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Antonia Poli, Agostino Fiorello

Elementi di Fisica 1
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ISBN 978-88-45139-23-9

© 2007 RCS Libri S.p.A. – Milano

Prima edizione: gennaio 2007

Ristampe:
2007 2008 2009 2010
0 1 2 3 4 5 6 7

Stampa: Litolega, Nova Milanese (MI)

Coordinamento editoriale Isabella Randone


Redazione Sergio Miotto
Impaginazione e progetto grafico Studio Mizar, Bergamo
Disegni Studio Aguilar, Milano - Studio Mizar, Bergamo
Vignette Davide Viganò
Copertina Basile&Panetta, Milano
Foto di copertina Corbis

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2000.

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Presentazione

Abbiamo cercato di riportare in quest’opera la no- Considerata l’importanza che la lingua inglese ri-
stra pluriennale esperienza di insegnamento ma- veste nella società contemporanea, si è introdotta
turata con ragazzi ai quali la fisica può risultare o- la rubrica English for Physics come strumento per
stica se presentata subito in maniera formalizzata. favorire l’apprendimento e l’uso della lingua inglese
Se si parte da esperienze e problematiche quoti- in ambito tecnico e scientifico.
diane e si fa leva sulla capacità di osservazione e
di intuizione degli allievi, l’apprendimento risulta Al termine di ogni unità si trovano problemi, e-
più efficace. sercizi e quesiti appositamente pensati per rias-
sumere, verificare e approfondire tutti i concetti trat-
Il testo, suddiviso in cinque sezioni (strumenti, mo- tati.
delli e procedure; fenomeni meccanici; fenomeni ter-
mici; fenomeni oscillatori; fenomeni elettromagne- La prova strutturata può essere utilizzata come si-
tici), presenta i concetti fondamentali della fisica mulazione di una verifica; il docente dispone inoltre
classica. di altre proposte per la verifica nella Guida per l’in-
Ogni sezione, suddivisa in unità, si apre con una segnante.
domanda che, invitando all’osservazione, vuole su-
scitare interesse. Molto numerosi sono gli esercizi proposti, di varia
tipologia e graduato livello di difficoltà: più semplici
Per facilitare l’apprendimento ogni unità è suddi- quelli dello Stop and go..., più impegnativi quelli
visa in passi, quasi sempre monoconcettuali, i- di fine unità.
dentificati da un titolo. Ogni passo termina con la
rubrica Stop and go… che invita lo studente alla ri- Realizzare un testo scolastico è un’opera com-
flessione e all’applicazione e aiuta a rendere più plessa che ha richiesto molte competenze diverse.
concreti e familiari i concetti trattati nel testo. Per questo vogliamo ringraziare tutti coloro che ci
hanno aiutato, attraverso contributi e suggeri-
L’apparato didattico è arricchito da numerosi e- menti, ma soprattutto mediante la loro competen-
sercizi svolti a titolo di esempio. za ed esperienza didattica. In particolare siamo gra-
ti al dott. Paolo Cappelletti e al dott. Giuseppe Go-
Apposite rubriche riportano approfondimenti te- rini.
matici, note di carattere storico e proposte per
l’attività di laboratorio. Ringraziamo fin da ora chi vorrà far pervenire os-
servazioni e proposte per migliorare questo testo.
Le Schede di tecnologia rendono più attuali i con-
cetti della Fisica e aiutano a comprendere l’utilità
di ciò che viene proposto. gli Autori
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Simboli delle grandezze


A → ampiezza moto armonico / area / a → accelerazione
ampiezza dell’onda am → accelerazione media
B → vettore campo magnetico α → angolo / coefficiente di dilatazione dei gas
C → capacità termica / b → braccio della forza
capacità del condensatore c → calore specifico
D → diametro d → densità
ΔS → variazione di entropia Δl → allungamento della molla
ΔV → differenza di potenziale elettrico / Δs → spostamento / distanza / spazio
tensione Δt → intervallo di tempo
E → campo elettrico ε0 → costante dielettrica del vuoto
Ec → energia cinetica εr → costante dielettrica relativa
EM → energia meccanica η → rendimento di una macchina
Ea → errore assoluto f → frequenza / distanza focale di uno
Er → errore relativo specchio
F → forza / forza equilibrante f.e.m. → forza elettromotrice
Fm → forza motrice f.e.m.i → forza elettromotrice indotta
Fp → forza premente φ → angolo di fase
Fr → forza resistente g → accelerazione di gravità
FA → spinta di Archimede h → quota / altezza
Fat → forza di attrito i → intensità della corrente elettrica
Φ(B) → flusso del campo magnetico k → costante di proporzionalità / di elasticità /
G → costante gravitazionale / ingrandimento elettrica / coefficiente di dilatazione
di una lente cubica / conducibilità termica
 → guadagno λ → coefficiente di dilatazione lineare /
G → baricentro lunghezza d’onda
H → flusso di calore l → lunghezza / del piano inclinato / della
I → intensità dell’onda / intensità luminosa molla / del solenoide
I → impulso della forza l0 → lunghezza a riposo della molla
J → equivalente meccanico della caloria / m → massa
livello sonoro me → massa equivalente
L → lavoro di una forza / induttanza mu → densità lineare
M → momento di una forza μ → coefficiente di attrito
N → numero di spire μ0 → permeabilità magnetica del vuoto
O → fulcro / centro di rotazione μr → permeabilità magnetica relativa
P → potenza p → pressione
P → peso ps → peso specifico
PII → componente del peso parallelo q → carica di prova
al piano inclinato q → quantità di moto
P⊥ → componente del peso perpendicolare r → raggio / distanza fra i centri
al piano inclinato ρ → resistività elettrica
Q → carica elettrica / calore assorbito o ceduto s → spostamento
Qf → calore latente di fusione t → temperatura in °C / istante di tempo
Qv → calore latente di vaporizzazione te → temperatura di equilibrio
R → resistenza elettrica τ → costante di tempo
R → risultante delle forze u → velocità nei moti relativi
Rv → reazione vincolare v → velocità
S → superficie / sezione vm → velocità media
Se → sensibilità dello strumento x → misura generica
T → periodo / temperatura in K xg → gittata del proiettile
Te → tensione della fune xm → valor medio
U → energia interna ω → velocità angolare
Ue → energia potenziale elettrica
Uel → energia potenziale elastica
Ug → energia potenziale gravitazionale
V → volume / potenziale elettrico
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Indice

sezione a Strumenti, modelli e procedure


unità
1 Le scienze sperimentali scheda di tecnologia La misurazione di
una distanza inaccessibile con il metodo
1.1 Che cosa studia la fisica 2 della triangolazione 29
1.2 Professione scienziato 2 Stop and go... Metodi e strumenti di misura 30
1.3 L’eterna sete di conoscenza:
brani di documentazione 3 Valutazione degli errori di misura
1.4 La scienza moderna 3 2.14 Gli errori di misura 32
1.5 La sperimentazione 5 2.15 Errori di misura sistematici 33
1.6 L’imprevisto e l’intuizione 7 2.16 Errori di misura accidentali (o casuali) 33
English for Physics 8 2.17 Il calcolo del valor medio di una serie di misure 34
Problemi di fine unità 9 2.18 Il calcolo dell’errore assoluto 35
2.19 Il calcolo dell’errore relativo 36
2.20 Il calcolo dell’errore nelle misure indirette 37
Stop and go... Valutazione degli errori
unità
2 Le grandezze fisiche di misura
In questa unità abbiamo imparato
39
40
Il Sistema Internazionale Problemi di fine unità 41
2.1 Grandezze fisiche e loro misura 10 Verifica la tua preparazione 42
2.2 Il Sistema Internazionale 11 Prova strutturata 43
2.3 L’unità di misura della lunghezza 12
2.4 L’unità di misura dell’intervallo di tempo 12
2.5 L’unità di misura della massa 13
2.6 Multipli e sottomultipli 14
2.7 Notazione esponenziale scientifica
2.8 Ordini di grandezza
16
16
unità
3 La relazione fra le grandezze
Stop and go... Il Sistema Internazionale 17 3.1 La proporzionalità diretta fra le grandezze 44
3.2 La relazione di proporzionalità inversa 47
Metodi e strumenti di misura 3.3 La relazione quadratica 49
2.9 Come si esegue una misurazione 18 Laboratorio Dai dati sperimentali
2.10 Multipli e sottomultipli delle unità di area al grafico 50
e di volume 19
3.4 L’interpolazione e l’estrapolazione 51
2.11 Strumenti di misura e loro caratteristiche 20
In questa unità abbiamo imparato 53
scheda di tecnologia Il calibro 23 Problemi di fine unità 54
Laboratorio La misura del volume dei corpi 24 Verifica la tua preparazione 56
2.12 Misure di densità 25 Prova strutturata 57
2.13 Cifre significative di una misura 27 Soluzioni sezione a 58
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VI Indice

sezione b Fenomeni meccanici


unità
4 La misura delle forze unità
6 Le macchine semplici
4.1 Che cos’è una forza 60 Le leve e le carrucole
4.2 Come si misura una forza 61 6.1 Che cos’è una macchina 92
4.3 Il peso dei corpi 63 6.2 L’equilibrio di un’asta fulcrata al centro 93
4.4 Il peso specifico 63 6.3 Il momento di una forza 94
4.5 La taratura di una molla 64 6.4 Le leve 96
4.6 La forza elastica 65 6.5 Leva di secondo e terzo genere 97
4.7 Il dinamometro 66 6.6 Le carrucole 99
Laboratorio Studio dell’allungamento Stop and go... Le leve e le carrucole 100
di una molla 67
Forze applicate a un corpo rigido.
In questa unità abbiamo imparato 68 Il baricentro e l’equilibrio dei corpi
Problemi di fine unità 69 6.7 Forze applicate a un corpo rigido 102
Verifica la tua preparazione 70 6.8 Risultante di forze concorrenti 102
Prova strutturata 71 6.9 Risultante di forze parallele concordi 102
6.10 Risultante di forze parallele discordi 103
6.11 La coppia di forze 104
6.12 L’equilibrio del corpo rigido 105
6.13 La posizione del baricentro e l’equilibrio
dei corpi 107
Laboratorio Determinazione
unità
5 L’equilibrio delle forze del baricentro 107
Le operazioni con i vettori Stop and go... Forze applicate a un corpo
5.1 Il problema dell’equilibrio 72 rigido. Il baricentro e l’equilibrio dei corpi 109
5.2 Grandezze fisiche scalari e grandezze fisiche scheda di tecnologia Il sistema
vettoriali 73 biella-manovella 110
5.3 La somma delle forze 74 In questa unità abbiamo imparato 111
5.4 La scomposizione di un vettore 77 Problemi di fine unità 112
5.5 Esempi di calcolo delle componenti Verifica la tua preparazione 114
cartesiane di un vettore 78 Prova strutturata 115
5.6 La differenza di vettori 79
5.7 Il prodotto di un vettore per uno scalare 79
Stop and go... Le operazioni con i vettori 80
L’equilibrio di un punto e di un corpo appoggiato
unità
7 La pressione e l’equilibrio dei fluidi
5.8 La condizione di equilibrio di un punto materiale 81 Pressione e principio di Pascal
5.9 Il peso dei corpi 82 7.1 Forza e pressione 116
5.10 L’equilibrio di un corpo appoggiato su un piano 7.2 Il principio di Pascal 118
orizzontale 83 7.3 Un’applicazione del principio di Pascal:
5.11 L’equilibrio di un corpo appoggiato su un piano il torchio idraulico 119
inclinato 84 Stop and go... Pressione e principio
English for Physics 85 di Pascal 121
Stop and go... L’equilibrio di un punto Pressione atmosferica e pressione idrostatica
e di un corpo appoggiato 86 7.4 La pressione atmosferica 122
In questa unità abbiamo imparato 88 7.5 La legge di Stevin 123
Problemi di fine unità 89 7.6 Alcune conseguenze della legge di Stevin 124
Verifica la tua preparazione 90 7.7 La misura della pressione atmosferica 126
Prova strutturata 91 7.8 La spinta di Archimede 127
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Indice VII

7.9 Il galleggiamento dei corpi 128 Stop and go... Lo spazio percorso nel moto
scheda di tecnologia Le pompe rettilineo uniformemente accelerato 168
per i liquidi 130 In questa unità abbiamo imparato 170
Stop and go... Pressione atmosferica Problemi di fine unità 171
e pressione idrostatica 131 Verifica la tua preparazione 172
In questa unità abbiamo imparato 132 Prova strutturata 173
Problemi di fine unità 133
Verifica la tua preparazione 134
Prova strutturata 135
unità
10 I moti nel piano
Il moto circolare
10.1 Il sistema di riferimento per i moti nel piano 174
unità
8 Il moto rettilineo uniforme 10.2 La velocità e l’accelerazione sono grandezze
vettoriali 175
8.1 Lo studio del movimento 136
10.3 Il moto circolare uniforme 176
L aboratorio La rotaia a cuscino d’aria 137 10.4 La velocità tangenziale 178
8.2 Il punto materiale 137 10.5 L’accelerazione centripeta 179
8.3 Il sistema di riferimento 138 10.6 La velocità angolare 180
8.4 La traiettoria del moto 139
Stop and go... Il moto circolare 181
8.5 La posizione di un punto e la distanza percorsa 139
8.6 Velocità media di un punto 140 Il moto parabolico
8.7 Il diagramma orario e il calcolo della velocità 10.7 Il moto dei proiettili 182
media 142 10.8 La traiettoria del proiettile 182
8.8 Che cos’è il moto rettilineo uniforme 143 10.9 Il tempo di volo e la gittata del proiettile 183
8.9 La legge oraria e il diagramma orario del moto 10.10 La velocità del proiettile 184
rettilineo uniforme 143 Stop and go... Il moto parabolico 185
8.10 La legge oraria e il diagramma orario del moto In questa unità abbiamo imparato 186
rettilineo uniforme (caso generale) 145 Problemi di fine unità 187
English for Physics 146 Verifica la tua preparazione 188
In questa unità abbiamo imparato 147 Prova strutturata 189
Problemi di fine unità 148
Verifica la tua preparazione 150
Prova strutturata 151
unità
11 Le forze e il movimento
Le leggi della dinamica
11.1 La dinamica 190
unità
9 Iluniformemente
moto rettilineo
accelerato
11.2 Il principio di inerzia 190
11.3 La legge fondamentale della dinamica 192
La velocità nel moto rettilineo uniformemente 11.4 Massa e peso dei corpi 194
accelerato 11.5 La legge di gravitazione universale 195
9.1 Accelerazione di un punto materiale 152 11.6 Il terzo principio della dinamica 197
9.2 Grandezze cinematiche medie e istantanee 154 11.7 Le forze di attrito radente 197
9.3 Il moto rettilineo uniformemente accelerato 154 11.8 Una legge empirica per la forza di attrito
Stop and go... La velocità nel moto radente 198
rettilineo uniformemente accelerato 157 11.9 Forza di attrito per un corpo appoggiato
su un piano inclinato 200
Lo spazio percorso nel moto rettilineo 11.10 Le forze di attrito volvente 201
uniformemente accelerato Stop and go... Le leggi della dinamica 202
9.4 La legge oraria (con v0 = 0) 158
9.5 Il diagramma orario 159 Applicazioni delle leggi della dinamica
9.6 La legge oraria (caso generale) 161 11.11 Un’applicazione del principio di inerzia 204
9.7 Un’ulteriore equazione del moto accelerato 163 11.12 Il movimento di un corpo soggetto
9.8 Corpi che cadono al suolo 164 a una forza costante 204
9.9 Corpi lanciati verso l’alto 165 scheda di tecnologia La frenata 207
9.10 Interpretazione grafica delle grandezze 11.13 Il moto di un corpo lungo un piano
cinematiche medie e istantanee 166 inclinato (liscio) 208
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VIII Indice

11.14 Il moto di un corpo lungo un piano La conservazione dell’energia


inclinato (scabro) 208 12.10 L’energia si trasforma 240
Laboratorio Il piano inclinato di Galileo 209 12.11 Un esempio di trasformazione dell’energia
11.15 Un’applicazione delle leggi della dinamica meccanica 241
ai moti circolari: le forze centripete 209 12.12 L’energia meccanica si conserva 242
11.16 Alcuni esempi di movimento in cui 12.13 Il principio di conservazione dell’energia
interviene la forza centripeta 210 meccanica 242
11.17 Un’applicazione della legge di gravitazione 12.14 La conservazione dell’energia totale 244
universale: il moto dei satelliti 211 12.15 Il moto di un fluido ideale 245
Stop and go... Applicazione delle leggi scheda di tecnologia I sistemi
della dinamica 213 pneumatici e oleodinamici 246
English for Physics 214 12.16 La portata di un condotto 247
12.17 L’equazione di Bernoulli 248
Sistemi di riferimento inerziali e non inerziali
English for Physics 249
11.18 I sistemi di riferimento inerziali 215
11.19 Le equazioni di trasformazione di Galileo 215 scheda di tecnologia Le energie
11.20 Composizione delle velocità 217 rinnovabili: geotermica, eolica, da biomasse 250
11.21 I sistemi di riferimento non inerziali 218 Stop and go... La conservazione dell’energia 251
11.22 Le forze centrifughe 219 La conservazione della quantità di moto
Stop and go... Sistemi di riferimento inerziali 12.18 La quantità di moto 252
e non inerziali 221 12.19 Gli urti 253
scheda di tecnologia La regolazione 12.20 La conservazione della quantità di moto
del moto rotatorio 222 negli urti 253
In questa unità abbiamo imparato 223 12.21 La conservazione della quantità di moto
Problemi di fine unità 224 nei sistemi isolati 255
Verifica la tua preparazione 226 Stop and go... La conservazione
Prova strutturata 227 della quantità di moto 257
La conservazione del momento angolare
12.22 Dinamica del corpo rigido 258
12.23 Il moto traslatorio di un corpo rigido 258
12.24 Il moto rotatorio di un corpo rigido 259
unità
12 I principi di conservazione 12.25 L’energia cinetica di un corpo rigido
Il lavoro delle forze e l’energia meccanica in rotazione 260
12.1 Definizione di lavoro 228 12.26 Il momento angolare e la sua conservazione 262
12.2 Calcolo del lavoro quando la forza 12.27 Un esempio di conservazione del momento
non ha la direzione dello spostamento 230 angolare 262
12.3 La potenza 231 Stop and go... La conservazione
12.4 Il concetto di energia 231 del momento angolare 264
12.5 L’energia cinetica 232 In questa unità abbiamo imparato 265
12.6 Il teorema dell’energia cinetica 233 Problemi di fine unità 266
12.7 L’energia potenziale gravitazionale 234 Verifica la tua preparazione 268
12.8 L’energia potenziale elastica 236 Prova strutturata 269
12.9 L’energia meccanica 237 Soluzioni sezione b 270
Stop and go... Il lavoro delle forze Glossario generale 273
e l’energia meccanica 238 Indice analitico 275
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sezione
a

unità 1
Le scienze
sperimentali

© RCS LIBRI EDUCATION SPA


unità 2
Le grandezze
fisiche
unità 3
La relazione
fra le grandezze

Quanto è lontana Vega,


la stella in fotografia?
Come si misura la sua distanza?

Strumenti,
modelli e procedure
È necessario conoscere e saper operare con:

Le quattro operazioni aritmetiche


Le proprietà delle potenze
Le formule per l’area di figure piane e il volume di solidi
La rappresentazione di un punto su un asse cartesiano e nel piano cartesiano
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unità
1 Le scienze sperimentali
Obiettivi di apprendimento
• Descrivere le principali caratteristiche del metodo
scientifico-sperimentale
• Descrivere l’efficacia e i limiti del metodo scientifico-sperimentale
• Sviluppare la capacità di osservazione
• Imparare a formulare domande su un fenomeno fisico
• Formulare semplici ipotesi interpretative di fenomeni fisici osservati,
trarre alcune conseguenze e progettare la loro verifica sperimentale

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1.1 Che cosa studia la fisica
La fisica studia i fenomeni naturali ricercando le leggi che li governano.
Forse non ci crederete, ma gli scienziati hanno scoperto che tra qualunque
coppia di corpi agisce una forza di attrazione chiamata forza di gravità. Il
Figura 1 Un ingrandimento nostro peso non è altro che la forza di attrazione che la Terra esercita su di
del pianeta Nettuno. La sua noi. L’aspetto più sorprendente è che è possibile calcolare il valore di que-
temperatura superficiale è di sta forza mediante una relazione matematica scoperta da Newton nel XVII
circa –220 °C e il suo periodo secolo: la legge di gravitazione universale.
di rivoluzione intorno al Sole è
di 164,8 anni. La conoscenza delle leggi della natura permette non solo di spiegare quan-
to si osserva, ma anche di fare previsioni e scoprire nuovi fenomeni. In ba-
se ai calcoli svolti dagli astronomi Adams e Le Verrier, utilizzando la legge
di gravitazione universale, si fece la previsione dell’esistenza di un nuovo
pianeta del sistema solare che doveva trovarsi oltre l’orbita di Urano. Tale
pianeta venne osservato nel 1846. A esso fu dato il nome di Nettuno (fig. 1).
Un secondo esempio. La scoperta delle onde elettromagnetiche, grazie a cui
la televisione o il cellulare funzionano, fu una brillante conferma di quan-
to il fisico J.K. Maxwell aveva predetto per via puramente teorica.
Grazie allo studio della fisica sarai in grado di spiegarti il perché di molti com-
portamenti che osservi nella vita quotidiana, ad esempio perché tutti i cor-
pi cadono al suolo o perché quando percorriamo una curva in automobile
ci sentiamo spinti verso l’esterno della traiettoria.

1.2 Professione scienziato


(*) Il termine “metodo” de-
Le scoperte scientifiche che descriveremo nelle pagine di queste unità
riva dalle due parole della sono state compiute da scienziati. Attualmente in Italia sono dediti a
lingua greca metá e hodós questa professione decine di migliaia di persone, che dividono il loro im-
che significano “attraver- pegno tra le attività di ricerca e quelle di docenza nelle Università.
so” e “strada”. Letteral- Vi è una notevole varietà di attività e di ruoli in quella che, globalmente, chia-
mente significa “attraver-
so il cammino”. Nella lin-
miamo ricerca scientifica; tuttavia è possibile riconoscere nell’opera degli
gua italiana è utilizzato per scienziati un comune denominatore. Ciò che li distingue professionalmen-
indicare un procedimento te da altre categorie di lavoratori è il costante utilizzo nella loro attività del
da seguire. metodo (*) scientifico-sperimentale. Esso si è rivelato un potente ed effica-
ce metodo di indagine, capace di mostrare la concordanza fra le costruzio-
ni teoriche e la realtà dei fatti e conferendo alla scienza quel valore, non
0100_UD01.qxd 7-12-2006 14:52 Pagina 3

unità 1Le scienze sperimentali 3

solo puramente conoscitivo, ma anche pratico e applicativo che oggi è sot-


to gli occhi di tutti. È di questo metodo che vogliamo parlare.

1.3 L’eterna sete di conoscenza:


brani di documentazione
Le scienze della natura sono nate innanzitutto dal desiderio di conosce-
re il mondo che ci circonda e solo in un momento successivo sono state

Strumenti, modelli e procedure


rivolte alle applicazioni. A differenza delle altre specie viventi, l’uomo
ha una caratteristica singolare che lo rende unico in tutto l’Universo:
stiamo parlando della facoltà di domandarsi perché.
Tra le numerosissime documentazioni di questa facoltà, che si voglia
chiamare intelligenza o ragione o autocoscienza, ne abbiamo scelte alcu-
ne a scopo esemplificativo. Dopo aver letto ogni brano, individua chi è
l’autore (poeta, scienziato, filosofo...) e traduci in forma esplicita le prin-
cipali domande che ogni brano vuole esprimere.
Documenti

Brano n. 1
«È dunque il sole che fa ruotare i pianeti attorno a sé con la rotazione del suo corpo? E come può, essendo il sole
privo delle mani con cui potrebbe afferrare un pianeta così lontano, e, ruotando su se stesso, trascinarlo con sé?»
Johannes Kepler, Epitome Astronomiae Copernicanae, 1617, trad. di A. Koyré, in La révolution astronomique, Hermann,
Paris 1961

Brano n. 2
«Non è una questione indifferente se le ultime parti di un corpo, come l’acqua, sono tutte uguali, cioè di uguale
configurazione, di uguale peso, eccetera. Ciò che noi sappiamo non offre alcun motivo di supporre alcuna diversità
in questi caratteri particolari: esisterebbe nell’acqua, in quanto dovrebbe allo stesso modo trovarsi negli elementi
che costituiscono l’acqua, cioè l’idrogeno e l’ossigeno.»
John Dalton, A New System of Chemical Philosophy, trad. J. Guillerme, Manchester 1808

Brano n. 3
«Il mondo è diviso in spirito e materia, e, se lo è, che cos’è spirito e che cos’è materia? Lo spirito è soggetto alla ma-
teria o è investito di poteri indipendenti? L’universo ha un’unità di scopo? Sta evolvendo verso qualche meta? Vi so-
no realmente leggi di natura, o noi crediamo in esse soltanto per il nostro innato amore per l’ordine? […] A tali do-
mande non si può trovare risposta in laboratorio […] Lo studio di questi problemi, se non la loro soluzione, è com-
pito della filosofia.»
Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, vol. I, Longanesi, Milano 1966

Brano n. 4
«Spesso quand’io ti miro / Star così muta in sul deserto piano, / Che, in suo giro lontano, al ciel confina; / Ovver
con la mia greggia / Seguirmi viaggiando a mano a mano; / E quando miro in cielo arder le stelle; / Dico fra me
pensando: / A che tante facelle? / Che fa l’aria infinita, e quel profondo / Infinito seren? Che vuol dir questa / Soli-
tudine immensa? ed io che sono?»
Giacomo Leopardi, “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, in Canti, BUR, Milano 1991

1.4 La scienza moderna


Il brano di Russell che abbiamo letto nel paragrafo precedente termina af-
fermando che alle domande tipiche della filosofia non si può rispondere
andando in laboratorio. Certamente, ma è anche vero che alle domande
caratteristiche delle scienze sperimentali non si risponde mediante la fi-
losofia.
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4 sezione a Strumenti, modelli e procedure


Galileo Galilei (1564-1642) (fig. 2), stu-
diando il movimento dei corpi, fondò la
scienza moderna e il suo metodo di inda-
gine. Quali sono, sinteticamente, le tappe
di questa nuova strada per l’indagine della
natura?
Chiediamoci innanzitutto: Galileo che co-
sa vuole studiare della realtà che cade sot-
to i nostri sensi?
Quali aspetti intende indagare?
Egli stesso ci suggerisce la risposta nel se-
guente brano.
«Perché, o noi vogliamo specolando tentar
di penetrar l’essenza vera ed intrinseca
a) b)
delle sustanze naturali; o noi vogliamo
Figura 2 a) Ritratto di Galileo contentarci di venir in notizia d’alcune loro affezioni. Il tentar l’essenza,
Galilei. b) Frontespizio di una l’ho per impresa non meno impossibile e per fatica non men vana nelle
delle due opere principali di
Galileo: il Dialogo sopra i due
prossime sustanze elementari che nelle remotissime e celesti…»
massimi sistemi del mondo, Dalla III Lettera, “Delle macchie del Sole”, G. Galilei, in Opere, vol. V,
pubblicato nel 1632.
Giunti-Barbera, Firenze 1929

La ricerca di Galileo non è più quella filosofica dell’essenza delle


cose, ma la descrizione dei fenomeni naturali tramite quelle loro
caratteristiche che appaiono misurabili.

In una delle sue opere principali, Discorsi e dimostrazioni intorno a due


nuove scienze, egli si occupa del movimento dei corpi in vicinanza della
Terra e, in particolare, esamina il moto di caduta libera al suolo e quello
dei proiettili (fig. 3).
In questo studio, Galileo prende in considerazione le qualità misurabili dei
corpi: ad esempio gli spazi percorsi, i tempi impiegati per percorrerli, la ve-
locità, il peso ecc., e definisce queste caratteristiche primarie od oggettive.
Altre qualità dei corpi che non sono misurabili, come ad esempio l’utilità,
la versatilità o le qualità estetiche vengono escluse in quanto ritenute sog-
gettive.

Figura 3 a) Ripresa fotografi-


ca di una pallina che cade al
suolo in verticale. b) La traiet-
toria di una pallina lanciata con
una velocità parallela al suolo.
Le fotografie sono state scatta-
te a intervalli uguali di tempo.
Si noti il carattere accelerato
del movimento. a) b)
0100_UD01.qxd 7-12-2006 14:52 Pagina 5

unità 1 Le scienze sperimentali 5

La grande rivoluzione galileiana, che fonda la scienza in senso moderno,


Quali sono
consiste nella separazione della realtà in ciò che è oggettivo, cioè misu-
le principali innovazioni
rabile, da ciò che non lo è, e che quindi è ritenuto soggettivo.
introdotte da Galileo
Conseguenza di questa scelta, è che gli aspetti misurabili della realtà so-
nello studio della
no anche quelli che possono essere trattati matematicamente, cioè de-
natura rispetto
scritti mediante il linguaggio matematico.
al modo di procedere
In un celebre brano, Galileo si esprime in proposito con queste parole:
dei filosofi?
«La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta
aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se

Strumenti, modelli e procedure


prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è
scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi,
ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne u-
manamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro la-
berinto.»
G. Galilei, Il Saggiatore, in Id., Opere, vol. I, UTET, Torino 1996

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Attenendosi alle qualità misurabili di un fenomeno si possono an-
che fare previsioni circa il suo svolgimento.

Ad esempio, studiando come i corpi cadono al suolo, Galileo ipotizza che


si tratti di un movimento rettilineo con accelerazione costante. La tratta-
zione matematica del fenomeno porta alla conseguenza (vedi unità 9)
che esso si deve svolgere secondo una legge matematica ben precisa,
espressa dalla relazione: s = (1/2)gt2. Gli spazi percorsi sono diretta-
mente proporzionali ai quadrati dei tempi: se in un intervallo di tempo t
il corpo percorre uno spazio s, in un tempo di caduta doppio il corpo per-
correrà uno spazio quattro volte maggiore. È questa legge oraria che
Galileo sottoporrà alla prova dell’esperimento con la famosa esperienza
del piano inclinato e dell’orologio ad acqua (vedi unità 9), ottenendo
conferma delle ipotesi formulate.

1.5 La sperimentazione
In una sua lettera Galileo afferma:
«Tra le sicure maniere per conseguire la verità è l’anteporre l’esperienze a
qualsivoglia discorso, essendo noi sicuri che in esso, almanco coperta-
mente, sarà contenuta la fallacia, non sendo possibile che una sensata
esperienza sia contraria al vero.»
G. Galilei, Lettera a Fortunio Liceti in Opere, vol. I, pag. 974, UTET, Torino
1996

Le scienze sperimentali procedono mediante due strumenti fonda-


mentali: quello delle ipotesi e delle costruzioni teoriche e quello
dell’esperimento.

Dopo aver preso in esame gli aspetti misurabili di un certo fenomeno,


si formulano alcune ipotesi e si cerca di costruire una teoria che possa
spiegare i comportamenti osservati. Si cerca anche di dedurre, a partire
dalle ipotesi formulate, il maggior numero possibile di conseguenze e di
prevedere quali tipi di fenomeni la teoria implichi.
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6 sezione a Strumenti, modelli e procedure


Le previsioni di una certa teoria vengono sottoposte al vaglio dell’espe-
rimento, che le può confermare o contraddire. In quest’ultimo caso, le i-
potesi con le quali si intendeva spiegare il fenomeno debbono essere
cambiate.

Per “esperimento” si intende la riproduzione in laboratorio di un


fenomeno in modo da osservarlo nelle condizioni più favorevoli
e verificare il suo andamento in rapporto alle previsioni della
teoria.

Dopo Galileo la capacità di sperimentazione è cresciuta a dismisura, co-


sicché l’uomo può mettere alla prova le sue teorie e giungere, mediante
la sperimentazione, a nuove ulteriori conquiste.
I risultati degli esperimenti possono essere controllati anche da altri ri-
cercatori in altre parti del mondo, e così venire confermati o contraddet-
ti. Una caratteristica importante della conoscenza scientifica è la sua ri-
producibilità: ripetendo le stesse condizioni sperimentali, anche in luo-
ghi differenti del pianeta, i risultati degli esperimenti non cambiano.
Il metodo scientifico-sperimentale è un metodo efficacissimo e potentissi-
mo (anche tristemente potente, se pensiamo alla bomba atomica, che di que-
sto metodo è un prodotto).
Esso tuttavia non esaurisce la ricchezza della realtà e del pensiero, ha un cam-
po di applicazione particolare e richiede una preventiva astrazione da tutto
ciò che della realtà non è matematizzabile.
Il significato delle azioni, i comportamenti (si pensi ad esempio a quelli che
investono la sfera affettiva o delle decisioni) non sono suscettibili di esse-
re trattati mediante questo metodo e non deriveranno mai dai risultati di un’a-
nalisi chimica o fisica. Le testimonianze della stragrande maggioranza de-
Figura 4 Ricercatori al lavoro gli scienziati mostrano che ognuno di loro, anche quando ha trovato, per
in laboratorio. mezzo del metodo scientifico, la risposta a ciò che specificamente cer-
cava, non ha esaurito i propri interrogativi riguardo al reale e al suo
significato.
Una seria riflessione sulla propria attività fa dire a Einstein:
«La cosa più incomprensibile del mondo è che esso sia com-
prensibile», e potrebbe far dire a ciascuno di noi: “Perché
esistono le leggi fisiche? Perché l’Universo è ordinato?”.
Queste sono domande non scientifiche, ma profonda-
mente e irriducibilmente razionali; a esse non si ri-
sponde applicando il metodo scientifico-sperimentale,
ma impegnando la ragione secondo una sua più ampia
e originale modalità.
Documenti

«In questa epoca gli uomini stanno provando l’esperienza emozionante che si ha quando si cerca di indovinare il mo-
do in cui la natura si comporterà in una nuova situazione mai vista prima. Da esperimenti e informazioni in un cer-
to campo si può indovinare quello che accadrà in una regione che nessuno ha ancora esplorato. Che cosa c’è nella na-
tura che permette che questo accada, rendendo possibile indovinare, conoscendo una parte, come si comporterà il re-
sto? Questa è una domanda non scientifica, cui non so rispondere, e perciò darò una risposta non scientifica: io cre-
do che è perché la natura ha in sé una grande semplicità e perciò una grande bellezza.»
Richard Feynman, La legge fisica, Boringhieri, Torino 1971

«La scienza conduce dunque ad un punto oltre il quale non ci può più guidare. Ma appunto perché essa ci indica que-
sto limite e lo riconosce, può a buon diritto pretendere che le venga riconosciuta la preminenza in quei campi in cui
essa sola è signora.»
Max Planck
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unità 1 Le scienze sperimentali 7

1.6 L’imprevisto e l’intuizione


Nel paragrafo precedente abbiamo descritto i tratti essenziali del metodo di
indagine galileiano. Visto nella progressione delle sue fasi (osservazione di
un fenomeno, ipotesi di spiegazione, previsioni ed esperimento), potrebbe
sembrare un procedimento quasi di tipo meccanico che, una volta avviato,
porta inevitabilmente a dei risultati, senza l’intervento di altri fattori.
Invece non è così. Innanzitutto vogliamo far notare come l’imprevisto
giochi un ruolo rilevante nel progresso della conoscenza scientifica.
Molte importanti scoperte sono avvenute per caso, nel senso che si è

Strumenti, modelli e procedure


trovato qualcosa che non si stava cercando. Come esempi possiamo ci-
tare la scoperta della radioattività o quella della radiazione fossile che
si rivelò utile per la comprensione dell’origine dell’Universo.
La scoperta della radioattività avvenne nei primi mesi del 1896, quando
Henry Becquerel osservò che alcune lastre fotografiche riposte in un cas-
setto insieme a dei sali d’uranio erano rimaste impressionate da una
misteriosa radiazione che si emanava dall’uranio. Questo fu il punto di
partenza per l’individuazione delle sostanze radioattive, come l’uranio, il
polonio, il radio e molte altre, che emettono particolari
radiazioni classificate in radiazioni alfa, beta e gamma. Ai
nostri giorni, le sostanze radioattive sono impiegate, oltre
che per scopi scientifici, anche in alcune terapie mediche.
Bisogna comunque notare che nella scienza il caso favori-
sce solo chi ha una mente preparata, in grado di ricono-
scere una novità inaspettata e accogliere l’invito a inda-
garne le implicazioni.
La seconda osservazione è che la formulazione di una
legge o di un’ipotesi interpretativa è sempre frutto dello
spirito creativo del ricercatore. Essa è certamente sugge-
rita dall’esperienza, come punto di convergenza di nume-
rosi indizi, ma non è mai imposta in modo univoco e
diretto dall’esperienza. Enrico Fermi (fig. 5), inventore
nel 1942 della pila atomica, racconta con queste parole
una sua importante scoperta del 1934, cioè la capacità
della paraffina di rallentare un fascio di neutroni emessi
da una sorgente radioattiva.

«Stavamo lavorando molto intensamente sui neutroni e i


risultati che ottenevamo erano incomprensibili. Un giorno
Figura 5 Enrico Fermi (1901- andando al laboratorio pensai che avrei dovuto osservare
1954). l’effetto d’assorbimento dei neutroni da parte del piombo, ma invece di
usare un pezzo di piombo qualunque ne feci preparare uno lavorato con
precisione. Sembrava che ci fosse qualcosa che non mi andava bene nel-
l’esperienza progettata e cercavo delle scuse per rimandarne l’esecuzione.
Quando, finalmente, stavo per cominciare le misure, mi dissi: “No, quello
che voglio qui non è un pezzo di piombo, ma uno di paraffina”. Fu pro-
prio un’ispirazione improvvisa, senza una ragione premeditata.»
E. Fermi, in AA.VV. Da Democrito ai quark, le grandi intuizioni della Fi-
sica, pag. 72, Itaca Libri, Castel Bolognese

I neutroni, rallentati dall’interazione con i nuclei di idrogeno della paraf-


fina, sono più efficaci nell’indurre la radioattività artificiale degli elementi
bersaglio. Si tratta di un’importante scoperta perché apre la strada alla
produzione di isotopi radioattivi artificiali da utilizzare come traccianti
per scopi fisici, biologici e chimici.
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8 sezione a Strumenti, modelli e procedure


English for Physics Scheda n. 1
Albert Einstein (1879-1955)
Read the following text
Albert Einstein was born in Ulm,
Vocabulary
Germany, in 1879. He is considered one • free time = tempo libero
of the greatest scientists of all times • remarkable = notevole,
thanks to his intelligence and because of ragguardevole,
his famous theories. straordinario
• photoelectric effect =
After graduating in 1901 from the effetto fotoelettrico
Polytechnic of Zurich, he started to • stream = sciame
work as an examiner in the Bern Patent • to be awarded = essere
Office and studied physical problems in premiato con

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his free time. Much of his remarkable • electromagnetic wave =
work on the relativity theory was onda elettromagnetica
produced in this period.

The most popular among Einstein’s revolutionary ideas is the one


about the equivalence between mass and energy, expressed by the
equation E = mc2, which explains how to produce nuclear energy.
However, his discovery was not recognized by the scientific world at
first. In fact he was only awarded the Nobel prize for Physics in 1921
for his work on the photoelectric effect published in 1905.
Einstein also demonstrated that light has a double nature: sometimes
it behaves as an electromagnetic wave, and sometimes it behaves as a
stream of energy particles known as photons.

In 1933 he left Nazi Germany and he emigrated to the United States,


where he became Professor of Theoretical Physics at the University of
Princeton where he died in 1955. Comprehension
Multiple choice
Albert Einstein was born:
a in Germany
b in Switzerland
c in the United States

After his studies, Albert


Einstein worked as patent
examiner:
a in Germany
b in Switzerland
c in the United States

Einstein won the Nobel pri-


ze in Physics for his work
on:
a the atomic bomb
b the theory of relativity
c the photoelectric effect
“In the world of Physics there are endless solutions”
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unità 1 Le scienze sperimentali 9

Problemi di fine unità


1. Immagina di intervistare uno scienziato. Chi c) Dalla cima della torre spariamo contempora-
vorresti intervistare? neamente due proiettili lungo la linea orizzontale,
Quali sono le domande più significative che ma con velocità diverse: quale dei due arriva pri-
vorresti rivolgere? ma al suolo?

2. Sei pre o post galileiano?


«In un buon romanzo giallo gli indizi più appariscenti

Strumenti, modelli e procedure


sogliono condurre a falsi sospetti. Similmente nel no- v1
stro intento di comprendere le leggi della natura, ac-
cade non di rado che la spiegazione intuitiva più ov- v2
via induca in errore.»
Albert Einstein
Sollecitati da questa affermazione di Einstein, vo-
gliamo metterti alla prova proponendoti i seguenti
quesiti. Verificando la correttezza delle risposte, puoi
riconoscere se il tuo modo di fare previsioni è in ac-
cordo o meno con le leggi della fisica.
a) È proprio vero che per mantenere in movi-
mento un corpo occorre una forza? Se gli atleti
smettono di spingere il bob, esso si ferma?

d) Lanciamo verso l’al- ? ?


to, in verticale, una palla
di legno e una di bronzo,
con la stessa velocità i-
niziale v0 . Quale delle
due arriva più in alto?

v0 v0

palla di palla di
legno bronzo
b) Saliamo in cima a una torre e, nello stesso i-
stante, lasciamo cadere una palla di piombo al
suolo e lanciamone una seconda in orizzontale: e) Due cilindri, il primo completamente pieno di
quale delle due arriverà prima al suolo? sabbia e il secondo riempito solo parzialmente, so-
no lasciati liberi alla stessa quota di un profilo
curvo e compiono un movimento oscillatorio.
Quale dei due si fermerà per primo?
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unità
2 Le grandezze fisiche
È necessario conoscere e saper operare con:
• Le quattro operazioni aritmetiche
• Le proprietà delle potenze
• Le formule per l’area di figure piane e il volume di solidi

Obiettivi di apprendimento
• Descrivere le grandezze del SI, i loro simboli e le loro unità si misura
• Riconoscere le grandezze fisiche derivate e quelle fondamentali
• Operare con i multipli e i sottomultipli decimali delle unità di misura
• Scrivere un numero nella notazione esponenziale scientifica

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• Eseguire misure di lunghezza, di superficie, di volume, di massa e di
densità, utilizzando in modo corretto gli strumenti e valutando
l’incertezza della misura

Il Sistema Internazionale
2.1 Grandezze fisiche e loro misura
Molte attività della vita quotidiana richiedono l’esecuzione di misurazio-
ni. Per acquistare una cartelletta da disegno è necessario misurare dappri-
ma la lunghezza e la larghezza dei fogli che vi devono essere contenuti.
Per misurare una lunghezza solitamente utilizziamo strumenti di misura
tarati, come ad esempio un righello, una riga o un metro a nastro. Si
tratta di oggetti che riproducono su un’apposita scala graduata l’unità di
misura delle lunghezze.

Misurare la lunghezza di un oggetto significa confrontare la sua lun-


ghezza con una lunghezza campione, assunta come unità di misura.

Quali sono tre qualità Ogni misura si indica con un numero e una unità di misura, ad esempio
misurabili di un tavolo? un tavolo è lungo 3 m. Il numero esprime il rapporto numerico fra la
grandezza misurata e l’unità di misura. Con riferimento alla figura 1, se
la lunghezza del segmento u è l’unità di misura prescelta, diremo che la
lunghezza del segmento AB vale 3 u, cioè tre volte l’unità di misura.
A B u
a)
Figura 1 Misurare la lunghez-
za di un oggetto significa con-
frontare la sua lunghezza con
l’unità di misura. Il segmento A B u
AB misura 3 u, cioè la sua lun-
ghezza è tre volte quella dell’u- b)
nità di misura. u u u

È possibile misurare non solo la lunghezza di un oggetto, ma anche mol-


te altre sue caratteristiche.
0110_UD02.qxd 7-12-2006 14:54 Pagina 11

unità 2 Le grandezze fisiche 11

Si definiscono grandezze fisiche tutte le caratteristiche misurabili


di un oggetto.

Ad esempio, riferendoci a una moto, sono grandezze fisiche la velocità,


la potenza del motore, il peso del veicolo, la temperatura dei gas di sca-
rico, il raggio delle ruote… e molte altre.

2.2 Il Sistema Internazionale

Strumenti, modelli e procedure


In Italia, il decreto n. 802 del Presidente della Repubblica del 12 agosto
1982 ha prescritto l’introduzione e l’uso del Sistema Internazionale (in
sigla SI) in tutte le attività del nostro paese che comportano la necessità
di eseguire misurazioni.
Il Sistema Internazionale svolge due funzioni:
a) definisce le grandezze fisiche fondamentali e le loro unità di misura;
b) stabilisce le unità di misura di tutte le grandezze fisiche che, non es-
sendo state scelte come fondamentali, vengono chiamate derivate.
Le grandezze fondamentali sono sette e sono elencate nella tabella 1 in-
sieme ai loro nomi, alle loro unità di misura e ai loro simboli.

Tabella 1 Le grandezze fondamentali del Sistema Internazionale


Nome della grandezza Unità di misura Simbolo
lunghezza metro m
massa kilogrammo kg
intervallo di tempo (durata) secondo s
Quali sono
intensità di corrente elettrica ampere A
le grandezze
temperatura kelvin K
fondamentali
quantità di sostanza mole mol
del Sistema
intensità luminosa candela cd
Internazionale?

Il simbolo dell’unità di misura deve seguire il valore numerico, come nel


seguente esempio: il tavolo è lungo 1,8 m.
Le grandezze fisiche che non sono elencate nella tabella 1 sono le gran-
dezze derivate. Si noti che
A pprofondimento

Il simbolo dell’unità di le unità di misura delle grandezze derivate si ottengono combinan-


misura viene scritto con do fra loro le unità fondamentali.
la lettera maiuscola quan-
do è l’iniziale del nome
di uno scienziato (Lord Un esempio di grandezza derivata è la velocità media, definita come il
Kelvin, fisico inglese che rapporto fra lo spazio Δs (leggi “delta esse”) percorso in un certo inter-
contribuì alla compren- vallo di tempo Δt (leggi “delta ti”) e l’intervallo di tempo medesimo, se-
sione dei fenomeni termi-
ci, da cui il simbolo K per
condo la formula:
il grado di temperatura;
Δs
A.M. Ampère, fisico fran- vm =
cese che studiò i fenome- Δt
ni elettrici e magnetici,
da cui il simbolo A per
Si noti che l’unità di misura della velocità nel SI deriva da quelle della
l’intensità della corrente lunghezza e dell’intervallo di tempo. L’unità di misura della velocità è il
elettrica). metro al secondo (simbolo m/s, oppure m·s–1), ottenuta dividendo l’unità
della lunghezza (metro) per quella dell’intervallo di tempo (secondo).
Altri esempi di grandezze fisiche derivate sono l’area, il volume e la
densità. Le grandezze fisiche derivate sono numerosissime e imparere-
mo a conoscerle di volta in volta.
0110_UD02.qxd 7-12-2006 14:54 Pagina 12

12 sezione a Strumenti, modelli e procedure


2.3 L’unità di misura della lunghezza
L’unità di misura della lunghezza è il metro. Verso la fine del XVIII seco-
lo, ai tempi della Rivoluzione francese, si effettuò per la prima volta la
misura della lunghezza del meridiano terrestre e si definì il metro come
la quarantamilionesima parte di tale lunghezza.
In seguito si riprodusse la lunghezza di 1 m su una barra di una lega
particolarmente resistente, il platino-iridio: questa barra costituisce il
metro campione (fig. 2).

Figura 2 Metro campione di


Megele (Milano, XIX secolo; dal-
la collezione del Museo degli
Strumenti Antichi dell’INAF – Os-
servatorio Astronomico di Ca-
podimonte).

Nel 1987 si ottenne una nuova definizione del metro fondata non più su
un campione materiale, ma sul valore della velocità della luce che, nello
Come è definita l’unità spazio vuoto, si propaga alla velocità costante di 299 792 458 m/s (circa
di misura della 300 000 km/s).
lunghezza? La nuova definizione è la seguente:

il metro è la lunghezza del percorso che la luce compie nel vuoto


nell’intervallo di tempo pari a 1/299 792 458 s.

Per giustificare questa affermazione torniamo alla formula del paragrafo


precedente vm = Δs/Δt e ricaviamo la formula inversa per calcolare l’in-
tervallo di tempo Δt. Otteniamo: Δt = Δs/vm. Sostituendo in questa for-
mula possiamo calcolare il tempo impiegato dalla luce per percorrere la
distanza di 1 m. Infatti otteniamo:
1m
Δt = ––––––––––––––––––– = 0,00000000333 s
299 792 458 m/s
cioè circa tre miliardesimi di secondo!
Possiamo affermare che il metro è la distanza percorsa dalla luce in tre
miliardesimi di secondo.

2.4 L’unità di misura dell’intervallo di tempo


L’intervallo di tempo è la grandezza fisica che indica la durata di un fe-
nomeno. Quando affermiamo di aver dormito otto ore, indichiamo una
misura di intervallo di tempo, cioè esprimiamo che un certo fenomeno
(il sonno) ha avuto una durata di otto ore.
Il simbolo dell’intervallo di tempo è Δt e la sua unità di misura nel SI è il
secondo (simbolo s).
Per la definizione dell’unità di misura dell’intervallo di tempo si fece ini-
zialmente ricorso al moto di rotazione della Terra su se stessa. Si definì
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unità 2 Le grandezze fisiche 13

giorno solare il tempo impiegato dalla Terra per compiere una rotazione
Come è definita l’unità completa su se stessa (rispetto al Sole). Quindi,
di misura
dell’intervallo si definì il secondo come la 86 400a parte del giorno solare me-
di tempo? dio.

Anche se non ammesse dal SI, sono ancora in uso le seguenti unità per
la misura degli intervalli di tempo:
1 minuto (simbolo min) = 60 s

Strumenti, modelli e procedure


1 ora (simbolo h) = 60 min = 3600 s
1 giorno (simbolo d) = 24 h = 86 400 s
Per misurare la durata di un fenomeno si confronta l’intervallo di tempo
campione con la durata del fenomeno in esame. Gli strumenti costruiti
appositamente per permettere questo confronto sono gli orologi.
Dagli anni Cinquanta del secolo scorso per le misure di tempo si sfrutta-

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no fenomeni del mondo atomico che avvengono con alta regolarità. In
particolari condizioni, gli atomi che costituiscono le sostanze emettono
radiazione elettromagnetica (la luce ne è un esempio) avente un carat-
teristico comportamento oscillatorio estremamente regolare nel tempo.
Attualmente

il secondo è definito come l’intervallo di tempo la


cui durata è pari a quella di 9192 631 770 oscillazio-
ni della radiazione emessa da un particolare atomo,
il cesio.

Presso l’Istituto Galileo Ferraris di Torino è depositato l’oro-


logio atomico che fornisce il segnale orario a tutto il territo-
rio italiano (fig. 3).

Figura 3 L’orologio atomico dell’Istituto Galileo Ferraris di Torino.

2.5 L’unità di misura della massa


La massa è una grandezza fisica fondamentale del SI e indica la quantità
di materia di cui un corpo è costituito. È una proprietà intrinseca di o-
gni corpo e non cambia se mutano le condizioni esterne a esso. Ad e-
sempio, la massa di un mattone non cambia se esso viene posto al pri-
mo, al decimo o al ventesimo piano di un edificio, e non cambierebbe
neanche se si riuscisse a portarlo nello spazio o su un altro pianeta.
La massa di un corpo si determina con la bilancia; l’unità di misura del-
la massa è il kilogrammo (simbolo kg).

Il kilogrammo è definito come la massa di 1 dm3 di acqua distilla-


ta alla temperatura di 4 °C e alla pressione di un’atmosfera.
Figura 4 Il kilogrammo cam-
pione. In base a questa definizione è stato poi costruito il campione di massa,
cioè un cilindretto di platino avente la massa di 1 kg (fig. 4).
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14 sezione a Strumenti, modelli e procedure


Al giorno d’oggi la definizione della massa si fonda ancora sul confronto
con quel corpo campione.
Nella vita quotidiana spesso si confonde la massa con il peso. In passato
sulle confezioni alimentari si leggevano facilmente frasi del tipo “peso net-
to: 500 g”. In realtà il valore di 500 g corrisponde alla massa del prodotto.
Come impareremo nell’unità 4, il peso di un corpo è la forza di attra-
Come è definita l’unità zione che la Terra esercita su di esso e varia a seconda della distanza fra
di misura della massa? il corpo e il centro della Terra.

2.6 Multipli e sottomultipli


Fissate le unità di misura delle grandezze fisiche, si è proceduto alla de-
finizione dei loro multipli e sottomultipli.
Il Sistema Internazionale è un sistema di misura di tipo decimale, cioè
utilizza multipli e sottomultipli decimali delle unità di misura.
Nella tabella 2 si riportano i prefissi che si utilizzano per indicare i mul-
tipli e i sottomultipli decimali delle unità di misura.
Ad esempio, con riferimento alle lunghezze, la decima parte del metro
si chiama decimetro (0,1 m = 1 dm), la centesima parte del metro è il
centimetro (0,01 m = 1 cm), la millesima parte del metro è il millimetro
(0,001 m = 1 mm) e così via. Il simbolo del prefisso deve precedere
quello dell’unità di misura.
Ad esempio, una lunghezza di 0,003 m corrisponde a 3 mm, mentre una
distanza di 21 000 m è uguale a 21 km.

Tabella 2 Multipli e sottomultipli delle unità di misura


Fattore di moltiplicazione Prefisso
nome simbolo
1 000 000 000 000 = 1012 tera T
9
1 000 000 000 = 10 giga G
1 000 000 = 106 mega M
1 000 = 103 kilo k
100 = 102 etto h
10 = 101 deca da
0,1 = 10–1 deci d
–2
0,01 = 10 centi c
0,001 = 10–3 milli m
0,000 001 = 10–6 micro µ
Quali sono i multipli
0,000 000 001 = 10–9 nano n
e i sottomultipli
–12
del metro? 0,000 000 000 001 = 10 pico p

Quando il risultato di una misurazione è un numero molto grande o


molto piccolo non conviene scriverlo per esteso, ma è preferibile espri-
merlo mediante i multipli o i sottomultipli dell’unità di misura. Per far
ciò è necessario dapprima scrivere il numero utilizzando le potenze in
base 10 e quindi sostituire la potenza con il prefisso corrispondente.
Ad esempio, se la lunghezza di una strada è 12 000 m possiamo scrivere
il risultato in questo modo:
12 000 m = 12 × 1000 m = 12 × 103 m = 12 km
in quanto (vedi tabella 2) il fattore moltiplicativo 103 corrisponde al pre-
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unità 2 Le grandezze fisiche 15

fisso -kilo. Se il numero è inferiore all’unità si utilizzano le potenze in


base 10 con esponente negativo.
Ricordiamo la nozione di potenza in base 10 con esponente negativo.
Per definizione:
1
10–n = ––––––
10+n
con n numero intero naturale.
Ad esempio, se lo spessore di una lastra di vetro vale 0,004 m scriviamo:
0,004 m = 4 × 0,001 m = 4 × 10–3 m = 4 mm

Strumenti, modelli e procedure


Nelle seguenti tabelle si riportano i nomi dei multipli e dei sottomultipli
delle unità di lunghezza e di massa.

Tabella 3
Misure di lunghezza
Nome kilometro ettometro decametro metro decimetro centimetro millimetro

Simbolo km hm dam m dm cm mm
Fattore
moltiplicativo 1000 100 10 1 0,1 0,01 0,001

Tabella 4
Misure di massa
Nome kilogrammo ettogrammo decagrammo grammo decigrammo centigrammo milligrammo

Simbolo kg hg dag g dg cg mg
Fattore
moltiplicativo 1000 100 10 1 0,1 0,01 0,001

Fra i multipli del kilogrammo ricordiamo anche i seguenti tre:


il miriagrammo (simbolo Mg). Vale la relazione: 1 Mg = 10 kg;
il quintale (simbolo q). Vale la relazione: 1 q = 100 kg;
la tonnellata (simbolo t). Vale la relazione: 1 t = 1000 kg.

Esercizio risolto Esegui le seguenti equivalenze utilizzando gli schemi.


53,2 m = ............... mm

km hm dam m dm cm mm
5 3 2 0 0
quindi: 53,2 m = 53 200 mm.
24 dg = ............... hg

kg hg dag g dg cg mg
0, 0 2 4
quindi: 24 dg = 0,024 hg.

Ora prova tu 15 cm = .................... m 750 m = .................... km 35 mm = ................... cm


4 kg = .................... hg 3 hg = .................... g 250 g = .................... hg
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16 sezione a Strumenti, modelli e procedure


2.7 Notazione esponenziale scientifica
Quando il risultato di una misurazione è espresso mediante il prodotto di
un numero, la cui parte intera sia compresa fra 1 e 9, e di una potenza in
base 10, si dice che è scritto nella notazione esponenziale scientifica.
Il numero 2,819 · 10–15 è scritto in notazione esponenziale poiché è il
prodotto del numero 2,819 per la potenza 10 –15. Invece il numero
28,19 · 10–16 non lo è, poiché la parte intera di 28,19 vale 28 e 28 non è
un numero compreso fra 1 e 9.
In generale la scrittura esponenziale di un numero (o notazione scientifi-
ca) è la seguente:
Quando un numero a, b c d… · 10 n
è scritto nella con 1 ≤ [a] ≤ 9; b, c, d… cifre decimali, n un numero intero positivo o
notazione esponenziale negativo.
scientifica? Le calcolatrici scientifiche rappresentano i numeri in questo modo.

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Esercizio risolto Scrivi i seguenti numeri mediante la notazione esponenziale scientifica:
185 000; 3 125 000; 0,0024; 23,9 · 103; 0,005 · 10–2

Soluzione 185 000 = 1,85 · 105


Per passare da 185 000 a 1,85 abbiamo dovuto dividere per 100 000 = 105. Per ri-
spettare l’uguaglianza dobbiamo moltiplicare 1,85 per 105. Negli altri casi otteniamo:
3 125 000 = 3,125 · 106
0,0024 = 2,4 · 10–3
23,9 · 10 = 2,39 · 101 · 103 = 2,39 · 104
3

0,005 · 10–2 = 5 · 10–3 · 10–2 = 5 · 10–5

2.8 Ordini di grandezza


Quando un numero è scritto nella notazione esponenziale è molto sem-
plice stimare il suo ordine di grandezza.

L’ordine di grandezza di un numero è un’approssimazione del nu-


mero e indica la potenza del dieci più vicina al numero dato.

elettrone Prima di ricavare l’ordine di grandezza di un numero dato occorre ap-


10
–10
m
prossimarlo alla potenza del dieci che più gli si avvicina.
Riprendendo gli esempi già fatti, il raggio della Terra misura 6 370 000 m
protone
che, scritto nella notazione esponenziale, diventa 6,37 · 106 m. Poiché
6,37 è maggiore di 5, lo approssimiamo a 10 e scriviamo che il valore
approssimato del raggio terrestre è 107 m, poiché 107 è la potenza del
Figura 5 Modello di un ato- dieci più vicina a 6,37 · 106; l’ordine di grandezza del raggio terrestre è
mo di idrogeno. L’elettrone si pertanto 107 m. Il raggio dell’atomo di idrogeno, scritto in notazione e-
muove intorno al nucleo a una
distanza di circa 10 –10 m.
sponenziale, vale 5,29 · 10–11 m che, arrotondato per eccesso, diventa
10 · 10–11 m, cioè 10–10 m. L’ordine di grandezza del raggio dell’atomo di
idrogeno è quindi 10–10 m (fig. 5).

Se il numero esprime il risultato di una misurazione, il suo ordine di


grandezza deve sempre essere accompagnato dall’unità di misura.
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unità 2 Le grandezze fisiche 17

Stop
and go ... Il Sistema Internazionale
Quesiti a risposta aperta Quesiti a risposta multipla
1. Quali sono le caratteristiche che un buon cam- 3. L’unità di misura di una grandezza fisica è:
pione di misura dovrebbe avere? a. sempre un segmento
b. una parte della grandezza da misurare
c. omogenea alla grandezza

Strumenti, modelli e procedure


d. un multiplo della grandezza
2. Immaginiamo di costruire un campione per la mi-
sura della lunghezza utilizzando i seguenti mate- 4. La scrittura “Il Monviso è alto 3841 m” è:
riali: un cartoncino, una fettuccia di cotone, un e- a. corretta
lastico, un’assicella di legno. Commenta ogni b. sbagliata perché si deve scrivere “3841 metri”
scelta indicando se si tratta di un buon campione c. sbagliata perché si deve scrivere “m 3841”
di misura. d. sbagliata perché si deve scrivere “metri 3841”

Problemi
Multipli e sottomultipli
5. Completa la tabella inserendo il nome e il simbolo dei multipli e dei sottomultipli del metro.

103 m 102 m 10 m 1m 10 –1 m 10 –2 m 10 –3 m
Nome
Simbolo

6. Esegui le seguenti trasformazioni: 0,0056 t = ......................... q = ............................. kg


53,2 m = ............................. mm 2300 kg = ......................... g = ................................ t
2,3 dam = ………..........…. cm 450 g = .............................. cg = ........................ dag
0,33 km = ……...........…… dam 0,0089 dag = ................... dg = ......................... mg
321 m = ……..............…….. dm 1250 dg = ......................... hg = ......................... Mg
12 dam = ........................... cm
32,1 dm = ......................... mm Notazione esponenziale scientifica
24 dm = .............................. hm 10. Esprimi i seguenti numeri nella notazione espo-
2412 dm = ........................ km nenziale scientifica:
32 mm = ............................ dam 5000 = 5 · 1000 = 5 · 103
32 mm = ............................ dm 200 =
320 dam = ........................ hm 3 500 000 =
3 000 000 000 =
20,8 cm = .......................... km
8521 =
1845 m = ........................... km 0,231 = 2,31 · 0,1 = 2,31 · 10–1
0,14 =
7. Un convoglio ferroviario parte da Napoli alle 7:30 0,000 354 =
(leggi “ore sette e trenta minuti”) e arriva a Roma 0,000 000 141 =
alle 9:15. Calcola la durata del viaggio ed esprimi
il risultato dapprima in ore, poi in minuti e infine in 11. Scrivi per esteso i seguenti numeri espressi con
secondi. la notazione esponenziale scientifica:
8,2 · 103 = 8,2 · 1000 = 8200
8. Un convoglio ferroviario parte da Firenze alle 11:11 4,22 · 102 =
e arriva a Bologna alle 12:12. Alle 12:16 riparte e 1,2 · 106 =
raggiunge Milano alle ore 14:00. Quanto è durato il 8 · 1012 =
viaggio? Esprimi il risultato in ore e poi in minuti. 5 · 10–6 = 5 · 0,000 001 = 0,000 005
8,3 · 10–3 =
9. Esegui le seguenti trasformazioni: 1,04 · 10–7 =
4,5 kg = ............................. t = ................................ g 1,442 · 10–12 =
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18 sezione a Strumenti, modelli e procedure


Metodi e strumenti di misura
2.9 Come si esegue una misurazione
La misurazione di una grandezza può avvenire in modo diretto, in mo-
do indiretto o con l’uso di strumenti tarati.

Si esegue una misurazione diretta quando la grandezza in esame vie-


ne confrontata direttamente con una grandezza a essa omogenea scel-
ta come unità di misura.

La figura 6 illustra un esempio di misurazione diretta.

Figura 6 La misura di una lunghez-


za con il metro campione.

Quando si esegue una


misurazione diretta? 0 1m 82 2m

La lunghezza del tavolo viene paragonata con il metro campione e si de-


termina il rapporto numerico fra la lunghezza e l’unità di misura. Se af-
fermiamo che il tavolo è lungo 1,82 m, intendiamo dire che la sua lun-
ghezza è 1,82 volte maggiore di quella dell’unità di misura.
Consideriamo una situazione diversa. Come dobbiamo operare per de-
terminare la superficie del tavolo, cioè la sua estensione nel piano?
Per misurare l’area del tavolo possiamo adottare un metodo di misura-
zione di tipo indiretto: misuriamo la lunghezza (b) del tavolo e la sua
larghezza (h) come nell’esempio della figura 6 e quindi calcoliamo l’area
applicando la formula della geometria:
A=b·h

Una misura si dice indiretta quando essa è ricavata, mediante for-


mule matematiche, dalla misura di altre grandezze dalle quali es-
sa dipende.

Quando si esegue una Nel SI l’area è una grandezza fisica derivata (dalla lunghezza) e la sua
misurazione indiretta? unità di misura è il metro quadrato (simbolo m2), che rappresenta l’area
di un quadrato di lato 1 m.
Anche per misurare il volume di un corpo, cioè la sua estensione nello
spazio, si può adottare un metodo di misurazione indiretto. Ad esempio,
per determinare il volume di un cubo si misura la lunghezza del suo spi-
golo l e quindi si applica la formula della geometria:
V = l · l · l = l3
Nel SI il volume è una grandezza fisica derivata (dalla lunghezza) e la
sua unità di misura è il metro cubo (simbolo m3), che rappresenta il vo-
lume di un cubo di spigolo pari a 1 m.
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unità 2 Le grandezze fisiche 19

Figura 7 Area e volume di al- Nella figura 7 riportiamo le formule per il calcolo delle aree e dei volumi
cune figure geometriche. di alcune figure geometriche.

TRAPEZIO CERCHIO CUBO PARALLELEPIPEDO CILINDRO SFERA

b1 r
c
r r
h h
l b

Strumenti, modelli e procedure


b2 a

2
(b1 + b 2 ) h A = 6l A = 2(ab + bc + ca) A = 2π r (h + r ) A = 4π r 2
A= A = πr 2
2 V= l
3
V = abc V = πr h
2 V = 4 πr 3
3

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2.10 Multipli e sottomultipli
delle unità di area e di volume
Nelle tabelle seguenti si riportano i nomi e i simboli di alcuni multipli e
sottomultipli dell’unità di misura dell’area (m2) e dell’unità di misura del
volume (m3).
Tabella 5
Misure di area
Nome metro quadrato decimetro quadrato centimetro quadrato millimetro quadrato

Simbolo m2 dm2 cm2 mm2


Fattore
moltiplicativo 1 0,01 0,00 01 0,00 00 01

Tabella 6
Misure di volume
Nome metro cubo decimetro cubo centimetro cubo millimetro cubo

Simbolo m3 dm3 cm3 mm3


Fattore
moltiplicativo 1 0,001 0,000 001 0,000 000 001

Esercizio risolto Esegui la seguente equivalenza utilizzando gli schemi.


20,12 m2 = ............... cm2

km2 hm2 dam2 m2 dm2 cm2 mm2


20 12 00
quindi: 20,12 m2 = 201 200 cm2.

Ora prova tu 7,5 m2 = ................... dm2 450 cm2 ................... dm2


250 mm2= ................... cm2 5 m3 ................... dm3
4 dm3 = ................... m3 5,5 cm3 = ................... mm3
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20 sezione a Strumenti, modelli e procedure


2.11 Strumenti di misura
e loro caratteristiche
La maggior parte delle misurazioni viene eseguita grazie a strumenti ta-
rati. Si tratta di apparecchi che forniscono il valore della grandezza in e-
same mediante il confronto, cioè la taratura, con quantità note della
grandezza stessa.
Una bilancia a indice, come quella utilizzata dai commercianti, o una bi-
lancia elettronica digitale, come quella usata in laboratorio, sono esempi
Che cos’è uno di strumenti tarati (fig. 8). Se appoggiassimo su tali bilance il campione
strumento di misura di massa di 1 kg e i suoi sottomultipli di 100 g, 10 g e così via, esse indi-
tarato? cherebbero il valore di 1 kg, 100 g, 10 g e così via.

Figura 8 a) Bilancia a indice;


b) bilancia elettronica. a) b)

Altri esempi di strumenti tarati sono l’orologio, il termometro, il dinamo-


metro, l’amperometro, il voltmetro, il barometro, il tachimetro. Nella ta-
bella 7 sono indicate le grandezze fisiche che essi misurano.

Tabella 7 Alcuni strumenti tarati


Strumento Grandezza fisica misurata
orologio intervallo di tempo
termometro temperatura
dinamometro intensità della forza
amperometro intensità della corrente elettrica
voltmetro differenza di potenziale elettrico
barometro pressione atmosferica
tachimetro velocità

Ogni strumento di misura è dotato di alcune caratteristiche. Le principali


sono: la portata, la sensibilità e la prontezza.

La portata indica la massima variazione della grandezza che lo


strumento può misurare.

La portata del righello mostrato nella figura 9a è di 20 cm, in quanto con es-
so si possono eseguire misure di lunghezza comprese fra 0 e 20 cm.
La portata di una bilancia da cucina, come quella mostrata nella figura
9b, è di 1 kg, mentre le bilance pesapersone possono avere una portata
anche di 200 kg.