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PER LE VIE DI FILO ....

Guida alla conversazione cittadina del 18-8-2011 di Agide Vandini 1

Le Dieci Borgate di Filo :


1. Rossetta ; 2. Case Selvatiche; 3. Vallone; 4. Borgo Maggiore; 5. Borgo Ravegnano; 6. Molino; 7.Garusola; 8. Chiavica di Legno; 9. SantAnna; 10. Mantello Filo. Il termine Philus pare risalire allepoca bizantina, allorch, fra il secolo VI ed VIII Ravenna dovette fronteggiare la calata dei Longobardi. In queste terre emerse (o dossi) sorsero in quegli anni i villaggi di Bandon e Phylai (Bando e Filo), toponimi che indicano, entrambi, unit e reparti militari dellesercito bizantino stanziati nel territorio. Va considerato che laccezione greca Phylai, che in origine indicava gruppi o trib delle citt-stato, aveva assunto (fin dalla riforma ateniese di Clistene del VI sec aC), il significato di reggimento guidato da un filarca. (A tale proposito va ricordato che il Fil, ovvero il trb ferrarese e dalta Italia, conserva ancora il significato di raggruppamento e come tale pu considerarsi una traccia della passata influenza culturale greco-bizantina). Ipotesi minori o fantastiche sullorigine di Philus ne sono state fatte, e altre ancora se ne possono fare. Nel Medio Evo, piacque lidea di farlo derivare dal termine latino filum, recta linea con ovvio riferimento allandamento del fiume in corrispondenza del nostro territorio, un lungo rettifilo che ispir anche Ludovico Ariosto nellOrlando furioso (E indi a Filo alla dritta riviera, canto 43,146).

Le denominazioni delle strade e Piazze sono classificate per borgata di riferimento, ove si trovano in ordine alfabetico. Per approfondimenti, o per le fonti non espressamente citate, si veda in A.VANDINI, Filo la nostra terra, Faenza, Edit, 2004, parte II. Gli asterischi a fianco delle denominazioni indicano il trattarsi di nomi distorti, errati o inappropriati.

1. Rossetta

ROSSETTA (VIA). E la denominazione del borgo situato a poche centinaia di metri dal Ponte della Bastia. La strada oggi conduce al fiume nuovo, parallela alla sopraelevazione ferroviaria poco distante. E un luogo in cui, in pochi palmi di terra, si fronteggiano ancora i confini di Filo, Lavezzola e San Biagio e quindi dei comuni di Alfonsine, Argenta e Conselice. Nei secoli passati e fino al XVIII secolo, epoca del riassetto fluviale, Rossetta fu un abitato (di giurisdizione ravennate) di importanza assai maggiore di oggi, con una bella chiesetta di epoca medievale. Di l aveva decorso la Via di Ravenna che, circoscrivendo le antiche Valli di San Bernardino (poi Valli di Filo e Longastrino) raggiungeva il capoluogo toccando Fusignano e Bagnacavallo, dopo aver fiancheggiato, nel primo tratto, il Santerno allorch fu fatto confluire in Po nel XV secolo. Rossetta fu per questo un importante punto di smistamento e di passaggio a sud del Primaro. Del luogo si conoscono denominazioni pi antiche quali Cursiulo e Li Mazapedi. Il toponimo corrente deriva dai nobili De Rossetis antichi possidenti del territorio. CIVETTARA (VIA) Dal territorio ferrarese, fra Case Selvatiche e il Ponte della Bastia, la strada conduce fino allargine del fiume. Il toponimo ricorda Giovanni Battista Civettari, antico proprietario del XVII secolo. Per questo, ancor prima della diversione fluviale del XVIII secolo, in quello stesso luogo vi si indicava una valle con poco prato detta la Civettara. 2. Case Selvatiche Il nome della localit assai antico. Il Sacchetti, celebre scrittore Trecentesco, ambient alla C Salvadega la novella Lapaccio e il morto durante la peste del 1350. Ca Salvdig (Ortografia romagnola di D.Vitali), oggi la fonetica dialettale pi comune del toponimo filese, seppure venga pronunciata talvolta come Ca Salvdag oppure Ca Salvdi. Si creduto in passato, che questultimo termine indicasse litaliano Case Salvate, ma si tratta palesemente del troncamento del medievale Ca Salvadega citato dal Sacchetti. Alla stessa epoca la localit fu annotata (in latino) come Domorum Selvaticorum nella Descriptio Romandiolae del Card. Anglic del 1371. Nelle mappe di Et Moderna la si trova spesso nellitaliano arcaico Ca Salvatiche. Lorigine del toponimo potrebbe essere ancor pi antica e provenire dalla deformazione di Silicata, antico villaggio rivierasco del IX-X secolo. Il termine potrebbe essersi trasformato, complice la parlata dialettale, secondo la progressione: Silicata-CaSalghdi-Salvdigh-Salvadega-Salvatiche-Selvatiche

La parte iniziale di Case Selvatiche, sviluppatasi nel secondo dopoguerra, detta Borgo delle Aringhe, il cibo pi frugale allepoca pi frugale elevato a simbolo dei sacrifici compiuti da quelle famigli per la e costruzione della loro casa. Proseguendo verso Filo si incontrano le Case Selvatiche vere e proprie nei pressi della strada che porta al Vallone. La parte terminale dellabitato invece detta Borgo Gallina, o anche San Giovanni, piccolo insediamento residuo dellantico villaggio medievale di Villa Lombardia e del suo Hospitale di San Giovanni soppresso in epoca napoleonica. CHIAVICHE PAOLINE (VIA) Di fronte allimbocco della strada (che, in territorio ravennate assume la denominazione Fiume vecchio), furono fatte costruire da Papa Paolo V (al secolo Camillo Borghese 1552-1621) enormi Chiaviche a cinque occhi che portarono per secoli il suo nome. Le Chiaviche davano su un grande condotto (Cavo Paolino) per lo scarico dellacqua di piena nelle Valli Brancole. Furono abbattute ed interrate nel corso dellOttocento dopo la diversione fluviale di fine 700. DEL GELSO (VIA) La strada stata chiamata cos in onore del Gelso (morus nigra) plurisecolare, che ancora oggi svetta maestosamente quasi allimbocco della strada, una testimonianza dellantica coltura dei bachi da seta che prosper nelle nostre campagne fino ai primi decenni del Novecento. PAIAZZA (VIA) Si tratta della denominazione di una ex casa contadina, la C Paiazza, ove sorto di recente il centro di rappresentanza CMR con laghetti antistanti, il cui fondo era prossimo al percorso della strada. PORTO VALLONE (VIA) E la strada che porta al Vallone. Circa lorigine del toponimo si veda alla relativa borgata. S.AGATA (VIA) E dedicata alla Santa Patrona del paese di Filo. TELANE (VIA) *. Telana deriva dal nome dei proprietari settecenteschi ed ottocenteschi di un appezzamento di terreno in quel punto, ma a nord del Primaro (1747 - Telani Giovanni e Pietro; 1852 -Telani Giovanni, Telani Domenico e Telani Matteo). Si sarebbe dovuta chiamare, pi correttamente, Via Telana o Via Telani. 3. Vallone

Deve il nome alle grandi Valli Brancole (e Val), bonificate nella seconda met dellOttocento, ai margini delle quali si trovava la borgata. Il piccolo abitato ha avuto in passato la funzione di porticciolo per i barcaioli che, tramite il Cavo Paolino si immettevano nel grande bacino vallivo per le attivit di caccia e di pesca.

ALBA NUOVA (VIA) Il nome che fu assegnato dufficio dal comune intendeva forse riferirsi alle aspettative di benessere generate dalle bonificazioni ottocentesche di questa parte del territorio. La via attraversa una zona chiamata volgarmente La Malesia, eco dei romanzi salgariani, con allusione alle passate attivit non sempre limpide svolte dai barcaioli che l risiedevano prima della trasformazione del territorio. DELLA PARATA La parata era termine tecnico degli archlz - i rincalzi. La barriera di terra che costituiva la parata si osserva chiaramente nella pianta napoleonica (1814), ed era parallela e poco discosta dal pi tardo scolo Parata scavato nel quadro delle bonifiche ottocentesche delle Valli Brancole. Lungo questo scolo oggi scorre la strada omonima. RECALCI (VIA) * Recalci, forse mutuato dal nome popolare dato ad una casa contadina, comunque il frutto di una mala traduzione del termine dialettale i archlz, i rincalzi, ossia la robusta barriera anticamente sulla sinistra della strada, realizzata a protezione del cavo Paolino nel primo Seicento. La denominazione corretta della strada, volendo rispettare la tradizione, doveva essere un pi appropriato Via dei Rincalzi. TAMERISCHI (VIA) * Tamerischi levidente deformazione di Tamarischi, ossia del nome volgare della Tamarix gallica. Tamarisco deriva infatti dal latino tardo tamariscus, a sua volta derivato dallincrocio fra tamarix, tamarice, e lentiscus, lentisco. La denominazione corretta della strada poteva essere Via Tamerici (o Tamarici), stando al termine italiano della stessa tamarix. Nel rispetto alla tradizione, tuttavia, si sarebbe potuta denominare ancor pi felicemente Via dei Tamarisi, riprendendo cio il termine arcaico del Bosco del Tamariso che alcuni secoli fa si trovava nei pressi della confluenza nellOca-Pisana.

4. Borgo Maggiore

14 APRILE (VIA). Ricorda la data della Liberazione di Filo nella seconda guerra mondiale ad opera delle truppe anglo americane avvenuta il 14 aprile del 1945.

8 SETTEMBRE 1944 (VIA). Ricorda la data in cui furono trucidati dai tedeschi dieci filesi innocenti (cinque alla Bastia e cinque nellincrocio principale di Filo) per rappresaglia. Durante unazione partigiana avvenuta la sera precedente nel centro del paese, un soldato tedesco era rimasto ucciso. Per pretesa quanto crudele rappresaglia di guerra, gli occupatori tedeschi e i loro Collaborazionisti della Repubblica di Sal scelsero i cittadini da eliminare fra i presenti allosteria nelle ore precedenti la sparatoria. Una trentina di cittadini furono portati in camion alla Casa del Fascio di Argenta e l fu stilata la lista delle persone da sopprimere. Cinque di loro furono fucilati alla Bastia in prossimit del Ponte ed altri cinque nel quadrivio del centro di Filo.

Maria Margotti Agida Cavalli

I dieci filesi trucidati per rappresaglia dai nazifascisti l8 settembre 1944 dopo unazione partigiana. Da sinistra, in alto: Amerigo Quattrini, Enrico Nuvoli, Giorgio Marconi, Arturo Soatti, Luigi Matulli; in basso, da sinistra: Felice Diani, Alfredo Bolognesi, Alfonso Bellettini, Casimiro Beppino Andal, Antonio Coatti. I quattro nominativi riportati in corsivo (vedi pi oltre) hanno vie loro dedicate in Filo di Alfonsine. Giulio Bellini

AGIDA CAVALLI (PIAZZA) Filese (1891-1944), martire della Libert. Uccisa dalle brigate nere mentre cercava di far fuggire dalla casa circondata il figlio Guerriero Vandini perseguitato dal regime fascista. Nella piazza a lei dedicata si erge il pregevole Monumento ai Caduti, inaugurato nel 1955 e restaurato nel 2008, impreziosito dalle sculture di Angelo Biancini. BINDELLA (VIA) Costituisce il tratto iniziale dellantica Via dei Dossi che un tempo proseguiva per le attuali Via Tamerischi ed Oca-Campazzo fino a Bando. Dopo la bonificazione Ottocentesca della Valle Risara, tracciata lOca-Pisana (vedi) e persa la funzione di collegamento con Bando, essa prese la denominazione della casa contadina verso cui si dirigeva, oltre la str di Tamar , ossia la C Bindella, oggi demolita e un tempo posta ai margini delle Valli Brancole. Il termine bindella proviene dal bindolo antica macchina da sollevamento dellacqua, utilizzata nelle prime bonifiche di epoca moderna nelle ex valli Brancole. I dossi, invece, erano prominenze del terreno sugli specchi dacqua di questa antica area di valle. In localit Dossi ci fu, in epoca medievale e fino al 600, un piccolo convento di Monache secondo quanto tramanda la tradizione, suffragata da uno schizzo del Mappario Estense (Archivio di Stato di Modena) e da altre tracce documentali. Questi Dossi, si formarono lungo un corso dacqua medievale chiamato Morticium.

CA BOVI (VIA) Prende il nome da unantica casa colonica oggi demolita. Ricorda nel nome le razze pregiate di buoi possedute dalle aziende agricola che ne furono proprietarie, Masi - Massari - Lodigiana, bestiame che poi consegu, nel primo Novecento, ambiti premi nelle manifestazioni specializzate. CESARE PAVESE (VIA) Noto scrittore italiano (1908-1950). DEI MARTIRI (VIA) La breve via che d accesso in questo punto al Borgo Ravegnano di Filo dAlfonsine dedicata ai dieci filesi trucidati dai tedeschi l8 settembre 1944 (vedi Via 8 Settembre 1944), cinque dei quali furono fucilati proprio di fronte allimbocco della strada, allangolo fra odierne Vie Oca-Pisana e M.Margotti. DELLA COOPERAZIONE (VIA) E una breve via allinterno della zona artigianale, che ricorda lintensa e storica presenza della cooperazione nel paese di Filo. DOSSO BINDELLA (VIA) * La strada, a fondo chiuso, un tempo giungeva fino alla Via dei Dossi in prossimit di una casa colonica oggi demolita e chiamata in catasto Dossi -Bindella. Di qui la denominazione stradale, recentemente distorta in Dosso Bindella. Per questo tratto era forse pi opportuno riprendere la denominazione Stradella delle due decime presente nellantico catasto, presumibilmente perch il tributo competeva, da un lato della strada, alla chiesa di S.Agata, dallaltro alladiacente Ospedale-Oratorio di San Giovanni. EDMONDO DE AMICIS (VIA) Noto scrittore italiano (1846-1908). GIOVANNI MEZZOLI (VIA) Filese (1871-1896) Fondatore della prima sezione del Partito Socialista fu vittima della violenza politica allepoca delle prime Lotte Agrarie. Fu ucciso il 23 luglio 1896 a Filo, sul ponte di Po vecchio. Si opponeva con troppo vigore ai modelli della borghesia ed aveva ideato nuove formule dimpiego per i braccianti. Ci che non gli veniva perdonato - come riporta Lotta di classe del 2 agosto 1896, - era laver con la costanza e con la fermezza che lideale ispira formato nella natia borgata una sezione socialista ... GIULIO BELLINI (PIAZZA) Cooperatore e deputato (1926-1988). Oper in particolare a Filo ove ricordato con affetto e stima dalla popolazione. Fu sempre particolarmente legato ai braccianti ed alle braccianti che lo ebbero come instancabile dirigente della cooperativa agricola che oggi porta il suo nome. GRAZIA DELEDDA (VIA) Nota scrittrice italiana (1871-1936). II RISORGIMENTO (VIA) Questa strada, ove furono riedificate le scuole, e che fu tracciata con la ricostruzione del paese dopo i bombardamenti subiti, ricorda la Resistenza (1943-1945), il movimento partigiano che port anche il nome di secondo Risorgimento. Fu attraverso quel movimento che il popolo italiano, trascinato dal fascismo in una guerra rovinosa al fianco dei nazisti e lasciato solo dal governo Badoglio, dimostr capacit di ribellarsi e di combattere per la propria libert e per la conquista della Democrazia.

LODIGIANA (VIA) La strada, che porta alla Via Argine Circondario, prese il nome dal suo tratto iniziale (Via M.Margotti- Ca Risarola) - originariamente privato - che andava a raccordarsi alla parallela e oggi soppressa Via Viola molto pi antica . Lazienda agraria Lodigiana, aveva rilevato nel primo Novecento i terreni circostanti gi di propriet Masi e Duca Massari. MARIA MARGOTTI (VIA) Filese (1915-1949), martire del Lavoro. Fu uccisa al Ponte Stoppino, fra Argenta e Molinella, durante uno sciopero bracciantile del dopoguerra. Madre di due bambine e vedova di guerra, era andata, in bicicletta con molti altri filesi, a manifestare, a circa venti chilometri da casa, contro il crumiraggio. Fu abbattuta da una raffica di mitra sparata da un poliziotto. La sua tragica morte ebbe risonanza nazionale e il fatto ispir anche un toccante dipinto di Renato Guttuso (1912-1987). Le stata dedicata anche la Piazza-Parco di Filo di Ravenna. OCA-PISANA (VIA) LOca-Pisana fu tracciata a fine Ottocento dopo la bonifica della Valle Risara abbreviando il percorso verso Bando fino ad allora assicurato dalla Via dei Dossi (ossia dal percorso Bindella, poi Tamerischi, poi Oca-Campazzo in territorio bandese). La scorciatoia un da nord la C Oca (situata ove ha oggi inizio Via del Cippo) con la C Pisana, cos chiamata perch in origine di propriet di certo Vittorio Pisani2. La C Pisana fu distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e si trovava pressoch di fronte al fungo dellAcquedotto, ove poi furono edificate le Case Operaie. La denominazione perci di stranezza soltanto apparente. Oca-Pisana va scritto perci col trattino per rappresentarne fedelmente il significato. Le oche di Pisa non centrano... Quanto alletimo Oca che indica la zona intorno alla C Oca, (e una valle, un Pra e un Dosso dellOcha sono pi volte citati nei documenti seicenteschi in questo punto geografico) potrebbe riferirsi alla famiglia nobile ferrarese DellOca. PABLO NERUDA (VIA) Pseudonimo di Ricardo Neftali Reyes Basoalto, poeta cileno (1904-1973), premio Nobel 1971. PABLO PICASSO (VIA) Noto pittore e scultore spagnolo (1881-1973). PIER PAOLO PASOLINI (VIA) Noto scrittore e regista cinematografico italiano (1922-1975). PRADINA (VIA) La piccola via a fondo chiuso prende il nome dal praticello che stava un tempo in quella zona poi urbanizzata, un prato che fra le due guerre funzion anche da campo di calcio. La localit chiamata volgarmente S-ciapeta poich in questa posizione aveva luogo, fino ad inizio Ottocento, una bipartizione stradale, detta appunto la S-ciapeta, fra la Via Di Sotto (oggi Via 8 settembre 1944) e la Via Di Sopra, parallela alla precedente, che percorreva larginatura sinistra di Po vecchio per tutto il territorio filese con la sola eccezione del tratto S-ciapeta - Via Rondelli. Di questa stradella lungo la cresta, sopravvivono oggi soltanto alcuni tratti. Fu spianata quasi ovunque e il terreno della spalla superiore dellarginatura fu utilizzato nel corso degli anni a riempimento del vecchio alveo.

2 Si consideri che, fino agli anni 70 del Novecento (epoca della riorganizzazione toponomastica argentana) , il tratto di strada fra le attuali 8 settembre 1944 e Bindella era denominato Via Chiesa, un nome non pot mantenersi poich gi attribuito nella frazione di San Biagio.

RISAROLA (VIA) La strada prende il nome dalla vicina C Risarola gi presente nella mappa napoleonica del 1814. Il nome un derivato della Risara, nome attribuito fin dalla seconda met del 500 alla valle bonificata negli anni 70 dellOttocento, posta fra le attuali Vie Bindella, Argine circondario e Terranova e che contrassegnava anche una grande costruzione (da tempo demolita) adibita alla conservazione e lessiccazione del riso e situata in localit Mta. Le fondamenta della Risara furono rinvenute nellOttocento e le sue pietre utilizzate in varie costruzioni dai filesi. Luigi Magrini, gi medico in Filo, nelle sue memorie riporta la pianta di queste fondamenta, che allepoca apparvero alquanto misteriose. XX SETTEMBRE (VIA) Ricorda la breccia di Porta Pia e la liberazione di Roma avvenuta il 20 settembre del 1870.
Borgo Maggiore: Altri toponimi di rilievo Corea. E una borgata o zona residenziale sorta nei primi anni 50. Fu cos chiamata dal nome della guerra che stava inf iammando il mondo negli anni dell'edificazione, pietra su pietra, di queste case apparentemente modeste, eppure costate anni di sacrifici e privazioni oggi non immaginabili. Fondo Masi. E comunemente chiamato in dialetto e Stal. Fin dallEt Moderna sempre stato un importante centro agricolo e contadino di rilievo in ambito locale. Deve il suo nome alla famiglia Masi, antichi proprietari anche dei terreni dellex Hospitale di S.Giovanni nelle adiacenze dei Dossi. Il Fondo Masi, o Stallone, come del resto la Risarola e C Bovi, passarono poi sotto la propriet del Duca Massari, indi della Societ Lodigiana, fino alle assegnazioni della riforma agraria de gli anni 50 del 900. Ca Bargunzona (talvolta storpiato in Bergonzona o Bergunzona). Questa casa contadina costituisce una memoria importantissima del territorio, conserva ndo il nome di certo Vitale detto Bargunzo, capofila dei tredici coloni che, quasi un millennio or sono, nel lontanissimo anno 1022, ottennero dalla chiesa ravennate a livello una lunga striscia di terreni coltivabili a ridosso di Po vecchio, striscia che andava da Caput de Arre (San Biagio) fino ad un miglio dalla chiesa di Santa Maria in Filo (Molino di Filo), ed in cambio questi coloni si impegnarono ad estirparli, coltivarli e bonificarli. Nellarco di un millennio il nome di Bargunzo pass prima al fondo, indi dalla casa contadina, che lo ha mantenuto ad ogni ricostruzione fino ad oggi.

5. Borgo Ravegnano

ALFONSO BELLETTINI (VIA) E la via pi a sud della zona residenziale. Fu uno dei dieci filesi trucidati dai tedeschi l8 settembre 1944, data tragica cui stata dedicata la strada di accesso a Filo, in territorio ferrarese, provenendo dalla Bastia. ENRICO NUVOLI (VIA) Via della zona residenziale che collega la Via V.Antonellini con la Via A. Bellettini. Fu uno dei dieci filesi trucidati dai tedeschi l8 settembre 1944. Era titolare dellosteria ove furono presi i candidati alla fucilazione.

FELICE DIANI (VIA) Via della zona residenziale che collega Via A. Bellettini a Via P. Liverani. Fu uno dei Dieci Filesi trucidati dai tedeschi l8 settembre 1944. FIUME VECCHIO (VIA) In passato Via Po vecchio; la denominazione odierna ne riprende il significato. La stra percorre da da Case Selvatiche (Via Chiaviche Paoline) a Filo (localit Campeggia) largine destro, ravennate, dellantico Primaro. Il vecchio alveo fu abbandonato nel 1782 per la diversificazione fluviale realizzata nel tratto BastiaPassetto. GEMIGNANA (VIA) Collega la Via V. Antonellini con la Via Tre Pertiche a met strada fra il Borgo Ravegnano ed il Molino. Deve il suo nome agli antichi proprietari del fondo che attraversa (Geminiani o Gemignani). Pe effetto r dellappellativo dialettale ( amgnana), la si trova indicata talvolta nelle carte ottocentesche col nome di Zamignana. GIORGIO MARCONI (VIA) Via della zona residenziale che collega Via F. Diani con Via E. Nuvoli. Fu uno dei dieci filesi trucidati dai tedeschi l8 settembre 1944. Renitente alla leva, Giorgio, che riusc ad evitare i colpi del carnefice per ben due volte, aveva appena 20 anni. MARIA MARGOTTI (PIAZZA-PARCO) Luogo in cui si tiene, da diversi anni, il mercato nel giorno di mercoled. Ricorda la martire del lavoro filese alla quale stata dedicata, in territorio ferrarese, anche la via di accesso al paese per chi proviene da Longastrino (vedi cenni biografici nel paragrafo dedicato al Borgo Maggiore). PIETRO LIVERANI (VIA) Via della zona residenziale nel centro di Filo, parallela alla Via V. Antonellini. Liverani Pietro fu partigiano filese e martire della Libert. Combatt volontario sui monti della Romagna col nome di battaglia di Pir. Cadde il 25 maggio 1944 sul monte Carzolano (FI), sopra Palazzolo sul Senio, nelle fila della 36 Brigata Garibaldi A. Bianconcini. La strada ebbe la primitiva denominazione di Via Traversa, definizione che compare ancora in qualche refuso anagrafico o telefonico. Pietro Liverani (Pir) RONDELLI (VIA) La strada collega, in corrispondenza del centro abitato di Filo, la Via 8 settembre 1944 del territorio ferrarese con la Via Tre Pertiche sottofiume. Deve il nome allantica C Rondelli, ovvero alla casa del Genio Civile posta al termine dello stradone e oggi abbandonata. Luigi Rondelli fu guardiano dargini, forse il primo che si insedi in quel punto di presidio, allorch fu completato lassetto del Po Nuovo. Compare nello Stato delle Anime a Filo di Alfonsine nel 1834, come residente fra Po Vecchio e Po Nuovo. Dopo la sua morte (1840) si sono perse le tracce della famiglia, forse trasferitasi altrove. In passato lo stradone port il nome di Via Rondella, secondo la classica femminilizzazione del cognome di riferimento. Persosi memoria di Luigi Rondelli, la vecchia accezione port ad equivocarne il significato ritenendolo ispirato al comune articolo di ferramenta. Per questo si pensato di ripristinarne la denominazione nella forma Via Rondelli. TRE PERTICHE (VIA) E il lungofiume che collega Via Rondelli con la Via Trotta e prosegue, con la stessa denominazione, in territorio di Longastrino. Nel corso dellOttocento questa strada sottofiume fu chiamata, negli Stati delle

Anime della Parrocchia, Via Po Nuovo in contrapposizione alla Via Po Vecch (ora Via Fiume io Vecchio). Verso fine Ottocento la denominazione divenne tuttavia Tre pertiche, con riferimento alla larghezza della carreggiata (poco meno di 9 metri ), secondo le misure in uso al tempo della diversificazione fluviale (anno 1782). VINCENZO ANTONELLINI (VIA) Gi Via Bassa o Po vecchio, questo tratto dellargine destro di Primaro, fra la Via Rondelli e Borgo Molino stato dedicato al martire filese Vincenzo Antonellini (1864-1922) bastonato a morte agli albori del fascismo. Aveva 58 anni, il 10 aprile 1922 quando fu assalito da una squadra di picchiatori venuti dallargentano, mentre si trovava, nel circolo ricreativo di Case Selvatiche gestito dal genero, un luogo ritenuto dagli squadristi covo di oppositori del regime. Fu picchiato a sangue mentre aveva per mano i suoi nipotini.
Borgo Ravegnano: Altri toponimi di rilievo Ca Campeggia I. E la pi importante di tre case contadine sorte nel grande appezzamento di terra e di valle che appartenne alla famiglia bolognese dei Campeggi. Girolamo Campeggi ne fu infatti investito fin dallanno 1647. Vicino alla Campeggia, sorto un piccolo borgo in area ravennate sul vecchio alveo di Po vecchio che porta il medesimo nome, proprio di fronte alla localit detta, in area ferrarese, la S-ciapeta. Ca Ghedinia. E una grande casa colonica, ancora oggi centro agricolo rilevante, che porta il nome di Cipriano Andrea Ghedini, bonificatore di tutta la zona circostante e costruttore della grande villa con chiesetta affiancata dedicata a S.Anna in loca lit Chiavica di legno.

6. Molino

Molino. Il borgo fu, fino al XIV secolo, centro principale del loco qui vocatur Filus e sede dellantica chiesa di S.Maria. Dopo lo spostamento del centro fu chiamato Villa Fili veteris ovvero Filvecchio, o borgo vecchio di Filo, nome che mantenne fino al XVI sec. Quando vi fu costruito il Molino Bentivoglio. Molino di grande importanza per il territorio, fra alterne e turbinose vicende dovute agli interminabili contrasti con la comunit comacchiese, oper fino al primo Novecento quando si spost nel Borgo Maggiore. Da met , Cinquecento, la borgata ha preso il nome di Molino di Filo, nome che mantiene tuttora.

ALEOTTA (VIA) Gi Via Bassa, percorre un tratto dellargine destro di Po Vecchio fra il Borgo Molino e la Via Trotta che segna il confine con Longastrino. Il nome della strada, come molte altre che ricordano case o fondi rurali, deriva dalla femminilizzazione del cognome dellantico proprietario. In questo caso il riferimento alla locale C Aleotta, casa contadina un tempo di propriet degli Aleotti, famiglia che visse a Filo per molti secoli esprimendo personaggi di un certo rilievo come Bernardino Aleotti, Giudice della Riviera (sec. XVII). LAglita, nellaccezione filese, indica in quel punto il territorio fino al fiume, tanto che la terra di Chiavica di legno (ove fu costruito il Palazzo signorile), veniva chiamata nel primo Ottocento Aleotta Nuova. BECCARIA (VIA) * E unaltra via filese cui stata attribuita denominazione impropria, complice una cattiva traduzione in lingua italiana. Il grande giurista e letterato italiano Cesare Beccaria (1738-1794) perci non centra nulla. Il nome le deriva dal termine dialettale Pcaria - Pcareia, in italiano beccheria ossia macelleria, attivit che pare fosse praticata in una casa della zona. Il tratto iniziale di questa strada aveva una denominazione pi antica, ovvero strada pubblica detta Lattona, che conduce nella Valle Bruciata (1827). CASTELLETTO (VIA) La strada prende il nome dalla vicina localit posta fra il Livello ed il Molino e che deve il suo nome alla Palata a castello, ossia ad uno dei lavorieri atti a chiudere la rotta di un fiume quando il livello dellacqua superiore al piano di campagna. La palata, o castelletto, vi fu eretta, come risulta da una pianta di met Cinquecento, a rinforzo dell argine del Po ruinato. CHIAVICA di LEGNO (VIA) Inizia in territorio ferrarese e conduce alla Chiavica di legno. Per lorigine del toponimo si veda alla relativa borgata. FOSSETTA (VIA) Prende il nome dalla Fossa di scolo (Fossa della Signora, al secolo: contessa Susanna Pacchieni) che parte proprio il quel punto. In origine era una delle due stradelle (laltra il tratto iniziale di Via Terranova) ai lati di un ponte ad archi (e Capitl) sotto il quale passava lacqua proveniente dal vecchio Po di Primaro, acqua che formava una conca (e bu ) davanti al mulino. Gli stradelli a fianco della conca davano accesso allo stabilimento. Su quella conca oggi sorgono alcuni fabbricati. Il riempimento fu eseguito dopo labbandono del mulino, nel primo Novecento, con materiali di scarto della fornace. MAESTRI DEL LAVORO (VIA) La strada fu aperta nel 1994 per collegare la ferrarese Via M. Margotti e la ravennate Via V.Antonellini, allorch la stessa funzione non poteva pi essere svolta, in localit Molino, dalla Via Laterizi. Questa era divenuta a fondo cieco per la chiusura del tratto finale della strada ravennate oggi Via V.Antonellini. La denominazione ricorda la figura di Maestro del Lavoro, titolo col quale si assegnano, og Primo ni maggio, specifiche decorazioni della Repubblica Italiana destinate ai lavoratori ed operai che si sono particolarmente distinti per perizia, laboriosit e buona condotta morale. LATERIZI (VIA) Denominazione recentemente soppressa. Porta alla fornace di mattoni e ricalca lantica derivazione fluviale che riforniva, alla sinistra di Po vecchio, limportantissimo mulino ad acqua. LIVELLO (VIA) La strada prende il nome dalla vicina C Livello che a sua volta richiama lantico contratto di Livello, ossia gli antichi e comuni patti colonici che, come sappiamo, furono in particolare alla base degli accordi fra                

larcivescovo di Ravenna e i filesi Bargunzo, Scannavite, Troncamorso e loro soci, nel lontano anno 1022. I contenuti del contratto di livello variavano da zona a zona. Prevedevano la spartizione del prodotto fra coltivatore e proprietario, la consegna di donativi (exenia e ammisseres) in determinate festivit (Natale, Pasqua e Santo Patrono), luso del casale e talvolta la corresponsione di prestazioni di lavoro o di trasporto. MARIO BABINI (VIA) Martire della Libert (1907-1944) originario di Giovecca, maritato alla filese Rosina Natali. Fu perseguitato, incarcerato e mandato al confino dal regime fascista per la sua attivit di opposizione clandestina. Fu luomo di collegamento col lughese ed il faentino. Ardente animatore e comandante dei primi nuclei armati di Resistenza. Venne ucciso a tradimento, a Giovecca, davanti alla casa dei genitori, ove si stava recando in bicicletta. La 35 bis Brigata Garibaldi, che oper nel nostro territorio, ne port orgogliosamente il nome. Gli fu concessa, alla memoria, una medaglia dargento al Mario Babini valor militare. SUSINE (VIA) * Si tratta di denominazione distorta come molte altre della nostra toponomastica. Lintenzione era quella di conservare il nome della localit, definita in catasto: Susena. Il termine tramandato da molti secoli, tuttavia, non ha nulla a che vedere col dolce frutto che oggi d il nome alla via. Risale alla cinquecentesca contessa proprietaria del fondo, ovvero a Susanna Pacchieni, la Signora Su na citata anche da G.B.Aleotti in una delle sue opere pi note. La denominazione pi appropriata sarebbe stata Via della Signora Susanna. TERRANOVA (VIA) Nome assegnato dufficio dal comune. Nessun riferimento allisola canadese omonima di cui ha tuttavia il recondito significato di Terra - nuova ovvero Terra conquistata. E una strada lunga diversi chilometri che percorre gran parte della campagna bonificata negli anni 70 dellOttocento. Ha inizio al Molino, attraversa luoghi come La Pigurra, La Murarina, SantAnna e va a confluire a nord dell Oca, nell Oca-Campazzo, strada bandese che collega Filo a Bando. TROTTA (VIA) Congiunge il territorio ferrarese (Via M. Margotti) col lungofiume (Via Tre Pertiche) in prossimit della Garusola fra Borgo Molino e Menate di Longastrino. Segna il confine fra Filo di Alfonsine e Longastrino di Alfonsine, cosicch le case alla sua destra sono di Filo e quelle di sinistra, di Longastrino. La denominazione deriva dallantica e vicina casa contadina C Trotta (ora in catasto Ca Bianca). A sua volta Trotta proviene in tutta evidenza (e come la via Trotti di San Bernardino), dal nome degli antichi proprietari del fondo rurale, della casa colonica, nonch del Capanno omonimo oggi sito in territorio longastrinese ravennate. Le denominazioni citate risultano gi presenti ad inizio Ottocento nel catasto napoleonico.          

Molino : Altri toponimi di rilievo C Borioni. Borgo Molino. Casa contadina che fu dei possidenti Boroni (o Borioni), famiglia signorile proprietaria di diversi fondi in loco ed anche di un Palazzo o Casino di campagna ivi fatto edificare. Castellaccio. Ricorda nella denominazione i resti ormai cadenti del Palazzo (o Casino di campagna) dei Signori Boroni o Borioni, che sorgeva in questo luogo. Casazza e Plena. Borgo Molino. Sono denominazioni di fondi gi presenti nel catasto napoleonico nel primo Ottocento. Casazza pare accennare alla vetust del casale, mentre Plena la forma dialettale di Pelina (o Pellina), a sua volta certamente derivante dal cognome di antichi proprietari.

7. Garusola GARUSOLA (VIA) Si tratta di toponimo antichissimo, citato anche da G.B.Aleotti nella sua Difesa dellanno 1600, sulla cui origine e significato possono farsi molteplici ipotesi. La prima lo farebbe risalire a garrulum solum, ossia terreno garrulo e canterino con riferimento alla sua avifauna. Una seconda teoria pu basarsi sul garum, ossia allantica e preziosa salsa di pesci marinati dei tempi di Seneca, il cui occorrente (anguille, erbe aromatiche e sale) abbondava nel luogo e sue adiacenze. Una terza, e forse pi convincente ipotesi un etimo derivante dal mediterraneo gaura, declinato forse in gaurum, ossia gora, stagno, palude, termine ripreso anche altrove (Goro). Il termine, qui associato a solum (suolo), potrebbe allora indicare un gaurum solum, ossia un terreno particolarmente paludoso antistante le valli. Lultima e pi verosimile ipotesi ci riporta al Campo de Gauruni ossia alla citazione scritta pi antica riferita al territorio, ossia al diploma di Ottone I dellanno 962 d.c., luogo a poca distanza da Silicata, villaggio che stato posizionato dallo storico Uggeri nei dintorni di Filo e che potrebbe essere alla radice del termine Case Selvatiche. RAMPI (VIA) Si tratta di denominazione derivata da quella degli antichi proprietari del fondo omonimo, fondo molto esteso e che giungeva fino allargine di Po vecchio, ancora oggi chiamato in dialetto: la Rempia. 8. Chiavica di Legno Prima della diversificazione fluviale del 1782, nel luogo, interno alle antiche Valli ravegnane di Filo e Longastrino, affioravano alcuni dossi o isolotti, caratterizzati da terreno di scarsa consistenza allepoca chiamato cuora (cura in dialetto). I dossi maggiori erano chiamati: Casa Amata Cavalli e Cuor delle Vacche. La denominazione moderna del borgo, ove ancora si vedono le rovine del Palazzo signorile (inizialmente Ghedini, poi Tamba e infine SantAnna), deriva curiosamente da unantica chiavica situata presso la parte opposta del fiume, ossia a destra di Reno, proprio di fronte alla villa. Quella chiavica, eretta fra il Canale Bonacquisto ed il Po Nuovo (poi Reno), fu chiamata di Legno, poich, di tale materiale era inizialmente costruita, prima di essere rifatta, in un secondo tempo, in laterizio. Oggi il canale Bonacquisto non sbocca pi direttamente in Reno; dopo la risistemazione idraulica del primo Novecento compie una deviazione ad est, verso il Santerno, qualche centinaio di metri prima dello sbocco originario. In direzione della Chiavica oper fra le due sponde, a partire da fine Settecento, il traghetto fluviale che prese il nome di Passo della Chiavica di Legno, nome che, nel primo Ottocento, si trasfer sulla nascente borgata a sinistra del Po Nuovo nel luogo di approdo del traghetto. Il passo della Chiavica di legno (funzionante ancora nel 1865) consentiva il trasporto di merci e passeggeri a sinistra Santerno in direzione del lughese. Perse funzionalit e convenienza economica verso fine Ottocento allorch si costru il Ponte in pietra alla Bastia. Per questo fu soppresso.         

Rimase in funzione, invece, fino agli anni Sessanta del Novecento, il vicino Passo dellAnerina, a destra Santerno e poco distante da quello della Chiavica di Legno, poich il suo traffico, diretto verso Alfonsine ed il Ravennate, pot mantenere ancora per qualche decennio una discreta vitalit. 

Chiavica di Legno : Altri toponimi di rilievo Passo dellAnerina (Ps dlAnarina). Questo traghetto, posto al termine della Via Trotta, oper dal 1803 e consent il passaggio di merci e persone ad est del Santerno in direzione di Alfonsine e Ravenna. Fu per molto tempo fondamentale per i territori di F ilo e Longastrino e funzion fino a met degli anni Settanta del Novecento. Ebbe sempre discreto transito, fu teatro di alcune spettacolari rapine brigantesche e l si comp limmane tragedia del 27 marzo 1872, quando vi persero la vita tredici persone, lavoratori purtroppo travolti dalle acque di piena. Portano lo stesso nome due case coloniche nelle opposte sponde, oggi abbandonate. Anerina pare provenire dalla distorsione di Anarina, termine con cui si intende la Lemna minor, pianta acquatica nota come lente di palude, le cui foglioline si utilizzavano un tempo nel pastone per gli anatroccoli.

9. SantAnna

Il piccolo abitato sorto a fine Ottocento, al tempo del prosciugamento della Valle Risara. Il luogo ancora oggi definito La Vl ha preso poco a poco il nome di Santna, ossia SantAnna, la casa con fienile oggi demolita e che fu di propriet prima del Duca Massari, poi dellAzienda Lodigiana. Era situata nei pressi del Bar-Ristorante Il Cavallino Bianco.   

ARGINE CIRCONDARIO PIOPPA (VIA) E la strada che, in territorio filese, percorre largine destro del Canale Dominante (chiamato volgarmente Canal ). Il canale fu alla base della bonifica del territorio durante la cosidetta Bonifica Argentana eseguita negli anni 70 dellOttocento. Delimit la Valle del Mezzano fino agli anni 30 del Novecento, epoca in cui fu effettuato un secondo vasto prosciugamento attraverso la Bonifica del Mantello. La Pioppa la denominazione ottocentesca data alla casa colonica oggi Pioppa vecchia poi estesa alla prospicente Pioppa nuova eretta nel Novecento, dopo la bonifica del Mantello, ove nellultimo dopoguerra ebbe sede anche una sezione distaccata delle scuole elementari di Filo. DEL CIPPO (VIA) Percorre la zona un tempo detta Bosco del Tamariso, ma ricorda nel nome il vecchio cippo dedicato al sacrificio del carabiniere Albino Vanin, 21enne da Paese (Treviso) ucciso da malviventi senza scrupoli il 15.5.1924 proprio di fronte allimbocco di questa strada. RINASCITA (VIA) Come altre vie del territorio filese (Alba nuova, Terranova) ricorda la conversione relativamente recente di questi terreni da paludosi ad agricoli e quindi in grado di dare un maggiore sostegno economico al territorio.   

SantAnna - Altri toponimi di rilievo Mta. La zona era gi definita Mota Massari nella seconda met dellOttocento ai tempi del Magrini, con evidente riferimento alla melmosit del terreno. Mota infatti - dicono i dizionari etimologici - voce antica usata anche dal Boccaccio e dal Sacchetti e vale: terra quasi fatta liquida dallacqua e smossa dai passanti. Pratondo. Si tratta di denominazione dovuta alla forma arrotondata del fondo rurale che si trova a ridosso di unansa del Canale circondario Dominante (Canalen). Morarina. Il toponimo levidente tr accia di un morarium, ossia di un bacino saliniero di primo ingresso delle acque salse, una testimonianza inequivocabile delle saline medievali filesi che rimasero attive a lungo in questa zona collocata ad est del co siddetto Argine del Mantello. Pecorara. Del Serraglio detto Pecoraro c traccia in una disegno secentesco del Giudice della Riviera di Filo B.Aleotti. In corrispondenza della casa colonica oggi chiamata Pigurra, il disegno riporta: Serraglio che il signor Rossetto fece fare pe r farvi segare come sempre fece sino alla Rotta della Calata de Boschi. La Pigurra fu importantissimo nascondiglio e base partigiana durante la Resistenza.

10. Mantello

E la parte del territorio filese spesso chiamata genericamente Bunefica. Si tratta di terreno oggi agricolo derivato dalle due grandi bonificazioni Novecentesche: la prima (Anni 20 e 30 del 900) che and sotto il nome di Bonifica del Mantello e la seconda (anni 60) che determin il totale prosciugamento della Valli del Mezzano. La vasta area di bonifica attraversata da una strada molto ampia (seppure sterrata) che si dirige verso Comacchio e che porta il nome di Via del Mantello (vedi) DEL MANTELLO (VIA) La via ricalca lantico Argine del Mantello che aveva la funzione di dividere le acque salse della Valle cosiddetta di Comacchio, da quelle salmastre della Valle del Mezzano a contatto con acque torbide e dolci , proteggendo quindi come un mantello il sale e le anguille. Largine, di difficilissima manutenzione, rovin nel tardo Medioevo, con la conseguente commistione delle acque, circostanza imprevista che gener una sequela di liti anche giudiziarie fra la comunit di Comacchio e quella della Riviera di Filo, ove si derivava acqua dal fiume per alimentare il Molino di Filo e le Risare. La via conduce fino alla Valle ora prosciugata del Mezzano e di l a Comacchio. E chiamata volgarmente Strad dla Mafalda. II ARGINE CIRCONDARIO (VIA) * Proviene dal territorio di Bando (Via Val Gramigna) e termina in quello di Longastrino (Via Fossa Menata). Da sempre detta volgarmente Str de Coletr, ossia strada del Collettore e fiancheggiante il canale di scolo ove convergono le acque di tutti gli scoli della Bonifica del Mantello, acque condotte allIdrovora Gramigne in territorio di Longastrino. Traccia perci una linea mediana fra due bonifiche, quella argentana ottocentesca e quella del Mantello degli anni 20 e 30 del Novecento. Non fu mai quindi un argine circondariale. La denominazione, purtroppo, in territorio filese, palesemente sbagliata.    

 

RIPALUNGA (VIA) La denominazione della strada richiama il preesistente Dosso di Valle verso il quale si dirige.

Mantello - Altri toponimi di rilievo Gramigna. Denominazione della preesistente porzione di valle, oggi attribuita ad una casa colonica, ed anche al lungo canale collettore che scorre per quella parte di territorio. Ca Mafalda. La povera casa di Mafalda Ricci, filese, ove si dava spesso rifugio ai viandanti, fu per anni punto di riferimento importante in particolare per cacciatori e pescatori. Prima dellultima bonifica era del resto, dopo alcuni Km di strada ster rata, lultimo posto abitato nei pressi della va lle. Alba. Cos denominata forse perch punto estremo verso est del territorio filese. La casa colonica abbandonata, dopo un incendio che ne bruci la stalla negli anni 70, detta Ca Bru eda. Cavallino. La Corte Cavallino, bella tenuta di campagna ove convergono alcuni stradoni di accesso alla bonifica, ha sempre costituito un punto di orientamento di notevole importanza per viaggiatori, cacciatori, pescatori e anche per le nostre inegu agliabili dn de Coletiv che lavorarono assiduamente le terre dei dintorni, spesso adibite a risaia. Bca di Pastur. Posta di fronte alla Via Beccaria, laddove il canale Dominante ( Canal ) completa una larga curvatura verso sud, la Bocca del Ponte (cos chiamata nelle carte topografiche) cardine geografico bas ilare. Il nome deriva certo dallattivit di chi vi si insedi, ma anche dalla forma di baia che aveva anticamente, in quel punto, il cosiddetto Dosso di Filo, una lu nga cresta emersa di valle oggi percorsa dalla Via Argine Circondario Pioppa.

Il territorio di Filo in una immagine satellitare