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KRIYA YOGA (pratica)

AVVERTENZA AL SAGGIO

La conoscenza responsabilit. Prima di iniziare una qualunque di questa o altre pratiche che
possono essere pericolose se non eseguite correttamente, chiedi un suggerimento a chi ritieni
essere pi saggio di te; se non hai questa possibilit e senti di voler provare, prega sinceramente il
tuo Santo Angelo Custode, che ti suggerir la cosa pi giusta da fare e ti terr al sicuro da
eventuali pericoli. Sii prudente come un serpente e semplice come una colomba.

INTRODUZIONE AL KRIYA YOGA


1. Per arrivare alla vera iniziazione e cio alla percezione immediata e diretta dei
mondi paralleli necessario il distacco della mente dalle impressioni sensoriali e la sua
concentrazione al terzo occhio . Per ottenere questo stato di distacco dai sensi,
chiamato da Patanjali pratyahara si deve controllare lenergia vitale con il pranayama.
Per immobilizzare i pensieri bisogna immobilizzare il respiro, quando uno fermo si
ferma pure laltro. Solo allora si pu avere vera concentrazione, in sanscrito Dharana,
ed in seguito immissione all' interno, meditazione o in sanscrito dyana per arrivare alla
fine alla immedesimazione con il piano spirituale detta Samadhi.
Questi sono i vari gradini, grosso modo, verso lassoluto, i vedantisti hanno scritto
centinaia di libri su questo argomento. Una volta riuscito il distacco il praticante deve
focalizzare la sua attenzione al c.d. terzo occhio che il veggente vede come una stella
a cinque punte dentro due aloni concentrici quello interno di colore blu scuro quello
esterno dorato come il sole. La sensazione che si ha quella di immergersi su un
tunnel luminoso che si restringe diventando blu e poi si restringe ancora diventando la
stella a cinque punte. La vera porta della iniziazione!
Per entare bisogna bussare con il suono dell' Om. La via stretta come una lama di
rasoio comincia alla base della colonna vertebrale eterica la c.d. Sushumna. In essa si
trovano le 7 chiese di cui parla San Giovanni nellapocalisse le sette ruote o vortici di
energia che in sanscritto si chiamano chakras. Nel primo dal basso il Muladhara chakra
si trova lo spirito cristallizzato, la Kundalini che dorme come la bella addormentata.
E questa forza che una volta svegliata trascina lenergia eterica o prana dai rivoli dei 5
sensi, la canalizza nella sushumna e passando per gli altri 6 chakra si unisce con
Brahman nel loto di mille petali che ha la sua corrispondenza fisica nella ghiandola
pineale, sede dellanima secondo Platone.
Si procede in questo ordine : utile anche se non indispensabile praticare un po di
ginnastica o gli esercizi di ricarica che invent Paramahansa Yogananda. Essi sono una
specie di ginnastica isometrica nella quale si tendono e si rilanciano i vari muscoli del
corpo. Una descrizione vi viene fornita anche qui ma la magior parte delle persone ha
bisogno di vedere dal vivo lesercizio per capire come funziona. Una valida alternativa
sono i filmati che potete trovare al sito www.guruji.it. In seguito si deve praticare un
po, diciamo sei mesi la tecnica dell' Hong So e dopo anche la tecnica dell' Om.
Quando vi sentite pronti, diciamo in media dopo 10 12 mesi che avete praticato per un
ora al giorno (meglio due volte per mezzora ciascuna) potete passare al primo Kriya il
pi importante. Yogananda praticava l' Hong So 7 ore al giorno, non esistono regole
generali per tutti importante andare in progressione.

LA TECNICA DEL KRIYA USATA MALE DIVENTA PERICOLOSA. Prima di svegliare il


drago bisogna esser preparati. Il Kriya agisce direttamente sui chakras eterici i quali
a loro volta forniscono di energia le 7 ghiandole endocrine. Respirate profondamente
fate pochi kriya ma lenti ogni uno di essi deve durare 20 - 30 secondi.
LA FAMOSA MODIFICA. In realt non modifica ma il Kriya originario essendo quello
dato da Yogananda rivolto ai praticanti occidentali: Ferma restando la concentrazione
la terzo occhio il percorso delle correnti calde e fredde comincia dalla base della
colonna vertebrale per finire alla ghiandola pineale Infati la Shakti Kundalini da l
che deve uscire per raggiungere il suo sposo Shiva nel matrimonio mistico. E l che
laspirante rinasce un'altra volta e diviene cittadino del mondo Spirituale.
IL SECONDO KRIYA Serve per localizzare esattamente i chakras.
IL TERZO ED IL QUARTO KRIYA sono uguali cambia il numero delle ripetizioni
praticandolo si crea un magnete che porta il prana in alto.
Si da qui per scontato una certa dimestichezza con lo Yoga. Nel caso di neofiti invece
indispensabile leggere nel ordine :
1) Autobiografia di uno Yoghi di Paramahansa Yogananda Ed. Astrolabio.
2) Lezioni di Yoga Pratico di Kriyananda Ed: Mediterranee.

LA TECNICA DELLOM
1) Siediti eretto. Appoggia i gomiti su di un oggetto che li mantenga alti, in modo
sufficiente affinch tu possa far pressione sulle orecchie con i pollici, senza inclinare,
ne' incurvare il corpo;
2) Premi i fori delle orecchie con i pollici, senza provare scomodit;
3) appoggia i mignoli sulle palpebre, vicino agli angoli esterni di esse, per mantenerle
chiuse, ed esercita una lieve pressione per impedire, allo stesso tempo, i movimenti
inquieti degli occhi;
4) appoggia le dita restanti sulla fronte;
5) con gli occhi chiusi, o socchiusi, concentra lo sguardo nel punto che si trova tra le
sopracciglia (N.d.R: il terzo Occhio), e mantienilo fisso li';
6) canta mentalmente "OM", "OM". Non parlare, non sussurrare, e non compiere alcun
movimento con la lingua;
7) ascolta attentamente all'interno dell'orecchio destro, dove c'e' un forte afflusso di
energia, e dove i suoni si percepiscono prima (se sei sordo, la percezione auditiva
sara' piu' acuta dall'orecchio sinistro - e, di conseguenza, puoi concentrare la tua
attenzione all'interno di esso);
8) concentrati nel suono che diverra' dominante (e' probabile che tu percepisca un
assieme di suoni dalla differente intensita');
9) concentrati solo su di un suono alla volta (il piu' forte). Mentre ascolti, appariranno
altri suoni. Ascoltali, uno ad uno, a misura che ognuno di essi si evidenzi sugli altri;
10) devi cantare, in modo automatico e mentalmente, OM, mentre dirigi lo sguardo al
centro della Coscienza Cristica, senza - con cio' - compiere alcuno sforzo mentale.
Quando gli occhi si saranno tranquillizzati e quietati, ti troverai nella condizione di
contemplare una luce nel centro che corrisponde alla Coscienza Cristica; per pi
importante sentire i suoni astrali, o il suono di OM (dopo questa tecnica, cerca di
scorgere l'occhio spirituale, nel posto ove risiede il Centro della Coscienza Cristica).
Ogni sforzo mentale deve essere dedicato ad ascoltare il suono all'interno dell'orecchio
destro;
11) Se riuscirai subito a percepire il suono di OM - un suono travolgente, simile a
quello di un oceano tumultuoso - cessa di prestare attenzione ad altro. Ascolta il
suono di OM; unificati ad esso, poich e' Dio che si sta manifestando a te, sotto forma

del Suono Cosmico di OM.


Punti importanti
1) Prima di iniziare la tua pratica, prega Dio ed i Guru.
2) Se ti e' possibile, costruisci un supporto di legno per i tuoi gomiti, a forma di "T" ed
imbottisci la traversa superiore con del materiale appropriato. Servendo d'appoggio ai
gomiti, durante la pratica della tecnica di meditazione dell'OM, il supporto aiuta lo
studente a mantenere la postura eretta. La base del supporto si dovra' appoggiare tra
le gambe, sul pavimento, o sopra il sedile di meditazione.
Se il vestito delle donne non permette ad esse di appoggiare il supporto tra le loro
gambe, possono aggiungere un'altra traversa piana alla base, identica a quella
superiore. Questa traversa, la potranno comodamente appoggiare sui loro muscoli.
Il supporto per i gomiti e' un oggetto utile ed appropriato, e puo' venire trasportato
facilmente. Si possono ordinare alla Sede Centrale della Self Realization Fellowship dei
supporti per la tecnica di meditazione dell'OM, di metallo leggero, la cui altezza e'
regolabile, e che hanno la traversa superiore imbottita con spuma di tela cerata.
Al posto di questo supporto, puoi semplicemente appoggiare i gomiti sopra diversi
cuscini, posti su di un tavolo, sino a che si ottenga un'altezza conveniente.
3) Non appoggiarti sulle mani. Siediti eretto, e con le braccia rilassate. Diversamente,
le mani e gli avambracci si stancheranno presto; di conseguenza, tu ti troverai piu'
concentrato sulla scomodita' fisica, piuttosto che nei suoni interiori astrali.
4) Pratica la tecnica di concentrazione dell'"Hong-So" prima di praticare la tecnica di
meditazione di OM; tranquillizzati, interiorizzati. In tal modo sara' molto piu' facile
ascoltare i suoni che provengono da OM.
5) Con reverenza e senza alcuna sensazione che ti provochi tensione, unificati ad ogni
vibrazione che tu percepirai.
6) L'intensita' dello sforzo e i periodi prolungati di pratica sono necessari per
raggiungere i piu' elevati stati di unificazione con il suono OM.

LA TECNICA DELL'HONG SO
State seduti con la colona vertebrale dritta.
Tendete e rilasciate tutti i muscoli del corpo 3- 5 volte.
Fate alcune profonde respirazioni.
Concentratevi sul punto fra le sopracciglia.
Mentre il respiro entra accompagnatelo mentalmente dal suono Hong.
Mentre esce con il suono So.
Questo tutto, l'importante non cercare di ritmare il respiro su un vostro canto
hong so, hong so, ...
Accompagnatelo come viene viene. Per tutta la durata della inspirazione con il suono
Hoooooooooong
per tutta la durata dell'espirazione con il suono Sooooooooooooo.
Piano piano quando l'attenzione si sposta sulla respirazione essa tenter a rallentarsi.
Se si ferma niente paura. Si respira dal midollo allungato.
In India si dice che il cigno Hansa (che si pronuncia Hong So) porta sulle sue spalle
l'uccello dell' Om.
Infatti quando la respirazione si ferma sentirete l Om.

TECNICA DEL PRIMO KRIYA - (prima parte)


PREPARAZIONE AL KRIYA
1. La posizione corretta a spina dorsale diritta estremamente importante per la
meditazione. Ci vale in modo particolare per il Kriya Yoga. Si liberi di scegliere la
posizione a gambe incrociate, oppure seduti su di una sedia, con le piante dei piedi
poggiate a terra; ma la colonna vertebrale deve essere verticalmente diritta. Il mento
sia tenuto parallelo al suolo, le spalle bene all'indietro, il petto in fuori, l'addome
rientrato. Le mani, palme in su, si appoggino sulle cosce, dove si congiungono
all'addome.
2. Gli occhi rivolti verso l'alto si fissino con lo sguardo fermo nel Centro Cristico
(chakra Ajna), rimanendo immobili. Se vi riesce bene praticare con gli occhi
semichiusi. Quando le palpebre sono chiuse completamente, gli occhi hanno la
tendenza a rilassarsi, abbassando lo sguardo. Tuttavia, quando colui che medita
riuscito ad abituarsi a tenere gli occhi fermi rivolti al Centro Cristico, non importa pi
che le palpebre siano semichiuse o chiuse completamente.
3. Usate (se lo ritenete opportuno) una piccola quantit di burro non salato, o d'olio
d'oliva, o di qualunque altro olio vegetale per lubrificare la gola. Ponete l'olio sulla
lingua e lasciatelo scivolare lentamente in gola.
4. Prima di iniziare la pratica del Kriya, esercitatevi a produrre i suoni esatti di "Oooo"
e "Iiii", e ad avvertire le sensazioni fresca e calda che sentirete nella colonna
vertebrale durante la pratica del Kriya. Di questo esercizio preliminare si potr fare a
meno quando diventeremo esperti nell'esecuzione della vera tecnica del Kriya.
a) Chiudete ciascuna mano leggermente a pugno. Unite i due pugni in modo che la
parte del pollice di una mano venga premuta sulla parte del mignolo dell'altra mano,
formando un tubo come la zampogna di un pastore. Ponete la mano pi vicina alle
labbra, come per suonare la "zampogna". Inspirate dalla bocca e avvertite la
sensazione fresca entro il tubo cavo delle mani. Espirate, sempre dalla bocca, e
percepite la sensazione calda nei vostri pugni socchiusi. Eseguite ci varie volte,
concentrandovi sulle sensazioni alterne di frescura e di calore, mentre immettete ed
espellete il respiro.
b) Toglietevi le mani dalla bocca. Trasferite le sensazioni di fresco e di caldo dai pugni
alla gola. Per aiutarvi a provare queste sensazioni nella gola, dilatatela e inalate dalla
bocca con il suono aspirato di "Oooo"; esalate dalla bocca col suono di "Iiii". Il suono
di "O" inalato, e la sensazione fresca che ne risulta, si ottengono inspirando l'aria dal
profondo della gola dilatata. Il suono di "I" e la risultante sensazione calda vengono
prodotti esalando il respiro dall'alto della gola dilatata. Inalate ed esalate rapidamente
un paio di volte, producendo i suoi corrispondenti di "O" ed "I" nel modo che abbiamo
descritto.
c) Ora, continuando ad inalare ed esalare come abbiamo spiegato in b), trasferite
mentalmente le sensazioni dalla gola alla spina dorsale. Ci non difficile, poich la
parte superiore della colonna vertebrale si trova immediatamente dietro la gola.
Sentite la fresca corrente "O" spostarsi per un breve tratto in alto lungo la spina
dorsale, e la calda corrente "I" fare un breve tragitto in gi entro la colonna
vertebrale, nella zona corrispondente alla gola. Rallentate gradualmente le inalazioni e
le esalazioni rendendole pi profonde, e sentite le correnti spostarsi su tratti pi lunghi
in su ed in gi entro la colonna vertebrale.
d) Eseguite senza interruzione il trasferimento delle sensazioni dai pugni alla gola e
dalla gola alla colonna vertebrale. La trasposizione deve essere uniforme, fluente e
ininterrotta.

LATECNICA VERA E PROPRIA


1. Immaginate la colonna vertebrale come un tubo cavo che si estende dal coccige al
bulbo rachideo (midollo allungato [quel tratto di sostanza midollare nervosa che
collega la base del cranio alla prima vertebra della colonna vertebrale]). Dal bulbo,
questo tubo continua passando direttamente dal cervello fino al Centro Cristico fra le
sopracciglia.
2. Dilatate la gola: ripiegate la lingua all'indietro verso l'ugola, quanto pi indietro
possibile; poi, fatela ritornare nella posizione normale, mantenendo per l'espansione
della gola provocata dal ripiegamento della lingua all'indietro.
3. Inspirate dalla bocca, lentamente e tranquillamente, contando fino a dieci o fino a
quindici, immettendo l'aria nei polmoni dalla parte bassa della gola dilatata. Il respiro
inalato dovrebbe dare un suono aspirato appena udibile di una "O" larga, quasi una
"A", nel profondo della gola dilatata, e produrre una sensazione fresca. Sentite che la
sensazione del respiro inalato una corrente fresca che sale all'interno del cavo
cerebro-spinale, dal coccige al midollo allungato e fino al Centro Cristico.
4. Trattenete il respiro per una breve pausa, rimanendo nel Centro Cristico. Il tempo
necessario per contare fino a tre dovrebbe essere sufficiente.
5. Espirate dalla bocca, lentamente e tranquillamente, contando fino a dieci o fino a
quindici, mentre espellete il fiato dalla parte alta della gola dilatata. Mantenete lo
stesso conteggio per l'esalazione come per l'inalazione. Il respiro esalato dovrebbe
dare il suono appena udibile di "I", nella parte alta della gola espansa, e produrre una
sensazione calda. Sentite che la sensazione di calore del respiro esalante una
corrente calda, sottile, filiforme che discende entro la cavit del tubo cerebro-spinale
dal Centro Cristico, e dal bulbo rachideo al coccige.
6. Ripetete quanto precede in successione ininterrotta quattordici volte, senza pause e
senza respirazioni intermedie.
7. Eseguite ci ogni mattina ed ogni sera.

TECNICA DEL PRIMO KRIYA - seconda parte PUNTI CHIAVE


1. I suoni di "O" e di "I" sono suoni aspirati, prodotti cio dal respiro e non dalla voce.
"O" si forma nel basso della gola dilatata con l'inalazione; "I" si produce con
l'esalazione nella parte alta della gola dilatata. Questi suoni siano percettibili, ma non
forti; vale a dire, appena udibili soltanto da colui che li produce. I suoni esatti sono
necessari per la buona riuscita del Kriya.
2. Il suono inalante di "O" accompagna la corrente fresca, ascendente nella cavit del
tubo cerebro-spinale dal coccige al Centro Cristico. Il suono esalante di "I"
accompagna la corrente calda che discende all'interno del tubo cerebro-spinale dal
Centro Cristico al coccige.
3. Non interrompete l'uniforme fluire del respiro, con pause come: "O O O" ed "I
I I".
4. L'inalazione e l'esalazione debbono essere lente ed eguali. La cassa toracica non
deve muoversi che poco o punto.
5. Se un Kriya non vi riuscisse bene, ripetete quella singola respirazione Kriya ed
eseguitela correttamente.
6. Durante l'inalazione, percepite il fresco della gola e udite il suono di "O". Trasferite
mentalmente la sensazione ed il suono all'interno della colonna vertebrale. Sentite che

il respiro fresco sale dal coccige all'interno del tubo cerebro-spinale fino al Centro
Cristico, e rendetevi poi consapevoli che il respiro caldo discende all'interno del tubo
cavo dal Centro Cristico al coccige con il suono di "I". La concentrazione iniziale
sull'idea di trasferire la sensazione ed il suono dalla gola al tubo cerebro-spinale serve
soltanto per stimolare il movimento delle correnti effettive di energia vitale nella spina
dorsale. Quando comincerete a sentire le vere correnti, concentratevi unicamente su
quelle: fresca con l'inalazione, calda con l'esalazione.
7. Mantenete l'attenzione concentrata sull'interno del cavo cerebro-spinale. Ponete l
tutta la vostra mente e tutto il vostro sentire.
8. Il Kriya deve essere sempre eseguito con la pi profonda concentrazione e il pi
completo distacco da tutte le distrazioni esteriori. Non siate distratti. Questa tendenza
potr sussistere per i primi Kriya eseguiti. Praticate ciascun Kriya con la
consapevolezza della sua importanza. Nella graduatoria dell'avanzamento spirituale,
un Kriya praticato correttamente equivale ad un anno d'evoluzione solare naturale.
9. Importantissimo: non tendetevi nello sforzo; siate rilassati.
10. Praticate il Kriya regolarmente, mattina e sera, ogni giorno, incuranti di qualsiasi
circostanza che possa sopravvenire per ostacolare la vostra pratica.
11. Non abbandonate la meditazione alzandovi immediatamente dopo il Kriya.
Continuate a meditare a lungo, pregate con fervore e profondamente, e sperimentate
il gioioso contatto con Dio. La profondit della vostra concentrazione pi importante
della lunghezza della meditazione
12. Non praticate mai il Kriya a stomaco pieno. Eseguitelo prima dei pasti, o quando lo
stomaco sufficientemente libero; oppure almeno tre ore dopo aver ingerito un pasto
completo. Se non vi possibile praticare il Kriya prima o almeno tre ore dopo il pasto,
non eseguite pi di sei Kriya alla volta.
13. Se avete disturbi di cuore, o all'apparato respiratorio (anche se si tratta di un solo
raffreddore), oppure se soffrite di qualche altro, temporaneo, ma serio disturbo fisico,
praticate il Kriya solo mentalmente.
14. Non abbiate timori, sospetti o dubbi. Se avete delle domande da porre, mettetevi
in contatto con il vostro Istruttore Kriya.
NUMERO DI KRIYA CHE POTETE ESEGUIRE
1. Non sorpassate il numero concesso dei Kriya.
2. Quali principianti nel Kriya Yoga potete eseguire soltanto quattordici Kriya alla
volta, due volte al giorno, mattina e sera.
3. Se sarete regolari e fedeli nella vostra pratica e di conseguenza trarrete dei buoni
risultati, al termine dei tre mesi potrete aumentare il numero dei Kriya mattutini e
serali a ventiquattro alla volta. Dopo di ci sar il vostro Istruttore Kriya a consigliarvi
in merito.
4. Oltre alla pratica mattutina e serale dei Kriya, potrete anche eseguire pochi Kriya
(fino a sei, mai di pi) qualora abbiate qualche momento libero durante la giornata.
Se una volta alla settimana avrete un periodo di tre ore o pi di meditazione, potrete
eseguire il numero regolare dei Kriya nella prima ora, e fino a sei Kriya, ogni ora
successiva.
Paramahansa Yoganada non volle dare ai discepoli occidentali il vero Kriya Yoga come
lo praticano in oriente e come viene tuttora insegnato da swami Hariharanada
Paramhansa diretto discepolo di Sri Yukteswar. ( Vedere www.kriya.org).
In realt si deve mettere a contatto materia e spirito che trovano la loro
corrispondenza ai centri Muladhara nella base della colona vertebrale, ma non nel
corpo fisico bens in quello eterico, ed il Sahashrara o lotto dei mille petali che si trova
in corrispondenza della ghiandola pineale.
Penso che potete fare altrettanto tenendo presente che il metodo potentissimo e non
bisogna esagerare con le ripetizioni.

Allora praticate portando le correnti fra questi due poli e non finendo al centro Cristico
dopo aver attraversato il cranio. Dopo il midollo il flusso va alla ghiandola pineale!

LA TECNICA DEL SECONDO KRIYA


Praticate il primo Kriya eventualmente con la modifica con il percorso completo da
Muladhara a Sahshrara.
La colonna vertebrale deve essere dritta. Potete sedere con le gambe incrociate o su
una sedia. Per isolare le correnti terresti potete mettere sotto di voi una coperta di
lana e una stoffa di seta naturale sopra. In india si usa la pelle di tigre o di leopardo
ma Kriyananda osserva che pu eccitare il svadisthana chakra agli occidentali che non
seguono i canoni di purezza orientali.
Bisogna avere a portata di mano lo strumento "T" usato per la tecnica dell' Om.
Altrimenti usate un tavolo con dei libri per poggiare i gomiti. Chiudete le orecchie
spingendo con i pollici le due piccole protuberanze contro il buco delle orecchie stesse.
Poggiate gli indici agli angoli esteriori degli occhi chiusi.
Gentilmente e con leggera pressione fate ruotare gli indici, poggiati agli angoli esterni
degli occhi chiusi, mentre al contempo si stringono i muscoli al di sotto del coccige
cercando di sentire il suono del corrispondente chakra eterico che come noto si
chiama Muladhara.
La positiva concentrazione sopra il negativo Muladhara chakra eventualmente produrr
suono e luce. Il suono si produce pi facilmente mentre richiesto un alto grado di
sviluppo per poter percepire i raggi dei loti con i loro petali (i chakras). Ad ogni modo
se ci riuscite l'occhio spirituale prender un colore rosso scuro o arancione o blu a
secondo le varie vibrazioni dei 5 chakras sottostanti l'ajna chakra il terzo occhio o
sesto chakra contando dal basso). Tale colore sar appunto riflesso in tale sesto centro
o nel midollo allungato.
(L'ajna chakra tiene due petali uno positivo in corrispondenza della radice del naso e
l'altro negativo in corrispondenza del midollo allungato. Dal centro corrispondente al
midollo, dico corrispondente il chakra si trova nel piano eterico non il midollo
stesso!!, entra l'energia, e la bocca di Dio; dal altro petalo ne viene regolato il flusso.
Confronta con la Bibbia : Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che entra
dalla bocca di Dio. La parola l'om. ).
Allora mantenete la tensione muscolare e la concentrazione per sentire il ronzio del
calabrone. (Quasi nessuno riuscir subito).
Dopo salite mentalmente una inch o due per arrivare al prossimo chakra lo
svadisthana contraendo i corrispondenti muscoli sacrali e facendo le rotazioni degli
indici (Dove avete i pollici? Devono stare a tappare le orecchie durante tutto
l'esercizio!) Cercate di sentire il suono del svadisthana chakra che quello del flauto di
Krishna. Notate il cambio di colore nell' occhio spirituale!
Dopo fatto questo rilasciate i muscoli sacrali ed i bulbi occulari e salite mentalmente al
manipura chakra che ha la sua corrispondenza fisica al altezza della colonna
vertebrale diametralmente opposta al ombelico. Per localizzare questo chakra basta
contrarre all' improvviso l'ombelico. Mentre mantenete la tensione dei muscoli lombari
fate le rotazioni degli indici, poi cercate si sentire il suono del chakra che il suono di
una arpa.
Rilasciate muscoli lombari e gli occhi e salite mentalmente sino all'Anahata chakra il
quale ha la sua corrispondenza nella colonna vertebrale al punto opposto al cuore. Per
localizzare tale punto cercate di unire le spalle al indietro. Di nuovo eseguite le
rotazioni degli indici poggiati sugli angoli esterni degli occhi chiusi notando il cambio
del colore al terzo occhio e cercate di sentire il suono profondo di una campana.

(Come quella delle cattedrali che altro non fanno che simbolizzare tale suono interno).
Rilasciate tutto un altra volta e poi andate mentalmente al Vishuda chakra, per
localizzare la sua corrispondenza muovete il collo a destra e a sinistra. Il punto dove
si sente lo scricchiolio nelle vertebre cervicali.
Ruotando gli indici cercate di sentire il suo suono che quello delle onde del oceano
che si abbattono sulla spiaggia, continuate a concentrarvi a questo suono che proviene
esattamente dal centro cervicale.. Notate il cambio di colore al terzo occhio...
Dopo aver rilasciato tutto tendete i muscoli del cranio opposti al midollo e mentre e
mentre eseguite le rotazioni cercate di sentire la sinfonia degli suoni di ronzio del
calabrone, flauto, arpa, campana e onde dell' oceano. Cercate anche di vedere il terzo
occhio. Rilasciate tutto.
Alla fine con gli occhi chiusi concentratevi alla radice del naso nel punto fra le
sopracciglia e fate le solite rotazioni. Mentre state facendo questo cercate di vedere un
anello dorato attorno un centro blu con la stella di diamante (la stella delle cinque
punte il sacro pentalfa) e concentratevi alla sinfonia dei suoni dei chakra sotto quello
del midollo.
Fate questa pratica dalle 6 alle 12 volte muovendosi su e gi per la colona vertebrale
focalizzando la vosta attenzione ai vari suoni dei chakras per fare in modo che si fissi
sulla vostra mente il posto esatto dei chakras medesimi.
Finite la pratica salendo un ultima volta dal basso in alto.
Questa la grande tecnica segreta per localizzare i chakras.
Non esser impazienti; se non si sentono i suoni insistete un altro po' e poi passate al
chakra successivo, ci vuole tempo.
Con il terzo ed il quarto Kriya imparerete a salire e scendere nella colona vertebrale
vibrando la sillaba di un mantra in ogni chakra.
Perci dovete sapere localizzarli prima.

TECNICA DEL TERZO KRIYA


Praticate per venti volte il primo Kriya e dopo sei volte questo terzo kriya. Fate cos
per i primi tre mesi per passare in seguito a dodici ripetizioni.
Il metodo il seguente:
Per prima cosa fate una lenta e profonda ispirazione portando la corrente fredda su
partendo dal coccige con il suono ooooooooooo (come per il primo kriya). Mentre la
corrente sta salendo da chakra in chakra lungo la colona vertebrale cantate
mentalmente per ogni chakra :
1) Om in relazione a quello corrispondente al coccige.
2) Naw ( in Italiano si pronuncia Na) per il centro sacrale
3) Mo al centro lombare
4) Bhaw ( ba in italiano) per il centro dorsale
5) Gaw ( gha in Italiano)
6) Baw (ba in Italiano) al centro della Coscienza cristica fra le sopraciglia.
Mentre cantate mentalmente e portate all' ins il fresco respiro e la corrente dal
coccige al Centro Cristico dovente cercare nel contempo di esercitare continuamente
una pressione mentale, non fisica, per portare il respiro dalla parte inferiore del
addome allo sterno ed al petto. Mantenete fermo il respiro al centro della coscienza
Cristica fra le sopracciglia. Pensate che tutta lenergia del corpo ed il respiro entra nel
punto fra le sopracciglia.
In seguito continuando a trattenere il respiro piegate gentilmente la testa il pi che
potete verso la spalla sinistra e cantate mentalmente il suono Ta concentrandosi al

midollo allungato e cercando di sentire la corrente che arriva l.


Trattenendo ancora il respiro piegate gentilmente la testa verso la spalla destra
immaginando nel contempo che la corrente si muove verso gi verso il centro
cervicale. Cantate mentalmente Ba mentre lattenzione e la corrente sottile rimangono
concentrate al centro cervicale.
Continuando a trattenere il respiro inchinate velocemente la testa in avanti in modo
che il mento colpisca il petto. Sentire la corrente calda che arriva al centro dorsale.
Cantando mentalmente Su nel contempo. Sentite il respiro e la corrente che riposano
in questo centro dorsale.
Alzate il mento, in modo che sia parallelo al terreno e continuate a sentire la
sensazione calda del respiro che si dirige verso il basso emettendo il suono IIIIIIIII
come nel primo Kriya. E cantate mentalmente Da al centro lombare Ba al centro
sacrale e Yaw al centro coccigeo.
Se avete fatto caso salendo e discendendo la colona vertebrale si pronuncia un mantra
:
Om namo bhagabata Basudabaya .
Si dice nella letteratura sanscrita che ogni chakra abbia il suo suono primordiale il suo
Bija mantra che lo risveglia. Le mie conoscenze non arrivano a tanto; io non li conosco
questi suoni che servono per risvegliare i chakras vedere i loro colori e sentire i loro
suoni astrali.
A mio avviso questa tecnica del terzo kriya usa un mantra ind allora non pu esser
universale; con ogni probabilit altre religioni userano altri mantra.

TECNICA DEL QUARTO KRIYA


E' uguale al terzo, cambia il numero delle rotazioni della testa a respiro fermo.
Yogananda sostiene che molto importante per il raggiungimento dello stato del
Samadhi. Fate tre rotazioni cantando Ta ba Su e con il respiro fermo i primi sei mesi
della vostra pratica. Potete piano piano ad arrivare a ventiquattro a patto che riuscite
a trattenere il respiro senza sforzo. Se no fate il numero che potete fare senza che vi
venga il fiato.
Arriver il momento che con la costante pratica riuscirete a staccare la vostra
coscienza dal mondo dei sensi per proiettarla verso il mondo dello spirito.

OM.AMEN.AUM