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Percorsi Giuffrè - Atto di Citazione in opposizione ex art. 615 c. p. c. L... http://www.percorsi.giuffre.it/psixsite/esercitazioni/atti/Diritto civile/At...

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Percorsi Giuffrè - Atto di Citazione in opposizione ex art. 615 c. p. c. L... http://www.percorsi.giuffre.it/psixsite/esercitazioni/atti/Diritto civile/At...

Atto di Citazione in opposizione ex art. 615 c. p. c. L’opposizione proposta dalla P. A. avverso un atto di precetto
intimato prima del decorso del termine si qualifica come opposizione alla esecuzione e non come opposizione agli
atti esecutivi.

Traccia

Sempronio, in forza di sentenza resa dal Tribunale di Viterbo in data 01.02.2008, comunicata in formula esecutiva il successivo
22.03.2008, notificava il 24.05.2008 al Comune di Viterbo atto di precetto, intimando all’ente locale in questione il pagamento
della somma di euro 90.000,00, entro giorni 10 dalla notifica dell’atto.
In data 10.05.2008 Sempronio procedeva alla notifica dell’atto di pignoramento presso terzi, con il quale pignorava la somma a
lui dovuta presso il Banco dell’Etruria, esercente il servizio di cassa e tesoreria dell’intimato Comune di Viterbo.
Il candidato, assunte le vesti del legale del Comune di cui sopra, rediga l'atto giudiziario più idoneo a tutelare le ragioni del
proprio assistito.

Giurisprudenza

o Cassazione Civile, sez. III, 26 marzo 2009, n. 7360 per la quale l’opposizione proposta dalla P. A. avverso il
precetto intimato prima del decorso del termine, previsto dall’art. 14 del D. L. 31.12.1996, n. 669, così come modificato
dall’art. 147 della L. n. 388 del 2000, di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, deve qualificarsi come
opposizione all’esecuzione e non come opposizione agli atti esecutivi. La disposizione citata pone infatti un intervallo tra
la notifica del titolo esecutivo e quella del precetto, prima del quale l’esecuzione forzata non può essere intrapresa:
pertanto, il decorso del termine legale diviene condizione di efficacia del titolo esecutivo, la cui inosservanza, per
l’inscindibile dipendenza del precetto dall’efficacia esecutiva del titolo che con esso si fa valere, rende nullo il precetto
intempestivamente intimato, con la conseguenza che la relativa opposizione si traduce in una contestazione del diritto di
procedere all’esecuzione forzata e integra un’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615, comma I, c.p.c., non
concernendo solo le modalità temporali dell’esecuzione forzata.

Svolgimento
TRIBUNALE DI VITERBO
ATTO DI CITAZIONE IN OPPOSIZIONE ex ART. 615, comma I, C. P. C.
Per il Comune di Viterbo, in persona del Sindaco p. t. _________ ,elettivamente domiciliato per la carica in Viterbo, in Via
________, presso lo studio dell'Avv.________________, del foro di__________________, C.F._______________________,
alla Via________, n°____, pec_______, fax n°_____, che li rappresenta e difende in virtù di procura alle liti conferita in calce
al presente atto, espone quanto segue.
In fatto
· Sempronio, in forza di sentenza resa da codesto Ill. mo Tribunale in data 1 febbraio 2008, e notificata in formula
esecutiva il giorno 22 marzo 2008, notificava – a sua volta – il 24 maggio 2008 al Comune di Viterbo, odierno istante,
atto di precetto, intimandogli il pagamento della somma di euro 90.000,00, entro dieci giorni dalla notifica dell’atto;
· In data 10 maggio 2008 Sempronio procedeva alla notifica dell’atto di pignoramento presso terzi, con il quale pignorava
la somma a lui dovuta presso il Banco dell’Etruria, esercente il servizio di cassa e tesoreria del Comune di Viterbo.

In Diritto
Questa difesa intende porre all’attenzione di codesto On. le Tribunale la inefficacia e/o nullità dell’atto di precetto notificato
all’odierno attore in data 24 maggio 2008 nonché il successivo atto di pignoramento, compiuto nei confronti del terzo, Istituto di
credito “Banco dell’Etruria”, ex art. 543 c.p.c.
Tale invalidità degli atti sopra descritti deriva da una palese violazione della L. 388 del 2000, in quanto non è stato rispettato il
termine di 120 giorni per pagare le somme indicate nel precetto.
Nel caso de quo, è applicabile la disciplina derogatoria al codice di rito e, per l’effetto, la domanda proposta è correttamente
qualificata come opposizione all’esecuzione, in quanto si è in presenza d una contestazione del diritto del creditore a procedere
coattivamente.
L’art. 147, comma I della citata legge 388 del 2000 – come noto – ha elevato a 120 giorni dalla notificazione del titolo
esecutivo e del precetto il termine onde poter procedere, da parte del creditore, nei confronti della P.A. e degli enti pubblici non
economici. Seppur è vero che la notificazione del titolo esecutivo e del precetto hanno la sola funzione di avvisare il debitore del
prossimo inizio dell’esecuzione, onde concedergli uno spazio per poter adempiere spontaneamente, la citata disciplina speciale
frappone un intervallo tra la notifica del titolo esecutivo e l’inizio dell’esecuzione. Ci si trova, or dunque, in presenza di una
condizione di efficacia del titolo esecutivo per cui la norma configura una sospensione del diritto del creditore a procedere
coattivamente, la cui ratio è da rinvenirsi nell’evitare che l’Amministrazione coinvolta, già avvertita della susseguente
esecuzione, subisca a causa di un ritardo nel pagamento, un aggravio ulteriore di spese.
Ergo, in virtù di tale speciale disciplina, il diritto del creditore Sempronio – di procedere contro il Comune di Viterbo – poteva
essere esercitato solo trascorsi inutilmente centoventi giorni dalla notifica del titolo esecutivo (cfr. Cass. Civ., sez. III,
26.03.2009, n. 7360).

Tanto considerato, in fatto e in diritto, il Comune di Viterbo, come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato, spiega formale
OPPOSIZIONE
avverso l’atto di precetto notificato in data 24 maggio 2008 e, a tal fine,

CITA
il Sig. Sempronio, nato a _______ il ______, C.F. _____, residente in ______, alla via ________, n. ____ a comparire innanzi
al Tribunale civile di Viterbo, nella nota sede di via ________, per l'udienza del giorno _______, ore di rito, sezione e Giudice
designandi, con invito a costituirsi in cancelleria nel termine di almeno venti giorni antecedenti tale udienza, ai sensi e nelle
forme stabilite dall'art. 166 c. p. c., ovvero di dieci giorni in caso di abbreviazione dei termini, con espresso avvertimento che, in

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mancanza, incorrerà nelle preclusioni e decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c. e che si procederà, eventualmente anche in
sua contumacia, per ivi sentir accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione:


- In via preliminare, dichiarare legittima ed ammissibile la spiegata opposizione;
- Per l'effetto, previa sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, dichiarare nullo e senza alcuna efficacia il precetto di
pagamento notificato in data 24 maggio 2008;
- Dichiarare l’impignorabilità delle somme;
- Con vittoria di spese, competenze ed onorari del giudizio.

Si fa riserva di formulare ulteriori richieste istruttorie e di produrre altri documenti anche in conseguenza del comportamento
processuale di controparte.

Si offrono in comunicazione, mediante deposito in cancelleria, i seguenti atti e documenti:

1) sentenza resa dal Tribunale di Viterbo in data 01.02.2008;

2) precetto di pagamento della somma di euro 90.000,00, notificato in data 24 maggio 2008;

3) atto di pignoramento presso il Banco dell’Etruria.

DICHIARAZIONE DI VALORE DELLA CAUSA

Ai sensi dell’art. 14, comma II, D.P.R. 115/02, si dichiara che il valore della presente controversia è di €__________ e che il
valore del contributo unificato da corrispondere è pari ad €__________.

____________, lì_______________ Avv.____________ (firma)

PROCURA

Il sottoscritto _____, nato a _______, il _________, residente in _______, Via _________, (C. F. _____) sindaco pro tempore
del Comune di Viterbo, delega l’Avv.__________, del Foro di ________, a rappresentare e difendere il predetto Ente locale nel
presente giudizio e in ogni successiva fase e grado, compresa la fase esecutiva, conferendo allo stesso ogni più ampia delega e
procura consentita dalla legge, quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, conciliare, transigere, quietanzare, incassare
somme, chiamare in causa terzi, spiegare domande riconvenzionali, nominare sostituti in udienza ed indicare domiciliatari,
ELEGGE DOMICILIO
presso lo studio dello stesso avvocato in ___________, via ____________,
DICHIARA
inoltre di aver ricevute tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e presta il proprio
consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.
_____________, lì______________

Sindaco Comune di Viterbo


_______ (firma)
E’ vera ed autentica
Avv._______ (firma)

(di Giuseppe Potenza)

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