. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . senso di colpa. solitudine. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. Li consegnò a Channa. e quindi incidere su cause e condizioni. può condurci all'ispirazione e alla speranza. ma. dimenticando completamente l'interdipendenza. Li tagliò e. così come cambia l'osservatore. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati. andò sino alle stalle. partì da solo. Prima dell'alba. Quando furono a una distanza di sicurezza. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. come il volere di Dio. non intendeva darci brutte notizie. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. Channa lo supplicò di accompagnarlo. è un semplice fatto scientifico. minacciati. maltrattati. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. è possibile manipolarli. Per esempio. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno. Una volta compresi. Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità.

È un inferno. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. redentori dell'umanità. potete benissimo creare le condizioni per averne una. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. la ricchezza. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. Questo vale in ogni settore della vita. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. neppure la mente stessa. coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. . nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. dureranno per sempre. dove i dannati soffrono l'eterna tortura. ma non la morte. Assomiglia piuttosto a un incubo. si tratta di un'esperienza infernale. Un ragazzo – più basso. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. Non è intrinsecamente positivo né negativo. La disperazione – come il suo opposto. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. Poi. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. Se non possedete una Ferrari. con i vicini e con gli altri paesi. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. il cambiamento finale è inevitabile. premi Nobel o saggi illuminati. la fine degli esami. per non perdere di vista la logica di questa affermazione. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. perché anch'esse sono aggregate. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. la pace. ma non l'inizio. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. Non importa quando dura l'incubo. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. È una speranza ragionevole. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. Le cose permangono per la durata della nostra vita. Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. le sfruttiamo a nostro vantaggio. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. pensateci. l'aggregazione. La salute. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. Accettiamo la nascita. in quel momento siete all'inferno. Forse diventerete miliardari. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle. ma anche quello emotivo. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. nulla di quanto ci passa per la mente. ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. e non avrete più motivo di sconforto. Se vi sentite disperati. di conseguenza. Se volete vivere più a lungo. Se sognate di essere calpestati da un elefante. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. possiamo abbandonarle. né costituisce un castigo per le nostre colpe. L'odio. secondo quanto prescritto da Buddha. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. Il sogno è un inferno temporaneo. Nei due casi. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. Non è una questione di probabilità o di fortuna. la vincita. Di solito. vi ridestate. potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. intervengono numerose condizioni. ma non la perdita. sia positive sia negative. o fino alla generazione successiva.

nella cultura dell'India antica. lance. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio. Siddharta non passò inosservato. e io essere ridotto in polvere. il re dei demoni. Nel dir questo sfiorò il terreno. Cominciò allora a perdere il sonno. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. o debba essere tale. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. Tra la costernazione generale. intento a meditare. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. Esistono miriadi di forme di vita diverse. dopo tanti anni di tenaci tentativi. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. una successione di esperienze transitorie. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. si diresse a Magadha. sconfitti. Quando però si avvicinarono a Siddharta. quindi è impermanente”. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli. Siddharta non si turbò. è squisitamente teista. Sfiorirono e invecchiarono. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento.2. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. con tutta la diplomazia di cui era capace. che andò su tutte le furie. Mentre si preparavano per il viaggio. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. tutte le frecce. ma abbiamo tutti in comune una . la Terra mi è testimone. Mara. non mi alzerò. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. Il principe rispose che non intendeva desistere. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi. ha concepito il progetto di finalità. È un cambiamento continuo. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. leggendo libri o praticando l'esoterismo. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. nel cuore dell'India. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. Scelse un posto dove sedersi. Siddharta fu libero e diventò un buddha. esista uno scopo ultimo. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui. milioni di anni fa. Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. con l'erba kusha come stuoia. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. Alla fine. ma finché non troverà la risposta. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo. infatti. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. la loro bellezza prese a dissolversi. Mara si recò da Siddharta e. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. ma per tutti. Invece di continuare il viaggio. Siddharta fu irremovibile. Dopo molte ore di inutili ostilità. non solo per se stesso.

di stile occidentale. senza macchine di lusso. gamberi e farfalle. Adesso. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. musica. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV. [N. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice.] . adatto al ventunesimo secolo. le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. Dieci anni fa. Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. impariamo a forgiare i nostri desideri. Da una parte. con quei capelli rasati. Invece. Naturalmente. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. cioè un taglio di capelli corto. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne. quando si desidera una relazione più seria e più stabile. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. Per gli adolescenti. sia a livello personale che culturale. L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. senza competitività. È una questione di valori condivisi. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. Vogliamo tutti essere felici. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. adottiamo metodi stranieri o esteriori. la speranza diventa paura. presidenti e miliardari. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. morale e persino nel sistema politico. influenzato da quello occidentale. formiche e api. Per molte persone. mentre altri prediligono strumenti di tortura. Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. disgusto. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni.d.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. Perfino in uno stesso individuo. la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. Quando invece avete superato gli ottant'anni. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento. anche nel relativamente ristretto ambito umano. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. Per un bambino sulla spiaggia. Nella mezza età. nel remoto regno himalaiano del Bhutan. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. fruste e catene.T. felicità è costruire castelli di sabbia. Era elegante come un antico guerriero cinese. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere. senza Starbucks*. il denaro e la carriera rappresentano la felicità. Questo schema prosegue nell'età adulta.

praticare la generosità e la Regola D'Oro. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. in molti dei suoi aspetti essenziali. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. Con grande sorpresa dei suoi compagni. un'altra trappola come prima i cortigiani. quali Cina e Singapore. per questo motivo. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. bensì con mezzi squisitamente spirituali. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze. Questa è una strada estrema. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. dopo molti anni di privazioni estreme. la meditazione. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). scarpe adeguate e altri agi essenziali. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. una casa confortevole. Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. ruota intorno alla religione. tuttavia. incapaci di adattarci al sistema. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. perché non solo continuiamo a soffrire. i pavoni e le posate incastonate di gemme.attesi. La storia del mondo. cibo a sufficienza. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. ci può rendere felici. scelgo la morale”. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. I criteri sono oculati. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. intrisi di puritanesimo. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. avere un cospicuo conto in banca. in ogni parte del mondo. il digiuno. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. Per esempio. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale. Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica. Un giorno. Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. riveriti dai sudditi. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. Se teniamo conto di questa situazione storica. Questi stessi leader. tuttavia. In genere. egli capì: Non è giusto. il sacrificio. . ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. Principi in sé utili.

Le sue soluzioni. e quindi sono sostanzialmente difettose. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. identificandone l'origine. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. capirete che esse nascono da un fraintendimento. sembra di vedere un cerchio di fuoco. geni. moquette che ricoprono ogni superficie. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. Se accordiamo loro spazio e valore. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. Ogni anno. essenziale dell'essere. assumiamo vitamine. lavastoviglie. abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. Le emozioni sono dolore. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. Ci “coinvolgiamo”. idealmente. non contemplavano rivoluzioni politiche. una statura imponente. Grazie alla ragione. Per esempio. Analogamente. si prefiggono di eliminare il problema alla radice.. Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. telefoni cellulari. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice. taglia-capelli a batteria. diete. Quando lo guardiamo. batterie ricaricabili. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala. Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. Per questo motivo. computer portatili. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. desideriamo un ventre piatto. In un modo o nell'altro. che può essere quella di un attimo. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. cure all'avanguardia.. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. Dal punto di vista individuale. Ancorati alla nostra convinzione. il petrolio. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. quando temi che qualcuno ti critichi. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. mani da artista. direttamente o indirettamente. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. aspiratori per le cacche di cane. vene e sangue. Novocaina. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. scatenando conflitti per il territorio. tè dimagrante. imperfette. possediamo ascensori. lo spazio. Esplorò la sofferenza con mente aperta. Inoltre. appena li troviamo. tentiamo immediatamente di trovare la cura. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. Viagra. Al circo. Non sono innate.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. o ti sottragga un qualche utile. tecniche sempre nuove. yoga. i mercati finanziari e il potere. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. ginnastica addominale e oli profumati. ti ignori. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. però. dovete raggiungere la consapevolezza. Se volete davvero eliminare la sofferenza. Diventiamo ossessionati. In genere. toilette con sedili riscaldati. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale.

Le emozioni a volte sono puerili. fa . Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. fece notare a Camilla Parker Bowles. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. la colpa e l'innocenza. alcune emozioni possono apparire divertenti. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. come quando il principe Carlo. Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. e provò soltanto una profonda compassione. non c'era errore. ma la maggioranza è completamente irrazionale. mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. Ben conosciamo l'amore e l'odio. pregiudizi e sulla nostra ignoranza. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità.tiene una torcia. In alcune regioni dell'Asia. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. Ma come un genitore sollecito. non c'era biasimo. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). la convinzione si fonda su un fraintendimento. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. sono in realtà basate sull'aggressività. l'inganno o una sottile manipolazione. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza. che allora era la sua amante. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. non esiste la parola che indica l'amore romantico. musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. che siamo adulti consapevoli. Altre sono quasi impercettibili. soprattutto di notte. A ogni istante. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. grazie a questa consapevolezza. la paura. i ricatti. la gelosia e l'orgoglio. la vergogna. agli amici e alla famiglia. Nel breve periodo di frequentazione. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. quando ballerini. Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca. servendosi delle quattro verità. ma la lista si può estendere all'infinito. A un osservatore occasionale. si può spiegare tutto questo processo. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. Quando la consapevolezza è smarrita. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. di natura pacifica e quieta. se non molto prima. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza. il pessimismo. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. il gruppo intreccia rapporti di fiducia. Ci sono emozioni che sembrano razionali. Come vedrete. la tristezza e la gioia. Alcune. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. in un momento intimo che si voleva senza testimoni. Secondo i buddhisti. Noi. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. In Occidente. Mara predica astutamente la libertà. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. Cristiani. come “antisemitismo” o “olocausto”. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti.riconosciuti come tali. della gioia. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. Arabia Saudita e India. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. della concordia. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. non per gli altri. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. sia esso economico. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. Giappone. o . In Malesia. dell'ispirazione creativa. Invece. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo. materiale o intellettuale. In realtà. Molti estremisti politici e religiosi. Invece. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. della devozione. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. per lo meno. dell'estasi. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. della pace. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. Corea. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. neppure dopo generazioni. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. Per pura invidia. se non ne hanno già uno. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. se portassero con sé le mogli. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. della realizzazione. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. Mara non lo apprezzerà affatto. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. Malesia. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul.

Raramente. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. si è felici. si diventa infelici. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. “diritti” o “legittima ragione”. nello stesso tempo. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. anche se gli dedicate la più totale devozione. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. Molti pensano. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. molto meno evidenti. era immune al veleno dell frecce. Dopotutto. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. Magari. tuttavia. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni. Sto facendo colazione. In senso lato. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. anche solo per un'unica volta. finché si possiede il controllo. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. la libertà. ma non scaturisce indipendentemente dal resto. in tempo libero. In questo modo. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. E se fallite. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. Non sto affatto male. e questo scontento provoca sofferenza. Sto respirando. le nostre emozioni più violente . Per esempio. Non è in nostro potere. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. Siddharta. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. una congettura. nessun guinzaglio introno al collo. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. anche se soffriamo. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. Per questa ragione. e non avere nessun impedimento. non è poi così terribile. Come minimo. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. mentre shen significa “altro”. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. l'amore può essere piacevole e soddisfacente. un'esplosione accidentale di gas. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. Ma è solo una fantasia. riuscirci talvolta. tuttavia. Vi è sempre in agguato la costante. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. rang significa “Io” e wang “potere”. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. Sto bene. immagina come si svolgerà la serata. Sono termini difficili da tradurre con precisione. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile. l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla. tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. Tutto va come dovrebbe andare. più specifica e più chiara. Possiamo provarci. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. consapevole che fossero semplici illusioni. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. Per Siddharta. questo si indebolirebbe. Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. sperimentiamo tanta pienezza. i propri diritti. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più.per comporre canzoni. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo.

Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati. anzi è eccitante. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. Potete continuare ad andare avanti. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. la consapevolezza si affina. . rende la vita molto più piena. egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni. e quindi persero ogni attrattiva. La vera origine della paura è l'ignoranza. Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte.diventano innocue come petali di fiori. come il cerchio di fuoco. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta. La consapevolezza non vi impedisce di vivere. assaporerete pienamente il vostro tè.

Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Dal suo nascondiglio all'asciutto. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi.. che chiamiamo dharma. il dharma continuò a diffondersi. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. come vedremo..C. Capì che ogni cosa che vediamo. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. ritornò in Tibet. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla. è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. In quella sconfinata pianura. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta. Il giovane ne uscì trasformato. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. e riteniamo di essere persone colte. espandendosi in ogni direzione. se siete creduloni. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo. L'oasi. al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. Divenne celebre come Milarepa. sane di . tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. Vaghiamo invece nel deserto. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie. Nel primo millennio dell'era cristiana. Fu il re Ashoka. nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari. Dopo molti anni. Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. ma per disperazione. Uno dei massimi imperatori del III secolo a. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa.3. il pellegrino pensa che sia acqua. Rechungpa si applicò scrupolosamente. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. ascoltiamo. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta. sete e speranza. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. Oppure. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. eppure Rechungpa partì per l'India. Grazie a mecenati della sua tempra. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. sentiamo. le sue parole. in realtà.

la compassione e l'altruismo è molto difficile. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. Le cose non sono come sembrano. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza.” dissero. Quando raggiunse Sarnath. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. anche solo insegnare principi di base come l'amore. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. non estremistico. esitazione o orgoglio. Ma.” Per rispettare i loro desideri. “spazio”. pieno di pace. per non parlare della verità ultima. apparvero il dio Indra e il dio Brama. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. in prossimità di Varanasi. Appena lo videro avvicinarsi. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. Se intraprendiamo un'analisi approfondita. “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. . non c'è nessuno capace di ascoltare. troveremo che definizioni come “forma”. Semplicemente. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. chiaro. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. avendo sentito i progetti di Siddharta. Si racconta che. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. aveva compreso il vuoto. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. “Ecco che arriva l'ipocrita. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. “tempo”. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. La mente umana. come il viandante. Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile. quella del vuoto. Secondo questi criteri. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta. anche se ne esistono molti altri. Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. la venerazione e il disprezzo. non lo capiremo. Siddharta partì per Varanasi. se dipendiamo da una conferma esterna. infatti. che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange. In un mondo dominato dall'avidità. Così percepito. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile.” sogghignarono. Per chi. concetti come la lusinga e la critica. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate. proprio come un miraggio. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. come Siddharta. come fece Siddharta. Ci affanniamo per trovare amici autentici. sicurezza. Al momento della sua liberazione. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. delusioni e sofferenza. alla fine siamo delusi. di prestare attenzione o di comprendere. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata.mente e lucide. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. dall'orgoglio e dal materialismo. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. Ma se tento di esprimerlo. se cerco di insegnarlo. Priva di ogni imbarazzo. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni. soddisfacente e delizioso.

sarete considerati anormali. la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. Certo. Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. lo consideriamo ben definito. la nostra visione è distorta. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. intuizione. Siddharta non era irrazionale. ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. se accettate il vuoto. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. In questo senso. si. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione. oggi e domani”. Sottoposte ad analisi rigorosa. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. le . dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. Per esempio.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. In una certa misura. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. non immaginato. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. definitivo. come Salvador Dalì. Noi non possiamo. Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati. fantasmi. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. Milarepa era un grande yogi. Funzione. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. reale. considerandole “realmente esistenti”. pazzi o irrazionali. queste prospettive tuttavia non reggono. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. valido. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio. perché sappiamo che non è davvero una mano. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. razionalizzazione e definizione. riescono a passare per artisti. Solo in rare occasioni. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. o non vogliamo. Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. La gemma si trasforma in fiore. anche se cambia. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. e in modo permanente. In entrambi i casi. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. dimostrabile. Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. non c'è acqua nel miraggio. anime gemelle. immutato e incondizionato.

Non trovando nulla a questo livello. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. quest'identità si sgretola. finché concorrono tali condizioni.non immaginata. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” . nella nostra esistenza. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza. se ci dà quel che vogliamo. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. scevro da interpretazioni. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. L'acqua è diversa. Un ragazzo cerca compagnia. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. immutata. Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. gli altri lo considerano un libro. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste. Per Siddharta. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. Se ci ritorniamo dopo un anno. L'analisi finisce qui. non ci affascina più. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. Dal suo punto di vista. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. Analogamente. dalla fabbricazione o dal cambiamento. A un semplice sguardo. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi. quindi lo mangio. Le cose esistono per il momento. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente. non andiamo oltre.. incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. senza eccezione. non sono generalizzazioni. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. egli è libero da ogni delusione. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. adocchia una ragazza. Se l'analisi fornisce una risposta adeguata.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. perché dipende dal fatto che siete lì davanti.. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro. definita. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. Accettiamo che. Un fiume scorre con la sua acqua fresca. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. funziona come un libro. è carina. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. Per esempio. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. è davvero un cerchio di fuoco. per adesso. emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. Se fosse indipendente. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. Contrariamente alla credenza popolare. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa.

dipende dalla mente. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. il vuoto non era stato costruito da lui né da . Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. una verità non deve essere fabbricata. ti lega a un nodo e ti imprigiona. ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo.cose esistono realmente. Non esiste indipendentemente. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. un guerriero di nome Manjushri. la figlia. la madre. il monaco si diede alla fuga. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. l'amica. Quando finalmente li riaprì. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. Se è davvero bella. pensò: Ecco. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. Per un coccodrillo rappresenta il cibo. questa bella ragazza sta per abbracciarmi. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza. senza muovere neppure un muscolo. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. la sorella. Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza. secondo il giudizio di una commissione di esperti. Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. Ma così stanno le cose. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello. il monaco rimase impassibile. quando è vecchia – sempre. Turbato e deluso da se stesso. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . fra molti altri. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. Ai suoi occhi. Tra i molteplici punti di vista dell'universo.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato.” disse. quando si accovaccia sul water. intestini e simili. cartilagini. “Pensare che qualcuno è bello è un concetto. qualcuno la considera l'amante. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”. Per Siddharta. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. Siddharta aveva un discepolo laico. quando russa. qualcuno è geloso. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. per un parassita è un'ospite.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. crollò a terra. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. è bello di per sé tale assortimento. Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene. quindi non esiste davvero. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza. un metodo prescritto. aggregato e impermanente. Per essere definita come “suprema”. la rivale. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio. riflettori e rossetti. A quanto si dice. perché la bellezza dipende dall'osservatore. Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. Per qualche tempo. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. ma non successe nulla. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. esausto. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto.

come un sogno a occhi aperti. “È l'attaccamento che vi incatena. Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. Finirete per cadere e sarete molto delusi. allora è un problema. Se non sognate. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. che in realtà può nuocere al corpo. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. fa cessare anche l'esperienza. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. Ma queste sostanze non sono consigliabili. non può provocare un risveglio assoluto. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. senza dipendere da uno stimolo esterno. E volereste via. Una droga. nel mondo relativo. convinti che esista davvero. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana. immaginazioni. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. di più puro o di più divino di quanto percepiamo. Se in sogno fate qualcosa di strano. non vedi?”. io posso farlo. capite che state dormendo. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. potete farlo. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste. perché consentono solo un'esperienza artificiale. il vuoto è sempre stato vuoto. anche se. Immaginate di fare un sogno terrificante. Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. se sognate. l'apparenza si dissolve. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. e siamo preda dell'ignoranza. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. rispondereste: “Sì. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. come l'immaginazione e l'avidità. paure e illusioni. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. non potete volare. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. Ma quando queste condizioni si sono esaurite. tuttavia. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli. Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea.” Siddharta era perfettamente conscio che. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. rispondereste: “Non posso”. di migliore. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto. speranze.nessun altro. una volta esaurita. perché trascende il tempo e non ha forma. si può preparare una tazza di tè . ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia. paradossalmente. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. per negare una cosa. può apparire qualsiasi cosa. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. Siamo immersi in un sonno profondo. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare.

Semmai. uno dei suoi eredi dharma. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. la haute cuisine. la monaca se li tolse e glieli diede. In un'altra parabola buddhista giapponese. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. come la macchina da riparare. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. ma la gente in realtà continua a soffrire. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. Per questa ragione. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. Amplificati dalla cultura popolare. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. Quando raggiunsero la sponda opposta. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. come i diritti dell'individuo. in un paese devastato dalla siccità. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero. Senza esitazione. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon. ognuna delle quali ha i propri vantaggi. di nome Tilopa. da concetti astratti. entrambi i monaci ripresero a camminare. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette. Per loro. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò. ma lui era implacabile. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. la cura contro l'ipertensione. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. senza parlare. con gran sorpresa dell'uomo. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. fece scendere la donna. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. e da posizioni morali. Molto tempo fa. Stentando a trovare le parole giuste. un veggente molto rispettato predisse che . ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. poi. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. come la scelta antiabortista e l'eutanasia. le fatture da pagare. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. e preparano miscugli speciali. esisteva una bella monaca di nome Utpala. l'uomo diventò il suo discepolo. Una volta. ma l'attaccamento all'apparenza”.oolong e sorseggiarla. Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò. Ci sono politici veramente integri. In un momento di chiarezza. rendendo sempre più artificiale il nostro universo. perfino se si tratta di una posizione folle. Un giorno infine. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica.

Ma la rana della sorgente non le credeva. i residenti acquatici vinceranno. tale fenomeno in genere assume valore. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. ha la mente condizionata dal pragmatismo. Assumendo una posizione democratica. Quando venne la pioggia. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. perché sono molto più numerosi di noi. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua. capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. Per poter governare i suoi sudditi. fa appello al minimo comune denominatore. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. non è letale È difficile capire il vuoto per chi. noi uomini vediamo solo uno stagno. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. Capiscono com'è collocata la cinepresa. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. le cause e le condizioni nascoste. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. nel suo irrazionale terrore. Di fronte a tanta immensità. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. come ultima risorsa. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva. Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. come noi. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. la bevvero e impazzirono. Forse. È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. Solo il re era rimasto “sano di mente”. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. il dolore e . bevve l'acqua anche lui. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. si sarebbe stabilita sull'oceano. Non penetra nelle nostre menti limitate. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. ma.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. ma una pioggia maledetta questa volta. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. Quando guardiamo uno stagno. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore. La verità: non è una favola. alla fine. non è magia. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. Come al concorso di Miss Universo. infatti. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. che siamo gli osservatori dello stagno. La gente era ricca e felice. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. perché non aveva altri punti di riferimento. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. La presa di coscienza non è necessariamente letale.

A quel punto forse. o uno strumento. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. che ci conduce da un posto a un altro. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. non rubate. che si avvolgono intorno a noi come un serpente. nel buddhismo non esiste divinità. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. Speranze. ha cercato una via di fuga. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente. in base alla sua esperienza. a rigor di termini. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso. se non si fosse mai creato un simile equivoco. anche con la luce accesa. Quando si è calmato. facoltà che in genere è compito del divino. non dite bugie”. le si apre un ventaglio di possibilità. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza.. paure. perché non c'è mai stato. come una sorta di ricompensa. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. può dire: “Sì. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro . il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto. non può dire “il serpente se n'è andato”. Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. in questo caso. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. In base alla natura del discepolo. Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. ansie ed emozioni. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. potrebbe solo peggiorare la situazione. per esempio. gioie inattese. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. Come il fobico Jack. e se Jill non agisce con cautela. In altre parole. Fortunatamente per Jack. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”. Un percorso è un metodo. come la meditazione. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta. anche se. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. una sorta di trappola mentale. Quando Jack si convince di essere al sicuro. Jack.liberazione e libertà. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere. di cultura e di atteggiamento. ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. Il sollievo di Jack. vedo il serpente”. Non ne ha provocato la scomparsa. la sua amica Jill entra nella stanza. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. che non esiste affatto la sofferenza. tuttavia. invece.

Quattrocento anni dopo. In India – e non nell'attuale Croazia. Questo Buddha teneva sermoni. E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno. Alla fine della giornata. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. D'altra parte. o un buon karma. Per amore di jack. Nessuno. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak.C. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze . Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. vincolato al tempo e allo spazio. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. e a questi discepoli di livello superiore. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto.che. come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. A prescindere dal concetto di vuoto. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. compreso Buddha. A livello intellettuale. a seconda della capacità del discepolo. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. che evidentemente è da intendere in senso figurato. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. conosciuto poi come Gautama Buddha. curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. ha un'opinione sbagliata”. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. per di più. uccidilo”. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. all'inizio. In una discussione con il suo discepolo Subhuti. in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. non c'è Buddha che giudica. o un cattivo karma. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. Jack è ignorante. da non confondere con la morale e con l'etica. perché. ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività.

che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. è il mio mezzo di sussistenza”. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. l'ispirazione è tutto. tangibile e solido. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. Nient'altro. Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. In un certo senso. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. Una volta arrivati. con la comprensione del vuoto. il mondo sembra reale. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. dovete sbarcare. Era un grande maestro. al cinema. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. ma Buddha rifiutò la sua offerta. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. come se lui fosse divino. un placebo. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto. Molte persone. In un'altra parabola. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Se cominciate a intravedere esperienze. se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. arrabbiati o impetuosi. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. Forse penserete che si tratti di un paradosso. Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. ma avrete la disinvoltura di chi. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. ascoltando questa parabola. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno. Nel momento della comprensione assoluta. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. In assenza di tale consapevolezza. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. In questo modo. dovete abbandonare il buddhismo. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. Per esempio. Tuttavia. tristi. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. Quando diventiamo genitori a nostra volta. Quando vide la sua tunica strappata. In tal modo. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea.

innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. da cui derivano vanità. Abbiamo piccole ambizioni. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. Per molti anni. ma se la situazione cambia. Temiamo che. al contrario. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione. è confezionato troppo bene. perdere la rispettabilità. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. come quella di far colpo su una ragazza. l'economia globale. siete attivi a livello politico all'interno del sistema. in grado di capire tutto. come quella di atterrare su Marte. Il mondo. avete avuto fiducia in queste istituzioni. la società libera. fa scenate. voi accendete la luce. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. lo prendete in simpatia. che rendono . gli amici. sul potere miracoloso delle diete. potremmo essere estromessi dalla società. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. i migliori. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. conservate il lavoro. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi. e non vogliamo esplorare altre direzioni. ambizione e insicurezza. molti di noi scelgono di rimanere al buio. la scienza e la tecnologia. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. Una volta c'erano cinquecento scimmie. dei nostri averi e dei nostri successi. saremo gli eroi che salvano il mondo”. siete già preparati. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. non è ancora diventato più sicuro. Come un bambino al cinema. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. e non siete accecati dal risultato finale. Nella vostra vita. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. avviene in sordina. In realtà. Poiché aveva compreso il vuoto. la famiglia e il lavoro. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”. più piacevole. continuate a lottare per i diritti individuali. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. Immaginate che George W. perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. però. tentarono di salvarla. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. più accogliente. E spesso cadiamo in acqua. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. senza doversi preoccupare che si consumi. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. o ambizioni smisurate. Ciò non significa ritirarsi dalla società. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. le Nazioni Unite. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. Con orgoglio. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. Il più delle volte. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. Spinti dalla brama di successo e di originalità. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione. siamo catturati dall'illusione. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. a pensare quel che pensiamo noi. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. Se Jack grida. una delle quali credeva di essere molto furba. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo.

necessaria una manutenzione. Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. né durante o dopo il sogno. non solo a livello intellettuale. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. Analogamente. Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. Un giorno capiremo. capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. Se riusciamo a superare questi confini. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. Non è impossibile mandarle in frantumi. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. “guadagno” o “perdita”. Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. Il vostro punto di vista può cambiare. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. alla grammatica. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. non esistono e che tutto è relativo. l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. simo in grado di superarle. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. perché non esistevano né prima. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. . Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. cambierà il modo in cui la guarderete. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare. che i concetti come “grande” e “piccolo”. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. invece. Mentre li sognate. sono assolutamente reali. per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento.

Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. alla fine diventa noiosa. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. sono affidabili e onesti. ma pochi hanno il tempo di analizzare. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. Una vita perfetta. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. Yashodhara. di terminare le opere ancora incomplete. Nel momento in cui capite che queste cose esistono. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. Pensione.4. luna di miele e picnic sono piacevoli. vi sentite obbligati a . cominciamo a sentire la nostalgia di casa. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita. Se ci sono uomini politici. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. Qui. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono. nell'universo mondano. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. “liberazione”. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. re e condottieri. scimmia. Dopo aver raggiunto il nirvana. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. ma non durano all'infinito. oppure pieni d'empatia verso chi soffre. l'altro lato del samsara. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. erotici o dell'orrore. Il venerdì sera. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. guardiamo film polizieschi.sono parole che molte persone amano pronunciare. elefante. cortigiani e mercanti. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. regina e nei panni del bodhisattva. Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. Continuate a fare tutto questo. e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. Non è il paradiso. e il figlio Rahula. “paradiso” . re. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. I suoi discepoli erano monaci e monache. neppure tanto mascherati. “illuminazione”. dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. verso uno stato chiamato “parinirvana”. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. compresa la moglie. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate. Questa condizione è definita “nirvana”. Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. sapete quel che nasconde. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. perché. Eppure non divenne immortale. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. se siete onniscienti. uno spazio sconfinato. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. Dopo un attento esame. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. “libertà”. le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. Non c'è da temere la morte. Forse aprite il giornale del mattino.

Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. ci bloccano e. perché non ci serve più. per una perfetta riuscita. non moriremo più. non in questa vita. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli. . quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. Nonostante ciò. Secondo Siddharta. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre. Avrebbero una sorta di immunità angelica. Per Siddharta. nella nostra versione personale di paradiso. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. Siamo intrappolati. preferiamo tenerci sul vago. ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. L'ambiente fisico e i corpi. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. il paradiso o il nirvana. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. una sorta di residenza permanente. libero dai problemi.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. In genere. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio. Per lo meno. Alcune persone hanno già perso la speranza. Al contrario. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. può visitare questa località fisica. impuri. o di illuminazione. neppure oggi. dobbiamo morire. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. grazie al coraggio. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. il luogo di definitivo riposo. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. le soddisfazioni – e il libero arbitrio. come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. Può essere raggiunta in questa vita. Non c'è via di fuga. le sfide. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. l'illuminazione è il massimo stadio della noia. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. le interruzioni vi infastidiscono. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. Nessuno. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha.

la paura diminuisce.] . Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. non è mai esistita. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore. Nella misura in cui comprendiamo la verità. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. [N. Quando vi risvegliate da un incubo. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. sarete liberi.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. in tal senso. vi è uno stato di liberazione equivalente. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. Parlando di lei. provate un profondo sollievo. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. si raggiunge la libertà. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. lo portò al Paradiso di Tushita. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. Così. In altre parole. poiché senza confusione né ignoranza. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. per esempio il serpente. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. ma Buddha insistette. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. se si comprende anche solo parzialmente la verità. non è né felicità né infelicità. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. c'è beatitudine. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. in questo mondo o nell'aldilà. i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. invece. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack. quindi. Per mancanza di attenzione. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. per questo suo merito.d. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. Buddha. esso trascende questi concetti dualistici. tra cui una scimmia con un occhio solo. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. Prima che uscisse. inseparabili di giorno e di notte. chiamati “livelli bodhisattva”. Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. non solo a livello intellettuale.T. Il nirvana è pace. dall'aspetto particolarmente repellente. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. Il suo percorso non conduce alla felicità. non equivale alla felicità. senza felicità né infelicità. molto comuni in India. Il nirvana. tua moglie o questa scimmia?”. ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. che hanno paura dei serpenti. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. e comprendere che non c'è mai stato un serpente. Se capite davvero. Erano ossessionati l'uno dall'altra. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. La beatitudine. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo. era diventato particolarmente persuasivo. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. ci creiamo amici e nemici. solo una cravatta di Armani.

” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. È troppo faticoso. Per questo. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. Ananda. e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. con caratteristiche e talenti superiori. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. era come la scimmia. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. Se l'illuminazione fosse mera felicità. tua moglie o queste dee?”. A causa delle sue azioni virtuose. quindi idee diverse.” I monaci evitarono Nanda. Sgomento. ma anche alla felicità. “Voi state cercando l'illuminazione. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee. Buddha convocò poi un secondo cugino. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. smembramenti e asfissie. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza. nelle nostre menti. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. perché non credono di poterci riuscire da soli. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. che vive e respira. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. un essere simile deve essere spettacolare. dove lo faremo bollire. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. perché. ma il più delle volte questo non accade. “Oh. “Non mescolatevi a lui. che cominciò a sentirsi triste e solo. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. Poi chiese: “Chi è più bella.” disse Buddha. lui invece cerca la felicità. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori. piuttosto che qui davanti a noi.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla. le dee e le guardie. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. Dovevano schivarlo a ogni costo. Questo pessimismo diventa inutile. Come Nanda. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio. sono solo fenomeni compositi instabili. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone. che risposero: “Sulla Terra. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie. Capire la logica secondo cui i . rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze. Immediatamente. Questa volta. Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. perché avete intenti diversi. che gli disse di seguirlo di nuovo. paragonata a quelle dee. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. affinché noi possiamo riverirlo”. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare. “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. che compia la purificazione in vece loro. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno.” risposero.

Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. invece. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. perché lo riteniamo possibile. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. Queste impurità possono essere rimosse. Lavare il bicchiere nel fiume. l'interpretazione è sbagliata. Quando si sporca. generando amore . Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. L'assenza primordiale di contaminazione. sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. è intrinsecamente privo di impronte. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. tuttavia. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. ma. esso non è affatto trasformato. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. non abbiamo dubbi. pensa che il bicchiere è sporco. la mente. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. Se il bicchiere è sporco. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. Quando compriamo il bicchiere. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. Ciò nonostante. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. Indipendentemente dal metodo usato. gettando un'ombra su di noi. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. è spesso chiamata “natura buddha”. i marinai vanno verso la fonte della luce. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni. non il bicchiere. consuetudinaria. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. che credeva di potere eliminare il serpente. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. nell'acquaio o in una lavastoviglie. le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. In un primo tempo. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. Il sudiciume. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. Non è così. Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume. Per riacquistare speranza. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. Navigando in quella direzione.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. verso il faro. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. la natura pura dell'Io. a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. che sono temporanee. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. quando togliete la sporcizia. La sua natura non è sporca. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni.

Egli implorò il demone: “Per favore. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. il bersaglio preferito. Per questa ragione. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. che è parte della nostra vera natura. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. Molti la fraintendono. È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. quando sono poste queste domande. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. In realtà questa è la risposta. come lo stampo non è parte della statua. liberalo. Oltre all'amore e alla compassione. Quando lo stampo viene infranto. per quanto rapidi e fiochi. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. alla fine riusciamo ad avvicinarci. La logica. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo. la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. per incarnarsi poi in un regno superiore. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. che possono essere manipolate e infine purificate. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. esiste qualcosa che è purezza primordiale. potete dedurre che si tratta di fuoco. lascia che porti io il peso per due”. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma.e compassione. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . con l'impegno e con la logica deduttiva. tuttavia. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente. si rivela la nostra vera natura buddha. esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. tale comprensione ci avvicina al compimento. come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. appena plasmata nello stampo. che va oltre le nostre concezioni. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. ma come residente del regno degli inferi. Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. tuttavia. La nostra vera natura è come una statua d'oro. A volte. dell'odio e dell'ignoranza. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. Adirato. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. Servendoci di quello che abbiamo. sadicamente. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione. la loro natura buddha può essere rivelata. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. appare la statua. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza. È importante capire. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. Siddharta era sufficientemente vigoroso. “desiderare” e “pregare”. per esempio. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva.

segui il percorso che porta alla sua cessazione. possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. Anche se simili talenti non sono da escludere. senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. per esempio un'aspirina. È facile accettare che le emozioni. la malattia e la morte proprio come noi. Gli scettici. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. come offrire incenso. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa. per esempio. Grazie a questa conoscenza.. Nel buddhismo. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. le sue scoperte straordinariamente innovative. sappi che la sofferenza può avere un termine. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. abbandonane le cause. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte. come un terzo occhio. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. Invece di trionfare su un nemico esterno. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico. capace di controllare in parte la sua collera. non furono mai considerati le sue imprese supreme. tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack. Nei testi buddhisti rigorosi. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui. Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. Questo è il miracolo. dai colori dorati. tuttavia.dell'illuminazione. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. Indicò un sentiero. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. proponendo decine di migliaia di metodi. oppure vi concedete un sonnellino. con mani delicate e un portamento regale. Buddha sperimentò la vecchiaia. come il fatto di volare.. a Varanasi. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. e anche questo è un miracolo. Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. Analizzando più da vicino questo piacere apparente. con tutte le creature. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso. se mai esista davvero. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. Nel suo primo sermone. dai più semplici. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. come la rabbia. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. o per i suoi attributi fisici. In realtà. . È un desiderio legittimo. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. Immaginate di avere mal di testa. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. Fu questo il suo straordinario potere. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. reali o immaginati. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. insensibile e intorpidita.

È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. perché. Semplicemente. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. Buddha non è un nome di persona. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato. gli arhat. Infine. una manciata di fango e una moneta d'oro. il mondo non è migliorato. Buddha è considerato onnisciente. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto. Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. Altri seguaci. una consapevolezza dell'intera verità. basato su oggetti e soggetti. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. Analogamente. non accetta quel che vede allo specchio. altrettanto devoti. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . forse è perfino peggiore. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. se non c'è Io. Il campo di buddha è considerato una terra pura. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. poeticamente. In altre parole. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. È chiaro che. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. non c'è neanche chi soffre. fu conosciuto come il Buddha. delle dimensioni di una particella infinitesimale. i valori.I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. e vincolato ai limiti. Essere onnisciente non significa essere colto. ma la definizione di uno stato della mente. Pensando alla verità in termini di vuoto. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”. Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. lo spazio. mentre il credente l'accetta in modo acritico. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. I devoti. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. perché è un sapere dualistico. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. il genere. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. pur essendo bella e snella. non era più contaminato dal concetto di tempo. anzi. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano.

di sposarci. e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. Vivono ogni sorta di emozioni. Conosciamo qualcuno. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. piacere e dolore. la felicità all'infelicità. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. sorseggiando un cocktail al cocco. avere dei figli e perfino dei nipotini. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. e reazioni emotive. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. che belle gambe che hai”. lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. Siamo come bambini sulla spiaggia. Non daremmo più tanta importanza alle parole. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. per essere accettati. otterremmo una forza incredibile. né giustifica un maggiore investimento di energia. saremmo distaccati e imperturbabili. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . siamo elettrizzati. Il primo non ha più attrattive dell'altro. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. si contendono conchiglie e palette. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto. La vanità alimenta l'industria cosmetica. per attrarli. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. Se errassimo solitari nel deserto. come un'eco. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. sudore e sangue. Nessuna distinzione. Non preferiva la lode alla critica. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. Se qualcuno dice: “Oh. come un'insalata per una tigre. Poi un'inezia. senza più speranze e paure inutili. ricordandoci di tempi più felici. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. indaffarati a costruire castelli di sabbia. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. A noi che siamo schiavi del tempo. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli.ha smontato concretamente una bussola. o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. Ironicamente. per competere con loro. guardando senza giudicare. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. la celebrità a una vita ordinaria. di per sé insignificanti. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. nello stesso tempo. Saremmo liberi. ma. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. il guadagno alla perdita. facciamo in modo che le cose belle durino. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. In genere. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. nessun concetto.

Nello stesso momento. tuttavia. non hanno paura di perdere la faccia. nel profondo. non si conformano alle regole dell'etichetta. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. dall'avidità. a volte sono considerati anormali o perfino folli. La loro libertà limita la nostra. intenzionalmente o meno. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. passeggiare nuda per strada. Violenti e terroristi. dalla speranza e dalla paura. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. è stata la sua noia a determinarne la rovina. questi saggi faranno tutto il necessario. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. non agiscono per impressionare gli altri. probabilmente non sapremmo cosa farcene. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. sarebbe rimasta libera. tuttavia. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. Alla fine. compromettendo così la libertà dell'altra. tuttavia. non li desideriamo realmente. il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. perché non siamo affrancati dall'orgoglio. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. non andremmo in giro nudi. non cercano esperienze eccitanti. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. Quindi. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. Da un punto di vista ordinario. in realtà. si autodefiniscono combattenti per la libertà. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti. e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. Se ci fosse garantita una libertà totale. non si annoiano. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. Senza noia e senza senso di solitudine. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. ma. perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. per la privacy. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. si annoierebbe. l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. Anche se potessimo. È giusto limitare la nostra libertà. Se è di giovamento al prossimo.

scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. il nostro comportamento cambierebbe. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. ma con uno spirito nuovo. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”.vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo. Invece di riservarli alle occasioni speciali. il grande Nagarjuna. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. Se capiamo. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. Il nirvana è la non esistenza del samsara. che tutte le cose composite sono impermanenti. Proviamo ancora emozioni. non lo siete affatto. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. pronti a struggerci per una lode. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. non avete mai lottato. . perché non avete dimenticato nulla. e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. che alcuni dei nostri concetti. Alla fine. Il suo discepolo. Se continuate a definirvi buddhisti. Ma non è il diavolo che se n'è andato. composto di innumerevoli storie che si intersecano. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. siamo noi a essere folli. Per il piacere della conversazione. speriamo di scappare. Non è più necessaria nessuna meditazione. Se tuttavia cominciamo a capire. A un certo punto. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. non siete mai stati esseri senzienti. che non ha fine nello spazio. Quando raggiungete l'illuminazione. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. di alti e bassi. Da questo momento in poi. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità. non solo intellettualmente. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. ma a livello emotivo. di drammi e colpi di scena. allora il nostro attaccamento si allenta. Ci innamoriamo ancora. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo. ma senza la paura di essere rifiutati. Analogamente. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. significativi e permanenti. Sono come il cielo. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. Siamo molto sollevati. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. Non c'è nulla da ricordare. Se ci pensiamo bene. anche parzialmente. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. Magari continueremmo a fare acquisti. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione.

queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni. Per esempio. la croce. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. alla Mecca. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. o tra lo zen e il mondo della finanza. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. la crocifissione. dall'etica. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno. ma non credo che questi paragoni siano necessari. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. Contemporaneamente. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. Giudicare o valutare un . Come un copioso buffet. in una sorta di sincretismo. destinate a lenire la sofferenza. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. Nel tentativo di non essere settarie. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. come tali. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. Le religioni sono come i farmaci e. a parte voi. perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. con la capacità mentale. Con la stessa ovvietà. L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. il trattamento adatto è la lozione di calamina. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. Per esempio. per adattarle alla loro situazione individuale. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. il gusto. Allo stesso modo. all'economia e alla vita in generale. ma variano in base al paziente e alla malattia. In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista. molto più accessibile. potete scegliere l'idea che vi si adatta. Solo voi come individuo. addirittura peggio. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o. Sono tutte apparenze.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. Se soffrite di leucemia. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti.

né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. se vivete a Venice Beach. o quella di maiale perché impura. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. Per esempio. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo. Quando Buddha vietò il consumo di carne. morirete lo stesso un giorno o l'altro. è giusto essere enormemente grassi. Secondo la vostra idea. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora. se mangiate carne. con il becco chiuso. intendeva tutte le carni. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. sono basati su queste quattro verità o sigilli. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. In definitiva. Infatti. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. I Sikh. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. e site convinti che sia giusto essere magri. in attesa di essere macellati. tutte le emozioni sono dolore. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. non si tagliano mai i capelli e la barba. Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. incoraggiati dalle scritture buddhiste. Nei sutra Mahayana. Per questa ragione. rinunciando ai carboidrati. secondo la vostra idea. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. Ma tra precetti e divieti. ci sono ragioni per farlo. Tuttavia. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. in California. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. a un certo livello lo fate per sopravvivere. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. L'attaccamento all'Io è ignoranza. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. Capovolgendo la situazione. Chi determina ciò che è “buono”. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. Ogni azione e comportamento. . da un punto di vista strettamente egoistico. e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso. per esempio. per sostenervi.

e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. o si è deboli oppure “peccatori”. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. Quando cominciamo a capire la prima verità. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. Secondo Siddharta. la verità secondo cui la liberazione. sapere che sono compositi. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. un'illusione. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. Il nirvana è trascendere il karma. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. sia buono che cattivo. l'incontestabile marchio del buddhismo. Comprendere il terzo sigillo. ricade all'interno di queste quattro verità. prendiamo la generosità. secondo criteri materiali – per esempio. senza aspettative o senza condizioni accessorie. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza. se ci si sente privi di capacità o di valore. trascende i concetti. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. Se non ci attacchiamo all'Io. ma neppure attaccarci. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine. D'altra parte. come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. si genera un karma positivo. Una comprensione più profonda del karma. La conseguenza è il karma. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. l'illuminazione. e in assenza di ostacoli. Per tale ragione. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. La generosità senza ricompense. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. permette di meditare sulla quarta idea. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. La motivazione. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. tale oggetto è privo di una propria natura. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. qualsiasi sia il suo oggetto. la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. insorgono le conseguenza. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. Potete elargire con generosità. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine. l'impermanenza. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. si genera un karma negativo. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. non costituisce il percorso indicato da Siddharta. la generosità praticamente è già in atto. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. In presenza di specifiche cause e condizioni. La generosità diventa un atto di gioia. costituisce un sollievo. se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. non del cammino verso l'illuminazione. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io. come la generosità. Comprendendo il secondo sigillo.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone.

In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche. Se non avete un io. se i pazzi di un manicomio vi insultano. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. come lo è la persona che li vive. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. allora non c'è motivo di lamentarvi. il brutto e il bello. se non avviene in armonia con le quattro verità. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. non sono una rivelazione mistica del Buddha. il morale e l'immorale. Nello stesso modo. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. con la giustizia o la libertà. e illuminazione significa comprensione della verità. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. che sono prigionieri delle loro abitudini. nessun attaccamento all'Io. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. Se è così. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. convinti invece che sia solido e reale. non c'è ragione di arrabbiarsi. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. Se ignorate i quattro sigilli. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti. come accendere incenso. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. nessuno in cui credere e di cui dubitare. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. continuerete a vivere in un mondo illusorio. Analogamente. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. non c'è alcuna ragione per essere violenti. Perfino le pratiche in apparenza rituali. Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra. non fa parte di questo cammino. non blasfemo. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. come il bene e il male. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità. null'altro che un percorso nichilistico. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. o pensa che la Terra sia piatta. Non sono fabbricate. Si smarrisce ogni lucidità mentale. la vostra è una devozione superficiale. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. Tuttavia. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. Uno scienziato considererebbe ignorante. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. queste verità vi sembreranno piacevoli. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. perché non c'è nessuno da imprecare. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza. si previene la violenza.

per esempio. ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. anche la morale può essere distorta. la sugata. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. modificandone così il valore. Si può essere re. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana. che sia necessario abbandonare la propria casa. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. ma. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. le storie di principesse. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. mercanti. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. Scegliere la saggezza. pur con tutta la vostra generosità. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. La morale alimenta l'Io. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine. dai quali si aspettano devozione per la vita. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. Mantenne la sua promessa. Perfino oggi. Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. Quando cominciamo a capire le quattro verità. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. o perfino ai propri figli. Quando doniamo. I nuovi ricchi cinesi. Considerando la rinuncia come beatitudine. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. prostitute. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale. Forse non siete avari. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. Se non è accompagnata dalle quattro verità. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti. Grazie a questa comprensione. cosparsi di cenere. . che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. Si inginocchiò. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. almeno di un riconoscimento in questa vita.

siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. la pratica autentica. È quanto chiamiamo meditazione. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. un principe che aveva rinunciato al suo regno. ma così non è per la verità. rituali. diventano molto importanti. Attraverso questa meditazione. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. il buon senso. Anche se intellettualmente sappiamo di morire. Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. Questa libertà è definita saggezza. Più che mai. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. l'amore. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. ma se coltivate una certa tolleranza. l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. ma. la tolleranza e la pratica vegetariana. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. Il grande studioso indiano e santo. Le pratiche esteriori sono percepibili. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio. Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. condizione ed effetto. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. invece il . Ormai convinti della logica di causa. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. ma che ci allontana dalle quattro verità. se ci permettono di accostarci alla verità. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. immobili come un fermacarte. interdipendenti e impermanenti. domani o nella prossima vita. ma anche con l'esperienza. anche se significa privarli della libertà. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. In tal modo. Se arriviamo a capire le quattro verità. tuttavia. La saggezza supera la morale. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. Siddharta stesso. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. In altre parole. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. non solo a livello intellettuale. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera.Convinti della nostra versione di morale. ciò equivale a vincerlo. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. Con l'ausilio di questi metodi. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica. Questa è la vera meditazione buddhista. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. Shantideva. ma analizzandoli e meditandoli. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta.

alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. ma il tè rimane puro. o per lo meno distratti. i riti e gli oggetti rituali. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. A un livello superficiale. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. non è né bella né non bella. si tratta dei simboli e dei riti. non della verità in sé. come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. Le quattro verità. l'impermanenza e l'altruismo per niente. e comunque è impossibile farlo. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. possono portare qualche beneficio. non ci sono eccezioni sociali o culturali. In realtà. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. ma è praticata da molte culture diverse. Altri riti istituzionalizzati. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. come copricapo rossi. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. a rigor di termini. gialli o neri. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. perfino i monasteri. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi. La verità in sé. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti. o dimentica di bere il tè. l'incenso e i fiori. Siddharta si avvalse di . Non potete modificare queste quattro verità. A differenza di altre religioni. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. La gente così se ne va in giro con tazze vuote. Siddharta li incoraggerebbe. Nel corso dei secoli. invece. Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. Per spiegare correttamente questa verità. il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. a New York. Ci succede di essere affascinati. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. la sofferenza provocata dalle emozioni. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. Potete cambiare la tazza. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. invece. Se c'è qualcosa da adattare. Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire.

Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. tuttavia. Se il buddhismo vi interessa. Corea. .metodi e strumenti differenti. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. invidia e orgoglio. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. ma è anche una benedizione. Naturalmente. Il luogo in cui viviamo. la Terra. È per questa ragione che. fa parte della vostra pratica. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. accettarlo. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. rimane la stessa per tutte le scuole. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. Giappone. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. Per secoli. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. In definitiva. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate. è sempre più inquinato. Cina. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. in base alle necessità del suo svariato pubblico. Laos. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. sopportarlo. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio. È normale che le religioni abbiano un capo. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. A causa di avidità. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet. retta da una figura con un potere assoluto. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. Siete liberi di valutarla. e goderne. Cambogia. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. sei un essere fortunato. alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché. come la Chiesa cattolica romana. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. sono le quattro verità a esserne custodi. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. anche se possono esserci stati migliaia di buddha. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. La concezione fondamentale. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. possiedono un'elaborata gerarchia. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. Alcune. In certi casi. Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. Thailandia. Contrariamente alle credenze popolari. tanto tempo fa. che si tratti di un uomo o di una donna. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto.

Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. se siete praticanti. come Democrate e la democrazia. sarete “buddhisti praticanti”. Accettando e praticando queste quattro verità. tanto meno un essere umano. . se siete invitati a qualche ricevimento. Se mantenete il silenzio. Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. Se siete buddhisti. Ricordate sempre. ma non si decidono ad assumerlo. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. D'altra parte. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. dovete protestare e condannarli. non solo non li dissuadete. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. Non siete buddhisti. tuttavia.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. questi gesti scaturiranno spontaneamente. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. ma vi mettete al loro stesso livello. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto. senza metterle in pratica. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo.

Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. poiché un arhat è anche definito gangzag. La tradizione Shravakayana. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. C'è anche chi inarca le sopracciglia. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. in un linguaggio quotidiano. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. non può controllare pienamente se stessa. . Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”. Per comprendere molti di questi termini. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. come quella Theravada. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. perché crede che non sia affatto generica. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. ne ha soltanto tre. Essenzialmente. personaggio. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. Quindi. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. e questa dipendenza crea incertezza. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. “la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. l'autore di L'insegnamento del Buddha. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. Tendzin Gyaltsen. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. il nucleo della filosofia buddhista. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. o gangzag. ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno. tutto anziché soltanto un po'. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. non possiede questi quattro sigilli. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. Walpola Rahula. All'interno delle diverse scuole buddhiste.

Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne. Gampopa. Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy. Sakya Pandita. sia nelle parole che nel significato. anche se i commenti sono sempre benvenuti. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi. Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. una volta splendido regno indù. Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito. se troverete gravi errori o fraintendimenti. . Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. Longchenpa. sono interamente sotto la mia responsabilità e . non solo in termini di editing. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. Ringrazio anche Jessie Wood. la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati. Milarepa. studiosi. Vorrei tuttavia ricordare che. a Bali. che hanno contribuito a dar forma a questo libro.

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