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Il mistero del doppio

di Bellucci, Tiziano

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Studio di Bellucci Tiziano

1° conferenza

Mentre la scienza studia e analizza la vita partendo dalla nascita, dal germe, la scienza
dello spirito parte dalla morte.

L’EDIFICAZIONE DEGLI ORGANI FISICI E DEGLI ORGANI ANIMICI

Cosi come nel tempo, grazie alle forze del cosmo e della Terra, l’organismo umano si è
strutturato e suddiviso in vari organi prendendo dalla propria materia fisica la sostanza
per edificarli e differenziarli, egli deve trarre dalla propria anima, ossia dalla propria
sostanza animica, le forze atte a strutturare organi e sensi animici.
Nell’edificazione degli organi corporei non ha partecipato coscientemente: alla
formazione dei suoi organi animici deve lavorare ora coscientemente.
Gli Dèi lo hanno in passato aiutato: per tale lavoro egli deve ora fare da sé.

L’anima umana, quale è strutturata al tempo attuale, è un organismo quasi


indifferenziato, omogeneo; l’uomo deve tendere a creare delle differenziazioni della
sostanza astrale, in modo che esse divengano organi atti a percepire in modo
differenziato il mondo spirituale.

Il primo passo per compiere ciò si attua nella conquista di un pensare diverso, di un
tutt’altro ordine di pensieri.
L’indagatore deve arrivare all’esperienza reale del pensiero oggetto; trattare i pensieri
come se fossero cose esterne che non gli appartengono: come se pensando un fiore,
egli sapesse di stare guardando una fotografia posta di fronte ai suoi occhi interiori:
null’altro.
Se ci si pone davanti ad un fiore reciso, ad una foglia, ad un frutto, un seme, ci si deve
fortemente sentire: “questa cosa non è reale; reale è tutta la pianta, la sua intera idea.
Questa non è un frammento della sua realtà. Io sono cosciente di ciò e sto
partecipando con tutto il mio essere al grado di irrealtà di questo fenomeno.”

I PENSIERI SONO ORME SULLA SABBIA CEREBRALE

Gli scienziati dicono che i pensieri sono una produzione, una secrezione del cervello.
E’ un po' come affermare: “Ho trovato delle orme sulla sabbia. Probabilmente esse si
sono formate a causa di particolari forze terrestri che si sollevano e si abbassano,
capaci di produrre la forma di quelle orme.”
In realtà invece quelle orme le ha prodotte un uomo, non le forze misteriose della terra.
A quanto si vede, tutto è spiegabile, anche se le soluzioni sono più difficili da formulare
e da inventare, rispetto ciò che è la pura realtà.
Così come le mie impronte corrispondono ai miei passi, nel cervello i pensieri sono le

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“impronte” lasciate dalla mia anima: il prodotto dell’attività di “impressione” della mia
anima.
Come la terra non produce impronte da sé e non è neppure la causa del mio
camminare ma solo l’effetto risultante dal mio incedere, allo stesso modo il cervello
non è l’artefice dei miei pensieri. E’ soltanto il terreno su cui si possono esprimere
visibilmente i pensieri che la mia anima ha prodotto: senza di esso io come uomo non
potrei mai assurgere ad uno stato di coscienza cosciente di me, ma rimarrei in me in
uno stato di sogno; i miei pensieri animici, privi di cervello su cui poggiare, sarebbero
incapaci di farmi sperimentare una sensazione reale di ciò che si intende per
autocoscienza.

LA MORTE E’ SEMPRE PRESENTE IN NOI

Essa è distribuita in ogni atomo del nostro corpo: è ciò che causa il continuo deperire
dei tessuti, delle cellule, degli organi: continuamente in noi si attuano processi di
morte; quella che ci prende in un’unica volta è soltanto la somma di quanto continua in
noi a produrre demolizioni.
Occorre intendere la morte come una vera e propria forza reale che agisce
nell’organismo, così come si intendono reali le forze vitali, formatrici.

LE MORTI VIOLENTE

L’aver subito una morte violenta, causerà a metà della vita successiva terrena il
sorgere di un impulso volitivo che porterà quell’uomo a dare una svolta totale alla sua
vita, una permanente modificazione delle sue aspirazioni. E’ come se all’improvviso
l’individuo si “convertisse” ad un qualcosa che non deve necessariamente essere un
indirizzo religioso, ma che egli abbraccerà con tutta la forza dell’anima.

L’IMPORTANZA DI ACQUISIRE CONOSCENZE OCCULTE

Le conoscenze occulte apprese durante la vita aiutano ad avere una coscienza più
desta nel post mortem.
Non è fondamentale aver scoperto da sé tali conoscenze: basta averle accolte con
l’anima, con il calore del sentimento.
Un ateo, dopo la morte non vedrà cose spirituali, ma resterà legato alla sfera terrestre;
questo perché, dopo la morte, ciò che ora pensiamo sarà il mondo in cui vivremo.
Se quindi durante la vita ci si occupa di conoscere reali fatti della realtà sovrasensibile,
dopo la morte si sarà come preparati a vivere nel sovrasensibile: la terra diviene una
scuola preparatoria.
Non è detto che per avere una coscienza desta dopo la morte si debba per forza, sulla
terra, conseguire prima l’iniziazione; non occorre che tutti lo facciano. Non importa
infatti aver investigato le cose in prima persona, ma basta averle accolte in sé: l’aver
sviluppato ed elaborato conoscenze occulte attua la possibilità, dopo la morte, di
portarsi con sé una luce di coscienza che illumini il mondo spirituale. In altre parole, si
sa che cosa si incontra e quindi si riconosce, con la preparazione spregiudicata, quel
mondo con i suoi esseri e i suoi stati.

Una volta comunicare conoscenze occulte era severamente vietato: ora quel tempo è
passato.
E’ bene comunque comunicare ad altri solo ciò che si è sperimentato, ciò a cui si è
pervenuti per forza propria: ripetere conoscenze di altri non ha alcun senso, anzi può
essere deleterio.
Ciò vale sia per l’iniziato che per il discepolo.

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2° Conferenza

IL CUSTODIRE IMPROPRIAMENTE GLI ANTICHI MISTERI

Per millenni vi furono società occulte che custodivano quei misteri che oggi
l’antroposofia vuole rendere pubblici; in tempi precedenti ciò era anche giustificato,
non essendo allora l’uomo giunto ad un’evoluzione autocosciente come ora. Ora non
sarebbe più legittimo.

IL CONOSCERE VERITA’ OCCULTE

Per poter avere consapevolezza di ciò che attende l’anima del disincarnato dopo la
morte, l’uomo deve sulla Terra accogliere rappresentazioni del mondo spirituale.
Nel tempo attuale le persone accolgono esclusivamente rappresentazioni provenienti
dal mondo sensibili e con queste si erigono dei concetti legati al sensibile, generando il
materialismo.
Dopo la morte, tali persone, a causa di ciò, si troveranno ancora legate alla regione
fisica, come imprigionate sulla Terra: divenendo forze di distruzione.

LA COSCIENZA UMANA DOPO LA MORTE

E’ errato credere che l’uomo dopo la morte perda la coscienza: questa è un’idea diffusa
persino in circoli esoterici, teosofici.
Al contrario la coscienza diviene molto più potente ed intensa, ma molto diversa.
Non valendo nel mondo spirituale la legge della incompenetrabilità, può accadere che
un defunto incontri anime a cui era legato karmicamente, ma pur “attraversandole”
non se ne accorga: per lui esse non ci sono.

LA NECESSITA’ DI IMPARARE A “DISTINGUERSI”


PER AVERE COSCIENZA DI SE’

Una volta sorpassata la soglia della morte, l’anima si espande e va a compenetrare gli
esseri di tutte le Gerarchie: diveniamo ricolmi di esse.
Nel mondo spirituale, non si perviene ad una regolare coscienza dell’io se non troviamo
la forza di distinguere che cosa sia “Angelo” in noi, che cosa sia un Arcangelo o un
Elohim.
E’ necessario imparare a distinguerci dall’ambiente e dagli esseri circostanti; dobbiamo
avere la forza di separare ciò che è legato a noi da ciò che vogliamo conoscere:
altrimenti rimane in noi, non fuori di noi.
Nel mondo fisico dobbiamo andare incontro a ciò che è fuori di noi; nel mondo
spirituale dobbiamo volontariamente staccarcene, per poter poi deliberare
coscientemente, di unirci ad esso.
Questa capacità di imparare a “separare” a “distinguere” si educa acquisendo concetti
spirituali, concetti scomodi per l’uomo attuale, perché richiedono un certo sforzo
rispetto quelli consueti.
Questi concetti così acquisiti, sviluppano dopo la morte la facoltà di conoscere il mondo
spirituale, di compenetrarlo.

LA CONOSCENZA E’ LUCE DOPO LA MORTE

Non dedicarsi ad acquisire nessun concetto spirituale è un metodo infallibile per


ritrovare attorno a sé, dopo la morte, solo tenebra: tali conoscenze sono infatti luce che
illumina l’ambiente.
Colui che non vede nulla intorno a sé, lascerà quell’ambiente che invece dovrebbe
abitare, per dirigersi verso la Terra: si aggirerà su di essa come un fantasma, e l’unica

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utilità che potrà dare o trarre è di essere usato da qualche negromante che lo evochi
per i suoi scopi.

L’IMPARARE AD AMARE ATTRAVERSO IL PERCEPIRE GLI ENTI DELLA NATURA

Dopo la morte è necessaria non soltanto la facoltà di staccarsi da esseri del mondo
spirituale per poterli avere di fronte a sé: dopo la morte è necessaria anche la capacità
di amare, altrimenti non si riuscirà ad intessere rapporti con altri esseri spirituali.
L’amore che si sviluppa sulla terra spesso dipende dal corpo fisico: è un sentimento
legato al ritmo del respiro: sarebbe una grande illusione credere che, il sapere amare
uomini in modo terreno, significhi essere capaci di amare entità del mondo spirituale.
Non è questo tipo di amore che si deve portare nel mondo spirituale.
Si può sviluppare vero amore solo se si imparerà a sperimentare in ogni ente della
natura, in ogni percezione fisica la presenza dello Spirito.
Amare la natura in senso materialistico, fermandosi al godimento ricavato dalla
contemplazione e alla meraviglia delle bellezze e delle perfezioni, è in realtà un non
amare: è un compiacersi; l’amore diventa nobile solo se si applica ad ogni processo un
tipo di osservazione che tenda a voler cogliere l’operare dello spirito in ogni forma della
natura, dalla pietra all’uomo stesso.
Vivere l’esperienza della visione del mondo tramite un nuovo modo di percepire,
(goethiano) crea un nuovo modo di conoscere: una scienza che vede lo spirito nel
mondo.
Comprendere il mondo fisico è possibile solo se lo si riconosce come un piano derivante
ed esistente in virtù di un mondo spirituale che vi interagisce. Conoscere il mondo
fisico significa conoscere le Forze che muovono i suoi ingranaggi, che dominano i suoi
ritmi.
L’amore che nasce attraverso rappresentazioni naturalistiche, materialistiche può
diventare qualcosa di malvagio: si crede di amare la natura o l’altro uomo, mentre in
realtà si ama il piacere che ciò che ci circonda può darci o possiamo trarne.
L’amore diventa qualcosa di nobile e di vero solo se l’uomo diventa capace di elevarsi
alla percezione o al sentimento dell’esistenza dei mondi superiori: conoscendo o
sperimentando può così giungere ad amare ciò che si è conquistato con la pratica o
l’uso dei concetti spirituali.
Si tratta di smettere di considerare il non essenziale, per rivolgersi a volere, quindi ad
amare, solo ciò che è veramente essenziale.

I MORTI SONO VICINI A NOI

Il mondo spirituale è ovunque: ci compenetra. Non ne siamo mai separati: siamo uniti
ad esso e ai suoi esseri. Ciò che ci divide da quel mondo è solo il nostro stato di
coscienza.
I defunti sono parte di quel mondo che ci compenetra: sono quindi uniti a noi ancor più
di quando si trovavano sulla Terra.
Chi è morto ritrova chi è vivo: lo compenetra; solo sulla terra esiste la legge della
impenetrabilità.

IL DOPPIO ARIMANICO

Poco prima di nascere, un essere prende possesso della parte subconscia del nostro
corpo: un entità arimanica.
Si tratta di entità di intelligenza elevatissima, con nessun sentimento: si potrebbe dire

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che sono provviste di una forza, di una volontà molto più vicina alle forze della natura
che alla nostra.

LE FORZE ELETTRICHE NEL CORPO UMANO

La scoperta che il sistema nervoso è attraversato da forze elettriche comprova la


presenza in noi del doppio arimanico: le correnti elettriche sono infatti forze che
vengono inserite in noi dall’essere sopradescritto. Non appartengono affatto alla natura
umana; portiamo in noi forze elettriche che sono di natura puramente arimanica. Si
potrebbe dire che da un lato, proprio grazie all’attività elettrica presente nel cervello, ci
è possibile avere un pensiero come quello ordinario, intellettuale, da un altro lato esso
ci rende impossibile la percezione del vivente.

LE ENTITA’ ARIMANICHE E LA TERRA ARIMANICA

Queste entità, nell’antichità, decisero unicamente per loro volere di volere conquistare
la Terra e per far questo avevano bisogno di corpi. Si servirono appunto di quelli umani,
nella misura in cui fu loro possibile, dato che l’anima umana non riesce a colmare tutto
il corpo.
Vi è solo una cosa che è per loro insopportabile: la morte. Non riescono a seguire e a
guidare l’uomo dopo la morte. E’ un’amara delusione che per loro si ripete sempre:
grazie a Cristo e al suo sacrificio sul Golgota, esse non possono impadronirsi dell’anima
umana dopo la morte. Se potessero farlo essi sarebbero i Signori della Terra:
terrebbero l’anima umana vincolata alla terra, impedendole di ritornare nel mondo
spirituale. Avrebbero creato un nuovo dominio spirituale arimanico di cui esse
sarebbero le dominatrici: il progetto evolutivo sull’uomo sarebbe per sempre perduto.

IL DOPPIO ARIMANICO E’ LA CAUSA DI OGNI MALATTIA NEL CORPO UMANO

Esso è il responsabile di tutte le malattie che sorgono in modo spontaneo nell’interno


dell’organismo; le malattie che sorgono dall’interno dell’uomo non nascono dall’anima
umana, ma da questo essere.
Un suo fratello, detto “doppio luciferico” è la causa di tutte le malattie nevrasteniche e
nevrotiche.

OGNI REGIONE TERRESTRE E’ SEDE DI DIVERSI INFLUSSI SOTTERRANEI

Come nell’uomo vi sono differenze a seconda della distribuzione degli organi, così è per
la superficie della Terra. A seconda di ciò che essa sviluppa dall’interno verso l’esterno,
della conformazione geologica, ossia del tipo di minerali o componenti organici,
influenza gli uomini che la abitano.
Le entità arimaniche hanno gusti tutti particolari: alcune preferiscono l’Europa, altri
l’America, altri l’Oriente; scelgono uomini che nasceranno là e usano i loro corpi.

L’AMERICA LA SCOPRIRONO I VICHINGHI, NON COLOMBO

Nei primi secoli della storia europea, (nell’anno 1.000) ai tempi dei vichinghi, partivano
imbarcazioni verso l’America. Naturalmente non la si chiamava America.
(Vi sono studi di storia medievale che confermano tale affermazione: ritrovamenti in
Norvegia di derrate alimentari presenti solo in America; una punta di freccia indiana;
una pietra mentracite americana; un edificio islandese rinvenuto a Terranova. Vedi: I
Vichinghi - Xenia 1995; Atlante dell’Europa medievale- D. Matthew, De Agostini.)
I maggiori influssi della forza magnetica arimanica sono presenti appunto in America;
molti norvegesi andavano a quei tempi in America per studiare le malattie. In un certo

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senso l’Europa studiava in America le malattie causate dall’influsso del magnetismo
terrestre.
Solo dopo il 1413, all’inizio del 5° periodo postatlantico doveva accadere che si
dovevano perdere le tracce dell’America. Gli europei dovevano perdere la conoscenza
dell’essere arimanico che vive nell’uomo, e l’America era un luogo in cui tale essere
poteva essere conosciuto come una reale esperienza. Per un certo tempo l’Europa
doveva essere protetta da quegli influssi e quelle conoscenze.
E fu proprio la chiesa con i suoi editti a calare l’oblio sull’America e a farla ri-scoprire ad
un dato momento. La chiesa, verso l’anno 1100 proibì la navigazione fra l’Europa e
l’America in modo che andassero persi tutti i legami con i due continenti.

LA RUSSIA

L’atmosfera magnetica russa compenetra il russo di una certa debolezza di


autoaffermazione; ma questa capacità sarà quella che lo chiamerà a dare gli impulsi
essenziali nel tempo futuro in cui la natura del doppio dovrà essere definitivamente
combattuta.

L’AMERICA E’ IL LUOGO PIU’ ARIMANICO

Il Luogo in cui le forze magnetiche reagiscono maggiormente con il doppio e lo rendono


più potente, si trova là dove la maggior parte delle montagne non è disposta verso la
linea ovest-est, ma lungo nord-sud: dove il polo nord magnetico è molto vicino.
Di tale fatto l’Europa dovrà tener conto se non vuol far la fine della Grecia nei confronti
di Roma. Non dovrà accadere che il mondo si “americanizzi”.

LE MEDICINE CONTRO LE MALATTIE

Vanno usati medicamenti che forniscano all’essere arimanico ciò che altrimenti
succhierebbe all’uomo stesso. La medicina accarezza quell’essere, lo consola
saziandone gli appetiti.
Il concetto di “inconscio”, inteso dalla psicanalisi, è privo di fondamento.
Ovunque vi è Spirito; quando si oltrepassa la soglia della coscienza non si passa in un
fantomatico “inconscio” , ma in un differente stato della coscienza.
Si tratta di scoprire a quali condizioni essa sia sottoposta, onde conoscere quale tipo di
coscienza si è attuata.Si deve sapere che tutt’intorno all’uomo vi sono spiriti coscienti
di sé, che tal volta possono possedere l’uomo e spingerlo ad atti che vengono definiti
“inconsci”.
Tali individualità demoniache sono pienamente coscienti di se stesse, e possono
approfittare dell’uomo per trarre vantaggi per se stesse.
Dal 1879 potenti spiriti delle tenebre si sono insidiati entro il regno umano.
L’uomo, quando varca la soglia della morte, porta con se le condizioni di coscienza che
egli stesso si è creato durante la vita terrena; incontrerà allora una realtà affine alla
vita terrestre: non giungerà al vero e proprio mondo spirituale. Può passare anche
molto tempo, ossia sino a quando egli non imparerà ad apprendere concetti spirituali
che gli permettano di entrare nel mondo spirituale. Esseri materialisti rimarranno legati
alla terra.
Ma in tal modo, uomini fantasmi possono diventare esseri molto distruttivi.
Vi sono alcuni iniziati, che per scopi loro, hanno interesse a propagandare un certo tipo
di materialismo, per poter creare in alcuni uomini loro seguaci tale condizione dopo la
loro morte. Tali confraternite agiscono in modo da legare a loro, dopo la morte, alcuni
uomini adeguatamente preparati.Costringono le anime a rimanere nella materia anche
dopo la morte per potersene servire per loro scopi. Le anime morte hanno in sé delle
forze che possono venire usate per suscitare per se stessi dei particolari poteri.

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Queste confraternite sono riconoscibili in questo modo: essi propagandano una dottrina
nella quale viene annunciato che le forze spirituali non sono un quid di Divino, ma non
sono altro che forze naturali, neutre, prive di coscienza.
I seguaci vivi, che assistono a date cerimonie presenti entro la confraternita, assistono
a manifestazioni magiche, a eventi paranormali, e non sanno che questi fatti occulti
sono provocati da seguaci morti che, senza corpo fisico, possono usare le forze della
loro anima. I dirigenti non dicono la realtà delle cose, ma mostrano la causa di tali
eventi guidata da forze naturali da loro manipolate: non informano che quelle “forze”
sono in realtà defunti.
Tali iniziati vorrebbero impedire l’apparizione del Cristo nel mondo eterico per porre al
suo posto un’individualità arimanica.
L’Irlanda è un luogo speciale; preservata o protetta da influssi malefici. Molti
propagatori del cristianesimo vennero da quei luoghi. L’Irlanda è un luogo in cui
Lucifero non ha alcun potere, perché non ha con essa nessun rapporto. Le forze legate
al territorio che salendo dalla terra raggiungono il doppio umano, sono in quest’isola le
migliori in assoluto.
Una leggenda dice che dopo la cacciata dal paradiso un lembo di terra divenne una
copia del paradiso, in modo da impedire a Lucifero di poter rientrare in paradiso. Il
suolo irlandese è del tutto particolare. Le forze presenti in essa hanno uno scarso
influsso sull’intellettualità, sull’egoismo e sulla capacità di prendere decisioni.
Come si è detto prima, un’entità arimanica entra nel corpo del bambino, appena nasce.
Essa non può passare la porta della morte con un defunto, deve arrestarvisi.
Le differenziazioni geografiche agiscono in modo particolare su quest’essere che
portiamo in noi.
All’uomo di oggi manca il coraggio di iniziare una vera ricerca del mondo spirituale.
L’evoluzione della terra dipende da un sufficiente numero di uomini che si saranno
preparati in modo adeguato.

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