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Beethoven, sei quartetti op.

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Appunti di Analisi – corso teoria e analisi Firenze

Pubblicati a Vienna nel 1801 quando l'autore aveva già composto le prime due sinfonie (la 3a è del
1803); le prime due sonate per vlc.; la Sonata “Patetica” per pf.,
L'opera 59 (che costituisce l'altro celebre gruppo di quartetti) sarà del 1806
Haydn, che muore nel 1809, nel 1781 aveva composto l'op. 33 opera che marca l'inizio dell'era
quartettistica nel senso della scrittura evoluta e nel senso dell'equilibrio dell'insieme.

Tra i teorici che si occuparono di problemi formali, va menzionato Koch (1793). La prima
teorizzazione della forma sonata avviene soltanto nel 1840 con Adolph Bernhard Marx, musicologo
e teorico. Una analisi attenta, ispirata proprio alla visione di Koch, è argomento di una tesi di
dottorato reperibile qui:

http://digital.library.unt.edu/ark:/67531/metadc5427/m2/1/high_res_d/thesis.pdf

Una breve sintesi dei piani formali dei primi movimenti:

QUARTETTO N. 1
Fa maggiore
primo tema 1-20 (cadenza perfetta battuta 20 chiude un periodo 4+4+4+8): impronta omoritmica,
assertiva; In questo caso il tema è definito da un inciso tematico forte (un motto) più che da un
pensiero espanso e compiuto.
prima area di espansione del primo tema: 21-29 instabilità armonica e gioco dialogico fra primo e
secondo, poi cadenza perfetta a 29;
transizione, prima fase. 30-49: appare un nuovo inciso (individuabile dal trillo) mentre
ostinatamente (le prime sei battute di pedale di dominante) si ripropone l'inciso tematico al cello.
Questa fase è ancora una fase di espansione tematica. Ovvero mentre il processo tematico si
espande prende avvio la fase di destabilizzazione armonica tipica delle transizioni. Poi grande
espansione armonica con un punto di appoggio sul lab (mis. 41, sesto grado abbassato della
dominante do oppure – come certa prassi voleva – relativo maggiore della variante modale minore
di impianto Fa). Il percorso punta a raggiungere sol maggiore
transizione, seconda fase conclusiva: 49-56: sol maggiore è la dominante di do, la tonalità in cui
sarà esposto il secondo tema. La tensione della transizione è marcata dalla presenza dei sedicesimi.
Per 8 misure ostinata ripetizione armonica, figurale, aumento dinamico
secondo tema (57-84) annunciato e presentato con un gioco retorico. Al culmine del climax, si
presenta un motivo assai fragile e minimo. Con incerta natura ritmica e con spiccato carattere
contrappuntistico. Tutto è proteso alla cadenza perfetta di mis. 84. L'aspetto tematico è poco
influente rispetto a quello armonico e strutturale. Infatti nel momento di massimo addensamento
delle voci, a mis. 72 ricompare l'inciso tematico del primo tema.
Fase cadenzale esposizione (84-101). Il ritorno all'omoritmia segna quasi un reset, un ritorno
all'inizio ma anche un “riordino” della trama motivica del secondo tema. A 97 un momento corale,
ancora omoritmico, segna un punto di grande coloratura armonica, si tocca ancora il labM quale
tonalità coloristica e quale tonalità di riferimento per entrambe le tonalità del primo e del secondo
tema.
Codette (101-114) su pedale di dominante marcato soprattutto dal cello.

SVOLGIMENTO
pre core (fase di preparazione), si propongono diversi spostamenti armonici di grandi siderali
distanze dal tono di impianto: LaM, SibM (120) MibM (122) allo scopo di destabilizzare il quadro.

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core (cuore dello SVOLGIMENTO) marcato dal f (129): grande intensità contrappuntistica. Trova
approdo a 151 (sibminore, sottodominante minore del tono)
riconduzione (151-178). raggiunto il quarto grado minore, la scrittura diventa rarefatta e si
raggiunge rebM (sesto grado abbassato di fa) da cui si apre il lungo pedale di dominante 167
marcato soprattutto dal cello). La riconduzione funziona come la transizione. Sul motivo mobile e
fitto di sedicesimi.

RIPRESA
primo tema 179-209. Questa volta il trattamento è meno netto. Non abbiamo una cadenza in fa che
marca in modo assertivo il motivo. Comincia subito una ampia zona di espansione del tema in zone
armoniche anche lontane.
Transizione 210-217 avviene sostanzialmente sulla dominante do con un lungo pedale marcato dal
movimento dei sedicesimi.
Secondo tema 218 si presenta in tono di impianto in Fam e presenta una estensione del campo delle
altezze (primo violino tocca zone molto più acute). L'accumulo di tensione, la densità del
movimento delle parti porta a misura 245 con la grande cadenza in tonica che marca la sostanziale
conclusione del percorso armonico della esposizione.
Fase cadenzale finale da 245. Si presenta a 262 la fase di espansione tematica che avevamo sentito
nell'esposizione e che era mancata nella ripresa. E' assai ferma, stabile e placida. Un lungo pedale di
tonica da 262 a 273. Da qui ci si innerva sul mib di batt. 276 come annunciare un nuovo
SVOLGIMENTO, una nuova fase di tensione. In realtà è un po' un trucco retorico per preparare il
pedale di dominante (coda) che da 286 condurrà al cadenzone di mis. 303

QUARTETTO NR. 2
Sol maggiore
primo tema, 1-20. Un tema particolare costituito dalla giustapposizione di più elementi. Il primo
motivo caratterizzato dal movimento fluente di sessantaquattresimi, il secondo – contrapposto al
primo – ha il piglio del doppio punto e del movimento omoritmico, il terzo è un motivo di sapore
popolaresco con una costruzione a domanda e risposta. Questi tre elementi vengono prima
presentati nelle prime otto misure. La risposta delle successive 12 misure (9-20) ripropone i primi
due spunti e chiude in cadenza perfetta a misura 20.
Transizione: 21-36. La transizione è complessa. Prende avvio da un motivo semplice, anch'esso di
sapore popolaresco, ripreso in progressione nelle misure successive. La progressione spinge il
climax che conduce alla dominante della dominante 34.
Secondo tema. 36-43 In questo quartetto è chiaro il principio che il secondo tema non
necessariamente è un tema di carattere contrapposto al primo. In questo caso, essendo il primo tema
già variamente costituito, beeth sceglie un motivo semplice, in otto misure, ancora dal sapore
popolaresco.
Espansione tematica 43-50 sul motivo dei sedicesimi prende via una forma di fioritura
(diminuzione) del secondo tema) affidato alle parti interne (Schubert farà spesso questo tipo di
variazione per esempio nella trota)
Fase cadenzale 51 caratterizzata da un ricco intreccio ritmico figurale, presenta più volte la cadenza
a Re (56, 61, 64, 66) quale affermazione della tonalità di dominante (punto di arrivo
dell'esposizione).
Codette 67-81 prevale il gioco di diminuzioni e fitte figurazioni virtuosistiche del primo vl.

SVOLGIMENTO
precore: prende avvio dal terzo elemento del primo tema in tonalità di re minore a cui segue 86 il
motivo omoritmico che caratterizzava l'inizio della transizione.
Core 93 da sibM prende avvio la fase intensa dello SVOLGIMENTO. Siamo assai lontani

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armonicamente (sul sesto grado abbassato della dominante). L'intreccio intensivo è soprattutto di
tipo ritmico. A 101 compare in mibM il primo motivo tematico del primo tema e apre il momento
più complesso di tutto il movimento. 105 contrappunti. Si tratta di una fase che, per costruzione
compositiva, contrasta molto con la semplicità dei temi popolareschi dell'esposizione. Si tratta di un
incrocio fugato di tre elementi: il doppio punto, un motivo di minime in movimento di seconda
(ascendente o discendente) e il fitto ricamo di sedicesimi staccati. A 130 si raggiunge il culmine
dinamico del Core
Riconduzione 130. Con un inizio improvviso in p ha inizio la fase di riconduzione alla dominante di
Sol raggiunta e sostenuta in acuto dal cello.

RIPRESA
primo tema la ripresa 145 avviene con l'intervento tematico principale al cello. Questa volta il
primo tema vede un'ampia zona di espansione sul primo motivo a 64mi 161 e con il terzo elemento
tematico dato in tonalità lontana 174 in mi minore che assume anche la funzione di dare avvio alla
transizione.
Transizione 179 avviene su pedale di dominante (re)
Secondo tema 187. espansione tematica 195.
Fase cadenzale. Come in esposizione, dopo fitti e complessi disegni ritmici, osserviano diverse
cadenze di conferma del riconquistato tono di sol: 207, 212, 2016
coda 219 si vede tornare lo spiritoso tema popolaresco (terzo elemento del primo tema) e il carattere
sembra proprio quello ironico e comico di haydn con varie incertezze, svolte sospensive e un etereo
finale pizzicato.

QUARTETTO NR. 3
ESPOSIZIONE
Primo tema. Una costruzione del tutto unica e particolare. Il tema sembra essere costruito su un
Tenor (cello re mi fa sol la la re) a valori larghi. C'è uno spirito contrappuntistico nelle imitazioni
degli strumenti. A mis. 27 la prima cadenza che segna e chiude la presentazione del tema. La
scrittura sembra proprio alludere ad una trama che via via si infittisce di diminuzioni.
Da 35 una espansione del tema con la comparsa di un nuovo motivo, la terzina di crome, che
aggiunge un elemento ritmico figurale e induce una scrittura maggiormente omoritmica.
Transizione 45, dal fa naturale (sesto grado abbassato di la dominante di re) si perviene a una sesta
tedesca (50) che porta alla dominante della dominante (MI). Da qui ha inizio il pedale di dominante
sul Mi pronto a cadenzare su La (dominante del tono di impianto)
Secondo tema. 57 La figurazione del primo è solo una diminuzione, una fioritura libera. Cò che
marca il secondo tema è invece il gioco dei ribattuti sulle semiminime (61).
Il gioco in do maggiore (68) è un colpo di scena coloristico. In realtà non ci siamo affatto spostati
da la maggiore, anzi a 76 ci sarà la grossa cadenza di approdo dell'esposizione. Do maggiore è da
intendersi come il relativo maggiore della variante modale di LaM, ovvero relativo maggiore di la
minore. E' un gioco armonico che abbiamo visto anche nei due primi quartetti.
Fase cadenzale. 76 molto caratterizzata dal punto di vista motivico (più di quanto lo sia lo stesso
secondo tema), presenta un gioco a fisarmonica di chiusura/apertura della texture (da ampio a
compresso e viceversa mentre le durate si allargano o si restringono). Ricompaiono in questa fase
cadenzale gli aspetti contrappuntistici del primo tema.

SVOLGIMENTO
pre core. inizia sulla variante minore del tono, sul “tenor” che caratterizzava l'inizio; si inserisce
l'elemento “terzina crome discendenti” in sibM (ancora sesto grado abbassato) che spinge il climax
e porta al
core 134. si afferma nettamente sol minore con una cadenza perfetta. Si sovrappongono

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contrappuntisticamente tutti gli elementi in un grande climax diretto al ff di 154. Gli elementi
riconoscibili sono:
- il tema a valori lunghi (salto di settima)
- il motivo a terzine di crome
- il ribattuto di semiminime
- la trama di quartine di crome (diminuzioni e fioriture)
A 143 il cello sembra voler marcare a interi una voce di tenor
La soluzione del tutti all'unisono sul do# è potente e inaudita
riconduzione 156-157 (brevissima) consiste in una fermata sul do# che prepara la ripresa

RIPRESA
primo tema poco espanso e subito proiettato alla ripresa (non c'è una cadenza in tono)
transizione 182 su pedale di dominante La, sei misure
secondo tema 188
colpo di scena in fa maggiore (relativo maggiore della variante modale) 199
cadenza perfetta in tono, conclusione ripresa 207
fase cadenza “a fisarmonica” 207 poi spinta verso il
pedale di dominante 219-220 e cadenze in tonica sino a 235
svolta sul secondo grado abbassato 236 e movimento a sol minore (IV grado minore) sul motivo del
primo tema riprende il gioco dei colpi di scena coloristici
coda 255 dopo l'improvvisa deviazione, chiara e definitiva affermazione della tonalità

QUARTETTO NR 4
Do minore

ESPOSIZIONE
tema, 1-13. cadenza tonica; sosp. Dom. 20
transizione 20-26 su pedale di dominante
secondo tema 26: costruzione complessa. Primo motivo a) fragile incerto, resta la memoria del
gruppo dal primo tema; perde la pulsazione delle crome. Secondo motivo b) 34 al secondo vlno
incremento tensione, melodia che presenta intervalli via via più ampi: 6a, 7a, 8a … fase di
transizione su ped dom (sib) e poi motivo c) 53 dove ascoltiamo la cadenza perfetta al relativo
maggiore miBM dove la tonalità trova la sua intonazione eroica e dove si afferma un carattere
assertivo e omoritmico. Questo motivo c) può anche essere inteso come espansione e fase cadenzale
(ribadisce il tono già affermato di MibM)
Coda 70 di carattere spiritoso e ironico in piena tradizione haydniana.

SVOLGIMENTO
precore sol minore 72-90 con cadenza perfetta a 90, su primo tema
core 91 128 carattere molto contrappuntistico con diversi spunti imitativi; grande effetto
nell'improvviso aprirsi a faM 112 dove il cello espone acuto il secondo tema (b)
riconduzione 128 su pedale di dom.

RIPRESA
primo tema 136 molto interessante il riassetto che avviene in conclusione del primo tema da 148 a
158, ovvero gli accordi assertivi assumono funzione di transizione modulante e con un complesso
movimento modulante conducono alla dominante sol
secondo tema 158 do maggiore. B. non rinuncia al tono maggiore ed espone il motivo b (abolendo il
motivo a più incerto e fragile) e il motivo c in tono di DOM
coda 194 coda molto complessa e articolata; ampia modulazione che allontana dal tono e recupero

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d'effetto (in p) del secondo tema motivo a)

QUARTETTO NR 5
La maggiore

primo tema 1-11 tema statico esposto su pedale di tonica


espansione primo tema 11-18 l'espansione avviene con una diminuzione dei valori e la
presentazione del nuovo carattere dato dagli staccati omoritmici;
transizione 19-24 la transizione avviene già partendo da MiM (che sarebbe il punto di arrivo) si
capisce qui perché è sbagliato il concetto di ponte modulante
secondo tema24 in mi minore. B crea un effetto sorpresa (dopo che il MiM era già stato “bruciato”
nella transizione. Il secondo tema è caratterizzato da questi intervalli aspri e dissonanti (passus
duriusculus) a 32 ancora una volta un gioco armonico molto presente in questi sei quartetti op. 18
gioca sulla relativa maggiore della variante modale. Dovremmo essere in mi Maggiore, la variante
modale è mi minore, il relativo maggiore di mi minore è sol maggiore. Ecco dunque il secondo
tema presentato in sol maggiore. Dopo questo episodio si arriva alla cadenza perfetta in miM;
dopodiché c'è una nuova transizione 43-50 che porta a nuova cadenza affermativa in miM a 51 e qui
si presenta il secondo motivo del secondo tema 51 ma questa volta nella giusta tonalità di mi M.
Questo tema mescola la classica scala maggiore con il modo misolidio (scala maggiore con
sensibile abbassata) infatti compare più volte il re naturale. A 62 abbiamo la cadenza in mi che
chiude questa complessa articolazione tematica.
Fase cadenzale 62-74
codetta 74 (con le diminuzioni al primo vl)

SVOLGIMENTO
precore, dopo modulazioni complesse arriviamo alla tonalità di reM 91, la sottodominante e
comincia (come cominciava il primo tema) su un pedale di tonica.
Core 99 si intensifica il ritmo figurale e prende avvio la sezione più intricata
contrappuntisticamente. A 111 al cello ancora un riferimento ai cromatismi complessi (il sib
napoletano di lam). I giochi armonici sono marcati dai movimenti melodici discendenti del cello.
Riconduzione 127 con la stabilizzazione del tono di dominante miM

RIPRESA
la transizione 159 è uguale all'esposizione poiché non aveva necessità modulanti e qui il secondo
tema verrà esposto in la minore 164 con prima cadenza a 191 esposizione maggiore del secondo
motivo del secondo tema La M 191 cadenza a 202, nuova cadenza a 214 e poi coda

QUARTETTO NR 6
sibM

ESPOSIZIONE
primo tema, carattere Haydn, ironia e gioco. Prima cadenza assertiva a 19 poi espansione su pedale
di tonica
transizione 29 gioco contrappuntistico fugato sui valori larghi e poi lunga fase su pedale di
dominante della dominante (do)
secondo tema 45 molto composto, omoritmico e serioso. Nuovamente svolta armonica su relativo
maggiore della variante modale (rebM rel magg di famin variante modale di faM). Cadenza a 80
codetta 80-91

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SVOLGIMENTO
precore tutto proiettato al raggiungimento di remaggiore (importante perché è la dominante di sol
minore, il tono relativo minore del tono di impianto sibM)
core in sol minore 113 fitto e fugato con ampi sbalzi armonici
riconduzione 143 pedale di dominante (prima al basso, poi al violino primo) e poi graduale
rarefazione

RIPRESA
primo tema 175 la prima fase termina con cadenza sospesa alla dominante 187. prolungamento
della dominante e poi transizione 193 molto lunga e articolata questa transizione da 206 insiste su
pedale di dominante secondo tema 218 cadenza forte su SibM 253
coda 253-

NOTE
http://www.appstate.edu/~fankhauserg/beetsq18.htm
https://sites.google.com/site/oprfhsorchestra/beethoven-quartet-analysis