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1 L’arte del clarinetto

2 L’arte del clarinetto


3 L’arte del clarinetto
PUBBLICITÀ

4 L’arte del clarinetto


L’arte del clarinetto
Rivista semestrale di clarinetto
SOMMARO
I
Anno I - Numero 1

PRESIDENTE ONORARIO ATTUALITÀ


Renzo Arbore
09 Renzo Arbore: Presidente onorario dell’Accade-
COMITATO SCIENTIFICO mia Italiana del Clarinetto di Claudio Cavallaro
John Cipolla, Corrado Giuffredi, Antonio Saiote, Eddy
Vanoosthuyse 13 L’eredità musicale di Ciro Scarponi di Luca
Saracca
DIRETTORE RESPONSABILE
Mario Pugliese 18 Vita d’orchestra di Corrado Giuffredi
DIRETTORE EDITORIALE 27 Fabrizio Meloni, virtuoso con Nielsen, Copland
Piero Vincenti e Françaix di Angelo Semeraro

COORDINATORE EDITORIALE RUBRICHE
Angelo Semeraro
07 Editoriale di Piero Vincenti
REDAZIONE
Nicola Bulfone, Maria Maiolo, Rocco Masci, Luca Saracca 21 Jazz
Riflessioni sul Decennale dell’apertura della cattedra
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO di clarinetto jazz nei Conservatori Italiani di Angelo
Adriano Amore, Fabio Bertozzi, Nicola Bulfone, Claudio Semeraro
Cavallaro, Alessandro De Blasi, Corrado Giuffredi, Rodolfo
La Banca, Maria Maiolo, Rocco Masci, Giovanni Mattalia- 24 I parenti del clarinetto:
no, Rocco Parisi,Vincenzo Perrone, Luca Saracca, Angelo Il corno di bassetto di Nicola Bulfone
Semeraro.
30 Il clarinetto basso:
Concessionaria esclusiva pubblicità “Illustre sconosciuto” di Rocco Parisi
Accademia Italiana del Clarinetto
Corso Mazzini 46 - 47521 Cesena (FC) 32 Il clarinetto italiano
Cell/WhatsApp: 348.6446036/375.6807573 Le fantasie operistiche di Adriano Amore
e-mail: amministrazione@accademiaitalianaclarinetto.com
35 Giovani promesse:
Realizzazione grafica Michele Fabbrica, clarinettista per sbaglio! di Angelo
Francesco Foschi Semeraro

Direzione, Redazione e Amministrazione 39 Le orchestre di clarinetti:


Corso Mazzini 46 - 47521 Cesena (FC) Italian Clarinet Consort di Maria Maiolo
Cell/WhatsApp: 348.6446036/375.6807573
e-mail: segreteria@accademiaitalianaclarinetto.com 43 Incontriamo…
Alessandro Carbonare di Claudio Cavallaro
Registrazione Tribunale di Forlì
47 Pianeta clarinetto antico
Tutti i diritti riservati. Il clarinetto storico in Italia di Rodolfo La Banca
Fotografie e manoscritti ricevuti, anche se non pubblicati,
non verranno restituiti e si declina qualsiasi responsabilità 51 News dall’ICA di Luca Saracca
per articoli e supporti magnetici trasmessi in copia unica.
52 SMIM di Rocco Masci
Il contenuto degli articoli pubblicati non rispecchia necessa-
riamente le idee della redazione. 55 Licei Musicali di Fabio Bertozzi
SI RICORDA a tutti i collaboratori che gli articoli si intendo-
no concessi per una sola volta a titolo gratuito. 57 Universo AFAM di Vincenzo Perrone
L’autore rinuncia al compenso in cambio di una copia della
rivista e della veicolazione dell’immagine e della firma. 60 Recensioni (Libri, CD, Partiture) di Luigi Magistrelli
Vietata la riproduzione di fotografie e testo senza APPUNTAMENTI
l’autorizzazione scritta dell’editore. a cura di Alessandro De Blasi

64 Concorsi, Corsi, Festival, Rassegne
6 L’arte del clarinetto
“L’arte del clarinetto”
La prima rivista italiana
dedicata al clarinetto!
EDITORIALE mia direzione artistica, la 40° edizione del Clari-
netFest nel 2013, ospitato in Italia per la prima volta,
e successivamente, nel 2020, di riconoscerla ufficial-
mente come prima “sister organization” a livello in-
ternazionale; senza dimenticare la European Clarinet
Association che ci ha affidato l’organizzazione del 6°
(2016) e del 9° (2019) European Clarinet Festival.

“L’arte del clarinetto” affronterà i vari aspetti del


mondo italiano del nostro strumento, che riguardano
il passato, il presente e il futuro con l’intento di offrire
agli amanti del clarinetto, sempre con una particolare
attenzione ai giovani, la maggior quantità possibile di
informazioni indispensabili ad una crescita culturale del
nostro universo.
Si parlerà di attualità, del mondo del lavoro, dei vari
passaggi del percorso formativo in Italia insieme a
L’Accademia Italiana del Clarinetto, nell’ottica grandissimi personaggi del clarinetto.
della continuità, inserisce un nuovo tassello all’am-
bizioso progetto di conferire il giusto spazio e rico- Questo primo anno “L’arte del clarinetto” sarà se-
noscimento alla grande Arte Italiana del clarinetto. mestrale con la speranza di diventare trimestrale dal
L’emozione e l’orgoglio sono immensi. 2022 e dal secondo numero sarà accessibile solo a
Fin dai tempi del Conservatorio il mio grande Mae- coloro che aderiranno alla promozione ICA+AIC per
stro Ciro Scarponi mi ha sempre stimolato alla ricerca 10€ all’anno.
della letteratura, del repertorio e di qualunque notizia Dopo un lustro per noi terribile, nel 2016 abbiamo per-
poco conosciuta o sconosciuta legata al nostro ama- so la nostra sede a Camerino in seguito ai noti eventi
to strumento, ricordandomi l’importanza della gran- sismici e nel 2020 ci ha travolto una devastante pande-
de tradizione italiana. mia dalla quale non siamo ancora usciti, l’Accademia
Ne ho fatto tesoro e di questo prezioso insegnamento Italiana del Clarinetto non ha mai mollato dimostrando
(e non solo di questo) sarò a lui sempre grato. Dedi- tutta la sua forza e tenacia, ma è fondamentale il vostro
cargli quindi la copertina del primo numero credo sia sostegno del quale abbiamo sempre di più bisogno.
il minimo che potessi fare! Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato duramen-
Per troppo tempo abbiamo ritenuto che il “meglio” te per realizzare questo primo numero e invito tutto il
fosse sempre aldilà dei nostri confini. Credo sia cor- mondo del clarinetto ad inviare le proprie proposte e
retto tornare ai giusti equilibri e i successi dei nostri a tenerci informati su ciò che accade in Italia alla voce
clarinettisti all’estero nell’ultimo decennio ne sono la “clarinetto”.
prova inconfutabile. Saremo “la voce” del clarinetto italiano!
Non voglio dilungarmi togliendo il dovuto spazio a
In realtà l’Accademia Italiana del Clarinetto nei “L’arte del clarinetto”, la nuova rivista dell’Accade-
22 anni passati dalla sua fondazione ha contribuito mia Italiana del Clarinetto.
in maniera determinante a ricollocare il clarinetto ita-
liano dove merita. Auguro a tutti una buona lettura al termine della
È diventata inconfutabilmente un punto di riferimento quale capirete e spero condividerete le mie prece-
in Italia e all’estero. denti affermazioni.
Lo dimostra dapprima la scelta della International di Piero Vincenti
Clarinet Association di assegnare alla stessa, con la

7 L’arte del clarinetto


8 L’arte del clarinetto
INTERVISTA

RIPRODUZIONE VIETATA ©
Renzo Arbore
Presidente onorario
dell’Accademia Italiana del Clarinetto
di Claudio Cavallaro

Sei Presidente Onorario dell’Ac- con una vecchia tromba storta,


cademia Italiana del Clarinetto. Il noto showman Renzo Arbore, dalla quale non riuscivi a cac-
Di riconoscimenti ne hai ricevuti grazie all’ironia e alla leggerezza ciare neanche una nota, e che
molti, ma che effetto ti fa questo con cui ha cantato il nostro strumen- dunque l’abbia scambiata con
titolo? to al Festival di Sanremo del 1986, il clarinetto di un certo Franco
Da una parte mi lusinga, perché ha contribuito ha suscitare in molti Tolomei.
ciò che avrei voluto fare nella vita curiosità e simpatia nei confronti del Mio dirimpettaio a Foggia era
è il clarinettista, tanto che sul mio clarinetto. Dal 2010 è Presidente Franco Tolomei, che suonava me-
biglietto da visita c’è scritto cla- Onorario dell’AIC e ci ha raccontato ravigliosamente il clarinetto. Mi ri-
rinettista jazz, dunque ringrazio in esclusiva tutta la sua passione cordo che mi innamorai del suono
l’Accademia Italiana del Clarinetto per il clarinetto. di quello strumento e, in particola-
per avermi conferito questa onorifi- re, di un brano che suonava molto
onorificenza che porto appuntata sul petto con or- spesso, che era Woodchopper’s Ball di Woody Her-
goglio. Devo però ammettere che un po’ mi mette in man. Un giorno gli dissi che anche a me sarebbe
soggezione, perché in realtà sono un dilettantaccio piaciuto suonare il clarinetto, ma lui mi convinse a
della prima ora, ma con un grande amore per il mio comprare la tromba, perché almeno avremmo potuto
strumento. suonare insieme. Comprai una vecchia tromba storta
Come mai, da ragazzo, hai scelto proprio il cla- da un rigattiere e mi venne una specie di enfisema
rinetto? Leggenda narra che tu abbia iniziato polmonare perché soffiavo e non usciva neanche un
9 L’arte del clarinetto
INTERVISTA

ATTUALITÀ mi aspettavo più, come Lorenzo Baldasso ed Ema-


nuele Urso.
Tempo fa, in un’intervista, hai detto che scam-
bieresti i tuoi tanti successi televisivi con una
suono. Allora Franco mi propose lo scambio col suo sola cosa: saper suonare bene il clarinetto.
clarinetto e fu così che lui, dopo aver fatto aggiusta- Lo confermi?
re la tromba, divenne un grande trombettista e io ho Lo confermo. Da appassionato di musica credo che
cominciato a strimpellare il clarinetto, iniziando pro- non ci sia soddisfazione più grande nella vita che sa-
prio da Woodchopper’s Ball. Ciò di cui mi innamorai per suonare bene uno strumento. Possedere tecnica,
subito non fu tanto il registro acuto, ma quel meravi- suono ed espressività ad alti livelli ti dà la possibilità
glioso registro grave che, quando suonavo nei locali di fare tutto quello che vuoi, di poterti esprimere in
di Napoli, era diventato il mio marchio di fabbrica e libertà, e non credo ci sia aspirazione più grande per
per il quale mi ispiravo al grande Jimmy Giuffre. un musicista.
Hai nominato Woody Herman e Jimmy Giuffre, Tutti sappiamo che la tua grande passione è il
ma ti voglio chiedere quali sono gli altri grandi jazz, ma vorrei chiederti se c’è qualcosa del re-
clarinettisti del passato che ti hanno entusiasma- pertorio classico per clarinetto che ami partico-
to e che hanno accresciuto la tua passione per larmente.
questo strumento. Anche se non sono un grande esperto posso dirti che
La mia passione per il clarinetto è nata insieme a mi emoziona tantissimo il Concerto per Clarinetto e
quella per il jazz tradizionale, dunque i primi clari- Orchestra di Mozart. Inoltre, essendo figlio di un me-
nettisti che ho amato sono stati Johnny Dodds, cla- lomane, sono cresciuto ascoltando le opere di Ros-
rinettista degli Hot Seven di Louis Armstrong, Albert sini, di Verdi, di Puccini e dunque amo tutti gli assoli
Nicholas e il meno noto Edmond Hall. Tra i più famo- che questi grandi compositori hanno riservato al no-
si, dato che non sono un goodmaniano, posso citarti stro strumento.
senza dubbio Artie Shaw. I destinatari di questa rivista sono tutti clarinet-
E tra gli italiani? tisti, dunque ti tocca anche una domanda più
Naturalmente ti parlo dei jazzisti, perché sono quelli tecnica. Da quasi quarant’anni suoni lo stesso
che conosco meglio. Sicuramente Henghel Gualdi, strumento: un Orsi in ebano modello Vintage.
che univa ad un’ottima tecnica quella vivacità tipica Questo lungo e onorato servizio denota che tu
degli emiliano-romagnoli, ma il mio preferito rima- gli sia particolarmente affezionato!
ne ancora oggi Gianni Sanjust. Gianni andrebbe ri- Non avendo dalla mia parte la tecnica, il suono è
scoperto, perché le sue interpretazioni di capolavori l’unica carta che posso giocarmi, e devo dire che il
come Polvere di stelle e Amapola sono straordinaria- mio suono non l’ho trovato in nessun altro strumento
mente espressive. Io alla tecnica ho sempre prediletto al di fuori di quell’Orsi. Quel clarinetto mi venne re-
l’ispirazione, dunque amo molto i clarinettisti come galato dall’azienda, pur non avendo mai avuto un
lui. contratto da testimonial con loro, e nonostante negli
Invece, sempre tra gli italiani, quali sono i clari- anni abbia acquistato anche strumenti più prestigiosi
nettisti del presente che stimi particolarmente? come quelli francesi, non sono riuscito a trovare un
Beh, Claudio Cavallaro innanzitutto! suono più bello di quello.
Non scherziamo! L’unico salto di qualità sono riuscito a farlo qualche
Lo dico seriamente: uno che ha iniziato da bambino anno fa, quando Gino Mazzocchitti regalò a me e a
a suonare il clarinetto per emulare me ed è arrivato Lucio Dalla un barilotto fatto ad hoc. Scandalizzerò
al Quirinale a suonare per il Capo dello Stato meri- qualcuno dicendo che, dopo aver penato tanti anni
ta tutta la mia stima. Tra i jazzisti mi piacciono mol- dietro alle ance, ora suono con la stessa ancia di
tissimo Bepi D’Amato e Nicola Giammarinaro, così plastica da diversi anni. Fortunatamente non si è de-
come Gabriele Mirabassi per la sua versatilità. Poi teriorata e mi dà un suono estremamente caldo che
guardo con molta simpatia tanti giovani che stanno qualche collega addirittura mi invidia. Ma, si sa, io
riscoprendo la tradizione, cosa che alla mia età non con la plastica ho un feeling particolare!

10 L’arte del clarinetto


INTERVISTA
Durante il lockdown e il lungo stop dei
concerti, tutti noi siamo stati costretti
all’esercizio casalingo solitario. Confermi
che non c’è emozione né soddisfazione
a suonar da soli il clarinetto oppure, in
momenti come questi, va bene anche ar-
rangiarsi?
So che ti aspetti una risposta goliardica ma
invece te ne do una seria. Io in questo pe-
riodo sono tornato alle origini: suonare sui
dischi. Tutti i grandi professionisti del jazz e
della musica classica lo fanno da sempre e
io, durante questo periodo di pandemia, ho
ripreso a farlo proprio con i pezzi con cui ho
iniziato. È stato utile e, per certi versi, anche
emozionante. Dunque, a differenza di quan-
to dicevo qualche anno fa, a volte c’è soddi-
sfazione anche a suonar da soli il clarinetto.
Ti chiedo un saluto per i clarinettisti che ci
leggono.
Ai clarinettisti dico che siamo fortunati, perché
abbiamo scelto uno strumento che ha avuto
per qualche tempo il ruolo di gregario e che
ha saputo conquistarsi, con gli anni, quello
da protagonista. Non suoniamo il violino o
la tromba, che sono strumenti che hanno un
ruolo predominante e a volte prepotente, ma
uno strumento per certi versi più complesso
ma discreto, che va amato e trattato come
una fidanzata o un fidanzato. E poi la gam-
ma dei suoni che abbiamo a disposizione, da
quelli penetranti del clarinetto basso, fino al
cinguettio del clarinetto piccolo, è qualcosa
che continua ad affascinarmi nonostante la
mia ormai veneranda età.

11 L’arte del clarinetto


Collaborazione
e
Patrocinio di

Comune di
Castrocaro Terme e
Terra del sole

8° INTERNATIONAL
CLARINET CAMPUS
2021
FOR YOUNG PLAYERS

CASTROCARO TERME e TERRA DEL SOLE (FC)

21 - 25 luglio 2021

SCADENZA ISCRIZIONI 30 GIUGNO


dal 1 luglio si accetteranno solo iscrizioni fino ad esaurimento posti

INFO:
campus@accademiaitalianaclarinetto.com
www.accademiaitalianaclarinetto.com

12 L’arte del clarinetto


RIPRODUZIONE VIETATA ©

L’eredità musicale di
Ciro Scarponi di Luca Saracca
13 L’arte del clarinetto
ATTUALITÀ

Ciro Scarponi (Torgiano, 1950 – Perugia 2006) è stato, per oltre 10


anni (1979 – 1990), il clarinettista ed uno dei musicisti di riferimento
del compositore Luigi Nono che, innamoratissimo delle sonorità del cla-
rinetto contrabbasso, affidava a Scarponi tutto il materiale sonoro e la
ricerca relative alla famiglia del clarinetto in quel luogo a tratti mitolo-
gico che era lo “Experimentalstudio der Heinrich Strobel-Stiftung
des Südwestfunks” di Friburgo.
Questo già basterebbe di per sé a connotare la Musicalmente poliedrico, intuitivo se non istin-
carriera di chiunque come di livello internazio- tuale, naturale, trascinatore, incantatore se non
nale ma, ovviamente, Ciro Scarponi fu molto di ipnotizzatore Ciro Scarponi non fu il riferimento
più. clarinettistico solo di Luigi Nono ma di decine e
decine di compositori che gli dedicarono brani
Citando Renzo Cresti, che nel suo sito pubbli- per clarinetto solo ed in ogni tipo di formazione
cò un bellissimo ricordo del Maestro perugino, alimentando nel corso di oltre 40 anni quel pa-
“Ciro Scarponi fu il clarinettista di riferimento di ciò trimonio di letteratura moderna e contempora-
che è stato chiamato il Rinascimento strumentale nea che io amo chiamare “L’eredità musicale
ossia quella ricerca tecnico-interpretativa che si è di Ciro Scarponi”.
sviluppata prevalentemente durante gli anni 80 del
‘900 e che ha portato un ulteriore ampliamento delle La sempre strettissima collaborazione con i
possibilità strumentali, non fine a sé stesse ma sempre compositori e la capacità di personalizzare fin
relazionate ai percorsi compositivi”. (renzocresti. dalla gestualità ogni singola interpretazione
com) … Sempre secondo Cresti: “Ciro Scarponi mi fanno sentire legittimato nell’indicare come
era il migliore di tutti gli interpreti della sua genera- “sua” questa biblioteca musicale che, in effetti,
zione, clarinettisti e non, in quanto il suo intuito era contiene brani a volte non pubblicati ma scritti
stupefacente …”. per lui e nessun altro per espressa volontà del
compositore.

14 L’arte del clarinetto


essere suoi amici per la vita, altri hanno visto la stessa
fortuna ridotta ad un periodo più breve, ma non per
questo meno intenso.
Abituati come siamo a documentare tutto attraverso
i mezzi digitali che il nuovo millennio ha messo a no-
stra disposizione spesso, io per primo, ci stupiamo
di come sia difficile reperire materiale audiovisivo,
registrazioni di qualità o anche brani musicali che
non sono ma stati dati alla stampa; ecco, la storia
“MUSICALE” del Maestro Ciro Scarponi si colloca
in quel periodo di transizione dei mezzi tecnologici
a disposizione di tutti a cavallo fra la fine del XX e
l’inizio del XXI secolo.
È proprio grazie al lavoro di alcuni “AMICI” che
hanno collaborato con lui e all’ impegno di alcuni
suoi ex studenti (come il sottoscritto) che si è arrivati
oggi ad avere una raccolta importante del vario ma-
teriale che insisto nel chiamare “L’eredità musicale di
Ciro Scarponi” che è prevalentemente costituita dal-
la biblioteca di brani a lui dedicati o da lui composti
per clarinetto.

Riparto da questo “grassettato”, che ho scritto mesi Se dal punto di vista delle pubblicazioni dei
fa per la pagina dedicata a Ciro Scarponi nel sito brani siamo ad un buon 50% di reperibilità di
dell’Accademia Italiana del Clarinetto, per sottoline- quanto a suo tempo pubblicato, e questo ridu-
are un concetto che mi sta molto a cuore: ce la possibilità di trovare un brano (se interes-
sati) al 20 o 25% dello scritto, sul fronte delle
L’EREDITA’ MUSICALE DI CIRO registrazioni siamo messi molto peggio.

SCARPONI COME “PATRIMONIO I primi anni di carriera del Maestro sono ancora
DEL MONDO DEL CLARINETTO”. quelli del vinile ed io sono in possesso di tutti i Long
Playing a cui ha partecipato Ciro Scarponi: Umberto
Campus legge Marcella Massidda musiche di: Ar-
Concetto sintetico che apre a mille interpretazioni e cangeli, Sulpizi, Peruzzi, Scarponi, Franceschelli,
sfaccettature con il quale avrei potuto semplicemente Maestri – Andrea Franceschelli – Oboe, Ciro Scar-
concludere questo articolo senza alcuna assunzione poni Clarinetto Ed. Musicali Classico – Firenze CO
di responsabilità, ma, chi mi conosce sa che a me LP 3605; stessa casa editrice (CO LP 3611) per l’al-
piace metterci la faccia. bum del 1980 Contemporanea Vol. IV dove il Quar-
tetto Denner (Scarponi, Marzà, Ciancaleoni, Bicini)
La frase in oggetto diventa quindi un punto di parten- esegue musiche di Fernando Sulpizi, il compositore
za e non una conclusione meramente fine a sé stes- che in assoluto ha dedicato più brani a Ciro Scar-
sa. Dalla prematura morte del Maestro abbiamo in poni presente anche nei numeri di catalogo CO LP
molti e con mezzi diversi cercato di mantenere vivo 3602 e 3604. Ci sono poi i 4 LP della casa editrice
il suo ricordo e cercato in ogni modo una continuità EDI PAN, tutti a cavallo del 1986 e 1987, nell’ordi-
nella divulgazione del suo importantissimo lavoro di ne: PAN PRC S20-31 Ciro Scarponi solo clarinet –
esecutore e compositore strettamente legato al suo musiche di: Panni, Lolini, Renna, Gottardo, Scogna,
strumento. Mencherini, Pedini, Sulpizi - PAN PRC S20-43 Il
Clarinett’Ensemble diretto da Ciro Scarponi musiche
Ciro Scarponi, come ho avuto più volte modo di rap- di: Borgioni, Albin, Correggia, Lamberti, Baggiani -
presentare dal vivo e per iscritto, è stato per molti PAN PRC S20-45 Ciro Scarponi clarinetto, Stefano
compositori non solo un collaboratore o “solo” l’ese- Ragni pianoforte – musiche di: Borgioni, Lolini, Cor-
cutore del brano che essi avevano scritto … piuttosto reggia, Hoch, Pedini (Carlo Pedini, allievo di Fernan-
UN AMICO. Alcuni hanno avuto la fortuna di do Sulpizi, è il secondo compositore ad aver dedi-

15 L’arte del clarinetto


cato il maggior numero di brani a conclude la serie il CD (EP) con-
Ciro Scarponi) –PAN PRC S20-49 tenente il brano Elegia for Denny
Integrale delle musiche di Sergio (ed. Eufonia) sia nella versione cla-
Prodigo eseguite da: Ciro Scarpo- rinetto e pianoforte (Ciro Scarponi
ni, Piero Vincenti, Il Clarinett’En- e Stefano Ragni) che nella versione
semble di Ciro Scarponi, I solisti clarinetto e archi (Simone Simonelli
delle Filarmonica Marchigiana, il clarinetto, Ciro Scarponi direttore).
direttore Nicola Samale, Sandra In questo lavoro di catalogazio-
Pirruccio flauto, Luciana Alfiero e ne ed archiviazione non pren-
Stefano Ragni pianoforte. Conclu- deremo in considerazione le
de la serie il doppio vinile del 1989 registrazioni non ufficiali e non
della casa editrice Quadrivium etichettate che sicuramente esi-
Sca 008/9 che contiene i Qua- stono.
dri di un’esposizione di Modest Un ulteriore aspetto invece da va-
Mussorgski nell’orchestrazione per lutare è il materiale didattico e gli
ensemble di Clarinetti di Carlo Pe- articoli scritti dal Maestro. La rac-
dini, come sempre dedicato a Ciro colta dei 10 Studi per clarinetto Ed.
Scarponi. Tutto questo materiale è Ricordi 2920 è di facile reperibili- RIPRODUZIONE VIETATA ©
in corso di digitalizzazione. tà, non lo sono altrettanto alcune
dispense didascaliche pubblicate
L’auspicio è che si possa tornare
Il “reparto” digitale è, se vo- su riviste di musicologia specializ-
a programmarne la realizzazione
gliamo, ancor più ridotto ma di zate e di ridotta tiratura, fortunata-
quanto prima. In apertura ho di-
notevole “peso”: partendo dal mente anche grazie a segnalazioni
chiarato che mi piace sempre met-
più lontano in termini di tempo tro- di amici ed appassionati è stato
terci la faccia, bene, non mi tirerò
viamo l’esecuzione del Notturno possibile reperire tutti gli scritti.
indietro certo questa volta.
Volgare (meraviglioso brano per Inoltre è ancora disponibile l’unica
È mia ferma intenzione prose-
clarinetto solo in tre movimenti del biografia dedicata a Ciro Scarponi
guire nel lavoro iniziato, qual-
1982) nel CD di Fernando Man- scritta dal suo amico, pianista, bio-
cosa è stato fatto molto c’è an-
cherini – Playtime – casa editrice grafo Prof. Stefano Ragni “La Musi-
cora da fare, con il tempo che il
Col Legno Wwe 1CD 20207; stes- ca Nell’Aria: Suono e Luce nel Cla-
non lontano pensionamento mi
sa casa editrice per Luigi Nono - rinetto di Ciro Scarponi” – Guerra
metterà a disposizione confido
Io Frammento da Prometeo – Col Edizioni.
di procedere alla totale digi-
Legno Wwe 2CD 20600; grazie
talizzazione del materiale non
all’impegno del M° Fernando Sul- In conclusione tra pubblicato presente nella bi-
pizi e alla produzione della sua
personale etichetta discografica
foto, registrazioni, blioteca del Maestro per quanto
anche le pubblicazioni stanno
Hyperprism abbiamo due CD, il pubblicazioni ed altro lentamente ma inesorabilmente
primo del 2005 (Hyperprism LM materiale ce n’è per andando fuori catalogo e que-
109) con musiche di: Sulpizi, Pe-
dini, Cardini, Hazon (clarinetto e fare un piccolo museo; sto non farà che aumentare la
mole di lavoro.
pianoforte, al pianoforte Giancar-
c’era anche il progetto, quello le- Fortunatamente ho incassato, e
lo Cardini) e, finalmente, il Concer-
gato all’Accademia Italiana del messo nel taschino, la promessa
to di Valentino Bucchi e la Sequen-
Clarinetto e promosso dal Presi- di aiuto di validi colleghi ricerca-
za IX di Luciano Berio; il secondo
dente e fondatore Piero Vincenti tori di incontestata fama che sono
del 2007 (Hyperprism HEC 1076)
(che come il sottoscritto è ex stu- sicuro ci porterà anche alla realiz-
è la raccolta di vecchie registra-
dente del M° Ciro Scarponi), ma zazione di una biografia essenzia-
zioni che vedono rappresentata la
purtroppo è crollato insieme al le, asciutta, scevra da aneddoti e
Sonata Trovadorica per clarinetto e
Palazzo della Musica e a molto al- personalizzazioni ma accurata nel
pianoforte, il IV Canto della Torre
tro con il terremoto che ha colpito riportare ogni singolo passaggio di
più Alta per clarinetto e archi, e i
l’Umbria e le Marche ed in partico- quella storia importantissima che
due brani del Quartetto Denner
lare Camerino nel 2016. compone “L’Eredità Musicale di
“Ma se al fine dei tempi entra il si-
Ciro Scarponi”.
lenzio” e “Specchio Trasparente”;

16 L’arte del clarinetto


La Perfezione
del Clarinetto

backunmusical.com

17 L’arte del clarinetto


Vita d’orchestra
di
Corrado Giuffredi

RIPRODUZIONE VIETATA ©

18 L’arte del clarinetto


ATTUALITÀ Lugano in un
qualsiasi lunedì
di una
qualsiasi settimana
dell’anno all’inizio
di una nuova
produzione
musicale.

A
rrivo in orchestra per la prova al mattino La mia prima volta in orchestra cominciò proprio
presto e dopo aver preso un caffè alla mac- così: la custodia del clarinetto in LA di proprietà del-
chinetta e aver salutato qualche collega mi la scuola sulla sedia in orchestra che mi aspettava,
chiedo: come sarà oggi? Chi è il direttore? E’ mancavano i clarinettisti e io, che ero studente del
bravo? Qualcuno lo conosce? Mai sentito … terzo anno al Conservatorio di Parma, fui chiamato
brutto segno (per lui!). La disposizione dell’Or- all’ultimo istante come sostituto.
chestra è OK? Le trombe e i tromboni proprio Il Maestro Angelo Campori era il docente di eser-
dietro di me? Non possono stare i corni dietro? citazioni orchestrali. Sul leggio la Quinta Sinfonia di
Poi un po’ di polemica su qualsiasi cosa, dal costo Tchaikovsky che ovviamente non conoscevo.
del parcheggio alla coda in autostrada o la distan- Mi domandò: “hai mai suonato in orchestra?” Risposi
za tra i leggii, tanto per rendere frizzante l’aria che di no con voce rotta dall’emozione, mi guardò con
dovremo respirare per tutta la settimana, fino a quan- quei suoi occhi che penetrano l’anima e mi diede
do prendo la custodia e comincio ad assemblare i l’attacco. La gestualità teatrale del Maestro e le sue
clarinetti e come in un flash realizzo che dentro quel parole alla fine dell’assolo mi hanno scaldato il cuo-
contenitore ci sono tutte le sinfonie i concerti, le note re e il ricordo di quel momento è ancora indelebile.
delle frasi musicali che ho suonato fino ad oggi. È per Da allora, passo dopo passo, dalla sala Verdi
quello che si chiama cosi, perché custodisce lo stru- del Conservatorio di Parma ho calcato le sale
mento della nostra professione e tutte le ore di studio da concerto, i teatri e i festival più prestigiosi del
che ho fatto e che tutt’ora faccio e che per fortuna mondo dove ho vissuto esperienze musicali di
non mi sono mai pesate. alto valore artistico.

Quando ero bambino, il solo fatto Ogni concerto resta


di andare in giro per il paese unico e irripetibile
con la custodia dello strumento, nella mia mente.
Intanto qui a Lugano l’orchestra si sta popolando e
mi faceva sentire importante arrivano al pelo anche gli ultimi musicisti (sempre i
e mi rendeva felice. soliti!). Ecco la spalla che si alza e l’oboe da il la,
qualche preludio per mettere i puntini sulle i e poi il
Note lunghe, scale su scale, salti di terza, legato, silenzio … Inizia la prova, la giornata si apre e la
staccato, piano, mezzo piano, mezzo forte, forte e vita ci regala la gioia di fare musica insieme ad altre
fortissimo … dimenticavo il pianissimo che uso solo persone che come me credono nella condivisione e
per occasioni speciali, sono tutti lì dentro nella “sa- nella bellezza dell’arte.
ponetta” nera.

19 L’arte del clarinetto


IT

Be “On Top”
of the Time

20 L’arte del clarinetto


INTERVISTA
JAZZ

Riflessioni sul Decennale


dell’apertura della cattedra di
clarinetto jazz nei Conservatori Italiani.
di Angelo Semeraro

Ne parliamo con Giovanni Mattaliano,


concertista, compositore, produttore artistico
e docente di clarinetto jazz nei
conservatori Italiani.

vissuto dentro la storia dell’anima jazz; dedicammo la


laurea a Tony Scott con una tesi dal titolo “Il clarinetto
nel suo sviluppo jazzistico, dall’era dello swing ai no-
stri giorni” e un programma della durata di 50 minuti
con musiche di Benny Goodman, Sidney Bechet e Duke
Ellington. Presentai in veste di docente e relatore ed il
concerto in quartetto fu entusiasmante. Per chi desidera
Il due aprile di quest’anno 2021 si è festeggiato ricevere la prima tesi di laurea in clarinetto jazz della
simbolicamente il decennale dell’istituzione della storia dei conservatori italiani, non esiti a farlo, si tratta
prima cattedra di clarinetto jazz nei Conservatori di una stesura di 80 pagine ben curate e con tante inte-
italiani. Una data da non perdere. ressanti riflessioni creative.
Era mio desiderio poter organizzare una grande festa Il 2010, si aprono le cattedre di jazz, una vera
con tantissimi colleghi, ci speravo, all’inizio del 2020 e propria svolta. L’apertura della nuova cattedra di
avevo pure scritto un progetto a riguardo che coinvol- clarinetto jazz e di tutte le altre discipline didattiche,
geva i 77 conservatori Italiani e in particolar modo i di- fino al 2015 sperimentali, coincisero nel 2010 con
ciotto, dove attualmente si svolge didattica di clarinetto l’inizio del nuovo sistema universitario gestito dal
jazz; considerate le attuali vicissitudini sanitarie, cerche- MIUR (una novità assoluta per i conservatori di mu-
remo di proporlo in presenza negli anni a venire, cer- sica di stato) e altre nuove aperture di gestione am-
cando di raccogliere le idee di tanti eccellenti colleghi ministrativa che rimodulavano i programmi didattici
che svolgono da lunghi anni il percorso artistico didat- e di ammissione. Oggi dopo 10 anni non esistono
tico. Nonostante ciò siamo riusciti lo stesso a realizzare programmi di studio coordinati e condivisi da tutti i
un video omaggio con il coinvolgimento spontaneo di docenti del settore jazz italiano, così com’è già da 1
diversi ex allievi e di tanti straordinari colleghi, che han- secolo per il settore classico, questo era previsto ma
no dato un felice contributo all’evento simbolico, rea- oggi risulta essere necessario per storicizzare agli
lizzato in collaborazione con l’Accademia Italiana del occhi di tutti la cattedra stessa, speriamo possa esse-
Clarinetto, che potrete riascoltare su youtube alla voce: re il prossimo passo da raggiungere.
Decennale simbolico di clarinetto jazz. La data scelta fa Assistiamo alla nascita dei dipartimenti dove l’inse-
riferimento alla prima laurea avvenuta proprio il 2 apri- gnante non ha più il compito esclusivo di preparare un
le del 2014, conseguita dal clarinettista Cosimo Mon- allievo nell’arco dei sette anni, ma svolge la propria
tante presso il Conservatorio Alessandro Scarlatti (già azione didattica anche in equipe, con lo svolgimento di
V. Bellini) di Palermo. Quel giorno eravamo emozionati, un monte ore annuale all’incirca di 30+20 diviso tra le
nella grande memoria dei grandi maestri che avevano prassi esecutive e repertori, l’improvvisazione singola e

21 L’arte del clarinetto


INTERVISTA

di gruppo del medesimo strumento, da completare du- ca balcanica, molto amata dai compositori europei
rante il corso dell’anno accademico e così come in tutti come Liszt, Paganini, Bartok, Prokofiev, Stravinsky,
i percorsi universitari svolti durante il triennio e il biennio solo per citarne alcuni, praticamente tutti i compo-
(attivato dal 2015 in poi). All’interno del corso di lau- sitori di gran talento. Il jazz in quanto arte dell’im-
rea, il corsista studierà anche con altri 5 insegnanti ma- provvisazione sviluppa naturalmente idee, curando
terie come: prassi esecutive e repertori jazz in big band, le sofferenze emotive e allo stesso tempo facendo
tecniche di scritture e arrangiamenti, analisi delle forme rinascere nuove personalità e motivando l’arte di
compositive e performative nel jazz e nella nuova mu- tanti popoli, soprattutto di quelli afro americani che
sica, pianoforte per strumentisti e canto jazz e poi delle vicini alle comunità in minoranza, si formavano e re-
materie a scelta gestite in libertà dall’allievo, attinte dal- lazionavano sul richiamo delle origini della propria
le altre discipline del dipartimento. Il repertorio utilizzato terra. I primi gruppi di successo della storia hanno
all’interno dei programmi stilati all’inizio del 2010 e in tutti un repertorio di musica Folk che le prime case di-
seguito perfezionati da ogni singolo docente, prevede scografiche come la Columbia e la Victor producono
lo studio dell’improvvisazione dal blues allo swing alle e divulgano a fine ‘800 già con l’utilizzo del gram-
creatività del be bop, attingendo dalle composizioni e mofono e in seguito con il 78 giri, ecc. Si assiste alla
dai soli di Benny Goodman, Buddy de Franco, Tony nascita di una nuova era del commercio musicale e
Scott, Jimmy Giuffrè, Paquito D’Rivera, Eddy Daniels, i vari gruppi italo-americani sviluppano tantissime
poi ancora dallo studio del Real-book che conta circa idee per produrre più dischi possibili da vendere nel
1000 brani, dai soli di Charlie Parker e tantissimi altri. nuovo mercato artistico. Ritornando al mediterraneo,
Nel mondo del jazz si usa ascoltare tanto i soli e trascri- in quel periodo ed oggi ancora, il cuore della città
verli per ampliare la percezione stilistica e musicale di di Palermo risulta essere una vera metropoli di origini
ogni solo e la finalità è quella di creare diversi repertori mediorientali, in particolar modo greco-arabo-nor-
da concerto da vivere in scena, in qualsiasi momento manne-ebraiche e con i suoi 82 comuni, sviluppa
della propria esistenza. Uno degli stimoli più belli dati l’intuizione del jazz (come sappiamo dalla storia ben
dal jazz è anche quello di comporre la propria musica divulgata e consolidata), nel sogno degli States e so-
cosi come nelle migliori tradizioni mediterranee e popo- prattutto a New Orleans, dove numerose famiglie si-
lari di tutto il mondo. ciliane si erano stabilite tra la fine dell’800 e l’inizio
Il clarinetto jazz in che senso ha origini mediter- del ‘900. Si racconta che circa 100 navi solcarono la
ranee? rotta Palermo-New Orleans, documentato dal servi-
Intanto inquadrerei il percorso della rinascita emo- zio immigrazione degli Stati Uniti, così come ripor-
tiva e creativa trattata dal mondo del jazz, che per ta il dettagliato libro del Maestro Claudio Lo Cascio
esempio a Palermo e in Sicilia (soprattutto Trapani, dal titolo “Siciliani a New Orleans-Nick La Rocca”,
Agrigento e Messina) hanno origini ben remote, an- dove si parla della nascita del primo disco della sto-
che nella proposta scenico creativa della folk-music ria del jazz, 26 febbraio 1917, con l’Original Dixie-
che vivacizza tutto il mediterraneo da numerosi se- land Jass Band, capeggiata appunto dal trombettista
coli, dalla Grecia fino alle coste della Spagna. La e compositore N. La Rocca, le cui origini risalgono
storia del suono del clarinetto ha anche origini islami- alla cittadina di Salaparuta, situata nella provincia
che e oggi, grazie ai mezzi di diffusione video-audio di Trapani.
lo si ascolta in numerosissimi gruppi che ricercano Quanto la cultura del jazz può dare oggi al nuo-
lo slang espressivo, riletto dentro la world music o vo concertismo e quanto può fondersi con la
new folk-music, con richiami al repertorio della mu- storia del repertorio clarinettistico?
sica sefardita, klezmer, Yiddish che si fonde con le Intanto creiamo la premessa sull’argomento: Il suo-
tradizioni della millenaria tarantella siciliana, dove i no è un’espressione libera e magica dell’intelligenza
musicisti sono da sempre tutti improvvisatori, si pen- della natura, nessuno può fermarlo nella sua evolu-
si che non esiste repertorio che soprattutto fino alla zione e in questo la scienza della fisica quantistica,
fine dell’800 non veniva tramandato attraverso le nel rapporto tra massa ed energia, ha chiarito tanti
memorie dei cantori strumentisti che componevano percorsi, pare proprio che il rapporto tra carica ne-
giornalmente in tour tra le vie cittadine; inoltre anche gativa e positiva generi artisticità e lo si vede nella
gli zingari del sudest europeo elargiscono un gran- storia in tantissime occasioni, per esempio con la na-
de contributo allo sviluppo creativo del clarinetto che scita del blues o dello swing, due elementi musicali
vedremo esplodere nel ‘900 con la cosiddetta musi assolutamente nuovi, evocati naturalmente durante

22 L’arte del clarinetto


INTERVISTA

un periodo di sofferenza dell’umanità, stili espressivi ovo millennio hanno bisogno di conoscere e scoprire
e danzanti utilizzati da tantissimi compositori come il potenziale variegato della loro musicalità per ave-
Ellington, Parker, Coltrane, Gulda, Goodman, Ger- re anche più possibilità di lavoro in giro per il mondo
shwin, Copland, Bernstein, Stravinsky, oppure nel e in ogni settore della musica.
rock-jazz con Frank Zappa o i Genesis ecc. Ritornan- La musica allora salverà il mondo?
do sull’argomento, consideriamo il naturale risultato Quella del jazz è stata sicuramente la più grande rivol-
d’apprendimento e produzione artistica ponendo ta creativa ma anche umana che la musica stessa ha
l’attenzione su alcuni punti certi: tutti i musicisti di jazz scatenato per salvare la sensibilità dell’uomo e per uni-
sono improvvisatori ma anche compositori e nella re tutti i suoni del mondo, è la battaglia più bella che
maggior parte dei casi anche profondi conoscitori la pura bellezza ha inscenato per raggiungere il vero
del repertorio classico; scrivono musica perché abi- significato dell’universalità della musica tanto attesa
tuati ad improvvisare e a pensare ai suoni al di là di dall’uomo, nel rispetto delle diversità di ogni carattere
ciò che è scritto sullo spartito. Il musi cista classico delicato o prorompente che sia. Il repertorio clarinettisti-
o di tradizione, soprattutto da metà dell’800 in poi co è tra i più belli della storia creativa del suono, dialo-
suona facendo cantare la voce del proprio strumen- ga compositivamente con tutti gli strumenti del mondo,
to attraverso lo studio della lettura interpretativa di siano essi tradizionali che di origini popolari o etnici, le
uno spartito, tratto da uno studio da concerto, una sue capacità espressive sono infinite e non hanno alcun
sonata, da un concerto solistico o dai soli sinfonici limite, basti pensare a tutto quel repertorio romantico,
e operistici o dalle notevoli produzioni cameristiche, magnifico che ritorna anche ai nostri giorni per arric-
perfezionando il repertorio scritto da altri e non ne- chire assonanze dedicatarie. Studiando l’improvvisa-
cessariamente esperti dello strumento. zione si raggiungono livelli di personalità speciali che
Il jazz ti educa a vedere la musica come in un pen- riescono ad alimentare la passione e la dedizione nei
tagramma che scorre ad occhi chiusi, cura l’aspetto confronti della musica, di ogni suo genere musicale e di
uditivo della percezione del musicista riconducendo- ogni forma artistica, prova ne sia che nella storia della
lo ad un rapporto essenziale con la musica, quello musica molti musicisti sono anche poeti, filosofi, teatran-
dell’istinto dell’imitazione di frasi sonore di ogni ge- ti, produttori di idee e per ciò già Aristotele 2000 anni
nere, rafforzando le capacità della memoria, nel or sono, li fa sedere nell’iperuranio, accanto a tante al-
risultato ne viene fuori che lo studente o concertista tre figure professionali per il raggiungimento di un mon-
raggiunge rapidamente la registrazione mnemonica do ideale di bellezza. La musica quindi appartiene da
di ciò che interpreta e sia dal punto di vista melodico millenni al mondo delle idee e come tale va osservata
che anche armonico. Il musicista di jazz impara ad ed assistita nelle sue evoluzioni, gli uomini d’arte sono
improvvisare e a comporre allo stesso tempo in più una linfa da proteggere e da avvicinare sotto ogni for-
stili, crea la sua musica all’impronta, perfezionando ma didattica e umana.
questo magnifico rapporto tra la sua voce interiore
e il proprio strumento, studiando il percorso della
propria creatività estemporanea. Tra l’altro la pratica
dell’improvvisazione strumentale era materia di studio
in Italia ed in tutta Europa fino alla fine del 1800 (nei
paesi dell’est hanno continuato a studiarla) ed ha
consentito a tanti solisti come Cavallini, Gambaro,
Ruggiero, Magnani, Marasco, Carulli e tantissimi al-
tri di scrivere il proprio repertorio, in seguito utilizza-
to nelle didattiche accademiche. Oggi ritengo quindi
sia necessario che accanto ad un didatta concertista
o 1° clarinetto vi sia anche un concertista improvvi-
satore che insegni la poeticità compositiva e improv-
visativa dell’interpretazione, le due docenze sono
complementari e imprescindibili, è la musica ed il suo
suono che lo richiedono. I nuovi professionisti del nu-

23 L’arte del clarinetto


RUBRICA
I PARENTI DEL CLARINETTO

Il Corno di Bassetto
Breve storia dell’evoluzione
di un affascinante strumento
la Germania. I fratelli Mayrhofer
di Passau in Baviera producono in
questo periodo corni di bassetto
a forma di mezza luna aventi la
medesima costruzione del cor-
netto rinascimentale e dell’oboe
da caccia barocco (taille). Costru-
iti in legno di acero a sezione ot-
tagonale e ricoperti da cuoio per
assicurarne la chiusura stagna,
hanno una cameratura simile a
quella del clarinetto. All’estremi-
tà inferiore dello strumento si
trova una scatola in legno, detta
Buch, (che in tedesco significa
libro) contenente un tubo metal-
lico in tre ritorte che termina in
una campana esterna svasata in
ottone simile a quella del corno
da caccia. Probabilmente da que-
sta particolarità della forma e co-
struzione ebbe origine il nome di
questo strumento.

CORNO DI BASSETTO
MAYRHOFER

Uno strumento di Mayrhofer, con


Considerato comunque uno stru- rica assume svariate forme e di- servato nel Museo degli stru-
mento a sé per le sue particolari versi nomi tra i quali, oltre che menti musicali di Norimberga,
caratteristiche timbriche che lo corno di bassetto, anche corno bas- intonato in sol, ha la discendenza
distinguono dagli altri strumenti setto, clarinetto d’amore, basset al do grave e produce un suono
appartenenti alla famiglia del cla- corno, baisse taille in Francia, Bas- molto dolce, scuro e nasale. Come
rinetto, ha un’estensione che rag- setthorn in Germania,Voce Clara tutti questi primi esemplari sto-
giunge nel registro grave il suono in Inghilterra. rici, nel registo grave al di sotto
fondamentale (notato do). Il tim- del mi si trova solo il do, succes-
bro rispetto al clarinetto risulta ORIGINI sivamente anche il re (discenden-
più scuro, profondo nel registro za diatonica). Anche se i fratelli
basso e in genere leggermente I primi esemplari di corno di bas- Mayrhofer affermano di essere
nasale. setto vengono realizzati intorno gli inventori del corno di basset-
Nel corso della sua evoluzione sto-
RIPRODUZIONE VIETATA ©
al 1760 nell’area meridionale del- to, esistono esemplari di corni di

24 L’arte del clarinetto


RUBRICA
bassetto di produzione antece- no prodotto risulta meno volumi-
dente, a forma di falcetto dotati noso e più sottile.
di quattro chiavi. Questi stru- Anche in area boema il corno di
menti sono conservati nell’ab- bassetto conosce una grande dif-
bazia di Kremsmünster e sono fusione. F. Doleisch a Praga, F.
simili ai clarinetti barocchi con Schölnast a Bratislava (Pressburg),
l’aggiunta di due chiavi in più per F. Strobach a Karlovy Vary (Car-
ottenere il fa e il do gravi. Questi lsbad) costruiscono corni di bas-
esemplari hanno il bocchino uni- setto angolati ma con angoli più
to al barilotto in un pezzo unico, ottusi, tagliati in re, in fa e in sol.
come si trova negli strumenti A Krásna Hôrka in Slovacchia,
barocchi e vengono datati intor- sono stati recentemente ritrovati
no al 1750/1760. Fino alla fine tre corni di bassetto prodotti da
del diciottesimo secolo verranno Lotz perfettamente conservati e
ancora prodotti corni di bassetto funzionanti.
a forma di mezzaluna come, ad
esempio, gli strumenti di Jacob CORNO DI BASSETTO
Baur a Vienna. DOLEISCH PRAGA

LA FORMA ANGOLATA Verso la fine del diciottesimo se-


colo si iniziano a produrre corni di
Proprio a Vienna però Theodor bassetto interamente in legno in
Lotz (amico massone di Mozart e forma diritta o ad angolo ottuso,
di Anton Stadler) nel 1780 inizia senza Buch (la scatola all’estremi-
IL CORNO DI BASSETTO a fabbricare un nuovo tipo di cor- tà del pezzo inferiore) che viene
È UNO STRUMENTO ni di bassetto, abbandonando la sostituito da un prolungamen-
TRASPOSITORE TAGLIATO forma di falcetto e perfezionando to che si angola per confluire in
IN FA APPARTENENTE ALLA questo strumento in maniera de- una campana piriforme o sferica.
FAMIGLIA DEI CLARINETTISTI terminante. Il corno di bassetto Strumenti di tale forma privi di
CONTRALTI. di Lotz è composto da due tubi campana metallica vengono fab-
diritti in legno di bosso collega- bricati a Vienna da Lotz e Ham-
ti ad angolo (90°/120°) tramite mig, a Praga da Strobach, mentre
un giunto angolato in avorio e in Germania, Braun a Mannheim
possiede 8 chiavi. Gli esemplari ed Eisenbrandt a Göttingen co-
prodotti da Lotz, ma anche da struiscono addirittura strumenti
Griesbacher a vienna si dividono con un’estensione che raggiunge
in otto pezzi: bocchino barilotto, il si grave.
pezzo superiore, pezzo inferio-
re, libro (scatola con le ritorte) e di Nicola Bulfone
campana a forma ovale (questa
forma facilitava il suonatore a
sorreggere lo strumento con le
ginocchia suonandolo da seduto).

CORNO DI BASSETTO DI
THEODOR LOTZ

Contemporaneamente in Germa-
nia vengono costruiti strumenti in
forma angolata da Grenser, Grund-
mann e altri. La cameratura però
rispetto agli esemplari viennesi è
più stretta e di conseguenza il suo

25 L’arte del clarinetto


RUBRICA ALCHIMIE SONORE
(MARCHE MUSIC FESTIVAL)

8° INTERNATIONAL
CLARINET CAMPUS
5 ° CONCOR SO NA ZIONALE
2021
FOR YOUNG PLAYERS
I NUOVI TALENTI DEL CLARINETTO
CASTROCARO TERME e TERRA DEL SOLE (FC)

21 - 25 luglio 2021

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26 L’arte del clarinetto
INTERVISTA

FABRIZIO
MELONI
virtuoso con
Nielsen, Copland e Françaix
di Angelo Semeraro

27 L’arte del clarinetto


Fabrizio Meloni, ATTUALITÀ

primo clarinetto solista dell’Orchestra e della Filarmonica del Teatro alla Scala
di Milano dal 1984, ci racconta in quest’articolo i motivi che lo hanno spinto a
compiere una delle imprese discografiche più ardue di sempre.

Stiamo parlando dell’incisione Maestro, il disco di cui oggi provere- presa titanica. Si tratta di un lavo-
dei concerti per clarinetto e or- mo a scoprire aneddoti e curiosità è ro molto ambizioso, ad oggi uni-
co. L’intento era quello di unire
chestra di Carl Nielsen, Aaron certamente un unicum. Com’è nata
in un unico cd i tre concerti vir-
Copland e Jean Françaix, tre l’idea e la voglia di incidere insieme
tuosistici per eccellenza del ‘900
capolavori del ‘900, registrati tre Concerti di questo spessore? dedicati al clarinetto. L’idea è
per l’etichetta Amadeus nel Penso di poter affermare che il nata dalla collaborazione che ho
disco di cui stiamo parlando pos-
2009 con l’Orchestra Sinfonica avuto per tre anni, come solista
sa essere considerato, senza esa- ospite, con l’Orchestra Sinfonica
Abruzzese. gerazioni, una vera e propria im- Abruzzese, formazione di altis-
simo livello colpita duramente,
come tutto il suo territorio, dal
sisma del 2009, poco dopo l’usci-
ta del disco. Ho avuto il piacere di
suonare e anche dirigere questa
formazione. Il disco non è stato
dunque un progetto isolato, ma il
culmine di un percorso di studio,
condivisione di scelte musicali
e di esperienze. Prima di proce-
dere con la registrazione infatti,
abbiamo replicato i concerti tre
volte in stagione.
Come sono stati i giorni in sala di
registrazione?
L’epica impresa si è compiuta
all’interno della Fortezza Spa-
gnola dell’Aquila, castello cin-
quecentesco, monumento nazio-
nale simbolo della dominazione
spagnola. Il tutto si è svolto mol-
to velocemente, anche grazie
a quanto detto prima. La regi-
strazione del Concerto di Jean
Françaix ci ha impegnati per
poco più di due giorni.
Il disco è uscito con la rivista
Amadeus, rivista prestigiosa e
importante punto di riferimento
per la musica classica. Abbiamo
stampato il disco grazie al sup-
porto di Gaetano Santangelo, di-
rettore responsabile della rivista,
INTERVISTA che ha creduto nell’ambizioso e
28 L’arte del clarinetto
oneroso progetto. Come si potrebbe descrivere questa anche nello staccato, costringen-
Come ci si prepara a un disco del impresa discografica? Io la paragono do l’esecutore a vere acrobazie
genere? molto all’impresa dell’arrampi- esecutive, rappresentando sicu-
È stato un progetto stimolante catore statunitense Alex Han- ramente un limite per molti cla-
che mi ha coinvolto da subito. nold, documentata nel film Free rinettisti. L’approccio psicologico
Un disco nasce anche perché in Solo – Sfida estrema, che scala è decisivo quando ci si cimenta
qualche modo ci si sente in sin- senza imbracature la parete di El nello studio di queste pagine,
tonia con quegli autori, ne conse- Capitan nel Parco nazionale di sono concerti che presentano
gue la necessità di approfondire Yosemite nel 2017. Sei solo davan- limiti tecnico-strumentali consi-
anche la conoscenza degli uomi- ti a questi giganti, queste partitu- derati insormontabili fino a qual-
ni, non solo nella veste di com- re li rappresentano pienamente, che decennio fa.
positori, ma le loro vite e i legami al primo sguardo ti sembrano ir- Jack Brymer nel suo libro Il clari-
con altri artisti. raggiungibili. netto del 1984 definiva il concerto
Sono andato alla ricerca di do- Serve un po’ di sano narcisismo, di J. Françaix “un’opera eventual-
cumenti che mi potessero far di voglia di mettersi in gioco, ma mente destinata al futuro, quando
conoscere nel dettaglio i tre com- soprattutto bisogna essere im- lo strumento si sarà sviluppato ulte-
positori. Incredibile come tutti e pavidi. Quando sei in sala d’in- riormente o quando la mano umana
tre fossero legati alla stessa per- cisione in un certo senso ti senti si sarà modificata”.
sona e considerati allievi della più tranquillo, soprattutto se hai In effetti l’utilizzo del registro
celebre Juliette Nadia Boulanger, maturato l’esperienza dell’ese- acuto da parte di Françaix, spin-
addirittura Copland decise di in- cuzione dal vivo, il contatto con to agli estremi, ha rappresentato
traprendere la carriera di com- il pubblico è indubbiamente l’e- una novità per il nostro reperto-
positore dopo aver assistito a una sperienza che ti riserva emozioni rio mettendo l’esecutore a dura
lezione dove la Boulanger spie- incredibili che si alternano a mo- prova.
gava i “Quadri di un’esposizione” di menti di concentrazione assolu- Questi concerti, soprattutto quel-
Mussorgskij. ta, infatti ogni pagina nasconde li di C. Nielsen e di J. Françaix
Conoscere i compositori, studia- insidie e riserva sorprese. Orgo- rappresentano la fascia alta in
re le loro opere, anche non dedi- glioso. termini di difficoltà. Fino al 2000
cate al proprio strumento, aiuta a La difficoltà tecnica di questi con- capitava raramente di ascoltarli,
comprenderne meglio gli intenti, certi non li rende eseguibili da tutti. forse erano tutti impressiona-
fornisce importanti informazioni Probabilmente chi vuole cimentar- ti dalle parole del M° Brymer.
relative all’interpretazione. si predilige il Concerto di Copland Quando mi sono diplomato io
Il Concerto di Copland, ad esem- tra i tre. Come mai? negli anni ’80, era difficilissimo
pio, fu in qualche modo influen- Parliamo di tre concerti con ca- ascoltarli, ma negli ultimi anni
zato dalla personalità del grande ratteristiche differenti che condi- ho assistito a un grande miglio-
jazzista Benny Goodman che vidono livelli tecnici ed espressi- ramento della preparazione tec-
glielo commissionò. vi molto impegnativi. nica degli allievi stimolati anche
Nel finale del Concerto di Co- Il concerto di Copland è forse il dal fatto che questi concerti sono
pland è nascosto un brano popo- più accattivante, lo si trova più stati inseriti come brani obbliga-
lare brasiliano. spesso in cartellone, la seconda tori nei più prestigiosi concorsi
Un disco va sempre pensato fino parte più jazzistica è apprezzata internazionali.
in fondo, mai improvvisato. da un pubblico più ampio, è più Ricordo che nell’85 al concorso
Con quale strumento ha inciso il gratificante anche per chi suona, di Monaco, il concerto di Nielsen
disco? forse più facile all’ascolto. costituiva la prova che ti consen-
In quel periodo suonavo un Buf- La difficoltà esecutiva probabil- tiva di accedere alla finale. Sono
fet Tosca, uno strumento che mente sta nell’assenza di fiati in brani dove il passo falso è dietro
grazie alle sue caratteristiche er- partitura, relazionarsi con gli ar- l’angolo.
gonomiche, mi ha aiutato molto chi richiede una grande capacità Bisogna conoscere bene se stessi,
nell’esecuzione di quei concerti. nel trovare sonorità adeguate, i propri limiti e senza timore pro-
Ho sempre prestato molta atten- impalpabili, al limite delle dina- vare a superarli.
zione alla scelta dello strumento miche. Il virtuosismo portato agli Grazie Maestro per averci raccon-
in relazione alle proposte musi- estremi del Concerto di Nielsen tato davvero tanto di questo disco e
cali che ricevo. richiede una estrema padronanza dei tre concerti contenuti.

29 L’arte del clarinetto


RUBRICA
IL CLARINETTO BASSO

IL CLARINETTO BASSO
“ILLUSTRE SCONOSCIUTO”
di Rocco Parisi
un tentativo primitivo di ampliare l’estensione
verso il basso con conseguente arricchimento ar-
monico dell’allora chalumeau composto di poche
chiavi e con un’estensione limitata. In Italia un
singolare personaggio che all’insaputa di quanto
succedesse oltralpe segna una svolta “concettuale“
importantissima nell’impiego del clarinetto basso
che sarà ripresa solamente (ahimè) ai nostri gior-
Frequentemente impiegato in vari generi musi- ni.
cali colti e non, per il suo timbro particolarmente
espressivo il suo utilizzo è stato lento e progressi- L’ingegnoso strumento denominato Glicibari-
vo. Eccetto alcuni capolavori dei primi decenni del fono termine, che pur ricordando vagamente il
1900, negli anni ’60 grazie alla costanza di grandi nome di un fiore, deriverebbe dalle parole greche
esecutori che hanno fatto un lavoro divulgativo da dolce, basso e suono, fu inventato da Catterino
veri pionieri, il clarinetto basso ha iniziato la sua Catterini di Monselice (o Padova?). Non sono mol-
emancipazione divenendo strumento indispensa- te le notizie su Catterino Catterini, del quale non
bile nel panorama musicale attuale e contempora- si ha neppure una fonte sicura riguardo alla città
neo. d’origine, sappiamo solo che era un musicista im-
pegnato in molteplici attività. Negli anni trenta ,
La documentazione storica del clarinetto basso del 1800, diede un contributo importante allo svi-
possiamo affermare con certezza che comincia in luppo del timpano a pedali e al metodo per l’accor-
seguito ad un annuncio riportato sul quotidiano di datura delle canne degli organi. Il glicibarifono fu
Parigi “L’Avant – Coureur” dell’undici maggio 1772. l’espressione più alta del suo ingegno di costrutto-
L’articolo che è riportato anche su “Les Facteu- re, per il quale ricevette la medaglia d’oro dall’Isti-
rs d’instruments de Musique” di Costant Pierre a tuto Lombardo delle Scienze, Lettere ed Arti nel 1833
pag. 103-104, cita: “Il signor Gilles Lot, costruttore (Dizionario del Musicista ms, 2 tomi, 1911- Todi
di strumenti a fiato, residente nell’abbazia di Saint– collezione privata Zaffarami Berlinghini tomo II).
German, presenterà un nuovo strumento musicale di Questo ingegnoso strumento era costruito con un
sua invenzione con il nome di basse-tube o basse de la singolo blocco di legno di bosso e ha una sezione
clarinette. Non si sono ancora visti strumenti a fiato ovale, all’interno della quale sono forati due tubi
di tale estensione; tre ottave e mezza complete; discen- alla stessa maniera del fagotto. La maggior parte
de nel grave come un fagotto e suona negli acuti come di trattati sostiene che la prima volta che il cla-
un flauto. Questo strumento è di forma particolare, rinetto basso fu impiegato in orchesra si deve al
possiede chiavi per la produzione di semitoni tutte ar- grand operà “Les Huguenottes” di Meyerber a Parigi
tisticamente accomodate e con meccanismi ingegnosi. nel 1836, ma studi recentissimi hanno dimostra-
I suoni che produce sono dolci e sonori e nel registro to che grazie proprio a Catterino Catterini questo
grave sembra udire la sonorità di un organo. Suonato strumento suonò per la prima volta in orchestra
da un artista abile, non mancherà di creare un buon in Italia. Ciò accadde a Venezia presso il teatro
effetto con l’approvazione del pubblico sia esso impie- “La Fenice” dove nel 1834 Catterino Catterini fa-
gato come solista o in orchestra”. Queste sono dun- ceva parte dell’organico orchestrale e come con-
que le prime fonti storiche, ma ovviamente quelle suetudine l’Ente commissionava un’opera nuova
non documentate cominciano piuttosto presto ad un compositore per la stagione del carnevale.
con strumenti primitivi come lo chalumeau basso, Quell’anno andò in scena l’opera “Emma di Antiochia”

30 L’arte del clarinetto


di Saverio Mercadante su libretto nelle sue opere, sebbene Merca-
di Felice Romani. La prima rappre- dante e Meyerbeer prima, List più
sentazione avvenne sabato 8 mar- tardi nella sinfonia “Dante”, ave-
zo 1834, con repliche il 9, 13, 115, vano messo in mostra tali possi-
16, 18 19, 20 e 22. Nonostante la bilità. Nessun altro strumento ha
compagnia di alto livello l’opera una ricchezza di armonici come
non ottenne un grande successo e il clarinetto basso. Per la sua mal-
non entrò nel “gruppo” delle opere leabilità e la sua facilità. A quetso
che circolavano abitualmente. Il proposito vorrei sonora è diventa-
recensore nella sua accurata critica to strumento indispensabile nelle
della “Gazzetta privilegiata di Ve- composizioni contemporanee di
nezia” scrisse che “quanto alla mu- qualunque genere, dal colto al jazz,
sica duopo è confessare che il lavoro dove è doveroso ricordare il grande
del maestro Mercadante non è pezza Eric Dolphy jazzista seguace di John
riuscito quale l’avremmo desiderato Coltrane che prima di intraprende-
(…) Vero è che vi sono entro alcuni re la sua propria vena creativa af-
bei pezzi e un lavoro di parti a detta fermava che il clarinetto basso era
dè professori squisito e mirabile, ma lo strumento che meglio di qua-
poco è l’estro, e l’ispirazione..” ma lunque altro gli dava la possibilità
rimase impressionato per avere di esprimersi. Nella musica da ca-
ascoltato qualcosa di inconsueto mera il valore del clarinetto basso
fino allora; “Con la nuova musico fu comincia ad essere riconosciuto
udito un nuovo strumento il Gliciba- nei primi decenni del 1900. Infatti
rifono che tien nella voce del clari- una delle prime opere dove appare
netto e insieme del fagotto vale a dire il clarinetto basso in veste cameri-
che ha note dell’uno e dell’altro. N’è stica è il “Pierrot lunaire” di Arnold
inventore e sonatore il sig. Catterino solistico del Glicibarifono, e in di- Schomberg.
Catterini che n’ebbe molti applausi versi numeri dell’opera ha utilizza- Il lavoro come spiegava Schomberg
così per l’invenzione come pel magi- to lo strumento come voce dell’or- era concepito “in tono leggero, iro-
stero con cui adoperolla.” (Gazzetta chestra, raddoppiando gli oboi nico, satirico”, il colore in questa
privilegiata di Venezia, n 58 11 all’ottava inferiore o i fagotti all’u- fase del compositore espressioni-
marzo 1834). nisono contribuendo alla sonorità sta, sotto diversi aspetti assume
degli accordi dei fiati, fatto notevo- una rilevanza maggiore rispetto
L’assolo scritto da Mercadante per le se si pensa che Wagner conside- alla forma stessa. Pierrot era un
Catterini costituisce l’introduzio- rato il vero “scopritore” del ruolo personaggio allo stesso tempo po-
ne strumentale al terzetto Em- orchestrale del clarinetto basso, lo eta e mascalzone capace di passa-
ma-Ruggero-Corrado, nel secondo introdusse per la prima volta nel re bruscamente dal riso al pianto,
atto dell’opera. Il brano di caratte- “Tannhauser” (1845-1847) dove lo avere improvvisi cambiamenti di
re tipico della tradizione operistica impiegò in modo ancora conven- umore, chi meglio del clarinetto
italiana, è contraddistinto in tre zionale per conferire un colore par- basso poteva incarnare la sua per-
sezioni: una cadenza introduttiva, ticolare nella scena della preghiere sonalità? A questo proposito vorrei
un cantabile e un “passo caratte- di Elisabeth nel terzo atto, in cui il ricordare come il grande composi-
ristico” ricco di agilità. Dire che, clarinetto basso assume il ruolo di tore italiano Franco Donatoni con
considerando lo strumento dell’e- solista in un ensamble di soli legni. cui ho avuto la fortuna di collabo-
poca, questo assolo era proiettato Le continue richieste dei composi- rare, descriveva il suono del clari-
di almeno mezzo secolo in avanti tori ha spinto molti strumentisti a netto basso, “… velluto blu, morbi-
è non solo lecito ma obbligatorio. specializzarsi in questo strumento dissimo dolcissimo ma basta girare la
Sicuramente Catterino Catterini era che considerato nel passato un sur- stoffa che è graffiante ruvido …”
un grande virtuoso e conoscitore rogato del clarinetto negli ultimi
del suo strumento; vorrei ricorda- quaranta anni ha acquistato digni-
re che il suo Glicibarifono aveva tà musicale.
un solo portavoce e la produzione Wagner fu uno dei primi ad impie-
delle note del registro alto avve- garlo in orchestra dimostrando che
niva utilizzando armonici sulle era uno strumento solista, più che
diteggiature fondamentali, lascio un ausi Wagner fu uno dei primi ad
immaginare la difficoltà che dove- impiegarlo in orchestra dimostran-
va affrontare per i passi d’agilità. do che era uno strumento solista, In questa e nella precedente pagina:
La partitura dell’”Emma di Antio- più che un ausiliario del fagotto “Glicibarifono di Catterino Catterini
chia” ci rivela però un altro aspetto, utile a sostenere la famiglia dei fia- (ca 1830), Bate Collection, Music Fa-
meno appariscente ma forse più ti, dandogli quel valore melodico culty, University of Oxford”
interessante per sviluppi futuri: talvolta trascurato, ruolo frequen-
Mercadante non si è limitato all’uso temente assegnatogli da Wagner

31 L’arte del clarinetto


RUBRICA
IL CLARINETTO ITALIANO

Le fantasie
operistiche
di Adriano Amore

«Il teatro è ora il principale discorso d’ogni società, d’ogni conver-


sazione e d’ogni caffè: occupa tutte le bocche e tutte le penne».

C
on queste parole un critico musica- che pubblicate dai maggiori clarinettisti europei (e
le della «Gazzetta Privilegiata di Mila- non solo) - tra i quali Iwan Müller (1786-1854),
no» nel 1834 descriveva l’enorme po- Frédéric Berr (1794-1838), Hyacinthe Klosé
polarità che aveva ormai raggiunto l’Opera. (1808-1880), Carl Baermann (1811-1885), ecc.
Tutta la cultura musicale italiana ruotava intorno - per avere un’idea dell’enorme popolarità che que-
ad essa. sto genere musicale ebbe nel corso dell’Ottocento.
La musica strumentale dei grandi maestri tedeschi In molti casi alcuni virtuosi «furono abilmente
veniva eseguita raramente e ancor meno apprez- strumentalizzati da editori scaltri, esponenti della
zata e compresa dal pubblico. Nel 1840, un critico borghesia commerciale ed affaristica che adesca-
di Firenze scriveva: «Talvolta si applaude Beetho- vano il pubblico degli amatori e dei dilettanti in
ven, perché il non applaudirlo sarebbe troppo mi- costante aumento, destando in essi la curiosità e
sera dichiarazione di idiotismo musicale»; analo- l’emulazione delle difficoltà tecnico-strumentali
gamente, il critico della «Gazzetta Piemontese», proposte dal virtuoso alla moda».
dopo aver ascoltato l’esecuzione di musiche di W. Con l’avvento del regime napoleonico si diffuse
A. Mozart, ebbe a scrivere: «Perché quel buon Mo- anche nei piccoli centri la moda delle bande musi-
zart si è fitto in capo di scrivere la sua musica così cali e per rinfoltire le file dei clarinettisti, e più in
scientifica da far grondare caldi sudori dalla fron- generale degli strumenti a fiato, accanto ai tradi-
te di cantanti e strumentisti?». Ancora nel 1901, i zionali Conservatori, furono istituite moltissime
favori di pubblico e critica erano tutti per l’Opera. scuole civiche. Questo stato di cose determinò un
Dopo due concerti dati per la Società del Quartet- aumento considerevole degli esecutori e di conse-
to di Milano dal quintetto di fiati con pianoforte guenza una maggiore fabbricazione di clarinetti
Berliner Kammermusik Vereinigung, la «Gazzetta e la pubblicazione di nuove musiche per questo
Musicale di Milano» scriveva: «Distintissimi ese- strumento. I cosiddetti «Pezzi favoriti», inoltre,
cutori tutti […] non valsero però nell’insieme ad erano adorati dai componenti del bel mondo che,
interessare nè, tanto meno, a divertire. Auguria- attraverso queste riduzioni, si «dilettavano» nei
mo alla benemerita e solerte Presidenza della So- salotti ad eseguire le arie ascoltate e maggiormen-
cietà di poter rimediare al parziale insuccesso di te applaudite.
questi due concerti con altri che compensino i nu- Enorme risulta la quantità di riduzioni operistiche
merosi soci, li rianimi e li riscaldi». pubblicate dai principali editori ottocenteschi (Ri-
Per gran parte dell’Ottocento, pertanto, l’Opera cordi, Lucca, Canti, Trebbi, Cipriani, Girard, ecc.)
finì col fagocitare tutto l’ambiente musicale italia- per i clarinettisti dilettanti nelle più disparate for-
no e anche nei programmi dei concerti cameristici mazioni: dal clarinetto e orchestra al clarinetto e
e delle accademie strumentali le variazioni, le pa- pianoforte, dal duo di clarinetti alle trascrizioni
rafrasi, le fantasie e i pot-pourri su temi operistici per clarinetto solo di interi melodrammi effettua-
andavano per la maggiore. Anche fuori dall’Italia te da Luigi Bassi (1835-1871) e Benedetto Ca-
le fantasie e le riduzioni operistiche furono molto rulli (1797-1877). Secondo l’editore napoletano
apprezzate. Basta scorrere i cataloghi delle musi- Girard, «la riduzioni de’ pezzi teatrali con accom-

32 L’arte del clarinetto


Seppur molti clarinettisti, all’e- Miller e la Fantasia da Concerto su
poca, erano dotati anche di buo- motivi del Rigoletto; di Ernesto
ne conoscenze contrappuntisti- Cavallini, Fiori Rossiniani e l’An-
che, non mancarono casi in cui dante e Variazioni sopra un tema
gli stessi operisti o giovani com- del M° Mercadante; di Domenico
positori intervennero «segreta- Liverani (1805-1877), Quartet-
mente» nella correzione o stru- tino nell’Opera I Puritani; di Do-
mentazione di fantasie scritte nato Lovreglio (1841-1907),
dagli amici strumentisti. Da una Fantasia sull’Opera Maria Stuarda;
lettera di Giuseppe Verdi (1813- di Pietro Tonassi (1800-1877),
1901), indirizzata nel 1837 al suo Adagio, Tema e Variazioni sopra un
amico clarinettista Giacomo tema del M° Morlacchi nell’Opera I
Mori (1810-1861), ad esempio, Saraceni in Sicilia; di Francesco
apprendiamo che questi era di- Bianchi (1810-1867), Preludio
sposto ad ultimare ed orchestrare e Variazioni sopra un tema dell’O-
in «segretezza» un brano dell’ami- pera Anna Bolena; di Carlo Della
co, pur sapendo che egli lo avreb- Giacoma (1858-1929), Cavalle-
pagnamento di pianoforte mira be poi presentato in pubblico ria Rusticana, Fantasia; di Romeo
ad un doppio scopo: l’uno cioè di come proprio lavoro: «Amico Ca- Orsi (1843-1918), Fantasia sopra
agevolare l’esame artistico ai gio- rissimo, ti rimetto le Variazioni motivi dell’Opera I Vespri Siciliani
vani compositori, o a coloro che di Muller. Quanto tempo! Quan- e di Giovanni Benetti (XIX se-
amano ravvivare reminiscenze ta fatica! Non avresti fatto meglio colo), Capriccio sopra alcuni motivi
confuse; l’altro di apprestare ai a scrivere delle variazioni sopra dell’Opera I Puritani.
moltissimi dilettanti il destro di un bel tema cantabile di Bellini Destinate ad un uso dilettanti-
riprodurre l’effetto in camera». e mandarmele che io te le avrei stico sono invece alcune fantasie
La maggioranza di questi brani istrumentate? Del resto se queste composte da Domenico Mirco
era costruita secondo uno sche- Variazioni ti piacciono te ne puoi (1820 ca.-1866), Piccole Fantasie
ma del tipo introduzione, tema servire poiché l’istrumentazione sopra motivi d’opere teatrali; da
con variazioni e finale e l’inte- è passabile […]. Fa dunque a mio Giusto Dacci, La Traviata e da
resse maggiore che essi destano modo scrivi delle variazioni sopra Gaetano Foschini (1836-1908),
è nella capacità estemporanea un Tema di Bellini senza introdu- Divertimento sopra motivi dell’O-
del virtuoso-compositore di ri- zione, e senza coda, e mandame- pera La Traviata.
percorrere e di reinterpretare, le che io farò tutto; Secretezza, e Non mancano poi fantasie con
con sempre maggiore libertà e tutto anderà bene». accompagnamento di quartetto
spregiudicatezza, il tema o l’aria In gran parte delle fantasie la d’archi, tra le quali vanno anno-
assunti come modello genera- parte pianistica quasi sempre si verate gran parte delle composi-
tivo. Secondo Gunther Joppig, riduce a semplice supporto al cla- zioni di Girolamo Salieri (1794-
«Se viste in modo superficiale, le rinetto; ma in qualche caso, come 1864) e l’Adagio e Variazioni sopra
riduzioni […] possono sembrare quello che vede Pasquale Bona un tema di Bellini di Alessandro
assurde. Tuttavia esse corrispo- (1808-1878) collaborare con Er- Taveggia (1807-1879).
sero, e forse ancora corrispon- nesto Cavallini (1807-1874) In ambito orchestrale, il violinista
dono, a un’importante funzione; nella stesura della Semaine Musi- e direttore d’orchestra Alessan-
i cataloghi Ricordi dell’Ottocen- cale, in alcune fantasie composte dro Scaramelli (1779-1862), nel
to mostrano come immediata- da Giusto Dacci (1840-1915) 1824, arrivò addirittura a codifi-
mente dopo la prima esecuzione e da Antonio Spadina (1821- care la struttura compositiva di
di un’opera fossero pubblicati 1869), in collaborazione con Fi- questi brani, genericamente defi-
adattamenti e riduzioni per vari lippo Fasanotti (1821-1884), niti Pot-Pourrì: «Questi incomin-
strumenti […]. Adattamenti del la parte pianistica è di notevole cia con Andante a piena Orche-
genere contribuirono molto a di- impegno esecutivo. stra, e dopo due o tre righe circa
vulgare le opere; essi erano scritti Virtuosistiche e di notevole diffi- l’Istrumento al quale il Pezzo sarà
sotto gli occhi del compositore coltà tecnica per il clarinetto sono dedicato si farà sentire con alcu-
stesso che, pur non approvandoli, alcune fantasie di Luigi Bassi, ne fatture Sentimentali; ripren-
li tollerava». Reminiscenze dell’Opera Luisa dendo indi l’Orchestra rimarrà o

33 L’arte del clarinetto


alla quinta del tuono, o all’Ottava gli autori più eseguiti nell’Otto- ultimi decenni, infatti, sono state
per passare all’Allegro. L’Allegro cento, la maggior parte di questo ristampate gran parte di quelle in
proseguirà a pieno per ben due tipo di letteratura fu nell’Otto- voga nell’Ottocento e stampate
o tre righe circa, modulando in cento ricordiamo, infine, la Ro- per la prima volta alcune rimaste
modo che facendovi cadere un manza e Valzer nell’Opera Faust di inedite, come le splendide fanta-
ameno motivo, di Rossini o d’al- C. Gounod di Aurelio Magnani sie sulle opere Tosca e Cavalleria
tro aggradito autore, da essere (1856-1921) e le trascrizioni dal- Rusticana di Carlo Della Giaco-
eseguito principalmente dall’I- le opere di Pietro Mascagni L’Ami- ma.
strumento sudetto, destar possa co Fritz e I Rantzau di Carlo Poz- Diversi clarinettisti e composito-
qualche piacevole sorpresa nel zi (1866-?). ri, infine, hanno ripreso ad ela-
ricordar ciò che in passato il Pub- Se si escludono alcune fantasie di borarle e a pubblicarle. Su tutti,
blico aggradì, e quindi interrotto Cavallini e Bassi, che furono tra spiccano le numerose trascrizioni
questo dalla piena degl’Istrumen- gli autori più eseguiti nell’Otto- operistiche di Michele Mangani
ti facendone un breve squarcio cento, la maggior parte di questo (1966) eseguite oggi in tutto il
di modulazione, ritorni a ria- tipo di letteratura fu sostanzial- Mondo, tra le quali, ricordiamo
nimarsi l’Istrumento prescelto, mente concepita per un uso di- le ottime fantasie Rossiniana
col far sentire qualche passaggio dattico o salottiero. (2015) e Verdiana (2013) per cla-
d’agilità, e sulla chiusa del quale Escluse poi dai programmi dei rinetto e orchestra o pianoforte.
l’Orchestra intiera debba andar concerti, queste fantasie rimase
a disporsi alle Cadenze finali, ro in uso fino ai primi decenni del Estratto dal mio prossimo
onde così abbia termine il Pez- Novecento solo nei saggi di stu- libro “Il Clarinetto in Italia:
zo con tutto brio e tutta forza». dio di alcuni Conservatori e Scuo- Storia, Organologia,
Quasi tutte le principali opere di le di musica di provincia. Letteratura e Virtuosi”.
Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Parzialmente riportate in auge
Pacini, Petrella, Morlacchi e Mer- intorno alla metà del Novecen-
cadante furono ridotte e variate to, grazie ad alcune revisioni
per clarinetto ma non mancano e ristampe curate da Alamiro
anche fantasie su opere di autori Giampieri (1893-1963), le fan-
minori che all’epoca godettero di tasie operistiche ritornarono nei
una certa popolarità. programmi dei concerti a parti re IN FOTO:
Tra queste vanno ricordate le Me- dalla fine del Novecento. Negli Domenico Liverani
lodie di Giuseppe Leonesi (1833-
1901) e le Fantasie di Giuseppe RIPRODUZIONE VIETATA ©
Cappelli (1830 ca.-?) e Vittorio
Cavallini (XIX secolo) dall’Opera
Ruy Blas di Filippo Marchet-
ti, la Trascrizione di Giuseppe
Misci (1853) e il Divertimento di
Giuseppe Leonesi dall’Opera Le
Educande di Sorrento di Emilio
Usiglio, il Duetto e la Cavatina di
Benedetto Carulli dall’Opera Il
Dominio nero di Lauro Rossi. Tra
le ultime fantasie per clarinetto e
pianoforte nell’Ottocento ricor-
diamo, infine, la Romanza e Val-
zer nell’Opera Faust di C. Gounod
di Aurelio Magnani (1856-1921)
e le trascrizioni dalle opere di
Pietro Mascagni L’Amico Fritz e I
Rantzau di Carlo Pozzi (1866-?).
Se si escludono alcune fantasie di
Cavallini e Bassi, che furono tra

34 L’arte del clarinetto


GIOVANI PROMESSE INTERVISTA

L’Arte del Clarinetto dedicherà in ogni suo numero uno spazio alle giovani promesse di
questo strumento tra chi si distingue per età e risultati ottenuti. Siamo certi si tratterà di
una scelta difficile avendo in Italia una nuova generazione di clarinettisti davvero molto
interessante e promettente che da qualche anno sta sbaragliando il panorama mondiale
aggiudicandosi premi e posizioni importanti in orchestra.

MICHELE FABBRICA
CLARINETTISTA PER SBAGLIO
Il protagonista di questa prima sezione dedicata alle giovani promesse è Michele Fabbrica, 21
anni di Forlì. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio pochi giorni dopo il suo ultimo im-
portante risultato. Michele, infatti, è stato il clarinettista vincitore ex-aequo del Premio delle Arti
2021, promosso dal MIUR, per la sezione Strumenti a fiato – Legni.
Michele com’è nata la tua storia
con il clarinetto?
La mia storia con il clarinetto inizia
come quella di migliaia di ragazzi,
ossia il corso musicale della scuola
media della mia città all’età di 11
anni. Quando scelsi la “Pietro Zan-
gheri” di Forlì feci un patto con mio
padre che consisteva nell’iscrizione
al corso musicale. In quel periodo
ero appassionato, non chiedetemi
perché, di musica medievale. Gli
ultimi mesi alle elementari assistetti
a un concerto di clarinetti che ese-
guivano musica medievale e mi
convinsi, ovviamente in maniera
errata, che il clarinetto fosse il pro-
tagonista di quella musica. Scelsi
così questo strumento per il mio
percorso, ecco perché amo definir-
mi “clarinettista per sbaglio”. Se i
ragazzi del famoso concerto aves-
sero avuto un altro strumento tra le
mani di certo avrei fatto un’altra
scelta e non starei qui con voi oggi.
Chi ti ha messo per la prima vol-
ta il clarinetto tra le mani? Come
lo ricordi?
Il mio insegnante designato era il
prof. Graziano Gerboni, ma per
questioni burocratiche legate a di-
visione delle classi dell’epoca fui
sorteggiato per entrare nella clas-

35 L’arte del clarinetto RIPRODUZIONE VIETATA ©


INTERVISTA

se del prof. Giorgio Ragazzini. Nonostante la tua giovane età e giovani talenti dell’Emilia-Roma-
Grazie a lui mi sono appassionato il libretto da studente hai anche gna e con cui seguo lezioni tenute
tantissimo a questo strumento, tan- fatto già esperienze importanti da maestri di fama internazionale,
to da incontrarlo anche durante le in formazione e in orchestra. come Carbonare, Oliva, Palermo,
vacanze estive per poter studiare Sì, ho già avuto questa fortuna che Mandolesi.
senza interruzione. Dopo due anni per Altrettanto importanti per cre-
e mezzo fu lui stesso a presentarmi uno studente è altamente formativa scere sono certamente i concorsi
al suo insegnante che sarebbe poi e complementare allo studio solisti- e di premi anche qui potremmo
diventato il mio insegnante in Con- co. Mi sono esibito per la rassegna citarne diversi. Quanto sono im-
servatorio. “I giovani talenti del clarinetto” portanti secondo te come espe-
Di chi stiamo dunque parlando? dell’Accademia Italiana del Clari- rienze per un giovane che si af-
Il Maestro che conobbi fu Piero Vin- netto, all’European Clarinet Festi- faccia al mondo della musica?
centi che mi accolse nella sua clas- val di Camerino, come solista con Oggigiorno, credo siano fonda-
se di clarinetto presso il Conserva- l’orchestra “LaVerdi” di Milano per mentali nella formazione di un mu-
torio “Bruno Maderna” di Cesena, la rassegna “Giovani Talenti”, con sicista. Come penso sia normale per
dove attualmente frequento il se- l’orchestra “Fabio da Bologna” e tutti, inizialmente vedevo i concorsi
condo anno del Biennio e dove ho con l’International Wind Ensamble semplicemente come “qualcosa da
conseguito la Laurea triennale con di Cesena, con il quale ho suonato vincere”. Con il passare del tempo
il massimo dei voti e la lode. Sicu- in tournee in Italia, Austria e Ger- mi sono però reso conto che, se
ramente il Maestro Vincenti è da mania. Durante una masterclass affrontati nel modo giusto, posso-
anni la mia guida sicura che con il alla Escuela Internacional de Mu- no essere utili sotto innumerevoli
suo lavoro costante ha costruito il sica a Oviedo, ho anche avuto l’o- punti di vista: mettersi alla prova in
clarinettista che oggi sono. nore di esibirmi davanti alla Regina condizioni di stress, e quindi testa-
Quali incontri ti stanno più a di Spagna Letizia Ortiz. Nel 2017 re la qualità della preparazione di
cuore di questi anni? sono stato selezionato per il Rome determinati brani; raccogliere i fee-
È davvero difficile poter scegliere Chamber Music Festival, dove mi dback della giuria e rendersi conto
tra le tante cose fatte in questi dieci sono esibito nel “Carnevale degli del livello in circolazione, cosa per
anni. Certamente indimenticabile animali” di Saint Saens, con re- nulla scontata ed utilissima, dato
è stata la mia prima masterclass gia di Enrico Stinchelli, autore e che può rappresentare uno stimo-
al Festival di Bertinoro, tenuta dal conduttore della “Barcaccia”, e a lo per un costante miglioramento
Maestro Vincenti e l’esecuzione del fianco di artisti di fama internazio- personale; infine ogni concorso è
concerto finale scelto tra i parteci- nale quali: Robert McDuffie, Elena anche un’occasione per conoscere
panti. Tra gli altri corsi ricordo con Matteucci e Massimo Ceccarelli. nuovi luoghi e nuove persone che
piacere quello nel 2014 al Con- Faccio parte dell’Italian Clarinet condividono la mia stessa passio-
servatorio di Oviedo e nel 2015 a Consort, storica orchestra di clari- ne.
Camerino durante l’Italian Clarinet netti, da molti anni che mi ha dato
Summer University con il Maestro la possibilità si suonare con solisti
Florent Heau. Ma onestamente non come il Maestro Corrado Giuffredi, Chiaramente la chiave
posso dire che siano stati meno en- tra le altre occasioni, al ClarinetFest per una buona esecuzio-
tusiasmanti le lezioni con maestri di Madrid e alla Società Filarmoni- ne, oltre alle giuste direttive
come Riccardo Morales, Florent ca di Trento o durante il ClarinetFest del proprio insegnante, è
Heau, Nuno Pinto, Bobo Yotzov, di Ostenda e i Festival Europei del lo studio. Per quanto possa
Nicholas Cox, Calogero Palermo, Clarinetto a Camerino e Gyor. Dal sembrare banale, purtroppo
Alessandro Carbonare, Stefano 2020, attraverso l’accademia ro-
Novelli, Giuseppe Balbi, Giorgio mana “Avos Project”, sono entrato che io sappia non esistono
Versiglia, Paolo De Gasperi, Cor- a far parte del “Quintetto Ghèlv- scorciatoie.
rado Giuffredi. ent”, quintetto di fiati composto da

36 L’arte del clarinetto


INTERVISTA

È anche molto importante imparare a vivere in ma- Quali sono i tuoi progetti di studio e non solo
niera sana il momento della competizione. Personal- per il futuro?
mente cerco di vivere la cosa nel modo più sereno e Chiaramente la mia intenzione è di continuare a
positivo possibile, ma non sempre è così facile… più mantenere i rapporti con il M° Vincenti, anche per-
si fa esperienza, e più ci si abitua e si impara a gestire ché oramai penso il repertorio cosiddetto contem-
la tensione, cosa fondamentale in questa professione poraneo, di cui Vincenti è uno dei massimi esperti,
e che quindi dimostra l’utilità dei concorsi. Nell’arco faccia parte del mio percorso, e mi piacerebbe con-
di questi anni con il M° Piero Vincenti ho avuto modo tinuare a sfruttare le sue conoscenze ed esperienze.
di cimentarmi in diverse competizioni, vincendo an- Da quest’anno inoltre partecipo al corso annuale con
che premi in Concorsi Nazionali ed Internazionali: il M° Calogero Palermo nella scuola di “Scatola So-
1^ premio Concorso nazionale “Città di Riccione”; 1^ nora”, a Roma, e spero di poter continuare anche in
premio Concorso nazionale futuro perché chiaramente è un’esperienza formativa
“Città di Pescara”; 2^ premio Concorso Internazio- meravigliosa.
nale “Omaggio a Ciro Scarponi” Todi (2014); 1^ Per quanto riguarda altri progetti, come ogni ragaz-
premio Concorso Internazionale “Città di Carlino”; zo che studia musica mi piacerebbe poter vivere di
2^ premio Concorso nazionale “I nuovi talenti del essa. L’ipotesi insegnamento un po’ mi spaventa, pur
clarinetto” Camerino (2016); 3^ premio Concorso affascinandomi, perché sento di avere ancora tanto,
Internazionale “Marco Fiorindo”, 2^ premio Con- troppo da imparare. Chiaramente uno degli obiettivi
corso Internazionale “G.Mensi” (2015), 1^ premio è anche quello di riuscire prima o poi a sedere sta-
Concorso Internazionale “Young Virtuosos” di Sofia bilmente in orchestra, quindi appena concluderò il
(2017), 1^ premio Concorso Internazionale “Saverio mio percorso di studi in conservatorio ho intenzione
Mercadante” (2017). Recentemente, a marzo 2021 di dedicarmi alla preparazione delle varie audizioni,
sono risultato fra i 5 vincitori del “Premio Nazionale e chissà, spero che prima o poi io riesca a realizzare
delle Arti”, Sezione Strumenti a Fiato - Legni, indetto il mio sogno.
dal MIUR.
Il 21 Giugno 2017 sono stato selezionato per parte- In bocca al lupo, Michele!
cipare alla Celebrazione della “Giornata della Mu-
sica” alla Camera dei Deputati, in quanto studente di
un conservatorio italiano distintosi in competizioni in-
ternazionali, dove sono stato premiato dal Presidente
della Camera Laura Boldrini.
L’emergenza pandemica ha cambiato i tuoi pia-
ni? Come pensi abbia influenzato la tua carriera
in questi mesi? Ne hai approfittato per studiare?
Diciamo che, per quanto abbia chiaramente limita-
to sia il mio percorso di studio sia le mie attività, ho
cercato di sfruttare al meglio il periodo di lockdown
per studiare e colmare il più possibile alcune mie ca-
renze. Il fatto di non aver avuto per un determinato
lasso di tempo impegni a breve termine ha fatto sì
che potessi concentrarmi anche su esercizi basilari,
al fine di avere fondamenta più solide possibili. Lo
studio è stato una costante che mi ha sicuramente
aiutato a mantenere una certa lucidità in un periodo
per nulla facile per tutti, anche se dopo qualche mese
di reclusione l’impulso di buttare dalla dalla finestra il
clarinetto qualche volta c’è stato.

37 L’arte
L’artedel
delclarinetto
clarinetto
38 L’arte del clarinetto
RUBRICA
LE ORCHESTRE DI CLARINETTI

DAL CLARINETT’ENSEMBLE
ALL’ITALIAN CLARINET
CONSORT
di Maria Maiolo
È la fine del XIX quando, per la prima volta, Gusta-
ve Poncelet (1844-1903) clarinettista e sassofonista In foto: Camerino (MC), Teatro Marchetti
belga creò il primo coro di clarinetti, composto da un
massimo di ventisette musicisti, presso il conserva-
torio di Bruxelles dove era professore.
Da allora questa nuova formazione fiorì anche nel
resto del mondo arrivando in Italia nel 1980 grazie
al clarinettista e compositore italiano Ciro Scarponi,
che fondò a Perugia il Clarinett’Ensemble. Il grup-
po, che raccoglieva alcuni tra i più bravi clarinettisti
italiani, collezionò da subito diversi consensi e meri-
tati successi. È il 1985 quando si ritrova protagonista
di una produzione per la Biennale di Venezia ed incide
diversi LP per la EdiPan di Roma con musiche scritte
e dedicate al gruppo stesso.
Ciro Scarponi, raggiunto l’apice della sua carriera ed
oberato dai suoi impegni artistici, decise di sciogliere
il gruppo.
Piero Vincenti, tra i fondatori del gruppo, che aveva Sotto la guida del maestro Vincenti il gruppo cambia
occupato per più di un decennio il posto di clarinet- diverse volte denominazione arrivando all’ultimo e
to e clarinetto piccolo all’interno del Clarinett’En- definitivo nome con cui è ormai conosciuto in diver-
semble e da sempre sostenitore della tradizione se parti del mondo: Italian Clarinet Consort.
clarinettistica italiana, decise di rilevare l’intera bi- L’ensemble, formato da rinomati professionisti e
blioteca del Clarinett’Ensemble e poco dopo diede validissimi giovani clarinettisti di età media sotto i
vita a un nuovo coro di clarinetti, proprio con l’inten- trent’anni, è tra le pochissime realtà nazionali che
to principale di proseguire il lavoro interrotto dal suo propone l’intera famiglia dei clarinetti; dal clarinetto
maestro. piccolo in Mib al clarinetto soprano in Sib e in La, al
clarinetto contralto, al corno di bassetto fino al clari-
netto basso e contrabbasso con organico variabile a
seconda dei programmi proposti.
L’Italian Clarinet Consort ha tenuto concerti in
varie città italiane e all’estero ottenendo ovunque
lusinghieri consensi dalla critica e dal pubblico. Ha
partecipato su invito della Direzione artistica al Cla-
rinetFest2015 (Festival Mondiale del Clarinetto) che
si è tenuto a Madrid presso il Centre Cultural Conde
Duque presentando il CD “Tribute to Henghel Gual-
di” con la partecipazione straordinaria del clarinetti-
sta Corrado Giuffredi.
Il 6 agosto 2015 ha partecipato alla messa in scena
del Dittico operistico “La serva padrona” di G.B.Per-
golesi e “Storie di cavalli, orsi e.... vedove inconsolabi-
li” di Marco Pontini al 29° Camerino Music Festival,
ottenendo il posto per la prima volta della tradizio-
In foto: Fabriano (AN), nale Orchestra lirica. Nel 2016 ha tenuto un concerto
Chiostro Complesso Monumentale di San Benedetto all’interno della stagione concertistica della Società
39 L’arte del clarinetto
Filarmonica di Trento con Corrado Giuffredi.
Nel 2018, diretto da Angelo Semeraro, ha partecipa-
to al ClarinetFest2018 di Ostenda in Belgio e all’8°
European Clarinet Festival a Gyor (Ungheria). Nello
stesso anno si è esibito presso il Teatro Piermarini di
Matelica all’interno della stagione concertistica.
Il repertorio varia dalle numerose trascrizioni ed
arrangiamenti che spaziano nei più svariati generi
musicali alle importanti opere appositamente scrit-
te per questa compagine che spesso collabora con
famosi solisti del clarinetto quali Fabrizio Meloni,
Gabriele Mirabassi, Corrado Giuffredi, Rocco Parisi, Ca-
logero Palermo.

L’Italian Clarinet Consort, dopo questo lungo pe-


riodo che ha messo in ginocchio e penalizzato l’inte-
ro settore musicale, è pronto per riprendere l’attività
musicale; ad attendere i giovani clarinettisti, guidati
dal Maestro Piero Vincenti e da Angelo Semeraro, nu-
merosi progetti a livello nazionale ed internazionale.

www.accademiaitalianaclarinetto.com
41 L’arte del clarinetto
Alessandro Carbonare è Primo Clarinetto
dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di
Santa Cecilia dal 2003. Precedentemente ha
occupato il posto di Primo Clarinetto Solista
all’Orchestre National de France e ha avu-
to importanti collaborazioni con i Berliner
Philharmoniker, la Chicago Symphony e la
Filarmonica di New York.

RIPRODUZIONE VIETATA © INTERVISTA


42 L’arte del clarinetto L’arte del clarinetto 42
INTERVISTA

Incontriamo
ALESSANDRO CARBONARE
di Claudio Cavallaro

Da giovanissimo si è imposto nei più importanti concorsi internazionali,


quali Ginevra, Praga, Tolone, ARD di Monaco di Baviera e Parigi.
Collabora con i più eminenti musicisti in ambito classico e non solo:
è infatti un appassionato cultore della musica jazz e del klezmer.
Su personale invito di Claudio Abbado, Alessandro Carbonare ha accettato il
ruolo di Primo Clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra
Mozart con la quale, sempre sotto la direzione del maestro Abbado,
ha registrato per Deutsche Grammophon il Concerto K 622 al clarinetto
di bassetto, premiato con il Grammy Award 2013.
È professore di clarinetto all’Accademia Chigiana di Siena e ai
Corsi dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.

Con questa tua intervista inaugu- ero pieno di impegni e non ho potuto
riamo il magazine L’arte del cla- accettare gli inviti di Piero. Mi auguro
rinetto. Collabori con l’Accademia con tutto il cuore che si possa tornare
Italiana del Clarinetto da diversi al più presto a vivere Camerino, che è
anni. Vuoi raccontare ai lettori un stata la seconda casa di noi clarinet-
momento di questa collaborazione tisti per alcuni anni, e il Palazzo della
che ti è rimasto particolarmente nel Musica.
cuore? Sei Primo Clarinetto dell’Orchestra
Di ricordi ne ho parecchi, ma posso dell’Accademia Nazionale di Santa
dirti che tantissimi anni fa, prima che Cecilia da ormai diciotto anni. Nel
Piero Vincenti fondasse l’Accademia, ci 2020 il BBC Music Magazine ha
trovammo a Città di Castello per lavo- inserito l’orchestra romana nella
ro e, durante una pausa, lui mi parlò top ten delle orchestre sinfoniche
del progetto che aveva in mente. In Ita- internazionali, certificando una
lia, a differenza che negli Stati Uniti, in crescita davvero importante. Ci
Francia e in altri Paesi, non c’era un’as- racconti come hai vissuto dall’inter-
sociazione del genere e mi ricordo che no questa escalation?
gli dissi che lui era l’unico che poteva Quando arrivai a Roma nel 2003,
creare una realtà simile. Dopo pochi dopo quindici anni in Francia, Santa
mesi nacque l’Accademia Italiana del Cecilia non aveva una grande nomea:
Clarinetto e io fui molto contento di es- veniva considerata un’orchestra di me-
sere stato tra i primi a benedire questo dio livello e soprattutto molto indiscipli-
progetto. Posso aggiungere invece con nata. Decisi di fare comunque questa
rammarico di non aver avuto il piace- scelta perché desideravo tornare a vi-
re di vedere il Palazzo della Musica a vere in Italia, ma fu un salto nel buio
Camerino, perché nell’unico anno in totale. Per me è stato incredibile, anno
cui è stato attivo prima del terremoto, dopo anno, rendermi conto della ma-

43 L’arte del clarinetto


INTERVISTA

turazione di quest’orchestra, e non si Questo gli consentirà, inoltre, di ave-


è trattato di un miglioramento soltan- re un’agenda più ‘umana’, nella quale
to musicale, ma caratteriale. Anche il potersi dedicare anche ad altri progetti
ricambio di forze che c’è stato negli e a sé stesso. Io ho la fortuna di fare
anni, unito all’esperienza di coloro anche musica da camera con Tony
che invece vi lavoravano da tempo, (sic!) e, ogni volta che c’è da sceglie-
ha contribuito a questo salto di qualità. re una data per un concerto, mi apre
Tutti abbiamo abbracciato il progetto l’agenda davanti agli occhi e non c’è
di Antonio Pappano, che a Roma ha un giorno in cui non abbia impegni.
portato il duro lavoro. Il suo discorso Quello che gli auguro è che, grazie a
è stato semplice: possiamo lavorare questa nomina, potrà occuparsi a pie-
di più o di meno, ma se poi il livello si no regime solo di un’orchestra e quindi
abbassa non lamentiamoci del fatto di avere un po’ di tempo per le persone
che chiudano le orchestre. Mi spiace a lui care.
fare questo discorso un po’ polemi- Prima di lavorare all’Accademia di
co, ma l’Italia è piena di orchestre che Santa Cecilia sei stato per lunghi
galleggiano: cominciamo ad alzare il anni Primo Clarinetto dell’Orche-
livello musicale e verremo riconosciu- stre National de France.
ti come un’eccellenza. Per un lungo Hai collaborato inoltre con i Berli-
periodo siamo stati famosi nel mondo ner Philarmoniker, con la Chicago
per il nostro lassismo, adesso non più! Symphony Orchestra, con la Filar-
Quando andiamo all’estero possiamo monica di New York e con la Lucer-
permetterci di suonare il repertorio del ne Festival Orchestra. Sono contesti
Paese che ci ospita, cosa impensabi- molto diversi da quelli italiani?
le fino a qualche anno fa. Con Santa Beh, sì. Partiamo dalla Francia: il suono
Cecilia siamo andati al Musikverein di delle orchestre francesi è molto diverso
Vienna a suonare le sinfonie di Mahler dal nostro, perché è molto più delicato,
e di Bruckner, riscuotendo il plauso del leggero e trasparente. Solo lavorando
pubblico e della critica. Un traguardo per tanti anni in ambienti come quelli
raggiungibile solo con il lavoro e con una capisci qual è il vero suono di Debussy,
mentalità energica e all’avanguardia. di Ravel e degli altri grandi compositori
A proposito di Antonio Pappano: d’oltralpe. Quando nei miei corsi inse-
nel 2023 il Maestro lascerà la dire- gno la Rapsodia di Debussy cerco di
zione musicale dell’Orchestra Na- trasmettere tutto questo, ma è qualcosa
zionale di Santa Cecilia, rimanen- che è difficile spiegare a parole perché
done però direttore emerito, per va vissuta con una certa consuetudine.
approdare alla London Symphony.
Hai un augurio da fargli e un augu- Delle orchestre americane ricor-
rio da fare a voi ceciliani che perde-
do l’incredibile compattezza: tutti
rete con lui quella quotidianità che
ha portato ai successi di cui abbia- i professori, anche se in alcuni
mo appena parlato? casi si tratta di grandi solisti, si
Innanzitutto plaudo la scelta che è stata mettono a servizio del gruppo
fatta dai vertici dell’Accademia di no- come fanno i professionisti degli
minarlo direttore emerito, perché que- sport di squadra, riuscendo a
sto ci darà modo, anche se con meno
mettere da parte la loro perso-
assiduità, di continuare a lavorare con
lui. Posso dire che la chiamata della nalità per far emergere quella
London Symphony non si può rifiutare, dell’intera compagine.
specie per un direttore inglese.

44 L’arte del clarinetto


INTERVISTA

A Berlino, invece, avveniva la subli- A proposito di follower e di like,


mazione di tutto questo: si riusciva ad qual è il tuo rapporto coi social?
avere compattezza ma valorizzando il Io sono abbastanza presente sui so-
solismo dei singoli elementi. cial ma mi rendo conto di esserlo molto
Ma il non plus ultra, per me, è stata meno di tanti altri miei colleghi. Tempo
l’esperienza di Lucerna, soprattutto nel fa ho pubblicato l’Adagio del Concerto
periodo di Claudio Abbado: in nes- di Mozart con Abbado, che in una set-
sun’altra orchestra ho trovato quella timana ha ottenuto 5mila visualizzazio-
freschezza, quella vitalità, quella musi- ni; giorni dopo, in montagna, mi sono
calità, quel suono che mi portano a de- divertito a fare un video completa-
finirla ‘l’orchestra perfetta’. Inoltre sono mente e volutamente idiota che invece
arrivato a Lucerna al posto di Sabine di visualizzazioni ne ha avute 50mila
Meyer, che è una musicista che stimo in poche ore, così come ne ha avute
immensamente. 70mila il video in cui facevo il doppio
Tra i clarinettisti italiani sei sicura- staccato per tre minuti o quello in cui
mente un apripista, perché sei stato facevo una scala fino al Do sovracuto.
tra i primi ad affiancare al reperto- Purtroppo, per mantenersi sui social,
rio classico quello jazzistico e quel-
lo popolare. Oggi questa versatilità
è tipica di altri tuoi colleghi, ma fino
ad un paio di decenni fa qualcuno
avrebbe storto il naso ascoltando
il Primo Clarinetto della più presti-
giosa orchestra italiana suonare un
freilach o improvvisare su uno stan-
dard jazz.
Una delle più grandi fortune che ho
avuto nella vita è stata quella di incon-
trare il mio agente, Lorenzo Baldrighi,
col quale collaboro da ormai trent’an-
ni. Grazie alla stima e al prestigio di cui
gode mi sono potuto permettere di pro-
porre dei programmi che altrimenti non
sarebbero stati accettati. Personalmente
mi approccio alla musica extra-classi-
ca con la dovuta umiltà: so bene di non
essere un jazzista, né sono ebreo, però
ho una grande passione per il jazz e
per la musica klezmer, di cui negli anni
ho potuto approfondire il linguaggio,
avendo la fortuna di partire da solide
basi. C’è da dire che oggi, purtroppo,
c’è chi affronta questo repertorio senza
alcuna conoscenza e poi ci sono tanti
grandi professionisti che hanno abdi-
cato completamente alla grande lette-
ratura classica per suonare musica più
‘facile’, per usare un eufemismo, soltan-
to con lo scopo di guadagnare qualche
follower e qualche like in più.

45 L’arte del clarinetto


bisogna fare prevalentemente caz- Cosa ne pensi delle nuove leve
zate, perché questo popolo vuole italiane e c’è qualcuno su cui
roba semplice e breve. Parliamoci scommetteresti più degli altri?
chiaro: un grande collega come Non voglio fare nomi perché sono
Fabrizio Meloni ha scelto di sta- talmente tanti i giovani italiani che
re fuori dal giro dei social perché hanno raggiunto altissimi livelli che
fondamentalmente non ha bisogno sicuramente ne dimenticherei qual-
di pubblicità. Poi ci sono altri colle- cuno. Basti dire che nei concorsi
ghi, soprattutto stranieri, che se non per Prime Parti nelle grandi orche-
stanno sempre sul pezzo vengono stre europee c’è sempre un italiano
presto dimenticati, evidentemente in finale. Ai miei tempi i clarinettisti
perché hanno poco da dire. italiani non contavano nulla, per-
Anche nella formazione di grup- ché non avevamo conservatori e
pi cameristici hai un approccio allargare il repertorio. A noi si è professori internazionalmente ri
jazzistico: come i grandi del jazz unita inizialmente Perla Cormani, conosciuti che ci sostenevano. Per-
ti circondi di bravissimi musicisti alla quale è poi subentrato Giu- mettimi allora di dire che il merito,
che non possono vantare l’alti- seppe Muscogiuri. Ci divertiamo oltre che a questi bravissimi giova-
sonanza del tuo nome, ma con tantissimo insieme perché spazia- ni, va dato alla mia generazione, a
loro ti poni come primus inter mo da Mozart al jazz e nel nostro quella dei cinquantenni, perché in
pares. È il caso dell’Alessandro programma non capita mai di suo- questo siamo stati veramente degli
Carbonare Clarinet Trio. nare lo stesso strumento per più di apripista. Con l’umiltà del lavoro
Anche questa esperienza è nata due pezzi consecutivi. L’Alessandro abbiamo ridato vita alla gloriosa
per merito del mio agente, che mi Carbonare Clarinet Trio è il mio scuola italiana del clarinetto, fa-
propose di mettere su un trio di cor- momento di divertimento e se mi la- cendola riconoscere a livelli inter-
ni di bassetto col fine di eseguire i sciano carta bianca per un concer- nazionali, e, guarda caso, adesso
Divertimenti di Mozart. Ci ho pen- to non ho dubbi: propongo il trio. ai concorsi per orchestra arrivano
sato un po’ su e ho voluto rilancia- A proposito di bravi clarinettisti, in finale clarinettisti di nazionalità
re: ho contattato Luca Cipriano, negli ultimi anni molti giovani una volta impensabili: italiani, spa-
che oltre a suonare il clarinetto, il italiani si sono imposti nei con- gnoli e portoghesi. Le scuole fran-
corno di bassetto e il clarinetto bas- concorsi internazionali e hanno cesi e tedesche non contano più
so è un bravissimo arrangiatore, e vinto posti nelle più prestigiose come una volta.
con lui abbiamo pensato a come orchestre in Italia e all’estero.

Per salutarci non ti chiedo una riflessione sul presente, che è


difficile per tutti, ma sul futuro. Qual è il tuo augurio?

Ti rispondo con tre parole:


ritrovare la serenità.

46 L’arte del clarinetto


INTERVISTA
PIANETA CLARINETTO ANTICO

IL CLARINETTO STORICO
IN ITALIA
di Rodolfo La Banca
Negli ultimi 10 anni il mondo del M° Ciro Scarponi. La Musica clarinettisti che volevano spe-
dei Conservatori italiani è decisa- Antica, all’epoca fenomeno deci- cializzarsi nel clarinetto storico
mente cambiato. samente più di nicchia della mu- dovevano tradizionalmente pel-
La velocità del cambiamento non sica d’avanguardia, non compare legrinare all’estero, per seguire i
fa del tutto trasparire la vera per molti anni nell’ambito dell’of- corsi già da tempo attivati in mol-
portata del progetto, in ambito ferta formativa all’interno di ti dei conservatori stranieri, che
didattico. La grande novità della molti Conservatori. Questo vuo- già circa quaranta anni fa presen-
recente riforma dei Conservatori to è colmato con l’attuale prima tavano la moderna tripla strut-
è stata appunto l’introduzione di apertura dei corsi accademici di tura sovrapposta di Conservatori
nuovi corsi di studio, con nuove Clarinetto storico, comprendenti di Musica Classica / Antica / Jazz,
strade di specializzazione. Questi corsi di Propedeutico, Triennio, il tutto in un unica istituzione.
corsi, inizialmente sperimentali, Biennio di pari livello ed orga- Non è scontato affermare che, in
sono ora entrati a pieno diritto nizzazione rispetto ai corsi noti fondo, l’interesse verso la Musica
nell’ambito dei corsi accademici degli strumenti di tradizione. Antica da parte dei Clarinettisti
AFAM. Curiosamente, nell’immaginario italiani c’è sempre stato. Magari
Grazie alla nascita dei diparti- collettivo, la musica antica è da un mero interesse intellettuale,
menti e dei coordinamenti didat- sempre legata principalmente ad in fondo, abbastanza vivace. Ne
tici, al giorno d’oggi lo studente strumenti specifici, in primis il da credito il grande successo tra i
di Clarinetto può specializzarsi a cembalo, il liuto, il flauto dolce colleghi del libro “Il Clarinetto” di
livello interpretativo, spaziando, e la viola da gamba, e poi in una J. Brymer, testo che molti hanno
se ne ha piacere, dalla Musica An- seconda fase storica, alle versioni sfogliato almeno una volta.
tica alla musica contemporanea, barocche del violino, del violon- Proprio il lavoro di Brymer è iden-
dalla musica tradizionale al jazz cello, dell’oboe, del traversiere ed tificato come uno dei principali
e al pop. altri. volumi rivolti allo studio del Cla-
Storicamente, guardando al re- Curiosamente, sono proprio i cla- rinetto e delle sue peculiarità. Nel
cente passato, gli interessi in- rinettisti ad avvicinarsi per ultimi libro sono affrontati infatti sia gli
terpretativi predominanti si li- alla musica antica, probabilmente aspetti tecnici che le caratteristi-
mitavano al mondo della Musica per il mero procedere cronologico che acustiche, con un ampio capi-
Contemporanea e della Musica dell’operazione, mentre per alcu- tolo storico dedicato alla nascita
Jazz. ni degli strumenti nominati, gli e l’evoluzione dello strumento.
Risultato o causa di questa si- insegnamenti sono ormai conso- Ora, per fortuna, la tendenza sta
tuazione egemonica fu l’enorme lidati negli anni: solamente degli decisamente cambiando. L’inte-
produzione di nuova musica per strumenti della cosiddetta secon- resse verso il Clarinetto antico
clarinetto, sul finire dello scorso da ondata, molti insegnamenti si sta crescendo in modo a dir poco
secolo, solo di qualche anno fa. avvicinano al decennio, mentre esponenziale. Il numero dei Con-
Ricordiamo, tra i grandi protago- per i precedenti inserimenti ci si servatori che odiernamente han-
nisti del periodo, clarinettisti che avvicina ai dieci lustri. Per una no attivato i corsi di Clarinetto
hanno dedicato l’intera vita alla serie di ragioni articolate, il clari- storico stanno crescendo in buo-
ricerca, all’approfondimento e netto storico è rimasto per molto na progressione, in un circolo
alla diffusione della Musica Con- tempo particolarmente trascura- virtuoso che promuove, oltre alla
temporanea, personaggi tra cui si to, almeno in Italia. In assenza di crescita personale, le nascenti
staglia irraggiungibile la figura un’offerta didattica autoctona, i possibilità di futuro inserimento
47 L’arte del clarinetto
lavorativo, aspetti che non passa- INTERVISTA
no certo inosservati all’attenzio-
ne degli allievi più avveduti.
Ricordiamo i Conservatori che
alla data odierna hanno già atti-
vato un corso di Clarinetto stori-
co: Frosinone, Parma, Cosenza,
Vicenza e Padova.

Perché studiare uno strumen-


to antico nel XXI secolo ?
Qual’è il profilo tipico dell’al-
lievo interessato a questo per-
corso formativo?
Queste domande possono pre-
sentare risposte diversificate, pe-
raltro senza la pretesa di essere
esaustivi. Parleremo in particola-
re di due tipi di studente.
Il primo tipo di studente è colui il
quale cerca, nello studio della se-
miografia e nella Musica Antica,
il proprio sbocco professionale.
Studenti che vogliano perfezio-
narsi in uno specifico repertorio,
che vogliono specializzarsi, incar-
nandosi in un nuovo tipo di figu-
ra professionale di clarinettista
“storicamente informato”.
Il secondo tipo di studente ha un
approccio alla materia del tutto
diverso.
Questo studente ha un interes-
se allo studio della filologia un
po’ più distaccato, o per lo meno
la osserva senza sentirsi forza-
tamente condizionato. Studia il
Clarinetto storico alla ricerca di
una più profonda consapevolez-
za personale, avendo conosciuto
meglio cosa sia l’eventuale esecu- La tradizionale tendenza estero-
zione “storicamente informata”. Di questo passo, in risposta fila degli italiani sta cambiando
Dal punto di vista pratico, lo stu- alla crescente richiesta gradualmente, i flussi migratori
dente di Clarinetto storico spazia didattica da parte degli degli studenti cambiano mete e
dai più antichi chalumeau ai cla- destinazioni. Nei Conservatori di
rinetti barocchi, transitando dal
studenti, non è da escludere Frosinone e di Parma, per le clas-
fondamentale clarinetto classico che nei prossimi dieci anni si di Clarinetto storico, si sono
per spingersi fino agli strumenti tutti i Conservatori italiani riscontrate diverse domande di
romantici. In termini di autori possano scegliere di avere iscrizione di studenti provenienti
principali, esemplificando ai mi- dall’estero. Studenti capaci e mo-
nimi termini, in modo sbrigativo,
in organigramma anche tivati che decidono di trasferirsi
si parte da Vivaldi, passando per l’insegnamento del nelle nostre città per studiare gli
spingersi fino a Brahms. Clarinetto storico. strumenti della Musica Antica,

48 L’arte del clarinetto


ed in particolare il Clarinetto storico. L’approccio gli studenti del conservatorio, i loro docenti, e al-
è fresco e vitale, l’accademismo rigido lascia spazio cuni esterni.
alla vita. Potrebbe trattarsi addirittura di una prima ese-
La filologia non è vissuta come un cappio stretto al cuzione su strumenti storici di questo brano nel
collo: i nostri allievi respirano musica a pieni pol- Lazio.
moni, formando gruppi di studio e di ricerca musi- In un panorama attuale di estrema precarietà del
cale sugli autori più noti senza trascurare i compo- lavoro musicale un po’ universale, vediamo l’Italia
sitori meno rinomati, portando in giro i frutti del col triste primato negativo di capolista del settore.
loro lavoro in veste esecutiva, in Italia e all’estero. In questa situazione, come negli altri ambiti la-
Studenti e vorativi, la risposta più efficace sembra quella di
professionisti allo stesso tempo. Purtroppo l’at- indirizzarsi verso una specializzazione delle com-
tuale crisi sanitaria non ha certamente aiutato petenze acquisite.
una situazione musicale italiana già in forte disa- Per gli strumentisti del XXI secolo, la ricerca di
gio professionale. In Italia abbiamo ottimi docenti una strada tra i massimi sistemi musicali passa sì
di Clarinetto sia moderno che storico, professio- attraverso la consapevolezza di un repertorio che
nisti più che affermati in ambito internazionale. li appaga dal punto di vista espressivo, ma soprat-
Come capita un po’ per tutti gli insegnamenti, si tutto attraverso una definizione ulteriore delle ca-
paga comunque a caro prezzo il difficile momento pacità e delle competenze specifiche. A questo pro-
vissuto dai Conservatori italiani, nonché la forte posito, il Clarinetto storico sembra fornire diverse
concorrenza dei rinomati istituti esteri di antica risposte a tutte queste esigenze formative.
tradizione musicale, entità sicuramente blasona- Non mi sorprenderei dunque nel vedere nei pros-
te, ma talvolta in fondo un po’ sopravvalutate. simi anni un ottimo incremento dei corsi di Clari-
Il conservatorio di Frosinone quest’estate eseguirà netto storico in tutta Italia, o per lo meno me lo
la Serenata N. 10 detta “Gran Partita” di W.A.Mo- auspico con tutto il cuore, nell’interesse comune,
zart, su strumenti d’epoca, un progetto didattico degli allievi e nostro. Ma per il momento ci sono
ed esecutivo che vedrà impegnati principalmente ancora molti dubbi e poche certezze.

49 L’arte del clarinetto


50 L’arte del clarinetto
NEWS
RUBRICA

DALL’ICA
di Luca Saracca
Cari Amici,

è un onore e un piacere inaugurare con questo saluto


il primo numero della rivista online L’Arte del Clari-
netto, una pubblicazione fortemente voluta dal Pre-
sidente A.I.C. Piero Vincenti e che va ad aggiungersi
a tutti quei servizi (nazionali ed internazionali) col-
legati alla nuova joint venture che vede collaborare
l’Accademia Italiana del Clarinetto con la International
Clarinet Association. Come responsabile delle rela-
zioni internazionali per I.C.A. sin dal 2018 vi posso
assicurare che l’associazione ha fatto un investimen-
to importante per concentrarsi maggiormente sulla
componente internazionale e l’Accademia Italiana
del Clarinetto è stata la prima Sister Organization a
livello mondiale ad essere riconosciuta da I.C.A. e,
conseguentemente, ad aderire a questa proposta.
L’elezione del Vice Presidente Internazionale Prof.
Eddy Vanoosthuyse nel board I.C.A. ha portato, nel
settembre 2020, alla costituzione di una Commis-
sione Internazionale composta dallo stesso Vice Pre-
sidente, dalla Dr. Caroline Hartig, dallo scrivente e
dalla Prof.ssa Severine Sierens (collaborano ex officio
Denise Gainey e Diane Berger) e con essa anche molte “L’International Clari-
novità. La più importante è, sicuramente, la possibi-
lità di accedere ai servizi di una associazione nazio- net Association è la più
nale e a quelli di un collaudato sistema internaziona- grande comunità di clari-
le ad un costo che non posso definire che popolare.
E pur vero che in un momento così difficile a livello nettisti e appassionati di
mondiale in tutti i settori, nel nostro in particolare,
causa pandemia qualcosa andava fatto; la risposta a clarinetto nata nel 1973
quanto proposto da International Clarinet Association a Denver (Colorado) negli
ha superato le aspettative e le adesioni, dopo quella
dell’Accademia Italiana del Clarinetto, sono pervenu- USA, promotrice del
te da ogni continente ed il successo di questa opera- ClarinetFest®
zione è da considerarsi globale. Mi riservo di comu-
nicare i numeri di questa rilevante operazione nel
prossimo numero della rivista nel mese di dicembre,
quando saremo molto vicini al primo anniversario.
Per il momento l’augurio è che si possa, tutti, torna-
re al più presto alle attività artistiche, musicali, con-
certistiche, didattiche alle quali abbiamo dedicato le
nostre vite. Concluderò con il benvenuto al M° Nicola
Bulfone come nuovo Referente I.C.A. per l’Italia che
dal 1° gennaio ha sostituito in questo essenziale lavo-
ro il M° Luigi Magistrelli al quale va un ringraziamen-
to dal profondo del cuore per il prezioso lavoro svolto
nel corso degli anni in questo ruolo.
A nome di I.C.A. International Council un Caro
Saluto e i Migliori Auguri.

51 L’arte del clarinetto


RUBRICA
SMIM

Strumento musicale
nella scuola:
dalle origini ai giorni nostri
di Rocco Masci

prendere almeno una specialità strumentale per


ciascuno dei tre settori fondamentali: strumenti a
tastiera (pianoforte)
, strumenti a corda (violino o
violoncello o chitarra classica)
, strumenti a fiato
(oboe o clarinetto o flauto o corno o tromba).
E’ necessario riportare di seguito anche l’assetto or-
ganizzativo di tali corsi in quanto esso è stato il mo-
dello dal quale successivamente è scaturita l’organiz-
zazione attuale dei corsi: La sperimentazione musicale
prevede quattro ore di insegnamento di materie musicali
alla settimana, così suddivise: tre ore di educazione mu-
sicale (teoria-solfeggio e dettato musicale comprensive
delle ore di educazione musicale curriculari); un’ora di
strumento musicale, impartita in due mezze ore indivi-
duali da effettuare, a distanza di giorni, due volte alla
settimana.
In materia di reclutamento dei Docenti, essendo
una nuova “materia” ed in via di sperimentazione,
si diede la possibilità di chiedere tale insegnamento
a Docenti: “delle materie musicali, nei predetti corsi, è
conferito ad insegnamenti di ruolo, incaricati o aspi-
ranti all’incarico inclusi nelle graduatorie provinciali
per l’insegnamento dell’educazione musicale, oppure a
nuovi aspiranti a supplenze di educazione musicale, che
siano in possesso di particolari requisiti artistico-didatti-
co-professionali, nonché del diploma specifico per l’inse-
gnamento di uno degli strumenti musicali indicati al pre-
cedente art. 1, valutati dalla commissione di cui all’art.
Lo studio dello strumento musicale nella Scuola 7. “ (Art. 2 comma 1) ; Per l’insegnamento della Chi-
media, nasce con il decreto Ministeriale del 3 ago- tarra era richiesto l’attestato del corso straordinario
sto del 1979, con il quale, a partire dall’anno scola- di chitarra decennale, rilasciato da un Conservatorio
stico 1979/80, si istituivano in via sperimentale i di Musica Statale (Art. 2 comma 2). Sempre in ma-
corsi triennali di strumento musicale nella scuola teria di reclutamento dei docenti, come già citato
media. In questa prima fase le scuole autorizzate e dall’art. 2, era prevista la valutazione dei requisiti
artistico-didattico-professionali dei docenti aspiran-
gli strumenti che si potevano studiare, sulla base
ti all’insegnamento delle materie musicali nei corsi
di quelle previste nel quadro dei corsi principali di cui trattasi e veniva effettuata dalla commissione
dei conservatori di musica, erano: pianoforte, vio- di valutazione del provveditorato agli studi di com-
lino, violoncello, oboe, clarinetto, flauto, corno e petenza (Art. 7). Come si evince dagli elenchi degli
tromba; In deroga a quanto previsto dall’articolo 1 strumenti che potevano essere studiati nelle scuole
comma 1, era ammesso anche lo studio della Chi- sperimentali, vi era anche il clarinetto, ritenuto uno
tarra classica. Erano ammessi alle varie specialità strumento versatile, di approccio non difficile, di uso
comune soprattutto nelle piccole realtà locali dove
strumentali un numero di alunni che poteva varia- spesso erano presenti bande musicali. Lo studio del
re da mino 5 a massimo 6 e i corsi dovevano com- clarinetto, soprattutto nelle regioni meridionali, era
52 L’arte del clarinetto
spesso legato a tali realtà musicali, come ad esem- (Riconduzione ad ordinamento dei corsi sperimen-
pio le numerose bande presenti nei piccoli paesi, nei tali ad indirizzo musicale nella scuola media ai sen-
quali spesso lo studio di uno strumento musicale era si della legge 3 maggio 1999 n. 124 art. 11 comma
anche una delle poche attività aggreganti. 9), indica criteri organizzativi e di organico per i
Negli anni successivi al decreto del 79 non vi furono
atti normativi di rilievo fino al 1996, quando, con il corsi musicali e afferma anche importanti princi-
Decreto Ministeriale del 13 febbraio 1996, all’artico- pi di autonomia delle singole istituzioni scolasti-
lo 1 si legge: “I corsi sperimentali ad indirizzo musicale che.
Anche il reclutamento dei docenti subisce un
di cui al presente decreto costituiscono parte integrante notevole cambiamento, infatti con la legge del 20
del progetto metodologico-didattico della scuola media agosto 2001 la n° 333 (Art. 1 Comma 2 bis) si regola
e si realizzano nell’ambito della programmazione edu- l’accesso alle “graduatorie permanenti di strumento
cativo-didattica dei Consigli di classe e del Collegio dei
docenti, in sintonia con la premessa ai programmi della musicale nella scuola media, di cui agli articoli 5 e 6
scuola media. Gli stessi, pur non essendo indirizzati a del regolamento, i docenti privi del requisito di servi-
prevalenti prospettive specialistiche, non escludono, per zio di insegnamento, in possesso dell’abilitazione in
la loro specificità, una valenza funzionale e propedeutica educazione musicale che, alla data di entrata in vigore
alla prosecuzione degli studi musicali.” I corsi musicali della legge 3 maggio 1999, n. 124, erano inseriti ne-
avevano la finalità di concorrere a promuovere la for- gli elenchi compilati ai sensi del decreto del Ministro
mazione globale dell’individuo offrendogli occasioni
di maturazione logica, espressiva e comunicativa, di della pubblica istruzione 13 febbraio 1996, pubblica-
consapevolezza della propria identità e quindi ope- to nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3 maggio 1996,
rare scelte per il proprio futuro; consentire all’alun- sono collocati, in un secondo scaglione, nelle gradua-
no una consapevole appropriazione del linguaggio torie permanenti di strumento musicale di cui all’arti-
musicale nella sua globalità, inteso come mezzo di colo 5 del regolamento. Il punteggio precedentemente
espressione e di comunicazione, di comprensione attribuito potrà essere aggiornato con la valutazione
partecipativa dei patrimoni delle diverse civiltà, di
sviluppo del gusto estetico e del giudizio critico; dei titoli eventualmente maturati in data successiva
Nei successivi articoli 3, 4 e 5 del D.M. del 1996, alla scadenza dei termini a suo tempo previsti per la
vengono esplicitati l’organizzazione dei corsi, presentazione delle domande di inclusione negli elen-
la strutturazione e la diffusione nel territorio. chi stessi.”
Nell’articolo 6 si regola il reclutamento dei docen- Le novità normative, compresa quella della co-
ti e viene introdotta la possibilità di creare degli stituzione delle graduatorie permanenti, contri-
elenchi di validità triennale con la presenza anche buiscono a far sì che le scuole medie ad indirizzo
di docenti che abbiano il diploma di strumento e musicali esistenti sul territorio nazionale fino a
particolari requisiti artistici, professionali e di- quella data, circa 150, cominciano ad aumentare
dattici. Per l’inserimento nell’elenco prioritario di numero in maniera esponenziale e con esse an-
gli aspiranti debbono conseguire un punteggio che le richieste di iscrizione ai corsi musicali. Nel
minimo di idoneità pari a punti 78 (settantotto) giro di pochi anni, anche grazie all’interessamento
di cui almeno 30 (trenta) legati alla valutazione di Sindacati, Associazioni di docenti, comitati, ecc.
dei titoli artistico-professionali alla cui determi- , nelle diverse Regioni Italiane le cattedre di stru-
nazione concorre anche il servizio prestato nello mento musicale subiscono una forte impennata,
specifico insegnamento di strumento musicale nei ed in particolare, nella lista degli strumenti più
corsi sperimentali delle scuole medie ad indirizzo gettonati vi è il Clarinetto che, grazie alla versa-
musicale. Nell’ambito di tali elenchi viene data la tilità, al facile accesso all’acquisto, alla diffusione
precedenza ai docenti di Ed. musicale a tempo in- anche tra le bande musicali e al suono caldo ed
determinato. Altra novità introdotta dal DM in affascinante lo posizionano tra gli strumenti più
questione è l’allegato B che regola i titoli artisti- richiesti dai ragazzi;
co-culturali per il reclutamento, che, con oppor-
tune modifiche, sono ancora in vigore. Il grande impegno profuso dai clarinettisti, an-
Ma è con l’articolo 11 comma 9 della Legge 3 mag- che attraverso progetti di orientamento messi
gio 1999, n. 124 che i corsi ad indirizzo musicale in atto negli anni anche con le classi quinte del-
vengono ricondotti ad ordinamento, questo atto le scuole primarie e la caparbietà degli stessi
normativo ha dato quindi il via alla nascita dell’In- docenti nel voler diffondere tale strumento nel-
dirizzo musicale così come lo conosciamo oggi. le scuole ad indirizzo musicale, fanno sì che le
Successivamente il D.M. 201 del 6 Agosto 1999 Il cattedre di Clarinetto siano numerose in tutto
Decreto ministeriale 6 agosto 1999, n. 201 il territorio nazionale.

53 L’arte del clarinetto


54 L’arte del clarinetto
RUBRICA

LICEI MUSICALI
di Fabio Bertozzi
I Licei musicali nascono nel 2010 con l’intento di diventare veri e propri can-
tieri aperti, capaci di progettare e sperimentare percorsi innovativi, che
hanno come obiettivo lo sviluppo di una vera e propria dimensione creati-
va e formativa dei ragazzi, in grado di dare risposte ad un contesto sociale
in continua trasformazione ed evoluzione.

I Licei Musicali sono del- le realtà di formazione


le ‘comunità creative’ che musicale sul territorio e
a più livelli, interni ed i conservatori in modo
esterni, favoriscono il da armonizzare un per-
realizzarsi di complessi corso formativo valido
processi di identifica- ed efficace. In tal modo
zione e aggregazione, risultano determinan-
in grado di promuovere ti i progetti ponte fra
cultura e coesione socia- liceo e conservatorio,
le, attraverso l’espressio- che danno la possibilità
ne dei singoli talenti. agli studenti liceali, che
All’interno di questo vogliono intraprendere
nuovo contesto di ap- un percorso accademico
prendimento prendono futuro, di poter portare
spazio comportamenti petenze necessarie per tica strumentale, si pone avanti il loro progetto
che integrano individua- il prosieguo degli studi, in una dimensione inno- musicale.
lità e collettività, stabi- per la cittadinanza atti- vativa volta a costruire A questo proposito sono
liscono collegamenti tra va e l’inclusione sociale. un curricolo musicale fondamentali iniziative
realtà dove il sapere è Ad oggi è evidente che progressivo, stabilendo specifiche di “tutorag-
costruzione individua- questi licei abbiano ga- delle tappe ben precise, gio” per gli studenti del
le e interindividuale, e rantito un certo grado di in grado di scandire un triennio che hanno già
dove diventa importan- coerenza tra contenuti percorso altamente qua- deciso di proseguire gli
te la capacità/possibilità ed obiettivi disciplinari lificante per i ragazzi. studi musicali e hanno le
di generare idee, talento, fissati dalla riforma e un doti per farlo.
legami umani e profes- impianto educativo ca- Il Liceo musicale non ha I diplomati in uscita
sionali, nella progressio- pace di sostenere l’inno- come missione, a diffe- dai Licei musicali pre-
ne del proprio per corso vazione, un rapporto di- renza del conservatorio, dispongono di una pre-
formativo, con e in, rap- namico e costruttivo con la specifica preparazione parazione che gli dà la
porto agli altri. il mondo esterno alla professionale, ed è quin- possibilità di affrontare
E’ una realtà educativa scuola, la prospettiva di scelto in larga misu- un’ampia gamma di cor-
che dalla sua nascita si di sviluppo della filiera ra dagli studenti e dalle si di studio triennali de-
presenta viva, dinamica, formativa musicale sia famiglie proprio per i gli Istituti Superiori di
integrata con i contesti in direzione orientativa possibili sbocchi sia in studi Musicali, negli am-
di riferimento, in grado che professionalizzante. Conservatorio oppure in biti esecutivo (strumen-
di sostenere e promuo- L’individuazione di una Università. to e canto in diversi stili:
vere l’eccellenza e, co- filiera musicale, che ha E’ necessario un efficace classico, jazz, pop, sacro,
munque, di permettere come obiettivo l’armo- coordinamento tra i licei musiche tradizionali),
agli studenti di acquisire nizzazione delle tappe musicali, le scuole medie compositivo (classico,
le conoscenze e le com dello sviluppo della pra ad indirizzo musicale, jazz, musica elettronica),

55 L’arte del clarinetto


di direzione (orchestra, ervatori. Questa mia
banda, coro) e tecnolo- convinzione ha avu-
Fabio Bertozzi gico. to nel tempo risposta
Docente di clarinetto presso In base alla mia espe- positiva dai miei stes-
il Liceo Musicale Carlo Sigonio rienza di docente di si studenti, alcuni dei
clarinetto del liceo mu- quali sono stati esem-
di Modena sicale, ruolo che rivesto pio concreto di quel ba-
dall’anno di nascita di gaglio formativo che si
questa istituzione, ho compone di programmi
testato i diversi livelli specifici strutturati, vol-
d’ingresso dei ragazzi ti ad accompagnarli in
provenienti dalle diffe- maniera personalizzata
renti realtà, trovandomi passo dopo passo. Sono
quindi di fronte a situa- ulteriormente convin-
zioni distanti fra loro, a to che il progetto ponte
volte date dalle scelte di- possa essere uno spec-
dattiche-formative che chio per loro, per poter
li hanno visti coinvolti intravedere quale sarà
fino a quel momento. la direzione da dare alla
Nel 2018 il Ministero loro strada, scegliendo
dell’Istruzione ha re- in tal modo il percorso
datto il programma di professionale a loro più
ammissione per i Licei rispondente.
Musicali, indicando gli Fondamentale quindi,
obiettivi minimi da rag- a mio parere, è la cono-
giungere per l’ingresso scenza e lo scambio con
e questo è stato fonda- i gradi scolastici superio-
mentale per avere una ri, proprio per dare for-
partenza più omogenea ma ad un orientamento
del percorso da propor- che sia rispondente ai
re. Questo ha rafforzato veri talenti dei ragazzi,
il mio impegno nel defi- alle loro più persona-
nire il livello di compe- li attitudini creative e
tenza in uscita, conse- professionali e sia una
guito dai miei studenti, risposta concreta ad un
perché fosse coerente bisogno di capire qual è
con quello delle compe- il percorso più rispon-
tenze in entrata neces dente alle proprie predi-
sarie per l’accesso nei Cons- sposizioni.

56 L’arte del clarinetto


RUBRICA
UNIVERSO AFAM

Il Clarinetto nell’AFAM
La Scuola Italiana di Clarinetto
di Vincenzo Perrone

«Il teatro è ora il principale discorso d’ogni società, d’ogni conversazione


e d’ogni caffè: occupa tutte le bocche e tutte le penne».

Il sistema AFAM è costituito dai Conservatori Riavvolgendo il nastro, sono ritornato al momen-
statali, dalle Accademie di Belle Arti (statali e non to in cui ho pensato che il cambiamento struttura-
statali), dagli Istituti musicali ex pareggiati pro- le dei percorsi e l’apertura verso nuovi programmi
mossi dagli enti locali, dalle Accademie statali di dovesse prevedere anche l’apertura verso quelle
Danza e di Arte Drammatica, dagli Istituti Statali esperienze che io stesso (e sono sicuro non solo) avrei
Superiori per le Industrie Artistiche, nonché da voluto vivere negli anni di formazione e cioè ave-
ulteriori istituzioni private autorizzate dal Mini- re nella propria Istituzioni degli incontri annuali
stero al rilascio di titoli aventi valore legale equi- (con differenti tematiche) con illustri concertisti e
parato ai titoli universitari. Presso i Conservatori docenti che potessero aggiungere un grande valo-
di musica statali, gli Istituti musicali non statali e re al percorso delle conoscenze, attraverso le loro
l’Accademia di danza sono attivi i corsi propedeu- stesse esperienze, sia formative che professionali.
tici (trienni pre-accademici), i corsi accademici di I Ho pensato di focalizzare l’attenzione verso le per-
livello (triennio) e di II Livello (biennio), i Master sonalità Italiane che oltre alle loro straordinarie
di I e II livello ed in via di definizione di Dottorati capacità interpretative, alle metodologie di studio
di Ricerca. adottate potessero meglio trasferire le competen-
ze oltre a raccontare le esperienze vissute nelle
Dalla classe di concorso F100 Clarinetto riferi- diverse fasi della loro carriera cosi come nella con-
ta ai corsi Previgente Ordinamento con la riforma temporaneità del proprio lavoro: in orchestra, da
della legge 508 e successive definizioni solisti, nei gruppi da camera etc. Pensando anche
siamo passati negli anni alla definizione Codici dei allo straordinario, encomiabile lavoro di ricerca,
settori disciplinari corrispondenti Area - Discipline di cui tutti noi possiamo oggi beneficiare e che ci
Interpretative: Clarinetto CODI/ 09 auguriamo continui sempre, realizzato dal collega
Area - Discipline Interpretative del Jazz, delle mu- clarinettista e musicologo Adriano Amore il titolo
siche improvvisative e audiotattili: è nato spontaneo:
Clarinetto Jazz COMJ/05
Area - Discipline Interpretative della Musica Anti-
ca: Clarinetto storico COMA/06
La Scuola Italiana
di Clarinetto.
Perchè la La Scuola Italiana di Clarinetto?
Carissimi amici e colleghi come tutti sappiamo il Rispetto alle consolidate attività di seminari, ma-
vecchio ordinamento, i nostri celebri corsi setten- sterclass etc., di due, tre giornate organizzate an-
nali (all’ora c’erano le materie principali e quelle com- che durante i precedenti percorsi formativi del vec-
plementari) sono stati superati dal nuovo sistema chio ordinamento, con la presenza di un Docente
formativo che ricordiamo, con l’approvazione del- ospite, l’idea di avere per più incontri (e anche solo
la legge 508 (oltre vent’anni fa) riconosce i titoli di per una giornata) piu Docenti che trattassero tema-
studio parificandoli alle lauree universitarie. tiche diverse ha caratterizzato da subito la tipolo-

57 L’arte del clarinetto


in primis e su tutti Buffet Crampon Paris per gli
incontri con i Maestri: Lorenzo Iosco, Fabrizio Me-
loni, Luca Milani, Vincenzo Paci, Calogero Palermo,
Giovanni Punzi, Luca Sartori;
- Patricola per gli incontri con il Maestro Gabriele
Mirabassi; - Ripamonti per l’incontro con il Mae-
stro Paolo Beltramini.

Oltre agli studenti del Conservatorio E.R.Duni an-


che altri studenti provenienti dai Conservatori di
Potenza, Monopoli, Foggia oltre alla partecipazio-
ne degli alunni del Liceo e di alcune SMIM hanno
potuto beneficiare di questa strordinaria opportu-
nità.
gia di questo progetto. A tutto questo si è aggiun-
ta la straordinaria esperienza di vivere ogni anno Quanti aneddoti, quanti consigli, quante scoper-
una giornata laboratorio per la manutenzione e te...ci vorrebbero tante pagine per raccontare una
riparazione dello strumento, tematica questa che ad una queste straordinarie esperienze vissute
nella pratica non rientra ancora nel vigente ordi- per ed insieme agli allievi che durante il proprio
namento didattico ma che sicuramente anderebbe percorso di studi hanno potuto realizzare quan-
inserita, con figure professionali cosi come accade to in passato sembrava utopico, decidere di fare
in altri paesi. Nell’ultima edizione realizzata pri- esperienze formative con altri Docenti, frequen-
ma della pandemia abbiamo beneficiato anche del- tare corsi costava enormi sacrifici, viaggi etc etc.
la presenza dell’Ing.(anche diplomato in Clarinetto) Ampliamento delle Conoscenze? Confronto? Ap-
L.Garramone che ha tenuto un interassantissimo profondimento? Orientamento? Aggiornamento?
seminario sulla Fisica del Clarinetto. Insomma dal Perfezionamento?Crescita? ...
repertorio dei soli alla musica da camera, ai brani
solistici, alla musica di derivazione afro america-
na, choro, klezmer, jazz, la musica contemporanea Potremmo porci tante domande, di
etc...
sicuro la risposta sarà sempre nella
Per realizzare tutto questo, ovviamente è il Con- direzione della positività.
servatorio “E.R.Duni” di Matera attraverso tutti La pandemia ha purtroppo interrotto
gli organi preposti, i colleghi, il personale a riceve-
re il grande plauso per aver creduto e sostenuto il
questo ciclo decennale di opportunità
progetto che partendo dai primi incontri con i Ma- ma non vediamo l’ora di riprendere, di
estri Enrico M.Baroni, Corrado Giuffredi, Alessandro ripartire a viaggiare idealmente anche
Carbonare, Bepi D’Amato ha consolidato il suo per-
corso negli anni grazie anche alla grande sensibi-
restando nello stesso luogo,
lità ed il sostegno mostrato dalle case costruttrici: per la Musica con il Clarinetto!

58 L’arte del clarinetto


in collaborazione con

Clari C alabria
CATANZARO 10 - 14 luglio 2021

Piero VINCENTI
La grande tradizione clarinettistica italiana

Rodolfo LA BANCA
Il clarinetto storico e lo chalumeau

Angelo SEMERARO
L’Orchestra di Clarinetti “ClariCalabria”

Marsida KONI
-Pianoforte
-L’arte di accompagnare al pianoforte

SCADENZA ISCRIZIONI 23 GIUGNO


dal 24 giugno si accetteranno solo iscrizioni fino ad esaurimento posti

INFO:
segreteria@accademiaitalianaclarinetto.com
www.accademiaitalianaclarinetto.com
59 L’arte del clarinetto
RECENSIONI... CD

RECENSIONI di Luigi Magistrelli

insufficiente sufficiente discreto interessante eccellente

Antonio Vivaldi
- Concerto for Clarinet and Orchestra No. 1 in
B-Flat Major “Sant’ Angelo”
- Sinfonia for Strings and Basso Continuo in C Major
from “Il Giustino RV 717”
- Concerto for Clarinet and Orchestra No. 2 in D
Minor “La Fenice”
- Sinfonia for Strings and Basso Continuo in C Major
from “L’Olimpiade RV 725”
- Concerto for Clarinet and Orchestra No. 3 in F
Major “Il Mezzetino”
Martin Fröst, clarinetto
-Air for Chalumeau “La Tortora”
Orchestra Concerto Köln
Sony Classical - 2020

Martin Fröst  è sicuramente l’ispiratore principale delle ultime giovani generazioni di clarinettisti di tutto il mondo.
Concertista funambolico di livello mondiale che ha aggiunto negli ultimi anni anche l’attività di direttore d’orche-
stra. Tutti gli riconoscono le sue uniche qualità virtuosistiche e musicali unite alla grande teatralità, versatilità di
stili e vastità di repertorio. Il suo bagaglio di incisioni discografiche è piuttosto ricco e variegato, racchiudendo
le composizioni note del grande repertorio clarinettistico solistico e cameristico, ma anche concerti per clarinetto
di autori contemporanei . La sua ultima fatica è piuttosto temeraria e non del tutto legata a schemi strettamente
filologici, ma tuttavia interessante in quanto non priva di originalità e svolta con grande piglio e personalità, d’al-
tro canto elementi peculiari che lo contraddistinguono. Nel CD vivaldiano sono presenti arrangiamenti di tre dei
tanti concerti violinistici di Vivaldi, sapientemente arrangiati da A. N. Tarkmann, due Sinfonie e l’Aria Veni veni…
tratta dall’Oratorio Juditha Triumphans (1916), destinata allo chalumeau soprano, strumento obbligato alla voce
di soprano, in questo caso trasferita a un violoncello dell’orchestra tedesca di livello stratosferico, Concerto Koeln,
che suona normalmente su strumenti d’epoca e che fornisce nel Cd un fantastico supporto di accompagnamento
a Fröst che si divincola con la sua consueta facilità tecnica nelle difficoltà delle scale, arpeggi e rivoli virtuosistici
degli arrangiamenti dei concerti che all’epoca mai un clarinetto avrebbe potuto eseguire, avendo avuto solo due
chiavi. Fröst suona uno strumento sistema Boehm costruito da Buffet in bosso (unico appiglio filologico, se voglia-
mo essere pignoli) producendo un suono liquido ma non vuoto e timbricamente molto intrigante, con la sua usuale
verve volta a stupire chi ascolta. Il risultato è a parer mio piuttosto curioso e appagante.

VALUTAZIONE:
60 L’arte del clarinetto
RECENSIONI... CD

RECENSIONI
Gustav Jenner (1865/1920):
-Sonata per clarinetto e pianoforte op. 5
-Trio per clarinetto, corno e pianoforte in Mi b mag-
giore

Paolo Beltramini, clarinetto


Zora Slokar, corno
Roberto Arosio, pianoforte
AULICUS Classics - 2019

Paolo Beltramini non ha certo bisogno di presentazioni, dall’alto delle sue numerose attività internazionali orche-
strali, solistiche, cameristiche e didattiche. Il suo progetto discografico legato alle composizioni clarinettistiche di
G. Jenner riveste un certo interesse di riscoperta e considerazione verso una figura minore fra gli epigoni del tardo
romanticismo ma che ha avuto quale principale mentore e insegnante J. Brahms, a cui era particolarmente legato.
Altro punto significativo di riferimento è la figura del dedicatario della Sonata e del Trio di Jenner, R. Mühlfeld,
grande ispiratore dei capolavori brahmsiani e clarinettista molto in voga in Europa negli ultimi decenni dell’800’
e inizio 900’. Le composizioni di Jenner registrate nel Cd hanno un sapore brahmsiano ma con una maggiore
elaborazione della forma compositiva e non sono prive di una certa originalità nell’invenzione melodica. L’esecu-
zione di Beltramini, supportato da partners di alto livello, è imperniata su una certa profondità interpretativa con
larga quantità di nuances riguardo a un fraseggio che a differenza di quello brahmsiano può offrire soluzioni più
intricate da risolvere, non essendo certamente opere dello stesso spessore del compositore di Amburgo. Cd da
ascoltare con un po’ di impegno e concentrazione ma da apprezzare sicuramente!

VALUTAZIONE:
61 L’arte del clarinetto
RECENSIONI... CD

RECENSIONI
L’esprit des six
F. Poulenc: Sonata per clarinetto e pianoforte,
Sonata per due clarinetti, Sonata per clarinetto e
fagotto
D. Milhaud: Sonatina, Duo Concertante per clarinet-
to e pianoforte, Caprice per clarinetto e pianoforte
G. Auric: Immagine’s III per clarinetto e pianoforte
G. Tallieferre : Arabesque per clarinetto e pianofor-
te, Sonata per clarinetto solo
A. Honegger: Sonatina per clarinetto e pianoforte
Davide Bandieri, clarinetto
Guillaume Hesperger, pianoforte
(Calogero Presti, clarinetto - Alex Benoit, fagotto)
CLAVES - 2019

Davide Bandieri rappresenta una folta schiera di clarinettisti italiani di alto livello che si sono distinti in campo in-
ternazionale vincendo posti di prestigio presso importanti orchestre e nel caso di Bandieri si tratta dell’Orchestra
da camera di Losanna. Negli ultimi anni si è prodigato anche nell’attività discografica producendo per Brilliant
Classics delle ottime monografie su Hindemith, Zemlisky, Busoni e ancora un altro Cd, Around Paris, con compo-
sizioni di Milhaud, Debussy, Stravinsky, Bartok. Questo Cd raggruppa le composizioni clarinettistiche ad opera di
cinque dei sei compositori francesi facenti parte del famoso Group des Six, nato come reazione al romanticismo
e impressionismo, sotto l’influenza di Satie e con un’idea oggettiva di semplificazione delle forme. Il solo com-
positore mancante al gruppo dei Sei nel Cd è L. Durey. Da sempre i compositori francesi a partire dai primi del
novecento hanno dedicato al clarinetto una quantità copiosa di composizioni. Sono davvero pochissimi quelli che
non hanno scritto per clarinetto ! Davide Bandieri si destreggia con grande disinvoltura, anche coadiuvato dai
suoi valenti partners, nei meandri di questo repertorio per niente facile e scontato, fatto di tante nuances tecniche
ed espressive, che devono essere rese interessanti attraverso la produzione di una grande flessibilità di fraseggio
e personali invenzioni interpretative. Bandieri inserisce tutti questi elementi propri della musica francese ma con il
sapiente tocco di genialità italica.

VALUTAZIONE:
62 L’arte del clarinetto
RECENSIONI... MUSICA

RECENSIONI

The Great Italian Clarinet Tradition


Vol. 1 - The italian “belcanto”
A cura di Piero Vincenti
Accademia Italiana del Clarinetto - 2020 - 23 pp.
La tradizione clarinettistica italiana ha sempre avuto nel passato (e sicuramente anche nel presente!) grandi meriti e
reputazione di riguardo nel panorama internazionale. Le varie scuole napoletane, milanesi, romane e bolognesi dell’
ottocento hanno sicuramente contribuito a questo successo, fornendo grandi virtuosi che si sono guadagnati grande
fama a livello nazionale e internazionale. Citiamo ad esempio E. Cavallini, D. Liverani, L. Bassi, F. Sebastiani, G.
Labanchi, G. Marasco, Giovanni e Giovacchino Bimboni e molti altri ancora che hanno svolto le loro attività concer-
tistiche e orchestrali producendo nella loro doppia veste di clarinettisti compositori una larga di quantità di materiale
sia solistico che didattico. Il Maestro Piero Vincenti, da sempre presidente dell’Accademia Italiana del clarinetto, in
quanto fondatore della stessa , organizzatore di innumerevoli eventi clarinettistici nazionali e internazionali (ricordiamo
il congresso mondiale del 2013 ad Assisi) ha avuto un’ ottima intuizione nel selezionare e radunare in due volumi (dei
quali è stato pubblicato per ora il primo) alcuni studi composti dai sopracitati clarinettisti, ad eccezione di D. Liverani
ed Ernesto Cavallini, in questo caso rimpiazzato dal fratello Pompeo, sicuramente meno noto e con minor fama di
Ernesto ma degno comunque di considerazione. Gli studi selezionati da Piero Vincenti sono, a parte i due di G. Ma-
rasco, del tutto inediti e possono riservare sorprese per il loro spessore compositivo, la bellezza dei temi cantabili, con
risvolti virtuosistici salottieri tipicamente legati alla tradizione ottocentesca italiana. L’influenza dell’opera italiana di
quel periodo è un elemento essenziale che caratterizza questi studi, che vanno quindi interpretati con grande creatività,
elasticità di fraseggio e propensione solistica. Sono fornite anche le note biografiche degli autori degli otto studi che
costituiscono il primo volume di questa raccolta, ad opera del grande storico italiano del clarinetto Adriano Amore, a
cui va riconosciuto il merito specifico di divulgazione del repertorio clarinettistico italiano attraverso i suoi ottimi libri
scritti negli ultimi anni. Raccomando caldamente l’acquisto di questi studi, attraverso il sito dell’Accademia Italiana del
Clarinetto, per il loro valore storico e didattico.

VALUTAZIONE:
63 L’arte del clarinetto
CORSI CONCORSI FESTIVAL
a cura di Alessandro De Blasi

CORSI

Corso di Alta Formazione SOLO Ticino Music Academy


Bologna Lugano (Svizzera), 19 - 31 luglio 2021
Fabio Di Casola, clarinetto 30 giugno 2021 Calogero Palermo, clarinetto
Shirley Brill, clarinetto 5 luglio 2021 Iscrizioni: entro il 30/06/2021
Iscrizioni: form online Info: www.ticinomusica.com
Info: www.solomusic.it

8° International Clarinet Campus


Tutto Musica for Young Players
Camerino (MC), 5 - 10 luglio 2021 Castrocaro Terme e Terra del Sole,
Vincenzo Correnti, clarinetto 21 - 25 luglio 2021
Iscrizioni: entro il 24/06/2021 Iscrizioni: entro il 30/06/2021 poi fino
Info: segreteria.biondi@libero.it ad esaurimento posti
Info:
campus@accademiaitalianaclarinetto.com
Nus Festival – Corsi estivi www.accademiaitalianaclarinetto.com
Nus (AO), 5 - 10 luglio 2021
Davide Bandieri, clarinetto
Paolo De Gaspari, clarinetto basso San Marino International Music
Iscrizioni: entro il 01/07/2021 Summer Courses
Info: barsottilivio@libero.it, www.lalyrettanus.it Borgo Maggiore (Repubblica di San
Marino), 30 luglio – 7 agosto 2021
Sauro Berti, clarinetto basso – clarinetto
ClariCalabria Iscrizioni: entro il 12/07/2021
Catanzaro, 10 – 14 luglio 2021 Info:
Piero Vincenti, clarinetto info@sanmarinoartist.com
Rodolfo La Banca, chalumeaux – clarinetto storico www.sanmarinoartist.com
Angelo Semeraro, orchestra di clarinetti
Iscrizioni: entro il 23/06/2021 poi fino
ad esaurimento posti International Music Mastercourses
Info: segreteria@accademiaitalianaclarinetto.com, Cividale del Friuli (UD),
www.accademiaitalianaclarinetto.com 1 - 8 agosto 2021
Nicola Bulfone, clarinetto
Note in Vacanza Luca Saracca, clarinetto
Morigerati Sicilì (SA), 12 - 15 luglio 2021 Iscrizioni: entro il 18/07/2021
Antonio Fraioli, clarinetto Info: www.perfezionamentomusicale.it
Domenico Russo, ensemble clarinetti junior
Iscrizioni: contatto telefonico
Info: Domenico Russo 3458471581
64 L’arte del clarinetto
CORSI CONCORSI FESTIVAL
a cura di Alessandro De Blasi

CORSI

7° Italian Clarinet Summer University Corsi Estivi di Perfezionamento Musicale


Bertinoro (FC), 18 - 22 agosto 2021 Associazione Arion
Piero Vincenti, clarinetto Sale San Giovanni (CN),
Corrado Giuffredi, clarinetto (20 e 21 agosto) 4 - 11 agosto 2021
Sauro Berti, clarinetto basso (19 e 20 agosto) Rocco Parisi, clarinetto – clarinetto basso
Paolo De Gaspari, clarinetto basso (21 e 22 agosto) Iscrizioni: entro il 27/06/2021
Rodolfo La Banca, clarinetto storico Info: www.corsiarion.it
Angelo Semeraro, orchestra di clarinetti (19-22 agosto)
Marsida Koni, pianoforte
Iscrizioni: entro il 25/07/2021 poi Chieti Classica
fino ad esaurimento posti Chieti, 4 - 9 agosto 2021
Info: master.icu@accademiaitalianaclarinetto.com Antonio Tinelli, clarinetto
e/o www.accademiaitalianaclarinetto.com Iscrizioni: entro il 15/06/2021
Info: www.chieticlassica.com
Livorno Music Festival
Livorno, 23 - 27 agosto 2021
Campus Barocco d’estate
Fabrizio Meloni, clarinetto
Serra San Quirico (AN), 8 - 11 agosto 2021
Iscrizioni: entro il 30/06/2021
Rodolfo La Banca, chalumeaux
Info: www.livornomusicfestival.com
Iscrizioni: entro il 25/07/2021
Info: info@fondazionelanari.it

Campus Musica Acri


Acri (CS), 23 – 26 agosto 2021
Livorno Music Festival
Leonardo Cattedra, clarinetto
Livorno, 16 - 22 agosto 2021
Iscrizioni: entro il 10/07/2021
Giovanni Riccucci, clarinetto
Info: www.campusmusicaacri.com
Iscrizioni: entro il 30/06/2021
Info: www.livornomusicfestival.com

Corso Estivo “Marco Allegri”


Faenza, 26 - 31 agosto 2021 Masterclass di clarinetto e clarinetto basso
Antonio Tinelli, clarinetto Veglie (LE), 8 - 10 novembre 2021
Iscrizioni: form online Salvatore Passalacqua, clarinetto
Info: maiolichemusicali@gmail.com Iscrizioni: entro il 31/10/2021
www.corsomarcoallegri.it Info: Davide Notaro 3393361032

Suoni d’autore
Bedonia (PR), 31 agosto – 5 settembre 2021
Luigi Magistrelli, clarinetto
Iscrizioni: entro il 30/06/2021
Info: www.suonidautore.com
65 L’arte del clarinetto
CORSI CONCORSI FESTIVAL
a cura di Alessandro De Blasi

CONCORSI NAZIONALI E FESTIVAL


INTERNAZIONALI E RASSEGNE

1° Edizione Concorso Italiano online per ClarinItaly


Clarinetto Zac Ligature Roma, 26 – 27 giugno 2021
Online Masterclass, esposizioni, concerti
Iscrizioni: entro il 19/06/2021 Iscrizioni: entro il 17/06/2021
Info: www.zacligature.com Info: www.eufonia.eu

5° Concorso Nazionale International Clarinet Association


“I nuovi talenti del clarinetto” Clarinet Fest
Online Online, 9 – 31 luglio 2021
Iscrizioni: entro il 20/06/2021 Info: www.clarinet.org
Info: www.accademiaitalianaclarinetto.com
Xacobeo Clarinet Fest
Messina International Clarinet Competition Lalìn (Spagna), 16 - 30 luglio 2021
“Working in the Orchestra” Masterclass, esposizioni, concerti
Messina, 29 settembre – 3 ottobre 2021 Info: www.xacobeoclarinetfest.com
Iscrizioni: entro il 15/07/2021
Info: www.concorsi.teatrovittorioemanuele.it 10° European Clarinet Festival
Gyor (Ungheria), 24 - 27 agosto 2021
Masterclass, esposizioni, concerti
17° International Clarinet Competition Info: www.europeanclarinetassociation.eu
“Saverio Mercadante”
Noci (BA), 14 – 17 ottobre 2021 IMOC 2021
Iscrizioni: entro il 11/09/2021 Chianciano Terme (SI), 18 - 21 luglio 2021
Info: www.associazioneaulos.com Davide Bandieri, clarinetto
Iscrizioni: fino ad esaurimento posti
Info: www.imoc.it
19° Concorso Internazionale per Clarinetto
“Città di Carlino”
Carlino (UD), 21 – 24 ottobre 2021
Iscrizioni: entro il 30/09/2021
Info: www.concorsoclarinettocarlino.org

66 L’arte del clarinetto


67 L’arte del clarinetto