Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. inoltre. Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. leggendo questo libro. troverete moltissime generalizzazioni. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. Siddharta. Di per sé. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta. Non c'è alcun dubbio. ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. Mi piace generalizzare e. a diventare buddhisti e a praticare il dharma. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. questa è già una generalizzazione. pratica o mantra. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. basta che siano presenti nella vostra mente. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. . Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. che è possibile leggere e poi mettere da parte. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha. che lo differenzia dalle altre concezioni. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. Indubbiamente. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. Una cosa. unico del buddhismo.

Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante. a meno che non ci sia . il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. Sulla via verso casa. Channa rispose:”Sì. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. sappiamo che un giorno moriremo. sporadica tensione con uno dei cugini. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. avrebbe potuto scegliere una vita da eremita. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. Non troppo semplice. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. Con il trascorrere del tempo. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra.” rispose Channa. Era un semplice essere umano. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. destinato a governare un intero regno. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. protetta e sostanzialmente pacifica. il conducente del cocchio.1. diventato adulto. ma diede precise istruzioni a Channa. una moglie e un figlio affettuosi. sudditi fedeli. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. Sconvolto da quello spettacolo.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì. La morte è diventata un bene di consumo. Suddhodana. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile. a malincuore. dei monti e dei fiumi. Suddhodana acconsentì. ponga domande tanto semplicistiche. il principe lo pregò di riportarlo a casa. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. Godette ancora delle bellezze della regione. di casta superiore o inferiore. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. il principe sembrava tornato alla normalità. Ma. un astrologo predisse che. Ricco o povero. Suo padre. Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. dato che era un principe. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. corride. verrà per tutti”. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. La vita di corte era fastosa. sanguinosi omicidi – che. In questa nostra epoca dell'informazione. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani.” disse Channa. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. lungi dal rammentarci il nostro destino. Ascoltando le suppliche del figlio. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. mio signore. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. Quando Siddharta era ancora un bambino. tuttavia. per tutti. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito. Certo. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. Aveva rapporti affabili con tutti. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. mio signore. genitori che lo adoravano. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. nessuno può sfuggire alla morte. Ma siamo noi gli ingenui. tranne qualche rara. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. È sconcertante che un principe. “È vecchia.

in gran segreto. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. premi e trofei. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. belle macchine. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. ma sempre invano. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. era caduta in un sonno profondo. sempre aspettando. dal re Suddhodana ai più umili servitori. Quando siamo giù di morale. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. andiamo al cinema. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità. perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. siamo tutti come Suddhodana. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. che soggiogò tutti tranne Siddharta. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. faceva il possibile per rimediare alla situazione. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. in una notte indimenticabile. la fame e la mancanza di un tetto. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. distogliamo deliberatamente l'attenzione. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza.stata diagnosticata una malattia terminale. Se “qualcosa” è spiacevole. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. intanto. come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. Come ogni padre trepidante. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. perché fu l'evento . dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. Poi. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. Il principe si aggirava per i saloni. usciamo a fare compere. In questo senso anche noi siamo ingenui. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. Logorato da questi pensieri. vagheggiando una vita di successi – case al mare. scoprendo che chiunque. ci svaghiamo. una famiglia felice. veri amici. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. desideriamo un compagno devoto. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. una pensione anticipata. Dopo il terzo viaggio. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. con pensieri e azioni. per il momento ci riteniamo al sicuro. Con il passare degli anni. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. Quel che facciamo durante la giornata. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. Ci lanciamo in fantasie e congetture. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. Siddharta era preda di un'ossessione. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza.

magari tronchiamo una relazione. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità. Non siamo principi con tanto di pavoni. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. i vicini litigano. con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta. Tuttavia. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. i denti si possono lavare. Poiché tutti dormivano. non viviamo mai nel presente. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. occorre sottolinearlo. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. È come se quando abbiamo fatto finora. se rimangono in vita. Abbiamo anche la tendenza a credere che. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. I nostri figli erediteranno la Terra. Inconsciamente. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. noi possiamo tornare a star bene. In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. migliorare è la definizione stessa di “vita”.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. la mattina prima di svegliarsi. i lineamenti. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla. in un disordinato scompiglio di membra. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. villette a schiera in periferia. come avremmo potuto fare noi. E le cose continuano ad andare male. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia. fossero solo una prova generale. riorganizzare. non si . Siddharta uscì furtivamente nella notte. Gli elettrodomestici si rompono. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. raggiungeremo la maturità perfetta. dopo la nostra morte. i cortigiani russavano a bocca aperta. tutte le nostre vite fino a questo momento. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. Eppure. I nostri cari muoiono. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. il mondo andrà avanti. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. Di fronte alle seccature quotidiane. Come fiori appassiti. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. che sarà grandioso. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. oppure sembrano solo morti. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. il tetto lascia filtrare la pioggia. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. Forse crediamo anche che un giorno. avevano perso ogni bellezza. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. a meditare in totale serenità in una casa da tè.

dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. Immaginate che vostro figlio. oppure dalla storia di Ponce de Leòn. Nel palazzo o fuori. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. La nostra società. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. l'incenso e la musica. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. acqua e . Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. comprese le ossa e la carne. il legame con Yashodhara e Rahula. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). e si mise a studiare la natura umana. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. adulare il suo capo. sotto un albero di ficus religiosa. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. i baldacchini. tingersi i capelli di viola. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. un'utopia. non c'era modo di sfuggire alla morte. sbaragliare i concorrenti. capì che tutte le forme. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. inquinare l'ambiente. Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca. le emozioni e le percezioni. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. le preziose caraffe di importazione. con la famiglia e con la sua terra. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera. sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. ma la sua ricerca non fu vana. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. In alcune società asiatiche. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo. farsi piercing e tatuaggi. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. i gioielli. Vi annuncia che vuole vendere le azioni. così come in Occidente. Dopo un lungo periodo di meditazione. sono aggregate. la mensola d'oro su cui posava le pantofole. Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. nati e ancora da nascere.

Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. devozione e un redentore portano a Dio. a un certo punto. Nello stesso modo. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. da Kublai Khan a Gandhi. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. ricchi e poveri. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. capace di riservare immense soddisfazioni. Per il semplice fatto di essere state messe insieme.000 persone. Tutti. le parti hanno subìto un cambiamento. giunse alla liberazione. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. devono morire. sarebbe non poco contrariato. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti. ginseng coreano. perfino frutto dell'immaginazione. Se si guardano da questo punto di vista. sotto questa forma. autonomo e permanente. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. Allo stesso . come di solito pensiamo. di fronte anche al più sano degli uomini. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. ma a tutto. assorbiamo entrambi. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. alla Terra intera. ogni giorno muoiono circa 250. autonomo e permanente. acqua e ghiaccio. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. chirurgia plastica. dopo duemilacinquecento anni. flaconi di DMAE e di retinolo. eppure loro non se ne accorgono. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. se non ci si attacca. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. Ogni cosa è interdipendente. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. Ora. Vi sembrerà un atteggiamento macabro. né gli atomi e neppure gli dèi. timore. Per l'attimo presente Per natura. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità. l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. non c'è neppure la delusione. all'universo. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. Questo libro prima non esisteva. La percezione dei fenomeni si trasforma e. lezioni di yoga. uno stadio intermedio e una fine. se Siddharta fosse qui oggi.foglie si trasformano in tè. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. Grazie a queste riflessioni. quindi soggetta a trasformazione. Nel frattempo. il loro carattere muta e. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni. diventa più limpida. per esempio un uomo con quattro braccia. diventano qualcos'altro – sono “composite”. il Risvegliato. E se non c'è la cieca speranza. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. non ci si attacca e. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. Se si sa che tutto è impermanente. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. in un certo senso. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. D'altra parte. Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio. simile alle montagne russe. Non il libro che tenete in mano. Siddharta. e si vive con pienezza. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. bensì cambiamento.

Se non c'è inizio. In virtù dell'interdipendenza. Per questa continua interdipendenza. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. L'oggi è la morte di ieri. imponendo così la sequenza temporale. per magia. Se il mondo è sempre esistito. La fede in un creatore onnipotente. Benissimo. Ogni blocco della Terra – Australia. Così semplicemente equipaggiato. Eppure oggi. con la nostra tecnologia avanzata. Se non c'è acqua. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. è meglio avere un Dio impermanente. La nostra esistenza. in genere non è possibile. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. apparentemente continua. Se non c'è carta. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva. Taiwan. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. è lui stesso soggetto al cambiamento. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega. in procinto di gocciolare sull'erba. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. non fa che accelerare il processo di impermanenza. l'Io che esisteva ieri – cioè. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. . Non dovrebbe stupirci. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. Per Siddharta.modo. però. Il disboscamento sconsiderato. diventi permanente. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. emergono nuovi ricordi. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. presuppone l'elemento del tempo. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. avete imparato qualcosa. che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate. l'integrità del tutto è compromessa. ci potesse risparmiare quell'orrore. non ci sono libri. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. non c'è bisogno di creazione. non c'è ghiaccio. alcuni ricordando Dio. perciò non c'è una vera indipendenza. e non lasciò neppure una profezia. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. Il cattivo umore è passato. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. non c'è fine. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. le Americhe – è come rugiada. una qualche cosetta capricciosa. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione. instabile. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione.

Per esempio. Una volta accettata l'interdipendenza.eppure difficilmente ce ne convinciamo. invece di negarlo deliberatamente. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. Tuttavia. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. l'ambizione personale. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. ammonisce Buddha. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. Ovunque. l'avidità. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. e i Manciù sono diventati “uguali”. rigide convinzioni (religiose e secolari). erigere confini e costituire società. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. i guerrieri Maori o Navajo. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. Il declino. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. Neppure gli atomi danno certezza. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. anche se forse non esplicito. per esempio. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. Un tempo. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. nel corso dei secoli. politici e relazionali. nel mondo. riconosciamo l'impermanenza. i raccolti. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi . ora vivono come minoranze in esigue riserve. oppure al caso di Al Gore. Sulla superficie di questa fragile Terra. Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male. non è il nostro scopo. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti. il popolo Manciù era “il diverso”. “felicità senza fine” e “redenzione”. si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo. Intenzioni e risultato sono in contraddizione. Quanto sangue è stato versato. Per i cinesi Han. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. Instabilità Il pianeta Terra. Anche in disgrazia perché fumano. estinguendo ogni traccia di vita. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. ma non inalano. che i geologi chiamano Pangea. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. l'amore e la fortuna. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. nella speranza di realizzare una felicità duratura. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. ne comprendiamo l'interdipendenza. che ha perso le elezioni presidenziali. le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo. ovviamente. le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. costituiscono la classe dominante. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. sorgeranno lussuosi impianti balneari. L'eloquente messaggio dello tsunami. E se ricordiamo che tutto è impermanente. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. con il suo carico di devastazioni.

Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. Perfino Che Guevara. Noi tutti. è considerata immorale e può persino essere arrestata. Fieri dei nostri principi. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali. il tuo cane. L'amico più caro. l'uovo cotto. mutando in base all'air du temps di una determinata epoca.T. con il quale avete condiviso i segreti più profondi. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. Anche la mente. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. Il risultato. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta. la Casa Bianca corteggia la Cina. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto. è la morale che si è modificata. Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. chiede dov'è la carne. Le regole continuano a cambiare. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. d'altronde. è stata introdotta una nuova morale.000 dollari a Janet Jackson. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. il più grande stato comunista. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. come il DNA. Negli Stati Uniti. Alcuni decenni più tardi. É necessario avere perforati delle schede elettorali. la memoria e Dio sono aggregati. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. le uova e lo sperma. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro. Immaginati di cuocere un uovo. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. invece. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. la Tour Eiffel. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. può diventare il vostro peggiore nemico. sin dal momento della nascita. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento.d. dipende da cause e condizioni essenziali. La volta dopo. Il presidente Bush. che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”. quando insegnò il concetto di impermanenza. un grande eroe popolare. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. nel corso della vita. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. La morte è continua. Allo stesso modo.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. sin dall'attimo della creazione. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine. [N. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo.] . La definizione di “morale”. il tempo.

La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. Come l'uovo. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. per esempio. per lo meno all'inizio. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. Qualcosa di insignificante. per questo. come la famiglia. D'altra parte. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni. Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore. tuttavia. perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. come il gusto condiviso per le acciughe. fiducia. Lo scetticismo. riducendovi in miseria. A un certo punto. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. il risultato è inevitabile. diffidenza. un timer. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. Fede e devozione sembrano incrollabili. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. amore. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto. con un numero sempre maggiore di forme. la Corea. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. come il Bhutan. Altri fattori. eludono le nostre aspettative. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. le luci. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. fogge. seguono ciecamente la dottrina buddhista. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. percezioni. funzioni e definizioni. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. Lo troverete interessante. alla fine non vi persuade più. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. eppure. . lo stato o la società in cui siete nati. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. sono impermanenti. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. il Giappone o la Thailandia. inevitabilmente cuocerà. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti. nel momento adatto e nel luogo giusto.un uovo. Molti fraintendono. invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. tradizioni. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente. e sono quindi variabili. può aggiungersi alla vostra devozione. Tutti questi fenomeni sono impermanenti. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. fino a un livello subatomico.

quando ha sparato a Lennon. non c'è progresso. creare una famiglia. è riuscito a capirlo. e riconosciamo le condizioni in cui agisce. Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. in uno schema. Per esempio. Era solo. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. Ogni relazione è destinata a finire. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. né cambiamento verso il meglio. impariamo a coltivare il perdono.. Dietro la paura. Se il nostro partner ha i giorni contati. come quelle di un generale di gran talento. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. non offuscato da paure irrazionali. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. non lo considerava un essere umano reale. Da piccolo. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza. forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio. l'elefante volante. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. Vent'anni dopo l'avvenimento. Nonostante la comprensione acquisita. Per Siddharta. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). sarete capaci di consapevolezza e previdenza. se non c'è impermanenza..”. Se siamo in grado di vedere l'invisibile. L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. l'apertura mentale e il coraggio. educazione. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. ma preparato e lungimirante. Dumbo. Come nel caso dell'uovo alla coque. non fosse che a causa della morte. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare. preparare la guerra. In una certa misura. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio. esso barese stato inevitabile. non avrebbe sofferto tanto. Temiamo l'ignoto. la comprensione. i momenti di separazione sono spesso i più profondi. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. perché gli permetteva di volare. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. . In un rapporto. Con questo pensiero. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. e godere dell'amore e dei rapporti personali. Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. in un'abitudine. Acquisirete dignità e autorevolezza. si annida una costante brama di certezza. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. Senza l'illusione del “per sempre”. la situazione è straordinariamente liberatoria. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione. Chapman ha ammesso che. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana. Diventò molto popolare. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. costruire la pace. alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon.

senso di colpa. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. il cocchiere e suo più fedele amico. Il concetto di bellezza è mutevole. Quando furono a una distanza di sicurezza. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. Li tagliò e. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità. il simbolo supremo dello splendore. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. ma. maltrattati. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. Per esempio. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. per invertire queste tendenze negative. solitudine. è un semplice fatto scientifico. Ci sentiamo ingannati. Ancora nella metà del ventesimo secolo. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati. Channa lo supplicò di accompagnarlo. dove Channa.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. così come cambia l'osservatore. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti. Prima dell'alba. ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà. stava riposando. Non dovevano preoccuparsi per lui. della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. sellò il suo cavallo preferito. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. Li consegnò a Channa. Una volta compresi. e quindi incidere su cause e condizioni. partì da solo. dopo averglieli consegnati. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. dimenticando completamente l'interdipendenza. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. come il volere di Dio. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. mentre i famigliari e i servitori dormivano. è possibile manipolarli. Varcarono le porte della città senza essere visti. perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. non più grandi degli occhi. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. alla gloria e al successo. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. non intendeva darci brutte notizie. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. minacciati. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno. è in grado di rallentare il riscaldamento globale. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. può condurci all'ispirazione e alla speranza. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. andò sino alle stalle. Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. su sua istruzione. era un realista. come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. Kathanka.

coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. ma non l'inizio. Di solito. perché anch'esse sono aggregate. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. ma anche quello emotivo. dureranno per sempre. ma non la perdita. pensateci. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. La salute. e non avrete più motivo di sconforto. È una speranza ragionevole. le sfruttiamo a nostro vantaggio. Il sogno è un inferno temporaneo. Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. Non è una questione di probabilità o di fortuna. È un inferno. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle. Le cose permangono per la durata della nostra vita. per non perdere di vista la logica di questa affermazione.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. né costituisce un castigo per le nostre colpe. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. la vincita. la pace. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. Se non possedete una Ferrari. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. Se vi sentite disperati. Accettiamo la nascita. vi ridestate. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. L'odio. si tratta di un'esperienza infernale. con i vicini e con gli altri paesi. intervengono numerose condizioni. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. . Assomiglia piuttosto a un incubo. in quel momento siete all'inferno. possiamo abbandonarle. ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. premi Nobel o saggi illuminati. Se sognate di essere calpestati da un elefante. il cambiamento finale è inevitabile. Nei due casi. potete benissimo creare le condizioni per averne una. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. ma non la morte. neppure la mente stessa. Non importa quando dura l'incubo. Forse diventerete miliardari. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. sia positive sia negative. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse. Non è intrinsecamente positivo né negativo. Poi. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza. Un ragazzo – più basso. La disperazione – come il suo opposto. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. redentori dell'umanità. di conseguenza. la ricchezza. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. la fine degli esami. l'aggregazione. nulla di quanto ci passa per la mente. secondo quanto prescritto da Buddha. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. Se volete vivere più a lungo. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. Questo vale in ogni settore della vita. dove i dannati soffrono l'eterna tortura. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. o fino alla generazione successiva.

Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. ma per tutti. Il principe rispose che non intendeva desistere. la loro bellezza prese a dissolversi. È un cambiamento continuo. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione. Esistono miriadi di forme di vita diverse. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio.2. infatti. Cominciò allora a perdere il sonno. e io essere ridotto in polvere. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. ma finché non troverà la risposta. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. Mara si recò da Siddharta e. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. Invece di continuare il viaggio. il re dei demoni. Mara. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. sconfitti. con l'erba kusha come stuoia. Alla fine. quindi è impermanente”. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. Scelse un posto dove sedersi. Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. nel cuore dell'India. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. Quando però si avvicinarono a Siddharta. con tutta la diplomazia di cui era capace. che andò su tutte le furie. nella cultura dell'India antica. milioni di anni fa. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. ha concepito il progetto di finalità. Dopo molte ore di inutili ostilità. non mi alzerò. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito. Nel dir questo sfiorò il terreno. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. tutte le frecce. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. esista uno scopo ultimo. o debba essere tale. non solo per se stesso. Siddharta fu irremovibile. una successione di esperienze transitorie. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. è squisitamente teista. si diresse a Magadha. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. Siddharta fu libero e diventò un buddha. dopo tanti anni di tenaci tentativi. la Terra mi è testimone. leggendo libri o praticando l'esoterismo. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. Siddharta non si turbò. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli. Mentre si preparavano per il viaggio. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi. intento a meditare. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. Tra la costernazione generale. ma abbiamo tutti in comune una . lance. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento. Sfiorirono e invecchiarono. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. Siddharta non passò inosservato.

le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. la speranza diventa paura. quando si desidera una relazione più seria e più stabile. impariamo a forgiare i nostri desideri. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello. La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. senza macchine di lusso.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. formiche e api. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. Per un bambino sulla spiaggia. Questo schema prosegue nell'età adulta. mentre altri prediligono strumenti di tortura. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne. nel remoto regno himalaiano del Bhutan. L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice. Adesso. con quei capelli rasati. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. senza Starbucks*. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità. adottiamo metodi stranieri o esteriori. morale e persino nel sistema politico. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. [N.T. cioè un taglio di capelli corto. È una questione di valori condivisi. Quando invece avete superato gli ottant'anni. la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. musica. anche nel relativamente ristretto ambito umano.] . presidenti e miliardari. Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. Nella mezza età. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento. Dieci anni fa. fruste e catene. Da una parte. sia a livello personale che culturale. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. Perfino in uno stesso individuo. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. gamberi e farfalle. il denaro e la carriera rappresentano la felicità. felicità è costruire castelli di sabbia. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. Naturalmente. Vogliamo tutti essere felici. Per molte persone. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. Invece. Era elegante come un antico guerriero cinese. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. influenzato da quello occidentale. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine.d. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere. disgusto. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. senza competitività. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. adatto al ventunesimo secolo. Per gli adolescenti. di stile occidentale. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV.

Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. avere un cospicuo conto in banca. tuttavia. una casa confortevole. La storia del mondo. cibo a sufficienza. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. ci può rendere felici. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze. i pavoni e le posate incastonate di gemme. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. Se teniamo conto di questa situazione storica. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. . in molti dei suoi aspetti essenziali. Principi in sé utili. Con grande sorpresa dei suoi compagni. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. bensì con mezzi squisitamente spirituali.attesi. praticare la generosità e la Regola D'Oro. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. per questo motivo. ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. scelgo la morale”. I criteri sono oculati. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica. ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. il sacrificio. tuttavia. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. scarpe adeguate e altri agi essenziali. In genere. perché non solo continuiamo a soffrire. causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. incapaci di adattarci al sistema. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale. ruota intorno alla religione. Un giorno. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. Questa è una strada estrema. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. il digiuno. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste. in ogni parte del mondo. Per esempio. intrisi di puritanesimo. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. quali Cina e Singapore. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. egli capì: Non è giusto. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). la meditazione. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. dopo molti anni di privazioni estreme. riveriti dai sudditi. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. un'altra trappola come prima i cortigiani. Questi stessi leader.

libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala. telefoni cellulari. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. Per esempio. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. dovete raggiungere la consapevolezza. possediamo ascensori. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. il petrolio. aspiratori per le cacche di cane. ginnastica addominale e oli profumati. yoga. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. Viagra. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. Diventiamo ossessionati. non contemplavano rivoluzioni politiche. si prefiggono di eliminare il problema alla radice. o ti sottragga un qualche utile. i mercati finanziari e il potere. ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. batterie ricaricabili. direttamente o indirettamente. essenziale dell'essere. Inoltre. che può essere quella di un attimo. Per questo motivo. Al circo. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. desideriamo un ventre piatto. Se accordiamo loro spazio e valore. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. Se volete davvero eliminare la sofferenza. cure all'avanguardia. imperfette. abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. Novocaina. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco. lavastoviglie. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. Grazie alla ragione. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. diete. tè dimagrante. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice. In un modo o nell'altro. appena li troviamo. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. Quando lo guardiamo.. però.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. assumiamo vitamine. moquette che ricoprono ogni superficie. geni. Dal punto di vista individuale. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. Ci “coinvolgiamo”. tentiamo immediatamente di trovare la cura. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. ti ignori. computer portatili.. Analogamente. Le emozioni sono dolore. lo spazio. Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. e quindi sono sostanzialmente difettose. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto. idealmente. In genere. mani da artista. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”. identificandone l'origine. quando temi che qualcuno ti critichi. tecniche sempre nuove. scatenando conflitti per il territorio. una statura imponente. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. taglia-capelli a batteria. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati. Esplorò la sofferenza con mente aperta. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale. vene e sangue. Ogni anno. Non sono innate. Le sue soluzioni. capirete che esse nascono da un fraintendimento. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti. toilette con sedili riscaldati. Ancorati alla nostra convinzione. sembra di vedere un cerchio di fuoco.

che allora era la sua amante. Noi. A ogni istante. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. Come vedrete. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza. la colpa e l'innocenza. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. Quando la consapevolezza è smarrita. Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. in un momento intimo che si voleva senza testimoni. ma la maggioranza è completamente irrazionale. Secondo i buddhisti. Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. alcune emozioni possono apparire divertenti. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. il gruppo intreccia rapporti di fiducia. non esiste la parola che indica l'amore romantico. Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. la gelosia e l'orgoglio. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. Ci sono emozioni che sembrano razionali. ma la lista si può estendere all'infinito. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. agli amici e alla famiglia. grazie a questa consapevolezza. servendosi delle quattro verità. e provò soltanto una profonda compassione. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. soprattutto di notte. si può spiegare tutto questo processo. Alcune. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. il pessimismo. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. che siamo adulti consapevoli. la vergogna. fa . In alcune regioni dell'Asia. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. sono in realtà basate sull'aggressività. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati. i ricatti.tiene una torcia. non c'era biasimo. la tristezza e la gioia. fece notare a Camilla Parker Bowles. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. quando ballerini. come quando il principe Carlo. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza. Nel breve periodo di frequentazione. la paura. di natura pacifica e quieta. Ma come un genitore sollecito. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. Ben conosciamo l'amore e l'odio. dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. Altre sono quasi impercettibili. Le emozioni a volte sono puerili. la convinzione si fonda su un fraintendimento. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia. pregiudizi e sulla nostra ignoranza. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. l'inganno o una sottile manipolazione. A un osservatore occasionale. se non molto prima. non c'era errore. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. Cristiani. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi. dell'estasi. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. della pace. neppure dopo generazioni. per lo meno. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. Mara non lo apprezzerà affatto. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. In Malesia. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. della devozione. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. materiale o intellettuale. o . ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso. della concordia. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. Giappone. se non ne hanno già uno.riconosciuti come tali. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. Invece. In realtà. Malesia. In Occidente. Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. Corea. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. se portassero con sé le mogli. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. Arabia Saudita e India. Invece. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. della realizzazione. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. Per pura invidia. Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. dell'ispirazione creativa. Molti estremisti politici e religiosi. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti. Mara predica astutamente la libertà. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. sia esso economico. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. non per gli altri. della gioia. Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. come “antisemitismo” o “olocausto”.

Molti pensano. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. nessun guinzaglio introno al collo. e non avere nessun impedimento. molto meno evidenti. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. Sono termini difficili da tradurre con precisione. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. mentre shen significa “altro”. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. Magari. Come minimo. Non è in nostro potere. Possiamo provarci. riuscirci talvolta. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. tuttavia. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. Sto facendo colazione. la libertà. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. In senso lato. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. nello stesso tempo. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla. le nostre emozioni più violente . E se fallite. questo si indebolirebbe. ma non scaturisce indipendentemente dal resto.per comporre canzoni. si diventa infelici. una congettura. Tutto va come dovrebbe andare. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. Per Siddharta. Vi è sempre in agguato la costante. si è felici. Ma è solo una fantasia. più specifica e più chiara. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative. immagina come si svolgerà la serata. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. era immune al veleno dell frecce. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. Per esempio. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo. In questo modo. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. Siddharta. rang significa “Io” e wang “potere”. anche se gli dedicate la più totale devozione. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. anche se soffriamo. Per questa ragione. in tempo libero. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. Dopotutto. finché si possiede il controllo. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto. tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. Non sto affatto male. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. l'amore può essere piacevole e soddisfacente. “diritti” o “legittima ragione”. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. tuttavia. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. un'esplosione accidentale di gas. e questo scontento provoca sofferenza. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. non è poi così terribile. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile. Sto bene. sperimentiamo tanta pienezza. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. Raramente. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. anche solo per un'unica volta. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. Sto respirando. consapevole che fossero semplici illusioni. Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. i propri diritti. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni.

La consapevolezza non vi impedisce di vivere. anzi è eccitante. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. assaporerete pienamente il vostro tè. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta. egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati.diventano innocue come petali di fiori. La vera origine della paura è l'ignoranza. . Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte. e quindi persero ogni attrattiva. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. Potete continuare ad andare avanti. come il cerchio di fuoco. Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati. rende la vita molto più piena. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. la consapevolezza si affina.

Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura. Vaghiamo invece nel deserto.3. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo.. Fu il re Ashoka. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. il dharma continuò a diffondersi. le sue parole. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. Il giovane ne uscì trasformato. L'oasi. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. il pellegrino pensa che sia acqua. tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. e riteniamo di essere persone colte. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. Dal suo nascondiglio all'asciutto. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana. Uno dei massimi imperatori del III secolo a. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. Oppure. eppure Rechungpa partì per l'India.C. sane di . al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. sete e speranza. Grazie a mecenati della sua tempra. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla. In quella sconfinata pianura. ritornò in Tibet. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi. Divenne celebre come Milarepa. Capì che ogni cosa che vediamo. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie. espandendosi in ogni direzione. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. come vedremo. in realtà. Dopo molti anni. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. se siete creduloni. senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse. Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. Rechungpa si applicò scrupolosamente. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. che chiamiamo dharma. sentiamo.. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta. ma per disperazione. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. Nel primo millennio dell'era cristiana. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. ascoltiamo. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano.

Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. Appena lo videro avvicinarsi. la venerazione e il disprezzo. come fece Siddharta. Se intraprendiamo un'analisi approfondita. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. per non parlare della verità ultima. aveva compreso il vuoto. pieno di pace. in prossimità di Varanasi. proprio come un miraggio. In un mondo dominato dall'avidità. “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. alla fine siamo delusi. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata. . delusioni e sofferenza. quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. la compassione e l'altruismo è molto difficile. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. Le cose non sono come sembrano. soddisfacente e delizioso. come il viandante. Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. non c'è nessuno capace di ascoltare. non estremistico.mente e lucide. la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. troveremo che definizioni come “forma”. chiaro. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. “tempo”. se cerco di insegnarlo. sicurezza. Ci affanniamo per trovare amici autentici. Quando raggiunse Sarnath. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. dall'orgoglio e dal materialismo. Così percepito. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. Ma. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. apparvero il dio Indra e il dio Brama. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. “Ecco che arriva l'ipocrita. Siddharta partì per Varanasi. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. anche solo insegnare principi di base come l'amore. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile. Per chi. Si racconta che. non lo capiremo. Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. La mente umana. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. Semplicemente. che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange.” sogghignarono. avendo sentito i progetti di Siddharta. Priva di ogni imbarazzo. infatti. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. se dipendiamo da una conferma esterna. come Siddharta. Secondo questi criteri. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. esitazione o orgoglio. “spazio”. di prestare attenzione o di comprendere.” dissero. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. quella del vuoto. Al momento della sua liberazione. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento.” Per rispettare i loro desideri. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. anche se ne esistono molti altri. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. concetti come la lusinga e la critica. Ma se tento di esprimerlo.

La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. e in modo permanente. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. definitivo. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. lo consideriamo ben definito. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. anime gemelle. razionalizzazione e definizione. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. queste prospettive tuttavia non reggono. la nostra visione è distorta. intuizione. La gemma si trasforma in fiore. oggi e domani”. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma. si. perché sappiamo che non è davvero una mano. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. o non vogliamo. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. non immaginato. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. Per esempio. In una certa misura. Siddharta non era irrazionale. la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. Funzione. non c'è acqua nel miraggio. anche se cambia. reale. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. In entrambi i casi. dimostrabile. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. Noi non possiamo. se accettate il vuoto. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. immutato e incondizionato. In questo senso. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. come Salvador Dalì. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. Certo. capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. valido. le . pazzi o irrazionali. ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. Sottoposte ad analisi rigorosa. Solo in rare occasioni. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione. considerandole “realmente esistenti”. fantasmi. riescono a passare per artisti. sarete considerati anormali. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. Milarepa era un grande yogi.

Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza. è davvero un cerchio di fuoco. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. L'acqua è diversa. senza eccezione. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” . nella nostra esistenza. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. Un ragazzo cerca compagnia. non andiamo oltre. perché dipende dal fatto che siete lì davanti. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. non ci affascina più. egli è libero da ogni delusione. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi.non immaginata. A un semplice sguardo. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. Dal suo punto di vista. È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. Un fiume scorre con la sua acqua fresca. non sono generalizzazioni. gli altri lo considerano un libro. è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. immutata. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . finché concorrono tali condizioni. Contrariamente alla credenza popolare. L'analisi finisce qui. Se ci ritorniamo dopo un anno. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni. incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. definita. è carina. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. scevro da interpretazioni. Per esempio. Le cose esistono per il momento. funziona come un libro. Accettiamo che. per adesso. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. Analogamente. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. Se l'analisi fornisce una risposta adeguata. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. Per Siddharta. dalla fabbricazione o dal cambiamento. Non trovando nulla a questo livello. Se fosse indipendente. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro. adocchia una ragazza. quest'identità si sgretola. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente. quindi lo mangio. sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste... emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. se ci dà quel che vogliamo. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi.

riflettori e rossetti. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. secondo il giudizio di una commissione di esperti. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. il vuoto non era stato costruito da lui né da . un guerriero di nome Manjushri. Siddharta aveva un discepolo laico. per un parassita è un'ospite. quando è vecchia – sempre. ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. Turbato e deluso da se stesso. Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello. ma non successe nulla. il monaco si diede alla fuga. Per Siddharta. Ai suoi occhi. Se è davvero bella. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”. Ma così stanno le cose. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. pensò: Ecco. ti lega a un nodo e ti imprigiona. quindi non esiste davvero. Per essere definita come “suprema”. la figlia. quando si accovaccia sul water.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. cartilagini. il monaco rimase impassibile. Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato. quando russa.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. “Pensare che qualcuno è bello è un concetto.cose esistono realmente. non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. fra molti altri. Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. senza muovere neppure un muscolo. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. un metodo prescritto. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. Per qualche tempo. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio. Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza. Non esiste indipendentemente. la sorella. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. qualcuno la considera l'amante. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza. qualcuno è geloso. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. Tra i molteplici punti di vista dell'universo. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto. è bello di per sé tale assortimento. perché la bellezza dipende dall'osservatore. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza. Per un coccodrillo rappresenta il cibo. crollò a terra. intestini e simili. dipende dalla mente. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. la rivale. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. esausto. Quando finalmente li riaprì. una verità non deve essere fabbricata. aggregato e impermanente. A quanto si dice. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. la madre. questa bella ragazza sta per abbracciarmi.” disse. l'amica. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre.

non vedi?”. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. tuttavia. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. Una droga. anche se. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. non potete volare. speranze. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. se sognate. Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto. può apparire qualsiasi cosa. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. come l'immaginazione e l'avidità. io posso farlo. rispondereste: “Non posso”. immaginazioni.nessun altro. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea. di migliore. Siamo immersi in un sonno profondo. perché consentono solo un'esperienza artificiale. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. Finirete per cadere e sarete molto delusi. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. e siamo preda dell'ignoranza. paradossalmente. allora è un problema. il vuoto è sempre stato vuoto. una volta esaurita. che in realtà può nuocere al corpo. fa cessare anche l'esperienza. Se non sognate. l'apparenza si dissolve. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia. paure e illusioni. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. Se in sogno fate qualcosa di strano. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. perché trascende il tempo e non ha forma. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. per negare una cosa. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. Ma queste sostanze non sono consigliabili. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. Ma quando queste condizioni si sono esaurite. rispondereste: “Sì. potete farlo. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. Immaginate di fare un sogno terrificante.” Siddharta era perfettamente conscio che. “È l'attaccamento che vi incatena. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste. come un sogno a occhi aperti. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. E volereste via. si può preparare una tazza di tè . Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. senza dipendere da uno stimolo esterno. rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. non può provocare un risveglio assoluto. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. nel mondo relativo. capite che state dormendo. di più puro o di più divino di quanto percepiamo. Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. convinti che esista davvero. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare.

dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. ma lui era implacabile. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. rendendo sempre più artificiale il nostro universo. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. entrambi i monaci ripresero a camminare. Semmai. In un'altra parabola buddhista giapponese. ognuna delle quali ha i propri vantaggi.oolong e sorseggiarla. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. Senza esitazione. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. Amplificati dalla cultura popolare. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. la cura contro l'ipertensione. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. Stentando a trovare le parole giuste. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. le fatture da pagare. come la scelta antiabortista e l'eutanasia. esisteva una bella monaca di nome Utpala. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette. di nome Tilopa. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. ma l'attaccamento all'apparenza”. Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. senza parlare. Un giorno infine. l'uomo diventò il suo discepolo. un veggente molto rispettato predisse che . Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò. la monaca se li tolse e glieli diede. poi. e da posizioni morali. e preparano miscugli speciali. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. Una volta. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. come i diritti dell'individuo. in un paese devastato dalla siccità. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. ma la gente in realtà continua a soffrire. perfino se si tratta di una posizione folle. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. da concetti astratti. Quando raggiunsero la sponda opposta. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. Per loro. due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. fece scendere la donna. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. In un momento di chiarezza. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. uno dei suoi eredi dharma. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. Per questa ragione. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. come la macchina da riparare. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. con gran sorpresa dell'uomo. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica. Molto tempo fa. la haute cuisine. Ci sono politici veramente integri. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò.

capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. non è letale È difficile capire il vuoto per chi. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. nel suo irrazionale terrore. La gente era ricca e felice.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. Quando venne la pioggia. alla fine. il dolore e . I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. Come al concorso di Miss Universo. ma. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. Per poter governare i suoi sudditi. ha la mente condizionata dal pragmatismo. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. perché sono molto più numerosi di noi. si sarebbe stabilita sull'oceano. Assumendo una posizione democratica. bevve l'acqua anche lui. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. che siamo gli osservatori dello stagno. tale fenomeno in genere assume valore. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. Non penetra nelle nostre menti limitate. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. Quando guardiamo uno stagno. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. perché non aveva altri punti di riferimento. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. come ultima risorsa. i residenti acquatici vinceranno. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. non è magia. Di fronte a tanta immensità. La verità: non è una favola. la bevvero e impazzirono. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. noi uomini vediamo solo uno stagno. Solo il re era rimasto “sano di mente”. Forse. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. infatti. Ma la rana della sorgente non le credeva. fa appello al minimo comune denominatore. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. La presa di coscienza non è necessariamente letale. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. ma una pioggia maledetta questa volta. le cause e le condizioni nascoste. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. come noi. Capiscono com'è collocata la cinepresa.

non dite bugie”. A quel punto forse. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto. di cultura e di atteggiamento. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. Il sollievo di Jack. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza. ansie ed emozioni. ha cercato una via di fuga. e se Jill non agisce con cautela. la sua amica Jill entra nella stanza.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. Quando Jack si convince di essere al sicuro. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. tuttavia. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli. È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. invece. vedo il serpente”. anche se. paure. gioie inattese. Quando si è calmato. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano. Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. se non si fosse mai creato un simile equivoco. le si apre un ventaglio di possibilità. Fortunatamente per Jack. Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso. non rubate. Come il fobico Jack. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente. Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. nel buddhismo non esiste divinità. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . che si avvolgono intorno a noi come un serpente. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere.liberazione e libertà. Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. In base alla natura del discepolo. il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. Non ne ha provocato la scomparsa. perché non c'è mai stato. a rigor di termini. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro . può dire: “Sì. In altre parole. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. non può dire “il serpente se n'è andato”. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione. in base alla sua esperienza. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. Jack. come una sorta di ricompensa. Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. per esempio. che non esiste affatto la sofferenza. potrebbe solo peggiorare la situazione. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. una sorta di trappola mentale. o uno strumento. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. che ci conduce da un posto a un altro. come la meditazione. facoltà che in genere è compito del divino. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. anche con la luce accesa. in questo caso. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza.. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. Speranze. Un percorso è un metodo.

Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. In India – e non nell'attuale Croazia. In una discussione con il suo discepolo Subhuti. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. o un buon karma. compreso Buddha. che evidentemente è da intendere in senso figurato. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto. perché. non c'è Buddha che giudica. Quattrocento anni dopo. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak.che. conosciuto poi come Gautama Buddha. D'altra parte. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. o un cattivo karma. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. Per amore di jack. come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. da non confondere con la morale e con l'etica. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo. ha un'opinione sbagliata”. A livello intellettuale. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze . a seconda della capacità del discepolo. Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. A prescindere dal concetto di vuoto. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. all'inizio. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. e a questi discepoli di livello superiore. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente. Questo Buddha teneva sermoni. curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. uccidilo”. Alla fine della giornata. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. Nessuno. ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività. in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. vincolato al tempo e allo spazio. per di più. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice.C. Jack è ignorante. ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina.

se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. Se cominciate a intravedere esperienze. Per esempio. dovete sbarcare. che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. tristi. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. Nel momento della comprensione assoluta. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. ma avrete la disinvoltura di chi. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. il mondo sembra reale. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. Molte persone. se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà. In assenza di tale consapevolezza. l'ispirazione è tutto. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. come se lui fosse divino. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare. Una volta arrivati. Era un grande maestro. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. In tal modo. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. ma Buddha rifiutò la sua offerta. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. In un'altra parabola. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno. con la comprensione del vuoto. un placebo. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. arrabbiati o impetuosi. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea. Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. In un certo senso. In questo modo. Quando diventiamo genitori a nostra volta. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. al cinema. Quando vide la sua tunica strappata. Forse penserete che si tratti di un paradosso. Nient'altro. ascoltando questa parabola. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. dovete abbandonare il buddhismo. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. Tuttavia. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. tangibile e solido. è il mio mezzo di sussistenza”.

in grado di capire tutto. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. avete avuto fiducia in queste istituzioni. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. una delle quali credeva di essere molto furba. ma se la situazione cambia. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. come quella di far colpo su una ragazza. potremmo essere estromessi dalla società. continuate a lottare per i diritti individuali. più accogliente. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. perdere la rispettabilità. e non vogliamo esplorare altre direzioni. Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. al contrario. dei nostri averi e dei nostri successi. non è ancora diventato più sicuro. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. l'economia globale. Il mondo.innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. Nella vostra vita. Temiamo che. E spesso cadiamo in acqua. molti di noi scelgono di rimanere al buio. Poiché aveva compreso il vuoto. Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”. conservate il lavoro. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. siete attivi a livello politico all'interno del sistema. gli amici. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. ambizione e insicurezza. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. Per molti anni. le Nazioni Unite. La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. Spinti dalla brama di successo e di originalità. In realtà. e non siete accecati dal risultato finale. Come un bambino al cinema. Se Jack grida. voi accendete la luce. siamo catturati dall'illusione. tentarono di salvarla. la scienza e la tecnologia. o ambizioni smisurate. siete già preparati. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. avviene in sordina. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. più piacevole. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. sul potere miracoloso delle diete. Abbiamo piccole ambizioni. a pensare quel che pensiamo noi. Il più delle volte. Immaginate che George W. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. i migliori. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. Con orgoglio. lo prendete in simpatia. Una volta c'erano cinquecento scimmie. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione. fa scenate. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. da cui derivano vanità. la società libera. come quella di atterrare su Marte. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. senza doversi preoccupare che si consumi. la famiglia e il lavoro. che rendono . Ciò non significa ritirarsi dalla società. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. però. saremo gli eroi che salvano il mondo”. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. è confezionato troppo bene.

capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. sono assolutamente reali. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. Mentre li sognate. invece. Il vostro punto di vista può cambiare. Un giorno capiremo. “guadagno” o “perdita”. non esistono e che tutto è relativo. alla grammatica. Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. che i concetti come “grande” e “piccolo”. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare.necessaria una manutenzione. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento. Se riusciamo a superare questi confini. non solo a livello intellettuale. né durante o dopo il sogno. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. Analogamente. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. . Non è impossibile mandarle in frantumi. perché non esistevano né prima. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. simo in grado di superarle. cambierà il modo in cui la guarderete.

guardiamo film polizieschi. oppure pieni d'empatia verso chi soffre. “paradiso” . Pensione. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. cominciamo a sentire la nostalgia di casa. “libertà”. compresa la moglie. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. Yashodhara. nell'universo mondano. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. sono affidabili e onesti. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. ma non durano all'infinito. se siete onniscienti. perché. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. re. Forse aprite il giornale del mattino. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. di terminare le opere ancora incomplete. Eppure non divenne immortale. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. e il figlio Rahula. Non c'è da temere la morte.sono parole che molte persone amano pronunciare. le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. “liberazione”. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. regina e nei panni del bodhisattva. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. neppure tanto mascherati. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. Se ci sono uomini politici. vi sentite obbligati a . Nel momento in cui capite che queste cose esistono. I suoi discepoli erano monaci e monache. sapete quel che nasconde.4. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. uno spazio sconfinato. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. Il venerdì sera. Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia. che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. verso uno stato chiamato “parinirvana”. Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante. L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. Qui. cortigiani e mercanti. re e condottieri. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. scimmia. “illuminazione”. Continuate a fare tutto questo. Non è il paradiso. Questa condizione è definita “nirvana”. l'altro lato del samsara. Dopo un attento esame. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. Dopo aver raggiunto il nirvana. Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. erotici o dell'orrore. luna di miele e picnic sono piacevoli. Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. alla fine diventa noiosa. ma pochi hanno il tempo di analizzare. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono. elefante. Una vita perfetta.

grazie al coraggio. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. nella nostra versione personale di paradiso. Al contrario. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. Alcune persone hanno già perso la speranza. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. libero dai problemi. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita. preferiamo tenerci sul vago. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. In genere.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. o di illuminazione. il paradiso o il nirvana. . come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. può visitare questa località fisica. le soddisfazioni – e il libero arbitrio. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità. quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. il luogo di definitivo riposo. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. le sfide. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. le interruzioni vi infastidiscono. Per lo meno. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. Non c'è via di fuga. non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. dobbiamo morire. ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. l'illuminazione è il massimo stadio della noia. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. per una perfetta riuscita. perché non ci serve più. Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. Siamo intrappolati. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. Secondo Siddharta. non in questa vita. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. Nessuno. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. non moriremo più. Può essere raggiunta in questa vita. Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. Avrebbero una sorta di immunità angelica. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. Per Siddharta. ci bloccano e. neppure oggi. impuri. Nonostante ciò. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. una sorta di residenza permanente. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. L'ambiente fisico e i corpi. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli.

non è mai esistita. dall'aspetto particolarmente repellente. in questo mondo o nell'aldilà. solo una cravatta di Armani. non solo a livello intellettuale. chiamati “livelli bodhisattva”. quindi. Nella misura in cui comprendiamo la verità. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. invece. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. lo portò al Paradiso di Tushita. si raggiunge la libertà. Il suo percorso non conduce alla felicità. provate un profondo sollievo. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. non è né felicità né infelicità. se si comprende anche solo parzialmente la verità. poiché senza confusione né ignoranza. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione.] . Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. In altre parole. Per mancanza di attenzione. era diventato particolarmente persuasivo. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. tua moglie o questa scimmia?”. tra cui una scimmia con un occhio solo. che hanno paura dei serpenti. per esempio il serpente. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura.T. vi è uno stato di liberazione equivalente. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. per questo suo merito. Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. ci creiamo amici e nemici. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. Parlando di lei. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. Erano ossessionati l'uno dall'altra. Così. ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. Il nirvana è pace. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. Il nirvana.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. inseparabili di giorno e di notte. Prima che uscisse. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. senza felicità né infelicità. La beatitudine. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore. ma Buddha insistette. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. la paura diminuisce. i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. non equivale alla felicità. Se capite davvero.d. e comprendere che non c'è mai stato un serpente. Quando vi risvegliate da un incubo. Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. c'è beatitudine. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. sarete liberi. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack. esso trascende questi concetti dualistici. [N. in tal senso. molto comuni in India. Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. Buddha.

che risposero: “Sulla Terra. ma il più delle volte questo non accade. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze. “Oh. era come la scimmia. piuttosto che qui davanti a noi. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. che gli disse di seguirlo di nuovo. “Non mescolatevi a lui. La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie. Buddha convocò poi un secondo cugino. tua moglie o queste dee?”. lui invece cerca la felicità. affinché noi possiamo riverirlo”. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco. Per questo. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla. Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. Dovevano schivarlo a ogni costo.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli. Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. Sgomento.” risposero. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. quindi idee diverse. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere. e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. paragonata a quelle dee. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. smembramenti e asfissie. che vive e respira. perché. sono solo fenomeni compositi instabili. Capire la logica secondo cui i . “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. ma anche alla felicità. Questo pessimismo diventa inutile. Immediatamente. dove lo faremo bollire. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. perché avete intenti diversi. Se l'illuminazione fosse mera felicità. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco. perché non credono di poterci riuscire da soli. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone. che cominciò a sentirsi triste e solo. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. un essere simile deve essere spettacolare. La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri. “Voi state cercando l'illuminazione. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. con caratteristiche e talenti superiori. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. Questa volta.” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. È troppo faticoso. Poi chiese: “Chi è più bella. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori.” disse Buddha. Come Nanda. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. le dee e le guardie. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. A causa delle sue azioni virtuose. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. che compia la purificazione in vece loro.” I monaci evitarono Nanda. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare. nelle nostre menti. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie. Ananda.

generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. Ciò nonostante. perché lo riteniamo possibile. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. Queste impurità possono essere rimosse. non abbiamo dubbi. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. che sono temporanee. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. l'interpretazione è sbagliata. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. è spesso chiamata “natura buddha”. invece. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. Non è così. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. Indipendentemente dal metodo usato. le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. la natura pura dell'Io. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. quando togliete la sporcizia. i marinai vanno verso la fonte della luce. gettando un'ombra su di noi. verso il faro. In un primo tempo. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. non il bicchiere. nell'acquaio o in una lavastoviglie. che credeva di potere eliminare il serpente. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. Per riacquistare speranza. Navigando in quella direzione. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni. sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. Lavare il bicchiere nel fiume.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. Quando si sporca. è intrinsecamente privo di impronte. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo. ma. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo. Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. Il sudiciume. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni. tuttavia. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. la mente. Quando compriamo il bicchiere. pensa che il bicchiere è sporco. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. consuetudinaria. La sua natura non è sporca. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. L'assenza primordiale di contaminazione. Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume. esso non è affatto trasformato. Se il bicchiere è sporco. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha. a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. generando amore .

che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza. per esempio. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva. È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. che possono essere manipolate e infine purificate. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. È importante capire. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. esiste qualcosa che è purezza primordiale. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. A volte. tale comprensione ci avvicina al compimento. si rivela la nostra vera natura buddha. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. con l'impegno e con la logica deduttiva. come lo stampo non è parte della statua. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. il bersaglio preferito. Adirato.e compassione. esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. dell'odio e dell'ignoranza. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. La logica. La nostra vera natura è come una statua d'oro. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. Servendoci di quello che abbiamo. alla fine riusciamo ad avvicinarci. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. per quanto rapidi e fiochi. Per questa ragione. liberalo. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. che va oltre le nostre concezioni. Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. la loro natura buddha può essere rivelata. “desiderare” e “pregare”. sadicamente. Quando lo stampo viene infranto. tuttavia. lascia che porti io il peso per due”. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. appena plasmata nello stampo. ma come residente del regno degli inferi. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente. tuttavia. quando sono poste queste domande. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. appare la statua. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. Egli implorò il demone: “Per favore. Siddharta era sufficientemente vigoroso. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. Oltre all'amore e alla compassione. Molti la fraintendono. In realtà questa è la risposta. per incarnarsi poi in un regno superiore. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. che è parte della nostra vera natura. la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo. potete dedurre che si tratta di fuoco.

Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura. con tutte le creature. con mani delicate e un portamento regale. come la rabbia. Nel buddhismo. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. Questo è il miracolo. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. o per i suoi attributi fisici. oppure vi concedete un sonnellino. Fu questo il suo straordinario potere. se mai esista davvero.dell'illuminazione. tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. dai più semplici. abbandonane le cause. come un terzo occhio. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. Indicò un sentiero. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. Invece di trionfare su un nemico esterno. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. Nei testi buddhisti rigorosi. . Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. Anche se simili talenti non sono da escludere. Gli scettici. non furono mai considerati le sue imprese supreme. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack. come offrire incenso. e anche questo è un miracolo. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo. Nel suo primo sermone. come il fatto di volare. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa. proponendo decine di migliaia di metodi. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. tuttavia. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate. Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. per esempio. In realtà. Immaginate di avere mal di testa. a Varanasi. Analizzando più da vicino questo piacere apparente. È facile accettare che le emozioni. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. Buddha sperimentò la vecchiaia. sappi che la sofferenza può avere un termine. insensibile e intorpidita. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. Grazie a questa conoscenza. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. È un desiderio legittimo. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. le sue scoperte straordinariamente innovative.. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. la malattia e la morte proprio come noi. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale. capace di controllare in parte la sua collera. per esempio un'aspirina. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse. reali o immaginati. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico.. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. dai colori dorati. segui il percorso che porta alla sua cessazione.

Il campo di buddha è considerato una terra pura. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. Buddha è considerato onnisciente. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. altrettanto devoti. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. I devoti. lo spazio. e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. una manciata di fango e una moneta d'oro. perché è un sapere dualistico. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. Infine. una consapevolezza dell'intera verità. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. Semplicemente. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. fu conosciuto come il Buddha. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . anzi. poeticamente. non accetta quel che vede allo specchio. Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. non era più contaminato dal concetto di tempo. Essere onnisciente non significa essere colto.I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. gli arhat. se non c'è Io. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. il genere. Pensando alla verità in termini di vuoto. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato. In altre parole. pur essendo bella e snella. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. ma la definizione di uno stato della mente. Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. il mondo non è migliorato. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. i valori. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. basato su oggetti e soggetti. È chiaro che. perché. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. forse è perfino peggiore. non c'è neanche chi soffre. Buddha non è un nome di persona. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. Altri seguaci. mentre il credente l'accetta in modo acritico. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. delle dimensioni di una particella infinitesimale. Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto. e vincolato ai limiti. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. Analogamente. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente.

Se errassimo solitari nel deserto. e reazioni emotive. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. di per sé insignificanti. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. otterremmo una forza incredibile. avere dei figli e perfino dei nipotini. saremmo distaccati e imperturbabili. come un'eco. facciamo in modo che le cose belle durino. il guadagno alla perdita. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. siamo elettrizzati. la celebrità a una vita ordinaria. La vanità alimenta l'industria cosmetica. che belle gambe che hai”. Ironicamente. In genere. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. di sposarci. o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. per essere accettati. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. per attrarli. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. per competere con loro. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. senza più speranze e paure inutili. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli. Non preferiva la lode alla critica. A noi che siamo schiavi del tempo. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. piacere e dolore. né giustifica un maggiore investimento di energia. come un'insalata per una tigre. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. Siamo come bambini sulla spiaggia. Poi un'inezia. Conosciamo qualcuno. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. Se qualcuno dice: “Oh. ma. guardando senza giudicare. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. Saremmo liberi. Il primo non ha più attrattive dell'altro. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. Nessuna distinzione. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. sorseggiando un cocktail al cocco. e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. nessun concetto. lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. si contendono conchiglie e palette. sudore e sangue. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. Vivono ogni sorta di emozioni. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. indaffarati a costruire castelli di sabbia. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. ricordandoci di tempi più felici. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo.ha smontato concretamente una bussola. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. Non daremmo più tanta importanza alle parole. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. nello stesso tempo. la felicità all'infelicità.

Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici. e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. dall'avidità. è stata la sua noia a determinarne la rovina. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. si annoierebbe. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. Se ci fosse garantita una libertà totale. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo. l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. intenzionalmente o meno. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. Se è di giovamento al prossimo. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. a volte sono considerati anormali o perfino folli. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. questi saggi faranno tutto il necessario. non agiscono per impressionare gli altri. non si conformano alle regole dell'etichetta. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. Da un punto di vista ordinario. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso. non andremmo in giro nudi. per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. Quindi. dalla speranza e dalla paura. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace. tuttavia. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni. nel profondo. e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. sarebbe rimasta libera. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. È giusto limitare la nostra libertà. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. per la privacy. Nello stesso momento. Senza noia e senza senso di solitudine. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. probabilmente non sapremmo cosa farcene. Alla fine. non li desideriamo realmente. passeggiare nuda per strada. non si annoiano. Anche se potessimo. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. non hanno paura di perdere la faccia. si autodefiniscono combattenti per la libertà. tuttavia. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. in realtà. ma. La loro libertà limita la nostra. compromettendo così la libertà dell'altra. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. perché non siamo affrancati dall'orgoglio. tuttavia. Violenti e terroristi.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. non cercano esperienze eccitanti. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale.

scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana. Ma non è il diavolo che se n'è andato. siamo noi a essere folli. Non è più necessaria nessuna meditazione. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. che non ha fine nello spazio. non siete mai stati esseri senzienti. Il suo discepolo. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. Il nirvana è la non esistenza del samsara. Magari continueremmo a fare acquisti. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. di drammi e colpi di scena. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. speriamo di scappare. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. Alla fine. Invece di riservarli alle occasioni speciali. perché non avete dimenticato nulla. che tutte le cose composite sono impermanenti. Analogamente. . Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. Ci innamoriamo ancora. non lo siete affatto. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. ma a livello emotivo. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. Quando raggiungete l'illuminazione. Da questo momento in poi. e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. ma con uno spirito nuovo. non avete mai lottato. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. pronti a struggerci per una lode. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri.vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. Siamo molto sollevati. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo. anche parzialmente. Se ci pensiamo bene. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo. il nostro comportamento cambierebbe. Se continuate a definirvi buddhisti. Se tuttavia cominciamo a capire. ma senza la paura di essere rifiutati. che alcuni dei nostri concetti. A un certo punto. composto di innumerevoli storie che si intersecano. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. Per il piacere della conversazione. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. allora il nostro attaccamento si allenta. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. il grande Nagarjuna. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. Proviamo ancora emozioni. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. non solo intellettualmente. di alti e bassi. Sono come il cielo. significativi e permanenti. Se capiamo. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. Non c'è nulla da ricordare.

destinate a lenire la sofferenza. per adattarle alla loro situazione individuale. o tra lo zen e il mondo della finanza. in una sorta di sincretismo. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. dall'etica. Per esempio.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. Nel tentativo di non essere settarie. ma variano in base al paziente e alla malattia. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. la crocifissione. Contemporaneamente. all'economia e alla vita in generale. Solo voi come individuo. Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. Per esempio. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. il gusto. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista. L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo. Giudicare o valutare un . Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. molto più accessibile. Con la stessa ovvietà. Come un copioso buffet. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. Se soffrite di leucemia. il trattamento adatto è la lozione di calamina. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. con la capacità mentale. Sono tutte apparenze. Allo stesso modo. la croce. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. addirittura peggio. alla Mecca. potete scegliere l'idea che vi si adatta. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti. a parte voi. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. come tali. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o. ma non credo che questi paragoni siano necessari. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. Le religioni sono come i farmaci e. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni.

o quella di maiale perché impura. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo. I Sikh. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. Chi determina ciò che è “buono”. in California. rinunciando ai carboidrati. incoraggiati dalle scritture buddhiste. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. Tuttavia. a un certo livello lo fate per sopravvivere. per esempio. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. secondo la vostra idea. e site convinti che sia giusto essere magri. morirete lo stesso un giorno o l'altro. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. Ma tra precetti e divieti. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. Per questa ragione. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. Nei sutra Mahayana. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. Secondo la vostra idea. In definitiva. ci sono ragioni per farlo. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo. L'attaccamento all'Io è ignoranza. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. se mangiate carne. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti. per sostenervi. da un punto di vista strettamente egoistico. tutte le emozioni sono dolore. non si tagliano mai i capelli e la barba. Infatti. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. . Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. è giusto essere enormemente grassi. sono basati su queste quattro verità o sigilli. Quando Buddha vietò il consumo di carne. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. intendeva tutte le carni. Ogni azione e comportamento. se vivete a Venice Beach. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. in attesa di essere macellati. con il becco chiuso. Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso. Per esempio. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. Capovolgendo la situazione.

non costituisce il percorso indicato da Siddharta. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. l'impermanenza. l'incontestabile marchio del buddhismo. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . Per tale ragione. l'illuminazione. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. senza aspettative o senza condizioni accessorie. In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. prendiamo la generosità. ma neppure attaccarci. permette di meditare sulla quarta idea. come la generosità. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. costituisce un sollievo. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. La conseguenza è il karma. Una comprensione più profonda del karma. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. o si è deboli oppure “peccatori”. si genera un karma negativo. Potete elargire con generosità. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. secondo criteri materiali – per esempio. La generosità senza ricompense. un'illusione. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana è trascendere il karma. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. si genera un karma positivo. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. La motivazione. non del cammino verso l'illuminazione. sia buono che cattivo. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. D'altra parte. e in assenza di ostacoli. In presenza di specifiche cause e condizioni. se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. Quando cominciamo a capire la prima verità. Se non ci attacchiamo all'Io. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. sapere che sono compositi. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. la verità secondo cui la liberazione. e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. Comprendere il terzo sigillo. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io. qualsiasi sia il suo oggetto. la generosità praticamente è già in atto. ricade all'interno di queste quattro verità. insorgono le conseguenza. Comprendendo il secondo sigillo. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. Secondo Siddharta. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. tale oggetto è privo di una propria natura. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. trascende i concetti. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza. La generosità diventa un atto di gioia. se ci si sente privi di capacità o di valore. come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada.

I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. Si smarrisce ogni lucidità mentale. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza. allora non c'è motivo di lamentarvi. non sono una rivelazione mistica del Buddha. Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. nessuno in cui credere e di cui dubitare. Perfino le pratiche in apparenza rituali. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. nessun attaccamento all'Io. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. Non sono fabbricate. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. si previene la violenza. come lo è la persona che li vive. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. Nello stesso modo. continuerete a vivere in un mondo illusorio. se i pazzi di un manicomio vi insultano. queste verità vi sembreranno piacevoli. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. Se ignorate i quattro sigilli. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. Tuttavia. o pensa che la Terra sia piatta. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. null'altro che un percorso nichilistico. non c'è alcuna ragione per essere violenti. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. Uno scienziato considererebbe ignorante. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. non fa parte di questo cammino. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche. Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. perché non c'è nessuno da imprecare. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . come il bene e il male. come accendere incenso. Se è così. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. Se non avete un io. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. che sono prigionieri delle loro abitudini. non c'è ragione di arrabbiarsi. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. con la giustizia o la libertà. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. convinti invece che sia solido e reale. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. non blasfemo. Analogamente. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti. e illuminazione significa comprensione della verità. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. se non avviene in armonia con le quattro verità. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità. il brutto e il bello. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. la vostra è una devozione superficiale. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. il morale e l'immorale. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra.

la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale. almeno di un riconoscimento in questa vita. Considerando la rinuncia come beatitudine. ma. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. La morale alimenta l'Io. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. modificandone così il valore. dai quali si aspettano devozione per la vita. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. Perfino oggi. vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. Quando doniamo. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli. o perfino ai propri figli. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. Forse non siete avari. I nuovi ricchi cinesi. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. per esempio. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana. Grazie a questa comprensione. cosparsi di cenere. pur con tutta la vostra generosità. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. prostitute. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. la sugata. Scegliere la saggezza. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. le storie di principesse. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. Se non è accompagnata dalle quattro verità. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka. afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. . Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. Si inginocchiò. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. che sia necessario abbandonare la propria casa. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. Quando cominciamo a capire le quattro verità. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro. abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. anche la morale può essere distorta. ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”. Mantenne la sua promessa. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. mercanti. Si può essere re.

Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. la tolleranza e la pratica vegetariana. interdipendenti e impermanenti. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. È quanto chiamiamo meditazione. il buon senso. se ci permettono di accostarci alla verità. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera. Questa è la vera meditazione buddhista. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. domani o nella prossima vita. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. Anche se intellettualmente sappiamo di morire. anche se significa privarli della libertà. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. In altre parole. Se arriviamo a capire le quattro verità. Siddharta stesso. invece il . In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. Questa libertà è definita saggezza. siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. ma analizzandoli e meditandoli. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. ma che ci allontana dalle quattro verità. non solo a livello intellettuale. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. Con l'ausilio di questi metodi. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. ciò equivale a vincerlo. diventano molto importanti. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. l'amore. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. la pratica autentica. ma anche con l'esperienza. immobili come un fermacarte. Il grande studioso indiano e santo. condizione ed effetto. Attraverso questa meditazione. ma. Shantideva. In tal modo. l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. ma così non è per la verità. tuttavia. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. La saggezza supera la morale. Più che mai. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. un principe che aveva rinunciato al suo regno. Ormai convinti della logica di causa. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. rituali. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti.Convinti della nostra versione di morale. ma se coltivate una certa tolleranza. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. Le pratiche esteriori sono percepibili. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo.

come copricapo rossi.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili. Per spiegare correttamente questa verità. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. perfino i monasteri. Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. ma il tè rimane puro. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. A differenza di altre religioni. Altri riti istituzionalizzati. l'incenso e i fiori. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. a rigor di termini. non della verità in sé. possono portare qualche beneficio. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. La gente così se ne va in giro con tazze vuote. come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. e comunque è impossibile farlo. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. Non potete modificare queste quattro verità. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. ma è praticata da molte culture diverse. non è né bella né non bella. In realtà. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. Potete cambiare la tazza. Ci succede di essere affascinati. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. Siddharta si avvalse di . Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. l'impermanenza e l'altruismo per niente. invece. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. Le quattro verità. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. non ci sono eccezioni sociali o culturali. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. Se c'è qualcosa da adattare. Siddharta li incoraggerebbe. gialli o neri. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. i riti e gli oggetti rituali. a New York. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. Nel corso dei secoli. invece. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo. A un livello superficiale. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi. o dimentica di bere il tè. che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. la sofferenza provocata dalle emozioni. o per lo meno distratti. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi. Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. La verità in sé. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. si tratta dei simboli e dei riti.

ma è anche una benedizione. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. in base alle necessità del suo svariato pubblico. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate. possiedono un'elaborata gerarchia. Naturalmente. e goderne. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. Cina. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. tuttavia. sopportarlo. Alcune. Cambogia. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. Corea. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. la Terra. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. A causa di avidità. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. retta da una figura con un potere assoluto. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. Il luogo in cui viviamo. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. invidia e orgoglio. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. accettarlo. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. fa parte della vostra pratica. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. è sempre più inquinato. sei un essere fortunato. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. anche se possono esserci stati migliaia di buddha. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. Laos. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. In definitiva. sono le quattro verità a esserne custodi. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. Contrariamente alle credenze popolari. È normale che le religioni abbiano un capo. Siete liberi di valutarla. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. Per secoli. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. . alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché.metodi e strumenti differenti. Giappone. rimane la stessa per tutte le scuole. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. che si tratti di un uomo o di una donna. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. In certi casi. La concezione fondamentale. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta. Thailandia. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. come la Chiesa cattolica romana. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. È per questa ragione che. Se il buddhismo vi interessa. tanto tempo fa. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet.

ma vi mettete al loro stesso livello. questi gesti scaturiranno spontaneamente. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. sarete “buddhisti praticanti”. tuttavia. non solo non li dissuadete. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo. D'altra parte. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. dovete protestare e condannarli. Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto. Non siete buddhisti. È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. Se siete buddhisti. Se mantenete il silenzio. Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. se siete praticanti. tanto meno un essere umano. come Democrate e la democrazia. . se siete invitati a qualche ricevimento. Accettando e praticando queste quattro verità. ma non si decidono ad assumerlo. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. Ricordate sempre. Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. senza metterle in pratica. Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto.

Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. Quindi. non possiede questi quattro sigilli. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”. Walpola Rahula. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. All'interno delle diverse scuole buddhiste. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth. Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. C'è anche chi inarca le sopracciglia. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno.Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. . Per comprendere molti di questi termini. poiché un arhat è anche definito gangzag. tutto anziché soltanto un po'. non può controllare pienamente se stessa. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. perché crede che non sia affatto generica. La tradizione Shravakayana. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. Tendzin Gyaltsen. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. o gangzag. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. Essenzialmente. personaggio. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. in un linguaggio quotidiano. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. il nucleo della filosofia buddhista. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro. l'autore di L'insegnamento del Buddha. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. e questa dipendenza crea incertezza. come quella Theravada. “la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”. ne ha soltanto tre.

Gampopa. Vorrei tuttavia ricordare che. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy. se troverete gravi errori o fraintendimenti.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. studiosi. la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne. Milarepa. Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. a Bali. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. Ringrazio anche Jessie Wood. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. anche se i commenti sono sempre benvenuti. . Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. una volta splendido regno indù. Longchenpa. Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito. sia nelle parole che nel significato. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. non solo in termini di editing. Sakya Pandita. Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones. sono interamente sotto la mia responsabilità e . E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. che hanno contribuito a dar forma a questo libro.

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