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-TALETETalete di Mileto (fine VII secolo-met del VI sec a.C.

) il fondatore della scuola ionica, contemporaneo di Solone e di Creso, ed considerato il primo filosofo del pensiero occidentale. VITA: Egli nacque e visse a Mileto tra il VII ed il VI secolo a.C., e probabilmente non scrisse alcuna opera. La figura di Talete avvolta nella leggenda: su di lui vi sono parecchie testimonianze, ma non si sa con certezza la loro veridicit: Erodoto gli attribuisce la predizione di un'eclissi solare, pi precisamente quella del 585 a.C., ed una grande abilit come consigliere politico. Altri autori successivi fanno risalire a Talete la dimostrazione di alcuni teoremi di geometria, ma pare difficile che siano effettivamente suoi. Platone, nel Teeteto, racconta che Talete, per contemplare le meraviglie del cielo, cadde in un pozzo e una donna lo derise per il fatto che voleva guardare il cielo lui che non vedeva neppure cosa c'era per terra. Aristotele, nella Politica, narra che Talete, grazie alle sue conoscenze astronomiche e meteorologiche, previde un abbondante raccolto di olive, affitt tutti i frantoi e in questa situazione di monopolio ricav ingenti guadagni. Secondo Diogene Laerzio, si dice che sia morto assistendo a una gara atletica, al tempo della 58 Olimpiade. DOTTRINA: Pare che Talete non abbia scritto nessuna opera filosofica, perci dobbiamo ad Aristotele la conoscenza della sua dottrina. Aristotele, infatti, come ci dice nel primo libro della Metafisica, sostiene che Talete il capostipite della ricerca dellarch da cui sarebbe scaturita lintera realt. Secondo quanto ci dice, per Talete l'acqua era il principio di tutto, perch non aveva caratteristiche e poteva di conseguenza assumerle tutte: ...Talete dice che il principio di tutto lacqua, perci anche sosteneva che la Terra sta sopra lacqua; egli forse ha tratto tale supposizione vedendo che il nutrimento di tutte le cose lumido, che il caldo stesso deriva da questa e di questa vive (e ci da cui le cose derivano il loro principio): di qui dunque egli ha tratto forse tale supposizione e dal fatto che i semi di tutte le cose hanno natura umida e lacqua il principio naturale delle cose umide. Ci sono alcuni secondo i quali anche gli antichissimi per primi teologizzarono, ed ebbero le stesse idee sulla natura: infatti cantarono che Oceano e Tetide siano gli autori della generazione di tutto. (Metafisica, I, 20) Aristotele osserva che la credenza dellacqua come principio di tutto antichissima: infatti gi Omero (Iliade, XIV) aveva cantato Oceano e Teti come princpi della generazione. Dunque uno solo il concetto che Aristotele attribuisce a Talete, ovvero che la Terra sta sopra lacqua.

-ANASSIMANDROAnassimandro (VII-VI sec. a.C.) nacque a Mileto nel 610 circa a.c. e mor nel 547 a.C., ed il primo filosofo cartografo (cio che ha lasciato scritti filosofici). Secondo la tradizione stato discepolo di Talete, da cui ha ripreso la ricerca di un solo principio. Egli scrisse un'opera in prosa Per phiusis (Intorno alla natura, il corrispettivo latino De natura): l'opera inizia con una cosmogonia, lunico frammento pervenutoci, in cui Anassimandro cerca di dare una spiegazione all'origine dell'universo. Ad Anassimandro viene tra l'altro l'invenzione dell'orologio solare, secondo quanto ci dice Eusebio di Cesarea per primo costru degli gnomoni per conoscere le rivoluzioni del sole, il tempo, le stagioni e gli equinozi. -DOTTRINALPEIRON: Anassimandro fu il primo a chiamare la sostanza unica primordiale con il nome di arch. Egli per, forse anche per la sua predilezione nel trovare strumenti che misurassero il tempo e lo spazio, individu il principio di tutto non in un qualcosa di materiale ed empiricamente constatabile (come lacqua di Talete), bens in una realt infinita e indeterminata, da lui chiamata peiron. Per Anassimandro infatti, il principio quel qualcosa da cui deriva tutta la realt, dove tutta la realt va a finire, e in cui tutta la realt permane. Se il principio quindi ci da cui deriva tutto il resto, Anassimandro deve aver pensato che esso deve essere una fonte inesauribile di tutto, senza fine, che di sicuro non poteva essere uno dei quattro elementi. Se il principio di tutto, infatti, fosse uno degli elementi, esso, nella sua predominazione rispetto a tutti gli altri, li distruggerebbe. per questo che Anassimandro sostiene che il principio di tutto deve essere qualcosaltro. Questo principio illimitato, lpeiron, immortale e indistruttibile, ed concepito come una materia in cui gli elementi non sono ancora distinti e che perci, oltre che essere infinita, anche indefinita. LA SEPARAZIONE DEI CONTRARI: Secondo Anassimandro dallpeiron si generano tutte le cose attraverso un principio di separazione. Da esso, che la realt illimitata, si separano le qualit contrarie (caldo e freddo, secco e umido ), ossia gli elementi, che col nascere diventano il limite di tutte le altre cose. Infatti l'peiron tale proprio

perch tutto mescolato e finisce per essere indistinto: a separare le cose leterno movimento, intrinseco allpeiron. Per mezzo di questa separazione si generano anche infinti mondi come il nostro. LADIKA: Il filosofo sincretista Simplicio ci ha lasciato il pi celebre frammento di Anassimandro: " principio delle cose che sono lillimitato donde le cose che sono hanno la generazione, e l hanno anche il dissolvimento secondo la necessit. Infatti esse pagano luna allaltra la pena e lespiazione dellingiustizia secondo lordine del tempo. Il limite viene descritto come una sorta di ingiustizia (adika), considerata come una sorta di peccato originale, di cui tutte le cose ne pagano la colpa con la distruzione: questadika la separazione dall'peiron dei contrari, che ha provocato la rottura dellarmonia originaria. Tutti gli esseri, dunque, devono espiare questo peccato con la vita stessa, che inevitabile, alla fine della quale i contrari potranno di nuovo tornare a fondersi, indistinti, nellpeiron. Riguardo ci si notano dei collegamenti alla religione orfica, che vedeva la nascita dell'uomo come una colpa originaria: la vita sulla terra sia l'effetto della colpa sia la punizione. Anassimandro estende questa concezione all'intero mondo. COSMOLOGIA: Anassimandro immagina un universo al cui centro posizionata la Terra, di forma cilindrica ed equidistante dalla periferia. Per lui lui la terra immobile, semplicemente per il fatto che non avrebbe nessun motivo di muoversi: al centro di tutto, e quindi non avrebbe alcun motivo di spostarsi. LORIGINE DEGLI UOMINI: Anassimandro, nel suo scritto per phiusis, oltre a dedicarsi alla cosmologia e alla cosmogonia, si dedica anche alla biologia e alle prime forme di vita: egli sostiene che i primi viventi furono generati dall'umido (va senz'altro notato come Anassimandro sia influenzato da Talete); dalla terra e dall'acqua, quindi, nacquero dei pesci (o comunque degli animali molto simili); allinterno di questi si svilupparono gli uomini che, una volta che diventarono autosufficienti, finalmente ne uscirono.

-ANASSIMNEAnassimne nacque fra il 588 ed il 587 a.C. e, secondo Diogene Laerzio, mor negli anni della 63 Olimpiade, quindi fra il 528 ed il 525 a.C. Su di lui si hanno pochissime notizie. Fu quasi sicuramente discepolo di Anassimandro, e oltre che di filosofia si occup di astronomia e meteorologia. Anchegli fu autore di unopera in prosa intitolata Per phiuseis (Sulla natura). -DOTTRINALARIA: Come i suoi predecessori, anche Anassimne individua un unico principio dal quale sarebbe derivato tutto il resto. Egli individua questo principio (arch) non nellacqua, come Talete, bens nellaria, a cui per attribuisce le stesse caratteristiche dellpeiron di Anassimandro: l'infinit e il movimento incessante. Fra le tesi a sostegno di questa idea c' sicuramente il riconoscimento dellimportanza rivestita dallaria per la vita degli esseri viventi. Anassimne, dunque, come era gi successo con Talete che aveva individuato l'arch nell'acqua, attua la sua ricerca su un piano fisico e concreto, che con Anassimandro aveva invece assunto una dimensione astratta e indeterminata. RAREFAZIONE E CONDENSAZIONE: Per spiegare il processo di derivazione degli elementi dallaria, egli fa riferimento a due processi contrari: la rarefazione e la condensazione. crive Teofrasto, riguardo all'idea di Anassimne: Condensata e rarefatta appare in forme differenti: quando si dilata fino ad essere molto leggera diventa fuoco, mentre poi condensandosi diviene vento: dall'aria si producono le nuvole per condensazione e se la condensazione cresce, l'acqua, se cresce ancora, la terra. E all'ultimo grado le pietre. Sicch i contrari fondamentali per la generazione sono il caldo e il freddo. (Teofrasto, Opinione dei fisici) Quindi l'aria, raffreddandosi, si condensa, diventa vento, poi nuvola e, condensandosi ancora, acqua, terra e infine pietra. Rarefacendosi, invece, l'aria si dirada e diventa fuoco. La condensazione produce quindi il freddo, la rarefazione il caldo; nascono cos i due contrari fondamentali da cui originano tutte le cose. In questa maniera, le trasformazioni del mondo vengono spiegate come trasformazioni dellaria. Dallunico frammento della sua opera si deduce come Anassimene vedesse nell'aria anche la forza che anima il mondo, il cosiddetto pnuma: Come l'anima nostra, che aria, ci sostiene, cos il soffio e l'aria circondano il mondo intero.
COSMOLOGIA: L'universo viene concepito come un gigantesco organismo vivente che respira l'aria in cui immerso,

e il respiro stesso la sua vita e la sua anima. Pi tardi Diogene di Apollonia difender la teoria di Anassimene.

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