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CHI ERANO GLI ILLIRI?

splendide colline e catene


montuose, giustifica l’econo-
Così fu identificata la città
antica. L’antico insediamen-
lungo quell’importante diret-
trice di collegamento fra il
p. a fronte
L’ACROPOLI

NUOVE SCOPERTE IN ALBANIA


L’area archeologica
mia tuttora prevalentemente to di Dimal (nell’attuale di- basso Adriatico e l’Egeo set- rimessa in luce
DENTRO LO SCAVO
agricola e pastorale del popo- stretto di Berat, circa 200 km tentrionale che a partire dal sull’acropoli di Dimal.
A destra è la stoá (area
Le indagini in corso a Dimal nell’entroterra di Apollonia lo albanese. Mentre lungo le a sud di Tirana) era posizio- 146 a.C. sarebbe stata servita
pubblica coperta) del
coste – in gran parte ancora nato su una collina di circa dalla via Egnatia. L’archeolo-
esemplificano bene la vicenda storica di questa terra sfuggite al turismo di massa – 450 metri, nell’entroterra di go austriaco Camillo Prasch-
periodo ellenistico-
romano (II-I sec. a.C.);
affacciata sull’Adriatico dove le antiche popolazioni si sviluppa un’economia pa- Apollonia d’Illiria, poco a niker (1884-1949) visitò più in fondo, oltre
gli studenti, è
rallela oggi legata soprattutto nord del golfo di Valona. L’a- volte il sito all’inizio del XX
incontrarono i coloni greci e poi la civiltà romana: alle attività portuali di Duraz- rea oggi è piuttosto impervia, secolo, quando l’Albania fa-
il prytanéion, l’edificio
più importante per
l’importante scavo di una necropoli che ci restituisce zo e alla pesca, e in passato al servita solo da mulattiere (il ceva parte dell’Impero Au- il governo della città.
Infine, a sinistra,
Testi e foto Mauro Rubini le caratteristiche dei mitici guerrieri illirici commercio nell’Adriatico e trasporto dei mezzi della stro-Ungarico, effettuando i è visibile il quartiere
Michael Heinzelmann nello Ionio dove a lungo le missione di scavo è avvenuto primi rilievi topografici della relativo alla
Beliza Muka Paola Zaio popolazioni illiriche furono a dorso di mulo), e questo collina dove sorgeva l’acropo- rioccupazione del sito
Nina Fenn in epoca tardoantica
egemoni. contribuisce non poco al suo li di Dimal. Le ricerche con-

L
Christiane Römer-Strehl (IV-VI sec. d.C.).
Christan A. Schöne a parola Albania compa- sua Geografia (III, 12, 20). Il banese, antica colonia greca Gli Illiri erano una popola- fascino. Gli autori greci e lati- dotte dall’Istituto di Archeo-
Arne R. Schröder re per la prima volta in- nome probabilmente è con- Lissós) e i monti Candavici si- zione di cui, oltre alla citata ni ci parlano, anche se spora- logia Albanese fra 1963 e il
Traduzioni Raffaella Da Vela torno alla metà del II nesso agli Albanoi, popolazio- tuati a est nell’attuale regione attività marinaresca e com- dicamente, dell’importanza 1974, grazie al rinvenimento
sec. d.C. e si deve al geografo ne di etnia illirica stanziata di Lalm-Lukaj. La geografia merciale, si apprezzavano le della città: secondo Polibio di alcuni frammenti di tegole
Ricostruzioni grafiche COME
Vittorio Cerroni greco Tolomeo (90-168 d.C.) nel nord del Paese attuale, tra dell’entroterra, così ricca di doti di fieri guerrieri sia di (III, 16; 18) e Tito-Livio di epoca ellenistica databili NELL’ANTICHITÀ
Alessandro Gozzi che descrisse questa terra nella l’odierna Alessio (Lezha in al- pianure che si aprono tra fanteria che cavalleria. Ma, no- (XXIX, 12) Dimal, a sud della al III a.C., recanti l’inscrizione Persone e mezzi
nostante l’abbondanza dei re-
perti, la letteratura archeologi-
ca che li riguarda non è molto
ricca, probabilmente per la
mancanza, in passato, di ricer-
che metodiche volte a tracciar-
ne un esaustivo profilo stori-
co, socioeconomico e biologi-
co. Finalmente, dal 2010, gra-
zie a un progetto organico
frutto della collaborazione tra
Istituto di Archeologia del
Centro Ricerche Albanesi, Isti-
tuto di Archeologia del Uni-
versità di Colonia e, di recen-
te, del Servizio di Antropolo-
gia della Soprintendenza Ar-
cheologia Lazio ed Etruria
Meridionale, si cerca di col-
mare questa lacuna, parten-
do dall’esplorazione del sito fertile valle di Myzeqe, svolse Dimattal, antica città nei della missione
di scavo a Dimal
di Dimal, nell’Albania cen- un ruolo importante durante pressi dell’attuale villaggio durante il trasferimento
trale, che nell’antichità vide le guerre di Roma per la con- di Krotina, permisero di iden- sulla mulattiera
svilupparsi un importante quista della Macedonia (dal tificare questa con la città illi- che porta all’area
centro del popolo illirico. 215 al 148 a.C.), trovandosi rica di Dimal. archeologica.

GENTI DEL MEDITERRANEO


Commistioni e resistenze: gli Illiri di Albania. Se paragoniamo il un vorticoso flusso migratorio. Se all’inizio la spinta genetica e
bacino mediterraneo a uno stagno della savana dove tutte le spe- culturale veniva da est, con i versanti adriatico e ionico della pe-
cie animali dell’areale vanno ad abbeverarsi e rinfrescarsi in tem- nisola italiana pienamente coinvolti in tale processo, la romanità
pi e modi diversi, avremo un’idea di quello che ne fu il popola- produsse un effetto centripeto che coinvolse l’intero bacino e le
mento durante il I millennio a.C. L’impulso dei sempre più intensi sue genti con direzione Roma. L’effetto di ciò fu una profonda
commerci marittimi portò la gente a spostarsi e, insieme, si sposta- commistione genetica delle popolazioni mediterranee e balcani-
rono cultura, geni e malattie. Dapprima le mire colonizzatrici gre- che. Probabilmente ne rimasero fuori quei popoli che Roma faticò
che in Sicilia e Italia meridionale, parallelamente le fitte reti com- ad assimilare geneticamente: tra questi, alla luce dei risultati che
merciali fenicie e, da ultimo, l’avvento della romanità produssero stanno emergendo, ci furono senz’altro gli Illiri.

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nella cartina Centro illirico romanizzato. abitanti illirici, a oggi poco no- cia di architetture appartenenti (realizzate con grandi massi la- dore: la città si espanse fino alle ci) e per una grande piazza tra i al centro
OTTIMA POSIZIONE Le attività della missione alba- to. Le ricerche hanno confer- a questo periodo è stata rinve- vorati in forme poligonali per pendici della collina con impe- due punti più alti dell’altura. In AREA SACRA
La parte centro- Il tempio prostilo
meridionale dell’antico no-tedesco-italiana a Dimal mato la presenza, nell’acropoli, nuta finora. L’urbanizzazione essere giustapposti). Dopo la gnative strutture di urbanizza- un punto privilegiato per la sua (area di scavo e ipotesi
territorio albanese fra hanno consentito di arricchire di una fase preliminare dell’in- più antica è certa a partire dalla conquista romana, avvenuta du- zione. Vasti terrazzamenti furo- visibilità, nel settore occidenta- ricostruttiva) rimesso
Durazzo (Dyrrachium) considerevolmente le cono- sediamento illirico durante la fine del IV sec. a.C., ma con un rante il II-I sec. a.C., fu intrapre- no costruiti intorno all’acropo- le dell’acropoli, gli scavi hanno in luce sull’acropoli
e Valona (Aulon), di Dimal e databile
con la localizzazione scenze dei monumenti e della prima età del Ferro (la datazio- insediamento limitato alla sola so un radicale programma di li modificando la forma natu- portato alla luce le fondamenta al periodo
di Dimal nell’ambito storia della città, e anche del ne non è ancora definibile), an- zona dell’acropoli, che appare ampliamento. Per Dimal fu il rale della collina e offrendo di un piccolo tempio prostylos della trasformazione
delle principali profilo biologico degli antichi che se purtroppo nessuna trac- fortificata con mura poligonali momento del massimo splen- spazi per numerosi stoai (porti- (con colonne sulla facciata). della città sotto
rotte commerciali il dominio di Roma
dell’entroterra. fra II e I sec. a.C.
In età romana l’ottima
posizione dell’antico
CONTATTI VIA MARE
centro illirico venne tirana Vivacità commerciale dell’entroterra illirico. Sebbene Dimal sia un
ulteriormente durazzo insediamento di altura nell’entroterra, i ritrovamenti mostrano rap-
valorizzata dalla porti con il Mediterraneo. Il luogo si avvantaggiava della sua posi-
costruzione della
via Egnatia (146 a.C.).
zione non lontana da Apollonia e nei pressi del ramo meridionale
della via Egnatia, l’arteria che collegava l’Adriatico meridionale alla
sotto
costa settentrionale dell’Egeo, fatta realizzare nel 146 a.C. dal con-
o

SPETTROFOTOMETRIA

lago Ocrida
tic

sole Gaio Ignazio, proconsole di Macedonia. La maggior parte del- Schema di


ria

qui sotto la ceramica grezza e da cucina, così come le tegole, erano prodotte funzionamento
ILLIRI SUL COLLE localmente, ma il cinque per cento della ceramica, quella di pregio, dello spettrofotometro
ad

La collina su cui si portatile. I raggi X


sviluppò l’insediamento
era d’importazione e questo ebbe un riflesso sulla produzione della (X-ray source)
di Dimal a partire ceramica fine locale. I prodotti importati riflettono contatti con la colpiscono gli atomi
dalla prima Grecia centrale e settentrionale, come anche con la penisola italia- degli elementi
età del Ferro. na. Singoli frammenti, quali quelli riferibili a un piatto di sigillata inorganici (rame, zinco,
Sul punto più elevato (ceramica realizzata con ornamenti a rilievo) di tipo Orientale A e a ferro, vanadio,
dell’altura si trovava magnesio, etc.)
l’acropoli fortificata con uno skyphos invetriato a piombo prodotto a Smirne, sono rappresen- che costituiscono
solide mura poligonali. tativi delle pregiate importazioni ceramiche dal Mediterraneo orienta- l’oggetto, producendo
Nel II sec. a.C., le. Con ogni probabilità, queste dall’Oriente raggiungevano Dimal delle onde di ritorno
a seguito alla attraverso le rotte adriatiche, con scalo ad Apollonia o a Dyrrachium per ciascuno di questi
penetrazione romana (Durrës). A un collegamento di Dimal con il commercio marittimo che vengono amplificate
nelle terre dell’attuale e quantificate da un
Albania, Dimal assunse adriatico fanno pensare anche le importazioni di anfore, la maggior microprocessore
Valona
caratteri di vera e parte delle quali provenienti dall’Italia, così come la ceramica fine, digitale. Attraverso
propria città con una probabilmente caricata per completare il carico delle navi mercantili. la lettura di tali dati
cultura greco-romana Il caso di Dimal rientra dunque nel quadro generale della fascia co- è possibile ricostruire
innestata su uno strato “storia” e provenienza
stiera illirica come zona densa di interscambi anche nell’entroterra.
etnico illirico. dell’oggetto.

UN PO’ DI ARCHEOMETRIA
La tecnica della fluorescenza dei raggi X (EDXRF). Si applica ad denziare come la pietra utilizzata per la costruzione (fra IV e III sec.
analisi introspettive di materiali inorganici. Molto diffusa nel setto- a.C.) della cinta muraria di Dimal, la cui cava è stata rinvenuta a
re della conservazione e del restauro ha da diverso tempo un poche centinaia di metri dal sito, fosse molto simile a quella utiliz-
impiego anche nell’archeologia (ad esempio per stabilire compo- zata ad Apollonia, che dista circa trenta chilometri.
sizione e provenienza delle ceramiche o dei materiali da costru-
zione) e nell’antropologia (ricostruzione della dieta mediante l’a-
nalisi degli elementi guida presenti in traccia nell’osso). Attraverso
un’indagine spettroscopica è possibile analizzare le componenti
di un determinato materiale inorganico o le proprietà di esso. La
EDXRF è una tecnica di spettroscopia in emissione di raggi x che
permette l’identificazione di quegli elementi chimici che sono pre-
senti, o compongono, un determinato campione (nel nostro caso
ceramica o ossa). Tale analisi permette in definitiva di stabilire e
quantificare un determinato elemento guida di natura inorganica.
Un utile impiego a Dimal. Nell’antico centro illirico, nell’ambito
delle indagini condotte dall’attuale missione albanese-tedesco-ita-
liana, è stato utilizzato un apparecchio portatile per effettuare ana-
lisi su alcuni materiali da costruzione, col vantaggio di poterle ese-
guire sul luogo senza dover trasportare il materiale in laboratori
specializzati. I risultati ottenuti hanno posto in luce alcuni aspetti
interessanti: il primo è rappresentato dall’aver individuato come le
argille per terrecotte venissero arricchite con sabbia fine per miglio-
rarne il pregio e la qualità; il secondo ha permesso invece di evi-

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SPETTACOLI Breve e intensa fase di svi- potente interro di circa cinque caratteristiche di posti d’onore
In un settore luppo. Un altro monumento metri. Lo scavo effettuato al probabilmente riservati all’élite GLI ANTICHI ABITANTI DI DIMAL
della cavea prossimo Come sono fatti gli albanesi? «L’aspetto fisico degli albanesi è le assenza di indicatori di stress alimentari e patologici suggerisce
all’orchéstra, particolare importante, sempre costruito centro del teatro ha portato in locale. Il teatro di Dimal, in or-
delle grandinate fra II e I sec. a.C., è il teatro, in- luce il livello originale dell’or- dine di scoperta, è l’ottavo mo- determinato dalla razza dinarica, che comprende anche una par- una popolazione il cui complessivo stato di salute doveva essere
del teatro romano te serbocroata e greca. Naturalmente i tratti somatici ci appaiono ottimo, probabilmente garantito anche da solidi modelli economi-
dividuato casualmente durante chéstra (dove si esibiva il coro, numento archeologico di età
di Dimal (I sec. a.C.), in Albania, come ovunque nel mondo, cambiati dall’influenza del ci e socioculturali.
rimesse in luce sotto la campagna del 2010. Una alla base della cavea), con un romana fino a oggi noto in Al-
sangue straniero. Ma l’albanese, di statura alta o bassa, di carna- Il caso dell’illiro ferito a cavallo. La presenza di armi nei corredi ci
uno strato di interro buona parte della cavea, con i diametro di circa diciassette bania, e costituisce un’evidenza gione bianca o scura, per il suo portamento, per l’espressione del
spesso diversi metri. sedili in pietra ancora a loro metri. I sedili, completi di so- dell’impatto che ebbero i centri indica come l’attività bellica dovesse essere ben presente nella
La presenza di questo viso, per lo sguardo, si distingue generalmente in modo netto dai vita di Dimal. Ne sono testimonianza diretta i resti scheletrici di un
posto, si è conservata sotto un stegno di ancoraggio, hanno le prima greci e poi romani della popoli circonvicini. Ma più importanti di questi tratti fisici sono individuo con i segni di una ferita da punta di freccia nella parte
costa occidentale dell’Adriatico, quelli interiori che, derivando dai primi, si connettono alla vita esterna del ginocchio destro. La ferita, rimarginata senza esiti in-
com’è il caso di Apollonia, su- spirituale e sono comuni a tutta la nazione. Il geologo Ami Bouè fettivi, dovette essere causata da una freccia scagliata con traiet-
gli abitanti illirici dell’entroter- (1794-1881) ricordava: ‘Se l’albanese ha le qualità fisiche degli toria spiovente (lanciata verso l’alto in modo da effettuare una
ra. Un’altra importante scoper- svizzeri e dei tirolesi, se è come loro un camminatore instancabile parabola in cui il dardo in ricaduta acquista maggiore velocità e
ta è stata l’identificazione, sul che, con il fucile in spalla, sale e scende come una capra le vette capacità di penetrare nelle carni, ma anche di perforare scudi e
versante occidentale della colli- delle montagne, si sono riunite in lui anche la vitalità e l’agilità corazze). All’atto del ferimento, l’illiro doveva avere la gamba
meridionale con un’acutezza e concentrazione straordinaria della flessa e divaricata come nella corsa o, meglio ancora, nella posi-
na, di una porta d’ingresso do-
mente’»: è la definizione che Eqrem Çabey ci fornisce dell’o- zione della cavalcata senza staffe. Sicuramente il colpo fu scaglia-
tata di due torri rettangolari fa-
dierna gente albanese. to di lato e, a parte la lacerazione dell’osso, non produsse invali-
centi parte del sistema di forti-
ficazione della città illirico-ro- Millenaria situazione di isolamento. L’esperienza antropologica di- dità per l’arto (lo conferma l’articolazione femoro-tibiale che si
retta ci conferma quanto nel secolo scorso affermò appunto Eqrem presenta in ottimo stato). A breve s’inizierà la sequenziazione del
mana, molto probabilmente
Çabey, famoso storico, linguista e etnografo albanese. Oggi in DNA mitocondriale trasmesso per linea femminile al fine di com-
realizzata sempre nel corso del
Albania possiamo trovare con la stessa facilità individui alti, biondi prendere il background di questa popolazione e cercare di iden-
II-I sec. a.C. Data la sua posi- e snelli, così come di statura medio-bassa, scuri e di corporatura tificare gli scambi genetici che questa ebbe con popolazioni bal-
zione, rivolta a ovest, risulta es- robusta. Secondo la tradizione tutti discendenti dagli antichi Illiri. Le caniche e del bacino Mediterraneo coeve, ma soprattutto per
sere l’ingresso più importante, imponenti barriere geografiche costituite da elevate catene montuo- definire quanto gli Illiri (ora documentati a Dimal) abbiano contri-
in direzione di Apollonia. La se a nord e a est e dall’Adriatico a ovest hanno da sempre costitui- buito all’assetto del genoma degli albanesi attuali.
torre settentrionale e la porta to una causa d’isolamento genetico delle popolazioni albanesi, dal
stessa furono distrutte da un in- quale, specie in epoche remote, era possibile sfuggire solo attraver-
cendio, probabilmente legato so gli stretti passaggi del sud, ossia verso la Grecia.
al declino di Dimal: nella pri- Indicazioni antropologiche dalla necropoli illirica di Dimal. La sco-
ma metà del I sec. d.C. l’acro- perta di inumazioni nella necropoli illirica di Dimal, risalenti al III
poli e più in generale l’intera sec. a.C., ci ha finalmente permesso di tracciare un profilo degli
città vengono gradualmente antichi abitanti dell’Albania con criteri scientifici. Gli Illiri presen-
abbandonate. ➝ a p. ?? tavano una statura decisamente alta rispetto alle popolazioni coe-
ve del bacino mediterraneo, valutata nei maschi tra 175 e 184
luogo di spettacolo centimetri e nelle femmine tra 154 e 165 centimetri. La struttura
dà la misura CERAMICHE PER DATARE LA STORIA DI DIMAL fisica che emerge dagli inumati di Dimal non fa ipotizzare una
dell’importanza Nelle tombe vasi di produzione attica. Nel sito di battaglia; dal momento che la maggior parte della
dell’antico centro
popolazione dedita ad attività agricole o pesanti, mancando del
Dimal sono stati rinvenuti frammenti ceramici di ceramica fine veniva importata da Apollonia, anche tutto le tracce scheletriche che caratterizzano tali attività (ad esem-
illirico-romano.
estremo interesse. La tarda ceramica a figure rosse questo pezzo si può ricondurre a tale centro di pro- pio esiti artrosici in età giovanile e/o stress muscolo-scheletrici da
e le anfore di tipo greco-italico contraddistinguono duzione. Al contrario, un coperchio di pisside, dov’è movimenti monotoni e ripetuti nel tempo). Tale osservazione è con-
sopra a destra questo insediamento illirico dall’inizio dell’età tar- rappresentato un satiro che suona la siringa, sembra fermata dai dati che consentono di ricostruire la dieta e che indi-
PORTA PRINCIPALE doclassica fino al primo Ellenismo. A questo primo ispirato a modelli macedoni o greco-settentrionali.
Particolare della porta cano un’alimentazione dove la componente proteica sembrerebbe
orizzonte insediativo si riconducono anche i reperti Questi due oggetti sono esemplificativi della posizio- almeno dello stesso livello di quella carboidratica, indicando una
ovest delle mura
di Dimal in direzione finora noti relativi ai corredi funerari. La forma ce- ne di Dimal tra oriente e occidente. ricca assunzione di carni, latte e suoi derivati e uova. Per quanto
della grande Apollonia ramica tipica della necropoli scavata a Dimal è lo Fine precoce di un centro illirico-romano. Dopo l’oc- robusta, la corporatura si presentava piuttosto longilinea, con arti
d’Illiria. Si tratta skyphos (profonda coppa per bere con due piccole cupazione romana, intorno al 180 a.C., avvenuta superiori ben addestrati e arti inferiori che sembrerebbero allenati
dell’accesso più anse) di produzione attica, la cui datazione si pone nell’ambito delle operazioni belliche di Roma contro alla corsa, alle lunghe camminate e all’equitazione. La quasi tota-
importante alla città
e risulta aver subito
appunto tra il tardo IV e l’inizio del III sec. a.C. gli Illiri, Dimal conobbe un periodo di prosperità e fu
una distruzione Tra oriente e occidente. Ma la maggior varietà di oggetto di un importante programma edificatorio. L’ARMAMENTO DEGLI ILLIRI .Ricostruzione della panoplia di
nel I sec. d.C. forme ceramiche rinvenute a Dimal si data tra III e II Ma, inspiegabilmente, l’insediamento sembra essere un guerriero illirico. Il figurino in alto a sx mostra l’armamento
quando Dimal in uso all’epoca della necropoli illirica di Dimal (IV-III sec.
sec. a.C. Lo spettro della ceramica da mensa, com- stato abbandonato presto rispetto alle sorti generali
viene precocemente a.C.): si noti lo scudo da campo rettangolare con schinieri
abbandonata.
prendente ad esempio bicchieri, coppe a echino dell’impero romano: al più tardi a partire dall’età di e corazza in cuoio; la spada è la classica sica illirica riprodotta
(sorta di scodelle) e piatti da pesce di produzione Tiberio (14-37 d.C.). C’è una lacuna notevole nelle in basso; l’elmo rappresenta una forma avanzata del tipo F.
regionale, probabilmente realizzati ad Apollonia, testimonianze archeologiche della cultura materiale La ricostruzione 3D rappresenta il guerriero con ferita da punta
consiste per lo più in ceramica a vernice nera o ver- di Dimal tra la prima età imperiale e l’epoca di Co- di freccia. Lo scudo rotondo da parata, di tipo greco, sempre
databile al IV-III sec. a.C., era ugualmente noto agli Illiri.
niciata a immersione. Alcuni di questi vasi presenta- stantino (306-337): solo tra IV e VI secolo, ormai in
In alto vediamo anche l’evoluzione dell’elmo illirico:
no decorazione a rilievo. Un piatto decorato a matri- età bizantina è attestata sull’acropoli una fase incoe- A. tipo miceneo (1500 a.C.); B. evoluzione del tipo A (1100 a.C.);
ce sembra mostrare l’influenza dell’Italia meridionale: rente di ripopolamento, con edifici aggregati attorno C. elmo tipo “Kegel” (700 a.C.); D. elmo illirico (650 a.C.);
il motivo mostra alcune Nikai (divinità personificanti a una piccola chiesa e ceramiche d’importazione E. evoluzione del tipo D (550 a.C.); F. evoluzione di D ed E
la vittoria) che erigono e ornano trofei sul campo di africana. aperto sopra il collo per migliorare l’acustica (500 a.C.).

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sotto a destra Una necropoli illirica. Al di se di laterizi al centro che con-
SEPOLTURA ILLIRICA fuori del perimetro delle mu- feriscono alla costruzione un
Il corpo inumato di
un individuo maschile ra, è stato localizzato un set- aspetto monumentale.
di 40-50 anni con tore dell’antica necropoli di
il suo corredo composto Dimal. Il suo stato di conser- Modesta rinascita in età
da vasellame di ceramica
comune (ciotole, olla vazione è molto buono gra- tardoantica. La città risorge
e anfore) ed elementi zie al fatto di trovarsi in una invece nel IV-V secolo, quan-
metallici forse di un zona periferica rispetto al do ormai la regione illirica
cinturone (300-270 a.C.).
villaggio moderno di Kroti- inizia a far parte dell’impero
in basso a destra na. L’area indagata durante le bizantino: nel sito dell’acro-
GUERRIERO ILLIRICO due ultime campagne si è rile- poli gli scavi hanno messo in
La sepoltura D14
vata di grande interesse, sia luce una piccola cappella e un
alla necropoli illirica di
Dimal appena riportata per la tipologia delle tombe quartiere residenziale costrui-
in luce. Si data al sia per il corredo, molto ricco, to sulle strutture abbandonate
300-260 a.C. e appartiene che comprende vasi in cera- del periodo ellenistico. Inol-
a un uomo di 20-22 anni.
Il corredo deposto mica, oggetti personali in oro, tre, sul versante sudovest
a destra dei piedi è bronzo, argento e ferro, a vol- dell’insediamento, ma fuori
costituito in larga parte te anche una moneta (il co- dal perimetro delle vecchie
da vasellame (anfore, ETÀ TARDOANTICA
olle e ciotole in ceramica siddetto “obolo di Caronte”). mura, è stata identificata una sorse tali da poter intrapren- direttrice commerciale della Chi sono gli autori: N. Fenn, as- Etruria Meridionale, professore
sistente all’Università di Colonia; di Archeoantropologia all’Uni- Sulle pendici della
comune) e da una punta Lo studio del materiale ci in- basilica con battistero databi- dere un importante program- via Egnatia. Allo stato delle ri- collina del centro
di lancia metallica. dica che questa necropoli fu le al V secolo. I dati prodotti ma di espansione urbanistica cerche, non è possibile stabili- M. Heinzelmann, professore di Ar- versità di Foggia; Ch. Römer-Strehl, illirico-romano di
cheologia Classica all’Università A.R. Schröder, Ch.A. Schöne, colla- Dimal, scavi in corso
utilizzata da popolazioni illi- dalle nuove ricerche sono e di realizzazioni architettoni- re con certezza il definitivo
COMMERCI di Colonia; B. Muka, professore boratori Archeologi all’Universi- nel sito della basilica
Scavo della tomba 11 riche nella prima metà del III dunque di grande interesse che, rivestendo fino al I sec. abbandono del sito. di Archeologia Classica all’Uni- tà di Colonia ; P. Zaio, collabora- paleocristiana con
della necropoli illirica sec. a.C. Le strutture funerarie, per la storia dell’antica Dimal d.C. e poi di nuovo fra IV e VI versità di Tirana Sheshi “Nënë Te- trice antropologa Servizio di An- battistero del V secolo.
a Dimal: il recupero di Mauro Rubini Michael Heinzelmann
ricavate direttamente nel ban- e del suo territorio: dopo la secolo un ruolo importante reza”; M. Rubini, direttore Servi- tropologia della Soprintendenza Il luogo conobbe un
una grossa anfora di tipo Beliza Muka Paola Zaio Nina Fenn nuovo momento di
corinzio di produzione co roccioso, sono a volte do- conquista romana nel II sec. nel controllo e la sicurezza Christiane Römer-Strehl zio di Antropologia della Soprin- Archeologia Lazio ed Etruria Me-
sviluppo nell’ambito
locale (IV-III sec.a.C.). tate di cerchi di pietre con cas- a.C. la città possiede delle ri- degli scambi sull’importante Christan A. Schöne Arne R. Schröder tendenza Archeologia Lazio ed ridionale. dell’impero bizantino.