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RIASSUNTO ANALISI FORMALE

RENATO DIONISI

ELEMENTI DI RITMICA

Il RITMO è concepito come ordine nella successione dei movimenti. Alla base della successione stessa c’è
l’unità di misura indivisibile: il tempo primo, corrispondente alla naturale durata della pronuncia di una
sillaba. Quest’ultima deve aggregarsi ad altre sillabe per formare un organismo di senso compiuto(parole).
Cosi in musica l’unione di più tempi primi forma il PIEDE. Il più piccolo piede musicale sarà formato da
due tempi primi,differenziati: ARSI(levare) uno e TESI(battere) l’altro.

RITMI REGOLARI

In ordine crescente, gli elementi del discorso musicale sono: INCISO,SEMIFRASE,FRASE,PERIODO.

Si intendono regolari quei ritmi la cui perfetta quadratura s’identifica con la matematica simmetria delle
battute. Il piede nel ritmo regolare è l’INCISO che corrisponde all’entità spaziale della battuta.
L’avvicinamento di più incisi avviene secondo il principio binario o ternario, formando l’organismo ritmico
immediatamente superiore: la SEMIFRASE. Gli incisi che la costituiscono assumono però aspetti e funzioni
differenziati in quanto il primo si presenta come una proposta, mentre il seguente come una risposta. Tale
risposta può essere affermativa (se ritmicamente simile alla proposta) o negativa.
SEMIFRASE BINARIA AFFERMATIVA: 2 incisi di cui uno (A) di proposta e l’altro (A’) di risposta
simile.
SEMIFRASE BINARIA NEGATIVA: 2 incisi di cui uno (A) di proposta e l’altro (B) di risposta
contrastante.
SEMIFRASE TERNARIA AFFERMATIVA: 3 incisi di cui uno di proposta (A) e gli altri 2 di risposta
simile (A’ – A’’)
SEMIFRASE TERNARIA NEGATIVA: 3 incisi di cui uno di proposta (A) e gli altri di risposta
contrastante (B – C)
SEMIFRASE TERNARIA MISTA: gli incisi simili si alternano a quelli contrastanti.

La FRASE regolare binaria comprenderà l’estensione di quattro battute, quella ternaria di sei.

Il PERIODO regolare ha nell’uso constante degli autori la lunghezza di 8 o 12 battute (la prima binaria
formata da 2 frasi di 4 battute e la seconda terziaria formata da 3 frasi di 4 battute)
Il PERIODO rappresenta l’espressione di un pensiero musicale completo, attraverso l’intervento della
melodia e dell’armonia.
Il passaggio da un periodo ad un altro può avvenire per GIUSTAPPOSIZIONE (per puro e semplice
avvicinamento) o per SUTURA (per mezzo di elementi di concatenazione di raccordo,indipendenti dai
periodi stessi).

RITMI INIZIALI E FINALI

A seconda della posizione che il ritmo iniziale assume nei confronti della battuta, si distinguono attualmente
tre specie di ritmi iniziali:
TETICO: quando inizia in battere.
ANACRUSICO: quando inizia in levare.
ACEFALO: quando è in battere ma inizia con una pausa.
I ritmi finali invece sono:
TRONCO: quando conclude sul tempo forte della battuta (battere)
PIANO: quando finisce sul tempo debole della battuta (levare)

INCISI DI LUNGHEZZA DIVERSA

Molte forme perfettamente regolari sono costituite per mezzo di elementi non perfettamente simmetrici. Tale
asimmetria ottiene il massimo rendimento con la soddisfazione del principio estetico: unità di varietà.
L’ampiezza dei singoli incisi può essere variabile per cui la minore lunghezza di uno è compensata dalla
maggiore lunghezza dell’altro.

IRREGOLARITA’ RITMICHE

Sono irregolari quelle frasi costituite con un numero dispari di battute. Queste irregolarità dipendono da
speciali e caratteristici fattori. I più notevoli sono:
ESTENSIONE: rende la frase o il periodo più lunghi del normale.
CONTRAZIONE: accorciamento della frase o del periodo in senso opposto all’irregolarità precedente.
PROGRESSIONI: allungamento mediante il progredire dello stesso motivo in senso crescente o
decrescente.
ELISIONE: si presenta quando la battuta conclusiva di una frase o periodo coincide con l’inizio della frase
o del periodo seguente.(effetto di contrazione).

LE FORME

Ogni manifestazione di pensiero musicale è indissolubilmente legata alla sua materializzazione sonora e la
forma si identifica come il suo contenuto spirituale.

LA FUGA
E’ una composizione polifonica vocale, strumentale o mista ,originata dall’antico mottetto vocale.
Raggiunge il suo massimo splendore nel Settecento , soprattutto per le realizzazioni bachiane del
Clavicembalo ben temperato e dell’Arte della Fuga. La fuga è composta da:
ESPOSIZIONE: presenta gli elementi tematici fondamentali della fuga. Tali elementi sono il SOGGETTO
( il tema principale), RISPOSTA ( soggetto stesso portato nel tono della dominante),
CONTROSOGGETTO ( è il contrappunto al soggetto), la CODA ( breve aggiunta al Soggetto che
permette alla Risposta di entrare a Soggetto concluso e fa in modo che questo si colleghi direttamente al
Controsoggetto), le PARTI LIBERE
(contrappunti integranti i disegni delle singole voci o parti
DIVERTIMENTI: progressioni modulanti sempre più ampie e sviluppate man mano che l’elaborazione
procede sempre più serrata. Gli elementi dei divertimenti sono ricavati dai temi presentati nell’esposizione.
STRETTI:l’ultimo divertimento sfocia sul PEDALE DI DOMINANTE; dopo di che inizia l’ultima parte
della fuga costituita dagli STRETTI. Lo Stretto è un’entrata ravvicinata della Risposta rispetto al Soggetto.
Gli Stretti si fanno via via sempre più ravvicinati. Dopo il terzo o quarto Stretto si giunge al pedale di tonica
o di dominante, sopra il quale si può fare sentire l’ultima entrata del tema o un ultimo stretto.

LA SUITE
Consiste in un complesso di pezzi strumentali e porta il nome di Sonata,Partita, ecc. La differenza fra Sonata
e Suite consiste nel fatto che i tempi della prima portano i titoli di Adagio, Allegro, ecc, mentre nella seconda
portano i nomi delle relative danze. Ma la forma è identica. La Suite nasce dalla consuetudine delle corti di
riunire in gruppi più movimenti di danza. Le danze sono spesso idealizzate e sono distribuite nel complesso
in modo da alternare quelle a carattere meditativo con altre brillanti. La forma delle danze è assai semplice e
consta di due distinte parti:
la prima parte è costituita da una breve serie di periodi e conclude con una decisa formula cadenzale
la seconda parte invece è una parafrasi della prima, in quanto riprende gli elementi tematici, facendo però
l’inverso percorso tonale. I tempi fondamentali della Suite sono:
ALLEMANDA: di origine tedesca, in movimento moderatamente mosso, in battuta a 2 o 4 tempi
CORRENTE: di origine francese, di carattere brillante,movimento simile all’Allegro, in battuta 3/2 o 3/4.
SARABANDA: di origine spagnola o araba, carattere malinconico, battuta lenta in 3/4.
GIGA: di origine italiana, movimento rapido, battute in 3/4 - 3/8 – 6/4 – 6/8 – 6/4 – 12/8
Tra i più noti autori di Sonate, Partite, Suites dobbiamo ricordare: Bach, Handel, Corelli, Rameau, Pasquini.

LA SONATA DI SCARLATTI
E’ l’anello di congiunzione fra la sonata antica (Suite) e quella moderna. È dato dalla sonata scarlattina che
rappresenta un importantissimo punto di riferimento nella storia della letteratura sonatistica. Le sonate
scarlattiane sono tutte in un unico tempo, in movimento mosso o allegro esposte in uno stile
clavicembalistico netto, chiaro e brillante, punteggiato da qualche vena di malinconia. La forma è bipartita.

LA SONATA
La sonata rappresenta il modello architettonico più importante delle composizioni strumentali del periodo
che va dalla seconda metà del 1700 fino a fine del 1800. A seconda della destinazione , la Sonata prende il
nome di Trio,Quartetto, Quintetto e Sinfonia, formata da una successione di tempi i quali hanno carattere e
movimento diversi. Nel tipo più perfetto di Sonata a 4 tempi, la disposizione è la seguente:
I tempo: movimento allegro.
II tempo: movimento andante o adagio.
III tempo: movimento allegretto o mosso.
IV tempo: movimento allegro.
Per quanto riguarda la forma:
I tempo: modello che si chiama Sonata ed è tripartito e bitematico.
II tempo: organizzato a modo di Canzone o di Rondò, o anche di Marcia funebre.
III tempo: è sempre un Minuetto o uno Scherzo
IV tempo: è un Rondò o, riprendendo lo schema iniziale, è una Sonata o ancora un Rondò-Sonata.
Il termine TEMA fa nascere talvolta confusione. Questo termine è inteso come un insieme di periodi aventi
unità tonale e costituenti la rappresentazione sonora di un’unica importante idea musicale. Si tratta di un
organo che comprende un certo numero di battute ed è protagonista delle vicende dell’intero primo tempo.

Il I tema può essere precede tuo da un’INTRODUZIONE, la cui funzione è quella di creare nell’ascoltatore
il senso dell’attesa. L’introduzione è caratterizzata da un movimento lento che si adatta a un episodio
transitorio del genere, affiorando spesso qualche motivo saliente delle tematiche che verranno poi esposte.
Si può passare da un tema all’altro in 2 modi: come episodio a sé stante, con tematica proprio che aggancia i
due temi principali, modulando dall’uno e dall’altro( progressione modulante di un motivo originale che
conduce al pedale di dominante del tono del Secondo Tema); come naturale e spontanea continuazione del
Primo Tema che si aggancia direttamente al Secondo senza l’intervento di elementi nuovi (ultima parte del
Primo Tema assume un aspetto modulante e porta all’attacco del Secondo).
Il secondo tema costituisce il nuovo pensiero musicale da contrapporre al primo. Ha di solito una lunghezza
proporzionata a quella del Tema precedente ma è impostato in un tono diverso. Il modello scolastico propone
il tono della dominante per le sonate di tono maggiore,e il tono relativo maggiore per quelle di tono minore.
A coronare il senso di chiusura del Secondo Tema, compaiono alcune formule cadenziali chiamate
CODETTE .Con la presentazione dei due Temi Principali e degli altri elementi di cornice, si chiude la prima
parte del primo tempo , è cioè l’ESPOSIZIONE. La seconda parte, cioè lo SVOLGIMENTO(o
elaborazione), costituisce il momento più delicato e importante di tutto il primo tempo. Scopo dello
svolgimento è quello di sviscerare i temi proposti nell’ESPOSIZIONE analizzandone, attraverso attente
indagini, ogni elemento, mettendolo in luce e valorizzandolo musicalmente, secondo i principi architettonici
e dialettici che guidano i divertimenti della fuga (progressioni, modulazioni, trasporti, rivolti, ecc). La terza
parte del primo tempo è la RIPRESA , cioè l’esposizione degli elementi presentati nella prima parte, ma con
alcune logiche varianti. (vedere schema riassuntivo sul libro, pagina 26).

Il II Tempo , in movimento moderato o lento, rappresenta l’oasi lirica della Sonata, in opposizione alla zona
drammatica del Primo Tempo. Il secondo tempo non ha un modello formale prestabilito ma alcune
architetture sono particolarmente ricorrenti nella letteratura sonatistica. Una delle forme più semplici è
rappresentata dalla Canzone a schema binario o ternario. Altra architettura usata è quella del Rondò (serie di
riprese di un Ritornello, intervallate da episodi e completate di solito da una Cosa). Gli EPISODI hanno
tonalità e tematica proprie e tendono ad aumentare gradualmente di lunghezza man mano che le nuove
riprese del Ritornello tendono all’abbreviazione.

Il III Tempo della Sonata è un Minuetto o uno Scherzo. Il Minuetto moderno rappresenta l’ultima
conseguenza formale dell’evoluzione del Minuetto della Suite. Mentre quello era bipartito, questo è tripartito
e corrisponde architettonicamente alla Marcia.

Il IV Tempo della Sonata può avere la forma del primo, cioè tripartito e bitematico, ma di solito, l’ultimo
tempo si giova spesso di due temi brillanti e gioiosi, in modo che il tempo conclusivo dell’intero lavoro abbia
un carattere diverso da quello d’apertura. È frequentemente usato lo schema del Rondò, dove a conclusione
di aggiunge spesso una Coda di notevoli dimensioni.
La differenza tra i vari tipi di musica sonatistica si riferiscono soprattutto alla durata e volume (una Sonata
pianistica non può, per mancanza di varietà timbrica, durare oltre un certo limite, mentre la Sinfonia ,
sfruttando le possibilità orchestrali, può essere prolungata molto di più). Specialmente interessante è il
CONCERTO, che normalmente ha solo 3 tempi nei movimenti: Allegro,Adagio,Allegro. A differenza della
Sonata, l’esposizione del primo tempo del Concerto è doppia e viene perciò realizzata prima dall’orchestra e
poi dal solista. Infine, particolare caratteristica dei Concerti è la CADENZA affidata al solista e che
musicalmente è una fantasia sui temi dei singoli tempi.

LE VARIAZIONI
La variazione è una tecnica compositiva basata su una variazione del tema attraverso passaggi ornamentali
sul piano armonico, melodico. Gli artifici che possono generare la variazione sono innumerevoli: fioritura
della linea melodica per mezzo di formule ornamentali più o meno fisse, trasposizione del tema dal registro
acuto a quello medio o grave e viceversa, riarmonizzazione del tema, contrappunto al tema con nuovi temi
più o meno secondari, mutamento della ritmica da binaria a ternaria o viceversa, soppressione della linea
melodica con la conservazione della sola ossatura ritmica e armonica del testo, conservazione di un solo
spunto tematico a base della variazione libera che si muove indipendentemente dal tema.

LA ROMANZA SENZA PAROLE


E’ una breve composizione di carattere piuttosto salottiero che si presenta spesso come una melodia
accompagnata e che non ha una forma decisamente prestabilita. Spesso lo schema prevede una Prima parte
(A),, una Seconda parte (B), e una Terza parte (ripresa di A). Può essere preceduta da una breve
Introduzione. Affini allo spirito della Romanza sono tutte le composizioni pianistiche di piccole dimensioni.

IL PRELUDIO
E’ una forma che può assumere due atteggiamenti, a seconda che serva d’introduzione ad un’altra forma
(Fuga ad esempio) o che sussista come forma autonoma. Nel primo caso può avere forme diverse a seconda
dello scopo artistico cui è destinato(Toccata, aria, invenzione). Nel secondo caso si tratta di un pezzo di brevi
dimensioni la cui forma è suggerita ,di volta in volta, da particolari esigenze di carattere estetico. Forme
analoghe sono l’INTERLUDIO e il POSTLUDIO (rispettivamente funzione di collegamento e di epilogo).

LO STUDIO
E’ un lavoro che ha come scopo quello didattico del superamento di una difficoltà strumentale, ed è basato
sull’insistenza di uno o più passi tecnici, organizzati in una forma musicale che è quasi sempre vicina a
quella del Preludio o della Romanza. Tra i più noti modelli: Cramer, Clementi, Heller, Czerny, Chopin, ecc.

L’INVENZIONE
E’ una breve composizione polifonica a schema libero. Un breve soggetto e relativo controsoggetto formano
la base dell’esposizione, seguita da progressioni che separano alcuni trasporti del soggetto; ripresa di
soggetto nel tono iniziale che chiude la forma con adeguate cadenze.

IL CANONE
E’ una composizione basata sull’imitazione dell’intero tema fatta dalle parti che entrano successivamente a
quella che propone. A seconda del rapporto d’intervallo che intercorre fra il tema e l’imitazione, si può avere
il Canone all’ottava, alla nova, alla decima, alla quarta, ecc. A seconda dei valori ritmici dell’imitazione, nei
confronti di quelli tematici, si possono avere Canoni per aumento o per diminuzione, per moto
contrario,retrogradi, ecc.

LA BALLATA
E’ un’antica forma vocale di carattere popolaresco che si sviluppa in forma aristocratica nel ‘400 disponendo
gli episodi a modo della ballata letteraria. Famose sono le ballate di Chopin.

LA RAPSODIA
E’ una composizione che presenta di solito melodie folcloristiche senza ordine prefisso e senza sviluppo
degni di nota. Famose sono le rapsodie di Brahms.

IL RICERCARE
Composizione polifonica che deriva dal mottetto vocale polifonico di cui rappresenta l’equivalente
strumentale. Il Tema passa dal una parte all’altra in modo libero (canone).

LA CANZONA
Vicina alla struttura formale del Ricercare, il suo carattere più brillante e più profano la differenziano dal
Ricercare stesso. Se la Canzone è di ampio respiro, gli episodi rappresentano variazioni a tema esposte in
ritmi e movimenti diversi. (binari e ternari; lenti e veloci).

IL CAPRICCIO
Simili al Ricercare e alla Canzone, è caratterizzato da un maggiore spirito di ricerca quasi fiamminga e
architettato sulla base di presupposti tematici (canti popolareschi,andamento cromatico,ecc).

LA TOCCATA
Sorta in contemporaneità al Ricercare e alla Canzone, si contrappone alle precedenti per la sua libertà di
andamenti, dovuta al carattere d’improvvisazione che essa ha. Nelle forme brevi è quasi una piccola fantasia
senza riferimenti tematici. Nella forme più sviluppate, agli episodi solenni con larghe successioni di accordi.

LA FANTASIA
E’ una delle forme più antiche. Come la Toccata, assume spesso aspetti d’improvvisazione e di particolare
interesse strumentale. È una composizione più o meno estesa , formata da episodi razionalmente e
logicamente collegati ma liberi da ogni impegno architettonico prestabilito.

FORME ORCHESTRALI
Parallelamente alle forme strumentali cameristiche, seguono in concomitanza cronologica, quelle orchestrali.
IL CONCERTO SOLISTA
Mette in evidenza uno strumento contro il TUTTI e inizialmente rappresenta ,come forma, una particolare
varietà di Concerto Grosso. I compositori più importanti: BACH,HANDEL,VERACINI,TARTINI,ecc.

LA SINFONIA
Formalmente non scosta dall’architettura sonatistica e così pure il Concerto moderno di cui si è già fatto
cenno. La sinfonia è di solito in 4 tempi; il Concerto in 3. Venne usata agli inizi del ‘600 come intermezzi di
opere teatrali; successivamente come opera a sé, tant’è vero che veniva chiamata: Avanti l’opera.

L’OUVERTURE
E’ una composizione orchestrale in un sol tempo, di origine francese, che può essere autonoma o anche
servire da introduzione a uno spettacolo teatrale. Nel primo caso ha la forma del primo tempo di una
sinfonia. Nel secondo caso uguale a quella da Concerto, o anche alla forma sonatistica.

IL POEMA SINFONICO
E’ una composizione in un sol tempo, sorta verso la metà dell’ 800, dal dissolvimento delle forme sinfoniche
classiche. La forma non è prestabilita ma ispirata a impressioni della natura , pittoriche o fantastiche. Il
poema sinfonico vero e proprio nasce per opera di Berlioz e Liszt.

FORME VOCALI: IL MOTTETTO E IL MADRIGALE


Il MOTTETTO è una composizione che attraverso varie fasi evolutive, raggiunge il suo punto aureo
all’epoca palestriniana. È un lavoro musicale affidato a 5 o più voci la cui forma è strettamente legata
all’interpretazione del testo sacro che la ispira. A ciascuna frase letteraria corrispondente un tema musicale
che da vita a un episodio polifonico o omofono. Tutti le composizioni dell’epoca polifonica, sono costruite
secondo i canoni della tecnica mottettistica.
IL MADRIGALE è ,come forma, l’equivalente del Mottetto e si evolve negli stessi anni. Ha come base un
testo profano e perciò si differenzia dalla composizione precedente per il carattere dei temi, che ne rende più
sciolto o meno severo l’andamento complessivo. Autori importanti: Palestrina, Monteverdi, Marenzio,ecc.

FORME MISTE
Si riferisce a composizione che abbinano le voci agli strumenti e che hanno lo stesso significato estetico.

IL CORALE
E’ una forma polifonica assai antica e importante, nata dall’arte di contrappuntare una melodia liturgica che,
suddividendosi in frasi, passa attraverso tutte le voci. nel Corale protestante, la melodia armonizzata a 4 voci,
si presenta in forma strofica e in tonalità moderna.

IL CORALE FIGURATO
E’ la forma vista in precedenza portata nel campo strumentale. La figurazione che accompagna il Corale, può
anche servire da Introduzione, Intermezzo, Epilogo. A volte la forma diventa più serrata per mezzo di
svolgimenti fugati che fioriscono la semplice melodia del Corale stesso.

IL LIED
E’ una forma vocale antica di origine popolare tedesca. I cultori più importanti: Gluck, Mozart, Haydn,
Beethoven.

LA LIRICA CAMERISTICA
E’sullo stesso piano artistico per quanto riguarda la voce e il pianoforte. Interpreta il testo letterario dal quale
ricava i suggerimenti architettonici. Autori importanti: Franck, Mussorgsky, Debussy, ecc.
IL RECITATIVO
E’ un procedimento vocale accompagnato , che i musicisti della Camerata fiorentina chiamavano “recitar
cantando”. Si tratta di un cantare appena intonato, perché legato a ogni particolare sfumatura alla
declamazione della parola che signoreggia il contesto musicale. Accanto al Recitativo vocale si trova anche
quello strumentale che tende a realizzare una specie di parlato che segna l’estremo punto limite tra la
strumentalità e la vocalità.

L’ARIOSO
E’ un’espressione vocale con accompagnamento strumentale che sta fra la declamazione del Recitativo e la
libera espansione dell’Aria. Di solito si trova a conclusione di un vero e proprio Recitativo o nel corso del
Recitativo stesso.

L’ARIA
E’ un pezzo musicale per voce e accompagnamento d’orchestra che può far parte di un’Opera , una Cantata,
un Oratorio, ma può anche stare a sé, e in ogni modo assume atteggiamenti di melodia spiegata, adeguandosi
a situazioni liriche o drammatiche. La forma più usata: tripartita con schema A,B,A.

LA CANTATA
Si distingue in sacra e profana. Ha qualche analogia formale con l’Oratorio, essendo, nella sua fase più
evolutiva, una composizione per soli, cori e orchestra e costruita perciò da una serie di Arie, cori ed episodi
strumentali. La canta sacra trova terreno fertile in Germania. Quella profana in Italia.

L’ORATORIO
E’ una composizione per soli , coro ed orchestra a fondo narrativo e meditativo su soggetto tratto da testi
sacri e che ha come caratteristici elementi fondamentali: la narrazione di un abbonimento storico, il dialogo
tra i personaggi del racconto e il commento corale. Formalmente è un seguito di pezzi chiusi, cioè
recitativi,arie,duetti e cori sostenuti dall’orchestra che non è solamente collaboratrice ma talvolta
protagonista, quando realizza Introduzioni, Intermezzi, ecc.

IL TEATRO MUSICALE: OPERA E BALLETTO


Comprende 2 generi: OPERA E BALLETTO. Nel primo caso di tratta di un’azione drammatica, divisa in
atti e scene che si svolge col concorso di solisti, coso, orchestra. La forma del melodramma comprende:
Recitativi, Ariosi, Arie, Cori, Ouverture, Preludi, Intermezzi orchestrali, ecc. Sorto nel ‘600 per merito dei
musicisti della Camerata fiorentina, il teatro musicale trova la sua prima grandissima affermazione nell’opera
di Monteverdi. Da Firenze a Venezia, da Roma a Napoli (opera serie e opera buffa) e quindi all’estero, inizia
la sua graduale trasmutazione di forme e stili attraverso i secoli (riforma di Gluck, teatro di Mozart, Weber,
Opera comique, Grand Opera, verismo, simbolismo,ecc.) . Nel BALLETTO l’azione è coreografica e
mimata. La parte musicale è soltanto strumentale. Necessariamente la forma non può essere prestabilita, ma
anche qui è suggerita dalla trama del libretto.

LA MUSICA LITURGICA: LA MESSA


E’ quella che accompagna i riti del culto. La più antica e ufficialmente adottata dalla Chiesa,è il Canto
gregoriano, perfetta espressione musicale religiosa, in forme di greca compostezza. Nel ‘700 e ‘800
l’influenza del melodramma fece si che il libello artistico della produzione musicale liturgica scadesse. In
chiesa entrarono solisti e orchestre e il genere sacro si confuse col profano nelle forme e nelle espressioni.
Una selle composizioni liturgiche più importanti fu la MESSA. La Messa comprende 5 parti musicali:
kyrie,gloria,credo,sanctus-benedictus, agnus dei. La Messa del Requiem comprende: requiem,kyrie,dies
irae,offertorio,sanctus-benedictus, agnus dei, libera me domine. La Messa moderna si avvale delle voci e
dell’organo. Può quindi giovarsi dell’organo stesso come elemento sonoro da sottoporre o contrapporre al
Coro o anche come elemento concorrente all’ampliamento della forma per mezzo di Preludi,Interludi o
Postludi strumentali. Tra le Messe più note: quelle di Bach, Haydn, Beethoven, Shubert, Strawinsky, ecc.