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Sentenza n. 2775/2017 pubbl.

il 08/03/2017
RG n. 34683/2012

N. 34683/2012 R.G.

Firmato Da: GENTILE ILARIA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 7613bdab783efb17f7dfb948a7c61b9d - Firmato Da: PITITTO ALBERTO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 11f6ae
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MILANO
-Sezione Undicesima Civile-
Il Tribunale, in composizione monocratica, in persona della dott.ssa Ilaria GENTILE, ha
pronunciato ai sensi dellart. 281 quinquies co. 2 cpc la seguente:
SENTENZA
nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 34683/2012 R.G. il 16.05.2012, promossa
da:
CARLINI Cesare Diego, C.F. CRL CRD 68L05 F205Y, nato a Milano il 5.07.1968, residente
in Novara, strada Vicinale Gallina 22,
rappresentato e difeso dallavv. Natale MONTERISI e con lo stesso elettivamente domiciliato in
Milano, viale Bianca Maria 5, presso e nello studio del detto Difensore, giusta procura speciale
alle liti ed elezione di domicilio a margine dellatto di citazione in opposizione;
-Attore opponente-
contro:
A2A ENERGIA S.P.A. (gi AEM ENERGIA S.P.A.), con sede legale in corso di Porta
Vittoria 4, C.F. e P. IVA: 12883420155, in persona del procuratore dott. Luca Angelo
ALLIEVI, in virt dei poteri conferitigli con procura a rogito notaio dott. Edmondo
TODESCHINI di Milano, rep. n. 6.110, raccolta n. 3.393, in data 28.07.11, di seguito per
brevit: A2A,
rappresentata e difesa dallavv. Luigi TARENZI e con lo stesso elettivamente domiciliata
Milano, via San Senatore 6/1, presso e nello studio del detto Difensore, giusta procura speciale
alle liti ed elezione di domicilio a margine della comparsa di costituzione e risposta;
-Convenuta opposta-
***
OGGETTO: opposizione decreto ingiuntivo - somministrazione di gas .
***
CONCLUSIONI PER L ATTORE OPPONENTE:
In via pregiudiziale e preliminare:
- dato atto della mancata ricezione da parte dell'opponente delle bollette (fatture) cui
riferito lassunto credito, nonch della mancata ricezione delle avverse comunicazioni di
messa in mora, tutte inviate all'indirizzo di via Parea n. 5 Milano in epoca successiva al
forzoso rilascio di tale immobile da parte di Carlini Cesare Diego,

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RG n. 34683/2012

- dichiarare lintervenuta prescrizione quinquennale, ex art. 2948 c.c., del credito vantato
dalla Societ opposta;
- dichiarare la carenza di legittimazione passiva di Carlini Cesare Diego sia in relazione
alla circostanza che il contratto di fornitura n. 24613754 non risulta sottoscritto dallo

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stesso, sia perch i vantati crediti asseritamente maturati per forniture di gas intervenute
in data successiva al gennaio 2005 si riferirebbero ad epoca successiva alla data
(gennaio 2005) in cui lopponente ha abitato l'immobile di via Parea n. 5 a Milano,
sottoposto ad espropriazione immobiliare nellanno 2000 e venduto allasta nel 2006;
nel merito:
- dato atto che, per le ragioni dedotte in atti (mancata allegazione al ricorso ex art. 633
c.p.c. della bolletta n. 307003316187 e della relativa attestazione notarile di regolare
registrazione della stessa), il decreto ingiuntivo opposto stato emesso in assenza di
idonea documentazione, conseguentemente annullare, revocare e comunque rendere
privo di effetto il predetto d.i. n. 6278/2012 in quanto emesso in assenza dei presupposti
di legge e dichiarare non dovute le spese di ingiunzione;
- respingere, comunque, ogni avversa domanda di pagamento formulata a carico
dellopponente in corso di giudizio per le asserite forniture di gas indicate in atti in
quanto attinente credito prescritto e/o non dovuto per ogni altra ragione dedotta in atti
e/o di giustizia;
- con rifusione delle competenze di causa, spese generali ed accessori di legge, a carico
della Societ opposta e con distrazione in favore del sottoscritto difensore antistatario;
in via istruttoria:
- ammettere la prova testimoniale sulla circostanza capitolata dall'opponente nella
memoria ex art. 183, VI comma n. 2, c.p.c. con il teste ivi indicato.

CONCLUSIONI PER LA CONVENUTA OPPOSTA:


1) Nel merito: respingere integralmente lopposizione svolta ex adverso perch infondata in
fatto ed in diritto e, per leffetto, confermare, in ogni sua parte, il decreto ingiuntivo n.6278/12,
RG n.214/12 emesso dal Tribunale di Milano, per i motivi esposti in narrativa;
2) in subordine, nel merito: nella denegata ipotesi in cui venisse revocato il decreto
ingiuntivo opposto, accertare e dichiarare la sussistenza in capo ad A2A Energia s.p.a. del
credito azionato con la procedura monitoria e, conseguentemente, condannare lopponente al
pagamento della somma complessiva di 12.458,49, oltre interessi moratori ex d. lgs.
231/2002, dalla data di scadenza della fattura al saldo effettivo della stessa ovvero alla
maggiore o minore somma che il Giudice riterr di giustizia;
3) in ogni caso: con rifusione delle spese di lite, oltre 4% c.p.a. e rimborso forfettario
spese generali del 15% ai sensi di legge;
4) in via istruttoria: si insiste nellammissione delle prove dirette e contrarie indicate nelle
memorie di A2A Energia S.P.A. ex art. 183.
FATTO E DIRITTO
1. Rito: verifica di ufficio della procedibilit dellopposizione
Dagli atti dimessi dalle due parti risulta quanto segue:

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- a seguito di conforme ricorso monitorio datato il 20.12.2011, il Tribunale di Milano ha


emesso il 20.02.2012 il decreto ingiuntivo n. 6278, pubblicato il 22.02.2012, portato dalla
Ricorrente alla notifica il 26.03.2012, con notifica perfezionata il 28.03.2012;
- lOpponente ha, a sua volta, portato alla notifica latto di citazione in opposizione il

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7.05.2012, con notifica perfezionata in pari data, costituendosi in giudizio il 16.05.2012 e
fissando la prima udienza al 27.09.2012, con ci assegnando allOpposta 96 giorni liberi a
comparire.
Da quanto sopra deriva che lopposizione procedibile ai sensi degli artt. 165 e 647 cpc, posto
che stata promossa entro il 40^ giorno dalla ricezione della notifica del decreto ingiuntivo e
che lOpponente, la quale non si avvalsa della facolt allepoca prevista di assegnare termini a
comparire ridotti, si costituita entro il 10^ giorno dalla data dellinoltro della notifica dellatto
di citazione in opposizione (Cass. civ., sez. 3, 3.07.2008, n. 18203).

2. Rito: eccezione dellOpponente


LOpponente ha eccepito che lillegittimit dellemissione del decreto ingiuntivo, in quanto
fondato su una fattura, la n. 310001139428 del 19.02.2010, che in realt riporta un debito
portato da unaltra fattura, la n. 307003316187 del 12.12.2007, non allegata al ricorso monitorio,
con conseguente violazione degli artt. 633 e ss cpc, altres dolendosi che con la comparsa e la
produzione della fattura n. 307003316187 A2A avrebbe azionato un credito diverso da quello
chiesto in via monitoria, con asserito mutamento della domanda.
Il Tribunale osserva quanto segue.
Quanto alla prima eccezione, la stessa non preclude la necessit di esaminare il merito della
pretesa di A2A, atteso che, come stato pi volte sancito dalla Corte di legittimit, il giudizio di
opposizione a decreto ingiuntivo non ha ad oggetto quanto la legittimit dellemissione del
decreto alla stregua degli artt. 633 e ss cpc, questione rilevante al pi ai fini della debenza delle
spese del monitorio, quanto e piuttosto la delibazione dellesistenza o meno del credito azionato
in via monitoria alla data della decisione (ex multis: Cass. civ., sez. 3, 23.07.2014 n. 16767).
Quanto alla seconda eccezione, la stessa infondata, posto che A2A ha agito sin dalla fase
monitoria per il pagamento di 12.458,49 a titolo di corrispettivi per erogazione di gas ex
contractu allutenza sita in Milano, via Carlo Parea 7: il petitum e la causa petendi rimasto
invariato con la comparsa di costituzione, di talch A2A, producendo la fattura n.
307003316187 del 19.02.2010, non ha mutato la domanda ma solo offerto documenti a sostegno
della stessa ed identica domanda gi svolta in via monitoria.
Passando dunque allesame del merito, si osserva quanto segue.

3. Merito: allegazioni delle parti e trattazione della causa


A2A si allegata creditrice nei confronti di CARLINI per 12.458,49, oltre interessi di mora al
saggio previsto dalla delibera n. 229/01 dellAEEG, quale importo portato dalla fattura n.
310001139428 del 19.02.2010, emessa per fornitura di gas in Milano, via Carlo Parea n. 7.
CARLINI ha proposto opposizione, rassegnando le sopra riportate conclusioni, a sostegno
deducendo:

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il credito non certo, atteso che la fattura n. 310001139428, che riporta consumi
energetici zero dal 1^.01.2003 al 4.07.2005 e un credito per ricalcoli, nonch un debito
per unaltra fattura, la n. 307003316187, non allegata al ricorso;
il diritto di credito avversario si estinto per prescrizione, considerato che la bolletta n.

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310001139428 si riferisce al periodo 2003-3005 e che la bolletta n. 307003316187,
evidentemente antecedente, si riferisce a periodi presumibilmente anteriori, onde
decorso il termine quinquennale di cui allart. 2948 cc;
la lettera datata 27.01.2011 non mai pervenuta a CARLINI;
non vi alcuna prova dei pretesi esorbitanti consumi, inusuali per una fornitura di utenza
domestica;
si eccepisce la carenza di legittimazione passiva di CARLINI per le forniture di gas dal
2005 in poi, atteso che da tale data CARLINI ha cessato di abitare nellappartamento in
parola, in quanto sottoposto a procedura di espropriazione immobiliare dal 2000 e poi
venduto coattivamente il 14.11.2006.
A2A si tempestivamente costituita entro il termine di cui allart. 167 cpc, resistendo e
rassegnando le conclusioni sopra riportate, a sostegno deducendo:
la fattura azionata n. 310001139428 del 19.02.2010 una tipica fattura a conguaglio a
chiusura del rapporto per il periodo 1^.01.2003-11.10.2007 e per tale ragione i consumi
indicati figurano formalmente come zero; dalla precedente bolletta n. 307003316187 di
12.604,17 stato sottratto limporto a credito del cliente, pari a 145,68, con
conseguente posta attiva a favore di A2A di 12.458,69;
non c mutamento della domanda monitoria, in quanto il contratto sempre lo stesso e la
somma la stessa; la produzione della bolletta n. 307003316187 legittima, in quanto
consentita lintegrazione istruttoria entro i termini perentori di cui allart. 183, co. 6, cpc;
leccezione di prescrizione infondata perch alla data di notifica del decreto ingiuntivo
(28.03.2012) non sono trascorsi cinque anni dalla data di esigibilit della fattura n.
310001139428, scadente l11.03.2010, n dalla fattura n. 307003316187, avente
scadenza 2.01.2008, a tacere delle varie missive di messa in mora inviate a CARLINI;
il dies a quo del termine di prescrizione la data di scadenza della fattura, perch prima
dellemissione della fattura il credito inesigibile;
i consumi esposti nella fattura sono corretti e risultano dalla differenza tra la lettura del
cliente al 2.01.2003 di 1005 e la lettura del letturista al 18.10.2007, pari a 75041,
lettura effettuata al momento dello sfratto di CARLINI da parte dellaggiudicatario
allasta dellappartamento, di cui si produce il verbale; vi sono stati due tentativi di
lettura falliti il 16.01.2006 ed il 18.10.2007;
dalla fattura risulta il corrispettivo al metro cubo applicato ed il corrispettivo dovuto;
A2A non ha mai ricevuto disdette dal contratto di somministrazione, che cessato solo al
momento del subentro del nuovo proprietario dellimmobile a decorrere dal 12.10.2007.
CARLINI, nella prima memoria ex art. 183 co. 6 n. 1 cpc ha eccepito la carenza di
legittimazione passiva per essere stato il contratto di fornitura di gas del 14.03.1991 sottoscritto
da MICCICHE Sara, sua attuale ex moglie.
Il Tribunale, ritenuta la natura documentale della causa e rigettate le istanze di prova orale, ha
mandato la causa in decisione nelle forme dellart. 281 sexies cpc e di seguito, sentita la

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discussione e ritenuta la necessit di approfondire gli argomenti difensivi svolti dalle parti, ha
trattenuto la causa in decisione nelle forme dellart. 281 quinquies co. 2 cpc, senza rilievi delle
parti.

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4. Qualificazione della domanda di A2A
A2A, che lattrice sostanziale della presente causa, ha svolto con il rito monitorio unazione
contrattuale di adempimento, chiedendo la condanna di CARLINI a pagare la somma di
12.458,49, a titolo di corrispettivi per gas erogato in Milano, via Parea 7, come esposti nella
fattura n. 310001139428 del 19.02.2010.
CARLINI ha negato la debenza delle somme pretese da A2A, eccependo la prescrizione del
diritto di credito avversario, la propria carenza di legittimazione passiva per non avere fruito del
gas in ragione di esproprio dellimmobile alimentato dalla fornitura in parola e per essere il
contratto non sottoscritto da s, altres contestando il quantum dei consumi addebitati.

5. Diritto
Il criterio di riparto dellonere di allegazione e prova dellazione contrattuale di adempimento
svolta da A2A contro CARLINI regolato dagli artt. 1218 e 2697 cc e dal principio di vicinanza
della prova, in forza dei quali spetta a chi agisce in adempimento allegare e provare la fonte
legale o convenzionale dellobbligazione asseritamente inadempiuta, nonch allegare
linadempimento dellaltro contraente totale o parziale e, ci fatto, spetta al debitore allegare di
avere esattamente adempiuto (ex multis: Cass. civ., SS.UU., 30.10.2001 n. 13533).
Ancora, con riferimento al tipo di contratto dedotto in giudizio (somministrazione), va ricordato
che la Corte di legittimit ha sottolineato che si tratta di un contratto a forma libera, che pu
essere concluso anche per facta concludentia ai sensi dellart. 1327 cc (Cass. civ., sez. 3,
16.10.1998 n. 10249); del pari, la Corte di cassazione ha con massime consolidate affermato, in
applicazione dellart. 2697 cc e del principio della vicinanza della prova, come la bolletta sia
idonea -in linea di massima- a dimostrare lentit dei consumi della somministrazione, in
assenza di contestazioni da parte dellutente mentre, in caso di contestazione dei consumi esposti
nella bolletta, spetta al somministrante provare il quantum dei beni somministrati, ovvero il
corretto funzionamento del contatore e la corrispondenza tra quanto riportato in bolletta e quanto
emergente dal contatore (ex multis: Cass. civ., sez. 3, 2.12.2002, n. 17041; Cass. civ., sez. 3,
28.05.2004, n. 10313; Cass. civ. sez. 3, 16.06.2011, n. 13193).
I criteri probatori di cui sopra vanno -naturalmente- coordinati con il principio dellonere di
contestazione specifica, codificato nel novellato art. 115 cpc, in virt del quale la mancata
contestazione specifica delle circostanze di fatto allegate produce leffetto della relevatio ab
onere probandi a favore di chi ha allegato il fatto incontestato (ex multis: Cass. civ., sez. 6,
21.08.2012 n. 14594).
Infine, con riferimento alla disciplina speciale in materia di somministrazione di gas naturale, va
ricordato la l. 14.11.1996 n. 481 ha istituito unAutorit indipendente di vigilanza delle imprese
che operano nel settore, lAutorit per lenergia elettrica ed il gas, AEEG, di recente ribattezzata
AEEGSI (Autorit per lenergia elettrica, il gas ed il servizio idrico), con stringenti poteri
regolatori e di vigilanza sugli operatori professionali del gas e dellenergia elettrica (ed ora
anche del servizio idrico): le disposizioni emanate dallAEEG, su delega del legislatore ovvero

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se a tutela degli utenti, hanno efficacia integratrice diretta del contratto di somministrazione ai
sensi degli artt. 1339 cc e 6 d. lgs 16.03.1999 n. 79, come succ. mod., come sancito dal Giudice
di legittimit (Cass. civ., sez. 6-3, 31.10.2014 n. 23184; conf.: Cass. civ., sez. 3, 25.11.2013 n.
26534; Cass. civ., sez. 3, 27.07.2011 n. 16401).

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In particolare, per il periodo di somministrazione di causa (2003-2007) trova applicazione la
delibera AEEG 18.10.2001 n. 229, in vigore dal 1^.03.2002, con le successive modifiche pro
tempore applicabili, la quale ha disposto, come regole non derogabili in pejus per gli utenti, per
le utenze fino a 500 m3 cubi annui, quale quella in parola, la periodicit almeno quadrimestrale
della fatturazione e lobbligo per gli esercenti di inviare un addetto per la lettura almeno una
volta lanno, con obbligo di offrire la rateizzazione in caso di conguagli; tra una lettura e quella
successiva la fatturazione avviene sulla base di consumi presunti determinati sulla scorta dei
consumi storici, ma dovr esserci un conguaglio annuale.

6. Emergenze
Tra i documenti dimessi dalle parti vi sono i seguenti:
- fattura azionata n. 310001139428 del 19.02.2010 espone un saldo a debito di CARLINI
per 12.458,49 cos composto: accredito di 121,40 pi Iva per conguaglio consumi a favore
dellutente per il periodo 1^.01.2003-11.10.2007 ed addebito di 12.604,17 per fattura n.
307003316187; nella prima pagina si legge: Gentile Cliente, per il periodo dal 1 gennaio
2003 all11 ottobre 2007 le fatturiamo un consumo di 0,0000 metri cubi; nella seconda pagina
si legge: Fatturazione di chiusura contratto del periodo dal 1^ gennaio 2003 all11 ottobre
2007; nella stessa bolletta si legge che la cadenza di fatturazione trimestrale, che la
fornitura alimenta unutenza domestica cucina + riscaldamento sita in Milano, via Parea 7,
intestata a CARLINI, matricola contatore 219513754X25788279 (doc. 3 fasc. A2A);
- fattura n. 307003316187, prodotta in allegato alla comparsa di costituzione, datata
12.12.2007 ed espone un debito del cliente per 12.604,17, per conguaglio di 18.601 m3 di gas
dal 22 gennaio 2003 all11 ottobre 2007; nella prima pagina si legge: Gentile Cliente, per il
periodo dal 22 gennaio 2003 all11 ottobre 2007 le fatturiamo un consumo di 18.601 metri
cubi; nella seconda pagina si legge: Fatturazione di chiusura contratto del periodo dal 22
gennaio 2003 all11 ottobre 2007 e lettura comunicata dal cliente il 21.01.2003: 1005 m3,
lettura finale 11.10.2007: 19606 m3; consumo fatturato 18.601 m3; nella stessa bolletta si
legge che vi sono state nel periodo in parola 18 bollette emesse in acconto e pagate per 380,08
pi altre quattro bollette non pagate (doc. 4 fasc. A2A);
- dichiarazione di impegno per fornitura di gas, su modulo A2A, intestata a CARLINI e
sottoscritta con firma leggibile da Sara MICCICHE moglie, datata 14.03.1991 (doc. 5 fasc.
A2A);
- verbale del 14.11.2006 a firma del notaio delegato, dott. Gianfranco MAURI, di vendita
senza incanto dellappartamento sito in Milano, via Parea 7, da CARLINI a INTINI Federico, in
forza di procedura esecutiva immobiliare n. 48234/2000 R.G.E. (doc. 1 fasc. CARLINI);
- decreto del G.E. di Milano di trasferimento dellimmobile sito in Milano, via Parea 7,
datato 15.02.2007 con ingiunzione di rilascio esecutiva a carico di CARLINI (doc. 9 fasc. A2A);
- dichiarazione di voltura in proprio favore, datata 12.10.2007, a firma di INTINI Federico,
diretta ad A2A, nel quale lo stesso dichiara che il contatore del gas con matricola 25788279

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riporta la lettura: 75041, che l8.10.2007 ha preso possesso dellimmobile in precedenza


occupato da CARLINI con lausilio della forza pubblica e del fabbro (doc. 9 fasc. A2A);
- missive di richiesta di pagamento inviate per conto di A2A a CARLINI, via Parea 7
Milano, datate 6.06.2008 e 27.01.2011, senza prova di ricezione ed anzi la seconda recante

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lappunto manoscritto in alto a destra racc. r/r ritornata per destinatario trasferito (doc. 6
fasc. A2A).

7. Decisione
Alla stregua dei principi di diritto sopra visti e dellistruzione complessiva della causa, il
Tribunale osserva che lesistenza di un contratto tra le parti pu reputarsi provata, atteso che
CARLINI ha svolto difese incompatibili con la negazione di un rapporto di forniture di gas a
servizio dellimmobile, in passato di sua propriet, ma la domanda di pagamento di A2A
risultata infondata sia per prescrizione del diritto azionato, sia per carenza di prova integrale del
quantum dei consumi pretesi a titolo di conguaglio, per i seguenti motivi.

8. Prescrizione del diritto azionato


Dalle due fatture dimesse da A2A si ricava che lazione di adempimento svolta dalla stessa A2A
riguarda il pagamento dei corrispettivi per consumi di gas dal 1.01.2003 all11.10.2007.
Si tratta di contratto di somministrazione di gas con erogazione del gas continuativa e con
pagamento dei corrispettivi con cadenza periodica, nella specie con fatturazione trimestrale,
come si legge nelle fatture stesse, e come previsto dalla delibera AEEG sopra menzionata,
direttamente applicabile in quanto a favore dellutente, onde il termine di prescrizione
applicabile quello quinquennale previsto dallart. 2948 n. 4 cc, come del resto pacifico tra le
parti, essendo invece tra le stesse contestato il dies a quo della prescrizione (dalla data dei
consumi, secondo lOpponente, e dalla data die esigibilit della bolletta, secondo lOpposta).
Ora, a mente dellart. 2935 cc, come noto la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in
cui il diritto pu essere fatto valere.
Da quanto precede, discende che la prescrizione decorre dalla data dei consumi, posto che da
tale data A2A ha diritto (e pure lobbligo) di fatturare con cadenza periodica anche in acconto
detti consumi, salvo conguaglio annuale, a seguito di accesso per lettura almeno annuale o
autolettura del cliente.
La tesi di A2A, secondo cui la prescrizione decorrerebbe dalla data di esibigilit del credito
esposta nella fattura del tutto priva di pregio, posto che se cos fosse, il creditore potrebbe
unilateralmente, semplicemente non emettendo la fattura, ed emettendo fatture con cadenza
posticipata, procrastinare a suo piacimento unilaterale e discrezionale la durata del diritto,
vanificando le disposizioni in materia di prescrizione del diritto, che sono di contro inderogabili
per legge.
Ora, chiarito che la prescrizione decorre dalla data in cui si sono verificati i consumi, il
Tribunale osserva che non vi prova che A2A abbia interrotto il decorso del termine prima della
notifica del decreto ingiuntivo: CARLINI, difatti, ha negato in causa di avere ricevuto le fatture
azionate ed ha negato di avere ricevuto le missive raccomandate recanti richiesta di pagamento
e, a fronte di tanto, A2A non ha provato di avere interrotto detto termine quinquennale.

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RG n. 34683/2012

Sia le bollette (datate 12.12.2007 e 19.02.2010), sia le raccomandate (datate 6.06.2008 e


27.01.2011, e prive dellavviso di ricevimento) sono tutte successive al decreto di rilascio
esecutivo emesso dal G.E., datato 12.02.2007 ed anche alla data in cui laggiudicatario
dellimmobile ha dichiarato di avere preso possesso dellimmobile (8.10.2007) con lausilio

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della forza pubblica e del fabbro, onde pu escludersi che le fatture e le raccomandate siano
giunte al destinatario cos come deve certamente ritenersi vinta la presunzione che le
raccomandate siano giunte al destinatario, posto che dallindirizzo adoperato CARLINI era stato
sloggiato al pi tardi il 7.10.2007.
Posto che A2A non ha fornito prova di avere interrotto il termine di prescrizione, discende che
prescritto il diritto di esigere corrispettivi per consumi antecedenti i cinque anni dalla data di
notifica del decreto ingiuntivo.
Ora, il decreto ingiuntivo stato notificato il 28.03.2012, onde prescritto il diritto di A2A al
pagamento dei corrispettivi per gas erogato sino dal 1^.01.2003 e sino al 27.03.2007.
Ora, per i consumi dal 28.03.2007 all11.10.2007, A2A non ha fornito alcuna prova degli stessi,
non potendosi escludere che gli stessi siano stati pari a zero, considerati gli asserti (incontestati
ex art. 115 cpc) di CARLINI circa lavvenuta liberazione dellimmobile sin dal 2005, in esito
alla procedura esecutiva del 2000, corroborati dal decreto di rilascio emesso dal G.E. il
10.02.2007.
Il diritto azionato dunque estinto quasi integralmente per prescrizione, mancando poi prova del
quantum della frazione del credito residua per pochi mesi.
Per completezza, il Tribunale osserva che le difese di A2A in ordine alla circostanza che
CARLINI non aveva allepoca variato residenza anagrafica onde A2A ha validamente ed
efficacemente inoltrato le missive di richiesta del pagamento al luogo di residenza, sono prive di
pregio: come sancito dagli artt. 2943 e ss cc, sono atti interruttivi gli atti con cui si promuove un
giudizio ovvero gli atti di costituzione in mora, i quali a mente dellart. 1219 cc sono atti
unilaterali tipicamente recettizi (ex multis: Cass. civ., sez. L, 23.05.2014 n. 11579).
Ne discende che perch gli atti di costituzione in mora siano efficaci necessario che siano
ricevuti dal destinatario e, se non sono ricevuti, del tutto irrilevante che siano stati inviati a
luogo di residenza anagrafica del destinatario.

9. Carenza di prova dei consumi


Ad abundantiam, e quale autonomo e distinto motivo di infondatezza della pretesa creditoria di
A2A, il Tribunale rileva altres che la pretesa creditoria di A2A infondata anche -ed a
prescindere dallestinzione del diritto per prescrizione- per carenza di prova e contraddittoriet
della domanda in punto di quantum dei consumi erogati.
Il Giudice, difatti, evidenzia che lutente ha contestato la correttezza dei consumi per i quali
A2A ha preteso il pagamento del corrispettivo, come risultanti dalle fatture di A2A, con la
conseguenza che -a mente degli arresti Cass. 17041/2002, Cass. 10313/2004 e Cass. 13193/2011
citati nel paragrafo 5- incombe alla pretesa creditrice e somministrante provare la
corrispondenza dei consumi pretesi con quelli misurati dal contatore (ad esempio con la
fotografia delle misure rilevate dal letturista o copia dei rapporti di misura sottoscritti dal
letturista) nonch la correttezza del funzionamento del contatore.

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Ora, non solo A2A non ha fornito prova di quanto sopra ma ha perfino svolto asserzioni
contrastanti tra loro e con i documenti, cos come sono in contrasto le fatture emesse da A2A tra
loro e con la prova offerta.
Segnatamente, A2A ha asserito -sui consumi di gas fatturati- quanto segue:

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a) in comparsa di costituzione, A2A ha sostenuto che il cliente in data 21.01.2003 ha
comunicato lautolettura del contatore di 1.005 ed alla data del 18.10.2007 il letturista ha
comunicato una lettura di 75041 (vedi comp. cost. A2A, pag. 7, in fondo);
b) nella memoria istruttoria ex art. 183 co. 6 n. 2 cpc, mediante i capitoli 2 e 3, A2A ha -
tuttavia- chiesto di provare che al momento del rilascio dellimmobile con lausilio della
forza pubblica sarebbe stato steso un verbale datato 18.10.2007 da cui risulta che il
letturista ha rilevato la lettura del contatore del gas di 19606 (numero evidentemente
diverso da 75041), a conferma del verbale che sarebbe stato prodotto sub doc. 9;
c) nella memoria conclusionale, A2A ha invece sostenuto che la lettura del letturista del
18.10.2007 stata di 75041 (comp. concl. A2A pag. 12 in alto).
Anche tra i documenti dimessi da A2A si rilevano discordanze e contraddizioni, difatti:
d) il documento 9 di A2A non un verbale proveniente da pubblico ufficiale n dal
letturista, ma una dichiarazione, datata 12.10.2007, firmata da Federico INTINI, il quale
chiede ad A2A di subentrare al precedente utente, e dichiara che alla data dell8.10.2007
il contattore del gas segnava 75041;
e) la fattura di A2A datata 12.12.2007 una fattura di chiusura contratto a conguaglio dal
22.01.2003 all11.10.2007 e fattura 18.601 m3 sulla scorta di lettura finale all11.10.2007
di 19606 (doc. 4 fasc. A2A);
f) la fattura di A2A, datata 19.02.2010, dunque successiva alla precedente, anchessa una
fattura di chiusura contratto a conguaglio dal 1^.01.2003 all11.10.2007 ed espone, per
lo stesso periodo della fattura di conguaglio del 2007, 0 m3 di consumo ed 121,40
oltre IVA a credito dellutente (doc. 3 fasc. A2A).
Orbene, evidente che A2A non solo non ha fornito prova n delle letture del contatore n del
corretto funzionamento del contatore, ma ha svolto asserzioni contraddittorie tra loro e con i
documenti, deducendo prova per testi inammissibile, in quanto in contrasto con quanto
dichiarato dalla parte deducente A2A e con i documenti provenienti dalla stessa parte.
Le bolletta del 19.02.2010, successiva alla bolletta del 12.12.2007, contraddice le emergenze di
detta pregressa bolletta, posto che esprime consumi zero, e dunque gi da sola idonea a
confutare lattendibilit di quanto esposto nella precedente bolletta del 12.12.2007.
La bolletta del 12.12.2007, a sua volta, non solo riporta consumi non fondati su misure del
letturista n su verbale di pubblico ufficiale ma solo su dichiarazioni provenienti da un privato,
ma, a ben vedere, neanche riporta esattamente quanto ha dichiarato INTINI, posto che costui
aveva indicato, per quanto pu valere, una lettura di 75401, che diversa da quella di 19606,
indicata da A2A nella bolletta del 12.12.2007 (cfr: doc. 9 e 4 fasc. A2A).
Conclusivamente, A2A non solo non ha provato, ma neanche ha allegato in maniera
sufficientemente chiara quanti metri cubi abbia erogato allutenza di via Parea dal 1^.01.2003 in
poi, non potendo escludersi che INTINI abbia malamente effettuato (anche involontariamente)
la lettura del contatore (ad esempio, omettendo una virgola).

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Oltre a tutto quanto precede, non pu tacersi che i consumi pretesi da A2A sono particolarmente
abnormi per unutenza domestica (adibita ad uso cucina e riscaldamento), per la quale la stessa
A2A aveva previsto consumi annui inferiori a 500 m3 annui, come dalla stessa ammesso,
laddove invece essa ha preteso il pagamento dei corrispettivi di 18.600 m3 per meno di quattro

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anni e dieci mesi pari, cio, ad un consumo annuo di 3.875 m3, cio oltre sette volte il consumo
annuo previsto: evidente che prima di agire in giudizio per richiedere una somma ingente per
consumi del tutto esorbitanti per unutenza domestica, A2A doveva almeno essa stessa chiarirsi
quanti metri cubi aveva erogato sulla scorta di una fonte attendibile (e non gi di una
dichiarazione proveniente da un terzo, doc. 9 fasc. A2A, oltre a tutto portatore di un interesse in
conflitto con quello del precedente utente).
La pretesa di A2A dunque radicalmente infondata anche per tale ragione, in aggiunta alla
prescrizione del diritto di credito.

10. Conclusioni
In conclusione, allesito dellistruzione svolta e alla luce dei principio di diritto da applicare alla
decisione, come sopra illustrati, la pretesa di A2A contro CARLINI risultata infondata
integralmente, di talch lopposizione svolta da CARLINI va accolte, con revoca del decreto
ingiuntivo e rigetto della domanda subordinata di condanna svolta da A2A.
Linfondatezza nel merito della pretesa di A2A assorbe la disamina della legittimit o meno
dellemissione del decreto ingiuntivo, atteso che le spese del monitorio non sono in alcun modo
dovute ad A2A gi solo per il merito.

11. Istanze di prova di A2A


Come scritto, le istanze di prova orale svolte da A2A in punto di consumi sono inammissibili, in
quanto in contrasto con quanto dichiarato da A2A negli atti e quanto emergente dalle due fatture
di A2A.

12. Spese
Le spese vanno regolate a mente degli artt. 91 e ss cpc, nella formulazione ratione temporis
vigente alla data di introduzione della causa e, quindi, dopo la novella 2009 e prima della
novella del 2014: a mente di tali disposizioni, le spese seguono la soccombenza, salva la
soccombenza reciproca o gravi ed eccezionali motivi da esplicitarsi in motivazione.
Come sancito dalla Corte di legittimit, la regola della soccombenza espressione del principio
della causalit della lite, in forza del quale chi ha promosso un processo perso, o ha costretto
altri a promuovere un processo per avere ragione del suo diritto ne deve sopportare le
conseguenze economiche; la causalit non ha una funzione sanzionatoria, prescindendo
dallelemento soggettivo della colpa del soccombente, rispondendo principalmente ad una
funzione indennitaria o ripristinatoria, nel senso che la parte vittoriosa deve essere tenuta
indenne delle spese sostenute per laccertamento del suo buon diritto (o per laccertamento
dellinesistenza del diritto altrui), pena la vanificazione del principio di rilevanza costituzionale
del diritto di difesa in giudizio posto dallart. 24 Cost. (Cass. civ., sez. 3, 15.07.2008 n. 19456;
Cass. civ., sez. 3, 20.02.2014 n. 4074; Cass. civ., sez. 2, 15.11.2013 n. 25781; Cass. civ., sez. 3,
21.10.2009 n. 22381).

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Nel caso di specie, vi soccombenza integrale di A2A e non sussistono gravi ed eccezionali
ragioni per discostarsi dalla regola della causalit, onde lOpposta va condannata a rifondere le
spese di CARLINI, a mani dellavv. Natale MONTERISI, dichiaratosi antistatario per
lOpponente.

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Quanto alla liquidazione delle spese di CARLINI, le stesse, a seguito della sopravvenuta
emanazione del d.m. n. 55 del 10.03.2014, si liquidano con applicazione dei detti parametri,
atteso che lattivit difensiva in favore di CARLINI si esaurita nella vigenza del detto d.m.
55/2014 (Cass. civ., SS.UU., 12.10.2012 n, 17046).
Pertanto, applicati i parametri del d.m. 55/2014, avuto riguardo allopera difensiva
effettivamente prestata ed al valore effettivo della causa, come desumibile dallentit della
somme controverse, comprese nello scaglione da 5.200.01 ed 26.000,00, si applicano i
parametri medi delle fasi di studio, introduttiva e decisionale e dimezzati per la fase istruttoria,
in quanto non stata svolta attivit di istruzione orale e, cos, per 4.035,00, oltre 120,81 per
rimborso spese vive (c.u., diritti di cancelleria e spese di notifica), oltre 15% del compenso per
rimborso forfetario spese generali, otre IVA e CPA, se e come dovute in ragione del regime
fiscale dellavente diritto.
P. Q. M.
il Giudice, definitivamente pronunciando per quanto di ragione, ogni diversa domanda, istanza,
eccezione e difesa disattesa e respinta, cos decide:
accoglie
integralmente lopposizione svolta da CARLINI Cesare Diego avverso il decreto ingiuntivo
opposto n. 6278/2012, emesso dal Tribunale di Milano il 20.02.2012, pubblicato il 22.02.2012,
in favore di A2A ENERGIA S.P.A.; per leffetto,
revoca
lanzi detto decreto ingiuntivo n. 6278/2012, ad oggi NON dichiarato provvisoriamente
esecutivo; e
rigetta
la domanda svolta da A2A ENERGIA S.P.A. diretta a condannare CARLINI Cesare Diego a
pagare in suo favore 12.458,49 oltre interessi a titolo di saldo del corrispettivo per
somministrazione di gas in Milano, via Carlo Parea 7, in quanto infondata;
letti ed applicati gli artt. 91 e ss cpc,
condanna
A2A ENERGIA a pagare a titolo di refusione integrale delle spese del processo di opposizione
ed a favore dellavv. Natale MONTERISI, dichiaratosi antistatario per CARLINI Cesare Diego,
la somma di 4.155,81, di cui 120,81 per rimborso spese vive ed 4.035,00 per compenso,
oltre 15% del compenso per rimborso forfetario spese generali, oltre IVA e CPA, se e come
dovute in ragione del regime fiscale dellavente diritto.
Sentenza provvisoriamente esecutiva quanto alle statuizioni di condanna.
Milano, 9 febbraio 2017
il Giudice
dott.ssa Ilaria GENTILE

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