Sei sulla pagina 1di 2

Aleksandr Sergeevi Griboedov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Aleksandr Sergeevi Griboedov in russo: [?] (Mosca, 4 gennaio 1795 Teheran, 30 gennaio 1829) stato un drammaturgo, poeta, compositore e diplomatico russo. La sua opera pi famosa, una commedia in versi, si intitola (Gore ot uma), tradotta in italiano come "Che disgrazia essere intelligenti!" o "L'ingegno, che guaio!" o ancora "Che disgrazia l'ingegno!", tuttora una delle pi rappresentate nei teatri in Russia . Indice 1 Biografia 2 Aforismi 3 Bibliografia 4 Traduzioni italiane Biografia Nato a Mosca, Griboedov vi studi scienza e legge all'universit dal 1810 al 1812, dovendo interrompere gli studi per l'invasione napoleonica. Arruolato in un reggimento di ussari, non ebbe occasione di partecipare ad alcuna battaglia e si conged nel 1816. Trasferitosi a Pietroburgo, entr in ruolo nell'amministrazione pubblica come funzionario del Ministero degli Esteri, si appassion al teatro, fece rappresentare alcune mediocri commedie e sostenne, in letteratura, le posizioni conservatrici di ikov. Frequentatore del circolo massonico e degli ambienti mondani, si fece notare per il suo spirito. Dal 1818 fece parte della missione diplomatica russa in Persia e divenne segretario del generale Ermolov nel suo quartier generale di Tiflis, in Georgia. Nel 1822 scrisse il suo capolavoro, Che disgrazia l'ingegno!, che fu completata dal 1823 al 1825, quando Griboedov trascorse due anni di licenza a Mosca e a Pietroburgo. La commedia non pot per essere rappresentata per l'intervento della censura e circol soltanto manoscritta. Pochi giorni dopo la fallita rivolta decabrista, fu arrestato e condotto a Pietroburgo. Prepar allora una violenta lettera contro Nicola I che, per sua fortuna, non fu consegnata. Malgrado i suoi legami con diversi ufficiali ribelli, fu assolto nell'inchiesta. Torn a Tiflis, dove intanto il generale Paskevi, suo cugino, aveva sostituito Ermolov, sospetto al regime. Prese parte alla guerra vittoriosa contro la Persia che fece ottenere alla Russia l'Armenia orientale. Griboedov sedette al tavolo dei negoziati e port a Pietroburgo il trattato di pace. Fu nominato ambasciatore in Persia e, tornando a Tiflis, conobbe una sedicenne georgiana, la principessa Nina avavadze, la spos e con lei si mise in viaggio per Tabriz, dove lo attendevano gli incontri con i diplomatici persiani per l'applicazione del trattato di pace. I negoziati erano difficili, a causa della forte indennit di guerra richiesta e alla clausola che imponeva il ritorno in patria dei prigionieri cristiani e in particolare delle donne armene presenti negli harem persiani. Lasciata la moglie a Tabriz, si rec a Teheran per trattare direttamente con lo sci Fath Ali. Il 30 gennaio 1829, una folla inferocita assal l'ambasciata russa massacrando i funzionari. Griboedov mor combattendo. La salma venne rimpatriata in Russia e il suo amico Pukin incontr il feretro trovandosi in Armenia al seguito dell'armata del generale Paskevi . La moglie, alla notizia della sua morte, ebbe un aborto spontaneo. Nina avavadze visse ancora trent'anni e rimase fedele alla memoria del marito. Il Canale Griboedov a San Pietroburgo prende il suo nome in suo onore. Aforismi Gli aforismi di questo scrittore sono diventati cos popolari da entrare a far parte del

linguaggio comune russo. I fortunati non guardano l'orologio - ! ! Alla prima luce, gi in piedi! E io ai vostri piedi! , , , , ! Non leggere cos, come un sagrestano, ma con espressione, con senso, con le pause , Sono lieto di servire, ma non sopporto il servilismo , E davvero, il mondo sta diventando stupido , Una fresca leggenda, ma difficile da credere ! ! Cosa dice! E parla come scrive! ! ! ! Ah! Dio mio! Cosa dir Knjaginja Mar'ja Aleksevna! ! . , , , ! , ! Via da Mosca! Non ci torner pi. Corro, senza voltarmi, vado a cercare per il mondo, dove esista un angolo per una sensibilit offesa. Una carrozza, a me una carrozza!

Bibliografia Dmitrij P. Mirskij, Storia della letteratura russa, Milano, Garzanti, 1995, pp. 99-103 ISBN 88-1147237-7

Traduzioni italiane Che disgrazia l'ingegno!, tr. di F. Verdinois, Lanciano, G. Carabba, 1925 Che disgrazia essere intelligenti!, tr. di L. Savoj, Roma-Genova, Formiggini, 1932 L'ingegno, che guaio!, tr. di N. Baranowski e P. Santarone, Milano, Rizzoli, 1954