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Trib. Milano Sez. XIII, Sent.

, 28-11-2017

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale di Milano

TREDICESIMA SEZIONE CIVILE

Il Tribunale, in composizione monocratica, nella persona del giudice Dott. Pietro Paolo Pisani ha
pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al N. 23871/2016 R.G. promossa da:

P.L. (C.F. (...)) con il patrocinio dell'avv. ………………………, con elezione di domicilio in VIA …………………… 10
20122 MILANO presso l'avvocato suddetto

ATTORE

contro

COND. E. VIA R. 9 M. (C.F. (...)), con il patrocinio dell'avv. ……………………………., con elezione di domicilio in
PIAZZA ………………….. 20052 MONZA presso lo studio dell'avvocato suddetto

CONVENUTO

- OGGETTO: impugnativa di delibera assembleare ex art. 1137, II comma c.c..

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

omissis ex art. 58 co. 2 L. n. 69 del 2009 e art. 132 c.p.c. novellato

Per quanto riguarda domande, eccezioni e richieste conclusive delle parti, si rinvia agli atti processuali delle
medesime ed ai verbali delle udienze, attesa la modificazione dell'articolo 132 n. 4 c.p.c. ad opera della L. n.
69 del 2009, che esclude una lunga e particolareggiata esposizione di tutte le vicende processuali anteriori
alla decisione.

Incardinato ritualmente il giudizio e costituitosi il contraddittorio tra le parti; all'esito della prima udienza
venivano assegnati i termini di cui all'art. 183 VI comma c.p.c.; depositate memorie e all'esito, rigettate le
richieste istruttorie orali articolate dalle parti, la causa veniva rinviata per la precisazione delle conclusioni;
precisate le conclusioni, la causa veniva rinviata per la discussione, ex art. 281 sexies c.p.c., con termine alle
parti per il deposito di note conclusive; effettuati nelle more tali depositi, alla udienza fissata, all'esito della
discussione orale tra le parti, la causa è stata rinviata per la lettura in udienza del dispositivo e di sintetica
motivazione ed oggi è stata decisa con la presente sentenza, previa lettura.

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

1) - La presente controversia prende avvio dalla impugnativa della delibera assembleare del 13/05/2015 del
Condominio convenuto di cui parte attrice asserisce la illegittimità per la sua mancata convocazione alla
relativa assemblea; nonché per la mancanza delle maggioranze previste dalla legge per la approvazione del
deliberato assembleare inerente i lavori di rifacimento delle facciate e dei balconi.
A sostegno della sua tesi ha poi asserito di aver avuto conoscenza del verbale solo in data 13/01/2016 a
seguito del rilascio di una sua copia da parte dell'amministratore, a tanto sollecitato ripetutamente.

Il condominio si costituiva in giudizio eccependo la decadenza di parte attrice dalla impugnativa perché la
stessa avrebbe avuto conoscenza della delibera impugnata già con la delibera successiva del 23/09/2015
nella quale si era discusso delle rate dei pagamenti delle spese per i detti lavori e, comunque, dallo
svolgimento di questi ultimi e dalla emissione di tali rate; nonché da altro condomino, sig.ra C.P., sua
parente e legale rappresentante della società S. che aveva provveduto già ad impugnare la delibera in
esame.

Svolgeva poi, nel merito, le sue difese contrapposte a quelle di parte attrice e ne chiedeva il rigetto.

2) - - La domanda attorea è fondata e va accolta, sulla base di quanto si chiarirà.

Come è noto, in materia di delibere condominiali la convocazione di tutti i condomini è il mezzo attraverso
il quale i partecipanti al condominio vengono invitati alla riunione e sono posti nella condizione di dare il
loro apporto informato e consapevole alla formazione della volontà dell'ente condominiale, in vista di
interessi comuni. Con la conseguenza che, la mancata o tardiva comunicazione anche ad uno solo dei
condomini dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale, costituendo violazione di norme che
disciplinano il procedimento, comporta l'annullabilità della delibera condominiale, la quale, ove non
impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137, terzo comma, cod. civ., - decorrente, per i
condomini assenti, dalla comunicazione e, per i condomini dissenzienti, dalla sua approvazione -, rimane
valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio. (Cass. civ. Sez. UU., 07/03/2005, n.
4806; Cass. civ., Sez. II, 24/07/2012, n. 12930).

Nel caso in esame non vi è prova della comunicazione del verbale assembleare prima della data del
13/01/2016 quando ne è stata rilasciata una sua copia da parte dell'amministratore su richiesta di parte
attrice.

Né convincono le eccezioni di parte convenuta sul punto perché, come è noto, anche a voler ammettere
che parte attrice abbia avuto conoscenza in altro modo dell'avvenuto svolgimento della assemblea del
13/05/2015, tanto non dimostrerebbe che la condomina assente alla assemblea, odierna attrice, abbia
comunque acquisito compiuta conoscenza del verbale d'assemblea e ne abbia potuto apprendere il
contenuto intrinseco in maniera adeguata alla tutela delle sue ragioni, con conseguente decorrenza da tale
momento del termine per l'impugnazione (cfr. Cass. Sez. 2, Sentenza n. 1716 del 05/05/1975 e Cass. Sez. 2,
Sentenza n. 1375 del 27/05/1966, come richiamate da Cass. civ. Sez. II, Sent., 02-08-2016, n. 16081),.

Nè in capo al condomino assente può essere posto un dovere di attivarsi per conoscere le decisioni
adottate dall'assemblea ove difetti la prova dell'avvenuto recapito, al suo indirizzo, del verbale che le
contenga, giacchè soltanto in forza di detto recapito sorge la presunzione, "iuris tantum", di conoscenza
posta dall'art. 1335 c.c., e non già in conseguenza del mancato esercizio, da parte dello stesso destinatario
del verbale assembleare, della diligenza nel seguire l'andamento della gestione comune e nel documentarsi
su di essa (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 29386 del 28/12/2011 ; Cass. civ. Sez. II, Sent., 02-08-2016, n. 16081 ).

Ne consegue che al condomino assente va trasmesso il verbale assembleare e tale trasmissione non è
surrogabile in altro modo e che, nel caso in esame, mancando prova della sua comunicazione prima della
data del 13/01/2016, la successiva proposizione della domanda di mediazione del 2/02/2016 e la
impugnazione giudiziale intervenuta dopo la definizione negativa del procedimento di mediazione sono
state tempestive, nel rispetto del termine di cui all'art.l137 c.c.. Con rigetto della eccezione di parte
convenuta.

Ciò posto, il convenuto Condominio non ha fornito prova, incombente sullo stesso, di aver invitato ad
intervenire all'assemblea tutti i partecipanti al Condominio e, nello specifico, l'attrice, tempestivamente,
nel termine di cui all'art. 66, comma 3, disp. att. c.c. e che tale invito sia pervenuto nella disponibilità della
stessa entro tale termine. Né l'attrice ha partecipato alla assemblea, sanando tale omissione.

Ne consegue che l'assemblea non si è validamente costituita e la delibera impugnata deve essere annullata,
non essendovi prova in atti della eccepita cessazione della materia del contendere che, come è noto, in
applicazione del principio dettato dall'art. 2377 u.c. c.c., si verifica soltanto quando l'assemblea
condominiale, regolarmente riconvocata, abbia deliberato sui medesimi argomenti della delibera oggetto
della impugnazione, ponendo in essere, pur in assenza di formule particolari, un atto sostanzialmente
sostitutivo di quello invalido (in senso conforme Cass, civ., Sez. II, 28/06/2004, n. 11961; Cass. 09.12.97 n.
12439; Cass. 05.06.95 n. 6304; Cass. n.3159 del 1993; Cass, n.13740 del 1992).

Con assorbimento nella presente pronuncia di ogni altra domanda e questione in giudizio tra le parti.

3) - Le spese e competenze del presente giudizio e di mediazione, vanno poste a carico del Condominio
convenuto, secondo il principio della soccombenza di cui all'art. 91 c.p.c. e, determinate sulla scorta dei
parametri dettati del D.M. Giustizia 55 del 10/03/2014, n. 140 e del valore della domanda, sono liquidate,
in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale, in composizione monocratica, ogni altra istanza disattesa, rigettata o assorbita, così provvede
sulle domande formulate in atti:

- accoglie la domanda formulata da parte attrice e, per l'effetto, annulla integralmente la delibera
condominiale adottata il 13/05/2015 dal Condominio convenuto, come in motivazione;

- Condanna il Condominio convenuto, in persona del suo amministratore pro tempore, a pagare in favore
della attrice le spese e competenze di lite, che liquida per tale parte, in 6.550,00 per spese e Euro.3.000,00
per compensi, oltre al 15% per spese generali, epa e Iva di legge.

Sentenza immediatamente esecutiva come per legge, resa ex articolo 281 sexies c.p.c., pubblicata mediante
lettura alle parti presenti ed allegazione al verbale.

Così deciso in Milano, il 28 novembre 2017.

Depositata in Cancelleria il 28 novembre 2017.