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ISPROSTORIA

27 settembre 2008

Protezione e Difesa Civile


Una storia antica
di Demetrio D’Antimo - Ispro

“6) Ecco in quali circostanze gli Ateniesi si erano Storie, al modo in cui gli Ateniesi si erano
trasferiti a Salamina. Finché si aspettavano l'arrivo preparati allo scontro con il nemico invasore.
dal Peloponneso di un esercito in loro soccorso, Circa due secoli dopo (216 a.c.) i Romani
se ne restarono in Attica, ma poiché quelli avrebbero gridato “Hannibal ad portas”, ma il
sempre di più si attardavano e se la prendevano punico avrebbe evitato Roma risparmiando i suoi
comoda e ormai l'invasore veniva segnalato in cittadini. Atene non avrebbe avuto ugual fortuna
Beozia, allora portarono segretamente tutte le e sarebbe stata saccheggiata e devastata.
loro cose, e si trasferirono essi stessi, a Salamina. Siamo nell’estate del 480 a.c. e l’esercito di Serse,
A Sparta inviarono ambasciatori, un po' per dopo aver superato le Termopili, unico e fragile
rinfacciare agli Spartani di aver permesso ostacolo alla sua avanzata (Erodoto definisce
l'avanzata del barbaro in Attica e di non averla quello di Leonida un piccolo esercito), dilagava
contrastata assieme a loro in Beozia, e un po' per nell’Attica e si apprestava a chiudere una volta per
ricordargli cosa aveva promesso il Persiano agli tutte i conti con gli Ateniesi.
Ateniesi se cambiavano campo; per avvertire, Ebbene, un esercito nemico che avanza
insomma, che se gli Spartani non venivano in incontrastato pone, ai nostri giorni, enormi
aiuto degli Ateniesi, questi si sarebbero trovati problemi in termini di difesa della popolazione
anche da soli una via di scampo.”(Erodoto, civile e gli avvenimenti bellici contemporanei ne
Storie). Così lo storico Erodoto accenna nelle sue sono la testimonianza più evidente.

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ISPROSTORIA 27 settembre 2008 All’epoca, tuttavia, la condizione dei popoli era annientamento) politico e militare, ma anche
generalmente ben diversa. culturale e di identità!
La condizione di “suddito” rimaneva La classe dirigente ateniese, di cui Temistocle era
sostanzialmente immutata per quasi tutte le all’epoca la massima espressione, oltre a
popolazioni che vedevano cambiare “padrone” prevedere con largo anticipo l’inevitabile guerra ed
ma non le proprie condizioni di vita: si rimaneva un suo eventuale esito sfavorevole (vista l’estrema
“proprietà” di chi dominava il territorio (solo frammentazione delle forze a difesa della Grecia),
molto più tardi e a determinate condizioni Roma aveva predisposto, per tale deprecata evenienza,
introduce la cittadinanza, “civis romanus”, anche oltre alle contromisure di natura militare, anche la
alle popolazioni conquistate). difesa della popolazione, fino a giungere a
Ma in Grecia, e ad Atene in particolar modo, ogni programmare, quale “extrema ratio”, il definitivo
cittadino aveva diritto alla salvaguardia della sua abbandono della patria verso nuovi territori
vita e di quella dei propri cari, nonché del proprio d’insediamento, con il trasferimento in massa di
patrimonio. tutti i civili e delle residue forze militari, argomento
Questa concezione della dignità di ciascun quest’ultimo usato per convincere gli alleati a
individuo appartenente alla comunità, in estrema portare lo scontro sul mare e non sulla terra
sintesi l’essenza stessa della “democrazia”, era ferma.
ormai così radicata ed ovvia che ispirò ai L’invasione infatti procedeva per terra e per mare.
governanti l’organizzazione di quella che si può Dice Erodoto nel Libro VIII dopo i primi scontri
definire, a mio avviso, la prima operazione di navali: “41) Insomma, mentre gli altri
protezione civile (e di difesa civile in particolare), approdavano a Salamina, gli Ateniesi puntarono
di cui si abbia un’ampia documentazione storica. verso la propria città. Qui giunti, emanarono un
Erodoto, Plutarco ed altri storici ci aiutano a bando: ogni Ateniese mettesse in salvo come
ripercorrere la strategia e le azioni di governo poteva i figli e i familiari. Allora i più li mandarono
poste in essere con lucida premonizione e ferrea a Trezene, altri ad Egina o a Salamina.”.
determinazione da parte degli Ateniesi e degli altri E aggiunge Plutarco nelle sue Vite parallele:
Greci, nell’affrontare un evento che nelle ”Appena riuscì ad imporre la propria idea
intenzioni dei Persiani avrebbe dovuto portare (Temistocle nda) propose un decreto per cui la
alla definitiva sconfitta di Atene e alla sua città era messa sotto la protezione di Atena,
conseguente distruzione; doveva essere, a tutti gli patrona di Atene, e tutti gli uomini validi
effetti, il definitivo regolamento dei conti di uno dovevano montare sulle trireme, dopo aver posto
scontro iniziato alcuni decenni prima, che per in salvo ciascuno come meglio poteva i bambini,
Atene, in caso di sconfitta, avrebbe significato le donne e gli schiavi. L’ordinanza fu approvata.
non solo un drastico ridimensionamento (se non La maggior parte degli ateniesi mandò i figli e le

Leonida alle
Termopili
di Jacques-Louis
David (1814)

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ISPROSTORIA 27 settembre 2008 mogli in custodia ai Trezeni, i quali li accolsero Termopili, la flotta tornò ad Atene per evacuare la
con un’amorevolezza esemplare: decretarono di restante parte della popolazione e per
mantenere i profughi a spese pubbliche, ricongiungersi al resto della flotta alleata.
assegnando giornalmente due oboli a testa; di Tutto ciò non avvenne per caso: da tempo gli
permettere ai ragazzi di prendere la frutta ateniesi erano pronti a tale eventualità.
dovunque ne trovavano, e persino di pagar loro i La scelta, oltre a non essere stata casuale, era stata
maestri. Chi propose il decreto fu un certo preceduta da incontri e accordi preparatori: si
Nicagora.” pensi che fino a pochi anni prima Atene ed Egina,
Da una prima lettura di questi brani, sembra di luogo di destinazione di parte dei profughi, erano
assistere ad una fuga precipitosa piuttosto che ad state acerrime nemiche, in guerra da tempo.
una orchestrata azione di messa in sicurezza della Trattando l’argomento in cifre si pensi che Atene
popolazione. In realtà se paragonata ad altre e l’Attica contavano una popolazione di circa
analoghe situazioni dell’epoca, questa vicenda 150.000 persone che vennero quasi tutte
reca spunti di novità. evacuate; per meglio comprendere le cifre è
A tal fine si riporta in nota un’iscrizione come se oggi si decidesse di evacuare la città di
contenente il testo del decreto di Temistocle, Rieti, o Aosta o la provincia di Vibo Valentia.
rinvenuta in Argolide nella città di Trezene, che L’impatto dei nuovi arrivati comportava una
pur essendo un falso datato intorno alla metà del pressione enorme per le località di destinazione e
IV secolo a.c. offre notevoli elementi per capire il sicuramente le risorse disponibili dovevano essere
modo in cui gli Ateniesi affrontarono questa ben amministrate. Le risorse del luogo
grande emergenza. [Nota 1] ovviamente non potevano essere sufficienti per
La sconfitta di un esercito precedeva di poco il tutti: la flotta ateniese aveva provveduto
saccheggio dei territori non più difesi e la all’ammasso di derrate e acqua in quantità; si
popolazione, il più delle volte non aveva il tempo poteva quindi fare affidamento su
di mettersi in salvo: semmai, l’eventuale approvvigionamenti, quasi certamente trasferiti in
abbandono delle terre avveniva solitamente in via precedenza sulle isole, specie a Salamina, “base
preventiva, quando all’avvicinarsi dell’esercito navale” prescelta dagli Ateniesi.
nemico si faceva “terra bruciata” per sottrargli Ogni famiglia ospite si faceva carico di un
fonti di approvvigionamento. numero adeguato di rifugiati, in tutto e per tutto.
In questa circostanza non abbiamo una sconfitta Fu emanato un decreto che consentiva ai fanciulli
militare ma una ritirata dovuta al disaccordo tra i di cogliere liberamente la frutta dagli alberi (attività
Greci su dove muovere a battaglia. Il bando ovviamente vietata), e venivano stanziate somme
consente quindi di informare, di dare notizia a per l’istruzione dei giovani. (Si pensi con quale
tutti, che la città non può essere difesa e che è tenacia si continuava a progettare il futuro delle
necessario trovare altri luoghi in cui riparare. nuove generazioni anche in quelle circostanze
Un’altra considerazione riguarda i luoghi verso i drammatiche!). Inoltre, tanto per rendere le cose
quali la popolazione avrebbe potuto rifugiarsi. Per se possibile più difficili, in quei giorni si
chi non conosce la Grecia, ed in particolare il avvertirono alcune scosse di terremoto (del resto
golfo argo-saronico, Egina e Salamina sono due non infrequenti in quelle zone).
isole poco distanti da Atene, mentre Trezene è
una città del Peloponneso, in Argolide. Abbiamo quindi uno scenario ben chiaro e
Raggiungere tali destinazioni comporta uno definito per chi si occupa di protezione civile, ma
sforzo non indifferente dal punto di vista anche per i non addetti ai lavori è evidente che, a
organizzativo. La disciplina e il gran numero di fronte di una emergenza così grave ed
imbarcazioni possedute dagli Ateniesi consentì di eccezionale, i greci e gli ateniesi in particolare,
raggiungere questi posti, che per la loro adottarono misure altrettanto eccezionali, che
conformazione erano i più sicuri, in tempo reale sono tuttavia concettualmente e
(si calcola in circa di due settimane dall’arrivo in metodologicamente attuali, a dimostrazione che la
forze dei persiani in Beozia, regione a nord storia della protezione civile viene da molto
dell’Attica!). Gli stessi equipaggi che avevano lontano e che, sulla scia dell’ormai universale
trasportato la maggior parte della popolazione riconoscimento dei valori irrinunciabili della tutela
ripartì per muovere battaglia sul mare, a nord della persona, deve continuare il suo percorso
dell’Eubea. In seguito alla sconfitta di Leonida alle attraversato da nuove e impegnative sfide.

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Temistocle (Atene, tra il
530 a.C. e il 520 a.C. –
Magnesia, dopo il 471
a.C.) figlio di Neocle della
nobile stirpe dei
Licomidi, del demo di
Phrearrioi. E’ stato un
grande politico della
grecia antica.

Note
[Nota 1] “Il consiglio ed il popolo tempo in cui designano per sorteggio i
decisero: Temistocle figlio di Neocle, del comandanti di trireme.
demo di Freari, propose. Si affidi la città E gli strateghi iscrivano anche gli altri
ad Atena, protettrice di Atene” e a tutti uomini dell’equipaggio, nave per nave,
gli altri dei perché la proteggano e su tavole bianche, rifacendosi per gli
tengano lontano il barbaro paese. Gli ateniesi ai registri in cui sono iscritti i
Ateniesi stessi e gli stranieri residenti ad cittadini, e per gli stranieri ai nomi
Atene mettano in salvo i figli e le donne registrati presso il polemarco; e li
a Trezene sotto la protezione di Pitto, iscrivano in duecento navi dividendoli,
eroe fondatore del paese; i vecchi e i ciurma per ciurma, per gruppi di cento,
beni mobili poi li mettano al sicuro a e scrivano sopra ciascuna ciurma il
Salamina. I tesorieri e le sacerdotesse nome della trireme e del comandante e
rimangano sull’acropoli a guardia di dei marinai adibiti alla manovra, perché
quanto appartiene agli dei; tutti gli altri, ciascuna ciurma sappia su che trireme
ateniesi e stranieri nel vigore degli anni, deve imbarcarsi. E dopo che sono state
si imbarchino sulle duecento navi distribuite tutte le ciurme e siano state
predisposte e combattano il barbaro in assegnate per sorteggio alle trireme, il
difesa della libertà propria e degli altri Consiglio e gli strateghi completino i
greci, insieme a spartani, corinzi ed quadri di tutte le duecento navi dopo
egineti e gli altri che vogliano aver reso sacrificio propiziatorio a Zeus
condividere la pericolosa impresa. Onnipotente, ad Atena, a Nike, a
Gli strateghi designino duecento Poseidone Protettore.
comandanti di trireme, uno per ciascuna Quando sia stato completato
nave, a partire da domani, fra i l’allestimento delle navi, con cento di
possessori di proprietà fondiaria e esse si accorra a proteggere l’Artemisio
dimora ad Atene che abbiano figli all’Eubea, e con altre cento si stazioni
legittimi e non abbiano superato i presso Salamina e la restante costa
cinquant’anni e sorteggino tra loro le dell’Attica e si sorvegli il territorio.
navi. Arruolino poi dieci fanti di marina Affinché poi, unanimi, tutti gli ateniesi
per ogni nave fra coloro che sono fra i combattano il barbaro; coloro che sono
Il consiglio e il popolo decisero:
“Si affidi la città ad Atena, protettrice di Atene” venti e i trent’anni, e quattro arcieri; e stati esiliati per dieci anni si rechino a
e a tutti gli altri dei perché la proteggano e
tengano lontano il barbaro paese”
sorteggino anche i marinai adibiti alla Salamina e ivi rimangano in attesa fino a
manovra per ciascuna nave nello stesso che il popolo decida nei loro confronti.”