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Del 1mo mov.

Risveglio dei sentimenti all'arrivo in campagna

L'Allegro ma non troppo d'apertura infrange la regola beethoveniana del contrasto tematico;
nessuna opposizione fra primo o secondo tema o altri motivi ancora, ma una miracolosa unità di
tono pur nel formicolare delle idee. Qui molti modi pastorali derivano dalla tradizione arcadica e
settecentesca, dall'opera italiana fino alle Stagioni di Haydn: ma Beethoven rifonde i luoghi comuni
in una nuova espansione metrica, con frasi che superano i normali argini delle battute pensate a due
o quattro per volta, con abbondanza di note tenute, con ripetizioni di disegni, la cui immobilità è
accentuata da crescendi e diminuendi; sicché non resta più nulla del bozzettismo descrittivo, e il
vero argomento è la coscienza umana, sciolta dalla tirannide del tempo eroico o drammatico della
forma-sonata.
Il tema principale è tratto da un canto popolare croato di netto sapore campagnolo: lo studioso
croato Kuhac riprodusse tale breve motivo (denominato Sirvonja) in una sua raccolta del 1887. Altri
autori invece osservano che il tema, per quanto fortemente rassomigliante al motivo croato, presenta
tuttavia delle lievi differenze rispetto a quest’ultimo ed è pertanto da ritenersi originale o quanto
meno trasfigurato; altri autori invece sostengono che negli appunti di Beethoven non compaiono
notazioni né abbozzi in merito a tale lied croato, né il nome di Beethoven figura tra i visitatori della
biblioteca che raccolse i canti croati ed invece appare più documentabile una ispirazione
beethoveniana più legata alle suggestioni derivanti dalle partiture tipo Portrait musical de la Nature
di Knecht o le composizioni dell’abate Vogler o le cosiddette sinfonie caratteristiche che
circolavano a Vienna all’epoca, in cui tra l’altro non compare traccia del lied tra le esecuzioni
dell’epoca.
Secondo alcune interpretazioni l’intervallo di quinta discendente presente nel tema corrisponde
all’intento descrittivo del canto del cuculo; in ogni caso nel movimento predominano gli intervalli
di 4a e 5a ossia i primi derivanti dai rapporti armonici fondamentali, più “naturali”, e le frasi,
seppure costruite con un grande arco, si articolano in semifrasi di 4 battute. Al primo tema si
affianca un secondo tema dal carattere simile al primo, questa volta però il tema è costruito su
arpeggi più ampi di carattere strumentale e leggermente meno cantabile del primo tema.
Il carattere del primo movimento simile a quello del secondo e dell’ultimo della stessa sinfonia
sembra voler evocare il senso di pace e serenità attribuito alla natura dalla cultura illuministica del
Settecento: una natura benefica e benevola nei confronti di chi la sappia ascoltare e farne parte, non
a caso l’ultimo movimento riporta la didascalia preghiera di ringraziamento alle divinità.
Come infatti propone la visione illuminista che la natura stessa abbia dotato ogni uomo della
istintiva capacità di comprendere che lo rende uguale a tutti gli altri a condizione che esso sia
liberato dalla corruzione della superstizione e dell'ignoranza. L'uomo, liberato dalle incrostazioni
del potere, userà correttamente e spontaneamente, (come secondo gli illuministi dimostrerebbe il
comportamento naturale del cosiddetto "buon selvaggio") la sua ragione per procedere alla
costruzione di uno Stato in cui le leggi, non più tiranniche, si fondino sul rispetto dei diritti naturali.
Come si legge dai quaderni di Beethoven “Qui — in campagna — io non sono tormentato dalla mia
atroce infermità. Mi sembra che nei campi ciascun albero mi faccia intendere la sua voce... Chi
potrebbe esprimere tutto questo?” si può ritrovare quegli ideali profondamente radicati nel
compositore.