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Miscelazione

La miscelazione industriale
Apparecchiature industriali per la miscelazione
A seconda della miscibilit dei fluidi che si vuole trattare, si possono avere le seguenti soluzioni:

nel caso di fluidi in regime turbolento altamente miscibili ( il caso di molti gas)
sufficiente, per realizzare la miscelazione, una giunzione a T;[8]

se i fluidi sono molto viscosi, si utilizzano miscelatori statici (in genere costituiti da
componenti elicoidali disposti in serie, ancorati alle pareti del tubo);[9][10][11][12]

per la miscelazione di polveri, solidi granulari, paste o altre sostanze non facilmente
miscelabili, si ricorre all'uso di recipienti agitati.

Recipienti agitati

I recipienti agitati sono le apparecchiature per la miscelazione per eccellenza, in quanto si prestano
a venire impiegati in una ampia classe di processi industriali.
Un recipiente agitato composto essenzialmente da un serbatoio cilindrico munito di coperchio
flangiato, entro il quale disposto un agitatore o girante o impeller (generalmente in posizione
assiale). Sulle pareti del recipiente agitato sono disposti 3 o 4 setti frangivortice o diaframmi (in
inglese baffle), che hanno lo scopo di evitare la formazione di vortici profondi.[13] In assenza di setti
frangivortice si creerebbe un moto d'insieme (o rotazione di corpo rigido) del fluido, ostacolando la
condizione di perfetta miscelazione; inoltre se il vortice profondo arrivasse alla girante, parte

dell'aria verrebbe ad essere miscelata assieme al liquido da trattare, con effetti spesso indesiderati.
Una alternativa all'uso dei setti (per apparecchiature di dimensioni non troppo elevate) il
posizionamento inclinato (o in posizione non perfettamente assiale) della girante.[14]
I recipienti agitati possono inoltre essere provvisti di una camicia o di serpentine interne per il
raffreddamento o il riscaldamento del fluido da miscelare. Ad esempio, nel caso dell'impiego come
CSTR per reazioni esotermiche, la camicia esterna permette il raffreddamento dell'apparecchiatura,
mentre la continua agitazione indotta dalla girante previene la formazione di hot spot, ovvero punti
in cui la temperatura raggiunge valori non ammissibili dal punto di vista della sicurezza
dell'impianto.
Letti fluidizzati
I letti fluidizzati sono particolari apparecchiature chimiche, che permettono l'omogeneizzazione di
solidi granulari grazie al passaggio di un fluido nel serbatoio che li contiene. L'operazione di
fluidizzazione provoca un forte miscelamento del solido, e quindi indicata nel caso di reazioni
fortemente esotermiche, per le quali fondamentale smaltire il calore in maniera efficiente. Il
continuo rimescolamento delle particelle solide nel letto fluidizzato incrementa, oltre al coefficiente
di scambio di calore, anche il coefficiente di scambio di materia.

Agitatori a flusso assiale e a flusso radiale

Flusso prevalentemente assiale (a sinistra) e flusso prevalentemente radiale (a destra).


La miscela pu essere mossa dall'agitatore in direzione prevalentemente assiale (ovvero lungo l'asse
di rotazione dell'albero) o in direzione prevalentemente radiale (ovvero in direzione perpendicolare
all'asse di rotazione dell'albero). La direzione del flusso (assiale o radiale) dipende dalla geometria
della girante impiegata.
Agli agitatori a flusso prevalentemente assiale appartengono le giranti a pale piatte inclinate e le
eliche marine; in questo caso si massimizza la portata movimentata, mentre gli sforzi di taglio
impressi dalla girante alla miscela sono minimi.
Agli agitatori a flusso prevalentemente radiale appartengono le giranti Rashton (o a disco con
pale), le giranti paddle, gli agitatori a barre e gli agitatori a disco; in questo caso si massimizzano
gli sforzi di taglio impressi dalla girante alla miscela (quindi la turbolenza locale), mentre la portata
movimentata minima.

Oltre alla geometria della girante, anche l'altezza della girante dal fondo del recipiente agitato
influenza la tipologia di flusso. Ad esempio posizionando una girante Rashton molto vicino al
fondo del serbatoio ci si riconduce al caso del flusso prevalentemente assiale.
Le giranti di tipo assiale vengono preferite nei processi bulk-motion controlled, ovvero processi di
omogeneizzazione di fluidi miscibili e dispersione solido-liquido, nei quali cruciale la
massimizzazione del moto d'insieme.
Le giranti di tipo radiale vengono invece preferite nei processi shear-rate controlled, ovvero
processi in cui necessaria la rottura di un'interfaccia di fasi (ad esempio liquidi immiscibili), per i
quali sono necessarie forze di taglio elevate.

Numero di potenza e numero di pompaggio

Portata volumetrica smaltita da una girante assiale (a sinistra) e radiale (a destra).


I parametri da tenere in considerazione nel dimensionamento di un agitatore sono essenzialmente la
portata trattata e la capacit di pompaggio. Questi parametri vengono associati a due numeri
adimensionali, chiamati numero di potenza (in inglese power number)[15] NP e numero di
pompaggio (in inglese pumping number) NQ,[16] definiti come:

in cui:

Q: portata volumetrica smaltita dalla girante [m3/s]


N: numero di giri della girante [rpm]
D: diametro della girante [m]
P: potenza meccanica assorbita dall'agitatore [W]
: densit della miscela [kg/m3]

Conoscendo la natura della miscela da trattare e stabilita la geometria dell'agitatore, possiamo ricavare direttamente portata smaltita a partire dal
numero di pompaggio e la potenza assorbita dal numero di potenza (da qui il nome delle due quantit adimensionali). Il numero di potenza maggiore
per gli agitatori radiali, mentre il numero di pompaggio maggiore per gli agitatori assiali.

Derivazione dell'equazione di progetto


Equazione costitutiva e equazione di bilancio della quantit di moto [modifica]

Sistema di riferimento associato al miscelatore.

Consideriamo un agitatore con asse dell'albero disposto verticalmente, e fissiamo il nostro riferimento cartesiano sull'asse dell'albero (o mozzo), con z
rivolto verso il basso, nella stessa direzione quindi dell'accelerazione di gravit g. La velocit e la pressione dipendono dalle coordinate spaziali
(x,y,z) e dal tempo (t):

Assumendo che il fluido sia incomprimibile, la densit rimane costante nel tempo. Inoltre introduciamo l'ipotesi di fluido newtoniano, per cui lo
sforzo tangenziale dato da:

essendo s lo spostamento tangenziale subito da un elementino di fluido in corrispondenza della velocit tangenziale v.
L'equazione costitutiva per questo sistema si scrive:

mentre l'equazione di bilancio di quantit di moto data dall'equazione di Navier-Stokes:

in cui

la derivata totale del vettore velocit.

Le condizioni al contorno associate sono:

si pu introdurre la pressione dinamica P come:

in termini di pressione dinamica, l'equazione di bilancio di quantit di moto diventa:

in questa maniera abbiamo inglobato due termini in uno.

Adimensionalizzazione dell'equazione costitutiva e dell'equazione di bilancio della quantit di moto

Costanza di NP e NQ
Sotto particolari condizioni il numero di potenza NP e
il numero di pompaggio NQ possono essere
considerati costanti.
Il numero di pompaggio NQ funzione del numero di
Reynolds (Re) e del numero di Froude (Fr), ma nel
caso di moto turbolento sviluppato (indicativamente
Re>10000) Re + , e se la superficie del pelo
libero pu assumersi piatta[17], allora anche la
dipendenza dal numero di Froude cade.
Allo stesso modo, il numero di potenza NP dipende
dal numero di Reynolds e dal numero di Froude, e se
si hanno le condizioni di pelo libero piatto e moto
turbolento sviluppato, si pu assumere che anche esso
sia costante.
Inoltre l'andamento del numero di potenza rispetto a
Re lineare (in scala logaritmica) per bassi valori di
del numero di Reynolds (approssimativamente per
Re<10).

Le equazioni viste possono essere adimensionalizzate introducendo le seguenti quantit


adimensionalizzanti:

essendo N il periodo di rotazione della girante.[18]


A partire dalle quantit adimensionalizzanti definiamo le quantit seguenti adimensionali:

x*=x/D
y*=y/D
z*=z/D
t * = Nt

Definiamo inoltre i seguenti operatori adimensionali:

[19]

L'equazione costitutiva e l'equazione di bilancio adimensionalizzate sono:

essendo Re il numero di Reynolds. La seconda equazione pu essere riscritta come:

Adimensionalizzando le condizioni al contorno, otteniamo:

in cui Fr il numero di Froude.

Nell'ipotesi di pelo libero piatto o se la superficie chiusa da un tetto flottante, la velocit


adimensionale perde la sua dipendenza dal numero di Froude. In queste condizioni, essendo
indipendente da Re e Fr, possiamo ritenere che sussista una similitudine geometrica e dinamica,
ovvero lo scale-up non modifica le caratteristiche del sistema.

Geometria standard [modifica]

Geometria standard.
Nella progettazione dei recipienti agitati si preferisce spesso non dimensionare l'apparecchiatura
massimizzando il numero di portata per i processi di omogeneizzazione e il numero di pompaggio
per i processi di dispersione, bens si sceglie per il dimensionamento una geometria standard, i cui
dati in letteratura sono pi reperibili rispetto alle altre geometrie possibili. Addirittura si fa uso di
girante Rashton, che una girante radiale, anche per i processi di omogeneizzazione (per i quali
sarebbe preferibile una girante assiale), perch in questa maniera possiamo ricondurci alla
geometria standard, che l'optimum in termini di sicurezza del processo.
Nella figura a fianco sono riportate le misure della geometria standard, che possono essere scalate in
virt della costanza del numero di portata e del numero di pompaggio.

Sistemi solido-liquido
Nella miscelazione di una fase solida con una fase liquida, non si raggiunge quasi mai (dal punto di
vista operativo) la condizione di sospensione uniforme, che la condizione fluidodinamica in cui la
concentrazione di solidi disciolti nel recipiente costante al variare dell'affondamento.[20] Uno dei
pochi casi in cui la condizione di sospensione uniforme voluta riguarda la reazione di
polimerizzazione.
invece di maggiore interesse pratico la condizione che viene detta con terminologia inglese just
suspension condition, che corrisponde alla condizione in cui ogni particella solida rimane sul fondo

del recipiente per un tempo non superiore a 1-2 secondi, per cui in un determinato istante la
stragrande maggioranza delle particelle solide sono disponibili agli scambi di materia e di calore. In
queste condizioni, la concentrazione dei solidi sospesi nella miscela aumenta all'aumentare
dell'affondamento.
La frequenza NJS corrispondente alla just suspension condition pu essere ricavata dalla seguente
correlazione, detta correlazione di Zwietering (1958):[21] [22]

in cui:

la viscosit della miscela


dp il diametro medio delle particelle solide
g l'accelerazione di gravit
la variazione di densit tra il liquido (L) e il solido (p)
D il diametro della girante
B il rapporto percentuale tra la massa solida e la massa liquida
S un parametro che dipende dalla geometria del sistema.

Sistemi liquido-liquido e gas-liquido


Se consideriamo un processo di dispersione liquido-liquido (immiscibili tra loro) o gas-liquido,
aumentando il numero di giri al minuto (N, in [rpm]) della girante, a parit di portata gassosa
insufflata nel distributore, attraversiamo diversi regimi, aventi grado di miscelazione crescente.
Per velocit angolari basse, ricadiamo nel regime di girante allagata, in cui la fase dispersa sale dal
distributore senza avere un considerevole aumento dell'interfaccia tra le fasi.
A velocit angolari maggiori si ha la formazione di un anello di ricircolo primario[23] sopra la
girante; siamo in condizione di carico (loading).
Aumentando ulteriormente N, siamo in condizione di completa dispersione, con la formazione di
due anelli di ricircolazione primaria: uno sopra la girante e uno sotto di essa.
Per velocit angolari ancora maggiori, si ha la comparsa di anelli di ricircolazione secondaria.

Regimi di miscelazione per sistemi liquido-liquido e gas-liquido.