Khyentse Norbu Sei sicuro di non essere buddhista?

Per il figlio di Suddhodana, il principe dell'India, senza il quale non saprei di essere ancora un viandante.

Khyentse Norbu Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche, conosciuto anche come Khyentse Norbu, è un lama originario del Bhutan, maestro di aspiranti monaci buddhisti tibetani in Asia, a partire dall'originario monastero di Dzongsar, poi in Tibet, India, Bhutan, Australia e Nord America; in Italia è noto per due suoi film, “La coppa” e “Maghi e viaggiatori”. Ha studiato in Asia e in Occidente. Ha fondato associazioni non profit per la diffusione del buddhismo, tra cui Siddhartha's Intent e Khyentse Foundation.

Introduzione Una volta ero seduto in aereo sulla poltrona centrale della fila intermedia di un volo transatlantico, e il simpatico passeggero accanto a me fece un tentativo di mostrarsi gentile. Dalla mia testa rasata e dalla camicia color arancio-porpora dedusse che fossi buddhista. Quando fu servito il pasto, l'uomo premurosamente si offrì di ordinare per me cibo vegetariano. Ritenendomi, giustamente, buddhista, si aspettava che non mangiassi carne. Fu l'inizio della nostra conversazione. Il volo era lungo e, per ingannare la noia, parlammo di buddhismo. Con il tempo, mi sono reso conto che spesso la gente associa il buddhismo e i buddhisti alla pace, alla meditazione e alla non violenza. Molti in realtà sembrano pensare che, per fare un buddhista, bastino tuniche arancio-porpora o color zafferano e un sorriso serafico. Da buddhista convinto quale sono, dovrei essere fiero di una simile reputazione, soprattutto per l'aspetto non violento, così raro in quest'epoca di guerra dell'umanità, la religione non ha mai smesso di generare efferatezze. Ancora oggi le violenze associate ai fondamentalismi religiosi monopolizzano l'informazione. Eppure, posso dire con certezza che finora noi buddhisti non ci siamo disonorati. Nel diffondere il nostra credo, la violenza non ha mai avuto alcun ruolo. Ciò nonostante, da buddhista preparato quale sono, mi sento leggermente contrariato quando il buddhismo è correlato soltanto alla pratica vegetariana, alla non violenza, alla pace e alla meditazione. Il principe Siddharta, che rinunciò a tutti gli agi e i lussi della vita di corte, sicuramente cercava qualcosa di più della passività e della vita nei boschi quando si mise in viaggio per raggiungere l'illuminazione. Molto semplice nelle sue linee essenziali, il buddhismo non può essere spiegato tanto facilmente. Rivela, infatti, una complessità, una ricchezza e una profondità che appaiono quasi insondabili. Intrinsecamente non religioso e non teistico, il buddhismo richiede un'esposizione in cui è difficile non sembrare speculativi e religiosi. Diffusosi in molte parti del mondo, ha via via acquisito caratteristiche culturali che complicano ancor più il tentativo di interpretazione. Decorazioni squisitamente teistiche quali incenso, campanelle e copricapo multicolori attraggono l'attenzione della gente, e nel contempo costituiscono un inconveniente. Si finisce con il pensare che il buddhismo è tutto lì e si è distolti dalla sua essenza. A volte per la frustrazione originata dalla sensazione che l'insegnamento di Siddharta non si sia sufficientemente radicato, a volte per la mia stessa ambizione, mi trastullo con l'idea di riformare il buddhismo, di renderlo più semplice, più rigoroso. È fuorviante e illusorio immaginare (come talvolta mi capita) che sia possibile semplificare il buddhismo riducendolo a pratiche ben definite e prestabilite, come il fatto di meditare tre volte al giorno, aderire a un certo modello di abbigliamento e sostenere convinzioni ideologiche come quella che il mondo intero deve essere convertito al buddhismo. Se grazie a queste pratiche fossimo in grado di garantire risultati immediati e tangibili, credo che al mondo i buddhisti sarebbero assai più numerosi. Quando però mi riscuoto da queste fantasie (che peraltro faccio raramente), ragiono a mente lucida: un mondo di persone che si autodefiniscano buddhiste non sarebbe necessariamente un mondo migliore. Molti credono a torto che Buddha sia il “Dio” del buddhismo; perfino in paesi tradizionalmente buddhisti come la Corea, il Giappone e il Bhutan, tale approccio spiccatamente teistico al Buddha e al buddhismo ha i suoi adepti. Per questo motivo, nel libro ci serviremo del nome Siddharta e di Buddha in modo intercambiabile, perché la gente ricordi che Siddharta era solo un uomo e che quest'uomo è diventato Buddha. È comprensibile che alcuni credano che i buddhisti siano i seguaci dell'uomo fisico chiamato Buddha. Lo stesso Buddha tuttavia ha sottolineato che non dobbiamo venerare una persona, bensì la saggezza che costei va insegnando. Inoltre, si dà per scontato che la reincarnazione e il karma siano i concetti fondamentali del buddhismo. E persistono molte altre convinzioni errate, tutte piuttosto grossolane. Per esempio, il buddhismo tibetano è accostato al lamaismo e lo zen in certi casi non è neppure considerato buddhismo. Le persone un po' più informate, ma pur sempre in errore, si servono di parole come vuoto o nirvana senza comprenderne appieno il significato. In una conversazione come quella con il mio vicino sull'aereo, può darsi che l'interlocutore non buddhista incidentalmente chieda: “Che cosa esattamente fa sì che un buddhista sia tale?”. È la

domanda più difficile cui rispondere. Se la persona in questione è animata da un interesse autentico, una risposta esauriente non è adatta alla conversazione poco impegnativa che ravviva una cena e le generalizzazioni generano spesso fraintendimenti. Immaginate di dare la risposta vera, quella che si rifà ai fondamenti esatti di una tradizione che risale a duemilacinquecento anni fa. Si è buddhisti quando si accettano le seguenti quattro verità: Tutte le cose composite sono impermanenti. Tutte le emozioni sono dolore. Tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il nirvana trascende ogni concetto. Queste quattro affermazioni, che furono pronunciate dal Buddha in persona, sono note come “i quattro sigilli”. Tradizionalmente, per sigillo si intende una sorta di marchio che conferma l'autenticità. Per amor di semplicità e di scioltezza in questo testo le quattro affermazioni saranno chiamate in differentemente sigilli e “verità”, senza confonderle con le quattro nobili verità del buddhismo che si riferiscono esclusivamente ai diversi aspetti della sofferenza. È noto che i quattro sigilli abbracciano il buddhismo nel suo complesso, eppure la gente non desidera affatto sentirne parlare. Senza spiegazioni più approfondite, servono solo a scoraggiare gli animi e in molti casi, non riescono a suscitare un più vivo interesse. Cambia il soggetto della conversazione e tutto finisce lì. Il messaggio dei quattro sigilli deve essere inteso letteralmente, non a livello metaforico o mistico – e deve essere preso sul serio. I sigilli non sono tuttavia editti né comandamenti. Con un po' di riflessione, ci si accorge che non hanno nulla di moralistico o di rituale, né alludono a comportamenti buoni o cattivi. Sono verità secolari basate sulla saggezza, e la saggezza è l'interesse primario di un buddhista. La morale e l'etica passano in secondo piano. Qualche aspirata di sigaretta e un po' di frivolezza non impediscono di diventare buddhisti, anche se non significa che abbiamo il permesso di essere sregolati o immorali. In senso lato, la saggezza deriva da una mente che possiede quel che il buddhista definisce una “giusta visione”, per quanto non ci sia affatto bisogno di considerarsi buddhisti per avere una visione giusta. In definitiva è questa visione che determina le nostre motivazioni e le nostre azioni. È il modo di vedere che ci guida lungo il sentiero del buddhismo. Se oltre ai quattro sigilli, siamo in grado di adottare tutto un insieme di comportamenti idonei, diventiamo buddhisti migliori. Quali sono invece le condizioni per le quali non si è buddhisti? Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti. Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, allora non siete buddhisti. Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, se pensate che alcune cose esistano intrinsecamente, allora non siete buddhisti. Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, allora non siete buddhisti. Che cosa fa di voi un buddhista? Forse non siete nati in un paese buddhista o in una famiglia buddhista, non indossate la tunica, non vi rasate il capo, mangiate carne e siete dei fan di Eminem e di Parsi Hilton. Ciò non significa che non possiate essere buddhisti. Per essere buddhista, bisogna accettare che tutti i fenomeni compositi sono impermanenti, che tutte le emozioni sono dolore, che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e che l'illuminazione trascende tutti i concetti.

Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione. Non andate in giro pensando continuamente al vostro nome. spero di chiarire: i suoi insegnamenti non costituiscono una grandiosa filosofia intellettuale. Una cosa. L'obiettivo di queste pagine non è di convincere i lettori a seguire Shakyamuni Buddha. Anche se questi esempi sono diversi da quelli utilizzati da Siddharta. ma rappresentano una concezione logica e funzionale che chiunque può mettere in pratica. Mi piace generalizzare e. Indubbiamente. che lo differenzia dalle altre concezioni. leggendo questo libro. unico del buddhismo. Non c'è alcun dubbio. Siddharta. Anche a prescindere dagli insegnamenti di Buddha. Siddharta non era interessato ai trattati accademici e a teorie scientificamente dimostrabili: non si curava che la Terra fosse piatta o rotonda. Cosa disse dunque quel principe indiano per guadagnarsi rispetto e ammirazione. chiunque accetti i quattro sigilli può considerarsi in cammino sul suo stesso sentiero. cominciai a sentire un ronfare discreto e mi accorsi che si era addormentato. Egli mirava a una realtà di tutt'altro tipo: voleva arrivare al nocciolo della sofferenza. Il buddhismo non ha vincoli culturali: non riserva i suoi benefici a una società data e non trova spazio nei governi e nella politica. anche senza aver mai sentito il nome Shakyamuni Buddha. basta che siano presenti nella vostra mente. che è possibile leggere e poi mettere da parte. a diventare buddhisti e a praticare il dharma.Non è necessario che vi preoccupiate costantemente di queste quattro verità. inoltre. Di per sé. ha raccomandato di non dare per scontate le sue parole senza analizzarle. anche una persona comune come me deve essere sottoposta a esame e io vi invito a soppesare con attenzione quel che troverete in queste pagine. ma se qualcuno ve lo chiede lo ricordate all'istante. persino da parte di scienziati moderni pervasi da scetticismo come Albert Einstein? Cosa disse per indurre migliaia di pellegrini a prostrarsi per tutta la durata del tragitto dal Tibet a Bodh Gaya? Che cosa distingue il Buddhismo dalle altre religioni? Io credo che la differenza essenziale sia contenuta nei quattro sigilli e ho tentato di esporre questi difficili concetti in un linguaggio il più semplice possibile. Mi giustifico pensando che oltre alle generalizzazioni noi esseri umani non abbiamo molti altri strumenti di comunicazione. Il mio scopo principale è sottolineare l'aspetto incomparabile. La nostra conversazione non era riuscita a risparmiargli la noia. Mentre provavo a spiegare queste cose all'uomo seduto accanto a me in aereo. il messaggio da lui espresso rimane adeguato al mondo di oggi. questa è già una generalizzazione. A questo scopo ho cercato di servirmi di esempi tratti dai molteplici aspetti delle svariate condizioni di vita – dall'infatuazione romantica alla formazione della civiltà come la conosciamo. . troverete moltissime generalizzazioni. Il vero scopo di Siddharta era di giungere alla radice del problema. pratica o mantra.

per tutti. a malincuore. mio signore.” disse Channa. Siddharta rimase estasiato dai fiumi e dai monti e da tutti gli spettacoli naturali offerti dalla sua terra. Godette ancora delle bellezze della regione.1. Suo padre. Ma. Sconvolto da quello spettacolo. “Gli organi del suo corpo con il tempo si sono consumati e logorati. Aveva rapporti affabili con tutti. Non troppo semplice. “Cosa significa 'vecchia'?” domandò allora Siddharta. Ormai Siddharta non poteva più tenere a freno la sua curiosità – cos'altro c'era là fuori? Ripartì con Channa per un terzo viaggio. prostrato dal dolore provocato da una qualche devastante malattia. il principe sembrava tornato alla normalità. Questa volta Siddharta vide una vecchietta sdentata che procedeva zoppicando. Ascoltando le suppliche del figlio. Per tutta la vita Siddharta era stato circondato da guardie del corpo vigorose e da floride dame di corte. il conducente del cocchio. Suddhodana. “È vecchia. Fabbricazione e impermanenza Buddha non era una creatura celeste. il re gli consentì di cimentarsi in un viaggio fuori dalle mura del palazzo. Crescendo cominciò a provare un'intensa curiosità per il proprio paese e per il mondo circostante.” Ascoltando come si manifestarono in Siddharta i primi segni di presa di coscienza. tuttavia. Ricco o povero. s'imbatterono in un contadino che gemeva sul ciglio della strada. sporadica tensione con uno dei cugini. verrà per tutti”. mio signore. ma desiderava ardentemente compiere un altro viaggio. “Per mio padre? Per mio figlio?” “Sì. Siddharta non ebbe mai screzi con i famigliari. Essere testimone della vulnerabilità del corpo umano lo scosse profondamente e ritornò a palazzo con il cuore pesante. sono sfruttate a fini di intrattenimento e di profitto. il suono di quei gemiti e la vista del corpo straziato dalla malattia furono per lui fonte di intenso turbamento. di casta superiore o inferiore. È sconcertante che un principe. giardini lussureggianti in cui correvano liberi i pavoni e uno stuolo di prestanti cortigiani. Di solito non ci fermiamo a meditare profondamente sulla natura della morte. Non siamo affatto disposti a riconoscere che il nostro corpo e l'ambiente intorno siano costituiti da elementi instabili. Ma sulla strada del ritorno incontrarono quattro becchini che trasportavano su un palanchino un corpo senza vita. Certo. si premurava che all'interno delle mura del palazzo ogni sua esigenza venisse soddisfatta e ogni suo desiderio esaudito. La vita di corte era fastosa. tranne qualche rara. È il destino di tutti coloro che sono nati su questa Terra. suscettibili di andare in pezzi alla minima provocazione. In questa nostra epoca dell'informazione. Sulla via verso casa. sappiamo che un giorno moriremo. un astrologo predisse che. nessuno può sfuggire alla morte. Chiese al suo cocchiere: “Perché quella donna cammina in quel modo?”. una moglie e un figlio affettuosi. ponga domande tanto semplicistiche.” rispose Channa. genitori che lo adoravano. diventato adulto. lungi dal rammentarci il nostro destino. mentre Suddhodana era fermamente determinato a farne l'erede al trono. La morte è diventata un bene di consumo. avrebbe potuto scegliere una vita da eremita. sanguinosi omicidi – che. Con il trascorrere del tempo. Quando Siddharta era ancora un bambino. Era un semplice essere umano. affinché il principe vedesse solo cose belle e salutari. dato che era un principe. il principe lo pregò di riportarlo a casa. sudditi fedeli. siamo circondati da immagini di decadimento e di morte – decapitazioni. Siddharta chiese: “La morte verrà anche per gli altri?”. potremmo pensare che fosse davvero molto ingenuo. Suddhodana acconsentì. se ne prendeva cura e li amava moltissimo. a meno che non ci sia . corride. dei monti e dei fiumi. Channa spiegò che quel corpo fragile in realtà era morto. e ordinò immediatamente a Channa di fermarsi. Ma siamo noi gli ingenui. Prese il nome di Siddharta Gautama e la sua fu una vita privilegiata – un palazzo sontuoso a Kapilavastu. protetta e sostanzialmente pacifica. Channa rispose:”Sì. destinato a governare un intero regno. In tutta la sua esistenza Siddharta non aveva mai visto una cosa simile. ma diede precise istruzioni a Channa.

siamo tutti come Suddhodana. desideriamo un compagno devoto. Il principe si aggirava per i saloni. il nostro tempo in questa vita continua a fuggire via. A Capodanno festeggiamo con petardi e champagne. Per impedire che il figlio sprofondasse nella disperazione. Logorato da questi pensieri. scegliesse il sentiero dell'ascetismo. faceva il possibile per rimediare alla situazione. ci svaghiamo. sempre aspettando. distogliamo deliberatamente l'attenzione. Le riviste e la televisione propongono e promuovono tali modelli di felicità e successo. come aspettare che finalmente sullo schermo abbia inizio un brutto film. Con il passare degli anni. per il momento ci riteniamo al sicuro. All'epoca non era affatto insolito che indù facoltosi e privilegiati diventassero asceti. Pur tentando di sdrammatizzare l'idea fissa di Siddharta. usciamo a fare compere. invece di prendere il suo posto come legittimo erede del regno. nascondendo alla vista del figlio ogni altro segno di morte e di decadimento. Suddhodana in realtà non aveva dimenticato la profezia. Siddharta era preda di un'ossessione. Nella vita quotidiana proviamo anche noi l'impulso di proteggerci e tutelare gli altri dalla verità. come fa una madre che distrae il suo bambino con sonagli e altri trastulli. il palazzo fu avvolto in un misterioso incantesimo. Non erano riflessioni malinconiche di natura passeggera. era caduta in un sonno profondo. Suddhodana gli disse di non uscire più dal palazzo e. Dopo il terzo viaggio. che soggiogò tutti tranne Siddharta. Festeggiamo il nostro compleanno soffiando sulle candeline. ma sempre invano. Di fronte ai segni inequivocabili del decadimento rimaniamo impassibili. Queste idee di successo sono i nostri sonagli di adulti.stata diagnosticata una malattia terminale. una famiglia felice. Sonagli e altri trastulli Sotto molti aspetti. escogitando sempre nuove illusioni per farci cadere nella trappola. Inoltre temeva fortemente che si realizzasse la profezia e che il figlio. Oppure ci precipitiamo a casa per seguire un reality show in televisione. celebrità: il tutto adatto al Guinness dei primati. dopo la consueta serata di intrattenimenti e baldoria. vagheggiando una vita di successi – case al mare. Nelle rare occasioni in cui pensiamo alla morte. belle macchine. in una notte indimenticabile. Poi. con cui andare in crociera o allevare barboncini di razza pura. Dopo il terzo viaggio tentò diverse volte di lasciare il palazzo per proprio conto. Quando siamo giù di morale. in gran segreto. Quel che facciamo durante la giornata. I buddhisti credono che questa sonnolenza generale fosse il frutto del valore collettivo di tutti gli esseri umani. Siddharta cercò di affrontare con il padre il problema della mortalità. non dimostra affatto che siamo consapevoli della fragilità della vita: passiamo il tempo a fare cose insulse. andiamo al cinema. Mentre siamo seduti a guardare la pubblicità. Se “qualcosa” è spiacevole. Il re era comprensibilmente perplesso dal fatto che il principe fosse dilaniato da quello che lui considerava un dilemma puramente teorico. senza pensare che l'anno appena trascorso non tornerà mai più e che quello nuovo si profila pieno di incertezza – può succedere di tutto. la fame e la mancanza di un tetto. ignorando che le candeline spente sono anche un simbolo che rammenta che siamo più vicini alla morte di un anno. Disponeva degli strumenti per porre fine a calamità quali la povertà. i genitori e soprattutto la sua adorata moglie Yashodhara e suo figlio Rahula. imponendoci di “passare oltre” mentre ci consoliamo con rassicuranti affermazioni positive. In questo senso anche noi siamo ingenui. Come ogni padre trepidante. una pensione anticipata. Bastò un'occhiata fugace alla vecchiaia e alla morte a far nascere in Siddharta il desiderio di conoscere la verità nella sua interezza. scoprendo che chiunque. Ci lanciamo in fantasie e congetture. con pensieri e azioni. perché non poteva far nulla per proteggere dall'ineluttabilità della morte i sudditi. dal re Suddhodana ai più umili servitori. ci chiediamo: “Quanto denaro riceverò in eredità? Dove verranno disperse le mie ceneri?”. perché fu l'evento . istruì il seguito regale affinché tenesse il principe sotto stretta sorveglianza. veri amici. Siddharta fu colto da un autentico sconforto. ma non poteva preservare i suoi cari dalla vecchiaia e dalla morte. intanto. premi e trofei.

In realtà stiamo aspettando che la vita cominci. Dopo un ultimo sguardo a Yashodhara e Rahula. il mondo andrà avanti.iniziale che portò alla creazione di un essere straordinario. raggiungeremo la maturità perfetta. Questo dimostra fino a che punto ignoriamo la continua trasformazione di questo mondo e di tutti i fenomeni. grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito. magari tronchiamo una relazione. Come fiori appassiti. Siamo certi che un giorno “vivremo felici e contenti” e affascinati dall'idea che alla fine “tutto si risolve”. non viviamo mai nel presente. proprio come gli hippy pacifici e indolenti finiscono per avere figli “neocon”. fossero solo una prova generale. siamo attratti dall'idea di raggiungere uno stadio in cui non sarà più necessario aggiustare nulla. Senza più l'obbligo di compiacere la famiglia reale. dopo la nostra morte. la mattina prima di svegliarsi. è per nostra volontà che siamo bloccati lì. non necessariamente realizzeranno i nostri ideali. I nostri cari muoiono. Sotto molti aspetti noi siamo come Siddharta. È come se quando abbiamo fatto finora. senza renderci conto che la maturità è solo un altro aspetto del decadimento. Per la maggior parte di noi questo incessante manovrare. Ci infastidiscono e masticano tenendo la bocca aperta. Se poi ne abbiamo davvero abbastanza e pensiamo “Quel che è troppo è troppo”. E le cose continuano ad andare male. che sarà grandioso. Inconsciamente. Poiché tutti dormivano. ma abbiamo le nostre rispettabili carriere. i lineamenti. per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona. Siddharta non si precipitò a ristabilire l'ordine. Siddharta uscì furtivamente nella notte. tutte le nostre vite fino a questo momento. se rimangono in vita. Lo stesso sole brillerà in cielo e i medesimi pianeti continueranno a girare. Ci aspettiamo di diventare dei vecchi saggi come Yoda. questo spettacolo non fece che rafforzare la sua determinazione: la perdita della loro bellezza era soltanto una prova ancora più evidente dell'impermanenza. I genitori più rigidi e severi di questo mondo generano gli omosessuali più vistosi. I nostri figli erediteranno la Terra. il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà. il nome e le tradizioni siano immortalati nella nostra prole. Abbiamo anche la tendenza a credere che. Non siamo principi con tanto di pavoni. I nostri teneri bambini beneducati possono diventare dei mascalzoni che sniffano cocaina e si portano a casa ogni sorta di compagnia. villette a schiera in periferia. i vicini litigano. i denti si possono lavare. In genere non abbiamo difficoltà ad ammettere che stiamo lavorando per un momento di perfezione futuro – ritirarci in una capanna di tronchi d'albero a Kennenbunkport o in un casotto sulla spiaggia in Costa Rica. in un disordinato scompiglio di membra. e non facciamo il minimo tentativo di sfuggire. attici a Parigi – e abbiamo le nostre Yashodhara e i nostri Rahula. Tuttavia. con vista su una cascata e su un laghetto in cui guizzano carpe ornamentali. Eppure. come avremmo potuto fare noi. perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre. riorganizzare. con le dita ingioiellate che ricadevano mollemente nelle pietanze. Gli elettrodomestici si rompono. migliorare è la definizione stessa di “vita”. Forse crediamo anche che un giorno. Non ci stanchiamo mai di questo ciclo. come pensiamo abbiano fatto sin dagli inizi del tempo. a meditare in totale serenità in una casa da tè. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio. continuiamo ad aggrapparci al nostro modello di famiglia e al sogno che il sangue. O forse sogniamo di vivere i nostri anni futuri in un idealizzato paesaggio silvestre tipico dei dipinti cinesi. il principe poté finalmente Andarsene senza essere visto. avevano perso ogni bellezza. noi possiamo tornare a star bene. La ricerca della verità può metterci sul sentiero sbagliato Il principe non venne meno alle sue responsabilità famigliari. i gattini a casa le nostre innumerevoli responsabilità. Di fronte alle seccature quotidiane. il tetto lascia filtrare la pioggia. Abbiamo i nostri palazzi – monolocali in quartieri degradati. I figli non sempre sopravvivono ai genitori e. i cortigiani russavano a bocca aperta. occorre sottolinearlo. oppure sembrano solo morti. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. non si . con le mascelle lasche come i cortigiani di Siddharta.

Qual era dunque lo scopo di tutto questo? Perché una persona sana di mente avrebbe versato lacrime e sangue in nome di una realtà che sapeva destinata a dissolversi o a essere abbandonata? Come poteva Siddharta rimanere nella beatitudine artificiosa del suo palazzo? Potremmo chiederci quale fosse la sua meta. le emozioni e le percezioni. Spogliandosi di quei capi che facevano di lui un aristocratico colto. la mensola d'oro su cui posava le pantofole. indossò una veste rudimentale e diventò un mendicante errabondo. il principe Siddharta si sedette su un praticello d'erba kusha. come i figli dei fiori degli anni sessanta (molti dei quali provenivano anch'essi da famiglie agiate e da case lussuose). È vero che lasciò il palazzo con totale candore (come poteva far vivere in eterno moglie e figlio?). ma la sua ricerca non fu vana. dopo aver preso coscienza della morte e della vecchiaia. acqua e . I bambini devono ottenere ottimi voti per essere accettati alle scuole della Ivy League e poi conseguirne i diplomi per assicurarsi impieghi prestigiosi in banca. tingersi i capelli di viola. Cercava forse l'immortalità? Quant'è futile! Siamo affascinati dai miti fantastici degli dèi greci immortali. conducesse la sua esistenza privilegiata e perpetuasse il nome della famiglia. Dopo un lungo periodo di meditazione. sotto un albero di ficus religiosa. anche se i famigliari non la vedevano nello stesso modo. le preziose caraffe di importazione. al di là di ogni ragionevole considerazione per la salute. Possiamo solo immaginare il dolore e la delusione di Suddhodhana il mattino seguente. oppure dalla storia di Ponce de Leòn. e si mise a studiare la natura umana. sbaragliare i concorrenti. Siddharta fece una scelta tonto cruciale perché non riusciva a capacitarsi che questo fosse il destino di tutti gli esseri umani. un'utopia. Immaginate che vostro figlio. Solo così la famiglia riesce a tramandare la sua eterna dinastia. Potremmo pensare che è questo che cercava Siddharta. nulla ha più significato: non hanno più significato i pavoni nel giardino. sono cioè il prodotto di due o più cose messe insieme. l'incenso e la musica. i genitori premono per la riuscita scolastica dei figli. si sarebbe aspettata che Siddharta rimanesse a palazzo. con la famiglia e con la sua terra. Dall'unione di due o più componenti nasce un fenomeno nuovo – chiodi e legna diventano un tavolo. nati e ancora da nascere. In alcune società asiatiche.sottrasse ai suoi doveri per far parte di una comunità dedita alla coltivazione biologica o per inseguire un sogno romantico. Nel palazzo o fuori. Ci diletta la storia del leggendario imperatore cinese Qin Shi Huang. È lo stesso dispiacere dei genitori moderni quando scoprono che i loro ragazzi sono partiti per Kathmandu o per Ibiza a rincorrere un ideale. farsi piercing e tatuaggi. Per lui non ha più senso lavorare quattordici ore al giorno. Cosa fareste? Gli date la vostra benedizione e vi vantate con gli amici della sua ritrovata saggezza? O gli dite piuttosto che è totalmente irresponsabili e lo mandate da uno psichiatra? Non fu solo una semplice repulsione per la morte e la vecchiaia che indusse il principe a disdegnare la vita di corte e ad andare incontro all'ignoto. che condusse i conquistadores nella vana ricerca della fonte della giovinezza. il legame con Yashodhara e Rahula. La nostra società. i baldacchini. Il nostro modello di successo è Bill Gates e raramente pensiamo a Gandhi e alla sua vittoria. i gioielli. inquinare l'ambiente. sono aggregate. capì che tutte le forme. dalle leggende del Sacro Graal e dall'elisir di lunga vita. non c'era modo di sfuggire alla morte. Abbandonò la propria casa con la determinazione di un marito che rinuncia agli agi per guadagnare il necessario per la famiglia. comprese le ossa e la carne. Invece di indossare i pantaloni a zampa d'elefante. Siddharta si ribellò rinunciando a ogni orpello principesco. avvezza a giudicare le persone per quel che possiedono e non per quel che sono. contribuire allo sfruttamento del lavoro minorile e vivere tra continue tensioni per godere ogni anno solo di qualche settimana di vacanza. Il patrimonio regale non gli avrebbe procurato una dilazione. così come in Occidente. Cosa trovò Buddha Privo di qualsiasi supporto scientifico. Se tutto ciò che nasce deve poi degradarsi e morire. adulare il suo capo. donare il ricavato a un'istituzione di beneficenza e fare il vagabondo. Vi annuncia che vuole vendere le azioni. rinunci improvvisamente a una luminosa e remunerativa carriera. che mandò in terre lontane una spedizione di giovani e fanciulle vergini alla ricerca di pozioni di lunga vita.

acqua e ghiaccio. nessuna forma di speranza poteva imprigionarlo. Non un solo componente in tutta la creazione esiste allo stato puro. alla Terra intera. Non il libro che tenete in mano.000 persone. Siddharta capì che tale principio si applica non solo all'esperienza umana. Questo libro prima non esisteva. Se si sa che tutto è impermanente. Siddharta trovò il modo per far fronte alla sofferenza della mortalità. chirurgia plastica. diventano qualcos'altro – sono “composite”. Frequenti visite ai negozi di cibi salutisti e naturali. autonomo e permanente. Ciò non significa che la tecnologia moderna sia avanzata al punto di confutare i suoi risultati: nessuno è diventato immortale. l'atto di aggregare le cose è in relazione al tempo – un inizio. Vi sembrerà un atteggiamento macabro. Siddharta. E se non c'è la cieca speranza. il Risvegliato. Grazie a queste riflessioni. Non è come un folle alternarsi di speranze e delusioni. dal re Ashoka ad Allen Ginsberg. che la scomposizione è infinita e che in tutta la creazione non esiste nessun componente allo stato puro. flaconi di DMAE e di retinolo. ora c'è e alla fine cadrà in pezzi. Ogni elemento aggregato 8e ora siamo in grado di capire che tutto è aggregato) e la sua natura impermanente sono collegati in un tutto. Ogni cosa cambia in rapporto a un'altra: anche la minima trasformazione è soggetta alle leggi dell'impermanenza. a un certo punto. dipende dall'esistenza di qualcos'altro. si smette di pensare in termini di possesso e di mancanza. le cose cominciano a dissolversi intorno a noi. poiché le sue scoperte rimangono per lo più prive di frutti. Siddharta scoprì allora che l'impermanenza non significa morte. e si vive con pienezza. ma a tutto. sarebbe non poco contrariato. bensì cambiamento. Nello stesso modo. uno stadio intermedio e una fine. se Siddharta fosse qui oggi. Per l'attimo presente Per natura. Per il semplice fatto di essere state messe insieme. se non ci si attacca. sotto questa forma. Allo stesso . né gli atomi e neppure gli dèi. iniezioni di collagene e lozioni idratanti sono prove incontestabili che segretamente condividiamo il desiderio di immortalità dell'imperatore Qin. Il prodotto finale non ha un'esistenza indipendente dalle parti ed è terribilmente deludente credere che esista in modo autonomo. lezioni di yoga. dopo duemilacinquecento anni. Nel frattempo. lo vedeva in vita e contemporaneamente prossimo alla decomposizione. per esempio un uomo con quattro braccia. Quando se ne va una persona amata continuiamo a rimanere sconvolti e pieni di tristezza e non smettiamo di cerare la fonte della giovinezza o la formula segreta della longevità. non c'è neppure la delusione. da Kublai Khan a Gandhi. Se si guardano da questo punto di vista. Capì inoltre che non esiste un'entità onnipotente in grado di invertire il cammino verso la morte. ricchi e poveri. devozione e un redentore portano a Dio. Accettò che la trasformazione fosse inevitabile e la morte soltanto una fase del ciclo della vita. perfino frutto dell'immaginazione. in un certo senso. che hanno ispirato milioni di individui – colti e illetterati. come di solito pensiamo. diventa più limpida. timore. La percezione dei fenomeni si trasforma e. ginseng coreano. autonomo e permanente. Il principe Siddharta non sentiva più il bisogno né il desiderio dell'elisir di immortalità. Ogni cosa è interdipendente. di fronte anche al più sano degli uomini.foglie si trasformano in tè. eppure considerare entrambi gli aspetti è un'esperienza sorprendente. giunse alla liberazione. le parti hanno subìto un cambiamento. all'universo. Quando lasciamo cadere nel nostro drink un cubetto di ghiaccio. È allora facile constatare che le persone sono intrappolate nell'ingranaggio delle montagne russe e c'ispirano una sincera compassione perché l'impermanenza è ovvia. assorbiamo entrambi. simile alle montagne russe. Ora. eppure loro non se ne accorgono. devono morire. Sono morti i nostri cari e altri ne moriranno. come l'acqua e un cubetto di ghiaccio. Qualsiasi cosa alla portata della nostra mente. Quando capì ce tutte le cose sono aggregate. il loro carattere muta e. Il risveglio di Siddharta dall'illusione della permanenza ci permette di riferirsi a lui con l'appellativo di Buddha. quindi soggetta a trasformazione. Tutti. comprendiamo che la sua scoperta e i suoi insegnamenti sono tesori inestimabili. da Sua Santità il Dalai Lama ai Beastie Boys. D'altra parte. capace di riservare immense soddisfazioni. non ci si attacca e. ogni giorno muoiono circa 250.

Mentre la notizia veniva trasmessa in TV. presuppone l'elemento del tempo. l'integrità del tutto è compromessa. non c'è ghiaccio. e non lasciò neppure una profezia. è costituita da una serie di inizi e di punti finali in relazione con il tempo. Siddharta non aveva assegni di ricerca o assistenti. Così semplicemente equipaggiato. avete imparato qualcosa. tuttavia differiscono le definizioni di “ogni cosa” e di “morte”. alcuni ricordando Dio. non c'è bisogno di creazione. diventi permanente. Non c'è dubbio che il cuore del principe Siddharta si sarebbe spezzato nel vedere le vittime dello tsunami trascinate a riva. in procinto di gocciolare sull'erba. la sbucciatura sul ginocchio si sta rimarginando. E tuttavia continuiamo a ignorare questa verità Duemilacinquecentotrentotto anni dopo che Siddharta ebbe varcato le porte del palazzo – nel momento dell'anno in cui molti milioni di persone celebrano. perciò non c'è una vera indipendenza. perché Dio è considerato indipendente dal tempo. anche se l'unica trasformazione subita dovesse essere l'atto di creazione del mondo. La sua rivelazione non fu spettacolare come la scoperta di una nuova stella. Ogni blocco della Terra – Australia. Se non c'è inizio. è meglio avere un Dio impermanente. soltanto la torrida polvere dell'India e i bufali indiani di passaggio come testimoni. Finché le azioni di Dio sono un alternarsi di inizio e di fine egli è impermanente. La nostra esistenza. deifichiamo Buddha o tentiamo di raggirarlo. Se il mondo è sempre esistito. Il disboscamento sconsiderato. altri approfittando dei saldi di stagione – uno tsunami spaventoso ha sconvolto il mondo. in altre parole inaffidabile e soggetto all'incertezza. si sperò che Orson Welles d'incanto la interrompesse per annunciare che era tutto un montaggio o che la discesa dell'Uomo Ragno. . Se non c'è carta. la nascita si riferisce alla creazione nel suo complesso – non solo fiori e funghi e uomini. L'esistenza dell'uno dipende dall'altro. una qualche cosetta capricciosa. però. Anche se crediamo di essere in grado di controllare il cambiamento. Benissimo. L'oggi è la morte di ieri. comprese a livello profondissimo la verità dell'impermanenza. Il pianeta è costituito da un magma esplosivo. in genere non è possibile. imponendo così la sequenza temporale. instabile. Non dovrebbe stupirci. non intendeva dare giudizi morali né si proponeva di fondare un movimento sociale o una religione. L'impermanenza è un semplice fatto mondano. ma tutto ciò che è nato o in qualche modo si aggrega. È quindi necessario che il mondo non sia esistito per un periodo precedente alla creazione. emergono nuovi ricordi. Non è difficile scorgere i segni della fine di ogni fenomeno. le Americhe – è come rugiada. E la morte si riferisce a ogni forma di disgregazione o di scomposizione. Poiché un Dio permanente e onnipresente non può cambiare. Le persone accettano che ogni cosa che nasce alla fine morirà. Eppure oggi. festeggiano e anticipano un nuovo inizio. non c'è fine. è lui stesso soggetto al cambiamento. Il cattivo umore è passato. se in un elemento – per esempio la gamba di un tavolo – si verifica anche solo un mutamento impercettibile. Ancora meno probabile sarebbe la nostra capacità di dimostrarlo. La fede in un creatore onnipotente. è assai improbabile che uno di questi giorni un elemento composito. con la nostra tecnologia avanzata. dimostrando il nostro continuo rifiuto dell'impermanenza. tu – è diverso dall'Io che esiste oggi. Coloro che possiedono la fede in un Dio onnipotente di solito non mettono in discussione il concetto di tempo. Per questa continua interdipendenza. Anche l'atto della creazione richiede tempo: un tempo prima di esistere. la disgregazione di tutte le cose nel loro stato attuale o originario diventa inevitabile. non fa che accelerare il processo di impermanenza.modo. ci potesse risparmiare quell'orrore. in virtù delle innumerevoli influenze invisibili di cui non siamo consapevoli. In virtù dell'interdipendenza. Perfino i più freddi e indifferenti tra noi sono rimasti senza fiato per l'orrore. apparentemente continua. non ci sono libri. Poiché il creatore – Dio – inevitabilmente si attiene alle leggi del tempo. Taiwan. che esaudisce le preghiere e modifica le condizioni atmosferiche. un tempo per venire alla luce e la fine della creazione stessa. Ogni cambiamento contiene in sé un elemento di morte. per magia. Se non c'è acqua. Per Siddharta. Il suo dolore tuttavia sarebbe stato più intenso nel constatare che siamo stati colti di sorpresa. l'Io che esisteva ieri – cioè. che alimenta la produzione di bastoncini cinesi e di pubblicità indesiderate.

Tuttavia. i guerrieri Maori o Navajo. erigere confini e costituire società. Anche in disgrazia perché fumano. nella speranza di realizzare una felicità duratura. Instabilità Il pianeta Terra.eppure difficilmente ce ne convinciamo. il popolo Manciù era “il diverso”. estinguendo ogni traccia di vita. l'avidità. su cui comodamente leggete questo libro un giorno sarà un luogo senza vita come Marte – a meno che non sia stato disintegrato prima da un meteorite. non ha tuttavia impedito di mascherare e dimenticare morte e distruzione in pochissimo tempo. mentre gli emigranti provenienti dall'Europa. si continuerà a essere prigionieri di una realtà di fenomeni compositi e fabbricati. ma ogni nostro gesto inevitabilmente lo provoca. le condizioni del sistema cardiovascolare del leader. Accettiamo che le cose non siano e non saranno mai interamente sotto il nostro controllo e viene meno l'aspettativa che tutto possa avvenire in base alle nostre speranze e alle nostre paure. ovviamente. Anche nel breve arco di tempo rappresentato da una vita. Possiamo applicare la consapevolezza dai più astratti territori dell'immaginazione sino ai livelli subatomici. che i geologi chiamano Pangea. perché ci sono infinite cause e condizioni di cui tener conto. Quanto sangue è stato versato. Ed è un'altra dimostrazione del bisogno di impermanenza la creazione di concetti come “amore eterno”. poi la Cina si è proclamata una repubblica che riunisce gruppi etnici diversi. l'amore e la fortuna. nel corso dei secoli. Ovunque. possiamo testimoniare del dissolversi di un concetto grandioso come quello di “impero”. che per centinaia di anni hanno dominato le loro terre. invece di negarlo deliberatamente. “felicità senza fine” e “redenzione”. non è il nostro scopo. Non c'è bisogno di accusare nessuno quando le cose vanno male. altri ottengono il potere grazie alle schede perforate*. sistemi di valore vincolanti o a una fede cieca. Il declino. ma non inalano. Oggi il sole è tramontato sull' Union Jack. Una volta accettata l'interdipendenza. questa continua trasformazione non ci ha impedito di sacrificare vite e martoriare corpi per creare nazioni potenti. in nome dei sistemi politici? Ogni sistema è determinato e formato da innumerevoli fattori sostanzialmente instabili – l'economia. costituiscono la classe dominante. ammonisce Buddha. con il suo carico di devastazioni. Per i cinesi Han. Un tempo. Se siamo consapevoli della continua aggregazione dei fenomeni. Non c'è bisogno di aspettare trecento milioni di anni per scorgere i cambiamenti. riconosciamo l'impermanenza. Neppure gli atomi danno certezza. ora vivono come minoranze in esigue riserve. Molte delle stelle che contempliamo romanticamente nel cielo notturno sono già spente da tempi immemorabili: godiamo del bagliore di astri che si sono estinti milioni d'anni fa. siamo meno disposti ad aderire a posizioni inflessibili. e i Manciù sono diventati “uguali”. * I due esempi si riferiscono a casi di uomini politici che sono stati screditati per uno spinello fumato in gioventù. Nei luoghi in cui le famiglie accorrevano a identificare i corpi dei loro cari. Per lo meno dovremmo aver chiaro il concetto di impermanenza. rigide convinzioni (religiose e secolari). Intenzioni e risultato sono in contraddizione. le Americhe come le conosciamo oggi facevano parte di un unico super-continente. nel mondo. che si sono insediati negli Stati Uniti duecentocinquanta anni fa. che svanisce come una goccia d'acqua sulla sabbia rovente. Sulla superficie di questa fragile Terra. Per esempio. oppure al caso di Al Gore. anche se forse non esplicito. le cui bandiere sventolavano trionfanti in molti paesi del mondo. ne comprendiamo l'interdipendenza. che ha perso le elezioni presidenziali. La consapevolezza ci permette di non coinvolgerci in drammi personali. E se ricordiamo che tutto è impermanente. L'eloquente messaggio dello tsunami. sorgeranno lussuosi impianti balneari. perché in Florida vi sono stati errori dovuti ai bordi . politici e relazionali. l'ambizione personale. Desideriamo installarci e rendere stabile il nostro universo. i raccolti. Oppure un supervulcano potrebbe oscurare la luce del sole. eppure dimentichiamo che i primi segni di erosione sono presenti già al momento della creazione. Le cosiddette nazionalità e razze con cui ci identifichiamo tenacemente sono in continuo mutamento. l'India era governata da una regina che viveva in Inghilterra. Augurarsi di “vivere felici e contenti” è un semplice desiderio di permanenza. i continenti continuano a trasformarsi: trecento milioni di anni fa. per esempio.

La morte è continua. la Casa Bianca corteggia la Cina. Avrebbe potuto benissimo non essere il perfetto comunista che noi ci rappresentiamo. invece. dipende da cause e condizioni essenziali. Ci fu un'epoca in cui gli Stati Uniti si scagliavano ciecamente contro un nemico chiamato “comunismo”. Il seno non è cattivo in sé e non è cambiato. può diventare il vostro peggiore nemico. spesso li imponiamo agli altri e il concetto di morale perde allora ogni valore. Il mutamento della morale lo rende peccaminoso. è stata introdotta una nuova morale. La volta dopo. Fieri dei nostri principi. si lanciarono in una crociata sanguinaria costata migliaia di vite umane soltanto per far rispettare le loro diverse interpretazioni di “morale”. Osama bin Laden e Saddam Hussein Hanno avuto alle spalle un'infinità di rotture imbarazzanti. L'amico più caro. mutando in base all'air du temps di una determinata epoca. Siddharta pensava non solo ai fenomeni percepibili più evidenti. il tempo. l'uovo cotto. Non importa a quale etnia o gruppo culturale ci si riferisca: c'è sempre qualcuno che è ancora offeso. Le regole continuano a cambiare. con il quale avete condiviso i segreti più profondi. La cottura di un uovo non può avvenire senza un continuo cambiamento.] . Negli Stati Uniti. sin dall'attimo della creazione. assegnandole l'appellativo di “nazione favorita” e finge di ignorare situazioni per le quali un tempo avrebbe gridato allo scandalo. Il presidente Bush. C'è poi chi raccomanda l'astinenza prima del matrimonio e diventa improvvisamente promiscuo dopo aver provato il sesso. come l'idea che la morte arriva una volta per tutte. All'improvviso non portare il reggiseno è un comportamento sconveniente: se la donna non copre il seno. quando insegnò il concetto di impermanenza.T. il più grande stato comunista. che aveva mostrato un seno per tre secondi! Cause e condizioni: l'uovo è cotto e non puoi più farci nulla Quando parlava di “tutte le cose aggregate”. Alcuni decenni più tardi. ci siamo trovati nelle condizioni di modificare le alleanze nelle nostre relazioni personali. Allo stesso modo. la memoria e Dio sono aggregati. Servendosi dell'intima conoscenza che avevano acquisito l'uno dell'altro. come il DNA.d. per incarnare poi il prototipo dell'ostilità. Siddharta superò il pensiero convenzionale sulla “fine”. È ogni componente così associata si basa su numerosi strati di aggregazione. perché è in grado di ritorcere contro di voi l'intimità raggiunta. Perfino Che Guevara. è considerata immorale e può persino essere arrestata. un grande eroe popolare. raccomandando l'uso del reggiseno e prescrivendo un abbigliamento casto perfino nella più torrida stagione dei monsoni. e anche nella storia recente alcune società in Asia tolleravano che le donne esibissero il petto. il tuo cane. Il terzetto ha goduto per molto tempo di un rapporto di alleanza. d'altronde. Immaginati di cuocere un uovo. le uova e lo sperma. Paesi che una volta mostravano una grande apertura di spirito ora si preoccupano di far applicare questa e altre norme etiche. L'antica arte asiatica raffigura donne a seno nudo. sono impressionanti le fluttuazioni del “barometro” che definisce quel che è o non è politicamente corretto. nel corso della vita. perché la definizione di “alleato” e “nemico” è soggetta a continui mutamenti. Anche l'amico più intimo e fidato è soggetto al cambiamento. atteggiamento che ha spinto addirittura la Federal Communications degli Stati Uniti a comminare una multa di 550. fu etichettato come terrorista perché apparteneva a un certo partito che esibiva una stella rossa sul berretto. É necessario avere perforati delle schede elettorali. sin dal momento della nascita. perché ormai segue scrupolosamente una dieta a base di proteine.000 dollari a Janet Jackson. Anche la mente. Ogni cambiamento è una forma di morte e quindi ogni nascita porta con sé la morte di qualcos'altro. Il risultato. si è trasformata nel corso della storia dell'umanità. la Tour Eiffel. chiede dov'è la carne. [N. Noi tutti. Deve essere stato a causa della precarietà che contraddistingue la nozione di amicizia e inimicizia che quando Channa lo implorò di accompagnarlo nella sua ricerca della verità Siddharta rifiutò. Un giorno invitiamo a pranzo un amico e poiché è rigorosamente vegetariano dobbiamo preparare il menu apposta per lui. La definizione di “morale”. Con l'influenza della televisione e dei valori occidentali.L'impermanenza e l'instabilità di tutti i fenomeni compositi diventano sempre più complesse nell'ambito dei rapporti internazionali. è la morale che si è modificata.

invece abbiamo ancora la facoltà di influire su determinate condizioni. come il Bhutan. Si dilettava di dottrina buddhista per poter discutere con i suoi insegnanti. fanno parte dell'aggregazione di elementi che concorrono a creare ciò che chiamiamo fede. E così i giovani finiscono per seguire altre credenze o semplicemente il proprio intelletto. il Giappone o la Thailandia. La vostra fede può basarsi su una compatibilità superficiale. La natura illogica della fede non ha nulla di imperscrutabile. Tutti questi fenomeni sono impermanenti. Quando concorre questa serie innumerevole di cause e condizioni. per lo meno all'inizio. Inoltre ogni singola condizione – per esempio la gallina – richiede a sua volta una serie di cause e condizioni. per esempio. nel momento adatto e nel luogo giusto. Non dovrebbe quindi sorprendervi se quel che sembra così convincente. anche se preghiamo che l'uovo non cuocia. riducendovi in miseria. Lo scetticismo. Il più incallito degli scettici sedeva silenziosamente davanti al guru che intonava i suoi salmi con le lacrime che gli scendevano a fiotti. mostrandosi compiacenti o favorendo perfino la tolleranza degli intolleranti. come lo scetticismo e tutti i fenomeni compositi. Oppure una persona o un'istituzione riescono a mitigare il vostro terrore per l'ignoto. funzioni e definizioni. e pensano che si tratti di destino o di fortuna. scetticismo – perfino i rapporti tra maestri spirituali e discepoli e tra gli uomini e i loro dèi. amore. molti giovani di questi paesi ne rimangono delusi. Molti fraintendono. per esempio un blocco dell'elettricità o l'improvvisa irruzione di una capra che rovescia il pentolino. eppure. un timer. le luci. Il pulcino così nutrito deve svilupparsi e diventare una gallina. Oppure proteggendo i diritti individuali di coloro il cui unico scopo è quello di calpestare i diritti altrui. tuttavia. può aggiungersi alla vostra devozione. Magari siete misogini e incontrate qualcuno che esalta l'odio per le donne. come la famiglia. percezioni. tradizioni. sarete d'accordo con lui e gli accorderete fiducia. il risultato è inevitabile. ma in realtà possono essere la causa del fascismo o della recrudescenza degli skin-head. Era assai preparato in filosofia buddhista e le sue argomentazioni erano molto convincenti. Ci vole un'altra gallina che abbia deposto l'uovo che abbia dato alla luce il pulcino. fogge. Perfino “non credere” presuppone la fede – una fede assoluta e cieca nella logica o nella ragione. Che siate fieri della vostra religione o del fatto di non appartenere a religione alcuna. Prediligeva quelle occasioni in cui poteva ricordare che bisogna sottoporre a esame le parole di Buddha e non darle mai per scontate. Quasi tutti questi infiniti elementi sono al di fuori del nostro controllo e. eludono le nostre aspettative. un pentolino pieno d'acqua e una fonte di calore. La fede può essere suscitata da un'impressione favorevole. completamente dedito a un'entità che non aveva da offrire neppure un brandello di logica. quando non s'incontrano ostacoli o non si verificano interruzioni. come il gusto condiviso per le acciughe. Il candidato alle lezioni presidenziali meno probabile può vincere e portare il paese a uno stato di benessere e prosperità. sono impermanenti. Un'altra condizione importante è l'assenza di interruzioni.un uovo. seguono ciecamente la dottrina buddhista. un luogo sicuro in cui ciò sia potuto avvenire e cibo adatto che gli abbia permesso di crescere. e sono quindi variabili. tutti i fenomeni sono il prodotto di miriadi di componenti. basata sui vostri sempre mutevoli sentimenti. fiducia. Come l'uovo. lo stato o la società in cui siete nati. la fede ha un ruolo essenziale nella vostra vita. con un numero sempre maggiore di forme. La stessa imprevedibilità si applica a tutte le forme esistenti: sentimenti. C'era un canadese che era la personificazione stessa dello scetticismo. si tratta in realtà di uno dei fenomeni più aggregati e interdipendenti. per questo. Qualche anno più tardi diventò devoto seguace di un celebre sensitivo. Intervengono inoltre cause e condizioni secondarie: una cucina. la Corea. diffidenza. fino a un livello subatomico. Fede e devozione sembrano incrollabili. perché non c'è informazione sufficiente ed esistono innumerevoli distrazioni che interferiscono con il radicarsi dei fenomeni della fede. Forse pensate che i politici liberali o di sinistra siano illuminati. D'altra parte. alla fine non vi persuade più. la mano per mettere l'uovo nel pentolino. inevitabilmente cuocerà. Oppure può trionfare colui di cui avete sostenuto la campagna ma che poi farà sprofondare la nazione nella rovina economica e sociali. . Altri fattori. Qualcosa di insignificante. Lo troverete interessante. Possiamo continuare a scomporre gli elementi indispensabili e superflui dal principio alla fine. Gli abitanti di molti paesi tradizionalmente buddhisti. A un certo punto.

l'elefante volante. depresso e temeva di essere cacciato dal circo. forse temiamo ancora Mark Chapman per la sua imprevedibilità. creare una famiglia. e godere dell'amore e dei rapporti personali. come per esempio la consapevolezza che per preparare un uovo alla coque sono implicati tanti fenomeni... Dumbo. Se il nostro partner ha i giorni contati. ma non tengono conto dei numerosi fattori nascosti che creano l'insieme del rapporto. Come nel caso dell'uovo alla coque. Vent'anni dopo l'avvenimento. come quelle di un generale di gran talento. Se la nostra venerazione delle celebrità non fosse così forte. preparare la guerra. perché gli permetteva di volare. La paura e l'ansia sono gli stati psicologici dominanti della mente umana. impariamo a coltivare il perdono. i momenti di separazione sono spesso i più profondi. affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. era escluso a causa delle sue enormi orecchie. Sapere che Marte influisce sugli uomini e Venere sulle donne permette di interpretare solo alcune delle cause e delle condizioni più ovvie della disarmonia. Temiamo l'ignoto. non lo considerava un essere umano reale. Se siamo in grado di vedere l'invisibile.”. Quando capiamo la natura aggregata delle cose e delle situazioni. È tanto più evidente se uno dei partner è colpito da una malattia terminale. se non c'è impermanenza. Sapendo che un pericolo è in agguato proprio dietro l'angolo. Se si fosse basato sull'impermanenza sin dall'inizio. esso barese stato inevitabile. Senza l'illusione del “per sempre”. e riconosciamo le condizioni in cui agisce. queste modeste conoscenze possono contribuire a creare una pace temporanea. Se riusciamo a comprendere l'insieme di elementi che costituiscono una mente malata e tormentata. educazione. sarete capaci di consapevolezza e previdenza. Mark Chapman non avrebbe concepito la patologica fantasia di uccidere John Lennon. non offuscato da paure irrazionali. quando si è convinti dell'impossibilità che le diverse componenti interconnesse tra loro possano essere statiche e permanenti. né cambiamento verso il meglio. anche se avessimo pregato perché non avvenisse l'omicidio. La comprensione dell'impermanenza è la chiave per liberarsi dalla paura di rimanere bloccati per sempre in una situazione. allora forse potremo avere una relazione perfetta – o forse non ne cominceremo mai una. qualità che miglioreranno la capacità di lavorare. I rapporti interpersonali sono gli esempi più perfetti e mutevoli dei fenomeni aggregati e dell'impermanenza. dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità. non fosse che a causa della morte. allora siamo in grado di capire meglio e perdoniamo tutti i Mark Chapman del mondo. non avrebbe sofferto tanto. La sua instabilità mentale era dovuta a un insieme di fattori (chimica del cervello. in un'abitudine. ma preparato e lungimirante. la comprensione. Era solo. accettando le innumerevoli potenzialità che possono presentarsi da questo momento. L'ardente desiderio di conferme della mente ha le sue radici nella paura dell'impermanenza. la situazione è straordinariamente liberatoria. Il coraggio nasce quando si è in grado di apprezzare l'incertezza. In un rapporto.L'impermanenza opera in nostro favore Molti sono i vantaggi che derivano dalla comprensione della nozione di aggregazione. In una certa misura. Ogni relazione è destinata a finire. Diventò molto popolare. l'apertura mentale e il coraggio. quando ha sparato a Lennon. si annida una costante brama di certezza. Per Siddharta. Da piccolo. Nonostante la comprensione acquisita. in uno schema. . Dietro la paura. Per esempio. Acquisirete dignità e autorevolezza. Con questo pensiero. Poi scoprì che la sua “deformità” era unica e preziosa. costruire la pace. Chapman ha ammesso che. Alcune coppie credono di riuscire a mantenere il loro rapporto “finché morte non ci separi” leggendo manuali o consultando terapeuti. si affina la nostra valutazione delle cause e delle condizioni che hanno provocato ogni diversa relazione. Applicare ai rapporti la conoscenza dell'impermanenza suggerita da Siddharta offre un piacere simile a quello descritto nelle commoventi parole che Giulietta disse a Romeo: “La separazione è una pena così dolce. non c'è progresso. è riuscito a capirlo. sistema di cura psichiatrica negli Stati Uniti). alcuni continuano a considerare Mark Chapman l'unico colpevole dell'omicidio di John Lennon. Dovrete prepararvi al peggio mentre vi cimentate per raggiungere il meglio.

Non dovevano preoccuparsi per lui. ma il principe fu irremovibile: doveva tornare indietro e continuare a servire la famiglia. Spesso si dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. Li tagliò e. Kathanka. Il concetto di bellezza è mutevole. a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. della casta e del portamento regale: i suoi magnifici lunghi capelli. Siddharta stava iniziando la sua esplorazione dell'impermanenza. per invertire queste tendenze negative. il simbolo supremo dello splendore. il cocchiere e suo più fedele amico. con trattamenti mirati a distendere la pelle per assomigliare alle donne di “Vogue”. Quando furono a una distanza di sicurezza. Una volta compresi. stava riposando. le cause e le condizioni delle tendenze della moda cambiano in continuazione. come il volere di Dio. Sarete sorpresi nell'apprender che un piccolo gesto. non più grandi degli occhi. abbandonati – come se il mondo fosse ingiusto solo nei nostri confronti. dimenticando completamente l'interdipendenza. Riconoscere l'instabilità di cause e condizioni ci permette di aver il potere di trasformare gli . non intendeva darci brutte notizie. partì da solo. su sua istruzione. Siddharta gli chiese di trasmettere un messaggio ai suoi famigliari. è in grado di rallentare il riscaldamento globale. L'impermanenza annuncia buone notizie Buddha non era un pessimista o un uccello del malaugurio. maltrattati. dopo averglieli consegnati. ma oggi vanno di moda bocche generose con labbra carnose. Ormai gli sembrava sciocco utilizzare tanta energia per la bellezza e la vanità. il surriscaldamento terrestre e la povertà sono le conseguenze delle condizioni di insaziabilità del capitalismo: queste calamità possono essere radicalmente trasformate grazie alla natura impermanente dei fenomeni aggregati. i piedi delle ragazze cinesi venivano fasciati molto stretti e non crescevano più di otto o dieci centimetri. come quello di rinunciare ai sacchetti di plastica. minacciati. Varcarono le porte della città senza essere visti. le cavigliere e tutti gli orpelli principeschi. senso di colpa. bensì la convinzione che fossero sostanzialmente permanenti. Quando affermava che tutte le cose aggregate sono impermanenti. Ora le cinesi si sottopongono ad altre forme di sofferenza. Per esempio. Il risultato di questa tortura era considerato “bello”. Se lo capiamo e lo assimiliamo nel modo giusto. Prima dell'alba. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia. può condurci all'ispirazione e alla speranza. è un semplice fatto scientifico. mentre i famigliari e i servitori dormivano. Non criticava la bellezza e una cura adeguata del corpo. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire e che ogni cosa aggregata alla fine si disgregherà. è possibile manipolarli. gli ordinò di prendere Kathanka e ritornare in città. Ancora nella metà del ventesimo secolo. e quindi incidere su cause e condizioni. Le dive del cinema muto in Occidente erano ammirate per le labbra minute. Si tratta di un'affermazione più profonda di quel che sembra superficialmente. A quel punto tutte le donne con le labbra turgide dovranno sottoporsi a costose operazioni. La bellezza è negli occhi di chi guarda Quando Siddharta lasciò Kapilavastu non era solo. Siddharta smontò e cominciò a togliersi i bracciali. Ci sentiamo ingannati. Forse la prossima stella dello spettacolo avrà labbra da lucertola e occhi da pappagallo. perché stava intraprendendo un viaggio molto importante. era un realista. dove Channa. Invece di dipendere da poteri sovrannaturali. mentre noi abbiamo la tendenza a evadere dalla realtà. solitudine. e gli uomini provavano addirittura un godimento erotico nell'annusare le fasce utilizzate per bendare i piedi. ma. Le ragazze indiane patiscono la fame per ridurre i loro corpi voluttuosi – torniti e procaci come nei dipinti di Ajanta – per poter emulare i lineamenti ossuti delle modelle parigine. andò sino alle stalle. alla gloria e al successo. sellò il suo cavallo preferito. Channa rimase senza parole all'arrivo dell'inatteso Siddharta. Channa lo supplicò di accompagnarlo. Aveva già dato a Channa tutti i suoi ornamenti tranne uno. così come cambia l'osservatore.Tuttavia dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. basta una semplice comprensione della natura dei fenomeni aggregati. Li consegnò a Channa.

Allo stesso modo se odiate qualcuno e vi comportate in modo aggressivo o vendicativo. la pace. la manipolazione politica e la vendetta hanno provocato l'inferno su questa Terra. né costituisce un castigo per le nostre colpe. Il concetto di impermanenza non annuncia l'Armageddon o l'Apocalisse. nulla di quanto ci passa per la mente. ma non l'inizio. intervengono numerose condizioni. Siddharta ha scoperto che perfino le condizioni più temute dell'inferno e della dannazione eterna sono impermanenti. possiamo abbandonarle. ma non la perdita. Se vi sentite disperati. per non perdere di vista la logica di questa affermazione. Il sogno è un inferno temporaneo. Se sognate di essere calpestati da un elefante. Ricordando il carattere mutevole e impermanente di cause e condizioni. Di solito. si tratta di un'esperienza infernale. La salute. ma anche quello emotivo. premi Nobel o saggi illuminati. la ricchezza. nessun costrutto dell'immaginazione o dell'ambito fisico e materiale. Forse diventerete miliardari. l'aggregazione. con i vicini e con gli altri paesi. secondo quanto prescritto da Buddha. Per quale motivo non ha semplicemente detto “tutte le cose” sono impermanenti? Non sarebbe stato corretto affermare che sono impermanenti tutte le cose. Se volete vivere più a lungo. redentori dell'umanità. neppure la mente stessa. Per esempio mutando l'agitazione in pace della mente attraverso la rinuncia all'ambizione. Non è inconcepibile che l'Australia diventi un giorno parte della Cina o che l'Olanda sia annessa alla Turchia. perché anch'esse sono aggregate. Nulla di quanto esiste o funziona nel mondo. oppure trasformando la scarsa stima di sé in fiducia grazie a gesti di gentilezza e altruismo. Non è intrinsecamente positivo né negativo. Poi. in quel momento siete all'inferno. Accettiamo la nascita. con l'amore e la compassione come antidoto alla rabbia e all'odio. La disperazione – come il suo opposto. Non è una questione di probabilità o di fortuna. di conseguenza. se suona la sveglia o se semplicemente avete dormito abbastanza. perché qualsiasi cosa provochi la vostra disperazione è destinata a cambiare. ma non la morte. “Aggregazione” è un concetto molto semplice. . dove i dannati soffrono l'eterna tortura. Assomiglia piuttosto a un incubo. Naturalmente Siddharta non accordava maggior valore al paradiso e alle esperienze meravigliose: sono altrettanto impermanenti. coltiveremo la pace all'interno delle nostre case. L'odio. pensateci. vi ridestate. e non è dissimile dalla nostra idea di inferno “reale”. Nei due casi. Non importa quando dura l'incubo. L'inferno non esiste come stato permanente nell'oltretomba. È un inferno. Viviamo in queste condizioni infernali per precise cause e condizioni e. il successo sono temporanei quanto i loro opposti. più esile e più leggero dell'AK-47 che è costretto a imbracciare – che non ha nemmeno un giorno di libertà per svagarsi o festeggiare il suo compleanno perché troppo occupato a fare il soldato. e non avrete più motivo di sconforto. fra queste innanzitutto il sonno e forse un'esperienza negativa con gli elefanti avvenuta in passato. è soltanto parte del processo di composizione delle cose. Se non possedete una Ferrari. Le cose permangono per la durata della nostra vita. È una speranza ragionevole. Un ragazzo – più basso. apprezziamo solo una metà del ciclo dell'impermanenza. la vincita. Questi sono tutti esempi di come possiamo incidere sui fenomeni aggregati a un livello mondano. o fino alla generazione successiva. sia positive sia negative. la fine degli esami. La vera liberazione deriva dalla capacità di riconoscere il valore dell'intero ciclo e non delle singole cose piacevoli. le sfruttiamo a nostro vantaggio. potete smettere di fumare e fare esercizio fisico. Se noi tutti ci abituiamo a metterci nei panni altrui. ma si intreccia a tali livelli che abbiamo bisogno di ricordarlo costantemente per capirlo meglio. la cieca speranza – è il risultato della fede nella permanenza. potete benissimo creare le condizioni per averne una. Potremmo chiederci perché Siddharta ha precisato che “tutte le cose aggregate” sono impermanenti. Non è impossibile che un giorno provochiate la morte di un altro essere umano o che vi troviate inchiodati su una sedia a rotelle.ostacoli e di rendere possibile l'impossibile. senza l'aggettivo qualificativo aggregate? Ogni occasione dovrebbe invece ricordarci il primo termine. Potete cambiare non solo il vostro universo fisico. Questo vale in ogni settore della vita. ma possono dissolversi più rapidamente di quanto crediate. il cambiamento finale è inevitabile. dureranno per sempre.

esista uno scopo ultimo. nella cultura dell'India antica. Se la domanda si basa sul presupposto che qualche dio. Mara si recò da Siddharta e. Seduto sotto l'albero in assorta contemplazione. la risposta dovrebbe essere ovvia: “La vita è una lunga serie di fenomeni aggregati. non mi alzerò. Invece di continuare il viaggio. Sfiorirono e invecchiarono. ma abbiamo tutti in comune una . Lungo la strada incontrò un mercante di granaglie che gli offrì un fascio d'erba kusha. nel cuore dell'India. Siddharta fu libero e diventò un buddha. Quando però si avvicinarono a Siddharta. lance. tutte le frecce. Esistono miriadi di forme di vita diverse. la terra tremò e Mara si dissolse in un vapore leggero. Siddharta non si turbò. Emozione e dolore Durante i suoi lunghi anni di meditazione e di penitenza. che andò su tutte le furie. ma finché non troverà la risposta. Poiché era un guerriero capace di raffinate strategia. dopo tanti anni di tenaci tentativi. La domanda presuppone che da qualche parte là fuori in cima a una montagna o in una grotta. Tra la costernazione generale. Nel dir questo sfiorò il terreno. Mara. Mentre si preparavano per il viaggio. si diresse a Magadha. Dopo molte ore di inutili ostilità. A un buddhista è più opportuno chiedere semplicemente: “Cos'è la vita?”. ha concepito il progetto di finalità. infatti. Scelse un posto dove sedersi. Questa è la storia che per generazioni le madri buddhiste hanno raccontato ai loro figli. Mara convocò il seguito regale e un grande esercito dotato di tutte le possibili armi fu immediatamente messo a disposizione. si ricoprirono di verruche e la pelle cominciò a emanare uno sgradevole e penetrante odore. Grazie alla nostra conoscenza dell'impermanenza. decise di fermarsi e di meditare proprio in quel luogo. intento a meditare. la Terra mi è testimone. con tutta la diplomazia di cui era capace. cercò di convincerlo a rinunciare alla sua ricerca. il re dei demoni. Il principe rispose che non intendeva desistere. L'esercito di Mara sferrò un attacco colossale. perché sapeva che Siddharta possedeva le potenzialità per gettare nel caos tutto il suo regno. Le apsaras scoraggiate ritornarono dal padre. su alcune pietre piatte sotto un albero di ficus religiosa. Siddharta non passò inosservato. ma per tutti. non solo per se stesso. o debba essere tale. Definire la felicità personale Chiedere a un buddhista: “Qual è lo scopo della vita?” è assurdo. l'erba kusha era considerata una sostanza purificatrice. una successione di esperienze transitorie. Per Siddharta fu un segno di buon auspicio. leggendo libri o praticando l'esoterismo. Sempre con l'intento di mantenere il suo stato di raccoglimento. I buddhisti non credono nell'esistenza di un creatore onnipotente e non pensano che lo scopo della vita sia stato deciso o definito. Il luogo in cui avvenne la battaglia decisiva contro Mara oggi ha preso il nome di Bodh Gaya e l'albero sotto cui sedette Siddharta è chiamato “l'albero bodhi”. e io essere ridotto in polvere. Mara inviò cinque delle sue figlie più belle affinché distraessero e seducessero il principe. La domanda suggerisce che possiamo decifrare l'enigma studiando con l'aiuto dei saggi.2. milioni di anni fa. quindi è impermanente”. Alla fine. sconfitti. determinato a trovare le origini della sofferenza e ad alleviare il proprio dolore e quello altrui. Mara e il suo esercito si ritrovarono allo stremo delle forze. la loro bellezza prese a dissolversi. Siddharta fu irremovibile. Era inconcepibile che qualcuno osasse rifiutare le sue figlie! Furibondo. è squisitamente teista. pietre e catapulte dirette contro Siddharta si trasformavano in una pioggia di fiori non appena raggiungevano il bersaglio. con l'erba kusha come stuoia. le ragazze (le chiameremo apsaras o ninfe) si sentivano sicure dei loro talenti seduttivi. Aveva scoperto la strada che poneva fine alla sofferenza sin dalle radici. udì il suo voto e percepì la forza della sua determinazione. Cominciò allora a perdere il sonno. È un cambiamento continuo. Mara chiese: Come possiamo avere la certezza che hai perseverato tanto a lungo? Siddharta rispose: Non ho bisogno di conferme. Silenziosamente fece un voto solenne: Possa questo corpo andare in decomposizione.

la definizione di “sofferenza” e di “felicità” subisce notevoli variazioni tra le diverse forme di vita. della coscia di un pollo o del pene di una tigre. Vogliamo tutti essere felici. eppure in Asia sono frequenti i casi di complesso di inferiorità-superiorità. gli asiatici sono orgogliosi della propria cultura. Naturalmente. Perfino in uno stesso individuo. [N. mentre altri prediligono strumenti di tortura. Se alla scuola elementare tutti gli altri bambini hanno lo stesso tipo di portapenne. Lo dite a vostra madre e la felicità dipende dalla sua volontà o possibilità di acquistarlo. il denaro e la carriera rappresentano la felicità.] . le definizioni di “felicità” e di “sofferenza” sono soggette a mutamenti. vi rende felici collezionare saliere di ceramica. senza Starbucks*. Lo spensierato periodo di un flirt improvvisamente non basta più. Per molte persone. La competizione e il desiderio di eguagliare quello che hanno gli altri esiste anche a livello culturale. di stile occidentale. impariamo a forgiare i nostri desideri. fruste e catene. senza capire che i risultati possono rivelarsi opposti a quelli * Catena di caffetterie nei paesi anglosassoni. i videoregistratori erano il simbolo di opulenza più ambito. senza l'enorme divario tra ricchi e poveri. presidenti e miliardari. paura – basati su antitetici indici culturali di felicità. L'hanno sostituita con la cultura occidentale in quasi tutti i campi – abbigliamento. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se il capitalismo non fosse mai esistito e gli stati e gli individui vivessero secondo la pragmatica ideologia comunista di Mao Tse-tung: saremmo perfettamente felici senza centri commerciali. nel remoto regno himalaiano del Bhutan.T. con l'assistenza sanitaria per tutti – e le biciclette sarebbero più preziose degli Humvee. felicità è costruire castelli di sabbia. Da una parte. Adesso. gamberi e farfalle. Recentemente un insegnante a Taiwan ha deciso di farsi crescere i capelli come per secoli fu consuetudine in Cina. la speranza diventa paura. Per un bambino sulla spiaggia. Questo schema prosegue nell'età adulta. I vicini della porta accanto hanno la TV al plasma o un nuovo SUV. per essere uguali a loro cominciate anche voi a crearvi il “bisogno” di possederne uno. formiche e api. Invece. senza macchine di lusso. Spesso assorbiamo le definizioni di “felicità” e “sofferenza” che ci propone la società in cui viviamo. Due esseri umani agli antipodi sulla Terra possono provare sentimenti identici – piacere. Alcuni considerano erotico il leggero solletico di una piuma. musica. è l'ordine sociale a dettarci il modo con cui valutare l'appagamento. senza competitività. Per gli adolescenti. adatto al ventunesimo secolo. dall'altra la trovano arretrata e inadeguata. È una questione di valori condivisi. La definizione di “sofferenza” di alcuni corrisponde a quella di “felicità” di altri e viceversa. Dieci anni fa.d. e li desiderate anche voi – solo più grandi e di ultimo modello. cioè un taglio di capelli corto. Per altri il prezzo della felicità è la vita di altri esseri: impadronirsi della pinna di uno squalo. sembra che abbia ricevuto una scossa elettrica. quando si desidera una relazione più seria e più stabile. influenzato da quello occidentale. ma il direttore della scuola minacciò di licenziarlo se non avesse adottato un “comportamento corretto”. Era elegante come un antico guerriero cinese.cosa sola: nessun essere vivente desidera soffrire. sia a livello personale che culturale. Nella mezza età. adottiamo metodi stranieri o esteriori. mentre i francesi adorano spalmare foie gras sulle tartine. Spesso consideriamo le abitudini e le tradizioni di un'altra cultura superiori alle nostre. lo “scopo della vita” è quello di attenersi a queste innumerevoli e mutevoli definizioni. C'è colui a cui basta riuscire a sopravvivere per essere felice. Quando invece avete superato gli ottant'anni. È sorprendente l'imbarazzo che i cinesi provano talvolta per le proprie origini. Il re Edoardo VIII preferì sposare un'americana divorziata piuttosto che portare la corona del potentissimo impero britannico. L'abitudine di far coincidere i modelli del gruppo con i propri si forma a un'età molto precoce. Per raggiungere la felicità e alleviare la sofferenza. è guardare le ragazze in bikini e i ragazzi che fanno surf a torso nudo. morale e persino nel sistema politico. disgusto. Poi il club Toyota Land Cruiser ha sostituito il club VCR e lo ha rimpiazzato come simbolo di prosperità e felicità. Le zampe di pollo sono una prelibatezza per i cinesi. oppure chi vuole possedere settecento paia di scarpe. Ci sono persone appagate dall'avere l'effigie di David Beckham tatuata sui bicipiti. con quei capelli rasati. anche nel relativamente ristretto ambito umano.

ma finiamo per sentirci estranei alla nostra stessa vita. bensì con mezzi squisitamente spirituali. servendosi del proprio credo per giustificare il genocidio culturale e perfino fisico. e la totale discrezione sui vizi e il disonore che affliggono la famiglia e la nazione. Si racconta che essi abbandonarono Siddharta. . in ogni parte del mondo. In una certa misura alcune di queste definizioni culturali di “felicità” funzionano. avere un cospicuo conto in banca. Definizioni istituzionalizzate di “felicità” Molto prima di raggiungere il celebre Bodh Gaya. per questo motivo. ma spesso le regole hanno conseguenze nefaste. Se teniamo conto di questa situazione storica. Le religioni uniscono gli uomini offrendo loro una strada verso l'illuminazione e prescrivendo precisi codici di comportamento – amare il prossimo. praticare la generosità e la Regola D'Oro. La morale di chi? A quale interpretazione dobbiamo dar credito? L'estremismo è semplicemente l'adesione a una forma di morale che esclude tutte le altre. ma anche sulla saggezza popolare -e perfino sugli slogan politici. egli capì: Non è giusto. scelgo la morale”. Theodore Roosevelt disse: “Se devo scegliere tra la morale e la pace. in quanto non hanno nulla da mettere al sicuro. Poco è cambiato dagli antichi sistemi feudali. incapaci di adattarci al sistema. ruota intorno alla religione. ci può rendere felici. causa di sterili sensi di colpa e scarsa autostima. Era molto provato da una dieta che si limitava a pochi chicchi di riso e alcune gocce d'acqua. In genere. la meditazione. gli esseri umani fanno affidamento non solo sulle religioni istituzionalizzate. riveriti dai sudditi. Decise così di porre fine alla penitenza e si bagnò nel vicino fiume Nairanjana (ora conosciuto come Phalgu). Con grande sorpresa dei suoi compagni. Un giorno. Siddharta rimase seduto sotto un altro albero per sei anni. I criteri sono oculati. Prescrive il rispetto e l'obbedienza verso gli anziani. il digiuno. non sorprende l'inveterata ipocrisia che vige in molti stati asiatici. L'incapacità di adattarsi crea una nuova serie di problemi. La classe dirigente di molti paesi condanna il feudalesimo e le monarchie e si vanta di aver scelto la democrazia o il comunismo. in molti dei suoi aspetti essenziali. i pavoni e le posate incastonate di gemme. tuttavia. eppure spesso il sistema giuridico protegge ricchi e disonesti. Era così disciplinato che i figli dei mandriani del luogo che si dilettavano a fargli il solletico sulle orecchie con i fili d'erba e a suonargli la trombetta proprio all'altezza del viso non riuscirono mai a turbarlo. come la censura e la repressione sistematica di ogni opposizione. Frequenti sono i casi di tale devozione distruttiva. Per raggiungere la felicità e lenire le sofferenze. un'altra trappola come prima i cortigiani. Un altro esempio: la saggezza di Confucio esercita una grande attrazione. temendo la sua influenza morale negativa e considerando la sua compagnia impedimento alla loro pratica. perché non solo continuiamo a soffrire. quali Cina e Singapore. era preso a modello dai compagni che come lui cercavano la verità spirituale. Non faceva il bagno né si tagliava le unghie. ce tuttavia possono trasformarsi in rigidi dogmi. vessando poveri e innocenti con leggi ingiuste.attesi. Non è raro che l'intollerante e inflessibile credente disprezzi le altre religioni. Questa è una strada estrema. il sacrificio. Invece i santoni indiani e gli eremiti pellegrini del Tibet si sentono felici perché non hanno bisogno di un portachiavi – non temono che i loro averi possano essere rubati. Che gli asceti desiderassero separarsi da Siddharta perché aveva infranto i suoi voti è perfettamente comprensibile. mantengono il potere fino all'ultimo respiro o fin quando non li sostituisce un erede scelto con oculatezza. Per esempio. Principi in sé utili. l'ossessione di voler a tutti i costi “salvare la faccia e mostrare deferenza verso gli anziani ha provocato secoli di inganni e menzogne. Si tratta di una saggezza eminentemente pragmatica. una casa confortevole. scarpe adeguate e altri agi essenziali. cibo a sufficienza. ma colpevoli di misfatti accuratamente occultati. Questi stessi leader. dopo molti anni di privazioni estreme. tuttavia. che si rivela utilissima nel far funzionare il mondo. La storia del mondo. Da sempre gli uomini perseguono la ricerca della felicità non solo con guadagni materiali. che hanno compromesso vicini di casa e nazioni intere. accettò anche un po' di latte da una mungitrice di nome Sujata. La legge e la giustizia dovrebbero mantenere la pace e creare una società armoniosa. intrisi di puritanesimo.

telefoni cellulari. In genere. abbiamo lo stesso atteggiamento quando seguiamo cure mediche preventive. che può essere quella di un attimo. tostapane che abbrustoliscono il pane al punto giusto. scatenando conflitti per il territorio. tè dimagrante. Per esempio. Anche Siddharta si propose di sopprimere il dolore alla radice. non contemplavano rivoluzioni politiche. Intraprendono guerre preventive per sconfiggere il male ancor prima che si manifesti. cure all'avanguardia. direttamente o indirettamente. computer portatili. si prefiggono di eliminare il problema alla radice.. e quindi sono sostanzialmente difettose. e tanto meno il frutto di una maledizione o una sorta di seme che qualcuno o un Dio ha impiantato dentro di noi. avvalendoci di innumerevoli metodi e strumenti. Quando lo guardiamo. aspiratori per le cacche di cane. Inoltre. mani da artista. I bambini molto piccoli non si rendono conto che la mano e il fuoco della torcia sono due elementi ben distinti e separati. egli capì che per quanto possano sembrare reali le emozioni non sono una parte intrinseca.. dovete raggiungere la consapevolezza. Ne sono convinti indipendentemente dalla durata. Ogni anno. lavastoviglie. appena li troviamo. lo spazio. Se volete davvero eliminare la sofferenza. essenziale dell'essere. possediamo ascensori. Tutte le emozioni sono essenzialmente una forma di pregiudizio e l'elemento di giudizio è presente in ciascuna di esse. Ancorati alla nostra convinzione. migrazioni su altri pianeti o la creazione di una nuova economia mondiale. L'aspetto e il benessere del nostro corpo ci suscitano emozioni contrastanti e ci sentiamo come quei bambini assorti. tecniche sempre nuove. Grazie alla ragione. lineamenti aggraziati o una silhouette tutta curve. molti di noi sono ingannati dall'aspetto del proprio corpo. quando temi che qualcuno ti critichi. libri di self-help offrono soluzioni contro il dolore che si vogliono durature e. Viagra. geni. idealmente. Passando al vaglio le emozioni come fece Siddharta. il petrolio. ti ignori. identificandone l'origine. Per questo motivo. Cerchiamo i sintomi del male incombente e. Le sue soluzioni. taglia-capelli a batteria. questo spettacolo incanta e diverte stuoli di bambini ingenui e perfino qualche adulto. yoga. Esplorò la sofferenza con mente aperta. Diventiamo ossessionati. imperfette. vale a dire implicano un attaccamento all'Io. Le nazioni perseguono la ricerca della felicità e la lotta contro il dolore su vasta scala. ci iscriviamo a una palestra e spendiamo una fortuna in lozioni idratanti. ginnastica addominale e oli profumati. comprendiamo che il cerchio è creato dalle sue parti aggregate – il movimento di una mano che . desideriamo un ventre piatto. toilette con sedili riscaldati. una statura imponente. tentiamo immediatamente di trovare la cura. In un modo o nell'altro. sembra di vedere un cerchio di fuoco. ci sottoponiamo a vaccinazioni e ad analisi del sangue e scandagliamo con la TAC ogni parte del corpo. Se accordiamo loro spazio e valore. dedicandovi più tempo ed energie di quelli consacrati agli hobby e alla vita professionale. e grazie alla sua assidua meditazione scoprì che sono le nostre emozioni la radice della sofferenza. però. Pensiamo al corpo nel suo insieme e crediamo che esista davvero un organismo chiamato “corpo”. diete. Le emozioni sono dolore. eccitati e perfino sgomenti davanti al cerchio di fuoco.Noi uomini inseguiamo la felicità e ci prodighiamo a metter fine al dolore. Pensano che quello che vedono sia reale e sono affascinati dall'illusione ottica che crea il cerchio. gli adulti sanno che si tratta di una semplice illusione e non si lasciano coinvolgere. tutte le emozioni nascono dall'egoismo. Non sono innate. Nonostante ciò tutti questi agi finiscono inevitabilmente per provocarci fastidi in uguale misura. controllare le emozioni e imparare a non lasciarvi coinvolgere. Non intendeva neppure fondare una religione o stabilire codici di comportamento che avrebbero portato pace e armonia. se si fa ruotare una torcia a una certa velocità. Analogamente. Le emozioni nascono quando concorrono cause e condizioni precise: per esempio. o ti sottragga un qualche utile. Ci “coinvolgiamo”. ecco allora che scaturiscono le emozioni corrispondenti. non lo consideriamo in termini di organi separati: molecole. Al circo. vene e sangue. i mercati finanziari e il potere. moquette che ricoprono ogni superficie. batterie ricaricabili. Dal punto di vista individuale. perdiamo la consapevolezza e l'equilibrio. assumiamo vitamine. capirete che esse nascono da un fraintendimento. Siddharta trovò la sua soluzione: la consapevolezza. Novocaina.

fa . Quando la consapevolezza è smarrita. fece notare a Camilla Parker Bowles. la colpa e l'innocenza. alle feste e ai pavoni che scorrazzavano in giardino. pregiudizi e sulla nostra ignoranza. il gruppo intreccia rapporti di fiducia. agli amici e alla famiglia. Realizzò che quella che noi chiamiamo famiglia è molto simile a una foresteria o a un albergo. Un fratello maggio impaziente potrebbe esasperarsi di fronte al piccolo o trattarlo con condiscendenza. che siamo adulti consapevoli. si instaura quella che i buddhisti definiscono ignoranza. in cui i viaggiatori si registrano e abitano temporaneamente. Nel breve periodo di frequentazione. ma la lista si può estendere all'infinito. Siddharta cominciò a cogliere la natura eminentemente illusoria di tutti i fenomeni e. mentre per gli spagnoli ci sono molte definizioni per differenti sfumature d'amore. che allora era la sua amante. situazioni dalle quali scaturisce ogni sorta di dramma. esistono innumerevoli emozioni che ancora non hanno un nome e altre che trascendono la nostra capacità logica di definizione. Anche obbligare gli altri ad adottare le nostre opinioni con la forza. Ben conosciamo l'amore e l'odio.tiene una torcia. Alcune culture possiedono parole per emozioni che in altre società rimangono vaghe e quindi non esistono. A un osservatore occasionale. Ma come un genitore sollecito. Altre emozioni manifestano presunzione e superbia. la paura. e il giorno dopo perché non lo è abbastanza. alcune emozioni possono apparire divertenti. tornò con la mente alla sua passata vita a palazzo. quella di un adulto che coglie il cerchio di fuoco nella sua vera natura: un insieme illusorio e privo di sostanza di elementi aggregati. servendosi delle quattro verità. In alcune regioni dell'Asia. non esiste la parola che indica l'amore romantico. non c'era biasimo. Questo transitorio assembramento di persone alla fine si disperde – al momento della morte. il pessimismo. Vi succede addirittura di arrabbiarvi perché un altro non prova la vostra stessa rabbia e pensate che dovrebbe farlo. dall'idea di solidarietà e dall'incanto della vita di corte. Cerchio di fuoco e corpo avevano la stessa natura per lui. A ogni istante. la tristezza e la gioia. Ed è da questa ignoranza che scaturiscono tutte le nostre emozioni. Ci sono emozioni che sembrano razionali. l'inganno o una sottile manipolazione. Nel nostro universo terreno esiste una varietà insondabile di emozioni. come quelle dei legittimi residenti della Casa Bianca. invece di esasperarsi o guardare con condiscendenza il fascino che il fenomeno esercita sul bambino. Altre sono quasi impercettibili. se non molto prima. Alcune. Finché si crede che una cosa esiste davvero (momentaneamente o “per l'eternità”). in un momento intimo che si voleva senza testimoni. Un giorno siete sconvolti perché il vostro compagno è troppo possessivo. la vergogna. soprattutto di notte. Noi. di natura pacifica e quieta. quando ballerini. Secondo i buddhisti. vediamo il cerchio e capiamo il fascino che esercita sul bambino. che impongono al mondo intero la loro idea di libertà. Siddharta capì con chiarezza quant'era facile essere ammaliati dall'immagine idilliaca di famiglia. Le emozioni a volte sono puerili. non c'era errore. Dopo aver guardato oltre la superficialità della vita di palazzo. i ricatti. sono in realtà basate sull'aggressività. L'infinito assortimento delle emozioni Man mano che la sua meditazione acquisiva profondità. che non gli sarebbe dispiaciuto reincarnarsi sotto forma di tampone interno per suo uso personale. responsabilità e amore e condivide successi e fallimenti. si generano emozioni senza fine basate su malintesi. Questo malinteso non è altro che mancanza di consapevolezza. come quando il principe Carlo. si può spiegare tutto questo processo. capì che all'interno di questo ciclo non esisteva il male o il bene. e provò soltanto una profonda compassione. A volte abbiamo l'impressione che qualcuno sia impassibile o distaccato. che va dalla perdita di consapevolezza al progressivo emergere delle emozioni. la gelosia e l'orgoglio. la convinzione si fonda su un fraintendimento. grazie a questa consapevolezza. ora Siddharta era in grado di vedere anche il suo corpo fisico come un elemento privo di sostanza. mentre in realtà è un groviglio di emozioni. musica travolgente e altri divertimenti accompagnano lo spettacolo. ma la maggioranza è completamente irrazionale. Gli altri non avevano questa sua stessa visione. Come vedrete.

parte del nostro universo emotivo. Non pochi cristiani e musulmani si infervorano per convertire i pagani ed evitare loro l'inferno e la dannazione eterna, mentre gli esistenzialisti si accingono con zelo a trasformare in atei tutti i credenti. Le emozioni emergono sotto forma di un risibile orgoglio, come quegli indiani che danno prova di un incrollabile patriottismo verso un'India ormai completamente identificata con le caratteristiche del britannico oppressore. Molti patrioti americani si sono compiaciuti quando il presidente Bush, dal ponte della portaerei statunitense Abraham Lincoln, ha dichiarato la vittoria sull'Iraq, anche se in realtà la guerra era a malapena iniziata. L'estremo bisogno di riconoscimento è un'emozione: guardate la Malesia, Taiwan e la Cina, in strenua competizione tra loro per chi costruirà il più alto grattacielo del mondo, come se si trattasse di una dimostrazione di virilità. Le emozioni possono essere malsane e contorte, e portare alla pedofilia e alla zoofilia. Ci fu addirittura il caso di un uomo che mise un annuncio su Internet alla ricerca di giovanotti che desiderassero essere uccisi e divorati. Ricevette numerose risposte e alla fine trucidò davvero uno dei suoi corrispondenti, cibandosi poi del suo corpo. Andare alle radici: l'Io (che non esiste) Tutte queste diverse emozioni e le loro conseguenze derivano da un fraintendimento, che a sua volta nasce da un'unica fonte, l'origine di tutta la nostra ignoranza: l'attaccamento all'Io. Siamo convinti che ognuno di noi sia un Io, che esista un'entità definita “Io”. E invece l'Io è soltanto un ulteriore fraintendimento. Normalmente, ci creiamo un concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto di Io come un'entità solida e sicura. Siamo soggetti a un continuo condizionamento che ci spinge a considerare tale concetto coerente e dotato di realtà. Pensiamo, Io sono la tal forma, e alziamo la mano. Pensiamo, Ho forma, questo è il mio corpo oppure Questa forma sono io, sono alto oppure Io dimoro in questa forma, indicandoci il petto. Agiamo allo stesso modo con sentimenti, percezioni e azioni, Ho quei sentimenti, ho quelle determinate percezioni... Ma Siddharta si rese conto che da nessuna parte, né dentro né fuori dal corpo, esiste un'entità indipendente che possa essere connotata come Io. Come l'illusione ottica del cerchio di fuoco, l'Io è illusorio. È una falsità, fondamentalmente errata, che in definitiva non esiste. Così come siamo affascinati dal cerchio di fuoco, ci ammalia l'idea di essere un Io. Quando consideriamo il nostro corpo, e i sentimenti, le percezioni, le azioni e la coscienza, li concepiamo come vari elementi di quel che presupponiamo essere il nostro “Io”. Se tuttavia ci soffermiamo ad analizzarli, ci accorgiamo che l'”Io” non abita affatto in ciascuno di essi. Aggrapparsi alla fallacia dell'Io è un risibile atto di ignoranza; perpetua l'ignoranza e conduce a ogni sorta di dolore e di delusione. Qualsiasi cosa facciamo nella vita dipende dal modo in cui percepiamo il nostro “Io”, quindi se tale percezione, come è inevitabile, si basa su malintesi, l'equivoco finisce con il permeare quel che realizziamo, vediamo e sperimentiamo. Qui non si tratta semplicemente di un bambino che fraintende luce e movimento; tutta la nostra esistenza è basata su premesse prive di fondamento. Quando Siddharta scoprì che l'Io non esiste, scoprì anche che non esiste intrinsecamente il male – solo l'ignoranza. In particolare, meditò sull'ignoranza che crea un'etichetta di “Io”, facendola aderire a un fenomeno aggregato totalmente inconsistente, conferendole importanza e sforzandosi disperatamente di proteggerla. Una tale ignoranza, capì Siddharta, provoca direttamente sofferenza e dolore. Ignoranza significa semplicemente non conoscere i fatti, valutarli in modo improprio o avere una conoscenza incompleta. Queste diverse forme di ignoranza causano continui fraintendimenti ed errori di interpretazione, sopravvalutazioni e sottovalutazioni. Immaginate di cercare un amico e di avere poi l'impressione di scorgerlo in lontananza, in un campo. Quando vi avvicinate, vi accorgete di aver scambiato uno spaventapasseri per il vostro amico. Siete delusi. Non sono stati lo spaventapasseri burlone o il vostro amico ad aver cercato furtivamente di trarvi in inganno, è stata la vostra ignoranza a tradirvi. Qualsiasi cosa facciamo che deriva dall'ignoranza è puramente ipotetica. Quando agiamo senza essere guidati dalla conoscenza o da una conoscenza insufficiente, non c'è base per la certezza. La nostra sostanziale insicurezza emerge e dà origine a tutte queste

emozioni, definite o senza nome, riconosciute oppure non ammesse. Siamo sicuri di giungere in cima alle scale o di vedere l'aereo decollare e atterrare senza problemi alla destinazione prefissata, unicamente perché avvolti nella beatitudine dell'ignoranza. Ma questo è uno stato che non durerà a lungo, perché consiste nel sopravvalutare continuamente le probabilità che giocheranno in nostro favore e nel minimizzare gli ostacoli. È certo possibile che concorrano cause e condizioni favorevoli e che le cose si svolgano come avevamo previsto, ma è un esito che diamo sempre per scontato. Ce ne serviamo come dimostrazione che non potrebbe andare altrimenti e che le nostre ipotesi sono fondate, ipotesi che in realtà non fanno altro che alimentare il generale fraintendimento. A ogni nostra supposizione – quella per esempio di capire perfettamente il nostro coniuge – ci esponiamo come una ferita aperta. Congetture e aspettative che dipendono da persone o fattori esterni ci lasciano completamente vulnerabili. In qualsiasi momento, una delle innumerevoli contraddizioni può esplodere e disattendere la nostra speranza: noi, sbigottiti, battiamo in ritirata. Abitudini: le alleate dell'Io La più straordinaria scoperta nella storia dell'umanità fu forse quella di Siddharta, che capì che l'Io non esiste come entità indipendente, che è una semplice etichetta ed è pura ignoranza farvi affidamento. Per quanto erronea, tuttavia, non è compito facile distruggere l'etichetta dell'Io. Quest'etichetta chiamata “Io” è il concetto più difficile da eliminare. La scoperta di Siddharta della fallacia dell'Io trova il suo simbolo più eloquente nella storia dell'annientamento di Mara. Considerato tradizionalmente il signore malefico del regno del desiderio, Mara rappresenta lo strenuo aggrapparsi di Siddharta ai tentacoli dell'Io. È significativo il fatto che Mara sia dipinto come un guerriero elegante e invincibile che non ha mai subìto disfatte. Come Mara, l'Io è imperante e insaziabile, egocentrico e menzognero, avido di attenzioni, astuto e vanitoso. È difficile ricordare che, come l'illusione del cerchio di fuoco, l'Io è un aggregato, non ha un'esistenza indipendente ed è soggetto a continui cambiamenti. Le abitudini ci rendono poco resistenti nei confronti dell'Io. Persino le consuetudini più semplici e ovvie sono dure a morire. Sapere che fumare è nocivo alla salute non basta a farvi smettere, soprattutto quando il rituale del fumo diventa un delizioso piacere: la forma affusolata della sigaretta, il lento consumarsi del tabacco, le fragranti volute di fumo che vi si attorcigliano fra le dita. Le abitudini dell'Io, tuttavia, sono una cosa ben diversa dalla semplice assuefazione, come quella per il fumo. Da tempi immemorabili, siamo completamente assuefatti all'Io. È ciò con cui c'identifichiamo, quanto più amiamo, quanto più detestiamo a volte. La conferma della sua esistenza è il fine ultimo dei nostri sforzi. Azioni, pensieri e averi, persino il cammino verso la spiritualità, sono spesso modi per attestarne la realtà. È l'Io che teme lo scacco e aspira al successo, che paventa l'inferno e brama il paradiso. L'Io aborre la sofferenza, ma ama le sue cause. Dichiara scioccamente guerra in nome della pace. Desidera l'illuminazione, ma disdegna ogni percorso che potrebbe avvicinarvisi. Vorrebbe comportarsi da socialista, eppure vive come un capitalista. Quando l'Io si sente solo, aspira all'amicizia, ma l'atteggiamento possessivo nei confronti di colo che ama si manifesta con passioni che possono provocare aggressività. I suoi presunti nemici – come i cammini spirituali destinati a sconfiggerlo – spesso vengono corrotti e diventano suoi alleati. L'abilità con cui l'Io si presta a giocare il gioco dell'inganno è praticamente perfetta. Si avvolge in un bozzolo, come il baco da seta, ma, a differenza da quest'ultimo, non sa trovare la strada per uscirne. Combattere contro l'Io Nel corso della battaglia che ebbe luogo a Bodh Gaya, Mara dispiegò contro Siddharta ogni sorta di armamenti. In particolare, possedeva una serie di frecce speciali, dotate di poteri straordinari: la freccia che suscitava il desiderio, quella che provocava apatia e torpore, un'altra che risvegliava l'orgoglio, oppure frecce che causavano gravi conflitti, prepotenza e arroganza,

ossessioni cieche o ancora la freccia che annullava ogni consapevolezza. Nei sutra buddhisti, leggiamo che in ciascuno di noi Mara rimane invincibile e continua a scagliarci le sue frecce avvelenate. Quando ne veniamo colpiti, all'inizio siamo intorpiditi, poi il veleno si diffonde in tutto il nostro essere e lentamente ci distrugge. Quando perdiamo la consapevolezza e ci aggrappiamo al nostro Io, agisce il veleno ottenebrante di Mara. Lentamente ma inevitabilmente, si fanno strada in noi potenti emozioni distruttive. Se ci colpisce la freccia del desiderio, svaniscono buon senso, temperanza ed equilibrio e s'instillano indegnità, corruzione e immoralità. Ormai intossicati, non ci fermiamo di fronte a nulla pur di ottenere quel che vogliamo. Se la passione ci divora, una prostituta grossa come un ippopotamo ci sembra sexy e affascinante, anche se a casa ci aspetta una fanciulla graziosa e piena di premure. Come le farfalline attratte dalla luce o i pesci che abboccano all'esca, molti sulla Terra rimangono intrappolati dalla passione per il cibo, la celebrità, le lodi, il denaro, la bellezza e la deferenza. La passione si manifesta anche con la sete di potere, che acceca i leader del mondo intero, indifferenti di contribuire così alla distruzione del pianeta. Se non fosse per l'avidità di ricchezza di taluni, le autostrade sarebbero gremite di automobili alimentate a energia solare e nessuno morirebbe più di fame. Sono innovazioni realizzabili dal punto di vista tecnologico e materiale, ma impossibili a livello emotivo. E nel frattempo, deploriamo l'assenza di giustizia e critichiamo aspramente personaggi come George W. Bush. Avvelenati anche noi dalle frecce della cupidigia, non ci accorgiamo che i nostri desideri – concludere affari acquistando economiche apparecchiature elettroniche di importazione, e possedere beni di lusso come le Humvee – in realtà sostengono le guerre che stanno devastando la Terra. Ogni giorno a Los Angeles, durante l'ora di punta, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici è vuota, mentre il resto della strada è intasato da migliaia di automobili con a bordo una sola persona. Perfino coloro che aderiscono alle marce di protesta: “Non più sangue per il petrolio” fanno affidamento sul petrolio per l'importazione dei kiwi che servono a preparare i loro deliziosi frappè di frutta. Le frecce di Mara suscitano conflitti inesauribili. Nel corso della storia, le autorità religiose, ritenute esenti da ogni desiderio, modelli di integrità e di decoro a cui ispirarci, si sono dimostrate altrettanto assetate di potere. Manipolano i seguaci con la minaccia dell'inferno e la promessa del paradiso. Analogamente, i politici manovrano elezioni e campagne elettorali al punto da non avere scrupoli a bersagliare un paese inerme di missili Tomahawk, se questo può servire a influenzare l'opinione pubblica in loro favore. A chi importa che vinciate la guerra, purché abbiate vinto le elezioni? Altri politici esibiscono ipocritamente la religione, sparano anche loro, costruiscono artificialmente i propri eroi o allestiscono catastrofi a effetto, tutto per soddisfare il loro desiderio di potere. Quando l'Io è rigonfio d'orgoglio, si manifesta in innumerevoli modi – meschinità, razzismo, fragilità, paura del rifiuto o di essere feriti, assenza di sensibilità, per citarne soltanto alcuni. A causa del loro orgoglio virile, gli uomini hanno soffocato l'energia e le risorse dell'altra metà dell'umanità: le donne. Durante il corteggiamento, le due parti danno libero sfogo all'orgoglio, sempre attente a scrutare se l'altro è sufficientemente degno o, viceversa, a mostrarsi alla sua altezza. Famiglie tronfie d'orgoglio per un'unione che non si sa quanto durerà sperperano un patrimonio per una cerimonia nuziale di un giorno, mentre proprio in quel momento, in quello stesso villaggio, la gente muore di fame. Un turista elargisce una mancia di dieci dollari al portiere che spinge la porta girevole e, dopo pochi minuti, contratta per una maglietta a cinque dollari con una povera ambulante che lotta per mantenere la famiglia. Orgoglio e commiserazione sono strettamente correlati. Credere che la propria vita sia più triste e più dura di quella degli altri non è nient'altro che una manifestazione di attaccamento al proprio Io. Quando l'Io elabora forme di autocommiserazione, non permette agli altri di provare una compassione autentica. In questo mondo imperfetto ci sono molti che hanno sofferto e continuano a soffrire. Il dolore di alcuni, tuttavia, è considerato più “speciale”. Anche se non disponiamo di vere e proprie statistiche, sembra ragionevole affermare che il numero di nativi americani trucidati durante la colonizzazione europea dell'America del Nord eguaglia quello di altri genocidi

Invece. se non avete mai neppure tenuto in mano un violoncello. la religione ha provocato più morti delle due guerre mondiali messe insieme. Invece. Anche se molti bianchi adottano bambini di colore. non per gli altri. se portassero con sé le mogli. Si manifesta in modo irrazionale e per confondervi architetta storie di fantasia. che mettono in ridicolo gli Stati Uniti e li condannano. Ci si chiede come si sentirebbero se la situazione fosse capovolta: se i bianchi dovessero emigrare a milioni in Cina. della concordia. I musulmani insorgono contro le persecuzioni. per lo meno. è improbabile che una famiglia benestante asiatica sia disposta ad adottare un bambino bianco. Cristiani. le persone appartenenti alle etnie cinese e indiana non possono accedere allo stato di Bhumiputra. Ma se qualcuno tenterà di applicarla. In Malesia. Per il suo egoistico desiderio di avere molti seguaci. accusando gli americani di essere “satanici” e “imperialisti”. Per pura invidia. la società – spesso istigata dai media – tenta di rovesciare coloro che hanno successo. e non sono neppure commemorati con musei moderni e documentati. della gioia. cadrebbero in ginocchio pur di avere un permesso di soggiorno per quel paese. Mara non lo apprezzerà affatto.riconosciuti come tali. Alcuni giornalisti sembrano voler difendere diseredati e poveracci. Il semplice fatto che è piena di talento basta ad avvelenarvi lo spirito. Cosa dire dell'amore? Si potrebbe pensare che non tutte le nostre emozioni siano sofferenza – che ne è dell'amore. dimenticando la distruzione messa in atto dai loro antenati Moghul. Gran parte del mondo invidia gli Stati Uniti. Corea. In genere gli asiatici considerano contro natura questo miscuglio di razze. improvvisamente invidiate l'ignara violoncellista che non avete mai incontrato prima. In Occidente. Se ci prendessimo ogni libertà non ci sarebbe da meravigliarsi se non ci invitassero più a tutte le feste. Ciò nonostante per questo inammissibile eccidio non esiste alcun termine di uso corrente. addirittura mentre vi state godendo una sinfonia. della devozione. una ragazza di Singapore non ha il diritto di portare a casa il marito belga a conoscere la famiglia. della pace. che conquistarono ampie porzioni di Asia in veste di missionari. Mara predica astutamente la libertà. materiale o intellettuale. Molti estremisti politici e religiosi. vogliamo avere la libertà soltanto per noi stessi. Malesia. I segni di tanta devastazione sono ancora visibili – le rovine dimenticate di monumenti e templi un tempo eretti per amore di un Dio diverso. a causa dell'intrinseco orgoglio di ciascuna confessione e della convinzione di “avere ragione”. se non ne hanno già uno. In realtà. La cosiddetta libertà e la cosiddetta democrazia sono solo altri strumenti di controllo nelle mani di Mara. dell'ispirazione creativa. Anche se non avete intenzione di diventare violoncellisti. Arabia Saudita e India. Può colpire improvvisamente quando meno ve lo aspettate. o . Neanche ai massacri perpetrati da Stalin e Mao Tse-tung è accordata una definizione chiara e adeguata. È una delle grandi emozioni di chi si sente un perdente. Molti coreani di seconda generazione residenti in Giappone non sono ancora stati naturalizzati. se fossero assunti nei posti di lavoro locali. se continuassero a parlare la propria lingua per generazioni rifiutando di adottare quella del paese che li ospita – e per giunta sostenessero le correnti religiose fondamentaliste del loro paese d'origine? L'invidia è un'altra delle frecce di Mara. Cosa succederebbe se installassero le proprie comunità. Molti asiatici e africani accusano gli occidentali bianchi di essere razzisti. neppure dopo generazioni. dell'estasi. sia esso economico. Dalla freccia avvelenata dell'orgoglio stilla anche il razzismo. Si rifiutano di renderne pubbliche le trasgressioni e i pochi che parlano apertamente corrono il rischio di essere tacciati di estremismo. ma spesso temono di rivelare che alcuni di questi “diseredati” sono dei veri e propri fanatici. come “antisemitismo” o “olocausto”. ma il razzismo è un'istituzione anche in Asia. rivendicazioni da azioni legali che condannino i colpevoli o rievocati da film e documentari esaurienti. esistono leggi antirazziste e il razzismo viene pubblicamente condannato. C'è anche l'orgoglio di appartenere a una certa scuola o a una certa religione. Giappone. del conforto? Siamo convinti che l'emotività sia necessaria per la poesia e per l'arte. ebrei e musulmani credono tutti nello stesso Dio e in un certo senso sono fratelli. della realizzazione.

Raramente. tuttavia. Sono termini difficili da tradurre con precisione. Una parte consistente della nostra esistenza ruota intorno al tentativo di appagare gli altri. Dovete continuare a comportarvi in modo conseguente – mandare fiori. la gelosia e il mal di testa hanno ovvie connotazioni negative. mentre shen significa “altro”. Siddharta. E se fallite. tutto ciò che porta con sé incertezza e imprevedibilità è sofferenza. è vano considerare i genitori responsabili della nostra infanzia infelice o sentirci in colpa per il disaccordo tra loro. l'amore può essere piacevole e soddisfacente. consapevole che fossero semplici illusioni. un'occhiata distratta che non si concentra del tutto sull'apparecchio a raggi X al check-point dell'aeroporto. nello stesso tempo. Non sto affatto male. era immune al veleno dell frecce. Concorrono poi innumerevoli altre condizioni. I tibetani utilizzano le parole rangwang e shenwang per indicare “felicità” e “infelicità”. La nostra definizione di “sofferenza” non è rigorosamente stabilita ed è limitata. l'oggetto della vostra attenzione può fraintenderla. Per Siddharta. quietare la Terra in modo che non scateni un altro tsunami. È in rapporto con qualcuno o con qualcosa ed è quindi imprevedibile.per comporre canzoni. soprattutto perché così possiamo sentirci a nostro agio. questo si indebolirebbe. i propri diritti. mentre altri contengono sfumature molto più sottili. molto meno evidenti. si è dipendenti dall'oggetto amato e in un certo senso si è sempre tenuti al guinzaglio. rang significa “Io” e wang “potere”. la libertà. Significa avere la libertà di scegliere o di non scegliere. anche se questa sorta di manipolazione richiede resistenza e notevoli attenzioni. Quella di Siddharta invece è molto più ampia e. si diventa infelici. anche se gli dedicate la più totale devozione. tormentosa sensazione che per vivere ci voglia di più. Ma cosa significa? Ne sono davvero convinti? Per star meglio hanno smesso di prepararsi a ogni eventualità? Hanno eliminato le insicurezze? Un atteggiamento che deriva da un appagamento autentico e dalla capacità di apprezzare pienamente quello che già si possiede è quello raccomandato da Siddharta. immagina come si svolgerà la serata. tuttavia. Per esempio. La soluzione di Siddharta fu di raggiungere la consapevolezza delle emozioni. Non è piacevole vivere con qualcuno che tiene il broncio di continuo. Sto facendo colazione. anche se soffriamo. Molti pensano. Ma è solo una fantasia. Sto bene. il modo in cui la corteggerà e come riuscirà a sedurla. Un giovanotto si pregusta una cenetta a lume di candela con la ragazza dei suoi sogni. si è felici. In senso lato. Non è in nostro potere. più specifica e più chiara. Alcuni ti pi di sofferenza come la rabbia. Ma tuttavia non è possibile fare in modo che gli altri siano sempre allegri. Non possiamo tenere sotto controllo gli altri automobilisti in autostrada. ma se è qualcun altro a tenere il guinzaglio. Non possiamo impedire che un piccione vada a sbattere contro il parabrezza della macchina. Possiamo provarci. la libertà di essere attivi o di prendersela con calma. Basta un unico un per cento perché ostacoli e avversari riescano a far danno: un lapsus. Se quando si manifestano ne siete anche soltanto parzialmente consapevoli. Se qualcuno controllasse con attenzione il potere di Mara. un'esplosione accidentale di gas. non viviamo nei bassifondi e non siamo vittime del genocidio in Ruanda. tutto quello che avete costruito può andare in frantumi. Vi è sempre in agguato la costante. riuscirci talvolta. non saper più accettarla oppure smettere di essere ricettivo. limitate il loro raggio di azione: ecco allora le emozioni trasformate in fanciulle controllate dal loro chaperon. Tutto va come dovrebbe andare. finché si possiede il controllo. anche solo per un'unica volta. Ci sono alcune cose che possiamo fare per piegare a nostro favore le condizioni. Magari. per esempio assumere regolarmente vitamine per irrobustirci o bere una tazza di caffè per svegliarci. Forse crediamo di non soffrire davvero e che. Per questa ragione. In realtà non siamo mai davvero pronti al cento per cento per ogni possibile situazione. una congettura. in tempo libero. perché non siamo consapevoli delle molte altre condizioni non evidenti che queste situazioni comportano. “Felicità” significa quindi posseder il pieno controllo. nessun guinzaglio introno al collo. non è poi così terribile. ma non scaturisce indipendentemente dal resto. e questo scontento provoca sofferenza. sperimentiamo tanta pienezza. Sto respirando. Non basta dire “Ti amo” all'inizio di una relazione. mostrarvi premurosi e gentili – fino alla fine. In questo modo. Dopotutto. le nostre emozioni più violente . Come minimo. e non avere nessun impedimento. “diritti” o “legittima ragione”.

diventano innocue come petali di fiori. e quindi persero ogni attrattiva. La consapevolezza non vi impedisce di vivere. assaporerete pienamente il vostro tè. Se vi godete una tazza di tè e siete in grado di cogliere il dolce e l'amaro insiti in tutte le cose temporanee. la consapevolezza si affina. Non riuscirono a provocare in lui alcuna reazione. Potete continuare ad andare avanti. riusciamo a spezzare l'incantesimo della tentazione. come il cerchio di fuoco. Comprendendo che gli oggetti del nostro desiderio sono in realtà solo fenomeni aggregati. anzi è eccitante. camminare su una scogliera in piena consapevolezza non è più tanto terribile. rende la vita molto più piena. Una volta consapevoli – per esempio se sapete di essere in cima a una scogliera – potete valutare il pericolo che avete di fronte. egli percepì con chiarezza che erano solo fenomeni aggregati. Quando cominciate a rendervi conto del danno provocato dalle emozioni. La vera origine della paura è l'ignoranza. Quando le apsaras si avvicinarono a Siddharta. .

ascoltiamo.3. Forse penserete che la storia del corno di yak sia una semplice favola. Dopo aver trascorso un'infanzia di stenti e aver avuto una precoce iniziazione alla magia nera. immaginiamo e che crediamo esista è semplicemente vuoto. Dopo molti anni. ci fu un brillante studioso di nome Rechungpa. se siete creduloni. il pellegrino pensa che sia acqua. nel villaggio tibetano di Kya Ngatsa. come vedremo. Fu il re Ashoka. tiranno e guerriero instancabile che non si era fatto scrupoli a uccidere i suoi parenti più stretti per consolidare il potere. è soltanto il riflesso del calore sulla sabbia. ma per disperazione. Divenne celebre come Milarepa. L'eredità della sua saggezza è stata trasmessa da una successione ininterrotta di maestri e allievi. immaginerete che si tratti di un caso di stregoneria escogitato dallo yogi tibetano.. Rechungpa si applicò scrupolosamente. La forza dell'abitudine è così ostinata e il nostro concetto di vuoto talmente poco attraente. e riteniamo di essere persone colte. Vaghiamo invece nel deserto. senza che il corno si ingrandisse né lui si rimpicciolisse. Nel primo millennio dell'era cristiana. le sue parole. Non si tratta né dell'uno né dell'altra eventualità. un valente maestro e traduttore di dharma che insegnava la natura dell'esistenza e la condotta di vita come un tempo erano state esposte da Siddharta. a circa seicento miglia da Bodh Gaya. deciso a ricevere un'istruzione tradizionale presso una delle massime istituzioni filosofiche buddhiste dell'epoca. dal cielo si rovesciò improvvisamente una violenta grandinata. In quella sconfinata pianura. Possiamo applicare il dharma alla nostra realtà e alla vita quotidiana. e propagandosi ben oltre le frontiere dell'India. eppure Rechungpa partì per l'India. L'oasi. Uno dei massimi imperatori del III secolo a. Siddharta comprese il vuoto dell'esistenza. se solo il suo discepolo avesse capito la natura del vuoto. che pochi hanno la volontà di raggiungere il tipo di comprensione di Siddharta. Tutto è vuoto Subito dopo l'illuminazione di Siddharta. Milarepa intonò una canzone per far sapere a Rechungpa che c'era ancora molto spazio nel corno di yak. Abbandonò la propria casa e alla fine incontrò un contadino di nome Marpa. non c'era un solo luogo ove rifugiarsi. Nella prima generazione di seguaci di Milarepa. che chiamiamo dharma. Il giovane ne uscì trasformato. sete e speranza. Oggi è noto come uno dei più influenti sostenitori del buddhismo. come viandanti disorientati che intravedono in lontananza un'oasi lussureggiante. in realtà. Milarepa insegnò ai suoi studenti che le parole di Siddharta non sono come le altre filosofie. Capì che ogni cosa che vediamo.. Aggrapparsi al vuoto Vincendo su Mara e il suo esercito. il dharma continuò a diffondersi. cominciarono a pervadere tutti gli ambienti della vita indiana. Grazie a mecenati della sua tempra. Anche se non pensiamo di essere tanto disperati. ritornò in Tibet. al quale abbiamo attribuito e riconosciuto una certa “verità”. scopre che si tratta di un miraggio ed è sopraffatto dalla delusione. Milarepa vide sul terreno il corno di uno yak e si riparò svelto al suo interno. Esaurendo le sue ultime forze per raggiungerla. espandendosi in ogni direzione. seguendo l'insegnamento di molti grandi studiosi e santi indiani. uno dei più famosi santoni yogi del Tibet. Il dharma trascendeva il sistema delle caste e faceva appello ai ricchi e ai poveri in uguale misura. sane di . nacque un altro uomo comune dotato di poter straordinari.C. Milarepa gli aveva raccomandato che l'integrazione della pratica alla vita è più importante del semplice studio dei testi. Dopo che si furono scambiati i saluti ed ebbero parlato per qualche tempo degli studi di Rechungpa. Perfino il re Ashoka alla fine trovò la strada del dharma e diventò pacifista. Oppure. Dal suo nascondiglio all'asciutto. sentiamo. Tale attività di identificare o percepire il mondo come vero è scaturita da una tenace abitudine individuale e collettiva – lo facciamo tutti. che leggiamo per diletto o curiosità intellettuale e poi riponiamo in appositi scaffali. i cui canti poetici e le cui vicende ancora oggi ispirano centinaia di migliaia di persone. e il suo vecchio maestro Milarepa andò ad accoglierlo su un arido altopiano. questo giovane inquieto trucidò decine di membri della famiglia e di vicini per placare la sua sete di vendetta.

la sua andatura era così solenne che i cinque saggi non poterono fare a meno di alzarsi. Per chi. pieno di pace. l'idea di “vuoto” non si adatta alla nostra mente. dall'orgoglio e dal materialismo. Una notte trascorsa in prigione con un violento stupratore sembra invece durare un'eternità. Appena lo videro avvicinarsi. Quando raggiunse Sarnath. proprio come un miraggio. Siamo paralizzati da un sistema di pensiero “a breve termine” e vincolati alla concretezza. Così percepito. riconoscimenti e successo o semplicemente pace e quiete. la venerazione e il disprezzo. Questa comprensione gli permise di spezzare il ciclo di aspettative. pensò: Ho travato un cammino che è profondo. non estremistico. che anche a quell'epoca era una grande città in cui si riunivano intellettuali e pensatori sulla riva del Gange. come Siddharta. Erano questioni soggette a interpretazioni inconsistenti e non c'era quindi alcun bisogno di reagire come se fossero fondate. quella del vuoto. se dipendiamo da una conferma esterna. per non parlare della verità ultima. Semplicemente. La mente umana.” dissero. quando crediamo che tutto esiste davvero ci comportiamo come l'uomo nel deserto. il bene e il male erano assolutamente irrilevanti. Pensiamo: Qual è dunque il vantaggio di meditare sull'impermanenza e sul vuoto del mondo fenomenico? Come può il vuoto essere produttivo? All'interno della nostra logica limitata. “Ecco che arriva l'ipocrita. Siddharta incontrò i suoi compagni di un tempo. agisce basandosi su un sistema logico inadeguato. Siddharta allora si avvicinò senza ombra di vanità. di prestare attenzione o di comprendere. infatti. non lo capiremo.mente e lucide. Agiamo con la convinzione che migliaia di anni di storia hanno preceduto questo momento. Sono impermanenti e mai interamente sotto il nostro controllo. con i suoi compagni di un tempo come i primi discepoli. aveva compreso il vuoto. Siddharta pronunciò sul momento il primo dei suoi sermoni. come fece Siddharta. Ma se tento di esprimerlo. “ce ne saranno alcuni che ci riusciranno e sarà una cosa preziosa essere d'aiuto anche soltanto a costoro. In un mondo dominato dall'avidità. Se intraprendiamo un'analisi approfondita.” Per rispettare i loro desideri. “tempo”. La nostra logica limitata Siddharta non si sbagliava quando pensava che questo insegnamento non sarebbe stato compito facile. Ci affanniamo per trovare amici autentici. sicurezza. se cerco di insegnarlo. . Magari riusciamo perfino ad aggrapparci a qualche parvenza di desiderio. in prossimità di Varanasi.” sogghignarono. Una giornata all'inferno equivale a cinquecento anni. concetti come la lusinga e la critica. che gli chiesero di non isolarsi nella foresta. anche solo insegnare principi di base come l'amore. abbiamo una definizione chiara di ciò che ha senso e scopo – e il vuoto ne è al di fuori. avendo sentito i progetti di Siddharta. Al momento della sua liberazione. Secondo questi criteri. Si racconta che. il nostro concetto di tempo comincia a non apparire più tanto stabile. il vuoto come lo definisce Buddha sembra completamente inutile. si accordarono in tutta fretta per ignorarlo. la compassione e l'altruismo è molto difficile. le cose per noi devono essere tangibili e immediatamente utili. esitazione o orgoglio. Non vollero salutarlo e tanto meno alzarsi e inchinarsi davanti a lui. troveremo che definizioni come “forma”. Per essere degne di un investimento in tempo ed energia. ma di diffondere il suo insegnamento per amore del prossimo. “direzione” e “dimensione” possono venire facilmente demolite. soddisfacente e delizioso. secondo la dottrina buddhista: eppure per noi l'unica funzione di queste immagini religiose è quella di spaventarci e sottometterci. alla fine siamo delusi. anche se ne esistono molti altri. Priva di ogni imbarazzo. quelli che tanti anni prima lo avevano abbandonato dopo che lui aveva infranto i voti e bevuto il latte che gli offriva Sujata. non c'è nessuno capace di ascoltare. Ma. apparvero il dio Indra e il dio Brama. come il viandante. Le cose non sono come sembrano. chiaro. Provate a immaginare una settimana di vacanza con la persona amata – è breve come uno schiocco di dita. delusioni e sofferenza. Siddharta partì per Varanasi. Siddharta capì che perfino l'Io esiste solo a un livello molto relativo. “spazio”. e se qualcuno ci dicesse che l'evoluzione umana è stata breve come l'atto di inghiottire un sorso di caffè. “Anche se non tutti capiranno completamente il tuo insegnamento. Quindi rimarrò in questo stato di beatitudine nella foresta.

riescono a passare per artisti. oggi e domani”. perché la negazione è una forma di sottovalutazione e la fede cieca è una forma di sopravvalutazione. Riferendoci a un fenomeno realmente esistente. Funzione. La gemma si trasforma in fiore. lo consideriamo ben definito. ci convinciamo ancora di più che esistono realmente.Alcuni lasciano penetrare un po' di ignoto nel proprio sistema concettuale. si. dando spazio ad altri possibili mondi di chiaroveggenza. non immaginato. In questo senso. se il loro modo di pensare non è troppo eccessivo. intuizione. Ci sono anche alcuni yogi famosi che deliberatamente vanno solo un po' oltre quel che è tradizionalmente accettato e sono venerati come “folli divini”. quando ci guardiamo allo specchio o assistiamo a un miraggio. che sono prive di una natura intrinsecamente esistente. la vostra mano serve a tenere questo libro – allora deve esistere. continuità e consenso hanno un ruolo fondamentale nel nostro processo di conferma. pazzi o irrazionali. La crescita e il cambiamento fanno parte della nostra idea prestabilita della natura del fiore. reale. Continuiamo invece a rinchiuderci nelle nostre anguste ma confortanti prospettive tramandate per generazioni. Di fronte all'idea di un uomo che entra in un corno di yak senza mutare le proprie dimensioni abbiamo poca scelta. considerandole “realmente esistenti”. Inconsciamente agiamo con la convinzione che il mondo esiste su solide basi e questo influisce su quel che pensiamo e sentiamo in ogni momento della giornata. Oppure ci affidiamo a una qualche sorta di credenza mistica nella stregoneria o a una cieca devozione e diciamo: “Oh. le . capire ciò che esula dagli spazi a noi familiari. dimostrabile. a confermare e a definire la reale esistenza delle cose – questo è un libro che esiste davvero nelle mie mani che esistono davvero. fantasmi. ma arriviamo solo fino al punto in cui lo permette la nostra mente razionale. non passiamo il tempo a razionalizzare consapevolmente. ovviamente funzionano – il nostro mondo va avanti proprio in virtù di queste convenzioni. Se tuttavia oltrepassate troppo i limiti comunemente accettati. naturalmente poteva fare questo e ben altro”. In entrambi i casi. Noi non possiamo. Una minoranza di persone dotate di talenti particolari ha forse il coraggio o la capacità di sfidare le convenzioni e. e in modo permanente. invece di affermare: “Il tempo è relativo”. Se gli altri poi ci assicurano di vedere le stesse cose che vediamo noi. Il fiume di ieri: accettare la logica parziale Attraverso la sua infaticabile meditazione. queste prospettive tuttavia non reggono. come Salvador Dalì. “Sappiamo” che le immagini allo specchio non sono reali. non c'è acqua nel miraggio. valido. Certo. Siddharta colse con chiarezza i difetti di queste forme convenzionali di valutazione. È molto più pratico agire in base al concetto lineare di “ieri. anche se cambia. e continuiamo a pensare che si tratti di un fiore realmente esistente. Per esempio. anime gemelle. Milarepa era un grande yogi. definitivo. Non siamo programmati per pensare: Posso entrare in un corno di yak senza cambiare né forma né dimensioni. Sottoposte ad analisi rigorosa. In una certa misura. O siamo “razionali” e confutiamo il fatto dicendo che semplicemente non è possibile. Solo in rare occasioni. La rappresentazione di una mano non funziona nello stesso modo. Non siamo in grado di demolire concetti come “piccolo” e “grande”. Saremmo molto più sorpresi se rimanesse permanente. il concetto di tempo lineare su cui ampiamente riposa il mondo non tiene conto che il tempo non ha né inizio né fine. ma in genere ci affidiamo a una logica rigida e scientificamente fondata. ci rendiamo conto che alcune cose sono pure apparenze: non c'è carne e sangue nello specchio. se accettate il vuoto. Pensiamo che se qualcosa ha una funzione – per esempio. Naturalmente ammettiamo che qualcosa possa cambiare. Sosteneva soltanto che il pensiero convenzionale e razionale è limitato. sarete considerati anormali. razionalizzazione e definizione. la nostra visione è distorta. perché sappiamo che non è davvero una mano. Se esiste una continuità in un fenomeno – per esempio se ieri abbiamo visto una montagna e oggi è ancora lì – abbiamo la certezza che sia “reale” e che ci sarà domani e il giorno dopo. immutato e incondizionato. o non vogliamo. Servendoci di una tale logica – imprecisa nella migliore delle ipotesi – misuriamo o definiamo le cose. Questo genere di comprensione ci potrebbe portare molto lontano. Siddharta non era irrazionale.

quest'identità si sgretola. scevro da interpretazioni. È come rimanere raggomitolati nel letto dopo un bel sogno. Poiché non abbiamo la perspicacia di vedere le cose nelle loro parti. Non siamo affatto disposti ad arrenderci a vedere il mondo in questo modo. La nostra normale definizione di “verità” è il risultato di un'analisi parziale. pensiamo che si tratti dello stesso fiume. se ci dà quel che vogliamo. non andiamo oltre. le foglie sono cadute e si sono rinnovate – ciò che rimane è l'apparenza di un fiume simile a quello che abbiamo visto l'ultima volta. nella nostra esistenza. Guardiamo un cerchio di fuoco e ammettiamo senza difficoltà le condizioni della sua creazione. funziona come un libro. egli è libero da ogni delusione. Per esempio. Buddha non era un masochista Molte persone con una vaga idea di quel che insegnava Buddha pensano che il buddhismo sia morboso. Analogamente. Se un pavone è spennato da tutte le sue piume. definita.non immaginata. Avere il coraggio di svegliare il nostro spirito e di analizzare le cose è quello che i buddhisti chiamano “rinuncia”. emotiva e concettuale – non corrispondono a questa definizione. Credono che i buddhisti evitino la bellezza e il godimento fisico in quanto tentazioni e debbano essere puri e misurati. Dal suo punto di vista. Un ragazzo cerca compagnia. la rinuncia buddhista non è autoflagellazione o austerità. non sono generalizzazioni. In realtà l'insegnamento di Siddharta non ha prevenzioni contro la bellezza e il godimento più di quanto non ne abbia verso altri concetti – finché non ci lasciamo trasportare dal pensiero che queste . Se l'analisi fornisce una risposta adeguata. ci sarebbe un riflesso anche senza il vostro viso. Anche se Siddharta utilizzava parole simili a quelle che la gente normale userebbe per definire la “verità” . è una semplice serie di etichette poste su fenomeni che non esistono realmente. quindi lo mangio. Accettiamo che. sempre mutevole e continuiamo a chiamarlo fiume. Se fosse indipendente. e in questo modo sperimentiamo il risveglio. Le cose esistono per il momento. incondizionata – il modo con cui se ne serviva era molto più preciso. non ci affascina più.. gli altri lo considerano un libro. Non trovando nulla a questo livello. L'analisi di Siddharta continua ad affinarsi. finché il panino e la ragazza diventano semplici atomi e alla fine neppure gli atomi possono reggere alla sua analisi. per adesso. che i buddhisti neghino la felicità e pensino solo alla sofferenza. anche dopo il vaglio di un'analisi rigorosa. Sono tutti costituiti da parti instabili e impermanenti e quindi sono sempre mutevoli. Se ci ritorniamo dopo un anno. A un semplice sguardo. è carina. Oppure vedere uno splendido arcobaleno e non volersi avvicinare perché scomparirà. i puntelli della nostra realtà convenzionale si rivelano vaghe generalizzazioni e ipotesi. Siddharta scoprì che l'unico modo di confermare che qualcosa esiste realmente è di dimostrare che esiste indipendentemente. L'”apparenza” è una base piuttosto instabile per la “verità”. Per Siddharta. Come può essere lo stesso? Se isoliamo anche solo un suo aspetto o una sua caratteristica. Siddharta fu pronto e capace di vedere che tutto. immutata. L'analisi finisce qui. ci accontentiamo di considerarle come un tutto. ma se lo analizzate bene anche in questo caso si applica il principio del “per adesso”. tutti i meccanismi apparentemente funzionali della nostra sopravvivenza quotidiana – fisica. nessuna cosa può esistere davvero senza dipendere da un'innumerevole quantità di condizioni. adocchia una ragazza. Questo è davvero un panino? Ha il gusto di un panino. solo vagamente coscienti che era soltanto un sogno e senza nessun desiderio di alzarsi.. Perché non pensiamo nello stesso modo del libro che stiamo tenendo in mano o del letto su cui ci corichiamo? Sembra un libro. la Terra è in un altro punto della sua rotazione nella galassia. Un fiume scorre con la sua acqua fresca.nostre aspettative di cambiamento sono immutabili. è solo che non abbiamo il coraggio o la volontà di applicare questo sistema di pensiero. finché concorrono tali condizioni. senza eccezione. dalla fabbricazione o dal cambiamento. è davvero un cerchio di fuoco. Quest'affermazione può far breccia anche nel nostro mondo di convenzioni. L'acqua è diversa. si ferma a studiarla un po' e poi si avvicina. Contrariamente alla credenza popolare. “immutato” significa immutabile in tutti gli aspetti. sapete che il vostro riflesso nello specchio in realtà non esiste. perché dipende dal fatto che siete lì davanti.

quando russa. la ninfa si era scomposta in frammenti e comparve Manjushri ridendo. la figlia. Per qualche tempo. I buddhisti definiscono il mondo percepito come una verità “relativa” . Siddharta vedrebbe che tutte le donne sono prive di bruttezza e di bellezza. intestini e simili.una verità valutata e classificata dalle nostre menti ordinarie. a coloro che sono disorientati e travolti dalla passione. secondo il giudizio di una commissione di esperti.cose esistono realmente. Ma così stanno le cose. questa bella ragazza sta per abbracciarmi. Ciò non significa che non esiste in un certo senso. cartilagini. crollò a terra. Chiuse ermeticamente gli occhi e aspettò. Mentre l'attraente fanciulla gli si avvicinava. qualcuno è geloso. Invece di vedere una pretendente più o meno bella delle altre. mentre se la ragazza fosse realmente e definitivamente bella dovrebbe essere raggelata per sempre nel suo stato di bellezza. La verità relativa: “in un certo senso” esiste Nella filosofia buddhista. noto come incantatore e per avere uno spirito molto arguto. “Aggrapparti a questo concetto ti limita. Fra gli altri allievi compagni di Manjushri c'era un monaco zelante e rispettato. “Pensare che qualcuno è bello è un concetto. è bello di per sé tale assortimento. una verità non deve essere fabbricata. Non esiste indipendentemente. neanche per un momento potrebbe essere anche solo leggermente non-così-bella. Per un coccodrillo rappresenta il cibo. aggregato e impermanente. senza muovere neppure un muscolo. qualcuno la considera l'amante. Manjushri decise di Mettere alla prova il monaco zelante servendosi dei suoi poteri sovrannaturali. Ai suoi occhi. il monaco si diede alla fuga. Era sorpreso: durante quei lunghi anni di meditazione aveva resistito stoicamente ad alcune tra le più belle donne della regione. quando le fuoriesce dalle labbra un filo di saliva. pensò: Ecco. Turbato e deluso da se stesso. per un parassita è un'ospite. perché chiunque concorderebbe spontaneamente sulla sua bellezza suprema. la sorella. dipende dalla mente. un metodo prescritto. Naturalmente alcuni non saranno d'accordo. Non sarebbero necessari abiti da sera e costumi da bagno. milioni di persone assistono al concorso Miss Universo per sapere chi è la più bella del mondo. ciò che è percepito dalla mente non esiste prima che la mente lo percepisca. quindi non esiste davvero. la rivale. il vuoto non era stato costruito da lui né da . un guerriero di nome Manjushri. quando si accovaccia sul water. Per Siddharta. Consiste nell'immaginare tutti gli esseri umani come un ammasso di vene. La definizione di Siddharta di “supremo” esige l'indipendenza da qualsiasi condizione: la condizione del concorso non è necessaria a eleggere la donna più bella. colei che è incoronata non può possedere la bellezza suprema. il monaco rimase impassibile. riflettori e rossetti. Se Siddharta presenziasse al concorso Miss Universo. la madre. perché tra le bellezze di tutto il pianeta questi giurati stanno ignorando le bellissime donne della Papuasia e le eleganti fanciulle delle tribù africane che indossano anelli introno al collo affusolato. Cos'è dunque la bellezza? Anche se affermiamo che è nell'occhio dell'osservatore. A quanto si dice. esausto. fra molti altri. La bellezza che Siddharta scorge sta nelle centinaia di milioni di prospettive da cui può essere contemplata ciascuna delle pretendenti. perché la bellezza dipende dall'osservatore. quando è vecchia – sempre. Per essere definita come “suprema”. Quando finalmente li riaprì.” disse. Se è davvero bella. come il nostro vecchio cerchio di fuoco. per lui la bellezza suprema sarebbe di tutt'altro tipo. Anche pensare che qualcosa è brutto è un concetto altrettanto vincolante. Tra i molteplici punti di vista dell'universo. Anche se Siddharta aveva compreso il vuoto. Manjushri esercitò tutto il suo fascino e il monaco cominciò a cedere al suo sortilegio. l'amica.” Ogni anno spendiamo enormi somme di denaro per farci belli e per rendere piacevole l'ambiente in cui viviamo. conosciuto per la sua “meditazione sulla bruttezza”. Dovrebbe essere bella quando sbadiglia. Ma la ninfa Manjushri lo inseguì finché lui. la giuria stabilirà il criterio definitivo di bellezza. Si trasformò in una bellissima ninfa e comparve di fronte al monaco per sedurlo. ma non successe nulla. non deve essere prodotto dell'immaginazione e deve essere indipendente dalle interpretazioni. Siddharta aveva un discepolo laico. ti lega a un nodo e ti imprigiona. c'è tutta l'esibizione del concorso e per adesso lo spettacolo è bello.

Sia che Siddharta l'abbia insegnato sia che non l'abbia fatto. speranze. Considerando come un sogno la nostra esperienza in questo mondo. Siddharta suggerì semplicemente di esaminare la nostra esistenza e di pensare che potrebbe essere solo un'illusione temporanea. Se in sogno fate qualcosa di strano. perché consentono solo un'esperienza artificiale. I modi per svegliarci da questo sogno sono infiniti. Abbiamo tessuto una realtà basata su proiezioni. anche se. Siddharta non ha mai detto che esiste qualcosa di spettacolare. Abbiamo bisogno di risvegliarci dai nostri schemi abituali. Siddharta scoprì che l'abitudine a focalizzarci sulle mere apparenze del nostro mondo relativo e fantastico. perché nella nostra esperienza del mondo relativo non è fisicamente possibile volare. non vedi?”. Perfino sostanze come il peyote e la mescalina ci danno una vaga idea dell'aspetto illusorio della “realtà”. Le nostre fantasticherie ci appaiono talmente reali che il bozzolo ci imprigiona. Siamo immersi in un sonno profondo. allora è un problema. È meglio quando la comprensione proviene dall'interno. anche perché dipende da una sostanza esterna la cui efficacia. paure e illusioni. una condizione necessaria alla possibilità di volare è sognare. nel mondo relativo. tuttavia. Siddharta concorderebbe su entrambe le argomentazioni – non potete volare quando siete sveglie potete volare quando dormite. Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli. e siamo preda dell'ignoranza. Se qualcuno nel nostro sogno dicesse: “Gli esseri umani non possono volare”. che in realtà può nuocere al corpo. come non è possibile nascondersi in un corno di yak. né è stato elaborato teoricamente per aiutare la gente a essere felice. come l'immaginazione e l'avidità. La spiegazione sta nel concorso o meno di cause e condizioni. come un sogno a occhi aperti. ma il solo fatto di esperire qualcosa non significa che esista davvero. per negare una cosa. Il vuoto non è il risultato della sua rivelazione. non possiamo neppure sostenere che questo mondo relativo non esiste – perché. rispondereste: “Sì. può apparire qualsiasi cosa. I nostri bozzoli sono diventati solidi e complicati. fa cessare anche l'esperienza. “È l'attaccamento che vi incatena. se sognate. Il vuoto non annulla la nostra esperienza quotidiana. più sicuri e più efficaci per agire dall'interno sul flusso dei pensieri. paradossalmente. Se qualcuno vi chiedesse di sbattere le braccia e di volare. immaginazioni. Supponiamo invece che stiate dormendo e che sogniate di volare in cielo. rispondereste: “Non posso”. Come disse Siddharta: “Sei il maestro di te stesso”. Il peyote e la mescalina possono suscitare un'effimera comprensione. Siddharta dice che anche quando ci svegliamo nel mondo relativo in realtà dormiamo. non possiamo neppure affermare con certezza che è sempre esistito. potete farlo. il vuoto è sempre stato vuoto. convinti che esista davvero. perché trascende il tempo e non ha forma. di più puro o di più divino di quanto percepiamo.” Siddharta era perfettamente conscio che. Per svegliarvi vi basta essere anche solo vagamente consapevoli di sognare. Non disse che non c'è l'immagine di un arcobaleno o che non esiste una tazza di tè Possiamo godere della nostra esperienza. Una droga. Finirete per cadere e sarete molto delusi. si può preparare una tazza di tè . io posso farlo. una volta esaurita. Quando concorrono le cause e le condizioni giuste.nessun altro. non può provocare un risveglio assoluto. Le allucinazioni ci aiutano a riconoscere temporaneamente fino a che punto le illusioni possono essere tangibili e credibili. in letargo come il baco da seta nel suo bozzolo. Non era neppure un anarchico che rifiutava l'apparenza o la funzione dell'esistenza mondana. La scintilla può scaturire dal sogno stesso. Se non sognate. Invece dovremmo aspirare a un risveglio definitivo. Possiamo liberarci semplicemente realizzando che è solo frutto della nostra immaginazione. E volereste via. ci proietta in un ciclo senza fine di dolore e angoscia. rivelando il potere della mente e dell'immaginazione. capite che state dormendo. come i cortigiani di palazzo la notte in cui egli abbandonò la sua vecchia vita. Né il vuoto potrebbe essere interpretato come negazione dell'esistenza – cioè. Un addestramento della mente e la meditazione sono i metodi più rapidi. Immaginate di fare un sogno terrificante. senza dipendere da uno stimolo esterno. di migliore. l'apparenza si dissolve. non potete volare. bisogna innanzitutto aver ammesso che esiste qualcosa da negare. Ma queste sostanze non sono consigliabili. Ma quando queste condizioni si sono esaurite.

dopotutto – ma ci è molto più difficile capire il vuoto di cose non astratte. non diceva: “Questo non è tè” oppure “Il tè è il vuoto”. Il monaco anziano rispose: “L'ho presa molto tempo fa. avrebbe potuto suggerire che il tè non è quello che sembra ed è costituito da foglie essiccate infuse in acqua bollente. Un uomo s'innamorò pazzamente di lei e cominciò a corteggiarla con insistenza. Ci sono politici veramente integri. fece scendere la donna. circa millecinquecento anni dopo che Siddharta ebbe impartito il suo insegnamento. Una volta. È comprensibile la nostra scarsa propensione o l'incapacità di considerare illusorie queste cose. con gran sorpresa dell'uomo. Una volta superata la violenta emozione e il raccapriccio iniziali. entrambi i monaci ripresero a camminare. un veggente molto rispettato predisse che . Oltre a essere manipolati dai maniaci della pubblicità e dai prodigi del marketing. perfino se si tratta di una posizione folle. In un'altra parabola buddhista giapponese.oolong e sorseggiarla. Dopo qualche ora il monaco più giovane sbottò: “Non siamo monaci? Perché ti sei preso in spalla quella donna?”. Per questa ragione. lo status borghese e le grandi marche acquistano potere nelle nostre menti. Ci troviamo spesso ad assecondare involontariamente le opinioni della maggioranza. senza parlare. Amplificati dalla cultura popolare. Gli esseri umani hanno sperimentato diversi tipi di leadership. ma per vincere le elezioni fingono di sostenere la causa gay oppure le si oppongono tenacemente. È più assurdo lasciarsi affascinare da futilità quali l'alta moda. come i diritti dell'individuo. se la mise sulla schiena e cominciò ad attraversare il fiume. è difficile che una fanatica del marchio Louis Vuitton capisca la totale mancanza di significato della sua ossessione per una borsetta di autentica pelle. la famiglia che ci sostiene o che ha bisogno del nostro sostegno. Per loro. soltanto per conformaci alla società cosiddetta democratica. disse al suo allievo Naropa: “Non è l'apparenza che ti vincola. esisteva una bella monaca di nome Utpala. non si tratta semplicemente di una foglia immersa nell'acqua. Perché tu la stai portando ancora adesso?”. Semmai. Molte persone sono così viziate che ritengono indispensabile avere un televisore in ogni stanza o duecento paia di scarpe. ognuna delle quali ha i propri vantaggi. Poiché la maggioranza della gente accorda valore a questi oggetti. ma l'attaccamento all'apparenza”. Le sue pressioni le creavano disagio e Utpala cercava di evitarlo. due monaci zen in viaggio si apprestavano a guadare un fiume. la monaca gli si avvicinò e lo affrontò. l'uomo diventò il suo discepolo. Entrambi i monaci avevano già preso i voti definitivi e non era loro consentito toccare una donna. inventando nomi altisonanti come Iron Dragon. che non hanno nessun rapporto con il valore reale. Un giorno infine. da concetti astratti. Stentando a trovare le parole giuste. la monaca se li tolse e glieli diede. lui le dichiarò tutto d'un fiato che amava i suoi occhi. siamo in grado di vedere il vuoto dei concetti astratti come la bellezza e la bruttezza – sono aperti a qualsia interpretazione. come la scelta antiabortista e l'eutanasia. I fenomeni aggregati delle confezioni accattivanti e delle ricerche di mercato sono così complessi e ben studiati che diventiamo dei cultori delle grandi marche e accettiamo prezzi esorbitanti. e preparano miscugli speciali. ma la gente in realtà continua a soffrire. Desiderare un paio di Nike o un completo di Armani visto in una boutique alla moda trascende ampiamente l'impulso concreto alla sopravvivenza. di cui vendono piccole quantità per centinaia di dollari. la haute cuisine. eppure senza esitazione il monaco più anziano la sollevò. siamo condizionati da sistemi politici come la democrazia e il comunismo. poi. Senza esitazione. il prestigio sociale o l'appartenenza a club esclusivi. come la macchina da riparare. di nome Tilopa. quando una fanciulla chiese loro di essere portata oltre quella rapida corrente. le fatture da pagare. Lo shock gli permise di capire con quanta facilità ci si lascia coinvolgere e ossessionare dalle parti aggregate. ma lui era implacabile. L'universo politico è costellato di queste etichette e le probabilità di avere leader politici sinceri sono quasi ridotte a zero. in un paese devastato dalla siccità. la cura contro l'ipertensione. anche se non hanno posizioni definite sull'argomento. rendendo sempre più artificiale il nostro universo. uno dei suoi eredi dharma. Quando raggiunsero la sponda opposta. Molto tempo fa. Ci sono tuttavia appassionati di tè che si entusiasmano per queste foglioline. e da posizioni morali. In un momento di chiarezza. Nei negozi la gente arriva addirittura a contendersi delle borsette.

sarebbe stata una guida migliore e la rana dello stagno non sarebbe morta. che le raccontò storie fantastiche sul suo ambiente oceanico e si vantò della sua immensità. Jack entra in una stanza fiocamente illuminata. come noi. È una questione di formazione e una volontà di guardare le cose considerandone le diverse componenti. bevve l'acqua anche lui. il dolore e . non è magia. il mondo è spesso retto dai governanti più limitati e corrotti: la democrazia. Immaginiamo un uomo di nome Jack con la fobia dei serpenti. ecco perché la storia di Milarepa che trova rifugio nel corno dello yak è quasi sempre considerata una favola. In questo modo è come andare al cinema con lo stesso spirito di uno scenografo o un cameraman. Un giorno incontrò una rana dell'oceano. Assumendo una posizione democratica. Non sempre le regole della maggioranza funzionano. ma. La gente era ricca e felice. Come al concorso di Miss Universo. la rana dello stagno morì per un attacco di cuore. In realtà quello che vede è una cravatta a strisce di Armani. Capiscono com'è collocata la cinepresa. sanno quali obiettivi e quali luci sono stati utilizzati. si sarebbe stabilita sull'oceano. quanto facciamo o pensiamo in questo mondo è basato su un sistema molto limitato di logica condivisa. Non dobbiamo essere come la rana dello stagno. Diamo al consenso un'importanza eccessiva. la bevvero e impazzirono. Quando guardiamo uno stagno. tale fenomeno in genere assume valore. I professionisti tuttavia sono ancora in grado di divertirsi moltissimo quando vanno al cinema. Forse. fraintende ciò che vede al punto che potrebbe addirittura morire di paura – una morte provocata da un serpente che non esiste realmente. Per poter governare i suoi sudditi. La sua previsione si rivelò esatta e la gioia fu immensa. le cause e le condizioni nascoste. nel suo irrazionale terrore. Per la deplorevole fiducia nelle opinioni del gruppo. i residenti acquatici vinceranno. La presa di coscienza non è necessariamente letale. ma una pioggia maledetta questa volta. ma non poteva più governare il suo popolo impazzito e. alla fine. non è letale È difficile capire il vuoto per chi. Le cravatte e il cappio delle emozioni Il classico esempio buddhista di cui ci si serve per illustrare il vuoto è quello del serpente e della corda. nessuna esperienza e nessuna ragiona di pensare altrimenti. I sudditi però non avevano i mezzi per far scorte d'acqua. e che chiunque avesse bevuto l'acqua piovana si sarebbe ammalato. si rendono conto delle simulazioni al computer e di tutte le altre tecniche cinematografiche di cui il pubblico non è consapevole: per loro l'illusione svanisce. Non ci servono doni sovrannaturali per capire il vuoto. Quando venne la pioggia. ha la mente condizionata dal pragmatismo. fa appello al minimo comune denominatore. Se la rana dell'oceano avesse dimostrato una maggiore compassione e una maggiore accortezza. Se la maggioranza concorda sulla verità di un fenomeno. per il pesce nello stagno si tratta invece del suo universo. Questo è un esempio del senso dell'umorismo trascendente di Siddharta. Il re ordinò di far ingenti provviste d'acqua non contaminata in modo che nessuno fosse obbligato a bere l'acqua inquinata. mentre uno splendido film indipendente è guardato solo da uno sparuto gruppetto di spettatori. perché non aveva altri punti di riferimento. come ultima risorsa. Di fronte a tanta immensità. Ma la rana della sorgente non le credeva.dopo sette giorni finalmente sarebbe piovuto. così come l'oceano non può entrare in un pozzo. Predisse poi che dopo sette giorni sarebbe piovuto ancora. Poi annunciò una pioggia di gioielli e l'avvenimento puntualmente si verificò. pensava che la sua pozza fosse lo specchio d'acqua più grande e più favoloso del mondo. perché sono molto più numerosi di noi. capaci di morire per lo sgomento all'incontro con il vuoto. vede un serpente attorcigliato in un angolo ed è colto dal panico. Allora la rana oceanica portò la rana dello stagno sulle rive dell'oceano. I professionisti guardano ben oltre quel che si vede realmente. doveva essere in grado di condividere il loro mondo illusorio. che siamo gli osservatori dello stagno. Solo il re era rimasto “sano di mente”. Non penetra nelle nostre menti limitate. noi uomini vediamo solo uno stagno. Orribili film di cassetta fanno incassi straordinari. infatti. Mentre è preda dell'impressione che il serpente esista davvero. La verità: non è una favola. C'era una volta una rana che viveva in una pozza d'acqua sorgiva.

Se gli facesse penzolare la cravatta davanti al viso. esattamente come Siddharta non ha creato il vuoto. invece. il percorso ci porta dall'ignoranza all'assenza di ignoranza. Come il fobico Jack. non può dire “il serpente se n'è andato”. ha visto il serpente ed è stato coinvolto dalla situazione: paralizzato per la paura. La nostra esperienza quotidiana è colma di incertezze. vedo il serpente”. che ci conduce da un posto a un altro. dalla semplice rasatura del capo a quello di astenersi dalla carne. E neppure la liberazione poteva essere data per scontata o condivisa poco per volta. Quando si è calmato. e dei precisi codici di comportamento: “Fate la cosa giusta. Accende la luce e spiega che non c'è nessun serpente e che si tratta solo di una cravatta. A volte si parla del “dharma” come di un percorso “sacro”. anche se non c'era nessun serpente e nulla che provocasse dolore. o uno strumento. ha cercato una via di fuga. Fortunatamente per Jack. non dite bugie”. Il sollievo di Jack. Se Jack non fosse mai entrato nella stanza. ambizioni e una diffusa isteria creano quel buio e quelle ombre che rendono ancora più vivida l'illusione del serpente. se non si fosse mai creato un simile equivoco. Utilizziamo la parola “sacro” o “venerabile”.. allora la situazione di vedere o meno il serpente sarebbe stata inesistente. le si apre un ventaglio di possibilità. può essere condotto con circospezione davanti alla cravatta in modo che possa vedere che non c'è mai stato alcun serpente. Suggerì percorsi e metodi diversi per scoprire la verità e infatti all'interno della tradizione buddhista ci sono decine di migliaia di sentieri da seguire. Gli insegnamenti di Siddharta costituiscono un metodo per ottenere la liberazione da situazioni del genere. in questo caso. è basato sulla credenza errata di aver evitato il male. che non esiste affatto la sofferenza. il sollievo è quello che i buddhisti chiamano “nirvana” . Allora perché non semplificarla con un unico metodo? Come nel caso della molteplicità di farmaci necessari a curare le diverse malattie. Speranze. anche con la luce accesa. Ma se Jack è così terrorizzato da essere incapace di distinguere un serpente da una cravatta. Potrebbe dire esplicitamente che non ci sono serpenti oppure servirsi di un metodo astuto. come la meditazione.l'angoscia che prova costituiscono quello che i buddhisti chiamano “samsara”. Non ne ha provocato la scomparsa. di cultura e di atteggiamento. facoltà che in genere è compito del divino. In altre parole. Invece di sconvolgere sin dall'inizio i suoi seguaci con l'idea del vuoto. e portar via con precauzione la cravatta dalla stanza. e se Jill non agisce con cautela. È importante capire che accendendo la luce e dimostrando che non c'è nessun serpente Jill afferma anche che non esiste una “mancanza” del serpente. per esempio. ognuno dei quali si adatta ai diversi tipi di consuetudine. Siddharta insegnò loro dei metodi accessibili. paure. tuttavia. il che equivale ad accendere la luce al nostro posto. in base alla sua esperienza. Questo è il motivo per il quale Siddharta insisteva di non poter eliminare la sofferenza altrui con un semplice cenno della mano. la sua amica Jill entra nella stanza. Anche se Siddharta non poteva eliminare la sofferenza con un semplice gesto della mano o con il potere divino. Jack potrebbe avere un attacco di cuore. non rubate. nel buddhismo non esiste divinità. come quello di fingere di scortare il “serpente” fuori dalla stanza. Norme rigorose e apparentemente religiose si adattano perfettamente a coloro . una sorta di trappola mentale. Decidere di sceglierne uno dipende dallo stato mentale del discepolo e dall'abilità di cui dà prova il maestro. gioie inattese.liberazione e libertà. Un percorso è un metodo. prescrisse la rinuncia e l'austerità a diversi livelli. In base alla natura del discepolo. Il vero obiettivo dell'insegnamento di Siddharta è quello di aiutare le creature pavide quali noi siamo a capire che la sofferenza e le ossessioni sono basate su semplici illusioni. perché non c'è mai stato. Jill è calma e lucida e sa che Jack è convinto di aver visto un serpente. perché la saggezza del dharma può liberarci dalla paura e dalla sofferenza. potrebbe solo peggiorare la situazione. Quando Jill trova jack paralizzato dal terrore. cerchiamo una via di scampo in tutti gli angoli della stanza buia. in modo che Jack si senta temporaneamente al sicuro. esistono molti metodi per arrivare al risveglio. come una sorta di ricompensa. A quel punto forse. anche se. Jack. L'unica cosa che poteva fare era spiegare. a rigor di termini. Quando Jack si convince di essere al sicuro. può dire: “Sì. ansie ed emozioni. che si avvolgono intorno a noi come un serpente. quando fu il momento di accendere la luce si dimostrò molto accorto. Ma se si comporta con prudenza e capisce che Jack è in preda a una fissazione.

come: “Se incontri Buddha sul tuo cammino. perché. A livello intellettuale. Quattrocento anni dopo. Coloro che possiedono attitudini superiori sanno che la fonte dell'inferno quotidiano e del dolore è rappresentata dalle nostre percezioni. egli deve smettere di lasciarsi coinvolgere da azioni ed emozioni negative e non virtuose. compreso Buddha. Significa invece che il Buddha reale non è un redentore che esiste esteriormente. molto spesso vediamo dipinti sulle pareti dei templi buddhisti i regni dell'inferno.C. per esempio – è dovuta al fatto che abbiamo testimonianze . E tutte le azioni che ci permettono di accostarci alla comprensione di verità come “tutte le emozioni sono dolore” hanno conseguenze positive. In realtà è semplicemente una legge di causa ed effetto. e a questi discepoli di livello superiore. Jack è ignorante. uccidilo”. Il karma è considerato comunemente una sorta di sistema morale di ricompensa – un “cattivo” karma e un “buon” karma. che camminava a piedi nudi per le strade di Magadha Chiedendo l'elemosina. non sono in grado di ascoltare o capire il vuoto. brulicanti di corpi in fiamme e di strapiombi terrificanti colmi di acqua ghiacciata. possedeva un'enorme capacità di capire il vuoto e aveva sufficiente intuizione per vedere realmente Milarepa nel corno dello yak. vincolato al tempo e allo spazio. o un buon karma.che. Nel suo famoso trattato sulla filosofia buddhista. per molti di noi è difficile elaborare idee come “l'inferno è semplicemente la percezione della propria aggressività”. dedicò un intero capitolo ad “analizzare il Buddha” e concluse che in definitiva non c'è un Buddha che esiste esteriormente. Riuscendo a ridimensionare temporaneamente le sue azioni negative. Queste immagini possono essere prese alla lettera o in modo figurato. stabilisce la norma assoluta del negativo e del positivo. Il modo in cui insegnò Buddha: il dharma come placebo Alcune persone pensano che regole rigorose e azioni virtuose costituiscano l'essenza del buddhismo. Quando Milarepa apparve nel corno dello yak. Buddha non vorrebbe che Jack fosse irretito in un suo “inferno” personale. a seconda della capacità del discepolo. ma non può nemmeno proporgli di elaborare le proprie percezioni e la propria aggressività. ha un'opinione sbagliata”. È ovvio che non lo si potrebbe uccidere. in realtà sono un aspetto infimo dei numerosi metodi di saggezza proposti da Buddha. il grande studioso indiano buddhista Nagarjuna si disse d'accordo. A prescindere dal concetto di vuoto. apprensioni e ossessioni che lo tormentano. In India – e non nell'attuale Croazia. Le azioni e le motivazioni che ci distolgono da verità come “tutte le cose composite sono impermanenti” hanno conseguenze negative. Siddharta disse: “Chi vede Buddha come una forma e chi ascolta Buddha come un suono. ma la sua comprensione si bloccò nel momento in cui avrebbe dovuto essere in grado di raggiungere il maestro. che evidentemente è da intendere in senso figurato. che non esiste altro regno degli inferi oltre la loro aggressività e la loro ignoranza. D'altra parte. L'obbiettivo finale di Buddha è quello di far capire a Jack. o un cattivo karma. Nessuno. all'inizio. è comparso su questa Terra un uomo di nome Siddharta. La ragione per cui i buddhisti non contestano l'esistenza di questo Buddha fisico che ha vissuto nel quinto secolo a. Rechungpa era già sulla strada per diventare a sua volta un grande maestro. non c'è Buddha che giudica. Questo genere di insegnamento pervade tutto il pensiero buddhista. Sanno che non esiste il giorno del giudizio e che non c'è un giudice. per evitare di precipitarvi e di bruciare nel ferro fuso. Per amore di jack. In una discussione con il suo discepolo Subhuti. Questo Buddha teneva sermoni. Egli sapeva che non tutti sono in grado di capire le verità ultime sin dall'inizio. da non confondere con la morale e con l'etica. La parola “karma” in sostanza è sinonimo di buddhismo. conosciuto poi come Gautama Buddha. Jack evita un coinvolgimento più profondo nelle percezioni. Buddha insegna che esiste un inferno esterno a noi e che. per di più. Alla fine della giornata. Ancora oggi non sono inconsueti detti buddhisti. curava gli ammalati e andava perfino a far visita alla sua famiglia a Kapilavastu. soltanto tu puoi davvero conoscere le motivazioni che si celano dietro le tue azioni. come pure a coloro la cui natura è conforme all'ascetismo.

se avete una profonda fiducia nella vostra famiglia. e senza la continua delusione simile a quella di un bambino che vuole inseguire l'arcobaleno. che ogni cosa è vuoto e poi insegna la morale e la redenzione. Paure e speranze per lo meno saranno mitigate. In un certo senso. Se non abbiamo capito il concetto di vuoto. Un giorno un monaco notò uno strappo sulla tunica di Gautama Buddha e si propose di cucirlo. ascoltando questa parabola. si distacca dal dramma rappresentato perché capisce che è soltanto un film. Buddha si contraddice: prima afferma che lui stesso non esiste. Siddharta lo esortò a fare almeno il voto di non uccidere dal tramonto all'alba. ma avrete la disinvoltura di chi. Quando diventiamo genitori a nostra volta. Il percorso spirituale è una soluzione temporanea. Ma questi sono i metodi necessari a non sgomentare le persone ancora impreparate ad affrontare il vuoto. Non gli diede il permesso di uccidere durante il giorno. La comprensione dei fenomeni aggregati e la comprensione del vuoto possono lasciare ai rapporti una certa libertà. equivale a dire che c'è il serpente e a buttare la cravatta dalla finestra. vi aspetterete inevitabilmente che i vostri genitori si prendano cura di voi. le aspettative che avete nei loro confronti mutano e diminuiscono le delusioni. i quali possono considerare questo atteggiamento come una manifestazione di amore. come quando si ammette che il serpente è soltanto una cravatta. Questi sono esempi dei metodi accorti di cui si serviva Buddha per insegnare il dharma. come se lui fosse divino. pressioni e circostanze che hanno condizionato i vostri genitori. Forse penserete che si tratti di un paradosso. perdete interesse per gli infiniti trabocchetti e le . Era la generosità della donna all'origine della sua buona sorte. In questo modo. trovarono l'ispirazione a compiere a loro volta atti di generosità. dovete sbarcare. Quando vide la sua tunica strappata. se non comprendiamo pienamente che tutte le cose sono illusioni. Siddharta si serviva di molti metodi ingegnosi per risvegliare l'ispirazione nella gente. tristi. un placebo. Allora anche le speranze e le paure diventano massicce e quindi incontrollabili. Potrete guardare attraverso le illusioni e ricordare che innanzitutto è l'Io che le crea. I vantaggi della comprensione Forse vi chiederete ancora: Qual è il vantaggio di capire il vuoto? Comprendendo il vuoto vi attenete all'idea secondo cui ciò che appare esiste. Una volta arrivati. Non provate gli stessi sentimenti nei confronti di uno sconosciuto che passa per strada: non ha gli stessi obblighi. il percorso in sé alla fine deve essere abbandonato. Era un grande maestro. al cinema. dovete abbandonare il buddhismo. il monaco rimase sconcertato perché sapeva che essa non aveva alcun obolo da porgergli. Siddharta accettò e dichiarò che la sua virtù le avrebbe permesso di rinascere nella prossima vita come regina dei cieli. In assenza di tale consapevolezza. Per esempio.storiche che attestano che egli ha rappresentato per secoli la fonte di ispirazione in India. nonostante le migliori intenzioni di amare e di prenderci cura dei nostri figli. Ma per chi s'incammina seriamente sulla strada della ricerca. il primo di una lunga serie di maestri e discepoli colti. Questi molteplici metodi costituiscono il cammino. In un'altra parabola. Nient'altro. Molte persone. proprio come si abbandona una barca quando si raggiunge la sponda opposta. Continuò a camminare e a chiedere l'elemosina con la tunica strappata. ma senza aggrapparvi all'illusione che tutto sia reale. Quando poi bussò alla porta di una donna indigente. ma lo guidò gradualmente a ridurre le sue azioni malsane. Non disse che la povera donna sarebbe andata in paradiso perché aveva rammendato la sua tunica. la donna si offrì di rammendarla con un piccolo spago. ma Buddha rifiutò la sua offerta. il mondo sembra reale. Nel momento della comprensione assoluta. tangibile e solido. che deve essere utilizzato finché il vuoto non è compreso. anche una minima comprensione dell'interdipendenza diminuisce le aspettative nei confronti dei figli. con la comprensione del vuoto. In tal modo. Sicuramente vi succederà ancora di essere turbati oppure emozionati. Se cominciate a intravedere esperienze. Siddharta ammonì un macellaio dicendogli che uccidere avrebbe generato un karma negativo. Tuttavia. il peso di aspettative e richieste può diventare insopportabile. si tranquillizzano e si preparano al vero insegnamento. l'ispirazione è tutto. è il mio mezzo di sussistenza”. arrabbiati o impetuosi. Il macellaio ribatté: “È tutto ciò che so fare.

senza doversi preoccupare che si consumi. Sulle prime le altre scimmie non le credettero. informò tutte le altre scimmie: “Se andiamo al lago e raccogliamo la luna. Si arrampicarono su un albero tenendosi l'un l'altra per la coda in modo da riuscire a toccare la luna scintillante. In realtà. senza nulla a cui aggrapparci e incapaci di nuotare. una delle quali credeva di essere molto furba. se osservassimo il mondo dal punto di vista del vuoto. credendo che potessero avere successo là dove avevano fallito i sistemi del passato. voi accendete la luce. È come se entrassimo in un labirinto nel quale facciamo sempre lo stesso percorso. la società libera. Ciò non significa ritirarsi dalla società. Una notte questa scimmia vide il riflesso della luna nel lago. sulla democrazia in quanto unico sistema possibile o sulle vitamine che ci fortificano. siamo catturati dall'illusione. Il mondo. la famiglia e il lavoro. molti di noi scelgono di rimanere al buio. conservate il lavoro. Non siamo in grado di svelare le illusioni che costituiscono la nostra vita quotidiana. Il pensiero che i cuscini intessuti d'oro valgano di più nasce solo dall'ambizione e dal desiderio degli uomini. da cui derivano vanità. il ramo si ruppe e caddero tutte nel lago. E spesso cadiamo in acqua. Abbiamo piccole ambizioni. Per molti anni. potremmo essere estromessi dalla società. a pensare quel che pensiamo noi. siete attivi a livello politico all'interno del sistema. C'innamoriamo delle illusioni che abbiamo creato e siamo eccessivamente orgogliosi del nostro aspetto. Nella vostra vita. e non siete accecati dal risultato finale. continuate a lottare per i diritti individuali. lo prendete in simpatia. siete già preparati. ma se la situazione cambia. per Siddharta era indifferente rimanere sdraiato sull'erba kusha sotto l'albero bodhi oppure sui cuscini di seta del palazzo. Capire il vuoto non vuol dire diventare blasé. Diventate come un adulto che perde il gusto per i giocattoli. È raro avere l'occasione di ascoltare i diversi aspetti della verità e le poche volte che ci succede. divorati dall'ambizione di essere come dei redentori. Non sapevano nuotare e cominciarono a dibattersi nell'acqua. Non credete ciecamente che tutto ciò che desiderate e che vi aspettate debba materializzarsi. Con orgoglio. non è ancora diventato più sicuro. siamo come queste scimmie: pensiamo di essere così furbi da scoprire qualcosa di sensazionale e convincere i nostri simili a vedere quel che vediamo noi. più piacevole. Bush vada in Iraq e dichiari: “Nel vostro paese la democrazia di tipo americano può funzionare oppure non funzionare affatto”. È come indossare una maschera e continuare fieramente a pensare che la maschera siamo noi. ma quando videro con i loro occhi che la luna era caduta nel lago. in grado di capire tutto. la scienza e la tecnologia. Immaginate che George W. sarete in grado di provare un senso di responsabilità e di compassione.innumerevoli certezze che la società costruisce per poi demolirli – i sistemi politici. Se Jack grida. saremo gli eroi che salvano il mondo”. gli amici. Una volta c'erano cinquecento scimmie. al contrario. perdere la rispettabilità. Gli altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti: per il bene di Jack. un eremita di montagna può trovare l'erba kusha molto più morbida e pulita e considerarla il giaciglio migliore. l'economia globale. Spinti dalla brama di successo e di originalità. Siamo bombardati da messaggi su saponette che ci renderanno profumati come l'ambrosia. Non tentiamo l'avventura perché pensiamo di avere troppo da perdere. i migliori. ambizione e insicurezza. avete avuto fiducia in queste istituzioni. Poiché aveva compreso il vuoto. è confezionato troppo bene. Il più delle volte. sbraita di smettere di riempirgli la casa di serpenti. fa scenate. come quella di far colpo su una ragazza. Proprio quando l'ultima scimmia stava per afferrarla. però. o ambizioni smisurate. e sapete che tutto ciò accade a causa della sua fissazione. perché non abbiamo il coraggio di squarciare la rete in cui siamo intrappolati. dei nostri averi e dei nostri successi. le Nazioni Unite. Pensiamo che se continuiamo per la nostra strada alla fine staremo meglio. più accogliente. che rendono . La vita di corte è ricolma di “oggetti preziosi”. Come un bambino al cinema. in vostro favore oppure a vostro svantaggio. tentarono di salvarla. mentre l'immagine della luna si frantumava in mille increspatura. come quella di atterrare su Marte. Temiamo che. avviene in sordina. sul potere miracoloso delle diete. Non avete bisogno di spruzzarle un liquido repellente per impedire ai gatti di farsi le unghie. Il fascino seducente del mondo illusorio non aiuta. e non vogliamo esplorare altre direzioni.

per la quale in tutti questi anni avete provato risentimento.necessaria una manutenzione. Se riusciamo a superare questi confini. cambierà il modo in cui la guarderete. alla grammatica. improvvisamente capirete che tutti gli strumenti su cui vi basate non sono così rigidi ma elastici e adattabili. sono assolutamente reali. che i concetti come “grande” e “piccolo”. Se ci ricordiamo della natura composita di queste consuetudini. “guadagno” o “perdita”. Bisogna avere il coraggio di andare oltre le norme e di non rimanere bloccati alle comuni frontiere della logica. Il vostro punto di vista può cambiare. perché non esistevano né prima. Un giorno capiremo. all'alfabeto e alle equazioni numeriche. capiremo che il vuoto è davvero molto semplice. Se fosse stato obbligato a fare una scelta. simo in grado di superarle. Allora saremo in grado di entrare nel corno di yak e che un tiranno come il re Ashoka si è inchinato e sottomesso a questa verità. Non è impossibile mandarle in frantumi. se state assaporando una deliziosa bistecca guarnita di ogni sorta di salse in un bel ristorante e vi gustate ogni boccone. né durante o dopo il sogno. non solo a livello intellettuale. l'esperienza improvvisamente si capovolgerà. Analogamente. Se qualcuno di cui vi fidate vi dice che vostra moglie. non esistono e che tutto è relativo. Siddharta avrebbe scelto lo stuoino di erba per non doversene occupare. Quando vi svegliate dal sogno dei cinque elefanti. Tutto ciò che serve è una situazione in cui le condizioni siano quelle giuste e in cui venga fornito l'elemento opportuno di informazione. Per ampliare la mente è importante non accontentarsi di comodità e abitudini. non è la loro ipotetica irruzione nella stanza a sconcentrarvi. invece. La sensazione di delizia si trasformerà in disgusto. È necessario sfidare l'attaccamento alla vecchia logica. Noi uomini consideriamo la larghezza di vedute una virtù. e lo chef vi dice che in realtà si tratta di carne umana. Mentre li sognate. . Il fatto che Milarepa abbia trovato rifugio dentro il corno di yak non dovrebbe sorprenderci più di quanto ci sorprenda una persona che indossa un paio di guanti. in realtà è una dea di bellezza sotto mentite spoglie.

e fantasticate su quel che fareste se foste al posto dei leader delle grandi nazioni. “paradiso” . di terminare le opere ancora incomplete. cominciamo a sentire la nostalgia di casa. perché. Dopo aver raggiunto il nirvana. Dopo una lunga vita consacrata all'insegnamento. nonostante il fatto che molti dei nostri “semplici piaceri” in realtà siano problemi. oppure pieni d'empatia verso chi soffre. perché siamo già morti e non c'è nulla da perdere. Se guardate una partita di calcio bevendo una birra. Eppure non divenne immortale. l'altro lato del samsara. La nostra nuova dimora realizza ogni sogno e ogni desiderio ed è splendidamente situata in una comunità di altri abitanti del nirvana che si attengono alle regole. In quel momento egli trascese perfino il nirvana. uno spazio sconfinato. Ma fu nella sua vita di principe indiano che Siddharta alla fine sconfisse Mara sotto l'albero bodhi e riuscì a raggiungere l'altra sponda. Pensione. Non è il paradiso. Oppure godete del cambiamento delle stagioni o installate l'ultimo software sul vostro computer. elefante. Questa condizione è definita “nirvana”. Il nirvana trascende ogni concetto Secondo i buddhisti. “liberazione”. “libertà”. Siddharta considerava queste versioni della vita dopo la morte delle semplici fantasie. neppure tanto mascherati. vi sentite obbligati a . Non siamo costretti a chiudere le porte e a sbarrare le finestre e certamente non c'è bisogno di polizia.sono parole che molte persone amano pronunciare. una creatura il cui unico scopo è vincere l'ignoranza affinché tutti ne traggano vantaggio. spirò in un luogo chiamato Kushinagar. prima dell'esistenza in cui raggiunse l'illuminazione. Nel momento in cui capite che queste cose esistono. Yashodhara. Non c'è da temere la morte. regina e nei panni del bodhisattva. mentre i defunti “non-così-buoni” patiscono negli inferi. Siddharta tenne il suo primo sermone a Sarnath. Una vita perfetta. arcobaleni e nuvole sulle quali ci posiamo in uno stato di beatitudine. alla fine diventa noiosa. scimmia. Qualcun altro immagina forse una luce bianca purissima. vicino a Varanasi e continuò a diffondere i suoi insegnamenti nel Nord dell'India per il resto della sua lunga vita. Molti membri della sua famiglia rinunciarono alla vita mondana. Paradiso/nirvana è il luogo in cui andiamo dopo la morte. Se ci sono uomini politici. Qui. e il figlio Rahula. Bambini piccolissimi privi di organi sessuali volteggiano intorno a noi sbrigando faccende domestiche. Incontreremo molti dei nostri vecchi compagni perché è un luogo dove si ritrovano tutte le persone “buone”. Siddharta visse innumerevoli vite sotto forma di uccello. dopo molti anni in cui abbiamo pagato le tasse. L'unica preoccupazione va ai cari amici e ai famigliari che ci siamo lasciati alle spalle. ma non durano all'infinito. sono affidabili e onesti. I suoi discepoli erano monaci e monache. re. Cosa significa accedere a uno di questi stati? Anche se pensiamo che il nirvana sia molto diverso dal paradiso. esercitando il potere di chiaroveggenza e di onniscienza. andate a fare baldoria dopo una settimana di duro lavoro. Dentro e fuori dall'India fu venerato dalle folle come creatura suprema. avete una scelta da compiere: mostrarvi sprezzanti o condiscendenti. nell'universo mondano. di fare ammenda e forse di riuscire a capire le nostre vite passate. Continuate a fare tutto questo. erotici o dell'orrore. Dopo un attento esame. ma pochi hanno il tempo di analizzare. verso uno stato chiamato “parinirvana”. “illuminazione”. che non porta con sé la conoscenza della sofferenza o del rischio. sapete quel che nasconde. re e condottieri. luna di miele e picnic sono piacevoli. Ogni cosa corrisponde ai nostri gusti: è come una casa di riposo veramente piacevole. le nostre versioni di paradiso e di nirvana possiedono all'incirca le stesse caratteristiche. guardiamo film polizieschi. leggete tutte le notizie spiacevoli che succedono nel mondo. compresa la moglie. Se le nostre vacanze da sogno si protraggono. se siete onniscienti. Paradiso: l'ultima vacanza? “Nirvana”. In paradiso non potete trastullarvi con un linguaggio sfrontato o con un abbigliamento provocante. Il venerdì sera.4. abbiamo lavorato e ci siamo comportati da buoni cittadini. cortigiani e mercanti. la classica versione di paradiso non è quella visione idilliaca e non è neppure l'illuminazione. Forse aprite il giornale del mattino. Infine nel paradiso/nirvana abbiamo la possibilità di risolvere i misteri della vita.

perché non ci serve più. Secondo Siddharta. Al contrario. Alcune persone hanno già perso la speranza. Non c'è da stupirsi che la felicità sia un elemento indispensabile della definizione di paradiso. All'ippodromo mancherebbe ogni eccitazione. non analizziamo in modo critico la nostra versione della vita dopo la morte. una sorta di residenza permanente. può essere benissimo quello dove siete seduti in questo momento. il luogo di definitivo riposo. Ma poi nascono i guai: se alcuni di questi nuovi immigranti avessero le loro opinioni – forse amano indossare certi vistosi calzini che distraggono le altre creature celesti – in paradiso non ci sarebbe forse un problema? E se tutte le “persone buone” fossero membri del paradiso e del nirvana. come un diplomatico che viaggia con un passaporto speciale. Considerando queste cose dal nostro attuale punto di vista. comprese le creature intrappolate nel regno degli inferi. libero dai problemi. non riusciremmo più a gustare un film di suspense: la facoltà dell'onniscienza ci guasterebbe il finale a sorpresa. Nessuno. grazie al coraggio. Per Siddharta. Se pretendete che venga specificato un luogo fisico. non è affatto un luogo: è il sollievo dalla costrizione dell'illusione. preferiamo tenerci sul vago. Non c'è via di fuga. le sfide. immaginiamo di vivere in un sistema molto simile a quello attuale. neppure oggi. dovete pagare l'abbonamento alla TV satellitare e il conto del droghiere. Abbiamo tutto quello che sognavamo un tempo. era la superficie di una pietra piatta e un po' di erba kusha essiccata sotto un albero bodhi nello stato indiano di Bihar. può visitare questa località fisica. L'immortalità è un'altra caratteristica generalmente attribuita all'illuminazione o al paradiso. Come ci comporteremmo in una situazione che non presenta ostacoli? Dovremmo fare a meno dei brividi. come una divinità o un essere superiore che possiede poteri straordinari che noi uomini non abbiamo. dobbiamo morire. l'illuminazione come possiamo immaginarla è uno spazio costante. l'obiettivo ultimo di ogni creatura è la felicità. non in questa vita. dei successi e dei divertimenti che pensiamo siano la nostra felicità. impuri. Accettando l'illuminazione come la immaginiamo. . Non appena arrivati nella nostra nuova dimora dei cieli. In genere. perché sapremmo già qual è il cavallo vincente. il paradiso o il nirvana. Hanno la sensazione di essere intrinsecamente cattive o malvagie e di non meritare il paradiso: sono predestinate agli inferi. Non c'è nessuno che non abbia questo potenziale. Siamo intrappolati. Nonostante ciò. quale versione di felicità riuscirebbe a prevalere? A prescindere dal modo in cui lo definiamo. nella nostra versione personale di paradiso. Con tutta quella musica per arpa in paradiso. Per lo meno. tranne un modo per fuggire oppure le sorprese. ciò che facciamo ora determinerà l'accesso in paradiso o all'inferno. con l'idea generica che si tratti di un ottimo luogo di riposo finale. Solo dopo la morte sperimenteremo lo stato divino o illuminato. Grazie a tale immunità e al loro alto rango. le interruzioni vi infastidiscono. quindi non avremo altra scelta se non quella di vivere per sempre. L'illuminazione a cui aspiriamo è per sempre. La versione di Siddharta della libertà è non-esclusiva. in cui tutto è più raffinato e le cose funzionano meglio. le soddisfazioni – e il libero arbitrio. Allo stesso modo molti buddhisti intellettualmente sanno che tutti hanno lo stesso potenziale e la stessa natura di Gautama Buddha. ma a livello emotivo sentono di non avere le qualità o le capacità di raggiungere le porte del paradiso o l'illuminazione. l'illuminazione è il massimo stadio della noia. alla saggezza e all'impegno dell'individuo. o di illuminazione.seguire il match per due ore piene e non siete liberi di fare altro. Può essere raggiunta in questa vita. per una perfetta riuscita. ci bloccano e. Altri pensano di poter tornare indietro per una visita. il vostro tasso di colesterolo aumenta e rischiate di avere un attacco cardiaco se vince la squadra avversaria. L'ambiente fisico e i corpi. i fan di Eminem si annoierebbero – ascolterebbero più volentieri il suo ultimo album zeppo di linguaggio provocatorio. non moriremo più. Quindi la cosa migliore che possiamo fare in questa vita è prepararci. pensano di risolvere ogni problema di visto e portare con sé i propri cari. Avrebbero una sorta di immunità angelica. La felicità non è il fine ultimo Molti di noi credono che il risultato finale del percorso spirituale si raggiunga solo dopo il termine di questa vita.

tra cui una scimmia con un occhio solo.] . Si tratta invece di una strada diretta verso la liberazione dalla sofferenza. Anche se la felicità è considerata un semplice concetto. Ovviamente Nanda rispose che sua moglie era più bella e ne descrisse tutte le delizie. Uno scultore può creare una bellissima donna di marmo. lo scopo di Siddharta è di alleviare la sofferenza di Jack e poi aiutarlo a capire che non c'è una causa di sofferenza che esiste intrinsecamente. e comprendere che non c'è mai stato un serpente. Così. era diventato particolarmente persuasivo. Buddha.d. non solo a livello intellettuale. esortandolo a ritornare prima che si asciugasse. senza felicità né infelicità. che hanno paura dei serpenti. Si sentiva in dovere di andare almeno a salutare suo cugino. le nostre creature diventano qualcosa di solido e reale e ci lasciamo coinvolgere a livelli sempre più profondi. ma poi dimentichiamo di esserceli creati da soli. non equivale alla felicità. Buddha lo invitò a seguirlo per vedere qualcosa di veramente raro e fantastico. la paura diminuisce. sarete liberi. provate un profondo sollievo. ma Buddha insistette. perché Nanda era troppo occupato a fare l'amore.T. I due viaggiarono verso una montagna dove abitavano molti langur*. verso la libertà dall'illusione e dalla confusione. Erano ossessionati l'uno dall'altra. Ciò significa che Jack deve andare oltre il momentaneo sollievo in cui capisce che non è assediato da un serpente. In altre parole. Perfino se l'attore si limita a togliersi la maschera. Quando vi risvegliate da un incubo. per questo suo merito. Siddharta sottolineava la futilità di ogni ricerca della pace e della felicità. ma Buddha possedeva un'influenza speciale. La beatitudine. chiamati “livelli bodhisattva”. invece. Per mancanza di attenzione. La beatitudine sarebbe invece non aver mai sognato. Il nirvana può quindi essere inteso come uno stato gioioso. Grazie alla capacità di guardare oltre i fenomeni e di comprendere la verità. [N. Nella misura in cui comprendiamo la verità. lo portò al Paradiso di Tushita. Parlando di lei. Buddha chiese a Nanda: “Chi è più bella. non è mai esistita. esso trascende questi concetti dualistici. solo una cravatta di Armani. La trappola della felicità Buddha aveva un cugino di nome Nanda che era profondamente e appassionatamente innamorato di una delle sue mogli. c'è beatitudine. che ogni cosa è semplicemente una vostra creazione. ci creiamo amici e nemici. sua moglie s'inumidì il pollice e gli tracciò sulla fronte un cerchio di saliva. Potremmo dire che il semplice fatto di capire la verità permette di raggiungere l'illuminazione. possiamo progredire attraverso gli stadi dell'illuminazione. Nanda si alzò a malincuore dal suo nido d'amore. inseparabili di giorno e di notte. In molte delle sue vite non aveva mai detto una bugia e. Quando la guardia annunciò che Buddha era alla porta. si rese conto che la saliva sulla fronte si era essiccata da un pezzo e cominciò a desiderare il ritorno. Il suo percorso non conduce alla felicità. Lo scopo di Siddharta nell'insegnare il dharma è liberare completamente le persone come Jack.Lo scopo di Siddharta non era essere felice. si raggiunge la libertà. Nanda cercò di trovare una scusa per non accompagnarlo. i testi buddhisti utilizzano ancora termini quali “perfetta beatitudine” per descrivere l'illuminazione. molto comuni in India. Prima che uscisse. poiché senza confusione né ignoranza. Buddha sapeva che per il cugino era giunto il momento di riscuotersi da questo stato di appagamento. non è né felicità né infelicità. Come Pigmalione con la sua statua di Galatea. dove centinaia di * Scimmie dei Cercopitecidi. se gli si presenta l'attore senza il costume di scena la sua paura sarà mitigata. così andò al palazzo di Nanda a chiedere l'elemosina. Se capite davvero. Ancora meglio sarebbe capire che la fonte della confusione e dell'ignoranza. vi è uno stato di liberazione equivalente. in tal senso. dall'aspetto particolarmente repellente. quindi. In genere i visitatori venivano immediatamente congedati. ma dovrebbe avere la saggezza di evitare di innamorarsi della sua creatura. Il nirvana è pace. Quando un bambino a teatro è terrorizzato da un terribile mostro. Ai suoi discepoli che si applicavano seriamente per liberarsi dal samsara. se si comprende anche solo parzialmente la verità. in questo mondo o nell'aldilà. tua moglie o questa scimmia?”. per esempio il serpente. Il nirvana. Ma quando Nanda andò a offrire il suo obolo.

Dovevano schivarlo a ogni costo. nelle nostre menti. rinascerà in paradiso e occuperà questo trono. I suoi meriti si esauriranno e cadrà dritto nel calderone.” I monaci evitarono Nanda. l'illuminazione sembra davvero irraggiungibile. Se l'illuminazione fosse mera felicità. un essere simile deve essere spettacolare. Buddha gli consiglio di domandarlo alle dee.” risposero. che rimaneva vuoto fra tutti quei tesori. lui invece cerca la felicità. Per quanto ostinati e irremovibili possano essere gli ostacoli. Questa volta. quando se ne presenta uno migliore all'orizzonte. Nanda chiese: “Chi si siede qui?”. Noi uomini abbiamo la tendenza a raffigurarci una creatura illuminata partendo dal nostro contesto mentale. era come la scimmia. Questa volta viaggiarono nel regno degli inferi. Ma con un'immagine mentale tanto elevata. tua moglie o queste dee?”. Se non riesco nemmeno a smettere di fumare. perché. Buddha allora gli indicò un trono sfarzoso. che risposero: “Sulla Terra. rimarrà troppo coinvolto dalle delizie del regno dei cieli e non sarà in grado di generare altre circostanze favorevoli. ma il più delle volte questo non accade. sono solo fenomeni compositi instabili. le dee e le guardie. smembramenti e asfissie. La felicità è una bel labile premessa su cui basare la propria vita. Questi pensieri nascono quando ci prendiamo la pena di pensarci. ma anche alla felicità. Ritornarono nel mondo terreno e Nanda diventò monaco. Capire la logica secondo cui i . Come Nanda. con caratteristiche e talenti superiori. È troppo faticoso. Parlò del suo sentimento di esclusione a Buddha. “Voi state cercando l'illuminazione. È più facile immaginarcela persa in vaghe lontananze.” disse Buddha. perché avete intenti diversi. Nanda si inchinò e rispose che sua moglie. Buddha convocò poi un secondo cugino. Dobbiamo comprendere che le contaminazioni e i turbamenti che impediscono il nostro cammino verso l'illuminazione non sono immutabili. Buddha disse a Nanda di chiedere loro quel che facevano. Ma poiché non è riuscito a estirpare le radici del samsara. e gli disse di fare in modo che tutti i monaci evitassero Nanda. quindi idee diverse.” In quel momento Nanda capì che doveva rinunciare non solo all'infelicità. e in conseguenza le vostre azioni non concorderanno. “mettercela tutta” probabilmente significa continuare a esercitarsi e a sacrificare ogni sorta di piacere per la durata di milioni di vite. La storia di Nanda illustra fino a che punto siamo irretiti dalle soddisfazioni e dai piaceri. La scimmia con un occhio solo aveva confermato a Nanda la suprema bellezza della moglie. Questo pessimismo diventa inutile. perché non credono di poterci riuscire da soli. se sappiamo abbastanza sulla verità dell'interdipendenza e possediamo un po' di disciplina per applicarla. Immediatamente. c'è un uomo di nome Nanda che presto si farà monaco. non ci pensiamo due volte a tralasciare un piacere. paragonata a quelle dee. quando si profila qualcosa di più allettante potrebbe facilmente venire scartata. che cominciò a sentirsi triste e solo. “Non mescolatevi a lui. andrà in paradiso per un tempo lunghissimo. “Oh.splendide dee e montagne di paradisiaco splendore facevano sfoggio di sé. Ananda. proprio come lo trascende la conoscenza ottenuta con l'esperienza. dove lo faremo bollire. Al centro di tutto quel fervore c'era un enorme calderone con tutti i demoni intorno in grandi preparativi. affinché noi possiamo riverirlo”. Sgomento. La speranza e la purezza primordiale L'illuminazione trascende il dubbio. “sulla Terra c'è un uomo di nome Nanda che adesso è monaco. che vive e respira. ma non aveva esitato ad abbandonarla alla visita delle dee. Nanda chiese a Buddha di essere consacrato. Per questo. Poi chiese: “Chi è più bella. A causa delle sue azioni virtuose. Alcuni di noi pensano di poter raggiungere l'illuminazione mettendocela tutta. a cui si aggiungono le migliori qualità squisitamente umane. la rabbia o il rifiuto? Molti pensano di designare un redentore o guru. che gli disse di seguirlo di nuovo. come posso pensare di eliminare abitudini come la passione. dove furono testimoni di ogni sorta di tortura. Quando ci accorgiamo della difficoltà di sbarazzarci delle nostre vecchie abitudini mondane. che compia la purificazione in vece loro. piuttosto che qui davanti a noi.

Ecco la differenza tra lavare il bicchiere e lavare il sudiciume.fenomeni compositi sono dipendenti e possono essere manipolati ci permette di scorgerne la natura impermanente e di trarre la conclusione che possono essere completamente rimossi. la mente. Se ci chiedessero di lavare il carbone per renderlo bianco. Potremmo obiettare che si tratta soltanto di una distinzione semantica: quando diciamo che stiamo lavando i piatti. generando amore . consuetudinaria. perché lo riteniamo possibile. Navigando in quella direzione. perché la sporcizia e il bicchiere sarebbero combinati in un'unica cosa: un bicchiere sporco. La nostra vera natura è come un bicchiere da vino e le nostre contaminazioni e perplessità sono come la polvere. Possiamo servirci di ogni sorta di metodi diversi per togliere lo sporco. o chiedere invece alla cameriera di pulirlo. In un primo tempo. abbiamo solo assorbito elementi contaminanti da ogni sorta di situazione sfavorevole. a volte è necessaria una fase preparatoria prima di poter vedere la vera natura primordiale delle cose. Il sudiciume. le ditate e altre impurità che compaiono sulla sua superficie sono dovute a diverse circostanze. Non è sorprendente credere che non ci sia speranza. è intrinsecamente privo di impronte. invece. Quando compriamo il bicchiere. e dubitiamo della nostra capacità di raggiungere l'illuminazione. non abbiamo dubbi. l'intenzione è quella di eliminare il sudiciume. Non è così. è spesso chiamata “natura buddha”. Per riacquistare speranza. non che il bicchiere ha accumulato un po' di sporcizia. stiamo pensando che la nostra vera natura sia stabilmente impura e contaminata. Quando si sporca. Se pensiamo invece che il bicchiere sia qualcosa di diverso da quello di prima. L'assenza primordiale di contaminazione. È lo stesso modo di pensare un po' ingenuo di Jack. sono presenti da un tempo talmente immemorabile e sono diventate così tenaci da costituire la nostra seconda natura. nell'acquaio o in una lavastoviglie. generando per esempio amore e compassione per contrastare la rabbia. per esempio frequentare persone non virtuose o essere incapaci di capire le conseguenze delle nostre azioni. la natura buddha è un semplice concetto che va oltre la nostra portata. Come le impronte delle dita sul bicchiere da vino. Se non è possibile percepire la purezza preesistente di tutti i fenomeni. Indipendentemente dal metodo usato. ma. Come Jack che voleva sbarazzarsi del serpente. credere di poter raggiungere una condizione pura contribuisce per lo meno a farci progredire. che credeva di potere eliminare il serpente. Poiché il bicchiere non possiede intrinsecamente impronte di dita. Se il bicchiere è sporco. Amore e compassione sono come la luce che emana dalla natura buddha. intendiamo che stiamo lavando via le impurità rimaste sui piatti e in questo caso Siddharta sarebbe stato d'accordo. pensa che il bicchiere è sporco. allora l'unica scelta possibile è sbarazzarsene. non avremmo la stessa fiducia né lo stesso entusiasmo. Una luce scintillante nell'oscurità tempestosa Come si può individuare la natura buddha fra tanta ignoranza. è lo stesso bicchiere che avete comprato nel negozio. i marinai vanno verso la fonte della luce. quando togliete la sporcizia. Ciò nonostante. Queste impurità possono essere rimosse. la natura pura dell'Io. Laviamo i piatti baldanzosamente perché siamo certi di ottenere un bicchiere pulito: con lo stesso fervore ci apprestiamo a eliminare i nostri elementi oscuri perché abbiamo fiducia di possedere una natura buddha. sappiamo che i residui di cibo possono essere rimossi. gettando un'ombra su di noi. Quando pensiamo di essere arrabbiati e ignoranti. La sua natura non è sporca. Lavare il bicchiere nel fiume. l'interpretazione è sbagliata. non il bicchiere. queste emozioni non fanno parte della nostra vera natura. esso non è affatto trasformato. vogliamo sbarazzarci dei nostri punti oscuri e abbiamo il coraggio di provare. verso il faro. Quando riponiamo i piatti sporchi nella lavastoviglie. tuttavia. che sono temporanee. coloro che hanno intrapreso il cammino buddhista possono cominciare a pensare: Il mio bicchiere da vino può essere pulito oppure Il mio essere può essere purificato dalla negatività. è un bicchiere sulla cui superficie si sono sedimentate polvere e qualche ditata. Dobbiamo semplicemente applicare quei rimedi che indeboliscono le cause e le condizioni delle nostre contaminazioni o rinforzano gli elementi opposti. le impurità e le impronte delle dita che lo sporcano. oscurità e confusione? Il primo segno di speranza dei marinai dispersi in mare è quello di scorgere un raggio di luce che scintilla nell'oscurità tempestosa. Le contaminazioni e le conseguenti emozioni.

È arduo scorgere la natura buddha in chi è perso nel buio dell'avidità. Se si colgono questi rari bagliori e s'investe energia per andare nella direzione della luce. che non è stato smarrito in qualche sconfinata regione montuosa. la loro natura buddha può essere rivelata. Raffigurarsi l'assenza di emozioni contaminate e di negatività è il primo passo per capire la natura . Siddharta era sufficientemente vigoroso. La vista del compagno frustato provocò in Siddharta uno spasimo di compassione. Molti la fraintendono. La nostra vera natura è come una statua d'oro. Servendoci di quello che abbiamo. possiamo solo immaginare cosa significhi essere illuminati. sadicamente. tuttavia. come fosse un'astuzia per evitare di rispondere alla domanda. esiste qualcosa che è purezza primordiale. il demone lo colpì con violenza alla testa e Siddharta morì. tale comprensione ci avvicina al compimento. Pur comprendendo solo a livello intellettuale la nostra fondamentale bontà e quella di tutte le creature. il linguaggio e i simboli che possediamo sono molto limitati. Era costretto a trascinare un carro tra le fiamme con un suo compagno di sventura. come lo stampo non è parte della statua. amore e compassione sono considerati il sentiero più sicuro per raggiungere l'assenza totale di ignoranza. ma il suo compagno era molto debole e questa sua fragilità lo rendeva. Anche se utilizziamo parole come “realizzare”. che la natura buddha non è un'anima o un'essenza divina realmente esistente. Per questa ragione. appena plasmata nello stampo. “desiderare” e “pregare”. come possiamo aspettarci di trovare il vocabolario adatto all'illuminazione? Nella nostra vita corrente e quotidiana. La scintilla di compassione nel momento della morte continuò a crescere e a diventare più brillante nelle successive reincarnazioni. alla fine riusciamo ad avvicinarci. lascia che porti io il peso per due”. esistono miriadi di possibili percorsi per consentirci di capire meglio la natura buddha. per incarnarsi poi in un regno superiore. con l'impegno e con la logica deduttiva. che rappresenta le contaminazioni e l'ignoranza.e compassione. A volte. possiamo iniziare a capire e ad accettare che i punti oscuri sono dovuti a cause e condizioni ben precise. per poi ricordare alla fine che è al sicuro nel nostro scrigno dei gioielli. Quando sono eliminate le nostre contaminazioni. le parole sono inadeguate a trasmettere pienamente l'esperienza globale del sollievo provato dal prossimo. Se perfino i fisici quantistici hanno difficoltà a trovare le parole per esprimere le loro teorie. Poiché l'ignoranza e le emozioni non sono una parte intrinseca della nostra natura. Il primo atto di compassione di Siddharta avvenne durante un'incarnazione precedente in un luogo improbabile – non come bodhisattva. l'illuminazione non è raggiungibile tramite una fonte esterna. possiamo raggiungere una buona approssimazione: quando vedete il fumo dalla cima di una montagna. La natura buddha è così lontana che la crediamo inesistente. appare la statua. Egli implorò il demone: “Per favore. che è parte della nostra vera natura. il bersaglio preferito. dell'odio e dell'ignoranza. la risposta suggerisce che l'illuminazione è qualcosa di inesprimibile. che possono essere manipolate e infine purificate. Adirato. In realtà questa è la risposta. che va oltre le nostre concezioni. La logica. liberalo. si rivela la nostra vera natura buddha. È come se non riuscissimo a trovare un prezioso anello di diamanti. Quando lo stampo viene infranto. Come possiamo rappresentarci l'illuminazione? Potremmo chiederci: Cos'è l'illuminazione se non è felicità o infelicità? Come può presentarsi e funzionare? In che cosa consiste scoprire la nostra natura buddha? Nei testi buddhisti. non possiamo neppure esprimere qualcosa di terribilmente terreno come il senso di sollievo. Un modo più corretto di presentarla è scoprire che l'illuminazione è sempre stata presente. per quanto rapidi e fiochi. tuttavia. per esempio. Oltre all'amore e alla compassione. in cui è utilizzata solo una quantità limitata di logica e di linguaggio e in cui le emozioni continuano a far presa su di noi. Ma perfino nelle persone più sinistre e violente ci sono lampi di amore e compassione. ma come residente del regno degli inferi. È importante capire. incalzati entrambi da un capo demone che li frustava senza pietà. potete dedurre che si tratta di fuoco. quando sono poste queste domande. dove si era ritrovato in conseguenza di un cattivo karma.

senza assegni di ricerca – e laboratori scientifici e anche questo è un miracolo. come la rabbia. con mani delicate e un portamento regale. Questo è il miracolo. reali o immaginati. Spesso Buddha è descritto come una creatura serena. eppure Siddharta giunse alla stessa conclusione ben duemilacinquecento anni fa. A differenza di molti dei suoi contemporanei (e di molti di noi oggi) convinti che la libertà dipende dalla benevolenza altrui. Cercate poi di capire ciò che lo ha provocato – mancanza di sonno. e anche questo è un miracolo. insensibile e intorpidita. come offrire incenso. dai colori dorati. In realtà. o per i suoi attributi fisici. un essere illuminato non è giudicato per i suoi poteri sovrannaturali. Buddha sperimentò la vecchiaia. sappi che la sofferenza può avere un termine. Il vostro desiderio immediato è quello di provare sollievo. che gli ha consigliato di diminuire il livello di colesterolo e di perdere peso. Buddha trovò la compassione necessaria a condividere. forse seduta su una nuvola a gambe incrociate. Siddharta scoprì che ogni essere umano è costituito da una natura pura. oppure vi concedete un sonnellino. ma è difficile immaginare che un'emozione possa scomparire per sempre. per esempio. Fu questo il suo straordinario potere. ma questi ritratti fanno presa soprattutto su ingenui contadinotti e persone come Jack. come il fatto di volare. Immaginate di avere mal di testa. Nei testi buddhisti rigorosi. le capacità di Buddha di volare e di compiere magie non sono contemplate. per esempio un'aspirina. ma riuscì a trovarne le cause che ne costituiscono il fondamento. la malattia e la morte proprio come noi. Invece di trionfare su un nemico esterno. Gli scienziati moderni si attribuiscono il merito di aver scoperto che il tempo e lo spazio sono relativi. le sue scoperte straordinariamente innovative. proponendo decine di migliaia di metodi. È un desiderio legittimo. indipendentemente dalla difficoltà di insegnarle e farle capire. Come si comporta chi è in grado di superare tutte le emozioni? Il fedele incondizionato può figurarsi una qualche docile creatura. Indicò un sentiero. stare seduti con la schiena eretta e concentrasi sulla respirazione ai più complicati. Possiamo raffigurarci una persona calma e tranquilla. Non siamo forse abbastanza intelligenti da capire quando soffriamo? Purtroppo solo quando il dolore è all'apice lo riconosciamo come tale. se mai esista davvero. noti come le quattro nobili verità: conosci la sofferenza. È difficile convincere qualcuno che assapora spensierato un cono gelato che sta soffrendo.dell'illuminazione. segui il percorso che porta alla sua cessazione. da quando il nostro amico ha cominciato a desiderare un gelato sino al progressivo insinuarsi di preoccupazioni per il grasso e per il colesterolo. Nel suo primo sermone. con tutte le creature. possiamo continuare a chiederci: “Chi era Siddharta? Cos'ha fatto di così sorprendente e straordinario? Quali meravigliose prodezze ha compiuto?”. Capire che tutte le cose composite sono impermanenti fu la sua splendida vittoria. tuttavia. . tutti gli esseri umani hanno il potere di liberarsi. capace di controllare in parte la sua collera. ma è necessario fare un ulteriore progresso e immaginare qualcuno che l'ha eliminata in modo definitivo. La sua vera grande opera fu la comprensione della verità. scoprì che il vero nemico è il nostro attaccamento all'Io. Anche se lo stato di illuminazione è inesprimibile e gli esseri illuminati non possono essere concepiti da una mente normale. Anche se simili talenti non sono da escludere. a Varanasi. abbandonane le cause. pensano che una persona di questo tipo viva come un vegetale. Gli scettici. come un terzo occhio.. Alcuni potrebbero chiedersi perché Siddharta volle precisare “Conosci la sofferenza”. non furono mai considerati le sue imprese supreme. È facile accettare che le emozioni. Egli ricorda poi le raccomandazioni del medico. Grazie a questa conoscenza. come le visualizzazioni e le meditazioni complesse. neutralizzare questo attaccamento all'Io è un'impresa ben superiore a tutti i miracoli sovrannaturali. Siddharta insegnò i quattro stadi seguenti. più volte nella dottrina di base si consiglia ai seguaci di Buddha di non lasciarsi impressionare da questi aspetti illogici. possano essere frenate con il giusto accorgimento magari soltanto per un pomeriggio. dai più semplici. Nel buddhismo. Poi prendete il farmaco adatto contro il mal di testa. vi accorgerete che si tratta di un periodo di tempo caratterizzato dall'ansia. la quale ci libera dalla sofferenza una volta per tutte.. Invece di ritirarsi in una vita di contemplazione. perché siete in grado di riconoscere che il mal di testa non è parte del vostro essere innato. Analizzando più da vicino questo piacere apparente.

basato su oggetti e soggetti. neppure se gli altri non concepiscono la sua ossessione. Qualcuno che conosce tutto non ha nessuna “non conoscenza” e nessuna ignoranza. lo spazio. nonostante le conoscenze scientifiche che possediamo oggi. Buddha insegnò a essere generosi se si vuole essere ricchi. mettevano sullo stesso piano il cielo e il palmo di una mano. La sola forza necessaria è quella di capire che non esiste il piccolo o il grande. Infine. possiamo velocemente disinnescare le mine a sua insaputa. in modo che potessero infrangere il ciclo della sofferenza: per questa compassione fu profondamente venerato.I vantaggi di andare oltre lo spazio e il temporanea Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. il genere. perché è un sapere dualistico. È possibile eliminare l'abitudine che ci preclude questa concezione. Semplicemente. Buddha abbandonò lo stato dualistico in cui tutto era vincolato a concetti come soggetto e oggetto. Essere onnisciente non significa essere colto. E capì che l'illuminazione trascende i concetti. e a provare compassione se si vuole vincere il nemico. mentre il credente l'accetta in modo acritico. Buddha è considerato onnisciente. Non è questo genere di studi che può essere paragonato alla conoscenza del risvegliato. il non credente considera quest'immagine come una parabola religiosa. non accetta quel che vede allo specchio. colui che ha purificato le proprie contaminazioni e ha raggiunto la conoscenza. Buddha ci liberò da questo disorientamento ed eliminò il dualismo da tutte le cose – il tempo. Buddha non è un nome di persona. pur essendo bella e snella. una manciata di fango e una moneta d'oro. forse è perfino peggiore. non era più contaminato dal concetto di tempo. Ammonì anche che per essere ricchi era necessario accontentarsi. fu conosciuto come il Buddha. i valori. In tal modo l'universo poteva davvero poggiarsi su un semplice atomo. Anche i discepoli più intimi di Siddharta. Come nell'esempio del corno di yak di Milarepa. ma la definizione di uno stato della mente. insegnò che la sofferenza può essere estirpata alle radici sopprimendo l'Io. non c'è neanche chi soffre. il mondo non è migliorato. Spiegargli che in quella direzione ci sono mine antiuomo per parecchie miglia gli risparmia sofferenze immediate e future. e vincolato ai limiti. Pensando alla verità in termini di vuoto. Dire che Siddharta ha eliminato l'impenetrabilità dei concetti di tempo e di spazio non significa che ha infranto le regole del tempo o . e pensa: È ovvio che Buddha possa fare questo – egli è onnipotente. Con la consapevolezza ottenuta meditando sotto l'albero bodhi. La parola “buddha” definisce una qualità con un duplice aspetto: “colui che è compiuto” e “colui che è risvegliato”. Se qualcuno cammina senza saperlo su un terreno minato. anzi. Gli permette di andare avanti e perfino di condividere con gli altri queste informazioni. è chiaro che Buddha non aveva bisogno di muscoli per sollevare il mondo e poggiarlo su un atomo. Come riconoscimento dei suoi insegnamenti. Il campo di buddha è considerato una terra pura. Tuttavia è un'azione che protegge l'altro soltanto temporaneamente e non gli fornisce la verità completa. comprendendo che non esistono distinzioni dualistiche e concetti quali “il più piccolo” o “il più grande”. È chiaro che. che nessuna emozione porta alla beatitudine se deriva dall'attaccamento all'Io. In altre parole. Ciò non significa che egli abbia frequentato tutte le università e memorizzato tutti i libri esistenti. che non c'è un Io che esiste realmente né fenomeni davvero esistenti che possono essere percepiti. desiderarono essere reincarnati nel regno chiamato “il campo di buddha”. Altri seguaci. delle dimensioni di una particella infinitesimale. perché. se non c'è Io. gli arhat. Questa scoperta è ciò che chiamiamo “la saggezza di Buddha”. non fece fermare il tempo né decretò la sua fine. altrettanto devoti. lo immaginavano andare “oltre il tempo e lo spazio”. poeticamente. Capì che nessuna cosa composita può esistere in modo permanente. una consapevolezza dell'intera verità. Non siamo poi così diversi da una donna anoressica o bulimica la quale. alle regole e agli obiettivi che gli sono propri. Quando Siddharta raggiunse l'illuminazione. su cui tanti buddha quanti sono gli atomi dell'universo insegnano ai loro discepoli. Buddha andò oltre e indicò agli altri la verità della mente risvegliata. Analogamente. nei quali è così potente da riuscire a poggiare l'intero universo in cima a un atomo. e per annientare il nemico bisognava prima vincere la propria rabbia. I devoti. i seguaci di Siddharta lo venerarono con canti e preghiere.

Siamo come bambini sulla spiaggia. come una striscia di saliva che fuoriesce dalle labbra dell'amato. hanno paura delle onde che arrivano sempre più vicino. nessun guinzaglio Oltre ai concetti convenzionali di tempo e di spazio. Siamo troppo abituati a un mondo che dipende dal tempo e dallo spazio per sforzarci in vista di ricompense tanto intangibili. Molti di noi sono così immersi nel proprio concetto di bellezza da non capire che una personale idea di bello in realtà può risultare disgustosa agli altri. Se tra le lodi di cui siamo oggetto c'è qualche piccola critica. come un'eco. perché eravamo troppo occupati ad aggrapparci alle speranze e alle paure di quel periodo. sogniamo di aver incontrato l'anima gemella. tutta la nostra attenzione è assorbita dalla critica. sudore e sangue. Forse saremmo contenti che i nostri cari ammirassero la nostra bellezza e la nostra eccezionalità. potremmo apprezzare quel che abbiamo nel momento presente. Diventiamo vittime delle nostre convinzioni e della nostra vanità. o pensiamo di sostituirle nel futuro con qualcosa di ancora migliore oppure c'immergiamo nel passato. e gli esseri sublimi sono adulti che osservano da sotto l'ombrellone. l'esperienza reale di oltrepassare il tempo e lo spazio rimane insondabile: è tuttavia possibile attribuire a questi concetti una certa elasticità nei limiti della nostra esistenza mondana. di per sé insignificanti. Non preferiva la lode alla critica. Non daremmo più tanta importanza alle parole. per attrarli. Saremmo finalmente in grado di mettere in pratica la frase: “Non me ne importa”. Immaginiamo di essere al di sopra di lusinghe e complimenti. Se errassimo solitari nel deserto. di sposarci. avere dei figli e perfino dei nipotini. Vivono ogni sorta di emozioni. facciamo in modo che le cose belle durino. Perfino un'infatuazione romantica dilata o restringe la percezione del tempo. Immaginate di non dipendere più da lodi e critiche. lode e biasimo e altre emozioni dualistiche. senza più speranze e paure inutili. né giustifica un maggiore investimento di energia. Saremmo liberi. e reazioni emotive. Contare sui concetti di spazio e tempo è comprensibile – per adesso ci sono molto utili – ma queste altre distinzioni sono così inutili da sembrare assurde. guardando senza giudicare. nello stesso tempo. otterremmo una forza incredibile. che belle gambe che hai”. In genere. perché tutte le tentazioni mondane ci sembrano insignificanti. Gli adulti rimangono tranquillamente sdraiati. per essere accettati. che è una delle cause e delle condizioni che distruggono letteralmente l'ambiente. il guadagno alla perdita. ricordandoci di tempi più felici. A noi che siamo schiavi del tempo. Buddha abbandonò tutte le sottili distinzioni dualistiche di tipo emotivo. Conosciamo qualcuno. quell'esperienza di cui ora proviamo nostalgia non l'abbiamo apprezzata davvero. e continuiamo a compiacerci e ad andare in cerca di complimenti. saremmo distaccati e imperturbabili. piacere e dolore. per competere con loro. come un'insalata per una tigre. non ci sarebbe affatto bisogno di essere belli. Chi desidera solo lodi e attenzioni è come una farfalla che cerca di raggiungere la sommità del cielo. Impassibili di fronte all'accettazione e al rifiuto altrui. È più facile cogliere l'aspetto dell'illuminazione che trascende le distinzioni emotive di bene e male. senza provare orgoglio quando il castello di sabbia . La vanità alimenta l'industria cosmetica. I bambini sono entusiasti delle loro creazioni. Nessuna distinzione. Il primo non ha più attrattive dell'altro. la celebrità a una vita ordinaria. la felicità all'infelicità. I complimenti sono come il miele su un coltello acuminato. si contendono conchiglie e palette. I vantaggi di oltrepassare spazio e tempo sono così incomprensibili che non c'interessa capirli. quindi desideriamo piacere in rapporto agli altri. Ironicamente. Il dualismo ci obbliga a spendere milioni di dollari ogni anno per conservare un bell'aspetto.ha smontato concretamente una bussola. Egli andava completamente al di là dei concetti di tempo e di spazio. indaffarati a costruire castelli di sabbia. ci porta bruscamente alla realtà e tutte queste future generazioni immaginate scompaiono d'incanto. e di ascoltarle invece come faceva Buddha – come semplici suoni. ma. Non oscillava tra ottimismo e pessimismo. Se qualcuno dice: “Oh. nessun concetto. Indifferenti al richiamo di una lode o all'avvilimento di una critica. Poi un'inezia. siamo elettrizzati. Proviamo a coglierle come se fossimo sul letto di morte. sorseggiando un cocktail al cocco.

per la detenzione legale delle armi o per la libertà di espressione. È molto più facile essere politicamente corretti su problemi molto lontani da noi. sarebbe rimasta libera. non si annoiano. Senza noia e senza senso di solitudine. tuttavia. È giusto limitare la nostra libertà. non cercano esperienze eccitanti.è perfetto e senza sentire rabbia o tristezza se qualcuno per caso calpesta una torre. infrangere la legge – anche se non ci sarebbe legge e nessun testimone. Sogniamo di un'epoca e di un luogo in cui sia possibile fare ciò che più ci piace – il Sogno Americano in altre parole. gli esseri illuminati possono sembrare folli perché non patteggiano. Alla fine. se il desiderio della persona sola si avvera e le è concesso un compagno. possiamo immaginare per lei una libertà totale – potrebbe gridare. L'idea stessa di rapporto implica rinunciare a una parte della propria libertà in favore dell'altro. Non sono coinvolti in quel mondo fantastico come lo sono i bambini. ma non ci piacerebbe avere un terrorista come vicino di casa. e di coraggio per intraprendere da soli questo percorso. Da un punto di vista ordinario. intenzionalmente o meno. perché non siamo affrancati dall'orgoglio. Si potrebbe forse desiderare un'illuminazione maggiore? Nell'universo secolare. Se è di giovamento al prossimo. non li desideriamo realmente. tuttavia. perché vogliamo fare buona impressione sugli altri e trovare degli amici. e saranno in grado di comportarsi a tavola secondo un perfetto galateo o di portare avanti un'azienda contemplata nella classifica di “Fortune”. Quando i treni di Madrid sono saltati in aria e le torri di New York sono state ridotte in macerie. non sono attratti o influenzati dal guadagno materiale. dalla speranza e dalla paura. Non abbiamo il coraggio o la capacità di trarre profitto dalla vera libertà. si annoierebbe. Quindi. si sentirebbe sola e desidererebbe dei compagni. che non rifuggono le critiche e non temono le perdite. probabilmente non sapremmo cosa farcene. Se ci fosse garantita una libertà totale. La rinuncia: il cielo è il limite Se intendiamo seriamente raggiungere l'illuminazione. il concetto di libertà è una forza dirompente nelle nostre vite private e nelle società. non fanno ricorso all'ipocrisia per interesse personale. Quando si tratta degli altri vorremmo imporre regole precise: infatti se anche gli altri fossero liberi non potremmo fare quello che vogliamo. Temendo di essere considerati degli hippy evitiamo di approfondire culture alternative o minoritarie. compromettendo così la libertà dell'altra. l'analogia più calzante con l'illuminazione è la “libertà”. Coloro che non inseguono le lusinghe e i guadagni. Viviamo confinati dietro precise norme di responsabilità e conformismo. intendiamo essere politicamente corretti e sostenere la giustizia. Nei duemilacinquecento anni di storia buddhista. non agiscono per impressionare gli altri. dall'avidità. nel profondo. è stata la sua noia a determinarne la rovina. nonostante la saggezza che potrebbero apportarci. Violenti e terroristi. né ci presenteremmo a un colloquio di lavoro con un pesce morto invece della cravatta. Se tutti improvvisamente scomparissero dalla Terra e rimanesse una persona sola. tuttavia. In entrambi i casi c'è il rischio di diventare vittime della nostra correttezza politica. questi saggi faranno tutto il necessario. e non esibiscono talenti e capacità solo per il gusto di farlo. per la privacy. Ci scaldiamo tanto per i diritti dell'individuo. Nei nostri discorsi e nelle nostre costituzioni recitiamo come mantra il ritornello della “libertà” e dei “diritti dell'individuo”. passeggiare nuda per strada. ma. probabilmente ci sono stati innumerevoli esseri illuminati che non furono mai riconosciuti tali o che . Anche se potessimo. è probabile che quest'ultimo cominci a fare ciò che più gli piace. non andremmo in giro nudi. non hanno paura di perdere la faccia. si autodefiniscono combattenti per la libertà. abbiamo bisogno di forza per rinunciare a ciò che ritenevamo importante. non si conformano alle regole dell'etichetta. Nello stesso momento. Pensiamo che il compito del governo sia quello di proteggerci dalla violenza. quindi protestiamo quando il nostro vicino di colore è arrestato dagli agenti federali. La loro libertà limita la nostra. a volte sono considerati anormali o perfino folli. abbiamo accusato la CIA di lasciare ai terroristi libertà di manovra. in realtà. Chi è da biasimare? La persona sola: infatti.

significativi e permanenti. Ci innamoriamo ancora. Quando vi risvegliate in uno stato d'illuminazione. a tormentarci per una critica e ad aggrapparci alla felicità. Ma non è il diavolo che se n'è andato. l'illuminazione è il risultato del consumo delle contaminazioni e dell'antidoto delle contaminazioni. si deve abbandonare il sentiero verso l'illuminazione. Un coltello si affila in conseguenza del consumo di due oggetti: quello della cote e quello del metallo. che adesso però non possono più illuderci o imbrogliarci. ma a livello emotivo. A un certo punto. siamo noi a essere folli. Magari continueremmo a fare acquisti. perfino andare oltre critiche e lodi non è alla nostra portata. scrisse che Buddha non disse mai che dopo l'abbandono del samsara esiste il nirvana. Quando raggiungete l'illuminazione. Non ci preoccuperemmo di mettere le scarpe ben in fila. Se capiamo. La migliore metafora per la nostra esperienza in questo mondo è quella di un sogno epico. Invece di riservarli alle occasioni speciali. Il suo discepolo. non lo siete affatto. un uccello che vola sempre più in alto per raggiungere l'estremità del cielo toccherà i suoi limiti e dovrà ritornare sulla Terra. perfino l'illuminazione è come un sogno e un'illusione. Proviamo ancora emozioni. anche questo sarebbe come un sogno e un'illusione. che tutte le cose composite sono impermanenti. il grande Nagarjuna. allora il nostro attaccamento si allenta. tutti i fenomeni sono come un sogno e un'illusione. Se ci fosse qualcosa di superiore o di più importante dell'illuminazione. e mentre vivevamo con lui quella terribile esperienza non era affatto presente. Gradualmente viene meno la convinzione che pensieri e averi siano preziosi. Le qualità di Buddha sono inesprimibili. pronti a struggerci per una lode. speriamo di scappare. In questo modo ogni giorno sarà un giorno speciale. Dimenticate pure di poter oltrepassare tempo e spazio. Pochi sono stati apprezzati perché possedevano ciò che chiamiamo la “folle saggezza”. faremo largo uso della crema per il viso e del profumo preferiti. anche parzialmente. non avete mai lottato. Come Buddha disse nella Prajnaparamita Sutra. Alla fine. Il nirvana è la non esistenza del samsara. quando apriamo gli occhi e vediamo il ventilatore che gira sul soffitto. non solo intellettualmente. Da questo momento in poi. raccontiamo: “Ho sognato il diavolo che m'inseguiva”. Se un episodio del sogno brulica di diavoli e di mostri. non siete mai stati esseri senzienti. di alti e bassi. che non ha fine nello spazio. che alcuni dei nostri concetti. ma con uno spirito nuovo. di stirare la biancheria intima e fare scorte di costosi profumi. sentimenti e oggetti familiari esistono solo sotto forma di sogno. Il nostro linguaggio e le nostre capacità analitiche non vanno oltre il concetto di universo. composto di innumerevoli storie che si intersecano. e ci conforta l'esser sfuggiti alle sue grinfie. ma senza la paura di essere rifiutati. Il diavolo non è mai entrato nella nostra stanza durante la notte. Per il piacere della conversazione. Se continuate a definirvi buddhisti. Se ci annunciassero che ci restano solo due giorni di vita. . Se ci pensiamo bene. perché non avete dimenticato nulla. Riconoscere l'aspetto ironico della nostra situazione ci evita di soffrire. il nostro comportamento cambierebbe. Non c'è nulla da ricordare. di drammi e colpi di scena. Non è più necessaria nessuna meditazione. Siamo molto sollevati. potremmo sviluppare un maggior senso dell'umorismo. Analogamente. non potete ripensare a quando eravate creature ignoranti. Se tuttavia cominciamo a capire. non dovete stare in guardia contro il ritorno del diavolo.vennero banditi dalle comunità perché considerati pazzi. Sono come il cielo.

perché dall'idea scaturiscono motivazioni e azioni. Penserebbero di avere davanti agli occhi un qualche aspetto esotico del Kama Sutra o. uno dei luoghi più sacri dell'Islam. Sono tutte apparenze. Con la stessa ovvietà. molto più accessibile. Solo voi come individuo. Per esempio. Molti di noi sono comprensibilmente scettici nei confronti di religioni secolari e di superstizioni che mancano di uno alogica apparente. la croce. ma variano in base al paziente e alla malattia. Trovano incomprensibile che l'icona centrale. con la capacità mentale. dia del redentore un'immagine di impotenza assoluta. queste persone interpretano i concetti cristiani alla luce del buddhismo o trovano analogie tra il buddhismo e il sufismo. potete scegliere l'idea che vi si adatta. in una sorta di sincretismo. destinate a lenire la sofferenza. Chi si trova al di fuori delle religioni può anche essere inorridito nel vedere gli adepti jain camminare nudi oppure nel venire a sapere che gli dèi indù più venerati ricordano mucche e scimmie. dall'etica. la crocifissione. L'apparenza esterna di queste religioni può sembrare estremista e illogica a chi ne sta fuori. Come un copioso buffet. non possiamo giudicare qualcosa di così personale come la religione in base all'apparenza superficiale. Allo stesso modo. alla Mecca. ma non credo che questi paragoni siano necessari. il trattamento adatto è la lozione di calamina. E il messaggio cristiano d'amore e redenzione ha portato pace e armonia al cuore di milioni di uomini. Giudicare o valutare un . Non posso impedirmi di chiedermi cosa penserebbero se visitassero un monastero tibetano e vedessero i dipinti di divinità irose e di donne nude ritratte in posizioni esplicitamente sessuali. Nel tentativo di non essere settarie. il gusto. In tutte le religioni l'idea è la base della pratica. È anche vero che “le apparenze possono essere deludenti”. non servirà a nulla trovare analogie tra la lozione di calamina e la chemioterapia per giustificare l'assunzione di calamina. Naturalmente si possono sempre trovare sottili somiglianze tra due fenomeni esistenti. Contemporaneamente. o tra lo zen e il mondo della finanza. a parte voi. Non possiamo neppure giudicare le religioni dalle azioni. Alcuni non riescono a capire perché i musulmani si servono della loro profonda filosofia che vieta di venerare gli idoli per giustificare la demolizione di icone sacre di altre religioni. Per coloro che non conoscono il cristianesimo può sembrare inconcepibile che i cristiani non abbiano scelto un episodio tratto dal fulgore della vita di Cristo invece dell'evento più triste e cupo. dalla morale o dai codici di comportamento che prescrivono. i sentimenti e l'educazione che vi sono propri. all'economia e alla vita in generale. diverse persone sono sconcertate dalla tunica arancio-porpora e dal cranio rasato dei monaci buddhisti perché sembrano del tutto irrilevanti rispetto alla scienza. la varietà di approcci offre qualcosa per tutti. Anche se tutte le religioni hanno come punto di base un obiettivo filantropico in qualche modo comune – in genere il conforto alla sofferenza – ci sono differenze fondamentali. per adattarle alla loro situazione individuale. il messaggio jain dell'ahimsa è talmente profondo che ci si chiede perché questa grande religione non si sia sviluppata come le altre. In realtà hanno idee molto diverse e nessuno. Le religioni sono come i farmaci e. L'idea è il punto di riferimento finale L'idea è il nucleo di ogni religione. Se soffrite di leucemia. Non possiamo giudicare il nostro vicino di casa semplicemente dal modo in cui si presenta. In un convegno interconfessionale non abbiamo altra scelta se non quella di mostrarci diplomatici e concordare sul fatto che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche. può giudicare se un'idea è migliore dell'altra. Se siete vittima di un avvelenamento da anacardio nordamericano. come tali. forse una prova della depravazione o un'opera del demonio. la Ka'aba – Hajar-e-Aswad (la sacra pietra nera) – è un oggetto fisico di adorazione ed è destinazione di milioni di pellegrini musulmani ogni anno. Per esempio. addirittura peggio.Conclusione In questa nostra epoca ci sono persone che mescolano religioni diverse. non c'è alcun bisogno di confondere le religioni. In queste pagine ho intrapreso una rapida analisi dei fondamenti della concezione buddhista.

Non esiste comportamento più egoistico: per la vostra vanità una vita viene estinta. In definitiva. ma immaginate di essere rinchiusi in gabbie sovraffollate. non si tagliano mai i capelli e la barba. L'idea è il punto di riferimento definitivo per stabilire se un'azione è legittima. Nei sutra Mahayana. Per questa ragione. per esempio. se mangiate carne. Si sa che Hitler era vegetariano e che era molto attento alle regole igieniche e alla propria persona. Chi determina ciò che è “buono”. mentre i monaci di tradizione occidentale e orientale spesso si rasano il capo. Immaginiamo invece che siate un lottatore di sumo a Tokyo. morirete lo stesso un giorno o l'altro. tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca e l'illuminazione trascende ogni concetto. intendeva tutte le carni. se vivete a Venice Beach. i sutra Mahayana consigliano la pratica di mettersi al posto di queste creature e di astenersi dal mangiare carne per compassione. noi uomini non siamo neppure capaci di sopportare la puntura di una zanzara. con il becco chiuso. La disciplina e le regole corrette non sono sacre in se stesse. sono basati su queste quattro verità o sigilli. L'attaccamento all'Io è ignoranza. da un punto di vista strettamente egoistico. Non solo non è virtuoso nuocere a un altro essere vivente. la vostra motivazione è quella di perdere peso: fantasticherete sulla spiaggia su quanto sarebbe bello e vi comporterete di conseguenza. per sostenervi. né disse che si può mangiare il pesce perché è privo di anima. Il fatto di ingozzarvi di ciambelle è quindi buono o cattivo. Quando Buddha vietò il consumo di carne. La volontà di sopravvivere corrisponde a un desiderio di permanenza: vivere più a lungo a spese della vita di un altro essere vivente. Nel caso di mangiare carne provoca anche il dolore altrui. rinunciando ai carboidrati. Ogni religione interpreta con dovizia di particolari i propri simboli e le proprie pratiche – perché non si deve mangiare carne di maiale o gamberetti. e i protestanti sono liberi di scegliere la propria acconciatura. Capovolgendo la situazione. Secondo la vostra idea. Tuttavia. e come abbiamo visto l'ignoranza conduce al dolore. Buddha consiglia ai suoi seguaci di non mangiare carne. tutte le emozioni sono dolore. Per esempio. ci sono ragioni per farlo. È sbagliato credere che qualcuno che si astiene dalla carne sia una persona compassionevole: forse è semplicemente convinto che la carne sia nociva perché aumenta il livello di colesterolo. o quella di maiale perché impura. mangiare il pene di tigre per potenziare la virilità. I Sikh. L'aderenza alle regole non rende migliore l'individuo. ogni religione deve avere un'idea fondamentale e quest'idea è ciò che più conta. Il vostro comportamento consisterà nel mangiare riso e ciambelle a più non posso. in attesa di essere macellati. Tutti i diversi approcci del buddhismo possono essere spiegati con i quattro sigilli – tutti i fenomeni compositi sono impermanenti. non si possono giudicare le azioni delle persone senza conoscere a fondo le loro idee. Infatti. volete aumentare di peso e pensate che è impossibile essere un lottatore di sumo tutto pelle e ossa. indipendentemente dalla qualità di cadaveri di animali di cui vi siete cibati. secondo la vostra idea. è giusto essere enormemente grassi. a un certo livello lo fate per sopravvivere. in California. Se mangiando un pezzo del corpo di un animale volete assolutamente garantirvi un prolungamento della vita allora.percorso o una religione in base alle apparenze non è saggio e non può che alimentare i pregiudizi. Si può anche nutrirsi di carne per ragioni squisitamente borghesi o assaporare il caviale perché è esotico. Ogni azione e comportamento. Ma tra precetti e divieti. perché ci si deve rasare o invece è vietato farlo. Un'azione si valuta in base alla conformità con la propria idea fondamentale. Per definire una religione non serve neppure descrivere la sua prescrizione di una condotta rigorosa. oppure confinati in un recinto per essere ingrassati e diventare poi degli hamburger umani. consumare nidi di uccello bolliti per mantenere una pelle giovane. d'altronde? Ciò che è salubre per una religione è insalubre e assurdo per un'altra. Non scelse la carne di bue per ragioni sentimentali. . Pensare che la vostra vanità sia degna della vita altrui significa attaccarsi all'Io. e site convinti che sia giusto essere magri. ma l'atto di mangiare carne non si accorda ai quattro sigilli. incoraggiati dalle scritture buddhiste.

D'altra parte. la verità secondo cui la liberazione. ci si può consolare sapendo che il merito può essere accumulato compiendo azioni buone. La pratica buddhista della non violenza non significa semplicemente la sottomissione con il . Per tale ragione. insorgono le conseguenza. cioè che tutte le cose sono prive di esistenza intrinseca. Il karma è accumulato dalla coscienza – la mente o l'Io. come se fosse una sorta di pacco di donazione all'Esercito della Salvezza. l'azione e il conseguente karma sono sostanzialmente come un sogno. qualsiasi sia il suo oggetto. ma neppure attaccarci. la purezza e la non violenza Anche il concetto di karma. Non dobbiamo per forza disfarci di tutto. Se giudichiamo il carattere esemplare di un comportamento virtuoso. La generosità diventa un atto di gioia. non costituisce il percorso indicato da Siddharta. Perfino i desideri dei ricchi sono senza fine. Una comprensione più profonda del karma. Comprendere il terzo sigillo. secondo cui tutte le emozioni sono dolore. un'illusione. Anche se foste in grado di nutrire tutte le creature affamate sulla Terra. Secondo Siddharta. si genera un karma negativo. La motivazione. sia buono che cattivo. se ci si sente privi di capacità o di valore. L'indigenza e le necessità degli indigenti sono senza fine. ai quali non possiamo aggrapparci per sempre. se agite senza la consapevolezza di queste quattro verità si tratterebbe soltanto di una buona azione. dalla tolleranza e dal desiderio che gli altri siano felici. ricade all'interno di queste quattro verità. Se non ci attacchiamo all'Io. perché è il denaro del sogno e siete in grado di cogliere tutto il divertimento dell'esperienza. perché la sua mancanza è impermanente e si può modificare. È come sognare di distribuire un miliardo di dollari ai passanti per strada. in realtà i desideri degli uomini non possono mai essere pienamente soddisfatti. La generosità senza ricompense. In presenza di specifiche cause e condizioni. ci permette di capire la futilità dell'attaccamento perché. Se si pensa di essere contaminati da un karma negativo. Un'azione cosiddetta buona che non sia basata su queste quattro verità è semplicemente rettitudine. la prima azione incoraggiata dai sutra buddhisti è la pratica della generosità. La conseguenza è il karma. senza aspettative o senza condizioni accessorie. Comprendendo il secondo sigillo. non abbiamo più ragioni per aggrapparci ai nostri averi e svanisce il dolore della miseria. la generosità praticamente è già in atto. l'incontestabile marchio del buddhismo. la generosità dovrebbe essere valutata in base al livello di attaccamento che si ha nei confronti di quanto ci è stato dato e nei confronti dell'Io. e ci si sente frustrati pensando che questi ostacoli continuino a impedire la comprensione. come la generosità. Quando comprendiamo che i nostri possessi sono tutti fenomeni compositi impermanenti. Quando cominciamo a capire la prima verità. si genera un karma positivo. secondo criteri materiali – per esempio. La generosità basata su queste tre idee inevitabilmente ci fa capire che non esiste un obiettivo. È grazie a queste quattro verità che i buddhisti praticano la purificazione. costituisce un sollievo. Non si tratta di sacrificarsi per ottenere riconoscimenti o per assicurarsi una rinascita migliore. Se un pensiero o un'azione sono motivati dall'amore. l'impermanenza. non del cammino verso l'illuminazione. trascende i concetti. tale oggetto è privo di una propria natura. l'illuminazione. che ci lascia dentro una sensazione di povertà. permette di meditare sulla quarta idea.La splendida logica dei quattro sigilli Come esempio del primo sigillo. prendiamo la generosità. e in assenza di ostacoli. raggiungete il non attaccamento: è questa la generosità perfetta. quindi impermanenti e di conseguenza purificabili. Potete elargire con generosità. consideriamo ogni cosa transitoria e priva di valore. Il nirvana è trascendere il karma. Comprendendo che l'Io e tutti i suoi averi sono impermanenti e privi di natura intrinseca. quello della povertà che si riesce a eliminare non raggiungeremo mai la perfezione. In realtà sarebbe un'azione virtuosa destinata ad alimentare e a sostenere l'Io. Se l'Io agisce per avidità o per aggressività. o si è deboli oppure “peccatori”. sapere che sono compositi. capiamo che il principale colpevole è quel miserabile dell'Io.

Analogamente. non fa parte di questo cammino. come accendere incenso. Non sono fabbricate. non dovete necessariamente emulare ogni sua azione – non c'è . null'altro che un percorso nichilistico. I quattro sigilli: un affare in blocco Nel buddhismo. La ricchezza all'interno della rinuncia Come seguace di Siddharta. ma insistete nel ritenervi buddhisti semplicemente perché siete innamorati delle tradizioni. non blasfemo.sorriso sulle labbra o il mite raccoglimento. la vostra è una devozione superficiale. Se non avete un io. Non hanno acquistato valore solo dopo che Buddha ha iniziato a insegnarle. Allora passerete il tempo a tentare di risolvere problemi e a cercare di sbarazzarvi dall'angoscia. Un inflessibile moralismo occupa tutto lo spazio che permetterebbe l'empatia verso gli altri. Anche se il buddhismo non è la risposta a tutti i problemi temporali e a tutte le ingiustizie sociali di questa Terra. che non crede che gli uomini siano atterrati sulla luna. Non li si può definire morali o etici e non si può apporre loro un marchio o possederli. Per amor di semplicità possiamo dire che le quattro verità sono la spina dorsale del buddhismo. se non avviene in armonia con le quattro verità. non c'è ragione di arrabbiarsi. dedicarsi a meditazioni esoteriche e recitare mantra. Le chiamiamo “verità” perché sono semplicemente dei fatti. Il vostro continuo bisogno di risolvere problemi diventerà una forma di dipendenza. I maestri buddhisti credono che per quanto scegliate di definirvi tale se non avete fede in queste verità. Uno scienziato considererebbe ignorante. chi non crede nei quattro sigilli non è un infedele. qualsiasi azione riconosca o migliori le quattro verità è un percorso giusto. dovrete prendere in considerazione l'idea di seguirlo seriamente. comprese talune azioni apparentemente caritatevoli e compassionevoli. i buddhisti continuerebbero comunque di buon grado a seguire il loro percorso: infatti quel che cerchiamo è l'illuminazione. come il bene e il male. La causa fondamentale della violenza è la fissazione a un'idea assolutista. alla fine conduce sempre a una qualche forma di angoscia. come lo è la persona che li vive. Se ignorate i quattro sigilli. Se qualcuno dovesse dimostrare che la logica dei quattro sigilli è fallace. o pensa che la Terra sia piatta. Anche se questo genere di credenza offre temporaneamente la beatitudine dell'ignoranza. con la giustizia o la libertà. non c'è alcuna ragione per essere violenti. Se è così. convinti invece che sia solido e reale. chi non ha consapevolezza o non crede in questi quattro fatti per i buddhisti è ignorante. Non ci sono elementi come “infedele” o “blasfemo” nel buddhismo. nessun attaccamento all'Io. Nel momento in cui smettiamo di credere negli estremi dei fenomeni dualistici. Si smarrisce ogni lucidità mentale. Perfino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione. non sono una rivelazione mistica del Buddha. Se invece intuite che non giungerete mai alla fine della risoluzione dei problemi. siamo riusciti a trascendere le cause della violenza. sono destinate ad aiutarci a concentrare l'attenzione su una o su tutte le verità. Tuttavia. se i pazzi di un manicomio vi insultano. è più facile perdonare il loro comportamento molesto. sarà l'inizio della ricerca della verità interiore. se cominciate la ricerca ed entrate in contatto con Siddharta. Vivere in conformità di questi principi non è un rituale o una tecnica. che l'attaccamento all'Io non provoca dolore e che esiste anche solo un elemento che sfida l'impermanenza. Se si capisce che i propri nemici sono dominati dalla loro stessa ignoranza e aggressività. Nello stesso modo. Quest'ignoranza non legittima tuttavia il giudizio morale. In genere deriva dall'abitudine di aderire a concezioni dualistiche. queste verità vi sembreranno piacevoli. Quanti problemi dovete risolvere per poi vederne altri che si profilano all'orizzonte? Se siete felici di questo ciclo. si previene la violenza. che sono prigionieri delle loro abitudini. Perfino le pratiche in apparenza rituali. Qualsiasi cosa contraddica le quattro verità. nessuno in cui credere e di cui dubitare. allora non c'è motivo di lamentarvi. perché non c'è nessuno da imprecare. Comprendendo che idee e valori sono compositi e impermanenti. continuerete a vivere in un mondo illusorio. il brutto e il bello. e illuminazione significa comprensione della verità. il morale e l'immorale.

Si può essere re. Non è tanto il fatto di lasciarsi alle spalle il mondo materiale che preme ai buddhisti. afferrò una manciata di sabbia e dichiarò che avrebbe costruito tante stupa quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. Grazie a questa comprensione. per esempio. che hanno abbandonato i loro avviati studi da avvocato per diventare mendicanti pellegrini. la sugata. siamo presi dall'idea stessa di “generosità”. pur con tutta la vostra generosità. che scese dalla carrozza regale decorata di perle e d'oro. o da quella di Milarepa che sopravvive nella sua grotta con una semplice minestra di ortiche. Anche se la tradizione sta tramontando in un'epoca in cui impera un tipo di cultura globalizzata. come i cristiani ammirano san Francesco d'Assisi. Ho anche incontrato molte persone che pensano di essere generose perché elargiscono somme di denaro a un museo. La serenità di un semplice monaco birmano che accetta l'elemosina colpisce la nostra immaginazione. ma. Non posso impedirmi di immaginarli al Marriot Hotel a Hong Kong. prostitute. almeno di un riconoscimento in questa vita. Non c'è bisogno di essere severi con noi stessi. Considerando la rinuncia come beatitudine. ogni cosa ha lo stesso peso della saliva che sputiamo per terra. modificandone così il valore. anche la morale può essere distorta. Oppure vi scoraggiate se qualcuno vi dice: “È tutto ciò che siete in grado di dare?”. drogati oppure dirigenti d'azienda e accettare i quattro sigilli. L'umiltà può essere in sé una forma di ipocrisia. Perfino oggi. Quando capiamo che il mondo materiale è privo di essenza e impermanente. abbandonare le morali distorte Mentre state leggendo queste parole. In parte quest'immagine di austerità è dovuta al fatto che molti buddhisti venerano i mendicanti delle dottrine dei testi buddhisti. Non proviamo inclinazioni sentimentali verso la saliva. non dobbiamo necessariamente rinunciare alle cose. Molte persone pensano che il buddhismo sia sinonimo di rinuncia. forse pensate: Io sono generoso e non ho attaccamento ai miei averi. Mantenne la sua promessa. la rinuncia non è più una forma di auto-flagellazione. I nuovi ricchi cinesi. Possedere meno degli altri non significa essere moralmente più puro o più virtuoso. quanto la capacità di comprendere l'abituale attaccamento a questo mondo e a noi stessi e di rinunciarvi. Si inginocchiò. mercanti. la società indiana li venera con la stessa ammirazione con cui noi stimiamo i professori di Harvard e di Yale. le storie di principesse. ma cambiare il nostro atteggiamento verso di esse. Mi colpisce molto vedere che la società indiana li rispetta invece di cacciarli come ignobili accattoni o come appestati. o perfino ai propri figli. Quando cominciamo a capire le quattro verità. La parola “sacrificio” assume un significato diverso. e proclamò il suo desiderio di diffondere il buddhadharma attraverso il mondo. Forse non siete avari. ci succede ancora di incontrare santoni nudi. la famiglia e il lavoro e seguire la strada dell'ascetismo. quali sentimenti nutrirebbero verso questi santoni cosparsi di cenere? L'usciere aprirebbe loro la porta? E come reagirebbe a un simile incontro il portiere dell'Hotel Bel-Air di Los Angeles? Invece di onorare la verità e di venerare i santoni. dai quali si aspettano devozione per la vita. che cercano disperatamente di copiare i modelli occidentali. La morale alimenta l'Io. invece di disprezzare coloro che rinunciano alla vita mondana. . vi potreste arrabbiare al punto da staccargli un orecchio. che sia necessario abbandonare la propria casa. cosparsi di cenere. Ci aggrappiamo al risultato – se non si tratta di una rinascita positiva. Non possiamo impedirci di essere commossi dall'immagine di Buddha che cammina a piedi nudi a Magadha con la sua ciotola per gli oboli. Scegliere la saggezza. inducendoci a essere puritani e a giudicare gli altri la cui morale è diversa dalla nostra. questa è un'epoca che idolatra le pubblicità e celebra la liposuzione. se qualcuno lascia l'ufficio portandosi via la vostra matita preferita. o forse solo una targa commemorativa appesa al muro.bisogno che ve ne andiate di nascosto mentre vostra moglie dorme. Quando doniamo. principi e condottieri indiani che un tempo rinunciarono alla vita di corte diventano meno stravaganti. Se non è accompagnata dalle quattro verità. L'amore per la verità e la venerazione per coloro che la cercano è una tradizione antica nei paesi come l'India. Rinunciare al sentimentalismo è un percorso di beatitudine. Ma ci sono seguaci di Buddha completamente diversi: il re Ashoka.

ma anche con l'esperienza. ci consigliava di rinunciare a un'azione che sembra degna e positiva. disprezziamo gli altri e cerchiamo di imporre loro la nostra etica. Le pratiche esteriori sono percepibili. ciò equivale a vincerlo. diventano molto importanti. Poiché quest'informazione ci libera da ogni sorta di spasmo superfluo. invece il . Le persone in grado di offrirci questo tipo d'insegnamento e di conoscenza sono venerati come maestri perché. Il grande studioso indiano e santo. In altre parole. i discepoli alla fine vedranno l'osso come il risultato della nascita. noi buddhisti rendiamo omaggio al maestro. Non si tratta di uno spirito divino che cerchiamo da qualche parte fuori di noi. Le persone preferiscono sedere in un posto tranquillo con la schiena eretta su un cuscino per la meditazione invece di riflettere su quel che succederà ora. l'amore. mentre gli strumenti per realizzare queste verità – pratiche. siamo in grado di apprezzare immediatamente chi ce la fornisce. Il tè e la tazza di tè: la saggezza nell'ambito della cultura I quattro sigilli sono come il tè. il buon senso. tradizioni e modelli culturali – sono come la tazza. Con l'ausilio di questi metodi. Se siete convinti che questo percorso dissiperà parte della vostra confusione e vi apporterà un qualche sollievo. la tolleranza e la pratica vegetariana. immobili come un fermacarte. se ci permettono di accostarci alla verità. Qualcuno ci dice che abbiamo delle nocche molto graziose e subito pensiamo di trovare un modo per mantenerle tali. Shantideva. ma analizzandoli e meditandoli. All'improvviso ci assale la sensazione di avere qualcosa da perdere. Questa è la vera meditazione buddhista. anche se significa privarli della libertà. potete applicare qualsiasi metodo che vi consente di approfondirla. il maestro dà ai suoi discepoli un osso e insegna loro a meditare sulla sua origine. I buddhisti venerano la saggezza sopra ogni cosa. Una volta che avete accettato intellettualmente l'idea. abbiamo bisogno di metodi che ci ricordino e ci abituino all'idea della morte. Potete spianare la terra intera per rendere più facile percorrerla a piedi nudi. cominciamo a liberarci dalla fissazione sulle cose illusorie. non il semplice fatto di stare seduti in silenzio.Convinti della nostra versione di morale. Più che mai. insegnò che ci è impossibile evitare di coinvolgerci in situazioni indegne. cominciano ad applicare la consapevolezza a ogni situazione e a ogni momento. ma se coltivate una certa tolleranza. interdipendenti e impermanenti. In questa nostra epoca siamo continuamente bombardati da cose sempre nuove che possiamo perdere e altre che non possiamo ottenere. ma se riusciamo ad applicare anche una sola di queste quattro verità siamo protetti da qualsiasi mancanza di virtù. l'etica e la morale acquistano tutta la loro utilità. se non proprio rasarci il capo e vivere in una grotta. tuttavia. potete servirvi di qualsiasi sistema e di qualsiasi pratica che vi aiuti a modificare l'abitudine di intendere le cose come solide e cominciare a considerarle composite. la nascita come il risultato finale della formazione karmica. Questa libertà è definita saggezza. condizione ed effetto. un principe che aveva rinunciato al suo regno. sono disposti a rimanere tra gli uomini per spiegare quest'idea a coloro che sono ancora nell'oscurità. Siddharta stesso. La saggezza supera la morale. ma così non è per la verità. La difficoltà sta nel non lasciarsi entusiasmare dalla tazza. È quanto chiamiamo meditazione. ma. Se pensate che l'intero Occidente sia in qualche modo satanico o immorale. Perizia e metodi sono osservabili e tangibili. La applichiamo innanzitutto ascoltando gli insegnamenti sui quattro sigilli – non prendendoli alla lettera. anche se possiedono una comprensione profonda e potrebbero vivere felicemente nella foresta. rituali. quindi la mente le etichetta rapidamente come “buddhiste”. In tal modo. Se arriviamo a capire le quattro verità. questa conoscenza può venire messa in ombra da qualcosa di irrisorio come un complimento. In uno dei più antichi metodi di insegnamento buddhisti. allora siete davvero in grado di mettere in pratica la saggezza. L'etica e la morale nel buddhismo possono essere secondarie. la pratica autentica. ma se indossate un paio di scarpe vi proteggerete dalle superfici ruvide e sgradevoli. non solo a livello intellettuale. domani o nella prossima vita. Ormai convinti della logica di causa. forse perfino appendere un osso umano allo specchietto retrovisore. Attraverso questa meditazione. ma che ci allontana dalle quattro verità. sarà impossibile conquistarlo o riabilitarlo. la formazione karmica come risultato finale del desiderio e così via. Anche se intellettualmente sappiamo di morire.

Anche se probabilmente possiamo agire in assenza di oggetti. Siddharta si avvalse di . come quelle di essere vegetariani o indossare tuniche. hanno una forma – possono essere osservati e fotografati – e ci dimentichiamo che sono i mezzi per un fine preciso. anche se la loro funzione è quella di contenere la verità. Le norme buddhiste come le tuniche arancio-porpora. il buddhismo non offre un kit di sopravvivenza che impone quanti mariti una donna deve avere o dove pagare le tasse o come punire i malviventi.concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” non è tangibile ed è difficile da catalogare. È ironico che nonostante ci siano ovunque prove dell'impermanenza essa non ci è affatto evidente. esso ha anche il potere di privare le emozioni dei loro soliti rapidi riflessi. non è né bella né non bella. L'impermanenza è sempre impermanenza anche a Times Square. L'essenza del buddhismo va oltre la cultura. Per spiegare correttamente questa verità. non ci sono eccezioni sociali o culturali. Vi offre un piccolo spazio per acquisire lucidità. come copricapo rossi. La gente così se ne va in giro con tazze vuote.500 km dall'albero bodhi in India centrale a Times Square. Personalmente credo che questi rituali siano la causa per cui molte persone in Occidente catalogano il buddhismo come un culto. la sofferenza provocata dalle emozioni. Altri riti istituzionalizzati. Lo stesso Siddharta diceva che il modo migliore di rendere onore consiste semplicemente nel ricordare il principio dell'impermanenza. a rigor di termini. possono portare qualche beneficio. non della verità in sé. o dimentica di bere il tè. i buddhisti non hanno neppure un rituale per le cerimonie nuziali. che si servono delle loro tradizioni come della tazza che contiene gli insegnamenti. che vi assorbono e vi mandano alla deriva. perfino i monasteri. Le quattro verità. il concetto “tutte le cose composite sono impermanenti” continua ad applicarsi. Lo scopo degli insegnamenti di Siddharta non era quello di dire alla gente quello che voleva sentirsi dire. gialli o neri. dalla cerimonia e dalle apparenze delle pratiche culturali buddhiste. ci ispirano e possono perfino essere degli strumenti per la comprensione della verità. alcune persone pensano di alterare gli insegnamenti buddhisti per adattarli al modo di pensare moderno. i riti e gli oggetti rituali. e comunque è impossibile farlo. In realtà. si tratta dei simboli e dei riti. il buddhismo può sembrare ritualistico e religioso. Potete cambiare la tazza. Si mise a insegnare in virtù del suo potente impulso a liberare gli altri dalle loro concezioni errate e dagli infiniti fraintendimenti della verità. Non potete modificare queste quattro verità. Se c'è qualcosa da adattare. Buddha stesso disse che la sua disciplina e i suoi metodi potevano conformarsi a tempi e spazi diversi. ci sono alcuni riti e alcune discipline che sono universalmente raccomandabili. Ma accorgimenti come quello di rimanere seduti con la schiena eretta offrono davvero dei grandi vantaggi. L'incenso e le candele sembrano esotici e attraenti. A un livello superficiale. La mente umana tuttavia adora i simboli e i riti. invece. Non si può dire in modo tassativo che è sbagliato meditare sdraiati su un'amaca o tenere in mano un cocktail guarnito di un ombrellino mentre si sta riflettendo sulla verità. a New York. Dopo essere sopravvissuto per duemilacinquecento anni e aver viaggiato per 12. Siddharta li incoraggerebbe. Dimentichiamo che non si diventa seguace di Buddha eseguendo riti o adottando delle norme. anche se nelle quattro verità non c'è la minima traccia di tendenza al culto. l'incenso e i fiori. l'impermanenza e l'altruismo per niente. A differenza di altre religioni. il fatto che i fenomeni non hanno esistenza intrinseca e che il nirvana trascende ogni concetto. ma il tè rimane puro. non hanno bisogno di essere aggiornate o modificate. come le cerimonie di gruppo e le strutture religiose gerarchiche. Tendiamo a focalizzarci sui mezzi e non sul fine. Correggere la propria posizione non è soltanto un fatto accessibile ed economico. Nel corso dei secoli. o per lo meno distratti. Ora che il buddhismo sta prosperando in Occidente. invece. e quindi essi sono praticamente inevitabili e indispensabili. Ci succede di essere affascinati. ma è importante ricordare che sono stati oggetto di sarcasmo da parte dei maestri del passato. ma per quanto ottima sia l'intenzione e per quanto funzionino bene. Se gli elementi di questi modelli culturali aiutano il prossimo senza provocarne danni e non contraddicono le quattro verità. I mandala di sabbia tibetani e i giardini zen giapponesi sono splendidi. sono stati creati innumerevoli tipi e stili di tazze. se dimentichiamo il tè al loro interno diventano solo un ostacolo. ma è praticata da molte culture diverse. La verità in sé.

A causa delle inevitabili apparenze superficiali e anche per l'assenza di competenza di alcuni buddhisti. anche se c'infastidisce chi porta al collo un rosario e c'imbarazza rivelare agli amici non credenti le nostre inclinazioni religiose. Siamo come le scimmie che abitano nella foresta e defecano sugli stessi rami a cui si appendono. In certi casi. la Terra. In definitiva. principi e ministri non ci hanno pensato due volte prima di abbandonare i loro palazzi alla ricerca della verità. Non sottolineerò mai abbastanza che la comprensione della verità è l'aspetto fondamentale del buddhismo. Il luogo in cui viviamo. come la Chiesa cattolica romana. Contrariamente alle credenze popolari. anche se non abbiamo tempo di sederci su un cuscino. Nessuno può dichiarare chi è punibile e chi non lo è. Nel caso vi chiediate come trovare il percorso giusto. senza essere in grado di riconoscere il rapporto tra la recessione e l'avidità. Cambogia. ma non necessariamente per tutti i buddhisti. il buddhismo non possiede una figura o un'istituzione di questo tipo. perché in qualsiasi istituzione umana ogni fonte di potere è corruttibile. Per secoli. anche se possono esserci stati migliaia di buddha. sei un essere fortunato. non sono i maestri d'alto rango che custodiscono il buddhismo. Spesso si confonde il rispetto con lo zelo religioso. tuttavia. È giunto il momento che noi uomini moderni dedichiamo qualche pensiero alle questioni spirituali. Siete liberi di valutarla. se un maestro colto fa lo sforzo di presentare la verità proprio a te. Il mondo moderno e secolare è forse migliore? Uno dei principali effetti della scienza e della tecnologia è stato quello di distruggere più rapidamente il mondo. accettarlo. l'economia non sarà mai abbastanza solida da assicurare a ciascuno i bisogni fondamentali della sopravvivenza. invidia e orgoglio. Buddha ha detto: “Sei il maestro di te stesso”. alcuni maestri possono essere venerati ancora più del Buddha perché. oggi perfino le verità più concrete e ovvie sono ignorate. Ho incontrato gente che condanna i governanti e gli imperatori dell'antichità e le religioni delle origini in quanto fonti di ogni conflitto. Solo in un secondo tempo essi hanno offerto la loro completa fiducia e devozione. retta da una figura con un potere assoluto. è sempre più inquinato. . Ogni giorno ascoltiamo persone che discutono sulle condizioni dell'economia. possiedono un'elaborata gerarchia. Il Dalai Lama è un leader secolare per la comunità tibetana in esilio e un maestro spirituale per molte persone del mondo intero. Questi diversi modi di insegnamento ora sono stati definiti specifiche “scuole” di buddhismo. ricordatevi che qualsiasi strada che non contraddica le quattro verità sarà una strada sicura. gli studiosi e i pensatori hanno tratto grandi vantaggi dall'invito di Siddharta ad analizzare le sue scoperte. Alcune. e goderne. A causa di avidità. Corea. rimane la stessa per tutte le scuole.metodi e strumenti differenti. Le centinaia di libri che esaminano scrupolosamente e discutono le sue parole ne costituiscono la prova. sopportarlo. Vietnam e in Occidente non esiste nessuna autorità che abbia il potere di decidere chi è un vero buddhista e chi non lo è. Molti scienziati sono convinti che tutti gli organismi viventi e tutte le strutture che sostengono la vita sulla Terra siano in declino. sono le quattro verità a esserne custodi. Naturalmente. È per questa ragione che. Se il buddhismo vi interessa. ma è anche una benedizione. Una volta convinti che il maestro è quello giusto. le persone dall'esterno possono pensare che adoriamo il Buddha e la stirpe dei maestri come gli dèi. che prende le decisioni ed esprime i giudizi. che si tratti di un uomo o di una donna. lungi dal rischiare di essere tacciati di blasfemia. tanto tempo fa. La mancanza di un potere centrale può forse provocare una situazione caotica. Laos. Trovare una guida spirituale è un fatto personale. Un gran numero di persone colte per prima cosa ha cominciato a rispettare la saggezza e la concezione di Siddharta. In tutte le forme e le scuole di buddhismo presenti in Tibet. La concezione fondamentale. Thailandia. questa persona è l'unica che annuncia la verità proprio alla porta di casa tua. Cina. Mettere in pratica l'armonia Oltre alle verità profonde. Giappone. in base alle necessità del suo svariato pubblico. È normale che le religioni abbiano un capo. fa parte della vostra pratica. siete incoraggiati a esplorare a fondo qualsiasi dubbio.

Accettando e praticando queste quattro verità. tanto meno un essere umano. siete come quei malati che leggono l'etichetta del flacone di un farmaco. che in quanto buddhisti avete la missione di astenervi dal nuocere agli altri e di aiutarli il più possibile. È anche importante capire che come buddhisti non avete la missione o il dovere di convertire il resto del mondo al buddhismo. per lo meno all'interno della nostra piccola cerchia. è un'ottima cosa tenerlo nascosto. I buddhisti e il buddhismo sono due cose diverse. Sono certo che molti buddhisti hanno fatto e stanno facendo cose terribili a sé e agli altri. è necessario che adottiate la seguente condotta: un buddhista non prenderà mai parte a uno spargimento di sangue. se siete praticanti. se siete invitati a qualche ricevimento. ma non si decidono ad assumerlo. dovete protestare e condannarli. Se mantenete il silenzio. Non siete buddhisti. Non si tratta di una responsabilità immensa: se accettate in modo autentico le verità e meditate su di esse. Ricordate sempre. Non ci è consentito uccidere neppure un insetto. né mai lo incoraggerà in nome del buddhismo. tuttavia. senza metterle in pratica. non avete bisogno di esibire il vostro credo buddhista: anzi. come Democrate e la democrazia. ma vi mettete al loro stesso livello. D'altra parte. . Tuttavia è incoraggiante che finora i buddhisti non abbiano dichiarato guerre o saccheggiato i templi delle altre religioni in nome di Buddha ai fini di proselitismo religioso. non solo non li dissuadete. Se siete buddhisti.Riflettere sulla natura impermanente di ogni cosa che viviamo e sul doloroso effetto dell'attaccamento all'Io crea pace e armonia – se non al mondo intero. Se leggete testi sulle quattro verità per diletto o esercizio intellettuale. questi gesti scaturiranno spontaneamente. sarete “buddhisti praticanti”. Se venite a sapere che un singolo buddhista o un gruppo di buddhisti lo ha fatto.

in un linguaggio quotidiano.Appendice sulla traduzione dei termini Ho tentato di esporre le quattro verità. . ho deciso che è meglio dare di più anziché di meno. Penso sia importante ricordare che non esiste un consenso definitivo e autentico sulle traduzioni dei termini dharma in sanscrito e tibetano. Essenzialmente. Ho dovuto quindi prendere ardue decisioni rispetto alla scelta della terminologia. poiché un arhat è anche definito gangzag. e perfino nell'ambito di un'unica scuola buddhista tibetana. L'uso della parola inglese suffering (sofferenza) richiede quindi molte spiegazioni precise. perché crede che non sia affatto generica. traduce il primo sigillo con “Tutte le cose condizionate sono dukka (sofferenza)”. Egli precisa poi: Una volta ho avuto l'opportunità di chiedere a Kunu Rinpoche. personaggio. Questa traduzione rende l'espressione più personale: si tratta della nostra mene e delle nostre emozioni. Questa scelta è accolta con sospetto da chi pensa sia “troppo generica”. Poiché l'intento di questo libro è una presentazione generale. Il dizionario Rangjung Yeshe offre una traduzione analoga: “Ogni cosa che si deteriora è sofferenza”. Un ottimo esempio è rappresentato da zag bcas 8pronunciato “zag-chey”) che abbiamo tradotto con “emozione”. I tre sigilli in questo contesto si sviluppano in quattro. Gang significa “qualsiasi” o “chiunque” nel senso di ogni possibile mondo o luogo di rinascita all'interno delle sei classi di creature. Si può discutere ancora sul fatto se queste traduzioni sono troppo o non abbastanza generiche. o gangzag. come nel caso “tutte le emozioni sono dolore”. Ho tuttavia deciso di utilizzare la traduzione “Tutte le emozioni sono dolore”. Walpola Rahula. Altri dicono: “Tutte i fenomeni contaminati o corrotti posseggono la natura delle tre sofferenze”. gli studenti più seri avranno bisogno di uno studio maggiormente approfondito e di ulteriori spiegazioni. Egli ha spiegato innanzitutto il significato di “persona”. non può controllare pienamente se stessa. l'autore di L'insegnamento del Buddha. la parola che indica “persona” significa “soggetta a trasmigrare”. chiarimenti sul significato di questo e altri termini buddhisti. nel senso che la traduzione più esatta di zag bcas è molto ampia. la quale è una delle componenti principali della definizione buddhista di “sofferenza”. come quella Theravada. ci sono molte variazioni nel significato e nell'ortografia. Per comprendere molti di questi termini. accessibile alle persone di qualsiasi estrazione. mentre zagpa significa “cadere dentro” uno di questi luoghi o “muoversi” dall'uno all'altro. Molte persone pensano che non tutte le emozioni siano dolore. il nucleo della filosofia buddhista. “la parola zag bcas letteralmente significa essere coinvolti nella caduta o nel cambiamento”. ne ha soltanto tre. Come spiega Chokhy Nyima Rimpoche nel suo libro Indisputable Truth. in modo che i lettori non ricerchino la causa delle loro sofferenze a un livello esterno. All'interno delle diverse scuole buddhiste. non possiede questi quattro sigilli. Un altro aspetto di cui i lettori devono tener conto è che i quattro sigilli come sono stati esposti in questo libro sono decisamente orientati in senso Mahayana. ogni cosa che è soggetta all'interdipendenza non possiede sovranità. Tendzin Gyaltsen. C'è anche chi inarca le sopracciglia. che contiene una delle sillabe della parola “corruttibile”. tutto anziché soltanto un po'. Egli ha anche parlato del dibattito tradizionale in corso su quest'etimologia. in modo che non ci sia poi bisogno di aggiungere altro. Quindi. e questa dipendenza crea incertezza. La tradizione Shravakayana.

Vorrei tuttavia ricordare che. una volta splendido regno indù. e ha preso la sua forma definitiva sulla catena dell'Himalaia. Anche se alcune delle indicazioni sono squisitamente moderne. sia nelle parole che nel significato. . sono interamente sotto la mia responsabilità e . non solo in termini di editing. Ringrazio anche Jessie Wood. Le debbo quindi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine. Gampopa. Sakya Pandita. ma anche perché si è prestata a diventare la cavia del “neofita della filosofia buddhista”. È stato concepito in un piacevolissimo caffè molto informale a Ubud. specialmente maestri come il grande guru Rinpoche Padmasambhava. la logica essenziale e la premessa all'argomento e tutte le analogie sono elementi che sono già stati insegnati.Ringraziamenti Parlando di fenomeni compositi. Milarepa. Longchenpa. direi che si tratterebbe di uno spreco del vostro tempo prezioso. Ho deciso che non devo vergognarmi di plagiare le idee e gli insegnamenti originali di Buddha e di molti dei suoi antichi seguaci. Mi auguro che possa destarvi un qualche interesse. se troverete gravi errori o fraintendimenti. E infine sono grato a tutti i miei amici – adolescenti. studiosi. a Bali. Coloro che hanno trovato una qualche ispirazione potrebbero quindi cercare di conoscere qualcosa dell'opera di questi grandi maestri. vorrei dire che non si deve cercare altrove per avere degli ottimi esempi. con i suoi occhi d'aquila per la punteggiatura. Rigzin Jigme Lingpa e Patrul Rinpoche. Questo libro è un esempio perfetto di fenomeno composito. bevitori di birra e pensatori – per aver proposto argomenti molto stimolanti. si è progressivamente configurato tra le nebbie e le foreste di cedri sulle rive del lago Daisy. anche se i commenti sono sempre benvenuti. che hanno contribuito a dar forma a questo libro. Il fatto che questo testo per lo meno è di piacevole lettura è dovuto allo sforzo di Noa Jones.