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Organologia

Il documento descrive la classificazione Hornbostel-Sachs degli strumenti musicali, suddividendoli in idiofoni, membranofoni, cordofoni, aerofoni ed elettrofoni. Vengono inoltre classificate le voci in base all'estensione e al timbro in soprano, mezzosoprano, contralto, tenore, baritono e basso. Viene descritto l'apparato fonatorio e le differenze anatomiche tra l'uomo e la donna.

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Il documento descrive la classificazione Hornbostel-Sachs degli strumenti musicali, suddividendoli in idiofoni, membranofoni, cordofoni, aerofoni ed elettrofoni. Vengono inoltre classificate le voci in base all'estensione e al timbro in soprano, mezzosoprano, contralto, tenore, baritono e basso. Viene descritto l'apparato fonatorio e le differenze anatomiche tra l'uomo e la donna.

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Classi cazione degli strumenti musicali (organologia)

La classi cazione Hornbostel–Sachs è un sistema di  classi cazione degli


strumenti musicali sviluppato da Erich Moritz von Hornbostel e Curt Sachs; è il
sistema più usato per classi care gli strumenti musicali in etnomusicologia ed
organologia.
L'organologia è la scienza che studia gli strumenti musicali, indagandone
storia, caratteristiche acustiche e meccaniche, tecniche costruttive e prassi
esecutive.

IDIOFONI O AUTOFONI
Il suono di questi strumenti è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello
strumento, senza l'utilizzo di corde o membrane tese e senza che sia una
colonna d'aria a essere fatta vibrare. Tra i più comuni vi sono il triangolo, la
campana, le campane tubolari, i piatti, lo xilofono e il vibrafono.

MEMBRANOFONI
Il suono in questi strumenti è prodotto dalla vibrazione di una membrana,
che può essere sollecitata a percussione, a sfregamento o a frizione, come tutti i
generi di tamburi e timpani, oppure messa in vibrazione dalla voce
dell'esecutore, come nei mirliton.

CORDOFONI
Questo tipo di strumenti producono il suono attraverso le vibrazioni prodotte
da corde tese. La vibrazione si può ottenere percuotendo le corde (es.
pianoforte), pizzicandole con le dita o con un plettro (es. chitarra e
clavicembalo) o stro nandole (es. violino e violoncello).

AEROFONI
In questi strumenti il suono è prodotto attraverso la vibrazione dell'aria. Gli
strumenti aerofoni sono divisi in due classi: a ato, come gli ottoni (aerofoni a
bocchino) e i legni (aerofoni ad ancia), in cui l'aria proviene dal ato del
musicista che sof a dentro lo strumento, ed a serbatoio, come l'organo, la
cornamusa e la sarmonica, che sfruttano un'azione meccanica per produrre
l'aria necessaria. Fa eccezione il sassofono che pur costruito in ottone ma
munito di ancia ed il serpentone costruito in legno.
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ELETTROFONI
La categoria raggruppa gli strumenti in cui il suono viene generato per
mezzo di un circuito elettronico (es. sintetizzatori) o un dispositivo
elettromagnetico (es. organo Hammond). La categoria è stata aggiunta alle
altre quattro nel 1961. Non rientrano fra di essi gli strumenti come la chitarra o
il basso elettrico, in cui l'elettricità è impiegata solo per l'ampli cazione del
suono, che rimane prodotto dalla sollecitazione delle corde. Fra i molti strumenti
elettrofoni troviamo, per esempio: organo elettronico, pianoforte digitale,
mellotron, theremin, tastiera elettronica, batteria elettronica, drum machine,
campionatore.

Classi cazione delle voci


Il canto o musica vocale è l'emissione, mediante la voce, di suoni ordinati per
ritmo e altezza a formare una melodia. Il canto si articola di solito su un testo,
anche se non necessariamente; il duplice canale di comunicazione (musica-
parola) rende la voce lo strumento musicale naturale più duttile.
Un gruppo di cantanti (detti anche cantori) che cantano insieme, formano un
coro.
I registri vocali sono classi cazioni che vengono associate alla voce in base
all'estensione, ma anche ad altri parametri che possono variare a seconda
dell'epoca e della cultura di appartenenza. Dal più acuto al più grave, nel canto
classico l'estensione vocale è così suddivisa:
1. soprano
2. mezzosoprano
3. contralto
4. tenore
5. baritono
6. basso
Nella musica lirica si sono create successivamente ulteriori categorie: soprano
drammatico, soprano di coloratura, tenore di grazia, basso profondo ecc.
Il termine registro vocale invece si riferisce agli intervalli usati normalmente
nel discorso. L'estensione vocale è perciò materia di studio del canto,
mentre i registri vocali della fonologia, della logopedia e della sociologia.
La varietà della voce, che cambia da un individuo all’altro, dipende da
differenze anatomiche: individui con laringe stretta e corde vocali corte hanno
voci acute; laringe più larga e corde vocali lunghe producono invece voci gravi.
A seconda dell’estensione e, genericamente, del timbro, le voci si distinguono in
maschili (virili – tenore, baritono e basso) e femminili (soprano, mezzosoprano e
contralto). Le voci dei bambini sono dette voci bianche.

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L’APPARATO FONATORIO

I suoni vengono emessi durante l’espirazione, grazie a diversi organi connessi


con il processo della respirazione. Il loro insieme è detto apparato fonatorio; esso
è assimilabile a uno strumento musicale ed è formato da:
1. polmoni che, come mantici, producono un usso d’aria e lo immettono nei
bronchi e nella trachea;
2. laringe, complesso di cartilagini poste alla sommità della trachea, in cui si
trovano le corde vocali, che vibrando producono le vocali e danno sonorità
alle consonanti;
3. cavità orale, cioè la bocca, dove vari organi (la lingua, il palato, il velo
palatino, le labbra, i denti) restringono o interrompono il usso d’aria
generando le consonanti.
4. cavità nasale, poste al di sopra della cavità orale, entrano in funzione nella
fonazione quando il velo palatino è abbassato; conferisce suono nasale a
vocali e consonanti.

DIFFERENZE NELL’UOMO E NELLA DONNA

La lunghezza delle corde vocali è anatomicamente prestabilita, circa 2-3 cm.


Nell’uomo esse sono più lunghe del 30% rispetto a quelle della donna e ne
risulta una maggiore profondità della voce maschile, mentre le corde vocali
femminili sono più sottili e ne consegue una voce più acuta. Per quel che
riguarda la formazione di suoni articolati, partecipano attivamente sia le corde
vocali come strumenti di produzione di suoni, sia le vie aeree superiori e i seni
paranasali come cassa di risonanza, sia la cavità orale come strumento di
modulazione dei suoni.
Voce di testa, voce in maschera e voce di petto sono espressioni usate di
frequente dagli insegnanti di canto. Petto, maschera e testa sono aree in cui la
voce risuona maggiormente.
In genere dipende dal tipo e dall’altezza del suono da emettere. Per esempio
quando si parla, in genere il tipo di risonanza che percepiamo di più è quella
di petto, quindi quella più bassa; perché quando parliamo utilizziamo
normalmente un tono di voce tranquillo, basso-medio. Man mano che si alza il
tono della voce, non in senso di volume, ma di pitch (frequenza), quindi
altezza del suono, man mano che si sale si va verso una risonanza diversa.
Le note centrali risuonano maggiormente in maschera, nella bocca, nel naso,
seni paranasali, in questa area del viso. Salendo ancora più su, arriviamo ai
suoni di testa, quindi quelli che risuonano nella parte più alta del cranio, e
sono appunto i suoni più acuti. Quindi petto, maschera e testa sono punti di
risonanza della voce, non tre voci diverse.

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