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lUigi caligaRiS

STeFano FaVa
caRlo TomaSello
anTonio piVeTTa

Tecnologie meccaniche
e applicazioni

2
Per gli Istituti Professionali
settore Industria
e Artigianato

HOEPLI
lUigi caligaris stefano fava carlo tomasello

Tecnologie Meccaniche
e Applicazioni

Per gli Istituti Professionali


settore Industria e Artigianato

Volume 2

editore Ulrico Hoepli milano


UN TESTO PIÙ RICCO E SEMPRE AGGIORNATO
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Indice

Presentazione .................................................................................................................... VI modulo i componenti meccanici 33


Verifica dei Prerequisiti, 34

modulo H le maccHine semplici e la resistenza unità I1 Alberi, perni e bronzine ...................................................... 35


dei materiali 1 I1.1 Alberi, assi e perni, 35
    eneralità,  35  •  Alberi  e  assi  orizzontali,  36  •  Alberi  e  assi 
G
verticali, 38
Verifica dei Prerequisiti, 2
I1.2 Norme di proporzionamento, 39
  Pressione specimca, 42 • Riscaldamento, 43
unità H1 Le macchine semplici .............................................................. 3
I1.3 Sopporti per alberi, 43
H1.1 Caratteristiche generali, 3   Generalità, 43 • Tipi di sopporti, 43
H1.2 La leva, 3 I1.4 Bronzine, 45
    eva  di  primo  genere,  3  •  Leva  di  secondo  genere,  4  •  Leva di
L   Generalità, 45 • Materiali, 45
terzo genere, 5
esercitazione guidata i1.1, 46
H1.3 Le carrucole e i paranchi, 5 Verifica degli obiettiVi di unità, 47
  Carrucola mssa, 5 • Carrucola mobile, 5
H1.4 Il verricello e l’argano, 6
  Il verricello, 6 • L’argano, 6
unità I2 Cuscinetti volventi, guarnizioni e tenute ....... 48
H1.5 Il piano inclinato e le sue applicazioni, 7 I2.1 Cuscinetti volventi, 48
  Il piano inclinato, 7 • Il cuneo, 7 • La vite, 7     eneralità, 48 • Tipi di cuscinetti, 49 • Norme di applicazione e di 
G
esercitazione guidata H1.1, 9 montaggio, 53
Verifica degli obiettiVi di unità, 10 I2.2 Criteri di scelta dei cuscinetti, 57
I2.3 Proporzionamento dei cuscinetti con le formule
della durata, 58
unità H2 Sollecitazioni semplici ....................................................... 11     apacità di carico, 58 • Durata L10 e L10h, 59 • Calcolo dei cu-
C
scinetti sollecitati dinamicamente, 59 • Esempio di calcolo di un 
H2.1 Sollecitazione e deformazione, 11 cuscinetto, 60 • Calcolo dei cuscinetti sollecitati staticamente, 61
  Demnizioni, 11
I2.4 Lubrificazione dei cuscinetti volventi, 61
H2.2 Sollecitazioni semplici, 12     ubrimcazione a grasso, 62 • Lubrimcazione con olio, 62 • Metodi 
L
  Trazione, 12 • Legge di Hooke, 12 • Compressione, 13 • Taglio, 13 di lubrimcazione, 62
• Flessione, 14 • Torsione, 15 I2.5 Cuscinetti volventi lineari, 63
esercitazione guidata H2.1, 17     eneralità,  63  •  Tipi  di  cuscinetti  volventi  lineari,  alberi  e  sop-
G
Verifica degli obiettiVi di unità, 18 porti, 64 • Manicotti a sfere, 64 • Manicotti a sfere aperti a 60°, 
64 • Cuscinetti per movimenti assiali e rotativi, 64 • Cuscinetti 
per  movimenti  assiali,  rotativi  e  oscillatori,  64  •  Cuscinetti  con 
sopporto integrale, 64 • Slitte per movimenti assiali lineari, 65
unità H3 Sollecitazioni composte e criteri di resistenza I2.6 Guarnizioni e tenute, 66
dei materiali ......................................................................................................................... 19     eneralità, 66 • Tipi di guarnizioni, 66 • Esempi di guarnizioni e 
G
tenute, 68
H3.1 Sollecitazioni composte, 19 esercitazioni guidate i2.1 – i2.2, 70
  Flessione e taglio, 19 • Flessione e torsione, 21 • Presso-nessione, 22
Verifica degli obiettiVi di unità, 72
H3.2 Instabilità elastica, 22
Verifica degli obiettiVi di modulo, 73
  Metodo ω, 22
H3.3 Criteri di resistenza dei materiali, 23
Sollecitazioni statiche, dinamiche e a fatica, 23 • Tensioni ammis-
sibili, 24 • Calcolo di verimca, 25 • Calcolo di progetto, 25
modulo l trasmissioni del moto 75
H3.4 Esempi di calcolo, 25 Verifica dei Prerequisiti, 76
esercitazioni guidate H3.1 – H3.2, 29
Verifica degli obiettiVi di unità, 31 unità L1 Organi flessibili: cinghie, funi e catene ........... 77
Verifica degli obiettiVi di modulo, 32 L1.1 Cinghie piatte, 77
IV

   Generalità, 77 • Vantaggi e svantaggi, 78 • Materiali, caratteristi- unità M2 Affilatrici e rettificatrici ................................................ 149


che, sollecitazioni e impieghi, 78 • Pulegge per cinghie piatte, 79
M2.1 Affilatura e affilatrici, 149
L1.2 Cinghie trapezoidali, 80     ċlatrici  manuali,  149  •  Aċlatrici  universali,  150  •  Aċlatrici 
A
   Generalità, 80 • Pulegge per cinghie trapezoidali, 81 • Calcolo di speciali, 150 • Aċlatrici elettrochimiche, 150
una trasmissione con cinghie trapezoidali, 82
M2.2 Rettificatura e rettificatrici, 150
L1.3 Cinghie dentate o sincrone, 86     ettimcatrici in tondo per esterni, 152 • Rettimcatrici in tondo per 
R
Generalità, 86 interni,  152  •  Rettimcatrici  universali,  153  •  Rettimcatrici  senza 
L1.4 Cinghie scanalate o Poly-V, 87 centri, 154 • Rettimcatrici per supermci piane, 154 • Rettimcatrici 
  Dimensionamento delle cinghie scanalate Poly-V, 88 speciali, 156
L1.5 Funi metalliche, 89 M2.3 Mole, 156
Generalità, 89 • Avvolgimento dei mli e dei trefoli, 90 • Materiali e  Abrasivi, 157 • Dimensione dei grani, 157 • Leganti o agglome-
dimensionamento delle funi, 90 • Pulegge per funi, 91 ranti, 158 • Durezza, 158 • Struttura, 158 • Specimca dei compo-
L1.6 Catene, 91 nenti,  158  •  Ravvivatura  della  mola,  158  •  Designazione  della 
    ipi  di  catene,  92  •  Ruote  dentate  per  catene,  93  •  Esempio  di 
T mola UNI ISO 525, 159
ruota dentata per catena, 93 M2.4 Parametri tecnologici, 160
esercitazioni guidate l1.1 – l1.2, 94   Tempo macchina, 160 • Potenza di taglio, 162
Verifica degli obiettiVi di unità, 96 M2.5 Dispositivi e norme di sicurezza, 162
  Aċlatrice (molatrice), 162 • Rettimcatrice, 162
esercitazione guidata m2.1, 164
Verifica degli obiettiVi di unità, 165
unità L2 Ruote dentate .............................................................................. 97 Verifica degli obiettiVi di modulo, 166
L2.1 Ruote di frizione, 97
  Generalità, 97
L2.2 Ruote dentate cilindriche, 99
Demnizioni, 99 • Rappresentazione convenzionale, 102 • Propor-
zionamento  degli  ingranaggi  cilindrici,  104  •  Minimo  numero 
modulo n pneumatica e oleodinamica 167
dei denti – Dentature ribassate – Dentature corrette, 105 • Con-
trollo della dentatura – Forme costruttive – Rendimento, 107
Verifica dei Prerequisiti, 168
L2.3 Ruote dentate cilindriche a denti elicoidali, 110
unità N1 Circuiti pneumatici, elettropneumatici
L2.4 Ruote dentate coniche, 113
e pLC ........................................................................................................................................... 169
L2.5 Vite a evolvente, 115
  Introduzione, 169
  Forme costruttive dell’ingranaggio a vite, 117
N1.1 Studio delle tecniche per l’eliminazione
L2.6 Ruotismi, 119
  Generalità, 119
dei segnali bloccanti, 169
  Annullamento meccanico, 170 • Collegamenti in cascata, 170
L2.7 Riduttori, 121
    eneralità, 121 • Classimcazione dei riduttori, 122 • Materiali dei 
G
N1.2 Elementi di Elettropneumatica, 177
  Realizzazione del circuito elettropneumatico, 178
riduttori, 122 • Lubrimcazione, 123
esercitazione guidata l2.1, 124 N1.3 Operatori logici
nella tecnologia elettrica, 179
Verifica degli obiettiVi di unità, 125
Verifica degli obiettiVi di modulo, 126 N1.4 Esempi di circuiti elettropneumatici, 181
N1.5 Il sequenziatore, 183
N1.6 PLC, 186
  Generalità, 186 • Struttura, 187 • Funzionamento, 189
modulo m lavorazioni meccanicHe 127 N1.7 Elementi di programmazione dei PLC, 189
    e variabili e le unità di organizzazione di programma, 190 • Il 
L
Verifica dei Prerequisiti, 128 ladder diagram  (diagramma  a  contatti),  190  •  Il  Grafcet,  191 
• Linguaggi strutturati, 195
unità M1 Fresatrici e alesatrici ........................................................ 129 esercitazioni guidate n1.1 – n1.3, 198
M1.1 Fresatrici, 129 Verifica degli obiettiVi di unità, 201
    eneralità  e  classimcazione,  129  •  Fresatrice  orizzontale,  130 
G
• Fresatrice universale, 131 • Fresatrice verticale, 132 • Fresa-
trice da attrezzisti, 132 • Attrezzature per fresatrici, 132 • Di-
visori,  134  •  Operazioni  speciali  di  fresatura  eseguibili  con  il 
unità N2 Oleodinamica ........................................................................... 202
divisore, 136 N2.1 Elementi di Oleodinamica, 202
  Produzione di energia nei sistemi oleodinamici, 205
M1.2 Utensili per la fresatura, parametri di taglio e potenza
assorbita, 138 N2.2 Organi di regolazione
    tensili per la fresatura, 138 • Parametri di taglio, 140 • Metodi e 
U e comando del moto, 208
potenza di fresatura, 141 • Tempi di lavorazione, 143 N2.3 Attuatori oleodinamici, 210
M1.3 Generalità sulle alesatrici, 144 N2.4 Applicazioni dell’Oleodinamica, 211
M1.4 Utensili per le alesatrici, 145 esercitazioni guidate n2.1 – n2.2, 212
esercitazioni guidate m1.1 – m1.2, 146 Verifica degli obiettiVi di unità, 214
Verifica degli obiettiVi di unità, 148 Verifica degli obiettiVi di modulo, 216
V

modulo o termodinamica 217 unità O2 Applicazioni della Termodinamica ................... 230


O2.1 Termodinamica dei gas, 230
Verifica dei Prerequisiti, 218   S  istemi  termodinamici,  230  •  Le  coordinate  termodinamiche, 
230 • Gas ideale e gas reale, 230
unità O1 principi di Energetica ....................................................... 219 O2.2 Trasformazioni fondamentali dei gas ideali, 231
    rasformazione a volume costante, 231 • Trasformazione a pres-
T
O1.1 Calore e temperatura, 219
sione costante, 231 • Trasformazione a temperatura costante, 233 
    iscaldamento  dei  corpi,  219  •  Misura  della  temperatura,  219 
R
•  Trasformazione  adiabatica,  233  •  Trasformazione  politropica, 
• Capacità termica, 220
234 • Equazione di stato dei gas perfetti, 234 • Lavoro compiuto 
O1.2 Trasmissione del calore, 221 da un gas, 234 • Leggi di Gay-Lussac, 234
  Flusso termico, 222
O2.3 Principi della Termodinamica, 234
O1.3 Combustibili e comburenti, 223     rimo principio della Termodinamica, 234 • Secondo principio 
P
    eneralità sulla combustione, 223 • Potere calorimco dei combu-
G della Termodinamica, 235
stibili, 224 • Fabbisogno di aria, 224 • Tipi di combustibili, 225
O2.4 Cicli termodinamici, 235
esercitazione guidata o1.1, 228     iclo di Carnot, 235 • Principali cicli termici utilizzati nei motori 
C
Verifica degli obiettiVi di unità, 229 a combustione interna, 236 • Ciclo Otto - Beau de Rochas, 236 
• Ciclo Diesel teorico, 237 • Ciclo Sabathè teorico, 238
O2.5 Il vapore, 238
  Vapore acqueo, 238
esercitazione guidata o2.1, 243
Verifica degli obiettiVi di unità, 244
Verifica degli obiettiVi di modulo, 245
VI

Presentazione

L’opera costituisce un corso completo della materia Tecnologie Meccaniche e Applicazioni per il secondo biennio e


per il quinto anno dei nuovi Istituti Professionali settore Manutenzione e Assistenza tecnica.
Il corso si propone di fornire agli allievi degli Istituti Professionali un percorso mnalizzato a far conseguire allo 
studente, al termine dei cinque anni di studio, risultati di apprendimento che gli consentano di utilizzare, attraverso 
la conoscenza e l’applicazione della normativa sulla sicurezza, gli strumenti e le tecnologie specimche del settore e 
di sapersi orientare nella normativa di riferimento; di riconoscere e applicare i principi dell’organizzazione, della 
gestione e del controllo dei diversi processi produttivi assicurando i livelli di qualità richiesti.
L’opera si compone di tre volumi che sviluppano le Tecnologie meccaniche e le loro applicazioni.
Ciascun volume è suddiviso in moduli indipendenti, articolati in unità didattiche, che rendono possibile l’adozione 
di percorsi diĊerenziati e adattabili alle necessità delle singole classi e delle specimche realtà.
Ogni modulo si apre con le indicazioni dei prerequisiti, degli obiettivi didattici e delle unità che lo compongono; 
seguono la verimca dei prerequisiti, le unità didattiche e le verimche di unità e di modulo.
Le unità didattiche si aprono con la dichiarazione degli obiettivi, seguiti dai contenuti, e si chiudono con la verimca 
di unità.
I contenuti hanno carattere di essenzialità: presentano la sintesi necessaria a risolvere le esercitazioni proposte, 
sono aggiornati con le più moderne tecnologie e tecniche italiane ed europee e prestano particolare attenzione 
all’evoluzione tecnologica.
La parte preponderante delle unità didattiche è dedicata ai contenuti, organizzati in modo da coniugare il rigore 
logico tecnico con un linguaggio essenziale e diretto. Gli esempi e le esercitazioni proposte mirano a rendere chiari 
e lineari anche gli argomenti più impegnativi.
Il Volume 2, strutturato in sei moduli, tratta le macchine semplici, la resistenza dei materiali, le sollecitazioni semplici, 
i componenti meccanici, le trasmissioni del moto, le ruote di frizione e dentate, le lavorazioni meccaniche, le tecniche
di programmazione della pneumatica in logica cablata e programmata, i PLC e l’Oleodinamica.
Il modulo H aĊronta lo studio delle macchine e la resistenza dei materiali: nella prima unità didattica si studiano 
le macchine semplici, quali leve, carrucole, verricello e piano inclinato; la seconda unità aĊronta le sollecitazioni 
semplici; la terza unità analizza le sollecitazioni composte e i criteri di resistenza dei materiali.
Nel modulo I si esaminano i componenti meccanici: nella prima unità didattica si studiano gli alberi, i sopporti 
e le bronzine, con le relative indicazioni per il dimensionamento; nella seconda unità si aĊrontano i diversi tipi di 
cuscinetti volventi, la lubrimcazione e le tenute.
Il modulo L presenta gli organi di trasmissione del moto: la prima unità didattica tratta gli organi nessibili, quali 
cinghie, funi e catene; la seconda unità aĊronta lo studio dei diversi tipi di ruote dentate, le modalità della loro 
rappresentazione gramca e termina con i ruotismi e i riduttori.
Il modulo M aĊronta lo studio delle macchine utensili e fornisce indicazioni utili sui parametri tecnologici: la 
prima unità didattica è mnalizzata allo studio delle fresatrici, delle attrezzature e dei loro utensili; la seconda unità 
presenta le alesatrici, le aċlatrici e le rettimcatrici.
Il modulo N introduce allo studio dell’automazione, soprattutto per quanto concerne le tecniche di eliminazione 
dei segnali bloccanti, quali l’annullamento meccanico, la cascata e il sequenziatore. Nella prima unità didattica 
viene introdotta anche l’Elettropneumatica con il PLC e le relative tecniche di programmazione; nella seconda 
unità  si  forniscono  elementi  di  Oleodinamica  e  si  presentano  i  principi  di  base,  i  campi  di  applicazione  e  la 
componentistica.
Nel modulo O  si  aĊronta  il  tema  dell’Energetica:  la  prima  unità  didattica  fornisce  informazioni  di  base  e 
analizza i combustibili e la combustione, mentre la seconda unità studia le leggi dei gas, le trasformazioni, i cicli 
termodinamici e il vapore acqueo.

Luigi Caligaris  Stefano Fava  Carlo Tomasello


modulo H
le macchine semplici e la resistenza
dei materiali
H1 Le macchine semplici
H2 Sollecitazioni semplici
H3 Sollecitazioni composte e criteri di resistenza dei materiali

Prerequisiti
Conoscenze
 Le principali unità di misura
 Le relazioni di proporzionalità fra grandezze
 Le equazioni d’equilibrio della Statica

Abilità
 Assegnare le principali unità di misura
 Utilizzare le relazioni di proporzionalità fra grandezze
 Scegliere i materiali in base alle caratteristiche meccaniche

Obiettivi
Conoscenze
 Le principali macchine semplici
 Le sollecitazioni semplici e composte

Abilità
 Valutare e definire i sistemi di carico e il vantaggio nelle macchine semplici
 Individuare gli effetti di forze e momenti sugli organi meccanici e riconoscere
le cause che contribuiscono all’usura, alla fatica e alla rottura degli stessi

Competenze di riferimento
 Individuare i componenti che costituiscono il sistema
e i vari materiali impiegati
 Analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie
soluzioni tecniche con particolare attenzione
alla sicurezza nei luoghi di vita
e di lavoro
modulo H
verificadeiprerequisiti

1. Indicare le unità di misura e i relativi simboli utilizzati 9. Indicare tre fra le principali proprietà meccaniche
nel SI per le seguenti grandezze: dei materiali.
1. accelerazione [...................]; simbolo: ................................................ 1. ..........................................................................................................................................................
2. momento [...................]; simbolo: ................................................ 2. ..........................................................................................................................................................
3. potenza [...................]; simbolo: ................................................ 3. ..........................................................................................................................................................

2. Dare la definizione di forza (max 20 parole). 10. La velocità media è:


........................................................................................................................................................................ 1. il rapporto fra il tempo e lo spazio percorso
........................................................................................................................................................................ 2. il prodotto dello spazio per il tempo
3. il rapporto fra lo spazio e il tempo
........................................................................................................................................................................
4. Il prodotto dell’accelerazione per la velocità

3. Le forze non sono grandezze vettoriali.


11. L’accelerazione è una grandezza che rimane sempre
 Vero  Falso costante.
 Vero  Falso
4. Gli elementi caratteristici di una grandezza vettoriale
sono:
12. Lo spazio percorso nel moto rettilineo uniforme vale:
1. ..........................................................................................................................................................
1. s = ma
2. .......................................................................................................................................................... 2. s = at
3. .......................................................................................................................................................... 3. s = vt
4. .......................................................................................................................................................... 4. s = a/t

5. La composizione di due forze complanari, e fra loro 13. Qual è la velocità angolare di un punto che si muo-
ortogonali, si può effettuare con il teorema di: ve su una circonferenza e percorre 10 rad in 5 s?
1. Newton w = .........................................................................................................................................................
2. Pitagora
3. Norton
4. Archimede 14. Un corpo con massa m = 10 kg è posto a 3 m di
altezza dal suolo. Calcolare la sua energia potenziale ri-
6. Una forza non può essere scomposta in due direzioni spetto al piano di un tavolo alto 1 m.
note se queste ultime sono ortogonali fra loro. Ep = ........................................................................................................................................................
 Vero  Falso
15. La potenza è:
7. Dare la definizione di coppia di forze (max 20 parole). 1. il prodotto della forza per lo spazio percorso
2. il rapporto fra la forza e il tempo di azione
........................................................................................................................................................................
3. il prodotto della forza per la velocità di spostamento
........................................................................................................................................................................ 4. il rapporto fra la forza e lo spazio percorso
........................................................................................................................................................................

8. Calcolare le reazioni vincolari di una trave, appog-


giata alle estremità, su cui agisce una forza F = 1000 N
posta nella mezzeria.
RA = .......................................................................................................................................................
RB = .......................................................................................................................................................
H1
3

le macchine semplici
UNITÀ

OBIETTIVI
H1.1 caratteristiche generali
Un dispositivo in grado di moltiplicare la forza umana prende il nome
Conoscenze di macchina semplice.
 Le tipologie di leva
Si definisce forza resistente FR la forza da vincere o equilibrare, forza
 La carrucola e le sue motrice FM quella fornita alla macchina.
applicazioni
 Il cuneo e la vite Il rapporto k fra la forza resistente FR e quella motrice FM è definito
vantaggio:
Abilità
 Valutare le condizioni FR
k= [H1.1]
di carico delle leve FM
e il relativo vantaggio
 Calcolare i carichi Di conseguenza le macchine possono essere:
applicati alle carrucole,
ai paranchi e ai verricelli 
vantaggiose, se FR > FM con k > 1;
 Valutare le forze 
svantaggiose, se FR < FM con k < 1;
trasmesse dalle viti 
indifferenti, se FR = FM con k = 1.
Appartengono alle macchine semplici:
CONTENUTI

le leve;
H1.1 Caratteristiche generali

le carrucole, i paranchi, gli argani e i verricelli;
H1.2 La leva 
i piani inclinati e le relative applicazioni (cunei e viti).
H1.3 Le carrucole e i paranchi
Lo studio delle macchine semplici si effettua, in prima approssimazione,
H1.4 Il verricello e l’argano senza tenere conto dell’attrito e applicando le equazioni cardinali della
H1.5 Il piano inclinato statica [vol. 1, unità E1].
e le sue applicazioni

H1.2 La leva
In relazione alla posizione delle forze rispetto all’appoggio, le leve pos-
sono essere di:
 primo genere;
 secondo genere;
 terzo genere.

Leva di primo genere


Questa leva è anche detta interfulcrale per la posizione dell’appoggio
(fulcro) posto fra le due forze [fig. H1.1].

bR bM
O

FM
FR H1.1 Schema della leva di primo genere.
4 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Indicando con bR il braccio della forza FR rispetto al da cui si ricava:


fulcro O e con bM il braccio della forza FM sempre ri-
spetto a O, si ha la condizione di equilibrio: 1000 × 0,2
FM = = 160 N
1,25
FRbR = FM bM [H1.2]
bM 1,25
k= = = 6,25
da cui si può ricavare, tenendo conto della [H1.1]: bR 0,2

FR bM
= =k
FM bR

Dalla [H1.2] si può dedurre che:


Leva di secondo genere
Si ha una leva di secondo genere quando il fulcro è
 se
bM > bR, k > 1 e la leva è vantaggiosa;
posto a un’estremità e la forza motrice FM è applicata

se bM < bR, k < 1 e la leva è svantaggiosa;
all’estremità opposta [fig. H1.4].

se bM = bR, k = 1 e la leva è indifferente.
Poiché l’utilizzo di questo tipo di leva prevede sicura- bM

mente un vantaggio, è opportuno che il rapporto bM/bR bR FM


sia il più grande possibile. O
Sono leve di primo genere il palanchino [fig. H1.2], le
forbici, le pinze ecc. FR

H1.4 Schema della leva di secondo genere.

Dalle relazioni [H1.2] e [H1.1] si ricava:

FR bM
FRbR FM bM = 0; = =k
FM bR
O
FM
Osservando la figura H1.4, si nota che FM ≤ FR per cui
bR bM
questo tipo di leva è sempre vantaggiosa o, al massi-
mo, indifferente, ma non sarà mai svantaggiosa; è op-
FR portuno che bM sia il più grande possibile rispetto a bR.
Sono leve di secondo genere la carriola [fig. H1.5], lo
H1.2 Palanchino e relativo schema di carico. schiaccianoci ecc.

esempio 
Calcolare la forza necessaria a equilibrare il carico
FR = 1000 N [fig. H1.3] e il vantaggio k.

FM

0,2 m 1,25 m FM
FR = 1000 N O

FR
H1.3 Schema di carico di una leva di primo genere.
bR

Dalla [H1.2] si ottiene: bM

1000 0,2 = FM 1,25 H1.5 Carriola e relativo schema di carico.


Le macchine semplici unità H1 5

esempio  Nella figura H1.8 è rappresentata una leva di terzo ge-


nere; si sfrutta la grande forza fornita da un pistone
Calcolare la forza resistente FR che può essere equi-
idraulico per sollevare il carico.
librata con una forza motrice FM = 150 N [fig. H1.6].

FM = 150 N
O

FR

0,25 m

1m

H1.6 Schema di carico e valori delle forze in gioco.


H1.8 Braccio di autogru con pistone idraulico.
Dalla [H1.2] si ricava:

150 ×1 = FR × 0,25
H1.3 Le carrucole e i paranchi
da cui si ottiene:
carrucola fissa
150
FR = = 600 N La figura H1.9 rappresenta una carrucola fissa con lo
0,25 schema del sistema di carico. Dall’equazione di equili-
brio dei momenti rispetto al punto O, si ha:
Dalla [H1.1] si calcola il valore di k:

FM 1 FR R = FM R
k= = =4
FR 0,25
da cui si evince che FR = FM; la carrucola è quindi una
macchina indifferente, la sua utilità consiste nel solle-
vare carichi ad altezze dipendenti solo dal punto in
cui è appesa la carrucola.
Leva di terzo genere
Nelle leve di terzo genere [fig. H1.7] la forza motrice è
posta fra il fulcro e la forza resistente. In questo caso,
poiché bM < bR, la leva è sempre svantaggiosa e k < 1.
O R R R

bR

FR FM
bM
FR
O

FM FR FM

H1.7 Schema di carico della leva di terzo genere. H1.9 Carrucola fissa e relativo schema di carico.

Tale rapporto può essere espresso anche nel seguente


modo: carrucola mobile
FM bM b Nella carrucola mobile, un’estremità della fune è fis-
FRbR FM bM = 0; FR = ; k = M <1 sata a un sostegno fisso e all’altra estremità è applicata
bR bR la forza motrice.
6 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

In genere la carrucola mobile è La figura H1.11b riporta lo sche- su cui si avvolge una fune con
abbinata a una fissa [fig. H1.10]. ma costruttivo di un paranco una estremità fissata al cilindro e
multiplo, detto anche taglia, otte- l’altra al carico FR da sollevare. Il
nuto abbinando tre carrucole fis- cilindro può essere azionato ma-
se e tre mobili. nualmente agendo su una mano-
vella lunga bM [fig. H1.12].

FM
R
bM
FM

O R
FR
FM
R FM
H1.12 Schema costruttivo di verricello
semplice.
FM

Dall’equazione di equilibrio dei


momenti si ottiene:
FR
FM bM
FR R − FM bM = 0; FR = ;
(a) (a)
(a) (b)
(b) (b R
FR bM
k=
2R FR R

R Da ciò si deduce che maggiore è


H1.11 Schema costruttivo di paranco:
FM la lunghezza della manovella ri-
O
a) semplice; b) multiplo.
spetto al raggio del cilindro, più
grande sarà il vantaggio che si
Il paranco multiplo, con n carru- consegue.
FR cole mobili, si può ottenere abbi-
nando n paranchi semplici; poiché
il vantaggio del paranco semplice L’argano
H1.10 Carrucola mobile e relativo schema è k = 2, il vantaggio del paranco
di carico. L’argano differisce dal verricello
multiplo sarà:
per l’asse di rotazione verticale e
Dall’equazione dei momenti rispet- perché è provvisto di due o quat-
k = 2n tro barre di manovra [fig. H1.13].
to al punto O, si ottiene:
Il numero di carrucole in una ta- bM
1
FR R − FM 2 R = 0; FM = FR ; k = 2 glia può arrivare fino a 12, con un
R
2 vantaggio k = 24.
F1M
La carrucola mobile è una mac-
china vantaggiosa. F1M
H1.4 il verricello F1M

paranco semplice e multiplo e l’argano FR


La figura H1.11a mostra l’abbina-
mento costruttivo di una carru-
il verricello
cola mobile con una fissa, detto Il verricello è costituito da un
paranco semplice. cilindro orizzontale di raggio R H1.13 Schema costruttivo di argano.
Le macchine semplici unità H1 7

Se si indica con z il numero di forze F1M applicate alle Nel caso in cui la forza motrice FM sia parallela al pia-
barre di manovra alla distanza bM, per l’equilibrio dei no inclinato [fig. H1.14b], vale la seguente relazione:
momenti si avrà:
1
FM = FR sen α; k =
zF b F sen α
zF1M bM = FR R; FR = 1M M ; k = R
R zF1M
Nel caso in cui la forza motrice FM sia parallela alla
esempio  base b [fig. H1.14c], vale la seguente relazione:

Un argano ha le seguenti caratteristiche: 1


FM = FR tan ; k =

numero di barre di manovra; tan

lunghezza utile delle barre bM = 1 m;

raggio dell’argano R = 0,40 m. Il rapporto fra l’altezza e la base del piano inclinato
prende anche il nome di pendenza i:
Nell’ipotesi che la manovra sia compiuta da z = 3 uo-
mini che trasmettono ognuno una forza F1M = 300 N,
h
calcolare la forza resistente equilibrata e il vantaggio i= = tan
conseguito: b

3 300 1
FR = = 2250 N
0,4 il cuneo
FR 2250 Il cuneo è un solido a forma di prisma triangolare su
k= = = 2,5 cui la forza motrice agisce perpendicolarmente alla
FM 3 300
testa [fig. H1.15].

FM

H1.5 il piano inclinato


e le sue applicazioni
α

FR
FR
il piano inclinato
α
Il piano inclinato si rappresenta con un triangolo
rettangolo in cui l’ipotenusa corrisponde al piano
inclinato, il cateto b alla base e il cateto h all’altezza
[fig. H1.14a]. H1.15 Cuneo e relativo schema di carico.
FM

FR1
Si può scrivere che:
h

α
α 1
FM = 2FR sen ; k =
2 α
α
2sen
b FR2 2
(a) (b) FR
Da ciò si deduce che più è piccolo l’angolo a più gran-
FR1 de sarà il vantaggio.
FM
H1.14 Piano inclinato:
a) schema; b) forza La vite
motrice FM parallela
al piano inclinato; Gli elementi filettati possono essere utilizzati come
α
c) forza motrice FM organi di collegamento, oppure come componenti per
(c) FR FR2 parallela alla base. la trasmissione di moto e forza (per esempio, la vite
di chiusura di una morsa). In ambedue i casi non è
8 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

possibile trascurare l’attrito che agisce fra i filetti della in cui Mt1 serve per trasmettere la forza F, mentre Mt2
vite e del dado e quello dovuto allo strisciamento fra serve per vincere l’attrito fra dado e rosetta:
dado e rosetta [fig. H1.16].
d2 Dm
Mt1 = F tan ( + ); Mt 2 = F f2
Dm 2 2

d Nella formula precedente:


 F = forza assiale esercitata dalla vite;
 j = angolo di attrito fra i filetti;
 d2 = diametro medio di filettatura;
 a = angolo dell’elica;
 f2 = coefficiente di attrito fra dado e rosetta.
F
L’angolo dell’elica e quello di attrito si possono calco-
lare con la seguente relazione:
F
p f1
α = arctan ; ϕ = arctan
d ϑ
π cos
2 2
Mt
in cui:
H1.16 Vite di collegamento che esercita sulle due piastre una forza F.  p = passo della filettatura;
 J = angolo del profilo (filettature ISO J = 60°);

f1 = coefficiente di attrito fra i filetti della vite e del
Nel caso della vite di collegamento, se si vuole valuta-
re con certezza la forza F trasmessa, occorre utilizzare dado.
una chiave dinamometrica che permette di controlla- Nel caso di vite di manovra, se manca il termine do-
re il momento torcente Mt trasmesso al dado di chiu- vuto all’attrito fra dado e rosetta, la relazione diventa:
sura. Si può scrivere:
d2
Mt = F tan ( + )
Mt = Mt1 + Mt 2 2
Le macchine semplici unità H1 9

esercitazione guidata  H1.1

apparecchio di sollevamento
La figura rappresenta una macchina composta da due macchine semplici: un paranco e un verricello, preposta a
sollevare la massa Q = 360 kg.

FM = 150 N

400

Q = 360 kg

Dopo aver analizzato attentamente il disegno e nell’ipotesi che al paranco sia applicata una forza motrice FM = 150 N,
calcolare:
1. il raggio R del paranco;
2. il vantaggio k1 del verricello;
3. il vantaggio k2 del paranco;
4. il vantaggio ktot dell’intero dispositivo.
10
unità H1 verifica degli obiettivi
1 Definire una macchina semplice (max 20 parole). 8 Un dispositivo composto da una carrucola mobile
........................................................................................................................................................
abbinata a una fissa ha un vantaggio:
........................................................................................................................................................ 1. k = 1/2
2. k=1
........................................................................................................................................................
3. k=2
4. k=0
2 Indicando con FR la forza resistente e con FM quella
motrice, Il vantaggio k vale:
9 Un paranco è composto da 4 carrucole fisse e
1. k = FM − FR 4 mobili. Determinare il vantaggio k.
2. k = FM / FR
3. k = FR − FM k = ....................................................................
4. k = F R / FM

10 Nella figura allegata è schematizzato un verri-


3 Una macchina è vantaggiosa quando: cello con indicate le dimensioni del tamburo e la lun-
1. k<1 ghezza della manovella. Nell’ipotesi che FM = 100 N,
2. k=1 calcolare il valore di FR e il vantaggio k.
3. k>1
4. k=0 40
FM = 100 N

4 La carriola è una leva di primo genere.


 Vero  Falso

5 Dalla figura allegata dedurre il valore di FR. 60

FR = ?
FR = ?
FA = 100 N

O FR = ....................................................................
k= ....................................................................
400 800

FR = .................................................................... 11 La vite può essere utilizzata come dispositivo per


la trasmissione del moto.
 Vero  Falso
6 Nelle leve di terzo genere la .........................................................
motrice è posta fra il .................................................................... e la forza
.......................................................................................................................................................... 12 Nel caso della vite di collegamento, se si vuole
valutare con certezza la ..................................................................................,
occorre utilizzare una chiave ......................................................................
7 La carrucola fissa è una macchina indifferente. che permette di controllare il ..................................................................
 Vero  Falso torcente trasmesso al ........................................................... di chiusura.
H2
11

SOLLECITAZIONI SEMPLICI
UNITÀ

Conoscenze
 La legge di Hooke
 Il legame sollecitazione- H2.1 Sollecitazione e deformazione
deformazione
 Le sollecitazioni semplici Definizioni
Abilità La resistenza dei materiali è quella parte della Meccanica che studia
 Identificare il comportamento dei materiali, in relazione agli sforzi a cui vengono
le caratteristiche sottoposti.
meccaniche dei materiali In questo studio i corpi si considerano elastici e isotropi:
 Individuare con  elastici, poiché in qualunque fase di carico esiste una corrispondenza
un modello matematico biunivoca tra tensioni interne e deformazioni;
il legame sollecitazione-  isotropi, poiché presentano proprietà uguali in tutte le direzioni.
deformazione
 Individuare Quando si applica una forza a un particolare meccanico, questo si de-
le sollecitazioni semplici forma; il materiale si oppone a tale deformazione con delle forze interne
in un corpo e applicare definite tensioni. Quando la tensione è riferita all’area di 1 mm2 è detta
l’equazione di stabilità tensione interna unitaria.
Le tensioni interne unitarie possono essere:
CONTeNUTI
 perpendicolari, normali alla superficie, e sono indicate con la lettera σ
H2.1 Sollecitazione [fig. H2.1a];
e deformazione  tangenziali, parallele alla superficie, e sono indicate con la lettera τ
H2.2 Sollecitazioni semplici [fig. H2.1b].

F T

Sezione σ Sezione
1 1 1 1
σ 1 1
σ 1 1
τ
τ
τ

T
F (a)
(a) (b)
(b)

H2.1 Schema di tensioni interne: a) perpendicolari alla superficie; b) tangenziali.

Le deformazioni possono essere:


 parallele a un asse, e sono indicate con la lettera ε;
 angolari rispetto a due assi, sono dette scorrimenti e indicate con la
lettera γ.
12 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Se un filo metallico è tirato si allunga [fig. H2.2]. Il parametro E che lega le tensioni e le deformazioni
Per allungamento totale s’intende la differenza fra si definisce modulo di elasticità normale (o modu-
la lunghezza iniziale l0 e la lunghezza finale l1 dovuta lo di Young).
agli sforzi applicati al corpo: L’allungamento prodotto dall’applicazione della forza
F vale, secondo le relazioni [H2.2] e [H2.3]:
l = l1 l0 [H2.1]
Fl
l= [mm ] [H2.5]
SE
(a) (b) È opportuno, a questo punto, rivedere alcuni concetti.
Sottoponendo una provetta a trazione, fino a giungere
l0

a rottura, si determina il grafico carichi Ð allungamenti


l1

riportato nella figura H2.3.


Δl

Carichi unitari N
F mm2

Rm E
Ru F
H2.2 Filo sottoposto a trazione: a) scarico; b) caricato con allungamento. C
ReH
R D
Rp eL B
L’allungamento unitario, cioè riferito alla lunghezza
unitaria, equivale alla deformazione ε e si calcola con
la seguente relazione:
Elasto-plasticità

Plasticità
Elasticità

l1 l0 l
= = [H2.2]
l0 l0
A Allungamenti
lu – l0 ∆l
l0 l0
H2.2 Sollecitazioni semplici
H2.3 Grafico carichi-allungamenti.
Trazione
Le fibre di materiale sono allungate dalla forza F che Fase elastica, tratto AB
sollecita assialmente il corpo [fig. H2.2b].
In questo tratto il diagramma è rettilineo, cioè esiste
Indicando con S la superficie retta [mm2] e con F la
proporzionalità fra carichi e allungamenti e le defor-
forza [N], la tensione unitaria si calcola con la seguen-
mazioni sono reversibili; il carico del punto finale B è
te relazione:
detto carico di proporzionalità Rp.
Se il carico totale letto sulla macchina di prova è Fp e
F N
= [H2.3] la sezione iniziale della provetta è S0, si avrà:
S mm 2
Fp N
L’unità di misura N/mm2 nel SI è detta anche MPa Rp = [H2. 6]
S0 mm 2
(megapascal).

Legge di Hooke Fase elasto-plastica, tratto BCD


Oltre alle deformazioni elastiche cominciano a veri-
Nel campo elastico, cioè quando tolto il carico spari-
ficarsi le prime deformazioni plastiche irreversibili,
scono le deformazioni, si può ritenere che esista di-
possono essere seguite da cedimenti limitati ma im-
pendenza lineare tra sforzi e deformazioni; la relazio-
provvisi detti snervamento. Si misurano due carichi:
ne che esprime tale concetto è la seguente:
il primo nel punto C, o carico di snervamento supe-
riore ReH; il secondo nel punto D, o carico di snerva-
=E [H2.4] mento inferiore ReL.
Sollecitazioni semplici unità H2 13

Se i carichi totali letti sulla macchina di prova sono Compressione


rispettivamente FeL e FeH, si avrà:
Le fibre del materiale vengono accorciate dalla forza
F che sollecita il corpo. Anche per la compressione
FeL N F N
ReL = ; ReH = eH [H2.7] [fig. H2.4] è valida la relazione:
S0 mm 2 S0 mm 2
F N
= [H2.10]
S mm 2
Fase plastica DEF
In questa fase le deformazioni sono piuttosto elevate e
irreversibili, dal punto E alla rottura si verifica la stri- F
zione della provetta (riduzione di diametro).
Il dato più importante che si ricava è il carico mas-
simo Rm cui resiste la provetta. Questo carico è det-
to anche resistenza a trazione (o carico di rottura a
trazione) ed è una delle caratteristiche più importanti
del materiale.
Se il carico totale letto sulla macchina di prova è Fm e
la sezione iniziale della provetta è S0, si avrà:

Fm N
Rm = [H2.8] H2.4 Schema della prova di compressione.
S0 mm 2

Deformazioni Taglio
Indicando con lu la lunghezza finale (misurata ricom- Si ha sollecitazione di taglio quando la risultante
ponendo la provetta) e con l0 la lunghezza iniziale, si delle forze agisce perpendicolarmente al corpo solle-
può definire l’allungamento percentuale A% con la citato e parallelamente a una sua sezione trasversale.
relazione: Essendo la forza parallela alla sezione sollecitata, si è
in presenza di tensioni tangenziali τ mentre la tensio-
lu l0 ne normale σ è nulla.
A% = 100 [H2.9] Indicando con T la forza tagliante e con S la sezione
l0
resistente, la relazione del taglio è:

esempio  T N
 = [H2.11]
S mm 2
Determinare il modulo di elasticità normale E dell’ac-
ciaio di una provetta di 12 mm di diametro e lunga Questa relazione esprime la situazione che si manife-
inizialmente 100 mm che, sottoposta a un carico di sta, per esempio, nelle chiodature dove nella sezione
trazione di 5400 N, si è allungata di 0,023 mm. AB esiste solo la sollecitazione di taglio [fig. H2.5].

Dalle relazioni [H2.3], [H2.4] e [H2.5] si ottiene:

F l
= = T
SE l
A B
quindi si avrà:

T
Fl 5400 ×100 N
E= = 2 = 207600
S l 12 mm 2
× 3,14 × 0,023
4
H2.5 Esempio di taglio puro nella chiodatura.
14 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Flessione Le fibre che stanno sopra la zona neutra, asse N-N


[fig. H2.6c], nella trave caricata sono state accorciate;
Un solido si dice sollecitato a flessione quando le
la lunghezza C-C è minore della lunghezza delle fibre
forze esterne provocano una rotazione delle sezioni
che stanno sull’asse N-N, quindi sono state compresse.
trasversali del solido [fig. H2.6c], che sono parallele
nella trave scarica [fig. H2.6a]. Le fibre che sono sotto l’asse neutro sono state allun-
gate; la lunghezza T-T è maggiore della lunghezza
delle fibre che stanno sull’asse N-N, quindi sono state
C C tirate. Le fibre che stanno sull’asse neutro non hanno
N N subito deformazioni.
T T
La flessione provoca nella trave, contemporaneamen-
S1 S2 S3 S4 te, sollecitazioni di compressione σc e di trazione σt,
(a) queste sono tanto più grandi quanto più sono lontane
dall’asse neutro N-N [fig. H2.6b]
A-A σc
Nelle sezioni simmetriche rispetto all’asse neutro, le
tensioni si valutano con l'equazione di stabilità della
flessione:
σt
Mf
(b) =± [H2.12]
Wf

F Il doppio segno davanti alla relazione indica che, con-


venzionalmente, si considerano positive le tensioni di
A
trazione e negative quelle di compressione, per cui:

C C Mf Mf
N N
t =+ ; c =
T T Wf Wf

S1 S2 S3 S4 dove Mf indica il momento flettente prodotto dalle


A forze applicate alla trave, Wf indica il modulo di resi-
(c)
stenza a flessione [mm3]. Il modulo Wf dipende dalla
forma della sezione e dalla posizione dell’asse rispetto
H2.6 Effetti della flessione su una trave a sezione rettangolare:
a) trave scarica; cui si calcola. Nella tabella H2.1 sono riportate le rela-
b) distribuzione delle tensioni; zioni per determinare Wf per le sezioni più comuni,
c) trave inflessa. calcolato rispetto all’asse neutro x-x.

Tabella H2.1 – Modulo di resistenza a flessione Wf per le sezioni più comuni


Rettangolare Quadrata Rombo Circolare Circolare forata

D
D
x
l

x
h

x x x x
l

x x
x x

b
d

Wfx =
bh 2
Wfx =
l3
Wfx = 2
l3
Wfx =
D3
Wfx =
(D 4
d4 )
6 6 12 32 32d
Sollecitazioni semplici unità H2 15

esempio 
Calcolare la tensione unitaria massima nella mezzaria
della trave (punto M) rappresentata nella figura H2.7.
La trave ha sezione rettangolare con base b = 20 mm e
altezza h = 50 mm. S1

A1
F = 500 N S2
RA RB A' O2
A B g
M A
Mt
= =
(a)
1000 mm
τmax
A'
g B'
H2.7 Trave sottoposta a flessione.
A O2
B
Con l’equazione di equilibri dei momenti rispetto al
punto B, si ottiene:
τmax
500 500 (b)
RA 1000 F 500 = 0; RA = = 250 N
1000 H2.8 Trave a sezione circolare sottoposta a torsione: a) trave deformata;
b) distribuzione delle tensioni.
Il momento flettente nel punto M è:
Le sollecitazioni normali σ sono nulle. Sono presenti
M f max = RA × 500 = 250 × 500 = 125 000 Nmm le sollecitazioni tangenziali τ che aumentano a mano
a mano che il punto considerato si allontana dall’as-
Da notare che in Meccanica si utilizza il millimetro e se neutro, che nella torsione è l’asse longitudinale del
il momento flettente è espresso in Nmm. Poiché la se- corpo [fig. H2.8b].
zione è rettangolare, il modulo di resistenza alla fles- Infatti, quando la sezione S2 ruota dell’angolo γ rispet-
sione vale: to a S1, intorno al punto O2, si può notare che l’arco
A-A', più lontano da O2, è maggiore dell’arco B-B' che
bh 2 20 502 sottende lo stesso angolo di rotazione; ne consegue che
Wf = = = 833,3 mm3 maggiore è la deformazione più grande è la tensione.
6 6
La tensione di torsione è espressa con l'equazione di
La tensione massima si calcola come segue:
stabilità della torsione:

M f max 125000 N Mt
σ=± = = 15 = [H2.13]
Wf 833,3 mm 2 max
Wt
N N
σ t = + 15 2
; σ c = − 15 dove Mt indica il momento torcente prodotto dalle
mm mm 2 forze applicate al corpo, mentre Wt indica il modulo
di resistenza a torsione [mm3]. Il modulo Wt dipen-
de dalla forma della sezione.
È possibile determinare il valore esatto di τmax solo
Torsione per i solidi a sezione circolare o anulare.
La sollecitazione di torsione si manifesta quando Nella tabella H2.2 sono riportate le relazioni per de-
ogni sezione del corpo è costretta a ruotare attorno terminare Wt per le sezioni più comuni, calcolato ri-
al proprio asse con un moto rigido [fig. H2.8a]. spetto al punto centrale O.
16 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Tabella H2.2 – Modulo di resistenza a torsione Wt per le sezioni più comuni


Triangolare equilatera Quadrata Esagonale Circolare Circolare cava
D D

l
l
2l d

Wt =
l3
Wt = 0,208l 3 Wt =1,511l 3 Wt =
D3
Wfx =
(D 4
d4 )
20 16 16d

La legge di Hooke, nel caso delle deformazioni ango- E = 208 000 MPa, calcolare la tensione massima e l’an-
lari, è espressa dalla seguente relazione: golo di torsione fra due sezioni distanti l = 100 mm.

=G [H2.14] Il modulo di resistenza a torsione [tab. H2.2] vale:

D3 303
dove G è il modulo di elasticità tangenziale ed è pari ai Wt = = = 5301 mm3
2/5 di E e γ è l’angolo di rotazione espresso in radianti. 16 16
Per la sezione circolare piena (quella più utilizzata per
La tensione tangenziale vale:
gli alberi soggetti a torsione), l’angolo di torsione in
funzione della lunghezza è espresso dalla relazione: Mt 120 000 N
τmax = = = 22,6
Wt 5301 mm 2
Mt l
= 32 [rad ] [H2.15] 2 N
GD 4 L’angolo di torsione, con G = E = 83 200 vale:
5 mm 2
esempio  Mt l 120 000 ×100
γ = 32 = 32 = 0,000057 rad =
Un albero a sezione circolare piena con diametro πGD 4
π × 83 200 × 304
D = 30 mm e lunghezza ltot = 200 mm, è sottoposto a
torsione da un momento torcente Mt = 120 000 Nmm. = 0,033°
Nell’ipotesi che il modulo di elasticità normale valga
Sollecitazioni semplici unità H2 17

esercitazione guidata  H2.1

Calcolo delle masse e delle sollecitazioni


Nella figura è rappresentato un solido di acciaio che serve da basamento sul quale appoggia una lastra di marmo.
Sul piano del marmo è posto un cilindro di piombo.

ø1500

Piombo
750

800
200

Marmo

800
900

25
Acciaio

Masse specifiche:

Piombo = 11350 kg/m3


1200

Marmo = 2720 kg/m3

Acciaio = 7850 kg/m3

1800

Dopo aver analizzato attentamente il disegno si calcoli la tensione massima nel basamento di acciaio, tenendo conto
del peso di tutti e tre gli elementi.
18
unità H2 verifica degli obiettivi
1 Definire i corpi isotropi (max 10 parole). 8 La figura acclusa riporta un chiodo ribadito che
collega due lamiere. Sapendo che la sezione retta del
........................................................................................................................................................
chiodo è S = 10 mm2 e che la sollecitazione di taglio
........................................................................................................................................................
vale τ = 50 N/mm2, calcolare la forza di taglio T.

2 Nella relazione ∆l = l1 − l0, che cosa indicano le tre


variabili? T
T
1. ∆l = ..................................................................................................................................
2. l1 = ..................................................................................................................................
3. l0 = ..................................................................................................................................
S = 10 mm2

3 Nella legge di Hooke il parametro E che lega le


tensioni e le ....................................................................................... si definisce T = ....................................................................
.................................................................................. e la sua unità di misura è
..........................................................................................................................................................
9 In una trave a sezione rettangolare e sottoposta a
flessione semplice, tutte le fibre hanno lo stesso valore
di tensione.
4 Il tratto di diagramma carichi-allungamenti che indi-
ca la fase elastica può essere sia rettilineo sia curvilineo.  Vero  Falso
 Vero  Falso
10 Il modulo di resistenza a flessione Wf dipende
5 Quale significato hanno i seguenti carichi unitari dalla forma della ....................................................................................... e dalla
dedotti dal diagramma carichi-allungamenti? posizione dell’....................................................................................... rispetto
cui si calcola.
1. Rm = .................................................................................................................................
2. ReL = ................................................................................................................................
3. Rp = ................................................................................................................................ 11 La flessione provoca nella trave, contempora-
neamente, sollecitazioni di compressione σc e di tra-
zione σt.
6 Definire l’allungamento percentuale.  Vero  Falso
(max 20 parole).
........................................................................................................................................................
........................................................................................................................................................ 12 Nella torsione le sollecitazioni ................................................
........................................................................................................................................................ σ sono nulle. Sono presenti le sollecitazioni ...............................
τ che aumentano a mano a mano che il punto consi-
derato si ....................................................................... dall’asse neutro.
7 Si ha ................................................................................................... di taglio
quando la risultante delle ................................................................................
agisce perpendicolarmente al corpo sollecitato e 13 Il modulo di elasticità tangenziale G è uguale ai
...................................................................................................... a una sua sezione 2/5 di E.
..........................................................................................................................................................  Vero  Falso
H3
19

SOLLECITAZIONI COMPOSTE
UNITÀ

E CRITERI DI RESISTENZA
DEI MATERIALI

Conoscenze
 Flessione-taglio H3.1 Sollecitazioni composte
 Flessione-torsione
Nella realtà ad agire su un particolare meccanico non è quasi mai una
 Presso-flessione
sola sollecitazione semplice, ma almeno due in contemporanea.
 Il carico di punta
Le sollecitazioni composte più frequenti sono:
Abilità

flessione e taglio, soprattutto nelle travi inflesse;
 Indicare le sollecitazioni 
flessione e torsione, presenti negli alberi di trasmissione;
composte

presso-flessione, caratteristiche nelle colonne.
 Verificare la resistenza
dei corpi in sicurezza
 Valutare la resistenza Flessione e taglio
delle strutture snelle
Se i carichi esterni F provocano contemporaneamente flessione e taglio,
CONTeNUTI in ogni sezione saranno presenti sia tensioni normali σ, dovute al mo-
mento flettente Mf , sia tensioni tangenziali τ dovute alla forza di taglio T.
H3.1 Sollecitazioni composte
Si consideri la trave inflessa rappresentata nella figura H3.1a.
H3.2 Instabilità elastica S’immagini, adesso, di tagliare la trave in una sezione generica Sx. Te-
H3.3 Criteri di resistenza nendo conto che ogni sezione trasmette a quella adiacente una forza e
dei materiali un momento flettente, si devono sostituire alla parte mancante le azioni
H3.4 Esempi di calcolo che questa trasmetteva alla parte sinistra al taglio [fig. H3.1b] per con-
servare l’equilibrio.

F1 = 100 N
F2 = 80 N RB = 93 N
RA = 87 N
A Sx B
X
30

80

x
120
(a)

F1 = 100 N F2 = 80 N

RA = 87 N Txd RB = 93 N
Mxd
A X B
Txs Mxs X
30
z
(c)

x
H3.1 Trave inflessa: a) carichi applicati;
(b) b) parte sinistra del taglio; c) parte destra del taglio.
20 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Considerando l’equilibrio rispetto al punto X, si può Osservando il diagramma del momento flettente si no-
scrivere, applicando le equazioni cardinali: ta che, convenzionalmente, i valori positivi sono ripor-
tati sotto la linea dello zero. Il valore massimo Mmax è
F = 0; MX = 0 nel punto D. In corrispondenza di questa sezione, nel
diagramma di taglio, T vale 0. A sinistra della sezione,
Dalla figura H3.1b si ottiene: T è pari a RA mentre a destra T assume un valore infe-
riore, quindi per questa sezione si pone T = RA.
Tx = RA F1 ; M x = RA x F1z [H3.1] Con questi valori letti sul diagramma, si possono cal-
colare le tensioni di flessione e di taglio nelle varie se-
In pratica occorre sapere in quale sezione è massimo il zioni. Nel caso di flesso-taglio, la tensione tangenziale
taglio e in quale il momento flettente. Si consideri anco- non è costante su tutta la sezione, ma presenta un va-
ra la figura H3.1a e si calcolino i momenti nelle sezioni in lore massimo sull’asse neutro ed è nullo dove è massi-
cui sono applicate le forze con le relazioni espresse dalla ma la tensione normale [fig. H3.3], per questo motivo
[H3.1], tenendo conto solo della parte sinistra, ai vari punti. s’introduce un fattore correttivo a [tab. H3.1].
In tali condizioni si avrà:

MA = MB = 0
pertanto:
x x
MC = RA × 40 = 3480 Nmm
M D = RA × 90 − F1 × 50 = 2830 Nmm

Per determinare il taglio nei vari punti si sommano le


forze che stanno a sinistra. τm
Nel punto A esiste solo RA, quindi il taglio passa da 0 a
τmax
TA = 87 N, nel tratto AC il taglio rimane costante. Nel
punto C il taglio vale TC = RA - F1 = -13 N e rimane
costante nel tratto CD. Nel punto D si somma F2 e il
taglio vale TD = -13 - F2 = -93 N che rimane costante
nel tratto DB. Nel punto B si somma la reazione RB e il
taglio passa da 87 N a TB = 0.
Svolti questi calcoli è possibile tracciare i diagrammi
della figura H3.2.

100 N
80 N 97 N
87 N
A C D B

σmax
40 80 30

0 0
H3.3 Diagrammi della tensione σ, della tensione media di taglio τm
e tensione effettiva con il valore massimo τmax.
2830 Nmm
3480 Nmm
Il calcolo delle tensioni si esegue con le seguenti
87 relazioni:
100
87
Mf
0 0
max = [H3.2]
− 13 Wf
80

− 93 T
max = a [H3.3]
S
H3.2 Diagrammi del momento torcente e del taglio su una trave inflessa.
Sollecitazioni composte e criteri di resistenza dei materiali unità H3 21

Tabella H3.1 – Fattore correttivo a per il calcolo della tensione massima di taglio
Quadrata Rombo Rettangolare Circolare Anulare

3 3 4
a= a =1,6 a= a= a=2
2 2 3

È prassi comune sostituire le due tensioni con una Calcolato il momento flettente massimo nel punto A e
sola, detta tensione ideale σid, che produce sul mate- il momento torcente con la [H3.5], si possono ricavare
riale gli stessi effetti ed è più facilmente confrontabile le tensioni σmax di flessione e τmax di torsione:
con le caratteristiche di resistenza del materiale stesso:
Mt Mf
max = ; max =
σ id = σ 2
+ 3τ 2
[H3.4] Wt Wf
max max

Anche in questo caso è opportuno calcolare la ten-


sione ideale che produce gli stessi effetti delle due
Flessione e torsione tensioni:

Questo tipo di sollecitazione è caratteristica degli al- 2 2


id = max +3 max
beri rotanti che trasmettono un momento torcente
attraverso ruote dentate o pulegge. In fase di progetto non si conoscono le dimensio-
Nel modulo E del primo volume di quest’opera sono ni per cui risulta impossibile calcolare le tensioni. In
presentate le seguenti relazioni: questo caso si sostituiscono il momento flettente e il
momento torcente con un ipotetico momento flet-
2 n
N = Mt ; = [H3.5] tente ideale che produce nel materiale gli stessi effetti
60 dei due momenti che agiscono in contemporanea. Il
valore si calcola con la relazione:
dove N è la potenza espressa in watt, n è il numero di
giri/minuto e Mt indica il momento torcente espresso 3
in Nm. M fid = M 2f + Mt2 [H3.6]
4
Nella figura H3.4a è rappresentato schematicamente
un motore elettrico che trasmette il moto a un utiliz- Nel caso di un albero a sezione circolare piena, in cui
zatore attraverso una puleggia. Wf = pd3/32, il diametro d vale:
L’albero può essere rappresentato, convenzionalmen-
te, come una trave incastrata all’estremo A e caricata 32M fid
all’altro estremo da una forza F dovuta al tiro della d= 3 [H3.7]
am
cinghia [fig. H3.4b].

F l H3.4 Rappresentazione dell’albero


di un motore elettrico: a) schematica;
(a)
(a) (b)
(b) b) convenzionale.
22 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Presso-flessione Se lo stesso filo fosse piantato nel pavimento e lo


stesso peso lo sollecitasse a compressione, probabil-
Se un solido è compresso, ma la forza F a cui è sot- mente si avrebbero problemi di stabilità del carico
toposto non si trova sul suo asse, la sollecitazione è [fig. H3.6b].
allora di presso-flessione [fig. H3.5a].
Quando un solido è sollecitato a compressione e il
e
rapporto tra la sua altezza e la dimensione minima
della sezione è maggiore di 10, esiste la possibilità che
Fa σc
il solido elastico diventi instabile ed infletta lateral-
σf
mente: si parla allora di carico di punta.
La situazione di equilibrio instabile si può valutare sia
σf
in fase di progetto sia in fase di verifica con vari criteri;
σf - σc
il più comodo è il metodo ω.
σf + σc

(a) (b) Metodo ω


Questo metodo consiste nell’adoperare l’equazione
H3.5 Solido sottoposto a presso-flessione: a) schema di carico; della compressione, moltiplicando il carico P per un
b) diagrammi delle tensioni.
coefficiente ω che dipende dalla snellezza del corpo (λ).
L’espressione diventa:
Se si indica con e il disassamento della forza rispetto
all’asse neutro, il momento flettente vale: P
c = [H3.8]
S
M f = Fe
dove P rappresenta il carico [N], S è la sezione resi-
Indicando con S la sezione retta del solido, le tensioni stente [mm2] e ω indica il coefficiente funzione della
di flessione e compressione valgono rispettivamente: snellezza λ che si calcola con la seguente relazione:

Mf F l0
= ; λ=
c =
[H3.9]
f
Wf S ρmin

Nella figura H3.5b sono stati tracciati i diagrammi La lunghezza libera d’inflessione l0 di un’asta lunga l
delle tensioni di compressione, di flessione e il dia- si valuta in base ai seguenti vincoli:
gramma ottenuto dalla somma vettoriale dei primi 
asta incastrata a un estremo e libera all’altro [fig.
due, rappresentante la tensione totale. H3.7a], l0 = 2l;

asta incernierata ai due estremi [fig. H3.7b], l0 = l;

asta incastrata a un estremo e incernierata all’altro
H3.2 Instabilità elastica 
[fig. H3.7c], l0 = 0,7l;
asta incastrata ai due estremi [fig. H3.7d], l0 = 0,5l.
Si immagini un filo di acciaio con diametro d = 5 mm
e lungo l = 500 mm, pendente dal soffitto, che regge un
peso pari a 100 N. Poiché il peso non è molto elevato, il
filo è in grado di reggerlo senza problemi e si verificherà
la condizione di equilibrio indicata nella figura H3.6a.
l0

l0
l

l0
l0

(a) (b) (c) (d)


P
500

¿5
H3.6 Solidi snelli:
a) trave stabile sottoposta
a trazione; b) trave instabile
(a) P (b) sottoposta a compressione. H3.7 Lunghezza libera d’inflessione di un’asta caricata di punta.
Sollecitazioni composte e criteri di resistenza dei materiali unità H3 23

Nella tabella H3.2 sono indicate le espressioni del rag- Nella tabella H3.3 si possono leggere, a titolo di
gio d’inerzia minimo ρmin, per alcune sezioni comu- esempio, i valori di ω per acciai da costruzione S235,
nemente utilizzate. relativi a profilati semplici cavi, quadri, rettangolari
o tondi.
Tabella H3.2 – Espressioni del raggio d’inezia ρmin
per le sezioni più comuni
Rettangolare Circolare Circolare cava H3.3 Criteri di resistenza
d dei materiali
Sollecitazioni statiche, dinamiche e a fatica
h

Per valutare la capacità di un materiale di resistere al-


le forze applicate è necessario conoscere come queste
b D
ultime sono applicate.
D
Quando il carico viene applicato in un tempo lun-
b D go, le sollecitazioni sono considerate statiche [fig.
ρmin = D 2 +d 2
ρmin = min = H3.8a]; se il tempo di sollecitazione è molto limitato la
12 4 4
sollecitazione è dinamica [fig. H3.8b].

Tabella H3.3 – Valori di ω per acciaio da costruzione S235 (σam = 150 N/mm2)
l 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 l
0 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 0
10 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 10
20 1,00 1,01 1,01 1,01 1,01 1,01 1,02 1,02 1,02 1,03 20
30 1,03 1,03 1,03 1,04 1,04 1,04 1,05 1,05 1,05 1,06 30
40 1,06 1,06 1,07 1,07 1,07 1,08 1,08 1,09 1,09 1,10 40
50 1,10 1,11 1,11 1,12 1,12 1,13 1,13 1,14 1,14 1,15 50
60 1,16 1,16 1,17 1,17 1,18 1,18 1,19 1,20 1,20 1,21 60
70 1,22 1,23 1,24 1,24 1,25 1,26 1,27 1,28 1,29 1,29 70
80 1,31 1,32 1,33 1,34 1,36 1,37 1,38 1,40 1,41 1,42 80
90 1,44 1,45 1,47 1,48 1,50 1,52 1,53 1,55 1,57 1,59 90
100 1,61 1,63 1,65 1,67 1,69 1,71 1,73 1,75 1,77 1,79 100
110 1,82 1,84 1,86 1,89 1,91 1,94 1,96 1,99 2,01 2,04 110
120 2,06 2,09 2,12 2,14 2,17 2,20 2,22 2,25 2,28 2,31 120
130 2,34 2,37 2,40 2,43 2,46 2,49 2,52 2,55 2,58 2,61 130
140 2,65 2,68 2,71 2,74 2,78 2,81 2,84 2,88 2,91 2,95 140
150 2,98 3,02 3,05 3,08 3,12 3,16 3,19 3,23 3,27 3,30 150
160 3,34 3,38 3,41 3,45 3,49 3,53 3,56 3,60 3,64 3,68 160
170 3,72 3,76 3,80 3,84 3,88 3,92 3,96 4,01 4,05 4,09 170
180 4,14 4,18 4,22 4,27 4,31 4,35 4,40 4,44 4,49 4,53 180
190 4,58 4,62 4,67 4,72 4,77 4,81 4,85 4,90 4,94 4,99 190
200 5,03 5,08 5,13 5,18 5,22 5,27 5,32 5,37 5,42 5,47 200
210 5,52 5,57 5,62 5,67 5,72 5,77 5,82 5,87 5,92 5,98 210
220 6,03 6,08 6,14 6,19 6,24 6,30 6,36 6,41 6,46 6,52 220
230 6,57 6,63 6,69 6,74 6,79 6,84 6,90 6,96 7,02 7,08 230
240 7,14 7,19 7,25 7,31 7,38 7,44 7,50 7,55 7,61 7,67 240
250 7,73 250
24 modulo H Le macchine semplici e la resistenza dei materiali

Se poi il carico varia in intensità e verso (da positivo a 


carico di resistenza a trazione Rm;
negativo e viceversa) si è in presenza di sollecitazione 
allungamento percentuale A%.
a fatica, che è anche la più pericolosa [fig. H3.8c].
Affinché un particolare resista senza pericoli alle sol-
lecitazioni esterne, deve essere sottoposto a tensioni
inferiori al carico di resistenza a trazione tali da non

Carichi
Carichi

superare il carico di proporzionalità. Si deve, quindi,


determinare una tensione ammissibile per il mate-
riale in esame che, in funzione del tipo di carico, per-
Tempo [min] Tempo [s] metta al materiale stesso di lavorare in tutta sicurezza.
La tensione ammissibile si ricava con le relazioni:
> 2 minuti ~1/10 di secondo
(a) (b) Rm ReL
σ am = ; σ am = [H3.10]
gR gS
Carichi

La tensione tangenziale ammissibile si assume in fun-


Tempo [s] zione della tensione normale σam:

am = 0,577 am [H3.11]

(1/1000 ÷ 1) secondi in cui gR e gS indicano i gradi di sicurezza assunti in


(c) base ai materiali e al tipo di carico. La tabella H3.4 ri-
porta i valori dei gradi di sicurezza in relazione al tipo
H3.8 Tempo e modo di applicazione dei carichi: a) statici; b) dinamici;
di carico preso come riferimento.
c) a fatica.
Per calcolare il grado di sicurezza relativo ai carichi
Se si vogliono determinare le dimensioni di un og- statici si può prendere come riferimento sia il carico
getto sottoposto a un carico si parla di calcolo di Rm sia il carico ReL. Se i carichi sono dinamici o a fa-
progetto; se sono noti le dimensioni e i carichi appli- tica è opportuno prendere come riferimento il solo
cati e si vuole sapere se l’oggetto potrebbe rompersi o carico ReL.
deformarsi, si parla di calcolo di verifica.
Carichi dinamici
Tensioni ammissibili Poiché i carichi dinamici sono più pericolosi di quelli
statici, si devono utilizzare valori del grado di sicurez-
Ogni materiale d’interesse industriale possiede ca- za gSd più elevati, se con gS si indica il valore letto nel-
ratteristiche meccaniche deducibili dal diagramma la tabella H3.4:
carichi-allungamenti [fig. H2.3] e fornite dai manuali
tecnici; le più importanti sono:
g Sd = 1,5 g S [H3.12]

carico di snervamento ReL (scritto anche Rs);

Tabella H3.4 – Gradi di sicurezza gR = Rm/σam e gS = ReL/σam per carichi statici


Materiale Stato gr gs
Laminati, fucinati 2,3 ÷ 3 1,5 ÷ 2
Acciaio
Getti 3,2 ÷ 4,2 1,8 ÷ 2,5
Ghisa Getti 7÷9 –
Laminati, fucinati, estrusi 3÷4 2 ÷ 2,6
Altri materiali metallici
Getti 4 ÷ 5,2 2 ÷ 2,8
Legname Travi e tavole 8 ÷ 10 –