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TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.

1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

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CAPITOLO

32
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MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA


ORTOTROPA

rinforzo si sono affermate, grazie alle loro particolari


32.1 Introduzione caratteristiche:
- le fibre di vetro, che, nella versioni più
L’impiego di rinforzi in fibra di vetro e, in seguito, di avanzate (vetro S) presentano una rigidezza
carbonio, per lo sviluppo di nuovi e più efficienti relativamente alta, una grande resistenza e un
materiali da impiegarsi nelle strutture aerospaziali, può costo relativamente basso;
essere fatto risalire agli anni ’60. Da allora in poi, con - le fibre di carbonio o di grafite, che,
diffusione sempre crescente, le elevate rigidezze e significativamente più costose delle fibre di
resistenze specifiche di queste e altre fibre, vetro, sono tuttavia notevolmente più leggere
notevolmente superiori a quelli delle leghe metalliche, e più rigide;
sono state sfruttare per creare materiali compositi, - le fibre arammidiche (Kevlar) che mostrano i
legando il sistema di rinforzo con una matrice continua. rapporti più vantaggiosi fra resistenza a
La definizione di materiali compositi avanzati trazione e peso specifico, hanno elevata
riconosce che, nella storia, l’uso di materiali composti rigidezza e peculiare caratteristiche di
di diverse fasi può essere fatto risalire agli albori della tenacità, ma sono svantaggiate dalla scarsa
civiltà (la paglia usata per aumentare la tenacità nei resistenza a compressione.
mattoni di argilla) e che altri esempi di materiali Sebbene la diffusione di questi materiali sia stata
compositi, quali il cemento armato, sono di normale probabilmente più lenta delle previsioni di qualche
utilizzo in diversi ambiti costruttivi. Tuttavia, decennio fa, le tendenze più recenti mostrano che la
anticipando la classificazione e la descrizione di loro introduzione può comunque essere considerata una
dettaglio di tali materiali, che sarà presentata nel Cap. svolta di grande importanza nell’industria aerospaziale,
34, il termine materiali compositi utilizzato in ambito per alcuni addirittura paragonabile all’affermazione
aerospaziale indica, essenzialmente, materiali a matrice delle tipologie costruttive metalliche a guscio o
polimerica, tipicamente termoindurente, con rinforzo a all’avvento dei motori a getto.
fibre lunghe. In particolare, tre tipologie di fibre di

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Il presente capitolo descrive inizialmente la struttura resistenza possono essere considerati i limiti massimi
tipica dei compositi con rinforzo a fibre lunghe e gli ottenibili per le leghe metalliche e valori tipici per le
aspetti fondamentali del loro comportamento fibre di rinforzo considerate in tabella.
meccanico, evidenziando i vantaggi e le problematiche L’esame della Tabella 32. 1 mostra chiaramente come
connesse alla loro applicazione in ambito strutturale rinforzi di fibre di vetro e di carbonio possano
aeronautico. In seguito, si presenterà ed analizzerà il potenzialmente permettere lo sviluppo di nuovi
legame elastico ortotropo, che caratterizza la risposta materiali con indici di merito superiori a quelli delle
costitutiva di tali materiali a livello macroscopico. leghe metalliche. Si può osservare che il Vetro S
Nella parte finale del capitolo saranno forniti gli presenta valori di resistenza superiori all’acciaio, con
elementi di base per un’analisi semplificata del un 1/3 del suo peso specifico. Simili valori di
comportamento dei materiali a livello micromeccanico, resistenza sono ottenuti dal carbonio, che è ancora più
permettendo una valutazione approssimativa delle leggero e molto più rigido, come confermato dalla
proprietà meccaniche del composito da quelle delle sue rigidezza specifica che è pari a 5 volte quella delle
fasi costituenti e approfondendo l’analisi del leghe metalliche, per il carbonio ad alta resistenza, e
meccanismo di funzionamento di tali materiali in oltre 7 volte superiore per il carbonio ad alto modulo.
diverse condizioni di sollecitazione. Un primo limite per lo sfruttamento di queste
caratteristiche deriva, però dalla constatazione che le
32.2 Forme, potenzialità e limiti fibre, da sole, possono trasmettere solo carichi di
dell’applicazione dei compositi in ambito trazione uniassiali, in una direzione predeterminata. Per
realizzare un materiale di possibile impiego in ambito
aerospaziale strutturale, è necessario utilizzare il sistema di rinforzo
fibroso all’interno di una matrice continua, che svolga
L’interesse verso i materiali compositi avanzati nasce le seguenti funzioni:
dalle proprietà meccaniche delle fibre di rinforzo
- conferire forma e stabilità dimensionale agli
utilizzate, che sono tali da indicare un possibile
elementi strutturali;
rilevante incremento dell’efficienza strutturale nelle
- permettere la trasmissione di sollecitazioni in
costruzioni aeronautiche.
diverse direzioni;
Tabella 32. 1 – Proprietà delle principali leghe - trasmettere il carico al rinforzo fibroso,
permettendo di sfruttarne le intrinseche
metalliche e di alcune fibre di rinforzo utilizzati
caratteristiche di rigidezza e di resistenza;
nell’industria aerospaziale1
- consentire la realizzazione di elementi
Peso Modulo di strutturali con rinforzi multi-direzionali.
E/ R
specifico,  Young, L’elemento base della nuova tipologia di materiali può
(Mm) (MPa)
(kN/m3) E (GN/m2)
essere quindi considerato uno strato di fibre
Al 26.3 73 2.8 500 unidirezionali immerso in una matrice plastica. La
sovrapposizione di più strati può dare luogo a un
Ti 46.1 115 2.5 1500
materiale con rinforzo multi-direzionale. Il singolo
Acciaio 76.6 207 2.7 2000 strato può anche possedere un sistema di rinforzo bi-
Vetro S 24.4 86 3.5 3500 direzionale, organizzato in un tessuto. Sebbene tale
Carbonio descrizione non comprenda tutte le possibili forme di
3000-
(alta 18 228-262 14
4500 utilizzo dei materiali compositi con rinforzo a fibra
resistenza) lunga e matrice plastica, essa comprende tutti gli
Carbonio
(alto 18 353-393 21 2500 elementi strutturali ottenuti mediante le tecniche di
modulo) laminazione di lamine pre-impregnate, che sono fra le
tecnologie più diffuse in ambito aerospaziale.
Ricordando che l’efficienza strutturale sintetizza la L’idealizzazione del materiale composito come
capacità di soddisfare i requisiti di rigidezza e laminato ottenuto dalla sovrapposizione di strati con
resistenza strutturale con il minimo peso possibile, i rinforzo unidirezionale o bi-direzionale, dette lamine,
possibili vantaggi dell’utilizzo di tali sistemi di rinforzo costituisce, dunque, un esempio altamente
emergono chiaramente nella Tabella 32. 1, che rappresentativo che rimane valido, nelle sue linee
confronta le proprietà di rigidezza, di rigidezza essenziali, anche per forme differenti di materiali
specifica e la resistenza delle leghe metalliche usate compositi, ottenute con tecnologie differenti dalla
nelle costruzioni aeronautiche con quelle delle fibre di laminazione.
rinforzo di vetro e di carbonio. I valori di resistenza La Figura 32. 1 mostra due strati con rinforzo
forniti in tabella sono indicativi poiché, a differenza unidirezionale (A) e bi-dimensionale organizzato in
della rigidezza, la resistenza varia grandemente per le forma di tessuto (B) in cui si riconoscono le direzioni
diverse leghe metalliche, al variare della composizione della trama (fill) e dell’ordito (warp).
e dei trattamenti termici. I valori riportati per la

1
I valori di resistenza indicati in tabella sono indicativi:
rappresentano i limiti massimi per le leghe metalliche e valori tipici
per le fibre di rinforzo isolate

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STRENGTH
A B

Figura 32. 1 – Principali tipi di lamine di


materiali composito con rinforzo fibroso

La Figura 32. 2 indica come, sovrapponendo più


lamine con rinforzo in una direzione, sia possibile
ottenere un elemento strutturale con rinforzo multi-
direzionale. STIFFNESS

Figura 32. 3 – Transizione fra proprietà delle


fasi costituenti e proprietà di lamine e laminati
in materiale composito

La Figura 32. 3 rende evidente due aspetti


fondamentali del comportamento meccanico dei
materiali compositi con rinforzo a fibre lunghe:
a) le proprietà della generica lamina di materiale
composito variano con la direzione
considerata;
b) le proprietà meccaniche, incluse le modalità di
rottura e la resistenza, potranno essere
maggiormente influenzate dalle caratteristiche
delle fibre o della matrice a seconda della
direzione della sollecitazione: si potrà quindi
parlare di proprietà dominate dalle fase fibre
Figura 32. 2 – Realizzazione di un laminato e dominate dalla fase matrice.
mediante sovrapposizione di più lamine La Figura 32. 4 mostra qualitativamente quale
possa essere la risposta di un provino di materiale
L’introduzione della resina, parte essenziale del composito in una prova di trazione uniassiale al
materiale composito, comporta tuttavia una riduzione variare dell’angolo fra la direzione del carico e del
delle prestazioni strutturali del materiale rispetto ai rinforzo. Si osservi come non solo le rigidezze e le
livelli indicati dalle notevolissime proprietà delle fibre resistenze possano essere completamente diverse,
di rinforzo. La resina, infatti, possiede proprietà ma anche come il comportamento possa presentare
meccaniche notevolmente inferiori a quelle del sistema caratteristiche variabili fra risposte elasto-fragili e
di rinforzo, con un modulo di Young quantificabile fra modalità di cedimento più progressive. Alle
3 GPa e i 5 GPa e resistenze inferiori ai 100 MPa. Il evidenti considerazioni concernenti il grande
pur limitato peso specifico della resina, quantificabile divario fra le proprietà meccaniche dominate dalla
attorno ai 10 kN/m3, riduce gli indici di merito. fase fibre e dalla fase matrice, va aggiunta un’altra
Considerando una lamina di materiale composito con osservazione, particolarmente valida per materiali
rinforzo unidirezionale, le sue proprietà meccaniche, in con rinforzi in fibra di vetro e di carbonio. Infatti,
assoluto, saranno dunque intermedie fra quelle delle mentre le proprietà dominate da queste fibre
fibre e quelle della matrice. Inoltre, considerando un rimangono quasi inalterate in un intervallo molto
asse di riferimento parallelo alla direzione delle fibre, ampio di condizioni ambientali, le proprietà
le proprietà meccaniche saranno massime nella dominate dalla matrice variano significativamente
direzione del rinforzo, a 0° rispetto all’asse di con la temperatura e sono anche influenzate da
riferimento, e decadranno a un valore minimo in altri fattori ambientali, quali il livello di umidità.
direzione trasversale, indicata da un angolo di 90°. La La presenza della matrice polimerica, inoltre,
Figura 32. 5 descrive le relazioni fra le proprietà delle limita fortemente le temperature di utilizzo per i
fasi costituenti quelle delle lamine e dei laminati in compositi considerati in questo capitolo, senza
materiale composito. tuttavia pregiudicare il potenziale impiego di
questi materiali nella realizzazione di gran parte
delle strutture secondarie e primarie di velivoli ad
ala fissa e rotante, civili e militari.

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A

Figura 32. 5 – Resistenze e rigidezze specifiche di


fibre di rinforzo e di leghe metalliche usate nelle
B
strutture aerospaziali

C Come si può constatare, il passaggio dalle fibre isolate,


 non sfruttabili come materiali strutturali, alle lamine
unidirezionali e a laminati con proprietà invarianti nel
Figura 32. 4 – Comportamento qualitativo di proprio piano, riduce grandemente i vantaggi dei
una lamina di materiale composito in una prova compositi rispetto a quelli prospettati in Tabella 32. 1.
di trazione uniassiale in diverse direzioni Si osservi, tuttavia, che i materiali compositi
mantengono, nel caso delle fibre arammidiche e del
A parte i limiti concernenti le temperature di utilizzo,
carbonio, netti vantaggi rispetto alle leghe metalliche
la realizzazione di laminati con rinforzo multi-
anche nelle forme di laminati quasi-isotropi.
direzionali è il metodo più immediato per ovviare alla
Va anche affermato che la necessità di evitare
limitatezza e alla sensibilità alle condizioni ambientali
configurazioni in cui la matrice sia lasciata sola a
delle proprietà meccaniche dominate dalla fase matrice.
sopportare i carichi, anche modesti, in particolari
Distribuendo opportunamente gli orientamenti delle
direzioni, non comporta assolutamente il passaggio a
lamine è possibile, come sarà mostrato nel successivo
laminati quasi-isotropi. In molti casi, infatti, le fibre di
Cap. 33, realizzare un laminato che abbia, nel suo
rinforzo potranno essere presenti in direzioni molteplici
piano, proprietà meccaniche quasi-isotrope e quindi
senza essere equamente distribuite in modo da arrivare
praticamente invarianti rispetto alla direzione delle
alla quasi-isotropia del laminato. Tale considerazione
sollecitazioni. In tali condizioni le proprietà
implica che le forme effettivamente utilizzate di
meccaniche saranno dominate, essenzialmente, da
materiali compositi nelle strutture aerospaziali possano
quelle delle fibre di rinforzo, predominanti sulla
presentare indici di merito situati fra i valori dei
matrice. A tali sequenze di laminazione si riferisce il
laminati quasi-isotropi e delle lamine unidirezionali.
termine biaxially isotropic introdotto in Figura 32. 3.
Da questo punto di vista, inoltre, i compositi possono
Nel seguito del testo ci si riferirà a queste particolari
trarre il massimo vantaggio dalla sempre maggiore
sequenze di laminazione come laminati quasi-isotropi.
capacità di previsione e di analisi delle condizioni di
Le considerazioni precedenti consentono di valutare il
sollecitazione, in termini di carichi applicati alla
grafico in Figura 32. 5, relativo al confronto fra
struttura e di sforzi nel materiale, derivante
rigidezze e resistenze specifiche fra materiali compositi
dall’impiego sempre più intensivo di procedure di
e leghe metalliche. Nel grafico, mentre le leghe
calcolo aerodinamico e strutturale assistito dal
metalliche sono rappresentate da singoli punti, i
calcolatore. La possibilità di individuare con precisione
materiali compositi sono individuati da linee continue
carichi e sforzi permette di sfruttare al massimo la
che mostrano la riduzione delle proprietà meccaniche
direzionalità di questi materiali, distribuendo le
specifiche dai valori relativi ai sistemi di rinforzo
direzioni delle fibre di rinforzo in modo ottimale.
isolati, fino a quelli dei laminati quasi-isotropi,
Secondo queste considerazioni, il grafico in Figura 32.
passando per le lamine con rinforzo unidirezionale.
5 consente di concludere che l’utilizzo dei compositi
avanzati con matrice polimerica e rinforzi a fibre
lunghe permette ragionevolmente di ottenere rigidezze
e resistenze specifiche doppie rispetto a quelle delle
leghe metalliche. A conferma di tale considerazione,
secondo stime risalenti alla fine degli anni 90, il
risparmio ponderale ottenibile mediante l’utilizzo dei
materiali compositi è valutabile attorno al 10%, se i
compositi sono utilizzati per la realizzazione di

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strutture secondarie, e fino al 30% nel caso di impiego parallelamente allo sviluppo degli approcci teorici e
per strutture primarie. delle procedure sperimentali per analizzare il
Per quanto riguarda i costi derivanti dell’applicazione comportamento di questo tipo di materiali.
dei compositi, un’analisi attenta e non semplicemente Da questo punto di vista, tre peculiarità dei materiali
limitata al costo del materiale, indica che le compositi sono da evidenziare:
considerazioni economiche non compromettono, anzi - i compositi sono materiali non-omogenei e
in qualche caso esaltano, le potenzialità dei compositi. anisotropi, con proprietà dipendenti dalla
Sebbene, infatti, il costo del materiale grezzo sia direzione del carico.
elevato, la crescente diffusione dei compositi l’ha già - I compositi permettono, a diversi livelli, di
drasticamente ridotto da valori attorno a 700 $/kg, nei progettare il materiale scegliendo, ad esempio,
primi anni ’70, fino a valori di 40$ /kg, aggiornati agli le fasi costituenti, l’architettura del sistema di
anni ‘90. Il costo del materiale, inoltre, rappresenta rinforzo e le sequenze di laminazione.
ovviamente una piccola parte del costo della - I compositi presentano molteplici modalità di
realizzazione strutturale. Per quanto riguarda gli altri rottura e di comportamento anelastico,
aspetti, i compositi sono avvantaggiati poiché fanno difficilmente descrivibili da trattazioni
uso di tecnologie che comportano basse temperature o teoriche compatte ed essenziali, quali la
che riducono enormemente gli scarti rispetto a plasticità nei materiali metallici, e fortemente
tecnologie di grande utilizzo nelle costruzioni dipendenti dalle condizioni ambientali.
metalliche. Sebbene i compositi prevedano cicli di A causa dell’intrinseca eterogeneità dei materiali
lavorazione abbastanza complessi e l’impiego di compositi, essi possono essere studiati da due diversi
personale altamente specializzato, va considerato che punti di vista:
permettono la realizzazione di strutture integrate con - il punto di vista micromeccanico, che analizza
meno giunzioni e minori costi di assemblaggio e che, l’interazione fra le fasi costituenti del composito su
anche considerando costi delle attrezzature e di scala microscopica, per determinare i loro effetti sulle
formazione del personale, la crescente diffusione di proprietà complessive del composito.
questi materiali comporta una inevitabile riduzione del - il punto di vista macromeccanico, che presuppone
costo complessivo delle parti. Dal punto di vista una omogeneizzazione del materiale, descritto come un
tecnologico, infatti, i compositi sono ormai giunti a continuo omogeneo, marcatamente anisotropo, nel
permettere, in alcuni casi come i pannelli con forme e quale gli effetti delle fasi costituenti si riflettono nelle
curvature di notevole complessità, riduzioni di costo proprietà macroscopiche medie del materiale
rispetto alle costruzioni in metallo. composito. Questo punto di vista si adatta a
I dati e le considerazioni presentati in questo paragrafo caratterizzare e descrivere il comportamento delle
giustificano le tendenze attuali dei grandi costruttori di singole lamine del composito.
velivoli a investire sull’impiego crescente dei Un ulteriore punto di vista, cui sarà espressamente
compositi, in particolare su velivoli di grandi dedicato il Cap. 33, è lo studio del materiale composito
dimensioni e su velivoli militari. In realtà, le a livello del laminato. La laminazione, oltre a essere un
problematiche più serie dell’impiego di questi fondamentale processo tecnologico, consente di
materiali, sono da riferirsi alla scarsità delle proprietà progettare il materiale a livello superiore di quello della
meccaniche nelle direzioni ortogonali ai piani dei lamina e rappresenta il livello al quale le potenzialità
laminati. Infatti, a meno di ricorrere a costosissimi dei compositi sono effettivamente sfruttate per la
sistemi di rinforzo con architettura tridimensionale, le realizzazione delle strutture aerospaziali.
capacità di trasferire i carichi fra le lamine di un Il presente capitolo è quindi dedicato ad approfondire i
laminato multi-direzionale rimangono limitate, poiché primi due livelli, micromeccanico e macromeccanico
tale trasferimento deve necessariamente avvenire (o livello della lamina). Nel seguito del capitolo, il
attraverso strati interlaminari, dove le fibre di rinforzo livello macromeccanico sarà il primo a essere
sono assenti e la scarsa resistenza della matrice gioca considerato, poiché la lamina è effettivamente
un ruolo determinante. La possibilità di insorgere di l’elemento di base attorno al quale si focalizzano le
danni, abitualmente definiti delaminazioni, in questi considerazioni in sede di progetto strutturale e di
strati interlaminari e la ridotta possibilità di individuarli realizzazione tecnologica.
prima che si sviluppino fino a provocare cedimenti I materiali compositi, a livello delle lamine, saranno
catastrofici, costringe una notevole riduzione degli studiati come materiali elastici ortotropi.
sforzi massimi che, in fase di progetto, possono essere Analogamente, le fasi costituenti saranno considerate
considerati applicabili con sicurezza ai materiali puramente elastiche nella parte del capitolo dedicata
compositi e ostacola grandemente la possibilità di all’approccio micromeccanico. L’assunzione di
sfruttarne appieno il grande potenziale. comportamento elastico anisotropo mette a
disposizione gli strumenti per comprendere, analizzare
32.3 Gli approcci allo studio e all’analisi e prevedere le caratteristiche elastiche degli elementi in
dei materiali compositi materiale composito.

La diffusione dell’applicazione dei compositi a matrici


polimerica con rinforzi a fibre lunghe è cresciuta

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Livello
ambito non-lineare (3) rappresentano tre fondamentali
micromeccanico motivi che impediscono di poter considerare l’analisi,
(costituenti e loro da sola, adeguata a valutare affidabilmente la resistenza
interazione) di elementi strutturali in composito.
L’approccio tipicamente seguito nelle costruzioni
aeronautiche in composito è il cosiddetto building-
block approach che integra analisi e prove sperimentali
Livello lungo il percorso mostrato in Figura 32. 7. L’approccio,
macromeccanico: a partire dai più semplici provini di materiale,
materiale considera elementi sempre più complessi fino ai
omogeneizzato (lamina)
componenti di base del velivolo quali le ali, o gli
elementi di fusoliera.

Livello del
laminato:
sovrapposizione
di strati con
rinforzo multi-
direzionale

Figura 32. 6 – Livelli di analisi per le proprietà


di rigidezza degli elementi in materiale
composito

L’assunzione di comportamento elastico è in sostanza


valida, nelle proprietà dominate dalla fase fibre, fino
alla rottura, che avviene tipicamente in assenza di
grandi deviazioni dal comportamento lineare iniziale e
che comporta una totale perdità di capacità di
trasferimento di carico da parte del materiale. Questa
idealizzazione del processo di rottura è abbastanza Figura 32. 7 – Gerarchia delle prove
fedele alla realtà, sebbene i compositi con rinforzo in sperimentali nel building-block approach
fibre di vetro possano presentare evidenti deviazioni
dalla linearità a grandi deformazioni e debba essere
menzionata l’eccezione del peculiare comportamento a L’approccio building-block è anche usato per
compressione delle fibre arammidiche, caratterizzate identificare, a livello dei provini semplici, dei fattori di
da un comportamento duttile. Questa idealizzazione riduzione delle proprietà meccaniche associati a effetti
rimane tuttavia applicabile solo alle proprietà dominate ambientali, assumendo che tali effetti possano essere
dalle fibre delle singole lamine, poiché la matrice e valutati sui test a basso livello e trasportati ai livelli di
l’interfaccia fibra-matrice presentano meccanismi di maggiore complessità.
cedimento diversi e, in alcuni casi, più progressivi, con L’approccio si può suddividere nelle seguenti fasi:
formazione di microcricche e di danni diffusi che
- generazione di un data-base delle proprietà dei
influenzano il comportamento macroscopico del
materiali a livello di semplici provini.
materiale in modi molto complessi. Nelle proprietà di
- identificazione, mediante analisi strutturale
resistenza degli elementi strutturali in composito,
(tipicamente in ambito lineare) delle area
inoltre, la sensibilità dei laminati alle sollecitazioni
strutturali più critiche per ulteriori verifiche.
normali al loro piano, che devono essere trasferite
attraverso gli strati interlaminari, gioca un ruolo - Individuazione delle modalità di cedimento
determinante. più critiche per ogni area strutturale.
Solo da poco tempo si sta cercando di modellare questi - Selezione delle condizioni che possono
comportamenti e di integrarli in leggi costitutive non- produrre la modalità di cedimento più critica.
lineari di notevole complessità e difficoltà di - Progettazione ed esecuzione di una serie di
calibrazione, da utilizzarsi nell’analisi strutturale prove sperimentali, corrispondenti alle aree
assistita dal calcolatore. Tuttavia, la possibilità di strutturali e alle modalità di cedimento più
prevedere con affidabilità la resistenza di un elemento critiche, con l’obiettivo di mettere a punto
in materiale composito per via teorica (o numerica) è modelli teorici e previsionali che, grazie alla
ben lungi dall’essere considerata acquisita. In correlazione con i risultati sperimentali,
conclusione la sensibilità alle sollecitazioni possano prevedere i comportamenti non-
intralaminari (1), la molteplicità dei modi di cedimento lineari e la resistenza.
(2) e la mancanza di metodi di analisi consolidati in

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- Progettare ed eseguire prove in condizioni più  xx   D11 D12 D13 D14 D15 D16   xx 
    
D26   yy 
complicate, che prevedano molteplici
possibilità di cedimento, per valutare le  yy   D21 D22 D23 D24 D25
capacità di previsione degli approcci analitici.  zz   D31 D32 D33 D34 D35 D36   zz 
   
- Progettare sub-componenti e componenti,  yz   D41 D42 D43 D44 D45 D46   yz 
introducendo i fattori di riduzione per gli   zx   D51 D52 D53 D54 D55 D56   zx 
effetti ambientali, e condurre le prove di     
validazione finale.  xy   D61 D62 D63 D64 D65 D66   xy 
Eq. 32. 2

32.4 Legge Costitutiva elastica Ortotropa Se il materiale è elastico, si osservi che è sempre
possibile introdurre un’energia di deformazione, che è
32.4.1 Legame costitutivo elastico anisotropo e una funzione delle componenti di deformazione,
simmetrie nel comportamento dei materiali secondo la forma quadratica riportata in Eq. 32. 3.

Come discusso nel precedente paragrafo, la legge  ij   ij 


costitutiva elastica anisotropa svolge un ruolo        d     
T T
Dd  
fondamentale nell’analisi e nella progettazione di 0 0
elementi in composito. Il paragrafo 3.4.1 ha presentato
  T D  
1
il legame elastico per un materiale isotropo,
dimostrando, sulla base di considerazioni teoriche, che 2
tale legame dipende da due sole costanti indipendenti. Eq. 32. 3
Adottando una notazione vettoriale per lo sforzo e la
deformazione, la matrice di cedevolezza per un In modo assolutamente analogo a quanto fatto per i
materiale isotropo, riportata in Eq. 32. 1 mostra come materiali isotropi, detti m ed n le posizioni delle
non vi siano accoppiamenti tra l’applicazione di sforzi componenti di deformazione nella rappresentazione
normale e la nascita di deformazioni a taglio e vettoriale adottata, si ha, per l’uguaglianza delle
l’applicazione di componenti di taglio e la nascita di derivate delle funzione energia di deformazione:
scorrimenti a taglio in altre direzioni.
       
    
 1 v v   m 
 n    m 
 E  E  E 0 0 0
n

   Dmn  Dnm
 xx   v 1

v
0 0 0   xx  Eq. 32. 4
   E E E   yy 
 yy   v  
0 0 0   
v 1
 zz   
 zz 
L’Eq. 32. 4 indica che la matrice [D] è, anche nel
E E E
     legame generalmente anisotropo, simmetrica e che

 yz   0 0 0
1
0 0   yz  pertanto, è descritta, al massimo, da 21 costanti
 zx   G    zx  indipendenti.
   1  
 xy   0 0 0 0
G
0
  xy 
Esaminando i possibili legami fra componenti di sforzo
 e deformazioni non corrispondenti (coniugati nella
1
 0 0 0 0 0  definizione del lavoro e dell’energia di deformazione),
 G il legame anisotropo prevede alcuni accoppiamenti fra
Eq. 32. 1 le componenti di sforzo-deformazione che, a parte
La matrice di rigidezza, per un materiale isotropo, ha quello fra allungamenti e sforzi normali in direzione
struttura analoga (vedi Eq. 3.129) e conferma l’assenza trasversale, non sono affatto previsti nel
di accoppiamenti fra estensioni-sforzi di taglio e fra comportamento elastico isotropo. Tali accoppiamenti
scorrimenti e sforzi di taglio non corrispondenti. sono evidenziati in Figura 32. 8.
Come affermato nel par. 32.2 e qualitativamente
illustrato in Figura 32. 4, i materiali compositi con
rinforzo fibroso non sono isotropi, ma presentano un
comportamento meccanico dipendente dalla direzione
in cui sono sollecitati. Un comportamento di questo
tipo, in generale, è detto anisotropo e prevede,
potenzialmente, un legame completamente accoppiato
fra tutte le componenti di sforzo e deformazione.

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una componente di sforzo e una componente di


Accoppiamento scorrimenti a
taglio – sforzi normali deformazione risultano legati attraverso la legge
elastica anisotropa generale, definita in Eq. 32. 3, tale
legame dovrà essere compatibile con la situazione che
Accoppiamento tra
allungamenti e sforzi viene a crearsi applicando l’operatore di simmetria.
normali trasversali Si consideri, ad esempio, l’espressione del termine yz
in funzione delle deformazioni applicate. Se il termine
 xx   D11 D12 D13 D14 D15 D16   xx  di rigidezza D41 non è nullo, l’applicazione di una
     deformazione assiale xx al materiale, comporta la
 yy   D21 D22 D23 D24 D25 D26   yy  nascita di uno sforzo yz = D41xx come mostrato in
 zz   D31 D32 D33 D34 D35 D36   zz  Figura 32. 10-a. Per l’esistenza del piano di simmetria,
   
 yz   D41 D46   yz 
D42 D43 D44 D45 tale legame deve essere compatibile con la situazione
  zx   D51 derivante dall’applicazione dell’operatore di simmetria
D52 D53 D54 D55 D56   zx 
     (cioè scambiando ciò che sta dalle due parti del piano
 xy   D61 D62 D63 D64 D65 D66   xy  di simmetria). Tuttavia, in Figura 32. 10-b si osserva
che, applicando la simmetria, si ottiene uno sforzo
Accoppiamento tra taglio in direzione opposta, mentre l’allungamento
scorrimenti e sforzi di
taglio in altre direzioni
rimane invariato. Pertanto deve valere anche la
relazione yz = -D41xx. Ciò comporta D41xx = -D41xx
Figura 32. 8 – Classificazione degli che implica D41 =0.
accoppiamenti nel legame elastico anisotropo In modo assolutamente analogo si può dimostrare che
D42 e D43 sono nulli.
In realtà, nei materiali compositi con rinforzo fibroso La Figura 32. 11 si riferisce all’applicazione
sono individuabili delle simmetrie che semplificano dell’operatore di simmetria al caso in cui, applicando
notevolmente il legame elastico, eliminando in parte o yz,si ottenga un yz = D44yz. Il risultato ottenuto è
totalmente gli accoppiamenti. I materiali, infatti, descrivibile con la relazione -yz = -D44yz, da cui si
possono presentare uno o più piani di simmetria deduce che D44 può essere non nullo. In questo caso,
quando la loro struttura non varia se si considera una dunque, l’accoppiamento è compatibile con l’esistenza
trasformazione che inverte la posizione di ciò che sta del piano di simmetria del materiale. Analogamente,
dalle due parti del piano. Una trasformazione di questo come mostrato in Figura 32. 12, il termine D45 è
tipo è descrivibile come l’applicazione di un operatore anch’esso ammissibile per un materiale con un piano di
di simmetria. simmetria.
Ad esempio, la Figura 32. 9 mostra un materiale con un Si osservi, al contrario, il caso riportato in Figura 32.
piano di simmetria, poiché la sua struttura, disordinata 13, relativa all’accoppiamento xy -yz. L’applicazione
nel piano xy, è tuttavia invariante a un operatore di dell’operatore di simmetria non cambia il verso della
simmetria che scambia ciò che si trova dalla parte componente di deformazione, mentre cambia quello
positiva dell’asse z con ciò che si trova dalla parte dello sforzo. Pertanto il termine di accoppiamento, D46,
negativa z. Il piano perpendicolare all’asse z, cioè il deve essere nullo.
piano xy, è dunque un piano di simmetria. Un materiale
yz
con un piano di simmetria è detto monoclino. yz

xx xx
xx

x A yz z B yz
y

x
Figura 32. 10 – Applicazione dell’operatore di
z simmetria a un materiale monoclino per
l’accoppiamento xx-yz
Figura 32. 9 – Esempio di materiale con un
piano di simmetria

Se il materiale ha un piano di simmetria, anche la legge


costitutiva deve rispettare la simmetria. Pertanto, se

8
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

Applicando l’operatore di simmetria in modo analogo


yz yz yz yz
ad altri casi, si giunge all’espressione riportata in Eq.
32. 5, che mostra come, considerando la simmetria
z della matrice [D], un materiale monoclino ha solo 13
costanti elastiche indipendenti.

 xx   D11 D12 D13 0 0 D16   xx 


    
 yy   D21 D22 D23 0 0 D26   yy 
 zz   D31 D32 D33 0 0 D36   zz 
   
A B  yz   0 0 0 D44 D45 0   yz 
  zx   0 0 0 D54 D55 0   zx 
yz yz yz yz     
z  xy   D61 D62 D63 0 0 D66   xy 
y
Eq. 32. 5
x
I materiali compositi con rinforzo fibroso, oggetto del
Figura 32. 11 - Applicazione dell’operatore di presente capitolo, presentano, in effetti, più di un piano
simmetria a un materiale monoclino per di simmetria. Infatti, per i compositi con rinforzo
l’accoppiamento yz -yz unidirezionale è possibile individuare almeno tre piani
di simmetria, fra loro mutuamente ortogonali, come è
evidenziato in Figura 32. 14-a. Trascurando la
yz yz curvatura dei filati di trama e ordito, è anche possibile
zx assumere tre piani di simmetria mutuamente ortogonali
zx z
per i tessuti, come mostrato in Figura 32. 14-b.
z
A

zx x z
A B
zx z B
yz z yz
y y
x x
Figura 32. 14 – Piani a assi di simmetria nei
Figura 32. 12 - Applicazione dell’operatore di compositi unidirezionali (A) e tessuti (B)
simmetria a un materiale monoclino per
l’accoppiamento zx -yz I materiali che presentano tre piani di simmetria fra
loro ortogonali sono detti ortotropi e, in base a
yz ragionamenti analoghi a quelli seguiti per il materiale
yz monoclino, si dimostra che devono seguire il legame
z espresso in Eq. 32. 6, con solo 9 costanti indipendenti.

 xx   D11 D12 D13 0 0 0   xx 


    
xy xy  yy   D21 D22 D23 0 0 0   yy 
xy  zz   D31 0   zz 
xy D32 D33 0 0
   
 yz   0 0 0 D44 0 0   yz 
A B   zx   0 0 0 0 D55 0   zx 
    
 xy   0 0 0 0 0 D66   xy 
yz z yz
y Eq. 32. 6
z

x Il legame costitutivo ortrotropo presenta, dunque, lo


stesso tipo di accoppiamenti esistenti per un materiale
Figura 32. 13 - Applicazione dell’operatore di isotropo. In particolare, solo l’accoppiamento fra gli
simmetria a un materiale monoclino per allungamenti e gli sforzi ad essi trasversali è
l’accoppiamento xy -yz compatibile con l’esistenza dei tre piani di simmetria.

9
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

La differenza con i materiali isotropi, consiste Ey e Ez. Come regola generale, adottata in questo testo,
unicamente nella differenza fra le proprietà nelle il coefficiente di Poisson vij definisce la contrazione in
diverse direzioni. direzione i per l’applicazione di uno sforzo in direzione
j. Si osservi, tuttavia, che tale convenzione non è
32.4.2 Significato delle costanti ingegneristiche nelle universalmente seguita e che, in molti casi, si adotta
legame costitutivo elastico ortotropo una convenzione opposta. La possibile ambiguità
nell’interpretazione dei coefficienti di Poisson, è una
I piani di simmetria presenti nei materiali ortotropi delle più comuni cause d’errore nell’applicazione del
consentono di definire un sistema di assi di riferimento, legame elastico ortotropo.
perpendicolari ai piani di simmetria stessi, che sono Applicando uno sforzo di taglio, la forma del legame
definiti direzioni principali del materiale o assi elastico ortotropo indica che si potrà sviluppare solo la
materiale o assi lamina. componente di deformazione corrispondente e
Per le lamine di composito unidirezionale è abituale coniugata. Si definiscono, pertanto, i moduli di
considerare: rigidezza a taglio Gyz, Gzx e Gxy, che legano lo
- il primo asse materiale (asse x) nella direzione delle scorrimento allo sforzo di taglio corrispondente.
fibre di rinforzo; La matrice di cedevolezza del materiale ortotropo
- il secondo asse materiale (asse y) nel piano della elastico, che rappresenta il generico composito ha
lamina, perpendicolarmente alla direzione delle fibre; quindi la forma riportata in Eq. 32. 7.
- il terzo asse materiale (asse z), perpendicolare al
piano della lamina, nella direzione dello spessore.  1  v xy  v xz 
Per i tessuti, analogamente si considera:  0 0 0 
- il primo asse materiale (asse x) nella direzione delle  Ex Ey Ez 
fibre di rinforzo della trama;   v yx 1  v yz 
- il secondo asse materiale (asse y) nella direzione delle  xx   E Ey Ez
0 0 0   
xx
   x 
 
fibre di rinforzo dell’ordito;  yy    v zx  v zy 1   yy 
- il terzo asse materiale (asse z), perpendicolare al  zz   E 0 0 0   
piano della lamina, nella direzione dello spessore.   x
Ey Ez   zz 
La legge costitutiva ortotropa prevede un ben  yz   0 1
0 
  yz 
 zx  
0 0 0
determinato comportamento in prove uniassiali, G yz  
     zx 
 xy   0  
0   xy 
caratterizzate dall’applicazione di una sola componente 1
di sforzo non nulla al materiale.  0 0 0
Gzx
La Figura 32. 15 si riferisce all’applicazione di uno  
 0 1 
sforzo in direzione xx a un materiale ortotropo. Si avrà 
0 0 0 0
 G xy 
un allungamento in direzione xx proporzionale al
carico. La costante di proporzionalità è il modulo
elastico nella direzione x, indicato con Ex. Eq. 32. 7
A causa dell’accoppiamento fra sforzi e allungamenti
trasversali, nascono delle contrazioni nelle direzioni y e Per la simmetria della matrice di cedevolezza, che
z. Si definiscono i coefficienti di Poisson, vyx e vzx, che consegue da quella della matrice di rigidezza o può
sono gli opposti dei rapporti fra la deformazione nella essere direttamente dimostrata dall’esistenza del
direzione di applicazione del carico e le contrazioni potenziale elastico, si hanno seguenti relazioni:
trasversali. Nel materiale ortotropo, a differenza del
caso isotropo, tali coefficienti non sono, in generale, v yx v xy v zx v zx v zy v zy
uguali fra di loro.  ;  ; 
Ex Ey Ex Ex Ey Ez
z Eq. 32. 8
y xx
zz=-vzxxx L’inversione della matrice di cedevolezza porta alla
x xx matrice di rigidezza
yy=-vyxxx  1  v yz v zy v yx  v zx v yz v xz  v yx v zy 
 0 0 0 
yy=-vyxxx  E y Ez  E y Ez  E y Ez  
 v xy  v zy v xz 1  v xz v zx v zy  v xy v zx 
xx  0 0 0 
 Ex Ez  Ex Ez  Ex Ez  
xx zz=-vzxxx D    v xz  v xy v yz v yz  v yx v xz 1  v xy v yx 
 E E  Ex E y  Ex E y 
0 0 0 
 x y 
Figura 32. 15 – Applicazione di uno stato di  0 0 0 G yz 0 0 
 0 
sforzo uniassiale a un materiale ortotropo  0 0 0 0 G zx
 0 0 0 0 0 G xy 
Considerando l’applicazione di uno sforzo uniassiale Eq. 32. 9
nelle altre direzioni si ottengono situazioni analoghe,
che permettono di definire i moduli elastici trasversali dove:

10
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

1  v xy v yx  v yz v zy  v zx v xz  2v yx v zy v xz ad uno degli assi materiali si definisce trasversalmente


 isotropo.
Ex E y Ez

Nei materiali isotropi, si è visto nel cap. 3 che alcune


considerazioni energetiche pongono dei vincoli precisi
alle due costanti ingegneristiche E e v che
caratterizzano il legame. Nel par. 3.4.1 si è infatti
dimostrato che:

E 0 t
 1  v  0.5
Eq. 32. 10
x,a
Nei materiali ortotropi, le considerazioni energetiche Figura 32. 16 – Piani di simmetria in un
portano a relazioni diverse e più complesse. E’ materiale trasversalmente isotropo
richiesto innanzitutto che i moduli di Young nelle
diverse direzioni e i moduli di rigidezza a taglio siano Con riferimento alle costanti ingegneristiche del
positivi: materiale ortotropo, l’isotropia trasversale implica
l’equivalenza delle proprietà nelle due direzioni
E x , E y , E x , G yz , G zx , G xy  0 principali del materiale perpendicolari alla direzione di
rinforzo, y e z. Si possono anche definire nuove
Eq. 32. 11 notazioni per gli assi indicando con l’indice a la
direzione del rinforzo e con l’indice t la generica
I coefficienti di Poisson devono inoltre soddisfare le direzione perpendicolare ad esso. Valgono pertanto le
seguenti disequazioni: seguenti relazioni:
E y  E z  Et
1  v v
yz zy   0; 1  v v
xz zx   0; 1  v xy v yx   0
vzx  v yx  vta
1  v xy v yx  v yz v zy  v zx v xz  2v yx v zy v xz
 0 Gzx  Gxy  Gta
Ex E y Ez
Eq. 32. 14
Eq. 32. 12
Per l’isotropia trasversale, inoltre, è possibile stabilire
una relazione analoga quella dei materiali isotropi fra
Infine, devono valere le seguenti limitazioni fra i
Et = Ey = Ez, Gt = Gyz e vt = vxyz:
moduli dei coefficienti di Poisson ed i moduli di
Young.
Ey Et
Gt  G yz  
Ey Ez Ex

2 1  v yz  21  vt 
v yx  ; v zy  ; v xz  Eq. 32. 15
Ex Ey Ez
Ex Ey Ez La matrice di cedevolezza per un materiale
v xy  ; v yz  ; v zx 
Ey Ez Ex trasversalmente isotropo ha dunque la forma:
Eq. 32. 13
 1  vat  vat 
 E 0 0 0 
Et Et
Si osservi, che in base alle Eq. 32. 13 i coefficienti di  a 
Poisson possono raggiungere, nei materiali ortotropi   vta 1  vt
0   xx 
 xx   0 0

valori molto elevati o estremamente bassi. Ad esempio,    Ea Et Et
  yy 
se consideriamo una lamina unidirezionale in carbonio  yy    vta  vt 1  
0 0 0 
con Ex = 120 GPa e Ey = 10 GPa, si ha |vxy| < 3.46.  zz   Ea Et Et   zz 
  21  vt    yz 
 yz   0 0 0 0 0  
32.4.3 Ipotesi di isotropia trasversale  zx   Et    zx 
   1  
I materiali compositi ottenuti da lamine con rinforzo  xy   0 0 0 0 0   xy 
Gta
unidirezionali si possono ritenere caratterizzati da un  
 0 1 
livello di simmetria superiore all’ortotropia. E’ infatti 0 0 0 0
 Gta 
possibile osservare che tutti i piani paralleli alle
direzioni di rinforzo sono di simmetria per il materiale,
come illustrato in Figura 32. 16. Un materiale di questo Eq. 32. 16
tipo, ortrotropo e con infiniti piani di simmetria attorno

11
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

L’Eq. 32. 16, unitamente alla simmetria della matrice Figura 32. 17 – Componenti di sforzo nel piano
di cedevolezza, implica che, per la caratterizzazione di (A) e fuori dal piano (B) in una lamina di
un materiale trasversalmente isotropo sono necessarie composito
solo 5 costanti indipendenti: Ea, Et, Gta, vta, vt.
L’isotropia trasversale, come del resto l’ortotropia, è I laminati sono in generale elementi con spessori molto
una assunzione che non tiene conto di possibili piccoli rispetto alle dimensioni in pianta. I carichi
disomogeneità nella struttura del materiale e di trasversali applicati al laminato hanno a disposizione
possibili disallineamenti. E’ tuttavia di particolare aree resistenti molto grandi. D’altre parte, se caricati
utilità per stimare le proprietà del composito fuori dal trasversalmente, sulle facce aventi normali in direzione
piano delle lamine (Ez, vzx, vzy, Gyz, Gxz) che sono di dell’asse z, i laminati si flettono e la flessione origina
difficile determinazione e che possono venire uno stato di sforzo nel piano delle lamine. Tali sforzi
ricondotte, quasi completamente, a proprietà misurabili devono equilibrare i momenti dei carichi esterni con
con l’applicazione di stati di sforzo nel piano delle bracci limitati, con ordine di grandezza pari allo
lamine. spessore del laminato stesso. In tali condizioni, gli stati
Per i tessuti l’ipotesi di isotropia trasversale non è di sforzo nel piano governano la rigidezza e la
applicabile. Nel caso in cui il rinforzo sia equamente resistenza dei laminati. L’analisi dello stato di sforzo di
distribuito fra trame e ordito è possibile, tuttavia, un laminato in composito di piccolo-medio spessore,
ritenere equivalenti queste due le direzioni. Si riduce pertanto, si può inizialmente focalizzare sugli stati di
anche in questo caso il numero delle costanti da sforzo piani. Infatti, prima che le componenti di sforzo
misurare per identificare i parametri elastici del fuori dal piano possano raggiungere valori tali da
materiale. L’ipotesi di equivalenza fra trama e ordito influenzare significativamente gli spostamenti o la
porta alle semplificazioni: possibilità di rottura del laminato, le deflessioni o gli
Ex  E y sforzi di origine flessionale sono verosimilmente giunti
a livelli non accettabili.
Gzx  G yz
Deve essere rilevato, tuttavia, che le componenti di
v zx  v yz sforzo fuori dal piano agiscono negli strati
Eq. 32. 17 interlaminari. Tali strati sono già stati identificati, al
termine del paragrafo 32.2, come critici dal punto di
Si osservi comunque che, soprattutto nel caso dei vista della resistenza del laminato in composito, poiché
tessuti, la curvatura dei filati può indurre sensibili hanno livelli di resistenza particolarmente bassi. Di
differenze (fino al 10%) fra il modulo elastico nelle conseguenza, nel caso di laminati spessi, che possono
direzioni dei rinforzo a trazione e compressione, sostenere la flessione originata da carichi trasversali
contraddicendo l’assunzione di comportamento elastico elevati, di carichi trasversali molto concentrati o di
lineare. concentrazioni di sforzo dovuti a variazione di
geometrie, a curvature, o all’interruzione di lamine, gli
32.4.4 Legge elastica ortotropa per stati di sforzo sforzi fuori dal piano non possono trascurati
piano nell’analisi della resistenza del laminato.
Rimanendo nell’ambito dei laminati di piccolo-medio
Le lamine di un materiale composito possono essere spessore, con basse curvature e limitate concentrazioni
soggette a stati di sforzo con componenti agenti nel di sforzo trasversale, il comportamento del laminato è
loro piano o fuori dal loro piano, descritti in Figura 32. approssimato con sufficiente accuratezza considerando
17. solo stati di sforzo piani.
La legge costitutiva che lega tali stati di sforzo alle
z corrispondenti deformazioni nel piano è, in termini di
legame diretto fra sforzi applicati e deformazioni,
espressa in Eq. 32. 18.
y  1  v xy 
 0 
yy  xx   x
E Ey   xx 
x yx    yx  v 1  
xy  yy    0   yy 
   x E E   
xx y
 xy   1   xy 
zz  0 0
G xy 

Eq. 32. 18

zx La matrice di flessibilità nel piano della lamina


zx
yz ortotropa è definita in Eq. 32. 19.

xz

12
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

 1  v xy  z, Z
 0 
 Ex Ey 
  v yx 1 
S 0  y
 Ex Ey  X
 1  Y
 0 0
Gxy  x

Eq. 32. 19

Invertendo tale matrice si definisce la matrice di Y


rigidezza Q le cui componenti, in funzione delle x
costanti di rigidezza ingegneristiche sono esplicitate in y
Eq. 32. 20. X

 Ex v yx E y 


 1  v xy v yx  1  v xy v yx  0 

 v xy E x Ey  Figura 32. 18 – Rotazione del sistema di
Q

 1  v xy v yx  1  v xy v yx  0 

riferimento nel piano della lamina
 0 0 G xy 
  La regola di trasformazione delle componenti del
  tensore degli sforzi per la generica rotazione del
Eq. 32. 20 sistema di riferimento, espressa nell’Eq. 3.84 del cap.
3, può essere riscritta per le componenti piane di sforzo
Le matrici di flessibilità e rigidezza delle lamine nel caso di rotazione nel piano, in forma matriciale:
ortotrope nel piano risultano pertanto definite da 4
costanti ingegneristiche indipendenti: Ex, Ey, vxy e Gxy.  XX   cos  sin 2   2 sin  cos   xx 
2

Per la simmetria delle matrici, infatti, il coefficiente di     


  YY    sin  cos 2  2 sin  cos    yy 
2

Poisson vyx può essere ottenuto conoscendo Ex, Ey e vxy,   sin  cos  sin  cos  cos 2   sin 2    xy 
 XY   
come indicato nella prima relazione in Eq. 32. 8.
Eq. 32. 21

32.4.5 Variazione delle proprietà elastiche con la La matrice introdotta in Eq. 32. 21, dipendente
rotazione del sistema di riferimento dall’angolo  è definita come l’inversa della matrice di
rotazione [T], riportata in Eq. 32. 22.
I legami sforzo-deformazione per lo stato di sforzo
piano, descritti nel par. 32.4.4 sono validi in un sistema  cos 2  sin 2  2 sin  cos  
di riferimento in assi lamina. Le constanti  
[T ]   sin  2
cos 
2
 2 sin  cos  
ingegneristiche Ex, Ey, Gxy rappresentano la rigidezza,
 sin  cos  sin  cos  cos 2   sin 2  
cioè la pendenza della curva sforzi-deformazioni, in  
stato di trazione-compressione uniassiale o di puro Eq. 32. 22
taglio, se tali componenti di sforzo sono espresse in
assi materiale, come indicato dall’ Eq. 32. 18. La legge di trasformazione dalle vecchie componenti in
Applicando le regole di trasformazione di coordinate assi materiale alle nuove componenti in assi X e Y è
per le componenti dei tensori di sforzo e deformazione quindi esprimibile nella seguente forma:
è possibile mostrare che le matrici di flessibilità e
rigidezza, definite in Eq. 32. 19 e Eq. 32. 20,  xx 
 XX 
consentono di individuare le rigidezze della lamina   1  
quando questa è sollecitata in direzioni diverse da   YY   T   yy 
   
quelle corrispondenti agli assi materiale. In generale è  XY   xy 
anzi possibile descrivere completamente il legame Eq. 32. 23
sforzi-deformazioni in un generico sistema di
riferimento, ruotato di un angolo  nel piano della Poiché le regole di trasformazioni sono valide per il
lamina rispetto agli assi materiale. generico tensore, anche le componenti del tensore di
Con riferimento alla Figura 32. 18, siano X e Y nuovi deformazione ruotano applicando la matrice [T], ma è
assi di riferimento, ruotati rispetto agli assi materiale, necessario ricordare che le vere componenti del tensore
attorno a un asse normale al piano della lamina. non comprendono lo scorrimento xy, ma la
L’angolo di rotazione, , sia misurato, in senso deformazione ad indici misti xy = xy/2. Pertanto la
antiorario, dal nuovo asse X all’asse materiale x. legge di rotazione per le deformazioni prescrive:

13
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

    Partendo dalla trasformazione delle componenti di


 XX   cos  sin 2   2 sin  cos    xx 
2
sforzo, sostituendo il legame esrpresso in Eq. 32. 27 e
    
  YY    sin  cos 2  2 sin  cos    yy 
2
applicando la legge di trasformazione per le
  XY  sin  cos  sin  cos  cos 2   sin 2     xy  deformazioni si ottiene:
    
 2   2 
     XX   xx   xx 
  1    
  YY   [T ]  yy   [T ] Q  yy  
  XX    xx  1
  1  
   YY   T    yy       
  XY    xy   XY   xy   xy 
   
 2   2   XX 
1  
Eq. 32. 24  T  Q R T R    YY 
1

 
Per permettere l’utilizzo della notazione vettoriale  XY 
comprendente lo scorrimento xy o, in coordinate Eq. 32. 28
trasformate, XY, è possibile introdurre una semplice
matrice di trasformazione [R]: Poiché è possibile dimostrare che:

RT R1  T T


    Eq. 32. 29
 xx    xx  1 0 0   xx 
      
 yy   [ R]  yy   0 1 0   yy  dove l’apice “T” indica l’operazione di trasposizione, la
    xy  0 0 2   xy  rotazione di coordinate trasforma il legame elastico
 xy      
 2   2  nella seguente forma:
   
 XX   XX  1 0 0  XX   XX   XX 
      
  YY   [ R ]  YY   0 1 0   YY    T  
    XY  0 0 2   XY  
 YY   T 1
Q T    YY 
 XY          
 2   2   XY   XY 
Eq. 32. 25 Eq. 32. 30

L’utilizzo della matrice [R] consente di formulare le L’Eq. 32. 30 consente di definire la matrice di
seguenti leggi di trasformazione per i vettori rigidezza ruotata del materiale elastico ortotropo.
deformazione, quando questi siano espressi con le
componenti ingegneristiche: Q11 Q12 Q16 

   
  
Q  Q21 Q22

Q26   T 1 Q T T
 XX    XX
   xx   xx  Q61 Q62 Q66 
    1   1 1   
  YY   [ R]  YY
  [ R][T ]   yy   [ R][T ] [ R]  yy  Eq. 32. 31
    XY
   xy   
 XY       xy 
 2   2   
Gli indici utilizzati per le componenti di Q , (1,2,6), si
   
 xx    xx  riferiscono alla posizione delle corrispondenti
  XX   XX 
      1   componenti di sforzo e deformazione nel legame
 yy   [ R]  yy   [ R][T ]  YY   [ R][T ][ R]   YY  completo, in presenza di sforzi nel piano e fuori dal
    xy    XY   
 xy       XY  piano.
 2   2 
 
Invertendo la matrice Q si ottiene la matrice di
Eq. 32. 26 
flessibilità S , in coordinate ruotate:

Avendo a disposizione le leggi trasformazione del


vettore delle componenti di sforzo e di deformazione è
S   Q 1  T T Q1T   T T S T 
possibile ricavare il legame elastico ortotropo nei nuovi  S11 S12 S16 
assi, a partire dal legame in assi materiale:  
S   S 21 S 22 S 26 

 S 61 S 62 S 66 
 xx   xx  
    Eq. 32. 32
 yy   Q  yy 
    Le matrici di rigidezza e flessibilità in coordinate
 xy   xy 
ruotate esprimono il legame sforzi-deformazioni nel
Eq. 32. 27
nuovo sistema di riferimento:

14
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

 XX   XX   XX   XX  originato da sforzi assiali tali da produrre deformazioni


 
  YY   Q  
 
  YY  ;
 
 
  YY   S   YY 
XX e YY nelle direzioni di applicazione dello sforzo.
Con l’introduzione dei coefficienti di mutua influenza,
       
 XY   XY   XY   XY  i termini che introducono gli accoppiamenti fra
Eq. 32. 33 deformazioni assiali e sforzi di taglio della matrice di
flessibilità possono essere espressi nel modo seguente:
In base al legame espresso in Eq. 32. 33 e alla forma
della matrice di flessibilità indicata in Eq. 32. 32,
l’applicazione di sforzi assiali in direzione X e Y  X  XY  XY  X
provoca deformazioni assiali in direzioni X e Y che S16   S 61 
G XY E XX
possono essere caratterizzate da rigidezze EX e EY e da
Y  XY  XY Y
coefficienti di Poisson vXY e vYX. Tali rigidezze possono S 26   S 61 
essere messe in relazione con i termini della matrice di G XY EYY
flessibilità come riportato in Eq. 32. 34, dove si è anche Eq. 32. 37
considerato che, per l’esistenza del potenziale elastico,
le matrici di flessibilità (e rigidezza) devono comunque In base alle leggi di trasformazioni indicate in Eq. 32.
essere simmetriche anche in coordinate ruotate. 32, alla definizione della matrice [T] in Eq. 32. 22 e ai
legami riportati in Eq. 32. 34, Eq. 32. 35 e Eq. 32. 37,
1 v XY si possono ricavare le espressioni per le rigidezze e i
S11  S12    S 21
EX EY coefficienti di Poisson nel generico sistema di
vYX 1 riferimento, in funzione delle proprietà del materiale in
S 21    S12 S 22  assi lamina:
EX EY
Eq. 32. 34
1 1  1 2v xy  2
 cos 4      sin  cos 2   1 sin 4 
E X Ex  E x 
Analogamente, è possibile definire un modulo di  G xy Ex
rigidezza a taglio GXY in coordinate ruotate, tale che:  v xy
v XY  E X  
sin 4   cos 4   
1  Ex
S 66 
G XY  1 1 1  2 
   sin  cos 2  
 E x E y G xy 

Eq. 32. 35  
1 1  1 2v xy  2
Tuttavia, a differenza di quanto accade nel sistema di
 sin 4      sin  cos 2   1 sin 4 
riferimento degli assi lamina, le matrici nel generico EY E x  G E  EY
 xy x 
sistema di riferimento possono essere piene. In
generale sono pertanto presenti degli accoppiamenti fra 1  2 2 4v xy 1  2
 2    sin  cos 2  
sforzi assiali e deformazioni a taglio (e viceversa) che G XY  Ex E y E G 
 x xy 
le simmetrie del materiale ortotropo avevano permesso
di escludere, in assi materiale, in base alle
1
G xy

sin 4   cos 4  
considerazioni riportate nel par. 32.4.1.
Per caratterizzare tali accoppiamenti, si possono
introdurre i quattro coefficienti di mutua influenza X- Eq. 32. 38
XY, XY-X, Y-XY e XY-Y con espressione:
32.4.5 Variazione delle proprietà elastiche con la
 XX direzione nel piano delle lamine per alcuni materiali
 X  XY 
 XY
L’Eq. 32. 38 consente di valutare come le rigidezze

 XY  X  XY estensionali e a taglio ed i coefficienti di Poisson
 XX variano nel piano della lamina ortotropa. Gli
 YY andamenti, anche dal punto di vista qualitativo,
Y  XY  dipendono dal tipo di materiale preso in
 XY
considerazione. Per tale motivo si considereranno i
 valori tipici di tre tipi di materiali compositi con
 XY Y  XY
 YY rinforzo a fibre continue: un unidirezionale in carbonio
Eq. 32. 36 (alta resistenza), un tessuto in carbonio (alta resistenza)
e un unidirezionale in fibra di vetro S. Le costanti
I due coefficienti X-XY e Y-XY si riferiscono, ingegneristiche considerate per tali materiali sono
rispettivamente, alla deformazione assiale in direzione riportate in
X e Y dovuta a uno sforzo di taglio, che provoca uno Tabella 32. 2. I valori sono rappresentativi di materiali
scorrimento XY. Viceversa, i due coefficienti XY-X e compositi a matrice epossidica utilizzati nell’industria
aerospaziale. Si osservi come l’unidirezionale in fibra
XY-Y caratterizzano lo scorrimento XY rispettivamente

15
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

di carbonio presenta il valore massimo di modulo per i moduli EYY sono immediatamente ricavabili
elastico nella direzione delle fibre di rinforzo e un considerando un angolo ’=90-.
coefficiente di Poisson simile a quello dei materiali
isotropi metallici. Il modulo elastico nella direzione
perpendicolare alle fibre e il modulo di rigidezza a
taglio sono molto inferiori. Per l’unidirezionale in fibra
di vetro, la rigidezza nella direzione delle fibre di
rinforzo è molto minore rispetto a quella del materiale
con rinforzo in carbonio. Anche in questo caso,
comunque, la rigidezza nella direzionale
perpendicolare alle fibre e la rigidezza a taglio è
sensibilmente inferiore. Il paragrafo successivo,
dedicato alla stima delle caratteristiche del composito
dalle proprietà delle fasi costituenti, giustificherà i
motivi di queste differenze.
Il tessuto con rinforzo in fibra di carbonio presenta un
modulo elastico minore della metà dell’unidirezionale Figura 32. 19 – Andamento del modulo elastico
in carbonio. In un materiale di questo tipo, infatti, metà EXX con la direzione del piano della lamina
delle fibre è orientata in una direzione e metà nell’altra.
Inoltre, l’architettura della lamina richiede di abbassare La Figura 32. 20 riporta il risultato dell’applicazione
il contenuto totale delle fibre rispetto ai livelli dell’ultima relazione in Eq. 32. 38, relativa ai moduli di
raggiungibili negli unidirezionali, per permettere alla rigidezza a taglio, ai tre materiali considerati. I valori
matrice di bagnare tutte le fibre e ottenere un materiale massimi per il modulo di rigidezza a taglio si ottengono
compatto e senza porosità. Il tessuto, comunque, sempre in prossimità di =45°, poiché, per tale
presenta l’evidente vantaggio di possedere due direzione, è massimo il contributo delle fibre alla
direzioni a elevata rigidezza, mentre il modulo di rigidezza a taglio. Nel tessuto, che presenta fibre in due
rigidezza a taglio rimane comunque basso. Il direzioni, l’effetto è amplificato e le rigidezze a taglio
coefficiente di Poisson è molto piccolo: infatti, ottenute sono molto elevate. Si osservi, tuttavia, che
sollecitando il materiale a trazione in una direzione di questo effetto è ottenibile anche avendo a disposizione
rinforzo, le fibre nell’altra direzione si oppongono con due lamine unidirezionali, sovrapposte con direzioni
la loro rigidezza elevata alla contrazione. Per questo +45° e -45° rispetto al sistema di riferimento
motivo le deformazioni trasversali sono molto limitate considerato.
ed i coefficienti di Poisson piccoli e sensibilmente
differenti da quelli dei materiali isotropi di comune
utilizzo strutturale.

Tabella 32. 2 – Proprietà tipiche di lamine con


rinforzo a fibre continue e matrice epossidica

Fibre di Struttura Exx Eyy Gxy vyx


rinforzo lamina (MPa) (MPa) (MPa) (-)

Carbonio
(alta UD 150000 10000 4500 0.3
resistenza)
Carbonio
(alta Tessuto 60000 60000 4500 0.05
resistenza)
Vetro S UD 46000 13000 5000 0.24
Figura 32. 20 – Andamento del modulo di
rigidezza a taglio GXY con la direzione del piano
della lamina
L’applicazione della prima delle relazioni in Eq. 32. 38
ai tre materiali considerati in Tabella 32. 2, consente di Infine, la Figura 32. 21 indica l’andamento con la
ottenere il grafico riportato in Figura 32. 19. direzione del coefficiente di Poisson, cioè del rapporto
Si osservi come il modulo elastico decresca abbastanza fra la contrazione in direzione Y causata
rapidamente con allontanandosi dalla direzione di dall’applicazione di un carico in direzione X. Il grafico
rinforzo. Per gli unidirezionali il modulo raggiunge è ottenuto applicando la seconda relazione in in Eq. 32.
valori prossimi a quelli di Eyy già con angoli di 38 ai tre materiali considerati. E’ evidente la notevole
40°50°. Per =90° le direzioni x e y si scambiano ed variabilità dei coefficienti, in particolare per il tessuto
il modulo EXX tende al modulo Eyy che caratterizza le che può raggiungere, come anticipato al par. 32.4.2,
direzione perpendicolare alle fibre. Il modulo di valori superiori a 0.5.
rigidezza del tessuto raggiunge un minimo in
corrispondenza di 45° per poi risalire, a causa della
presenza delle fibre nell’altra direzione. Gli andamenti

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TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

L’approccio finora seguito, che è generalmente


chiamato approccio macromeccanico, non è in grado,
infatti, di stimare le proprietà elastiche del composito
da quelle dei costituenti.
Tale stima è invece di notevole interesse, sia dal punto
di vista teorico, per comprendere l’origine delle
proprietà dei materiali compositi, sia da un punto di
vista applicativo, poiché consente di progettare il
materiale composito in modo che possa svolgere al
meglio le funzioni strutturali richieste.
L’approccio micromeccanico allo studio dei materiali
composito ha, fra i principali obiettivi, la stima delle
proprietà elastiche di una lamina in materiale
composito a partire dalla sua composizione e dalle
Figura 32. 21 – Andamento del coefficiente di proprietà delle fasi costituenti. Nel presente paragrafo,
Poisson vYX con la direzione nel piano della uno dei più semplici approcci micromeccanici, basato
lamina su una serie di ipotesi semplificative, sarà applicato per
valutare le proprietà elastiche in assi lamina di una
32.5 Approccio micromeccanico alla rigidezza dei lamina di composito con rinforzo unidirezionale a fibre
materiali compositi continue.
Come affermato, la micromeccanica considera il
32.5.1 Introduzione all’approccio micromeccanico materiale composito a una scala di osservazione più
piccola di quella alla quale il materiale può essere
Nei precedenti paragrafi la lamina di materiale considerato omogeneo. A tale scala, gli stati di sforzo e
composito è stata considerata un materiale omogeneo e deformazione del materiale omogeneizzato, sono da
ortotropo. Tale approccio ha permesso di sviluppare considerarsi delle medie, eseguite in un volume di
formulazioni analitiche che consentono di modellare le materiale , con caratteristiche e dimensioni adeguate.
caratteristiche meccaniche della lamina in ambito Nello specifico caso di un composito unidirezionale,
lineare ed elastico. L’omogeneità comporta che le con un'unica tipologia di fibre di rinforzo, inglobate in
proprietà elastiche del composito non sono state una matrice omogenea, il volume  può essere
considerabili variabili da punto a punto ma costanti nel considerato la somma dei sottovolumi occupati dalla
volume occupato dal materiale. L’ortotropia, un caso fibra e dalla matrice:
speciale di anisotropia, conferisce al materiale
composito una variazione delle proprietà elastiche con
   f  m
la direzione considerata: il materiale, sempre
Eq. 32. 39
omogeneo, potrà essere più rigido in una direzione
piuttosto che in un'altra. In realtà, l’ortotropia dei
Spezzando l’operazione di media nei due sottovolumi,
materiali compositi è originata dalla presenza delle
fibre e, in ultima analisi, dalla disomogeneità del f e m, è possibile definire i valori medi
materiale. Se, tuttavia, il materiale è descritto a una rappresentativi della deformazione e dello sforzo nella
scala strutturale sufficientemente grande, gli effetti fibra e nella matrice. I passaggi dell’operazione sono
della disomogeneità sulla rigidezza potranno essere riportati nella seguente equazione:
completamente compresi in un modello di materiale
elastico-lineare ortotropo. Tale operazione è definita   
  x, y, z d 
1
omogeneizzazione del materiale e si basa,  
1 m
  d    d
 
formalmente, sull’individuazione di un legame fra gli

f
sforzi e le deformazioni medi, agenti in volume f m 
disomogeneo di materiale. 1 f 1
L’omogeneizzazione traduce la presenza delle fibre     d f  m
1
  dm  
 f f m m 
negli elevati coefficienti di rigidezza nelle direzioni di
rinforzo e descrive le limitate proprietà della fase
matrice mediante i relativamente bassi valori di

f f

 

 
m m
  
rigidezza nelle direzioni trasversali e taglio. Il modello Eq. 32. 40
ortotropo risultante è in grado di predire le
caratteristiche di rigidezza al variare della direzione I passaggi riportati in Eq. 32. 40 possono essere
con notevole accuratezza. replicati per lo stato di sforzo. Inoltre, l’Eq. 32. 40
Tuttavia, per applicare il modello, le proprietà in assi permette di definire le frazioni volumetriche di fibra e
lamina devono essere state precedentemente misurate. matrice:
Il materiale composito deve essere stato prodotto, e
devono essere stati realizzati i provini che, mediante f m
opportune procedure sperimentali, consentono la V f
 ;Vm 
misura delle proprietà del materiale in assi lamina.  

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TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

Eq. 32. 41 fibra, di lunghezza L, immersa nella matrice e soggetta


Gli stati di sforzo e di deformazione che compaiono nel a un carico assiale xx.
legame elastico ortotropo, valido per il materiale
omogeneizzato, sono pertanto espressi in funzione
degli sforzi medi agenti nella fase fibra e nella fase
matrice attraverso le seguenti relazioni:

   V f  f  V m  m 
   V f  f  V m  m 
Eq. 32. 42
Figura 32. 22 – Elemento di volume
Le Eq. 32. 42 formalizzano l’operazione di rappresentativo per la determinazione di Exx
omogeneizzazione nel volume . Affinché tale
operazione sia fisicamente indicativa, tuttavia, il L’ipotesi semplificativa che è introdotta si riferisce allo
volume  deve possedere determinate caratteristiche. stato di deformazione nelle due fasi, fibra e matrice,
Le proprietà elastiche del materiale ortotropo risultante che sono poste in parallelo in questa configurazione. Si
dall’operazione di omogeneizzazione non devono assume, infatti, che la deformazione media sia uguale
variare con le dimensioni di . Ciò comporta che esiste nelle due fasi:
una minima dimensione di  che deve essere
rappresentativa delle caratteristiche del materiale  xxf   xx
m
  xx
(morfologia, composizione e, conseguentemente, Eq. 32. 43
caratteristiche meccaniche). Tale minima dimensione
del volume  individua l’Elemento di Volume Tale ipotesi determina l’applicazione di un modello
Rappresentativo del materiale (RVE). dove le due fasi, fibra e matrice, sono poste in
Ogni approccio micromeccanco, dunque, si basa sullo parallelo, come schematizzato in Figura 32. 23
studio delle proprietà di un Elemento di Volume
Rappresentativo. Attraverso diversi approcci, teorici o
numerici, l’obiettivo dell’approccio è la valutazione
delle proprietà dell’RVE sulla base delle leggi
costitutive che rappresentano i legami fra gli sforzi e le
deformazioni agenti nelle singole fasi.

32.5.2 Regola delle miscele per la determinazione Figura 32. 23 - Disposizione in parallelo di fibra
della rigidezza nella direzione del rinforzo e matrice

Alla base dell’approccio semplificato che sarà adottato Le leggi costitutive di fibra e matrice comportano che:
per la stima delle caratteristica di rigidezze dei
compositi, vi è la scelta di un RVE soggetto a una  xxf  Eaf  xxf  Eaf  xx
condizione di carico e una serie di ipotesi
semplificative.  xx
m
 E m xx
m
 E m xx
Le ipotesi che saranno considerate per sviluppare le Eq. 32. 44
formulazioni saranno:
i) matrice isotropa, caratterizzata da un Dove Efa ed Em rappresentano, rispettivamente, i
modulo elastico Em e un coefficiente di moduli di Young della fibra di rinforzo nella direzione
Poisson vm; assiale e della matrice. Si consideri una sezione
ii) fibre trasversalmente isotrope, con trasversale della lamina di area A, e sia Af la frazione di
rigidezza assiale Efa, rigidezza trasversale area occupata dalle fibre e Am quella occupata dalla
Eft, rigidezza a taglio (per sforzi di taglio matrice.
paralleli alla fibra) Gfta e coefficiente di Lo sforzo unitario agente nella sezione della lamina di
Poisson vfta (che caratterizza la composito è:
deformazione nella direzione trasversale
della fibra per un allungamento in  xxf A f   xx
m m
A
direzione assiale)  xx 
A
Eq. 32. 45
La determinazione del modulo elastico in direzione
delle fibre di rinforzo considera l’elemento di volume Occorre tuttavia considerare che, trattandosi di un
rappresentativo riportato in Figura 32. 22, composito con rinforzo a fibre continue, le frazioni di
comprendente una porzione di lamina costituita da una area equivalgono alle frazioni volumetriche. Pertanto,
sostituendo le Eq. 32. 44 nella Eq. 32. 45 si ha:

18
TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

ma agisce uno sforzo trasversale, yy su una porzione di


 xx  V f  xxf  V m xx
m
 
 V f Eaf  V m E m  xx larghezza w.
Eq. 32. 46

L’Eq. 32. 46 consente di stimare il valore del modulo


elastico del composito con la seguente espressione, che
è nota con il nome di regola delle miscele:

E xx  V f Eaf  V m E m
Eq. 32. 47
Figura 32. 25 – Elemento di volume
La Figura 32. 24 mostra l’andamento di Exx in funzione rappresentativo per la determinazione di Eyy
della frazione volumetrica Vf. In base alla regola delle
miscele si ottiene una retta che parte dal valore di In questo caso l’ipotesi semplificativa è relativa agli
rigidezza della matrice, per Vf = 0 e giunge al valore sforzi. Infatti, lo sforzo dovrà trasferirsi dalla fibra alla
delle fibre per Vf = 1. Si consideri che, nei materiali matrice attraverso l’interfaccia e, per ragioni di
reali, la frazione volumetrica di fibra in un equilibrio, è ragionevole ipotizzare:
unidirezionali non può superare eccessivamente il
60%, per garantire che tutte le fibre siano bagnate dalla  yyf   yy
m
  yy
resina. Eq. 32. 49

Il modello adottato, pertanto, è schematizzabile come


un sistema in serie, come illustrato in Figura 32. 26.

Figura 32. 26 – Disposizione in serie di fibra e


matrice

Figura 32. 24 – Andamento del modulo in La deformazione complessiva dell’RVE in direzione y


direzione delle fibre con la frazione volumetrica è dovuta ad un allungamento w che è da attribuirsi in
delle fibre parte alla fibra e in parte alla matrice.

Nonostante la sua semplicità, l’accuratezza della regola w f f w m m


delle miscele è più che adeguata a una prima stima w  w f  w m  w  m w
wf w
delle caratteristiche del composito, sebbene si possa
Eq. 32. 50
dimostrare che essa fornisce un limite superiore alle
rigidezze del composito.
Le frazioni di lunghezza trasversale wf e wm occupate
Si può anche osservare che, ipotizzando Efa >> Em la
dai volumi di fibra e matrice possono essere espresse in
regola delle miscele indica che la rigidezza in direzione
funzione delle frazioni volumetriche:
delle fibre di rinforzo è essenzialmente determinata
dalla rigidezze delle fibre stesse. Infatti:
wf wm
V f ; Vm
 E mV m  w w
E  Eaf V f 1  f f   Eaf V f
Eq. 32. 51
 Ea V 
Eq. 32. 48 Considerando che, in generale, yy = w/w, si ottiene,
dividendo per w l’Eq. 32. 50:
L’Eq. 32. 48 indica dunque che la rigidezza Exx è una
proprietà dominata dalla fibre. w w f w m w f w f w m w m
    m
32.5.3 Determinazione delle rigidezze trasversali, a
w w w wf w w w
taglio e dei coefficienti di Poisson   yy   yyf V f
  yy
m
V f

Eq. 32. 52
L’elemento di volume rappresentativo che può essere
considerato per il calcolo del modulo del composito Si possono quindi applicare le leggi costitutive di fibra
nella direzione trasversale alle fibre è mostrato in e matrice, ricordando l’ipotesi semplificativa sugli
Figura 32. 25. L’RVE è simile a quello usato per Exx, sforzi espressa in Eq. 32. 49.

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TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

1 1 composito in direzione trasversale, anche disponendo


 yyf   yyf  f  yy di fibre con rigidezza trasversale molto elevata. Infatti,
Et f Et
assumento Eft >>Em, si può approssimare l’espressione
1 m 1
 yy
m
   m  yy
m yy
della rigidezza nel seguente modo:
E E
Eq. 32. 53 Etf E m Em Em
E yy   
V f E m  V m Et f Em Vm
Si deve inoltre considerare che, nella condizione di V f
V m
carico uniassiale ipotizzata, si ha, a livello dell’intero Et f
composito: Eq. 32. 57

1 La rigidezza trasversale, pertanto, non può superare il


 yy   yy limite dato dalla rigidezze della fase più cedevole
E
Eq. 32. 54 amplificata del fattore 1/Vm. Si tratta pertanto di una
proprietà dominata dalla fase matrice e la presenza del
Sostituendo l’Eq. 32. 53 e l’Eq. 32. 54 nell’Eq. 32. 52, rinforzo può aumentarla ma non modificarla
si ottiene: radicalmente.

La determinazione del modulo di rigidezza a taglio del


V f Vm 
 yy   f  m  yy
1 composito, Gxy, può considerare un elemento di volume
E yy E E  rappresentativo in cui matrice e fibra sono in poste
 t
serie, rappresentato in Figura 32. 28.
Eq. 32. 55

La relazione ottenuta permette l’individuazione di A B


un’espressione per la rigidezza trasversale del
composito:

1 Et f E m
E yy  
V f V m  V f E m  V m Et f
  m
Ef E 
 t
Figura 32. 28 – Elemento di volume
Eq. 32. 56 rappresentativo per la determinazione di Gxy

La Figura 32. 27 riporta le curve di variazione del La Figura 32. 28-A mostra la condizione di carico
rapporto Eyy/Em. considerata, caratterizzata da uno sforzo di taglio xy,
che origina, nel composito uno scorrimento xy, tale
che:

 xy
 xy 
G xy
Eq. 32. 58

In modo analogo allo sforzo normale trasversale, lo


sforzo di taglio deve trasferirsi dalla fibra alla matrice
ed è ragionevole supporre che esso sia uguale nelle due
fasi. L’ipotesi semplificativa per sviluppare l’approccio
micormeccanico è pertanto relativa agli sforzi:

Figura 32. 27 – Variazione del rapporto fra Eyy e  xyf   xy


m
  xy
Em al variare della frazione volumetrica delle
Eq. 32. 59
fibre
Lo scorrimento originato dall’applicazione dello sforzo
Si osservi che le curve dipendono dal rapporto fra la
di taglio è pari al rapporto fra lo spostamento , in
rigidezza delle fibre e quella della matrice.
direzione x, mostrato in Figura 32. 28-B, e la larghezza
Tipicamente la rigidezza trasversale delle fibre è più
del volume rappresentativo w. Come illustrato in
elevata di quella delle fibre, ma a differenza del caso
della rigidezza nella direzione del rinforzo, non è Figura 32. 28-B, lo spostamento  può essere
possibile elevare oltre certi limiti la rigidezza del considerato come la somma dei due spostamenti nelle
due fasi.

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TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI CAP.1 – MATERIALI COMPOSITI: LEGGE COSTITUTIVA ORTOTROPA

f m spostamento, w, di segno opposto a quello di xx, che


   f  m  f
wf  m
wm può esprimersi come somma degli spostamenti
w w trasversali nella fibra e nella matrice e messo in
Eq. 32. 60 relazione con le deformazioni trasversali nelle due fasi,
come formulato nella seguente equazione:
Considerando che, in generale,  = /w, e che le
frazioni di lunghezza trasversale wf e wm possono
w f w n
essere espresse in funzione delle frazioni volumetriche, w   yy w  w f  w m  f
wf  m
wm 
come già formalizzato in Eq. 32. 51, l’Eq. 32. 60 può w w
essere rielaborata come:  yyf w f   yy
m m
w
Eq. 32. 64

  xy   xyf V f
  xy
m m
V
w Per esprimere il coefficiente di Poisson del composito
Eq. 32. 61 in funzione di quelli delle fasi, le deformazioni yy
vanno messe in relazione con xx, trasformando l’Eq.
Introducendo le leggi costitutive per la fibra e la 32. 64 nel seguente modo:
matrice e l’ipotesi semplificativa sugli sforzi, si ha:
 v yx  xx w  vtaf  xxf w f  v m  xx
m m
w
 xy   xyf    xy
m 
 xy   f V f
 m V m  Eq. 32. 65
G xy G  G 
 ta   
In base all’elemento di volume rappresentativo e alla
V f V m 
  f  m 
 xy
condizione di carico rappresentate in Figura 32. 29, è
G G possibile introdurre l’ipotesi semplificativa sulle
 ta  deformazioni affermando che le deformazioni in
Eq. 32. 62 direzione xx sono identiche in tutte le fasi. Sotto questa
ipotesi, analoga a quella adottata nel par. 32.5.3 per la
Con passaggi analoghi a quelli effettuati per il modulo determinazione di Exx, l’Eq. 32. 65 può essere
di rigidezza in direzione trasversale, l’Eq. 32. 62 elaborata nel modo seguente:
conduce al seguente risultato:

Gtaf G m
 
 v yx  xx w   vtaf w f  v m w m  xx
1
Gxy    wf w m 
V f V m  V f G m  V mGtaf  v yx  xx    vtaf  vm  xx 
 f  m  w w 
G 
 ta G  
  vtaf V f  v mV m  xx
Eq. 32. 63 Eq. 32. 66
Anche nel caso del modulo di rigidezza a taglio, dove le frazioni di lunghezza trasversale occupate da
pertanto, la proprietà elastica è dominata dalla fase fibra e matrice sono state espresse in funzione delle
matrice. frazioni volumetriche.
L’approccio micromeccanico semplificato presentato L’espressione risultate del coefficiente di Poisson vyx è
in questi paragrafi è in grado di stimare anche i ottenuta in modo analogo alla regola delle miscele:
coefficienti di Poisson del materiale. In particolare, la
trattazione si focalizza su vyx che caratterizza la
deformazione in y dovuta all’applicazione di un carico v yx  vtaf V f
 v mV m
in direzione x. Eq. 32. 67

Il coefficiente di Poisson è pertanto una media pesata


dei coefficienti di fase fibra e matrice.

Bibliografia

R. M. Jones, Mechanics of Composite Materials,


Second Edition, Taylor & Francis, 1999

Figura 32. 29 – Elemento di volume rappresentativo Dept. of Defense of United States of America,
per la determinazione di vxy Composite Material Handobook, MIL-HDBK-17, 1997

L’elemento di volume rappresentativo utilizzato è


illustrato in Figura 32. 29. L’elemento è soggetto a uno
sforzo xx e si contrae in direzione y con uno

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