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Password : Estratto dagli atti del 14° Congresso C.T.E. Mantova, 7-8-9 Novembre 2002

Ricordami l'username ANALISI SPERIMENTALE DI STRUTTURE A TELAIO


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DOTATE DI CONTROVENTI DIDDIPATIVI

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Stefano Sorace, Università di Udine
Gianni Introini, Jarret Italia, Gallarate
Georges Magonette, Elsa Laboratory, JRC
F. Javier Molina, Elsa Laboratory, JRC
Gloria Terenzi, Università di Firenze

SUMMARY
Presagomatura
(02.04.2008) A first series of results of an experimental pseudodynamic test campaign
Chiarimenti del Consiglio developed at the ELSA Laboratory of the Joint Research Centre – Ispra on a large-
Superiore dei Lavori
Pubblici sui documenti di
scale steel and a full-scale reinforced concrete framed structures, seismically
accompagnamento per la retrofitted by a system of steel braces incorporating silicone fluid viscous dampers,
is presented herein. This experimental activity is part of the research Project
“DISPASS” (Dissipation and Isolation Passive Systems Study), funded by the
European Community within the context of the ECOLEADER Consortium. The
accelerated continuous test configuration currently implemented at the ELSA
Laboratory, and a properly conceived on-line force-correction strategy allowed
compensating the strain-rate effects that tend to alter the response of silicone
devices over an enlarged loading-time scale, such as the one inherent to the
pseudodynamic testing procedure. A comparative evaluation of the results of a
Servizi Tecnici
selected set of tests carried out before and after retrofit is reported, which for the
Dettagli Costruttivi
first time provides an experimental large-scale verification of the seismic protection
Rivista Tecnica
capacities of the considered rehabilitation technology.
Approfondimenti Tecnici
Profilario
1. INTRODUZIONE
Presagomatura
Area abbonamento La strategia generale di protezion e sismica basata sul principio di dissipazione
Software Edilizia supplementare dell’energia d’ingresso ha recentemente condotto alla definizione di
Editoria tecnica molteplici sistemi atti a costituire i principali nuclei smorzanti all’interno
News dell’organismo strutturale, quale presidio ad un eccessivo impegno plastico delle
Editoriale membrature costituenti lo stesso. L’efficacia di tali sistemi è principalmente
Studi e ricerche valutabile in funzione della semplicità di messa in opera, di manutenzione ed
Metodi di calcolo eventuale sostituzione (nel caso di sopravvenuti mutamenti delle originarie richieste
Sicurezza Cantieri e di progetto, al di là della presenza, peraltro sempre meno accettata, di elementi
Qualità “sacrificali”), delle capacità prestazionali offerte in rapporto ai costi, nonché della
Tecnologie stradali stabilità delle caratteristiche di comportamento, sia su s cala macro-temporale, in
Associazioni e conferenze riferimento all’arco di vita utile previsto, sia transitoriamente, sotto eventi sismici
Normativa particolarmente severi.
Testi consigliati Alla luce delle suddette considerazioni, tra le varie tecnologie proposte, appare
Costruire in zona sismica di notevole interesse quella basata sull’impiego di controventi dissipativi includenti
Rassegna Stampa al loro interno dispositivi fluido-viscosi a matrice siliconica. In tale sistema di
Newsletter protezione, il nucleo smorzante è rappresentato dai dispositivi posti
Applicazioni Strutturali meccanicamente in serie con le aste metalliche di supporto, i quali, come mostrato
Ponti da campagne di prove condotte su diversi esemplari [01], [02], [03], grazie alle
Solai speciali proprietà del fluido siliconico, non subiscono alterazioni di risposta anche
Progetti per un numero estremamente elevato di cicli di ampiezza pari alla corsa massima
Appalti e Sicurezza del pistone. Ciò, oltre a qualsiasi tipo di manutenzione, esclude parimenti la
Presentazione Appalti e necessità di sostituzione degli elementi a fronte di ipotetiche ripetizioni nel tempo di
sicurezza azioni sismiche d’intensità paragonabile a quella dell’evento limite considerato in
Indicazioni varie sede di progetto.
Novità normative Il sistema a controventi dissipativi è stato oggetto, da parte di alcuni degli
Giurisprudenza Appalti autori, di studi volti alla valutazione analitica e numerica delle potenziali capacità di
Sicurezza prestazione, nonché alla definizione di criteri e procedure di progetto dei dispositivi
Determinazioni e componenti [04], [05], [06]. Al fine di ottenere un riscontro agli esiti di tale fase
Deliberazioni Authority
della ricerca, è stata avviata, presso il Laboratorio ELSA del Joint Research Centre
Testi consigliati
di Ispra, un’indagine sperimentale da condursi su due strutture intelaiate,
Quesiti tecnici
rispettivamente di acciaio (in scala 2:3) e di cemento armato (in scala reale). La
Presentazione Quesiti
configurazione geometrica prescelta per i controventi è stata, in questo caso, del
tecnici

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Tecnologia dei materiali e


tipo a “V rovescio”, con connessione alle travi di piano tramite una coppia di
tecniche di cantiere
dispositivi posti in corrispondenza dell’incrocio superiore delle aste. Tale attività
Tecnologie stradali
costituisce parte del Progetto di ricerca “DISPASS” (acronimo di “Dissipation and
Dettagli nel progetto
esecutivo Isolation Passive Systems Study”), finanziato dalla Comunità Europea nel più
Corrosione generale contesto del Consorzio ECOLEADER, coinvolgente le Università di Udine,
Durabilità Bologna, Firenze, Messina e Rostock (coordinatore Stefano Sorace). All’interno del
Sicurezza programma è successivamente prevista la sperimentazione di ulteriori strategie di
Qualità e Direzione Lavori protezione sismica, tra cui il sistema “HYDE” e l’isolamento alla base tramite
Metallurgia dispositivi ancora di tipo siliconico, od elastomerico.
Orizzontamenti e La campagna sperimentale è stata condotta mediante il metodo
industrializzazione delle pseudodinamico, attuato con architettura in linea di tipo “accelerato continuo”, con
armature
correzione degli effetti di rilassamento strutturale dovuti alla “dinamica simulata”
Appalti lavori pubblici e
privati
insita nella procedura, ossia alla sua dilatazione temporale rispetto a prove
Varie
prettamente dinamiche. Come discusso nel successivo paragrafo, pur a fronte di
più approfondite verifiche da doversi eseguire in fase preliminare, finalizzate ad
Bioedilizia
una corretta calibrazione della funzione di compensazione della forza esercitata dal
Links siti utili
dispositivo in rapporto alla velocità di deformazione, tale metodo presenta il
Privacy Policy vantaggio, rispetto alla tecnica della tavola vibrante, di consentire l ’esecuzione di
prove su strutture in grande scala. Al riguardo si osserva, ad esempio, come il
primo telaio includente controventi dissipativi sottoposto a sperimentazione, stanti
le dimensioni della tavola vibrante disponibile presso l’Università di Buffalo, sede
dell’indagine, sia stato
realizzato in scala 1:3 [07].
Le già positive indicazioni emergenti dalle prove condotte su tale struttura in
cemento armato, seppur per una diversa disposizione geometrica dei controventi
(una sola asta diagonale per ciascuna maglia di telaio interessata) ed un diverso
assemblaggio dei dispositivi (collocati lungo l’asse delle aste), sono state
ulteriormente confermate dalla campagna sviluppata nell’ambito del Progetto
DISPASS. Si è avuta tuttavia, in questo caso, l’opportunità di pervenire, grazie alla
www.pittini.it maggior scala, a più stringenti valutazioni in termini “prestazionali” della risposta
del sistema. Inoltre, la stessa configurazione a “V” ha offerto un’ancor maggiore
efficienza rispetto allo schema adottato in [07].
Nell’articolo sono presentati i risultati di un primo selezionato insieme di prove
realizzate, volti a porre in evidenza gli essenziali benefici arrecati dagli interventi di
adeguamento, per diretto confronto con le capacità possedute dalle due strutture
in condizioni non protette.

2. PROVE DI CARATTERIZZAZIONE CICLICA DEI DISPOSITIVI

Sperimentazioni con dotte presso l’Università di Firenze su diverse tipologie di


dispositivi siliconici, con comportamento di dissipatore puro, oppure elastico-
dissipativo a singolo ed a doppio effetto [01], [02], [03], hanno costantemente
ribadito la validità di una legge di viscosità non lineare, espressa mediante una
potenza frazionaria della velocità, per l ’interpretazione delle proprietà smorzanti di
tali elementi. Nel contesto di una prova pseudodinamica, pur se di tipo accelerato
continuo, dovendosi comunque dilatare il tempo di esecuzione sino a 200 -300
volte, la nota sensibilità agli effetti della velocità di deformazione da parte di fluidi
così altamente viscosi, come i siliconici, può condurre ad errori anche significativi
nella valutazione della risposta strutturale, ove non si introducano fattori correttivi
sulle forze di reazione esercitate dai dispositivi nel corso della sperimentazione
stessa.
A tal fine, p reliminarmente all’esecuzione del programma previsto per i telai, è
stata innanzitutto condotta una serie di prove di caratterizzazione ciclica sui
dissipatori prescelti in sede di progetto.
A titolo d’esempio, si riportano i risultati relativi ai dispositivi Jarret di tipo BC1BN,
installati per primi sulla struttura in acciaio. Le prove sono consistite
nell’imposizione di una storia di spostamento sinusoidale di ampiezza variabile (in
particolare, con valori di 10, 8, 6, 4, 2, 1 e 0.5 mm) e frequenza costante di 2 Hz
(vicina alla prima frequenza propria di vibrazione del telaio in acciaio), seguite da
un segnale aleatorio con componente principale in frequenza di 6 Hz. Come
mostrato in Figura 1, nella quale è rappresentata per esteso la storia di
spostamento imposta, l’armonica con ampiezza massima è stata ripetuta quattro
volte all’ulteriore fine di verificare il livello di stabilità del percorso isteretico in
condizioni limite di risposta. Il segnale è stato applicato con velocità pari a quella
naturalmente determinata dalle condizioni di Figura 1 (λ = 1), nonché ridotta di
1/3 (λ = 3), 1/10 (λ = 10), 1/30 (λ = 30), 1/100 (λ = 100) ed 1/300 (λ = 300),
così da rilevare direttamente l’influenza di λ sulla forza misurata.

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Tempo [s]

Figura 1. Storia di spostamento utilizzata per la caratterizzazione dei dispositivi


BC1BN.

Come emerge dalle successive Figure 2 e 3, in cui è proposto il confronto fra i


cicli relativi alle prove a velocità naturale e massimamente ridotta ( λ = 300), nei
due intervalli temporali di azione della forzante sinusoidale (Figura 2), oppure
aleatoria (Figura 3), l’abbattimento della velocità di deformazione porta ad una
sensibile variazione dell’entità della forza di reazione, durante l ’intero percorso, pur
mantenendosi sostanzialmente inalterata la forma dei cicli esplicati.
Per evitare una tale sottostima delle forze misurate nell’applicazione del metodo
pseudodinamico, a partire dai risultati dell’indagine di caratterizzazione è stata
stabilita la seguente legge di compensazione in funzione della velocità:

Fcorr λ=300 = B ⋅ Fmis λ=300 + A 0 ≈ Fmis λ=1 (1)

avendo posto: F corr λ=300 =valore corretto della forza ottenuta dalla prova con
rapporto di riduzione della velocità λ = 300; F mis λ=300 , F mis λ=1 =valori misurati della
forza, ottenuti dalle prove con rapporto di riduzione rispettivamente pari a λ = 300
e λ = 1; B=coefficiente moltiplicativo che rende conto dell ’alterazione di ampiezza
della forza in relazione alla velocità; A 0=costante di taratura.

Spostamento [mm]

Figura 2. Cicli di risposta relativi alla prova di caratterizzazione sotto segnale


sinusoidale per λ = 1 e λ = 300.

Spostamento [mm]

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Figura 3. Cicli di risposta relativi alla prova di caratterizzazione sotto segnale


aleatorio per λ = 1 e λ = 300.

La calibrazione del valore di B, da assumersi pari ad 1.184 per λ = 300, rivela


una possibilità di errore nella valutazione della forza comunque non superiore al
20%, laddove per altri dispositivi di protezione sismica, quali ad esempio gli
appoggi elastomerici in gomma armata, la stessa è risultata finanche pari al 45%
[08], [09], [10].
Per A0 è stato calcolato, sempre per λ = 300, un valore di -0.48 kN. Tale
termine deve essere tuttavia considerato nullo nel caso, corrispondente alla
configurazione adottata in questo studio, di impiego congiunto di due dispositivi
accoppiati operanti secondo opposti versi.
Il soddisfacente livello di approssimazione assicurato dalla relazione (1) è
testimoniato nelle Figure 4 e 5, dove è proposto il confronto tra i cicli a velocità
naturale (λ = 1) ed alla velocità più bassa applicata, ma con modifica della forza
misurata (λ = 300 corretto), rispettivamente per le fasi di eccitazione sinusoidale
ed aleatoria. Per la prima di queste, in Figura 6 sono inoltre tracciate le storie
temporali di forza per le tre condizioni λ = 1, 300 e 300 corretto.

3. SPERIMENTAZIONE MEDIANTE IL METODO PSEUDODINAMICO

La tecnica di sperimentazione pseudodinamica si basa, come noto,


sull’integrazione al passo del sistema di equazioni del moto della struttura
analizzata:

Ma + Cv + r(d) = p(t) (2)

dove: M=matrice di massa; C=matrice di smorzamento viscoso; a=vettore


dell’accelerazione; v=vettore di velocità; d=vettore di spostamento; p=vettore
delle forze esterne applicate; r=vettore delle forze di richiamo esercitate dagli
attuatori in corrispondenza dei gradi di libertà “attivi”, funzione degli spostamenti
imposti. Nella procedura computazionale in linea, M, C e p(t) costituiscono i dati
noti per la struttura discretizzata (in funzione dei suddetti gradi di libertà), mentre
il vettore r(d) deriva dalla prova.
Nella versione di tipo accelerato continuo messa a punto presso il Laboratorio
ELSA [11], [12], ciascun passo d’integrazione si realizza in un intervallo di tempo di
appena 2 ms, strettamente coincidente con il periodo di campionamento dell’unità
di controllo degli attuatori. Durante tale lasso di tempo, la stessa unità acquisisce il
vettore delle forze di richiamo, integra le equazioni del moto e corregge
iterativamente gli spostamenti misurati dai trasduttori interni agli attuatori (od
anche, eventualmente, esterni) fino al raggiungimento, nei termini di tolleranza
prescelti in sede di inizializzazione del processo, dei valori calcolati dall’algoritmo di
risoluzione.

Spostamento [mm]

Figura 4. Cicli di risposta relativi alla prova di caratterizzazione sotto segnale


sinusoidale per λ = 1 e λ = 300 corretto.

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Spostamento [mm]

Figura 5. Cicli di risposta relativi alla prova di caratterizzazione sotto segnale


aleatorio per λ = 1 e λ = 300 corretto.

Tempo [s]

Figura 6. Storie di risposta ottenute nella prova di caratterizzazione sotto segnale


sinusoidale per per λ = 1, λ = 300 e λ = 300 corretto.

La storia di accele razione in ingresso è suddivisa in intervalli temp orali molto


piccoli (dell’ordine di 20 µs), in modo tale che gli incrementi di spostamento
richiesti al passo possano essere effettivamente conseguiti nei predetti 2 ms. Ciò
comporta un’alterazione della velocità di prova di circa 100 volte rispetto a quella
naturale, risultando infatti tale il rapporto tra il passo nominale (2 µs) ed il tempo di
acquisizione, verifica ed impostazione dei dati per la successiva integrazione ( λ = 2
µs/20 ms = 100). Nel caso di strutture in scala reale di notevole massa, quale ad
esempio il telaio di cemento armato esaminato in questo studio, il passo nominale
può essere ridotto eccezionalmente sino ad un terzo rispetto a quanto sopra
indicato, comportando così la transizione a valori di λ sino a 300 (come considerato
nel paragrafo precedente). Questi ultimi risultano peraltro ancora assai inferiori, a
parità di accuratezza, ai corrispondenti parametri di una procedura pseudodinamica
classica. In questa, infatti, la più forte dilatazione temporale deriva dalla
discontinuità dell’azione di caricamento, causata dagli intervalli di attesa
susseguenti, ad ogni passo, alle fasi di “rampa”, durante i quali viene unicamente
ricercata la convergenza tra valori imposti e calcolati degli spostamenti. Lo schema
in continuo elimina, di contro, i tratti di attesa, operando costantemente in forma
incrementale, con correzione “in rampa” dei valori da attuare.
Per materiali sensibili agli e ffetti della velocità d i deformazione, i vantaggi del
metodo in continuo sono, dunque, duplici. Innanzitutto, la prova complessivamente
più veloce rende meno sensibile la riduzione della forza. Inoltre, l ’assenza di fasi di
attesa evita l’innescarsi di fenomeni transitori di rilassamento all’interno di ciascun
passo.
La strategia di correzione basata sull’impiego di una relazione del tipo della (1)
si realizza tecnicamente, nel corso delle prove, mediante la misurazione diretta
della reazione di ciascun dispositivo, la sua compensazione tramite la relazione
stessa e, infine, l’introduzione di un vettore aggiuntivo nell’equazione del moto, le
cui componenti rappresentano, per ciascun piano della struttura, le differenze
complessive tra i valori corretti e misurati delle forze esplicate dall’insieme dei
dispositivi appartenenti al piano.

4. CARATTERISTICHE DELLE STRUTTURE DI PROVA

Due viste d’insieme delle strutture nella configurazione priva di controventi


dissipativi sono mostrate nelle Figure 7 ed 8. Il modello in acciaio è composto da

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due telai a tre impalcati, con altezza di piano pari a 2 m, e due campate uguali di
luce 4
m, posti ad interasse di 2,84 m.
Progettato in riferimento ad una zona di bassa sismicità, presenta colonne in
profilati HEB140 e travi IPE180. I solai sono realizzati in lamiera grecata, con
soletta integrativa in cemento armato di spessore 4,5 cm.

Figura 7. Vista del telaio in acciaio in assenza dei controventi dissipativi.

Figura 8. Vista del telaio di cemento armato in assenza dei controventi dissipativi.

La struttura di cemento armato è costituita, a sua volta, da due telai gemelli,


ad interasse di 4,56 m, con tre impalcati situati a quote di 2,82, 5,76 e 8,7 m, e
due campate con luce pari, rispettivamente, a 6 e 4 m. Progettato per una zona di
media sismicità, non presenta tuttavia dettagli costruttivi conformi alle indicazioni
della Circolare ministeriale del 1997 [13]. I pilastri hanno sezione costante (40x40)
cmxcm, mentre le travi principali sono in spessore, di dimensioni (100x24) cmxcm,
con cordoli di collegamento (30x24) cmxcm. I solai sono di tipo latero-cementizio.
L’intervento di adeguamento è consistito, in entrambi i casi, nell ’inserimento di
controventi a “V” rovescio costituiti da coppie di profili UPN 80, per la struttura in
acciaio (Figura 9a), ed UPN 160, per quella in cemento armato (Figura 10a). Il
collegamento con la trave superiore è stato realizzato, ad ogni piano, mediante
interposizione di una coppia di dispositivi Jarret, posti in forza tramite un sistema
di piastre rigide connesse da un lato alla trave, e dall’altro alle aste diagonali. La
suddetta collocazione in forza, ottenuta per traslazione della testa del pistone in
posizione baricentrica rispetto allo sviluppo longitudinale del serbatoio, è stata
motivata dall’esigenza di mantenere sempre perfettamente a contatto le teste dei
dissipatori con la piastra ortogonale di mutuo contrasto. Viste di dettaglio di due
delle connessioni poste in opera sono mostrate nelle Figure 9b e 10b.

5. RISULTATI DELLE PROVE CONDOTTE SULLA STRUTTURA IN ACCIAIO

Operando secondo una logica di tipo “prestazionale”, ai fini del


dimensionamento del sistema di protezione sono stati considerati, quali eventi

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sismici di riferimento, un’azione base ed una massima di progetto, rispettivamente


caratterizzate da intensità pari a 0,3 g ed a 0,45 g. La verifica sperimentale degli
interventi di adeguamento così concepiti è stata pertanto eseguita con riguardo a
tali due livelli, ponendo in prova anche la struttura nuda, per il primo, e limitandosi
alla sola configurazione riabilitata, stante l’impegno particolarmente severo
richiesto, per il secondo. L’indagine numerica mediante un modello accuratamente
calibrato sulla risposta sperimentale al primo livello, ha consentito comunque di
condurre un appropriato confronto tra le prestazioni pre- e post-intervento anche
per l’azione massima in ingresso. Di tale parte dello studio verrà reso conto in
successive memorie.
Il progetto, sviluppato sulla base del metodo energetico proposto in [04], ed
utilizzato per le applicazioni discusse in [05] e [06], è stato orientato secondo due
diversi obiettivi “prestazionali”, che hanno determinato due distinte soluzioni
d’intervento. Nel primo caso, per il quale è stato fatto riferimento al solo evento
base, la soluzione individuata ha previsto l ’inserimento di coppie di dispositivi uguali
a tutti i piani, del tipo BC1BN. La seconda ipotesi di progetto, articolata su di un
duplice obiettivo con riferimento anche al livello massimo dell’azione, ha portato
altresì alla variazione dei dissipatori in corrispondenza del secondo piano (risultante
sempre il più sollecitato), assunti in questo caso del tipo BC1DN.

(a)

(b)

Figura 9. Vista del telaio in acciaio a seguito del posizionamento dei controventi
dissipativi (a) e dettaglio di una connessione (b).

Gli elementi della prima serie p resentano una lunghezza di 130 mm e corsa di
±11 mm, in conseguenza della posizione mediana attribuita al pistone in fase di
montaggio, mentre i secondi hanno ingombro pari a 188 mm e corsa di ±20 mm.

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(a)

(b)

Figura 10. Vista del telaio in cemento armato a seguito del posizionamento dei
controventi dissipativi (a) e dettaglio di una connessione (b).

Proprio tale più ampia possibilità di escursione, unitamente alle superiori


capacità smorzanti, garantiscono progettualmente alla seconda soluzione (dato,
poi, pienamente confermato dalla verifica sperimentale) la capacità di rispondere in
modo
efficace anche all’evento massimo. Nel seguito, per ragioni di sintesi, vengono
presentati i soli risultati delle prove condotte sulla struttura equipaggiata
conformemente alla prima soluzione (tutti dispositivi di tipo BC1BN), sotto forzante
di intensità pari a quella dell’evento base.
D all’esame dei risultati di spostamento relativo di piano, mostrati in Figura 11,
si osserva come nel passaggio dalla condizione di partenza a quella protetta si
verifichi una riduzione della risposta pari al 52%, 60% e 69%, rispettivamente, per
i tre impalcati. Data la non sostanziale variazione della prima frequenza propria di
vibrazione della struttura, passata da 2.3 a 2.7 Hz a seguito dell’intervento (Figura
12), tale benefico effetto è da ascriversi integralmente alle capacità smorzanti dei
dispositivi siliconici, i quali assorbono un ’aliquota significativa dell’energia
d’ingresso. Tale frazione, ben corrispondente alle previsioni di progetto, formulate
in termini di equazione di bilancio, in assenza dell’intervento si riversa di contro
sulle membrature costituenti i telai, determinandone, diversamente dal caso
precedente, un tutt’altro che trascurabile impegno plastico. Le considerazioni qui
tratteggiate in termini di spostamenti ed energia, potrebbero essere ribadite con
riguardo ai tagli di piano (e dunque, alle caratteristiche di sollecitazione), i cui valori
risultano corrispondentemente abbattuti in base al suddetto bilancio.
L’influenza del sistema di protezione sulla risposta d’insieme è
esemplificativamente posta in evidenza dal ciclo di risposta taglio – spostamento
relativo del secondo piano, mostrato in Figura 13, il cui andamento è marcato in
modo decisivo dall’impronta isteretica tipica della classe di controventi dissipativi

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qui esaminata.

6. RISULTATI DELLE PROVE CONDOTTE SULLA STRUTTURA IN CEMENTO


ARMATO

Un ’iniziale indagine numerica a carattere parametrico e le successive analisi di


progetto hanno suggerito, per la struttura in cemento armato, di limitare
l’installazione dei controventi ai soli primi due piani. Ciò alla luce dello scarso
beneficio ottenibile, in termini di risposta locale e globale, da un’eventuale
collocazione anche sul terzo, a fronte di un incremento dell ’ordine del 50% dei costi
d’intervento.

Tempo [s]
a)

Tempo [s]
b)

Tempo [s]
c)

Figura 11. Storie di spostamento relativo dei tre piani del telaio in acciaio nudo ed
in presenza dei controventi dissipativi.

Così come per la seconda configurazione realizzata pe r il telaio in acciaio, la


soluzione costruttiva qui prescelta, a sua volta basata su di un duplice obiettivo

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progettuale, ha previsto di differenziare la tipologia dei dispositivi adottati per il


primo (BC1DN) ed il secondo impalcato (BC1FN). Questi ultimi hanno un ingombro
di 265 mm ed una corsa effettiva di ± 32 mm, ancora riferita alla condizione di
messa in carico in fase di montaggio.

Tempo [s]

Figura 12. Andamento della prima frequenza propria di vibrazione del telaio in
acciaio durante lo svolgimento della prova.

Tempo [s]

Figura 13. Ciclo d’isteresi del secondo piano del telaio in acciaio in presenza dei
controventi dissipativi.

In Figura 14 sono mostrate le storie di spostamento relativo ottenute


sperimentalmente per tale soluzione, a confronto con quelle relative alla struttura
nuda, per la prova con ampiezza scalata all’intensità dell’evento base di progetto.
Nell’osservazione di tali grafici va considerato che l ’accelerogramma in ingresso è
diverso da quello utilizzato per il telaio in acciaio, sia per durata (pari a quindici
secondi, in luogo di sette) sia per composizione in frequenza.

Tempo [s]
a)

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Tempo [s]
b)

Tempo [s]
c)

Figura 14. Storie di spostamento relativo dei tre piani del telaio di cemento armato
nudo ed in presenza dei controventi dissipativi.

La riduzione dei massimi di risposta per i primi due piani che se ne deduce è
rispettivamente pari al 44% ed al 41%. Inoltre, dalle storie riprodotte in Figura 14c
emerge come le mutate caratteristiche dinamiche della struttura determinino un
abbattimento di oltre il 20% dei picchi di spostamento, nella fase di massima
eccitazione, anche per il piano non equipaggiato con i controventi.
Tale dato consente di mantenere la stessa ris posta deformativa del terzo piano
all’interno del limite di spostamento relativo assunto per qualificare la prestazione
della struttura in seguito all ’intervento, il quale ne risulta pertanto convalidato con
riferimento all’evento base. Analoghe, confortanti indicazioni provengono anche
dalle restanti prove, condotte variando il fattore di scala dell ’azione in ingresso, fra
cui quella concernente l’evento massimo di progetto.
Anche per questo caso di studio è riportato, a titolo dimostrativo, il ciclo di
risposta taglio – spostamento relativo per il secondo piano, massimamente
sollecitato, che conferma la consistente attivazione dei dissipatori (Figura 15).

Spostamento [mm]

Figura 15. Ciclo d’isteresi del secondo piano del telaio di cemento armato in
presenza dei controventi dissipativi.

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7. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

La campagna sperimentale c ondotta nella sezione iniziale del programma di


attività previsto dal Progetto di ricerca “DISPASS” ha offerto, per la prima volta,
l’opportunità di esaminare la risposta di strutture in grande scala adeguate
sismicamente mediante sistemi di controventi m etallici incorporanti dissipatori
siliconici.
I risultati ottenuti, una selezione dei quali è stata presentata nell’articolo,
consentono innanzitutto di valutare in modo attendibile e puntuale l’incremento di
prestazione conseguito attraverso gli interventi realizzati, per confronto con la
risposta dei due telai in condizioni non protette. Inoltre, i dati raccolti costituiscono
un fondamentale riferimento sia per la calibrazione dei modelli analitici e numerici
approntati, sia per una verifica “in opera” dei criteri di progetto formulati in
precedenti fasi dello studio.
Un completo resoconto dell’intera serie di prove sviluppate, unitamente alle
relative indagini interpretative, verrà presentato in successive comunicazioni.

BIBLIOGRAFIA

[01] G. TERENZI: “Effetti dissipativi nell’isolamento sismico”, Tesi di Dottorato in


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[13] CIRCOLARE 10/04/1997: “Istruzioni per l’applicazione delle norme


tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui al decreto ministeriale
16/01/1996”.

RINGRAZIAMENTI

Lo studio è stato condotto nell’ambito del Progetto di Ricerca “DISPASS”,


finanziato all’interno del Consorzio di Laboratori Europei “ECOLEADER” (Contratto
No. HPRI-CT-1999- 00059). Si ringrazia la Comunità Europea per il finanziamento
concesso.
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