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Ogni nazione, similmente all'individuo, ha i propri centri energetici o chakra che sono qualificati da specifiche energie che, a loro

volta, influenzano i luoghi e la gente creando mentalit e tradizioni differenti. Non tutte le persone, ovviamente sono condizionate dalle forme-pensiero causate dallenergia forza e sostanza irradiata da un chakra nell'ambiente circostante; tuttavia, possibile riscontrare in ogni luogo una forma-pensiero che tende ad impressionare lambiente e gli individui con la sua particolare qualit. Chi ragiona con la propria testa e non si fa impressionare dalla forma emotiva o costumanza e tradizione del luogo in cui si trova, libero di agire secondo la propria coscienza. Pochi sono, purtroppo, gli individui in grado di essere costantemente in questo stato di chiarezza e libert. Ogni chakra introietta ed irradia, nella duplice funzione di vortice concentratore e/o dispensatore, un'unica e specifica energia che possiamo definire come la propria nota qualitativa e qualificante. Con riferimento al corpo fisico, Il 1 chakra dall'alto, o centro Coronale, che presiede al contatto con il Proposito divino, qualificato dalla volont. Il 2 chakra, o centro Interciliare, che presiede all'integrazione della personalit ed alla visione superiore, qualificato dalla conoscenza. Il 3 chakra, o centro della Gola, che governa la mente, qualificato dall'intelligenza. Il 4 chakra, o centro del Cuore, che governa le aspirazioni e sentimenti pi spirituali, qualificato dall'amore. il 5 chakra, o centro del Plesso solare, che governa i desideri ed i sentimenti pi carnali, qualificato dall'ideale e dalla devozione. Il 6 chakra, o centro Sacrale, che presiede alla creazione concreta, qualificato dall'ordine. Il 7 chakra, o centro Basale, che presiede alla forza vitale, qualificato dall'armonia attraverso il conflitto degli opposti. Nel caso specifico, la coppia di opposti costituita da Spirito e Materia. La forma dellitalica penisola appropriata per raffigurare una persona dalla testa ai piedi, dato che si svolge in lunghezza. , quindi, pi facile trovare, sul territorio, le ubicazioni dei chakra che, essendo vortici di energia concentrata, sono, non a caso, situati laddove c' una maggiore concentrazione di potenziale umano. , dunque evidente, che i centri energetici pi vitali e potenti corrispondano alle citt italiane pi importanti che sono rappresentative di una specifica mentalit, sentimentalit e modus vivendi. La loro influenza si manifesta, come irradiazione del vortice centrale, nel territorio circostante, costituito dalle macro regioni del nord, del centro e del sud. Torino, e in modo allargato il Piemonte e la Sardegna, senza dubbio la sede del chakra Coronale o della testa della nostra nazione. Basti pensare alla monarchia dei Savoia e alla direzione del proposito politico dell'unione d'Italia, e a quello industriale degli Agnelli. Milano, con Lombardia e Liguria, la sede del chakra Interciliare o di integrazione. Si pensi alla visione strategica nel mondo degli affari e della finanza, ma anche alla visione innovativa e alla capacit imprenditoriale. Firenze, e di riflesso Bologna e Venezia, con Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Triveneto, la sede del chakra della Gola o della intelligenza creativa. Si pensi alla fioritura di arti e mestieri nel rinascimento fiorentino e alla capacita di commercio

della serenissima con la creazione delle prime banche a Firenze e Venezia; o alla prima universit italiana a Bologna, che le fece guadagnare l'appellativo di " dotta". Roma, con Lazio, Umbria ed Abruzzo-Molise, la sede del chakra del Cuore o della relazione fraterna. Basti pensare al vaticano, la sede della cristianit; ed alle migliaia di associazioni di volontariato e solidariet. Alla sede della FAO, l'organizzazione mondiale per la distribuzione del cibo, che assimilato al sangue, alimento del corpo, e, quindi, al cuore. Napoli, con Campania e Puglia, la sede del chakra del Plesso solare o della relazione ed emotivit viscerale. Si pensi alla solarit della gente; all'intrecciato scambio di relazioni; alla forza dell'ideale che spinge alla partecipazione devozionale e a credere ai miracoli di San Gennaro e Maradona. Reggio-calabria, con Calabria e Basilicata, la sede del chakra Sacrale o creativit concreta. Basti pensare al senso di orgoglio e di essenzialit dei calabresi, popolo di poche parole, per il quale la parola data un legame indissolubile. Si pensi alla rigidit della famiglia e alla giustizia privata in contrapposizione a quella pubblica, che anche se in senso negativo, fa trasparire la necessit di un ordine imposto dalla tradizione. Palermo, con la Sicilia, , in fine, la sede del chakra Basale o della affermazione vitale. Basti pensare alla passionalit e vitalit della gente; al possesso del territorio da parte della Mafia che ribadisce il concetto di "Cosa nostra". Si pensi alla focosit dell'Etna. Il fuoco l'elemento che contraddistingue la Sicilia per intensit di calore dell'ambiente e degli uomini. Ogni cosa portata alla massima vitalit nel bene e nel male. A ben vedere non difficile trovare le corrispondenti peculiarit, caratteristiche e qualit della gente che, abitando queste citt e regioni, viene impressionata dalle qualit del luogo. anche vero che conoscere le forme-pensiero persistenti in una certa area geografica, forme-pensiero che, alimentate dalla qualit del chakra del luogo, ne impressionano la popolazione, consente di saper individuare specifiche funzioni e scopi di quell'area e quella gente, ed elaborare strategie di interazione appropriate. In generale sar pi facile relazionarsi al proposito mentale del piemontese e del sardo; alla visione del lombardo e del ligure; allarguzia del toscano, dell'emiliano e del veneto; al cuore del laziale e dellumbro; alla solarit del campano e del pugliese; alla concretezza del calabrese e del lucano; alla vitalit del siciliano. Ma si dovr anche tenere conto della caparbiet o testardaggine del piemontese e del sardo; della prepotenza e opportunismo del lombardo e del ligure; della presunzione e supponenza del toscano, dell'emiliano e del veneto; dell'indifferenza e menefreghismo del laziale e dell'umbro; della visceralit ed egocentrismo del campano e del pugliese; della crudezza e rigidit del calabrese e del lucano; della possessivit e superbia del siciliano. Queste sono, ovviamente generalizzazioni che, tuttavia, hanno in s il segno di una veridicit di base. Sarebbe stolto non tenerne conto

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