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Guida al Museo Geologico della Carnia - Ampezzo

Guida al Museo Geologico della Carnia

Museo Geologico della Carnia


ORARIO:

La lunga storia dellevoluzione del territorio carnico

Estivo: 9.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00

Invernale: su prenotazione per scolaresche e gruppi organizzati Chiuso il luned


INGRESSO:

Gratuito

Carnia Musei

Museo Geologico della Carnia Piazza Zona Libera 1944, 33021 Ampezzo (Udine) tel 0433 811030 e-mail: www.carniamusei.org

COMUNE DI AMPEZZO COMUNITA MONTANA DELLA CARNIA CARNIA MUSEI

Guida al Museo Geologico della Carnia Ampezzo

La lunga storia dellevoluzione del territorio carnico

COMUNE DI AMPEZZO COMUNITA MONTANA DELLA CARNIA CARNIA MUSEI

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REALIZZATO CON FONDI STRUTTURALI INTERREG II ITALIA-AUSTRIA

UNIONE EUROPEA

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

E da tempo che gli Enti e le Istituzioni operanti in campo culturale cercano delle soluzioni per salvaguardare, valorizzare e promuovere il patrimonio storico-artistico, etnografiTESTI Fabio Marco Dalla Vecchia - Giuseppe Muscio Margherita Solari - Roberto Zucchini FOTOGRAFIE Giuseppe Muscio - Elido Turco - Roberto Zucchini

co, archeologico e naturalistico della Carnia. Importanti spunti in tal senso sono stati offerti dal Convegno Musei in rete promosso nel 1995 dalla Provincia di Udine in collaborazione con la Comunit Montana della Carnia e con lAssociazione Amici dei Musei e dellArte.

ILLUSTRAZIONI Roberto Zanella SI RINGRAZIA Elio Martinis - Enrico Campibelli - Luca Simonetto Cooperativa Naturalistica M. Gortani

Da allora molto stato fatto per migliorare la fruibilit e la visibilit delle nostre realt museali, e ci attraverso sforzi comuni di progettualit che hanno portato nel corso del 98 allavvio di CarniaMusei, sistema integrato per una nuova politica culturale del territorio, con ladesione di cinque

Museo Geologico della Carnia Piazza Zona Libera 1944 33021 Ampezzo Informazioni: tel 0433 487740 e-mail: www.carniamusei.org Carnia Musei Ufficio Sezione Didattica Via Carnia Libera 1944 - 33028 Tolmezzo (Ud) / tel 0433 487728 Ufficio Cultura Comunita Montana della Carnia Via Carnia Libera 1944 - 33028 Tolmezzo (Ud) / tel 0433 487740

Istituzioni (Museo Geologico della Carnia di Ampezzo, Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum di Zuglio, Museo Storico La Zona Carnia nella Grande Guerra di Timau, Museo Carnico delle Arti Popolari M. Gortani di Tolmezzo, Pinacoteca E. De Cillia di Treppo Carnico). Grazie al supporto della Comunit Europea e della Regione Friuli Venezia Giulia, stato possibile attuare una serie di interventi che hanno coinvolto i principali musei della Carnia fornendo attivit di promozione, divulgazione e produzione di cultura a completamento dellordinaria attivit delle singole realt espositive. Lo strumento principale attraverso il quale ha sinora operato

CarniaMusei si identifica nelle attivit di laboratorio didattico rivolte al mondo della scuola, progettate in stretta collaborazione con le Istituzioni Scolastiche, con lobiettivo di arricchire le offerte formative promovendo la conoscenza del patrimonio locale. A questo si sono affiancate numerose altre iniziative, ovvero la predisposizione di schede didattiche quale ausilio ai percorsi auto-guidati, lorganizzazione di giornate di animazione in museo dedicate alle famiglie e appuntamenti con personaggi noti in ambito culturale, lallestimento di mostre temporanee e la realizzazione di mezzi promozionali comuni (sito internet, cd rom, card, cartellonistica, etc.). I risultati fin qui raggiunti sono stati possibili grazie allo staff di CarniaMusei, che si impegna attivamente sia sulla progettazione che nelle varie fasi organizzative delle attivit museali; pertanto ci si auspica che limpegno di risorse umane e di mezzi abbia continuit nel tempo al fine di arricchire il progetto di nuove iniziative, avvalendosi delle collaborazioni avviate con le altre forze del territorio. La presente guida si inserisce in tale contesto, e vuole rappresentare un valido compendio alle collezioni del museo con la doppia valenza di avvicinare il turista al patrimonio culturale locale e di far ulteriormente apprezzare a chi vive in Carnia la propria storia e le proprie tradizioni. Assessore alla Cultura e Istruzione Comunit Montana della Carnia Flavio De Antoni

Carnia Musei
Al fine di valorizzare e promuovere il proprio patrimonio culturale, la Comunit Montana ha dato avvio a CarniaMusei, sistema integrato per una nuova politica culturale del territorio carnico, da attuarsi attraverso una gestione coordinata delle strutture museali. Tra le varie iniziative promosse da questo progetto vi sono attivit didattiche rivolte al mondo della scuola e alle famiglie, incontri tematici, e allestimenti temporanei di mostre scientifiche. Il progetto si rivolge al ricco e variegato panorama culturale della Carnia che comprende numerosi musei, dedicati ai pi vari argomenti, dallarte allarcheologia, dal folclore alla paleontologia, dalla storia alla geologia. Essi contengono collezioni pi o meno grandi, tutte ugualmente interessanti, che portano alla scoperta di aspetti, spesso nascosti, della storia e della cultura di questa zona. Per ricostruire la storia del territorio si possono visitare il Museo Geologico della Carnia ad Ampezzo dove sono raccolti rocce e fossili di notevole interesse scientifico che illustrano levoluzione geologica dellarea, attraverso i quali il visitatore pu ripercorrere la storia di queste terre da 500 milioni di anni fa ad oggi; contribuiscono ad arricchire il quadro geo-paleontologico lesposizione naturalistica Preone: 200 milioni di anni ed il sentiero ad esso collegato, nei cui dintorni sono stati effettuati eccezionali ritrovamenti di Pteurosauri, rettili volanti del Triassico; il Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum di Zuglio vuole

offrire al visitatore un quadro diacronico della Carnia dalla preistoria al Medioevo: in esso sono conservati interessanti reperti provenienti non solo da Zuglio (piccolo centro sorto in corrispondenza dellantica Iulium Carnicum di cui ancor oggi si pu visitare il complesso forense) ma anche da altri siti della Carnia. La Torre Moscarda, di origine tardoantica, quanto resta di un complesso sistema difensivo e doganale posto in localit Enfretors (Paluzza); al suo interno sono collocati pannelli illustrativi che descrivono le vicende storiche della Torre e dellintera vallata. Il Museo Archeologico della Pieve di Santa Maria di Gorto raccoglie alcuni reperti dellet preromana fino al Medioevo e suppellettili ecclesiastiche dei secoli XVI e XVII. La storia pi recente documentata nel Museo Storico La Zona Carnia nella Grande Guerra di Timau, che ripercorre - attraverso migliaia di reperti, documenti inediti, fotografie - le drammatiche vicende che videro la Carnia fronte della prima Guerra Mondiale. Nelle stesse sale sono altres esposti i costumi e gli attrezzi di uso comune della popolazione di Timau, isola linguistica di parlata tedesca risalente al XII secolo. La vita e il lavoro quotidiano della Carnia possono essere invece scoperti in alcuni suggestivi musei dedicati alle tradizioni popolari. Il pi importante il Museo Carnico delle Arti Popolari M. Gortani di Tolmezzo, uno dei pi ricchi e importanti musei etnografici dellarco alpino. Il periodo maggiormente documentato il Settecento, che rappresent per la Carnia un momento di particolare sviluppo economico e sociale, e di fervore nella cultura e nelle arti. Gli antichi arre-

di, tipici delle abitazioni carniche borghesi dal600 all800 si possono ammirare in Casa Bruseschi a Pesariis; interessanti, seppur di minori dimensioni, sono anche la Collezione Etnografica di Forni Avoltri, nata come Presepio e divenuta mostra permanente, e il Centro Etnografico di Sauris di Sopra che racconta gli aspetti pi significativi della storia della comunit saurana, antico popolo di origine tedesca. Nel secentesco Mulin dal Flec di Illegio si pu ancor oggi vedere come si macinava un tempo il grano, mentre nella Frie di Checo di Cercivento come si forgiava il ferro in unantica fucina di fabbro del 500. Dedicata allarte la Pinacoteca Enrico De Cillia di Treppo Carnico, dove sono raccolte le opere dello stesso De Cillia, di alcuni dei pi rappresentativi artisti friulani del 900, e di altri importanti pittori e scultori contemporanei italiani e stranieri. La galleria arricchita da sintetiche schede critiche che illustrano la specificit espressiva dei vari autori esposti e da oltre 1300 libri darte, prezioso supporto bibliografico. Fra i musei pi singolari, si segnalano la Mozartina di Paularo, significativa raccolta di strumenti musicali antichi e moderni, fra i quali primeggiano un organo positivo del 600, preziosi fortepiani e clavicembali, e il Museo dellorologeria di Pesariis, esposizione di orologi da parete e da torre che testimonia levoluzione della tecnica orologiaria nellarco degli ultimi trecento anni. Il Presepio di Teno a Sutrio, nato come rappresentazione della Santa Nativit, si arricchito con il passare degli anni di varie scene popolari raffiguranti gli usi e costumi tradizionali del paese.

PRIMA SEZIONE

Aspetti Generali
Perch un Museo Geologico della Carnia
A PAGINA 12

Il percorso espositivo
DA PAGINA 13 A PAGINA 14

La storia delle ricerche geologiche in Carnia


A PAGINA 15

Le rocce
DA PAGINA 16 A PAGINA 21

Il tempo geologico
DA PAGINA 22 A PAGINA 27

I fossili
DA PAGINA 28 A PAGINA 30

Tettonica
DA PAGINA 31 A PAGINA 33

Geologia e paesaggio
DA PAGINA 34 A PAGINA 37

questa sezione contraddistinta dal colore verde

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Aspetti generali

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Aspetti generali

Perch un Museo Geologico della Carnia


La lunga storia del territorio carnico raccolta in una potente successione - unica in Italia - nella quale registrata tutta levoluzione geologica di questo settore alpino per un intervallo di circa 450 milioni di anni. Posti uno sopra laltro gli strati rocciosi supererebbero i diecimila metri: una enorme colonna in cui ogni centimetro contiene testimonianze fossili, indicazioni ambientali e climatiche quali non sono conservate in alcuna altra zona italiana ed in pochissime europee. La completezza della successione rocciosa ordoviciano-giurassica e la ricchezza in fossili, che testimoniano spesso fatti assai significativi nella storia della vita sulla Terra, sono la ragione della nascita di questo Museo, unistituzione che vuole rappresentare non solo un contenitore per la salvaguardia di importanti testimonianze culturali, ma anche uno sprone per un ulteriore sviluppo degli studi geologici in Carnia.

Il percorso espositivo
Il settore espositivo del Museo Geologico della Carnia suddiviso in due parti: quella generale (indicata dalla fascia verde), costituita dalle prime bacheche e vetrine, illustra - a brevi cenni - i temi generali delle scienze geologiche, calandoli nella realt, particolarmente significativa, della Carnia. Il nucleo del museo poi costituito dallesposizione della storia geologica del territorio che va dallOrdoviciano superiore allorogenesi Alpina: in rosso vengono indicate le prime fasi della storia geologica della Carnia pertinenti al Paleozoico ed in blu quelle relative al Mesozoico. Ogni periodo illustrato da una coppia di disegni, che descrivono le condizioni paleogeografiche e ambientali del territorio in quel determinato momento geologico, corredata da un testo esplicativo. In particolare sono stati realizzati dei diagrammi a blocchi che rappresentano la paleogeografia di un settore del territorio carnico. Vengono poi illustrati i pi interessanti gruppi di fossili esposti nelle vetrine. Accanto ai fossili trovano posto le pi significative rocce affioranti nel territorio con lindicazione dellunit geologica da cui provengono. La conoscenza delle caratteristiche litologiche, del contenuto in fossili, dellassetto strutturale di unarea permette di ricostruirne levoluzione attraverso il tempo geologico. cos che oggi possiamo attraverso ricostruzioni pi o meno semplificate - riconoscere in quali ambienti e condizioni climatiche si sono formate

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Aspetti generali

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Aspetti generali

le rocce che costituiscono lattuale area carnica. Il Museo inoltre costituisce un punto di riferimento per itinerari geologici nel territorio che vengono proposti nel percorso espositivo. Unapposita area viene dedicata agli audiovisivi ed ai supporti multimediali. Il settore conclusivo del Museo dedicato ai bambini: una serie di giochi scientifici basati su temi ed illustrazioni che richiamano lesposizione permette ai fruitori pi giovani di verificare autonomamente le proprie conoscenze e capacit, avvicinandosi in maniera divertente alle tematiche delle Scienze della Terra.

La storia delle ricerche geologiche in Carnia


I primi studi di un certo livello scientifico sulla geologia della Carnia risalgono ad oltre un secolo fa e si devono ad autori di lingua tedesca: L. Von Buch, F. Hauer, E. Suess, G. Stache, F. Frech ed altri. Fra gli italiani vanno certamente ricordati, in quel periodo, G. A. Pirona e T. Taramelli. Il grande studioso della geologia e dei fossili della Carnia stato per Michele Gortani (1885-1966), in particolare con le "Contribuzioni allo studio del Paleozoico Carnico", scritte a volte in collaborazione con altri autori, soprattutto P. Vinassa de Regny. In anni pi recenti la Carnia stata oggetto di indagine da parte della "scuola bolognese" creata nellateneo emiliano da Michele Gortani. Essa si occupata soprattutto del Paleozoico Carnico e del Triassico. Dellarea si interessano anche le Universit di Trieste e Padova e gli studiosi della scuola austriaca. Negli ultimi anni lo studio paleontologico, soprattutto del Triassico, ha subito - grazie anche alle segnalazioni di molti appassionati - un notevole sviluppo per opera del Museo Friulano di Storia Naturale. Coinvolgendo importanti istituzioni italiane e straniere si , ad esempio, posto sotto nuova luce il problema dellorigine degli Pterosauri; i resti pi antichi di questi animali sono

Michele Gortani, linsigne geologo carnico.

stati, infatti, ritrovati in Carnia.

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Aspetti generali

Rocce ignee: formate dal raffreddamento dei magmi, quindi dalla solidificazione di un fluido pi o meno viscoso, sono caratterizzate dalla presenza di cristalli generalmente ben riconoscibili. Questi saranno ben formati e circa delle stesse dimensioni nelle rocce intrusive che solidificano in profondit e quindi lentamente, mentre saranno presenti grandi cristalli in una pasta di fondo generalmente vetrosa nelle rocce vulcaniche (effusive, quindi con rapido raffreddamento). Esistono ovviamente termini intermedi fra questi. La classificazione si basa poi sulla percentuale di silice presente: si definiscono acide se questa superiore al 65% e basiche se inferiore al 52%. In Carnia queste rocce sono poco diffuse.

Le rocce
Il primo elemento che si deve esaminare per poter comprendere e disegnare levoluzione geologica di un territorio rappresentato dalle rocce che lo costituiscono. Questi aggregati di minerali vengono suddivisi, in base alla loro origine, in tre categorie principali. Nellesaminarle, per, fondamentale tenere ben presente come il nostro pianeta sia in lenta e continua evoluzione, ci fa s che, per i vari processi che ad essa sono connessi, le rocce subiscano trasformazioni che comportano un continuo passaggio da una categoria allaltra: una roccia sedimentaria coinvolta nei processi orogenetici potr trasformarsi in metamorfica oppure, se viene portata in profondit dal movimento delle zolle, venire fusa ed alimentare un bacino magmatico.

Si tratta di rocce vulcaniche: quelle del Carbonifero medioinferiore (Formazione del Dimon) sono ialoclastiti basiche (rocce vulcaniche con pasta di fondo vetrosa), mentre nel Triassico medio (Formazione di Rio Freddo) si depositano ignimbriti e tufiti acide che derivano da lave ricche di gas. Rocce sedimentarie: sono formate dalla deposizione di particelle pi o meno grandi di materiale roccioso o minerali, chiamate sedimento. Esso si origina dalla disgregazione di rocce gi formate, o dalla frantumazione di materia organica dura, per esempio le conchiglie. Come tutti sappiamo per aver visto un fiume in piena, reso torbido dal fango in sospensione, i sedimenti vengono generalmente trasportati dalle acque verso zone di deposizione come i laghi o il mare ove avviene il processo di litificazione. Le rocce sedimentarie vengono suddivise secondo la loro genesi in tre grandi categorie: clastiche, chimiche e organo-

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Aspetti generali

gene. Le rocce clastiche vengono suddivise in base a dimensioni e forma delle particelle che le compongono: cos come si ha una suddivisione dei sedimenti in argilla, fango, sabbia e ghiaia, in ordine di dimensioni crescenti delle particelle, si suddividono le rocce in argilliti, siltiti, areniti (arenarie se di composizione silicea) e brecce (conglomerati se gli elementi sono arrotondati). Le rocce clastiche con una parte circa uguale di argilla e calcare vengono definite marne. Possono rientrare nella categoria delle rocce sedimentarie clastiche anche le rocce piroclastiche che si formano per laccumulo dei materiali lanciati dai vulcani durante le fasi esplosive delle eruzioni. Le rocce chimiche si formano per precipitazione di sostanze presenti nellacqua: pi comunemente si tratta di carbonato di calcio che porta alla formazione di calcare o di carbonato doppio di calcio e magnesio che forma la dolomia. Altre rocce chimiche (gessi, anidriti) si formano per
Successione di dolomie bituminose stratificate in Dolomia di Forni a Preone Sulla destra: Affioramento di rocce sedimentarie del Permiano presso Paularo

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Aspetti generali

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Aspetti generali

evaporazione delle acque e precipitazione, per sovrassaturazione, dei sali in esse contenuti. Anche il salgemma ha questa origine e le saline sfruttano questo principio per ottenere il sale marino. Le rocce organogene derivano dallaccumulo di resti di organismi. Nel caso di apparati di scogliera, ad esempio, si formano rocce il pi delle volte a composizione carbonatica (calcari organogeni). Di composizione silicea sono diatomiti e radiolariti. Le rocce sedimentarie sono le pi diffuse nel territorio carnico, ove sono presenti gran parte dei tipi illustrati; calcari e dolomie sono comunque quelle pi comuni.

Rocce metamorfiche: si formano per deformazione e ricristallizzazione di rocce gi formate (sia sedimentarie che ignee) a causa di forti pressioni o elevate temperature. La trasformazione avviene allo stato solido, senza cio il passaggio allo stato fuso. Una tipica roccia metamorfica, il marmo di Carrara, un calcare ricristallizzato. In Carnia sono presenti solo rocce sedimentarie debolmente metamorfosate (ad esempio alcuni calcari del Devoniano), mentre nel settore cadorino affiorano le Filladi della Val Visdende, rocce metamorfiche di basso grado.

La cava di Rosso ammonitico di Verzegnis (calcari Giurassici). Il materiale estratto viene chiamato comunemente marmo, anche se il ter-

mine scientificamente si riferisce solamente alle rocce calcaree metamorfosate

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Aspetti generali

Il tempo geologico
Si ritiene che il nostro pianeta abbia una et di oltre 4,6 miliardi di anni. Le pi antiche rocce derivate da sedimenti risalgono a circa 3,75 miliardi di anni fa. Questo lunghissimo lasso di tempo stato suddiviso in diversi segmenti secondo un ordine gerarchico. Ogni era comprende diversi periodi i quali a loro volta sono suddivisi in piani o et. Questo permette una migliore risoluzione temporale quando si voglia datare un corpo roccioso. Ad ogni intervallo di tempo (unit cronostratigrafica) infatti, corrispondono dei corpi di roccia (unit litostratigrafica) formatasi durante lintervallo stesso. (Per esempio: durante il Triassico - periodo di tempo - si sono formate tutte le rocce triassiche). Ogni suddivisione del tempo presenta un nome che pu derivare dai luoghi in cui per la prima volta ne vennero studiate le rocce (ad esempio Devoniano dalla regione inglese del Devonshire, Carnico da Carnia), oppure da nomi storici o termini greci (ad esempio, Siluriano dalla antica trib gallese dei Siluri, Eocene da eo = aurora e cene = recente). Per studiare e datare le successioni di rocce ci si basa sul principio di sovrapposizione stratigrafica in base al quale, se non sono intervenuti fattori esterni che ne hanno alterato i rapporti geometrici, ogni roccia pi antica di quella che le sta sopra e pi recente di quella che le sta sotto. La datazione relativa di un corpo roccioso si basa anche sulla presenza dei fossili grazie al fatto che durante ogni intervallo di
La colonna stratigrafica semplificata del territorio Carnico

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Aspetti generali

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Aspetti generali

tempo sono vissute specie caratteristiche. Per poter meglio definire i rapporti fra le varie compagini rocciose queste vengono riunite in formazioni, cio un insieme di depositi formatosi in un ambiente sedimentario. Le formazioni vengono generalmente definite in base alla localit tipica ed alla litologia che le caratterizza e possono essere riunite in gruppi. I rapporti geometrici (cio i passaggi sia verticali che laterali) fra i corpi rocciosi che costituiscono la successione stratigrafica carnica sono piuttosto complessi. La colonna stratigrafica proposta molto semplificata ed in essa, per una maggiore comprensibilit, sono state omesse alcune formazioni; inoltre gli spessori rispettano larco temporale di deposizione dei sedimenti e non la reale potenza dellunit rocciosa. Le aree bianche presenti identificano fasi di emersione con attivit prevalentemente erosiva piuttosto che deposizionale, legate spesso a fasi orogenetiche. I diagrammi a blocchi illustrano la serie di ambienti deposizionali che si sono succeduti durante il Paleozioico e Mesozoico in Carnia. Essi rappresentano un settore di circa 20 per 10 Km orientato da Nord verso Sud.
Devoniano - 370 milioni di anni fa Siluriano - 420 milioni di anni fa Ordoviciano superiore - 440 milioni di anni fa

Devoniano superiore-Carbonifero inferiore - 350 milioni di anni fa

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Aspetti generali

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Aspetti generali

Carbonifero superiore-Permiano inferiore - 300 milioni di anni fa

Carnico (Triassico superiore) - 215 milioni di anni fa

Permiano superiore - 240 milioni di anni fa

Norico-Retico (Triassico superiore) - 200 milioni di anni fa

Triassico inferiore - 230 milioni di anni fa

Giurassico - 180 milioni di anni fa

Anisico-Ladinico (Triassico medio) - 220 milioni di anni fa

Cretaceo - 100 milioni di anni fa

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Aspetti generali

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Aspetti generali

I fossili
I fossili sono le testimonianze di organismi vissuti nel passato. Queste testimonianze comprendono non solo parti del corpo (ossa, gusci, foglie) ma anche le tracce dellattivit degli organismi stessi. Quando un organismo muore viene distrutto quasi completa-

mente dallazione di predatori e di batteri (putrefazione). Le parti dure (denti, ossa, conchiglie) hanno maggiori probabilit di conservazione e costituiscono la gran parte dei fossili che ritroviamo oggi nelle rocce. Solo eccezionalmente si possono conservare anche le parti molli degli organismi. Questo il caso dei giacimento di Bolca (Verona), formatosi in ambiente marino con acque prive di ossigeno, dove predatori e necrofagi non potevano vivere. Il particolare tipo di ambiente ha permesso la conservazione di numerosi pesci interi, piante e insetti. Anche il giacimento paleontologico di Preone presenta unassociazione fossile di grande interesse con la conservazione, ad esempio, di organismi assai delicati come i crostacei che hanno parti chitinose non particolarmente resistenti. Anche in questo caso si tratta di un bacino in cui le acque al fondo erano prive di ossigeno (bacino anossico). I pesci e le piante sono generalmente conservati come una sottile pellicola di sostanza carboniosa o fosfatica. Le conchiglie ed altre parti del corpo degli organismi possono conservare la composizione originaria oppure possono essere sostituite da vari minerali (soprattutto calcite, ma anche ossidi e solfuri di ferro, silice, ecc.). Spesso il guscio si dissolve completamente e rimane solo il riempimento della parte dove viveva lanimale (modello interno); in altri casi rimane solo una cavit oppure limpronta esterna delloriginaria conchiglia. I vegetali in ambiente subaereo possono essere incrostati da

Modello interno di Monophyllites, un ammonoide proveniente dai depositi del Ladinico di Forni di Sotto. Si notino le linee di sutura

carbonato di calcio depositato da acque ricche di questo

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Aspetti generali

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Aspetti generali

minerale; i resti organici marciscono e scompaiono mentre rimane la loro impronta sul minerale incrostante (travertino). I resti vegetali possonoi subire il processo di carbonificazione, cio un arrichimento in Carbonio. Al termine del processo non rimane nulla della struttura originaria ed il resto organico trasformato completamente in carbone. Pi raramente si possono conservare parti organiche molli mediante processi di distillazione, con possibile formazione di pellicole fosfatiche. Sono fossili, cio testimonianza della vita del passato, anche le tracce, le impronte, le piste o i coproliti (escrementi fossili). Esistono poi dei depositi di origine inorganica che imitano le forme dei fossili e sono chiamati pseudofossili. Tipiche sono le dendriti di manganese, formate da piccolissimi cristalli depositati dalle acque lungo sottili fratture della roccia, che assomigliano a minuti alberi fittamente ramificati. Per loro natura i fossili si trovano quasi esclusivamente nelle rocce sedimentarie perch nelle rocce metamorfiche vengono distrutti dalla pressione e dalla temperatura e le masse fuse che formano quelle magmatiche non ne permettono la conservazione.

La tettonica
I continenti non sono fermi ma si muovono lentamente uno rispetto allaltro cambiando, in tempi geologici, continuamente posizione. Questo dovuto alla presenza, soprattutto sul fondo degli oceani, di fratture della crosta terrestre (dorsali oceaniche) da cui fuoriesce roccia fusa che, raffreddandosi, crea nuova crosta. La nuova crosta sembra quasi spingere lateralmente quella gi esistente: questo spostamento in realt connesso ai movimenti (moti convettivi) che avvengono allinterno della parte fluida del mantello terrestre (astenosfera). Le fratture della crosta ne dividono la superficie in tante zolle di diverse dimensioni. Le spinte legate ai moti convettivi causano il movimento

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Aspetti generali

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Aspetti generali

delle zolle su cui si trovano i continenti. Questo il caso, di una piccola zolla - quella Adriatica - che circa 100 milioni di anni fa incominci ad essere coinvolta dal movimento delle grandi zolle africana, verso Nord, ed europea verso Sud. La compressione dei margini della zolla adriatica ha portato (e sta tuttora portando) allinnalzamento dei margini stessi, con la formazione delle catene Alpine, Appenniniche e Dinariche. Infatti quando due o pi continenti, nel movimento delle loro zolle, entrano in collisione, i sedimenti, ormai rocce, depositati sui loro margini, vengono compressi, strizzati, innalzati a formare le catene montuose in un processo chiamato orogenesi. Lassetto strutturale dellarea montuosa carnica quindi il risultato di una serie di complessi movimenti causati da sforzi, in gran parte compressivi, che hanno deformato la successione dei terreni precedentemente deposti con pieghe, faglie ed accavallamenti. Lerosione e i depositi recenti hanno in parte modellato e mascherato questo assetto ma possibile seguire abbastanza agevolmente queste strutture tettoniche, anche per parecchi chilometri. Nello schema strutturale risulta evidente come le linee tettoniche pi complesse siano generalmente orientate in senso Est-Ovest. Esse portano a sovrapporre termini pi antichi su quelli pi recenti. I movimenti che hanno determinato questa situazione sono avvenuti in vari momenti della lunga e complessa storia geologica di questo territorio. I primi di cui si hanno tracce sono

del Carbonifero superiore, mentre quelli pi recenti, di cui si hanno le maggiori evidenze, sono del Miocene-Pliocene quindi, indicativamente, fra i 25 ed i 2 milioni di anni fa. Dal Pliocene in poi, nel Quaternario, specialmente la zona prealpina a Sud del Tagliamento ha registrato movimenti tettonici recenti, con una vivace attivit sismica.

Schema strutturale semplificato dellarea carnica. Sono rappresentate con linee semplici le faglie verticali, con movimento per lo pi trascorrente, e con linee e triangoli gli accavallamenti, dove triangolino giace dalla parte del lembo che si accavalla sullaltro. Le linee di maggiore importanza sono indicate con L. (da Venturini)

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Aspetti generali

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Aspetti generali

Geologia e paesaggio
Spesso non ci si rende conto di quale sia il ruolo giocato dalla geologia nellevoluzione di unarea geografica. Ci avviene perch i fenomeni geologici si misurano normalmente in termini di tempo molto pi lunghi dellesistenza di un individuo, ma laspetto di un territorio, la sua morfologia o, meglio, quello che comunemente chiamiamo paesaggio, fortemente condizionato dalla litologia che lo costituisce e dallassetto tettonico. Per queste ragioni anche in un territorio non particolarmente esteso come la Carnia si possono notare morfologie ben differenziate. Si gi accennato alla estrema variabilit delle rocce presenti ed al complesso reticolo di disturbi tettonici orientati

prevalentemente Est-Ovest e Nord-Sud: le stesse direzioni secondo le quali si sviluppano le principali valli fluviali. Alcuni esempi possono permettere di individuare gli elementi che hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione del paesaggio odierno. La vasta piana del Cason di Lanza rappresenta la separazione fra i bacini idrografici del Tagliamento e del Fella. La sua morfologia condizionata dai litotipi affioranti, dallassetto tettonico e, soprattutto, dallintenso modellamento operato dai ghiacciai che, sino ad alcune migliaia di anni fa, ricoprivano larea. I corsi dacqua, a parit di altre condizioni, si impostano spesso lungo faglie che rendono la compagine rocciosa pi facilmente erodibile. La stretta valle del Torrente Vinadia presso Tolmezzo un classico esempio di profonda incisione fluviale il cui sviluppo stato condizionato dai

Nota per la leggenda ad essa collegata e per la particolare forma dellingresso la Grotta di Attila che si apre nei livelli permiani dei Piani di Lanza

Larea di Cason di Lanza con sullo sfondo la Creta dAip. La morfologia della piana legata al modellamento glaciale

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Aspetti generali

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Aspetti generali

lineamenti tettonici presenti. Le acque non creano solo valli fluviali: la presenza di rocce carbonatiche (calcari, calcari dolomitici) rende possibile lo sviluppo del fenomeno carsico. Importanti ed estesi sistemi ipogei sono stati esplorati nei massicci del M. Cavallo e del M. Verzegnis. Destano un certo interesse anche i fenomeni carsici sviluppati nei conglomerati quaternari dellarea di Cavazzo Carnico. Di et permiana anche la formazione a Bellerophon: lelevata erodibilit di alcuni suoi livelli presenti nellarea ad Ovest di Sauris la causa prima di un paesaggio tipicamen-

te calanchivo. Queste aree risultano spesso instabili ed i gessi presenti fungono da lubrificante favorendo i fenomeni franosi. Un altro esempio interessante quello del M. Amariana che con la sua tipica morfologia sovrasta Tolmezzo. Ai suoi piedi si estende una ampia conoide costituita dallaccumulo di frammenti di Dolomia Principale, una formazione assai diffusa e datata al Triassico superiore. Le faglie che la interessano portano alla triturazione della dolomia che, una volta fratturata, ha la tendenza a non ricristallizzare e quindi a formare grandi accumuli detritici.

Nella Vallata di Fleons affiorano le filladi che, secondo alcuni autori, costituiscono il basamento della successione stratigrafica della Carnia

In primo piano il bacino artificiale di Verzegnis, sullo sfondo, il monte Amariana e lampio conoide detritico

SECONDA SEZIONE

La storia geologica del territorio


PALEOZOICO
DA PAGINA 40 A PAGINA 64

Ordoviciano Superiore Siluriano Devoniano Carbonifero Inferiore e Orogenesi Ercincia Carbonifero Superiore - Permiano Inferiore Permiano Medio - Superiore MESOZOICO
DA PAGINA 65 A PAGINA 91

Triassico Inferiore: Scitico Triassico Medio: Anisico e Ladinico Triassico Superiore: Carnico Triassico Superiore: Norico e Retico Giurassico Cretacico, Cenozoico e Orogenesi Alpina
questa sezione contraddistinta dai colori rosso e blu

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La storia geologica del territorio

PALEOZOICO
Ordoviciano Superiore
(450-435 milioni di anni fa)
gio-verdi e giallastre. Note con il nome di Formazione di Uqua, affiorano lungo il confine con lAustria e in particolare presso Paularo (Casera Valbertad), dove sono molto fossilifere. Le rocce dellOrdoviciano superiore poggiano su rocce metamorfiche di et incerta definite come basamento. Secondo alcuni autori quelle pi antiche sono le filladi (rocce debolmente metamorfosate) della formazione della Val Visdende e di Fleons.

I pi antichi fossili presenti nelle Alpi Carniche risalgono alla fine dellOrdoviciano, il secondo periodo del Paleozoico, e sono rappresentati da Briozoi, Brachiopodi (Orthida), Cistoidi (Corylocrinus), e Trilobiti (Dalmanitina). Si tratta di organismi marini che abitavano i fondali di un mare poco profondo situato a ridosso di un piccolo continente o di una grande isola. I resti di questultima sono presenti ad occidente, nella valle dellAdige. Il clima era temperato-freddo a causa di una calotta glaciale formatasi nellarea corrispondente allodierno deserto del Sahara. Le rocce formatesi durante lOrdoviciano, fra le pi antiche dellarco alpino meridionale, sono principalmente siltiti gri Affioramento di rocce dellOrdoviciano superiore presso Casera Valbertad (Paularo)

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

I Briozoi
Sono piccoli (1/2 mm circa) animali a forma di polipo che vivono riuniti in colonie. Ogni individuo protetto da un rivestimento calcareo o chitinoso entro il quale vive. Le colonie hanno forma variabile da ramose a massicce. I Briozoi apparvero nellOrdoviciano e sono tuttora molto diffusi in ambiente marino.

Il calice, ancorato al fondo mediante un peduncolo, era composto da diverse placche poligonali che, allo stato fossile, spesso si rinvengono isolate nelle rocce. I Cistoidi comparvero nellOrdoviciano e si estinsero nel Devoniano.

I Trilobiti
Erano organismi marini appartenenti al gruppo degli Artropodi (di cui fanno parte ragni, granchi, insetti, ecc.). Derivano il pro-

fap

prio nome dalla triplice ripartizione del corpo, coperto da un carapace rigido, in cefalo (testa), torace e pigidio. Vivevano per lo pi presso il fondo ma alcune forme potevano forse galleg-

ap

es

giare. Nelle rocce siluriane della Carnia si rinvengono i generi Aulacopleura, Encrinurus, Cerauroides e Scutellum. I Trilobiti
parete di zoario ingrandita

zoario

Rhyniditya

popolavano i mari dal Cambriano al Permiano e sono importanti fossili guida (per la loro diffusione e rapida differenzia-

Fenestella

zione vengono utilizzati per datare le unit rocciose).

giabella gena

occhio

cefalo

Archimedes

Archimedes

zoario in posizione di vita

rachide torace

I Cistoidi
Erano forme primitive di Echinodermi (sono, quindi, imparentati coi ricci di mare e le stelle marine), caratterizzati da un calice ovale o sferico munito di numerose appendici.

pleura

pigidio

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La storia geologica del territorio

Siluriano
(435-395 milioni di anni fa)

I Brachiopodi
Sono organismi marini provvisti di conchiglia bivalve. Esternamente possono assomigliare ai Bivalvi (vongole, cozze, ecc.), ma in realt il corpo molle di questi ultimi totalmente diverso da quello dei Brachiopodi. Unaltra caratteristica la presenza di un peduncolo che esce da un foro nella punta della valva pi grande, il quale viene utilizzato per ancorarsi sul fondo. Hanno quindi valve asimmetriche, che prendono i nomi di valva dorsale o bracchiale e valva ventrale o peduncolare. I Brachiopodi furono molto diffusi e diversificati durante il Paleozoico e Mesozoico. Attualmente sono estremamente ridotti e sono stati sostituiti nelle loro nicchie ecologiche dai Bivalvi. Rappresentano il gruppo di organismi fossili pi comuni nelle rocce marine paleozoiche della Carnia. Allinizio del Siluriano il mare che ricopriva larea carnica si approfond. Si ritiene che questo sia avvenuto a causa del graduale scioglimento della calotta glaciale sahariana e al conseguente innalzamento del livello marino. Si formarono inoltre alcune zone marine pi profonde (bacini) per lo spro-

Un esemplare di brachiopode (Orthida) proveniente dalle siltiti dellOrdoviciano superiore

Cardiola interrupta, Cardiola gibbosa e impronte di Ortoceratidi (provenienti da Creta di Collinetta)

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

fondamento differenziato di porzioni di crosta terrestre. Caratteristiche di questi bacini sono rocce nere a grana fine (argilliti e siltiti) facilmente sfaldabili, ricche di organismi chiamati Graptoliti. Nelle altre zone marine erano comuni Ortoceridi, Bivalvi, Gasteropodi, Brachiopodi e Trilobiti. Tipico il bivalve Cardiola. Verso la fine del Siluriano il livello del mare torn ad abbassarsi gradualmente. Calcari grigi formatisi in acque basse, ora affioranti nella zona del M. Zermula e ricchi di Tetracoralli e Tabulati testimoniano questo abbassamento. Anche le rocce siluriane, principalmente calcari neri e rossastri, affiorano soprattutto lungo il confine italo-austriaco. Particolarmente fossilifere sono quelle presenti nella Creta di Collinetta, nella zona del Passo di Volaia e nei dintorni di Rigolato.

Gli Ortoceridi
Erano Cefalopodi (imparentati, quindi, con gli attuali seppie e calamari) muniti di una lunga conchiglia conica. La conchiglia era divisa allinterno, mediante setti trasversali, in tante camere. Lanimale abitava la pi esterna, mentre le altre erano riempite di gas e potevano essere colmate o svuotate dallacqua mediante un sifone, per permettere lo spostamento verticale nelle profondit marine. Gli ortoceridi vissero dallOrdoviciano al Triassico, poi si estinsero.

Lungo il Rio Malinfier (Paularo) affiorano rocce di et siluriana con piccole mineralizzazioni a pirite

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

I Graptoliti
Erano un gruppo di Invertebrati marini coloniali vissuti esclusivamente nel Paleozoico. Le colonie erano formate da strutture nastriformi (rabdosomi) sulle quali erano situate le teche in cui vivevano gli individui. I rabdosomi potevano fissarsi su di una struttura che ne permetteva il galleggiamento (pneumatoforo). Per la loro particolare struttura i graptoliti vengono considerati come i progenitori dei Cordati (e quindi dei Vertebrati).

I Bivalvi
Noti anche con il termine di Lamellibranchi, sono Molluschi di acqua dolce o marina, comparsi nellOrdoviciano. Sono dotati di una conchiglia formata da due valve che si articolano mediante una cerniera. Le due valve sono generalmente simmetriche (speculari luna allaltra), ma vi sono alcuni gruppi nei quali questa simmetria scompare (Griphaea e, soprattutto, Rudiste). Molti bivalvi vivono infossati nella sabbia, altri ancorati o cementati al fondale, alcuni si spostano grazie ad un piede (bisso). Sono filtratori e utilizzano dei sifoni (inalanti ed esalanti) dai quali assumono ed espellono lacqua che permette la respirazione e lalimentazione.

legamento conchiglia branchie intestino mantello linea palleale linea palleale piede

legamento

umbone muscolo adduttore

dente cardinale dente posteriore laterale fossetta cardinale

sifone inalante sifone esalante

muscolo adduttore bocca

cavit del mantello branchie piede

R fossetta posteriore laterale

Devoniano
(395-345 milioni di anni fa)

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La storia geologica del territorio

Gasteropodi (Tremanotus, Bellerophon, Pleurotomaria, ecc.), Crinoidi, Tetracoralli, Tabulati (Favosites), Stromatoporidi, Alghe calcaree, Bivalvi e Trilobiti (Scutellum, Harpes, Calymene e Crotalocephalus). Le scogliere coralline possono vivere e svilupparsi solo in determinate condizioni ambientali: acque limpide, salinit costante, temperatura attorno ai 22-24, forte ossigenazione e possibilit per gli organismi di vivere in prossimit della superficie del mare. Durante la parte finale del Devoniano le scogliere vennero sommerse a causa dello sprofondamento del settore di crosta terrestre su cui si trovavano. Questo fenomeno legato ad una fase distensiva che connessa ai primi segni della Nel Devoniano labbassamento del livello marino e la posizione dellarea carnica nella fascia tropicale favorirono lo sviluppo di scogliere coralline. Esse erano situate probabilmente in mare aperto, lontano da terre emerse e circondate da bacini marini profondi. Le scogliere devoniane sono oggi testimoniate da spessori di rocce calcaree che superano i 1000 metri e che sono spesso ricchissime di fossili. Una scogliera corallina attuale formata da organismi che vivono in acque basse, calde e ben ossigenate (Coralli, Alghe), che ne costituiscono il nucleo principale. Ci sono poi animali accessori (Gasteropodi, Bivalvi, ecc.) che vivono tra gli organismi citati e nella laguna che si forma dietro la scogliera. I depositi devoniani della Carnia sono ricchi di Brachiopodi (Glossinotoechia, Retzia, Karpinskia, ecc.),
Cefalo di trilobite (Scutellum cfr. rhinoceros) proveniente dal Passo di Volaia

orogenesi ercinica. La velocit di sprofondamento fu tale che gli organismi costruttori, variando le condizioni di profondit, e quindi di illuminazione, si estinsero.

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

Sopra i resti delle scogliere si depositarono calcari di mare profondo con resti di piccoli Ammonoidi (Climenidi e Goniatitidi) e Trilobiti (Trimerocephalus). Questi calcari sono particolarmente fossiliferi nei dintorni di casera Pramosio. I resti delle antiche scogliere devoniane, testimoniati da spessi banchi calcarei, affiorano dal Tarvisiano sino alla zona del Passo di Volaia. In particolare costituiscono gran parte del massiccio del M. Coglians, dove presentano un tipico colore grigio o nerastro e sono ricchissimi di fossili.

I Gasteropodi
Sono Molluschi forniti di conchiglia spiralata a spira pi o meno alta. Esempio tipico la comune chiocciola. Posseggono un piede strisciante usato nella locomozione, un encefalo abbastanza sviluppato, e organi di senso sul capo (occhi e tentacoli). Alcuni Gasteropodi chiudevano, per difesa, lapertura della conchiglia con un tappo calcareo chiamato opercolo. I gasteropodi comparvero nel Cambriano e sono diffusi ancor oggi come specie di acqua salata, dolce e di terraferma.

apice angolo di sutura mantello costa conchiglia altezza dallultima spira

opercolo aparture occhio labbro bocca canale sifonale asse piede

Larea del Passo di Volaia, circondata da potenti cime costituite da rocce del Devoniano

Un gasteropode (Euomphalidae) proveniente dal Passo di Volaia Le Climenie sono ammonoidi che si ritrovano nei depositi di mare profondo della fine del Devoniano (Pramosio)

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

I Tetracoralli
Detti anche Rugosi, erano polipi che vivevano entro edifici carbonatici da loro stessi costruiti. Potevano essere isolati o formare colonie. Sono apparentemente simili ai coralli attuali (Esacoralli), dai quali si differenziano per alcune strutture della parte carbonatica. I tetracoralli comparvero nellOrdoviciano e si estinsero alla fine del Permiano.

Palaeocyclus

Palaeocyclus

Kedonophillum

Acervularia

Cysthophyllum

Ricostruzione dellassociazione di scogliera del Devoniano.

Distrubuzione dei principali gruppi di organismi animali

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La storia geologica del territorio

Carbonifero Inferiore e Orogenesi Ercinica


(345-310 milioni di anni fa)

I Tabulati
Erano organismi marini coloniali. Si trattava di polipi che costruivano dei complessi a nido dape secernendo carbonato di calcio. Ogni polipo viveva nella sua cella di forma prismatica allungata. Le celle erano suddivise trasversalmente da sottili lamine (tabule) di carbonato di calcio, da cui il nome Tabulati. Comparvero nellOrdoviciano, si estinsero nel Permiano.

I Crinoidi
Chiamati comunemente gigli di mare, sono Echinodermi (sono imparentati quindi con i ricci di mare e le stelle marine). Il loro corpo, formato da prismi di carbonato di calcio, diviso in tre parti: radici, colonna o peduncolo e corona, questultima formata da un calice munito di numerose braccia. La parte che si ritrova pi comunemente fossilizzata la colonna, suddivisa in numerosi elementi (articoli) cilindrici. I Crinoidi vivono per lo pi fissati al fondo marino mediante le radici. Comparvero nellOrdoviciano e furono particolarmente frequenti nel Paleozoico e Mesozoico.
direzione della corrente pinnule

Allinizio del Carbonifero nel mare dellattuale territorio carnico si accumularono grandi quantit di sedimenti derivati dallerosione di lontane aree emerse (Flysch dellHochwipfel). Erano inoltre presenti apparati vulcanici da cui fuoriuscivano grandi quantit di lave che solidificavano a contatto con lacqua (Ialoclastiti della formazione del Dimon). Durante la prima parte del Carbonifero, Africa e America Settentrionale, nella loro deriva, vennero a collidere. Le rocce ai margini dei

braccia

tubo anale

continenti, a causa di spinte compressive, si corrugarono ed emersero dal mare. Si formarono cos catene montuose

calice

situate nellodierna costa orientale di Stati Uniti, Marocco, Spagna, Francia, Germania (catena Ercinica). In Carnia e nel vicino Pontebbano, si sollev la cosiddetta catena Paleocarnica, che non era sviluppata come lattuale catena

radici

alpina; fu erosa ed in gran parte sepolta sotto i sedimenti.

Carbonifero Superiore Permiano Inferiore


(310-255 milioni di anni fa)

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La storia geologica del territorio

Le rocce del Carbonifero superiore-Permiano inferiore affiorano estesamente presso Cason di Lanza

Lerosione e lo smantellamento della catena Paleocarnica forn grandi quantit di sedimenti (argille, sabbie e ghiaie) che, trasportati dai corsi dacqua, colmarono i bacini marini creando basse pianure alluvionali. Si vennero a formare larghe vallate con ricca vegetazione, rigogliosa soprattutto nelle ampie piane deltizie. Nella parte finale del Carbonifero, i rilievi da cui nascevano i corsi dacqua non erano pi quelli della catena Paleocarnica, ma una serie di montagne lontane situate in direzione OvestNord Ovest. A causa della posizione presso lEquatore, il clima era caldo e umido. Nei delta e nelle paludi il seppellimento di enormi quantit di resti vegetali, port alla formazione di grandi giacimenti di carbone (soprattutto negli Stati Uniti e Inghilterra) da cui deriva il nome del periodo.
Disposizione delle foglie delle pi note felci arboree del Carbonifero

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

Quando un fiume cambiava direzione, lo sprofondamento delle zone costiere, non compensato dallarrivo di nuovi sedimenti, causava lavanzamento del mare. Sopra le rocce di origine fluviale (siltiti, arenarie e conglomerati), ricche di resti vegetali, si trovano quindi rocce di origine marina (calcari, marne e siltiti) con Brachiopodi (Productidi, Spiriferidi, Isogramma, ecc.), Briozoi (tipico il genere Fenestella), Gasteropodi (Cylicioscapha), Trilobiti (Pseudophillipsia),

Bivalvi, ecc. I resti vegetali testimoniano la presenza in Carnia o in regioni adiacenti delle tipiche rigogliose foreste equatoriali costituite da piante primitive, senza fiori. Laccumulo dei resti di vegetali port anche nel territorio carnico alla formazione di lenti di carbone (lignite) di dimensioni per piuttosto limitate. Nella parte iniziale del Permiamo si verific il ritorno di condizioni francamente marine, con la formazione di calcari e

Sphenophyllum

Lepidodendron Psaronius Lyginopteris

Sigillaria

Neuropteris

Stylocalamites

Calamitina

Cordaites

Ricostruzione di piante carbonifere

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La storia geologica del territorio

Permiano Medio - Superiore


(255-230 milioni di anni fa)

scogliere coralline (che sono per di limitata estensione). Questi calcari, dal colore nerastro o rosato, contengono abbondanti resti di Fusulinidi, piccoli organismi unicellulari dal guscio calcareo, che sono fossili guida del PermoCarbonifero. Si rinvengono anche impronte lasciate nella sabbia umida da rettili e anfibi primitivi che costituiscono la pi antica testimonianza della presenza di tetrapodi nella regione. Gli affioramenti fossiliferi pi importanti sono localizzati nella zona di Cason di Lanza (Paularo).

Durante il Permiano medio la regione carnica fu soggetta ad un debole ma generalizzato sollevamento con linstaurarsi di un clima arido, testimoniato anche nel resto dellItalia settentrionale dalla formazione rocciosa delle Arenarie di Val Gardena. In essa, facilmente riconoscibile per il tipico colore rossastro, i fossili sono rari, se si escludono talvolta le impronte lasciate nel fango o nella sabbia da rettili e anfibi. Una pista attribuita ad un piccolo rettile stata scoperta in Carnia nei pressi di Ligosullo. Le condizioni climatiche favorivano comunque unelevata evaporazione portando anche alla deposizione di gessi e dolomie cariate che si sono formate in bacini chiusi (lagune), circondati da aree emerse o zone di mare aperto. Queste rocce caratterizzano il paesaggio di alcune vallate
Un frammento di vegetale (Neuropteris) proveniente da Cason di Lanza

carniche (Val Pontaiba, Val Pesarina) dove, alla loro pre-

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La storia geologica del territorio

MESOZOICO
senza, sono connessi fenomeni di forte instabilit dei versanti. Alla fine del Permiano il mare invase nuovamente la regione, lasciando a propria testimonianza rocce con fossili di organismi marini (Formazione a Bellerophon). Questi Gasteropodi fossili per non sono particolarmente numerosi e significativi e si associano a rari Bivalvi ed Ammonoidi.

Triassico Inferiore Scitico


(230-220 milioni di anni fa)

Nel Triassico inferiore vaste aree della Carnia erano ricoperte da un mare molto basso. Frequenti sono le testimonianze che indicano la presenza di pochi centimetri di acqua sopra i sedimenti, in un ambiente simile a quello di una riva di
Larea di Comeglians interessata da estesi affioramenti di depositi del Permiano superiore. I gessi sono anche sfruttati da una grande cava

spiaggia attuale. Tra i fossili sono comuni gli organismi marini come i Bivalvi, con la caratteristica Claraia clarai, i Gasteropodi (Naticella costata), gli Ammonoidi (Dinarites) e le stelle marine (ofiure). Le rocce formatesi nel Triassico inferiore (Formazione di Werfen), marne, siltiti ed arenarie, sono tipicamente multicolori, rosso vino, rosate, verdi, biancastre, grigie e giallastre. Sono particolarmente fossilifere nella zona di Sauris, Paularo e nella Val Pesarina.

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La storia geologica del territorio

Il moto ondoso in acque basse crea sul fondo sabbioso le increspature chiamate, con termine inglese, ripple-marks. Queste sono particolarmente marcate ed evidenti durante la bassa marea. Se nelle rocce si ritrovano queste strutture si sicuri della loro origine in acque estremamente basse

Sulla pagina di destra: le rocce della Formazione di Werfen, dal classico colore rossastro, affiorano nellarea di Paularo

Triassico Medio: Anisico e Ladinico


(220-210 milioni di anni fa)

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La storia geologica del territorio

seguiti da Ortoceridi, Nautiloidi (molto simili agli Ammonoidi), Bivalvi (con la specie tipica Daonella lommeli), Brachiopodi e Gasteropodi. Vertebre isolate e altri frammenti ossei testimoniano la presenza di Ittiosauri, rettili perfettamente adattati alla vita in mare e dallaspetto simile a quello degli attuali delfini. Gli individui pi grandi superavano i 4 metri di lunghezza. Rocce del Triassico medio affiorano in tutta la Carnia e sono particolarmente ricche di fossili sul M. Clapsavon, nei dintorni di Forni di Sotto e sul massiccio del M. Tersadia.

In questo intervallo di tempo, la Carnia era localizzata nella parte occidentale di un vasto mare chiamato Tetide che separava due grandi masse continentali formate dallunione degli attuali continenti. Il clima era tropicale. Durante il Triassico medio si presentarono ambienti assai differenziati. Nelle acque basse e calde tipiche di estese piattaforme carbonatiche, si accumulavano grandi spessori di calcari chiari, formati da minuti frammenti di gusci di conchiglie, da alghe calcaree e coralli; in acque pi profonde si formavano corpi sottili di calcari rossi, ricchissimi di fossili, calcari, siltiti e marne grigi, verdi e neri. Vi sono anche rocce basaltiche che testimoniano la presenza di attivit vulcanica con fuoriuscita di magmi (vulcaniti acide). Gli organismi pi diffusi erano gli Ammonoidi (Cuccoceras, Protrachyceras, Epigymnites, Proarcestes, Procladiscites, ecc.)
Ricostruzione della disposizione dei mari e delle terre emerse durante il Triassico. Con Apulia indicata la parte di crosta terrestre che successivamente dar origine allItalia (da Bosellini)

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Gli Ammonoidi
Erano Molluschi Cefalopodi (sono imparentati, quindi, con gli attuali seppie e calamari) muniti di una conchiglia esterna spiralata che ricorda vagamente per forma un serpente arrotolato. La struttura della conchiglia assomiglia a quella degli Ortoceridi poich suddivisa, mediante dei setti, in camere attraversate da
Cuccoceras cuccense, unammonoide che deriva il proprio nome dallarea di primo rinvenimento, il Monte Cucco presso Arta

un sifone che serviva a svuotarle o a riempirle di aria per favorire o meno il galleggiamento. Gli Ammonoidi si muovevano a reazione, espellendo acqua da un tubicino chiamato iponomo. Le loro conchiglie assunsero forme molto diverse, da globose a discoidali, da liscie a costate, con molti giri o con un solo giro di avvolgimento. Nei fossili limpronta lasciata dai setti sulla superficie interna della conchiglia d luogo a un disegno frastagliato caratteristico. Quello pi complesso detto ammonitico e vengono quindi definite Ammoniti solo quelle forme che presentano questa particolare linea di sutura. La parte

Esemplare di Natica sp. che conserva ancora parte della colorazione originale. Il reperto proviene dal Monte Cucco (Arta)

dove si trovavano le parti molli dellorganismo (camera dabitazione) non divisa da setti e quindi presenta, negli esemplari fossilizzati, una colorazione uniforme.

Frammenti di rettili marini (a sinistra una mandibola con alcuni denti e, a destra, frammenti post-craniali) provenienti dallAnisico dei dintorni di Arta

Cefalopodi del Ladinico provenienti dallaffioramento di Clap di Val (presso Forni di Sotto). Sturia semiarata (Ammonoide)

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Gli Ammonoidi comparvero nel Devoniano e si diffusero enormemente nel Mesozoico; si estinsero completamente alla fine del Cretaceo. Attualmente solo il Nautilus, abitante lOceano Pacifico, assomiglia esternamente ai componenti di questo gruppo che un tempo domin i mari.

I Tilacocefali
Erano dei Crostacei bentonici (vivevano cio sul fondo marino) che si nutrivano probabilmente di organismi morti. Le loro dimensioni erano comprese fra pochi millimetri sino ad una ventina di centimetri. Si estinsero alla fine del Cretacico e non vennero riconosciuti come un gruppo a se stante sino ai primi anni 80.

Cefalopodi del Ladinico dallaffioramento di Clap di Val (presso Forni di Sotto) Sopra: Anolcites julium (Ammonoide) Sotto: Michelinoceras sp. (Ortoceride)

Cefalopodi del Ladinico dallaffioramento di Clap di Val (presso Forni di Sotto) Proarcestes sp. (Ammonoide)

Un Tilacocefalo del Triassico medio del Monte Bivera

Triassico Superiore: Carnico


(215-210 milioni di anni)

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La storia geologica del territorio

li per aspetto alle tartarughe, e di Notosauri, rettili marini predatori. Durante il Carnico, cos come durante lintera era Mesozoica, i Rettili furono gli incontrastati dominatori di tutti gli ambienti. Nel mare carnico testimoniata anche la presenza di Pesci Cartilaginei, simili cio alle attuali razze, torpedini e squali, che si cibavano di molluschi triturandoli coi loro denti piatti e robusti. Di questi pesci si ritrovano soprattutto i denti isolati appartenenti ai generi Acrodus, Paleobates, ecc.. Frammenti di piante continentali e livelli di carbone testimoniano la presenza di terre emerse. Le rocce di et carnica affiorano estesamente in Carnia e sono spesso fossilifere, come nei dintorni di Tolmezzo, di Ovaro, di Arta e di Forni di Questa suddivisione del tempo geologico (che utilizzata in tutto il mondo) prende il nome dalla Carnia perch qui le rocce formatesi in tale intervallo del Triassico superiore sono molto diffuse e sono state studiate per la prima volta. Le rocce (calcari scuri, arenarie, marne e siltiti varicolori, anche con livelli di carbone e di conglomerati) testimoniano ambienti lagunari, deltizi e di mare basso, talvolta con clima arido che permetteva la formazione di depositi gessosi per evaporazione delle acque. Le lagune ed i mari poco profondi erano popolati soprattutto da Bivalvi (con la specie caratteristica Myophoria kefersteini). Di grande importanza stata la recente scoperta nei pressi di Tolmezzo di abbondanti resti di rettili marini. Questi sono rappresentati da forme estinte completamente da oltre 200 milioni di anni: si tratta soprattutto di Placodonti, simi Larea a Nord dellabitato di Verzegnis costituita da depositi del Carnico

Sopra. In questultima localit e precisamente nel M. Lagna, si trovano enormi Gasteropodi i quali si possono osservare in sezione sui manufatti ove stata utilizzata questa pietra ornamentale.

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La storia geologica del territorio

I Placodonti
Erano un gruppo di Rettili marini che visse vicino ai notosauri esclusivamente durante il Triassico. Erano provvisti di una potente dentatura caratterizzata da denti larghi e piatti, atti a triturare i molluschi dal guscio carbonatico di cui questi animali si cibavano. Molte forme erano munite di una robusta corazza dorsale e talvolta di un piastrone ventrale. La corazza poteva presentare
Chemnitzia sp., un gasteropode che si trova nei livelli carnici del M.te Lagna

dei tubercoli appuntiti disposti in file longitudinali. Essa serviva per difendersi dai predatori, tra i quali cerano forse i Notosauri. I Placodonti non erano probabilmente dei buoni nuotatori e vivevano nei pressi della costa.

Myophoria kefersteini, uno dei fossili pi tipici del Carnico

Alectryonia montis-caprilis, bivalve del Carnico proveniente da Ovaro

Labitato di Fusea, frazione di Tolmezzo, sorge sui livelli del Carnico da cui provengono importanti resti di Rettili (Placodonti e Notosauri)

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

Ricostruzione della geografia dellItalia Settentrionale durante il Carnico inferiore-medio. In marrone: aree emerse soggette ad erosione (per es. montagne);

in giallo: ambiente di transizione marino/continentale (lagune, delta, piane fluviali, ecc.); in blu: mare Numerosi vulcani si aprivano in tutta lItalia Settentrionale

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Triassico Superiore: Norico e Retico


(210-195 milioni di anni fa)

I Notosauri
Erano un gruppo di Rettili marini che visse esclusivamente durante il Triassico. Erano animali predatori dalle fauci munite di denti acuminati e con un lungo collo. Si nutrivano probabilmente di pesci e forse dei Placodonti ai quali sono spesso associati. Il loro modo di vita era forse simile a quello delle foche attuali. I resti ritrovati in Carnia appartengono a esemplari giganteschi che potevano superare i 5 metri di lunghezza.

Durante questo intervallo di tempo la regione carnica era situata vicino ai tropici e il clima era caldo arido. Laspetto, era probabilmente simile a quello delle odierne Bahamas. Lungo quello che oggi lalto corso del Fiume Tagliamento, da Tolmezzo a Forni di Sopra, esisteva un bacino marino con acque profonde circondato ad Ovest, Sud ed Est da una zona
Vertebra di Notosauro proveniente dai dintorni di Fusea

con acque basse (0-15 m). Questultima a causa delle oscillazioni del livello marino, dei movimenti della crosta terrestre e per laccumulo di sedimenti, poteva emergere ed essere colonizzata da animali e piante terrestri. Le rocce derivate dai sedimenti depositati nel bacino sono di colore scuro (dolomie bituminose, formazione della Dolomia di Forni) e contengono resti di Crostacei (Dusa, Archeopalinurus, Rosenfeldia, ecc), Pesci (Folidoforidi,

Ricostruzione di un Notosauro

Sargodon, Paralepidotus, Saurichthys, Thoracopterus,

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

Birgeria, ecc.), Rettili (Megalancosaurus, Eudimorphodon, Preondactylus, Langobardisaurus) e vegetali (Conifere). Questa associazione faunistica di grande interesse soprattutto perch comprende una grande variet di Rettili fra i quali i pi antichi Rettili volanti (Pterosauri). Le rocce originate dai fanghi deposti nelle acque basse (piattaforma carbonatica) sono invece di colore bianco o grigio chiaro e contengono abbondanti resti di Bivalvi (con il tipico gruppo dei Megalodontidi e i piccoli Dimyodon), Gasteropodi (Whortenia), Brachiopodi e tappeti algali noti col nome di stromatoliti. Appena al di fuori della Carnia, ma sempre nelle Prealpi Carniche nei pressi di Claut, Andreis e Cimolais sono state rinvenute anche numerose impronte di dinosauri ed altri rettili. Le acque sul fondo del bacino erano prive di ossigeno, quindi nessun animale riusciva a viverci.

Gli organismi morti che cadevano sul fondo potevano cos salvarsi dalla distruzione operata in condizioni normali da predatori e necrofagi e preservarsi come fossili. Alcuni di questi organismi provenivano dalle zone emerse (vegetali e rettili terrestri), altri vivevano abitualmente nelle acque superficiali, normalmente ossigenate. Anche le acque poco profonde erano ricche di ossigeno e risentivano molto dellinfluenza del ciclo delle maree. Le rocce bacinali costituiscono le pendici settentrionali del M. Verzegnis (dove si trova la famosa localit fossilifera del Rio Seazza, Preone) e tutto il fianco meridionale della alta Val Tagliamento, mentre quelle formatesi in acque basse (Dolomia Principale e Calcare del Dachstein) costituiscono quasi interamente il M. Amariana ed il Gruppo dei Monfalconi.

La valle del Rio Seazza, a Sud di Preone, incisa nelle rocce della Dolomia di Forni

Un frammento di vegetale rinvenuto nella Valle del Rio Seazza

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La storia geologica del territorio

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La storia geologica del territorio

Due fossili provenienti dal Norico del Rio Seazza: sopra un cono di conifera e, sotto, il crostaceo Dusa

Due pesci provenienti dal Norico del Rio Seazza: sopra il durofago Sargodon tomicus, sotto il pesce volante Thoracopterus martinisi

Neomegalodon, il fossile pi comune nella Dolomia Principale

I Monfalconi di Forni sono costituiti da Dolomia Principale

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La storia geologica del territorio

sti ultimi poteva per anche essere mangiato; infatti stata ritrovata un masserella di ossa frantumate attribuite con qualche dubbio a Preondactylus buffarinii, che rappresenta probabilmente il rigurgito di un grosso pesce. Di grande interesse anche il ritrovamento di uno scheletro quasi completo di Eudimorphodon rosenfeldi, uno Pterosauro con apertura alare di circa 70 cm, che conserva anche tracce della membrana alare.

Gli Pterosauri
Detti anche rettili volanti, erano organismi che avevano raggiunto la capacit di volare grazie allenorme allungamento del quarto dito della mano. Questo dito reggeva una membrana che, attaccandosi ai fianchi, formava lala. Gli Pterosauri erano probabilmente dei buoni volatori, presentavano un cervello relativamente grande ed erano forse coperti in alcune parti del corpo da una specie di pelo, cosa estremamente insolita per dei rettili. Alcune forme raggiunsero gli 11 metri di apertura alare. Comparvero nel Triassico superiore e si estinsero, dopo pi di 150 milioni di anni, nel Cretaceo. I fossili dei pi antichi Rettili volanti sono stati scoperti in Carnia, nei comuni di Enemonzo, Forni di Sotto e Preone. Il primo in ordine di rinvenimento stato il Preondactylus buffarinii, rinvenuto nella valle del Rio Seazza in comune di Preone. Si tratta di un esemplare di circa 50 centimetri di apertura alare che si nutriva probabilmente di pesci. Da que Un affioramento della Dolomia di Forni presso Preone

Giurassico
(195-140 milioni di anni fa)

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La storia geologica del territorio

Denti isolati testimoniano la presenza nei calcari rossi di piccoli Coccodrilli marini primitivi affini al genere Pelagosaurus.

I Belemnoidi
Erano dei Molluschi Cefalopodi molto simili agli attuali calamari, seppie e totani e come questi presentavano una struttura rigida interna per sostenere il corpo (osso di seppia). Nei Belemnoidi, losso (chiamato rostro) era tipicamente conico, a forma di proiettile, e particolarmente robusto. Grazie alla sua robustezza, poteva facilmente conservarsi allo stato fossile mentre il resto del corpo veniva distrutto dalla putrefazione. I Belemnoidi si estinsero alla fine dellera Mesozoica, 65 Allinizio del Giurassico in Carnia esisteva una situazione simile a quella presente nel Norico-Retico, con una zona di mare profondo a Nord e la piattaforma di mare basso a Sud. Successivamente per, il mare divenne pi profondo anche nel settore meridionale, come testimoniano i particolari tipi di rocce che si formarono (calcari rossi pelagici e calcari con selce) e i fossili in essi contenuti. Queste rocce sono particolarmente ben esposte sulla cima del M. Verzegnis e dalla loro lavorazione si ottiene una tipica pietra ornamentale dal colore rosso-arancione. Nei calcari rossi del M. Verzegnis si possono trovare resti di Ammoniti (Hildoceras) e rostri di Belemniti. Pi ad occidente, nella Val Settimana e nei dintorni di Claut, affiorano dei calcari marnosi grigio-verdastri nei quali si rinvengono i tipici organismi di mare aperto, come Ammoniti e Nautiloidi. milioni di anni fa.

Cretacico, Cenozoico e Orogenesi Ercinica


(da 140 milioni di anni fa ad oggi)

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La storia geologica del territorio

Divenne quindi definitivamente una zona di erosione e non di deposizione. Le testimonianze della vita del passato, i fossili inclusi nei sedimenti diventati rocce, in Carnia interrompono il loro racconto, durato pi di 400 milioni di anni, circa 40 milioni di anni fa. Lultimo grande evento geologico che ha interessato larea carnica stato il succedersi di varie fasi di espansione glaciale succedutesi durante gli ultimi milioni di anni e che hanno visto, circa 40.000 anni fa la fase di massima espansione quando, nellacme della glaciazione wrmiana, tutta larea coperta da potenti lingue glaciali dalle quali emergevano solo le cime pi elevate dei massicci montuosi. A testimoniare questo importante momento della storia geologica del territorio ritroviamo estesi depositi (detti Le rocce di et Cretacea (140- 65 milioni di anni fa) sono estremamente rare in Carnia in parte a causa dellerosione che le ha asportate, in parte perch i sedimenti non si depositavano in questa regione e venivano trasportati altrove. Allinizio della successiva era Cenozoica (Paleocene-Eocene), dopo la scomparsa di Dinosauri ed Ammoniti, un mare basso e caldo ricopr la Carnia. In questo ambiente si depositavano
v Tolmezzo v Maniago Lignano l.m.
QUATERNARIO

morenici) legati al trasporto da parte dei ghiacci. solo dopo il ritiro dei ghiacciai, completatosi alcune migliaia di anni fa, che si imposta lodierno reticolo fluviale ed il territorio carnico assume - in linea di massima - laspetto attuale.

sedimenti calcarei ricchissimi di piccoli organismi dal guscio a forma di moneta che prendono il nome di Nummuliti (dal latino nummus=moneta). Altri gusci, pi piatti e grandi di
v v l.m.

MIOCENE

EOCENE M.

quelli delle Nummuliti, con evidente in superficie una struttura spiralata, appartengono ad un organismo denominato Assilina. Calcari chiari ricchi di Nummuliti ed Assiline affiorano limitatamente nellarea. A partire dallEocene, la Carnia venne coinvolta nel sollevamento della Catena Alpina.
v l.m.

CRETACICO

LIAS

l.m.
TRIAS. SUP.

Il raccorciamento del settore Alpino e Prealpino conseguente allOrogenesi Alpina

Planimetria

Indice
Introduzione

Il percorso espositivo
Parte generale Paleozoico Mesozoico

1. Aspetti generali
Perch un Museo Geologico della Carnia Il percorso espositivo Storia delle ricerche geologiche in Carnia Le rocce Il tempo geologico I fossili La tettonica Geologia e paesaggio
pag 12 pag 13 pag 15 pag 16 pag 22 pag 28 pag 31 pag 34

SALA VIDEO

2. La storia geologica del territorio


PALEOZOICO Ordoviciano superiore Siluriano Devoniano
ANGOLO MULTIMEDIALE

pag 40 pag 45 pag 50 pag 57 pag 58 pag 63

Carbonifero inferiore - Orogenesi Ercinica Carbonifero superiore - Permiano inferiore Permiano medio - superiore

PALEOGIOCHIAMO
(Langolo dei bambini)

MESOZOICO Triassico inferiore: Scitico Triassico medio: Anisico e Ladinico Triassico superiore: Carnico Triassico superiore: Norico e Retico Giurassico Cretacico, Cenozoico e Orogenesi Alpina
pag 65 pag 68 pag 74 pag 81 pag 88 pag 90