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G. Galilei

Galileo Galilei, figura centrale del Cinquecento e Seicento, sviluppò il metodo scientifico che contrapponeva il principio di autorità della Chiesa, promuovendo l'osservazione e l'esperimento. Le sue opere, come 'Il Saggiatore' e 'Il dialogo sopra i due massimi sistemi', esponevano le sue scoperte astronomiche e criticavano l'aristotelismo, sostenendo la necessità di separare fede e scienza. Condannato dalla Chiesa per le sue idee, Galileo è stato riabilitato solo nel 1992.
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Galileo Galilei, figura centrale del Cinquecento e Seicento, sviluppò il metodo scientifico che contrapponeva il principio di autorità della Chiesa, promuovendo l'osservazione e l'esperimento. Le sue opere, come 'Il Saggiatore' e 'Il dialogo sopra i due massimi sistemi', esponevano le sue scoperte astronomiche e criticavano l'aristotelismo, sostenendo la necessità di separare fede e scienza. Condannato dalla Chiesa per le sue idee, Galileo è stato riabilitato solo nel 1992.
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Galileo Galilei è la figura centrale di metà cinquecento e del seicento per lo sviluppo e l’innovazione in campo

scientifico.
Egli elaborò il metodo scientifico che si contrapponeva al principio di autorità adottato dalla chiesa e in particolar
modo dai gesuiti durante tutto il periodo della Controriforma.
Il metodo scientifico di Galilei prevedeva l’osservazione del fenomeno naturale da studiare attraverso un esperimento,
che ha lo scopo di convalidare o confutare l’ipotesi che lo scienziato ha formulato per spiegare i meccanismi alla base
dell’evento studiato.
I dati raccolti vengono elaborati e successivamente viene formulata una teoria, che viene utilizzata per formulare una
legge.
Fu proprio questo metodo a rendere rivoluzionario il pensiero scientifico di Galilei che si distaccava completamente
dai metodi tradizionali di studio adottati precedentemente.
Secondo il principio di autorità, infatti, la verità era contenuta soltanto all’interno delle sacre scritture e chiunque
provasse a metterne in dubbio i contenuti veniva giudicato eretico e condannato dal tribunale dell’Inquisizione.
Fu proprio questo il motivo per cui Galileo, a seguito della pubblicazione dei suoi trattati scientifici, fu condannato
dalla Chiesa.
Egli grazie all’invenzione del cannocchiale scopre nuove leggi riguardanti il cielo, le stelle e la luna ed espone queste
scoperte nella sua prima opera, il Sidereus Nuncius.
Successivamente scrive le quattro lettere copernicane, chiamate così perché in ognuna di esse Galileo analizza gli
aspetti del copernicanesimo e il rapporto tra fede e scienza, ribadendo la necessità di una separazione tra le due e
sollecitando l’aggiornamento dell’interpretazione dei testi biblici.
Le lettere furono denunciate come eretiche e fu vietato a chiunque di seguire il copernicanesimo.
Una delle opere di maggior rilievo, sia dal punto di vista scientifico che letterario è Il Saggiatore.
Quest’opera divenne il simbolo di un metodo scientifico preciso e rigoroso poiché galileo espone all’interno di essa i
principi del nuovo metodo, definendo il mondo un ordine naturale fondato sulla matematica e per questo motivo è
chiamata “Il Saggiatore” cioè un saggio a carattere scientifico.
Inoltre quest’opera è particolarmente significativa per l’uso del volgare come lingua al posto del latino. Questa scelta
linguistica ha lo scopo di rendere l’opera accessibile non solo a scienziati ma anche a persone di un livello di istruzione
minore. Ma non lo fece solo a scopo divulgativo, Galileo volle distaccarsi completamente dal linguaggio tipico della
tradizione aristotelica e scolastica, per ribadire la necessità di un nuovo metodo che andasse aldilà della filosofia e
della teologia.
La sua ultima opera è Il dialogo sopra i due massimi sistemi. I due sistemi di cui parla galileo sono l’aristotelismo e il
copernicanesimo.
Galilei espone le due diverse concezioni servendosi di un dialogo tra tre personaggi: Simplicio, Salvati e Sagrado.
Simplicio era un filosofo portavoce della concezione Aristotelica, su cui si fonda il principio di autorità;
Salvati e Sagrado invece erano due scienziati che difendevano il moderno metodo scientifico.
Simplicio è un personaggio di invenzione descritto come erudito ma ingenuo che si dichiara affascinato dalle scoperte
scientifiche ma non disposto ad accettarle per non mettere in dubbio l’autorità di Aristotele.
Questo comportamento susciterà ilarità in Sagredo e Salvati, che sono descritti come due scienziati curiosi e
mentalmente aperti.
L. Geymonat definisce il Dialogo come un manifesto diretto a rinnovare la cultura e a distruggere i pregiudizi fondati
sull’aristotelismo. Galilei, attraverso la sua opera, cercò di denunciare al popolo che era necessario distaccarsi dal
tradizionale metodo di ricerca della verità e cominciare a basarsi sulle scoperte scientifiche divulgate in quel periodo e
respinte dalla Chiesa. Galilei ribadisce inoltre la necessità di scindere il ruolo della Chiesa da quello degli scienziati e
che non è possibile ricercare le risposte ai fenomeni naturali nei testi sacri, ma bensì nelle leggi matematiche.
Galileo fa concludere il dialogo al più sciocco degli interlocutori cioè Simplicio che ribadisce la superiorità della fede
sulla scienza.
Questa scelta fu vista come provocatoria da parte della Chiesa che condannò Galileo, assolto soltanto nel 1992 da
Papa Giovanni Paolo II.

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