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TESTO FINALE 30/06/04

UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029


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Progetto di norma UNI U73041440


PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E CONTROLLO DEGLI
ELEMENTI STRUTTURALI IN CALCESTRUZZO
RINFORZATO CON FIBRE DACCIAIO



Giugno 2004

















Il presente testo viene sottoposto allesame della UNI/CIS/SC4
Prefabbricazione per lapprovazione e la conseguente proposta di pubblicazione
in veste di Norma UNI
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La presente norma stata elaborata dal Gruppo di Lavoro Fibrorinforzati della
UNI/CIS/SC4 Prefabbricazione nelle riunioni del 4.12.2001, 9.7.2002,
11.3.2003 e 6.4.2004. Hanno partecipato ai lavori:

Prof. Mario BASSAN
Ing. Paolo BIANCO
Ing. Stefano CANGIANO
Prof. Alberto CARPINTERI
Ing. Bruno CISOTTI
Ing. Giuseppe DE ROSSI
Prof. Marco DI PRISCO
Ing. Claudio FAILLA
Prof. Giuseppe FERRO
Prof. Pietro GAMBAROVA
Ing. Gian Luca GUERRINI
Prof. Giovanni PLIZZARI
Prof. Gianpaolo ROSATI
Ing. Bruno ROSSI
Prof. Giandomenico TONIOLO - coordinatore



Il lavoro di redazione delle successive bozze sottoposte al Gruppo di Lavoro,
fino al presente testo finale approvato in data 6.4.2004, stato svolto da

Prof. Marco DI PRISCO
Ing. Claudio FAILLA
Prof. Giovanni PLIZZARI
Prof. Giandomenico TONIOLO


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PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E CONTROLLO DEGLI
ELEMENTI STRUTTURALI IN CALCESTRUZZO
RINFORZATO CON FIBRE DACCIAIO



PREMESSA 5
INTRODUZIONE 5
1. GENERALIT 7
1.1 Oggetto 7
1.2 Definizioni 7
1.3 Simbologia 7
1.4 Riferimenti normativi 8
2. CRITERI BASE 10
2.1 Caratterizzazione del materiale 10
2.2 Criteri di applicazione 11
2.3 Analisi delle sollecitazioni 13
2.4 Parametri di omogeneit 14
3. QUALIFICAZIONE SPERIMENTALE DEL MATERIALE 16
3.1 Parametri di resistenza 16
3.2 Qualificazione da propriet nominali 17
3.3 Qualificazione da propriet strutturali 18
3.4 Qualificazione da prova di trazione 19
4. VERIFICHE DI RESISTENZA 20
4.1 Resistenza di calcolo 20
4.2 Sezioni con sforzi normali 21
4.3 Verifiche con sforzi tangenziali 24
4.4 Campi continui di sforzo 24
4.5 Flessione di piastre sottili 26
4.6 Effetti della iperstaticit strutturale 27
5. ALTRE VERIFICHE 29
5.1 Verifiche di esercizio 29
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5.2 Problemi di fatica 29
5.3 Durabilit 30
6. ESECUZIONE 32
6.1 Composizione della miscela 32
6.2 Posa delle armature 32
6.3 Dimensioni minime 32
6.4 Esecuzione dei getti 33
7 CONTROLLO DI PRODUZIONE 35
7.1 Sistema qualit della produzione 35
7.2 Materiali elementari 36
7.3 Fibrorinforzato 37
7.4 Controlli sul prodotto finito 39

ALLEGATO A: BIBLIOGRAFIA 42
ALLEGATO B: ANALISI PLASTICA DI PIASTRE FIBRORINFORZATE 43
ALLEGATO C: VERIFICA DELLA OMOGENEIT DELLA DISTRIBUZIONE
DELLE FIBRE 45
C.1 Metodo di indagine 45
C.2 Diametro dei provini 45
C.3 Schemi di carotaggio 45
C.4 Strumenti di misura 46
C.5 Acquisizione dati 46
C.6 Rapporto di prova 46
C.7 Classi di uniformit 47
ALLEGATO D: PROVE PER LE PROPRIET STRUTTURALI 48
D.1 Prova di flessione 48
D.2 Prova di trazione 50
ALLEGATO E: COEFFICIENTI DI SICUREZZA A TRAZIONE DEL
FIBRORINFORZATO 52
ALLEGATO F: ANALISI DI SEZIONI INFLESSE COMPLESSE 53


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PREMESSA

La presente norma stata redatta dal Gruppo di Lavoro Calcestruzzo
Fibrorinforzato della Sottocommissione SC4 Prefabbricazione della
Commissione CIS Ingegneria Strutturale dellUNI Ente Nazionale Italiano di
Unificazione.
La presente norma correlata con quella prodotta da UNICEMENTO sul
Calcestruzzo rinforzato con fibre dacciaio (v. 1.4(1)), integrando le prescrizioni
sul materiale date da questultima con le regole di progettazione strutturale degli
elementi.

INTRODUZIONE

Con riferimento al suo comportamento strutturale, le principali propriet del
calcestruzzo rinforzato con fibre dacciaio dipendono in primo luogo dalle
caratteristiche dei materiali componenti e dai loro dosaggi nella miscela:
- geometria delle fibre;
- caratteristiche meccaniche delle fibre;
- contenuto specifico di fibre;
- caratteristiche meccaniche del calcestruzzo di base;
- aderenza tra fibre e calcestruzzo di base;
- massima dimensione e granulometria dellaggregato;
- consistenza della miscela fresca.
Queste caratteristiche sono governate dalle scelte iniziali sulla
composizione del calcestruzzo rinforzato con fibre dacciaio e conducono a
propriet intrinseche generali, che nella presente norma vengono chiamate
propriet nominali e che sono riferite a provini ed a prove normalizzati,
indipendenti dalla specifica applicazione strutturale.
La presente norma prevede che i parametri di resistenza da utilizzarsi nel
calcolo possano riferirsi alle propriet nominali previa l'introduzione di un
coefficiente di conversione = 0,9 che tiene conto delle possibili difformit con
quanto realizzato nella struttura.
Di fatto, quando posto in opera, il calcestruzzo rinforzato con fibre dacciaio
acquista delle propriet che vengono a dipendere anche da alcuni fattori legati
alla tecnologia esecutiva ed alle caratteristiche dimensionali della struttura. Tali
fattori sono:
- grado di dispersione delle fibre nella miscela;
- forma e dimensioni caratteristiche della struttura;
- direzione ed avanzamento del getto;
- modalit di compattazione del getto;
- possibile anisotropia del rinforzo fibroso;
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- modalit di maturazione del getto.
Queste caratteristiche esecutive del calcestruzzo rinforzato con fibre
dacciaio determinano propriet particolari legate alla specifica applicazione
(maggiore o minore omogeneit del contenuto di fibre, eventuali loro direzioni
preferenziali,), che nella presente norma vengono chiamate propriet
strutturali. Tali propriet sono riferite a campioni rappresentativi della struttura
ed a prove correlate allo specifico funzionamento strutturale.
Pertanto la presente norma prevede che i parametri di resistenza da
utilizzarsi nel calcolo possano anche riferirsi alle propriet strutturali, di volta in
volta determinate sperimentalmente su provini con dimensioni rappresentative
della struttura e sullassetto della specifica applicazione, assumendo un
coefficiente di conversione = 1.
Per quanto riguarda le propriet strutturali, nellAllegato D sono riportati in
via transitoria i metodi di prova coerenti con lutilizzo dei parametri di resistenza
nelle formule di verifica previste nella presente norma. Tale Allegato verr
rielaborato e ripreso nellambito della Norma UNI 11039.
La norma infine, nelle sue regole di verifica strutturale, fa affidamento alla
principale propriet di tenacit a trazione del calcestruzzo rinforzato con fibre
dacciaio, propriet definita in 1.4(1) sotto il nome di duttilit. Questa propriet
si ottiene attraverso una composizione che porti ad una rottura del materiale
prevalentemente con sfilamento delle fibre dal calcestruzzo di base, senza una
precoce rottura delle fibre stesse. La verifica della necessaria tenacit va quindi
effettuata, con prove preliminari ed in corso di produzione, sulla base degli
appositi parametri delle curve carico-deformazione rilevate, secondo i criteri
esposti nel testo.
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1. GENERALIT
1.1 Oggetto
La presente norma definisce i requisiti di resistenza, funzionalit e durabilit
degli elementi strutturali realizzati in calcestruzzo rinforzato con fibre dacciaio,
con o senza la presenza aggiuntiva di armature tradizionali (lente e/o pretese ).
Vengono precisati le propriet del materiale, i metodi di analisi delle
sollecitazioni, le verifiche di resistenza e le verifiche di esercizio correlate alle
deformazioni ed alla durabilit degli elementi.
Vengono infine precisati i controlli di produzione per una conforme ed
affidabile esecuzione degli elementi strutturali.
Le presenti norme si applicano agli elementi prefabbricati, sia di serie che
occasionali, ed alle strutture gettate in opera.

1.2 Definizioni
Per la terminologia generale si applicano le definizioni date da 1.4(1a) salvo
quanto specificato nel seguito.
Nel presente testo il termine matrice verr usato quale sinonimo di
calcestruzzo di base, il termine fibrorinforzato oppure lacronimo SFRC (Steel
Fibre Reinforced Concrete) verranno usati quali sinonimi di calcestruzzo
rinforzato con fibre dacciaio ed il termine tenacit (del fibrorinforzato) verr
usato al posto di duttilit (del fibrorinforzato).
Vengono aggiunte le seguenti specifiche definizioni.
Sistema qualit: sistema pianificato di controllo della produzione, operato
dallesecutore sotto il controllo di un Ente Terzo accreditato
Esecutore (o produttore): impresa esecutrice degli elementi strutturali in SFRC

1.3 Simbologia
f
F,cube
resistenza cubica a compressione del fibrorinforzato
f
F
resistenza a compressione (prismatica o cilindrica) del
fibrorinforzato
f
Fk
, f
Fm
, f
Fd
valori caratteristico (frattile 5%), medio e di calcolo di f
F

f
Ft
resistenza a trazione del fibrorinforzato
f
Ftk
, f
Ftm
, f
Ftd
valori caratteristico (frattile 5%), medio e di calcolo di f
Ft

f
Ftf
resistenza a (trazione per) flessione del fibrorinforzato
f
Ftfk
, f
Ftfm
, f
Ftfd
valori caratteristico (frattile 5%), medio e di calcolo di f
Ftf

f
c,cube
resistenza cubica a compressione della matrice
f
c
resistenza a compressione (prismatica o cilindrica) della matrice
f
ck
, f
cm
, f
cd
valori caratteristico (frattile 5%), medio e di calcolo di f
c

f
ct
resistenza a trazione della matrice
f
ctk
, f
ctm
, f
ctd
valori caratteristico (frattile 5%), medio e di calcolo di f
ct

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f
ctf
resistenza a (trazione per) flessione della matrice
f
ctfk
, f
ctfm
, f
ctfd
valori caratteristico (frattile 5%), medio e di calcolo di f
ctf

f
s
resistenza dellacciaio darmatura (detta anche f
t
)
f
y
tensione di snervamento
f
yk
, f
ym
valori caratteristico (frattile 5%) e medio di f
y

f
sd
valore di calcolo di f
s
(detta anche f
yd
)
f
p
resistenza a trazione dellacciaio di precompressione
f
p 0,1
tensione allo 0,1% di deformazione residua allo scarico dellacciaio
di precompressione
f
p 0,1k
, f
p 0,1m
valori caratteristico (frattile 5%) e medio di f
p 0,1

f
pd
valore di calcolo di f
p

E
Fm
modulo elastico secante del fibrorinforzato (valor medio)
E
Fd
valore di calcolo di E
Fm

E
cm
modulo elastico secante della matrice (valor medio)
E
cd
valore di calcolo di E
cm

E
s
modulo elastico dellacciaio darmatura (valor medio)
E
sd
valore di calcolo di E
s

F
coefficiente di sicurezza del fibrorinforzato

C
coefficiente di sicurezza della matrice

S
coefficiente di sicurezza dellacciaio
w apertura di fessura (CTOD Crack Tip Opening Displacement)

1.4 Riferimenti normativi
(1) UNI 11039, 2003 - Calcestruzzo rinforzato con fibre di acciaio
(1a) Parte I: Definizioni, classificazione e designazione
(1b) Parte II: Metodo di prova per la determinazione della resistenza di
prima fessurazione e degli indici di duttilit
(2) UNI EN 206-1, 2001: Calcestruzzo: specificazione, prestazione,
produzione e conformit
(3) CEN EN 1990, 2002: Basis of structural design
(4) D.M. 16.01.96: Norme tecniche relative ai Criteri generali per la verifica
di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi
(5) Circ. 04.07.96 n. 156AA.GG./STC.: Istruzioni per lapplicazione delle
Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza
delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi di cui al D.M. 16.01.96
(6) CEN EN 1992-1-1, 2004: Eurocode 2 Design of concrete structures
Part 1-1: general rules and rules for buildings
(7) CEN EN 13369, 2004: Common rules for precast concrete products
(8) CNR 10025/98: Istruzioni per il progetto, lesecuzione ed il controllo delle
strutture prefabbricate in calcestruzzo
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(9)
^
CEN prEN 14651 (Draft March 2004) Precast concrete products - Test
method for metallic fibre concrete - Measuring the flexural tensile
strength
(10) ^CEN prEN 14721 (Draft March 2004) Precast concrete products - Test
method for metallic fibre concrete - Measuring the fibre content in fresh
and hardened concrete
(11) ^CEN prEN 14650 (Draft March 2004) Precast concrete products -
General rules for factory production control of metallic fibre concrete
(12) CEN EN 12390: Testing hardened concrete
(12a) CEN EN 12390-1, 2000: Shape, dimensions and other
requirements for specimens and moulds
(12b) CEN EN 12390-2, 2000: Marking and curing specimens for
strength tests
(12c) CEN EN 12390-3, 2001: Compressive strength of test specimens
(12d) CEN EN 12390-4, 2000: Compressive strength Specifications for
testing machines
(12e) CEN EN 12390-5, 2000: Flexural strength of test specimens
(12f) CEN EN 12390-6, 2000: Tensile splitting strength of test
specimens
(12g) CEN EN 12390-7, 2000: Density of hardened concrete
(12h) CEN EN 12390-8, 2000: Depth of penetration of water under
pressure
(13) D.M. 09.01.96: Norme tecniche per il calcolo, lesecuzione ed il collaudo
delle strutture in c.a., normale e precompresso e per le strutture
metalliche
(14) UNI 11037, 2003: Fibre d'acciaio da impiegare nel confezionamento di
conglomerato cementizio rinforzato


^
In corso di redazione
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2. CRITERI BASE
2.1 Caratterizzazione del materiale
Le propriet del fibrorinforzato, confezionato per uno specifico impiego
strutturale, vanno determinate con apposite prove di caratterizzazione condotte
sia preliminarmente che nel corso della produzione, secondo le procedure
previste per il controllo di qualit (v. cap. 7).
Vengono distinti due tipi di caratterizzazione del fibrorinforzato indurito:
- caratterizzazione basata sulle propriet nominali;
- caratterizzazione basata sulle propriet strutturali.

2.1.1 Propriet nominali
Le propriet nominali del fibrorinforzato indurito vengono determinate su
provini normalizzati, realizzati e maturati in condizioni controllate, attraverso
prove condotte secondo metodi normalizzati, come precisato in 1.4(1).
I parametri di resistenza f
F
, f
Ft
, f
Ftf
necessari per le verifiche di resistenza
possono dedursi dalle propriet nominali secondo quanto specificato in 3.1 e
3.2.

2.1.2 Classificazione del fibrorinforzato
Il fibrorinforzato classificato con riferimento alle propriet nominali,
secondo quanto precisato al capo 4 di 1.4(1a) dove, oltre alla consistenza della
miscela fresca, sono elencate le seguenti grandezze:
- resistenza a compressione;
- resistenza di prima fessurazione (per flessione),
- indici di tenacit.

2.1.3 Propriet strutturali
Le propriet strutturali del fibrorinforzato si riferiscono al materiale
effettivamente realizzato nella struttura e si determinano su provini della stessa
dimensione significativa e nello stesso assetto
1
che nella struttura e maturati
nello stesso ambiente, secondo quanto specificato in 3.1, 3.3 e 3.4.
1
Nota: Si intende con riferimento alla direzione del getto e degli sforzi agenti.
I parametri di resistenza f
F
, f
Ft
, f
Ftf
necessari per le verifiche di resistenza
possono dedursi dalle propriet strutturali secondo quanto specificato in 3.1, 3.3
e 3.4.

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2.2 Criteri di applicazione
2.2.1 Tipi di comportamento
Ai fini delle applicazioni strutturali del fibrorinforzato si distinguono tre tipi di
comportamento:
- tipo A: comportamento degradante (softening)
- tipo B: comportamento incrudente (hardening)
- tipo C: comportamento sovraresistente (over-resistant)
Premesso che il comportamento del materiale in genere pi tenace a
flessione che a trazione, la sopraddetta classificazione si basa sul diagramma
carico-deformazione (P-) di prove a flessione od a trazione, a seconda del
prevalente stato di sollecitazione previsto, in assenza di intagli.

Fig. 1 Diagrammi carico-deformazione da prove di flessione o trazione

In figura 1 sono rappresentati detti diagrammi dove si posto:
- deformazione imposta al provino nella prova di flessione o trazione;
- P carico corrispondente a ;
- P
I
carico di prima fessurazione convenzionale del fibrorinforzato;
-
I
deformazione corrispondente a P
I
;
- P
max
carico massimo raggiunto dopo la prima fessurazione;
-
u
deformazione corrispondente a P
max
;
- P
eq
carico post-picco equivalente (al netto della resistenza a trazione della
matrice);
-
d
deformazione limite di calcolo richiesta per il fibrorinforzato;
- P
res
carico residuo corrispondente a
d
.
Nota: Per i tipi A e B il carico di prima fessurazione si pone convenzionalmente in
corrispondenza del picco del tratto iniziale di primo carico.
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2.2.2 Comportamento degradante
Il materiale tipo A caratterizzato da diagrammi P- con andamento post-
picco sempre decrescente o crescente ma con rapporti P
max
/P
I
< 1,05.
Per gli impieghi strutturali previsti dalla presente norma dovr risultare, per
lo specifico stato di sollecitazione
P
eq
0,5 P
I

P
res
0,3 P
I

dove P
eq
, P
res
e P
I
sono i valori medi del lotto sperimentato. In caso contrario
nelle verifiche di resistenza va trascurata la resistenza a trazione del
fibrorinforzato.
Per il materiale tipo A la resistenza a trazione, cos come definita in 4.1, pu
essere tenuta in conto nelle verifiche di resistenza degli elementi limitatamente
alle situazioni strutturali iperstatiche che forniscano un controllo alle
deformazioni delle sezioni critiche nellipotesi di una loro fessurazione precoce,
con possibilit di ridistribuzione degli sforzi.
Le situazioni iperstatiche previste dalla presente norma sono :
- piastre inflesse dove lestensione piana ed il flusso bidirezionale degli sforzi
pu ovviare una eventuale fessurazione precoce locale;
- anime di elementi a trave soggette a taglio dove possibili fessurazioni
precoci locali non compromettono la resistenza globale;
- elementi o parti di elementi soggetti a trazione, provvisti anche di armature
tradizionali capaci di compensare la caduta di sforzo del fibrorinforzato con il
loro contemporaneo prevalente incremento di sforzo.

2.2.3 Comportamento incrudente
Il materiale tipo B caratterizzato da diagrammi P- con andamento che
mostra, dopo una prima caduta post-picco, una ripresa del carico fino ad un
massimo, con P
max
/P
I
1,05, seguito dal tratto discendente finale. Sono
assimilati al tipo B anche i comportamenti sempre crescenti tra P
I
e P
max
con
P
max
/P
I
< 1,05. Dovr ancora risultare
u

d
, altrimenti il fibrorinforzato
declassato al tipo A.
Per gli impieghi strutturali previsti dalla presente norma dovr risultare, per
lo specifico stato di sollecitazione
l eq
P 5 , 0 P
dove P
eq
e P
I
sono i valori medi del lotto sperimentato. In caso contrario nelle
verifiche di resistenza va trascurata la resistenza a trazione del fibrorinforzato.
Per il materiale tipo B la resistenza a trazione, cos come definita in 4.1, pu
essere tenuta in conto nelle verifiche di resistenza degli elementi in qualsiasi
situazione strutturale.

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2.2.4 Comportamento sovraresistente
Il materiale tipo C caratterizzato da diagrammi P- con andamento
sempre crescente, anche dopo il limite di prima fessurazione, fino ad un
massimo con P
max
/P
l
1,05 al quale fa seguito il tratto discendente finale.
Dovr risultare
u

d
, altrimenti il fibrorinforzato declassato al tipo A.
Per il materiale tipo C la resistenza a trazione del fibrorinforzato, cos come
definita in 4.1, pu essere tenuta in conto nelle verifiche di resistenza degli
elementi in qualsiasi situazione strutturale.

2.2.5 Deformazione limite
Di norma, salvo maggiori esigenze espressamente indicate nel progetto, la
deformazione limite
d
richiesta per limpiego strutturale del fibrorinforzato non
dovr essere inferiore al seguente valore della dilatazione equivalente:

d
= 3,0/l
cs
0,02 per elementi inflessi

d
= 1,5/l
cs
0,01 per elementi tesi
avendo indicato con l
cs
la lunghezza caratteristica strutturale espressa in mm
(v. 4.2.3).
Espressa in termini di apertura di fessura w
d
=
d
l
cs
, detta deformazione
limite
d
diviene:
w
d
= 0,02 l
cs
3,0 mm per elementi inflessi
w
d
= 0,01 l
cs
1,5 mm per elementi tesi

2.3 Analisi delle sollecitazioni
Al fine di valutare la distribuzione delle sollecitazioni negli elementi
strutturali in fibrorinforzato, si assumono i principi e le regole del capo 5 di 1.4(6)
per quanto applicabili.
Per le azioni da adottarsi nellanalisi, si fa riferimento a 1.4(4)-(5).
In alternativa allanalisi non lineare, sia per le verifiche di resistenza che di
esercizio, si potr condurre unanalisi elastica lineare assumendo:
- le caratteristiche delle sezioni non fessurate;
- un legame sforzi-deformazioni elastico-lineare;
- il valor medio dei moduli elastici.
Nel caso di sensibili effetti del secondo ordine, di norma si eseguir
unanalisi elastica non lineare (del secondo ordine) con gli stessi primi due
assunti di cui sopra, ma con i valori di calcolo dei moduli elastici:
E
Fd
= E
Fm
/
FE
per il fibrorinforzato (con
FE
= 1,2)
E
Sd
= E
S
/
SE
per lacciaio darmatura (con
SE
= 1,05)
Per particolari tipi di elementi strutturali inflessi possono applicarsi i criteri
dellanalisi plastica, salvo la verifica delle necessarie capacit di rotazione delle
sezioni (v. per es. Allegato B).
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2.4 Parametri di omogeneit
2.4.1 Volume resistente efficace
La possibilit di una imperfetta omogeneit nella distribuzione delle fibre
pu essere tenuta in conto nei calcoli di resistenza introducendo un certo
numero di volumi inefficaci distribuiti nellestensione delle parti tese della
struttura.
Per grandi estensioni, come le ali o le anime di elementi di grande luce,
questo difetto pu essere rappresentato dal valore corrente di un coefficiente
di riduzione dellarea reagente, che corrisponde al valor medio del rapporto tra il
volume efficace ed il volume totale del materiale.
Per volumi ridotti, il coefficiente di riduzione dovr diminuire con il
decrescere delle dimensioni di riferimento delle verifiche, tenendo conto, per
piccole estensioni, dellalta incidenza del volume difettoso inefficace.
Quanto sopra si riferisce a verifiche locali, come per esempio quelle ai bordi
degli elementi, dove potranno risultare necessarie armature aggiuntive per
assicurare la piena efficacia del materiale.

2.4.2 Lastre di piccolo spessore
Per elementi resistenti fatti di lastre di piccolo spessore, le aree inefficaci
possono essere caratterizzare dalle dimensioni b
o
t, dove t ( b
o
) lo
spessore della lastra e b
o
la larghezza difettosa.
La ricorrenza delle aree inefficaci pu essere caratterizzata da una
spaziatura minima s, cosicch il valore corrente del coefficiente di riduzione per
grandi estensioni diventa
= s/(s + b
o
)
In mancanza di dati pi precisi ricavati da indagini sperimentali preventive,
pu porsi b
o
= 3l
F
4d
a
(con l
F
lunghezza delle fibre a d
a
dimensione massima
dellaggregato) e s = 5b
o
, ottenendo
= 0,83
Quando si utilizzano le propriet nominali, la resistenza corrente delle lastre
di piccolo spessore va quindi ridotta con detto valore di , mentre le propriet
strutturali sono intese comprensive degli effetti della imperfetta omogeneit e la
corrispondente resistenza va dedotta senza alcuna riduzione.

2.4.3 Sezioni efficaci resistenti
Per le sezioni rette degli elementi il difetto di omogeneit pu essere
riprodotto, a partire dalle propriet nominali, localizzando una o pi aree
inefficaci nelle posizioni pi sfavorevoli della parte tesa, nel rispetto della
spaziatura minima.
Nota: Lincidenza dei difetti cos valutata pu essere pi contenuta per sezioni con larghe ali
tese (v. fig. 2a), ma pu essere molto elevata in caso contrario (v. fig. 2b) portando ad un
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contributo resistente trascurabile del fibrorinforzato rispetto a quello dellarmatura
tradizionale.
I valori di t, b
o
ed s (v. fig. 2) sono dedotti da 2.4.2 .



Fig. 2 Posizionamento delle aree inefficaci nelle sezioni

Le propriet strutturali sono intese comprensive degli effetti della imperfetta
omogeneit e la corrispondente resistenza va dedotta senza l'introduzione di
aree inefficaci.

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3. QUALIFICAZIONE SPERIMENTALE DEL MATERIALE
3.1 Parametri di resistenza
3.1.1 Comportamento tipo A
Con riferimento alle prove di trazione e di flessione indicate in figura 3, per il
comportamento degradante tipo A si ottengono rispettivamente le seguenti
resistenze:
bh
P
f
eq
t 1
= resistenza iniziale a trazione
bh
P
f
res
Ft
= resistenza a trazione
6 / bh
P
f
2
eq
tf 1
l
= resistenza iniziale a flessione
6 / bh
P
f
2
res
Ftf
l
= resistenza a flessione
dove P
res
e P
eq
sono definiti in 2.2.1 e le dimensioni trasversali h, b si intendono
depurate dagli eventuali intagli.
Se dedotte da prova a flessione, le resistenze a trazione si ottengono
rispettivamente da f
1t
= 0,45 f
1tf
e f
Ft
= (0,5 f
Ftf
0,2 f
1tf
) 0. Il coefficiente
sar pari a 1,0 se i parametri di resistenza vengono utilizzati per valutare la
resistenza a flessione della sezione e varr 0,7 per la resistenza a trazione
uniassiale.

3.1.2 Comportamento tipo B
Con riferimento alle prove di trazione e di flessione indicate in figura 3, per il
comportamento incrudente tipo B si ottengono rispettivamente le seguenti
resistenze:
bh
P
f
eq
t 1
= resistenza iniziale a trazione
bh
P
f
max
Ft
= resistenza a trazione
6 / bh
P
f
2
eq
tf 1
l
= resistenza iniziale a flessione
6 / bh
P
f
2
max
Ftf
l
= resistenza a flessione
dove P
eq
e P
max
sono definiti in 2.2.1 e le dimensioni trasversali h, b si intendono
depurate dagli eventuali intagli.
Se dedotte da prova a flessione, le resistenze a trazione si ottengono
rispettivamente con f
1t
= 0,45 f
1tf
e f
Ft
= (0,5 f
Ftf
0,2 f
1tf
) 0. Il coefficiente
sar pari a 1,0 se i parametri di resistenza vengono utilizzati per valutare la
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17
resistenza a flessione della sezione e varr 0,7 per la resistenza a trazione
uniassiale.


Fig. 3 Schema di prove a trazione e flessione

3.1.3 Comportamento tipo C
Con riferimento alle prove di trazione e di flessione indicate in figura 3, per il
comportamento sovraresistente tipo C si ottengono rispettivamente le seguenti
resistenze:
bh
P
f
I
t 1
= resistenza iniziale a trazione
bh
P
f
max
Ft
= resistenza a trazione
6 / bh
P
f
2
I
tf 1
l
= resistenza iniziale a flessione
6 / bh
P
f
2
max
Ftf
l
= resistenza a flessione
dove P
I
e P
max
sono definiti in 2.2.1 e le dimensioni trasversali h, b si intendono
depurate dagli eventuali intagli.
Se dedotte da prova a flessione, le resistenze a trazione si ottengono
rispettivamente con f
1t
= 0,45 f
1tf
e f
Ft
= (0,5 f
Ftf
0,2 f
1tf
) 0. Il coefficiente
sar pari a 1,0 se i parametri di resistenza vengono utilizzati per valutare la
resistenza a flessione della sezione e varr 0,7 per la resistenza a trazione
uniassiale.

3.2 Qualificazione da propriet nominali
Nel caso di parametri di resistenza dedotti da prova di flessione su quattro
punti di provino normalizzato con intaglio secondo 1.4(1b), dalla curva P = P(w)
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18
carico-apertura di fessura rilevate sperimentalmente si deducono i seguenti
valori:

=
6 , 0 w
w
6 , 0 0
0
0
dw ) w ( P
6 , 0
1
P

+
+

=
0 , 3 w
6 , 0 w
3 6 , 0
0
0
dw ) w ( P
4 , 2
1
P
con w
0
= 0,025 mm.
Il carico di prima fessurazione P
I
convenzionalmente assunto pari a 1,3 P
If

ove P
If
corrisponde al valore massimo rilevato nell'intervallo 0 < w w
0
. Il valore
corrispondente dell'apertura di fessura definisce
I
= w
I
.
Nel caso dei comportamenti tipo B e tipo C (v. 2.2.1) si dovr determinare il
carico massimo P
max
e la corrispondente apertura di fessura
u
= w
u
.
Nel caso di comportamenti tipo A e tipo B (v. 2.2.1) per il carico post-picco
equivalente si porr P
eq
= P
0-0,6
P
I
, mentre nel caso del comportamento tipo A
il carico residuo si calcoler con
I 0
I d
3 6 , 0 eq eq res
w 8 , 1 w
w w
) P P ( P P
+

=

(w in mm)
dove w
d
pari a quello specificato il 2.2.5 per elementi inflessi.

3.3 Qualificazione da propriet strutturali
Nel caso di parametri di resistenza dedotti da prova di flessione su quattro
punti di provino non intagliato di altezza h coincidente, a meno di 0,25 h
0
, con
la corrispondente dimensione strutturale h
0
a cui fa riferimento (prova condotta
secondo D.1), dalla curva P = P() carico-allungamento rilevata
sperimentalmente si ottengono i seguenti valori.
Il carico di prima fessurazione P
I
sar determinato considerando il valore
massimo rilevato dal diagramma P- nellintervallo 0 < 0,1 mm. Il valore
dellallungamento corrispondente definisce
I
.
Nel caso dei comportamenti A e B (v. 2.2.1) si dovr determinare il carico
post-picco equivalente P
eq
corrispondente al valore medio nellintervallo 3
I

5
I
e pertanto valutato come

=
I
I
5
3
I
eq
d ) ( P
2
1
P
Nel caso dei comportamenti tipo B e tipo C (v. 2.2.1) si dovr determinare il
carico massimo P
max
e la corrispondente deformazione
u
.
Nel caso di comportamento tipo A (v. 2.2.1) si dovr determinare il carico
residuo P
res
corrispondente al valore medio nellintervallo 0,8
d
1,2
d
e
pertanto valutato come:
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=
d
d
2 , 1
8 , 0
d
res
d ) ( P
4 , 0
1
P
dove, con un'unica fessura concentrata, si assume
d
= w
d
, essendo w
d
pari a
quello specificato in 2.2.5 per elementi inflessi.
Nel caso del comportamento tipo C, con fessure distribuite nel tratto
centrale del provino, dovr risultare
u
=
u
/a
d
, con a = 200 mm (base di
misura dell'allungamento - v. figura D.1) e
d
pari a quello specificato il 2.2.5 per
elementi inflessi.
Per il comportamento tipo B, con un'unica fessura concentrata la stessa
condizione di tenacit posta da
u
= w
u
w
d
.

3.4 Qualificazione da prova di trazione
Nel caso di parametri di resistenza dedotti da prova di trazione su provino
intagliato di spessore h coincidente, a meno di 0,25 h
0
, con la corrispondente
dimensione strutturale h
0
a cui fa riferimento, prova condotta secondo D.2, dalla
curva P = P(w) carico-apertura di fessura rilevata sperimentalmente si
ottengono i seguenti valori.
Il carico di prima fessurazione P
I
sar determinato considerando il valore
massimo del carico rilevato dal diagramma P-w nellintervallo 0 < w 0,05 mm.
Essendo la prova a piatti fissi, non si considera alcun fattore di amplificazione
del carico per tener conto del fattore di intaglio. Il valore dello spostamento
corrispondente definisce
I
= w
I
.
Nel caso dei comportamenti A e B (v. 2.2.1) si dovr determinare il carico
post-picco equivalente P
eq
corrispondente al valore medio nellintervallo 3 w
I
w
5 w
I
) e pertanto valutato come:

=
I
I
w 5
w 3
I
eq
dw ) w ( P
w 2
1
P
Nel caso dei comportamenti tipo B e tipo C (v. 2.2.1) si dovr determinare il
carico massimo P
max
e la corrispondente deformazione
u
= w
u
.
Nel caso di comportamento tipo A (v. 2.2.1) si dovr determinare il carico
residuo P
res
corrispondente al valore medio nellintervallo 0,8 w
d
w 1,2 w
d
e
pertanto valutato come:

=
d
d
w 2 , 1
w 8 , 0
M M
I
res
dw ) w ( P
w 4 , 0
1
P
dove w
d
pari a quello specificato in 2.2.5 per elementi tesi.

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20
4. VERIFICHE DI RESISTENZA
4.1 Resistenza di calcolo
I valori di calcolo dei parametri di resistenza si determinano a partire dai
valori caratteristici, dedotti da prove condotte come specificato in 3 su di una
adeguata campionatura di fibrorinforzato (v. 7.3), con
f
Fd
= f
Fk
/
C

f
Ftd
= f
Ftk
/
F

f
Ftfd
= f
Ftfk
/
F

f
1td
= f
1tk
/
F

f
1tfd
= f
1tfk
/
F

dove il coefficiente
C
a compressione lo stesso della matrice e si deduce da
2.4.2.4 di 1.4(6) ed il coefficiente
F
a trazione, dedotto con i criteri riportati
nellAllegato E, riportato nella Tabella 0, ove si assuma = 0,9 per parametri
di resistenza dedotti dalle propriet nominali, si assuma = 1,0 per parametri di
resistenza dedotti dalle propriet strutturali.

Tabella 0 Coefficiente di sicurezza a trazione del fibrorinforzato

F

m
F
f
s
=
= 0,9 = 1,0
0,10 1,37 1,23
0,15 1,44 1,29
0,20 1,52 1,37
0,25 1,62 1,46
0,30 1,73 1,55

Ove non direttamente sperimentato nellambito della procedura di
qualificazione di cui al punto 7.3.1, il coefficiente di variazione
F
,
corrispondente al rapporto tra scarto quadratico medio e valor medio f
m
della
resistenza, verr assunto pari a
F
= 0,30. Altrimenti, tra quelli riportati in
Tabella 0, potr assumersi per
F
il valore minore compatibile con il rispetto del
limite superiore di
F
indicato nella prima posizione della stessa riga.
In mancanza di una sua sperimentazione diretta, per la resistenza a
compressione del fibrorinforzato si pu assumere quella della matrice.

TESTO FINALE 30/06/04
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21
4.2 Sezioni con sforzi normali
4.2.1 Ipotesi di calcolo
Le sezioni rette di elementi alti a trave in fibrorinforzato, con eventuali
armature lente e/o pretese, sotto lazione di sforzi assiali e momenti flettenti
vengono analizzate con le seguenti ipotesi:
- le sezioni si deformano rimanendo piane;
- vi perfetta aderenza tra armatura e fibrorinforzato;
- il fibrorinforzato si comporta secondo le leggi costitutive - definite in 4.2.2
e 4.2.3;
- gli acciai darmatura e di precompressione si comportano secondo le proprie
leggi costitutive - (v. 3.2.7 e 3.3.6 di 1.4(6)).
Per elementi alti si intendono quelli per i quali non si fanno prove di
flessione su provini a tuttaltezza.
Le leggi costitutive dei materiali sono comprensive dellipotesi di rottura in
termini di deformazioni al limite ultimo.
In mancanza di rilievi sperimentali diretti, per il fibrorinforzato a
compressione si possono assumere i modelli - dati per la matrice in 3.1.7 di
1.4(6).

4.2.2 Modelli di calcolo del fibrorinforzato
Per il fibrorinforzato a trazione si assumono i modelli - descritti in figura
4a per il tipo A e in figura 4c per i tipi B e C, dove si posto
Fm
td 1
1
E
f
=
La deformazione ultima
Fu
a rottura si deduce da
d
cs
d
Fu
=
l

= per il tipo A
u
cs
u
Fu
=
l

= per i tipi B e C
dove per
d
si assume quello specificato in 2.2.5 per elementi inflessi e dove
u

= w
u
si misura come precisato in 3.2, 3.3 o 3.4, mentre la tensione ultima
corrispondente vale
f
Fud
= f
Ftd

In via approssimata si possono assumere i modelli - semplificati delle
figure 4b-d dove:
f
d
= 0,33 f
Ftf
f
1td


TESTO FINALE 30/06/04
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22

Fig. 4 Modelli - per il fibrorinforzato a trazione

4.2.3 Definizione della lunghezza caratteristica
La lunghezza caratteristica l
cs
impiegata nelle formule di 4.2.2 si calcola con
riferimento allo specifico assetto strutturale della sezione secondo:
l
cs
= min(s, y)

+ =
50
) k k 25 , 0 50 ( s
2 1
in mm
= l
F
/d
F
50 (rapporto d'aspetto)
- s la distanza di fessurazione (si assume s = y nel caso di assenza di
armature tradizionali);
- y la distanza dell'asse neutro dal bordo teso della sezione in fase
elastica fessurata (v. fig. 5) valutata trascurando la resistenza a trazione
del fibrorinforzato (nel caso di sezioni senza armature tradizionali
soggette a flessione, tensoflessione o pressoflessione con risultante
esterna alla sezione stessa, si pone y = h);
- l
F
la lunghezza delle fibre;
- d
F
il diametro delle fibre;
- il diametro delle barre d'armatura (nel caso di pi diametri diversi, si
assume la loro media pesata);
- k
1
vale 0,8 per barre nervate, 1,6 per barre lisce;
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- k
2
vale 0,5 per flessione semplice o composta con y h, vale 1,0 per
trazione o con y > h;
- il rapporto geometrico d'armatura sull'area tesa della sezione definita
dalla distanza y.

4.2.4 Analisi della sezione
La figura 5 si riferisce allanalisi della sezione secondo le ipotesi sopra
specificate, analisi dalla quale viene dedotto il valore del momento resistente
M
rd
, corrispondente all'assegnata azione assiale N
ad
, per la verifica allo stato
limite ultimo (M
rd
M
ad
).

Fig. 5 Analisi della sezione

Per parametri di resistenza dedotti dalle propriet nominali l'area tesa del
fibrorinforzato va depurata dalle aree inefficaci come specificato in 2.4.3.
Per forme complesse l'analisi della sezione pu essere condotta come
esemplificato nell'Allegato F.
Per il rispetto della condizione di non fragilit della sezione, in assetti
strutturali isostatici, dovr risultare
M
rd
1,05 M
Id

con M
Id
momento di prima fessurazione della sezione valutato con il valore di
calcolo f
ctfd
della resistenza a flessione della matrice.
Nel caso di trazione pura la resistenza si valuta con
N
rd
= A
s
f
sd
+ A
c
f
Ftd

per la verifica allo stato limite ultimo (N
rd
N
ad
dove N
ad
il valore di calcolo
dello sforzo assiale agente sulla sezione), dovendo risultare ancora
N
rd
1,05 N
Id

con N
Id
sforzo assiale di prima fessurazione valutato con il valore di calcolo f
ctd

della resistenza a trazione della matrice.

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24
4.3 Verifiche con sforzi tangenziali
La resistenza a taglio di progetto per travi e lastre soggette a taglio che non
richiedono armatura a taglio pu essere calcolata mediante la formula proposta
in 6.2.2 di 1.4 (6), con laggiunta di un termine v
fd
che considera il contributo
fornito dalle fibre di acciaio secondo quanto stabilito in All. A [5]:
( ) [ ] d b v k f 100 k C V
w fd cp 1
3 / 1
ck l c , Rd F , Rd
+ + =
fd l f fd
k k 7 , 0 v =
dove
5 , 1
d
h
b
h
n 1 k
f
w
f
f

+ = considera il contributo delle ali in sezioni a T

=
f
w
f
w f
h
b
3 ; 3 min
h
b b
n
con
h
f
spessore delle ali in mm
b
f
larghezza delle ali in mm
b
w
larghezza dellanima in mm
d / 200 1 k
1
+ = con d espresso in mm
Ftfk fd
f 12 , 0 =

Per elementi che richiedono armatura al taglio si pu sommare il termine
V
rd,s
dovuto allarmatura danima considerando un angolo del campo di
compressione diagonale pari a quello di prima fessurazione:
s , Rd F , Rd Rd
V V V + =
= cot zf
s
A
V
ywd
sw
s , Rd


4.4 Campi continui di sforzo
4.4.1 Elementi senza armatura tradizionale
Per elementi a lastra in fibrorinforzato soggetti a stato piano di sforzo (v.
fig. 6), come le lastre di una voltina scatolare, la verifica di resistenza si effettua
con riferimento alle tensioni principali agenti nel punto pi sollecitato.
Nota: Posto
x
= n
x
/t ,
y
= n
y
/t e
xy
= n
xy
/t (v. fig. 6), le tensioni principali sono date da
( ) ( )

+ + =
2
xy
2
y x y x 2 , 1
4
2
1

TESTO FINALE 30/06/04
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25
Nelle equazioni che seguono
1
il valore resistente della tensione
principale considerata (da confrontare con quello agente per la verifica di
resistenza),
2
il valore della tensione principale agente nella direzione
ortogonale ed intesa positiva se di trazione, negativa se di compressione.
La resistenza a trazione del fibrorinforzato si valuta con:
- comportamento degradante di tipo A
Ftd 1
f = per
Ftd 2 Fd
f f 3 , 0
Fd
2 Fd
Ftd 1
f 7 , 0
f
f
+
= per
Fd 2 Fd
f 3 , 0 f
- comportamenti incrudente e sovraresistente tipi B e C
Ftd 1
f = per
td 1 2 Fd
f f 3 , 0
Fd
2 Fd
Ftd 1
f 7 , 0
f
f
+
= per
Fd 2 Fd
f 3 , 0 f
La resistenza a compressione del fibrorinforzato si valuta con :
Fd 1
f = per
Ftd 2 Fd
f f
per tutti i tipi di comportamento.

Fig. 6 Stato piano di sforzo
Per parametri di resistenza dedotti dalle propriet nominali si applica il
coefficiente di riduzione = 0,83 di cui al punto 2.4.2.

4.4.2 Elementi con armatura tradizionale
Per elementi a lastra in fibrorinforzato soggetti a stato piano di sforzo come
in 4.4.1 e provvisti di un'orditura di armature ortogonali di aree a
sx
e a
sy
per unit
di larghezza, disposte rispettivamente lungo gli assi x e y di figura 6, la verifica
di resistenza si pone con le condizioni:
n
x
a
sx
f
sd
- n
xy
- f
Ftd
t
TESTO FINALE 30/06/04
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26
n
y
a
sy
f
sd
- n
xy
/ - f
Ftd
t
n
xy
(f
Fd
+ f
Ftd
) t /(1 +
2
)
dove:
) n n ( n 4 + ) n n (
n 2
=
x y
2
xy
2
x y
xy
- - -

e f
Ftd
va sostituita con F
1td
per i comportamenti di tipo B e C.
In quanto sopra i flussi di sforzo normali n
x
=
x
t e n
y
=
y
t e tangenziale
n
xy
=
xy
t, positivi se diretti come indicato in figura 6, sono quelli agenti dedotti
dall'analisi della struttura.

4.5 Flessione di piastre sottili
4.5.1 Flessione
Per elementi sottili di piastra si intendono quelli per i quali si fanno prove di
flessione su provini a tutto spessore secondo quanto previsto in 3.3.
Per detti elementi (v. fig. 7) la verifica di resistenza si effettua con
riferimento alla massima tensione agente al bordo teso, tensione calcolata
con lipotesi di una distribuzione lineare a farfalla sullo spessore t della piastra
stessa:
Ftfd
2
f
6 / t
m
=
con m momento flettente agente sullunit di larghezza.

Fig. 7 Elemento di piastra inflesso
Per unazione contemporanea di due momenti flettenti m
x
e m
y
agenti in
direzioni ortogonali, posto
6 / t
m
2
x
x
= e
6 / t
m
2
y
y
=
la verifica allo stato limite ultimo si pone con
1
f f
2
Ftfyd
y
2
Ftfxd
x



TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
27
ove, nel caso di isotropia in piano della resistenza, si ha
Ftfd Ftfyd Ftfxd
f f f = =

4.5.2 Flessione con sforzo normale
Nel caso di contemporanea azione di diverse componenti di sollecitazione
nel piano e flessionali (v. figg. 6 e 7), si sommano linearmente gli effetti in
termini di tensione nel punto e si operano le verifiche sulle corrispondenti
tensioni principali in modo analogo a quanto riportato in 4.3.
In particolare, nel caso di tenso o pressoflessione lungo una direzione
principale, detta
6 / t
m
2
m
= (in valore assoluto)
la tensione da momento flettente, e detta
t
n
n
= (positiva se di trazione)
la tensione da sforzo normale, la verifica allo stato limite ultimo si pone come
1
f f
Ftd
n
Ftfd
m



4.6 Effetti della iperstaticit strutturale
Sulla base delle sollecitazioni ottenute attraverso un'analisi elastica della
struttura, gli effetti della iperstaticit strutturale stessa possono essere tenuti in
conto aumentando, nelle relative verifiche, i parametri di resistenza a trazione e
flessione del calcestruzzo fibrorinforzato, dedotti come specificato nel cap. 3 d
nellAll. D, con il coefficiente
u
/
1
corrispondente al rapporto tra il carico ultimo
al collasso e quello al limite elastico. Il valore di
u
/
1
pu essere dedotto da
apposite analisi non lineari e/o prove sperimentali su prototipi al vero.
Inoltre gli effetti della iperstaticit strutturale sulla disuniformit topologica
del fibrorinforzato, rispetto alla dispersione dei risultati delle prove condotte
sempre come specificato nel cap. 3 e nellAll. D, al fine della valutazione del
valore caratteristico, possono essere tenuti in conto con
f
k
= f
m
- k s
dove f
k
, f
m
, k ed s sono definiti in 7.3.1 mentre il coefficiente vale
5 , 0 1 1
v
v
1 , 0 1
1
u
0

= -
In questa formula v ( v
0
) il volume di fibrorinforzato coinvolto nel
funzionamento strutturale e v
0
= 13,5 dm
3
il volume di riferimento
convenzionale del provino sperimentato.
Gli effetti delliperstaticit strutturale sulla disuniformit topologica del
fibrorinforzato possono anche essere implicitamente compresi in prove di
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28
qualificazione eseguite su assetti iperstatici opportunamente correlati
alleffettivo assetto strutturale di destinazione.
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29
5. ALTRE VERIFICHE
5.1 Verifiche di esercizio
La presenza di fibre risulta efficace nel contenere la distanza di
fessurazione, e pertanto lampiezza delle fessure, e nel ridurre leventuale
minima armatura tradizionale necessaria a scongiurare rotture fragili di elementi
soggetti a tensioni normali. Il calcolo della distanza di fessurazione s pu essere
svolto avvalendosi della formula indicata in 4.2.3.
5.1.1 Ampiezza delle fessure
Lampiezza delle fessure w
k
potr essere calcolata in presenza di armatura
tradizionale (lenta o pretesa), mediante la seguente relazione:
w
k
= s (
sm
-
cm
)
dove il termine tra parentesi valutato in 7.3.4 di 1.4 (6).
Il valore cos calcolato deve essere confrontato con i valori suggeriti al
punto 7.3.1 della norma citata in 1.4 (6).
In assenza di armatura tradizionale la verifica allo stato limite ultimo
garantisce implicitamente lassenza di eccessive aperture di fessure a livello dei
carichi di esercizio.
5.1.2 Armatura minima
Per il calcolo dellarmatura minima si applica la seguente formula (vedi All.
A [5]):
( )
s
ct
tk 1 eff , ct c min , s
A
f kf k A

=
dove ad esclusione del termine f
1tk
valutato in 3.1 gli altri termini sono valutati
come al punto 7.3.2 della norma citata in 1.4 (6).

5.2 Problemi di fatica
Dove richiesto i prodotti devono possedere adeguata resistenza alla fatica,
nei confronti cio del processo di progressiva e permanente modifica strutturale
interna dei materiali soggetti a sforzi ripetuti che pu condurre a prematura
rottura.
Il comportamento a fatica del calcestruzzo rinforzato con fibre dacciaio
dipende, oltre che dal livello tensionale, dal comportamento a fatica della
matrice, delle armature tradizionali e dellinterfaccia fibra-matrice.
La verifica della resistenza a fatica del calcestruzzo compresso e
dellacciaio teso pu essere fatta utilizzando le regole di 1.4(6). Riferimento pu
essere fatto anche a All. A [04].
Si pu ritenere che le fibre conferiscano un miglioramento della resistenza a
fatica del calcestruzzo che si manifesta prevalentemente in presenza di sforzi di
trazione.
Poich la fatica uno Stato Limite Ultimo che si manifesta in presenza di
carichi di esercizio, nelle verifiche generalmente accettato il comportamento
elastico della struttura e della sezione.
TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
30

5.3 Durabilit
Per quanto concerne i requisiti generali di durabilit degli elementi strutturali
in SFRC e i relativi criteri di progettazione ed esecuzione si applica quanto
contenuto nella (2) e nel capitolo 4 della (6).
La Tabella 1, di seguito riportata, fornisce raccomandazioni per la scelta
della tipologia di fibra in relazione alle classi di esposizione e alla matrice di
calcestruzzo.
La classificazione delle condizioni ambientali considerata quella contenuta
nel capitolo 4.1 della (6) e nella (2).
La classificazione delle fibre si riferisce a quanto contenuto nella (14).
Per la classificazione della matrice si fa riferimento alla impermeabilit del
calcestruzzo, identificata attraverso prova di penetrazione dellacqua sotto
pressione, secondo (15). La matrice considerata di tipo C1 se il valore
massimo di penetrazione dellacqua inferiore a 20 mm e in media non
superiore a 10 mm; di tipo C2 se il valore massimo inferiore a 50 mm e in
media non superiore a 20 mm; di tipo C3 per gli altri casi.

Tabella 1 Raccomandazioni di impiego di SFRC in funzione della classe di
esposizione
X0 XC1 XC2 XC3 XC4 XD1 XD2 XD3 XS1 XS2 XS3 XF1 XF2 XF3 XF4 XA1 XA2 XA3
A3-B3-C3 SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI
A1-B1-C1 zincata SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI -
A1-B1-C1 SI SI SI SI SI SI SI - SI SI - SI SI SI - - - -
A2-B2-C2 zincata SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI - - -
A2-B2-C2 SI SI SI - - SI - - - - - - - - - - - -
A3-B3-C3 SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI -
A1-B1-C1 zincata SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI - -
A1-B1-C1 SI SI SI SI SI SI SI - SI - - SI - - - - - -
A2-B2-C2 zincata SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI - SI - - - - - -
A2-B2-C2 SI SI SI - - - - - - - - - - - - - - -
A3-B3-C3 SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI - - - - - - -
A1-B1-C1 zincata SI SI SI SI SI - - - - - - - - - - - - -
A1-B1-C1 - - - - - - - - - - - - - - - - - -
A2-B2-C2 zincata SI SI SI SI SI - - - - - - - - - - - - -
A2-B2-C2 - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Altri cloruri
(diversi dall'acqua
di mare)
Acqua marina
Corrosione da cloruri
C1
C2
C3
Classi di esposizione
Nessun
rischio di
corrosione
o attacco
Tipo di
calcestruzzo
Tipo di fibra
Attacco gelo/disgelo
Ambienti chimici
aggressivi
Corrosione da
carbonatazione


Ladozione progettuale delle raccomandazioni della Tabella 1 garantisce la
realizzazione di elementi strutturali durevoli sulla base di una vita di esercizio
prevista di almeno 50 anni, in condizioni ordinarie di manutenzione.
Qualora si considerino combinazioni diverse da quanto indicato o tempi di
vita di esercizio pi lunghi, devono essere fornite dal progettista considerazioni
speciali relative allo specifico progetto. In tali casi deve essere di regola
adottata, nel calcolo progettuale, una sezione ridotta (da valutarsi caso per
caso) di almeno 1 cm, per ogni fronte esposto ad attacco, rispetto a quanto
realizzato in fase esecutiva.
TESTO FINALE 30/06/04
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31
Per gli elementi strutturali realizzati con SFRC i valori di copriferro delle
armature ordinarie indicati nel paragrafo 4.4.1.2 della (6) possono essere ridotti
di 5 mm essendo lapertura di fessura, sotto le condizioni di carico previste,
limitata dallintroduzione delle fibre dacciaio nella matrice. In ogni caso il valore
minimo del copriferro limitato a 10 mm.


TESTO FINALE 30/06/04
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32
6. ESECUZIONE
Nel seguito sono riportate le indicazioni specifiche per lesecuzione degli
elementi strutturali in fibrorinforzato. Per ogni altro aspetto si applica il cap. 4 di
1.4(8).

6.1 Composizione della miscela
La scelta dei componenti e del loro dosaggio nella miscela, oltre che con
riferimento alle propriet meccaniche di resistenza attese per il fibrorinforzato
indurito, va fatta con riferimento al tipo ed alla geometria specifica dellelemento
da produrre.
In particolare la lunghezza delle fibre e la dimensione massima
dellaggregato vanno correlate tra loro per garantire una uniforme ed efficiente
distribuzione delle fibre. A tal fine la pezzatura massima dellaggregato non
dovr essere superiore a 0,5 volte la lunghezza delle fibre.
Per ridurre il rischio di una eventuale agglomerazione di fibre, per
laggregato va adottata una granulometria continua.
Per una completa ed uniforme distribuzione delle fibre, la loro lunghezza va
correlata alle dimensioni minime (spessori) dellelemento da produrre.
Al fine di garantire adeguata ripetitivit nel confezionamento di SFRC con le
caratteristiche attese, a valle della identificazione della matrice, sono da
prevedersi prove preliminari in produzione, finalizzate alla verifica delle reali
capacit produttive.
Solo dopo tale verifica, la matrice pu considerarsi identificata al fine della
sua produzione e riproducibile con costante uniformit.

6.2 Posa delle armature
Per quanto concerne lassemblaggio ed il posizionamento delle armature
tradizionali si dovr procedere come indicato in 1.4(8).
Particolare attenzione va posta alla presenza di armature ortogonali alla
direzione del getto che possono ostacolare il regolare flusso del getto allinterno
della cassaforma.
Occorre evitare, prevedendo tale eventualit gi in fase di progettazione
dellelemento, che tali impedimenti compromettano lomogeneit di distribuzione
delle fibre allinterno dellelemento.

6.3 Dimensioni minime
La geometria degli elementi deve rispettare alcune dimensioni minime
definite con i criteri di seguito elencati.
Spessore minimo relativo
con riferimento alla pezzatura massima dellaggregato ed alla
dimensione della fibra utilizzata, per consentire una buona
omogeneit e valori uniformi delle caratteristiche nominali e strutturali
della miscela SFRC;
TESTO FINALE 30/06/04
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33
Spaziatura minima di armatura
- in rapporto alla pezzatura massima dellaggregato ed alla dimensione
della fibra utilizzata, per consentire il passaggio del getto ed il
conseguente costipamento della miscela SFRC;
- in rapporto al suo diametro, al fine di assicurare un buon
inglobamento nel getto con piena efficacia di aderenza.
Salvo particolari specifiche, per le dimensioni minime si potranno assumere
i seguenti valori dello spessore t, definiti in funzione della lunghezza della fibra
l
F
, della dimensione massima dellaggregato d
a
e del diametro di armatura .
Spessore minimo relativo
Singolarit locali t 2,0 d
a


parti senza armatura o con unico strato di armatura t 2,4 d
a


parti armate con armatura sulle due facce t 4,0 d
a


Spaziatura minima di armatura e copriferro

INTERFERRO NETTO COPRIFERRO NETTO

Staffe e reti 1,6 d
a
0,8 d
a

0,8 l
F
0,4 l
F


Barre di armatura 1,0 d
a
1,0 d
a

1,0

1,0
0,8 l
F
0,8 l
F


Cavi pretesi 1,2 d
a
1,0 d
a


2,0

1,5
1,0 l
F
0,8 l
F


6.4 Esecuzione dei getti
Per quanto concerne le specifiche delle casseforme e dei loro trattamenti
superficiali, dei sistemi di supporto e delle fondazioni, vale quanto indicato in
1.4(8).
La miscela SFRC viene prodotta applicando le stesse modalit di
confezione dei conglomerati cementizi ordinari ad eccezione di quanto deriva
dallintroduzione delle fibre.
Le fibre vanno aggiunte nell'impasto alla fine della mescolazione come
ultimo componente.
Al fine di garantire luniformit dellimpasto, si dovr valutare, in funzione
delle esigenze specifiche, lo stato delle fibre prima del loro inserimento nella
TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
34
matrice (sfuse, impacchettate con colle idrosolubili). In particolari situazioni
potranno risultare necessari sistemi finalizzati alla setacciatura delle stesse
(sbrogliatori).
Particolare attenzione si dovr porre alla sequenza di inserimento delle fibre
allinterno delle miscela, cos da evitarne lagglomerazione e non
comprometterne luniformit di distribuzione.
La miscela SFRC dovr essere posata in modo che ne sia garantita una
buona compattazione ed omogeneit, affinch raggiunga le sue caratteristiche
nominali e strutturali di progetto.
Si dovr pertanto porre attenzione alla durata di una eventuale vibrazione
ed alla sua modalit (a banco, esterna), al fine di evitare la segregazione delle
fibre e comprometterne la uniforme distribuzione.
Particolare cura sar da porre in corrispondenza delle armature, degli
inserti, dei volumi ridotti e delle riprese di getto.
Per quanto attinente alle specifiche relative alla maturazione naturale o
artificiale vale quanto indicato in 1.4(8).

TESTO FINALE 30/06/04
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35
7 CONTROLLO DI PRODUZIONE
La produzione di elementi in SFRC va sottoposta costantemente ad un
controllo che assicuri la conformit dei prodotti ai requisiti di funzionalit,
durabilit e di resistenza richiesti.

7.1 Sistema qualit della produzione
La conformit dei prodotti garantita dal sistema di qualit che guida il
controllo dei materiali e dei processi di produzione secondo le attivit e gli
strumenti richiamati in modo dettagliato in 1.4 (8) [cap. 3 e allegato I-B].
Nellambito dellassetto organizzativo delle attivit di produzione devono
essere documentati i compiti, le responsabilit e le competenze dellattivit di
controllo, con ogni necessario aggiornamento.
La responsabilit generale spetta alla direzione della produzione, che potr
delegare specifiche responsabilit operative.
In particolare occorre prevedere le seguenti attivit:
verifiche nelle diverse fasi della produzione;
individuazione e registrazione delle non conformit rilevate;
indicazione delle modalit di trattamento delle non conformit.
Le attivit di controllo della produzione vengono pianificate in modo
sistematico e codificato cos da garantirne lefficacia.
In tal senso sono previste, secondo cadenze definite, ispezioni, prove e
verifiche strumentali fatte sulle attrezzature, sulle forniture acquisite, sulle
specifiche di produzione, sui materiali elementari, sui processi produttivi e sul
prodotto finito.
Ogni registrazione o rapporto va datato e firmato dal responsabile e
conservato da parte del produttore.

7.1.1 Specifiche di produzione
Presso il luogo di produzione dovranno essere presenti tutti i documenti
nelle loro versioni aggiornate, datate e firmate dal progettista, necessari alla
produzione degli elementi.
In particolare dovranno essere presenti i disegni esecutivi con dimensioni,
armature e particolari, corredati delle specifiche sui materiali e delle prescrizioni
esecutive.
Non si dovr procedere alla produzione in assenza di detta
documentazione.

7.1.2 Materiali approvvigionati
I materiali approvvigionati dovranno essere verificati prima del loro impiego,
secondo un opportuno piano di campionamento definito dal sistema di qualit.
TESTO FINALE 30/06/04
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36
In detto piano si terr conto delle eventuali verifiche operate e certificate dal
fornitore.
I materiali non conformi ai rispettivi requisiti vanno scartati o destinati a
diverso congruo utilizzo.

7.1.3 Attrezzature
Le attrezzature di prova e misura vanno periodicamente ispezionate e
tarate secondo le specifiche normative, per assicurarne il corretto
funzionamento.
Particolare attenzione va posta al controllo e taratura della strumentazione
di prova finalizzata alla verifica delle caratteristiche del fibrorinforzato come
indicato 1.4 (11).

7.1.4 Armature
La lavorazione e la posa delle armature e degli eventuali inserti, cos come
la disposizione di eventuali cavi di precompressione vanno verificate prima del
getto e devono essere conformi ai documenti di produzione.

7.1.5 Controllo di accettazione degli elementi
Alla fine della produzione dovranno effettuarsi controlli di accettazione
secondo il sistema di qualit, in accordo a 1.4 (8) e secondo quanto specificato
in 7.4.2.

7.2 Materiali elementari
La conformit del fibrorinforzato condizionata dal controllo dei componenti
che lo costituiscono: matrice e fibre di acciaio.

7.2.1 Matrice
Al fine del controllo permanente dei materiali elementari costituenti la
matrice, si fa riferimento alle prescrizioni riportate in 1.4 (8) [allegato I-B Tabella
B2] dove viene definito, per ogni costituente, il relativo controllo, il metodo di
rilievo, la frequenza di rilievo e la relativa registrazione.

7.2.2 Fibre
Le fibre utilizzate devono essere verificate, come riportato in 1.4 (11) [4.3,
Annex A (a.2)].
Esse vanno controllate ad ogni consegna, prima del loro inserimento nella
matrice e periodicamente durante le fasi della produzione degli elementi.

TESTO FINALE 30/06/04
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37
7.3 Fibrorinforzato
Le prove di seguito prescritte presuppongono di aver gi definito la
composizione del fibrorinforzato in funzione della tipologia di manufatto come
specificato in 6.1 e quindi servono per determinarne le caratteristiche nominali e
strutturali.
Sono da prevedersi prove preliminari e continuative sul fibrorinforzato
fresco ed indurito come di seguito specificato.
Tutti i risultati delle prove dovranno essere conservati sia in forma cartacea,
sia su supporto elettronico.

7.3.1 Procedura di qualificazione del materiale
La caratterizzazione del fibrorinforzato richiede rilievi sperimentali elaborati
statisticamente, riferiti ad un periodo di produzione di tre settimane con un
minimo di 15 prelievi provenienti da almeno 12 giorni diversi di produzione.
I dati ricavati dalle prove devono soddisfare i valori minimi dei parametri
utilizzati nel progetto degli elementi strutturali.
I parametri meccanici di resistenza verranno espressi in termini di valori
caratteristici calcolati con f
k
= f
m
s, dove f
m
il valor medio, s lo scarto
quadratico medio e = 1,48.
Come descritto in precedenza (cap.3) la caratterizzazione meccanica del
fibrorinforzato effettuata sulla base delle sue propriet nominali o strutturali. In
tal senso la scelta del tipo di qualificazione compete al direttore dei lavori.

7.3.1.1 Fibrorinforzato fresco
Per ogni miscela sperimentata si dovr effettuare:
a) verifica visiva di conformit (eventuali separazioni, accumuli di fibre, )
come specificato in 1.4 (2);
b) la determinazione della classe di consistenza, misurata secondo 1.4 (2)
c) la determinazione del contenuto di acqua mediante prova di essiccazione
secondo 1.4 (2)
d) la determinazione del contenuto di fibre, in accordo a quanto specificato
in 1.4 (10).

7.3.1.2 Fibrorinforzato indurito
Per ogni miscela confezionata dovranno essere realizzati campioni specifici
finalizzati alla identificazione delle caratteristiche nominali e strutturali.

Caratteristiche nominali
Per ogni miscela sperimentata si dovr determinare:
a) la resistenza a compressione secondo 1.4 (2);
TESTO FINALE 30/06/04
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38
b) la resistenza di prima fessurazione (per flessione) secondo 1.4 (1b);
c) gli indici di tenacit calcolati secondo 1.4 (1b);
d) il contenuto di fibre secondo 1.4 (10).

Caratteristiche strutturali
Su provini adeguatamente confezionati riferiti allelemento da produrre (vedi
2.1.3), dovranno essere realizzate:
a) prove di resistenza secondo l'allegato D;
b) misura del contenuto di fibre 1.4 (10);

7.3.1.3 Prove di qualificazione
Nella Tabella 2 sono specificate le prove preliminari richieste per la
qualificazione del fibrorinforzato.

Tabella 2 Prove di qualificazione
OGGETTO PROPRIETA METODO NUMERO REGISTRAZIONE
SFRC fresco CORRETTA
MISCELAZIONE
ispezione visiva [v.1.4 (2)] 12 apposito modulo
SFRC fresco CLASSE DI CONSISTENZA slump test [v.1.4 (2)] 12 apposito modulo
SFRC fresco CONTENUTO DACQUA prova di essiccazione 12 apposito modulo
SFRC fresco CONTENUTO DI FIBRE peso dopo separazione
fibre-matrice [v.1.4 (10)]
12 apposito modulo
SFRC indurito RESISTENZA
COMPRESSIONE
[v.1.4 (2)] 15 apposito modulo
SFRC indurito RESISTENZA PRIMA
FESSURAZIONE
prova a flessione su
quattro punti [v.1.4 (1b)]
15 apposito modulo
SFRC indurito INDICI DI DUTTILITA calcolo [v.1.4 (1b)] 15 apposito modulo
SFRC indurito CARATTERISTICHE
STRUTTURALI (*)
[v.3] 15 apposito modulo
SFRC indurito CONTENUTO DI FIBRE peso dopo separazione
fibre-matrice [v.1.4 (10)]
12 apposito modulo

(*) prove da eseguire se scelta la qualificazione da propriet strutturali (v. 3.3/3.4), anche in
rapporto alle previsioni progettuali.
Per ogni variazione nella composizione della matrice SFRC finalizzata allo
specifico impiego, tale procedura sar da ripetere interamente.

7.3.2 Controlli sul materiale durante la produzione
Il controllo continuativo finalizzato allaccertamento della corrispondenza
delle caratteristiche strutturali ottenute durante la produzione, con quelle rilevate
in fase preliminare a base del progetto strutturale.
TESTO FINALE 30/06/04
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39
Nella Tabella 3 sono specificate le prove continuative richieste per la
qualificazione del fibrorinforzato.
I parametri strutturali di resistenza vanno elaborati statisticamente secondo
lAllegato C di 1.4 (8).

Tabella 3 Prove durante la produzione
OGGETTO PROPRIETA METODO FREQUENZA REGISTRAZIONE
SFRC fresco CORRETTA
MISCELAZIONE
ispezione visiva [v.1.4 (2)] ogni giorno apposito modulo
SFRC fresco CLASSE DI CONSISTENZA slump test [v.1.4 (2)] ogni
settimana
apposito modulo
SFRC fresco CONTENUTO DACQUA prova di essiccazione ogni due
settimane
apposito modulo
SFRC fresco CONTENUTO DI FIBRE peso dopo separazione
fibre-matrice [v.1.4 (10)]
ogni due
settimane
apposito modulo
SFRC indurito RESISTENZA
COMPRESSIONE
[v.1.4 (2)] ogni giorno apposito modulo
SFRC indurito RESISTENZA PRIMA
FESSURAZIONE
prova a flessione su
quattro punti [v.1.4 (1b)]
ogni giorno apposito modulo
SFRC indurito RESISTENZE
EQUIVALENTI E INDICI DI
DUTTILITA
prova di flessione su
quattro punti [v.1.4 (1b)]
ogni giorno apposito modulo
SFRC indurito CARATTERISTICHE
STRUTTURALI (*)
[v.3] ogni
settimana
apposito modulo
SFRC indurito CONTENUTO DI FIBRE peso dopo separazione
fibre-matrice [v.1.4 (10)]
ogni due
settimane
apposito modulo

(*) prove da eseguire se scelta la qualificazione da propriet strutturali (v. 3.3/3.4.), anche in
rapporto alle previsioni progettuali

Nota: Per la loro validazione, le caratteristiche strutturali del fibrorinforzato, dovranno essere
certificate da Laboratorio Ufficiale, secondo quanto specificato nel seguito.
Verr eseguito in prelievo settimanale di getto omogeneo per prove di compressione e di
flessione su quattro punti da eseguirsi presso un Laboratorio Ufficiale. Per la verifica della
resistenza a compressione di applicher il criterio del controllo tipo A dellAllegato 2 di
1.4(13) al lotto di risultati di ogni singolo mese.
Per la verifica delle resistenze flessionali il risultato della singola prova dovr risultare non
inferiore al corrispondente valore caratteristico dichiarato dal produttore diviso 1,25 ,
mentre il valor medio del lotto di risultati di ogni singolo mese dovr risultare non inferiore
al sopraddetto valore caratteristico moltiplicato per 1,25.

7.4 Controlli sul prodotto finito
Controlli sul prodotto finito sono da prevedersi in accordo con quanto
specificato nel capo 3.4 di 1.4 (8) e con quanto previsto dal sistema di qualit
relativamente allaccettazione degli elementi alluscita di produzione.

TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
40
7.4.1 Prove preliminari
Prove preliminari su prototipi al vero dovranno essere eseguite prima di
iniziare la produzione continuativa degli elementi al fine di verificarne il modello
di calcolo.
Per ogni tipologia di elemento prodotto, dovranno essere eseguite almeno 2
prove di carico fino a rottura, su di un assetto il pi prossimo a quello previsto in
progetto.
In fase di produzione dei suddetti prototipi, dovranno essere effettuate, sulle
matrici SFRC costituenti, tutte le prove di controllo preliminare come riportare in
Tab.2.
I risultati relativi dovranno essere registrati su apposito modulo.
Su specifiche e significative parti dei prototipi portati a collasso, si dovranno
eseguire prove finalizzate alla verifica delle propriet strutturali del
fibrorinforzato.
I risultati di queste prove devono essere registrati in apposito rapporto di
prova.
Si dovr inoltre effettuare la determinazione del contenuto di fibre in pi
posizioni del manufatto, mediante carotaggio di provini prelevati dalla struttura
(v. Allegato C) dopo il suo collasso.

7.4.2 Controlli sul prodotto finito

Tabella 4 Prove sul prodotto finito
OGGETTO PROPRIETA METODO FREQUENZA REGISTRAZIONE
Cartellino di
produzione
CONTRASSEGNI
PRECEDENTI
ispezione visiva ogni elemento avviso di
mancanza
Inserti di
sollevamento
INTEGRITA E
FUNZIONALITA
ispezione visiva ogni elemento notifica delle
imperfezioni
Cavi pretesi PROTEZIONE ALLE
TESTATE
ispezione visiva ogni elemento notifica delle
imperfezioni
Fibre DISTRIBUZIONE FIBRE carotaggi [Allegato C] ogni 50 elementi apposito rapporto
Elementi FINITURA SUPERFICIALE ispezione visiva ogni elemento notifica delle
imperfezioni
Elementi LUNGHEZZA TOTALE misurazione metrica 2 bordi ogni 10
elementi
registrazione della
misura
Elementi SPESSORI misurazione metrica 5 punti ogni 10
elementi
registrazione della
misura
elementi RICOPRIMENTI ARMATURE misurazione metrica 5 punti ogni 10
elementi
registrazione della
misura
elementi INFLESSIONI DI MEZZERIA misurazione metrica mensile o ogni
100 elementi
registrazione della
misura
elementi ALTRE TOLLERANZE
GEOMETRICHE
misurazione metrica annuale o ogni
600 elementi
registrazione della
misura

TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
41
La Tabella 4 fornisce il dettaglio dei controlli per laccettazione degli
elementi alluscita della linea di produzione prima che siano immessi allo
stoccaggio (o alla diretta consegna).
Nel caso di risultati insoddisfacenti dei controlli si verificheranno con
opportuna indagine le seguenti eventualit:
possibilit di interventi che eliminino le non conformit;
utilizzo con un livello degradato di prestazioni;
scarto e sostituzione degli elementi difettosi non riparabili.

TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
42
ALLEGATO A: Bibliografia

[01] CNR-DT6/91: Comportamento di strutture in conglomerato cementizio
fibrorinforzato
[02] RILEM 162 TDF, 2001: Test and design methods for steel fibre
reinforced concrete Recommendation on Uniaxial tension test for steel
fibre reinforced concrete
[03] RILEM 162 TDF, 2002: Test and design methods for steel fibre
reinforced concrete Design of steel fibre reinforced concrete using -w
method: principles and applications
[04] CEB Bull. 213/214, 1991/93: CEB-FIP Model Code 1990
[05] RILEM 162 TDF, 2003: Test and design methods for steel fibre
reinforced concrete - design method
[06] RILEM 162 TDF, 2000: Test and design methods for steel fibre
reinforced concrete Bending test

TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
43
ALLEGATO B: Analisi plastica di piastre fibrorinforzate

Poich le fibre si attivano dopo la fessurazione della matrice di
calcestruzzo, lanalisi delle strutture in calcestruzzo fibrorinforzato dovrebbe
considerare il comportamento non lineare del materiale. I metodi che meglio
considerano la tenacit (resistenza allavanzamento della fessura) del
calcestruzzo fibrorinforzato sono basati sulla meccanica della frattura non
lineare ed i legami costitutivi necessari sono presenti in questo documento
normativo (vedi 4).
Lanalisi evolutiva di strutture fortemente iperstatiche come le piastre
richiede spesso lutilizzo del metodo agli elementi finiti ma i programmi
necessari (che devono essere basati sulla meccanica della frattura non lineare)
non sono sempre disponibili negli studi di progettazione.
Un calcolo semplificato che considera un comportamento rigido-plastico del
materiale (v. figg. 4b,d) e fornisce il valore del carico ultimo pu essere svolto
nellambito dellanalisi limite. In tale contesto, il carico ultimo delle piastre pu
essere sul metodo delle Linee di rottura.
A titolo di esempio si riporta il caso di piastra rettangolare appoggiata sui
quattro lati e soggetta ad un carico uniformemente distribuito (p), considerando
il meccanismo di collasso riportato in figura B1.


Figura B1

Il minimo valore del carico ultimo ottenibile dai meccanismi
cinematicamente ammissibili dato da:

) b / a ) b / a ( + 3 ( a
m 24
= p
2 2 2
L
u
-

TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
44
avendo indicato a il lato pi corto della piastra (v. fig. B1) con m
L
il momento
specifico ultimo della piastra nellipotesi di comportamento rigido-plastico del
materiale (v. figg. 4b,d).
Un procedimento analogo pu essere adottato per le piastre di
pavimentazione per le quali si deve mettere in conto anche il lavoro relativo al
sottofondo che spesso viene considerato come un appoggio elastico alla
Winkler.
Confronti con i risultati sperimentali hanno evidenziato che il carico ultimo
determinato con le linee di rottura tende a sottostimare il carico ultimo effettivo
in quanto non considera tutte le risorse di energia messe a disposizione dal
calcestruzzo fibrorinforzato.

TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
45
ALLEGATO C: Verifica della omogeneit della distribuzione delle fibre

Come indicato in 7.4.1 e 7.4.2, la verifica della omogeneit di distribuzione
delle fibre rientra nei controlli da effettuare sul prodotto finito, sia in fase
preliminare su prototipi, sia su elementi alluscita della linea di produzione.

C.1 Metodo di indagine
La verifica della distribuzione delle fibre viene effettuata mediante prelievo
di provini cilindrici, secondo specifici schemi di carotaggio finalizzati alla verifica
della distribuzione lungo la direzione longitudinale e trasversale dellelemento
indagato.
Il carotaggio effettuato in direzione ortogonale alla superficie del
manufatto.
I provini vengono identificati, pesati, misurati nelle loro dimensioni
significative e successivamente frantumati cos da separare tramite magnete le
fibre dalla matrice cementizia.
I componenti estratti sono pesati e sui dati registrati vengono elaborati i
parametri caratteristici definiti nel seguito.

C.2 Diametro dei provini
Al fine di ottenere un significativo numero di fibre presenti nel provino, di
minimizzare il quantitativo di fibre in frammenti e di non compromettere lutilizzo
dei manufatti, il diametro dei provini estratti da prevedersi allinterno dei
seguenti limiti:
2 l
F


2 t


con:
t = spessore minimo della sezione del manufatto;
l
F
= lunghezza massima della fibra introdotta nella miscela;
e comunque con 100 mm.

C.3 Schemi di carotaggio
Il prelievo dei provini viene effettuato in posizioni significative della sezione
trasversale di mezzeria ed in altrettante posizioni delle sezioni trasversali di
quarto cos da individuare lomogeneit di distribuzione nelle due dimensioni
significative dellelemento.
Altre sezioni di estrazione saranno valutate a discrezione del direttore dei
lavori in funzione della lunghezza del manufatto e della sua complessit.
A titolo informativo si forniscono le seguenti indicazioni: il numero dei provini
da estrarre in funzione della geometria trasversale e della dimensione
longitudinale dell'elemento. In figura C.1 indicato un sistema tipico di
campionamento.
TESTO FINALE 30/06/04
UNI/CIS/SC4 SFRC N. 029
46
Si dovranno individuare le sezioni trasversali significative, che saranno
almeno tre per manufatti fino a 15 m di lunghezza e le posizioni che saranno
almeno tre per ogni sezione, per un minimo di 9 prelievi per ogni elemento
sottoposto a verifica. Per elementi di lunghezza maggiore si introdurr una
ulteriore sezione di prelievo ogni ulteriori 5 m di lunghezza.

C.4 Strumenti di misura
La bilancia per il peso del provino dovr avere almeno una precisione di 1g;
la bilancia per il peso delle fibre dovr avere almeno una precisione di 0,1g.

C.5 Acquisizione dati
Per ogni provino estratto vanno registrati su apposito modulo i seguenti dati:

- Codice di identificazione del provino
(deve essere riconoscibile la sezione da cui il provino estratto e la posizione del provino
allinterno della sezione)
- Lunghezza fibra l
F
[mm]
- Diametro fibra d
F
[mm]
- Dosaggio nominale fibre D
F0
[kg/m
3
]
- Spessore (altezza) medio provino t [mm]
- Diametro nominale provino [mm]
- Volume del provino v [mc]
- Peso del provino P

[Kg]
- Peso delle fibre estratte P
F
[Kg]
- Dosaggio misurato fibre D
F
[Kg/m
3
]

C.6 Rapporto di prova
I dati ricavati ed elaborati sono registrati in apposito rapporto riassuntivo
contenente i dosaggi misurati.
Per ogni provino estratto, raggruppati per le specifiche sezioni di estrazione,
verranno registrati i dati elencati in C.5.
I dosaggi misurati di fibre verranno ancora riportati in tabella, come
esemplificato in Tab. C.2, assieme ai valori medi per sezioni trasversali, per
linee longitudinali e globale.
Un'analoga tabella riporter gli scarti percentuali dei dati di tab. C.2
rispetto al valore nominale (v. tab. C.3).

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47

Fig. C.1 : Assetto tipico dei punti di estrazione

CONTENUTO IN FIBRE: DOSAGGI MISURATI kg/m
3

PUNTO Sezione 1 Sezione 2 Sezione 3 MEDIA
A 47,10 42,77 40,42 43,43
B 52,41 51,68 53,50 52,53
C 50,39 46,58 45,53 47,50
MEDIA 49,96 47,01 46,48 47,81
Tab. C.2 : Tabella tipica dei dosaggi misurati

CONTENUTO IN FIBRE: SCARTI SUL VALORE NOMINALE %
PUNTO Sezione 1 Sezione 2 Sezione 3 MEDIA
A -5,8 -7,2 -19,2 -13,1
B +4,8 +3,4 +7,0 +5,1
C +0,8 -6,8 -8,9 -5,0
MEDIA -0,1 -6,0 -7,0 -9,6
Tab. C.3 : Tabella tipica degli scarti

C.7 Classi di uniformit
Sulla base degli scarti definiti in C.6, si distinguono due classi di uniformit
a seconda di:

i
Scarto del singolo prelievo

s
Scarto medio sulla singola sezione trasversale

l
Scarto medio sulla singola linea longitudinale

m
Scarto medio globale

Classe A per elementi strutturali portanti

m
-5%
s
-10%
l
-10%
i
-20%

Classe B per elementi complementari autoportanti

m
-10%
s
-20%
l
-20%
i
-30%
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ALLEGATO D: Prove per le propriet strutturali

D.1 Prova di flessione
I parametri strutturali di resistenza a flessione di cui al paragrafo 3.3
possono essere determinati mediante una prova di flessione su 4 punti su
provino non intagliato.
Le modalit di prova qui descritte si applicano a fibrorinforzati composti da
aggregati di pezzatura massima d
a
h/4 32 mm e da fibre di lunghezza l
f

h/1,5 80 mm.
Il parametro di deformazione corrisponde allallungamento della fibra di
intradosso sulla base a = 200 mm (v. fig. D.1).

D.1.1 Preparazione del provino
Il provino per la prova ha di norma lunghezza L = 600 mm e comunque L
500 mm e dimensioni trasversali h altezza e b larghezza scelte come
specificato nel seguito.
Dette H laltezza e B la larghezza dellelemento strutturale, le dimensioni
trasversali del provino saranno
h = H 150 mm
b = B 450 mm
Esso pu essere ottenuto per taglio dallelemento strutturale oppure gettato
contemporaneamente in forma separata con le stesse modalit e la stessa
giacitura dellelemento strutturale stesso.
Nel caso sia gettato in forma separata, il provino dovr essere maturato con
le stesse modalit dellelemento strutturale.
Nellambito di prove preliminari sul fibrorinforzato, la maturazione dei provini
gettati in forme separate ed il loro trasporto dovranno essere effettuate in
conformit a 1.4 (12b).

D.1.2. Apparecchiatura di prova
La macchina di prova deve essere conforme a 1.4 (12d) per quanto
riguarda i seguenti punti:
- misura della forza;
- accuratezza della indicazione della forza;
- frequenza della taratura;
- sicurezza.
La macchina di prova deve essere dotata di idoneo dispositivo che permetta
di effettuare le prove in controllo di spostamento.
Il dispositivo di applicazione del carico costituito da:
- due cilindri superiori;
TESTO FINALE 30/06/04
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- elemento in grado di ripartire equamente ed uniformemente il carico
applicato dalla macchina di prova tra i due rulli superiori;
- due cilindri inferiori di supporto (v. fig. D.1).
I cilindri devono essere in acciaio ed avere sezione circolare con un
diametro compreso tra i 20 ed i 40 mm; la loro lunghezza deve risultare
superiore di almeno 10 mm rispetto alla larghezza del provino. Ciascun cilindro
deve essere in grado di ruotare attorno al proprio asse e deve inoltre essere
ammessa una rotazione di 3, contenuta nel piano normale allasse
longitudinale del provino.
La distanza fra i cilindri inferiori deve essere uguale a 450 mm. La distanza
tra i due cilindri superiori deve essere uguale a 150 mm. I due cilindri superiori
devono essere egualmente spaziati fra i cilindri inferiori di supporto. La
posizione di ciascun cilindro pu scostarsi di 1 mm rispetto a quella nominale.
La misura del carico deve essere effettuata attraverso un sistema avente un
errore relativo contenuto entro 1%, un errore di ripetibilit inferiore all1%, un
errore sul fondo scala inferiore a 0,2% ed una risoluzione della macchina
inferiore allo 0.5%.

Fig. D.1 Strumentazione per la prova di flessione

Lapparato (v. fig. D.1) misura lallungamento del tratto A-A', a cavallo dei
due cilindri superiori, in corrispondenza dellintradosso (COD Crack Opening
Displacement) ed eventualmente lo spostamento verticale v in corrispondenza
dei coltelli di carico, da entrambi i lati, depurato dai cedimenti localizzati sotto al
carico (ovvero per il lato frontale: v
1
= v
B
- v
C
; v
1
= v
B
- v
C
). A tal fine la distanza
d dello strumento dall'intradosso del provino deve essere d = 0 h/10. Per
distanze maggiori si dovr tenere conto degli effetti del cinematismo sulla
misura attraverso gli spostamenti verticali v
B
e v
B
sotto i punti di carico:
COD = + (v
B
+ v
B
) d/150 mm

TESTO FINALE 30/06/04
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D.1.3 Procedura di carico
La prova di flessione su quattro punti deve essere effettuata in controllo di
deformazione . Laccostamento dei cilindri superiori di carico al provino deve
essere effettuato con cura per evitare urti. Lallungamento di intradosso deve
essere aumentato ad una velocit costante pari a 0,05 0,01 mm/min. Per
valori di superiori a 0,5 mm la velocit di spostamento pu essere
progressivamente aumentata fino a 0,5 0,1 mm/min con una accelerazione
non maggiore di 0,1 mm/min
2
. Il carico e gli spostamenti devono essere
registrati con continuit su supporto magnetico. La prova dovr proseguire
almeno fino al raggiungimento di un valore di non minore di 4 mm.
Si dovr determinare la curva P = P() carico-allungamento della fibra di
intradosso ed eventualmente le curve carico-spostamento verticale in
corrispondenza dei punti di carico. Sar poi annotata la presenza di una o pi
fessure e la loro eventuale posizione in assenza di intaglio.

D.2 Prova di trazione
I parametri strutturali di resistenza a trazione di cui al paragrafo 3.4 possono
essere determinati mediante una prova di trazione diretta su provino intagliato.
Le modalit di prova qui descritte si applicano a fibrorinforzati composti da
aggregati di pezzatura massima d
a
h/4 32 mm e da fibre di lunghezza l
f

h/1,5 80 mm.
Il parametro di deformazione corrisponde allapertura di fessura w misurata
in corrispondenza dellintaglio ( = w).

D.2.1 Preparazione del provino
Il provino per la prova ha di norma una lunghezza L = 300 mm e comunque
non inferiore a 1,5b e dimensioni trasversali h e b, con h b, scelte come
specificato nel seguito.
Esso pu essere ottenuto per taglio dellelemento strutturale oppure gettato
contemporaneamente in forma separata con le stesse modalit e la stessa
giacitura dellelemento strutturale stesso.
Nel caso sia gettato in forma separata, il provino dovr essere maturato con
le stesse modalit dellelemento strutturale.
Dette B la dimensione trasversale maggiore e H la dimensione trasversale
minore dellelemento strutturale, le corrispondenti dimensioni trasversali del
provino saranno
h = H 150 mm
b = B 300 mm
In corrispondenza della sezione di mezzeria, sui lati minori verranno
praticati due intagli simmetrici contrapposti di profondit pari a 0,15b.

TESTO FINALE 30/06/04
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D.2.2. Apparecchiatura di prova
La macchina di prova deve essere conforme a 1.4 (12d) per quanto
riguarda i seguenti punti:
- misura della forza;
- accuratezza della indicazione della forza;
- frequenza della taratura;
- sicurezza.
La macchina di prova deve essere dotata di idoneo dispositivo che permetta
di effettuare le prove in controllo di spostamento.
I piatti della macchina ai quali risulta incollato il provino devono garantire la
massima rigidezza rotazionale.
La misura del carico deve essere effettuata attraverso un sistema avente un
errore relativo contenuto entro 1%, un errore di ripetibilit inferiore all1%, un
errore sul fondo scala inferiore a 0,2% ed una risoluzione della macchina
inferiore allo 0,5%.
Lapparato misura lo spostamento relativo tra due punti distanti 50 mm in 4
posizioni poste secondo la figura D.2 in corrispondenza della sezione intagliata.

Fig. D.2 Strumentazione per la prova di trazione

D.2.3 Procedura di carico
La prova di trazione deve essere effettuata in controllo di apertura
dellintaglio w
M
(CMOD Crack Mouth Opening Displacement). Il parametro di
controllo deve essere aumentato ad una velocit costante pari a 0,05 0,01
mm/min. Per valori di w
M
superiori a 0,5 mm la velocit di spostamento pu
essere progressivamente aumentata fino a 0,5 0,1 mm/min con una
accelerazione non maggiore di 0,1 mm/min
2
. Il carico ed i 4 valori di
spostamento devono essere registrati con continuit su supporto magnetico. La
prova potr essere terminata per un valore di w
M
medio non minore di 1,5 mm.
Si dovr determinare la curva carico-spostamento P-w
M
.
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ALLEGATO E: Coefficienti di sicurezza a trazione del fibrorinforzato

Coerentemente con i criteri assunti in 1.4(3), il coefficiente di sicurezza a
trazione del fibrorinforzato viene definito come rapporto tra il valore
caratteristico e quello di calcolo del corrispondente parametro di resistenza
d
k
F
f
f
=
Sulla base di un modello log-normale di distribuzione aleatoria della resistenza
ed aggiungendo le incertezze relative rispettivamente alle dimensioni
geometriche ed al modello di calcolo della sezione, il coefficiente in questione
viene valutato come

=
) k (
F
F r
e

con
2
m
2
g
2
F
r
+ + =
dove
m F
f / s = il coefficiente di variazione della resistenza a trazione del
fibrorinforzato (rapporto tra scarto quadratico medio e
valor medio);

g
,
m
sono gli analoghi coefficienti di variazione della geometria
e del modello (assunti entrambi pari a
g
=
m
= 0,05);
= (f
m
f
d
)/s lindice di affidabilit (assunto pari a = 3,8);
lindice di sensitivit del materiale sulla resistenza della
sezione (assunto pari a = 0,8);
k = (f
m
f
k
)/s il coefficiente rappresentativo del valore caratteristico
corrispondente al frattile 5% (assunto pari a 1,645);
il coefficiente di conversione (assunto pari a = 0,9 se
riferito alle propriet nominali, pari a = 1,0 se riferito alle
propriet strutturali).

Si assume che, per gli impieghi strutturali, debba risultare
F
0,30. Il valore
effettivo di
F
pu essere dedotto da apposite prove di qualificazione condotte
come specificato in 7.3.1. In ogni caso non si adotter un valore inferiore a
F
=
0,10.

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ALLEGATO F: Analisi di sezioni inflesse complesse

Nel paragrafo 4.2.3 stata definita la lunghezza caratteristica l
cs
di una
struttura semplicemente inflessa come il minimo tra la distanza media di
fessurazione s e la distanza y tra lasse neutro ed il bordo teso del concio.
Esistono tuttavia sezioni complesse come quelle rappresentate in Fig. F.1 ove
non risulta possibile definire ununica lunghezza caratteristica strutturale l
cs
per
lintera sezione. Nel caso della figura F.1a la concentrazione dellarmatura nei
correnti esterni comporta nelle zone pi armate fessure vicine, mentre nella
soletta orizzontale, ove risulta presente solo il rinforzo fibroso, le fessure
risultano pi distanziate. In tali casi opportuno definire pi lunghezze
caratteristiche l
cs,i
ognuna riferita alla singola porzione.


Fig. F.1 Sezioni complesse in c.a. fibrorinforzato: (a) trave soletta; (b) trave
alta priva di armatura longitudinale di parete
l
cs1

l
cs2

(a)
(b)
l
cs1
l
cs2

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54
Lo stesso fenomeno si osserva nelle travi alte munite di armatura
longitudinale al bordo inferiore, ma prive di armatura longitudinale di parete (Fig.
F.1b).
Partendo dallo stesso legame costitutivo a trazione uniassiale espresso in
termini di ( - w), identificato per lunico conglomerato fibroarmato che
costituisce la struttura in esame facendo uso del provino standard intagliato o di
quello strutturale non intagliato, possibile definire vari legami costitutivi
espressi in termini di ( - )
i
computando la pendenza del ramo post-picco
avvalendosi della corrispondente lunghezza caratteristica l
cs,i
ovvero calcolando
varie curve - w/l
cs,i
come se Le varie parti della sezione fossero realizzate con
materiali differenti (Fig. F.2).
In Fig. F.2 mostrato, per un assegnato fibrorinforzato, il legame costitutivo
- w identificato sperimentalmente, affiancato dai due diversi legami costitutivi
( - )
i
da utilizzarsi nellanalisi delle sezioni in Fig. F.1.

Fig. F.2 Legame costitutivo in trazione uniassiale:
(a) legge - w; (b) leggi ( - )
i



w
l
cs2
l
cs1