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STORIA DELLE FORME E DEI REPERTORI MUSICALI

STRUMENTI A FIATO 2017/2018

OBOE

L’oboe è uno strumento ad ancia doppia e canna conica. Le ance sono unite assieme
all’interno di un condotto circolare, possono rimanere libere nella cavità orale (che funge
da camera d’aria) o essere tenuta tra le labbra. Lo strumento è tagliato in Do ma ha una
chiave aggiuntiva che permette di allargare la sua estensione fino al Sib. L’ancia viene
costruita dallo strumentista secondo la misura della sua bocca con un tipo di canna di
nome ARUNDO DONEX.

L’estensione dell’oboe copre circa 3 ottave e il suo timbro è individuato per ogni parte del
registro. Nel registro grave il suono è ben individuato con un suono pieno (Moldava), il
registro medio è quello più sfruttato, dove lo strumento esprime le sue qualità espressive,
come l’eloquio solenne, la speranza, e l’allegria. L’effetto dello staccato è molto
particolare. Il registro acuto invece è caratterizzato da un timbro acuto, stridente e
petulante. La famiglia dell’oboe conta diversi strumenti che sono:

1. Oboe d’amore: tagliato una terza sotto l’oboe normale (LA), lungo 70 cm circa con
un padiglione a forma di pera, con un suono pastoso e nasale. Utilizzato molto da
Telemann, da Bach e da Strauss.
2. Oboe contralto: è tagliato una quinta sotto l’oboe normale (FA), derivato dalla
bombarda contralto, impiegato nella musica militare. Lo stesso strumento era
considerato come tenore in Inghilterra, utilizzato nel Diocleziano di Purcell. In
Francia e Germania c’erano degli oboi contralti con padiglioni d’amore ed aveva
diversi nomi, tra cui TAILLE, e fu usato molto da Bach.
3. Corno inglese: intonazione più bassa, canna incurvata e ricoperta di pelle. Tagliato
una quarta sopra il suono reale dell’oboe (FA). Fu utilizzato nel periodo romantico
nelle melodie patetiche e pastorali, ma Strauss seppe valorizzarlo dedicando dei
passi solistici. Oggi il corno inglese appare stabile in orchestra.
4. Oboe baritono: compare in Inghilterra ed è tagliato un’ottava sotto l’oboe normale.
Perfezionato da Heckel e usato molto da Strauss, lungo 114 cm e con un suono
molto grottesco
5. Oboe basso: tagliato in FA, un’ottava sotto il corno inglese quindi un basso
praticamente
6. Oboe contrabbasso: Tagliato 2 ottave sotto l’ oboe normale.
7. Oboe da caccia: è tagliato una quinta sotto l’oboe normale, ma fu sostituito dal
corno inglese.

Storia dell’oboe

 Origini: modelli più antichi risalgono alle sepolture di Istruiz. Lo strumento era
suonato in coppia ma l’ancia non si sa se al quel tempo era doppia. In Egitto, dalla
III dinastica compaiono oboi a canne divergenti costruiti in canna e poi in metallo.
Era noto in Grecia come Aulos, in Israele come Halil e in Etruria come Tibia,
considerata come la forma più evoluta dell’aulos. In epoca etrusca l’ oboe era usato
per le cerimonie sacrifici.
 Medioevo: Non si è ancora in grado di stabilire se l’ oboe avesse l’ ancia doppia.
Nello sviluppo dell’ oboe ha importanza lo ZAMR arabo, che ha ancia doppia,7 fori
anteriori e uno posteriore, canna conica e padiglione. Strumenti con queste
caratteristiche compaiono in tutta Europa con nomi diversi. Il cialamello era uno
strumento come lo ZAMR solo che aveva l’ancia appoggiata alla pirouette ed era
usato in banda e in trio con tromba e bombarda, che era uno strumenti di 280 cm
ad ancia doppia, che in futuro sarà sostituita dal fagotto, e timpani. Il cialamello si
conserva come strumento popolare.
 Il settecento: composizioni di Handel, Bach e Telemann. Vivaldi lo utilizza come
solista e come strumento d’orchestra.
 Il classicismo: strumento che non subisce variazioni fino a Mozart, verso
l’ottocento fu aumentato di chiavi.
 L’ottocento: oboe con 10 chiavi, e dopo il 1823 il sistema Boehm fu adattato
all’oboe.
 Romanticismo: Diminuisce la sua importanza solistica, ma rimane in orchestra.

TROMBA

La tromba è uno strumento con bocchino, canneggio cilindrico e termina con un’ampia
campana. Il suono è determinato dalla pressione delle labbra dell’esecutore sul bocchino.
Sul canneggio è istallato un anello che permette di tenere saldamente lo strumento. La
tromba è dotata di pistoni, che sono azionato a velocità istantanea e hanno il compito di
aprire e chiudere delle derivazioni che modificano la lunghezza del condotto e quindi
l’altezza dei suoni (armonici). La valvole sono indipendenti l’una dall’altra e sono
combinabili, garantendo un abbassamento totale di 3 toni. Si possono fare 7 posizioni che
permettono di eseguire tutta la scala cromatica. Molto importanti sono: Concerto di Haydn
e l’adagio di Michael Haydn. La tromba fu usata molto nei poemi sinfonici di Listz e
Wagner. Verdi fece costruire delle trombe dritte per l’Aida e Strauss impiego una tromba
bassa per il Macbeth. La famiglia delle trombe comprende:

1. Tromba a chiavi: tromba che aveva fori e chiavi ma poco usata perché considerata
inutile perché non produceva nuovi suoni armonici.
2. Tromba bassa: furono costruite un Basstrompeten in Fa e Mib, una
tenortrompetenbass in Sol. Furono costruite trombe in Do, Sib e La e su richiesta di
Wagner anche trombe in Re e Mib per la Tetralogia. Strumento che non fu
apprezzato.
3. Tromba da fanfara: tromba dritta usata come strumento da segnali nella cavalleria
prussiana e mantenuta dall’esercito italiano (bersaglieri) per lo stesso scopo.
4. Tromba da tiro: tromba a cui era possibile allungare la canna durante l’esecuzione
per ottenere l’abbassamento dell’impianto tonale. Si aveva un abbassamento di
massimo un tono e mezzo che se applicato ad ogni armonico, dal 4° si poteva
avere un’estensione di una decima. Era usata per accompagnare danze assieme
con cialamello e bombarda. In Germania trovò utilizzo nel rinascimento e nelle
figure degli Stadtpfeifer per la Turnmusik. In Inghilterra era in uso la Flat Trumpet,
che era una specie di tromba da tiro usata per la marcia funebre di Purcell e in
ambiti militari.

Storia della Tromba

 Origini: era presente nel mondo romano, ossia la tuba che era dritta, il litus che
aveva il padiglione piegato e la buccina che era a forma di S.
 Medioevo: non è ancora diffusa ma è famoso il complesso di 6 trombe di Ghent.
 Rinascimento: il primo costruttore di trombe è Montini. In questo periodo ci sono la
Felttrumpet, Clareta e Thurner ma la più usata fu la prima, fino al XVIII secolo.
 Il seicento: vengono scritti i primi trattati didattici per tromba, tra cui si ricorda “tutta
l’arte della trombetta” in cui sono presenti 27 ricercari e 27 toccate per tromba. La
tromba inizia ad essere impiegata in formazioni strumentali, si diffonde nel nord
Italia e la scuola per tromba per eccellenza è Bologna. Le trombe sono in Re. A
Venezia la tromba è usata nella musica sacra. In Germania la tromba è usata dal
musicista di corte e dalla guardia della torre. In Francia la tromba è usata in ambito
militare e in Inghilterra Purcell scrive infiniti lavori per tromba.
 Il settecento: si amplia fino a raggiungere il 18° armonico, e poi con Bach il 24°. Il
centro europeo della produzione è Norimberga.
 Il classicismo: si fece sempre più viva l’idea di estendere la gamma cromatica
della tromba, e per raggiungere questo si fanno tentativi di modifiche delle canne,
installazione di sordine e applicazioni di chiavi.
 Ottocento: divenne uno strumento maneggevole e vengono installati dei pistoni e
dei cilindri.
 Novecento: tromba in ambito della musica jazz e composizioni di Stavinskij e
Hindemith. Si ricordano Louis Armstrong, Miles Davis e Dizzie Gillespie.

TROMBONE

Il trombone è una tromba di grandi dimensioni con un ampio padiglione finale. La sua
caratteristica è la presenza della coulisse, che permette di modificare la lunghezza del
condotto e combinando le diverse posizioni di quest’ultima e i suoni armonici, si può
realizzare l’intera scala cromatica e anche i glissandi. Lo strumento è in Sib ma la scrittura
non è trasposta. Esistono diversi brani per trombone come: Concerto di Wagenseil,
Concertino di David, concerto per trombone di Rimskij-Korsakov. Esistono anche dei passi
solistici orchestrali come la Gazza ladra di Rossini, Fontane di Roma di Respighi e prima
sinfonia di Brahms.

Storia del trombone

 Medioevo: è considerata una tromba da tiro più grande, ma poi prenderà la


distanze dalla tromba.
 Rinascimento: rafforza le parti vocali nella musica sacra;
 Il seicento: rafforza le parti vocali nella musica sacra ed è impiegato in orchestra
per le scene infernali e nei melodrammi. In questo periodo ci sono 5 tipi di tromboni
che sono: soprano (mai usato), contralto (sostituisce il soprano), tenore in sib,
basso in fa e contrabbasso in sib. Poi esistono altri 3 tipi: il trombone una terza
sotto, una seconda sotto e una terza sotto il trombone basso. Il trombone era
impiegato nella Turnmusik.
 Il settecento: impiegato da Bach come rafforzo del basso continuo, e di fusione
con archi, oboe e voce.
 Il classicismo: Utilizzato in orchestra per creare atmosfere severe.
 Ottocento: il suo utilizzo si sposta nell’ambito militare (Italia, Francia, Germania) e
mantiene la coulisse. Ad esso vengono aggiunti dei pistone per farlo diventare più
maneggevole. Viene aggiunto un pistone per cambiare l’intonazione in Fa e una
coulisse a 4 canne per ridurre le dimensioni e altri strumenti di Sax che non furono
mai usati. Venne costruito un trombone a pistone per la Mlada e tromboni a tracolla
per andare a cavallo.
 Romanticismo: trio di tromboni Alto, Tenore e Basso nelle orchestre di Schubert e
Schumann.
 Tardo Ottocento: inizia a prendere piede il trombone tenore e l’impiego del basso
e contrabbasso modifica il trio A,T,B portandolo ad un quartetto.
 Novecento: viene impiegato nelle big band americane, soprattutto come strumento
improvvisatore nelle band di Glenn Miller.

FAGOTTO e CONTROFAGOTTO

 FAGOTTO: Il fagotto è uno strumento ad ancia doppia e canna conica. Opera nei
registri di tenore e basso. L’esecutore agisce con la mano sinistra sui fori e chiavi
della parte superiore e con la destra sullo stivale. Il fagotto moderno è diviso in 5
parti che vanno a formare un tubo di 254 cm ripiegato su stesso. Il suono è dato dal
legno e dall’ancia. Si estende per 3 ottave e mezzo e nel periodo barocco era molto
usato. Vi sono 39 concerti di Vivaldi per fagotto e anche altri passi composti da
Mozart, Hummel, Danzi, Weber e Saint-Saens. Il fagotto deriva dalla dulciana. Il
fagotto barocco e classico convivono fino all’ottocento, ossia finchè Heckel non lo
modifica facendo in modo che esistessero due sistemi diversi per il fagotto: tedesco
(usato ancora oggi) e francese (solo all’opera di Parigi). Il sistema tedesco a un
suono più omogeneo nei vari registri, mentre quello francese ha una qualità
maggiore nel registro acuto. L’ancia è inserita in un cannello a S e il materiale con
cui è costruita è l’Arundo Donex o Saliva. È utilizzano in orchestre sinfoniche e
liriche come parte del basso, trova impiego nella musica da camera, nel concerto
solistico, e nel quintetto di fiati. Si combina facilmente con gli altri strumenti senza
sopraffare le voci. Nel registro basso il suono è pieno, nel registro medio può
esprimere un suono che va dal lamentoso al comico grazie anche all’effetto di
staccato. Nel ‘900 è stato utilizzato molto nelle zone acute.
 CONTROFAGOTTO: strumento ad ancia doppia e canna conica e rappresenta lo
strumento più basso della famiglia dei fagotti. Deriva dal fagotto ed è uno strumento
traspositore di ottava verso il basso arrivando fino al La. Fu usato nel finale della
nona sinfonia di Beethoven per ottenere l’effetto “alla turca”, nell’apprendista
stregone, nella Creazione di Haydn e nel Fidelio di Strauss.

Storia del fagotto

 Rinascimento: nel 1521 venne costruito uno strumento a 2 tubi a U che aveva
ance metalliche e tubo cilindrico. La sua origina era dovuta al fatto che si doveva
rendere la bombarda più facile da usare. Fu inventata un’imboccatura ad S. In
questo periodo c’è il fagotto (due canne diverse) e la dolciana (un blocco unico).
Vennero inventati anche il QUINTFAGOTT, QUARTFAGOTT, CHORISTFAGOTT,
FAGOTT PICCOLO, DISKANTFAGOTT. Quello che ebbe più successo fu il
Choristfagott che rafforzava il basso.
 Il seicento: fagotto usato nella musica da camera e in sonate, assume un ruolo
importante nell’orchestra teatrale. Era provvisto di 8 fori e 2 chiavi e poi aggiunta
una chiave per il Sib. Il fagotto viene messo in combinazione con gli oboi fino all’età
classica.
 Il settecento: il fagotto crebbe nella sua estensione e come agilità nei passaggi
cromatici grazie anche all’aggiunta di 4 chiavi. È impiegato per sostenere l’oboe, e
come sostegno del basso continuo nelle parti obbligate di Bach.
 Classicismo: figurano concerti di Vivaldi, Mozart, Hummel e Danzi.
 L’ottocento: per migliorare intonazione e passaggi cromatici si aggiunsero delle
chiavi e si aumentò il diametro di alcuni fori. Si arriva ad avere un fagotto a 7 chiavi.
Si delineano le due tendenze: Heckel (tedesco) e Buffet (francese).
 Romanticismo: Largo utilizzo da parte di Weber come nell’andante e rondò, e
concerto.
 Novecento: il fagotto Buffet rimane di qualità superiore nel registro acuto.
Compositori come Rimskij-Korsakov, Prokofiev, Hindemith diedero al fagotto
l’opportunità di esprimersi al meglio nella musica da camera e nel quintetto di fiati.

FLAUTO

Il flauto è un tubo lungo circa 67 cm, di cui 60 solo di colonna sonora. Il tubo è provvisto di
16 fori laterali di cui per ciascuno è presenta la sua relativa chiave e cuscinetto. Le chiavi
sono collegate da un complesso sistema meccanico che permette l’esecuzione di tutta la
scala e tonalità. La chiave del sol può essere in linea o fuori linea e le chiavi possono
essere forate o no, e questo dipende dall’esigenza di ogni flautista. Il flauto è diviso in 3
parti: testata, corpo e piede/trombino. Il flauto è costruito il ALPACCA, che è una lega di
nichel, rame e zinco. Gli strumenti professionali possono essere costruiti in argento e in
oro dando caratteristiche di suono molto diverse. Fu introdotto da Lully in orchestra nel
1677 e verso il 1750 a Dresda ne compaiono due in orchestra. Fu molto usato nelle
composizioni di Bach, Handel e Telemann. Federico II di Prussia era un ottimo flautista. Il
flauto, ha sempre avuto problemi di intonazione, quindi se era possibile usarlo il meno
possibile era meglio. Da ricordare ci sono i concerti k 313-314 e i quartetti con flauto.
Mozart lo considera sempre stonato, ma ne utilizzerà anche lui, e così fecero anche
Haydn e Beethoven. Dall’ottocento l’orchestra conta due flauti e/o ottavino. Gli affini del
flauto sono tagliati diversi dal DO. Vengono progettati flauti d’amore (LA), l’ottavino che
suona un’ottava sopra, il flauto contralto in sol e flauto basso in Do. Di questi affini rimane
il flauto basso e l’ottavino che fu usato molto nelle fanfare militari da parata.

Storia del flauto

 Origini: erano conosciuti fin dall’antichità.


 Rinascimento: flauti dritti a becco e flauti traversi, ma usato solo quello dritto
perché il becco permetteva di fare un suono più squillante. I flauti erano costruiti
con legno di bosso. Compaiono il flauto soprano in la, il tenore in re e il basso.
Quello tenore sarà preso d’esempio per lo sviluppo del flauto stesso.
 Il seicento: il flauto ha 6 fori e non può fare tutte le note, è tagliato in re e non può
fare in scioltezza tutte le tonalità. Si venne a creare il traversiere grazie ad uno
strumenti più cilindrico e si iniziano ad usare anche altri materiali per la costruzione.
 Il settecento: escono i primi metodi per lo studio del flauto, furono scritte delle
suite, danze, gighe, sarabande e concerti, si diffuse molto in Francia e il Germania.
 Pre-Classicismo: Nel 1760 il flauto è ancora incompleta e si continua a lavorare
per portarlo ad essere uno strumento decente, e si allungò il tubo di 5 cm per
aumentare l’estensione fino al Do.
 Classicismo: Haydn dedica dei lavori contenuti, Mozart disprezza lo strumento e
Beethoven scrive delle serenate e trii varianti.
 Romanticismo: poco sfruttato.
 Tardo Ottocento: diventa stabile in orchestra e iniziano i concorsi di composizione
per flauto.
 Novecento: lavori di Hindemith, Poulenc, Schonberg e Messiean.

CORNO

È uno strumento facente parte al gruppo degli aerofoni. È formato da un canneggio conico
che inizia con un bocchino e termina con un ampio padiglione a campana e ha 3 cilindri. Il
suono viene prodotto grazie alla vibrazione delle labbra sul bocchino. L’estensione copre 4
ottave e mezza e viene utilizzato come strumento sia armonico che solistico perché lega
molto bene i suoni. Il corno moderno è in fa e su questa taglia furono aggiunti 3 pistoni, poi
sostituiti da cilindri. Ormai è normale accoppiare uno strumento in fa e uno in sib (corno
doppio). I due strumenti sono in un corpo unico e grazie ad un cilindro azionabile con il
pollice, lo strumento passa dal suono grave del fa a quello acuto del sib. Si usa inoltre
tenere la mano destra dentro il padiglione per modificare intonazione e suono. Esistono
anche corni tripli formati da corno in fa, corno in sib e un altro corno in fa. Fino al ‘600 il
corno è utilizzato come strumento da caccia, mentre poi vengono scritti molti passi da
autori come Rossini, Cavalli, e Lully. Nel settecento è usato come strumento d’armonia e
fu in generale molto usato anche da Vivaldi, Mozart, Bach e Beethoven. Il cornista del ‘700
però era costretto a portarsi delle ritorte, che erano delle porzioni di tubo che venivano
installate durante l’esecuzione in base alla tonalità in cui il corno doveva suonare.
Nell’ottocento i cornisti erano dei musicisti molto bravi perché suonavano solo modificando
le labbra sull’imboccatura tanto che ancora oggi, passi orchestrali scritti per il corno di
quell’epoca, i cornisti moderni non sono in grado di eseguirli senza i pistoni o cilindri.

Storia del corno

 Il seicento: corni molto semplici senza pistoni e cilindri, usati durante la caccia ed
emetteva solo suoni armonici.
 Il settecento: utilizzato nel primo Branderburghese in cui Bach utilizza il corno
naturale.
 Classicismo: usati per scene di caccia, emetteva ancora solo i suoni armonici.
Viene dotato di ritorte e figurano 4 concerti di Mozart, uno di Haydn e una sonata di
Beethoven.
 Ottocento: vengono aggiunti i primi pistoni ai corni in fa per aprire porzioni di tubo
e ci fu anche un brevetto per un corno omnitonico.
 Romanticismo: concertino di Weber, Trio per violino, corno e pianoforte di
Brahms.
 Tardo Ottocento: costruzione del corno doppio per aumento dell’estensione nel
1897 e poi furono inventati anche i corni tripli.
 Novecento: lavori di Dukas, Poulenc, Glazunov e serenata di Britten.

SAXOFONO

Strumento ad ancia semplice con il bocchino del clarinetto, corpo metallico di forma
conica-parabolica. Fu ideato da Adolphe Sax nel 1840 allo scopo di essere inserito nelle
bande militari dell’epoca. Tutti i sax hanno una forma che richiama la pipa, tranne il
soprano che è dritto come il clarinetto. Nei modelli primitivi, il sax era costruito in rame
mentre oggi si predilige l’ottone nichelato o dorato. Lo strumento ha un numero di chiavi
che varia da 18 a 24. Il sassofono appartiene alla famiglia degli strumenti traspositori. La
famiglia dei sax comprende:

1. Sopranino: suono acuto e penetrante usato nelle fanfare e Bolero (Ravel).


2. Soprano: dritto e svolge la funzione di guida nel quartetto di sax.
3. Contralto: è lo strumento che interviene di più come solista, usato in banda,
orchestra sinfonica e jazz.
4. Tenore: ha un timbro caldo e intenso.
5. Baritono: dotato di un possente volume che sostiene il grave nel quartetto di sax.
6. Basso: più basso di un’ottava rispetto al tenore.
7. Contrabbasso: dimensioni enormi e richiedono un enorme sforzo polmonare.

Storia del saxofono

 Tardo ottocento: fu presentato nel 1841 da Sax stesso. Nel 1842 il suo strumento
fu apprezzato da compositori come Berlioz, Spontini, Meyerbeer. Nel 1845 fu
impiegato per la prima volta nelle fanfare militari francesi. Il suo impiego,
nonostante l’apprezzamento, era limitato. Seguirono inoltre dei perfezionamenti da
parte di artigiani come Selmer e Buffet. Nonostante tutto, il sax è impiegato anche
in musica sinfonica come nell’Arlesienne di Bizet e nella Sinfonia domestica di
Strauss. Dal periodo che va dal 1845 alla prima guerra mondiale, il sax è impiegato
maggiormente per la musica militare.
 Novecento: dopo la prima guerra mondiale, il sax prende piede nella musica da
ballo unendosi alla sezione degli ottoni assumendo un ruolo di grande importanza.
Un ruolo molto importante lo troverà nella musica jazz grazie anche a Duke
Ellington.

BANDE MUSICALI

Storia, Organici, Autori

 Origini: La banda ha le sue lontane origini nelle fanfare militari del mondo tardo
antico come nell’epoca dei romani. Gli strumenti romani derivavano dagli strumenti
etruschi e greci, infatti c’erano strumenti di forma dritta per la fanteria e quelli curvi
per la cavalleria. Nel periodo imperiale romano fiorirono delle scuole per la
disciplina per le cerimonie pubbliche, manifestazioni e feste.
 Medioevo: con il fiorire delle prime corti e della civiltà cittadina, si avvia lo sviluppo
dell’arte bandistica composta da strumentisti di strumenti a fiato. Per esempio, nella
corte dei conti di Chester erano già in funzione una formazione strumentale di
trombettisti, e le loro prestazioni erano stipendiate. La prima corporazione
bandistica fu fondata nel 1268 a Vienna ed era la confraternita di San Nicola. La
“fanfara”, in questo periodo era ben nota durante i tornei cavallereschi ed aveva il
compito di annunciare l’ingresso dei cavalieri, proclamare il vincitore e premiare il
valore dei combattenti, ed era formata da ottoni (trombe) e percussioni. In genere il
complesso musicale era ridotto ma si poteva suonare brevi pezzi e ritornelli. Inoltre
le bande erano utile nelle battute di caccia per segnalare qualche selvaggina.
Questa fanfara verrà poi promossa a dignità di BANDA di cui le loro principali
esecuzioni erano svolte nelle piazze per il popolo.
 Rinascimento: sul modello dei trombettieri di Ghent, si formano le prime bande
stipendiate. Città italiane creano la combinazione tra pifferi, trombe, cialamelli e
percussioni. Nel 1515 i militari svizzeri al servizio di Francesco I introducono la
combinazione militare di flauto a becco e tamburo a tracolla, poi esportata in
Inghilterra e in tutta Europa fino alla fine dell’ottocento. A Francesco I si deve la più
importante istituzione musicale che era la Grande ècurie con musicisti di grande
spessore.
 Seicento e settecento: tutti i corpi militari più importanti avevano una piccola
fanfara che aveva il compito di accompagnare le parate e cerimonie. Molte di
queste furono promosse a banda, piccola o media. Prima della rivoluzione francese
i modelli di musica militare in Europa erano due:
1. Banda di oboi: codificata da Lully, e aveva un organico di circa 44 elementi
nelle grandi occasioni (flauti, oboi, clarinetti, trombe, tromboni e fagotti) ma
che poteva essere ridotti a 4 strumentisti, ossia 2 oboi e 2 fagotti. Questo
modello fu istituito nei reggimenti inglesi, prussiani, austriaci e italiani.
2. Banda turca: composta da strumenti a fiato più grancassa, tamburo,
triangolo e piatti che la distingueva dalla banda di oboi. Celebre è l’ouverture
del Ratto del serraglio di Mozart per questo tipo di organico.

In questo periodo fiorisce la Tafelmusik, che non è altro che suonare insieme con gli
spartiti appoggiati ad un tavolo ed era una pratica come nelle camere e salotti dei palazzi
reali. Per questo tipo di musica è notevole la produzione sterminata di composizioni di
Telemann. Tra il 1780 e il 1840 fiorisce anche l’Harmoniemusik, che ricalca le abitudini
della talfemusik, ma solo che l’organico era composto esclusivamente da strumenti a fiato.
Un primo esempio di composizione per organico in stile banda è la “Royal Fireworks
Music” scritta da G. F. Handel. Lavori per banda furono composti anche da Haydn e
Mozart, di cui ricordiamo la serenata dalla Gran Partita in cui Mozart fa un largo uso del
clarinetto, e l’ouverture per fiati di Mendelssohn.

 La rivoluzione francese: A Parigi c’è bisogno di creare delle grandi esecuzioni


nelle strade e piazze così l’organico della banda della Guardia Nazionale aumenta
di un bel numero di musicisti. L’organico della Guardia Nazionale comprende 45
elementi ed è ben nota la sezione dei clarinetti (12 o 16 esecutori), mentre gli altri
strumenti ricalcano quelli delle bande attuali. Per le grandi occasioni la banda
poteva raggiungere i 105 elementi mentre nelle occasioni normali si raggiungevano
i 16 elementi circa.
 L’ottocento: la banda va incontro ad un ulteriore sviluppo, sia sui repertori che
sull’organico anche perché questo è un secolo in cui gli strumenti vengono
perfezionati e hanno delle prestazioni migliori dei modelli precedenti. La
disponibilità di nuovi modelli porta ad una rivoluzione delle bande militari in tutta
Europa, con l’ingresso degli strumenti inventati da Sax che sono i sax e flicorni. In
Italia la banda fa il suo ingresso nel campo lirico come testimoniano alcuni lavori di
Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi.
 Novecento: Il complesso di fiati cercò di dare vita a un repertorio proprio per
esprimere tutte le sue qualità. Tra i brani che figurano nel repertorio bandistico sono
la Suite di Holst, El camino Real di Reed, suite francese di Milhaud. L’organico
bandistico nazionale assume la sua fisionomia definitiva nel 1911, suddiviso in 3
parti: piccola (32 esecutori), media (48 esecutori), grande (80 esecutori).
Attualmente l’organico più usato è quello angloamericano, ossia una ripartizione
legni-ottoni secondo la proporzione 60-40 % e un ulteriore 10 % per le percussioni.

La banda è un complesso di strumenti a fiato destinato a esecuzioni all’aperto. L’organico


è molto vario e può raggiungere anche i 170-180 elementi.

Esistono vari tipi di bande musicali:

 Banda da parata: caratterizzato da strumenti aerofoni e percussioni che sono


trasportabili durante la marcia.
 Fanfara: formazioni bandistiche da parata composte esclusivamente da ottoni.
 Banda di ottoni: solo ottoni.
 Banda sinfonica: formata da strumenti che possono essere usati nelle parate più
strumenti che non possono essere trasportati in marcia come timpani, pianoforte e
batteria.
 Orchestra jazz: formazione strumentali che interpreta brani jazz. L’organico più
famoso è quello delle big band americane, composte da pianoforte, chitarra,
contrabbasso, trombe, tromboni, tube, saxofoni, clarinetti e batteria.
 Letteratura bandistica: la banda ha goduto dei favori dei più illustri compositori
italiani come Verdi, Ponchielli e Mascagni. La banda ha avuto un ruolo importante
anche nell’opera soprattutto dall’ottocento.

SERPENTONE

Strumento a bocchino con canneggio forato a forma di serpentina. Fa parte della famiglia
del cornetto, e svolge le funzione del contrabbasso. La curvatura a serpente permetteva
all’esecutore di stare seduto, tenerlo tra le ginocchia e raggiungere i 6 fori con facilità.
Questo strumento compare in partiture di Rossini, Wagner e Verdi.

HELICON

Appartiene alla famiglia degli ottoni. È collocato nel registro grave ed è appoggiato sulle
spalle e popolare nella fanfare militari a cavallo. Questo strumento sarà poi sostituito dal
sousafono, che è ancora in uso oggi.

TUBA

Strumento affine al corno e collocato nel registro grave dove raggiunge i suoni più bassi
che il corno non può raggiungere. Ha un tubo conico, bocchino, ampio padiglione e
solitamente ha 3-4 pistoni. È utilizzata in repertorio solistico e in formazioni di ottoni. È uno
strumento regolare in orchestra. Si ricordano tube presenti nella sinfonia fantastica,
Zarathustra e compare nel concerto di Hindemith.

FLICORNO

Ha il bocchino simile a quello della tromba, tubo conico e ampia campana. Il suono è
compreso tra tromba, trombone e corno. Il tenore si chiama genis, il baritono si chiama
bombardino e il basso si chiama eufonio. L’eufonio è quello ancora in uso ora in banda,
tagliato in sib e ha anche lui 3-4 pistoni. Ha un suono molto più rotondo e metallico rispetto
al trombone.

IL SUONO ORCHESTRALE DA MONTEVERDI A RAVEL

Nella Grecia antica, la parola orchestra indica lo spazio destinato all’atto del ballo.

Le compagini strumentali del Rinascimento

Nel corso del 1500 sono famosi gli ensemble di violini, simili agli ensemble di strumenti a
fiato, ma visti con un po’ più di curiosità. Per la commedia “la pellegrina” fu impiegata
un’enorme quantità di strumenti musicali. Nei complessi strumentali formati da violini,
l’apporto prevalente è quello dei fiati, perché i violini sono usati per effetti principalmente
coloristici e solistici come nell’Orfeo di Monteverdi e nei salmi della Selva Morale e
spirituale. L’ensemble di violini viene esportato in Francia perché in Italia fu presto
dimenticato. Il primo passo verso l’orchestra moderna si ha durante la rappresentazione di
uno spettacolo a Parigi nel 1581.

L’orchestra italiana tra fine ‘600 e primo ‘700

In Italia verso la fine del ‘600, quando l’opera passa sotto il modello impresario, l’organico
si riduce allo standard più economico di sole due parti acute, destinate al violino e di un
basso numerato. Questa tessitura è quella della Sonata a 3 e rimase in organico in Italia
fino alla fine del secolo. Nel ‘700 iniziano ad essere scritti i concertini e concerti grossi e il
modello orchestralo venne inteso come la massa degli archi a quattro parti, con il basso
raddoppiato dal violone all’ottava inferiore mentre strumenti come clavicembalo e
chitarroni potevano fare il basso continuo.

In Francia: Lully

Verso la metà del seicento l’orchestra francese, era formata da 24 violini, quindi formata
da soli strumenti ad arco. Solo nel 1673 Lully decide di importare nell’orchestra di violini,
gli strumenti a fiato della Grand Ecurie e si aggiunsero flauti traversi, oboi, clarinetti,
fagotti, trombe e timpani. Il modello dell’orchestra francese si diffuse nella Germania del
nord, impiegata da Bach nelle suite e da Haendel nei sui concerti come nella Water Music.
A nord delle alpi erano già diffusi i fiati obbligati nelle parti concertanti, che mettevano in
risalto la linea vocale e di pari passo anche l’orchestra italiana verso la fine del ‘600, fu
costretta ad aggiungere gli strumenti a fiati nell’ensemble di violini.

Il settecento

In questo periodo le orchestre sono formate da archi (violini, viole, violoncelli e violone,
che poi diventerà contrabbasso) e fiati (flauti, clarinetti, oboi, fagotti, trombe, tromboni,
corni e timpani). Nelle composizioni di Bach e Handel sono gli strumenti a fiato che
conservano il carattere concertistico delle tradizionali cantate e opere teatrali. Simili
combinazioni di archi e fiati sono presenti nelle composizioni dei figli di Bach, ma quando
inizia l’epoca delle sinfonie, l’organico orchestrale è formato principalmente da archi. Le
sinfonie che si basano su un organico più bandistico (1740-60), sono dette sinfonie
concertanti. Nel decennio dopo il 1750, la massa degli archi fu ampliata con 2 corni e 2
legni. Sempre in questo decennio gli strumenti a fiato che entrano a fare parte del
complesso di archi comprendono l’uso dei flauti. Mozart introdusse i clarinetti in orchestra
e scrisse dei capolavori come il concerto in la maggiore per orchestra e clarinetto k 622, il
trio kv 498 e il quintetto kv 581.

Tra fine settecento e inizio ottocento

In questo periodo, il trombone comincia ad essere impiegato in orchestra. Beethoven


amplia l’organico nella quinta aggiungendo ottavino e controfagotto. Gli strumenti a
percussione vengono impiegati con una combinazione fissa nella banda militare o nelle
bande turche. Esistono già dei passi concertanti affidati ai fiati, e i fiati vengono sempre
impiegati come portatori di materiale melodiche e tematiche. Haydn fa uso dei fiati come
strumenti concertanti e anche Mozart trova comodo scrivere per fiati, come si nota nella
serenata Gran Partita. Il suono orchestrale di Beethoven è una via di mezzo tra quello di
Haydn e Mozart e amplia i corni, da 2 passano a 4 e aggiunge i tromboni e ottavino. Un
altro compositore che contribuì al suono orchestrale fu Mehul, che fece un grande utilizzo
del violoncello. Weber fa un largo utilizzo dei legni a scopo tematico e coloristico e utilizza
di norma 4 corni e 3 tromboni per la sezione degli ottoni. Schubert invece fa un uso
massiccio dei corni, i quali oltre che usati come strumento armonico, è portatore di
materiale tematico. Schumann e Mendelssohn non aggiungono nulla rispetto a prima e
così faranno altri compositori.

L’ottocento

La variazione si ha con Rossini, Spontini e Meyerbeer. Le loro orchestre erano molto


numerose, con una grande sezione di archi e fiati e percussioni. Il cambiamenti più
significativi si hanno con Berlioz creando delle orchestre gigantesche. Gli strumenti vanno
incontro ad ulteriori perfezionamenti e l’orchestra andrà a completarsi verso il 1850 circa
con famiglia di legni, archi, percussioni e arpe. Alcuni compositori usarono anche il sax
come strumento solista. Più in avanti il numero degli strumenti, soprattutto con Wagner
aumentò tanto che si venne a creare la cosiddetta buca del teatro per contenere tutta
l’orchestra, e fu progettata da Wagner.

L’orchestra del tardo ottocento

Il modello orchestrale del 1850 sarà destinato a durare fino a metà del novecento.

1. Scuola tedesca: caratterizzata dal fatto che gli archi raddoppiano i fiati e viceversa
nel registro centrale, i fiati sono usati come strumenti armonici anche se ci sono
alcuni passi solistici. Brahms utilizza un’orchestrazione nella quale il suono
orchestrale non emerge in primo piano, Wagner espande il gruppo dei fiati
mettendo in vista il loro carattere individuale tramite passi solistici, mentre Listz ha
una strumentazione come Wagner solo che cerca un suono più puro.
2. La scuola Francese: l’uso delle cornette permette lo svolgimento delle parti
melodiche degli ottoni, ai legni sono assegnate parti solistiche e melodiche. Questo
è il tipo di suono che si ritrova in Bizet, Saint-Saens e Chabrier.
3. La scuola italiana: L’orchestrazione italiana da molta importanza ai colori puri.
Verdi proviene da una sensibilità bandistica ma elabora un timbro fatto di suono
puro per gli archi, suono luminoso per gli ottoni e contrasti fra le varie sezioni
dell’orchestra. Puccini affida i momenti culminanti agli archi.

Dvorak usa l’orchestra in modo simile alla scuola francese, Franck si avvicina molto alla
scuola tedesca, Cajkovski si avvicina molto allo stile classico mentre Rimskij-Korsakov
sfrutta effetti coloristici.

L’approccio di Bruckner, fa si che il suono orchestrale assomigli ad un suono paragonabile


ai registri degli organi tedeschi di fine ottocento.
L’orchestrazione di Strauss è legata alla scuola tedesca, soprattutto nelle sue opere
giovanili. La musica orchestrale è concepita in termini contrappuntistici, e si ha anche una
combinazione con la musica cameristica.

Mahler usa la grande orchestra e tutte le sue combinazioni strumentali sono rivelatrici
della sua esperienza di direttore d’orchestra.

Il primo novecento

Il suono orchestrale di Debussy e Ravel è un ampliamento della tradizione francese di fine


ottocento, ma la loro musica si muove sulla pratica della scuola russa, influenzata prima
dalla scuola francese. Entrambi assegnano per ogni sezione di strumenti dei passi
melodici, creando appunto un mescolamento di colori strumentali. Sia in Debussy che in
Ravel, il suono orchestrale fondamentale non è più quello degli archi, infatti il nucleo
appartiene ai fiati. Questo tipo di suono verrà ripreso anche da altri compositori del ‘900.

Stravinskij invece utilizza l’orchestra di Rimskij-Korsakov, Debussy e Ravel. Il suono


orchestrale è la combinazione della scuola francese e russa, con grande considerazione
per le melodie che esprimono i fiati.

Per i compositori operativi tra il 1920-1940 il suono rimane quello dell’epoca classica e
della prima era romantica. Compositori francesi, americani e russi danno importanza ai
fiati, mente quelli tedeschi danno ancora grande importanza agli archi.

In alcuni lavori di Ravel, Milhaud, Copland e Stravinskij si notano delle sonorità jazz che
imperversavano in quegli anni. Da quel momento il suono orchestrale si stabilizza perché
il repertorio è principalmente quello di fine settecento e dell’ottocento.

Un’orchestra moderna è formata da 40-100 strumentisti e comprende strumenti a corda


(archi), strumenti a fiato, ottoni e percussioni più eventuali strumenti a tastiera (pianoforte,
xilofono, glockiespiel).

Il direttore d’orchestra

Il primo direttore fu Carl Stamitz che diresse l’orchestra di Mannheim. Prima di allora c’era
una doppia direzione, ossia quella del clavicembalista che faceva da basso continuo e
quella del primo violino che dirigeva la parte strumentale. Con l’aumentare degli strumenti
ci fu l’esigenza di mettere a capo dell’orchestra una figura unica che controllava l’intera
partitura, coordinando gli esecutori e dando loro delle indicazioni verbali, uditive e gestuali.
Tra i primi grandi direttori troviamo Weber, Spohr, Mayerbeer, Mahler, Mendelssohn e
Berlioz.

Il diapason

Il più comune è il diapason in La che oscilla ad una frequenza di 440 Hz ed è la frequenza


di accordatura usata in Italia, che sostituisce quello stabilito nel 1939 a Parigi, che era di
435 Hz.
Nel periodo barocco si avevano 4 tipi di diapason: quello per gli ottoni, per il coro, per la
camera e per l’opera teatrale.

L’altezza assoluta del La è di 440 Hz stabilita dalla conferenza internazionale di Londra.

Molti ensemble di musica barocca utilizzano un diapason di 415 Hz.

L’altezza del diapason è variata notevolmente durante i secoli e le varie epoche musicali.

Prima della normalizzazione del diapason nel 1939, i valori del La erano del tutto
imprevedibili (si andava dai 506 Hz di massima fino ai 373 Hz di minimo).