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RAI - Milano Laboratorio Audio

Ciacolando con Marino


Sono andato via dalla RAI come quando si va a casa, ho chiuso la porta dietro alle spalle ed nita la Fonologia. M ARINO Z UCCHERI

Marino Zuccheri nel suo Studio di Fonologia.

dialettale di Chiaccherando con Marino che riprende il titolo di Lavorando con Marino Zuccheri un famoso capitolo di Nuova Atlantide: Il continente della musica elettronica 1900-1986, a cura di Roberto Doati e Alvise Vidolin, ed. Biennale di Venezia, 1986, nel quale i maestri Luciano Berio, John Cage, Henry Pousseur, Luigi Nono e Giacomo Manzoni rendono omaggio a Marino Zuccheri; il capitolo inizia e termina con due articoli di Marino Zuccheri, il primo un bellissimo ricordo dellamico Bruno Maderna, mentre nellultimo Marino Zuccheri descrive il suo ruolo e il suo lavoro nello Studio di Fonologia.

Forma

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Oggi una data signicativa per Milano, per la RAI e per la Musica perch sono trascorsi esattamente venticinque anni dalla chiusura dello Studio di Fonologia Musicale 1 . Ricordo lamarezza di quel pomeriggio del 28 febbraio 1983: solo io ed alcuni colleghi del Laboratorio abbiamo salutato Marino con una bottiglia di spumante comprata frettolosamente al bar. Lui ha apprezzato quel nostro gesto improvvisato ringraziandoci, senza far trasparire lemozione del momento, ma io, che lo conoscevo bene, intuivo che nella sua mente stava ripercorrendo il cammino fatto assieme ai compositori italiani Luciano Berio, Bruno Maderna, Luigi Nono, Aldo Clementi, Giacomo Manzoni, Angelo Paccagnini, per citarne solo alcuni, ma anche con maestri stranieri come John Cage, Henry Pousser, Karlheinz Stockhausen. Per Marino Zuccheri quello non stato un giorno qualunque perch con il suo pensionamento si chiudeva un periodo fulgido della Storia della Musica, della cultura nella citt di Milano, della RAI e dello Studio di Fonologia Musicale (Fig. 2); ecco come lui ricordava quel giorno:

Sono andato via dalla RAI come quando si va a casa, ho chiuso la porta dietro alle spalle ed nita la Fonologia 2 .
Con Marino ero legato da profondo affetto e amicizia, non solo perch eravamo parenti: per me sempre stato un esempio da seguire, anche se in RAI avevamo compiti e mansioni diverse; compiti, per, che a volte si intersecavano dovendo (io) fare la manutenzione degli apparati della Fonologia. Per contro, (lui) in diverse occasioni mi presentava i compositori che venivano a lavorare nello Studio e assieme a loro passavo la pausa caff. In particolare con il maestro Luigi Nono (Gigi) ho anche collaborato, progettando e realizzando unapparecchiatura contenente tre modulatori ad anello e tre oscillatori a frequenza variabile, usata dal maestro il 4 novembre del 1979 per la prima esecuzione assoluta, al Teatro alla Scala, di una sua composizione: Con Luigi Dallapiccola. Molti mesi prima Marino, vedendomi nel corridoio, mi chiama con la sua voce roboante: Giani vien qua che ghe xe Gigi che te vol far una domanda e Gigi (si arrabbiava se lo chiamavo maestro) mi spiega che aveva bisogno di un apparato compatto contenente alcuni modulatori ad anello con i relativi oscillatori da usare per il live electronics durante il concerto di una sua nuova composizione. Allora non sapevo come e perch venisse usato un modulatore ad anello, ma Marino, sulla copia di uno schema, mi traccia una breve e chiara spiegazione, che conservo ancora (Fig. 3), e quel momento stato per me linizio di una bellissima esperienza. Ho costruito quellapparato (un groviglio di li saldati uno sopra laltro su una basetta, dove avevo montato resistenze, condensatori e circuiti integrati) di notte, perch allora ero un lavoratore-studente: di giorno lavoravo in RAI e alla sera frequentavo i corsi della Facolt di Fisica allUniverist Statale di Milano. Ricordo con orgoglio quando Marino, provando quellapparato (Fig. 4), mi ha dato una pacca sulla spalla dicendomi: Bravo Giani, va tuto ben!
1 Lo Studio nasce nel 1955 senza una inaugurazione ufciale. Dopo dieci anni di attivit la RAI ha voluto solennizzare questa ricorrenza anche con un articolo sul Radiocorriere (Fig. 1). 2 La citazione tratta dallinserto del disco in vinile a 33 giri Parete 1967 di Marino Zuccheri, ed. Die Schachtel, Milano, 2005. Musica realizzata da Marino Zuccheri (titolo originale Parete 67) come parte sonora dellopera commissionata dal Ministero al pittore Emilio Vedova, per il padiglione italiano dellExpo di Montreal del 1967.

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Marino si dava e si condava con me, per questo sono stato testimone del suo dispiacere per il declino dello Studio, pi volte aveva chiesto che gli afancassero un tecnico pi giovane per non disperdere le conoscenze e lesperienza acquisita in ventanni di ricerca musicale e di ricerca sul suono. Nei primi anni Settanta si era aperto uno spiraglio per il rilancio della Fonologia dato che il maestro Bruno Maderna avrebbe dovuto assumerne la Direzione Artistica ma, a causa della sua prematura scomparsa, quel progetto non ha pi avuto corso. Dopo la met degli anni Settanta era pressante la necessit di un secondo rinnovamento dello Studio di Fonologia, utilizzando le nuove tecnologie di elaborazione del suono, nate anche dalla spinta dellesperienza di pionieri della musica elettronica come Marino, ma la dirigenza RAI di allora si dimostrata poco sensibile per apportare quei radicali cambiamenti, nonostante lappello autorevole del maestro Luigi Nono. La scomparsa di Marino Zuccheri (10 marzo 2005) stata una grave perdita, non solo per quello che ha fatto e per quello che ha rappresentato per la Musica Contemporanea, ma anche per quello che ancora avrebbe potuto fare: essere coinvolto, dalla RAI, in un importante progetto per la catalogazione dei nastri ( una sua denizione), che ci avrebbe dato preziose informazioni tecniche, artistiche, musicali, culturali sulla storia di quella avventura (altra sua denizione), per restaurare, non tanto il suono (che, se necessario, sar compito di altri) bens le idee e le intuizioni tecniche che hanno permesso di creare quel suono: solo Marino (oltre ai compositori) poteva aiutarci! Marino ha sempre partecipato con entusiasmo a convegni, dibattiti ed incontri anche con i giovani (con i quali si sempre trovato a proprio agio, ed anche i giovani erano a proprio agio con lui), ed [ ] ha sempre prestato volentieri la sua memoria per ricostruire una prassi compositiva ancora in parte da esplorare [ ] 3 , ma questo non stato un contributo continuativo come sarebbe stato necessario se inquadrato in un progetto complessivo che, in una relazione (RAI) avevo denito con Restauro delle idee: purtroppo le informazioni che Marino ci poteva ancora dare sono ormai perdute! Mi piace ricordare Marino nel suo Studio di Fonologia (Figg. 5 e 6) maestro tra i maestri, maestro del suono tra i maestri della musica, perch per lui il suono non aveva segreti, dato che aveva fatto la gavetta negli auditori lavorando alla Radio con i pi famosi registi dellepoca. Lui ricordava sempre che aveva inziato per caso il lavoro in Fonologia, ma certamente non per caso ha continuato negli anni, dato che stato lunico titolare dello Studio dalla fondazione (1955) alla chiusura (1983). La sua collaborazione era totale: ripresa e registrazione del suono in auditorio (voci, strumenti musicali, rumori), generazione del suono (oscillatori, rumore bianco e ltri), trasformazione del suono (modulatori e ltri), montaggio dei nastri (con le forbici era un mago), mescolazione del suono (missaggio) e per nire la diffusione sonora nei concerti (una tecnica ancora tutta da sperimentare), fase critica e importante perch anche il minimo errore poteva pregiudicare il lavoro di mesi.
3 Paolo

Zavagna, Musica/Realt n.77, ed. LIM, Milano, luglio 2005.

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Quando ci incontravamo, anche dopo che era andato in pensione, discutevamo di tutto: politica, cultura, ma anche di sport, perch lui era sempre attento ai fatti di ogni giorno. Pian piano, per, i nostri discorsi scivolavano su due argomenti preferenziali: lIstria, la nostra terra di origine, e la Fonologia, che era stato il suo lavoro e parte della sua vita. Ricordo la sua emozione (ma anche la mia, dopo quelle parole) nel descrivermi la visione dallalto dellIstria, quando nel 1977 si era recato in aereo a Zagabria per coadiuvare nei concerti lamico fraterno Luigi Nono, come molte altre volte aveva gi fatto. Ciacolando con Marino . . . , in diverse occasioni lui mi aveva parlato di come si poteva controllare il suono per dargli un movimento nello spazio: un suono che si sposta in modo circolare o che si muove davanti e dietro a chi ascolta ed anche entrambi gli effetti contemporaneamente e la tecnologia era quella degli anni Sessanta. Inoltre, mi raccontava che questo suo lavoro gli aveva permesso di studiare e trasformare il suono da dentro il suono e per farmi capire meglio questo concetto mi spiegava come un colpo di tosse si poteva trasformare nel ruggito di un leone, o lo sbattere di una porta nel rumore di un tuono, ed ancora come il cigolio di un ventilatore nel rumore di un mulino a vento. Di questultimo esempio riporto un aneddoto a pagina 12. Linizio di quella sua avventura non era stata semplice, per la mancanza di mezzi adeguati (non cera ancora lo Studio di Fonologia) ed i problemi tecnici che doveva affrontare ogni giorno erano molteplici. Ad esempio luso ripetuto di un unico oscillatore per la generazione dei suoni; oppure il problema del rumore, causato dal processo di registrazione sul nastro magnetico, che inevitabilmente aumentava ad ogni nuova elaborazione del suono: un accorgimento che Marino adottava, nella fase preliminare di preparazione dei nastri, era quello di effettuare la registrazione del suono a livelli molto alti, al limite della distorsione, per coprire il rumore generato dal nastro 4 : perch el nastro sua, diceva Marino. Anche la fase di montaggio era un lavoro estenuante, di abilit (non solo manuale) e di pazienza: il nastro magnetico veniva tagliato usando le forbici ed i vari pezzi erano incollati uno dopo laltro, nella sequenza voluta, con la maestria che Marino aveva acquisito lavorando per anni negli auditori della Radiofonia. Dalle parole di Marino ho appreso che senza linvenzione del nastro magnetico la musica elettronica non avrebbe mai avuto uno sviluppo cos importante e senza il contributo determinante del sico Dott. Alfredo Lietti, allepoca dirigente RAI 5 , la Fonologia a Milano non sarebbe mai nata. Infatti il Dott. Lietti, nella fase iniziale di quella comune avventura, aveva escogitato delle soluzioni tecniche originali per migliorare la qualit del suono 6 , e nel 1955 aveva progettato limpianto e la gran parte degli apparati di generazione 7 e di elaborazione 8 del suono del nuovo Studio di Fonologia.
4 In

termini tecnici signica migliorare il rapporto segnale-rumore.

5 In RAI no al 1961, poi ricercatore e scienziato al Centro Ricerche di Fisica del Plasma al Politecnico di Losanna.

esempio, aveva inibito la funzione di cancellazione del nastro di un magnetofono, per permettere ripetute sovrapposizioni dei segnali provenienti, di volta in volta, dallunico oscillatore, limitando cos il rumore complessivo; inoltre, aveva progettato il Selezionatore di ampiezza, allepoca apparato molto sosticato, che permetteva di eliminare i segnali a bassi livelli (disturbi e rumore), anticipando di un decennio lintroduzione del noise gate. 7 Tra questi, i famosi nove oscillatori, il generatore di rumore bianco e il generatore di Toc. 8 Modulatori di ampiezza e di frequenza, modulatore dinamico e modulatori ad anello, ltri di ottava.

6 Ad

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Figura 1: Dieci anni di attivit dello Studio di Fonologia di Milano (Radiocorriere 1966). Laboratorio Audio RAI-Milano 28 febbraio 2008 Giovanni Belletti belletti@rai.it

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Figura 2: Pannello con apparecchiature elettroniche. Milano, Studio di Fonologia della RAI. S TORIA DELLA M USICA (antica, moderna e contemporanea) Fratelli Fabbri Editori, 9/1/1967.

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Figura 3: Esempio di applicazione del modulatore ad anello per la traslazione di uno spettro sonoro da una banda di frequenza ad unaltra. Scrittura, con pennarello nero, di Marino Zuccheri.

Figura 4: Marino Zuccheri e Giovanni Belletti in Fonologia per il collaudo dellapparato (modulatori ad anello e oscillatori a frequenza variabile) usato nel 1979 dal maestro Luigi Nono. Laboratorio Audio RAI-Milano 28 febbraio 2008 Giovanni Belletti belletti@rai.it

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Figura 5: Marino Zuccheri nello Studio di Fonologia del 1955.

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Figura 6: Marino Zuccheri in Fonologia - Notizie Tecniche RAI n.5 anno 1968. Laboratorio Audio RAI-Milano 28 febbraio 2008 Giovanni Belletti belletti@rai.it

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(Continua . . . )

Gli appunti delle pagine seguenti saranno utilizzati per completare questo articolo, scritto per far conoscere, ai giovani colleghi della RAI, uno dei pionieri della Musica Elettronica:

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ATTESTATO DI B ENEMERENZA DEL C OMUNE DI M ILANO


Marino Zuccheri prima di morire ha avuto la soddisfazione inattesa di ricevere con grande commozione un Attestato di Benemerenza, consegnatogli dal Sindaco del Comune di Milano, a riconoscimento dei suoi meriti nellattivit svolta nella sua citt adottiva ed anche a livello internazionale: A Marino Zuccheri Istriano, partigiano e profugo, stato uno dei pionieri della RAI nella sede di Milano dove, nel nascente studio di fonologia, si specializzato come tecnico del suono. Mediatore eclettico e appassionato tra i musicisti e le tecnologie, stato il pi prezioso collaboratore di compositori italiani e stranieri: Berio, Maderna, Nono, Abbado, Pollini, Stockhausen, Boulez sono alcuni degli artisti con i quali la collaborazione si trasformata in amicizia.

TARGA SPECIALE R AI S ENIOR


In occasione del 50 anno di fondazione, il Gruppo Anziani R AI S ENIOR gli ha consegnato una Targa Speciale (evento mai avvenuto in passato) su cui vi inciso un lungo pensiero per lodare il suo pregiato operato come valido artece dello Studio di Fonologia Musicale quale unico responsabile tecnico del suono ed insostituibile collaboratore dei pi grandi musicisti di avanguardia internazionale.

C OME U MBERTO E CO DEFINISCE M ARINO Z UCCCHERI


Chi uno dei compositori elettronici piu eseguiti al mondo? Marino Zuccheri, il tecnico dello Studio di Fonologia di Milano. Arrivavano l con borse di studio personaggi illustri nella storia della musica contemporanea che, per giusticare la borsa di studio, alla ne dei mesi di soggiorno dovevano presentare una composizione; ma alla ne di questi mesi non sapevano ancora dove mettere le mani in quelle macchine. Allora Marino (che lavorando con Berio e Maderna era diventato un mago) cominciava a mixare nastri e a produrre suoni elettronici: ed ecco perch alcune delle composizioni che ancor oggi girano per il mondo sono composizioni di Marino Zuccheri 9 . Umberto Eco

9 Si veda linserto del disco in vinile Parete 1967, Ed. Die Schachtel, Milano, 2005, che riporta questo testo, tratto da Nuova Musica alla Radio - Esperienze allo Studio di Fonologia della Rai di Milano, 1954-1959 a cura di Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi, Rai-Eri, 2000

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Il vero suono del mulino a vento 10 Nella realizzazione di un radiodramma era necessario sonorizzare alcune scene con il rumore di un mulino a vento. Per questo scopo, regista e tecnico si erano recati in Belgio per una registrazione dal vivo di questi rumori. Durante la successiva fase di montaggio del radiodramma, il regista non era soddisfatto dei risultati ottenuti perch in Studio non sentiva lo stesso suono udito in Belgio. Alla ne della giornata, quando gli auditori erano gi chiusi, Marino Zuccheri si reca in uno di questi per la registrazione di un effetto particolare e con quel suono riportato in Fonologia lavora no a notte inoltrata (il lavoro notturno era unabitudine in Fonologia). Il mattino seguente Marino Zuccheri, mentre ascoltava le rinnovate lamentele del regista, a sua insaputa, manda in riproduzione il nastro preparato la notte prima; nelludire allimprovviso quel suono, il regista esclama stupeffatto: questo il vero suono di un mulino a vento! In conclusione di questo aneddoto Marino, rivolto a me, che lo ascoltavo con ammirazione e interesse, mi dice: Certamente avrai capito che ascoltare un suono non solo un fenomeno acustico, ma coinvolge anche altri aspetti del nostro cervello; ad esempio: ti sar capitato di trovarti su un tram affollato e sentire lo sferragliare delle ruote sulle rotaie ed il chiacchierio (ciacole) della gente, ma a te, per, interessava ascoltare il discorso di un passeggero che conversava nella vettura dalla parte opposta alla tua. Ebbene, ti sarai accorto che spesso riuscivi a comprendere ugualmente quel discorso, nonostante il frastuono vicino a te fosse molte forte. Se tu avessi utilizzato un microfono per catturare quei suoni, nel riascoltarli non avresti avuto la stessa sensazione sonora di quando eri sul tram e probabilmente anche il discorso che ti interessava sentire non sarebbe stato molto comprensibile.

(da completare)

10 Questo aneddoto, che Marino Zuccheri mi aveva raccontato a met degli anni Settanta, riportato nel capitolo . . . allepoca delle valvole . . . Incontro con Marino Zuccheri, di Angela Ida De Benedictis, inserita nel libro Nuova Musica alla Radio (si veda la bibliograa).

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Ciacolando con Marino Da Musica Realta n. 77 luglio 2005

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Luigi Pestalozza (musicologo) ha ricordato Marino Zuccheri come stato e come ha contato nella musica elettronica del dopo guerra. [ ] quando il mezzo elettronico era ancora da esplorare, per cui il tecnico era indispensabile ai Berio, Maderna, Nono, Cage, ed ogni compositore dello Studio di Fonologia milanese, che intuivano il suono da organizzare compositivamente, e che per era Zuccheri a dover realizzare, consentire: ma appunto non solo tecnologicamente. [ ] Fu, al contrario, egli stesso compositore: e non certo perch si sostituiva al musicista con cui collaborava, ma perch la tecnica di invenzione del mezzo elettronico, la esercitava stando nella questione del comporre dei musicisti di cui era interlocutore tecnologico, elettronico, inventando il suono elettronico per il compositore [ ] Testimonianza di Gian Battista Merighi Gli apparati, progettati dal Dott. Alfredo Lietti e realizzati dal Laboratorio Audio di Milano, prima della loro denitiva installazione, venivano dati in prova a Marino Zuccheri per lanalisi e la verica delle potenzialit tecnicomusicali e successivamente venivano modicate e perfezionate secondo le sue indicazioni e le sue richieste. Intervista di Claudio Ricordi a Luigi Nono Questa testimonianza tratta dallintervista di Claudio Ricordi (ex tecnico Rai) a Luigi Nono e registrata su nastro magnetico. Nono: [ ] La tecnologia di oggi che se studiata se sperimentata se usata da chi veramente la sa usare (vedi Nota-1), non a caso lunione tra musicisti e tecnici lo stesso di quello che cera in Fonologia: il rapporto tra Bruno Maderna, Berio, me e Marino Zuccheri non era rapporto col tecnico perch Marino Zuccheri era un esecutore, era un musicista esecutore nello stesso modo che gli altri non sono [solo] dei tecnici (vedi Nota), conoscono questi strumenti esattamente come il Pollini conosce il pianoforte e quindi un continuo colloquiare di possibilit: possibile, non possibile, no a dove si pu arrivare, ecc. [ ] Nota-1: il discorso prosegue letteralmente con la frase successiva. Nota-2: Luigi Nono si riferisce a coloro che hanno collaborato con lui a Prometeo. Marino con Stockhausen Marino Zuccheri stato il punto di riferimento RAI anche per i compositori stranieri per i loro concerti in Italia, come ad esempio Karlheinz Stockhausen. Marino artista - Marino Zuccheri non ero solo un tecnico, ma anche un artista, pittore, scultore, poeta: bellissima la sua poesia su Dignano (Pola), paese istriano dovera nato. - Merighi ricorda che alla prima mostra della Musica Elettronica di Venezia degli anni 60, era stato Marino a disegnare la Locandina di quellimportante evento internazionale. Biograa [da inserire in seguito]

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Bibliograa E LETTRONICA , 1956, n.3, ed. Edizioni Radio Italia. Radiocorriere, Anno 43, n.4, 23 gennaio 1966. R. Doati e A. Vidolin, Nuova Atlantide: Il continente della musica elettronica 1900 -1986, ed. Biennale di Venezia, 1986. E LETTRONICA e T ELECOMUNICAZIONI ,1998, n.2/3, ed. RAI-ERI. A. I. De Benedictis e V. Rizzardi, Nuova Musica alla Radio (New Music on the Radio),
Esperienze allo Studio di Fonologia della Rai di Milano 1954-1959, ed. CIDIM, RAI-ERI, 2000.

P. Donati e E. Pacetti, Cerano un volta nove oscillatori . . . ,


Lo Studio di fonologia della Rai di Milano nello sviluppo della Nuova Musica in Italia,

ed. RAI-ERI, 2002. Musica/Realt n.77, ed. LIM, Milano, luglio 2005. O. verko, Marino, impissa le pignate che scomincemo!
In ricordo di Marino Zuccheri, un pioniere della musica elettronica.

La Voce del popolo, Fiume, 26 ottobre 2005. M. Novati, Marino Zuccheri: Suoni Interrotti, Nuova Armonia, 2005, n.5, R AI S ENIOR . I NCONTRO : S TUDIO DI F ONOLOGIA DELLA R AI DI M ILANO . Tecnologia e Tecnica: Alfredo Lietti e Marino Zuccheri.
Videoregistrazione (DVD) a cura del Laboratorio Audio Rai, Milano, 28 febbraio 2006.

C ONFERENZA : L A NASCITA DELLE SPERIMENTAZIONI ELETTROACUSTICHE IN I TALIA : Lo Studio di Fonologia della Rai di Milano. G. De Mezzo (parte musicologica) e G. Belletti (parte tecnologica). Die Schachtel, Mixedmedia, Hangar Bicocca, Milano, 26 maggio 2006. 5. INCONTRO BIENNALE INTERNAZIONALE SUL RESTAURO AUDIO . Mostra delle attrezzature storiche dello Studio di Fonologia Musicale di Milano.
Archivio Studio di Fonologia, Laboratorio Audio Centro di Produzione Rai di Milano. Laboratori Audio del DAMS Musica dellUniversit degli Studi di Udine.

Fondazione Benetton, Palazzo Bombem, Treviso, 6-7 ottobre 2006. M. Battier, Laboratori La fusione dei generi: lo Studio di fonologia musicale. Enciclopedia della Musica, ed. E INAUDI /I L S OLE 24 ORE , Vol. III, anno 2007. http://www.die-schachtel.com/editions/ds8.htm http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=3600 Breve documentario sulla Fonologia (13 dicembre 2006) G. Belletti, Studio di Fonologia Musicale di Radio Milano. http://www.areatecnicarai.it (28 febbraio 2007)

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