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Gurdjieff e il Sole freddo

L'astronomo Frederick William Herschel (1738-1822) aveva già affermato a suo


tempo che il Sole è caldo fuori e freddo dentro. L'abilità di osservazione di
Herschel viene confermata dal fatto che nel 1787, scoprì Titania e Oberon, due
satelliti di Urano, che per i successivi 25 anni nessun altro riuscì ad osservare.
Dopodiché, nel 1789, scoprì anche Mimante ed Encelado, due satelliti di
Saturno. Personalmente vado affermando da molto tempo che nel libro "I
racconti di Belzebù a suo nipote" sono spiegati i principi della scienza oggettiva
che differiscono notevolmente dalle concezioni ordinarie della scienza attuale.
In un capitolo della sua opera, Gurdjieff fa le seguenti affermazioni:

“Non solo dal Sole non arriva né "luce", né "calore", né niente di simile, ma
proprio il sole, ritenuto "fonte di luce e di calore", è quasi sempre freddo e
gelato come il famoso cane spelacchiato del nostro venerabile Mullah Nassr
Eddin. In realtà la superficie di quella "fonte di calore", proprio come la
superficie di tutti i Soli ordinari del Nostro Grande Universo, è coperta di
ghiaccio forse più ancora di ciò ch'essi chiamano "Polo Nord". [...] Sebbene
milioni e milioni di scienziati siano comparsi laggiù in ogni tempo e luogo, a
nessuno è mai venuto in mente che fra i due fenomeni cosmici detti
rispettivamente "emanazione" e "radiazione" esista una differenza qualsiasi”.

Il ricercatore italiano Renzo Boscoli, più recentemente, ha espresso idee


analoghe: "Nel contempo, mentre per merito dell'amico ingegnere la mia
modesta cultura sul "Sole ufficiale" s'era andata consolidando, a poco a poco
stavo costruendo nella mia mente un "Sole freddo", rivoluzionario ed eretico!".
A quanto pare, le affermazioni presenti nella suddetta opera di Gurdjieff, che ad
alcune persone sprovviste di comprensione apparivano troppo bizzarre per
essere prese alla lettera e le avevano, dunque, interpretate fantasiosamente,
attribuendo loro le più assurde spiegazioni allegoriche, vengono ora confermate
dalla scienza. Ecco cosa hanno constatato gli scienziati. In un articolo
pubblicato il 16 luglio 1986 dal Corriere della Sera ed intitolato “Per la prima
volta vista nascere una stella”, si leggeva: "Questo oggetto era inoltre apparso
inusuale in quanto produceva 20 volte più energia del Sole, pur essendo
incredibilmente freddo (196 grado sotto zero contro i 4.892 sopra zero della
superficie del Sole)."

Tratto da "Gurdjieff e i segreti di Belzebù"