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Non c' da cambiare vita, non c' da migliorarla: occorre inondare lo spazio interno di consapevolezza, di quella luce che

il cervello possiede e che oscurata, pi di tutto, dai nostri tentativi di diventare le maschere che indossiamo e a cui vogliamo assomigliare. Il nostro disagio dipende solo da noi stessi. Solo da noi stessi, e non anche da noi stessi. Solo da noi stessi. Se partiamo da questo presupposto, abbiamo delle possibilit di uscirne, altrimenti no. una mentalit malata che ci ha portato ad attribuire la responsabilit dei nostri disagi al mondo esterno. In realt stiamo male perch ci siamo riempiti la testa di modelli inadeguati, di progetti che non hanno nulla a che vedere con noi, siamo condizionati da continui giudizi che proferiamo. Quando, per esempio, nel cervello nasce un pensiero come: "Oddio, mio marito non mi piace pi!", bisogna metterci un punto. Quello il pensiero. Punto. Oppure: "Giovanni non mi vuole". Punto. Oppure: "Mi piacerebbe vivere con Roberto, ma non ho il coraggio di dirglielo". Punto. Il cervello chiede solo che tu gli formuli il problema, non che tu lo risolva. Agisci senza intenzioni Perch i dolori durano? Perch siamo pieni di intenzioni, pieni di intenzioni... Quindi io devo essere l, non devo risolvere i problemi, io devo essere l, l! C' un'unica cosa da fare: tre-quattro volte al giorno bisogna essere presenti alle "azioni minime". Se sei presente nelle azioni minime, si sprigiona una luce sconosciuta. Dobbiamo toglierci dalla testa l'idea che le cose si realizzano con sforzo e con fatica; la fatica misura solo la nostra resistenza. La fatica non produce niente... Il cervello ha bisogno che tu osservi il disagio, poi, automaticamente, lo corregge lui. Quindi, bisogna che io sia presente e che non pensi. Ed cos che nell'azione minima arriva la pace, perch sei "seduto sull'eternit". Perch non disturbi con il pensiero ci che naturalmente sarebbe cos. Quando arriva un dolore, qualsiasi dolore, io devo solamente "illuminarlo" con il mio sguardo. Se ho paura che il dolore mi annienti perch non lo sto guardando, perch insisto a dare spiegazioni, a giudicare, a commentare. Queste sono le cose da non fare. Quindi la partita, la vera partita della vita sapere che noi non siamo i nostri pensieri. Anzi, il pensiero un vero, grande inganno Guarda senza giudicare, guardare senza nessuna intenzione. E poi guardare, ancora, guardare ancora, poi guardare, guardare ancora. Affinch guardando tu ti accorga che dentro di te non c' niente, solo un grande vuoto. E poi guardare, ancora, e poi guardare ancora. Questa l'essenza di tutto

il taoismo, perch l'occhio pu trasformare il mondo, il nostro mondo, tutto il mondo. L'unica cosa che serve fare nella vita evitare di riflettere sui dolori. Dobbiamo accoglierli e guardarli. E Basta. La presenza vuota la sostanza pi potente che possediamo. Io devo essere vuoto. Devo essere presente e vuoto. Allora tutto possibile! Non decidere, osserva Io da tempo ho perso l'abitudine di prendere decisioni. E delle volte mi dico: "Raffaele, mancano due minuti". E mi rispondo: "Non decidere". Io non decido mai. Anzi, quando mi viene da decidere, osservo, semplicemente osservo. A volte, qualcosa di pi forte di me, di atavico, mi porta a prendere decisioni, ma io cerco sempre di non decidere. Perch ragiono cos: se qualcosa mi ha creato senza il mio parere, allora io lascio fare a quel qualcosa. Il fallimento diventa tale perch non accettiamo che le cose siano andate cos, proprio cos, e che le risorse che abbiamo siano qui, adesso, dentro di noi, immutate; oggi come allora Comunque vada la nostra vita, siamo sempre pronti ad accusarci, non ci andiamo mai bene. Il senso di inadeguatezza, l'indecisione, il fallimento, arrivano perch la nostra testa, il nostro Io, la nostra mente vogliono andare in direzione opposta al nostro S, alla nostra vera natura.Allo stesso modo accade in amore: ci adattiamo a un partner, un marito, una moglie, per qualcosa dentro di noi vuole con tutte le sue forze un'altra persona, non perch siamo leggeri, ma semplicemente perch quella persona pi affine a ci che siamo nel profondo. Quando arriva un fallimento, sia nel lavoro che negl i affetti, l'unica cosa da fare non sognare o fantasticare un'altra vita, rimpiangere, ma accettare quello che accade. Non sono io che fallisco, semplicemente la mia anima che vuole portarmi in un'altra direzione, verso la mia vera fioritura, verso il mio vero "talento".Accettarsi quando si sbaglia, senza rimpr overi, senza punirsi, il primo passo verso la propria autoguarigione e quindi verso la gioia di vivere. Accettare non significa rassegnarsi Se vogliamo veramente cambiare vita occorre che guardiamo le cose come sono, senza pareri, senza commenti, senza ragionamenti, accettandole cos come vengono. Senza dirci niente, senza giudicarci, senza lamentarci. "Sia quel che sia" quello che ha bisogno di sentirsi dire la nostra Dea. Se nella vita stiamo ottenendo le nostre vittorie, lo capiamo dal fatto che tutto accade senza alcuna fatica, senza alcuno sforzo, senza alcuna lotta.

Non siamo quasi mai attenti, e men che meno presenti alle parole che diciamo, e non sappiamo che la nostra essenza pi di tutto sensibile ai suoni che emettiamo, alle parole che ci diciamo Il fondatore del chassidismo Baal Shem Tov, diceva: "Siamo quello che diciamo. La qualit della nostra conversazione rispecchia la qualit della nostra anima [...] una parola ha il potere di sanare o di fare del male" Alan Watts: "Un mondo che si interessa solo di 'arrivare in qualche posto' il pi rapidamente possibile, diviene un mondo senza sostanza". Abbiamo troppe certezze su di noi, crediamo di conoscerci, di sapere chi siamo e dove andiamo. Niente di pi falso! Per questo, perch la luce di Eros si manifesti, occorre diventare "custodi di segreti", soli, capaci di stare con se stessi e con la mente vuota. Chi non ha segreti come se non avesse vissuto. Chi vuole spiegare, capire tutto, sapere tutto, diventa banale. "L'uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili, e non solo quelle che accadono nell'ambito di ci che ci si attende. L'inatteso e l'inaudito appartengono a questo mondo. Solo allora la vita completa. Per me, fin dal principio, il mondo stato infinito e inafferrabile" Jung Il lettore avr compreso che il pensiero il nemico principale di Eros: mai, assolutamente mai spiegare, commentare, paragonare gli amori. Mai avere progetti su di loro. Diventeremmo come tutti gli altri che hanno trasformato Eros in un coacervo di abitudini. Solo che, ci si accorge che le abitudini hanno vinto dopo un po' di tempo, che Eros si allontanato, offeso, per lasciare posto alla depressione, alla noia, al panico, all'ansia, all'insonnia. Quando muore l'idea del passato, quando non abbiamo alcun progetto, Eros ci da la felicit. C' una luce profonda che le "azioni minime" rivelano, che si manifesta quando facciamo le cose e siamo presenti senza pensieri. la luce di Eros. Il piacere la esalta, ma comunque presente anche quando non siamo eccitati. A patto di essere totalmente l, immersi nelle cose che stiamo facendo. Allora, bere un caff, mangiare un gelato, camminare, scrivere, ricamare... ci regala l'estasi. E l'estasi, senza fare niente, ci cambia la vita. Prima di tutto occorre non valutare se stessi. Poi, bisogna imparare a non mettersi in discussione e, ancora di pi, a non soffermarsi sulle critiche, sugli apprezzamenti, sui complimenti degli altri. L'intelligenza del mio seme mi sta creando adesso, cos come sono... Lei sa come sono, che cosa adatto a me. Sono io che faccio confusione quando mi metto alla ricerca dei miei "lati belli".

"Gli uomini sono agitati e turbati" scrive il filosofo greco Epitteto "non dalle cose, ma dalle opinioni ch'egli hanno sulle cose. Per tanto, quando noi siamo turbati o afflitti, non dobbiamo per accagionare gli altri, ma s veramente noi medesimi, cio le nostre opinioni" Dentro di me non ci sono lati belli o brutti, e neppure ci sono cose da cambiare o da migliorare. Semplicemente, c' da imparare a stare con se stessi, percependo quello che ci arriva, qualsiasi disagio sia, e solo nel momento in cui ci arriva. Cio, devo imparare a dirmi: "Adesso provo incertezza e adesso la focalizzo, la guardo, sento che c'. Adesso. Non sempre. Nessun stato d'animo c' e dura per sempre".