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Khyentse Norbu - Sei Sicuro Di Non Essere Buddhista

Khyentse Norbu - Sei Sicuro Di Non Essere Buddhista

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libro di un maestro tibetano
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Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. questa è già una generalizzazione. a diventare buddhisti e a praticare il dharma. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. troverete moltissime generalizzazioni.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. Mi piace generalizzare e. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. che lo differenzia dalle altre concezioni. Di per sé. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. . A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. Non c'è alcun dubbio. leggendo questo libro. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile. Indubbiamente. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. Una cosa. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. inoltre. pratica o mantra. unico del buddhismo. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. basta che siano presenti nella vostra mente. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. Siddharta. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. che è possibile leggere e poi mettere da parte. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta.

È sconcertante che un principe. Suddhodana acconsentì.” rispose Channa. Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. una moglie e un figlio affettuosi. Era un semplice essere umano. diventato adulto. nessuno può sfuggire alla morte. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. a meno che non ci sia . avrebbe potuto scegliere una vita da eremita. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. sappiamo che un giorno moriremo. un astrologo predisse che. per tutti. In questa nostra epoca dell'informazione. genitori che lo adoravano. Non troppo semplice. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. dei monti e dei fiumi. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. tranne qualche rara. sporadica tensione con uno dei cugini. Sconvolto da quello spettacolo. sanguinosi omicidi – che.1. Quando Siddharta era ancora un bambino. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada. Ma siamo noi gli ingenui. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. lungi dal rammentarci il nostro destino. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra. Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. sudditi fedeli. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. dato che era un principe. destinato a governare un intero regno. La morte è diventata un bene di consumo. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. il principe sembrava tornato alla normalità. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. Suo padre. tuttavia. mio signore. verrà per tutti”. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. Certo. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. di casta superiore o inferiore. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi. il conducente del cocchio.” disse Channa. il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. Ma. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. Ricco o povero. protetta e sostanzialmente pacifica. La vita di corte era fastosa. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. mio signore. Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. Aveva rapporti affabili con tutti. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. Sulla via verso casa. Channa rispose:”Sì. Con il trascorrere del tempo. ponga domande tanto semplicistiche. Suddhodana. a malincuore. Godette ancora delle bellezze della regione. Ascoltando le suppliche del figlio. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani. “È vecchia. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. il principe lo pregò di riportarlo a casa. corride.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. ma diede precise istruzioni a Channa.

Quel che facciamo durante la giornata. con pensieri e azioni. vagheggiando una vita di successi – case al mare. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via.stata diagnosticata una malattia terminale. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. premi e trofei. Con il passare degli anni. scoprendo che chiunque. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera. andiamo al cinema. dal re Suddhodana ai più umili servitori. Dopo il terzo viaggio. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza. istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza. faceva il possibile per rimediare alla situazione. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. una pensione anticipata. usciamo a fare compere. distogliamo deliberatamente l'attenzione. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. veri amici. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. era caduta in un sonno profondo. perché fu l'evento . per il momento ci riteniamo al sicuro. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. belle macchine. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. la fame e la mancanza di un tetto. sempre aspettando. Ci lanciamo in fantasie e congetture. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. Il principe si aggirava per i saloni. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”. Quando siamo giù di morale. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. in una notte indimenticabile. desideriamo un compagno devoto. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. Poi. dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. Se “qualcosa” è spiacevole. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti. ci svaghiamo. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. una famiglia felice. perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. Logorato da questi pensieri. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. Come ogni padre trepidante. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. In questo senso anche noi siamo ingenui. in gran segreto. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. intanto. Siddharta era preda di un'ossessione. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. siamo tutti come Suddhodana. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. che soggiogò tutti tranne Siddharta. ma sempre invano.

con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. occorre sottolinearlo. migliorare è la definizione stessa di “vita”. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. che sarà grandioso. i vicini litigano. I nostri figli erediteranno la Terra. È come se quando abbiamo fatto finora. magari tronchiamo una relazione. raggiungeremo la maturità perfetta. i denti si possono lavare. I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. Di fronte alle seccature quotidiane. In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. E le cose continuano ad andare male. i cortigiani russavano a bocca aperta. tutte le nostre vite fino a questo momento. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. in un disordinato scompiglio di membra. fossero solo una prova generale. Inconsciamente. Gli elettrodomestici si rompono. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. la mattina prima di svegliarsi. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. noi possiamo tornare a star bene. Poiché tutti dormivano. avevano perso ogni bellezza. Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. I nostri cari muoiono. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. Abbiamo anche la tendenza a credere che. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla. riorganizzare. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. Tuttavia. con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta. il tetto lascia filtrare la pioggia. Forse crediamo anche che un giorno. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. i lineamenti. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. oppure sembrano solo morti. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. villette a schiera in periferia. Eppure. Non siamo principi con tanto di pavoni. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. non viviamo mai nel presente. Siddharta uscì furtivamente nella notte. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. se rimangono in vita. Come fiori appassiti. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. come avremmo potuto fare noi. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. non si . il mondo andrà avanti. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. dopo la nostra morte. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. a meditare in totale serenità in una casa da tè.

la mensola d'oro su cui posava le pantofole. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). sbaragliare i concorrenti. i gioielli. Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. Dopo un lungo periodo di meditazione. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. le emozioni e le percezioni. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca. con la famiglia e con la sua terra. sotto un albero di ficus religiosa. ma la sua ricerca non fu vana. Nel palazzo o fuori. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani. inquinare l'ambiente. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. così come in Occidente. In alcune società asiatiche. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. acqua e . anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. non c'era modo di sfuggire alla morte. l'incenso e la musica. adulare il suo capo. La nostra società. farsi piercing e tatuaggi. le preziose caraffe di importazione. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. e si mise a studiare la natura umana. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. capì che tutte le forme. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. un'utopia. È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita. Immaginate che vostro figlio. donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo. oppure dalla storia di Ponce de Leòn. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. nati e ancora da nascere. il legame con Yashodhara e Rahula. i baldacchini. Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera. tingersi i capelli di viola. comprese le ossa e la carne. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. Vi annuncia che vuole vendere le azioni. sono aggregate.

l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. Se si guardano da questo punto di vista. Per il semplice fatto di essere state messe insieme. autonomo e permanente. le parti hanno subìto un cambiamento. E se non c'è la cieca speranza. sarebbe non poco contrariato. a un certo punto.000 persone. Grazie a queste riflessioni. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. Ora. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. D'altra parte.foglie si trasformano in tè. di fronte anche al più sano degli uomini. il loro carattere muta e. Questo libro prima non esisteva. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. da Kublai Khan a Gandhi. chirurgia plastica. assorbiamo entrambi. Nel frattempo. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. sotto questa forma. Ogni cosa è interdipendente. lezioni di yoga. Se si sa che tutto è impermanente. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. Allo stesso . ogni giorno muoiono circa 250. dopo duemilacinquecento anni. acqua e ghiaccio. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti. uno stadio intermedio e una fine. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. bensì cambiamento. ricchi e poveri. come di solito pensiamo. Per l'attimo presente Per natura. alla Terra intera. autonomo e permanente. giunse alla liberazione. Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita. devono morire. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. La percezione dei fenomeni si trasforma e. ginseng coreano. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni. il Risvegliato. non ci si attacca e. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. quindi soggetta a trasformazione. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. diventa più limpida. se non ci si attacca. ma a tutto. Siddharta. all'universo. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. Tutti. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. in un certo senso. né gli atomi e neppure gli dèi. Nello stesso modo. diventano qualcos'altro – sono “composite”. Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. Vi sembrerà un atteggiamento macabro. flaconi di DMAE e di retinolo. non c'è neppure la delusione. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. se Siddharta fosse qui oggi. timore. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. devozione e un redentore portano a Dio. Non il libro che tenete in mano. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. per esempio un uomo con quattro braccia. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità. eppure loro non se ne accorgono. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. simile alle montagne russe. capace di riservare immense soddisfazioni. perfino frutto dell'immaginazione. e si vive con pienezza.

se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. non c'è fine. Ogni blocco della Terra – Australia. Il cattivo umore è passato. alcuni ricordando Dio. perciò non c'è una vera indipendenza. In virtù dell'interdipendenza. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. una qualche cosetta capricciosa. imponendo così la sequenza temporale. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. però. e non lasciò neppure una profezia. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. è lui stesso soggetto al cambiamento. Eppure oggi. che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate. Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. Non dovrebbe stupirci. Così semplicemente equipaggiato. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. ci potesse risparmiare quell'orrore. le Americhe – è come rugiada. con la nostra tecnologia avanzata. Il disboscamento sconsiderato. La fede in un creatore onnipotente. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. Benissimo. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. Se non c'è acqua. Se il mondo è sempre esistito. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. non fa che accelerare il processo di impermanenza. presuppone l'elemento del tempo. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. . Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. in procinto di gocciolare sull'erba. non c'è ghiaccio. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. avete imparato qualcosa. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva.modo. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. Per questa continua interdipendenza. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. per magia. è meglio avere un Dio impermanente. Per Siddharta. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione. l'Io che esisteva ieri – cioè. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. apparentemente continua. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. La nostra esistenza. diventi permanente. L'oggi è la morte di ieri. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. Se non c'è carta. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. non c'è bisogno di creazione. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. emergono nuovi ricordi. in genere non è possibile. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. instabile. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. non ci sono libri. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. l'integrità del tutto è compromessa. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. Se non c'è inizio. Taiwan. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno.

ma non inalano. l'avidità. estinguendo ogni traccia di vita. Sulla superficie di questa fragile Terra. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. “felicità senza fine” e “redenzione”. l'amore e la fortuna. i raccolti. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. invece di negarlo deliberatamente. nel mondo. rigide convinzioni (religiose e secolari). l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. ammonisce Buddha. si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. erigere confini e costituire società. Neppure gli atomi danno certezza. ne comprendiamo l'interdipendenza. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. L'eloquente messaggio dello tsunami. nella speranza di realizzare una felicità duratura. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. E se ricordiamo che tutto è impermanente. Instabilità Il pianeta Terra. con il suo carico di devastazioni. Intenzioni e risultato sono in contraddizione. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. Ovunque. Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. Quanto sangue è stato versato. Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male. l'ambizione personale. le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo. i guerrieri Maori o Navajo. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. ora vivono come minoranze in esigue riserve. sorgeranno lussuosi impianti balneari. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. ovviamente. Il declino. Anche in disgrazia perché fumano. Tuttavia. Per esempio. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. Per i cinesi Han. anche se forse non esplicito. riconosciamo l'impermanenza. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. politici e relazionali. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. Un tempo. che ha perso le elezioni presidenziali. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. per esempio. Una volta accettata l'interdipendenza. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. il popolo Manciù era “il diverso”. e i Manciù sono diventati “uguali”. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. oppure al caso di Al Gore. le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo.eppure difficilmente ce ne convinciamo. costituiscono la classe dominante. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi . che i geologi chiamano Pangea. nel corso dei secoli. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. non è il nostro scopo.

Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. Alcuni decenni più tardi. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento. Il presidente Bush. Allo stesso modo.] . Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. Immaginati di cuocere un uovo. può diventare il vostro peggiore nemico. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. l'uovo cotto. Negli Stati Uniti. il tuo cane. La volta dopo. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. É necessario avere perforati delle schede elettorali. invece. dipende da cause e condizioni essenziali. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta.d. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. Noi tutti. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. le uova e lo sperma. Il risultato. sin dall'attimo della creazione. la Casa Bianca corteggia la Cina. il tempo. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. Le regole continuano a cambiare. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. Perfino Che Guevara. che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. nel corso della vita. Fieri dei nostri principi. Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche. La morte è continua. un grande eroe popolare. la Tour Eiffel.T. quando insegnò il concetto di impermanenza. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. la memoria e Dio sono aggregati. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò.000 dollari a Janet Jackson. chiede dov'è la carne. mutando in base all'air du temps di una determinata epoca. Anche la mente. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. è stata introdotta una nuova morale. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo. d'altronde. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. L'amico più caro.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. il più grande stato comunista. è considerata immorale e può persino essere arrestata. è la morale che si è modificata. con il quale avete condiviso i segreti più profondi. come il DNA. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto. La definizione di “morale”. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. [N. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. sin dal momento della nascita. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro.

mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. Lo scetticismo. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. Lo troverete interessante. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. . e sono quindi variabili. tradizioni. Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente. Qualcosa di insignificante. A un certo punto. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. fiducia. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. D'altra parte. eppure. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. le luci. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. Altri fattori. percezioni. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. fino a un livello subatomico. tuttavia. La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. nel momento adatto e nel luogo giusto. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. il Giappone o la Thailandia. alla fine non vi persuade più. Come l'uovo. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto. Tutti questi fenomeni sono impermanenti. il risultato è inevitabile.un uovo. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina. perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. diffidenza. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. fogge. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. per esempio. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. riducendovi in miseria. per questo. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. inevitabilmente cuocerà. Molti fraintendono. Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. come la famiglia. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. sono impermanenti. con un numero sempre maggiore di forme. un timer. eludono le nostre aspettative. la Corea. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. amore. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. come il Bhutan. per lo meno all'inizio. come il gusto condiviso per le acciughe. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. seguono ciecamente la dottrina buddhista. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. può aggiungersi alla vostra devozione. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica. lo stato o la società in cui siete nati. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia. funzioni e definizioni. Fede e devozione sembrano incrollabili. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti.

Ogni relazione è destinata a finire. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio.”. ma preparato e lungimirante. Diventò molto popolare. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. creare una famiglia. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea. anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. e godere dell'amore e dei rapporti personali. impariamo a coltivare il perdono. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo. perché gli permetteva di volare. costruire la pace. Se il nostro partner ha i giorni contati.. né cambiamento verso il meglio. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. Era solo. forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. non c'è progresso. . l'apertura mentale e il coraggio. In una certa misura. si annida una costante brama di certezza. non avrebbe sofferto tanto. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. come quelle di un generale di gran talento. preparare la guerra. quando ha sparato a Lennon. Per Siddharta. Come nel caso dell'uovo alla coque. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. la comprensione. in un'abitudine. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. Chapman ha ammesso che. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. Dumbo. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce. In un rapporto. Acquisirete dignità e autorevolezza. se non c'è impermanenza. educazione. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. Dietro la paura. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. Senza l'illusione del “per sempre”. Per esempio. i momenti di separazione sono spesso i più profondi. l'elefante volante. Vent'anni dopo l'avvenimento. Se siamo in grado di vedere l'invisibile. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. Nonostante la comprensione acquisita. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. non offuscato da paure irrazionali. sarete capaci di consapevolezza e previdenza. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. la situazione è straordinariamente liberatoria. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana. Da piccolo. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. esso barese stato inevitabile.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione.. in uno schema. come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello. è riuscito a capirlo. Temiamo l'ignoto. non lo considerava un essere umano reale. Con questo pensiero. e riconosciamo le condizioni in cui agisce. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti. Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. non fosse che a causa della morte.

Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. sellò il suo cavallo preferito. Per esempio. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. Il concetto di bellezza è mutevole. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. dimenticando completamente l'interdipendenza. Ancora nella metà del ventesimo secolo. solitudine. così come cambia l'osservatore. Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. Una volta compresi. è un semplice fatto scientifico. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. dove Channa. partì da solo. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. è in grado di rallentare il riscaldamento globale. il simbolo supremo dello splendore. Ci sentiamo ingannati. Li consegnò a Channa. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. stava riposando. può condurci all'ispirazione e alla speranza. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. Li tagliò e. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. Quando furono a una distanza di sicurezza. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. Kathanka. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. e quindi incidere su cause e condizioni. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. Varcarono le porte della città senza essere visti. come il volere di Dio. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. è possibile manipolarli. Prima dell'alba. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. per invertire queste tendenze negative. ma. su sua istruzione. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. Channa lo supplicò di accompagnarlo. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. era un realista. senso di colpa. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati. maltrattati. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. non più grandi degli occhi. minacciati. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto. alla gloria e al successo. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà. perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. andò sino alle stalle. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. dopo averglieli consegnati. il cocchiere e suo più fedele amico. Non dovevano preoccuparsi per lui. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. non intendeva darci brutte notizie. mentre i famigliari e i servitori dormivano. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti.

la pace. coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. È una speranza ragionevole. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. o fino alla generazione successiva. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. dureranno per sempre. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. premi Nobel o saggi illuminati. La salute. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. l'aggregazione. ma non la morte. Se vi sentite disperati. e non avrete più motivo di sconforto. perché anch'esse sono aggregate. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. possiamo abbandonarle. redentori dell'umanità. Questo vale in ogni settore della vita. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. Di solito. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. la vincita. la fine degli esami. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. intervengono numerose condizioni. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. in quel momento siete all'inferno. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. Il sogno è un inferno temporaneo. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza. per non perdere di vista la logica di questa affermazione. potete benissimo creare le condizioni per averne una. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. né costituisce un castigo per le nostre colpe. Accettiamo la nascita. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. si tratta di un'esperienza infernale.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. Le cose permangono per la durata della nostra vita. sia positive sia negative. Nei due casi. È un inferno. L'odio. Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. Forse diventerete miliardari. potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. Un ragazzo – più basso. ma non l'inizio. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. di conseguenza. Se non possedete una Ferrari. secondo quanto prescritto da Buddha. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. Se sognate di essere calpestati da un elefante. con i vicini e con gli altri paesi. Non è intrinsecamente positivo né negativo. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. Se volete vivere più a lungo. Non importa quando dura l'incubo. pensateci. il cambiamento finale è inevitabile. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. Non è una questione di probabilità o di fortuna. ma anche quello emotivo. la ricchezza. . La disperazione – come il suo opposto. dove i dannati soffrono l'eterna tortura. nulla di quanto ci passa per la mente. ma non la perdita. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. vi ridestate. neppure la mente stessa. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. Assomiglia piuttosto a un incubo. le sfruttiamo a nostro vantaggio. Poi.

lance. intento a meditare. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo. Mara. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. non solo per se stesso. Cominciò allora a perdere il sonno. nel cuore dell'India. Mentre si preparavano per il viaggio. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio. sconfitti. con tutta la diplomazia di cui era capace. Siddharta fu irremovibile. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. non mi alzerò. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito.2. ma per tutti. Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. Il principe rispose che non intendeva desistere. Dopo molte ore di inutili ostilità. infatti. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre. si diresse a Magadha. nella cultura dell'India antica. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. Esistono miriadi di forme di vita diverse. Sfiorirono e invecchiarono. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. Invece di continuare il viaggio. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. Siddharta fu libero e diventò un buddha. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento. con l'erba kusha come stuoia. È un cambiamento continuo. che andò su tutte le furie. tutte le frecce. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. quindi è impermanente”. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. e io essere ridotto in polvere. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione. ma finché non troverà la risposta. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. è squisitamente teista. una successione di esperienze transitorie. Quando però si avvicinarono a Siddharta. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi. Siddharta non passò inosservato. leggendo libri o praticando l'esoterismo. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. Mara si recò da Siddharta e. il re dei demoni. Scelse un posto dove sedersi. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. o debba essere tale. ha concepito il progetto di finalità. la Terra mi è testimone. esista uno scopo ultimo. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. ma abbiamo tutti in comune una . Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui. Tra la costernazione generale. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. milioni di anni fa. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. Siddharta non si turbò. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. Alla fine. dopo tanti anni di tenaci tentativi. la loro bellezza prese a dissolversi. Nel dir questo sfiorò il terreno.

Quando invece avete superato gli ottant'anni. felicità è costruire castelli di sabbia. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice. L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. Invece. È una questione di valori condivisi. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. senza macchine di lusso. Per gli adolescenti. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. morale e persino nel sistema politico. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. [N. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV. anche nel relativamente ristretto ambito umano. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. disgusto. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. musica. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. Naturalmente. cioè un taglio di capelli corto. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. di stile occidentale. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma. Questo schema prosegue nell'età adulta. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. la speranza diventa paura. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. Per un bambino sulla spiaggia. senza Starbucks*. formiche e api. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. fruste e catene.d. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità.T. mentre altri prediligono strumenti di tortura. Dieci anni fa. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine. sia a livello personale che culturale. Da una parte. Adesso. Perfino in uno stesso individuo. Vogliamo tutti essere felici. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento. senza competitività.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. il denaro e la carriera rappresentano la felicità. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne.] . Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. adatto al ventunesimo secolo. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. presidenti e miliardari. influenzato da quello occidentale. Era elegante come un antico guerriero cinese. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello. Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. gamberi e farfalle. nel remoto regno himalaiano del Bhutan. adottiamo metodi stranieri o esteriori. con quei capelli rasati. impariamo a forgiare i nostri desideri. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni. le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità. Nella mezza età. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. Per molte persone. quando si desidera una relazione più seria e più stabile.

Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. In genere. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. Questa è una strada estrema. La storia del mondo. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. praticare la generosità e la Regola D'Oro. scarpe adeguate e altri agi essenziali. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. . causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. cibo a sufficienza. la meditazione. tuttavia. Questi stessi leader. Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. egli capì: Non è giusto. un'altra trappola come prima i cortigiani. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. ci può rendere felici. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. Per esempio. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. Se teniamo conto di questa situazione storica. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. il sacrificio. intrisi di puritanesimo. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. per questo motivo. in ogni parte del mondo. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. avere un cospicuo conto in banca. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. Principi in sé utili. quali Cina e Singapore. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. scelgo la morale”. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale. tuttavia. perché non solo continuiamo a soffrire. riveriti dai sudditi. ruota intorno alla religione. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. una casa confortevole. ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. i pavoni e le posate incastonate di gemme. dopo molti anni di privazioni estreme. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. Un giorno. il digiuno. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. bensì con mezzi squisitamente spirituali. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. incapaci di adattarci al sistema. Con grande sorpresa dei suoi compagni. I criteri sono oculati. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. in molti dei suoi aspetti essenziali. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze.attesi.

Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. tecniche sempre nuove. In genere. Se volete davvero eliminare la sofferenza. yoga. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. Viagra. direttamente o indirettamente. Se accordiamo loro spazio e valore. aspiratori per le cacche di cane. Al circo. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. diete. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. cure all'avanguardia. ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. toilette con sedili riscaldati. imperfette. vene e sangue. possediamo ascensori. i mercati finanziari e il potere. geni. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice.. dovete raggiungere la consapevolezza. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. Per questo motivo. Grazie alla ragione. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. Inoltre. quando temi che qualcuno ti critichi. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. e quindi sono sostanzialmente difettose. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. idealmente. Ancorati alla nostra convinzione. libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. tentiamo immediatamente di trovare la cura. il petrolio. ti ignori. scatenando conflitti per il territorio. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. sembra di vedere un cerchio di fuoco.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. computer portatili. che può essere quella di un attimo. Analogamente. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. Diventiamo ossessionati. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. lo spazio. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. In un modo o nell'altro. Novocaina. una statura imponente. Ci “coinvolgiamo”. Per esempio. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. essenziale dell'essere. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. batterie ricaricabili. tè dimagrante. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. però. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. assumiamo vitamine. mani da artista. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. identificandone l'origine. Le emozioni sono dolore. Quando lo guardiamo. taglia-capelli a batteria. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala. lavastoviglie. capirete che esse nascono da un fraintendimento. o ti sottragga un qualche utile. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. Esplorò la sofferenza con mente aperta. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . ginnastica addominale e oli profumati. Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti. moquette che ricoprono ogni superficie. desideriamo un ventre piatto. Non sono innate. si prefiggono di eliminare il problema alla radice. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale. Dal punto di vista individuale. non contemplavano rivoluzioni politiche.. telefoni cellulari. Le sue soluzioni. Ogni anno. appena li troviamo. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto.

il pessimismo. musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. Noi. la gelosia e l'orgoglio. non c'era biasimo. Secondo i buddhisti. che allora era la sua amante. fece notare a Camilla Parker Bowles. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. alcune emozioni possono apparire divertenti. l'inganno o una sottile manipolazione. quando ballerini. Ma come un genitore sollecito. Alcune. Nel breve periodo di frequentazione. Le emozioni a volte sono puerili. in un momento intimo che si voleva senza testimoni. Come vedrete. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. la colpa e l'innocenza. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. la paura. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. In alcune regioni dell'Asia. pregiudizi e sulla nostra ignoranza. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. di natura pacifica e quieta. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. sono in realtà basate sull'aggressività. Ben conosciamo l'amore e l'odio. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). ma la maggioranza è completamente irrazionale. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza. fa . Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. A ogni istante. il gruppo intreccia rapporti di fiducia. soprattutto di notte. mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. ma la lista si può estendere all'infinito. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. A un osservatore occasionale. Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. si può spiegare tutto questo processo. Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità. la tristezza e la gioia. e provò soltanto una profonda compassione. che siamo adulti consapevoli. Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. la vergogna. Quando la consapevolezza è smarrita. se non molto prima. la convinzione si fonda su un fraintendimento. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. servendosi delle quattro verità. non esiste la parola che indica l'amore romantico. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca.tiene una torcia. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. Altre sono quasi impercettibili. grazie a questa consapevolezza. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. Ci sono emozioni che sembrano razionali. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza. i ricatti. agli amici e alla famiglia. come quando il principe Carlo. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. non c'era errore. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. dell'estasi. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. o . Corea. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti. che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. della devozione. come “antisemitismo” o “olocausto”. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso. Arabia Saudita e India. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo.riconosciuti come tali. non per gli altri. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti. dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul. Molti estremisti politici e religiosi. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. Mara non lo apprezzerà affatto. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. se non ne hanno già uno. In realtà. In Malesia. della pace. Giappone. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. materiale o intellettuale. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi. Per pura invidia. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. Mara predica astutamente la libertà. della gioia. se portassero con sé le mogli. della concordia. dell'ispirazione creativa. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. della realizzazione. In Occidente. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. sia esso economico. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. Invece. neppure dopo generazioni. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. per lo meno. Cristiani. Malesia. Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. Invece.

la libertà. molto meno evidenti. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto.per comporre canzoni. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. tuttavia. Siddharta. nessun guinzaglio introno al collo. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. questo si indebolirebbe. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. Molti pensano. i propri diritti. Per esempio. mentre shen significa “altro”. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla. tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. finché si possiede il controllo. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più. Non sto affatto male. anche solo per un'unica volta. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. Per questa ragione. e non avere nessun impedimento. anche se soffriamo. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo. anche se gli dedicate la più totale devozione. “diritti” o “legittima ragione”. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. un'esplosione accidentale di gas. ma non scaturisce indipendentemente dal resto. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. le nostre emozioni più violente . Sto respirando. Ma è solo una fantasia. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. Magari. Possiamo provarci. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. non è poi così terribile. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. E se fallite. tuttavia. nello stesso tempo. e questo scontento provoca sofferenza. Tutto va come dovrebbe andare. Dopotutto. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. era immune al veleno dell frecce. Raramente. Sono termini difficili da tradurre con precisione. Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. sperimentiamo tanta pienezza. In senso lato. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. si diventa infelici. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. più specifica e più chiara. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. Sto bene. l'amore può essere piacevole e soddisfacente. Per Siddharta. Non è in nostro potere. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. immagina come si svolgerà la serata. in tempo libero. Sto facendo colazione. In questo modo. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. Come minimo. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. rang significa “Io” e wang “potere”. una congettura. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. riuscirci talvolta. consapevole che fossero semplici illusioni. Vi è sempre in agguato la costante. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. si è felici. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni.

e quindi persero ogni attrattiva. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. come il cerchio di fuoco. Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati. La consapevolezza non vi impedisce di vivere. Potete continuare ad andare avanti. La vera origine della paura è l'ignoranza.diventano innocue come petali di fiori. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. rende la vita molto più piena. assaporerete pienamente il vostro tè. egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati. anzi è eccitante. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni. . la consapevolezza si affina. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta.

Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. espandendosi in ogni direzione. al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. il pellegrino pensa che sia acqua. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa. sane di . che chiamiamo dharma. tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura. Capì che ogni cosa che vediamo. sete e speranza. Il giovane ne uscì trasformato. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. In quella sconfinata pianura. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana.. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. L'oasi. come vedremo. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie.. Divenne celebre come Milarepa. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. sentiamo. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta. se siete creduloni. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. Nel primo millennio dell'era cristiana. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. eppure Rechungpa partì per l'India. nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari. Dopo molti anni. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Rechungpa si applicò scrupolosamente. ma per disperazione. ascoltiamo. le sue parole. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. Oppure. Dal suo nascondiglio all'asciutto. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo. Uno dei massimi imperatori del III secolo a.3. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla. il dharma continuò a diffondersi. Fu il re Ashoka. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. ritornò in Tibet. Grazie a mecenati della sua tempra.C. Vaghiamo invece nel deserto. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. e riteniamo di essere persone colte. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. in realtà.

aveva compreso il vuoto. In un mondo dominato dall'avidità. “Ecco che arriva l'ipocrita. la compassione e l'altruismo è molto difficile. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. proprio come un miraggio. concetti come la lusinga e la critica. La mente umana. Ci affanniamo per trovare amici autentici. pieno di pace. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. come fece Siddharta. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile. delusioni e sofferenza. per non parlare della verità ultima. alla fine siamo delusi. esitazione o orgoglio. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. sicurezza. Le cose non sono come sembrano. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. Secondo questi criteri. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento. quella del vuoto. che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. . Semplicemente. Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. di prestare attenzione o di comprendere. Priva di ogni imbarazzo. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. se cerco di insegnarlo. avendo sentito i progetti di Siddharta. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. Così percepito. come il viandante. non estremistico. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate. non c'è nessuno capace di ascoltare. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza. Ma se tento di esprimerlo. anche se ne esistono molti altri. chiaro. soddisfacente e delizioso. infatti. quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. Per chi. Siddharta partì per Varanasi. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata. apparvero il dio Indra e il dio Brama. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. in prossimità di Varanasi.” sogghignarono. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni.mente e lucide. troveremo che definizioni come “forma”. se dipendiamo da una conferma esterna. Se intraprendiamo un'analisi approfondita. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. Al momento della sua liberazione.” Per rispettare i loro desideri. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. non lo capiremo. Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. “tempo”.” dissero. come Siddharta. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. dall'orgoglio e dal materialismo. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. Quando raggiunse Sarnath. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. Ma. anche solo insegnare principi di base come l'amore. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. Si racconta che. Appena lo videro avvicinarsi. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. la venerazione e il disprezzo. “spazio”.

intuizione. anche se cambia. ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata. La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. definitivo. anime gemelle. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. la nostra visione è distorta. Sottoposte ad analisi rigorosa. Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati. Siddharta non era irrazionale. In entrambi i casi. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. queste prospettive tuttavia non reggono. non c'è acqua nel miraggio. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. non immaginato. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. o non vogliamo. dimostrabile. si. considerandole “realmente esistenti”. le . razionalizzazione e definizione. Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. perché sappiamo che non è davvero una mano. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. lo consideriamo ben definito. se accettate il vuoto. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. valido. In questo senso. e in modo permanente. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. fantasmi. La gemma si trasforma in fiore. Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. pazzi o irrazionali. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. oggi e domani”. In una certa misura. Per esempio. immutato e incondizionato. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. Noi non possiamo. Funzione. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. Certo. come Salvador Dalì. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione. Solo in rare occasioni. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio. reale. Milarepa era un grande yogi. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. sarete considerati anormali. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. riescono a passare per artisti. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri.

funziona come un libro. dalla fabbricazione o dal cambiamento. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. Contrariamente alla credenza popolare. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente. Accettiamo che. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. gli altri lo considerano un libro. Un fiume scorre con la sua acqua fresca. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” . Per esempio. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa. immutata. Analogamente. finché concorrono tali condizioni. per adesso. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. L'analisi finisce qui. quindi lo mangio. Se fosse indipendente. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. Non trovando nulla a questo livello. perché dipende dal fatto che siete lì davanti. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. non sono generalizzazioni. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. è carina.. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino. adocchia una ragazza. Le cose esistono per il momento. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. non ci affascina più. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. se ci dà quel che vogliamo. egli è libero da ogni delusione. Se ci ritorniamo dopo un anno. Un ragazzo cerca compagnia. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni.non immaginata. è davvero un cerchio di fuoco.. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. L'acqua è diversa. definita. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. non andiamo oltre. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. nella nostra esistenza. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente. Se l'analisi fornisce una risposta adeguata. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. quest'identità si sgretola. Per Siddharta. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. A un semplice sguardo. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. scevro da interpretazioni. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. senza eccezione. Dal suo punto di vista. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza.

Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. A quanto si dice. Ma così stanno le cose. ma non successe nulla. ti lega a un nodo e ti imprigiona. fra molti altri.cose esistono realmente. Per un coccodrillo rappresenta il cibo.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. qualcuno la considera l'amante. esausto. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio. la sorella. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . Siddharta aveva un discepolo laico. “Pensare che qualcuno è bello è un concetto. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato. il vuoto non era stato costruito da lui né da . non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. un metodo prescritto. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo. Tra i molteplici punti di vista dell'universo. quando è vecchia – sempre. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. perché la bellezza dipende dall'osservatore. secondo il giudizio di una commissione di esperti.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. qualcuno è geloso. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. Per essere definita come “suprema”. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. senza muovere neppure un muscolo. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. per un parassita è un'ospite. Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza. quando russa. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. cartilagini. il monaco rimase impassibile. crollò a terra. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. Quando finalmente li riaprì. la figlia. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. aggregato e impermanente. riflettori e rossetti. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza. la madre. la rivale. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”.” disse. Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore. Turbato e deluso da se stesso. intestini e simili. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. pensò: Ecco. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. quando si accovaccia sul water. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. dipende dalla mente. Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. Non esiste indipendentemente. Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. un guerriero di nome Manjushri. Per qualche tempo. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. Per Siddharta. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza. ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca. Se è davvero bella. questa bella ragazza sta per abbracciarmi. è bello di per sé tale assortimento. Ai suoi occhi. il monaco si diede alla fuga. l'amica. una verità non deve essere fabbricata. quindi non esiste davvero. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello.

Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. Se in sogno fate qualcosa di strano. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. fa cessare anche l'esperienza. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. perché trascende il tempo e non ha forma. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. nel mondo relativo. perché consentono solo un'esperienza artificiale. Se non sognate. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. se sognate. non può provocare un risveglio assoluto. tuttavia. rispondereste: “Non posso”. anche se. paradossalmente. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. una volta esaurita. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. di più puro o di più divino di quanto percepiamo. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. di migliore. speranze. che in realtà può nuocere al corpo. si può preparare una tazza di tè . rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. come l'immaginazione e l'avidità. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. capite che state dormendo. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. Una droga. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste. potete farlo. io posso farlo. come un sogno a occhi aperti. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. Ma quando queste condizioni si sono esaurite. allora è un problema. “È l'attaccamento che vi incatena. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. Siamo immersi in un sonno profondo. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. Immaginate di fare un sogno terrificante. Finirete per cadere e sarete molto delusi. per negare una cosa. rispondereste: “Sì. E volereste via. senza dipendere da uno stimolo esterno. e siamo preda dell'ignoranza. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. non vedi?”. Ma queste sostanze non sono consigliabili. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. può apparire qualsiasi cosa. immaginazioni. l'apparenza si dissolve. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli.nessun altro. paure e illusioni. convinti che esista davvero. Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. non potete volare. Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto.” Siddharta era perfettamente conscio che. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. il vuoto è sempre stato vuoto. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito.

come la scelta antiabortista e l'eutanasia. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. esisteva una bella monaca di nome Utpala. due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. di nome Tilopa. Una volta. perfino se si tratta di una posizione folle. senza parlare. poi. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. Senza esitazione. fece scendere la donna. e da posizioni morali. l'uomo diventò il suo discepolo. Quando raggiunsero la sponda opposta. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. da concetti astratti. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. un veggente molto rispettato predisse che . rendendo sempre più artificiale il nostro universo. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. Ci sono politici veramente integri. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. ma l'attaccamento all'apparenza”. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose. ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. Semmai. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica. con gran sorpresa dell'uomo. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. la haute cuisine. la cura contro l'ipertensione. la monaca se li tolse e glieli diede. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. Molto tempo fa. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. le fatture da pagare. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò. Stentando a trovare le parole giuste. ma lui era implacabile. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. entrambi i monaci ripresero a camminare. Per loro. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. ognuna delle quali ha i propri vantaggi. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. uno dei suoi eredi dharma. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti.oolong e sorseggiarla. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. Amplificati dalla cultura popolare. in un paese devastato dalla siccità. e preparano miscugli speciali. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò. come i diritti dell'individuo. In un'altra parabola buddhista giapponese. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. come la macchina da riparare. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. In un momento di chiarezza. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. Per questa ragione. Un giorno infine. ma la gente in realtà continua a soffrire. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero.

Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. Quando venne la pioggia. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. tale fenomeno in genere assume valore. Non penetra nelle nostre menti limitate. ha la mente condizionata dal pragmatismo. Come al concorso di Miss Universo. ma una pioggia maledetta questa volta. pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. nel suo irrazionale terrore. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. La gente era ricca e felice. il dolore e . bevve l'acqua anche lui. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. alla fine. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. La verità: non è una favola. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. fa appello al minimo comune denominatore. Solo il re era rimasto “sano di mente”. noi uomini vediamo solo uno stagno. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. perché non aveva altri punti di riferimento. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. come ultima risorsa. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. Di fronte a tanta immensità. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. perché sono molto più numerosi di noi. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. non è letale È difficile capire il vuoto per chi. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. infatti.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. le cause e le condizioni nascoste. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. come noi. Per poter governare i suoi sudditi. capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. che siamo gli osservatori dello stagno. I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. Forse. Ma la rana della sorgente non le credeva. la bevvero e impazzirono. Assumendo una posizione democratica. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. non è magia. si sarebbe stabilita sull'oceano. La presa di coscienza non è necessariamente letale. i residenti acquatici vinceranno. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. Quando guardiamo uno stagno. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. ma. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. Capiscono com'è collocata la cinepresa. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore.

Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza. una sorta di trappola mentale. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. che si avvolgono intorno a noi come un serpente. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente. le si apre un ventaglio di possibilità. A quel punto forse. Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. Come il fobico Jack. invece. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta. facoltà che in genere è compito del divino. Quando si è calmato. Quando Jack si convince di essere al sicuro. il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . non rubate. paure. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro . Jack. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. In altre parole. di cultura e di atteggiamento. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. Il sollievo di Jack. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. come una sorta di ricompensa. tuttavia. Un percorso è un metodo. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. la sua amica Jill entra nella stanza. ansie ed emozioni. che ci conduce da un posto a un altro. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. e se Jill non agisce con cautela. nel buddhismo non esiste divinità. Speranze. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. se non si fosse mai creato un simile equivoco. il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente.liberazione e libertà. che non esiste affatto la sofferenza. Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso. perché non c'è mai stato. a rigor di termini.. in base alla sua esperienza. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. vedo il serpente”.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano. Fortunatamente per Jack. ha cercato una via di fuga. può dire: “Sì. potrebbe solo peggiorare la situazione. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. non dite bugie”. non può dire “il serpente se n'è andato”. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere. anche se. Non ne ha provocato la scomparsa. in questo caso. o uno strumento. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura. come la meditazione. gioie inattese. per esempio. In base alla natura del discepolo. anche con la luce accesa.

C. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente.che. In India – e non nell'attuale Croazia. vincolato al tempo e allo spazio. curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu. uccidilo”. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. Quattrocento anni dopo. all'inizio. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto. Nessuno. A prescindere dal concetto di vuoto. Jack è ignorante. Per amore di jack. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo. compreso Buddha. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice. come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. ha un'opinione sbagliata”. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. o un buon karma. Alla fine della giornata. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze . Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. o un cattivo karma. Questo Buddha teneva sermoni. D'altra parte. e a questi discepoli di livello superiore. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. non c'è Buddha che giudica. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. che evidentemente è da intendere in senso figurato. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. perché. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. conosciuto poi come Gautama Buddha. A livello intellettuale. per di più. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. In una discussione con il suo discepolo Subhuti. a seconda della capacità del discepolo. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. da non confondere con la morale e con l'etica. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina.

I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. Nient'altro. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. tristi. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. In assenza di tale consapevolezza. Forse penserete che si tratti di un paradosso. con la comprensione del vuoto. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. l'ispirazione è tutto. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. dovete abbandonare il buddhismo. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. un placebo. In questo modo. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. ma Buddha rifiutò la sua offerta. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. Per esempio. In un certo senso. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea. tangibile e solido. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno. Se cominciate a intravedere esperienze. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. arrabbiati o impetuosi. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. dovete sbarcare. Quando vide la sua tunica strappata. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. al cinema. se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia. Nel momento della comprensione assoluta. ascoltando questa parabola. se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. è il mio mezzo di sussistenza”. Quando diventiamo genitori a nostra volta. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. Era un grande maestro. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. In un'altra parabola. che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. il mondo sembra reale. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. In tal modo. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. Molte persone. ma avrete la disinvoltura di chi. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. come se lui fosse divino. Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. Una volta arrivati. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. Tuttavia. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto.

però. le Nazioni Unite. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. come quella di atterrare su Marte. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. Il più delle volte. come quella di far colpo su una ragazza. sul potere miracoloso delle diete. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. continuate a lottare per i diritti individuali. fa scenate. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. saremo gli eroi che salvano il mondo”. molti di noi scelgono di rimanere al buio. avete avuto fiducia in queste istituzioni. potremmo essere estromessi dalla società. i migliori. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. Per molti anni. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. al contrario. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. Temiamo che. la società libera. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. Poiché aveva compreso il vuoto. avviene in sordina. la scienza e la tecnologia. Se Jack grida. Come un bambino al cinema. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. siamo catturati dall'illusione. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. Il mondo. Con orgoglio. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi. la famiglia e il lavoro. lo prendete in simpatia. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. voi accendete la luce. in grado di capire tutto. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. o ambizioni smisurate. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione. Spinti dalla brama di successo e di originalità. Abbiamo piccole ambizioni. ambizione e insicurezza. una delle quali credeva di essere molto furba. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo. Ciò non significa ritirarsi dalla società. Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. Immaginate che George W. tentarono di salvarla. perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. In realtà. che rendono . Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. da cui derivano vanità. perdere la rispettabilità. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. e non vogliamo esplorare altre direzioni. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. dei nostri averi e dei nostri successi. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. Nella vostra vita. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. più piacevole. a pensare quel che pensiamo noi. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. gli amici. siete già preparati. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. siete attivi a livello politico all'interno del sistema.innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. Una volta c'erano cinquecento scimmie. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. più accogliente. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione. ma se la situazione cambia. E spesso cadiamo in acqua. conservate il lavoro. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. non è ancora diventato più sicuro. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. senza doversi preoccupare che si consumi. e non siete accecati dal risultato finale. La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. è confezionato troppo bene. l'economia globale.

invece. capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. Non è impossibile mandarle in frantumi.necessaria una manutenzione. per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento. cambierà il modo in cui la guarderete. perché non esistevano né prima. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. che i concetti come “grande” e “piccolo”. alla grammatica. simo in grado di superarle. Mentre li sognate. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. non esistono e che tutto è relativo. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare. . Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. né durante o dopo il sogno. non solo a livello intellettuale. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. “guadagno” o “perdita”. Un giorno capiremo. Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. sono assolutamente reali. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. Se riusciamo a superare questi confini. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. Il vostro punto di vista può cambiare. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. Analogamente. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie.

Eppure non divenne immortale. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. luna di miele e picnic sono piacevoli. neppure tanto mascherati. “paradiso” . Continuate a fare tutto questo. Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. vi sentite obbligati a . che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. Una vita perfetta. Il venerdì sera. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. I suoi discepoli erano monaci e monache. ma pochi hanno il tempo di analizzare. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. Pensione. Dopo un attento esame. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. uno spazio sconfinato. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita. erotici o dell'orrore. Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. Dopo aver raggiunto il nirvana. Qui. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. l'altro lato del samsara. Non è il paradiso. Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. Questa condizione è definita “nirvana”. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. Non c'è da temere la morte. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. Se ci sono uomini politici. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante. ma non durano all'infinito. Nel momento in cui capite che queste cose esistono. “liberazione”. alla fine diventa noiosa.4. compresa la moglie. perché. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. “illuminazione”. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. Yashodhara. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. se siete onniscienti. oppure pieni d'empatia verso chi soffre. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. cominciamo a sentire la nostalgia di casa. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate. cortigiani e mercanti.sono parole che molte persone amano pronunciare. verso uno stato chiamato “parinirvana”. guardiamo film polizieschi. di terminare le opere ancora incomplete. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. sono affidabili e onesti. regina e nei panni del bodhisattva. re e condottieri. Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia. re. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. “libertà”. elefante. Forse aprite il giornale del mattino. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. sapete quel che nasconde. e il figlio Rahula. nell'universo mondano. scimmia. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono.

come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. le sfide. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. L'ambiente fisico e i corpi. le soddisfazioni – e il libero arbitrio. . libero dai problemi. ci bloccano e. per una perfetta riuscita. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. Avrebbero una sorta di immunità angelica. preferiamo tenerci sul vago. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. dobbiamo morire. Per Siddharta. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. Nonostante ciò. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. o di illuminazione. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. grazie al coraggio. il luogo di definitivo riposo. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha. nella nostra versione personale di paradiso. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. In genere. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli. Può essere raggiunta in questa vita. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. neppure oggi. Non c'è via di fuga. l'illuminazione è il massimo stadio della noia. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. può visitare questa località fisica. le interruzioni vi infastidiscono. Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. Secondo Siddharta. impuri. Per lo meno. ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. Nessuno. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio. non in questa vita. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. una sorta di residenza permanente. Alcune persone hanno già perso la speranza. perché non ci serve più. il paradiso o il nirvana. Siamo intrappolati. Al contrario. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. non moriremo più. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre.

d. molto comuni in India. la paura diminuisce. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. tra cui una scimmia con un occhio solo. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. esso trascende questi concetti dualistici. invece. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. inseparabili di giorno e di notte. si raggiunge la libertà. che hanno paura dei serpenti. Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. vi è uno stato di liberazione equivalente. non è mai esistita. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. provate un profondo sollievo. Il nirvana è pace. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura. ci creiamo amici e nemici. solo una cravatta di Armani. Erano ossessionati l'uno dall'altra. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. Prima che uscisse. e comprendere che non c'è mai stato un serpente.T. Quando vi risvegliate da un incubo. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. sarete liberi. ma Buddha insistette. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack. era diventato particolarmente persuasivo. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. Il suo percorso non conduce alla felicità. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. c'è beatitudine. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. se si comprende anche solo parzialmente la verità. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. [N. Parlando di lei.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. Se capite davvero. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo. chiamati “livelli bodhisattva”. per esempio il serpente. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. La beatitudine. Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella.] . i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. quindi. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. Buddha. Così. senza felicità né infelicità. In altre parole. Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. per questo suo merito. Per mancanza di attenzione. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. poiché senza confusione né ignoranza. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore. lo portò al Paradiso di Tushita. in questo mondo o nell'aldilà. dall'aspetto particolarmente repellente. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. Il nirvana. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. Nella misura in cui comprendiamo la verità. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. in tal senso. non è né felicità né infelicità. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. tua moglie o questa scimmia?”. non solo a livello intellettuale. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. non equivale alla felicità. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione.

Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. Sgomento. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone.” I monaci evitarono Nanda. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. Questo pessimismo diventa inutile. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. che vive e respira. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. Questa volta. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco. Immediatamente. perché non credono di poterci riuscire da soli. che risposero: “Sulla Terra. perché. È troppo faticoso. le dee e le guardie. “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. ma anche alla felicità. ma il più delle volte questo non accade. che gli disse di seguirlo di nuovo. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze.” risposero. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla. paragonata a quelle dee. Per questo. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee. La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri. Come Nanda.” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. sono solo fenomeni compositi instabili. Se l'illuminazione fosse mera felicità. rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco. lui invece cerca la felicità. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere. quindi idee diverse. era come la scimmia. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. Buddha convocò poi un secondo cugino. “Oh. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli.” disse Buddha. che compia la purificazione in vece loro. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. un essere simile deve essere spettacolare. nelle nostre menti. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. che cominciò a sentirsi triste e solo. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. Dovevano schivarlo a ogni costo. Capire la logica secondo cui i . affinché noi possiamo riverirlo”. Poi chiese: “Chi è più bella. con caratteristiche e talenti superiori. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. piuttosto che qui davanti a noi. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. tua moglie o queste dee?”. A causa delle sue azioni virtuose. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie. “Non mescolatevi a lui. Ananda. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno. Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. “Voi state cercando l'illuminazione. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. dove lo faremo bollire. perché avete intenti diversi. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza. smembramenti e asfissie. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio.

le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. esso non è affatto trasformato. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. quando togliete la sporcizia. a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. l'interpretazione è sbagliata. consuetudinaria. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume. non abbiamo dubbi. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. invece. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. Navigando in quella direzione. la natura pura dell'Io.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. che credeva di potere eliminare il serpente. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. In un primo tempo. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha. gettando un'ombra su di noi. Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. la mente. Queste impurità possono essere rimosse. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. nell'acquaio o in una lavastoviglie. sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. Per riacquistare speranza. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. perché lo riteniamo possibile. generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni. Non è così. Il sudiciume. ma. che sono temporanee. generando amore . La sua natura non è sporca. è intrinsecamente privo di impronte. Lavare il bicchiere nel fiume. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. pensa che il bicchiere è sporco. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. Se il bicchiere è sporco. Quando si sporca. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. i marinai vanno verso la fonte della luce. L'assenza primordiale di contaminazione. è spesso chiamata “natura buddha”. Quando compriamo il bicchiere. Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. Indipendentemente dal metodo usato. non il bicchiere. verso il faro. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. Ciò nonostante. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. tuttavia. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo.

È importante capire. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. Molti la fraintendono. Siddharta era sufficientemente vigoroso. liberalo. il bersaglio preferito. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. La nostra vera natura è come una statua d'oro. che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza. È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. “desiderare” e “pregare”. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. appare la statua. potete dedurre che si tratta di fuoco. Egli implorò il demone: “Per favore. appena plasmata nello stampo. per incarnarsi poi in un regno superiore. la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. In realtà questa è la risposta. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente. che va oltre le nostre concezioni. tuttavia. che è parte della nostra vera natura. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva. Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. per esempio. con l'impegno e con la logica deduttiva. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. tuttavia. come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. si rivela la nostra vera natura buddha. A volte. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. alla fine riusciamo ad avvicinarci. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. per quanto rapidi e fiochi. quando sono poste queste domande. Quando lo stampo viene infranto. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. sadicamente. La logica. che possono essere manipolate e infine purificate. non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo.e compassione. come lo stampo non è parte della statua. Adirato. Oltre all'amore e alla compassione. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. tale comprensione ci avvicina al compimento. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. esiste qualcosa che è purezza primordiale. Per questa ragione. Servendoci di quello che abbiamo. dell'odio e dell'ignoranza. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma. ma come residente del regno degli inferi. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. la loro natura buddha può essere rivelata. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. lascia che porti io il peso per due”.

È facile accettare che le emozioni. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. Analizzando più da vicino questo piacere apparente. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. la malattia e la morte proprio come noi. Nei testi buddhisti rigorosi. se mai esista davvero. come offrire incenso. Questo è il miracolo. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. come il fatto di volare. Anche se simili talenti non sono da escludere. Invece di trionfare su un nemico esterno. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. reali o immaginati. possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. con mani delicate e un portamento regale. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. come un terzo occhio. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate.dell'illuminazione. con tutte le creature. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. segui il percorso che porta alla sua cessazione. Immaginate di avere mal di testa. sappi che la sofferenza può avere un termine. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. Gli scettici. In realtà. tuttavia. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte. Nel suo primo sermone. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. per esempio. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack.. le sue scoperte straordinariamente innovative. senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. non furono mai considerati le sue imprese supreme. . Fu questo il suo straordinario potere. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. Indicò un sentiero. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. Grazie a questa conoscenza. oppure vi concedete un sonnellino. dai più semplici. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. È un desiderio legittimo. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo. insensibile e intorpidita. Buddha sperimentò la vecchiaia. a Varanasi. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. come la rabbia. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale.. e anche questo è un miracolo. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura. per esempio un'aspirina. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. o per i suoi attributi fisici. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. abbandonane le cause. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. dai colori dorati. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico. Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. Nel buddhismo. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso. capace di controllare in parte la sua collera. proponendo decine di migliaia di metodi.

delle dimensioni di una particella infinitesimale. In altre parole. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. Il campo di buddha è considerato una terra pura. se non c'è Io. perché è un sapere dualistico. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. Semplicemente. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”.I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. Buddha è considerato onnisciente. e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. poeticamente. perché. non era più contaminato dal concetto di tempo. forse è perfino peggiore. non accetta quel che vede allo specchio. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. Buddha non è un nome di persona. Essere onnisciente non significa essere colto. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. il mondo non è migliorato. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. ma la definizione di uno stato della mente. anzi. lo spazio. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. una consapevolezza dell'intera verità. Pensando alla verità in termini di vuoto. È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. Analogamente. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. basato su oggetti e soggetti. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. I devoti. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. mentre il credente l'accetta in modo acritico. gli arhat. È chiaro che. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. i valori. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. pur essendo bella e snella. e vincolato ai limiti. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. Infine. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. non c'è neanche chi soffre. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. Altri seguaci. il genere. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. una manciata di fango e una moneta d'oro. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. altrettanto devoti. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. fu conosciuto come il Buddha. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”.

nessun concetto. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. La vanità alimenta l'industria cosmetica. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. Il primo non ha più attrattive dell'altro.ha smontato concretamente una bussola. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli. lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. per essere accettati. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. Non daremmo più tanta importanza alle parole. siamo elettrizzati. di sposarci. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . Saremmo liberi. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. ricordandoci di tempi più felici. o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. per competere con loro. saremmo distaccati e imperturbabili. otterremmo una forza incredibile. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. facciamo in modo che le cose belle durino. avere dei figli e perfino dei nipotini. ma. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. A noi che siamo schiavi del tempo. In genere. si contendono conchiglie e palette. Se errassimo solitari nel deserto. che belle gambe che hai”. sorseggiando un cocktail al cocco. Nessuna distinzione. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. di per sé insignificanti. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. indaffarati a costruire castelli di sabbia. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. il guadagno alla perdita. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. la celebrità a una vita ordinaria. Non preferiva la lode alla critica. come un'insalata per una tigre. né giustifica un maggiore investimento di energia. come un'eco. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. Se qualcuno dice: “Oh. senza più speranze e paure inutili. per attrarli. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. nello stesso tempo. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. Siamo come bambini sulla spiaggia. Vivono ogni sorta di emozioni. e reazioni emotive. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. guardando senza giudicare. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. piacere e dolore. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. Conosciamo qualcuno. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. la felicità all'infelicità. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto. sudore e sangue. Poi un'inezia. Ironicamente. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte.

per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso. il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società. sarebbe rimasta libera. È giusto limitare la nostra libertà. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. Anche se potessimo. perché non siamo affrancati dall'orgoglio. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. non hanno paura di perdere la faccia. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. non agiscono per impressionare gli altri. dalla speranza e dalla paura. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. Senza noia e senza senso di solitudine. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. tuttavia. non li desideriamo realmente. perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. per la privacy. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . è stata la sua noia a determinarne la rovina. ma. Se ci fosse garantita una libertà totale. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. non si conformano alle regole dell'etichetta. La loro libertà limita la nostra. si autodefiniscono combattenti per la libertà. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. questi saggi faranno tutto il necessario. a volte sono considerati anormali o perfino folli. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. Quindi. compromettendo così la libertà dell'altra. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. in realtà. tuttavia. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace. l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. Se è di giovamento al prossimo. non si annoiano. e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. Nello stesso momento. tuttavia. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo. nel profondo. Violenti e terroristi. Da un punto di vista ordinario. Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. dall'avidità. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. intenzionalmente o meno. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. non andremmo in giro nudi. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale. si annoierebbe. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. Alla fine. non cercano esperienze eccitanti. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. passeggiare nuda per strada. probabilmente non sapremmo cosa farcene. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni.

ma con uno spirito nuovo. e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. non siete mai stati esseri senzienti. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. Se capiamo. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. di alti e bassi. ma a livello emotivo. non lo siete affatto. Sono come il cielo. speriamo di scappare. ma senza la paura di essere rifiutati. siamo noi a essere folli. Se ci pensiamo bene.vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. Alla fine. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. Ma non è il diavolo che se n'è andato. Per il piacere della conversazione. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. Il suo discepolo. che alcuni dei nostri concetti. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. Magari continueremmo a fare acquisti. scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana. non solo intellettualmente. Ci innamoriamo ancora. Se tuttavia cominciamo a capire. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. che tutte le cose composite sono impermanenti. Non c'è nulla da ricordare. che non ha fine nello spazio. perché non avete dimenticato nulla. Se continuate a definirvi buddhisti. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. composto di innumerevoli storie che si intersecano. Quando raggiungete l'illuminazione. . Il nirvana è la non esistenza del samsara. Siamo molto sollevati. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo. anche parzialmente. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. il grande Nagarjuna. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. di drammi e colpi di scena. A un certo punto. non avete mai lottato. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. il nostro comportamento cambierebbe. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. Da questo momento in poi. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. Proviamo ancora emozioni. allora il nostro attaccamento si allenta. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. Invece di riservarli alle occasioni speciali. significativi e permanenti. Analogamente. Non è più necessaria nessuna meditazione. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. pronti a struggerci per una lode.

Come un copioso buffet. molto più accessibile. il trattamento adatto è la lozione di calamina. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. come tali. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. alla Mecca. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. o tra lo zen e il mondo della finanza. per adattarle alla loro situazione individuale. Le religioni sono come i farmaci e. a parte voi. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o. con la capacità mentale. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. Per esempio. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. dall'etica. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. il gusto. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti. queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo. perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. addirittura peggio. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. Sono tutte apparenze. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. potete scegliere l'idea che vi si adatta. Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. Solo voi come individuo. all'economia e alla vita in generale. Nel tentativo di non essere settarie. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni. la croce. ma non credo che questi paragoni siano necessari. Per esempio. Giudicare o valutare un . la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. Se soffrite di leucemia. Contemporaneamente. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. ma variano in base al paziente e alla malattia. in una sorta di sincretismo. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. la crocifissione. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. destinate a lenire la sofferenza. Con la stessa ovvietà. Allo stesso modo. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche.

è giusto essere enormemente grassi. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. Quando Buddha vietò il consumo di carne. Ma tra precetti e divieti. se vivete a Venice Beach. per sostenervi. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. e site convinti che sia giusto essere magri. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. Ogni azione e comportamento. . L'attaccamento all'Io è ignoranza. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti. né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. a un certo livello lo fate per sopravvivere. Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. intendeva tutte le carni. Infatti. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. o quella di maiale perché impura. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. Nei sutra Mahayana. Per questa ragione. in California. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo. Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso. incoraggiati dalle scritture buddhiste. sono basati su queste quattro verità o sigilli. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. se mangiate carne. Chi determina ciò che è “buono”. i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. in attesa di essere macellati. e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. I Sikh. Per esempio. rinunciando ai carboidrati. secondo la vostra idea. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. non si tagliano mai i capelli e la barba. tutte le emozioni sono dolore. Tuttavia. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. In definitiva. da un punto di vista strettamente egoistico. per esempio. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. con il becco chiuso. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. Capovolgendo la situazione. morirete lo stesso un giorno o l'altro. Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza. ci sono ragioni per farlo. Secondo la vostra idea.

Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. se ci si sente privi di capacità o di valore. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. tale oggetto è privo di una propria natura. trascende i concetti. costituisce un sollievo. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine. si genera un karma negativo. si genera un karma positivo. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. D'altra parte. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone. ricade all'interno di queste quattro verità. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. un'illusione. e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. o si è deboli oppure “peccatori”. ma neppure attaccarci. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. l'impermanenza. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. non costituisce il percorso indicato da Siddharta. Se non ci attacchiamo all'Io. qualsiasi sia il suo oggetto. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. sia buono che cattivo. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. La generosità senza ricompense. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. Comprendere il terzo sigillo. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. Il nirvana è trascendere il karma. come la generosità. insorgono le conseguenza. la generosità praticamente è già in atto. La conseguenza è il karma. l'illuminazione. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. l'incontestabile marchio del buddhismo. Una comprensione più profonda del karma. In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. sapere che sono compositi. secondo criteri materiali – per esempio. e in assenza di ostacoli. Secondo Siddharta. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. non del cammino verso l'illuminazione. In presenza di specifiche cause e condizioni. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. permette di meditare sulla quarta idea. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza. senza aspettative o senza condizioni accessorie. la verità secondo cui la liberazione. Comprendendo il secondo sigillo. prendiamo la generosità. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. La generosità diventa un atto di gioia. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. Quando cominciamo a capire la prima verità. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. La motivazione. Per tale ragione. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io. Potete elargire con generosità.

Tuttavia. convinti invece che sia solido e reale. con la giustizia o la libertà. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. null'altro che un percorso nichilistico. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. queste verità vi sembreranno piacevoli. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza. come il bene e il male. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. Analogamente. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. allora non c'è motivo di lamentarvi. come accendere incenso. non blasfemo. Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. come lo è la persona che li vive. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. la vostra è una devozione superficiale. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. non c'è ragione di arrabbiarsi. Si smarrisce ogni lucidità mentale. continuerete a vivere in un mondo illusorio. non c'è alcuna ragione per essere violenti. il morale e l'immorale. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. Uno scienziato considererebbe ignorante. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore. si previene la violenza. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. nessuno in cui credere e di cui dubitare. Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti. Se non avete un io. Perfino le pratiche in apparenza rituali. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. Nello stesso modo. In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. se i pazzi di un manicomio vi insultano. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. o pensa che la Terra sia piatta. Non sono fabbricate. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra. che sono prigionieri delle loro abitudini. Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. Se è così. se non avviene in armonia con le quattro verità. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . perché non c'è nessuno da imprecare. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. non sono una rivelazione mistica del Buddha. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. non fa parte di questo cammino. nessun attaccamento all'Io. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. il brutto e il bello. e illuminazione significa comprensione della verità. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. Se ignorate i quattro sigilli. I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità.

o perfino ai propri figli. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. Grazie a questa comprensione. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana. la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. modificandone così il valore. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. prostitute. . afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. Considerando la rinuncia come beatitudine. cosparsi di cenere. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. che sia necessario abbandonare la propria casa. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine. Perfino oggi. anche la morale può essere distorta. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. La morale alimenta l'Io. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka. Quando cominciamo a capire le quattro verità. Mantenne la sua promessa. mercanti. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. Scegliere la saggezza. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. almeno di un riconoscimento in questa vita. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”. Si può essere re. I nuovi ricchi cinesi. Se non è accompagnata dalle quattro verità. vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. dai quali si aspettano devozione per la vita. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti. pur con tutta la vostra generosità. ma. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. Quando doniamo. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. Forse non siete avari. la sugata. le storie di principesse. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. Si inginocchiò. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. per esempio.

Il grande studioso indiano e santo. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. Shantideva. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. Con l'ausilio di questi metodi. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. un principe che aveva rinunciato al suo regno.Convinti della nostra versione di morale. Questa è la vera meditazione buddhista. rituali. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti. Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. condizione ed effetto. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio. In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. se ci permettono di accostarci alla verità. siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. anche se significa privarli della libertà. Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. È quanto chiamiamo meditazione. invece il . ma che ci allontana dalle quattro verità. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. Questa libertà è definita saggezza. Più che mai. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. interdipendenti e impermanenti. In tal modo. ma anche con l'esperienza. immobili come un fermacarte. Attraverso questa meditazione. l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. ma analizzandoli e meditandoli. ma se coltivate una certa tolleranza. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. non solo a livello intellettuale. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. Le pratiche esteriori sono percepibili. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. la pratica autentica. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. La saggezza supera la morale. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. diventano molto importanti. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. ma. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. il buon senso. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. Ormai convinti della logica di causa. tuttavia. ciò equivale a vincerlo. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. In altre parole. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. la tolleranza e la pratica vegetariana. ma così non è per la verità. l'amore. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. Siddharta stesso. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. Anche se intellettualmente sappiamo di morire. domani o nella prossima vita. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. Se arriviamo a capire le quattro verità.

perfino i monasteri. o dimentica di bere il tè. che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. Non potete modificare queste quattro verità. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. Nel corso dei secoli. Siddharta si avvalse di . Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. come copricapo rossi. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. invece. In realtà. o per lo meno distratti. ma il tè rimane puro. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. a New York. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. gialli o neri. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti. A un livello superficiale. alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili. l'incenso e i fiori. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. la sofferenza provocata dalle emozioni. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo. Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. Se c'è qualcosa da adattare. Le quattro verità. ma è praticata da molte culture diverse. Siddharta li incoraggerebbe. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. Potete cambiare la tazza. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. possono portare qualche beneficio. a rigor di termini. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi. l'impermanenza e l'altruismo per niente. i riti e gli oggetti rituali. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto. si tratta dei simboli e dei riti. La gente così se ne va in giro con tazze vuote. A differenza di altre religioni. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. Altri riti istituzionalizzati. invece. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. non della verità in sé. La verità in sé. non è né bella né non bella. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. Ci succede di essere affascinati. e comunque è impossibile farlo. Per spiegare correttamente questa verità. non ci sono eccezioni sociali o culturali.

accettarlo. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. fa parte della vostra pratica. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. rimane la stessa per tutte le scuole. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. possiedono un'elaborata gerarchia. Laos. sono le quattro verità a esserne custodi. sopportarlo. Siete liberi di valutarla. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. Contrariamente alle credenze popolari. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. Cambogia. Se il buddhismo vi interessa. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. Alcune. È normale che le religioni abbiano un capo. in base alle necessità del suo svariato pubblico. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. È per questa ragione che. sei un essere fortunato. anche se possono esserci stati migliaia di buddha. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. In certi casi. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. la Terra. La concezione fondamentale. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. Il luogo in cui viviamo. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. . tuttavia. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. Per secoli. retta da una figura con un potere assoluto. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. che si tratti di un uomo o di una donna. Corea. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio.metodi e strumenti differenti. invidia e orgoglio. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta. A causa di avidità. Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. come la Chiesa cattolica romana. In definitiva. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. Naturalmente. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet. Cina. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. ma è anche una benedizione. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. Thailandia. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. è sempre più inquinato. tanto tempo fa. e goderne. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. Giappone.

È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. sarete “buddhisti praticanti”. Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. come Democrate e la democrazia. ma non si decidono ad assumerlo. se siete praticanti. è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. tanto meno un essere umano. Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. . Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto. tuttavia. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. senza metterle in pratica. Se siete buddhisti.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. questi gesti scaturiranno spontaneamente. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. ma vi mettete al loro stesso livello. non solo non li dissuadete. dovete protestare e condannarli. D'altra parte. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. Se mantenete il silenzio. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto. Non siete buddhisti. se siete invitati a qualche ricevimento. Ricordate sempre. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo. Accettando e praticando queste quattro verità. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi.

Walpola Rahula. ne ha soltanto tre. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. come quella Theravada. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro.Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. “la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. non può controllare pienamente se stessa. Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. e questa dipendenza crea incertezza. il nucleo della filosofia buddhista. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. perché crede che non sia affatto generica. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. in un linguaggio quotidiano. Quindi. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. poiché un arhat è anche definito gangzag. Essenzialmente. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. tutto anziché soltanto un po'. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth. ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. Tendzin Gyaltsen. . All'interno delle diverse scuole buddhiste. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. o gangzag. Per comprendere molti di questi termini. C'è anche chi inarca le sopracciglia. Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. La tradizione Shravakayana. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. l'autore di L'insegnamento del Buddha. non possiede questi quattro sigilli. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. personaggio. Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”.

Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones. anche se i commenti sono sempre benvenuti. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. sia nelle parole che nel significato. Vorrei tuttavia ricordare che. Milarepa. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. Gampopa. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne. E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. . la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati. a Bali. Ringrazio anche Jessie Wood. Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito. Sakya Pandita. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. studiosi. Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. una volta splendido regno indù. sono interamente sotto la mia responsabilità e . non solo in termini di editing. che hanno contribuito a dar forma a questo libro. se troverete gravi errori o fraintendimenti. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. Longchenpa. Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura.

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