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La scultura futurista

Nel 900 anche la scultura risente profondamente dei nuovi ideali futuristi, e applicandoli raggiunge un alto livello. Anche in questo settore spicca la figura di Umberto Boccioni, il quale approfondisce e allarga la sua ricerca sul dinamismo tanto da sperimentare nel 1912 l'elemento plastico. In quest'anno redige il "Manifesto tecnico sulla scultura futurista" e qui si leggono i nuovi principi di una scultura, che avr una composizione formata da diversi piani che si intersecano tra loro con materiali vari. L'autore afferma: "La nuova plastica sar dunque la traduzione nel gesso, nel bronzo, nel vetro e in qualsiasi altra materia dei piani atmosferici che legano e intersecano le cose. Questa visione anche chiamata TRASCENDENTALISMO FISICO. La scultura deve quindi far rivivere gli oggetti rendendo sensibile e plastico il loro prolungamento nello spazio, poich nessuno pu dubitare che un oggetto finisca dove un altro comincia e non v' cosa circondante il nostro corpo che non lo interagisca con questo. In scultura come in pittura non si pu rinnovare se non cercando LO STILE DEL MOVIMENTO, cio rendendo definitivo quello che l'impressionismo ha dato come accidentale. La scultura futurista produrr vibrazioni, utilizzer le luci e le compenetrazioni dei piani. Il fondamento di questo metodo sar architettonico in modo che il blocco scultoreo abbia in s gli elementi architettonici dell'AMBIENTE SCULTORIO in cui vive il soggetto. Proclamando nel manifesto che l'ambiente deve far parte del blocco plastico come un mondo a s. [Le sue ricerche intorno alle tre dimensioni inoltre nascono e vivono dall'impossibilit di realizzare pittoricamente la costruzione di un corpo fatto interamente di movimento e quindi solo la scultura autorizza la percezione chiara di uno spostamento nello spazio, sebbene anche la sua rappresentazione sia irrimediabilmente fissata in una statua. Inoltre Boccioni applica anche alla scultura le linee-forza (linee che marcano il movimento), cercando i ritmi interni dei corpi in movimento. Egli prosegue: facendo vivere la linea muscolare statica nella linea-forza dinamica. In questa linea muscolare predominer la linea retta che retta sar per viva e palpitante; si presenter a tutte le necessit delle infinite espressioni della materia, e la sua severit sar il simbolo della severit di acciaio delle linee del macchinario moderno. Possiamo infine affermare che nella scultura l'artista non deve indietreggiare davanti ad un ostacolo pur di ottenere una REALT.Nessuna paura pi stupida di quella che ci fa temere di uscire dall'arte che esercitiamo. Quindi, come la pittura aveva liberato gli oggetti dall'isolamento sullo sfondo immergendoli in uno spazio avvolgente (o nella compenetrazione dei piani), cos la scultura avrebbe dovuto amalgamare figura e ambiente in un solo blocco plastico. La riprova delle teorie di Boccioni forse una delle sue sculture pi note: Forme uniche nella continuit dello spazio .

Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuit dello spazio, 1913, Roma, Collezione privata

L'opera si caratterizza per la compenetrazione dei piani e per la dinamicit delle forme che fendono lo spazio. Raffigura un corpo umano in movimento con vedute simultanee: la figura si sta spostando velocemente ed in maniera comunicativa. Ma la simultaneit delle vedute che conduce alla compenetrazione dei piani. L'originale era in gesso ma ne sono state fatte anche copie in bronzo; pur essendo Boccioni un artista futurista, canta la velocit non attraverso l'immagine di un automobile o di un aeroplano, ma di un uomo che cammina. Pi tardi anche Giacomo Balla dedicher all'amico un'immagine che lo ricorda durante le risse sostenute nelle storiche serate futuriste.

Giacomo Balla, Linee forza del pugno di Boccioni, 1915, Birmingham (Usa), Collezione privata

In entrambe le sculture vi , dunque, un personaggio che accenna un passo in avanti anche se la trattazione plastica alquanto diversa. Boccioni stravolge e sdoppia - in certi punti - un'anatomia umana, fino a deformarla per meglio esprimere lo sforzo e la tensione, e a trasformarla in una struttura aerodinamica - si veda il busto "carenato", privo di braccia e l'alternanza di pieni e di vuoti che testimoniano il contemporaneo " essere e non essere" di un corpo che si muove in un determinato punto dello spazio. Balla sostituisce, invece, alle parti anatomiche del corpo del suo Boccioni le loro pure traiettorie nello spazio, quasi delle eleganti volute che "stanno al posto" delle membra e sono, di fatto, solo il grafico del loro movimento: l'intero corpo del resto sollevato e come proiettato da una specie di onda che ne rappresenta lo slancio in avanti. I moti curvilinei che partono dalla "onda" (le " virgole "al posto dei piedi, la voluta doppia che parte dalla gamba flessa per giungere al capo del personaggio) sono come trafitte dalla linea nervosa che attraversa la gamba tesa e il busto e dal triangolo rovesciato che mima, nella sua base protesa, l'impatto terribile del pugno dell'amico. Anche Balla quindi si rif ai dettami della scultura boccioniana e li mette in pratica ottenendo un validissimo risultato.