9 TolleranzeGeometriche
9 TolleranzeGeometriche
242
Le tolleranze geometriche tengono conto degli errori di forma che le superfici reali hanno
rispetto a quelle ideali indicate a disegno. Una tolleranza geometrica stabilisce lo spazio
(area o volume) entro il quale deve trovarsi l’elemento oggetto della tolleranza stessa. Le
tolleranze geometriche sono oggetto della norma UNI 7226/1 (ISO 1101).
Le tolleranze geometriche si possono suddividere nelle seguenti quattro categorie:
1
Tolleranze geometriche
Attenzione: non viene data nessuna indicazione sull’orientamento delle linee che
definiscono la zona di tolleranza. La tolleranza di rettilineità applicata ad una superficie
piana controllo solo la rettilineità nella direzione parallela al piano di proiezione.
2
Tolleranza di rettilineità (2)
La zona di tolleranza è
limitata da un parallelepipedo
di sezione t1 x t2.
Attenzione: un’indicazione
di questo tipo specifica che la
tolleranza è da intendersi
come applicata all’asse.
La zona di tolleranza è
limitata da un cilindro di
diametro t.
3
Tolleranza di circolarità
Una tolleranza di circolarità definisce una zona di tolleranza delimitata da due cerchi
concentrici.
La circonferenza di ciascuna
sezione trasversale deve
essere compresa tra due
circonferenze complanari e
concentriche i cui raggi
differiscano per 0.1 mm.
La circonferenza di ciascuna
sezione trasversale deve
La zona di tolleranza è essere compresa tra due
limitata da due cerchi circonferenze complanari e
concentrici i cui raggi concentriche i cui raggi
differiscono per il valore t. differiscano per 0.03 mm.
Tolleranza di planarità
La tolleranza di planarità specifica una zona tridimensionale limitata da due piani tra loro
paralleli con una distanza uguale al valore della tolleranza specificata.
La superficie considerata
deve essere compresa tra
due piani paralleli distanti
0.08 mm.
La zona di tolleranza è
limitata da due piani paralleli
distanti t.
Attenzione: non viene data nessuna indicazione sull’orientamento dei piani che
definiscono la zona di tolleranza.
4
Tolleranza di cilindricità
La superficie considerata
deve essere compresa tra
due cilindri concentrici i cui
raggi differiscono per 0.1
mm.
La zona di tolleranza è
limitata da due cilindri
concentrici i cui raggi
differiscono del valore t.
Attenzione: non viene data nessuna indicazione sull’orientamento degli assi dei cilindri
che definiscono la zona di tolleranza.
Elementi di riferimento
Le tolleranze viste finora (tolleranze di forma) non hanno bisogno, per essere assegnate,
di elementi di riferimento. Le tolleranze introdotte da qui a seguire necessitano, invece,
dell’assegnazione di uno o più elementi di riferimento.
Gli elementi di riferimento possono essere di due tipi: elementi dimensionabili (ad es.
scanalatura, foro, perno) ed elementi non dimensionabili (ad es. superficie piana).
5
Riferimenti: definizioni
Gli elementi di riferimento sono, abbiamo visto, parti di un pezzo reale (spigoli, superfici,
fori) utilizzati per determinare i riferimenti. A causa delle imprecisioni nelle superfici
risulta difficile, se non impossibile determinare i riferimenti a partire dagli elementi di
riferimento. Si adotta quindi il concetto di elemento di riferimento simulato,
intendendo con esso una superficie reale di forma adeguata e realizzata con sufficiente
precisione, in contatto con l’elemento di riferimento, utilizzata per stabilire il riferimento. Si
parla anche di elementi di riferimento come “materializzazione pratica” dei
riferimenti.
Riferimento Elemento di riferimento Determinazione del riferimento
Asse di un foro
Asse di un albero
6
Determinazione dei riferimenti (segue)
Riferimento Elemento di riferimento Determinazione del riferimento
Superficie piana
Piano mediano
7
Ordine dei riferimenti
L’ordine dei riferimenti nel riquadro delle tolleranze è determinante in quanto indica la
successione delle operazioni di controllo. Come si può vedere in figura, il valore delle quote
da controllare cambia a seconda della sequenza di appoggio del pezzo sugli
elementi di riferimento simulati.
8
Riferimenti parziali
Il riferimento parziale vero e proprio è indicato da una croce se trattasi di un punto; da due croci unite con
tratto continuo se trattasi di linea; da una zona tratteggiata delimitata da linea mista fine se trattasi di
una parte di superficie piana o cilindrica.
B1
C1
B2
A1
A2
A3
9
Tolleranza di parallelismo di una linea rispetto ad una
retta di riferimento (I)
Una tolleranza di parallelismo è una tolleranza di orientamento che può essere associata ad
una linea, asse o superficie rispetto ad un elemento di riferimento.
Zona di tolleranza Indicazione a disegno Interpretazione
10
Tolleranza di parallelismo di una linea rispetto ad una
retta di riferimento (III)
11
Tolleranza di parallelismo di una superficie rispetto ad
una retta di riferimento
12
Tolleranza di perpendicolarità di una linea rispetto ad
una retta di riferimento
13
Tolleranza di perpendicolarità di una linea rispetto ad
una superficie di riferimento (II)
14
Tolleranza di perpendicolarità di una superficie rispetto
ad una superficie di riferimento
Una tolleranza di localizzazione stabilisce dei limiti rispetto allo spostamento consentito ad
un elemento geometrico rispetto ad una posizione teoricamente esatta. Si considera qui il
caso della tolleranza di localizzazione di una linea.
15
Tolleranza di localizzazione di una linea (II)
Tolleranza di simmetria
16
Tolleranza di concentricità
Tolleranza di coassialità
17
Tolleranza di oscillazione circolare radiale
18
Tolleranze geometriche generali (I)
Le tolleranze geometriche generali si applicano agli elementi geometrici che non sono
oggetto di specifica tolleranza. La norma UNI EN 22768/2 definisce 3 diverse classi di
tolleranza (H, K e L) per le seguenti tolleranze geometriche: rettilineità, planarità,
perpendicolarità, simmetria e oscillazione circolare.
Classe Tolleranze generali di perpendicolarità (per campi di lunghezze del lato minore)
Fino a 100 Oltre 100 fino a Oltre 300 fino a Oltre 1000 fino
300 1000 a 3000
H 0,2 0,3 0,4 0,5
K 0,4 0,6 0,8 1,0
L 0,6 1,0 1,5 2
H 0,1
K 0,2
L 0,5
Indicazione a disegno delle tolleranze generali prevede il richiamo alla norma ISO 2768:
Tolleranze generali secondo ISO 2768 - mK
19
Interdipendenza tra tolleranze geometriche e
dimensionali
La norma UNI ISO 8015 stabilisce come regola base il principio di indipendenza:
ciascuna prescrizione dimensionale o geometrica deve essere rispettata in se
stessa (in modo indipendente) salvo non sia specificata una relazione particolare. In
mancanza di indicazioni specifiche la tolleranza geometrica si applica senza tener conto
della dimensione dell’elemento e le due prescrizioni sono trattate come prescrizioni tra loro
indipendenti.
Ciò significa che una tolleranza dimensionale limita unicamente le dimensioni locali
(misurati tra due punti) di un elemento, ma non gli scostamenti di forma.
Le tolleranze geometriche, invece, limitano lo scostamento di un elemento con
riferimento alla sua forma, orientamento o posizione, indipendentemente dalle sue
dimensioni locali reali.
L’interdipendenza tra forma e dimensioni può tuttavia essere introdotta attraverso due
concetti
esigenza di inviluppo;
principio di massimo materiale.
Il principio di indipendenza stabilisce delle condizioni che, in alcuni casi, possono risultare
troppo onerose e portare allo scarto di pezzi che potrebbero essere accettati da un punto di
vista funzionale.
Ciò è dovuto al fatto che non si contempla la possibilità che errori geometrici ed
errori dimensionali possano tra loro compensarsi e salvaguardare così la funzionalità
del pezzo.
L’assegnazione delle tolleranze dimensionali e geometriche va vista, infatti, non tanto in sé,
ma in quanto finalizzata al rispetto di un determinato requisito funzionale.
ESEMPIO 1 ESEMPIO 2
Componente 1
Componente 1
Componente 2 Componente 2
20
Esigenza di inviluppo
L’esigenza di inviluppo (UNI ISO 8015), indicata a disegno con il simbolo E cerchiato,
stabilisce che la forma di un elemento non deve mai superare l’inviluppo della forma
perfetta corrispondente alla condizione di massimo materiale.
L’esigenza di inviluppo può applicarsi ad un elemento isolato (es. cilindro), o ad un
elemento definito da due superfici piane parallele.
Indicazione a disegno Interpretazione
Il principio di massimo materiale tiene conto del fatto che le tolleranze di forma o di
posizione prescritte possono essere ampliate quando le dimensioni effettive non
raggiungono le condizioni di massimo materiale.
In un accoppiamento tra due componenti la capacità dei particolari di contenere errori
geometrici entro i limiti delle tolleranze dimensionali assegnate è massima nella
condizione di minimo materiale, mentre si riduce a zero in condizione di massimo
materiale (condizione più sfavorevole).
Si può quindi volere che il contemporaneo rispetto dei limiti imposti dalle tolleranze
geometriche e da quelle dimensionali avvenga solo nella condizione più sfavorevole
(di massimo materiale), e che quindi la tolleranza geometrica prescritta possa essere
aumentata quando lo stesso elemento non si trovi nella condizione di massimo materiale.
21
Esempio: applicazione al caso di tolleranza di
localizzazione
Perni al limite superiore della tolleranza Perni al limite inferiore della tolleranza
dimensionale. La tolleranza geometrica deve dimensionale. La zona di tolleranza geometrica può
essere rispettata rigorosamente. essere incrementata di (dmax – dmin) (bonus)
Perno al limite superiore della tolleranza Perno al limite inferiore della tolleranza
dimensionale. La tolleranza geometrica deve dimensionale. La zona di tolleranza geometrica può
essere rispettata rigorosamente. essere incrementata di 0,02 mm (bonus)
22
Esempio: applicazione al caso di tolleranza di
parallelismo
Consideriamo ora un caso simile al precedente dove all’asse del perno è applicata una
tolleranza di parallelismo rispetto ad una superficie piana, oltre che ad un esigenza di
inviluppo.
Perno al limite superiore della tolleranza Perno al limite inferiore della tolleranza
dimensionale. La tolleranza geometrica deve dimensionale. La zona di tolleranza geometrica può
essere rispettata rigorosamente. essere incrementata di (dmax – dmin = 0,1mm)
(bonus)
Appunti di Disegno Tecnico Industriale 286
Consideriamo ora l’esempio del principio di massimo materiale applicato alla tolleranza di
rettilineità relativa all’asse di un perno.
Perno al limite superiore della tolleranza Perno al limite inferiore della tolleranza
dimensionale. La tolleranza geometrica deve dimensionale. La zona di tolleranza geometrica può
essere rispettata rigorosamente. essere incrementata di 0,2 mm (bonus)
23
Esempio: applicazione al caso di tolleranza di
inclinazione
Consideriamo ora l’esempio del principio di massimo materiale applicato alla tolleranza di
inclinazione relativa all’asse di un foro.
Foro al limite superiore della tolleranza Foro al limite inferiore della tolleranza
dimensionale. La tolleranza geometrica deve dimensionale. La zona di tolleranza geometrica può
essere rispettata rigorosamente. essere incrementata di (Dmax – Dmin = 0,16 mm)
(bonus)
Consideriamo ora l’esempio del principio di massimo materiale applicato alla tolleranza di
coassialità relativa a due parti cilindriche.
La dimensione locale dell’elemento deve essere compresa
tra Ø 12 e Ø 11,95 mm.
L’elemento deve essere contenuto nell’inviluppo di forma
perfetta avente diametro Ø 12,4 mm e coassiale con l’asse
di riferimento A quando A è in condizione di massimo
materiale.
L’asse dell’elemento A può variare rispetto alla condizione
ideale se l’elemento non è in condizione di massimo
materiale
24
Quando applicare il principio di massimo materiale ?
25