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Civile Sent. Sez. 3 Num.

19632 Anno 2016


Presidente: SPIRITO ANGELO
Relatore: CARLUCCIO GIUSEPPA
Data pubblicazione: 03/10/2016

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


SENTENZA

sul ricorso 2313-2014 proposto da:

BATTAGLIA LUCIO, elettivamente domiciliato in ROMA,

VIALE DEI COLLI PORTUENSI 536, presso lo studio

dell'avvocato FRANCESCA LUISA REVELLI, rappresentato e

difeso dall'avvocato ERNESTINA LANCETTI giusta procura

I a margine del ricorso;

- ricorrente -
2016
contro
589
NEOS FINANCE SPA in persona del legale

rappresentante pro-tempore dott. MARCO DE CESAREO,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FABIO MASSIMO


107, presso lo studio dell'avvocato GIUSEPPA FINANZE,

che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato

FRANCESCO TAFURO giusta procura a margine del

controricorso;

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 3350/2013 della CORTE D'APPELLO

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


di MILANO, depositata il 29/08/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica

udienza del 10/03/2016 dal Consigliere Dott. GIUSEPPA

CARLUCCIO;

udito l'Avvocato FULVIO ZARDO per delega;

udito l'Avvocato FRANCESCO TAFURO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. TOMMASO BASILE che ha concluso per il

rigetto.

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FATTI DI CAUSA
1.Lucio Battaglia convenne in giudizio la societ (Zenit), con cui aveva
stipulato un contratto di acquisto "di un certificato di associazione" in un
complesso turistico residenziale affiliato ad un circuito di scambio (time-
sharing), nonch la diversa societ (Finemiro, poi Neos, poi Intesa San
Paolo Personal Finance spa, d'ora in poi societ finanziatrice), con cui
aveva stipulato nella stessa occasione un contratto di finanziamento per
la somma di oltre euro 16 mila. Chiese dichiararsi la nullit o

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l'annullamento del primo contratto, per indeterminatezza dell'oggetto
stante la mancata indicazione dell'appartamento e del periodo di
godimento, ed inoltre, l'accertamento che nulla doveva in forza del
secondo contratto alla societ finanziatrice.
La societ finanziatrice, in via riconvenzionale, chiese l'adempimento del
contratto di finanziamento e, in via subordinata, chiamando in giudizio la
societ venditrice, gi convenuta e restata contumace, di dichiararla
tenuta a rifonderle il credito vantato nei confronti dell'attore.
Il tribunale di Como dichiar la nullit del contratto di acquisto per
indeterminatezza dell'oggetto e, ritenuto il collegamento tra i due
contratti, condann la societ venditrice a corrispondere alla societ
finanziatrice quanto da questa vantato nei confronti dell'attore.
Decidendo l'impugnazione della societ finanziatrice, la Corte di appello di
Milano - rilevato il passaggio in giudicato della statuizione sulla nullit del
contratto di acquisto in mancanza di impugnazione della venditrice - neg
l'esistenza del collegamento negoziale e accolse la domanda principale
della societ finanziatrice nei confronti del Battaglia, di pagamento di
quanto dovuto in forza del contratto (sentenza del 29 agosto 2013,
notificata il successivo 29 ottobre).
2. Avverso la suddetta sentenza, l'originario attore propone ricorso
affidato a cinque motivi, esplicati da memoria.
Resiste con controricorso Intesa San Paolo Personal Finance Spa
(incorporante Neos Finance Spa, gi Finemiro Stile spa).
RAGIONI DELLA DECISIONE
1.Con il primo motivo si deduce l'inammissibilit dell'appello - per
violazione degli artt. 331, 163 bis e 164 c.p.c. - lamentando la mancata
integrazione del contraddittorio da parte dell'appellante nei confronti della

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Zenit, assunto il litisconsorzio come necessario, in ragione dell'unicit del
rapporto sostanziale, o quanto meno come necessario rapporto
processuale anche in forza della reciproca dipendenza.
Il motivo inammissibile.
1.1.11 ricorrente omette completamente di censurare l'argomentazione
centrale sulla base della quale la Corte di merito ha ritenuto la
contumacia della Zenit in appello, con conseguente integrit del
contraddittorio. Infatti, il giudice di merito ha ritenuto rituale la notifica

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effettuata, ai sensi dell'art. 140 c.p.c., al liquidatore della Zenit dopo gli
infruttuosi tentativi di notifica presso la sede sociale.
Tutta la censura sviluppata con il motivo, invece, si incentra unicamente
sulle argomentazioni aggiuntive della Corte di merito, che - ipotizzando
eventuali vizi di notifica - li dice privi di conseguenze sulla ritualit
dell'appello in considerazione dell'oggetto dell'appello, del mancato
riconoscimento del collegamento negoziale tra i due contratti nel giudizio
di appello, della assenza di domanda della appellante nei confronti della
Zenit.
In definitiva, a fronte di una argomentazione della Corte di appello
dirimente rispetto alla ritualit del contraddittorio e di altre
argomentazioni ipotetiche, della stessa Corte, sul presupposto di vizi di
notifica prima riconosciuti non esistenti, il ricorrente si limita a censurare
le argomentazioni ipotetiche, lasciando cos ferma la ritenuta integrit del
contraddittorio.
2. Con il secondo motivo, si censura la sentenza gravata nella parte in cui
ha ritenuto che l'appello della societ finanziatrice, basato sull'azione di
adempimento del contratto di finanziamento nei confronti del Battaglia
proposta in via principale in primo grado, sul presupposto della mancanza
di collegamento negoziale tra tale contratto e quello di acquisto,
investisse anche la statuizione della sentenza di primo grado la quale, sul
presupposto collegamento negoziale tra i due contratti, dopo aver
ritenuto nullo il contratto di acquisto, aveva condannato la societ
venditrice a rifondere alla finanziatrice quanto dovuto dal Battaglia sulla
base della domanda di garanzia avanzata dalla Neos in via subordinata in
primo grado. E, quindi, nella parte in cui la sentenza impugnata aveva
rigettato l'eccezione di giudicato, sollevata in appello dal Battaglia, sul

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capo di sentenza di condanna della Zenit a favore della Neos, annullando
sul punto la sentenza di primo grado.
Il ricorrente - invocando gli artt. 2909 c.c., 100, 324 e 323 c.p.c., invoca
la violazione del giudicato.
2.1. Il motivo inammissibile.
In disparte ogni considerazione attinente alla interpretazione dell'atto di
appello da parte del giudice di merito, ai fini della inammissibilit
assorbente la totale violazione dell'art. 366 n. 6 c.p.c.

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Nessuna valutazione sulla decisivit della censura possibile in mancanza
di ogni precisa indicazione in ricorso della parte, (punto) degli atti
processuali rilevanti, quali l'originaria domanda subordinata di chiamata
in garanzia della venditrice da parte della societ finanziatrice (con la
costituzione in primo grado) e l'ambito del devolutum in appello con
l'impugnazione in esito al rigetto della domanda riconvenzionale in via
principale di adempimento del contratto di finanziamento come collegato
a quello di vendita.
3. Con il terzo motivo, invocando la violazione degli artt. 1322, 1362,
1363, 1366, 1370, 1469 bis e 1469 quinquies c.c., si censura la decisione
nella parte in cui, riconosciuto il passaggio in giudicato per mancanza di
impugnazione della nullit del contratto di acquisto, ha negato la
conseguente nullit del contratto di finanziamento, escludendo il
collegamento tra i due contratti.
Si deduce che la Corte, a partire dal rilievo centrale attribuito alla
clausola (n. 3 delle condizioni di finanziamento) relativa alla inopponibilit
delle eccezioni, ha erroneamente interpretato gli altri indici che
deponevano per l'esistenza del collegamento tra i due contratti.
In particolare, si sottolinea che la clausola sulla inopponibilit delle
eccezioni (n. 3), assunta come dirimente e prevalente al fine di escludere
ogni collegamento tra i due contratti, presuppone un contratto valido e
non radicalmente nullo, come nella specie, per indeterminatezza
dell'oggetto.
3.1 La censura merita accoglimento.
3.1.1.La clausola in questione, infatti, disciplina l'eventuale
inadempimento del venditore e presuppone l'esistenza di un contratto di

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vendita tra le parti; contratto che, nella specie, stato dichiarato nullo
per indeterminatezza dell'oggetto.
Proprio l'assunzione di tale clausola come centrale nell'interpretazione
dell'operazione economica posta in essere tra le parti, ha indotto il
giudice del merito a sottovalutare ogni altro profilo idoneo a riconoscere
l'esistenza di un collegamento funzionale tra i due negozi, tale che uno
dei due trovi la propria causa nell'altro. In definitiva, non si dato alcun
peso ad indici della volont delle parti di coordinare i due negozi,

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instaurando tra gli stessi una connessione teleologica, quali: la
contestualit dei contratti, ognuno dei quali richiama l'altro; il
versamento del finanziamento dalla societ finanziatrice alla societ
venditrice, perfezionandosi cos la vendita; la scelta della societ
finanziatrice da parte della venditrice, con essa convenzionata,
indipendentemente dall'esclusiva.
3.1.2. Peraltro, da ultimo questa Corte - partendo dalla formazione
comunitaria e dalla interpretazione della stessa da parte della Corte di
giustizia e trovando conferma nella successiva evoluzione legislativa,
attualmente in vigore, e con ampiezza di argomentazioni cui si rimanda -
ha ravvisato negli artt. 121 e 124 del d.lgs 10 settembre 1993, n. 385,
nel testo originario, applicabile ratione temporis, tra i contratti di credito
al consumo finalizzati all'acquisto di determinati beni o servizi ed i
contratti di acquisto dei medesimi, un collegamento negoziale di fonte
legale, che prescinde dalla sussistenza di una esclusiva del finanziatore
per la concessione di credito ai clienti dei fornitori, demandando al
giudice di individuare, in applicazione dei principi generali, gli effetti del
collegamento negoziale istituito per legge tra il contratto di finanziamento
e quello di vendita (Cass. n. 20477 del 2014 e n. 19522 del 2015).
3.1.3. Ne consegue che la Corte di merito dovr in primo luogo valutare
se, nella specie, si tratti di una tipologia di contratto di credito al
consumo previsto dall'art. 124, comma 3 del T.U.B. nel testo originario
(trattandosi di contratti stipulati nel marzo del 2002), dovendo in tal caso
ravvisarsi un collegamento negoziale di fonte legale che prescinde dal
rapporto tra finanziatore e venditore, spesso presente nella forma della
convenzione non esclusiva, essendo sufficiente che l'operazione di
finanziamento risulti finalizzata all'acquisto di un bene (o di un servizio)

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determinato, scelto dal consumatore prima di accedere al finanziamento,
e perci individuato gi nel contratto di finanziamento e pagato
direttamente dal finanziatore al fornitore.
Solo se il contratto per cui causa non rientri in tale tipologia di credito
al consumo, la Corte di merito dovr valutare l'esistenza del
collegamento negoziale sulla base della volont delle parti, escludendo
rilievo, per quel che si precisato, alla clausola limitativa della
opponibilit delle eccezioni al finanziatore.

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3.1.4. La sentenza gravata cassata in relazione al motivo accolto e la
causa rimessa alla Corte di appello di Milano, in diversa composizione,
anche per le spese processuali del giudizio di legittimit.
4. Dall'accoglimento nei termini precisati, deriva l'assorbimento: - del
quarto motivo, con il quale si deduce l'autonoma nullit del contratto di
finanziamento, quale credito al consumo, per violazione dell'art. 124
T.U.B. nella previsione originaria, stante la mancata descrizione analitica
dell'oggetto del contratto, con prospettazione che si riconosce tardiva, ma
rilevabile d'ufficio; - del quinto motivo, che concerne la misura degli
interessi cui il ricorrente stato condannato in favore della societ
fina nziatrice.

P.Q.M.
LA CORTE DI CASSAZIONE
accoglie il terzo motivo del ricorso; dichiara inammissibili il primo e il
secondo motivo e assorbiti i restanti; cassa la sentenza impugnata in
relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese del presente
giudizio, alla Corte di appello di Milano, in diversa composizione.

Cos deciso in Roma, il 10 marzo 2016