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COMPOSTI TERPENICI

I terpeni sono composti presenti soprattutto nelle piante aromatiche, cioè ricche di oli essenziali.

Sono sostanze derivate dall’unione di unità isopreniche (5C), generalmente lipofile con scheletro
idrocarburico. Le unità isopreniche sono legate in modo testa-coda nella struttura terpenoidica e a
seconda del numero di queste unità si parla di: Li distinguiamo in:

• Monoterpeni (2 unità) presenti negli OE

• sesquiterpeni (3 unità) presenti negli oli essenziali

• Diterpeni (4 unità) presenti nelle resine e oleoresine

• Triterpeni (6 unità) negli steroidi

• Tetraterpeni (8 unità) nei coloranti naturali

• Polisopreni nelle gomme naturali

L'isoprene deriva dal'acetato attraverso la via dell'acido mevalonico. A parte i terpeni, in natura
esistono altri composti detti "meroterpenoidi", formati da unità isopreniche e non isopreniche,
come fitormoni, clorofille e cumarine.

Caratteristiche

• Prevalenza di strutture idrocarburiche con scarsa funzionalizzazione dovuta a gruppi


ossigenati.

• Derivazione biosintetica dalla polimerizzazione di unità isopreniche

• Variazione ampia nel numero di monomeri (cioè PM)

• Sono presenti in tutte le forme viventi

Dal punto di vista chimico-fisico sono composti volatili, solubili in solventi organici (per il basso PM
e per la presenza dei gruppi ossigenati)

OLI ESSENZIALI O ESSENZE

Per olio essenziale, s’intende una miscela di sostanze (costituite da 100- 150 molecole)
bassobollenti e cioè volatili a temperatura ordinaria (ambiente). Sono presenti nelle piante
erbacee (quindi evolute) a protezione della stessa. Gli olii volatili presentano le seguenti
caratteristiche comuni :

• Dal punto di vista chimico:

• Liquidi con spiccata volatilità a Tamb


• Composizione complessa basata su numerosi costituenti a basso PM e limitata
funzionalizzazione

• alcuni presentano alla luce un colore e un grado di fluorescenza caratteristici

• Dal punto di vista biologico:

• Produzione dell’essenza in cellule oleose e successivo rilascio verso l’esterno o


segregazioni in spazi specializzati

• Specifiche caratteristiche organolettiche

• Frequente attività antimicrobica

Gli olii essenziali possono essere suddivisi nelle seguenti categorie :

• Idrocarburi terpenici: olio essenziale di trementina, di ginepro, di limone

• Alcooli: olio essenziale di coriandolo, del legno di sandalo, di eucalipto

• Miscele di esteri ed alcooli: olio essenziale di lavanda

Negli oli essenziali prevalgono le caratteristiche chimico-fsiche degli idrocarburi a basso PM, e cioè
scarsa reattività, stato fisico liquido e volatilità (tuttavia ci sono casi, come per la canfora, in cui
l'OE si presenta solido a temperatura ambiente). Queste proprietà sono alla base dei metodi di
separazione, preparazione e conservazione.

Conservazione: devono essere conservati in recipienti ermeticamente chiusi (per non far
fuoriuscire la fragranza), non di plastica, inerti e tenuti al riparo dalla luce e dall’umidità, oppure
attraverso l’inclusione o microincapsulazione in polisaccaridi vegetali e gomme idrosolubili, tali da
permettere una lunga conservazione (ad es le ciclodestrine sono molecole in grado di catturare
l’odore e mantenerlo nel tempo, nel caso del caffè si fa spargere l’olio essenziale su un letto di
destrine che lo catturano rilasciandolo ex-novo una volta fatto ossigenare).

Dove sono localizzati gli oli essenziali?

• Peli ghiandolari

• Vescicole peduncolate

• Tasche lisigene (dovute alla distruzione delle cellule deputate alla sintesi dell’olio
essenziale) e schizogene (in cui le sostanze si accumulano al centro perché le cellule si
ritirano)
Nella stessa pianta l'OE può avere composizione diversa a seconda dell'organo in cui è localizzato.
Per es. l'olio di cannella che si ricava dalla corteccia del tronco e dei rami di Cinnamomum
zeylanicum contiene il 65-75% di aldeide cinnamica, mentre quello che si ricava dalle foglie
contiene il 90% circa di eugenolo e quello della corteccia delle radici contiene principalmente
canfora.Così pure, nel caso dell’arancio amaro (Citrus aurantium L., ssp. aurantium), il pericarpo
del frutto si utilizza per preparare l’essenza di arancio amaro (essenza di Bigarade), i fiori per
produrre l’essenza di neroli, e le foglie, i ramoscelli ed i piccoli frutti per ottenere, per distillazione
in corrente di vapore, il petitgrain oil: questi tre oli essenziali presentano una diversa
composizione chimica. Inoltre anche fattori ambientali come luce, temperatura, umidità ecc...
possono influire sulla composizione dell'olio essenziale.

Funzione:

• Attrarre agenti impollinatori

• Ruolo allelopatico (è la capacità di alcune piante di produrre molecole che impediscono lo


sviluppo di altre specie vegetali; ad es il noce produce HCN quando le foglie entrano in
contatto con l’acqua)

L'attività armacologica dell'OE non deve essere confusa con quella della pianta di provenienza. Le
potenziali azioni farmacologiche fondamentali degli OE sono:

- antibatterica (es. rosmarino, timo)

- antivirale (es. menta, melissa, artemisia, eucalipto)

- antiossidante (es. basilico, cannella, noce moscata, melissa, salvia..)

Preparazione:

• Estrazione con metodi meccanici (es spremitura degli agrumi: nel caso dell’arancio ottengo
dalla spremitura il succo d’arancia, per ottenere l’olio essenziale invece, che è contenuto
nelle tasche lisigene della buccia non spremo, ma uso delle punte di metallo che
incideranno la buccia liberando così l’olio essenziale)

• Estrazione in corrente di vapore (idro distillazione: consiste nell’immersione diretta del


materiale vegetale nel recipiente riscaldato e portato a ebollizione; distillazione con vapore
saturo)

• Estrazione con solventi (per formare la concreta o l’assoluta)

• Macerazione in alcool (violetta)

Quanto Oe posso ricavare da una pianta? Dipende ma cmq poco. Per es da 100gr di rosmarino
ottengo per bollitura 0,5-0,6 mL OE, mentre per ottenere 1 mL di OE di rosa serve un quitale di
petali!
Metodo di analisi:

• TLC

• GCM (Gascromatografiamassa): è la metodica più utilizzata; si esamina l’olio attraverso un


gascromatografo a cui si attacca una gas massa e dove si inserisce l’olio essenziale.
Dall’analisi otterrò dei picchi cromatografici rappresentativi delle molecole presenti, alla
fine avrò un cromatogramma costituito da 100-150 picchi che posso usare per un lavoro di
fingerprinting

Per l’identificazione degli oli essenziali si usa in genere la droga fresca. Un saggio piuttosto
sempli- ce prevede l’estrazione in corrente di vapore e la suc- cessiva determinazione del
volume di olio immisci- bile con l’acqua con essa estratta. Un altro saggio pre- vede la
cromatografia su strato sottile dell’estratto della droga in etere di petrolio. La lastra cromato-
grafica pretrattata con fluoresceina, mostra all’UV delle macchie nere su fondo giallo brillante.

Perché confrontare due oli essenziali? Per il controllo di qualità, e per cercare un’eventuale azione
farmacologica (attraverso il fingerprinting)

NB possono essere irritanti e fotosensibilizzanti. Inoltre in alcuni casi possono verificarsi gravi
conseguenze come, ad esempio, nell'intossicazione acuta da essenze contenenti tujone (salvia,
assenzio) che ha un effetto neurotossico ed abortivo.

DROGHE CHE CONTENGONO PREVALENTEMENTE OE

Dove troviamo gli oli essenziali? Nelle angiosperme

ANICE STELLATO (Illicium Anisatum, Magnoliacee)

Albero dell’asia orientale sempreverde, con foglie intere. I fiori hanno un perianzio formato da
15-20 antofilli disposti a spirale. Il frutto legnoso è formato da 8-12 follicoli disposti a stella sul
peduncolo (detto columella)

Droga: frutti

Costituenti: anetolo, estragolo, limonene

Attività: eupeptica, stomachica, carminativa, antidiarroica, stimolante della secrezione salivare.

L'anetolo può essere tossico a livello del SNC e dare letargie e convulsioni
FINOCCHIO FETIDO (ANETO) ( Anethum graveolens, magnoliacee o ombrellifere?)

Pianta erbacea annua simile nell’aspetto al finocchio. I frutti sono piccoli acheni ovali appiattiti
e coste marginali sviluppati come ali (Attenzione sembrano semi ma sono frutti!). Hanno odore
forte e sapore aromatico-piccante. Fiori gialli, piccoli e pentameri raccolti in infiorescenze ad
ombrella. Fusto liscio e foglie pennato-composte.

Droga: frutto, sommità fiorite

Costituenti: OE (carvone, D-limonene e fellandrene)

Attività: le sommità fiorite/infuso hanno azione stomachica, antinfiammatoria intestinale e per


meteorismo; i frutti/decotto hanno azione carminativa, diuretica

• CANNELLA (Cinnamomum Zeylanicum, Lauracee)

E' riportata anche in FUI come cinna-momi cortex.

Albero della Cina (Ceylon, sud est Cina) con fusto dritto e rami lisci e quadrangolari. grandi
foglie acuminate, coriacee, picciolare con 3 nervature. Fiori trimeri (3 petali) bianco-giallasstri.
frutto è una bacca con un seme

Droga: corteccia del fusto (quills) essiccata. Cilindri o cannelli di 5-10 cm costituiti da più di 5
pezzi di corteccia arrotolate le une nelle altre, di colore marroncino e odore forte ed aromatico
e sapore dolciastro.

Costituenti: cinnamaldeide, eugenolo (fenilpropanoidi), safrolo

Uso: ricostituente, aromatizzante, antibatterico, antiastenico.

ad alte dosi da sonnolenza e depressione e può causare allergie da contatto

• CANFORO (Cinnamomum Camphora, Lauracee)

Albero molto alto (10-40 m) originario di cine e Giappone. Ha foglie alterne, con 3 nervature
principali, picciolate e con vertice appuntito. Fiori piccoli e biancastri. Il frutto è una drupa
violacea

Droga: tutta la pianta (tasche lisigene) specie dal legno da cui si ricava per distillazione in
corrente di vapore la canfora naturale (chetone dell’isoborneolo)
Costituenti: canfora, aldeide cinnamica, eugenolo, safrolo.

Uso: stimolante del SNC e quindi usato negli stati adinamici (shock, astenia), analettico (veniva
usata nei disturbi cardiaci), revulsivo, antisettico, contro i dolori muscolari (sportivi), un tempo
era usato come antitarme negli armadi.

NB attenzione al sovradosaggio che determina irrequietezza, allucinazioni e delirio

Oggi si usa la canfora ottenuta per sintesi

• ARANCIO AMARO (Citrus Aurantium, Rutacee)

Albero con spine caulari, foglie sparse, con picciolo alato, glabre e lucide, verde scuro. I fiori
sono bianchi. Il frutto è un esperidio (frutto vero). Si distingue dall'arancio dolce per le foglie
dal picciolo alato e per le spine caulinari verdi.

Droga: frutto (buccia). La buccia è costituita dall'esocarpo o flavedo, è verde nei frutti immaturi
e giallo-arancione in quelli maturi. Dai fiori si ottiene per distillazione l'essenza di neroli,
mentre dalle foglie l'essenza di petit-grain.

Costituenti: OE (+)limonene (90%), linalolo, geraniale, cumarine

Uso: sedativo, stomachico, digestivo, antispasmodico, amaro tonico. La buccia si usa in


liquoreria e l'essenza di neroli è molto usata in profumeria.

• BERGAMOTTO (Citrus Bergamia,Rutacee)

Pianta perenne, il frutto non è commestibile (costituisce la droga)

Costituenti: acetato di linalile (>30%), limonene, terpinene, pinene, geraniale

Droga: frutti (epicarpo)

Uso: profumiero (fotosensibilità) come aromatizzante e fissatore

• LIMONE (Citrus Limon)

Albero sempreverde spinoso con foglie ovate e seghettate, fiori bianchi ascellari e solitari, il
frutto è un esperidio

Droga: frutti, succo, foglie

Costituenti: (-)limonene, citrale, flavonoidi, tannini, acido citrico


Uso: antisettico (olio), antiscorbutico (succo), eupeptico (decotto scorze?), stomachico e
corroborante (decotto), vaso protettivo (flavonoidi)

• ANICE VERDE (Pimpinella Anisum, Apiacee)

Pianta erbacea annuaa. Ha foglie lobate, pennato-composte, caratterizzate da eterofillia. Fiori


bianchi, il frutto è un achenio (falso frutto) con pericarpo peloso e ghiandole oleifere

Habitat: regioni mediterranee

Droga: frutto è un diachenio che viene chiamato impropriamente seme. Forma ovoide e colore
giallo-verdastro.

Costituenti: OE il cui componente principale è l'anetolo (90%), ma anche estragolo e


anisaldeide. Contiene inoltre polisaccaridi e flavonoidi.

Uso: spasmolitico, carminativo (stimola la secrezione salivare), stimolante della secrezione


lattea. Gli si attribuiscono proprietà estrogene, dovute probabilmente allo stilbene (si forma
dall'anetolo per dimerizzazione). Per os o per inalazione trova impiego come mucolitico.

La conservazione è difficile in quanto lla concentrazione di OE diminuisce rapidamente.

• FINOCCHIO (Foeniculum Vulgare, Apiacee)

Pianta erbacea di circa 80-100 cm, con fusto ramificato, lucido, pieno. Fogie verde-blu scuro
divise in lacinie filiformi. Fiori piccoli e gialli raccolti in ombrelle terminali. il frutto è un
diachenio ciindrico-affusolato con 5 costole e 4 vallecole

Droga: frutti essiccati. Si raccolgono quando il colore passa dal verde scuro al giallo.

Costituenti: OE (anetolo (principale), estragolo, fencone), furanocumarine

Uso: spasmolitico, carminativo, antinfiammatorio delle vie aeree. La radice viene usata come
infuso per aumentare la diuresi.

• EUCALIPTO (Eucaliptus Globulus, Myrtaceae)

Albero dell’Oceania (fino a 150 m) a rapida crescita, sempreverde, corteccia grigio-rossastra o


bruno-giallastra. Le foglie sono caratterizzate da eterofillia (quelle giovani sono sessili e
opposte, quelle adulte alterne e a mezzaluna) coriacee e verde lucido. Presenta bocci florali
coperti dal lembo del calice che poi cade come un coperchio. Il frutto è una capsula legnosa
deiscente di forma quadrangolare contenente numerosi piccoli semi.
Droga: foglie falciformi dei rami adulti. Raccolte in estate/autunno, si conservano in recipienti
ben chiusi per non più di un anno. Per distillazione si ottiene l'essenza di eucalipto, liquido
incolore o giallino-verdastro, di odore gradevole e sapore fresco, aromatico e pungente.

Costituenti: OE (eucaliptolo o cineolo + altri composti terpenici).

Uso: espettorante, balsaimco, mucolitico, antibatterico. Per cui usato nelle malattie da
raffreddamento e nelle bronchiti sotto forma di tisane, inalazioni, sciroppi e caramelle.
L'eucaliptolo è preferibile all'Oe perchè questo contiene anche sostanze irritante per le
mucose delle vie respiratorie.

L'essenza di eucalipto determina aumento della metabolizzazione a livello epatico, che può
modificare l'azione di farmaci assunti contemporaneamente. Attenzione nei bambini per la
possibilità di convulsioni.

• CHIODI DI GAROFANO (Eugenia Caryophyllata o Syzygium aromaticum, Myrtacee)

Albero sempreverde con foglie opposte, ovali e coriacee. Fiori bianco rosati. I chiodi di
garofano sono i bocci fiorali lunghi 10-12 mm, formati da un peduncolo con una parte
ingrossata da sepali e tepali saldati; colore bruno-cannella, odore tipico, sapore aromatico e
bruciante.

Habitat: originario delle Molucche, ora coltivato a zanzibar, Sumatra, Madagascar.

Droga: bocci florali non ancora aperti

Costituenti: OE di colore giallo chiaro (eugenolo, cariofillene) solubile in acqua (a diferenza


degli altri)

Uso: analgesico, antisettico, antiinfiammatorio (faringiti) carminativo, stomachico, tonico,


spasmolitico. Usato in odontologia come antalgico locale.

• LAVANDA (Lavandula angustifolia/officinalis/spigo/latifolia, Lamiacee)

Pianta suffrutice 50-80 cm, fusto eretto non ramificato con foglie lineari, sessili, pelose e poi
glabre. Fiori disposti in verticilli a formare una pseudospiga lungamente peduncolata.

Habitat: regioni mediterranee, Nord Africa, Stati Uniti

Droga: fiori, raccolti prima della schiusa, formati da calici tubulari bluastri con petali
fortemente raggrinziti.

Costituenti: OE costituito soprattutto da monoterpeni come linalolo, geraniolo, borneolo

Uso: antisettico, cicatrizzante, sedativo, bechico, vasodilatatore, antinevralgica.


• ROSMARINO (Rosmarinus Officinalis, Lamiaceae)

Suffrutice sempreverde dai rami esili con corteccia grigiastra. Foglie sessili, coriacee, lineari,
persistenti, pagina superiore lucida e inferiore opaca per peli ramificati. I fiori sono bilabiati, di
colore azzurro-violetto, riuniti in spicastri ascellari.

Droga: parti aeree fiorite

Costituenti: OE (borneolo, canfora, pinene, limonene), flavonoidi (apigenina, crisina)e acidi


polifenolici

Uso: eupeptico, revulsivo, analgesico, spasmolitico, amarotonico, batteriostatico

(l’olio essenziale è fetido ma viene usato come base nei profumi per la capacità mordenzante-
si fissa sulla pelle e ci rimane a lungo)

• MENTA PIPERITA (Menta Piperita, Labiate)

In realtà si parla di mente, perchè ne esistono moltissime varietà (o specie?): M.officinalis


pallescens, m.p.rubescens.

Pianta erbacea perenne ibrida. Caule alto 50-100cm, ramificato, con foglie opposte e
oblunghe, acute all'apice e arrotondate alla base. i fiori sono rossi, piccoli con corolla
imbutiforme e sono riuniti in spicastri tetralobati terminali

Droga: parti aeree fiorite

Costituenti: OE (mentolo, mentone, isomentone, mentofurano), tannini, flavonoidi, lipidi


(acido palmitico, linoleico, linolenico), minerali, acido ascorbico.

(importante per la produzione del mentolo la sequenza biogenetica: geraniolo -> piperitone->
mentone-> mentolo)

(via biosintetica: piperitone-> pulegone-> mentofurano)

Uso: decongestionante nasale, spasmolitico (no per i bambini piccoli- cmq in generlae non
prima di 6-8 aa cme tutti gli OE), batteriostatico, sedativo, antisettico, rinfrescante (cosmetica).

Controindicata nei pz con ostruzioni biliari, disturbi epatici, RGE e calcoli renali.

• MELISSA (Melissa Officinalis, Lamiacee)

Pianta erbacea perenne e pelosa alta 70-100 cm, con foglie ovate, picciolate, opposte, con
margine dentato ed evidente nervatura secondaria reticolata; i fiori sono bilabiati e riuniti in
spicastri ascellari. Il frutto è un tetrachenio. Odora di limone.
Habitat: Spontanea nei luoghi umidi e ombrosi di Asia occidentale, Africa settentrionale ed
Europa meridionale

Droga: parti aeree/foglie. Le foglie vengono raccolte prima dela fioritura (aprile- maggio)

Costituenti: OE (citrale, citronellale), flavonoidi, acidi polifenolici

Uso: antimicrobico, sedativo (disturbi del sonno), disturbi gastrici di natura psicosomatica,
antispasmodico. ( a Parigi nel XVII sec si usava per fare "l’acqua di melissa dei carmelitani" che
si usava per calmare "i bollenti spiriti" delle giovani novizie).

Gli effetti secondari sono trascurabili cmq è opportuno controllare la funzionalità tiroidea
perchè è stato segnalato il rischio di un'azione inibitoria a livello ipofisario sulla secrezione di
TSH).

• SALVIA (Salvia Officinalis, Labiate)

Suffrutice cespuglioso con fusti erbacei, alto 70-90 cm. Le foglie sono opposte, ellittiche e
pelose. I fiori blu-violacei sono in verticilli con corolla tubulare. il frutto è un tetrachenio
ovoidale

Droga: sommità fiorite essiccate, foglie.

Costituenti: OE( canfora, alfa e beta-tujone, cineolo) flavonoidi

Uso: antiforfora, antisettico, alimentare, problemi digestivi. Usata come coluttorio nel
trattamento di flogosi del cavo orale e della gola; applicata localmente è utile nelle infezioni
erpetiche ricorrenti.

Gli estratti alcolici sono controindicati in graidanza e l'uso prolungato può causare convulsioni.

SESQUITERPENI (15 atomi di carbonio)

Sono classificati in aciclici, biciclici e monociclici

I lattoni sesquiterpenici sono presenti nei peli secretori e nelle parti ipogee, hanno attività
citotossica, antibatterica, antinfiammatoria. Caratteristico è il sapore amaro.

• CAMOMILLA (Matricaria camomilla, Composite tubuliflore)

Pianta erbacea annua alta 30-50 cm cn caule glabro, scanalato con foglie isolate
bipennatosette con lacinie brevi, sottili e appuntite. Le infiorescenze hanno capolini di 10-17
cm di diametro, formati da un ricettacolo cavo con numerosi fiori ermafroditi tubulari gialli
circondati da 12-20 fiori femminili ligulati bianchi. I frutti sono rappresentati da piccoli acheni
(1 mm), gialli o bruni, senza pappo, contenenti un seme. Olio azzurro molto scuro e denso.

Habitat: spontanea in luoghi erbosi, dalla pianura alla collina, in Europa centro-meridionale e in
asia minore. Coltivata in numerosi paesi.

Droga: capolini essiccati. Vengono raccolti in maggio-luglio, disposte su teali in strati sottili ed
essiccate in luogo ombroso e ben areato o in essiccatoi.

Costituenti: lattoni, cumarine, flavonoidi, L'OE (composto principalmente da bisabololo e


azulene come matricina e camazulene -sesquiterpeni ciclici-)

Uso: antisettico, spasmolitico, antinfiammatorio (uso esterno), ansiolitico. il bisabololo sembra


avere anche effetto protettivo nei confronti dell'ulcera gastrica e proprietà antibatteriche e
fungicide.

(NB: le vengono attribuite scarse proprietà sedative, ma elevate proprietà antiinfiammatorie


-FUI-, in Europa ha limiti nella somministrazione per donne in gravidanza e bambini di età
inferiore ai 3 anni per la presenza dei lattoni).e in più ha la capacità di concentrare i pesticidi.

Attenzione può dare dermatiti da contatto, fotosensibilizzazione (cumarine), fenomeni


antitrombotici come gli altri OE,

• CAMOMILLA ROMANA (Anthemis nobilis, Composite tubuliflore)

Pianta erbacea con radice a fittone, morfologicamente simile alla matricaria camomilla,
rispetto a questa ha lacinie più brevi e fitte, oltre che capolini più grandi e caule peloso. I frutti
sono acheni giallo-verdastri, lunghi meno di 1 mm e molto sottili. OE azzurro scuro e denso.

Habitat: cresce su prati sabbiosi e secchi nell'Europa occidentale e meridionale. Ampiamente


coltivata in Europa e Nord America.

Droga: capolini essiccati, raccolti da giugno a settembre, stesi su telai essiccati all'ombra o in
essiccatoi ad aria secca.

Costituenti: angelato di isobutile, isoamilangelato, lattoni sesquiterpenici (nobilina), cumarine


e flavonoidi (apigenina,quercitrina, luteolina), acidi fenolici, mucillagini, OE composto da esteri
dell'acido angelico,tiglico, crotonico ecc..

Uso: antisettico, spasmolitico (attenzione: può dare dermatite da contatto, fotosensibilità). Gli
infusi vengono usati come sedativi (forse per la presenza di sostanze BDZsimili).
• ASSENZIO (Artemisia absinthium, Composite)

Pianta erbacea annuale o perenne, odorosa, amara e pelosa (aspetto serico-argentato). Ha


foglie picciolate, tripennato sette alla base, bipennatosette quelle mediane, intere e lineari
quelle alla sommità. Le infiorescenze sono grappoli unilaterali di capolini globulari, composti
da brattee vellutate che racchiudono piccoli fiori giallastri maschili che circondano fiori tubulosi
centrali. I frutti sono acheni lisci obovati.

Habitat: spontanea nella fascia mediterranea fino alla zona subalpina.

Droga: foglie e fiori. La distillazione porta alla separazione dell'olio essenziale (verde-azzurro
dalla pianta fresca, giallo dalla pianta essiccata). Si può fare anche una macerazione in vino
dolce e una tintura.

Costituenti: OE (alfa e beta tujone, tuiolo, sesquiterpeni proazulenici -artemisina-), terpene


eptaciclico (absintina-amaro).

Uso: tonico, stimolante, stomachico, liquoristico

NB può dare origine ad assuefazione! Attenzione ad alte dosi il tujone è tossico perchè è un
forte stimolante del SNC (possibili crisi epilettiche).

 ARTEMISIA ANNUA (assenzio dolce , composite tubuliflore)


Erba aromatica suffrutice a foglie alterne, capolini piccoli in racemi. Ricettacolo piatto privo
di squame. I fiori sono tubulosi e i frutti sono acheni
Droga: Capolino essiccato
Costituenti: OE (cineolo), sesquiterpeni lattonici (artemisinina)
Attività: Antimalarica (schizonticida) Sono stati creati anche derivati di semisintesi
(artemetere ed artesunato)
La somministrazione prolungata di qualsiasi specie di artemisia può produrre malessere,
vertigini e convulsioni.

DROGHE CHE CONTENGONO TERPENOIDI ED ALTRI COMPONENTI ATTIVI

• CALENDULA (Calendula officinalis, Composite)

Il nome dal latino Calendae (primo giorno del mese) perchè fiorisce ogni mese quasi tutto
l'anno. Gli antichi la chiamavano Solsequium (che segue il sole), perchè i fiori si aprono al
sorgere del sole e si chiudono ala calare e sono sempre rivolti verso di esso.

Pianta erbacea dal fusto poco ramificato di 30-50 cm, erbaceo con base lignificata. Foglie
alterne, spatoliformi le inferiori e oblungo-lanceolate le superiori, coperte di peluria, di colore
verde-giallo e lunghe circa 15 cm. Capolini di 2-5 cm, singoli, peduncolati, con fiori che vanno
dal giall oall'arancione.

Habitat: coltivata nelle regioni temperate dell'asia, dell'india, del giappone, dell'africa
settentrionale e dell'america centro-settentrionale.

Droga: capolini essiccati

Costituenti: triterpeni (glicosidi dell'acido oleanolico), flavonoidi (rutina), mucillagini, saponine,


carotenoidi

Uso: per uso esterno trova impiego per punture di ape e vespe, antimicrobico, antiflogistico,
antisettico (l’olio essenziale è utile anche per l’acne iniziale), cicatrizzante, trattamento
disturbi circolatori (ulcere, vene varicose, emorroidi)

• ARNICA (Arnica montana, Composite)

Il nome arnica deriva dal greco "starnuto" perchè i fiori e le radici fanno starnutire.

Pianta erbacea perenne alta 60 cm, con foglie basali ovate e a rosetta. Il frutto è un achenio. I
fiori sono capolini di 6-8 cm di colore giallo con brattee disposte in due serie

Habitat: diffusa in tutta Europa, Russia meridionale e Nord America.

Droga: capolini essiccati. Si raccolgono in giugno-luglio.

Costituenti: terpenoidi (lattoni sesquiterpenici come elenalina), flavonoidi, olio volatile (timolo,
fellandrene, mircene, umulene...), arnicolide

Uso: contusioni, antinfiammatorio, antiecchimotico, uso in omeopatia (uso esterno)

 VITE BIANCA (Bryonia dioica, Cucurbitacee)

Pianta erbacea perenne originaria dell'Europa centrale e meridionale dell'Asia


occidentale e dell'Africa settentrionale.  radice grossa, carnosa, amara, ramificata e fusto
gracile, rampicante 2–4 m, angoloso, ramoso, ispido, con peli corti radi e ghiandolosi,
munito di cirri filiformi ravvolti a spirale alla sommità.
Foglie picciolate, palmate, con 5 lobi grandi, ovali, con il lobo mediano più grande degli
altri, a volte stretto e allungato, con margine ondulato e denticolato, superficie ruvida,
callosa, con peli radi e rigidi. Fiori dioici riuniti in piccoli racemi ascellari.
Frutto a bacca rossa a maturazione delle dimensioni di un pisello, verde nei primi
stadi, semiovoidali, compressi, strettamente marginati e chiazzati di nero.
Le radici contengono due glucosidi la brionina e brionidina, un olio essenziale, sostanza
pectiche e resinose (brioresina) olio, gomme ecc. i semi contengono un olio grasso ma data
la loro tossicità non è impiegabile a scopi alimentari.[2]

Tutta la pianta è velenosa soprattutto le bacche. Le radici essiccate o più raramente fresche
venivano utilizzate, a bassissime dosi, come purgante drastico, inoltre veniva utilizzata
contro malattie respiratorie come la pertosse e nei processi infiammatori polmonari
(Huchard), può provocare flusso emorroidario e mestruale data la congestione provocata
sugli organi pelvici.[2] In generale la pianta è irritante anche per contatto con la pelle in
casi di sovradosaggi, può provocare vomito, dolori colici, diarree sanguigne, ematuria e può
condurre alla morte per arresto cardiorespiratorio. Oggi dato i suoi inconvenienti non viene
più utilizzata.

- GINKGO (Ginkgo biloba, Ginkgoacee)

Albero alto fino a 40 mt, dioico (20% maschili; 80% femminili), è una gimnosperma con foglie
sparse, a ventaglio,bilobate, cortamente picciolate, con margine ondulato, nervature
parallelinervie dicotomiche (ancestrali, ricordiamo che è una pianta fossile) e a verticillo. Gli
esemplari maschili insieme alle foglie portano microsporofilli con le sacche polliniche, mentre
gli esemplari femminili portano ovuli isolati o a coppie inseriti su un peduncolo. L’ovulo è
protetto dall’arillo al cui interno c’è una polpa che quando cade a terra produce acido butirrico
che è fetido (piante femminili)

Habitat: originaria di Corea, Cina e Giappone, introdotta in Europa nel 1700

Droga: foglie

Costituenti: gingkolidi (diterpeni con struttura a sei anelli- bilobalide) flavonoidi (ginkgetina,
bilobetina), glicosidi flavonici (quercetina, kaempferolo, luteolina)

Uso: anti-PAF (antitrombotico), immunostimolante, antispasmodico, radical-scavenger.

I flavonoidi si comportano da scavenger dei radicali liberi; inoltre diminuiscono la permeabilità


e aumentano il tono della parete dei piccoli vasi (capillari, venule). Per queste attività le foglie
di ginkgo vengono utilizzate nei disturbi della circolazione periferica (degli arti) e
nell’insufficienza circolatoria cerebrale.
Il ginkgolide B è ritenuto, tra i componenti dell’estratto, il maggiore antagonista del PAF
(platelet activating factor), mediatore intracellulare implicato nei processi di aggregazione
piastrinica, formazione di trombi, reazioni infiammatorie. Il ginkgolide B può essere utile in
caso di asma, in quanto svolge un effetto protettivo sulla broncocostrizione indotta dal PAF.
Nei mercati orientali vengono venduti i semi di ginkgo come antielmintici. La pianta viene
usata anche in campo cosmetico.

Sostanze con attività antagonista al PAF sono: gossipolo, lignani, gingkolidi e flavonoidi.
Effetti collaterali e tossicità:
I frutti carnosi hanno azione urticante sulla pelle, per la presenza di acido ginkgolico e altre
sostanze fenoliche tossiche, mentre per ingestione provocano disturbi dell’apparato digerente,
respiratorio e circolatorio. I semi contengono la tossina 4-O-metilpiridossina, che viene
ritenuta responsabile di intossicazioni alimentari in Giappone e in Cina. I sintomi principali
sono convulsioni, perdita di coscienza e morte, particolarmente nei bambini.

Per quanto riguarda l’utilizzo cronico dell’estratto, gli effetti secondari osservati nell’uomo so-
no molto rari e si riferiscono solo a disturbi digestivi di poco conto. Comunque, a causa del
contenuto in acidi ginkgolici, ritenuti potenti allergeni da contatto, non si può escludere il
rischio di allergie.

- COCOMERO asinino (Ecballium elaterium, Cucurbitacee)

Pianta erbacea perenne con caule prostrato. Il frutto è un peponide (frutto vero carnoso,
dotato di elevata tensione osmotica che fa si che “sputi” semi e liquido-questo rappresenta
il metodo dipropagazione)

Droga: succo dei frutti maturi

Costituenti: triterpeni

Uso: purgante drastico. Attenzione è abortivo e citotossico.

• ANGELICA (Angelica Archangelica, Apiacee)

Pianta erbacea alta fino a 2m,fusti eretti, verdi striati e scanalati. il frutto è un diachenio. ha
una grossa radice a fittone, bruna all'esterno e bianca all'interno. foglie bipennatosette con
foglioline a margine seghettato. Fiori giallino-verdastri riuniti in grandi ombrelle semisferiche
pubescenti.

Droga: radice, raccolta in autunno o primavera da piante di almeno 2 aa.

Costituenti: cumarine, furocumarine (arcangelina)

Uso: anemia, disturbi del ciclo, dolori addominali, vertigini, emicrania

(l’angelicina è un induttore dell’emoglobina fetale, induce il differenziamento cellulare; è stata


identificata per analogia con alcune molecole di derivazine vegetale in grado di indurre
differenziamento eritroide)

- PIRETRO (Chrysanthemum cinerariaefolium, Composite)

Pianta erbacea iraniana con foglie pennatosette. La parte superiore del fusto è afillica con striature
longitudinali. Il frutto è un achenio arcuato

Droga: capolini essiccati


Costituenti: piretrine, cinerine

Uso: fitofarmaco, antielmintico, insetticida (zampirone)

COTONE (Gossypium herbaceum/barbadense, Malvacee)

Pianta annua con foglie isolate, palmato-lobate, margine intero e apice aguzzo. I fiori sono ascellari
giallo chiaro e peduncolati con tre caratteristiche brattee. Il frutto è una capsula loculicida. Dai
tricomi epidermici del seme si ricava il cotone, peli tubulari, schiaccaiti e ritorti, lugnhi 6-40 mm,
costituiti per il 90% da cellulosa, ma anche oli grassi e cere.

Droga: tricomi epidermici dei semi

Costituenti: cellulosa (90%), oli di grassi insaturi (si ricava il gossipolo, un sesquiterpene)

Uso: anticoncezionale (maschile), antifungino, creazione di materiale da medicazione.

DROGHE CHE CONTENGONO RESINE

Una resina è un secreto vegetale costituito da sostanze eterogenee come terpeni, composti alifatici ed
aromatici e reseni (prodotti di ossidazione dei politerpeni). Si presenta come una massa amorfa pastosa
che rammollisce con la temperatura. buone proprietà isolanti, sono presenti nelle gimnosperme.
Rappresentano il residuo della distillazione di una oleo-resina, miscele di resine ed oli essenziali,
particolarmente abbondanti nelle conifere e in alcune dicotiledoni. Le gommo-resine sono miscele di
sostanze resinose e gomme (es gommagutta). Vengono secrete dalla pianta (si trovano nei peli
ghiandolari, nelle cavità e nei dotti schizolisigeni) e trasudano spontaneamente o in seguito a lesioni
provocate dall’uomo. Per distillazione frazionata dalla resina si ottiene:

- Trementina: è la componente più volatile, viene usata per inalazioni e frizioni per l’effetto
balsamico e come diluente per le vernici

- Catrame vegetale: usate nelle dermatosi (es psoriasi)

- Pece greca: usata nell’industria delle vernici

- PINO (Pinus Sylvestris, Pinacee)

Albero alto fino a 40 mt fogli aghiformi strette e allungate. Tipiche infiorescenze coniche ossia le pigne
o meglio strobili (brattee che ricoprono gli ovuli) che contengono i semi (pinoli)

Droga: resina (trementina) ottenuta per distillazione da rami e foglie; gemme (decotto)

Costituenti: OE (acetato di bornile, linalolo, pinene, canfene) limpido incolore o giallo-verdastro.

Uso: gotta e reumatismi, balsamico, diuretico, antisettico, espettorante


- GINEPRO (Juniperus communis, Cupressacee)

Conifera arbustiva dioica con foglie verde glauco in gruppi di 3, sottili e appuntite, con due striature
biancastre nella pagina inferiore. Il frutto è una pseudobacca –galbulo- (formata da 3 brattee che
circondano il fiore femminile) sferica, nero-bluastra, di consistenza carnosa conosciuta come coccola.

Droga: coccole mature, corteccia. Le coccole si raccolgono a completa maturazione (2 aa).

Costituenti: Olio volatile (pinene, sabinene) e resina.

Uso: eupeptico, aromatizzante (liquore, GIN), some infuso è diuretico e antisettico delle vie urinarie
(però è sconsigliato perché irrita il tessuto renale), balsamico, espettorante, ipoglicemizzante,
antinfiammatorio.

DROGHE CHE CONTENGONO CAROTENOIDI (coloranti naturali)

I carotenoidi comprendono numerosi tetraterpenoidi, composti a 40 atomi di carbonio, con un sistema di


doppi legami e due anelli terminali alle due estremità della catena carboniosa. Il nome è stato loro
attribuito in seguito alla scoperta del β-carotene nelle carote (Daucus carota). Si tratta di pigmenti gialli e
rossi, ma anche verdi, che agendo nelle piante come collettori di energia luminosa svolgono un ruolo
importante nel processo di fotosintesi. Si suddividono in caroteni e xantofille: i primi sono idrocarburi, i
secondi dei derivati idrossilati. Tutti i carotenoidi derivano dal fitoene.

Le proprietà biologiche dei carotenoidi possono essere così riassunte:

(i) i carotenoidi, in particolare il β-carotene, vengono degradati nel lume intestinale a retinolo (vitamina A),
utile per gli occhi e la cute (una carenza di vitamina A causa xeroftalmia ed ipercheratosi). Il β-carotene è
presente nelle carote, nei meloni cantalupo, nei broccoli, negli spinaci e poi in uova, fegato, pesce e olio di
palma.

(ii) studi epidemiologici lasciano intendere che esiste una stretta relazione tra consumo di frutta e verdura
contenenti carotene e bassa incidenza di tumori.

iii)  i carotenoidi incrementano i livelli di glutatio- ne ed inibiscono l’ossidazione del DNA e delle LDL e la
perossidazione lipidica.

(iv)  i carotenoidi interferiscono con i processi di fo- tosensibilizzazione e pertanto sono utilizzati nel
trattamento della fotosensibilizzazione legata alla porfiria e dermatite di origine fototossica (orticaria, lupus
eritematoso, fotosensibilizza- zione da farmaci). Questi prodotti (β-carotene, cantaxantine) vengono dati
per os ; sono contro- indicati in caso di glaucoma e malattia retinica.

(v)  i carotenoidi, opportunamente utilizzati, colo- rano la cute sulla quale vengono spalmati, ma non
proteggono dai raggi UV. Pertanto entrano nella composizione di preparati abbronzanti.

(vi)  i carotenoidi, in particolare luteina e xantina (presenti nei cereali, rosso d’uovo, broccoli, le- gumi,
lattuga, kiwi, mango, arancia), preven- gono il rischio di cataratta e di degenerazione della macula.

CAROTA (Daucus Carota, Apiacee)

È una specie erbacea biennale, alta fino a 100 cm, che nel secondo anno sviluppa un fustoeretto e
ramificato con foglie verdi profondamente divise e pelose. Ha grandi ombrelle di forma globulare composte
da ombrelline secondarie. Queste sono a loro volta formate da fiori piccoli bianchi a cinque petali; il fiore
centrale è rosso scuro. L'infiorescenza presenta grandi bratteegiallastre simili alle foglie. I frutti sono acheni
da bruni a ± rossastri a maturità, da ovali a ellittici, con due ordini di coste longitudinali, uno con soli peli
semplici, l'altro portante solo aculei; durante la fruttificazione le brattee alla base della infiorescenza
tendono a chiudersi a protezione dei frutti assumendo spesso una forma globosa

Droga: frutti globosi, semi

Costituenti: carotenoidi

Uso: fotodermatosi, inibizione e prevenzione di neoplasie, diuretico, espettorante, galattogen

- ZAFFERANO (vedi alcaloidi)

- PEPERONCINO (Capsicum annuum/frutescens, Solanacee)

Pianta arbustiva perenne, fusto glabro e ramificato, con foglie alterne a lamina intera. Fiori giallastri- grigi. Il
frutto è una bacca allungata (2-3 cm) e leggermente ricurva all’apice di colore rosso bruno, al cui interno
presenta due logge che contengono numerosi semi appiattiti e giallognoli.

Habitat: Originario del Messico e dell’America del sud (Brasile, Perù ecc.) fu introdotto in Europa nel sec XVI
dagli spagnoli e diffusamente coltivato nelle regioni tropicali e subtropicali.

Droga: bacche peduncolate (frutti)

Costituenti: capsaicina (carotenoide)

Uso: rubefacente, nevralgie post-herpetica (come unguento per via esterna), antiforfora, contro la caduta
dei capelli

La capsaicina agisce sui recettori vanilloidi localizzati sulle fibre sensoriali gastriche attivandoli prima e poi
desensibilizzazndoli.L’azione della capsaicina è talmente forte che si è pensato di sfruttarla per bloccare le
terminazioni nervose e quindi usarla per il controllo del dolore. In passato inoltre era usato per conservare
gli alimenti. Ha anche blanda azione antisettica.

DROGHE CHE CONTENGONO IRIDOIDI

Gli iridoidi sono dei monoterpeni caratterizzati da un anello del tipo ciclopentanotetraidropirano, noto
anche come iridano. Di questo gruppo fanno parte anche i secoiridoidi, composti che presentano un’a-
pertura dell’anello ciclopentanico tra C-7 e C-8.

Molecole provenienti biosinteticamente del geraniolo (questo può dare o oli essenziali o iridoidi, per cui se
la pianta produce iridoidi non può produrre oli essenziali e viceversa). Sono presenti nelle angiosperme.
Hanno funzione di difesa e resistenza nei confronti degli agenti patogeni esterni, possiamo definirli in un
certo senso il risultato di un successo competitivo.

La estrazione di questi composti è piuttosto de- licata per la loro instabilità, che spiega il colore scu- ro che
ha luogo subito dopo la raccolta della parte della pianta che contiene iridoidi. L’importanza te- rapeutica
degli iridoidi e dei secoiridoidi è piutto- sto limitata. Alcuni (valepotriati) manifestano un ef- fetto sedativo,
altri (aucubina, verbenalina, logali- na) un marcato effetto antiflogistico se applicati localmente (per os sono
poco attivi), altri ancora hanno un sapore amaro (gentiopicrina).
Sono:

- Solubili in acqua e alcol

- Mediamente polari

- Polimeri insolubili

- In forma glicosidata

- VERBASCO (Verbascum Thapsus, Scrofulariacee)

Pianta annuale o bienne. Inizialmente si forma una rosetta di foglie basali distese sul terreno e
successivamente si origina un fusto semplice, alto dai 50 cm fino a due metri. Le foglie sono coperte
densamente con peli stellati, lanuginosi, molto ramificati. L’infiorescenza è un lungo racemo. I fiori
hanno un calice pentalobato e la corolla gialla.

Droga: parti aeree fiorite. Le foglie si raccolgono in primavera- estate e i fiori quando sono appena
aperti in giugno-agosto.

Costituenti: catelpolo, arpagoside, verbacoside (saponine, mucillagini, tracce di Oe e fitosteroli)

Uso: emolliente-lenitiva, decongestionante ed espettorante

- VALERIANA (Valeriana Officinalis,Valerianacee) (Valeriana Rossa = Ceutrantus ruber)

Valeriana dal latino valere=star bene

Pianta erbacea perenne con fusto internamente vuoto e poco ramificato. Foglie opposte, impari
pennate; fiori ermafroditi riuniti in corimbi terminali. Il frutto è un achenio con un pappo piumoso e
dotato di un solo seme. Il rizoma è di forma conica-ovoidale, cavo, dicolore bruno con striature
longitutinali e numerose radici sottili e ramificate.

Habitat. Cresce spontanea nei luoghi umidi e ombrosi, dal mare alla montagna, in Europa centro-
settentrionale e Asia del nord. È estesamente coltivata nei Paesi europei e in Giappone.

Droga: parti ipogee (rizoma, radice). Si raccoglie in aprile o in agosto-settembre, da piante dal 2-3 anno
di vita. La radice fresca è inodore ma durante l’essiccamento si liberano vari acidi (butirrico, valerianico,
isobutirrico…) che gli impartiscono un odore nauseante.

Costituenti: valepotriati (iridoidi epossidici), sesquiterpeni lattonici (acido valerenico, valeranale,


valeranone)

Uso: ansiolitico, sedativo (disturbi del sonno e stati di agitazione). E’ stato registrato un effetto
paradosso a dosi eccessive e per uso prolungato può determinare emicrania, eccitabilità, diminuzione
FC, aumento P. I valepotriati sembrano essere citotossici a causa del gruppo epossidico, cmq quando
assunti per via orale non si ha questo effetto perché vengono demoliti a prodotti non epossidici.
- ARTIGLIO DEL DIAVOLO (Arpagophytum Procumbens, Pedaliacee)

Arpagophytum driva dal greco e significa “gancio, uncino”, in riferimento all’aspetto delle radici; il
nome comune deriva dalla danza “indiavolata” a cui erano costrette le capre quando alle loro zampe si
attaccavano gli uncini della pianta

Pianta perenne, rampicante dell’africa tropicale. I cauli originano da un tubero primario (madre) e da
esso si sviluppano radici lunghe circa 25 cm che danno a loro volta origine a tuberi e radici secondari
che occupano un’area circolare di 1,5 m circa. Foglie opposte e lobate, di colore blu-verde. Fiori isolati e
tubulari, di colore lilla-rosa. Frutti legnosi di circa 15cm caratterizzati da 4 appendici con robusti uncini.

Droga: radici secondarie. Raccolte quando i tuberi secondari raggiungono la giusta dimensione,
vengono tagliate a rotelle e immediatamente essiccate in stufa a 50°

Costituenti: iridoidi glicosidici (arpagoside, arpagide, procumbide), flavonoidi (kaempferolo, luteolina),


acidi organici, triterpeni, fitosteroli.

Uso: analgesico, antiinfiammatorio (per alcuni paragonabile al cortisone e all’acido acetilsalicilico, senza
avere gli effetti secondari) per cui usato per patologie artritiche,, dolori muscolari e tendinite.

Poiché inibisce gli enzimi del citocromo P450, si sconsiglia l’uso contemporaneo con farmaci
antipertensivi, anticoagulanti o antidiabetici. Inoltre è da vietare l’uso dell’arpagofito in gravidanza, nei
diabetici ed in pazienti con ulcere gastro-duodenali.

- SAMBUCO (Sambucus Nigra, Caprifogliacee)

Arbusto corto e ramoso, nodoso e irregolare, con scorza bruno-grigiasta, rugosa e solcata verticalmente.
Foglie caduche, opposte, picciolate e provviste di stipole ovate o tondeggianti; lamina
imparipennatocomposta, con 5-7 segmenti ovati ad apice acuminato e margine seghettato, più scure nella
pagina superiore, più chiare in quella inferiore per la presenza di peli, fiori pentameri, il frutto è una drupa
gobosa, viola-nera che contiene 2-5 noccioli monospermi a forma di pinolo.

Habitat: originaria dell’Europa e del caucaso, rmai diffusa in tutte le aree temperate dei continenti.

Droga: fiori, frutti, foglie, corteccia

Costituenti: I componenti variano a seconda della parte della pianta. Fiori  OE, flavonoidi, glicosidi flavoni,
steroli, mucillagini e tannini; Foglie sambunigrina (glicoside cianogenetico); Frutti  Flavonoidi, rutina,
iperosidi, tannini, sambunigrina, vitamine, glicosidi cianogenetici; corteccia sali di potassio, colina,
sambucina (alcaloide), tannini; semi glicosidi cianogenetici.

Uso: Fiori emolliente, diaforetico, astringente sulla pelle (reumatismi); Frutti  lassativo, diuretico,
malattie da raffreddamento; Corteccia  cistiti e nevralgie

Infuso: Emolliente, lenitivo su foruncoli, scottature, emorroidi.


- GENZIANA (Gentiana lutea/symphiandra, Gentianacee)

Pianta erbacea perenne alta circa 1 mt, con foglie opposte e decussate (disposte ad angolo retto una coppia
rispetto alla successiva), larghe, ellittiche, leggermente picciolate alla base e lembo pennatinervio con
nervature longitudinali che decorrono parallelamente convergendo all’apice. Fiori raccolti in pseudo
verticilli all’ascella delle foglie superiori, grandi e gialli. il frutto è una capsula ovoide con semi alati

Habitat: cresce nelle aree montuose dell’Europa centrale e meridionale.

Droga: parti ipogee specie la radice (lunga fino a 1 m) da piante di 2-5 aa.

Costituenti: iridoidi (genziopicroside e amarogentina- sostanze naturali più amare in assoluto), gentianina
(alcaloide), gentiobiosio.

Uso: eupeptico (stimola la secrezione acida gastrica e degli enzimi digestivi), tonico, antimalarico,
liquoristico. Contrioindicata in pz con ulcera gastrica e duodenale.

NB da non confondere col veratro (fillotassi alterna)