Esercizi Di Teoria
Esercizi Di Teoria
BJT
Il silicio è il secondo elemento più abbondante della crosta terrestre ed è sfruttato per la sua
caratteristica di semiconduttore; infatti è l'elemento principale di pannelli fotovoltaici, diodi e
transistor. Questi ultimi in particolare nella loro versione MOSFET sono il componente fondamentale
per la realizzazione dell'Unità centrale di elaborazione quella che è noi tutti conosciamo come CPU.
Un transistor può operare in logica digitale come un interruttore oppure in ambito analogico per
amplificare un segnale debole in ingresso in un segnale più forte in uscita.
Tramite sofisticate tecnologie, il silicio viene purificato e viene modellato il sottili lamelle chiamate
wafer dopodiché vengono inseriti atomi di elementi diversi: questa operazione prende il nome di
drogaggio, in questo modo grazie alla presenza di impurità nel suo reticolo cristallino il silicio diventa
un semiconduttore.
Il silicio appartiene al gruppo 14 della tavola periodica degli elementi e possiede quattro elettroni di
valenza formando un reticolo cristallino molto regolare.
Se gli atomi droganti appartengono elementi del gruppo 13 quindi a tre elettroni di valenza come boro
o gallio si ottiene un semi conduttore di tipo p e si crea una lacuna; se invece si usano elementi del
gruppo 15 con 5 elettroni di valenza come fosforo o arsenico si ottiene un semiconduttore di tipo n e
ci sarà un elettrone libero nel reticolo cristallino.
Una parte di semi conduttore di tipo p e due di tipo n, poi tra i terminali quello centrale viene chiamato
GATE mentre gli altri due sono collegate le due parti di base di tipo n che sono chiamati SOURCE e
DRAIN.
La zona di contatto fra un semiconduttore di tipo p e uno di tipo n è detta zona di svuotamento:
in questa sottile zona gli elettroni liberi dello strato n riempiranno le lacune dello strato p creando una
zona dove non ci sono elettroni liberi o lacune raggiunta una situazione di equilibrio termico:
la zona di svuotamento del lato n diventa carica positivamente e la zona del lato p diventa carica
negativamente, si genera perciò un campo elettrico che è una barriera per un ulteriore scambio e si
comporta dunque come un isolante.
Infatti, se applichiamo una carica elettrica ai due terminali esterni, l'elettricità non può scorrere; se
però aggiungiamo una carica elettrica anche al GATE si viene a formare un campo elettrico che attrae
a sé gli elettroni liberi dello strato di tipo p in questo modo si viene a formare nei pressi del GATE una
nuova zona di tipo n che fa da ponte tra SOURCE e DRAIN e la corrente elettrica può passare.
Il transistor MOSFET può quindi gestire il passaggio di corrente e quindi accendersi e spegnersi.
Questa semplice operazione è la base di tutta la tecnologia dove ogni accensione o spegnimento
vengono interpretati come degli zero e degli uno che formano i codici binari dei nostri sistemi
informatici.
Ogni CPU infatti possiede miliardi di transistor disposti in maniera diversa in modo da formare le porte
logiche più disparate.
Le porte logiche messe in successione possono risolvere i problemi computazionali più difficili;
oltretutto ogni secondo i transistor si accendono e si spengono alla velocità dell'ordine del gigahertz,
cioè miliardi di volte al secondo, questa velocità è detta Clock e più è elevata più può essere
performante la CPU a scapito delle temperature.
Il microprocessore è un tipo specifico di circuito integrato (chip). In particolare, è uno dei circuiti
integrati più complessi e avanzati presenti nei dispositivi elettronici moderni. Un circuito integrato
(IC) è un dispositivo elettronico che integra un gran numero di componenti elettronici—come
transistor, diodi, resistori e condensatori—su una piccola piastra di materiale semiconduttore,
solitamente silicio. Questi componenti sono interconnessi per svolgere funzioni specifiche all'interno
di un circuito.
La CPU viene fabbricata come un die complesso con milioni o miliardi di transistor.
Il die della CPU viene confezionato in un package specifico che permette la connessione al socket
della scheda madre del computer.
In generale un circuito integrato è formato dal package, un materiale plastico che isola le componenti
interne (il die) e lascia una serie di pin esternamente.
Il die viene montato in un package che protegge il die da danni fisici e ambientali.
Il DIE è una piastrina in materiale semiconduttore, in genere silicio, sulla quale è realizzato il circuito
elettronico che può essere costituito da milioni di componenti elettronici fondamentali come diodi,
transistor, condensatori e resistori. Infatti per realizzare il DIE è necessario un processo di
miniaturizzazione.
Realizzazione del DIE
La realizzazione del DIE è molto articolata: il processo inizia dalla realizzazione di sottili lamelle di
silicio chiamati wafer:
Lasciando il terminale di gate scollegato (senza nessun segnale in ingresso), anche se colleghiamo
una batteria VDD fra drain e source non si
stabilisce alcun passaggio di cariche elettriche. Tutto questo perchè le due zone n+ risultano
comunque separate presentando una altissima resistenza.
• Polarizzare il transistor MOSFET di tipo NMOS applicando una tensione fra Gate e Source come
indicato in figura qui a fianco.
Dettagli importanti
• Flusso di Corrente: Una volta formato il canale, applicando una tensione tra Drain e Source, la
corrente può fluire attraverso il canale.
• Tensione di Soglia (Vth): È la minima tensione che deve essere applicata al Gate per iniziare a
formare il canale conduttivo. Sotto questa tensione, il MOSFET rimane spento.
• Effetto di Campo: Il controllo della corrente avviene grazie all'effetto di campo, dove il campo
elettrico generato dalla tensione al Gate modula la conduttività del canale.
• Isolamento del Gate: Poiché il Gate è isolato dal canale, praticamente non scorre corrente nel
Gate stesso. Questo rende il MOSFET un dispositivo a ingresso ad alta impedenza, ideale per
circuiti che richiedono un basso consumo di corrente di controllo.
• Amplificazione: In circuiti analogici per amplificare segnali elettrici, grazie alla sua capacità di
controllare grandi correnti con piccole variazioni di tensione al Gate.
Esempio Pratico:
Immagina il MOSFET come un rubinetto che controlla il flusso dell'acqua (corrente elettrica) tra
Source e Drain. Il Gate è la manopola del rubinetto. Quando il rubinetto è chiuso (nessuna tensione al
Gate), l'acqua non scorre. Girando la manopola (applicando una tensione al Gate), si apre il
passaggio e l'acqua inizia a fluire. Più si apre il rubinetto (aumentando la tensione al Gate), maggiore
sarà il flusso d'acqua (corrente tra Drain e Source).
Struttura e principio di funzionamento del CMOS.
Il CMOS è composto da due tipi di transistor: il transistor a effetto di campo a canale n (NMOS) e il
transistor a effetto di campo a canale p (PMOS). Questi transistor sono configurati in modo
complementare, da cui deriva il nome CMOS.
Principio di funzionamento
La rete di Pull-Up (p-Mos) è costituita da MOSFET a canale P, che si "accendono" solo se la tensione
presente sul gate (misurata rispetto al source) è minore della tensione di soglia. Inversamente la rete
di Pull-Down (n-Mos) è costituita da MOSFET a canale N che si accendono solo se la tensione
presente sul gate (misurata rispetto al source) è maggiore della tensione di soglia.
Dettagli importanti:
Il CMOS combina transistor NMOS e PMOS in modo complementare per realizzare circuiti logici
digitali efficienti e a basso consumo energetico. La chiave del suo funzionamento sta nel fatto che:
• Solo uno dei due transistor conduce alla volta, evitando correnti indesiderate.
• nMOS Logic:
o Quando il transistor nMOS è spento (gate a livello basso), non conduce tra drain e
source.
• pMOS Logic:
o Quando il transistor pMOS è spento (gate a livello alto), non conduce tra source e drain.
Una resistenza di pull-up (collegato a V_DD) è un resistore collegato tra il terminale di ingresso o
uscita di un circuito e la tensione positiva di alimentazione. La sua funzione principale è assicurare
che il terminale sia mantenuto a un livello logico alto (1) quando nessun altro dispositivo lo sta
forzando a un livello basso (0).
Una resistenza di pull-down (collegata a massa) è un resistore collegato tra il terminale di ingresso o
uscita di un circuito e la massa (GND). La sua funzione è assicurare che il terminale sia mantenuto a
un livello logico basso (0) quando nessun altro dispositivo lo sta forzando a un livello alto (1).
Funzionamento nMOS + rete di pull up
o La tensione al gate supera la tensione di soglia (V_GS > V_TH), quindi il transistor
conduce.
o Si crea un percorso a bassa resistenza tra drain e source (tra V_out e GND).
• Effetto sull'Uscita:
o La tensione al gate è inferiore alla tensione di soglia (V_GS < V_TH), quindi il transistor
non conduce.
o Non c'è percorso tra drain e source.
• Effetto sull'Uscita:
Quando il segnale V in è livello basso, il transistor conduce e V out legge un valore livello alto perché
la resistenza pull down è più grande di quella del transistor quindi la corrente passa per il transistor.
Quando V in è livello alto, il transistor non conduce e V out legge un livello basso dato che in questo
caso la resistenza del transistor si oppone di più rispetto alla rete di pull down, quindi la corrente
passa per la resistenza facendo leggere a V out un valore livello basso proveniente dalla massa.
Funzionamento del Transistore Bipolare BJT
Architettura NPN
Regimi di Funzionamento
• Saturazione: Emettitore e base sono polarizzati in modo che il transistore conduca corrente
In questo stato, il transistore funge da interruttore chiuso.
• Attivo: L'emettitore è polarizzato in avanti rispetto alla base, mentre il collettore è polarizzato
in modo inverso rispetto alla base. Qui il transistore amplifica la corrente.
• Cut-off: Non c'è corrente di base (I_B = 0), il transistore è "spento". Non c'è corrente attraverso
il collettore (I_C = 0), il transistore si comporta come un interruttore aperto.
• Reverse active: L’emettitore è polarizzato in modo inverso rispetto alla base (V_BE < 0),
mentre il collettore è polarizzato in avanti.
Il funzionamento come amplificatore viene ottenuto polarizzando direttamente la giunzione base-
emettitore e inversamente quella base-collettore (NPN: base positiva, collettore positivo, emettitore
negativo; PNP: base negativa, collettore negativo, emettitore positivo). Prendendo il caso dell'NPN,
nella giunzione polarizzata direttamente (BE) vi è flusso molto elevato di elettroni maggioritari tra la
zona N e la zona P ma essendo la base troppo piccola, gli elettroni vanno a diffondersi nella zona di
svuotamento tra BC (polarizzata inversamente) dove vi è già presente una corrente di saturazione
inversa ed è lì che il campo elettrico (sul collettore) riesce a catturare questi elettroni che passano
nella zona N successiva. Questo processo ci permette di avere una piccolissima corrente sulla base
(uA) che controlla una elevata corrente sul collettore (mA/A).
• La curva inizia a crescere in modo esponenziale una volta superata la soglia di conduzione.
• Una volta che il transistore entra nella regione attiva, I_C rimane sostanzialmente costante per
valori di V_CE crescenti, fino a raggiungere la saturazione.
Dettagli importanti:
Una giunzione p-n è formata da due tipi di materiale semiconduttore con differenti dopaggi:
Quando queste due regioni sono messe a contatto, formano una giunzione p-n.
Principio di base
La giunzione p-n è composta di due zone: una con un eccesso di lacune (strato p) e una con
eccedenza di elettroni (strato n). Le eccedenze di elettroni e lacune si ottengono mediante drogaggio,
con varie tecniche. Il termine giunzione fa riferimento alla regione in cui si incontrano i due tipi di
drogaggio (P e N). Quando questi due materiali vengono uniti, si forma una regione chiamata zona di
svuotamento o regione di carica spaziale, dove gli elettroni e le lacune si ricombinano, lasciando
ioni fissi che creano un campo elettrico interno. In assenza di tensioni esterne, la giunzione è in
equilibrio (equilibrio termico); La tensione di built-in è la differenza di potenziale interna che si
stabilisce all'equilibrio (circa 0,6-0,7 V per il silicio).
Per modificare lo stato di equilibrio e permettere il flusso di corrente, si può applicare una tensione
esterna alla giunzione p-n. Ci sono due modalità:
➢ Polarizzazione Diretta
➢ Polarizzazione Inversa
Polarizzazione Diretta:
• Effetto: la tensione esterna riduce la barriera potenziale, zona di svuotamento più stretta.
Usando una batteria con un voltaggio più alto in grado di superare il potenziale di barriera, gli
elettroni non incontrando resistenza sono in grado di superare la barriera e occupare le lacune
della parte p. Grazie all’attrazione del polo positivo della batteria, gli elettroni continuano ad
occupare le lacune successive e fluiscono così all’esterno della giunzione pn, attraversando
tutto il circuito
• Effetto: la tensione esterna aumenta la barriera di potenziale, zona di svuotamento più ampia.
Elettroni nel lato N e lacune nel lato P sono allontanati dalla giunzione perché il polo negativo
attrae le lacune del lato p e il polo positivo attrae gli elettroni del lato n, polarizzando la
giunzione pn.
Quando queste due regioni vengono messe a contatto, formano una giunzione p-n.
1. Diffusione Iniziale: Elettroni dalla regione n (dove sono in eccesso) diffondono verso la
regione p (dove sono scarsi).
3. La separazione di cariche crea un campo elettrico interno nella zona di contatto che si
oppone alla diffusione ulteriore dei portatori di carica.
5. Le correnti di diffusione e di deriva si bilanciano, quindi non c'è flusso netto di corrente.
6. Per modificare lo stato di equilibrio e permettere il flusso di corrente, si può applicare una
tensione esterna alla giunzione p-n. Ci sono due modalità:
• Polarizzazione Diretta: Il lato p è collegato al polo positivo della batteria; il lato n è
collegato al polo negativo
• Polarizzazione Inversa: Il lato p è collegato al polo negativo della batteria; il lato n è
collegato al polo positivo
7. Per mantenere un flusso di corrente costante, è essenziale che ci sia un circuito chiuso che
permette il movimento continuo delle cariche:
• Nel Lato n (Regione n): dal polo negativo della batteria partono gli elettroni che entrano
nel lato n. Questi elettroni si muovono verso la giunzione p-n.
• Attraverso la Giunzione: Gli elettroni attraversano la zona di svuotamento (resa sottile
dalla polarizzazione diretta) e entrano nel lato p. Durante questo passaggio, gli elettroni
si ricombinano con le lacune nel lato p.
• Nel Lato p (Regione p): Quando gli elettroni si ricombinano con le lacune, queste ultime
vengono "riempite". Per mantenere il numero di lacune, gli elettroni vengono rimossi dal
lato p attraverso il polo positivo della batteria, creando nuove lacune.
Gli elettroni vengono estratti dalla regione p verso il polo positivo della batteria.
Questo processo lascia dietro di sé nuove lacune nel lato p.
Gli elettroni fluiscono dal polo negativo della batteria alla regione n, rifornendo
continuamente il lato n di elettroni.
La giunzione p-n permette alle cariche elettriche di scorrere in una direzione, ma non in quella
opposta. Quando la giunzione p-n è polarizzata direttamente, la tensione sulla giunzione diminuisce e
questo fa scorrere una corrente apprezzabile verso il blocco n. Quando la giunzione p-n è polarizzata
inversamente, invece, la barriera di potenziale alla giunzione (e quindi anche la resistenza) aumenta e
la corrente inversa che può scorrere verso il blocco p è bassissima.
Analogia Semplice
o Affollata di persone (elettroni) che vogliono andare nella stanza meno affollata.
o Inizialmente, alcune persone passano attraverso la porta, ma poi si forma una barriera
che impedisce ulteriori passaggi.
• Elaborazione di Informazioni Digitali: Le porte logiche manipolano segnali binari per eseguire
calcoli e prendere decisioni logiche all'interno di un circuito.
• Costruzione di Circuiti Complessi: Combinando porte logiche, si possono creare
microprocessori, memorie, e altri dispositivi digitali avanzati.
• Implementazione di Funzioni Booleane: Permettono di realizzare qualsiasi funzione logica
attraverso l'algebra booleana, fondamentale nell'informatica e nell'elettronica.
Esempio di Implementazione:
• Porta NOT (Inverter): Realizzata con un transistor PMOS e uno NMOS collegati in
configurazione CMOS.
• Porta AND e OR: Richiedono combinazioni di più transistor per realizzare le rispettive funzioni
logiche.
• Circuiti Aritmetici
• Circuiti di Controllo
• Memorie e Registri: Flip-Flop: Utilizzano porte logiche per memorizzare un bit di informazione.
Descrivere i vantaggi della realizzazione delle porte logiche in tecnologia CMOS.
In contrapposizione, la tecnologia CMOS (Complementary MOS) utilizza sia transistori a canale N che
a canale P per ridurre il consumo di potenza a livelli molto bassi, rendendo la tecnologia CMOS più
efficiente dal punto di vista energetico.
Descrivere la realizzazione delle porte logiche NAND.
La porta logica Nand, è in pratica una porta logica and, con funzionamento invertito.
Per costruire una porta logica NAND ci occorrono due transistor e una resistenza. Il circuito
elettronico si realizza con una configurazione molto semplice. Lo stato di conduzione o interdizione
dei due transistor determina la condizione logica NAND in uscita. Quindi per avere in uscita un livello
logico basso gli ingressi A e B devono inviare un segnale che attivi la conduzione dei due transistor.
Negli altri casi, con A diverso da B, il livello logico in uscita si presenterà sempre alto.
Convertitori
D/A
A/D
Cosa Sono i Convertitori?
Un convertitore D/A è un dispositivo elettronico che prende un segnale digitale, composto da una
serie di bit (0 e 1), e lo trasforma in un segnale analogico continuo, come una tensione o una corrente
variabile nel tempo.
I convertitori D/A sono fondamentali perché permettono ai dispositivi digitali (come computer,
smartphone e sistemi di controllo) di interagire con il mondo reale, che è analogico. Ecco alcuni
esempi:
• Audio: Quando ascolti musica sul tuo telefono, il file audio digitale viene convertito in un
segnale analogico che può pilotare le cuffie o gli altoparlanti.
• Video: I segnali digitali vengono convertiti in segnali analogici per controllare i pixel su uno
schermo.
Principio di Base:
1. Rappresentazione Digitale:
I convertitori D/A (Digital-to-Analog) sono dispositivi che trasformano segnali digitali (binari) in segnali
analogici.
Un convertitore D/A prende un input digitale, rappresentato da una serie di bit, e lo trasforma in una
tensione o corrente analogica proporzionale al valore digitale. Il numero di bit dell'input digitale
determina la risoluzione del convertitore.
• Risoluzione
La risoluzione di un convertitore D/A è il numero di bit che può elaborare. Più alto è il numero di
bit, maggiore è la risoluzione.
Una maggiore risoluzione consente di rappresentare il segnale analogico con maggiore
precisione, riducendo il "gradino" tra i livelli di tensione successivi.
• Linearità
La linearità descrive quanto accuratamente l'uscita analogica del convertitore segue l'ingresso
digitale previsto. Idealmente, la relazione tra il valore digitale e il valore analogico dovrebbe
essere lineare.
Non-linearità differenziale (DNL): Misura la deviazione di ogni singolo passo rispetto al passo
ideale.
Non-linearità integrale (INL): Misura la deviazione del punto di uscita rispetto alla linea ideale
su tutta la gamma di ingresso.
• Velocità di Conversione
La velocità di conversione, o frequenza di aggiornamento, è la velocità con cui il convertitore
D/A può aggiornare l'uscita analogica. È misurata in campioni per secondo (SPS).
Una maggiore velocità di conversione è necessaria per applicazioni che richiedono
aggiornamenti rapidi del segnale, come l'audio ad alta fedeltà e le telecomunicazioni.
• Gamma Dinamica
La gamma dinamica è la differenza tra il massimo segnale di uscita possibile e il minimo
segnale rilevabile, spesso espressa in decibel (dB).
Una gamma dinamica più ampia consente al convertitore D/A di rappresentare segnali con una
maggiore variazione di ampiezza, importante per applicazioni audio e video ad alta fedeltà.
• Tempo di Assestamento
Il tempo di assestamento è il tempo richiesto affinché l'uscita analogica raggiunga e rimanga
entro un certo margine di errore del valore finale desiderato, dopo un cambiamento
dell'ingresso digitale.
Un tempo di assestamento breve è cruciale per applicazioni che richiedono risposte rapide e
precise, come i sistemi di controllo in tempo reale.
• Rumore e Distorsione
Rumore: Tutti i convertitori D/A introducono un certo livello di rumore, che può degradare la
qualità del segnale.
Distorsione: La distorsione armonica totale (THD) è una misura di quanto l'uscita del
convertitore differisce dal segnale ideale a causa di effetti non lineari.
• Tensione di Riferimento
La tensione di riferimento determina la gamma di uscita del convertitore D/A.
Una tensione di riferimento stabile e precisa è essenziale per garantire che l'uscita analogica
sia accurata e coerente.
Descrivere caratteristiche e funzionamento dei convertitori A/D.
I convertitori A/D (Analog-to-Digital) sono dispositivi che trasformano segnali analogici continui in
segnali digitali discreti. Questa conversione permette al segnale analogico di essere elaborato,
memorizzato o trasmesso da sistemi digitali.
Permettono ai sistemi digitali di acquisire e processare segnali dal mondo reale (temperatura, suono,
luce, ecc.).
Caratteristiche:
• Risoluzione
Il numero di bit del convertitore, che determina il numero di livelli di quantizzazione. Maggiore
risoluzione significa che il convertitore può distinguere variazioni più piccole nel segnale
analogico, rappresentandolo con maggiore precisione.
• Velocità di Conversione
La velocità alla quale il convertitore può campionare e convertire il segnale analogico in
digitale, espressa in campioni per secondo (SPS) o Hz.
Per segnali che cambiano velocemente nel tempo, è necessaria una velocità di conversione
elevata per catturare (campionare) accuratamente le variazioni.
La frequenza di campionamento deve essere almeno il doppio della massima frequenza
presente nel segnale per evitare l'aliasing.
• Precisione e Accuratezza
Indica quanto il valore digitale convertito si avvicina al valore reale del segnale analogico.
• Tempo di Assestamento
Il tempo richiesto affinché il convertitore stabilizzi l'uscita dopo un cambiamento nel segnale
di ingresso.
Brevi tempi di assestamento sono critici per applicazioni in tempo reale.
• Rumore e Distorsione
Il rumore è il segnale indesiderato introdotto nel processo di conversione.
La distorsione è la deviazione del segnale convertito rispetto al segnale originale a causa di
non-linearità nel convertitore.
Funzionamento
1. Ingresso analogico (Vin) va a un circuito Sample and Hold, che campiona e blocca il segnale.
2. Campionamento:
Il segnale analogico continuo viene campionato a intervalli di tempo regolari, ottenendo una
serie di valori discreti nel tempo. La frequenza di campionamento deve essere almeno il
doppio della massima frequenza del segnale (secondo il teorema di Nyquist) per evitare
l'aliasing (ovvero la sovrapposizione delle componenti di frequenza che porta a distorsioni).
3. Quantizzazione:
Il segnale campionato viene inviato al Comparatore che confronta il segnale di ingresso (Vin)
con il segnale generato dal DAC (Digital to Analog Converter) interno. Se il segnale d’ingresso è
maggiore o minore del valore generato dal DAC, il comparatore fornisce un feedback per la
correzione del bit successivo.
I campioni ottenuti nella fase di campionamento vengono quantizzati, ovvero approssimati ai
valori discreti più vicini disponibili nel range del convertitore.
Il numero di livelli di quantizzazione (2^n livelli per un convertitore a n bit) determina la
risoluzione del convertitore. Una quantizzazione fine (più livelli) riduce l'errore di
quantizzazione, migliorando la fedeltà del segnale digitalizzato.
4. Codifica
I valori quantizzati sono codificati in codice binario (digitale) per essere elaborati, memorizzati
o trasmessi da sistemi digitali.
Rappresentazione Binaria: Ogni livello di quantizzazione corrisponde a una combinazione
unica di bit.
Nota:
Per eseguire correttamente la conversione, un A/D deve avere una tensione stabile durante tutto il
tempo Ts, altrimenti si avrebbero delle incertezze sul valore di Vi effettivamente convertito (errore di
conversione).
Questo problema può essere superato mediante l’impiego di un circuito chiamato Sample and
Hold (S&H). Si tratta di un circuito che permette di campionare l’ingresso in un istante preciso e di
memorizzarne temporaneamente il valore analogico. In tal modo, la tensione in ingresso al
convertitore può essere mantenuta stabile per il tempo necessario alla conversione, eliminando
l’errore di conversione.
Amplificatore Operazionale
L'amplificatore operazionale è un componente elettronico analogico la cui denominazione deriva dal
fatto che questo dispositivo è stato ampiamente usato per effettuare operazioni matematiche su
segnali elettrici. L'evoluzione tecnologica ha portato alla realizzazione degli amplificatori operazionali
dapprima sotto forma di circuiti a valvole, poi attraverso l'utilizzo di transistor ed infine realizzandoli
come circuiti integrati.
• Ingresso non invertente (+): Segnale in ingresso che viene amplificato senza inversione di
fase.
• Ingresso invertente (–): Segnale in ingresso che viene amplificato con inversione di fase (180
gradi).
L'uscita dell'Op-Amp è proporzionale alla differenza di tensione tra questi due ingressi moltiplicata
per il guadagno dell'amplificatore.
In elettronica si dice comparatore un circuito in grado di confrontare fra loro due segnali di ingresso,
fornendo in uscita un livello alto e basso a seconda di quale dei due segnali di ingresso è maggiore
dell'altro.
Comparatore invertente
Se la tensione di riferimento viene applicata all'ingresso positivo + si parla di comparatore non
invertente.
Comparatore con isterisi o Trigger di Schmitt.
Il trigger di Schmitt è un particolare tipo di comparatore di soglia con isteresi, ovvero un circuito che
consente di trasformare un segnale analogico in un'uscita che varia soltanto tra due valori di tensione
a seconda che l'ingresso superi una certa soglia o sia inferiore ad una seconda soglia (più bassa).
Una delle sue applicazioni è la produzione di onde quadre a partire da un segnale sinusoidale, per
questo è molto utilizzato nei circuiti logici per creare il segnale di sincronismo (clock).
Questo circuito è fondamentale in elettronica per convertire segnali analogici in segnali digitali puliti,
eliminando rumori e fluttuazioni indesiderate.
• Ingresso non invertente (+): Dove viene applicata la tensione di riferimento (V_ref).
• Uscita: Collegata a un carico che può essere un LED, un relè o un circuito logico.
Un amplificatore operazionale (op-amp) usato come comparatore di soglia confronta due tensioni:
una tensione di ingresso (V_in) e una tensione di riferimento (V_ref). Ecco come funziona in parole
semplici:
• Ingresso Invertente (-): Collegato alla tensione di ingresso che vuoi monitorare (V_in).
Come Funziona:
o L'uscita dell'op-amp si porta al valore più basso possibile (vicino a 0V o alla tensione
negativa di alimentazione).
o L'uscita dell'op-amp si porta al valore più alto possibile (vicino alla tensione positiva di
alimentazione).
Gli amplificatori operazionali hanno un guadagno molto elevato, il che significa che amplificano
anche piccole differenze tra V_in e V_ref.
Questo comportamento "tutto o niente" è utile per creare un segnale digitale da un segnale analogico.
Esempio Termostato Semplice: Se la temperatura (V_in) supera un certo valore (V_ref), l'uscita
dell'op-amp può attivare un ventilatore o un allarme.
Descrivere l’amplificatore operazionale ideale illustrando il concetto di reazione negativa. Si
discutano poi le caratteristiche principali di uno degli stadi amplificatori elementari affrontati
nel corso.
Descrivere il funzionamento dell’amplificatore operazionale impiegato come integratore.
Un amplificatore operazionale (op-amp) può essere configurato per funzionare come integratore,
ovvero un circuito che calcola l'integrale del segnale di ingresso.
La tensione di uscita VOUT dell'integratore, in funzione della tensione di ingresso V IN, può essere
calcolata utilizzando l'equazione:
Memorie statiche e dinamiche
Elemento Base di Memoria
Flip Flop
Un flip-flop è un circuito bistabile, ovvero può mantenere due stati stabili (alto o basso) finché non
riceve un segnale di controllo per cambiare stato.
La struttura interna di un flip-flop varia a seconda del tipo (SR, D, JK, T), ma in generale, è composto
da porte logiche interconnesse e transistor che formano circuiti bistabili. Nella tecnologia CMOS,
che è la più comune nei circuiti integrati moderni, i flip-flop sono realizzati utilizzando transistor
NMOS e PMOS.
La sua struttura varia a seconda del tipo, ma in generale, richiede da 8 a 14 transistor in
implementazioni CMOS, a seconda della complessità e delle funzionalità desiderate.
Il flip-flop Set-Reset (SR) è uno dei primi tipi di flip-flop utilizzati come elemento base di memoria. È
un circuito bistabile che può mantenere uno stato logico stabile fino a quando non viene commutato
da segnali di controllo. Fondamentale per la costruzione di registri e memorie semplici.
Il flip-flop D è una versione migliorata del flip-flop SR, progettata per evitare gli stati indesiderati e
semplificare l'architettura dei circuiti di memoria. È ampiamente utilizzato nei circuiti di
sincronizzazione e memorizzazione dati. Utilizzato in registri, contatori e memorie sequenziali.
Architettura Circuiti di Memoria
Gli elementi di memoria sono organizzati in matrici bidimensionali per facilitare l'accesso e la
gestione dei dati.
Ogni punto memoria è quindi caratterizzato da un indirizzo, corrispondente ad un numero di linea (in
inglese row) e un numero di colonna (in inglese column).
Memoria RAM Statica (SRAM)
La memoria RAM statica (SRAM) è un tipo di memoria volatile che utilizza flip-flop (solitamente flip-
flop a 6 transistor → 6 transistor per bit) per memorizzare ciascun bit.
È chiamata "statica" perché non richiede refresh periodici per mantenere i dati, a differenza della RAM
dinamica.
• Ogni bit è mantenuto da un circuito bistabile (flip-flop) che conserva il suo stato finché
l'alimentazione è presente.
• Offre tempi di accesso molto rapidi grazie alla struttura a flip-flop.
• Utilizzata principalmente come cache nelle CPU e in applicazioni che richiedono accessi
veloci ai dati.
La memoria RAM dinamica (DRAM) è un tipo di memoria volatile che utilizza condensatori per
memorizzare ciascun bit (1 transistor + 1 condensatore per bit). È chiamata "dinamica" perché i
condensatori perdono la carica nel tempo e necessitano di essere rinfrescati periodicamente per
mantenere i dati.
Le memorie statiche (SRAM) e dinamiche (DRAM) sono due tipi di memorie volatili utilizzate nei
computer e in altri dispositivi elettronici per memorizzare dati temporanei.
• Celle di Memoria: Ogni cella di memoria SRAM è composta da un latch bistabile formato da 4
o 6 transistor. Questi transistor mantengono lo stato della cella fintanto che è alimentata.
• Conservazione dei Dati: Mantiene i dati finché è alimentata, senza bisogno di essere
periodicamente rinfrescata.
• Velocità: Più veloce della DRAM, perché non richiede cicli di refresh e ha tempi di accesso
minori.
• Complessità e Dimensioni: Più complessa e più grande rispetto alla DRAM per bit di
memoria, a causa del numero maggiore di transistor per cella.
• Velocità: Più lenta della SRAM a causa della necessità di cicli di refresh e tempi di accesso più
lunghi.
• Semplicità e Dimensioni: Più semplice e più piccola rispetto alla SRAM per bit di memoria,
poiché utilizza solo un transistor e un condensatore per cella.
2. Consumo di Energia
SRAM
DRAM
• Consumo a Riposo: Ha un consumo di energia inferiore rispetto alla SRAM quando non
viene acceduta, ma richiede energia periodica per i cicli di refresh.
SRAM
• Densità: Minore densità di memoria per chip a causa della complessità delle celle di memoria.
• Capacità: Generalmente utilizzata per memorie cache e applicazioni dove sono necessarie
basse latenze e alta velocità.
DRAM
• Densità: Maggiore densità di memoria per chip grazie alla semplicità delle celle di memoria.
• Capacità: Utilizzata per la memoria principale (RAM) dei computer e altri dispositivi dove è
necessaria una grande capacità di memoria a un costo inferiore.
4. Prestazioni
SRAM
• Tempo di Accesso: Tempi di accesso molto rapidi, ideali per applicazioni ad alta velocità come
cache di CPU.
• Latency: Bassa latenza, il che la rende adatta per operazioni che richiedono accessi rapidi e
frequenti.
DRAM
• Latency: Maggiore latenza dovuta ai cicli di refresh e al tempo necessario per accedere ai dati.
5. Applicazioni Tipiche
SRAM
• Cache di CPU: Utilizzata come cache di primo livello (L1) e secondo livello (L2) nelle CPU
• Memorie Embedded: Utilizzata in dispositivi dove è necessaria una memoria rapida e con
accesso frequente.
• Buffer di Rete: Utilizzata in switch e router per gestire rapidamente i pacchetti di dati.
DRAM
• Memoria Principale (RAM): Utilizzata come memoria principale nei computer, smartphone, e
altri dispositivi elettronici.
• Memoria Video (VRAM): Utilizzata nelle schede grafiche per memorizzare i frame buffer e altre
informazioni grafiche.
Il Flip-Flop SR (Set-Reset) è un tipo di circuito bi-stabile che ha due ingressi, denominati Set (S) e
Reset (R), e due uscite, Q e Q¯ (complemento di Q). Questo dispositivo è fondamentale nella
progettazione dei circuiti digitali poiché può memorizzare un bit di informazione, mantenendo il suo
stato fino a quando non viene modificato da un input. Il Flip-Flop SR è quindi un blocco costruttivo
essenziale per la realizzazione di memorie, contatori e sistemi di controllo.
Il principio di funzionamento del Flip-Flop SR si basa sulla logica di due ingressi e le loro interazioni
con le uscite. Quando l’ingresso Set (S) è attivo (tipicamente alto), l’uscita Q diventa alta,
mentre Q¯ diventa bassa. Questo stato è noto come “set”. Al contrario, quando l’ingresso Reset (R) è
attivo, Q diventa bassa e Q¯ alta, portando il circuito nello stato “reset”. Se entrambi gli ingressi sono
bassi, il Flip-Flop mantiene il suo stato precedente. Tuttavia, è importante notare che l’attivazione
contemporanea degli ingressi S e R è una condizione non ammessa, poiché porta a un
comportamento indefinito del circuito, con entrambe le uscite potenzialmente alte.
Analizzatore di protocollo
• Sicurezza:
Copiando e analizzando i pacchetti di dati, è possibile individuare attività sospette o potenziali
attacchi. Ad esempio:
- Rilevare tentativi di intrusioni o scansioni di porte da parte di un hacker.
- Identificare attività di malware o trojan che inviano dati verso l'esterno.
- Trovare eventuali fughe di dati o comportamenti anomali che possono indicare un
attacco interno.
Monitorando il traffico, puoi verificare se i pacchetti seguono le regole e le policy di sicurezza
della rete.
Ottimizzando il flusso del traffico, puoi migliorare le prestazioni complessive della rete e
ridurre i costi operativi.
Copiare il traffico significa duplicare i pacchetti di dati da una o più porte e inviarli a un dispositivo di
analisi, come un analizzatore di protocollo o un IDS (Intrusion Detection System).
Questo ti consente di "guardare" i dati in transito senza influenzare direttamente il traffico originale. Si
usa spesso la funzione di mirroring negli switch o HUB per copiare tutto il traffico di una specifica
porta o VLAN (Virtual LAN).
Esempio pratico: Se vuoi analizzare tutto il traffico tra il server di un'applicazione e i suoi client, puoi
configurare lo switch per copiare i pacchetti su una porta mirror e collegare lì l'analizzatore. In questo
modo, l'analizzatore vedrà tutto il traffico che passa tra il server e i client senza interferire.
Descrivere i possibili modi di collegare un analizzatore di protocollo all’interno di una rete LAN
In pratica si chiede di spiegare le diverse tecniche e metodologie per inserire un analizzatore nel
flusso di rete in modo da poter catturare e analizzare il traffico desiderato. Ci sono diversi metodi per
collegare un analizzatore di protocollo a una rete LAN (Local Area Network):
Un HUB è un dispositivo che inoltra i pacchetti di dati a tutte le porte. Se l'HUB ha una porta
disponibile, puoi collegare l'analizzatore di protocollo direttamente all'HUB, e quest'ultimo
riceverà una copia di tutto il traffico che passa attraverso di esso, permettendo di monitorare
tutte le comunicazioni.
Se l'HUB non ha una porta libera, una soluzione potrebbe essere inserire un piccolo HUB
supplementare tra uno dei dispositivi e l'HUB principale. In questo modo, l'analizzatore di
protocollo può essere collegato all'HUB supplementare, il quale verrà collegato a sua volta
all'HUB principale.
• Collegamento in presenza di uno switch
Uno switch è più intelligente rispetto a un HUB perché inoltra i pacchetti solo alla porta di
destinazione corretta, e non a tutte le porte. Questo rende il monitoraggio del traffico più
difficile. Se l'analizzatore di protocollo viene semplicemente collegato a una porta di uno
switch, non vedrà tutto il traffico della rete, ma solo quello destinato specificamente a quella
porta.
Un analizzatore multiporta è un dispositivo con più porte di ingresso, che può essere
collegato a diverse parti della rete. Questa configurazione ti permette di monitorare più
segmenti di rete contemporaneamente.
• Uso della porta mirror
La porta mirror, o SPAN (Switched Port Analyzer), è una funzionalità di uno switch di rete che
permette di duplicare il traffico che passa attraverso una o più porte (o VLAN) dello switch
verso una specifica porta che tu scegli. Questa porta sarà collegata all'analizzatore di
protocollo, permettendoti di vedere tutto il traffico che stai monitorando senza influenzare il
normale funzionamento della rete.
Gli analizzatori di protocollo di rete sono strumenti fondamentali per il monitoraggio e l'analisi delle
comunicazioni all'interno di una rete. Sono utilizzati per catturare, decodificare e analizzare i
pacchetti di dati che vengono trasmessi tra i dispositivi.
• Filtraggio e ricerca
Gli analizzatori di protocollo permettono di applicare filtri per catturare solo specifici tipi di
traffico o per eseguire ricerche su pacchetti già catturati. Puoi filtrare i pacchetti in base a
criteri come indirizzi IP, porte TCP/UDP, tipi di protocollo o pattern di dati specifici.
Descrivere l’architettura dei sistemi automatici di misura
Si parla di sistema automatico di misura quando l'operatore è sollevato da una o più attività di
misurazione a lui normalmente demandate.
Principio di Funzionamento
Il funzionamento si basa sull’analisi delle componenti in frequenza di un segnale elettrico,
tipicamente un segnale a radiofrequenza (RF), audiofrequenza (AF), o di altra natura, per visualizzare
la distribuzione delle sue ampiezze nel dominio delle frequenze. Gli analizzatori di spettro analogici
operano principalmente attraverso una tecnica chiamata supereterodina.
Caratteristiche principali
• Intervallo di frequenza: Gli analizzatori di spettro possono coprire ampi intervalli di
frequenza, da poche decine di Hz a molti GHz.
• Risoluzione in frequenza: Dipende dalla banda passante del filtro a frequenza intermedia (IF).
Più stretta è la banda passante, maggiore sarà la capacità di distinguere tra segnali molto vicini
in frequenza.
• Sensibilità: Gli analizzatori di spettro devono essere in grado di rilevare segnali molto deboli,
specialmente nei sistemi di telecomunicazioni o di misura.
• Analizzatore di spettro a banco di filtri: L'analizzatore di spettro a banco di filtri si basa su
una serie di filtri passa-banda che isolano diverse frequenze del segnale di ingresso. Ogni filtro
passa-banda è sintonizzato su una frequenza particolare e consente il passaggio solo di
segnali all'interno della sua banda di frequenza. L'ampiezza del segnale filtrato viene quindi
misurata e visualizzata sul display, rappresentando l'intensità della frequenza corrispondente.
Caratteristiche Principali
o Multipli Filtri Passivi o Attivi: Utilizza una serie di filtri passa-banda disposti in parallelo,
ciascuno sintonizzato su una frequenza specifica.
o Display Lineare o Logaritmico: Visualizza l'ampiezza delle componenti frequenziali in
relazione alla frequenza.
o Risoluzione in Frequenza Fissa: Ogni filtro è progettato per una banda di frequenza
specifica, determinando una risoluzione limitata.
Caratteristiche
• Frequency Range: L'intervallo di frequenze che l'analizzatore può misurare, ad esempio da
pochi Hertz (Hz) fino a gigahertz (GHz).
• Risoluzione in Frequenza: la capacità di distinguere tra due frequenze vicine tra loro
• Dynamic Range: La differenza tra il segnale più debole e il segnale più forte che l'analizzatore
può misurare accuratamente.
• Elaborazione Digitale del Segnale: Utilizzo di algoritmi numerici, come la Trasformata di
Fourier Rapida (FFT), per convertire il segnale dal dominio del tempo al dominio della
frequenza.
• Sensibilità: Capacità di rilevare segnali a bassa ampiezza.
Principio di funzionamento
1. Campionamento: il segnale analogico da analizzare viene campionato da un dispositivo
Sample&Hold (un circuito). Il segnale ottenuto è discreto nel tempo, ma ancora continuo nelle
ampiezze.
2. Quantizzazione: un convertitore A/D converte il segnale, diventando discreto anche nelle
ampiezze
3. Elaborazione: I dati campionati vengono elaborati dal Digital Signal Processor tramite
algoritmi numerici, solitamente la trasformata di Fourier Rapida (FFT) per convertire il segnale
dal dominio del tempo al dominio delle frequenze. Uso di funzioni finestra per minimizzare il
leakage spettrale e migliorare la precisione dell'analisi.
4. Visualizzazione: le componenti frequenziali vengono visualizzate graficamente su un display
Funzioni Finestra
Nell'analisi spettrale numerica, le funzioni finestra svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la
qualità delle misure di frequenza e nell'ottimizzare la resa spettrale dei segnali analizzati.
Una funzione finestra è un filtro applicato al segnale prima di eseguire la Trasformata di Fourier (FFT).
Consiste nel moltiplicare il segnale per una funzione matematica che "finestra" (limita) il segnale in
un intervallo di tempo specifico.
Quando si esegue una FFT su un segmento di un segnale (finestratura), si introduce un'interruzione
brusca al confine dei segmenti. Questa discontinuità può causare fenomeni indesiderati nello
spettro, noti come leakage spettrale. Le funzioni finestra aiutano a mitigare questo effetto.
Descrivere il concetto di aliasing e le tecniche per eliminarlo.
L'aliasing è un fenomeno che si verifica quando un segnale analogico viene campionato a una
frequenza insufficientemente elevata rispetto alla sua frequenza massima. Questo porta alla
distorsione del segnale campionato.
Teorema di Nyquist-Shannon: Per evitare l'aliasing, la frequenza di campionamento deve essere
almeno il doppio della massima frequenza presente nel segnale analogico.