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Universita` del Salento

Dipartimento di Matematica

“Ennio de Giorgi”

Michele Carriero

Lucia De Luca

Appunti di

Analisi Matematica III modulo

Corso di Laurea in Matematica

de Giorgi” Michele Carriero Lucia De Luca Appunti di Analisi Matematica III modulo Corso di Laurea

Indice

Introduzione

1

Capitolo 1.

Successioni e serie di funzioni

3

1.1. Successioni di funzioni reali di una variabile reale

3

1.2. Serie di funzioni

16

1.3. Serie di potenze

21

1.4. Serie di Taylor

29

1.5. Serie di Fourier

35

Capitolo 2.

Limiti e continuit`a in pi`u variabili reali

65

2.1. Topologia di R n

65

2.2. Successioni di R n

70

2.3. Completezza di R n

74

2.4. Limiti e continuit`a delle funzioni reali di pi`u variabili reali e delle funzioni vettoriali di pi`u variabili reali

74

Capitolo 3.

Calcolo differenziale per funzioni reali di pi`u variabili

reali e per funzioni vettoriali di pi`u variabili reali

81

3.1. Derivate direzionali e derivate parziali prime

81

3.2. Funzioni differenziabili

83

3.3. Applicazione geometrica della differenziabilit`a e interpretazione geometrica del gradiente

88

3.4. Una condizione sufficiente perch´e f sia differenziabile

89

3.5. Derivate parziali di ordine superiore

91

3.6. Differenziale di funzioni vettoriali. Differenziale di funzioni composte 96

iii

iv

M. Carriero, L. De Luca

3.7. Formule di Taylor con resto di Peano e di Lagrange

101

3.8. Estremi (massimi, minimi) liberi. Massimi e minimi assoluti (globali) e relativi (locali). Condizione necessaria del primo ordine

109

3.9. Autovalori e autovettori. Forme quadratiche.

111

3.10. Classificazione delle forme quadratiche con gli autovalori

115

3.11. Condizione necessaria del secondo ordine e condizione sufficiente per i massimi (minimi) relativi

117

3.12. Funzioni, reali di pi`u variabili reali, convesse (concave)

128

3.13. Funzioni (positivamente) omogenee

130

Capitolo 4.

Curve in R n e integrali curvilinei

135

4.1. Definizioni

135

4.2. Curve regolari

136

4.3. Lunghezza di una curva

138

4.4. Curve equivalenti orientate

142

4.5. Integrale curvilineo di una funzione continua

146

Capitolo 5.

Funzioni implicite: Teoremi di Dini

149

5.1. Premessa

149

5.2. Teorema del Dini in R 2

150

5.3. Teorema del Dini in R n+1

157

5.4. Teorema del Dini per sistemi di m equazioni in n + m incognite

158

5.5. Teorema di inversione locale

162

Alcuni esercizi proposti

169

Bibliografia

171

Introduzione

Questi appunti riproducono le lezioni (un po’ ampliate) del III modulo di Analisi Matematica tenute in anni recenti da M. Carriero nel Corso di Laurea in Mate- matica, Facolt`a di Scienze MM. FF. NN. dell’Universit`a del Salento.

Lecce, febbraio 2011.

1

Michele Carriero Lucia De Luca.

CAPITOLO 1

Successioni e serie di funzioni

Iniziamo questa trattazione con lo studio delle successioni e delle serie nel caso in

cui i termini delle stesse sono, non numeri reali, ma funzioni reali di una variabile

reale. Ora, saranno contemporaneamente presenti due variabili, quella relativa al

dominio delle funzioni (in genere, variabile continua) e l’altra (variabile discreta)

indice della successione.

1.1. Successioni di funzioni reali di una variabile reale

Sia I un sottoinsieme non vuoto di R e sia {f k } k una successione di funzioni reali

f k : I R.

Definizione 1.1.1.

{f k } converge in x 0 I

{f k } converge puntualmente in J I alla funzione f : J R

3

def

la successione numerica

def

f k (x 0 ) ha limite reale

k+ f k (x) = f(x) x J

lim

ε > 0, x J

ν = ν ε,x N

t.c.

k > ν :

|f k (x) f (x)| < ε.

(1.1)

4

M. Carriero, L. De Luca

{f k } converge uniformemente in J I alla funzione f : J R

def

k+sup

xJ

lim

|f k (x) f(x)| = 0

⇔ ∀ε > 0

ν = ν ε N t.c.

k > ν :

|f k (x) f (x)| < ε x J.

(1.2)

Notazione. La funzione f in (1.1) `e detta limite puntuale della successione {f k }

e si scrive

f k f

in J,

mentre la funzione f in (1.2) `e detta limite uniforme della successione {f k } e si

scrive

f k f

in J.

Evidentemente f k f in J f k f in J.

In generale non vale l’altra implicazione.

Esempio 1.1.2. Siano a, b

successione di funzioni

R, a

=

b

e

sia

I

=

1

k

   se 0 < x

a

b

se

1

f k (x) =

k < x < 1.

Risulta:

] 0, 1 [.

Consideriamo la

infatti, fissato x

lim

] 0, 1 [,

k+ f k (x) = f(x) = b

1

x ] 0, 1 [ ;

per ogni k

>

x (quindi per ogni k sufficientemente

grande) si ha

1

k < x < 1 e pertanto (sempre per k sufficientemente grande)

f k (x) = b.

La convergenza della successione {f k } alla funzione di costante valore b `e puntuale,

ma non uniforme.

Analisi III

5

Infatti, preso ε = |a b| > 0, se esitesse ν = ν ε N t.c.

|f k (x) b| < ε

k >

ν e x ] 0, 1 [,

si avrebbe, in particolare, per

x = 1

k

f k 1

k b = |a b| < ε = |a b| che `e assurdo.

Oppure basta osservare che

lim

k+

sup

x

]0,1[ |f k (x) f (x)| = |a b| =

0 perch´e a

= b.

Esempio 1.1.3. Sia I = [0, 2π] e consideriamo la successione di funzioni

Ora k N

f k π

2

f k 3

2

e f k (x) 0

[0, 2π] \ 3 2 π e

f k (x) = sin k (x).

1

π = (1) k

successione (numerica) convergente

successione (numerica) non convergente

x [0, 2π] \ π , 3 π . Allora la funzione limite f `e definita in

2

2

f(x) =

0

1

se x

= π

2

se x = π 2 .

Questo esempio mostra che in generale l’insieme di convergenza di una successione

{f k } `e pi`u piccolo dell’insieme in cui le funzioni f k sono definite.

Esempio 1.1.4. Sia I = [0, 1] e consideriamo la successione di funzioni

Allora

f k (x) = x k .

k+ f k (x) = f (x) := 0

1

lim

se x [0, 1 [

se x = 1.

6

M. Carriero, L. De Luca

La convergenza della successione {f k } alla funzione f `e puntuale, ma non unifor-

me.

Infatti, preso ε =

1

2 , se esistesse ν = ν ε N t.c.

|f k (x) f (x)| < ε

f k

Oppure basta osservare che

k > ν e x [0, 1],

2

1

k

=

1

2 0 =

si avrebbe, in particolare, per x k =

2 ,

che `e assurdo.

2 f

1

k

1

2 < ε = 1

x[0,1] |f k (x) f (x)| = 1.

sup

1


k

2

Esempio 1.1.5. Sia I = R e consideriamo la successione di funzioni

Per x R e k N

f k (x)

1

2

f k (x) =

x 2

k + x 2 .

x

2

1

2 k + x 2

x

2

1

2 0

k + x 2 x 2 k

2 (k + x

2 ) 0 x k, k

insieme monotono crescente rispetto a k e

kN k, k = R.

Allora

La convergenza della successione {f k } `e puntuale, ma non uniforme in R.

Infatti:

k+ f k (x) = 0

lim

x R.

|f k (x) f(x)| < ε

x

2

k + x 2 < ε x 2 < εk + εx 2

k > 1 ε x 2 ,

ε

Analisi III

7

pertanto per 0 < ε < 1, ν ε,x = 1 ε x 2

ε

1 cresce indefinitamente per x +

e dunque non esiste ν ε t.c. valga

x

2

k + x 2 < ε per k > ν ε e per ogni x R

2 .

Teorema 1.1.6 (sulla continuita` del limite (uniforme)).

Sia {f k } una successione di funzioni.

f k : I

f k f in I

R R continua k N

f continua in I.

Dim. Sia x 0 I.

Vogliamo provare che

lim 0 f(x) = f x 0

xx

cio`e che

ε > 0

δ = δ ε,x 0 > 0

t.c. x I :

|x x 0 | < δ ⇒ |f(x) f

(x 0 )| < ε.

Poich´e f k f , per ogni fissato ε > 0, si ha

ν = ν ε N t.c. k > ν :

|f k (x) f(x)| <

ε

3

x I.

(1.3)

Fissiamo k 0 > ν; per la continuit`a di f k 0 in x 0 , in corrispondenza di ε > 0

δ = δ ε,x 0 > 0 t.c. x I :

x x 0 < δ f k 0 (x) f k 0 x 0 <

ε

3 .

Allora, per ogni x I t.c. x x 0 < δ, risulta

f(x) f(x 0 )

<

|f(x) f k 0 (x)| + f k 0 (x) f k 0 x 0 + f k 0 (x 0 ) f(x 0 )

ε

3 + 3 +

ε

ε

3 = ε.

1 Per ogni a R, la scrittura a indica la parte intera superiore di a, ovvero il pi`u piccolo

intero maggiore del numero a. 2 Per provare che la convergenza di {f k } non `e uniforme in R basterebbe semplicemente

osservare che

xR |f k (x) f (x)| = sup

sup

xR

x 2

k + x 2 = 1.

8

M. Carriero, L. De Luca

Osservazione 1.1.7. La tesi del teorema 1.1.6 `e equivalente a:

x 0 I

lim 0 f(x) = f x 0

xx

(inversione dei limiti).

lim

xx 0

k+ f k (x)

lim

=

=

k+f k x 0

lim

lim

lim 0 f k (x)

k+xx

Osservazione 1.1.8. Se la convergenza `e solo puntuale, l’implicazione del teo-

rema 1.1.6 in generale non vale, come si pu`o dedurre dall’esempio 1.1.4.

Esempio 1.1.9. Sia I = R e consideriamo la successione di funzioni continue

Allora

f k (x) = arctan kx.

k+ lim f k (x) = f (x) :=

π

2

0

π 2

se x > 0

se x = 0

se x < 0.

Ovviamente la convergenza di {f k } a f in R `e solo puntuale, in quanto, se fosse

uniforme, per il teorema 1.1.6 f dovrebbe essere continua in R.

Sotto quali ipotesi per le funzioni f k definite in [a, b] e quale di tipo di convergenza

per le f k risulta

k+ b

lim

a

f k (x) dx = b k+ f k (x) dx

a

lim

?

Al teorema di passaggio al limite sotto il segno di integrale premettiamo il se-

guente esempio.

Analisi III

9

Esempio 1.1.10. Consideriamo la successione {f k }, dove le funzioni

f k : [0, 1] R sono definte da

f k (x) =

0

k

0

se x = 0

se x 0,

1

k

se x k , 1 .

1

Allora

k+ f k (x) = f (x) = 0 in [0, 1], ma la convergenza non `e uniforme in

lim

quanto

Ora, 1 f k (x) dx =

0

0

1

k

x[0,1] |f k (x) f(x)| = k +.

sup

k dx = 1

mentre 1 f (x) dx = 0, quindi

0

k+ 1

lim

0

= 0 =

0

f k (x) dx = 1

1 f (x) dx.

Esempio 1.1.11. Sia I = [0, 1] e consideriamo la successione

f k (x) = kx e kx 2 .

10

M. Carriero, L. De Luca

Allora

quanto

Inoltre

k+ f k (x) = f (x) = 0 in [0, 1], ma la convergenza non `e uniforme in

lim

3

x[0,1] |f k (x) f (x)| = max

max

x[0,1] f k (x)

1

= f k (x k ) = k

2k · e k

1

2k

=

k

e +

2

per k +.

k+ 1

lim

0

f k (x) dx

=

=

k+

1

lim

0 =

0

1

2 1 e k = 1

2

f (x) dx.

Teorema 1.1.12 (di passaggio al limite sotto il segno d’integra-

le).

Sia {f k } una successione di funzioni.

f k : [a, b] R continua k N

f k f in [a, b]

3 Per ogni k N:

f : [a, b] R integrabile

secondo Riemann e

k+ b

lim

a

f k (x) dx

= b k+ f k (x) dx

a

lim

= b f(x) dx .

a

f k (x)

=

k e kx 2 + kx (2kx) e kx 2

=

e kx 2 k 2k 2 x 2 ;

1

ne segue che f k (x) = 0 x = ± √ 2k e x k =

in [0, 1].

1 2k [0, 1] `e punto di massimo assoluto di f k

Analisi III

11

Dim. Osserviamo preliminarmente che, per il teorema 1.1.6, f `e continua in [a, b],

quindi ivi integrabile. Inoltre

b

a

f k (x) dx b f(x) dx

a

b

a

|f k (x) f(x)| dx

(b a)

max

[a, b] |f k (x) f(x)| → 0

x

perch´e f k f.

Pi`u in generale, sussiste il seguente risultato di passaggio al limite sotto il segno

di integrale.

Teorema 1.1.13. Sia {f k } una successione di funzioni.

f k

f k

: [a, b] R integrabile

secondo Riemann k N secondo Riemann e

f

f : [a, b] R integrabile

k+ b

lim

a

f k (x) dx

= b k+ f k (x) dx

=

a

b

a

lim

f ( x) dx .

in [a, b]

I teoremi 1.1.12 e 1.1.13 non valgono in generale per integrali impropri, come

dimostrano i seguenti esempi.

Esempio 1.1.14. Sia I = R e consideriamo la successione

f k (x) =

se k < x < k

1

  0

2k

altrimenti.

12

M. Carriero, L. De Luca

Evidentemente f k f 0 in R e

+

−∞

f k (x) dx

=

=

k

k

1

2k dx = 1

+

0 =

−∞

f (x) dx.

Esempio 1.1.15. Sia I = [0, +[ e consideriamo la successione di funzioni

continue

Allora f k f 0

4 e

+

0

f k (x) dx

=

=

=

=

x f k (x) = k . k 2 e − x lim f k
x
f k (x) =
k .
k
2 e − x
lim
f k (x) dx
R→+∞ R
0
lim e − x k R→+∞ − x k lim e − R k R→+∞
lim
e − x
k
R→+∞ − x k
lim
e − R
k
R→+∞ − R
k

R

1

0 + k R

0

e x

k

dx

e R + 1 = 1

k

0 = +f (x) dx.

0

In generale, il limite uniforme di una successione di funzioni derivabili non `e

derivabile.

4 Ovviamente f k 0 in I; inoltre:

1 x 1 f k (x) = k − k = k 1 − x
1
x
1
f k (x)
=
k
k
=
k
1 − x
k
2 e − x
k
3 e − x
k
2 e − x
k
= 0 ⇔ x = k,

pertanto

1

x[0,+[ f k (x) = f k (k) = k e 1 0, cio`e f k 0 in [0, +[.

sup

Analisi III

13

Esempio 1.1.16. Sia I = R e consideriamo la successione di funzioni

f k (x) = x 2 + k C 1 (R)

1

k N.

5

f k (x) f(x) = x 2 = |x|

Per provare la convergenza uniforme, basta osservare che

x I e f (x) = |x| non `e derivabile in x 0 = 0.

|f k (x) f(x)|

=

=

=

1

x 2 + k x 2

1

k

x 2 +

1

k + x 2

=

1

x 2 + k x 2

x 2 +

1

k + x 2

1

k

1

k

1

k 0

per k +.

Inoltre, anche se la funzione limite f `e derivabile, in generale non risulta

f = lim

k+f

k .

Esempio 1.1.17. Sia I = R e consideriamo la successione

Si ha

f k f 0

pertanto non risulta

5 Sia A aperto di R.

f k (x) = sin kx

k

mentre

k N.

f k (0) = cos kx | x=0 = 1

= 0 = f (0);

k+f

lim

k (x) = f (x)

x R.

f C k (A)

def

f ha derivate continue in A fino all’ordine k.

14

M. Carriero, L. De Luca

Teorema 1.1.18 (di passaggio al limite sotto il segno di deriva-

ta).

Sia {f k } ⊂ C 1 ([a, b]) una successione di funzioni.

Supponiamo che:

(i) esista x 0 [a, b] t.c. la successione numerica f k x 0 l R

(ii) la successione di funzioni f k g in [a, b].

Allora

e risulta

f k f in [a, b],

f C 1 ([a, b])

k+f

lim

k (x) = f (x)

6 (cio`e g(x) = f (x))

x [a, b] .

Dim. Essendo f k continua, per il teorema fondamentale del calcolo integrale,

abbiamo

f k (x) = f k (x 0 ) +

x

x

k (t) dt 0 f

x [a, b] , k N.

(1.4)

Per il teorema sulla continuit`a del limite uniforme 1.1.6 g `e continua in [a, b] e,

quindi, ivi integrabile.

Per il teorema di passaggio al limite sotto il segno d’integrale 1.1.12, da (1.4)

segue (per k +)

6 in altri termini

k+ f k (x)

lim

=

=:

lim

k+

d

d

x

(f k (x)) =

x

l + 0 g(t) dt

x

f (x),

d x

d

k+ f k (x) .

lim

x [a, b]

(1.5)

Analisi III

15

pertanto f k f in [a, b]. Ora, da (1.4) e (1.5), si ottiene

|f k (x) f(x)|

f k x 0 l +

x

x

0 (f k (t) g(t))

dt

f k x 0 l + (b a) max

0 per (i)

t[a,b] |f

k (t) g(t)|

0 per (ii)

e quindi f k f in [a, b].

Infine dal fatto che

x

f(x) = l + 0 g(t) dt

x

x [a, b] ,

−−−−→ 0

k+

per il teorema fondamentale del calcolo integrale, si ha che f `e derivabile e che

f (x) = g(x)

x [a, b] .

Monotonia e convergenza uniforme.

Teorema 1.1.19 (del Dini (monotonia rispetto al parametro k)).

Sia {f k } una successione di funzioni f k : [a, b] R e sia f : [a, b] R.

Se

(i) f k , f sono continue in [a, b]

k N,

(ii) {f k (x)} k `e monotona crescente (decrescente) rispetto a k N,

(iii)

allora

x [a, b] (i.e. f k (x)

f k f

in [a, b],

() f k+1 (x) k N, x [a, b]),

f k f

in [a, b].

16

M. Carriero, L. De Luca

Esempio 1.1.20. Sia f k (x) =

Allora f k −−−−→ f 1 in [0, 1], f `e banalmente continua e e k e

e

x

k

x [0, 1] ,

k N.

x

k+

x

k+1

x [0, 1] la successione {f k (x)} `e decrescente rispetto a k x [0, 1]; per il

teorema 1.1.19 f k f 1 in [0, 1].

Teorema 1.1.21 (monotonia rispetto alla variabile x).

Sia {f k } una successione di funzioni f k : [a, b] R e sia f : [a, b] R.

(i) f `e continua in [a, b],

Se

(ii) f k (x) `e monotona crescente (decrescente) rispetto a x [a, b],

 

k N,

(iii)

f k f

in [a, b],

allora f `e monotona crescente (decrescente) in [a, b] e

f k f

in [a, b].

Esempio 1.1.22. Sia

Allora f k −−−−→ f π

2

f k (x) =

k N; per il teorema 1.1.21 f k f π in [1, 2].

f k (x) = arctan kx

x [1, 2] ,

k N.

in [1, 2], f `e banalmente continua e

k+

1 +

k k 2 x 2 0 k N le funzioni f k sono crescenti rispetto a x [1, 2]

2

1.2. Serie di funzioni

Notazione.

Sia {f k } `e una successione di funzioni, f k : I R k N dove I `e intervallo di

R; indichiamo con

s n (x) :=

n

k=1

f k (x)

la successione delle somme parziali.

Analisi III

17

Definizione 1.2.1.

+

k=1

f k (x) converge puntualmente

ad f (x) (somma della serie) x I

def

⇔ ∃

n+ s n (x) = f(x) R

lim

x I

⇔ ∀ε > 0, x I ν = ν ε,x N t.c.

n > ν :

|s n (x) f (x)| < ε.

+

k=1

f k (x) converge assolutamente x I

def

+

k=1

|f k (x)| converge

puntualmente x I.

+

k=1

+

k=1

f k converge uniformemente

ad f in I

f k converge totalmente in I

def

lim

n+sup

xI

|s n (x) f(x)| = 0

⇔ ∀ε > 0 ν = ν ε N t.c.

def

n > ν :

|s n (x) f(x)| < ε

x I.

∃{M k } ⊂ R t.c. M k 0 k N,

+

k=1

M k < +e |f k (x)| ≤ M k x I, k N.

<