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Storia

Filosofia
Storia dellArte

Prof. Blasina Gianluigi


Prof. Musina Manuela
Prof. Stagni Franco

Architettura e citt in Italia


tra le due guerre mondiali
La tradizione classica
Il Razionalismo italiano
Larchitetture di regime
Le citt di fondazione

G. Calza Bini, R. Nicolini - Progetto per il centro di Pomezia, 1938

Introduzione
Il presente ciclo di lezioni nato dalla coincidenza con le manifestazioni
per il 70 anniversario della fondazione della citt di Torviscosa, dal quale
tema si preso lo spunto per avviare un approfondimento tematico
sullarchitettura e sullurbanistica italiana del periodo compreso tra le due
guerre mondiali.
Nato come momento di compresenza e quindi di confronto tra le discipline della Storia, della
Filosofia e della Storia dellArte, tese a mettere in luce gli sviluppi e le contraddizioni di quegli
anni che hanno visto laffermazione e il crollo del Fascismo e le parallele esperienze
dellarchitettura italiana moderna, il ciclo di lezioni si pone come momento di riflessione critica sul
quel complesso intersecarsi di scelte politico sociali e culturali che nel loro evolversi hanno
visto da parte degli artisti una prima adesione, a volte anche sincera, agli ideali della rivoluzione
fascista, per poi stemperarsi progressivamente fino alla cocente disillusione, per arrivare in alcuni
casi alla strenua opposizione. Il coinvolgimento degli architetti e di tutta la cultura artistica italiana
di questo periodo offrono, a nostro avviso, uno spaccato particolarmente significativo della
duplice facciata con cui sia lazione politica, ma anche gli indirizzi della produzione
architettonica e le posizioni dei singoli architetti, determinano limmagine ambivalente e ambigua
di quegli anni. In questa complessa serie di fenomeni storici, per, si voluto anche cogliere
alcuni aspetti significativi ed originali di una produzione artistica che, per merito di alcune
personalit rappresentative e di alcune posizioni culturali progressiste, ha saputo proiettare lItalia
in una dimensione internazionale, raccogliendo, anche a distanza di anni dalla fine del conflitto
mondiale, nuovi spunti di interesse ed approfondimento. Il riferimento alla straordinaria figura di
Terragni dobbligo, ma da essa non vanno esclusi alcune altre personalit quali quelle di
Persico e Pagano, Michelucci, Moretti, Libera, ed altri ancora.

Al tradizionale tema dellarchitettura, proprio in coincidenza con lanniversario della citt di


Torviscosa, si ritenuto di allargare il confronto critico arche alla situazione ed agli sviluppi
dellurbanistica del regime fascista, che proprio nel suo intento di attribuire ad un nuovo
assetto del territorio la soluzione del rapporto conflittuale tra citt e campagna e parte di un
controllo dello sviluppo economico e socio-politico, ha dimostrato il carattere di forte
strumentalizzazione verso una disciplina che era appena nata e si stava definendo, proprio in
quegli anni, in modo autonomo.
Architettura, citt e assetto del territorio non sono stati disgiunti nella lettura storica se non per
esigenze di carattere didattico, ma anzi rimarcano, anche a scala territoriale, quella ambiguit
di fondo delle scelte politico - istituzionali, che ha caratterizzato tutto il periodo in questione.

Pomezia particolare dellaffresco della Sala delle Adunate nella


Casa del Fascio

Littoria, foto aerea - 1940

Premessa
Nella invitabile esigenza di sintesi e che il
percorso didattico delle scuole secondarie
superiori esige si ritenuto importante cercare un
approccio di integrazione disciplinare alle
complesse vicende che hanno scandito gli anni tra
la prima e la seconda guerra mondiale, in gran
parte coincidenti con il ventennio fascista, in modo
da dare agli allievi un quadro critico il pi ampio
possibile del contesto socio-politico e culturale che
ha determinato la nascita, laffermazione e il crollo
del fascismo, e delle coeve esperienze che si
sono sviluppate in campo artistico.
Il percorso strutturato in modo da poter attuare
una correlazione tra le idee, i valori, i miti
propugnati in quegli anni e la loro
concretizzazione pratica attraverso le opere
realizzate, in particolare quelle relative
allarchitettura e allurbanistica.
Assetto del territorio, strutture urbane e immagini
architettoniche possono diventare testimonianze
di ideali, la validit storica dei quali, per, a volte si
infrange proprio sul piano della realizzazione
pratica, dimostrandone i limiti o le qualit
attraverso la durata nel tempo e nella memoria
collettiva.
Giorgio de Chirico La ricompensa dellindovino 1913

Antonio SantElia La centrale elettrica - 1914

Il FUTURISMO
Il primo segnale di un risveglio della ricerca
artistica in Italia lo si deve al Futurismo che
nasce ufficialmente con la pubblicazione
del suo Manifesto sul quotidiano Le Figaro
di Parigi, il 20 febbraio 1909, a firma di
Filippo Tommaso Marinetti. I principi
enunciati in undici punti, che seguono una
introduzione altisonante, sono rivolti
allesaltazione delle virt della temerariet,
dellenergia e dellaudacia, rivendicando la
suprema magnificenza della velocit della
macchina da corsa. Ad esse si aggiungono
lesaltazione di varie virt come il
patriottismo ed un inneggiamento alla
guerra, mentre il decimo punto chiede la
distruzione di ogni tipo di Istituzione
accademica. Lundicesimo promuove una
esaltazione della citt con le sue fabbriche,
le stazioni ferroviarie e gli aeroplani, e della
vita moderna con le sue folle agitate dal
lavoro, dal piacere e dalla sommossa. In
questa nuova esaltazione della macchina e
della velocit, quali simboli della modernit
da contrapporre al passatismo della cultura
italiana classica, maturano le opere
rivoluzionarie di Boccioni e SantElia.
Antonio SantElia - La citt nuova - 1914

Umberto Boccioni

U. Boccioni Stati danimo : gli addii (II versione) - 1911

Picasso Le Demoiselle
dAvignon - 1907

C. Carr Cavallo e cavaliere 1912-13

Se per gli espressionisti si trattava di un


confondersi contemplativo con la
sostanza spirituale dellUniverso, per i
cubisti era la penetrazione intellettuale
dellessenza delle cose, astraendo
dalle contingenze. Per Boccioni,
invece, come per Bergson, il problema
era di cogliere la realt nella sua
totalit, nel suo assoluto, di cui fanno
parte sia gli elementi contingenti che
essenziali, coglierla nel suo movimento
incessante. Si tratta di una conoscenza
completa, ottenuta immedesimandosi
intuitivamente nelloggetto e vivendone,
dal di dentro, la sua vita. Il quadro,
quindi, la vita stessa intuita nelle sue
trasformazioni dentro alloggetto e non
al di fuori.
Dal di dentro si riuscir, inoltre, a dare
la sua relazione con lambiente.
L ispirazione latto con cui lartista si
immerge nelloggetto e ne vive il moto
caratteristico, e il moto caratteristico
prelude che non ci siano linee
orizzontali o verticali ma correnti
sferiche che avvolgono lartista da ogni
parte.

U. Boccioni La citt che sale - 1911-12

Dal punto di vista figurativo abbiamo 6 concetti


chiave : solidificazione dellimpressionismo,
espansione dei corpi nello spazio, simultaneit,
compenetrazione dei piani, dinamismo e
soggetto.
SOLIDIFICAZIONE DELLIMPRESSIONISMO Mentre gli Impressionisti danno un momento,
noi sintetizziamo tutti i momenti (di tempo, luogo,
forma e colore) per ottenere leternit
dellimpressione. Cezanne lo tent con forme
statiche, Boccioni lo fa con forme dinamiche.

C. Carr - I funerali dellanarchico Galli 1911

ESPAZIONE NELLO SPAZIO - Loggetto concepito


come nucleo (costruzione centripeta) dal quale partono
le forze (linee - forme - forza) che lo definiscono
nellambiente. (costruzione centrifuga) e ne determinano
il carattere essenziale. Quindi non viene negato, a
differenza dei cubisti, latmosfera e il moto, solo non
vuole sacrificare la concretezza delloggetto.
COMPENETRAZIONE DEI PIANI - Nella partecipazione
delloggetto e dellambiente alla costruzione del
soggetto si ha la compenetrazione dei piani. Il corpo
entra nel divano e il divano entra in noi, Quindi si
verificano, tra oggetto e ambiente, non solo influenze di
colori ma anche di volumi.

SIMUTANEITA E DINAMISMO - Nella compenetrazione sono inevitabili i due


concetti di simultaneit e dinamismo. Il dinamismo il pi importante per Boccioni ed
la concezione delle forme interpretate nellinfinito manifestarsi della loro relativit tra
moto assoluto e relativo, tra ambiente e oggetto, fino a formare un tuttuno. Le linee
forza sono la manifestazione dinamica di questa forma. La simultaneit intesa tra
oggetto, ambiente e atmosfera, come linee - forza, come compenetrazione dei piani,
dinamismo.

La Metafisica e Valori Plastici


Dopo la fine della prima guerra mondiale a Roma, con
Modigliani e con i Valori Plastici, si verifica un
abbandono precipitoso dai principi della modernit che,
per lItalia, sono rappresentati dal Futurismo.
Nel 1918 Mario Broglio fonda la rivista Valori Plastici
e nel 1920 lex futurista Tavolato scrive su di essa un
articolo infuocato contro la demenza e la stupidit dei
principi futuristi, Kandinskiani e di tutta larte
moderna. Con questi atti si prendono le distanze dai
movimenti rivoluzionari dellavanguardia europea. Sulla
Rivista Valori Plastici verr diffusa anche la Metafisica
di de Chirico, che in quegli anni sta conducendo una
ricerca del tutto personale.

G. de Chirico La ricompensa dellindovino 1913

Il movimento Valori Plastici


punta verso il classicismo e
larcaismo, rivaluta una
pittura tranquilla, solida,
distaccata dai problemi
della vita moderna, e
tradizionalista.
I nomi pi rappresentativi
sono i fratelli Andrea De
Chirico (con lo pseudonimo
di Alberto Savinio) e
Giorgio De Chirico. Il primo
fu il teorico della Metafisica,
il secondo il poeta.

I 2 principi della poetica Metafisica, per Savinio, sono la


SPETTRALITA e l IRONIA. Per lui ogni aspetto della
realt contiene, in potenza, mille altri aspetti, mille zone
inesplorate.
E quindi compito dellarte
cogliere questo senso
fantasmico delle cose,
questa unit di infinito con il
finito. Lironia, per Savinio,
la reazione emotiva che si
produce nel momento
dellestrema chiarezza di
coscienza nel percepire la
precisione originale della
natura.
Cio ironica la realt allo stato naturale,
denudata, senza veli. Ironico il disvelamento
operato dallartista, la limpida trasparenza nella
quale egli immerge le cose. E infatti De Chirico
opera una oggettivit descrittiva sia delle
composizioni di oggetti (che saranno quelle
propriamente dette metafisiche), sia i
successivi soggetti come ritratti ed autoritratti.
Questa ironia implica una interpretazione del
classicismo diversa da quella neoclassica. Non
si trattava pi di idealizzare ma di denudare la
natura, non si cercava il bello ideale ma si
trattava di cogliere lessenza stessa del
Naturalismo e della classicit.

La reazione classicista

Achille Funi
Maternit 1921

Achille Funi
Il bel cadavere 1920

Felice Casorati
Lattesa - 1921

Piero Marussig
Donne al caff - 1924

Dopo il turbine del Futurismo e il dramma della


prima guerra mondiale lItalia si presenta, sullo
scorcio degli anni venti, con alcune proposte
che, come abbiamo visto, possono essere
definite di mediazione e di ritorno allordine :
il gruppo di Valori Plastici, la Metafisica di De
Chirico e il gruppo di Novecento.
La prima, che prende il nome dallomonima
rivista romana fondata nel 1919, vede la
collaborazione dei pittori Carlo Carr e di
Ardengo Soffici. Il gruppo di Novecento, pi
importante sia per il contributo degli architetti ma
soprattutto per il superamento del carattere di
piccola elite che aveva Valori Plastici, nasce a
Milano nel 1923, in occasione della mostra
Pittori del Novecento . Questi artisti, tra cui
figura anche il nome dell architetto Muzio,
tentano di ridefinire il carattere dellarchitettura
attraverso un forte richiamo alla tradizione
nazionale del classicismo e, in alcuni casi, della
pittura primitiva del medio evo.

Mario Sironi
Paesaggio urbano
1920

Anche Carlo Carr, uno dei


maggiori interpreti dellarte
figurativa italiana del periodo,
dopo una iniziale esperienza
nel Futurismo approder al
Novecento, rifacendosi in
modo diretto ai pittori del
trecento e del quattrocento
italiano.
Cavallo e cavaliere 1912-13

Il pino sul mare 1921


Le figlie di Loth 1919

I funerali dellanarchico Galli 1911

Lovale delle apparizioni 1918-19

Il ritorno allordine, quale prima manifestazione di rinnovamento


artistico in Italia dopo il dramma della prima guerra mondiale, trova una
sua ragione dessere nellesigenza diffusa di certezze, di richiami ad un
passato tranquillizzante, rivissuto nella magica atmosfera di iconografie
ormai consolidate nella memoria, ma soprattutto lontane delle
sperimentazioni rivoluzionarie dei movimenti di avanguardia. Mentre
lesperienza di Valori Plastici si esaurisce nel 1922, la formula di
Novecento si consolida nelle famose mostre organizzate da Margherita
Sarfatti nel 1924 alla XIV Esposizione Internazionale di Arte di
Venezia, alla Prima Mostra del Novecento Italiano tenuta a Roma nel
1926 ed alla Seconda Mostra del 1929. Margherita Sarfatti, che in quegli
anni rappresent lelemento trainante del gruppo e colei che lo lanci nel
panorama artistico nazionale, era una sostenitrice convinta e amica
intima del Duce, nonch giornalista del Popolo dItalia (lorgano del
Partito Nazionale Fascista). Essa rappresentava, quindi, gli ideali artistici
del Fascismo, e la tendenza arcaicizzante da lei sostenuta fin per fare
coincidere gli assunti classicisti della pittura di Novecento con la
rappresentazione artistica dei contenuti del Fascismo.

G. Pagano Palazzo della Chimica


Expo del Valentino, Torino - 1928

G. Pagano, G. L. Montalcini
Palazzo Gualino, Torino - 1928

G. Sommaruga Tre Croci , Campo de Fiori


Varese 1908-11

LItalia, allinizio del 900, vede ancora


operante, in architettura, una linea stilistica
basata sullo storicismo eclettico con
qualche spunto interessate nel Liberty.
G. Muzio Ca Brutta (Casa di via Moscova) Milano - 1923

Il Classicismo - Giovanni Muzio


Muzio la figura pi rappresentativa del Novecento architettonico
italiano. Nella Ca Brutta a Milano, che larchitetto racchiude una forma
semplificata priva di un vero fronte principale, luso di stilemi classici
fortemente stilizzati evdienzia una manipolazione metafisica della
forma e del suo significato. Questa originale operazione pretende
coscientemente di fondare un linguaggio da mettere a disposizione
della estensione quantitativa della citt contemporanea (Gregotti,
1969) favorendo, nel contempo, la ripresa dellideale neoclassico.
G. Muzio Universit Cattolica, Milano (1929-49)

Altri architetti che rimangono influenzati da questa tendenza neoclassica,


seppure con variazioni personali, sono Giuseppe Definetti con il suo edificio
per appartamenti La Meridiana, Aldo Andreani con il Palazzo Fidia,
entrambi realizzati a Milano.
Questi architetti si propongono come una avanguardia moderatacon il fine
di determinare la nuova linea stilistica di quegli anni.
Il riferimento al classicismo, anche se pi sobrio e controllato in quanto
influenzato dallo sviluppo del razionalismo, rimarr anche in alcune opere
degli anni successivi.

A. Andreani Palazzo Fidia


Milano - 1936

G. Definetti Casa Meridiana, Milano - 1925

E. Lancia e G. Ponti Casa, Milano - 1934

G. Muzio Casa a, Milano - 1936

Mussolini e le arti.
Pur non essendosi mai sbilanciato ufficialmente a favore di una corrente artistica o
di uno stile in particolare, cosa che ne avrebbe avvalorato il ruolo di stile fascista
decretandone contemporaneamente lunicit nel panorama artistico italiano,
Mussolini ha sempre sostenuto alcuni ideali che variavano dal richiamo a miti
passati allimmedesimazione con icone futuriste. Il mito della romanit
identificato con la grandezza dellantico Impero, lideale della modernit e della
rivoluzione rappresentata dal Fascismo stesso, o ancora il mito della
mediterraneit che richiama alla mente i paesaggi e le tradizioni italiche.
Rimbalzando di volta in volta dai fasti di un passato ormai lontano, ma che si vuole
richiamare per la sua grandiosit, ed un futuro diventato presente grazie proprio
alla rivoluzione del Fascismo, Mussolini ha costruito una serie di immagini molto
generiche, ma di forte impatto, con le quali identificare lItalia e lancora oscuro
indirizzo stilistico della sua produzione artistica. In realt, al di l di queste
indicazioni, nessun carattere specifico mai emerso, n per larchitettura n per le
arti figurative, al punto che il dibattito, nel corso delgi anni 30, si pi volte
infiammato nella ricerca dello stile fascista.

M. Piacentini La Citt Universitaria 1932-35

E. Del Debbio Foro Mussolini, Roma 1928-33i

I Razionalisti
In questo panorama di grande esaltazione e
di forte ambiguit, ma ancora incerto sulle
linee artistiche da seguire, si affaccia, nel
1926, il famoso Gruppo 7, milanese,
formato dagli architetti Figini, Pollini, Larco,
Guerra, Frette, Libera e Terragni che
propugna una forma di Razionalismo in linea
con le ricerche pi avanzate in Europa.
Sono i primi laureati delle facolt di
architettura italiane (istituite con un decreto
nel 1914, che prevedeva anche la creazione
degli Istituti di Belle Arti).

Terragni, P. Lingeri Casa Rustici, Milano - 1935

Terragni,
Prog. per il Palazzo dei
Ricevimenti allE42
Roma 1937-38

Figini, Pollini, Bottoni, Frette, Libera Casa Elettrica


IV Mostra di Arte Decorativa e Industriale Moderna a Monza 1930.

La scuola Superiore di Architettura di Roma sar


la prima ad essere realizzata nel 1919, sulla scia
di quanto Gustavo Giovannoni andava
affermando in quegli anni sulla necessit che la
figura dellarchitetto esca da una forma di
dilettantismo professionale per diventare un
architetto integrale. Tale figura doveva
integrare quella dellingegnere, uno scienziato,
e quella del diplomato allAccademia di Belle
Arti, un umanista, per consentire, come
affermer Alberto Calza Bini nel 1933, il
ritorno di quel primato nellarchitettura che fu
nostro, e torner ad essere nostro, se lequilibrio
classico e la naturale virt del canto sono, come
sono, prerogative magnifiche della nostra razza
(Ciucci, 1989)

Il Novocomum (1927-28)
Il Razionalismo del Gruppo 7 si pone da
subito come stile al servizio della
Rivoluzione Fascista, con lintento di
rappresentare, allinterno dellavanguardia
architettonica, letica e lo spirito
rivoluzionario dellideologia di Mussolini, per
diventare lo stile fascista, in
contrapposizione al filone classicista. La
figura pi rappresentativa quella di
Giuseppe Terragni (1904-1943), comasco,
che nel 1927 realizza il primo edificio
razionalista di un certo spessore : il
Novocomum. Contrariamente alla tradizione
classica che prevede il rinforzo degli angoli
per definire compiutamente la massa
delledificio, Terragni nega le strutture
angolari ricorrendo anche ad un gioco di
intersezioni di cilindri vetrati con la
geometria cubica delle murature portanti.

Tale accorgimento evidenzia il debito di Terragni verso il


Costruttivismo Russo e le ricerche di dei Razionalisti
tedeschi e francesi, come Le Corbusier. Lesclusione totale
di ogni forma di decorativismo, la linearit della forma
geometrica e luniformit cromatica, stabiliscono la volont
di appartenenza al Movimento Moderno.

Marcello Piacentini (1881-1960)


Nel confronto tra i Classicisti, eredi della tradizione italica, e i
Razionalisti, promotori di una rivoluzione stilistica al passo
con le proposte delle avanguardie europee, si inserisce (o
pi corretto dire che sempre stato presente) Marcello
Piacentini, figura dominante nel panorama architettonico
italiano, non assimilabile allinterno di nessuna delle correnti
precedenti. Docente di Urbanistica allUniversit di Roma,
presente nelle giurie di quasi tutti i concorsi di architettura
italiani di quegli anni, coordinatore o progettista dei pi
importanti interventi di edilizia in Italia, la figura attorno alla
quale ruota il dibattito su quale deve essere lo stile pi
rappresentativo del fascismo. Mediatore per eccellenza, in
linea con la posizione ambivalente di Mussolini per quanto
riguarda gli aspetti dello stile, Piacentini opter per una
soluzione di mediazione tra gli assunti classicisti e le
innovazioni razionaliste, proponendo una forma di
monumentalismo retorico e antidecorativo, che assimili le
istanze di entrambi i gruppi dominanti.

M. Piacentini Ippodromo di
Villa Glori, Roma - 1920

M. Piacentini Casa dei


Mutilati, Roma - 1920

M. Piacentini (coordinatore) La citt universitaria, Roma 1932-35

Dopo un inizio in linea con le ricerche del Liberty


Piacentini opta per una linea pi monumentale e
razionale, sfrondata da ogni decorativismo ma
memore della grandezza di Roma imperiale .

I suoi edifici, privi di un vero carattere innovativo, sia


sotto il profilo tipologico che stilistico, accompagnano la
formazione dello stile fascista seguendo lo sviluppo del
dibattito in corso e le generiche indicazioni di
Mussolini, mantenendo sempre, per, una linea sobria.
Tra gli interventi di maggior importanza realizzati da
Piacentini vanno citati la Citt Universitaria di Roma,
lE42 (il quartiere dellEUR) realizzato per lEsposizione
Internazionale del 1942, lapertura di via della
Conciliazione a Roma.
LE 42
Il rituale celebrativo del fascismo aveva gi ottenuto
una degna scenografia con gli interventi prestigiosi
della via dei Trionfi e la via dellImpero, il cui lustro,
per, derivava dalle preesistenze archeologiche della
Roma imperiale con il Colosseo, larco di Tito, la
colonna Traiana e il Monumento a Vittorio Emanuele.
Mancava unopera completamente fascista che non
fosse solo un edificio isolato, per quanto importante, o
complessi a destinazione duso specifica come la citt
universitaria e il Foro Mussolini..
Ubicazione dellE42

La Padula Palazzo della Civilt Italiana

Lidea di una Grande Esposizione Internazionale quale vetrina mondiale delle conquiste del Fascismo viene
colta immediatamente, prevedendo che dovesse essere tenuta nel 1942, ventesimo anniversario della
conquista del potere da parte di Mussolini. Il luogo deputato a diventare sede della manifestazione viene trovato
a sud di Roma, in una zona che doveva rappresentare lelemento cardinale di un sistema che deriva dal nucleo
monumentale romano-fascista del centro antico (Fori e zona archeologica), e si proietta poi verso il mare .
La metropoli futura da Roma a Ostia sanzioner simbolicamente con il suo affacciamento sul mare nostrum
laspirazione a una egemonia sul Mediterraneo. (Sica, 1996)

Come per operazioni simili gi attuate, seppure a scala minore, tutto limpianto urbanistico dell E42 impostato
sullasse della via Imperiale che partendo da Piazza Venezia e attraversando le aree archeologiche, deve

Adalberto Libera Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi


La Padula Palazzo della Civilt Italiana

collegare Roma con lE42 e, quindi,


col mare. Il progetto impostato, fin
dallinizio, con le esigenze
celebrative del programma e viene
impostato su assi prospettici,
simmetrie ed edifici monumentali.
Dal punto di vista delle correnti
stilistiche anche qui, come nella
citt universitaria, Piacentini riesce
a far collaborare assieme una
rappresentanza di entrambi gli
schieramenti e a sottometterli alle
sue indicazioni.
Nelle successive revisioni del
progetto Piacentini, che nel 1938
ha in mano tutta loperazione,
opter per uno schema pi
squadrato e pi rigido,
allontanando gli elementi
paesistici naturali portati ai
margini del complesso
architettonico, in modo da
ottenere uno schema che per la
sua monumentalit suggestiva di
un centro imperiale di una citt
fascista pu garantire quei
risultati di magniloquente
espressivit tutta romana

Planimetria generale dellarea

che Piacentini si attende dalle architetture destinate a materializzarla.


Nel 1941, a causa della guerra, il progetto verr abbandonato e una
commissione, con a capo Piacentini, elaborer una variante al PRG.
Gli edifici pi rappresentativi di tutto il complesso dellE42 sono il
Palazzo della Civilt Italiana (La Padula, Guerrini, Romano) e il
Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera. Il primo, secondo gli autori,
doveva essere un grande cubo con una imponenza di massa a
sviluppo verticale, una solennit grandiosa, mentre il risultato
assimilabile ad un paesaggio metafisico di De Chirico, o, come lo

definisce Gi Ponti, un fantasma architettonico,


una evocazione, una scena di pietra e di
cemento, tutto falsi archi in rivestimento sopra
una struttura in cemento armato.
Il secondo, il Palazzo dei Congressi di Libera,
posto proprio di fronte al Palazzo della Civilt
Italiana, ma rappresenta un risultato figurativo
decisamente diverso. Un immenso cubo di 40
metri di lato posto su una platea orizzontale
dalla quale emerge il salone dei congressi.
Questo risultato determinato da una ricerca
che Libera ha condotto, ancora nel 1927-28,
allUniversit sullanalisi di monumenti
dellarchitettura romana quali il Pantheon, le

Terme e altri ancora, che portano alla


traduzione strutturale di queste fabbriche
dalla muratura al cemento armato. In questo
modo possiamo cogliere quella valenza
semantica tipica del periodo, che ci porta
nella dimensione arcaica, anche se in
questo caso filologicamente teorizzata. Il
risultato di una grande coerenza di
ricerca dove la geometria e la tecnica, la
matematica e la storia, la precisione e il
valore simbolico della forma si intrecciano
inestricabilmente (Muntoni, 1995)
Gli stessi progettisti nel 1927, tracciando le
linee di una nuova poetica dellarchitettura
moderna, intendono rifarsi ad una nuova
epoca arcaica.

Adalberto Libera Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi

Via della Conciliazione


Nel giugno del 1936 viene presentato al
Papa e a Mussolini il progetto per la
realizzazione dellaccesso a San Pietro
da Castel SantAngelo, a firma degli
architetti A. Spaccarelli e M. Piacentini.
Loperazione prevede la demolizione
della famosa spina dei borghi, della
chiesa dellAnnunziatina e di vari edifici
di pregio storico. Nonostante le forti
polemiche innescatesi sullopportunit di
una tale trasformazione (anche
Giovannoni stesso esprimer forti
contrariet) i lavori procedono
ugualmente. Interrotti a causa della
guerra, essi riprenderanno dopo la
caduta del fascismo, per il Giubileo del
1950, e porteranno a conclusione il
progetto piacentiniano.

Lo stile Littorio
La necessit di ostentazione ed esaltazione del potere, di rappresentazione retorica delle conquiste del
Fascismo, sommate ad una volont di presenza, totalizzante ed universale, del fascismo in ogni pi piccolo
fatto della quotidianit, comporter una svolta nella tipologia delle immagini e nello stile delle rappresentazioni.
Una retorica esasperata e monumentale che, nelle raffigurazioni, diventa gigantismo, dilatazione estrema nello
spazio urbano, attraverso luso caricaturale ed enfatico di simbolismi tipici dellideologia.

La stessa persona del Duce diventer presenza ossessiva ad ogni occasione


politica, sociale e culturale, immortalata sia fotograficamente che pittoricamente.

Accanto alle rappresentazioni del Duce e dei simboli del fascismo, il


messaggio politico, o forse meglio dire la sua rappresentazione
caricaturale, diventa patrimonio di ogni messaggio rivolto alla
massa degli italiani. La comunicazione pubblicitaria sfrutter al
massimo questa opportunit usando la retorica trionfalistica per
immettere i suoi prodotti sul mercato.

La storia si avvia verso le leggi razziali, verso una inquietante e


delirante svolta di onnipotenza, annullando, di fatto, ogni seppur
vago ricordo dei propositi rivoluzionari.

Lo spreco di opportunit determinate da una condizione politica estremamente


favorevole, data da un consenso sicuramente alto e mantenuto tale con i mezzi
di persuasione pi svariati, un risultato storico che non pu trovare
giustificazione. Limpegno dellArte e degli artisti italiani, a supporto delgi ideali
del fascismo, stato alto e fortemente partecipato, ma ha trovato nella svolta
autoritaria e nel delirio del razzismo un muro invalicabile che ha determinato
quella condizione di emarginazione prima, e di rivolta dopo, anche di chi, fino
allultimo, ha creduto in quegli ideali.

A conclusione di questa lezione, con un libero gioco di immagini tratte dalla realt artistica del tempo, si voluto provare a
leggere quel carattere di ambiguit che, allinizio di questa esposizione, era stato definito come caratterizzante la politica di
Mussolini, in particolare per quanto concerne i rapporti con larte. Se vero che esiste una relazione biunivoca tra la cultura di
un tempo storico e la sua rappresentazione artistica, questa relazione deve, in qualche modo, emergere anche dall apparato
iconografico del fascismo, qui riportato nei ritratti delDuce..

Realismo

Novecento

Metafisica

Astrattismo

Surrealismo

Dadaismo

Espressionismo

Costruttivismo

Neoclassicismo