Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. pratica o mantra. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. inoltre.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. unico del buddhismo. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. basta che siano presenti nella vostra mente. Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. Una cosa. Indubbiamente. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. questa è già una generalizzazione. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. troverete moltissime generalizzazioni. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. Siddharta. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. Di per sé. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. leggendo questo libro. che è possibile leggere e poi mettere da parte. Mi piace generalizzare e. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile. a diventare buddhisti e a praticare il dharma. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. Non c'è alcun dubbio. il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. che lo differenzia dalle altre concezioni.

È sconcertante che un principe. il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. La vita di corte era fastosa. Suddhodana acconsentì. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada. Ma siamo noi gli ingenui. Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante. un astrologo predisse che. sanguinosi omicidi – che. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. Suddhodana. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. corride. Sconvolto da quello spettacolo. Ma. il principe lo pregò di riportarlo a casa. Quando Siddharta era ancora un bambino. Sulla via verso casa. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. Certo. tuttavia. sappiamo che un giorno moriremo.” disse Channa. Aveva rapporti affabili con tutti.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza.” rispose Channa. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. ponga domande tanto semplicistiche. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. avrebbe potuto scegliere una vita da eremita. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. Channa rispose:”Sì. Godette ancora delle bellezze della regione. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. una moglie e un figlio affettuosi. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. Ascoltando le suppliche del figlio. dato che era un principe. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. destinato a governare un intero regno. il conducente del cocchio. Non troppo semplice. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. Suo padre. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. tranne qualche rara. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. di casta superiore o inferiore. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. “È vecchia. mio signore. sudditi fedeli. genitori che lo adoravano. Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. a meno che non ci sia . lungi dal rammentarci il nostro destino. ma diede precise istruzioni a Channa. Ricco o povero. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. verrà per tutti”. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. sporadica tensione con uno dei cugini. dei monti e dei fiumi. il principe sembrava tornato alla normalità. La morte è diventata un bene di consumo. In questa nostra epoca dell'informazione. Era un semplice essere umano. a malincuore. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. diventato adulto. mio signore. Con il trascorrere del tempo. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. nessuno può sfuggire alla morte. per tutti. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì.1. protetta e sostanzialmente pacifica.

istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. ma sempre invano. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. una famiglia felice. Ci lanciamo in fantasie e congetture. come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera. siamo tutti come Suddhodana. andiamo al cinema. era caduta in un sonno profondo. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. Logorato da questi pensieri. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. in gran segreto. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. veri amici. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza. usciamo a fare compere. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. in una notte indimenticabile. perché fu l'evento . Quel che facciamo durante la giornata. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. desideriamo un compagno devoto. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. Il principe si aggirava per i saloni. belle macchine. Dopo il terzo viaggio. distogliamo deliberatamente l'attenzione. con pensieri e azioni. Con il passare degli anni. una pensione anticipata. faceva il possibile per rimediare alla situazione. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. In questo senso anche noi siamo ingenui. Quando siamo giù di morale. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. Siddharta era preda di un'ossessione. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. Poi. intanto.stata diagnosticata una malattia terminale. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. vagheggiando una vita di successi – case al mare. dal re Suddhodana ai più umili servitori. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. Se “qualcosa” è spiacevole. la fame e la mancanza di un tetto. scoprendo che chiunque. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. per il momento ci riteniamo al sicuro. ci svaghiamo. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. che soggiogò tutti tranne Siddharta. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. sempre aspettando. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. Come ogni padre trepidante. premi e trofei. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e.

I nostri cari muoiono. Di fronte alle seccature quotidiane. villette a schiera in periferia. occorre sottolinearlo. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. avevano perso ogni bellezza. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. I nostri figli erediteranno la Terra. i denti si possono lavare. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. riorganizzare. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. dopo la nostra morte. i lineamenti. i cortigiani russavano a bocca aperta. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. tutte le nostre vite fino a questo momento. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. se rimangono in vita. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. la mattina prima di svegliarsi. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. in un disordinato scompiglio di membra. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. come avremmo potuto fare noi. a meditare in totale serenità in una casa da tè. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. Inconsciamente. Eppure. i vicini litigano. il tetto lascia filtrare la pioggia. non viviamo mai nel presente. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità. migliorare è la definizione stessa di “vita”. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. magari tronchiamo una relazione. In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla. con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. Siddharta uscì furtivamente nella notte. I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. Forse crediamo anche che un giorno. noi possiamo tornare a star bene. Non siamo principi con tanto di pavoni. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. raggiungeremo la maturità perfetta. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. Tuttavia. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. È come se quando abbiamo fatto finora. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. fossero solo una prova generale. il mondo andrà avanti. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. oppure sembrano solo morti. con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta. Abbiamo anche la tendenza a credere che. E le cose continuano ad andare male. Come fiori appassiti. non si . che sarà grandioso. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. Poiché tutti dormivano. Gli elettrodomestici si rompono.

Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. ma la sua ricerca non fu vana. È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). Vi annuncia che vuole vendere le azioni. i baldacchini. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. tingersi i capelli di viola. La nostra società. e si mise a studiare la natura umana. oppure dalla storia di Ponce de Leòn. le preziose caraffe di importazione. adulare il suo capo. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. nati e ancora da nascere. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca. Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). sotto un albero di ficus religiosa. È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. farsi piercing e tatuaggi. comprese le ossa e la carne. il legame con Yashodhara e Rahula. Immaginate che vostro figlio. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico. Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. In alcune società asiatiche. con la famiglia e con la sua terra. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. sbaragliare i concorrenti. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita. donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo. Nel palazzo o fuori. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. inquinare l'ambiente. sono aggregate. non c'era modo di sfuggire alla morte. i gioielli. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. capì che tutte le forme.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. le emozioni e le percezioni. nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani. l'incenso e la musica. così come in Occidente. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. la mensola d'oro su cui posava le pantofole. un'utopia. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. Dopo un lungo periodo di meditazione. acqua e .

e si vive con pienezza. Questo libro prima non esisteva. Se si guardano da questo punto di vista. Per l'attimo presente Per natura. uno stadio intermedio e una fine. dopo duemilacinquecento anni. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. bensì cambiamento. lezioni di yoga. acqua e ghiaccio. sarebbe non poco contrariato.000 persone. ginseng coreano. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. Nel frattempo. ma a tutto. per esempio un uomo con quattro braccia. se Siddharta fosse qui oggi. devozione e un redentore portano a Dio. diventa più limpida. chirurgia plastica. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. diventano qualcos'altro – sono “composite”. Tutti. quindi soggetta a trasformazione. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. devono morire. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. assorbiamo entrambi. simile alle montagne russe. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. eppure loro non se ne accorgono. Siddharta. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità. non ci si attacca e. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. D'altra parte. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. Nello stesso modo. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. in un certo senso. Allo stesso . Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni. a un certo punto. capace di riservare immense soddisfazioni. l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. timore. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. giunse alla liberazione. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. flaconi di DMAE e di retinolo. né gli atomi e neppure gli dèi. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. da Kublai Khan a Gandhi. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. alla Terra intera. sotto questa forma. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. La percezione dei fenomeni si trasforma e. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti. Per il semplice fatto di essere state messe insieme. il Risvegliato. ricchi e poveri. Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. il loro carattere muta e. Non il libro che tenete in mano. autonomo e permanente. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. Se si sa che tutto è impermanente. ogni giorno muoiono circa 250. come di solito pensiamo. Ogni cosa è interdipendente. E se non c'è la cieca speranza. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. all'universo. le parti hanno subìto un cambiamento. se non ci si attacca. autonomo e permanente. Grazie a queste riflessioni. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. perfino frutto dell'immaginazione. non c'è neppure la delusione. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita. Ora. Vi sembrerà un atteggiamento macabro.foglie si trasformano in tè. di fronte anche al più sano degli uomini.

altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. avete imparato qualcosa. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione. è lui stesso soggetto al cambiamento. non c'è fine. Eppure oggi. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. Se non c'è acqua. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno.modo. emergono nuovi ricordi. l'Io che esisteva ieri – cioè. diventi permanente. presuppone l'elemento del tempo. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. L'oggi è la morte di ieri. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. in procinto di gocciolare sull'erba. alcuni ricordando Dio. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. Se il mondo è sempre esistito. che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate. La nostra esistenza. imponendo così la sequenza temporale. non ci sono libri. Taiwan. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega. Se non c'è carta. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. per magia. se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. Benissimo. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. instabile. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. Per Siddharta. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. in genere non è possibile. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. non fa che accelerare il processo di impermanenza. . però. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. e non lasciò neppure una profezia. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. Ogni blocco della Terra – Australia. Il cattivo umore è passato. In virtù dell'interdipendenza. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. Per questa continua interdipendenza. perciò non c'è una vera indipendenza. Il disboscamento sconsiderato. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. Se non c'è inizio. Non dovrebbe stupirci. apparentemente continua. l'integrità del tutto è compromessa. una qualche cosetta capricciosa. è meglio avere un Dio impermanente. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. ci potesse risparmiare quell'orrore. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. non c'è bisogno di creazione. Così semplicemente equipaggiato. le Americhe – è come rugiada. non c'è ghiaccio. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. con la nostra tecnologia avanzata. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. La fede in un creatore onnipotente. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva.

nella speranza di realizzare una felicità duratura. si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. Instabilità Il pianeta Terra. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. Quanto sangue è stato versato. Per i cinesi Han. non è il nostro scopo. l'avidità. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. riconosciamo l'impermanenza. per esempio. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. l'ambizione personale. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. Sulla superficie di questa fragile Terra.eppure difficilmente ce ne convinciamo. E se ricordiamo che tutto è impermanente. Un tempo. nel corso dei secoli. ma non inalano. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. con il suo carico di devastazioni. Per esempio. che i geologi chiamano Pangea. Ovunque. ovviamente. Una volta accettata l'interdipendenza. oppure al caso di Al Gore. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. ammonisce Buddha. Intenzioni e risultato sono in contraddizione. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. i guerrieri Maori o Navajo. Il declino. il popolo Manciù era “il diverso”. sorgeranno lussuosi impianti balneari. Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi . l'amore e la fortuna. invece di negarlo deliberatamente. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. “felicità senza fine” e “redenzione”. che ha perso le elezioni presidenziali. Tuttavia. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. nel mondo. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni. costituiscono la classe dominante. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. Anche in disgrazia perché fumano. ora vivono come minoranze in esigue riserve. rigide convinzioni (religiose e secolari). le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo. estinguendo ogni traccia di vita. i raccolti. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. ne comprendiamo l'interdipendenza. l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra. e i Manciù sono diventati “uguali”. Neppure gli atomi danno certezza. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. L'eloquente messaggio dello tsunami. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. politici e relazionali. erigere confini e costituire società. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. anche se forse non esplicito. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo.

dipende da cause e condizioni essenziali. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. Fieri dei nostri principi. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. La morte è continua. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento. Noi tutti.T. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. [N. Alcuni decenni più tardi. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. il più grande stato comunista. d'altronde. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. quando insegnò il concetto di impermanenza. L'amico più caro. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. la memoria e Dio sono aggregati. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. può diventare il vostro peggiore nemico.d. Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. Le regole continuano a cambiare. Allo stesso modo. É necessario avere perforati delle schede elettorali. la Tour Eiffel. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò. nel corso della vita. è stata introdotta una nuova morale. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine. sin dall'attimo della creazione. sin dal momento della nascita. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. la Casa Bianca corteggia la Cina. l'uovo cotto. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”. Perfino Che Guevara. Il risultato. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. Negli Stati Uniti. come il DNA. è considerata immorale e può persino essere arrestata. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. un grande eroe popolare. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. Il presidente Bush. chiede dov'è la carne. La volta dopo. Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro. le uova e lo sperma. che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”.] . invece. Anche la mente.000 dollari a Janet Jackson. il tempo. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta. con il quale avete condiviso i segreti più profondi.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. mutando in base all'air du temps di una determinata epoca. La definizione di “morale”. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. il tuo cane. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti. è la morale che si è modificata. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso. Immaginati di cuocere un uovo.

Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti. per lo meno all'inizio. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. può aggiungersi alla vostra devozione. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. le luci. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. il risultato è inevitabile. tradizioni. il Giappone o la Thailandia. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni. come la famiglia. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina. fino a un livello subatomico. e sono quindi variabili. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. Tutti questi fenomeni sono impermanenti. seguono ciecamente la dottrina buddhista. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. riducendovi in miseria. funzioni e definizioni. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. Altri fattori. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. sono impermanenti. per questo. diffidenza. la Corea. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. eppure. con un numero sempre maggiore di forme. come il Bhutan. fogge. come il gusto condiviso per le acciughe. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica. inevitabilmente cuocerà. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. A un certo punto. La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. Lo troverete interessante. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia.un uovo. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. Qualcosa di insignificante. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. Molti fraintendono. per esempio. Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. tuttavia. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. fiducia. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. Come l'uovo. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. . perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. lo stato o la società in cui siete nati. mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. nel momento adatto e nel luogo giusto. eludono le nostre aspettative. D'altra parte. Fede e devozione sembrano incrollabili. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. alla fine non vi persuade più. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. un timer. amore. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. percezioni. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto. Lo scetticismo. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente.

anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. Vent'anni dopo l'avvenimento. Con questo pensiero. l'elefante volante. Dumbo. Come nel caso dell'uovo alla coque. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo. Dietro la paura. non avrebbe sofferto tanto. sarete capaci di consapevolezza e previdenza. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea.. . e riconosciamo le condizioni in cui agisce. creare una famiglia. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. Da piccolo. ma preparato e lungimirante. L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. i momenti di separazione sono spesso i più profondi.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione. in un'abitudine. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello. impariamo a coltivare il perdono.. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. Per esempio. perché gli permetteva di volare. Chapman ha ammesso che. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti. Ogni relazione è destinata a finire. quando ha sparato a Lennon. Temiamo l'ignoto. la situazione è straordinariamente liberatoria. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. la comprensione. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. esso barese stato inevitabile. Senza l'illusione del “per sempre”. né cambiamento verso il meglio. non offuscato da paure irrazionali. Se il nostro partner ha i giorni contati. non lo considerava un essere umano reale. se non c'è impermanenza. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare. Era solo. come quelle di un generale di gran talento. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. non c'è progresso. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce. in uno schema. Nonostante la comprensione acquisita. Acquisirete dignità e autorevolezza. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente.”. costruire la pace. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. educazione. e godere dell'amore e dei rapporti personali. Se siamo in grado di vedere l'invisibile. forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. si annida una costante brama di certezza. non fosse che a causa della morte. alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon. come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni. Diventò molto popolare. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. preparare la guerra. In una certa misura. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. Per Siddharta. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. è riuscito a capirlo. l'apertura mentale e il coraggio. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza. In un rapporto.

Li consegnò a Channa. minacciati. Prima dell'alba. ma. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. dove Channa. dopo averglieli consegnati. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. non più grandi degli occhi. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. è un semplice fatto scientifico. Quando furono a una distanza di sicurezza. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. Per esempio. ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno. può condurci all'ispirazione e alla speranza. Varcarono le porte della città senza essere visti. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. e quindi incidere su cause e condizioni. su sua istruzione. dimenticando completamente l'interdipendenza. della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. il cocchiere e suo più fedele amico.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. Ancora nella metà del ventesimo secolo. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. Ci sentiamo ingannati. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati. è possibile manipolarli. partì da solo. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. senso di colpa. Il concetto di bellezza è mutevole. come il volere di Dio. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. solitudine. Non dovevano preoccuparsi per lui. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. Li tagliò e. stava riposando. così come cambia l'osservatore. non intendeva darci brutte notizie. maltrattati. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. per invertire queste tendenze negative. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. andò sino alle stalle. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. mentre i famigliari e i servitori dormivano. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. Channa lo supplicò di accompagnarlo. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà. Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . è in grado di rallentare il riscaldamento globale. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. Una volta compresi. era un realista. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. sellò il suo cavallo preferito. alla gloria e al successo. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. Kathanka. il simbolo supremo dello splendore.

potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. vi ridestate. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. Assomiglia piuttosto a un incubo. Non è una questione di probabilità o di fortuna. La salute. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. Se sognate di essere calpestati da un elefante. si tratta di un'esperienza infernale. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. Accettiamo la nascita.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. La disperazione – come il suo opposto. È una speranza ragionevole. ma non la perdita. Non importa quando dura l'incubo. Il sogno è un inferno temporaneo. premi Nobel o saggi illuminati. la ricchezza. Non è intrinsecamente positivo né negativo. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. L'odio. con i vicini e con gli altri paesi. Se vi sentite disperati. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. potete benissimo creare le condizioni per averne una. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. l'aggregazione. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. sia positive sia negative. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. e non avrete più motivo di sconforto. in quel momento siete all'inferno. Se volete vivere più a lungo. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. pensateci. perché anch'esse sono aggregate. per non perdere di vista la logica di questa affermazione. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse. le sfruttiamo a nostro vantaggio. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. la vincita. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. o fino alla generazione successiva. dove i dannati soffrono l'eterna tortura. dureranno per sempre. nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. ma non l'inizio. Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. secondo quanto prescritto da Buddha. Un ragazzo – più basso. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. possiamo abbandonarle. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. Nei due casi. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. Questo vale in ogni settore della vita. Di solito. È un inferno. né costituisce un castigo per le nostre colpe. la fine degli esami. ma anche quello emotivo. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. Poi. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. intervengono numerose condizioni. il cambiamento finale è inevitabile. la pace. nulla di quanto ci passa per la mente. Forse diventerete miliardari. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. ma non la morte. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. . neppure la mente stessa. di conseguenza. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. redentori dell'umanità. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. Se non possedete una Ferrari. Le cose permangono per la durata della nostra vita.

o debba essere tale. ma finché non troverà la risposta. Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento. ma per tutti. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. È un cambiamento continuo. Siddharta fu libero e diventò un buddha. Scelse un posto dove sedersi. Cominciò allora a perdere il sonno. è squisitamente teista. dopo tanti anni di tenaci tentativi. Dopo molte ore di inutili ostilità. Quando però si avvicinarono a Siddharta. non solo per se stesso.2. Mentre si preparavano per il viaggio. nella cultura dell'India antica. il re dei demoni. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. Mara si recò da Siddharta e. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. Tra la costernazione generale. Siddharta non passò inosservato. Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. quindi è impermanente”. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. leggendo libri o praticando l'esoterismo. ha concepito il progetto di finalità. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. con l'erba kusha come stuoia. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. Nel dir questo sfiorò il terreno. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo. Alla fine. Il principe rispose che non intendeva desistere. Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. esista uno scopo ultimo. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio. e io essere ridotto in polvere. ma abbiamo tutti in comune una . Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. tutte le frecce. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. una successione di esperienze transitorie. Esistono miriadi di forme di vita diverse. si diresse a Magadha. Invece di continuare il viaggio. lance. che andò su tutte le furie. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. Siddharta fu irremovibile. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione. la loro bellezza prese a dissolversi. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. non mi alzerò. milioni di anni fa. Sfiorirono e invecchiarono. Mara. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito. infatti. Siddharta non si turbò. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. intento a meditare. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. nel cuore dell'India. la Terra mi è testimone. sconfitti. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. con tutta la diplomazia di cui era capace. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre.

L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità. senza competitività. Vogliamo tutti essere felici. La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV. sia a livello personale che culturale. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. Invece. senza Starbucks*. fruste e catene. di stile occidentale. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. Per un bambino sulla spiaggia. Per gli adolescenti. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni. musica. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. Da una parte.T. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. morale e persino nel sistema politico. senza macchine di lusso. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. Quando invece avete superato gli ottant'anni. felicità è costruire castelli di sabbia. quando si desidera una relazione più seria e più stabile. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. con quei capelli rasati. la speranza diventa paura. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. Perfino in uno stesso individuo. Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. adottiamo metodi stranieri o esteriori. gamberi e farfalle. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. È una questione di valori condivisi. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne. nel remoto regno himalaiano del Bhutan. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. impariamo a forgiare i nostri desideri. Dieci anni fa. anche nel relativamente ristretto ambito umano. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello.] . mentre altri prediligono strumenti di tortura. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. Per molte persone. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. Era elegante come un antico guerriero cinese. Nella mezza età. adatto al ventunesimo secolo. cioè un taglio di capelli corto. Questo schema prosegue nell'età adulta. la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. influenzato da quello occidentale. Naturalmente. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. disgusto. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. Adesso. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. il denaro e la carriera rappresentano la felicità. presidenti e miliardari. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. formiche e api. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. [N.d.

riveriti dai sudditi. tuttavia. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. avere un cospicuo conto in banca. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze. praticare la generosità e la Regola D'Oro. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. Con grande sorpresa dei suoi compagni. cibo a sufficienza. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. quali Cina e Singapore. Se teniamo conto di questa situazione storica. una casa confortevole. I criteri sono oculati. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). Questa è una strada estrema. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. . incapaci di adattarci al sistema. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste. ci può rendere felici. Questi stessi leader. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. La storia del mondo. in ogni parte del mondo.attesi. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. scelgo la morale”. il sacrificio. bensì con mezzi squisitamente spirituali. dopo molti anni di privazioni estreme. Principi in sé utili. i pavoni e le posate incastonate di gemme. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. in molti dei suoi aspetti essenziali. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. tuttavia. scarpe adeguate e altri agi essenziali. ruota intorno alla religione. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. egli capì: Non è giusto. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. un'altra trappola come prima i cortigiani. la meditazione. ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. per questo motivo. Un giorno. causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. In genere. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. perché non solo continuiamo a soffrire. il digiuno. Per esempio. Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica. Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. intrisi di puritanesimo.

ginnastica addominale e oli profumati. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. Novocaina. non contemplavano rivoluzioni politiche. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. i mercati finanziari e il potere. Ancorati alla nostra convinzione. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. Analogamente. e quindi sono sostanzialmente difettose. Se accordiamo loro spazio e valore. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. tè dimagrante. Per questo motivo. Le emozioni sono dolore. Non sono innate.. ti ignori. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. geni. Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. Esplorò la sofferenza con mente aperta. scatenando conflitti per il territorio. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. computer portatili. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. Le sue soluzioni. Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti. Quando lo guardiamo. dovete raggiungere la consapevolezza. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. taglia-capelli a batteria. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. Al circo. desideriamo un ventre piatto. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. cure all'avanguardia. capirete che esse nascono da un fraintendimento. una statura imponente. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. moquette che ricoprono ogni superficie. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. assumiamo vitamine. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. imperfette. Se volete davvero eliminare la sofferenza. che può essere quella di un attimo. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. appena li troviamo. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco. Ogni anno. possediamo ascensori. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. diete. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. Inoltre. lo spazio. telefoni cellulari. quando temi che qualcuno ti critichi. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. mani da artista. sembra di vedere un cerchio di fuoco. aspiratori per le cacche di cane. Ci “coinvolgiamo”. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto. Diventiamo ossessionati. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. o ti sottragga un qualche utile. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. si prefiggono di eliminare il problema alla radice. batterie ricaricabili. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. yoga. tentiamo immediatamente di trovare la cura.. il petrolio. In genere. Viagra. direttamente o indirettamente. però. lavastoviglie. vene e sangue. Grazie alla ragione. toilette con sedili riscaldati. In un modo o nell'altro. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. tecniche sempre nuove. essenziale dell'essere. idealmente. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. identificandone l'origine. Per esempio. Dal punto di vista individuale.

Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. Ci sono emozioni che sembrano razionali. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. Nel breve periodo di frequentazione. A ogni istante. Ma come un genitore sollecito. la colpa e l'innocenza. Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. non esiste la parola che indica l'amore romantico. la paura. i ricatti. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. si può spiegare tutto questo processo. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. Ben conosciamo l'amore e l'odio. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. Secondo i buddhisti. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui. A un osservatore occasionale. In alcune regioni dell'Asia. Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. fece notare a Camilla Parker Bowles. Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. Le emozioni a volte sono puerili. la vergogna. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. quando ballerini. in un momento intimo che si voleva senza testimoni. non c'era biasimo. agli amici e alla famiglia. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. fa . Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. l'inganno o una sottile manipolazione. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. Alcune. pregiudizi e sulla nostra ignoranza. la tristezza e la gioia. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. ma la lista si può estendere all'infinito. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. che allora era la sua amante. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. di natura pacifica e quieta. non c'era errore. Noi. come quando il principe Carlo. che siamo adulti consapevoli. alcune emozioni possono apparire divertenti. Come vedrete. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. se non molto prima. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati. la gelosia e l'orgoglio. ma la maggioranza è completamente irrazionale. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza.tiene una torcia. la convinzione si fonda su un fraintendimento. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca. servendosi delle quattro verità. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). il gruppo intreccia rapporti di fiducia. sono in realtà basate sull'aggressività. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità. Quando la consapevolezza è smarrita. dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia. e provò soltanto una profonda compassione. soprattutto di notte. grazie a questa consapevolezza. Altre sono quasi impercettibili. il pessimismo.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

Giappone. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. Malesia. Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. Corea. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. della realizzazione. dell'ispirazione creativa. non per gli altri. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. se portassero con sé le mogli. della pace. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. della concordia. ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. o . Invece. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. In Occidente. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti. della devozione. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. materiale o intellettuale. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. dell'estasi. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. per lo meno. Arabia Saudita e India. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. In realtà. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. Cristiani. Mara non lo apprezzerà affatto. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul. Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. Molti estremisti politici e religiosi. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. neppure dopo generazioni. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. In Malesia. come “antisemitismo” o “olocausto”.riconosciuti come tali. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. della gioia. Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. Invece. sia esso economico. se non ne hanno già uno. Per pura invidia. Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. Mara predica astutamente la libertà. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso.

tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. E se fallite. tuttavia. Come minimo. una congettura. un'esplosione accidentale di gas. “diritti” o “legittima ragione”. Ma è solo una fantasia. nello stesso tempo. Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. Sto bene. mentre shen significa “altro”. Magari. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. Sto facendo colazione. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. le nostre emozioni più violente . l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla. anche solo per un'unica volta. riuscirci talvolta. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto. sperimentiamo tanta pienezza. In questo modo. Per questa ragione. rang significa “Io” e wang “potere”. In senso lato. Per esempio. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. l'amore può essere piacevole e soddisfacente. nessun guinzaglio introno al collo. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. Non è in nostro potere. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. si diventa infelici. si è felici. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. Raramente. Possiamo provarci. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. Tutto va come dovrebbe andare. anche se soffriamo. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. Molti pensano. Vi è sempre in agguato la costante. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. Per Siddharta. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. più specifica e più chiara. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni. consapevole che fossero semplici illusioni. molto meno evidenti. la libertà. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. e non avere nessun impedimento. questo si indebolirebbe. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. Siddharta. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. tuttavia.per comporre canzoni. i propri diritti. era immune al veleno dell frecce. Sto respirando. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. e questo scontento provoca sofferenza. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. Dopotutto. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. Non sto affatto male. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative. immagina come si svolgerà la serata. in tempo libero. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. anche se gli dedicate la più totale devozione. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. non è poi così terribile. finché si possiede il controllo. ma non scaturisce indipendentemente dal resto. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. Sono termini difficili da tradurre con precisione.

la consapevolezza si affina. Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati. assaporerete pienamente il vostro tè. Potete continuare ad andare avanti. . La consapevolezza non vi impedisce di vivere. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. La vera origine della paura è l'ignoranza. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta. Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. come il cerchio di fuoco. rende la vita molto più piena. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati. anzi è eccitante. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. e quindi persero ogni attrattiva.diventano innocue come petali di fiori. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni.

al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. Grazie a mecenati della sua tempra. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. In quella sconfinata pianura. sane di . Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone. nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. eppure Rechungpa partì per l'India.. se siete creduloni. sete e speranza. tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. Nel primo millennio dell'era cristiana. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. L'oasi. Divenne celebre come Milarepa. e riteniamo di essere persone colte. le sue parole. Uno dei massimi imperatori del III secolo a. Vaghiamo invece nel deserto. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. Capì che ogni cosa che vediamo. Dal suo nascondiglio all'asciutto. il pellegrino pensa che sia acqua. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. ma per disperazione. in realtà.. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. Il giovane ne uscì trasformato. ascoltiamo. Rechungpa si applicò scrupolosamente. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana. il dharma continuò a diffondersi. sentiamo. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. che chiamiamo dharma. senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. Fu il re Ashoka. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Dopo molti anni. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo. espandendosi in ogni direzione. Oppure. ritornò in Tibet. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta.3. come vedremo.C. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano.

in prossimità di Varanasi. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. anche se ne esistono molti altri. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. la compassione e l'altruismo è molto difficile. dall'orgoglio e dal materialismo. non estremistico. soddisfacente e delizioso. non lo capiremo. di prestare attenzione o di comprendere. “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento. Se intraprendiamo un'analisi approfondita. Ma se tento di esprimerlo. anche solo insegnare principi di base come l'amore. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. Appena lo videro avvicinarsi. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate.” sogghignarono. per non parlare della verità ultima. come il viandante. troveremo che definizioni come “forma”. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. infatti. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. alla fine siamo delusi. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. esitazione o orgoglio. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. Per chi. Al momento della sua liberazione. delusioni e sofferenza. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. La mente umana.” Per rispettare i loro desideri. quella del vuoto.” dissero. la venerazione e il disprezzo. Secondo questi criteri. Quando raggiunse Sarnath. se cerco di insegnarlo. avendo sentito i progetti di Siddharta. come Siddharta. aveva compreso il vuoto. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. pieno di pace. Siddharta partì per Varanasi. sicurezza. Si racconta che. Così percepito. In un mondo dominato dall'avidità. Ci affanniamo per trovare amici autentici. Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. “tempo”. Priva di ogni imbarazzo. . che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange. come fece Siddharta. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. Le cose non sono come sembrano. quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. apparvero il dio Indra e il dio Brama. Ma.mente e lucide. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile. Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. concetti come la lusinga e la critica. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. “Ecco che arriva l'ipocrita. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. proprio come un miraggio. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. se dipendiamo da una conferma esterna. “spazio”. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata. chiaro. Semplicemente. non c'è nessuno capace di ascoltare. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile.

la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. si. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata. pazzi o irrazionali. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. reale. Noi non possiamo. o non vogliamo. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. oggi e domani”. definitivo. considerandole “realmente esistenti”. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri. le . Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. Per esempio. dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. riescono a passare per artisti. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. razionalizzazione e definizione. queste prospettive tuttavia non reggono. Funzione. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. la nostra visione è distorta. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. dimostrabile. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione. Sottoposte ad analisi rigorosa. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. Solo in rare occasioni. Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. non immaginato. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. intuizione. Siddharta non era irrazionale. In entrambi i casi. La gemma si trasforma in fiore. lo consideriamo ben definito. Milarepa era un grande yogi. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. Certo. sarete considerati anormali. perché sappiamo che non è davvero una mano. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. e in modo permanente. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. non c'è acqua nel miraggio. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. anche se cambia. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio. valido. se accettate il vuoto. come Salvador Dalì. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati. Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. In una certa misura. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. fantasmi. In questo senso. anime gemelle. immutato e incondizionato.

senza eccezione.. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. non andiamo oltre. se ci dà quel che vogliamo. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino. funziona come un libro. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. Le cose esistono per il momento. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. egli è libero da ogni delusione. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. non sono generalizzazioni. nella nostra esistenza. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. Se l'analisi fornisce una risposta adeguata. perché dipende dal fatto che siete lì davanti. è carina. sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. Dal suo punto di vista. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. L'analisi finisce qui. finché concorrono tali condizioni. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa. Se fosse indipendente. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. gli altri lo considerano un libro. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. quindi lo mangio. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. immutata. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. Se ci ritorniamo dopo un anno. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. dalla fabbricazione o dal cambiamento. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. Un fiume scorre con la sua acqua fresca. non ci affascina più. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni.non immaginata. Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” . adocchia una ragazza. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . è davvero un cerchio di fuoco.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. Analogamente. Accettiamo che. per adesso. scevro da interpretazioni. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi. È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. Un ragazzo cerca compagnia. è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente. Per esempio. quest'identità si sgretola. A un semplice sguardo. Contrariamente alla credenza popolare. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro.. Per Siddharta. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. Non trovando nulla a questo livello. L'acqua è diversa. definita. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni.

cartilagini. la sorella. Non esiste indipendentemente. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre. quando si accovaccia sul water.” disse. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. per un parassita è un'ospite. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza. aggregato e impermanente. riflettori e rossetti. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. perché la bellezza dipende dall'osservatore. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. l'amica. la rivale. pensò: Ecco.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. dipende dalla mente. ma non successe nulla. intestini e simili. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello. Turbato e deluso da se stesso. è bello di per sé tale assortimento. A quanto si dice. Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. Per Siddharta. fra molti altri. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. crollò a terra. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”. un guerriero di nome Manjushri. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. quando russa. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene. la madre. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo. Ai suoi occhi. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. secondo il giudizio di una commissione di esperti. Siddharta aveva un discepolo laico. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. la figlia. Per un coccodrillo rappresenta il cibo. Per essere definita come “suprema”. Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. “Pensare che qualcuno è bello è un concetto. Per qualche tempo. non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. Quando finalmente li riaprì. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto. il monaco si diede alla fuga. esausto. quando è vecchia – sempre. una verità non deve essere fabbricata. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. qualcuno è geloso. senza muovere neppure un muscolo. Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato. Ma così stanno le cose. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio. Se è davvero bella. Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. il vuoto non era stato costruito da lui né da . ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. quindi non esiste davvero. ti lega a un nodo e ti imprigiona. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. un metodo prescritto. qualcuno la considera l'amante. questa bella ragazza sta per abbracciarmi. Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore.cose esistono realmente. Tra i molteplici punti di vista dell'universo. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. il monaco rimase impassibile.

anche se. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. perché trascende il tempo e non ha forma. immaginazioni. Una droga. se sognate. Immaginate di fare un sogno terrificante. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. Se in sogno fate qualcosa di strano. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. capite che state dormendo. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. una volta esaurita. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana. E volereste via. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. “È l'attaccamento che vi incatena. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. non può provocare un risveglio assoluto. Ma queste sostanze non sono consigliabili.nessun altro. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. paradossalmente. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. speranze. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. potete farlo. senza dipendere da uno stimolo esterno. Se non sognate. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. Finirete per cadere e sarete molto delusi. Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. convinti che esista davvero. paure e illusioni. Siamo immersi in un sonno profondo. perché consentono solo un'esperienza artificiale. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. non potete volare. non vedi?”. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. io posso farlo. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito. tuttavia. ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia.” Siddharta era perfettamente conscio che. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste. allora è un problema. nel mondo relativo. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli. come un sogno a occhi aperti. rispondereste: “Sì. per negare una cosa. Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea. Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. di più puro o di più divino di quanto percepiamo. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. il vuoto è sempre stato vuoto. fa cessare anche l'esperienza. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. può apparire qualsiasi cosa. rispondereste: “Non posso”. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. l'apparenza si dissolve. come l'immaginazione e l'avidità. si può preparare una tazza di tè . e siamo preda dell'ignoranza. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare. Ma quando queste condizioni si sono esaurite. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. che in realtà può nuocere al corpo. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. di migliore.

come i diritti dell'individuo. Un giorno infine. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. e da posizioni morali. Ci sono politici veramente integri. entrambi i monaci ripresero a camminare. l'uomo diventò il suo discepolo. fece scendere la donna. dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. in un paese devastato dalla siccità. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. Per loro. esisteva una bella monaca di nome Utpala. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica. Semmai. un veggente molto rispettato predisse che . Stentando a trovare le parole giuste. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. rendendo sempre più artificiale il nostro universo. ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. la cura contro l'ipertensione. Senza esitazione. come la macchina da riparare. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. le fatture da pagare. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. da concetti astratti. senza parlare. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò. e preparano miscugli speciali. con gran sorpresa dell'uomo. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose.oolong e sorseggiarla. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. Amplificati dalla cultura popolare. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. ma l'attaccamento all'apparenza”. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. In un momento di chiarezza. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette. di nome Tilopa. la haute cuisine. Molto tempo fa. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. ognuna delle quali ha i propri vantaggi. In un'altra parabola buddhista giapponese. poi. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. ma lui era implacabile. perfino se si tratta di una posizione folle. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. Per questa ragione. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. Una volta. uno dei suoi eredi dharma. ma la gente in realtà continua a soffrire. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. la monaca se li tolse e glieli diede. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. come la scelta antiabortista e l'eutanasia. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. Quando raggiunsero la sponda opposta. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon.

Quando venne la pioggia. Di fronte a tanta immensità. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. ma una pioggia maledetta questa volta. Come al concorso di Miss Universo. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. infatti. alla fine. Ma la rana della sorgente non le credeva. Forse. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. il dolore e . Per poter governare i suoi sudditi. i residenti acquatici vinceranno. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. che siamo gli osservatori dello stagno. si sarebbe stabilita sull'oceano. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. le cause e le condizioni nascoste. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. La gente era ricca e felice. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. Capiscono com'è collocata la cinepresa. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. fa appello al minimo comune denominatore. non è letale È difficile capire il vuoto per chi.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. La presa di coscienza non è necessariamente letale. La verità: non è una favola. nel suo irrazionale terrore. Quando guardiamo uno stagno. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. non è magia. ha la mente condizionata dal pragmatismo. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. bevve l'acqua anche lui. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. ma. Solo il re era rimasto “sano di mente”. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. la bevvero e impazzirono. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. perché non aveva altri punti di riferimento. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. perché sono molto più numerosi di noi. noi uomini vediamo solo uno stagno. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva. pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. Assumendo una posizione democratica. Non penetra nelle nostre menti limitate. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. come ultima risorsa. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. come noi. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. tale fenomeno in genere assume valore. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua.

Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”. Quando Jack si convince di essere al sicuro. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. che si avvolgono intorno a noi come un serpente. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. in questo caso. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. In base alla natura del discepolo. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. per esempio. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano.. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. potrebbe solo peggiorare la situazione. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. Fortunatamente per Jack. può dire: “Sì. in base alla sua esperienza. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli. Speranze. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta. o uno strumento. A quel punto forse. Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. e se Jill non agisce con cautela. anche con la luce accesa. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente.liberazione e libertà. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. se non si fosse mai creato un simile equivoco. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione. gioie inattese. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura. vedo il serpente”. che non esiste affatto la sofferenza. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere. non rubate. Non ne ha provocato la scomparsa. la sua amica Jill entra nella stanza. nel buddhismo non esiste divinità. È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente. Quando si è calmato. che ci conduce da un posto a un altro. non dite bugie”. In altre parole. perché non c'è mai stato. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza. anche se. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. di cultura e di atteggiamento. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza. Jack. paure. il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. non può dire “il serpente se n'è andato”. a rigor di termini. tuttavia. ha cercato una via di fuga. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. ansie ed emozioni. Come il fobico Jack. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. Un percorso è un metodo. come una sorta di ricompensa. come la meditazione. le si apre un ventaglio di possibilità. Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso. Il sollievo di Jack. facoltà che in genere è compito del divino. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. invece. una sorta di trappola mentale. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro .

A prescindere dal concetto di vuoto. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. Jack è ignorante. perché. A livello intellettuale. o un buon karma. E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. Per amore di jack. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. e a questi discepoli di livello superiore. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. Nessuno. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto. per di più. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. D'altra parte. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze . ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. compreso Buddha. Alla fine della giornata. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. vincolato al tempo e allo spazio. o un cattivo karma. In India – e non nell'attuale Croazia. Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo.C. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. Quattrocento anni dopo. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno. ha un'opinione sbagliata”. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo. uccidilo”. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. a seconda della capacità del discepolo. all'inizio. da non confondere con la morale e con l'etica.che. che evidentemente è da intendere in senso figurato. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak. conosciuto poi come Gautama Buddha. Questo Buddha teneva sermoni. non c'è Buddha che giudica. In una discussione con il suo discepolo Subhuti.

Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . come se lui fosse divino. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. dovete abbandonare il buddhismo. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. tristi. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà. la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. In un'altra parabola. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. In questo modo. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. ma Buddha rifiutò la sua offerta. Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto. se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea. Era un grande maestro. Quando vide la sua tunica strappata. ascoltando questa parabola. I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. Se cominciate a intravedere esperienze. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Una volta arrivati. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. tangibile e solido. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. In assenza di tale consapevolezza. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. Forse penserete che si tratti di un paradosso. un placebo. arrabbiati o impetuosi. In un certo senso. dovete sbarcare. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. In tal modo. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno. al cinema. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. Quando diventiamo genitori a nostra volta. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. Nient'altro.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. Molte persone. Per esempio. Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. l'ispirazione è tutto. il mondo sembra reale. Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. con la comprensione del vuoto. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. Tuttavia. ma avrete la disinvoltura di chi. Nel momento della comprensione assoluta. è il mio mezzo di sussistenza”.

Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. l'economia globale. Come un bambino al cinema. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. gli amici. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”. più accogliente. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. saremo gli eroi che salvano il mondo”. da cui derivano vanità. una delle quali credeva di essere molto furba. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. Una volta c'erano cinquecento scimmie. Il più delle volte. Nella vostra vita. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. Spinti dalla brama di successo e di originalità. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. che rendono . Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. molti di noi scelgono di rimanere al buio. perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. sul potere miracoloso delle diete. come quella di atterrare su Marte. Immaginate che George W. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. la scienza e la tecnologia. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione.innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. è confezionato troppo bene. Poiché aveva compreso il vuoto. avviene in sordina. avete avuto fiducia in queste istituzioni. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. la famiglia e il lavoro. Con orgoglio. in grado di capire tutto. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. più piacevole. al contrario. Ciò non significa ritirarsi dalla società. siete già preparati. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. siamo catturati dall'illusione. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. Se Jack grida. e non siete accecati dal risultato finale. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. perdere la rispettabilità. Temiamo che. Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. e non vogliamo esplorare altre direzioni. E spesso cadiamo in acqua. tentarono di salvarla. continuate a lottare per i diritti individuali. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo. La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. senza doversi preoccupare che si consumi. come quella di far colpo su una ragazza. però. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione. dei nostri averi e dei nostri successi. Per molti anni. Il mondo. le Nazioni Unite. o ambizioni smisurate. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. lo prendete in simpatia. non è ancora diventato più sicuro. a pensare quel che pensiamo noi. i migliori. siete attivi a livello politico all'interno del sistema. In realtà. potremmo essere estromessi dalla società. ma se la situazione cambia. la società libera. Abbiamo piccole ambizioni. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. ambizione e insicurezza. fa scenate. conservate il lavoro. voi accendete la luce.

Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. cambierà il modo in cui la guarderete. Mentre li sognate. alla grammatica. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. non esistono e che tutto è relativo. che i concetti come “grande” e “piccolo”. Un giorno capiremo. per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento. Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. Se riusciamo a superare questi confini. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. Analogamente. Non è impossibile mandarle in frantumi. Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. Il vostro punto di vista può cambiare. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. né durante o dopo il sogno. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare. simo in grado di superarle. invece. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. perché non esistevano né prima. . l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. “guadagno” o “perdita”. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. sono assolutamente reali. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. non solo a livello intellettuale. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie.necessaria una manutenzione.

dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. Non c'è da temere la morte. perché. I suoi discepoli erano monaci e monache. erotici o dell'orrore. Nel momento in cui capite che queste cose esistono. l'altro lato del samsara. “illuminazione”. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. sono affidabili e onesti. Eppure non divenne immortale. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia. Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. se siete onniscienti. Continuate a fare tutto questo. Una vita perfetta. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. Non è il paradiso. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. Dopo aver raggiunto il nirvana. cortigiani e mercanti. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. elefante. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. compresa la moglie. Questa condizione è definita “nirvana”. regina e nei panni del bodhisattva. Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. alla fine diventa noiosa. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. re e condottieri. “paradiso” . L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. Yashodhara. e il figlio Rahula. di terminare le opere ancora incomplete. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono. Forse aprite il giornale del mattino. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. verso uno stato chiamato “parinirvana”. luna di miele e picnic sono piacevoli. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. “liberazione”. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. ma non durano all'infinito. Il venerdì sera. re. Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. vi sentite obbligati a . ma pochi hanno il tempo di analizzare. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. cominciamo a sentire la nostalgia di casa. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. guardiamo film polizieschi. Qui. “libertà”. nell'universo mondano. Pensione.4. sapete quel che nasconde. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita. uno spazio sconfinato. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. Dopo un attento esame. Se ci sono uomini politici. scimmia. oppure pieni d'empatia verso chi soffre. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante.sono parole che molte persone amano pronunciare. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. neppure tanto mascherati. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate.

dobbiamo morire. Per Siddharta. comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. Al contrario. ci bloccano e. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. impuri. non moriremo più. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. preferiamo tenerci sul vago. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. una sorta di residenza permanente. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. Secondo Siddharta. o di illuminazione. neppure oggi. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. le interruzioni vi infastidiscono. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha. L'ambiente fisico e i corpi. In genere. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre. non in questa vita. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. il luogo di definitivo riposo. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. grazie al coraggio. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. Avrebbero una sorta di immunità angelica. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. Siamo intrappolati. perché non ci serve più. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. per una perfetta riuscita. Nonostante ciò. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio. nella nostra versione personale di paradiso.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita. le sfide. l'illuminazione è il massimo stadio della noia. Nessuno. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli. può visitare questa località fisica. Alcune persone hanno già perso la speranza. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. il paradiso o il nirvana. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. . non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. libero dai problemi. le soddisfazioni – e il libero arbitrio. Per lo meno. Non c'è via di fuga. Può essere raggiunta in questa vita.

ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. Nella misura in cui comprendiamo la verità. e comprendere che non c'è mai stato un serpente. molto comuni in India. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. Per mancanza di attenzione. la paura diminuisce. si raggiunge la libertà. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. invece.] . in questo mondo o nell'aldilà. Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. ci creiamo amici e nemici. Erano ossessionati l'uno dall'altra. c'è beatitudine. senza felicità né infelicità. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. Parlando di lei. per questo suo merito. esso trascende questi concetti dualistici. non è mai esistita. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. era diventato particolarmente persuasivo. Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella. La beatitudine. quindi. Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. tua moglie o questa scimmia?”. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack. Buddha. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. provate un profondo sollievo. In altre parole. dall'aspetto particolarmente repellente. vi è uno stato di liberazione equivalente.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. Il nirvana è pace.T. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. non è né felicità né infelicità. sarete liberi. [N. solo una cravatta di Armani. Il suo percorso non conduce alla felicità. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione. ma Buddha insistette. poiché senza confusione né ignoranza. Così. inseparabili di giorno e di notte. Se capite davvero.d. non solo a livello intellettuale. per esempio il serpente. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. che hanno paura dei serpenti. non equivale alla felicità. tra cui una scimmia con un occhio solo. se si comprende anche solo parzialmente la verità. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. in tal senso. Il nirvana. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. chiamati “livelli bodhisattva”. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. Prima che uscisse. lo portò al Paradiso di Tushita. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore. i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. Quando vi risvegliate da un incubo.

e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. A causa delle sue azioni virtuose. le dee e le guardie. che compia la purificazione in vece loro. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. perché. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. Questa volta. nelle nostre menti. con caratteristiche e talenti superiori. smembramenti e asfissie. che gli disse di seguirlo di nuovo. Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza. Ananda. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare. Capire la logica secondo cui i . che risposero: “Sulla Terra. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco.” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. Poi chiese: “Chi è più bella. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. Immediatamente.” risposero. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. “Non mescolatevi a lui. Dovevano schivarlo a ogni costo. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. Come Nanda. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere. È troppo faticoso. sono solo fenomeni compositi instabili. perché avete intenti diversi. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie. Questo pessimismo diventa inutile. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. ma il più delle volte questo non accade. che vive e respira. era come la scimmia.” I monaci evitarono Nanda. Buddha convocò poi un secondo cugino. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. Per questo. affinché noi possiamo riverirlo”. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. “Oh. Sgomento. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio. piuttosto che qui davanti a noi. “Voi state cercando l'illuminazione. che cominciò a sentirsi triste e solo. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone. lui invece cerca la felicità. paragonata a quelle dee. un essere simile deve essere spettacolare. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri.” disse Buddha. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie. perché non credono di poterci riuscire da soli. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. dove lo faremo bollire. Se l'illuminazione fosse mera felicità. tua moglie o queste dee?”. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. ma anche alla felicità. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. quindi idee diverse. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco.

le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. consuetudinaria. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume. verso il faro. non il bicchiere. In un primo tempo. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. L'assenza primordiale di contaminazione. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. Il sudiciume. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. Indipendentemente dal metodo usato. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. che sono temporanee. Per riacquistare speranza. Lavare il bicchiere nel fiume. l'interpretazione è sbagliata. non abbiamo dubbi. la natura pura dell'Io. Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. gettando un'ombra su di noi. sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. è spesso chiamata “natura buddha”. quando togliete la sporcizia. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. nell'acquaio o in una lavastoviglie. Queste impurità possono essere rimosse. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo. Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. Se il bicchiere è sporco. invece. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. La sua natura non è sporca. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. ma. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. esso non è affatto trasformato. Quando si sporca. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. perché lo riteniamo possibile. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. tuttavia. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. i marinai vanno verso la fonte della luce. la mente. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. Navigando in quella direzione. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. che credeva di potere eliminare il serpente. è intrinsecamente privo di impronte. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. Ciò nonostante. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. Non è così. Quando compriamo il bicchiere.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. pensa che il bicchiere è sporco. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. generando amore . a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose.

con l'impegno e con la logica deduttiva. tuttavia. la loro natura buddha può essere rivelata. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. “desiderare” e “pregare”. esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. lascia che porti io il peso per due”. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. appena plasmata nello stampo. Servendoci di quello che abbiamo. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. tuttavia. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. Oltre all'amore e alla compassione. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. per quanto rapidi e fiochi. non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo. per incarnarsi poi in un regno superiore. alla fine riusciamo ad avvicinarci. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente.e compassione. liberalo. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza. Egli implorò il demone: “Per favore. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. si rivela la nostra vera natura buddha. Adirato. ma come residente del regno degli inferi. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . Quando lo stampo viene infranto. sadicamente. Siddharta era sufficientemente vigoroso. Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. come lo stampo non è parte della statua. tale comprensione ci avvicina al compimento. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. che è parte della nostra vera natura. che possono essere manipolate e infine purificate. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. dell'odio e dell'ignoranza. In realtà questa è la risposta. A volte. Molti la fraintendono. La nostra vera natura è come una statua d'oro. per esempio. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. Per questa ragione. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. esiste qualcosa che è purezza primordiale. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma. come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. È importante capire. La logica. appare la statua. potete dedurre che si tratta di fuoco. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. il bersaglio preferito. quando sono poste queste domande. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. che va oltre le nostre concezioni. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva.

come il fatto di volare. Buddha sperimentò la vecchiaia. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack. Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. Nei testi buddhisti rigorosi. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura.. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate. In realtà. tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. Indicò un sentiero. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. e anche questo è un miracolo. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. la malattia e la morte proprio come noi. abbandonane le cause. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. se mai esista davvero. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse. . Nel buddhismo. Immaginate di avere mal di testa. per esempio un'aspirina. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. con mani delicate e un portamento regale. Invece di trionfare su un nemico esterno. senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. con tutte le creature. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico. Questo è il miracolo.dell'illuminazione. sappi che la sofferenza può avere un termine. a Varanasi. Grazie a questa conoscenza. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. le sue scoperte straordinariamente innovative. possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. come un terzo occhio. o per i suoi attributi fisici. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. È facile accettare che le emozioni. non furono mai considerati le sue imprese supreme. tuttavia. per esempio. Nel suo primo sermone. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. Gli scettici. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo. insensibile e intorpidita. segui il percorso che porta alla sua cessazione. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. reali o immaginati.. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale. come offrire incenso. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. Anche se simili talenti non sono da escludere. proponendo decine di migliaia di metodi. È un desiderio legittimo. Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. Analizzando più da vicino questo piacere apparente. Fu questo il suo straordinario potere. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. capace di controllare in parte la sua collera. dai colori dorati. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. dai più semplici. come la rabbia. oppure vi concedete un sonnellino.

Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. e vincolato ai limiti. una manciata di fango e una moneta d'oro. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. perché. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. Semplicemente. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. perché è un sapere dualistico. pur essendo bella e snella. non era più contaminato dal concetto di tempo. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli.I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. mentre il credente l'accetta in modo acritico. Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . il mondo non è migliorato. I devoti. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano. Analogamente. Altri seguaci. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. altrettanto devoti. È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. ma la definizione di uno stato della mente. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. Buddha è considerato onnisciente. Pensando alla verità in termini di vuoto. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. basato su oggetti e soggetti. In altre parole. Infine. gli arhat. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. Il campo di buddha è considerato una terra pura. non accetta quel che vede allo specchio. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. poeticamente. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. una consapevolezza dell'intera verità. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. i valori. il genere. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni. e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. se non c'è Io. È chiaro che. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. forse è perfino peggiore. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. Buddha non è un nome di persona. Essere onnisciente non significa essere colto. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente. non c'è neanche chi soffre. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. delle dimensioni di una particella infinitesimale. lo spazio. anzi. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. fu conosciuto come il Buddha. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato.

Saremmo liberi. e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. A noi che siamo schiavi del tempo. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. il guadagno alla perdita. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte. Il primo non ha più attrattive dell'altro. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo. Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. senza più speranze e paure inutili. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. Nessuna distinzione. Se qualcuno dice: “Oh. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. ricordandoci di tempi più felici. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. Poi un'inezia. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. In genere. la felicità all'infelicità. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. La vanità alimenta l'industria cosmetica. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. Ironicamente. per competere con loro. per essere accettati. e reazioni emotive. saremmo distaccati e imperturbabili.ha smontato concretamente una bussola. lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. facciamo in modo che le cose belle durino. ma. avere dei figli e perfino dei nipotini. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. nessun concetto. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . Se errassimo solitari nel deserto. sorseggiando un cocktail al cocco. siamo elettrizzati. per attrarli. che belle gambe che hai”. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. si contendono conchiglie e palette. la celebrità a una vita ordinaria. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. sudore e sangue. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. guardando senza giudicare. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. né giustifica un maggiore investimento di energia. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. otterremmo una forza incredibile. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. Siamo come bambini sulla spiaggia. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. come un'insalata per una tigre. Vivono ogni sorta di emozioni. Non daremmo più tanta importanza alle parole. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. nello stesso tempo. come un'eco. indaffarati a costruire castelli di sabbia. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. di per sé insignificanti. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. di sposarci. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. Non preferiva la lode alla critica. piacere e dolore. Conosciamo qualcuno.

perché non siamo affrancati dall'orgoglio. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. dalla speranza e dalla paura. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. non si annoiano. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. si annoierebbe. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. non hanno paura di perdere la faccia. Alla fine. nel profondo.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. è stata la sua noia a determinarne la rovina. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale. tuttavia. non agiscono per impressionare gli altri. ma. Se ci fosse garantita una libertà totale. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo. Da un punto di vista ordinario. e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. Senza noia e senza senso di solitudine. compromettendo così la libertà dell'altra. dall'avidità. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. non andremmo in giro nudi. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. Se è di giovamento al prossimo. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. intenzionalmente o meno. Quindi. probabilmente non sapremmo cosa farcene. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici. in realtà. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. passeggiare nuda per strada. La loro libertà limita la nostra. È giusto limitare la nostra libertà. non li desideriamo realmente. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. non si conformano alle regole dell'etichetta. Violenti e terroristi. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. per la privacy. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. tuttavia. Anche se potessimo. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. a volte sono considerati anormali o perfino folli. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società. non cercano esperienze eccitanti. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. tuttavia. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. sarebbe rimasta libera. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti. questi saggi faranno tutto il necessario. Nello stesso momento. e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. si autodefiniscono combattenti per la libertà. Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso.

Se capiamo. Non è più necessaria nessuna meditazione. ma senza la paura di essere rifiutati. pronti a struggerci per una lode. ma con uno spirito nuovo. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità. Se continuate a definirvi buddhisti. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. che tutte le cose composite sono impermanenti. Il nirvana è la non esistenza del samsara. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. che alcuni dei nostri concetti. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo. Se tuttavia cominciamo a capire. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. siamo noi a essere folli. ma a livello emotivo. Proviamo ancora emozioni. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. Magari continueremmo a fare acquisti. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. allora il nostro attaccamento si allenta. non avete mai lottato. Analogamente. A un certo punto. Invece di riservarli alle occasioni speciali. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. Siamo molto sollevati. non solo intellettualmente. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. Sono come il cielo. di drammi e colpi di scena. speriamo di scappare. perché non avete dimenticato nulla. significativi e permanenti. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. non siete mai stati esseri senzienti. di alti e bassi. Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. Alla fine. e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. Il suo discepolo. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. Per il piacere della conversazione. che non ha fine nello spazio. composto di innumerevoli storie che si intersecano. Da questo momento in poi. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. anche parzialmente. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. non lo siete affatto. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. Se ci pensiamo bene. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. Non c'è nulla da ricordare. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. il grande Nagarjuna. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. Ci innamoriamo ancora. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. il nostro comportamento cambierebbe. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. . Ma non è il diavolo che se n'è andato. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana.vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. Quando raggiungete l'illuminazione.

dall'etica. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. Allo stesso modo. perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. il trattamento adatto è la lozione di calamina. per adattarle alla loro situazione individuale. molto più accessibile. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. Solo voi come individuo. L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. Come un copioso buffet. la crocifissione. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. Per esempio. con la capacità mentale. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. Per esempio. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. Le religioni sono come i farmaci e. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. Giudicare o valutare un . Con la stessa ovvietà. Contemporaneamente. alla Mecca. all'economia e alla vita in generale. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni. Sono tutte apparenze. ma variano in base al paziente e alla malattia. la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. destinate a lenire la sofferenza. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. potete scegliere l'idea che vi si adatta. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti. addirittura peggio. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. in una sorta di sincretismo. a parte voi. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista. ma non credo che questi paragoni siano necessari. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. come tali. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. Se soffrite di leucemia. Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. o tra lo zen e il mondo della finanza. la croce. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. Nel tentativo di non essere settarie. il gusto. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o.

i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. Ma tra precetti e divieti. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. in attesa di essere macellati. è giusto essere enormemente grassi. Infatti. intendeva tutte le carni. per esempio. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. I Sikh. Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso. L'attaccamento all'Io è ignoranza. in California. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora. tutte le emozioni sono dolore. Per esempio. Tuttavia. con il becco chiuso. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. Chi determina ciò che è “buono”. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. o quella di maiale perché impura. Per questa ragione. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. ci sono ragioni per farlo. per sostenervi. e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. Nei sutra Mahayana. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. sono basati su queste quattro verità o sigilli. rinunciando ai carboidrati. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. da un punto di vista strettamente egoistico. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. a un certo livello lo fate per sopravvivere. secondo la vostra idea. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. se mangiate carne. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. e site convinti che sia giusto essere magri. né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. morirete lo stesso un giorno o l'altro. non si tagliano mai i capelli e la barba. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza. Quando Buddha vietò il consumo di carne. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. In definitiva. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. . Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. incoraggiati dalle scritture buddhiste. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. Secondo la vostra idea. se vivete a Venice Beach. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo. Ogni azione e comportamento. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. Capovolgendo la situazione. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo.

quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. Il nirvana è trascendere il karma. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. Comprendendo il secondo sigillo. sapere che sono compositi. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. trascende i concetti. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. Per tale ragione. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. la verità secondo cui la liberazione. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. insorgono le conseguenza. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. ma neppure attaccarci.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. D'altra parte. non costituisce il percorso indicato da Siddharta. secondo criteri materiali – per esempio. l'impermanenza. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti. come la generosità. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada. ricade all'interno di queste quattro verità. Comprendere il terzo sigillo. La generosità diventa un atto di gioia. l'incontestabile marchio del buddhismo. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. l'illuminazione. In presenza di specifiche cause e condizioni. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. se ci si sente privi di capacità o di valore. tale oggetto è privo di una propria natura. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. costituisce un sollievo. qualsiasi sia il suo oggetto. permette di meditare sulla quarta idea. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. si genera un karma positivo. sia buono che cattivo. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. si genera un karma negativo. come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. Quando cominciamo a capire la prima verità. un'illusione. La motivazione. Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. senza aspettative o senza condizioni accessorie. La generosità senza ricompense. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine. Una comprensione più profonda del karma. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. Se non ci attacchiamo all'Io. se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . e in assenza di ostacoli. Secondo Siddharta. e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. o si è deboli oppure “peccatori”. La conseguenza è il karma. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. la generosità praticamente è già in atto. Potete elargire con generosità. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. prendiamo la generosità. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. non del cammino verso l'illuminazione. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza.

Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. Se non avete un io. si previene la violenza. In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche. non c'è alcuna ragione per essere violenti. Uno scienziato considererebbe ignorante. Analogamente. o pensa che la Terra sia piatta. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. nessuno in cui credere e di cui dubitare. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. Nello stesso modo. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. il brutto e il bello. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. se i pazzi di un manicomio vi insultano. nessun attaccamento all'Io. I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. perché non c'è nessuno da imprecare. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. queste verità vi sembreranno piacevoli. allora non c'è motivo di lamentarvi. non fa parte di questo cammino. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. null'altro che un percorso nichilistico. non c'è ragione di arrabbiarsi. continuerete a vivere in un mondo illusorio. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. non sono una rivelazione mistica del Buddha. non blasfemo. e illuminazione significa comprensione della verità. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo. Perfino le pratiche in apparenza rituali. se non avviene in armonia con le quattro verità. con la giustizia o la libertà. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. Non sono fabbricate. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. Se è così. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. la vostra è una devozione superficiale. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. che sono prigionieri delle loro abitudini. il morale e l'immorale. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità. convinti invece che sia solido e reale. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra. come accendere incenso. come il bene e il male. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore. come lo è la persona che li vive. Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti. Tuttavia. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. Se ignorate i quattro sigilli. Si smarrisce ogni lucidità mentale.

ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. Considerando la rinuncia come beatitudine. Si può essere re. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. anche la morale può essere distorta. cosparsi di cenere. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. le storie di principesse. mercanti. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Grazie a questa comprensione. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale. Quando cominciamo a capire le quattro verità. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. pur con tutta la vostra generosità. vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. Scegliere la saggezza. abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. Perfino oggi. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. I nuovi ricchi cinesi. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. ma. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka. afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”. prostitute. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. per esempio. Mantenne la sua promessa. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti. Quando doniamo. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. o perfino ai propri figli. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. la sugata. Se non è accompagnata dalle quattro verità. almeno di un riconoscimento in questa vita. che sia necessario abbandonare la propria casa. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. modificandone così il valore. Si inginocchiò. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra. . Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. dai quali si aspettano devozione per la vita. Forse non siete avari. La morale alimenta l'Io. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine.

ciò equivale a vincerlo. diventano molto importanti. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. ma anche con l'esperienza. la pratica autentica. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. Il grande studioso indiano e santo. l'amore. ma. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. Ormai convinti della logica di causa. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. Siddharta stesso. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. condizione ed effetto. domani o nella prossima vita. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. invece il . se ci permettono di accostarci alla verità. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. Se arriviamo a capire le quattro verità. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. tuttavia. Anche se intellettualmente sappiamo di morire. Con l'ausilio di questi metodi. rituali. Questa è la vera meditazione buddhista. Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. Shantideva. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. Più che mai. ma analizzandoli e meditandoli. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. il buon senso. l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. ma che ci allontana dalle quattro verità. non solo a livello intellettuale. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. anche se significa privarli della libertà. la tolleranza e la pratica vegetariana. Questa libertà è definita saggezza. immobili come un fermacarte. In altre parole. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera. Le pratiche esteriori sono percepibili. interdipendenti e impermanenti. Attraverso questa meditazione. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta.Convinti della nostra versione di morale. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. ma così non è per la verità. La saggezza supera la morale. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti. un principe che aveva rinunciato al suo regno. È quanto chiamiamo meditazione. ma se coltivate una certa tolleranza. In tal modo. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica.

che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. Non potete modificare queste quattro verità. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi. a New York. La verità in sé. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili. invece. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. la sofferenza provocata dalle emozioni. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. l'incenso e i fiori. Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. Se c'è qualcosa da adattare. Siddharta li incoraggerebbe.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. Per spiegare correttamente questa verità. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. Altri riti istituzionalizzati. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. Siddharta si avvalse di . come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. ma il tè rimane puro. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. come copricapo rossi. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. i riti e gli oggetti rituali. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. invece. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. non è né bella né non bella. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. Potete cambiare la tazza. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. o per lo meno distratti. A un livello superficiale. Nel corso dei secoli. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. non ci sono eccezioni sociali o culturali. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. La gente così se ne va in giro con tazze vuote. a rigor di termini. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. In realtà. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto. Le quattro verità. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. perfino i monasteri. non della verità in sé. o dimentica di bere il tè. Ci succede di essere affascinati. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. e comunque è impossibile farlo. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. gialli o neri. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. l'impermanenza e l'altruismo per niente. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. ma è praticata da molte culture diverse. si tratta dei simboli e dei riti. possono portare qualche beneficio. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire. A differenza di altre religioni.

Per secoli. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto. fa parte della vostra pratica. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. Naturalmente. Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. In definitiva. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. Cambogia. In certi casi. Se il buddhismo vi interessa. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. Il luogo in cui viviamo. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. È normale che le religioni abbiano un capo. Cina. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. sopportarlo. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. Laos. È per questa ragione che. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. tuttavia. possiedono un'elaborata gerarchia. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. invidia e orgoglio. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. Corea. Alcune. retta da una figura con un potere assoluto. . Siete liberi di valutarla. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. che si tratti di un uomo o di una donna. A causa di avidità. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. come la Chiesa cattolica romana. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. Thailandia. la Terra. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. sono le quattro verità a esserne custodi. ma è anche una benedizione. alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché. Contrariamente alle credenze popolari. tanto tempo fa. rimane la stessa per tutte le scuole. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. Giappone. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. è sempre più inquinato. in base alle necessità del suo svariato pubblico.metodi e strumenti differenti. anche se possono esserci stati migliaia di buddha. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. accettarlo. sei un essere fortunato. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. e goderne. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. La concezione fondamentale. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta.

dovete protestare e condannarli. Se siete buddhisti.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo. se siete invitati a qualche ricevimento. Ricordate sempre. senza metterle in pratica. Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto. sarete “buddhisti praticanti”. . È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. tuttavia. Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. ma vi mettete al loro stesso livello. se siete praticanti. D'altra parte. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. come Democrate e la democrazia. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. Accettando e praticando queste quattro verità. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto. non solo non li dissuadete. ma non si decidono ad assumerlo. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi. Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. questi gesti scaturiranno spontaneamente. Se mantenete il silenzio. tanto meno un essere umano. Non siete buddhisti.

ne ha soltanto tre. e questa dipendenza crea incertezza. Tendzin Gyaltsen. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. in un linguaggio quotidiano. Quindi. non possiede questi quattro sigilli. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”. o gangzag. . Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. C'è anche chi inarca le sopracciglia. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. Walpola Rahula. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. non può controllare pienamente se stessa. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. tutto anziché soltanto un po'. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. Essenzialmente. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. “la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro. l'autore di L'insegnamento del Buddha. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. personaggio. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. perché crede che non sia affatto generica. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. La tradizione Shravakayana.Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. come quella Theravada. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. Per comprendere molti di questi termini. poiché un arhat è anche definito gangzag. il nucleo della filosofia buddhista. All'interno delle diverse scuole buddhiste.

che hanno contribuito a dar forma a questo libro. sia nelle parole che nel significato. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne. E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. una volta splendido regno indù. Longchenpa. Sakya Pandita. Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri. la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. sono interamente sotto la mia responsabilità e . Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones. anche se i commenti sono sempre benvenuti. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. Milarepa. studiosi. Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. . a Bali. Gampopa. Vorrei tuttavia ricordare che. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. non solo in termini di editing. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. Ringrazio anche Jessie Wood. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy. se troverete gravi errori o fraintendimenti. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi.

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