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Lido di Venezia - Chiesa di S.

Nicolo

L. G. Paludet O.F.M.
RICOGNIZIONE DELLE RELIQUIE
DI S. NICOLO 1992

1 Notizie biografichc e agiogranche


II Cronache della traslazione dei corpi
dei Santi Patroni
III Ricognizione delle reliquie
JV Relazioni dei due ricognitori
V Riposizione delle reliquie
VI Restauro dell'Altar Maggiore
(a cura di G. Ferrari e A. Keller)

Edizioni L.I.E.F. - Vicenza


La ricognizione delle reliquie dci tre Santi Patroni, conservate
nelTArca superiore dell'Altare Maggiore della chiesa lidense di S. Nicold,
attentamente predisposta con l'aiuto di specialişti e realizzata nei mesi di
settembre-novembre 1992 con l'assenso delle autoritâ civili ed ecclesiasti-
che, ha costituito un evento straordinario per i Fraţi Minori e per la
comunitâ parrocchiale del Lido.
La dettagliata testimonianza fotografica deirawenimento, giâ
oggetto di un'esposizione documentarişti ca molto ammirata, diventa ora
un'occasionc fortunata per ii fascicolo che presentiamo al pubblico.
Le analisi accuratc condotte da docenţi universitari non solo
sulle reliquie, ma anche sul materiale rinvenuto nelle "cassette", hanno
suscitato un interesse che non si e ancora concluso; cosi l'evento della rico-
gnizione, che pareva ristretto solo a un'indagine di carattere religioso-
archeologico, ha raggiunto dimensioni culturali e scientifiche insperate.
Dai 1634, inaugurazione della attuale chiesa, le reliquie qui con-
servate non erano piu state osservate, mentre molteplici vicende militari e
politiche sembravano aver compromessa la loro integritâ, originando
comunque un'ombra di sospetto e di incertezza sulla loro esistenza. Ai
numeroşi interrogativi era giusto dare una risposta, anche scientifica: e Io si
e potuto finalmente realizzare.
Nel fascicolo che presentiamo, ii lettore e invitato ad ammirare
le sequenza illustrata delle immagini e a conoscere le vicende storiche che
giustificano la presenza al Lido, alle porte di Venezia, delle veneratissime
reliquie di S. Nicola da Myra. Nelfoffrire questo valide» contributo, ii Parro-
co si sente in dovere di ringraziare, con le Autoritâ, i Direttori dei lavori e i
vâri Operatori, prima di tutto Padre Paludet, ispiratore delTevento archeo-
logico-religioso, che ha curato la presente opera; con lui, f esperto foto-
grafo e curatore dell'impaginazione elettronica Gino Gabrieli, per la com-
petenza e generosa collaborazione a tutto ii lavoro.
Abbiamo ritenuto opportuno inserire, nella "parte sesta", la per-
tinente descrizione dell'indagine storico-critica sul Fanzago autore
dell'Altar Maggiore e sul restauro operato dalia Soprintendenza, mediante
gli esperti Anna Keller e Giorgio Ferrari. E' una primizia per ii pubblico.
II fascicolo illustrato, oltre al valore in se, resterâ come Memoria
storica della vita della nostra chiesa di S. Nicold, Protettore di Venezia. Un
segno anche della presenza attiva dei Fraţi Minori Veneti.

Lido di Venezia, 6 dicembre 1994

p. Giambattista Grassato
parroco
Prologo
Verso la fine del sec. XII i imprudenţi, ma fondate: forse qualche sol-
monaci benedettini del Lido e le autoritâ dato aveva riferito che ii sepolcro del Santo
veneziane, pur orgogliosi delle reliquie tra- era stato trovato dcprcdato dagli astuti
fugate a Myra durante la spedizione militare baresi? Oppure l'eco dei numeroşi pellcgri-
della prima crociata per la liberazione del ni che accorrevano a Bari stava crcando
santo sepolcro di Cristo, cominciarono a un'ombra sospetta sulla credibilitâ del
notare ii disagio della popolazione culto veneziano?
dell'estuario dubbiosa circa ii contenuto
delle tre cassette custodite nella cripta della Nell'anno 1 1 0 1 un monaco
basilica. Benche ii Corner, piu tardi, inter- lidense rimasto anonimo aveva rcdatto in
preţi questa esitazione come diminuzione pregevole latino ii racconto dcttagliato
di fervore devozionale (cf. "Notizie stori- deU'impresa, cercando di infondere mag-
che", p.56), dovevano essere corse voci giore fiducia nella veridicitâ storica del
Francesco Guardi: EBucintoro a San Nicolo del Lido nelgwrn.o della Sensa (Parigi, Museo delLouvre)-
fatto'. Egli, pur indulgendo secondo la tifico a opera di un esperto di anatomia.
prassi all'esaltazione patria e al riconosci- A parte i dubbi piu o meno
mento delle virtu religiose e militari dei fondaţi, ii culto si mantenne fervido. La
veneti, impegnava tutta la propria Iealtâ. siluazionc muto solo verso la fine del Sette-
Come avrebbe potuto travisare la veritâ, cento, prima per le vicende che segnarono
essendo in quel tempo tutti vivi i protagoni- la fine della repubblica Serenissima, poi
şti della spedizione stessa? per l'occupazione napoleonica che segno
Ora, comparando la sua Crona- la soppressione di molte chiese e la disper-
ca con quella di poco anteriore dei ehierici sione delle congregazioni religiose. Situa-
baresi Niceforo e Giovanni2, dei quali subî zione precaria che, praticamente, si pro-
certamente ii fascino, ci si aceorge che scri- trasse fino alia line della seconda guerra
ve con tale immediatezza di partecipazione, mondiale. Mancando i monaci, ii culto si
da convincerci sulla totale attcndibilitâ affîevolî fino quasi a scomparire. Di fatto, la
della fonte cui attinse. chiesa e rimasta meta di appuntamento
Pure, malgrado l'autorevolezza festoso solo per la celebrazione della Sensa,
del documente), nei secoli successivi furono una sagra cittadina rievocativa delle memo-
eseguite molteplici ricognizioni ufficiali, rie storiche antiche. Non e senza significato
sempre in risposta a persistenţi dubbi della che, in passato, le ricognizioni si facessero
gente. C'era, oppure no, dentro ii sarcofa- in genere in questa ricorrenza, dato ii
go almeno una parte del vescovo di Myra? grande concorso di fedeli.
Perene i baresi vantavano ii possesso del
suo corpo, ma si rillutavano di aprire ii sar- Con la venuta dei Fraţi Minori
cofago e di mostrare scopertamente cosa e ii loro ministero religioso, risalente al
conteneva? 1939, anche ii culto del santo vescovo si e
Sulle ricognizioni lidensi, ii rawivato.
Corner attesta che si erano limitate a "rico- Ma, la notizia della prima rico-
noscere l'esistenza dei sacri corpi" nellc gnizione barese awenuta nel maggio del
rispcttivc casscttc, senza alcun esame scicn- 1953, con ii rinvenimento del corpo di
S.Nicola quasi integro, diede un colpo Aperte le "cassette", altre
forte alia certezza dei lidensi. Poteva anco- domande si sono aggiunte circa 1'origine,
ra reggere la liducia di possedere una parle la consistenza e ii valore dei vâri "oggetti"
dello stesso Santo? Pubblicando nel 1990 in esse rinvenuti: ii vasetto con la manna, le
un'opera sul "Lido di S. Nicolo", L. Paludet monetine antichissime, le pergamene; le targhe
faceva queste osservazioni: "Rimangono plumbee con iscrizioni; i drappi di seta faglia; i
parecchi dubbi: possiamo ritenere che al legni odorosi, le conchiglie ecc.
Lido effettivamente vi sia una parte del L'esame e la valutazione di tutti
Grande San Nicola? Ci sono ragioni a favo- questi oggetti ha costituito un lavoro
rc c a sfavore. Abbiamo molti dubbi e avan- paziente e specialistico affidato a vâri esper-
ziamo ragioncvoli proposte di ricognizio- ti secondo i settori di competenza. L'archi-
ne"3. La prospcttiva veniva agganciata a vio della parrocchia in tal modo si e arric-
un'occasione eccezionalc: "L'attuale trabal- chito di un'abbondante documentazione
lante statica dell'altarc maggiore potrebbe letteraria e fotografica, poiche ogni passag-
motivare una ricognizione ufficiale". Cosi gio della ricognizione e stato registrato
di fatto e awenuto nei mesi di settembre- anche cinematograficamente: questo fasci-
novembre del 1992, per l'intraprcndenza colo ne offre un saggio.
deU'attuale parroco.
Terminate le operazioni, per le
Maturato ii proposito e ii pro- quali la Curia venc/iana concesse opportu-
gramma, in breve furono risolti i prelimină- ni spazi di tempo, i ricognitori hanno rila-
ri giuridici con le autoritâ religiose e civili. sciato separate "relazioni", che in parte
Si decise che la ricognizione, pur mante- riportiamo.
nendo carattere privato, sarebbe stata effet-
tuata con rigore scientifico. La Curia Prima di trattare della ricogni-
patriarcale ne affido la esecuzione zione vera e propria, ci sembra doveroso
aU'esperto di fiducia mons. prof. Cleto Cor- indugiare nella rievocazione del profilo
rain, Ordinario di Antropologia aH'Univer- biografico e agiografico dei santi patroni,
sitâ di Padova, assistito dalia prof. Marian- anche se con i daţi a disposizione e diffici-
tonia Capilanio. In un secondo momento, le ricostruire una loro Vita. Riassumeremo
Io stesso Patriarca di Venezia trovo giusto cio che la storiografia piu attendibile
che le reliquie fossero esaminate anche dai mette a disposizione, sia pure con molte
prof. Luigi Martino dell'Universitâ di Bari, riserve e concedendo fiducia alia "tradizio-
giâ ricognitore ufficiale nel 1953 delle reli- ne", che e di tutto rispetto. Riporteremo
quie di S. Nicola del santuario pugliese. inoltre in forma succinta ii contenuto delle
Cronache - secondo la tradizione barese e
I francescani custodi della chie- veneziana - ritenendo ii modo piu saggio
sa lidense avevano formulato alcuni inter- per capire la emozione che ha colto quanti
rogativi per i quali desideravano una rispo- hanno potuto 'vedere ed ammirare' dopo
sta storico-critica e anche scientifica: secoli, cio che tentiamo di tradurre con
- Quali e quante reliquie sono conservate parole semplici.
neH'Arca?
- I resti attribuiti a S. Nicolo - definiţi dai
Cronisti "ossa bianchiece e frantumate" -
perche sono cosi ridotte?
- Di chi e Zio ii Nicola qui venerato? Insie-
me a lui c'e anche un "Nicola nipote" mai
identificato?
- S. Teodoro c S. Nicola Zio, definiţi "pre-
decessori" di Nicola M. quando vissero?
Quale rapporto ebbero con Nicola Magno?
Note
1
MONACHI ANON\MI LITTORENSIS, "Historia de Nicola; ideologia distinta da quella del Santo com-
translatione Sanctorum magni Nicolai, terra marique glo- battente Marco, che, come Leone presiede la civitas
rioşi, eiusdem avunculi alterius Nicolai, Theodorique e ii suo Dux. La translatio e carica di orgoglio patrio,
martyris pretiosi de dvitate Myrae in monasterium S.Nico- di solidarietâ filomercantile e di awersione bizanti-
lai de Littore Venetiarwn". - II Codice risale ai primi na, come la translatio S. Slephani. (Cfr. G. Cracco, in
del sec.XII. II Corner definisce I'autore aceuratissi- "Chiesa di Venczia nei secolî XI-XIII", ed. Studium
mum scriptorem. Secondo alcuni storici si iratta di un 1988, p. 15).
documento poco agiografîco, riceo pero di daţi slo-
2
rici interessanti e tuttora attentamente consultato. Si CORSI PASQUALE, "La traslazione di San Nicola:
descrive la chiesa vene/iana dcl tempo nori contenta Le Fonti"; Centro Smdi Nîcolaiani, Bari 1988.
dei suoi comodi e della sua stabilitas. Essa si raette in
?
viaggio coi mercanti, come una parrocchia itineran- PALUDET LUCIANO G-, "Venezia-Lido di
te, colorando l'ideologia con ii Sanlo Nocchiero S.Nicolo", L.I.E.F. , 1990, p. 34.
Come giungere a S. Nicold del Lido

Partendo dai Piazzale S. M. Elisabetta si


pud raggiungere la chiesa di S. Nicola
prendendo l 'autobus Linea A che parte di
jronte allafermala della Linea 1, nei preş-
si dell' Hotel Panorama.
In pochi minuti, oltrepassato Vantico
ponte, si vede la chiesa, che riportiamo in
foto qui a. lato.
Per i piu sportivi, la chiesa pud esser rag-
gi,unta dopo poco piu di un quarto d'ora
di cammino lungo la Riviera S. Nicola.

Nolizie biografiche ed agiografiche

Parte Prima

Notizie Biografico-Agiografiche
dei Santi Patroni
Statue in Ugno di dpresso raffiguranti i tre Santi. Da sinistra a deşira San Teodora, San Nicola Magna e San Nicola /.io
San Nicola di Myra in seguito si e saputo che sono stati fatti slit-
tare su di lui dalia Vita di un altro Nicola,
E' certamente piu noto oggi come vissuto tre secoli dopo, archimandrita del
Nicola di Bari; nel Venelo, c, a Vcnczia in monastero della Santa Sion e vescovo di Pi-
particolare, come San Nicoleto. Nonostante nara, cittadina non lontana da Myra.
che la fama di lui si sia diffusa intorno al Alibncliamo nel buio storico dei pri-
Miile in tutta Europa, Russia compresa; no- mi secoli cristiani. Ce ne ricorderemo
nostante che ii culto abbia eguagliato quel- quando esaminererno le reliquie, non po-
lo di San Giorgio e di San Martino, storica- tendo pretendere dalia loro analisi risposte
mente sappiamo poco o nulla di sicuro del- chiare ed esaustive.
la sua vita 4. Voler scrivere oggi la sua bio- Gli epitaffi e le targhe rinvenute
grafia, nel senso moderno del termine, e ncll'Arca del Lido ricordano con Nicola M.
impcnsabile, sia perche dall'anno presunto un imprecisato Teodoro c un altro Nicola
della sua nascita, a quello in cui furono ste- Zio, entrambi vescovi e metropoliti di My-
se le prime notizie attendibili, passarono ra, definiţi "predecessori" di Nicola Magno.
piu di quattro secoli; sia perche le Vite Che cosa possiamo dire in merito?
scritte in seguito, piu che fornire daţi bio-
grafici veri, hanno illustrato i prodigi e i Seguendo la traccia lasciata da Gio-
miracoli a lui attribuiti. E gli stessi prodigi, vanni diacono del clero di S. (iennaro
Nolizie biografiche ed agiografîche
(Napoli)5, i biografi affermano che Nicola stimonianza di Eustrazio di Costantinopoli
Magno nacquc a Patara nella Licia, da geni- convengono molti scrittori nicolaiani; ed e
tori cristiani e saggi; trascorsc la giovinezza un dato assolutamente importante. II critico
pio e morigerato nel dispregio delle inon- tedesco Gustav Anrich l'accetta, avendo-la
danitâ. Vorrebbero per lui quasi un antici- trovata registrata anche nella Vita per Mi-
pato saggio dell'esemplaritâ cenobitica o chelemb. Giovanni diacono definisce Patara
anacoretica; ma non e cosi, Io vedremo piu "una delle piu famose cittâ della Licia", an-
avanti. Eletto vescovo, si dimostro pieno di che se prima del secolo VIII nessuna bio-
sollecitudine pastorale verso gli indigenti, i grafia si inleresso di tale luogo e di Nicola.
dcboli e i perseguitati. II primo a darne notizia, verso ii 710, fu Mi-
chele î'archimandrita, seguito poi da Meto-
La letteratura e l'iconografia sacra dio e da Metafraste7.
hanno ricordato spesso la sua generositâ La data della sua nascita non venne
verso "tre fanciulle" salvate dalia prostitu- registrata da alcun biografe; Io stesso diaco-
zione, grazie a un dono da lui fatto al loro no Giovanni confcssa di "non conoscerla".
padre; ii soccorso tempestivo ai navigatori Procedendo per ipotesi, sembra si possa fis-
pericolanti; la prodigiosa prowista di gra- sarle nell'a.255 d.C, sapendo che certa-
naglie per la popolazione affamata. Ricor- mente visse durante l'impero di Costantino
dati pure i suoi interventi a favore degli in- (306-337) ediGallieno.
nocenti awiati alia condanna capitale e sot-
tratti agii ufficiali di Costantino come si Un riferimento rilevante, anche se
narra nella Praxis de stratetatis. controverso, da parte dello storico bizanti-
no Teodoro ii Lettore, e costituito dalia ci-
Risponde meglio alia veritâ storica, tazione di Nicola nella lista dei 318 Padri
la sua coraggiosa difesa della fede cristiana del concilio primo di Nicea celebrato
in un ambiente ostile e pagano. Nacque a nell'a.325. Ma c'e chi dubita perfino che
Patara nella Licia. Su questa te- fosse vescovo, e di Myra, in quanto all'epoca
Purlicolare della Regione della Lytia.
Notizie biografiche ed agiagrafîche

II Coro Ligneo di S. Nicolo del Lido

Vista d'insîeme del Coro ligneo opera di Giovanni da Crema.


E' Vopera piu ammi- rangon Camillo di San Luca.
rata e piu notevole e, per Gli stalli del coro sono divisi da co-
buona sorte, anche la me- lonnine scanalate con capitelli co-
glio conservata di Giovanni rinzi. Sul piedistallo appoggia l'or-
da Crema. nato divisorio culminante con testo-
II coro in legno di noce line d'angelo tutte uguali, mentre
scolpito e costituito da ven- piu sotto, i sedili sono divisi dafac-
tisette formelle in altorilie- ce di demoni tutte differenti ed
espressive.
L'ultimo restauro risale agii anni
1936-38 ad opera dell'artista Alde-
rico Crepaz di Ortisei.

S, Micola .salva i militari rondan-


nati a morte

vo, riproducenti scene del-


la vita di S. Nicola e pro-
digi a lui tradizionalmen-
te attribuiti. II lavoro e
datato 1636, come si pud
leggere incisa sulla parte
sinistra del riquadro cen-
trale, ed e stato eseguito
Le tre. Familiile salvate dalia pmslitu- ta prodigiosa prmmisla di granaghe per la popola-
assieme al maestro ma- zione. aţfamata,
zione
Notizie biografiche ed agiograficke

di Costantino la cittadina era ancora trop- II cullo del sanlo : Nell'ambiente greco si dif-
po piccola per essere designata a sede ve- fuse a partire dai secolo Vil; in seguito ii
scovile. Anchc l'attribuzione di tendenze Santo entro a iar parte anche del Passiona-
monastiche e mistiche e fuori tempo e fuo- rio Romano che costituisce ii piu antico testo
ri quadro, in quanto egli in qnel periodo integrale su Nicola di Myra, ricordato insie-
dovette piuttosto impegnarsi nella lotta me ad altri cinqnanta santi".
contro gli awersari della iede, gettandosi Padre Delehaye, continuatore dei
nella mischia. Costantino aveva rivalutato Bollandisti, scrisse nel 1940 che "non c'e da
molto la figura dci vcscovi, consideraţi gin- meravigliarsi se gli agiograiî applicarono a
dici nelle controversie anche civili e media- Nicola di Myra gran parte di cio che riguar-
tori di pace e di giustizia. dava Nicola detto Sionita (per aver fondato
Dunque, gli scrittori sacri comincia- ii monastero della Santa Sion, non lontano
rono a interessarsi di lui subito dopo la da Myra) in seguito divenuto vescovo di Pi-
morte (334?), non tanto della sua santitâ, nara". Per un'inspiegabile inversione di
ma degli episodi edificanti divulgaţi attra- tcndenza, ii cullo del piu antico Nicola de-
verso la Praxis de stratelatis, che a Roma fu- cadde, mentre cresceva qucllo del Nicola
rono noti fin dai secolo VI. Questo testo, di piu recente. Fu rivalutato, appunto, in se-
anonimo, Io presenta come uomo dai ca- guito all'attribuzione fatta dagli agiografi
rattere energico c caparbio, coraggioso as- dei prodigi operaţi dai Nicola pinarese.
sertore della vera giustizia. Freno in Myra Occupiamoci allora di queslo secon-
l'azione non corretta degli uffîciali deU'im- do Nicola, mai ricordato negii cpitaffi del
peratore, e in particolare ii modo di iare Lido, ma implicitamente presente ogni volta
dei soldaţi soggetti ai generali, ristabilcndo che si paria di Nicola Zio: tale appunto in
la convivenza pacifica con la popolazione. rapporto al Nicola di Pinara, suo nipotc.
Nella loro incursione a Myra, i veneziani ne
trafugarono ii corpo, che stava cola sepolto
aceanto allo Zio e al piu celebre Nicola, ve-
scovo di Myra.

San Nicola di Pinara o della Santa Sion

Fu Io studioso Nicola Carmine Fal~


cone, vescovo di S.Scverina (CZ)q, a riven-
dicarne l'esistenza storica con un' opera
che fece sensazione, pubblicata a Napoli
nel 1751 come Acta antiqua, o Primigenia.
In cssa sostenne che quanto era stato scrit-
to fino allora intorno a Nicola di Myra era
pura leggenda. Avendo trovato nella Bi-
blioteca vaticana un codice membranaceo
riguardante Nicola di Pinara, si persuase
che i dali dclla sua vita erano staţi fatti sci-
volare sulla vita del Nicola di Myra, di cui
non si sapeva praticamente nulla. Reagî a
questa sconvolgente teşi Nicola Putignani,
canonico barese, contrattaceando in modo
radicale: nego la validitâ storica del pinare-
se, rivalutando ii myrese. In tal modo si
complicarono entrambe le vicende e ii
culto10 nicolaiano.
Statua lignea di Sari Nicola Magno
Notizie biografiche ed agiografiche

Con maggiore obiettivitâ, oggi si ri- S. Sion12, che era situata a circa sei chilome-
tengono storici tutti e due, sapendo che ii tri da Myra. II Cioffari ricorda, infatti, che i
Nicola di Myra visse tra ii III e ii IV secolo, cronisti baresi Niceforo e Giovanni arcidia-
mentre quello di Pinara visse nella prima cono affermarono che "i marinai baresi tra-
meta del secolo VI. fugarono ii corpo (di S. Nicola M.) dalia
chiesa di un monastero fuori della cittâ di
I daţi biografici del pinarese, anche Myra" e questo, con ogni probabilitâ, e pro-
se scarsi, sono attendibili, almeno per cio prio quello della S. Sion13. La Cronaca ve-
che concerne la carriera ecclesiastica. Si sa neziana, percio, sarebbe pienamente giusti-
che un giorno, rientrando a Pinara da Myra ficata nelle sue indicazioni.
dove aveva ricevuto l'ordine del "lettora-to" Possiamo citare ancora l'Anrich: "Sul-
nella chiesa di san Giovanni Battista, fe-ce le origini giace un buio impenetrabile, co-
visita allo Zio Vescovo Nicola, ii quale gli me per altri santî: Teodoro, Demetrio,
predisse îl futuro governo del monastero Giorgio". Le nostre esigenze critiche trova-
della S.Sion come archimandrita. E cosî av- no, percio, un muro quasi invalicabile.
venne. A soli diciannove anni ricevette ii
presbiterato per le mani de 11'arcivescovo Fi-
lippo di Myra e, in seguito, elevato lui pure San Nicola "Zio paterno "
all'episcopato, presiedette la diocesi di Pi-
nara, riceo di faina e di prodigi operaţi a fa-
vore dei poveri e degli ammalati.

Come abbiamo detto, inspiegabil-


mente e col tempo, la memoria della sua
persona si eclisso, prevalendo quella del
piu antico Nicola di Myra. Giâ anziano, re-
catosi a Myra per la celebrazione di un Si-
nodo, ii Sionita fu colto da malore al suo
rientro e mori ii 10 dicembre del 564. Fu
sepolto nella chiesa del monastero, dove
giâ era stato sepolto Io Zio. Sei anni piu tar-
di giâ circolavano scritti agiografici sul suo
conto (a.570).

NelTa.960 fu diffusa la Vita compilata,


che fondeva i daţi agiografici dei due Nicola
(di Myra e di Pinara); sappiamo infatti che
Timmagine del Taumaturgo di Myra, sin
dai tempo di Metafraste, e indissolubil-
mente concatenata a quella di Nicola di
S.Sion, per cui non si puo fare a meno di
tenerne conto, pur non trattandosi della
stessa persona" " .
I veneziani, al momento di trafugare
le ossa rimaste nella chiesa cimiteriale, le
posero tutte in due o tre cassette e non si
preoccuparono molto di segnare la diver-
sitâ delle identitâ. A questo vaslo gioco di Statua Kgnea di San Nicola Zio
daţi, cooperarono anche i biografi che
scambiarono ii luogo del martyrion di Nico- Nelle iscrizioni incise sul marmo o
la M. con quello della gloriosa domus della sulle targhe plumbee, conservate nella
Notizie biografiche ed agiografiche

chiesa del Lido, questo terzo Nicola viene Nei primi secoli cristiani furono mol-
sempre defînito "Zio": per ascendenza "ma- tissimi i santi con questo nome: martiri,
terna" (avunculus), o "paterna" (patruus). confessori, vescovi. La Bibliotheca Sanctorum
Le fonti piu antiche precisano: patruus. ne riporta piu di sessanta. Lo scrittore be-
II sostantivo "Zio" e in evidente riferi- nedettino Fortunato Olmo di S. Giorgio
mento a un "nipote", che riposa aceanto a maggiore (Vene/.ia), pur esitante sul titolo
lui e che, secondo noi e da identificare con episcopale, ammeUe che potrebbc trattarsi
Nicola di Pinara. Storicamentc tra ii Nicola del vescovo Teodoro che partecipo al se-
di Myra e quello defînito Zio, corrono tre condo concilio di Nicea (a.787), durante ii
secoli. In nessun modo S. Teodore e Nicola quale avrebbe confessato l'iniziale sua ade-
Zio possono aver "preceduto" Nicola di My- sione all'errore degli iconoclaşti. In segui-
ra nella sede episcopale myrese. to, si sarebbe riscattato, dando anche laviţa
per la fede cristiana: obfidei confessionem igne
La riscoperta del Nicola pinarese av- combustum fuisse l5. Come vescovo di Myra,
venne durante la ricognizione di cui stia- avrebbe preceduto immediatamente ii go-
mo trattando, e fu grande sorpresa dawe- verno del Nicola Zio.
ro. Aperta la cassetta di S. Nicola M. furo- Riportiamo queste annotazioni vaghe
no subito rilevate alcune ossa di colore deirOlmo e del Corner come indicazioni,
bruno cuoio e di consistenza robusta senza sottoscriverle.
(complementari a quelle rinvenute nella
seconda cassetta: S. Nicola Zio). Aceanto
ce n'erano altre con uguali caratteristiche,
e c'era anche una calotta cranica che non si
poteva attribuire a Nicola di Myra, perche
l'integro cranio era giâ stato rinvenuto a
Bari nel 1953. Verso la metâ del secolo
XIV ii cronista francescano Giordano de
Curţi, descrivendo ii trafugamento vene-
ziano di Myra scrisse: Nicolai Magni, Nicolai
Patruus, ambo magni meriţi et Ecclesiae eiu-
sdem antistites: has reliquias cum tubis et ma-
gno tripudio ad naves deduxisse l4 . L'equivo-
co era ormai stabilito.
II Cioffari riconosce che "non e im-
possibile che Io zio paterno del Sionita ve-
nisse sepolto nella chiesa di S. Nicola di
Myra".
Ulteriori daţi biografici non sono re-
peribili e, comunque, non demoliscono
per ii momento questa impostazione.

SanTeodoro "prezioso martire"

L'Arca del Lido, in una terza casset-


ta, conserva anche le reliquie del confesso-
re di Cristo, Teodoro, diversamente qualifi-
cato dagli agiografi martire e vescovo, op- Statua lignea di San Teodoro
pure solamente martire, o solo vescovo.
Daţi insicuri e controversi.
Notizie bingrafiche ed agiografiche

Nole

4
CIOFFARI GERARDO, "S. Nicola nella critica stori- scritta da Giovanni, diacono di Napoli e nel 960 c,
ca", ed. C.S.N., Bari 1988, p.16.- NICCOLO' DEL RE, la Vita compilata, perfezionata da Mctafrastc.
in Bibliotheca Sanctorum, col. 924: "In evidente contra-
8
sto con Ia universalitâ della sua faina e la grande dif- G.CIOFFARI, o.c., p.52.
fusione del suo culto, pochissime e quasi nulle sono
nondimeno le notizie positive della vita di San Nico- ?
"Sancti confessoris pontifitis et celeberrimi thaumaturgi
la, che la leggenda ha proweduto peraltro ad arric- Nicolai Acta primigenia nuper detecta, ex unico et veteri
chire di particulari abbondantemente suggestivi, in- codice mambranaceo valicano, per Nic(olaum) Carmi-
tessuti di fatti prodigiosi e di straordinari miracoli, nium Falconium", Neapoli 1751, pp. 131-139 (editio
per cui non c dawero facile impresa dîslinguere princeps).
quanto puo ritenersi criticamenle storico da cio che
10
e, invece, pura amplificazionc agiografica". N.PUTIGNANI, "Istoria della vita, de' miracoli c
della traslazione del gran taumaturgo S. Nicolo arci-
s
CORSI P., o.c, appendice I: "Vita di San Nicola" vescovo di Myra, padrone e protettore della Cittâ e
nella versione di Giovanni Diacono, pp.87-118. della Provincia di Bari", Napoli 1771.

11
6
GUSTAV ANRICH, "Hagios Nikolaos". Der heilige G.CIOFFARI, o.c, p.313.
Nikolaos in der griechischen Kirche, I-II, Leipzig
12
Berlin 1913-1917 (Versione italiana a cura di M.T. G.CIOFFARI, o.c, pp.31ss; 213, nola 13. L'A. affer-
Bruno, 1985). ma che la tradizione veneziana della traslazione si
basa su questa idcntifîcazîone e confusione.
7
G.CIOFFARI, o.c., pp.37, 63,133,137s. - Alia pag. 8
13
e citato ii codice greco n.344 della Biblioteca Mar- G.CIOFFARI, o.c, p.272.
ciana di Venezia, nel quale ii nome Nicola appare
14
due volte, come partecipante al concilio I di Nicea GIORDANO DE CURŢI, "Chronicon", p.235. - FER-
(a.325). Via N. Del Re, o.c, invece, Io nega. - Gio DINANDO UGHELLI, cistcrccnsc, "Italia Sacra", t.V,
vanni, arcidiacono del clero di S. Gennaro di Napoli col 1180. L'accenno alle reliquie di S. Nicola: "Una
non va confuso con Giovanni da Amalfi che scrisse cum corpore patrui sui Nicolai et Nicolai Archiepiscopi, a
trent'anni dopo; ne con Giovanni diacono detto quo presbyter et Abbas fuerat ordinatus, nex non Theodorus
Imonide, autore della biografia di S.Gregorio Ma- Arch.Myra hune translaţi". (Per la prima voita si paria
gno; o con Giovanni diacono di Venezia, o altri senza ombra di dubbio del Nicola di S.Sion, nipote
omonimi. del Nicola Zio. Ma î cronistî errano descrivendo Ni
Alcuni scrittori cristiani antichi, come Atanasio di cola Zio c Teodoro "predecessori" di Nicola M.,
Alcssandria (c.197) ed Eusebio (265) non citano mentre Io furono di Nicola di Pinara).
mai Nicola di Myra, sia perche allora la Lîcîa non
15
veniva considerata importante, sia perche esulava CORNER FLAMINIO, "Ecdesiae Venetae, etc", De-
dai loro interessi specifici; almeno fino all'impera- cas XII, t.IX, Venezia 1749, p.49, nola 19 e pag.50
tore Costantino. II primo scritto anonimo circolo nota 20.
verso la fine del sec IV e conteneva la Praxis de stra-
telatis, che ebbe molta notorictâ. Nel 570 circa ap-
parve Ia Vita Nicolai Sionitae, in seguito tradotta dai
Falcone, che attribuî episodî e prodigi che ebbero
quale protagonista Nicola di S. Sîon, assegnati inve-
ce a Nicola di Myra. Di quesrullimo scrisse nel 580
c. anche Eustrazio di Costantinopofi. Pero ii vero
biografo e considerato l'archimandrita Michele
(che taluni confusero con ii patriarca di Gerusalem-
me Metodio): 700 c. NeH'800 si conobbe la Vita
Storia della traslazione delle Heliquie

Parte Seconda

La Traslazione delle Reliquie


secondo i cronisti baresi e veneziani

Come pervennero le reliquie di S. MARCO E S. NICOLO'NELLA STORIA E


S. Nicola di Myra a Bari e piu tardi anche a NEL CULTO DEI VENEZIANI
Venezia? Le notizie in merito, Ira cronisto-
ria e animazione lcggendaria ed encomia- L'Anonimo lidense giustifica la
stica, intessute di orgoglio religioso e diversione della flotta veneziana dall'isola
patrio, ci sono pervenute attraverso due di Rodi alle coste della Licia con "lo scopo
filoni che riportiamo in modo riassuntivo. di ricercare ii corpo di San Nicola"
Ne sono autori due cronisti baresi e uno (ammesso che fosse ancora a Myra); infatti
veneziano, vissuti contemporaneamente ai da tempo ii Santo era venerato come
fatti narrati, avvenuti nel primo secolo "patrono della Cittâ di Venezia". Per ii
dopo ilMille. vescovo di Olivolo Enrico Contarini, ani-
Forse, oggi, e diff'icile rendersi matore e guida della spedizione in Terra
conto che la traslazione del corpo di Santa, quella era appunto "l'ora dei
S. Nicola costituî uno degli avvenimenti Veneziani", dopo che i Greci ne avevano
piu notevoli e meglio corredati di docu- custodito îl sepolcro per settecento armi.
mentazione storica nel periodo medievale. 11 culto di S. Nicola da antica data
Fu importante non solo per motivi religio- procedeva appaiato a quello di S. Marco
şi, ma anche economico - politici. Lo stori- e, sullo sfondo, gli storici vi leggevano una
co Roberto Cessi afferma che Venezia e dialettica tra patrizi e duca da una parte e
Bari, contendendosi ii possesso della stessa cornrnercianti navigatori e basso clero,
reliquia, in realtâ avevano un fine laico e dall'altra18.
di comodo: volevano affermare ii proprio Questi ultimi volevano uscire dalia
prestigio e ii dominio snH'Adriatico, attra- condizione di inferioritâ e aspiravano ad
verso ii quale si veicolavano in quel tempo essere riconosciuti come fattore importan-
armi, mercanzie, soldaţi e grandi fortune te delle nuove fortune emergenţi.
verso ii centro e ii nord Europa. San L'Anonimo benedettino lo evidenzia ripor-
Nicola era venerato quale protettore dei tando la disputa che si accese tra i crociati,
portuali, dei naviganţi, dei bisognosi in rientranti con l'importante bottino, circa
genere. Avere nella propria cittâ la sua reli- ii "luogo" dove custodire ii corpo del
quia, era come assicurarsi la fortuna Santo. Taluni lo avrebbero voluto aceanto
dell'awenire e la gloria in ogni im presa allo stesso S. Marco (che appariva solo
marinară. Costituiva per se un simbolo di "compatrono" di Venezia, e non patrono,
potenza; quindi per l'ideologia politico- come si lcgge nella Translatio S. Mărci,
religiosa dell'epoca era un punto d'onore scritta dai chierico Cerbano Cerbani); altri
irrinunciabile 16. invece pensavano di costruire nell'ambito
Per Niccolo Del Re, ii fatto che della piazza una apposita cappella {in
nelle navi mercantili baresi vi fossero due campo ipsius); da parte sua, ii vescovo offer-
preti pellegrini la dîce lunga sullo scopo se un luogo degno di rilievo: la chiesa di
dell'impresa del 1087. Dalie stesse crona- S. Pietro di Castello. Alia fine, pero, si
che, infatti, emerge che, nonostante la impose ii criterio piu ragionato e veramen-
pretestuositâ mercantile, la flotta era te alternativo: la stessa chiesa giâ dedicata
costituita da 62 marinai armaţi di tutto al Santo, al Lido, da dove i crociati erano
punto, 47 dei quali pronti ad affrontare partiti con la protezione del Santo cordial-
qualsiasi resistenza armata17. mente invocato.
Storia della traslazione delle Reliquie
Verso l'anno 1000, l'accostamento lette realtine, voleva gloriarsi anche di una
del culto "Marc o-Ni col a" aveva un sapore religione propria patrocinata dai santi di
religioso - politico, che non pote sfuggire cui possedeva i corpi veneraţi: S. Marco,
agii studioşi: essi Io interpretarono alia S. Nicola, S. Isidoro e S. Stefano.
luce dell'antitesi tra duca e patriarca di
Grado, incomodo ospite cui volentieri si E scelse anche un "segno-simbolo"
assegnava la sede lidense, oltre che attribu- originale: ii "Leone", che per la prima volta
zione di prestigio a Venezia nella perma- apparve nel triumphale vexillum, consegnato
nente corsa al predominio sull'Adfiatico, dai vescovo di Olivolo al doge Pietro
contestata da Bari19. Orseolo II (a.1000), che Io rese glorioso
Le tensioni interne allo stato lagu- nella spedizionc in Dalmazia contro i pira-
nare, intorno al Miile, si manifestavano ţi. Alia consegna fu presente ii cronista
anche nella circostanza della elezione e veneto Giovanni diacono. S. Nicola, poi,
consacrazione del doge. C'era un costume cbbc massimo rilievo nei mosaici della cap-
e un cerimoniale che andava ancora stabi- pella di S. Isidoro e nel catino absidale
lizzandosi. Nel 1071, per esempio, la "ele- della chiesa dogale. Leone e timoniere
zione" di Domenico Selvo avvennc per celeste abbinati e invocaţi sul duca, su
acclamazione popolare sulla spiaggia del Venezia e su tutti i Venetici.
Lido, luogo considerato quasi "fonte" del
poterc; mentre la solenne "învestitura", da
ritenere vera e propria consacrazione, fu / CRONISTI BARESI NICEFORO E
celebrata in S. Marco20. II popolo, quindi, GIOVANNI ARCIDIACONO
aveva una sua parte determinante. Ma l'af-
fiancarsi del popolo al patriziato, pur con-
vergendo nella figura del duca, non awen-
ne senza qualche turbamenlo. Ne da testi-
monianza anche la sequenza delle
"Traslazioni" scritte pur sempre sotto la
protezionc e con l'avallo del doge. Nel
1094, apparve quella riguardante ii traspor-
to di San Marco da Alessandria sotto ii
doge Michiel; e subito dopo, nel 1100 quel-
la riguardante San Nicola, da Myra; nel
1110 quella riguardante ii trasporto da
Costantinopoli del corpo di S. Stefano pro-
tomartire, cui venne assegnata la chiesa
monastica di S. Giorgio in Isola21.
Per superare ogni rivalitâ o contra-
sto, ii doge Ziani nel 1205 fece consacrare
in Palazzo la cappella privata dedicandola
a San Nicoleto, proprio a ridosso della
basilica.

Non mcravigli oggi ii confluire di


tanti corpi di santi a Venezia e la esaltazio-
ne che ii loro possesso causava nei laguna- Bari: La basilica dedicata a San Nicola
ri: essi costituivano ii necessario comple-
mente al prestigio del nuovo Stato, che Niceforo- Si autodefmisce "ultimo dei chie-
solo nel '900 formd in Rialto ii primo rici" anzi Tultimo di tutti i Barcsi". Scrisse
nucleo organico dando inizio alia civilas a meno di due anni dalia traslazione e,
Rivoalti per merito del duca Pietro Tribuno dallo stile usato, si dircbbe che abbia tratta-
(888-912). Venezia, appena creata sulle iso- to vivacemente con gli stessi protagonişti,
10 Storia della traslazione delle Reliquie
sepolcro del Santo. Ma questi opposero
resistenza, avendo giâ sperimentato nel
1035 c. l'invasione e la crudeltâ dei sarace-
ni. Visto ii loro atteggiamento negativo, i
marinai passarono ai fatti ed entrati in
chiesa "preso un maglio di ferro gagliarda-
mente si misero a colpire la lastra di
marmo del pavimente, riducendola del
tutto in piccolissimi frammenti... trovarono
un sarcofago di marmo bianchissimo, che
misero allo scoperto per circa metâ".
Quindi, ii marinaio Matteo "con tutti i cal-
Particulare, ddia Lytia in una rartina alluale
zari discese focosamentc nella sacra tomba.
raccogliendonc ii racconto emozionato e
puntuale. Se ne conservano tre versioni:
beneventana, vaticana e greca.

Visione d'insieme : Nel Prologo cgli insinua


che, da un incontro ainichevole con alcuni
mercanti veneziani ad Anliochia, i baresi
vennero casualmente a conoscere ii propo-
sito dei lagunari di impossessarsi delle reli-
quie del vescovo di Myra. Subito si pro-
grammo di prevenirii con un colpo di
mano, per non subire la vergogna di restar-
ne privi. La cittâ di Bari in quel tempo,
come si c detto, stava all'acmc del suo pre-
stigio suirAdriatico, in diretta competizio-
ne con Venezia, la regina del mare.
1 baresi - îmbarcaţi ad Antiochia
due preti pellegrini, l'uno greco e l'altro
francese: Lupo e Grimoaldo - decisamente
puntarono su Andriake, ii porto della Licia
piu vicino a Myra". Sbarcati, con fare guar-
dingo, ma deciso, si diressero alia chiesa e
prima con lusinghe, poi con minacce,
costrinsero i custodi a rivelare ii luogo del Interno della Basilica di San Nicola a Myra

Entratovi, immerse le sue mani nel liquido


e trovo le sânte reliquie che galleggiava-
no... cerco qua e lâ la testa. Trovatala, uscî
dalia tomba essendosi impregnato di quel
liquido lattiginoso sia ii vestimento, sia
tutto ii corpo".
Quindi, temendo la violenta reazione dei
cristiani del luogo, ritornarono in fretta
alle navi, pieni di gioia per ii prezioso botti-
no. 1 myresi, piangendo e protestando,
esclamarono: "Ecco, secondo iî nostro cro-
nografo greco, sono trascorsi 775 anni.
durante i quali mai alcun imperatore, ne
La Basilica di Sau Nicola a Myra ( Dem,re - Turchia ) alcun genere di uomo ha comrnesso una
Storia della traslazione delte Reliquie 11
tale azione". Cercarono di impietosirli Giovanni arcidiacono - Lui pure del clero
reclamando: "Restituiteci ii nostro padre e barese, scrisse la cronaca per ordine
signore.. e, se non tutto, dateci almeno una dell'arcivescovo Ursone, verso Ta.1088. Fin
parte di lui, cosi da non restare completa- dall'esordio, per evidenziare Timpresa
mente privi di un patrono tanto grande", I eccezionale e benedetta da Dio, afferma:
baresi risposero che "si contentassero del "Molti sovrani e molti uomini potenţi tenta-
santo liquido e dell'icona" di lui, ivi venera- rono col massimo impegno di trarre fuori ii
ta e che non erano riusciti ad asportarc. suo corpo dalia tomba nella quale era stato
Quindi, saliti a bordo e sventato ii scpolto, per trasportarlo allrove, ma inva-
rischio di un trafugarnento di parte dellc no"2l A questo particolare si riferirâ, nel
reliquie, ad opera di alcuni marinai troppo tardo Settecento ii cronista veneto Corner,
zelanti, ripresero la navigazione verso Bari, precisando che si trattava dell'imperatore
trionfalmente accolti dai cittadini. Basilio I che, dall'867 all'886, regno in
Bisanzio dove Giustiniano aveva fatto eri-
gere un tempio in onore di San Nicola24.
Poi, nel descrivere ii prodigio del
denie, dai quale usciva ii liquido della
manna, trova modo di far intervenire Io
stesso Santo con l'affermazione perentoria
e minacciosa: "Io non permetto che neppu-
re la piu piccola particella venga separata
dalie altre mie membra". E si mette cosî in
sintonia con Niceforo, nel passo in cui,
condannando ii tentativo dei cinque mari-
nai trafugatori di piccole porzioni delle
reliquie, esclama: "TI confessore di Dio in
pcrsona non vuole affatto che le sue reli-
quie siano in alcun modo divise"25.
Che i baresi parlino in difesa del
proprio interesse, e manifesto. Viene infatti
da chiederci come mai ii Santo avesse per-
messo senza protestare che l'intero suo
corpo venisse profanato nel sepolcro e tra-
sferito altrove. Ma, a giustificazione
Bari nel 1700. DaU'opera: II Regno di Napoli in prospettiva di dell'operato oltraggioso, Giovanni non
Gio Batlisla PadcheUi, Napoli 1703 esita a mettere in bocea ai suoi una menzo-
gna solenne: "Siamo staţi mandati qui dai
Ci chiediamo: Iasciarono qualche parte romano pontefice!".
delle reliquie nel liquido oleoso del sarco- La narrazione, prosegue poi in sin-
fago, data la fretta del latrocinio e ii timore tonia con la stesura di Niceforo. Ad un
di essere a loro volta assaliti? Niccolo Del certo punto, per giustificare ulteriormente
Re Io ritiene possibilc: "E' dato pcnsare che l'azione violenta c orgogliosa scrive: "(i
qualche cosa possa pur essere rimasta baresi) portano via la preda santissima, non
nell'antico sepolcro di Myra, anche dopo îl come la si toglie ad un nemico, ma come
trafugamento frettoloso e concitato dei prendendola dai tesoro del Signore" 26 .
marinai baresi". Su questo fondamento tro- Concetto di comodo, con un'autodifesa di
verebbe motivazione corretta l'ulteriore sapore schiettamente medievale.
rinvenimento dei veneziani un decennio
piu tardi, dopo che i myresi cercarono di
occultare in modo piu radicale e impene-
trabile cio che del loro patrono era pur
rimasto loro.
12 Storia della traslazione delle Reliquie
I CRONISTI VENE2IANI

tir miii»s -iwuu i


UAnonimo benedettino del Lido - Citiamo la y an lOTtisrtaoir. mfi im
ha itgif .m t r jorrf.trrttn lo
hramfuaMifulniSi? Uimii.
celebre Historia del monaco, trascritta da ■ii jffiftttfliîs rfrS itoiimtin.
lin iviiHh mttftfh
uatrum pronr- murninr.
ceqiir<ţv Ipiiprafr duţiiinn-
Flaminio Corner, che afferma di averla tro- at tratSţwin .IK» fiuctimr
ncurp«!r.i m fmiriiatffii
s ijinir mn dlumiEEU
mm. fi nr ţjlwrmiiş.i it mi' tfrâflii
vata in Andrea Dandolo, sempre puntuale «mrmiuirl pi ftir mtnrrs-i Hi ttimiisimir
ftlbus dfTiţn.1 lTOsnn.ii!uni
nelle citazioni, nel domenicano Pietro w n-.i twnW uwm di'ftSnq:
r twftfâ dî fitoCqi iinih ^
Calo (Callotius), in Marin Sanudo e in nsBithiic!
ntrnuu i (im. TO
Pietro de' Natali vescovo di Jesolo 27 , oltre ftw5ţntiliiî
Tini UvtgţnqaiSluni t'uî uni
che in Fortunato Olmo di San Giorgio Hi-----& ■ ■ *
r
manta uicdî
omcf «ins
' .ipItafMewiÎTtiTlr..ifiii
Maggiore in Venezia, che nel 1623 parte- tfiqtrwowţnwiHmflirhi
cipo alia traslazione delle reliquie dalia .iqmlcjnr "pur. ivc turnau
hromtt. >tmlr mithi tir
cripta della basilica al primo piano del fn R.v..n\ţcnjtîî
f.ifi cur ttund
iţmtrq«t»ptf«ft Wţ«l
monastero, in attesa della costruzione della dcfctisiir adtaBi ta

nuova chiesa2tt. Manoscritto dell'Anonimo benedettino


Quale risonanza avesse avut o conservata nella Biblioteca Marciana di
Venezia.Cod. Marc. Lat. IX,2S. Legendae
l'incursione barese a Myra nell'animo dei sanctorum a die S.Nicomedis ad diem
veneziani, e facile intuirlo, ma l'Anonimo Presentationis b.Mariae Virginis, olim ad
usum ecclesiae S.Marti. secc.XIf -XVI
tace. Nel solenne incipit, con acutezza ed ff.208v-220r (sec.XIII ).
elevatezza di pensiero egli tenta di stabilire Nell'immagine:"In traslatione beatissi-mi
con motivazioni sublimi e ideali la spedi- Nicolai" (f.208v).

zione veneziana: "Lo Spirito Santo ispiro militare, vede crociati c comandanţi riuniti
nelle menti degli occidentali la volontâ di a San Nicolo del Lido col vescovo Enrico
liberare ii Santo Sepolcro". Ma, lo stesso Contarini che rivolge al Santo una profeti-
Corner descrivendo gli inizi dell'irnpresa ca preghiera perene "prosperando ii viag-
gio e l'impresa, lo rendesse degno d'arric-
chire col trasporto del sacro suo corpo" (in
"Notizie storiche" etc, p.51). A conferma
che ii proposito di impossessarsi del corpo
era sempre stato tenacemente voluto.

La narrazione : Arrivati sulle coste della


Licia, i veneziani inviarono sul posto desi-
gnato una legazione per prendere cono-
scenza della situazione reale. Seppero che
fedeli e chierici, per timore dei turchi, ave-
vano praticamente abbandonato la chiesa;
vi celebravano i divini uffizi solo ogni quat-
tro settimane. Si predisposero all'attacco,
rimanendo in difesa aceorta sulla spiaggia.
L'Anonirno descrive Tirruenza deirincur-
sione, ii ricorso alle lusinghe e poi alle
minacce, alia stregua dei baresi. Seguendo

La Ckiesa di San Ntcolo del Lido di Venezia edificata neU'anno


3053 e demolita neU'anno 1628. Biblioteca del Civico Museo
Correr, Stampe PD2416, F. BertelU, sec.XVI.
Storia delta traslazione delte Retiquie 13
ECCLESUE incisa l'iscrizione: Qui riposa ii vescovo Nicola
ANTIQUIS MONUMENTIS Magno glorioso in terra e in mare (encomio
NUNC ETIAM PRIMUM EDITIS ILLUSTRÂT^ abituale, usato da tutti gli antichi scrittori).
AC IN DECADES DISTRIBUT^. Raccolte anche altre reliquie ivi trovate, in
AUTHORE fretta ritornarono alle navi. Visto in lagri-
me l'arcivescovo del luogo che implorava
FLAMINIO CORNELIO la restituzione di quel tesoro spirituale, gli
SENATORE VENETO. lasciarono una cassetta di reliquie e cospi-
DECAS DUODECIMA. cue offerte in denaro, a riparazione dei
danni arrecati materialmente alia chiesa.
Quindi, înviaţi a Venezia dei legaţi per
annunciare l'esito positivo dell'impresa,
con duecento navi ripresero la via del mare
e si diressero finalmente in Palestina,
secondo ii programma preannunciato,
anche se ormai la guerra era quasi finita.

Quali reliquie prelevarono? : Leggiamo nel


Corner: "I custodi della chiesa dissero:
VENETIIS, Quesla e l'arca da dove i baresi hanno
M D C C X X X X I X .
asportato una parte delle reliquie, lascian-
Typis Jo: B A P T I S T Ă P A S Q U A X .1 done un'altra parte"2-. II cronista nel suo
SVPEX10RUM PEX.M1SSU, AC -PRIV1LEGIQ.
commento dice: "Questo passo dell'
Anonimo per se sta a favore dei Baresi, se
Frontespizio dell'opera Ecclesiae Venetae etc. di Flaminio questi pero si aceontentano di possedere
Corner dove e ripnrLala Ui rronaca ddl'Ammimo benedettino.
solo una parte del corpo, come ha rilevato
la confessione estorta ai custodi: "nell'alta- anche l'Olmo, che, prudentemente, mette
re vengono rinvenute tre cassette separate in discussione ii possesso dei Baresi, a
e molto ben difese, e due vescovi con i loro meno che non dicano di avere solo "una
epitaffî in cassette separate di cipresso, parte del santissimo Vescovo". I Veneziani,
emananti un soave profumo: S. Teodoro invece, affermano di avere la parte maggio-
re (potiorem partem) îa.
prezioso martire, e l'altro, Io Zio del gran-
de Nicolo, entrambi di grandi meriţi e Non potendo cancellare le affermazioni
Metropoliti di quella chiesa". Mentre que- obiettive dell'arcidiacono Giovanni di Bari,
sti corpi vengono portati con esultanza e ii Corner, incerto sulla realtâ effettiva delle
processionalmente nelle navi, alcuni mari- posizioni, lancia una sensata sfida di porta-
nai "divinamente ispirati" ritornano in ta scientifica quasi profetica: "Măgari i
chiesa, la scrutano con ogni diligenza fin- baresi, come piu volte hanno fatto i vene-
che, seguendo "la scia di un profumo soave ziani, si decidessero a esplorare ii sepolcro
insperato e inconsueto, sono condotti in del santo vescovo e ad emettere finalmente
un luogo donde intuirono che proveniva un giudizio, chiamando com'e giusto un
come da una nascosta e grande santitâ." esperto in anatomia, ii quale dichiari con ii
Seppero poi dai custodi che sopra quella prestigio della scienza, che cosa effettiva-
pietra si usava in antico celebrare la sânta mente possiede ciascuna delle due cittâ" ll .
messa. L'incertezza era dovuta indubbia-
Infranto ii pavimento, trovarono mente al fatto che Bari non aveva mai volu-
piu sotto una "massa vitrea" durissima, to aprire ii sarcofago. I pochi testimoni
seguita da un'altra di "bitume", sotto la oculari, che avevano guardato l'interno
quale in un sepolcreto di rame rinvennero attraverso un piecolo foro, avevano affer-
bene occultate le reliquie desiderate, con mato di aver intrawisto os unicum, cioe un
solo osso; mentre, nelle ricognizioni liden-
si, tutti avevano affermato che le cassette
14 Storia della traslazione delle Reliquie
contenevano ossa plurima, molte ossa.
Senimai, a Venezia, ci fu una svista
clamorosa: si crano solo "viste" le ossa,
senza curarsi di farle esaminare da un
esperto in anatomia.

Dalie parole dell'Anonimo si rileva


che la spedizione veneziana fu decisa in
concomitanza con la prima crociata, cioe D TS
nell' anno 1096, ma che si realizzo a parti-
re dai 1099 e duro tre arini, cioe fino al
MONASTERIO
1101, data del rientro delle navi a San S A N C T I N I C O L A I
Nicolo del Lido. DE' L I T O R E~
Anche a Venezia, come a Bari, si
discusse animatamente sul luogo piu
dignitoso per custodire le reliquie traslate:
Q Uam admirabili irerutt ttifpqfîrione .aiî Jitus Vetiîtî
fta^ni venerandisDivi Nicolaî Magni Smyrrienfis
Epifcopi terţa ntarique m'irnculis gloriofi cxuviîs
ibidem collocandjs decoram, perpetuamque Sedern
rJeusOmnipoleis preparări voluerit ,'abţpfoftaiim
si penso alia basilica marciana; poi si Monaflerii, eîdem Kivo. facrl^ cxotdto apparfaîc, Ut enim in.
fjusdef'i Sanft't honorem' in 'plivotenfis -pertui liiţore fylpnafte-
inclino per una chiesa da costruire nei rînm Conflniercmrj.neccfTariosad sdificatîoncm fumptus'cro-
pressi della piazza S. Marco, oppure di garuhi ires in maritima Veneţia, digriîtaiibus illuftrei ^viri ,
qui unci,'.& eodem om'neSPo'tfiihk.i 'nbminc îiiincupabaniur,
preferire la sede del vescovo-patriarca, Djiiiînicus .nempe Conrarcnus ;,' 'oui anno M XLIII . ;âd pu-
calcm Scdem eveftus' fuerat i Domlnifcus Marengus Gradenfis
cioe S. Pietro di Castello. Infine prevalse Pauiavcha , de quo egimus Operis hujus .Tom. HI. pag-?■
& Dominicus Contarcmis Epifcopus Oliuolenfis i .Domini-
l'opinione dell'abate di S. Nicolo del Tom. IX. . A ■- ci

Lido, che indico la chiesa giâ eretta dai


veneziani in onore dello stesso Santo. Per La prima pagina del libro del Corner da dove comincia la narra-
evitare sorprese di incursioni e di ruberie, zione della storia del monastero di S. Nicolo de! Lido,

prowisoriamente furono poşte al centro


del coro e si costruî una "torre fortissiina ra per le onde del mare...".
e muniiissirna", con custodia armata, fin- A questo punto, Ferdinando
che non venisse costruita una nuova chie- Ughelli ritienc sufficiente la sua trascrizio-
sa piu capace e degna. ne, mentre ii Corner prosegue con quello
Considerato ii comportamento vio- che potremmo definire ii "Trattato dej
lento dei baresi e dei veneziani, ii Corner miracoli", immancabile nelle Vite dei santi:
cita un giudizio di L. A. Muratori che defi- riporta apparizioni e grazie ottenute con
nisce entrambi come troppopii masnadieri 32. l'intercessione di S. Nicola33.
La cronaca dell'Anonimo si fa A onore di Flaminio Corner, va
ammirare, oltre che per la lingua elegante, detto che la sua storica sfida ai baresi ha
per le molte "orazioni" elevatissimc e com- avuto compimento proprio in questo
mosse con cui intercala ii racconto che, nostro tempo, lnfatti, Io stesso esperto in
altrimenti, avrebbe ii sapore di un atto di anatomia, cioe ii prof. Luigi Martino ha
pirateria. avuto la fortuna di essere prima chiamato
per la ricognizione ufficiale delle reliquie
Enfatico, ma veramente lirico, e contenute nel sarcofago di Bari (1953-57),
l'encomio finale di Venezia, che inizia: e poi di quelle contenute nell'Arca del
"Felice te Venezia, beata te Venezia, che hai Lido (1992).
l'evangelista Marco come Leone a tua dife- La storia, talvolta, oltre a offrire insperate
sa nelle guerre, e hai ii padre dei Greci certezze o verifiche luminose, offre pure
Nicolo come guida delle navi. Nelle batta- lungimiranti profezie in grado di sostenere
glie alzi ii vessillo del Leone, e nelle tempe- la nostra csigente razionalitâ e Timmutata
ste marine sei protetta dai sapiente devozione religiosa.
Nocchiero greco. Con tale Leone tu pene-
tri in mezzo alle formidabili schiere nemi-
che, e con questo Nocchiero te ne vai sicu-
Storia della traslazione delle Reliquie 15
Note
16
ROBERTO CESS1, "Storia della repubblica di illustrate da Flaminio Corner senatore veneziano", in
Venezia", 1986.- Cfr. anche DEL RE, o.c, col. 929. - A Padova, MDCCLV1II, p.50.
chi obiettasse che sriamo dando eccessiva imporlanza
28
alia "ricogni/ione delle reliquie", quasi esse riguar- FORTUNATO OLMO o.s.b., "Historia translationis
dassero la iede cristiana, rispondiamo che riguarda- Corporis Sandi Nicolai, ele. e Myra Lyciae Venetias",
no certamente ia serietâ del cullo, pubblico e priva- 1626. L'Ohno partecipo nel 1628 al rito del trasferi-
to, e offrono l'occasione per rivisitare archivi e mento delle casselte dalia cripta della basilica alia
biblioleche, ripercorrendo con senso critico un cam- cappclla superiore del monastero, prima del definiti-
mino storico degno di attenzione. E', fuori di dub- vo trasferimento nella nuova chiesa edificala in
bio, un interesse culturale rilevante. onore di S. Nicolo.

17 29
NICCOLO' DEL RE, o.c, col. 936 : L'cvcnlo di F.CORNER, o.c, p . l l .
Bari mise in sussulto anche altre cittâ, in parlicolare
30
Benevento, che aspiravano allo stesso onore e che si F.CORNER, o.c, p.5:" Sollo l'Abale Vitale e ii
attrîbuirono ii possesso di qualche parte del corpo doge Vitale Michiel, awcunc la trasîazione del corpo
del Sanlo. (cosi e lecito definire la maggior parte di esso) di
S. Nicolo ii Grande e di due altri santi, che Io aveva-
18
AA.VV., "Sloria di Veneţia", Enc.Treccani, v.l; no preceduto (sic) in qnella sede episcopale".
Silvio Tramontin, c. IV, pp.910 ss.
31
F.CORNER o.c, p.56, nota 41.
19
ROBERTO CESSI, "Venezia Ducale" II/l;
32
"Comune Venetiarum", 1965, pp.174-188. F.CORNER, o.c, p.50, nota 23: "Venetos el Barenses
nimis pios praedones" (cf.L.A.Muratori, Annali, t.VI). -
20
cf. AA. W., "Storia di Venezia", c i l . ; Giorgio cfr. "Bibi. Sanct.", t.IX, col 930.
Cracco "La nascita di un nuovo culto: S. Nicola";
33
pp. 947. F.UGHELLI, o.c, t.V, col 1234: Tra le altre notizie
pregevoli scrive: "Ossa sua, videlicet Nicolai Confessoris
21
Ivi, p. 950. erant alba vdut lac se.d confracta et rupta. Ossa vero
Avunculi eranl magls integra. Sane albedinem ob calcem,
22
NICCOLO' DEL RE, o.c: L'A. sottolinea la presen- intra quam ad triginla mfrra ducentos annos tempU cen-
za dei preti nelle navi mercantili baresi, e pensa che tro Myrae abdita suni, contraxisse credendum est"
ii motivo econornico-commerciale della spedizione (Tcslimonian/a di Marco Gradenigo, nclla ricogni-
pugliese ad Antiochia fosse solo copertura del pro- zionc dell'anno 1347).
posilo di rubare le reliquie a Myra. La testimonianza
delle armi a bordo e degli strumcnti atti aH'impresa
premeditaţii e eloquente.

23
P.CORSI, o.c, p.50.

24
F.CORNER, o.c, p . 7 I , nota 1: cita gli "Atti di
S. Nicola, in cui si paria anche di S. Teodoro.

25
P.CORSI, o.c, p.3L

26
P.CORSI, o.c, p.57.

21
F.CORNER, o.c, p.5 - Dello stesso Autore: "Notizie
storiche delle chiese e monasteri di Venezia e di
Torcello I t a l i e dalie cbiese Vene/iane e Torcellane
16 La
Ricognizione
Parte terza

La Ricognizione

La commissione patriarcah pa Iu Ricognizione . Da sinistra a destra: Padre Luciano Paludet, segretario e notaio f.f. ; Padre Ludovico Secco,
coordinatore dei lavori e videopemlore; Monsignor Albino Tenderini, addetto alte reliquie, della Curia pahiarcale di Venezia; Padre Giam-
baîtisla Orassato, parroco e superiore dei fraţi minori, di S. Nîcolâ; Professoressa MarianUmia Capitanio, assistente del Professor Corrain;
Professor Monsignor Cleto Corrain, ordinario di Antropologia dell'Universitâ di Padova.
ITER BUROCRATICO nori, S. Francesco della Vigna (Venezia).
La nsposta affermativa della Curia patriar-
L'iniziativa prowida dei Fraţi, per cale pervenne ii 12.XII.1991.
passare alia fase operativa, aveva bisogno di
alcune premesse burocratiche, affidate al - 1 luglio 1992 : Consideraţi i necessari la
parroco-superiore del convento. Le riferia- vori di restauro, ii parroco chiedeva al Vi-
mo in breve. ce Cancellicre della Curia patriarcale
mons. Mario Ronzini la facoltâ di effettua-
- 28 luglio 1991 : Ottenuta l'autorizzazione re, servatis de jure servandis, anche una ec-
ai lavori, da pane dell'Ufficio dei "Beni cezionale ricognizione in forma privata
Ambientali e Culturali di Venezia", veniva delle reliquie conservate nell'Arca dell'al
inoltrata alT"Ufficio per la conservazione e tare maggiore.
ii restauro dei beni artistici delle Chiese di
Venezia" presso la Curia patriarcalc, la ri- FASE OPERATIVA
chiesta di autorizzazione a procedere per ii
restauro dell'altare maggiore e del Crocijîsso li- - 6 luglio 1992 : Ottenuto ii via libera, si pro-
gneo del sec XIV. Uguale permesso veniva ri- cede gradualmentc compiendo prima di
chiesto alia Curia provinciale dei Fraţi Mi- tutto un attento sopralluogo dell'altare
La 17
Ricognizione
gente dr. Marisa Rigoni, chiede al Vicario
generale della Curia patriarcale mons. Giu-
seppe Viscntin che "abbiano possibilitâ di
assistcre alia ricognizione sui resti di S.Ni-
colo di Myra, la dr. Giovanna Ravagnan e
gli Ispettori onorari dr. Lidia Fersuoch e
Sig. Ernesto Canal".

- 13 luglio 1992 : ii parroco preleva le tre


statue lignee raffîguranti i patroni dai fasti-
gio dell' altare e le trasfcriscc al primo pia-
no del convento, nella sale tta-fore ster ia.

14- ! Ml »
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B 91
Wr.. - aâ ft/. A f .
Le statue sulla sommitâ dell'altare prima dell'inizio dei lavori di Le tre statue sulla sommită ăelVallarp. prima del restauro
restauro, si notino gli arpici che tengono unite le due parii dell'al-
tare.

maggiore. Sono presenti: l'Impresa di Giu- Apertura dell 'Arca: estrazione delle cassette
lio Fabbris del Lido, con i marmisti Daniele
Comclato c Maurizio Malvestio di Salzano; - 15 luglio 1992: Alle ore 9.00 si procede al-
la restauratrice Anna Keller con ii suo col- lo smontaggio del pesantc coperchio rnar-
laboratore Giorgio Ferrari e Giovanna Me- moreo dell'Arca, con la rimozione dei ti-
negazzi (per ii restauro delle statue Hgnec ranti di ferro agganciati ai grădini dell'alta-
sopra l'Arca). re e dell'Arca stessa mediante due anelli.
Erano staţi posti nel restauro fatto nel 1744
- 5 agosto 1992 : La "Soprintendenza Ar- da Eugenio Zanfei.
cheologica del Veneto", a firma della reg-
- 17 luglio 1992 : Su.ll' impalcatura eretta
si monta una putrella di acciaio lunga 4
metri e, ad essa, si assicura ii carrello del
paranco.
L'Arca si presenta divisa longitudi-
nalmcnte in due parti. La posteriore e unita
da anelli, cui si assicura l'argano con
ganci di acciaio, e prima di tutto si rimuo-
vono gli arpici in rame fissati a piombo che
servivano a tenere unite le due parti del co-
perchio, che risultavano semplicemente in-
castrate sotto di esso.

Sommitâ dell'altare: parie frontale prima del restauro Orc 11.30: Si toglie la comice
18 La
Ricognizione
La sommită deU'altare rome appariva dopo aver spostato ii pesante coperchio in marmo; si notino le lastre inferro che ricoprivano le nicchie
mie erano sistemate le cassette contenenli h reliquie; si notino inoltre le tre targhe di piombo de.!. 1634 e del 1744 .
dell'angolo sinistro e poi quclla con l'iscri- Sul marmo si vede scritta a carboncino la
zîone "San Teodoro"; in seguito quella con firma dell'architetto ideatore dell'altare:
l'iscrizione "San Nicola M-"; e infinc quella Cosimo Fanzago da Bergamo.
segnata "San Nicola Av.". Quindi si toglie la
izago
comice dell'angolo destro. Sollevata la par-
te posteriore e fatta scorrere lungo la pu-
trella, si riesce a deporla suirimpalcatura.
A questo punto si vedono "tre lastre
di ferro" fîssate con arpici, che coprono i
"tre loculi" scavati nel marmo. Sulle lastre
di ferro sono state appoggiate "tre tavolette
di piombo" recanti incise le iscrizioni che
identiiîcano i tre corpi veneraţi.

IM scritta a carboncino di Cosimo Fai

Ore 12.00 : dopo un paziente lavo-


ro di estrazione, vengono ricuperate le tre
"cassette" con le reliquie insieme a "lastre
di piombo" recanti incise le iscrizioni attri-
butive. Due cassette, attraverso la scaletta
interna, vengono trasportate nella foreste-
ria al piano superiore; quella di S. Nicola
M., essendo piu lunga e pesante, viene tra-
sportata lungo Io scalone grande.
Partîcolare delle targhe in piombo e. degli arpici
La 19
Ricognizione

Le targhe di piombo
TRASLAZIONE DELLE CASSETTE
NELLA NUOVA CHIESA A.1634
( lastra di piombo cm. 12x 11.08 )

CORPORA ■ SS ■ NlCOLAI MAGNI. /


NICOLAI Eius AVUNCULI AC / THEODORI
MARTYRIS TRIUM / MYRAE EPISCOPORUM
AIETERE / IN NOVUM HOC TEMPLUM ET /
ALTARE TRANSLATA ■ M DC-XXXIV /
FESTO ASCXNSIONIS DOMINICAE / URBANO
VIII PONT. MAX. / FRANCISCO ERICIO
P RINCIPE . / H YERONIMO S PINELLI
ABBATE.
RESTAURO DELL' ALTARE : 1744
( lastra di piombo cm.14.05x12.00 )

PEIUCLITANTE ARA CORPORUM SS.NICOIAI /


M AGNI N ICOLAI E IUS A VUNCULI A C /
T HEDORI M ARTYRIS T RIUM M IRAE /
EPISCOPORUM RI-:PARATA FUTT / MDCCX-
TW / OPERE COMPIJÎTO QUINTO DECIMO /
KALENDAS MARŢII EUGENIO / ZAMPHEJO
RESTAURATORE / BENEDICTO XIV PONT.
M AX . / P ETRO G RIMANO P RINCIPE /
BARTHOLOMAEO DE FANZELLI ABBATE.
TESTIMONIANZA DTRETTA
DEL RESTAURATORE: 1744
( lastra di piombo: cm. 9x7.05 )

Adî 9 Fevraro 1744 - Paron - Jo


Eugenio Zanfei - Rimeso ii deio
Altare e fui - comando di
Maistranze e - Mro Bastia Bisacco
Murer - da Piove de Sacu.
20 La
Ricognizione

Lefasi d'apertura
'roita la lastra diferro che chiudeva la nicchia di S. Nicola Magno so-
no apparse, infilate tra ii marmo e la cassetta due targhe plumbee.

Le targhe plumbee: la piu vitina risalente al 1282 e l'altra


al 1134

La nicchia ove era sistemata la cassella contenente k reliquie di S. Ni-


cola Zio. Si noti la disposizione delle nicchie.
La cassetta contenente le reliquie di S. Teodora. In dascuna nicchia La cassetta di San Nicola Magno eslratta dopo un lungo la-
era contenuta una targa per identificare l'appartenenza delle reliquie. von in quanto era stata sistemata in modo estremamente
predso all'interno della nicchia.
La 21
Ricvgnizione

Le targhe di piombo
TARGA PLUMBEA CON
SCRIITURA GOTICA
(cm. 84x24)

Ricognizione del 1282

+ Anno: Domini. Millesi-


mo: Ducentesimo, Octogesi-
mo. secundo. Mensis. Ma-
dii. Die. V. Intrante Tempo-
re. Domini. Johannis. Dan-
duli. Ducis. Et. Domini.
(fi h 01/3 Bartholomei. Quirini. Epi-
V scopi. Et. Domini. Petri. Ab-
batis. Fuerunt. Inquisita.
Et Inventa. Corpora. Sancto-
rum. Nichoiay. Magni.
Confessoris. FA. Nichoiay.
Avunculi. Eius. Et. Theo-
dori. Martiris. Intra. Duo
Altaria. Scilicet. Corpus.
Sandi. Nichoiay. Magni.
In. Medio. Et. ad pedes eius.
Corpus Sandi. Nichoiay.
Avunculi. Et. Ad. Capul.
Corpus. Sandi. Theodori.
Marlyris. Et. In. Millesimo
Ducentesimo Octogesimo oc- ANNO 1134: Collocazione
tavo. Mensis Madi. Die. delle cassette in mezzo al
IX. Intrante. Tempore. Eiu- coro dell'antica basilica,
sdem Domini. Johanni. sotto Vitale II.
Danduli. Ducis. Et Eiu- ( targa di cm. 66x28 )
sdem. Domini. Bartholomei.
Quirini. Episcopi. Et. Do- + Corpus Sandi Nicolai./
mini. Francisci. Abbatis. Confessoris collocatum est /
Ipsa. Corpora. Fuerunt Anno Domini Miile.Cent./
In.Eodem. Loco. Devotissi- Trig.IIII. Medio Mensis/Junii
me. Collocata. Indicione Duodeama. / Tempo-
re Domini P.Polani./ Ducis et
+ Pantaleonis Zanchani Domini Johannis Pol. / Episco-
aurific. me fetit pi et Domini. Vitalis/ Zanne.
Abb. Ad Pe-/ des Eius.
Corp. Sancti Ni-/ colai Avun-
culi./ Ad Caput Corpus/
Theodori Marliris.

, l lato le targhe che sono state ritrovate so-


pra le cassette contenenti le reliquie di San
Nicola Avuncoh e San Teodoro Martire
22 La
Ricognizione
Le Fasi del Trasporto
r
l-e cassette legate, con delle corde sono state calate con attenzione
ăall'esterno dell'impalcatura.

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f ■ . . ■ >

A

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Per le grandi dimensioni la cassetia di San Nicola Magno e sta- La cassetta contenente le reliquie di San Nicola Magno,
ta trasportata attraverso ii grande scalone d 'ingresso.
Subito ci si accorge che quest'ultima im-
portante cassetta era stata incastrata nel lo-
culo in modo ccccssivamente adesivo e for-
zato. Spostati due pezzi di legno che face-
vano da supporto al fregio marmoreo, si e
riusciti ad estrarla. II lavoro si conclude po-
co prima delle ore 12.40.
A tutta l'operazionc sono staţi pre-
senti, con gli incaricati sopracitati, i fotoci-
ncopcratori Gino Gabrieli e Ludovico Sec-
co, padrc Grassato parroco, padre Germa-
no Corro, padre Damaso Bosa, fra Antoni-
no Cecconeri e padre L. G. Paludet facente
funzione di notaio della Commissione.
Le tre cassette sono state sistemate in una apposita salelta ove era-
no state riposte anche Ir, tre statue lignee rappresentanti i tre Santi
patroni.
La 23
Ricognizione
VATTO R1COGN1T1VO al momento di deporre le cassette nel ri-
spettivo loculo marmoreo, le misure prese
E' stato effettuato in due momenti: non risultarono coincidenţi con ii manufat-
ii primo, a cura del prof. Cleto Corrain ii to. Dato ii rito in corso, si ritenne opportu-
17 settembre 1992; ii secondo, a cura del no prima dell'introduzione della cassetta,
prof. Luigi Martino 1*11 e 12 novembre usare moderatamente la raspa. Quindi, per
successivo. una soluzione facilitata, "prima" si intro-
dussero le cassette, "poi" si fissarono i co-
perchi, certamente da una posizione molto
Commissione Uf fi ci a l e de II a incomoda per l'operatore, senza usare i lori
Ricognizione predisposti.

Mons. Albino Tenderini, addetto alle re- Ore 11.15 - Presenti i membri della
liquie, Curia patriarcale di Venezia Commissione, ii prof. Corrain senza alcuna
formalitâ rituale, ma in un'atmosfera di
Prof, Mons. Cleto Corrain, Ordinario di emozione e di attesa, da inizio alia ricogni-
Antropologia Universitâ di Padova zione. Le cassette, trasferite dalia foresteria
nel salone a cio predisposto e ornato, ven-
Dr. Mariantonia Capitanio, Assistente gono aperte ad una ad una. Prima di tutto
del Corrain, Universitâ di Padova quella attribuita a S. Nicola Magno. A un
cerino del ricognitorc, ii falegname
Prof. Luigi Martino, Universitâ di Bari Michilin con prudenţi e rapidi colpi di
martello infila nella fessura superiore un
P. Giambattista Grassato, ofm, parroco
e superiore clei fraţi minori di S. Nicolo
Caratteristiche delle Singole Cassette
P. Ludovico Secco ofm, Coordinatore
dei lavori e videoperatore
Cassetta di S. Nicolo Magno
Sigg. Gino e Aldo Gabrieli, fotografi
Peso Kg. 48 circa
Sig. Domenico Michilin Marion, artista Larg. cm. 27.30
ed esperto del legno Lung. cm. 119
Alt. cm. 21
R Luciano G. Paolo Paludet, storico del-
la chiesa e del monastero, Segretario e
Notaio f.f. Cassetta di S. Nicolo Zio

Peso Kg. 35 Larg.


cm. 26.50 Lung.
Ricognizione : 17 Settembre 1992 cm. 85 Alt. cm.
21.5
Ore 10.00 - Prima di iniziare la rico-
gnizione scientifica, Vesperto del legno Do-
menico Michilin Marion esamina le casset- Cassetta di S. Teodoro :
te e rileva che solo quella di S. Teodoro e
in legno di cipresso, mentre le altre due so- Peso Kg. 37 Larg.
no di cirmolo. Sono tutte in ottimo stato di cm. 30.5 Lung.
conservazionc, facilmente identificabili dal- cm. 76.7 Alt. cm.
ia scritta in inchiostro che le distingue. 22
L'artista nota dei "fori" praticati a succhiel-
lo, ma non usati. Si intuisce che nel 1634,
24 La
Ricognizione
stro. Levato anche questo, ii contenuto ap-
pare avvolto in un drappo di seta rossa
(zendado, o seta faglia) molto ben conser-
vato, sul quale si vede un rotolo di perga-
mena bianca legato da un nastrino (Io scrit-
to riporta, col nome del Santo, alcuni daţi
idonei alia sua identificazione). Tutto do
che troviamo corrisponde con esattezza alia
descrizione fatta da Flaminio Corner e
pubblicata nel 1749, e risale alia ricognizio-
ne ufficiale ultima fatta ncl 1634.
La sala preparata per ejfettuare la ricognizione

cuneo di legno e solleva con facilita îl co-


perchio della prima cassetta.

Cassetta di San Nicoîa Magno

L'interno appare occupato da


un'altra cassetta di piombo leggero battuto
a sbalzo, con ii coperchio a scmplice inca-

In primo plano le ossa brunastre e sul fanda la calotta cranica

Spiegata la seta, i presenti rimango-


no disorientati: vedono un ammasso ordi-
nato ma complesso di piccole ossa di diffe-
rente coloratura, misura e consistenza.
Colpisce la presenza di una "calotta
cranica" inattesa. Se ii cranio di S. Nicola
e stato rinvenuto integro a Bari nel 1953,
questo a chi appartiene? I resti ossei di di-
verso colore e misura, a quanti individui
appartengono? Non e possibile risponde-
// Prof. Carmin e la Dr. Căpitănia ossetvan» attentamente l'aper- re a prima vista; e, pero, l'înterrogativo
tura del coperchio della cassetta di piombo. che sorge irrefrenabile e con una certa
apprensione.
La 25
Ricognizione
Dopo piu di 350 anni, non si awer- - La calotta cranica : Ha rappresentato l'in-
te alcun indizio di umiditâ o di muffa. An- terrogativo piu imbarazzante e, insieme, la
zi, notato appena un leggero e giustificato scoperta piu esaltante. Era evidente (data
odore di chiuso, la Dr. Capitanio, fa rileva- la ricognizione di Bari) che non poteva es-
rc un insistente aroma provenienţe dalie sere di S. Nicola Magno, cioe "di Bari", anzi
erbe e dai legni odorosi deposti sul fondo di Myra. II suo colore e "brunastro" come ii
coperto da bambagia. TI notaio, con l'ausi- cuoio. Altre "ossa" grandi e brunastre, face-
lio della accurata descrizione del Corner, vano da contrasto alia maggior parte che si
cerca con ii ricognitore di ritrovare gli vedevano "bianchicce, scheggiate e rotte",
"oggetti" che devono essere presenti: che ii Corrain attribuî subito a due o tre in-
dividui differenti.
Kj II Corner cita F. Ughelli (cit., t.V,
col 1234): ossa sua, videlicet magni Nicolai
SSi Ifl&ani Nicolni. Myrtnjit. %piscopi .
Gonfessoris erant alba velul lac, sed confracta et
/fliraculij Glorioşi. fth-r ipM iveifii _MC . rupta. II cronista veneto, in "Notizie stori-
4d boc Littuj dtduct*. . ac temple LLCicri che" scrive: "Nell'anno 1634, riconosciuta
condiis. JLxindt, in hoc rvcetta a. Tftaiuicnis l'identitâ delle sacre ossa, e principalmente
ţÂSicilum . Anno -MDCXXXÎV- Tefio di quelle di San Niccolo ii Grande, candide
Ajunsionis Bomt = i X_XV. fltalu . o&r piu delle altre e piu infrante per essere state
a forza staccate dalia gran massa di bitu-me
a
(o calce?) in cui le aveva fatte involgere
pomju tTAnjLitA . XJthino VW -Francisco l'imperatore Basilio" (p.60).
Er/cio . principe » Hieronumo ^piiicLLo Per ii momento, sospendiamo ogni
EiUuino ex giudizio, ma si fa strada l'ipotesi che in
qucsta cassetta si trovino anche ossa appar-
La pergamena ritrovata perfettamente conservata tenenti al corpo di Nicola di Pinara, metro
- la pietra nera simile al paragone: sta al suo poliţa di Myra, e nipote del Nicola Zio. Per
posto, cioe sotto la calotta cranica del San- ii colore della calotta e per Teta presunta,
to (che non pud essere Nicola di Myra). E' fa sospettare uguaglianza di attributi essen-
piccola, forse di ardcsia, di medio spessore, ziali con le reliquie di Nicola Zio (come si
sulla quale con grafia incerta e usando uno vedrâ subito dopo). I veneziani trafugatori
stilo e stata incisa la iscrizione greca: + O a Myra, con ogni probabilitâ, ignoravano
ATJOC NIKOAAOC TA17HOC AHMflCA- l'identitâ di Nicola di Pinara e ii luogo
NA (0 Aghios Nikolaos Tapeos Lempsana ), preciso dove era stato sepolto Nicola di
che ii Corner riporta in greco e in latino Myra: ritennero in buona fede di avere in
nel modo seguente: "O Aghios Nikolaos o Ta- mano un "resto osseo assolutamente sin-
peinos ia lipsana te myroblute"; "Sancti Nicolai golare e prezioso".
mansueli reXiquiae liquorem emanantes".
1 J i : * .'' . i ~ I~J_ _l ' | : | ! tJ
jmjm

t j f 1 1 } pţl -

[■Ţ ţ-| 1 |i
Sopra : Ss calotta minim trovata ain.nt.erno della rassetta conte-
nente le Reliquie di S. Nicola Magno. A. Sinistra : la pietra nera.
26 La
Ricognizione

II Vasetto della Manna


Sopra: La sommită dei vasetto continente l'unguento che si pud

vedere pardalmente illuminato.


A fîanco: 7/ vasetto della Manna,
Sotto: L'analisi chimica dell'unguento fatta dai laboratori
chimici dell'Universitâ di Padova
UNIVEBSITi» DEGLi STUDI DI PADOVA asetto con 3a Mauna", rinveauto EwUq rama COti Le reliquie di Sau VicoJa iJ
D1PARTIMENTO II] CHIMICA
IN0RGAN1CA, META1X0RGANICA ED ANALITICA
'Bndi?F Vageovo di Mira* presBO In clilv^a di S. Nicolo ai LJ'3I> di Vsn^zîa.

IH ui iaci analitici
I.AHORATORIO Dl AKAM5I CHIMICA APPLICATA

Dall'esame deilo apettro di aaflorbimento TR, che dppare relntivamence semplica,

bDBBilia'a cacena alifatica io loro ?stenJ- Si * pertanto procedura c&n la specifica


Raverendo Fadr P Giajnbattlsls P Cras sa Li
Pairoichia S. NicolS al Lido L'ajial Ei tog 5 ta ha [- di duCjrs ibf .danie re
Riviera S Nirolo 76 30126 BWS5
Venaiia liiic Soli gr i ^idu .do compoDe prindpal ra c palmitico
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nel "Vasetto con lfl Manna", la cui presenza allintemo della cassa con le re Sulla base ric-ll'- LU . I I I ^ I ^^f-N:!" M ,HiO iff^tinjin 1 ..:. ii L.L T ..pi i - f in esame si; i-
ftan Nicţila ii Oande, Veacovo di Mira, e documentata fin dai 1399 Tale cai nr'".n i.\i.' '.Li'.T-C LI itr dn. i^:[ I _]. I . vc-sţe-tip f " 1 r 1 r n . 1 l 1 1 ! CHL 1 L j^aturu LL ^ POCSSM d
utato da lei ccnsegnato al prof G.G. Bombi in data 12 05.93.
La informa iiiultre che sflrcbbc no&tra interi UIT LI - :irn.-t;'ini»; la caratten 1 catena pi L I etnia, ne hanno modificatf 1 J co/T.ţn^uiunrî -\ f.ivnr | ; ■'"i^li .icidi jrafii*

anche attraverEO tgcmctie d jn.cn?1 mo ILTI CI IK.^ITJ &r\ 1 rţi rirrLp^tşnzii al fiiit
tare ii pfiriodo e Ia provanienza deU'unguent-j, Su tutti fiii ulteriori fiviluppi
cej-ca la lorrjj rim |::"rifiili c.'imente informata.
rtcueandomi per îl ritardu, le pnrgn i miei piu corditdi fialutr.

dntt. A. Tapparo
U 1-3 - i di
t che I'oloi :.ci|:;Ll ir:;li
tui
e '■j
Da qiicsti daţi n^ult.i tnitifimj tt-s.s.tu'i.in- .-:<:^

^.ptcie sia flnisnali che ve^-raJ! fp.;y:i nui fr#rcnto po^r'jnrui dSs^re .îvanzate
bnse dei rîniltatE di u^teriun analiti dmniche {mirate anche alia ncerta di
dei loro orodot". Hi decQinpo&iLiODekh mentrţ: iiccertîu]:ecici specifici quaJi 1
radiocafbonio a ' irid.i^-^r- 7.=Lirn |. -;..^ putra
<M-w-. \< h
praf. G.G. Bomhi
doct. A. Tapparo
La 27
fticognizione
- // vasetto di ceramica contenente la manna : La prof.ssa Francesca Saccardo, della So-
Non solo e ritrovato intatto e con ii suo printendenza ai Beni Artistici e Storici di
contenuto, ma addirittura "ritto", collocato Venezia (Ca d'Oro) Io conferma anche sul-
ai piedi del corpo. II Corner Io descrisse: la base di illustrazione iconografica (cf. Ge-
Pignatellum pulchrum quasi plenum odorifero za Feherverari, "La ceramica islamica",
liquore. Erat liquor ipse tenax quasi unguentum Mondadori 1985).
et veluti mei coagulatum. Letteralmente, e cosi
ancora oggi. Abbiamo letto che, nella ri-
cognizione del 21 settembre 1399, awenuta
sotto l'abate Contarini, i Signori di Notte
prima di chiudere ii sarcofago con i loro si-
gilii, rimisero dentro un "vaso pleno manna
ibidem invento". Giâ in qnell'epoca stava
dentro ii sarcofago?

L'esame da pane dcgli esperti ha


portato a questa datazionc: risalc ai secoli
XIII-XIV. II prof. Mazzucato di Roma ritie-
ne l'albarello di fabbricazione siriaca, con Alcuni degli oggetti riirovati nella cassetta di S. Nicola: una spilla
iscrizione in caratteri nazki, nella quale si ri- in argento, alcune perline e dei minuti pezzi di mosaico in pasta
vitrea
petono le benedizioni verso ii nome di Al-
lah (mubârak mubârik) dipinte forse da un - Le monetine di rame e d'argento - Ne sono sta-
pittore analfabeta: infatti vi sono pareechi te rivenute pareechie in ogni cassetta, leg-
errori grafici a lui imputabili. gere e minute, ma ottimamente conservate
e leggibili quasi tutte.
Complessivamente ne sono state trovate:
n.367 (S. Nicolo M.) + n.34 (S. Teodoro) +
n.56 (S. Nicola Av.).48 esemplari, come
campione significativo, ii 27 novembre
1992 sono staţi sottoposti aH'esame dei
proff. Giovanni Gorini e Andrea Saccocci,
con i risultati che riportiamo nell'apposito
specchietto. Ma giâ al momento dell'estra-
zione ii Sig. E. Canal riconobbe ii periodo
bizantino-medievale di quelle in rame. Piu
facile l'identificazione delle "giustine" in
argento, con l'emblema diffusissimo della
repubblica lagunare.

Sopra: L'estrazione del vasetto di ceramica dalia cassetta conte-


nente le reliquie di S. Nicola Magno. A deşira: Le monete trovate
nella cassetta di S. Nicola Magno.
28 La
Ricognizione

Reîazione degli esperti Praf. Gorini e dott. Saccocd, sulle monete trovate neîle tombe di
S. Nicola Magno, S. Nicola Zio e S. Teodoro nella chiesa di S. Nicolo al Lido.

Oggi, in data 27 novembre 1992, si e proceduto nella sede del Santuario di S. Ni-
colo al Lido all'analisi di 48 monete medievali che, come e stato assicurato, costitui-
vano un campione significativo, dai punto di vista tipologico, dei 393 esemplari
complessivi nnvenuti nel corso della ricognizione effetluala sulle tombe indicate,
345 dei quali erano giâ staţi ricollocati all'interno degli ossari. Le monete sono
risultate cosi ripartite:

Tomba di S. Nicola Magno:

Venezia, 5 soldini di Antonio Venier Doge (1382-1400) con varie sigle


Venezia, 2 denari piccoli di Antonio Venier (1385-1400) Venezia, 3 denari
falşi sul tipo di Antonio Venier Venezia, 1 soldino di Francesco Foscari
Doge (14234457 ) Venezia, 8 piccoli copoîuti di Francesco Foscari (1446-
1457) Padova, 1 denaro piccolo repubblicano con la stella (1271-1338)
Padova, 4 denari piccoli di Francesco II da Carrara Principe (1390-1405)
Aquileia, 1 denaro di Marquardo di Randeck Patriarca (1365-1381)
Aquileia, 1 denaro di Ludovico II di Teck Patriarca (1412-1420) Mantova, 1
obolo di Ludovico II Gonzaga Capitano (1369-1382) Mantova, 1 obolo di
Francesco I Gonzaga Capitano (1382-1407)

Tomba di S. Nicola Zio:

Padova, 1 denaro piccolo repubblicano con la stella


Aquileia, 1 piccolo di Raimondo della Torre Patriarca (1273-1299)
Aquileia, 1 denaro di Antonio 11 Panciera
Ungheria, 1 denaro di Ladislao II Re (1161-1162)
Venezia, 1 soldino di Antonio Venier
Venezia, 3 denari piccoli di Antonio Venier
Venezia, 3 piccoli copoîuti di Francesco Foscari
Padova, 1 denaro piccolo di Francesco II da Garrara
Aquileia, 1 denaro di Antonio II Panciera Patriarca (1395-1402)
Zecea incerta, 1 denaro piccolo (fine XFv 7 inizi XV sec.)

Tomba di S. Teodoro:

Venezia, 1 denaro piccolo di Lorenzo Tiepolo Doge (1268-1275)


Venezia, 1 marcuccio o mezzo denaro di Lorenzo Tiepolo
Venezia, 1 marcuccio o mezzo denaro di Giovanni Dandolo Doge (1280-1289)
Venezia, 1 gazzetta da 2 soldi anonima, post legge 12 settembre 1565
Venezia, 2 grossetti (da 2 gazzette) anonimi, post legge 15 aprile 1570
La 29
Ricognizione

Nel complesso ii materiale qui indagato presenta una notevole coerenza cronologi-
ca, che permette di stabilire, sia pur in linea di massima, ii periodo in cui le mone -
te vennero depositate nell' urna.
Basandosi quindi sullo stato di conservazione dei singoli esemplari, che in genere
si presenta ottimo (e quindi consente di affermare che le monete furono deposita-
te a poca distanza di tempo dai rnomento deU'emissione) possiamo individuare
quattro momenti di probabile deposizione.
II primo riguarda le monete veneziane di Lorenzo Tiepolo e Giovanni Dandolo,
nonche alcuni piccoli padovani ed aquileiesi ed e compreso tra îl 1280 ed ii 1289. II
secondo riguarda soprattutto gli esemplari veneziani di Antonio Venier e di piccoli
padovani di Francesco II da Carrara ed e collocabile tra ii 1390 ed ii 1400. II terzo e
testimoniato dalie monete di Francesco Foscari e dai denari aquileiesi ed e compreso
fra ii 1446 ed ii 1457.
TI quarto ed ultimo, infme, e testimoniato dalie gazzette veneziane e messe a parti-
re dai 1570 ed e quindi assegnabile al XVI-XVII sec.
T daţi offerti dai materiale numismatico, quindi, si presentano in perfetta sintonia
con quanto tramandato dalie fonti scritte, che proprio nei periodi indicaţi dalie
monete collocano alcune delle numerose ricognizioni effettuate sulle tombe dei
tre Santi.
Ma questo argomento, corne altri, verrâ trattato piu approfonditamente nella pub-
blicazione scientifîca dei materiali, pubblicazione che seguirâ questa relazione e
che owiamente necessita di periodo molto piu lungo di indagini.
Prof. Giovanni Gorini Dott. Andrea Saccocci
30
La Ricognizione
Cassetta di San Nicola Zio drappo di seta purpureo (e non in bian-
co/nero, come era stato descritto nelle pre-
cedenţi ricognizioni del 1634). E' colmo di
ossa ben conservate e di naturali dimensio-
ni. Brunastre, come alcune trovate nella

La dott. Căpitănia esamina U ossa appena estratte dalia cassetta


di Sun Nicola Zio.

precedente cassetta e che ora trovano giu-


stificazione: appartengono infatti a questo
scheletro, ma non vi era stato per esse spa-
zio suffîciente. L'ammirazione cresce con ii
ritrovamento perfino dell'apparato delle
corde vocali e del setto nasalc, che ii prof.
Apertura della cassetta contenente le reliqme ăi S. Nicola Zio. Si Corrain ebbe modo di rinvenire solo nella
noii ii colore della seta e ii colore biuna.si.ro delle ossa. straordinaria ricognizione del corpo di
Sant'Antonio di Fadova, nel 1981. Ed e un
Alic orc 11.15 vicne aperta la sua awenimento cccezionale.
cassetta tra esclamazioni ammirate dei pre-
senti: ii contenuto appare avvolto in un
. "Nicoiat offx . nori . TfUgm iliius. ucrum
ziusdtm Auuncuit « Vlyr^ ipiurmet Vrbis.
Epijcopi A. auo. zi M.%g:nus KicoLluf iromca
5(impif . JAyrn cădem hycic, urbt . Anno
MQ .xd hoc littiLS dcduch. %c tempio uctm
conditi. Exin<k m Koc recent 4 Tflomchts

Asce-nsionis Pomimcs . Dte XXV. postum


joltmni pompj twnjUu . Vrtano
VJU.Pont-- ÎH^x-- Fîduc^co 'Ericio. principi
La pergamena ritrovata entro la cassetta di S. Nicola Zio La cartîlagine tiroidea ritrovata perfettamente intatta tra le ossa di
San Nicola Zio. Fatto eccezionale in quanto in rarissimi casi sie ri-
trovata questa fragile parte.
La Eicosnizione

Cassetta di San Teodoro martire zati. Dovendosi sospendere i lavori, per la


relezione, l'analisi viene rimandata al po-
meriggio. lntanto si prelevano le poche
■"'" KJSSA
parti ossee di una certa consistenza; ii re-
-S- TfcwJon.TÎJyrţ hycie. Epi^opi ,ct Martyns ot> sto, consultate» ii ricognitore, viene passato
idem jgncconjumj'ri.excs Vrbe.ad UncUcndmun. al setaccio per essere pesato e catalogate
Alcune schegge ossee sembrano portare i
in
segni della combustione, a conferma della
, in W retctis x Hlomchis turn. tradizione che definisce S. Teodoro "pre-
zioso martire, bruciato per la confessione
yînno /HDCXXXIV. Festo Jţs&nsionis della fede cristiana".
Vomtnic^.DuXXV. TSlidtj, pcr<p*m soUmm
oomvA trmslîtA .Urtjno V/M. Yont.Mix*
Francijco Eficio. principe - Hicroni/mo

^Spiiiillo BiUKmo ex

La Pergamena ritrovata nella cassetta contenente In Reliquie di


S. Teodoro

Immediatamente dopo, verso le ore


12.00, viene aperta anche la terza cassetta,
che lascia sconcertati per l'ammasso disor- Akuni frammenti ossei che presentano i segni della combustione,
dinato e apparentemente indecifrabile di assieme ud alcuni carboni.
resti ossei frammentati e in parte polveriz-
Di un certo interesse: la piccola sca-
tola di legno tornito e di forma cilindrica,
lunga una spanna, dipinta a colori; un'altra
scatola lignea ovale con coperchio, conte-
nente un panno di seta verde con ipoteti-
che reliquie e oggetti devozionali di incerta
definizione. Un altro contenitore in legno,
con ii coperchio estraibile e ii manico fora-
to, ricorda poveramente Venkolpion, o reli-
quiario da portare al collo.

Dall'alto verso ii basso: alcuni reliquiari, un bastoncino con


all'estrernitâ dell'ovatta racehiusa in un pezzo di stoffa, probabil-
Aperta la seta faglia, che racehiudeva le reliquie, si sono trovuti mente usato per toceare le reliquie quando erano in mostra, altri
una molthudine di frammenti ossei. minuscoU reliquiari in lela ed in/ine /tnkolpion aperto ove
all'interno si vedono dei frammenti d'osso.
32 La
Ricognizione
La Commissione si riuniscc di nuo- Terminata la ricognizione, ii prof.
vo alle ore 13.30 e prosegue l'ispezione fi- Corrain si riserva di approfondire e coordi-
no alle ore 18.00. I proff. Corrain e Capita- nare gli appunti segnati dalia sua Assisten-
nio con cura ricompongono Io scheletro di te, e di inviarc ii suo referto al cardinale
S. Nicola Zio, del quale fanno una rilevazio- Patriarca.
ne osteometrica su carta millimetrata sem-
pre accompagnati dagli attenti cineopera- II notaio chiedc a mons. Tenderini
tori. II docente, valendosi della lunga espe- ii permesso di mantcncre aperte Ie cassette
rienza in materia, osservando gli "oggetti" per qualche tempo, sia per catalogare ed
di varia natura trovati nelle cassette "pezzi esaminare con cura gli oggetti rinvenuti,
di conchiglie, di tela, resti di fiori, di colla- con l'aiuto di esperti; sia per permettere al
ne, di foglie, di legni", afferma che alcuni prof. Luigi Martino, attualmente in ospeda-
potrebbero essere staţi messi nei sccoli pas- le, di venire al Lido e prendere visionc del-
sati con intento scaramantico. le reliquie di S. Nicola. Opportunitâ giâ
prevista e quindi ampiamente concessa.

Verso îl termine dei lavori, vengono


ammesse alcune personalitâ ecclesiastiche
e laiche alia visione delle reliquie. La gior-
nalista del "Gazzettino" Roberta Bearzi
chiede un'intervista per ii quotidiano di Ve-
nezia, che viene pubblicata ii giorno se-
guente.
Per ii momento la prima parte della
ricognizione ha termine. L'intero svolgi-
mento, come si e detto, e stato foto e cine-
mafotografato e annotato con diligenza dai
Alcuni oggetti rilrovati aU'interno delle varie cassette: stoppini, Notaio-Segretario della Commissione, che
pezzi di cera, alcune spugne, roselline seccke, una foglia di alloro e
alcuni grani di incenso. ne fa fede.
/ Tessuti

In alto; tessuto damascato trovato all'intemo della cassetta di


S. Teodora.
A sinistra in alto: la seta faglia che ricopriva internammte
tutte e tre le cassette di piombo.
A sinistra in basso: la seta verde, contenuta aU'interno della
scatola ovali' rifrovata mita cassetlrt di S. Teodoro.

La Ricognizione
33
Le Scatole Lignee
A lato: la scatola lignea con coperchio con all'inter-
no la seta verde contenente alcune reliquie. Sopra:
parti.col.are dell'interno.

A lato: la scatola lignea riirovala all'interno della


cassetta di S. Teodora.
Sopra: particolare delfondo della stessa scatola, si
noti ii segno della tornitura.

Particolari ddla scatola lignea, si noti la simbologia tipicamente cristiana dell'uc.cello delparadiso, della palma e la croce.
34 Le. Relazioni dei Ricognitori
Quarta parte

Relazioni dei Ricognitori


al Patriarca di Venezia Marco Ce
Relazione dei Prof. Cleto Corrain rivelo un mare di frammenti di media e tra-
scurabile dimensione, assai friabili, di un
colore biancastro, tra i quali emergeva una
calotta cranica d'un colore cuoio scuro e
altri elementi dello stesso colore perfetta-
raente conservaţi, e una mandibola ricom-
ponibile.
Dopo l'attribuzione di alcuni ele-
menti scheletrici intatti e di colore bruno
cuoio al soggetto indicato come S. Nicola
Zio di altro sarcofage», per motivate ragioni,
ci viene spontaneo riservare una particola-
re attenzione al reperto meglio dilferenzia-
to da tutto ii resto. Si tratta di una calotta
cranica di colore molto scuro, a differenza
II l'roj. Corrain impegnalo nelle mtSUTe osleomelricke.
di altri reperti. Opiniamo per ii sesSO ma-
Dopo l'analisi in loco, ii ricognitore schile, per la salienza delle inserzioni mu-
ha steso una relazione breve e concisa che scolari e per ii volume. L'etâ poteva essere
riportiamo quasi per intero: adulta avanzata per 1'obliterazione esterna
delle suture" (Nicola di Pinara, ii "nipote"
"La cassa piu vistosa (S. Nicola M.) di Nicola Av.?).
Le barli oue? di mnpmoii tUmi'nv.nni trovat.e all'hilcruo dalia v.asscUn ronlenenle. le. rehquie ultnbwtte a S. KhuĂa Nlavno.
Le Kelazioni dei Ricognitori 35
"Uapertura del sarcofago di S. Nico- vicola (sinistra) ci appare intera. Insieme a
la Zio ci riservo una grande sorpresa: tutte questa consideriamo maschile un pezzo di
ossa ben conservate d'un medesirno indivi- omero, un frammento di omero, un fram-
duo, cranio compreso e di un colore bruno mento di testa radiale, un pezzo di rotula
cuoio. Ci fu facile completare detto schele- (forse) un astragalo sinistro. Reputiamo
tro anche negii elementi minuti, prelevan- "fcmminili" alcuni frammenti di scapola, di
do dai sarcofago piu vistoso, compresa la ulna, di "radio" (circonferenza minima 40
mandibola che bene si adattava al cranio. mm.) e resti di rotule".
Facciaino l'inventario di uno scheletro qua-
si intero e straordinariamente conservato: Questi, in termini strettamente ri-
ii teschio, la colonna vertebrale completa, gorosi, i rilevamenti di Corrain, Alcuni
gabbia toracica quasi completa delle costo- daţi, per la loro rilevanza, hanno confer-
le (mancano le ultime fluttuanti), gli ome- mato le ipotesi dello storico in modo
ri, i radii, le ulne, ii bacino, i femori, le ro- confortcvole.
tule, le tibie, le fîbule ossificate sono in
buona parte conservate. Della mano si os-
servano: i capitamidali, due primi metacar- Relazione del Prof. Luigi Martino
pali, un secondo, due terzi di altre prime
falangi (una e crratica), molte seconde fa-
langi e qualche terza. Del piede si notano: i
cuboidi, î primi, i secondi, i terzi cuneifor-
mi, i navicolari, tutte le coppie di metatar-
sali, le prime falangi dell'alluce e altre pri-
me falangi, alcune seconde falangi, cinquc
terze falangi.
Attribuiamo un'etâ senile per la
quasi totale obliterazione delle suture cra-
niene, l'estrema uşura dentaria, la caduta
"ante mortern" di alcuni denti, la mandibo-
la deformata dalia senilitâ, Io spianamento
delle faccette sinflsarie pubiche e delle ster-
nali delle clavicole, le esostosi diffuse nella
colonna vertebrale dai corpi assai deforma-
ţi, le cavi ta gleoidee delle scapole forte-
mente slabbrate, gli acetaboli dagli orii slar-
gati. Attribuiamo ii sesso maschile per le
singolari dimensioni di tutti i reperti, la no-
tevole capacitâ cranica (1526.4 ce), i tratti
sessuali del cranio, come ii grande sviluppo
delle arcate sopracigliari, ii frontale non
bombato, le forti linee nucali, la scarsa
apertura dell'angolo mandibolare (99°). II
bacino e decisamente maschile".
II Prof. Martino durarde l 'opera di rlassijîcazione delle Reliquin.

"5. Teodoro: incontriamo una enor- Poiche ii prof. Martino della Uni-
me quantitâ di frustolelti, in pîccola parte versitâ di Bari dai 1953 al 1957 ebbe mo-
raccolti in due contenitori di legno e di do di compiere la prima ricognizione ca-
stoffa, insieme a tracce di fauna. Vi ricono- nonica e quindi di studiare i resti umani
sciamo almeno un maschio e una feminina di S. Nicola Magno, fu invitato, su iniziati-
adulţi. II cranio non e ricostruibile ma e va dello stesso Patriarca come specialista e
maschile e senz'altro robusto. Solo una cla- protagonista d'eccezione ad esaminare