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Antonio Borri, Giulio Castori, Andrea Grazini, Andrea Giannantoni

Compositi SRP/SRG:
Ricerca

caratteristiche, sperimen-
tazione e applicazioni

L’articolo introduce una nuova tipologia di materiali


compositi, già presenti in realtà da tempo sul mercato USA,
illustrandone le principali caratteristiche meccaniche
ed i vantaggi che presentano rispetto
ai “tradizionali” FRP

L
o sviluppo della ricerca e della tecnologia,a partire dal se- una progettazione fondata su una effettiva comprensione delle
condo dopoguerra, ha permesso di utilizzare, in vari set- possibilità e dei limiti degli FRP, e, ovviamente, di una più che
tori industriali, materiali diversi da quelli tradizionali, corretta esecuzione.
frutto dell’affinamento delle conoscenze della chimica, capaci In questo scenario, si affaccia ora una nuova generazione di
di soddisfare al meglio le sempre maggiori richieste prestazio- compositi basata sull’impiego di fibre di acciaio: gli SRP (Steel
nali.Tale innovazione ha coinvolto, nell’ultimo decennio, an- Reinforced Polymer) e gli SRG (Steel Reinforced Grout)(1), capaci
che il settore dell’edilizia attraverso l’introduzione degli FRP di assicurare gli stessi vantaggi degli FRP (facilità di applica-
(Fiber Reinforced Polymer). Anche se esistono aree e situazioni zione,bassa invasività,ridotti tempi di intervento,ecc.),con ul-
che vedono una certa diffusione di questa tecnologia, ancora teriori interessanti particolarità.
oggi l’uso dei compositi è comunque considerato innovativo, Nel presente articolo, dopo una sintetica esposizione delle ca-
e appare limitato, nella sostanza, ai casi in cui i benefici sono ratteristiche principali di questi materiali, vengono messe in
nettamente superiori a quelli ottenibili con materiali e tecni- evidenza le possibili applicazioni ed i principali vantaggi ri-
che tradizionali. I compositi costituiscono di fatto una nuova spetto ai materiali compositi “tradizionali”, con particolare ri-
generazione di materiali, con caratteristiche proprie e com- ferimento al consolidamento degli edifici esistenti.
portamento notevolmente diverso dai materiali usualmente
utilizzati nell’edilizia.Ciò naturalmente ha comportato (ed an- Caratteristiche fisico-geometriche Gli SRP/SRG rappre-
cora comporta) la necessità di studi,sperimentazioni (e norme) sentano una famiglia notevolmente estesa di materiali che, pur
adeguate a valutarne le caratteristiche e a verificarne le tecni- avendo i medesimi elementi costituenti,ovvero sottili fili di ac-
che di applicazione,per poi poterli diffondere nella pratica cor- ciaio ad alta resistenza (Ultra High Tensile Strength Steel), conti-
rente attraverso l’aggiornamento delle conoscenze nel mondo nui e intrecciati a formare trefoli, a loro volta assemblati in un
professionale ed imprenditoriale. “tessuto” e impregnati a mezzo di una matrice polimerica
Negli ultimi anni, la riduzione dei costi ed una maggiore at- (SRP) o cementizia (SRG),presentano caratteristiche e quindi
tenzione per le tecniche innovative hanno agevolato l’utilizzo comportamenti diversificati.
di questa tecnologia, permettendo così ai compositi di com- Molti sono i fattori fisico-geometrici capaci di influenzare la
petere con le tecniche “classiche”, non solo in termini presta- risposta meccanica del composito.Tra questi, oltre alla classe di
zionali, ma anche a livello economico, specie se si considerano resistenza del filamento, è determinante la scelta del diametro
i tempi e le attrezzature necessarie per l’intervento. del filo, seguita dalla tipologia di trefolo, differente per quantità
Le molte esperienze fatte sul campo nella ricostruzione post di fili impiegati e loro intreccio, e quindi dalla densità del “tes-
sismica in Umbria, ad esempio, hanno dimostrato la praticabi- suto”. In questa ottica è opportuno osservare come la vera e
lità e la convenienza di questa via, a condizione di assicurare propria novità di questi compositi risieda nell’acciaio utilizzato,

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2. I tessuti presenti in commercio sono
caratterizzati da tre diversi valori di densità:
bassa (4 trefoli/pollice), media (12 trefoli/
pollice), alta (23 trefoli/pollice) (da [4]).

3. Nastro con il tessuto di trefoli.

Nella pagina a fianco:


1. Sezione al microscopio elettronico di un trefolo in un composito SRP: a) matrice; b) fili in acciaio (da [3]).

derivante dall’evoluzione di un acciaio perlitico o ipereutet- tro ridotto causerebbe, a questo proposito, un’insufficiente re-
toidico (con contenuti di carbonio tra lo 0,8 e lo 0,96%) sot- sistenza all’interfaccia con la matrice, limitando dunque il tra-
toposto ad un processo che può essere riassunto in una prima sferimento delle tensioni al rinforzo. Si ricorre, pertanto, a
trafilatura, seguita da rinvenimento, placcatura in ottone o trefoli ottenuti dall’intreccio di più fili in strutture simili a
zinco, trafilatura fine e taglio. Il raggiungimento di classi di re- corde, la cui geometria è tale da presentare una superficie cor-
sistenza elevate (comprese, ad oggi, tra i 2400 ed i 4000 MPa) rugata che fornisce un adeguato valore dell’aderenza.
con diametri ridottissimi,idonei ad un utilizzo in un materiale Un ulteriore fattore che influenza le caratteristiche prestazio-
composito, porta comunque ad una perdita di duttilità del filo, nali del rinforzo è rappresentato dalla densità del tessuto, ov-
il quale, oltre ad esporsi al rischio di rottura fragile per delami- vero dal numero di trefoli presenti per unità di lunghezza.Tale
nazione(2),evidenzia un minor allungamento a rottura rispetto parametro, oltre ad incidere sulla risposta meccanica del com-
a fili di diametro maggiore. posito (in termini di resistenza meccanica, rigidezza, ecc.), ha
I singoli fili sono prodotti in diametri di 0,20-0,48 mm e, nel una sua valenza aggiuntiva legata al fatto che, potendo far va-
complesso, il trefolo ha dimensioni variabili tra 0,89-1,02 mm riare il passo dei trefoli,consente l’uso di una più ampia gamma
(quindi,tipicamente,meno di un decimo del diametro minimo di matrici con diversi valori della viscosità:di qui,come già an-
di un trefolo da precompressione). Le dimensioni così ridotte ticipato, la possibilità di affiancare agli SRP, caratterizzati dal-
dei filamenti di acciaio sono, da un lato, funzionali alla realiz- l’impiego di matrici polimeriche a media e bassa viscosità,i co-
zazione di laminati flessibili e di spessore contenuto (tra 1,19 e siddetti SRG, impregnati a mezzo di malte cementizie, ovvero
1,32 mm); dall’altro, risultano essenziali per il raggiungimento a mezzo di matrici con elevato valore della viscosità.
di resistenze sufficientemente elevate da consentire il loro uti-
lizzo a fini strutturali. È infatti durante il processo di trafilatura Caratteristiche meccaniche Come detto,l’uso di fibre di ac-
con diametri così ridotti che si osservano quei mutamenti della ciaio,e in particolar modo di acciai trafilati con prestazioni par-
microstruttura dell’acciaio, da cui è possibile ottenere spiccate ticolarmente elevate in termini di resistenza (tab.1),rappresenta
proprietà meccaniche. la vera, sostanziale innovazione del composito ed appare inte-
La scelta relativa alla tipologia di trefolo da adottare dipende in- ressante sotto più punti di vista.
vece dall’esigenza, tipica dei materiali compositi, di garantire In primo luogo, infatti, l’acciaio consente di incrementare la
una adeguata aderenza meccanica tra matrice ed elemento di duttilità dell’elemento rinforzato in misura maggiore rispetto
rinforzo: è auspicabile, infatti, realizzare un composito in cui la ai tradizionali rinforzi in composito, favorendo quindi più am-
rottura del rinforzo preceda la sua espulsione dalla matrice.Per- pie prospettive di utilizzo,soprattutto nell’ambito delle proble-
ché ciò avvenga diviene indispensabile un opportuno disegno matiche sismiche.
della geometria del rinforzo. L’utilizzo di singoli fili di diame- Altro elemento importante è la resistenza a taglio dell’acciaio,

53 RICERCA
delle resine, superata una temperatura compresa tra i 60÷80°C
(a seconda del tipo di resina), il comportamento meccanico,
passando da fragile e duro a plastico e malleabile,subisce un de-
cadimento con conseguente perdita della capacità di trasferi-
mento dei carichi al rinforzo, nelle malte cementizie, data la
loro capacità di trattenere al proprio interno percentuali di ac-
qua di cristallizzazione, si ha la possibilità di raggiungere tem-
perature ben più elevate prima di registrare un decadimento
delle proprietà meccaniche del materiale.
Altro parametro da non sottovalutare,soprattutto per le sue im-
4. Fasi di preparazione delle prove su plicazioni in termini di costi e facilità di applicazione, è il peso
triplette.
del laminato finito e pronto all’utilizzo.Nel complesso gli SRP
(ma anche gli SRG) risultano, come gli altri materiali fibro-
rinforzati, dalle tre alle sei volte più leggeri dell’acciaio.
Appare evidente quindi l’innovazione introdotta da un simile
materiale:il contemporaneo uso di matrici più o meno viscose
e fili di acciaio con diametri così ridotti consente la realizza-
zione di un composito leggero, e pertanto analogo a quelli tra-
5. Tripletta dopo la rottura.
dizionali, ma con un materiale più economico, più duttile e
più lavorabile rispetto ai compositi fino ad ora utilizzati.
Resta poi, certo non ultimo nella scala di importanza degli ar-
gomenti, l’aspetto tecnologico della messa in opera: si può qui
solo ripetere e sottolineare l’importanza di una corretta realiz-
zazione di un intervento con i materiali compositi, senza la
quale viene disattesa ogni aspettativa di buon funzionamento.
Ma è pur vero che nelle applicazioni agli edifici in muratura
esistenti è inevitabile trovarsi di fronte a superfici irregolari,con
frequenti dislivelli e rugosità del materiale di base. Così, se, da
un lato, l’incollaggio diretto sul laterizio o sul materiale lapi-
deo rappresenta la soluzione ottimale ai fini della aderenza,dal-
che, ad esempio, può semplificare notevolmente le problema- l’altro, spesso, le irregolarità sono ineliminabili. Da qui la ne-
tiche relative alle connessioni e agli ancoraggi. cessità, data la facilità di rottura a taglio degli FRP, di disporre
L’impiego di trefoli in acciaio non richiede poi l’utilizzo di par- uno strato di malta di allettamento, che diventa però l’anello
ticolari tipologie di resine, come accade invece per il vetro e debole nella catena dell’incollaggio tra fibre e muratura.Un si-
per il carbonio, poiché alta è la compatibilità con qualsiasi tipo mile problema evidentemente non sussiste per gli SRG,sia per
di matrice polimerica termoplastica o termoindurente. Con la resistenza a taglio di tali materiali, sia perché lo strato di al-
tessuti di bassa e media densità è poi possibile,come visto,l’im- lettamento diventa esso stesso la matrice del composito.
piego di malta cementizia, con notevoli benefici in termini di Si può infine osservare un ulteriore vantaggio, ancora in tema
costo, di resistenza al fuoco e (elemento di grande rilievo) di di correttezza di applicazione dei compositi.Molte volte,in ap-
semplicità operativa; fattori questi che, come noto, rappresen- plicazioni di FRP come rinforzo estradossale di archi e volte si
tano un limite oggettivo per l’utilizzo dei materiali compositi assiste, a causa della mancanza di rigidezza di questi tessuti, a
tradizionali. Per la resistenza al fuoco, infatti, mentre nel caso pose in opera che, nella sostanza, consistono nell’affogare in

1 Proprietà meccaniche dei fili e trefoli impiegati per la realizzazione degli SRP/SRG3 (da [4]).

Ftrefolo Atrefolo Efilo Dfilo Etrefolo Dtrefolo


Copertura
(mm) (mm2) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa)

12x 0,889 0,6207 206843 3016 138000 2014


3x2 0,889 0,6207 206843 3199 160000 2479
3S 0,914 0,6561 206843 2474 171000 2047
3Sx 1,016 0,8107 206843 2396 143000 1657

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150

20

18 114 18
martinetto

25
piastra di costrasto 50
15 120 15

piastre d’ancoraggio 205 150

400

nastro

140 200

piastra di tenuta

30
piastra di costrasto
20
50 50 50 18 114 18
capochiave

150

20

6. Layout della prova sui sistemi di ancoraggio e relativo particolare della dentatura presente nella piastra di ancoraggio (misure in mm).

fiumi di resina nastri raggrinziti di fibre di vetro o carbonio, cessiva nota. Si può qui anticipare, comunque, che è stata evi-
con evidente inutilità di tutto l’intervento: il rinforzo entrerà denziata la difficoltà di trasferire per aderenza, attraverso la
in funzione solo dopo aver “stirato” le varie “grinze” resinate. malta cementizia, uno sforzo congruente con quello di crisi
La rigidezza dei tessuti formati dai trefoli di acciaio degli SRG per trazione dei nastri metallici. Nella maggior parte delle
impedisce questi “orrori”, garantendo che il rinforzo sia cor- prove è avvenuto, infatti, il distacco delle fibre dalla muratura
rettamente posizionato. nell’interfaccia nastro-malta.Solo in alcuni casi il distacco della
Da tutto quanto precedentemente detto si può comprendere fibra metallica è stato determinato dalla crisi a taglio del lateri-
come questa nuova tipologia di materiali possa aspirare ad un zio (peeling “profondo”).
ruolo di primo piano nel panorama dei materiali compositi già Per incrementare l’aderenza tra nastro di SRG e muratura oc-
presenti sul mercato, avendo (ultima ma, forse più rilevante, corre quindi ricorrere a sistemi meccanici di collegamento,op-
qualità) anche l’indubbio vantaggio di una maggiore “familia- pure diminuire la densità dei trefoli metallici nel nastro in
rità” nei confronti degli operatori e delle maestranze, e di una SRG.
migliore semplicità operativa (si pensi alla elasticità nei tempi
di messa in opera con una malta cementizia rispetto ai tempi Prove su triplette Una delle caratteristiche più importanti per
imposti dall’impiego di una resina epossidica). i materiali SRG, sia per applicazioni sulla muratura che nel
campo del laterizio lamellare[7][8],riguarda la resistenza a taglio-
Sperimentazioni e prime applicazioni Vengono qui antici- scorrimento all’interno del pacchetto nastro-malta.Le prove di
pati, in modo sommario, i risultati di alcune sperimentazioni seguito descritte hanno avuto lo scopo di verificare se la pre-
eseguite e delle prime applicazioni effettuate, rimandando a senza del nastro, costituito dai trefoli di acciaio affiancati tra
successivi articoli la descrizione completa delle varie prove. loro, poteva portare o meno ad una più facile frattura proprio
per la presenza di una superficie di discontinuità (i trefoli af-
Caratterizzazione dei materiali e prove di aderenza La carat- fiancati) nel pacchetto. Si è proceduto quindi alla realizzazione
terizzazione meccanica dei trefoli metallici ha evidenziato un di prove su triplette realizzate in conformità a quanto prescritto
sostanziale accordo con la scheda tecnica fornita dal produt- dalla normativa europea per i metodi di prova sulle murature
tore. Sono state caratterizzate anche le malte (di tipo commer- UNI-EN 1052-3.
ciale) scelte per le successive sperimentazioni in programma. Sono state realizzate sei prove su triplette realizzate con ele-
Attraverso una serie di prove di aderenza è stato poi speri- menti in laterizio e malta cementizia fibrorinforzata (fig. 4), tre
mentato il collegamento mediante malta cementizia tra il ma- con il nastro interposto e tre senza. I risultati hanno mostrato
teriale composito di apporto e la superficie muraria. una sostanziale costanza del carico di rottura,sia in presenza che
I risultati delle prove effettuate verranno riportati in una suc- in assenza del nastro.

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Prove di ancoraggio meccanico Un’ulteriore campagna di
prove è stata rivolta ad investigare l’efficacia di un sistema di
ancoraggio del nastro (fig. 6) e di un sistema di pretensiona-
mento dello stesso (fig. 7), ottenuti con una semplice carpen-
teria metallica. Sostanzialmente si tratta, nel primo caso, di due
piastre metalliche, con una superficie interna zigrinata per au-
mentare l’aderenza, tra le quali vengono serrati i trefoli (con o
senza interposto uno strato di resina),e,nel secondo caso,di un
sistema di tensionamento simile a quello utilizzato nei camion
per i cavi di trattenuta del carico trasportato.
7. Layout della prova sui sistemi di pretensionamento e relativo particolare del I test condotti hanno evidenziato il buon funzionamento di
dispositivo di tensionamento mediante chiave dinamometrica.
entrambi i dispositivi. Per quanto riguarda l’ancoraggio, l’ade-
renza meccanica garantita dal serraggio dei bulloni è stata suf-
ficiente ad assicurare che la crisi avvenga al di fuori del dispo-
sitivo di ancoraggio per superamento della resistenza a trazione
del nastro, verificando che la zigrinatura (fig. 6) non produce
alcun fenomeno di tranciamento dei trefoli, anche in assenza
di resina interposta. Nel caso del sistema di tensionamento, le
prove effettuate hanno dimostrato la funzionalità e la tenuta del
dispositivo. Dopo aver messo in tensione mediante chiave di-
namometrica (fig. 7) il nastro, arrivando a circa un quarto del
suo valore di crisi, è stato portato a rottura il nastro stesso at-
traverso un martinetto ed una piastra di contrasto disposta al-
l’altro estremo. La rottura è avvenuta nella parte libera del na-
stro e non nel sistema di tensionamento, che ha tenuto perfet-
tamente.

Cerchiatura e rinforzo flessionale di un edificio reale Su un


Prospetto est. edificio attualmente in corso di ristrutturazione e destinato a
residenza privata, sito nel centro storico della città di Trevi
(PG), è stata eseguito un intervento di miglioramento sismico
utilizzando rinforzi con SRG. La costruzione, a torre su pen-
dio,si trova in zona sismica di prima categoria,e per essa è stato
progettato un intervento con due livelli di cerchiatura oriz-
zontale e con rinforzi flessionali verticali.
Le cerchiature orizzontali, posizionate in corrispondenza dei
solai, hanno il compito di collegare mutuamente le murature
d’ambito, al fine di un coinvolgimento globale della struttura
Prospetto nord.
sotto il profilo della risposta alle azioni orizzontali. I rinforzi
8. Edificio oggetto di intervento di cerchiatura e di rinforzo con gli SRG. flessionali verticali hanno invece lo scopo di conferire qualità

2 Confronto per una striscia di 10 cm di nastro di SRP con nastri in fibra di vetro, aramide e carbonio ad alta grammatura.

Arinforzo/10 cm Srottura Qrottura Ecomposito


Tipologia
(mm2) (MPa) (MPa) (MPa)

SRP 12X-4-12 10 2015 20 138000


SRP 12X-12-12 29 2015 58 138000
SRP 12X-23-12 56 2015 113 138000
GFRP 30 1700 51 72500
AFRP 29 2900 84 131000
CFRP 28 3530 99 226000

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9. Cerchiatura in SRG: vista del sistema di
tensionamento nel cantonale, prima e dopo
l’operazione.

10. Cerchiatura in SRG: tensionamento del nastro


mediante chiave dinamometrica, bloccaggio con
piastrina, taglio del nastro SRG e successivo
ricoprimento con malta (sia del nastro che della
piastra di ancoraggio nel cantonale).

Conclusioni Le sperimentazioni sin qui eseguite hanno di-


mostrato in modo evidente il buon funzionamento dei com-
positi basati su nastri con trefoli di acciaio UHTSS, aprendo
nuove ed interessanti prospettive nel settore degli interventi di
consolidamento delle costruzioni murarie esistenti. In questo
ambito, vantaggi economici a parte, appare di particolare ri-
lievo la possibilità degli SRG di superare molti dei problemi
degli FRP tradizionali, mantenendone peraltro i vantaggi più
significativi. ¶
Note
1. Gli SRP/SRG, prodotti dalla americana Hardwire con brevetto esclusivo,
utilizzano materiale di base fornito dalla Goodyear e sono disponibili e già
utilizzati sul mercato USA.
2. La rottura per delaminazione, cui si fa riferimento in questo contesto, è
quella modalità di rottura tipica dei fili di piccolo diametro sottoposti a tor-
sione, distinta dunque dalla delaminazione che può caratterizzare invece la
rottura di elementi con rinforzo esterno mediante fogli di composito.
3. La riduzione delle proprietà meccaniche del trefolo rispetto al singolo filo
è dovuta alla particolare configurazione geometrica del primo, agli inevita-
bili scorrimenti che si hanno con la sollecitazione e ad una comunque non
uniforme distribuzione degli sforzi tra gli elementi costituenti.

di “muratura armata” ai maschi murari resistenti, dotandoli di


Bibliografia
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L’altro vantaggio,come detto,consiste nell’aver potuto mettere
rimentazione, l’Edilizia, n. 127, marzo/aprile/maggio 2003, pp. 66-73.
in tensione il rinforzo mediante dispositivi di semplice realiz- [8] A.Borri,A.Grazini,Dal ‘Multistrato’al ‘Laterizio Lamellare’.Parte II:la mo-
zazione e di pratico utilizzo (figg. 9 e 10). dellazione, l’Edilizia, n. 128, giugno/luglio 2003.

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