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Pronuncia turca per italiani

Fonodidattica contrastiva naturale

7 0. Breve introduzione
8 Il metodo fonotonetico naturale
15 1. Sintesi preliminare
19 2. Per pronunciar bene le vocali
19 Accostiamoci alle vocali (nel modo giusto)
25 Gl'italiani e le vocali turche
29 3. Per pronunciar bene le consonanti
30 Tabella delle consonanti
39 4. Strutture
39 L'armonia vocalica
40 Tassofonica
43 Assimilazione
45 L'accento
53 5. Per conoscer l'intonazione
55 L'intonazione italiana
60 L'intonazione turca
65 6. Testi in trascrizione fonotonetica
66 Quattro conversazioni
77 7. Pronuncia neutra
85 8. L'accento italiano del turco
89 9. L'accento turco dell'italiano
95 10. Mini-fono-dizionario
101 11. Nota bibliograca
0. Breve introduzione

0.1. La fonotonetica naturale descrive accuratamente la pro-


nuncia delle varie lingue. Gli autodidatti appassionati di fonetica
trovano in quelle descrizioni ci che serve per apprender bene
una buona pronuncia, grazie alla fonodidattica contrastiva che
attivano, istintivamente, avendo a disposizione la descrizione
della lingua d'arrivo e di quella di partenza.
In questo libro, non si descrive solo, ma s'estende anche il
confronto mirato delle due lingue, presentando la situazione
reale dell'italiano, comprese le peculiarit pi frequenti o tipi-
che delle pronunce regionali (causa d'interferenza) e della lingua
d'arrivo per quanto riguarda la pronuncia pi consigliabile agli
stranieri (come ls, o anche come lingua seconda, l2).

0.2. Inevitabilmente, chi studia una lingua straniera (a meno


che non abbia doti particolari o uno speciale allenamento) trasfe-
risce, nella nuova lingua, le abitudini foniche della lingua mater-
na, perch le "nuove abitudini& non vengono spontaneamente
(come si pensa ancra), ma vanno apprese con un po' di lavoro,
come qualsiasi altra attivit.
La glottodidattica ha fatto un grande passo in avanti da quan-
do s' capto che la pronuncia, come qualsiasi altro aspetto dello
studio linguistico, pu esser insegnata in modo scientico: nal-
mente s' capto che si pu analizzar e descriver accuratamente
la vera natura di qualunque suono usato in qualsiasi lingua: si
tratta di far vera fonodidattica (contrastiva, o anche applicati-
va, oltre che descrittiva).
La fonotonetica naturale s'aanca ecacemente alle ca-
pacit imitative di chi studia una lingua straniera, facendo da
guida e da complemento indispensabile, ricorrendo a semplici
e complete informazioni scientiche, e abolendo denitivamen-
te famigerate espressioni come "questo suono non pu esser de-
8 0. Breve introduzione

scritto& o "questo suono dev'esser appreso dalla viva voce dell'in-


segnante& (cosa che non "funziona& nemmeno coi nativi).
Nella prima parte di questo libro, semplichiamo un po' l'ap-
proccio; comunque, nella seconda parte, forniremo gli appro-
fondimenti necessari a chi voglia completar e perfezionar la cono-
scenza anche delle pronunce native neutre e mediatiche.

Il metodo fonotonetico naturale


0.3. Ci si rende raramente conto di quali siano le vere dicol-
t che s'incontrano nello studio d'una lingua parlata; ma, se ven-
gono rivelate e spiegate chiaramente, molto pi facile superar-
le. Infatti, a causa del particolare sistema fonologico della pro-
pria lingua, l'interferenza fonica pu esser di quattro tipi _ 1: non
si distinguono certi fonemi ("ipodierenziazione&), 2: si fanno
pi distinzioni del dovuto ("iperdierenziazione&), 3: si danno
valori diversi a certe distinzioni ("reinterpretazione&), 4: si con-
fondono certi foni ("sostituzione&).
Il metodo fonetico (ch' l'ideale per l'autodidatta, purch
coscienzioso, ma senz'altro utile anche per l'insegnamento u-
ciale, se adato alle persone adatte) consiste nel rendersi pie-
namente conto delle possibilit dell'apparato fono-articolatorio e
nell'esercitarsi a riconoscere, e a produrre a piacere, un gran nu-
mero di suoni, sistematicamente analizzati, no a frasi e fono-
-testi, coll'intonazione giusta.
Si spiega come si producono determinati suoni consonantici,
servendosi di diagrammi appositi: orogrammi, linguogrammi
e palatogrammi, soprattutto. Ovviamente, s'ascolteranno re-
gistrazioni (raccolte anche occasionalmente, o _meglio_ gi pre-
disposte miratamente) e si ripeteranno.
Per i suoni vocalici, ci si serve, necessariamente, anche del vo-
cogramma (o "quadrilatero vocalico&).
pi che naturale che anche l'intonazione sia mostrata trami-
te tonogrammi, che vanno analizzati nei minimi particolari
(come, del resto, anche qualsiasi gura articolatoria), per "scoprir-
ne& tutte le caratteristiche, che portano alla vera conoscenza.
0. Breve introduzione 9

0.4. La prima dicolt da superare, per acquisir una buona


pronuncia d'una lingua, riguarda la capacit di percepir i suoni
della lingua, in modo adeguato. Gl'individui dieriscono molto
in ci, ma non raro trovar chi sia in grado di distinguer facil-
mente molti suoni, di sentir anche piccole sfumature, di produr-
re a piacere suoni uditi altre volte, di confrontar mentalmente
suoni familiari e nuovi.
Per riuscir a pronunciar bene una lingua straniera, si deve _per
primissima cosa_ esercitar l'orecchio a riconoscer suoni nuovi.
Senza dubbio, l'esercizio migliora qualsiasi orecchio, anche catti-
vo. L'importante rendersi conto delle dierenze, e che tali dieren-
ze esistono; ma non si pu far a meno d'esercizi sistematici, in mi-
sura maggior o minore.
Per studiar le lingue, fondamentale esercitarsi a riconoscer
molti suoni e molte sfumature di suono. ovvio che non si pu
riuscir a imitar e a usar, in modo conveniente e opportuno, i suo-
ni d'una lingua straniera, se non si riesce, prima, a distinguer ta-
li suoni.

0.5. La seconda dicolt da superare consiste nel produrre i


suoni. Come si pu facilmente vericare, ogni lingua ha un certo
numero di suoni caratteristici. Alcuni di questi sono, generalmen-
te, estranei alla lingua materna dello studente, che deve, allora,
imparar a produrli, e ci comporta nuove (e, spesso, insolite) abi-
tudini articolatorie, che bisogna acquisire con esercizi particola-
ri, talvolta un po' complicati e lunghi, ma che non mancheranno
di dar una vantaggiosa, e meritata, ricompensa, in termini di fa-
cilit a capire e a farsi capire, nonch apprezzare!
importante che chi studia un altro sistema fonico si renda
prima conto delle proprie capacit percettive e articolatorie, eser-
citandosi a riconoscer i suoni della propria lingua e le varie rea-
lizzazioni dei fonemi (cio i foni e i tassfoni), da parte sua e di
molte altre persone che, pur parlando la "stessa& lingua, usano (o
possono usare) suoni pi o meno diversi, pi o meno "(s)corretti&.
molto importante anche notar quale pronuncia usano le
persone che sentiamo, riconoscendo analiticamente i tratti che
10 0. Breve introduzione

ci fanno dire, per esempio, che qualcuno toscano, o campno,


o veneto, . E non basta accontentarsi dell'insieme delle sue
emissioni foniche, ma bisogna individuarne le particolari varie-
t di suoni vocalici o consonantici e tratti intonativi, che, in
qualche modo, dieriscono da (o s'avvicinano a) quelli ch'emet-
tiamo noi stessi.

0.6. C' una terza dicolt sul cammino di chi studia la pro-
nuncia d'una lingua (straniera, o anche della propria): consiste
nel saper dove usar i suoni imparati, cio la corretta distribuzio-
ne dei suoni d'una data lingua, nella catena parlata, val a dire
anche nelle frasi, non solo in parole isolate.
In questo caso, la memoria ha molta importanza; ma il meto-
do fonetico, ancra una volta, viene in soccorso, permettendo
di veder i suoni che si devono pronunciare (e che si sentono
nelle registrazioni), segnati gracamente mediante i simboli del-
l'alfabeto fonetico.
Inoltre, l'uso della trascrizione fonetica (e di quella fonemica:
separate, o _meglio_ abbinate), come si sa bene, ha il vantaggio di
mostrar quali siano i suoni che, eettivamente, si devono produrre,
con le loro ben denite qualit, mostrando eventuali assimilazioni
ed elisioni, e segnando chiaramente dove sono gli accenti delle pa-
role e delle frasi, senza confonder e distogliere chi studia con le or-
tograe tradizionali che, spesso, rispecchiano poco, o addirittura
ormai quasi per nulla, la struttura fonica della lingua.
Le trascrizioni pi utili, perch pi complete (e tipiche delle
versioni pi avanzate del metodo fonetico naturale), indicano
anche le curve melodiche delle frasi: l'intonazione, che pu
esser l'unico elemento di dierenza, come in domani /do'mani./
(do'ma:ni23), domani? /do'mani?/ (do'ma:ni21), .

0.7. La quarta dicolt da superare, poi, consiste nell'arrivar


ad acquisir una suciente facilit e velocit, nel pronunciar frasi
complete nella lingua studiata. Prima di tutto, come gi detto, si
deve aver imparato a riconoscer e riprodurre, senza troppo sfor-
zo, i suoni isolati d'un nuovo idioma, o quelli neutri d'una lin-
0. Breve introduzione 11

gua gi appresa (materna o straniera che sia).


Finch ogni nuovo suono non viene emesso con suciente
facilit e naturalezza (quando pronunciato da solo, o in combi-
nazioni improvvisate), non se ne pu aver un'esecuzione (su-
cientemente) corretta e naturale, nella catena parlata. Per ar-
rivar a ci, necessario esercitarsi a pronunciar tutti i suoni (spe-
cialmente i pi dicili) in sillabe e gruppi (specie i pi complessi),
procedendo dagli elementi pi semplici a quelli pi complicati.
Per completare, adeguatamente, l'opera, si dovranno usar il
ritmo e l'intonazione adatti al senso degli enunciati, dalle singo-
le frasi a periodi pi lunghi, no alla conversazione quotidiana
(anche improvvisata).

0.8. Inne, c' una quinta dicolt, di natura diversa, per quan-
to riguarda l'acquisizione adeguata dell'aspetto signicante d'u-
na lingua. Riguarda la scrittura, secondo le convenzioni tradi-
zionali, che spesso hanno poco senso, oggi, o non ne hanno pi
molto, visto che la graa tende a ripetersi, per inerzia, senz'ade-
guarsi all'evoluzione, naturalissima e inevitabile, della lingua par-
lata, ch' alla base di tutto.
La scrittura , quindi (come s' gi evidenziato), un aspetto de-
cisamente secondario, rispetto all'oralit, anche se, correntemente,
le si attribuisce un valore eccessivo, decisamente esorbitante.
Il metodo fonetico _a dir il vero_ dovrebbe arrivar alla graa,
solo dopo che tutte le strutture foniche (cio vocali, consonanti
e intonazione {con eventuali tonemi}) d'una data lingua siano
state apprese adeguatamente. Nello spirito vero del metodo,
perci, si dovrebbe arrivar a pronunciar correntemente la lingua
(e, quindi, a saperla gi usare, per comunicare), prima di pas-
sar all'"ortograa& e a tutti i suoi _tristemente noti_ problemi.
L'interferenza della graa sulla produzione fonica inevitabi-
le; e, purtroppo, limita anche le capacit percettive stesse, imbri-
gliandole in false analogie, sia a causa della propria lingua mater-
na (e per le dierenze nelle convenzioni grache), sia per i troppi
capricci delle varie "ortograe&.
12 0. Breve introduzione

0.9. Appena una lingua viene analizzata e descritta fonica-


mente, i vari suoni sfuggenti diventano dei foni ben precisi, che
necessariamente appartengono a qualcuno dei fonmi partico-
lari di quella lingua. Solo cos si possono far comparazioni utili
per descriver lingue e dialetti, rendendone possibile anche l'ap-
prendimento e l'insegnamento, in modo serio, senza dannose
improvvisazioni e senza rovinosi pressappochismi.
Il fonema in grado di far cambiar signicato a una di due pa-
role simili d'una stessa lingua (dando, quindi, due concetti die-
renti); cane e lane, cio /'kane, 'lane/, formano una coppia minima,
come anche botte: /'botte/ "recipiente& e /'bOtte/ "percosse&.
Normalmente, i foni sono dati fra parentesi quadre: (a, m); men-
tre i fonemi sono posti fra barre oblique: /a, m/. I grafemi sono in-
dicati in corsivo: a m, oppure fra parentesi angolari: >a, m.
Uno degli obbiettivi pi importanti della fonetica naturale
quello di liberar mentalmente i lettori dalla schiavit dell'ortogra-
a, coi suoi nefasti inussi sulla pronuncia delle lingue straniere
e anche della propria lingua. Per questo, insistiamo molto sull'im-
portanza fondamentale della separazione dei due livelli: graco,
che inevitabilmente troppo statico, e fonico, ch' quello della
vera lingua, che (prima d'essere scrittura) suono!

0.10. Quindi, la fonetica naturale si compone inevitabil-


mente di tre parti: fonetica articolatoria, uditiva e funzionale.
Ovviamente, sarebbe pi completo dire sempre fono-ton-etica,
per esser pi precisi; ma anche la tonetica rientra nella fonetica,
essendo fonetica sovrasegmentale (in particolare pi uditiva).
La fonetica articolatoria ci permette di produrre i foni (che
realizzano i fonemi della nostra lingua); e che abbiamo imparato
da bambini, grazie alla fonetica uditiva. Infatti, prima si devono
riconoscer i foni (e le intonazioni), che sentiamo attorno a noi da
bambini; poi riusciamo a riprodurli in modo naturale e fedele,
tanto che acquisiamo anche tutte le "peculiarit regionali& che
contraddistinguono la pronuncia eettiva delle varie localit.
Tutto questo reso possibile dalla fonetica funzionale (detta
anche fonologia o fonmica o fonemtica), che ci permette di
0. Breve introduzione 13

ricavar il valore dei singoli fonemi (e intonazioni _ comprese le


sovrastrutture parafoniche). I fonemi non hanno una vera sostan-
za: la loro essenza quella di non esser nessuno degli altri elemen-
ti dello stesso sistema fonologico, piuttosto che suoni particolari.
Questo permette d'identicar il valore d'ogni fonema, anche se
le realizzazioni eettive siano peculiari.
Pensiamo ai vari difetti di pronuncia: non ha importanza
che l'r sia prodotta esattamente come previsto; l'importante
che resti un "suono& diverso da tutti gli altri, all'interno dello
spazio fonico appartenente a ogni sistema fonologico, che crea
opposizioni e relazioni fra i vari elementi.
I diversi tipi d'"r moscia& restano pur sempre diversi da tutti
gli altri fonemi dell'italiano, evitando le confusioni. In fondo,
anche quando il fonema /r/ diventa (V) (approssimante labioden-
tale sonoro), rado /'raDo/ ('ra:Do) ('Va:Do), rimane abbastanza
diverso, comunque, dal fonema /v/ (realizzato dal costrittivo la-
biodentale sonoro, (v)), vado /'vaDo/ ('va:Do) _ anche se certi ascol-
tatori possono esser tratti in inganno, come denuncia l'espres-
sione popolare "parlar coll'evve& (paV'laV kol'lEV:Ve) ( 3.11).

0.11. Ribadiamo, inne, che il suono un elemento imprecisa-


to e vago, ancora inclassicato. Il fono, invece, strutturato e clas-
sicato, perch rientra in un particolare tassello della fonetica gene-
rale, in relazione con altri, pi o meno simili. Il fonema un elemen-
to strutturale e funzionale, con un ruolo (oppositivo e negativo)
ben preciso nel sistema fonologico d'una data lingua, anche se non
aatto concreto, o sico, ma piuttosto teorico e virtuale.
2016/11/11
uciano anepari (lu'ca;no &kane'pa:Ri)
Fonotonetica naturale, Universit di Venezia
rancesca alzi (fRa'ceska 'ba:qi)
Italiano, Universit d'Izmir, Turchia.
NB: Per approfondimenti, con materiali pi ragionati e pi gene-
ralizzati per altre lingue, per 16 accenti regionali e 11 accenti stranieri
del turco, e altre curiosit, si veda il nostro Turkish Pronunciation Ac-
cents, in bibliograa.
1. Sintesi preliminare

1.1. Le 1.1-3 ci aiutano a familiarizzarci coll'apparato fo-


noarticolatorio, per conoscerne le parti indispensabili per la pro-
duzione dei suoni linguistici. Come al solito, ulteriori informa-
zioni si possono ricavare consultando la bibliograa. Certi ter-
mini articolatri, che dovremo usare in sguito, saranno pi chia-
ri se li ricolleghiamo alle parti indicate in queste gure.

1.1. L'apparato fono-articolatorio.

0 labbro (inferiore)
1 labbro (superiore)
2 denti (superiori)
15 3 alvoli
4 postalveoli
3-4 pre-palato
5 6 5 palato
4 7 6 pre-velo
1 3
2 8 7 velo (del palato)
10 11 8 vula
0 12 12+ 9 faringe
9 10 pice (o punta, d. lingua)
11 lmina (della lingua)
14 10-11 corona (della lingua)
12 dorso ({pre-, medio-, pos-}
della lingua)
1- -3 12+ radce (della lingua)
13 13 glottide (passaggio nella
laringe), s'osservi che:
1- = pliche vocali (meglio che
e "corde vocali&)
-3 = aritenidi
b 14 epiglttide (chiude la tra-
a chea)
15 cavit nasale (corrispon-
c dente a e in ; con a cav.
labiale, b cav. buccale, c
d cav. faringale e d cav. la-
ringale).
16 Pronuncia turca per italiani

1.2. Visione frontale della bocca aperta (velo sollevato 1, abbassato 2).


(velo)
(uvula)
(faringe)
(lingua)
1 2

1.3. Suddivisioni della volta palatale primarie: 1 denti (superiori), 2


prepalato, 3 palato, 4 prevelo, 5 velo, 6 uvula; secondarie: 7 alveoli, 8 po-
stalveoli, (7+8 = 2 prepalato), 9 propalato, 10 pospalato, 11 provelo.

9
3 4 5 8 10 11
2 7
6
1

1.2. La 1.4 ci mostra come possiamo arrivar a percepire me-


glio i suoni ch'emettiamo, se l'incanaliamo dalla bocca all'orec-
chio, tramite la "mna& (mano-cua).
1.4. La "mna&, per ascoltarsi meglio.

1.3. La vibrazione delle pliche vocali (grazie all'aria espiratoria)


ci permette di distinguer fra f e v, come percepiamo bene, specie
se li allunghiamo, (ffff, vvvv), e se usiamo la mana e, alter-
nativamente, un altro espediente: il palmo d'una mano che copre
un orecchio ci fa sentire il ronzio dei foni sonori, come (v, m, a),
mentre l'altra mano sulla gola ce ne fa sentire la vibrazione; ri-
proviamo con (vv, zz) (mentre tutto questo non accade con (ff,
1. Sintesi preliminare 17

ss)): va sviene ('va, z'vjE:ne) (sonori), ma fa sda ('fa, s'fi:Da) (non-


-sonori, meglio che "sordi&).
La 1.5.a-b mostra la posizione delle pliche vocali durante
il respiro, e _al contrario_ quando saldamente chiuse (per (),
come nel secondo esempio tedesco dato sotto, alla ne del 1.4).
La 1.5.c fa veder la posizione per la pronuncia di foni non-
-sonori, come (p, T, k f, s) (le pliche sono aperte, lasciando pas-
sar liberamente l'aria): patacca ssi (pa'Tak:ka, 'fis:si).
La 1.5.d d la posizione dei foni sonori, come (b, D, g v,
z) (le pliche sono accostate e l'aria, passando, le fa vibrare, produ-
cendo la "voce&, che distingue i foni sonori dai non-sonori): bado
lega vaso ('ba:Do, 'le:ga, 'va:zo). Nella tipica pronuncia italiana cen-
tromeridionale (non toscana), abbiamo ('va:so).
1.5.a-d. Principali stati della glottide.

. respiro . occlu- . non-so- . sonorit


(){} sione (, P) norit (f, s, ) (v, z, , m, a)
1.4. importante conoscer anche una posizione "intermedia&
(o parziale) fra quella delle pliche accostate (con vibrazione e sonori-
t) e quella delle pliche aperte (senza vibrazione e con non-sonorit).
Non si tratta tanto d'una vibrazione pi debole, quanto pi breve
(cio solo per una parte dell'intera durata del fono), come in alcune
tipiche pronunce centromeridionali (non toscane) di (p, T, k) do-
po vocale o nasale dico "patata& ('Di;o a'a:a), cinque ponti
('ci,we 'o:i). In queste trascrizioni ci limitiamo a considera-
re _un po' genericamente_ le consonanti, ignorando volutamen-
te dierenze vocaliche, che per ora ci svierebbero dall'obiettivo
particolare. Perci, la 1.5.e.1-4 mostra il breve periodo di sono-
rit in 4 stati sequenziali della glottide, in 3 fono-contesti: dopo
pausa o fono non-sonoro (come in tedesco Druck Abdruck ('Uk,
'ap&Uk)), tra foni sonori (come negli esempi italiani "centro-
meridionali& visti), e davanti a pausa o fono non-sonoro.
18 Pronuncia turca per italiani

1.5.e. Stati intermedi della glottide per la "semi-sonorit&.

1 + 2 +

3 + + 4 + +
. fonazione mista

(, , , ) {1 (pbX ), 2 (bp *
X ), 3 (bpX b), 4 (pbX p)}:
Tre contesti: (|'a, ap'a) (&aa'a) (a'pa, 'a|)

1.5. Gli accenti regionali italiani usano anche un grado lenito


(meno estremo) dei tipi di fonazione basilari: la non-sonorit ((,
, )) e la sonorit ((b, d, g)) leni, 1.5.f-g: le cartilagini arite-
noide (la parte in basso nella gura) sono aperte, mentre le pliche
sono accoste; nel primo caso non vibrano, nel secondo s.
Come si vede nella 1.6, i fonemi italiani /p, T, k/ (occlusi-
vi non-sonori) si realizzano come (non-sonori) leni nella pronun-
cia napoletana tipica: il cappotto (&ilp'OT:o) (ma non troppo
marcata, tant' vero che la gente non se ne rende conto, di soli-
to; mentre in pronuncia pi marcata abbiamo la realizzazione
intermedia con (, , )).
Molto pi evidente (tanto che sembra quasi sonorit piena
di (b, D, g)) la sonorizzazione lenita di /p, T, k/ semplici, nell'ac-
cento romano in posizione posvocalica: sapete (sa'be:de), o napo-
letano in posizione posnasale: un cantante (&ugn'da:de) (imita-
ti male come se fossero *(sa'be:De, &ugan'Da:De)). importante
non trasferire al turco queste realizzazioni regionali, come vedre-
mo pi avanti.
1.5.f-g. I tipi di fonazione leniti.

. non-sonorit . sonorit
lene (, s, h, ), A) lene (v, z, H, ")
2. Per pronunciar bene le vocali

Accostiamoci alle vocali (nel modo giusto)

2.1. Il metodo fonetico naturale ci mostra come sia facile dis-


tricarsi nell'apparentemente caotico campo dei suoni vocalici.
Ovviamente, si deve cominciare familiarizzandosi con le vo-
cali della lingua materna, invece d'avventurarsi coll'imitazione
"selvaggia& e insoddisfacente di ci che "si crede di sentire& (but-
tandosi proprio allo sbaraglio, senza saper davvero che cosa fare).
Anche se, purtroppo, per qualsiasi lingua, la pronuncia neu-
tra non la prerogativa normale dei parlanti nativi (che, gene-
ralmente, esibiscono pronunce regionali pi o meno marcate),
cominciamo col vedere quali sono le vocali della pronuncia neu-
tra italiana (che una conquista di chi s'impegna volontaria-
mente).
Si fa cos, per aver un punto di riferimento unico e sicuro,
per confronti successivi anche con gli accenti regionali (che so-
no il "pane quotidiano& della maggioranza), con tante pecu-
liarit diverse.
Per quanto riguarda l'uso del crono (:) e semicrono (;), per ora
suciente sapere che indicano un allungamento del segmento
(vocalico o consonantico) che li precede, indicativamente del
100% per (:), e del 50% per (;); bene memorizzarne l'uso.
Quindi, (:) indica il doppio, tranne che per (r:) italiano, che
andrebbe meglio indicato come (r;), ma (per l'occhio) risulta
migliore (r:).

2.2. ovvio che non ci si pu dare (n adar ai singoli par-


lanti), dicendo che una certa lingua ha un suono (cio un fo-
nema che suona, o che si realizza) come la prima vocale della
parola bene, se non abbiamo concordato che ci riferiamo alla
pronuncia neutra, che ha ('bE:ne). Infatti, pi della met de-
20 Pronuncia turca per italiani

gl'italiani non pronuncia aatto ('bE:ne), ma ('be:ne, 'be;ene, 'be;I-


ne, 'b:ne, 'b;ne, 'b;ne, 'b;ne). Per ora, facciamo attenzione
solo alla vocale accentata; in sguito, con pi pratica _ma, soprat-
tutto, consapevolezza_ sar semplice capire come interpretar
tutti i simboli usati qui. Al momento, pi che suciente sa-
per che, per ogni simbolo un po' diverso, c' una vera dierenza,
anche se dapprincipio non percepibile, per la maggioranza degli
adulti.
Normalmente, solo nell'Italia Centrale, troviamo davvero
('bE:ne), ma spesso anche ('bE;Ene, 'bE;ne) e, specie nella Toscana
tirrenica, anche ('bE;ne, 'b;Ene).
Perci, fondamentale arrivar a sapere con certezza sia ci
che s'intende suggerire, sia ci che ogni singolo parlante pronun-
cia eettivamente.

2.3. Quindi, necessario aver un criterio di riferimento sem-


plice e sicuro, vericabile prontamente (o con un maggior impe-
gno, se non si fosse proprio "nati per la fonetica&). La 2.1
mostra le posizioni estreme raggiungibili dal medesimo punto
(del centro del dorso della lingua) per la produzione di suoni
vocalici.
2.1. Vocoidi estremi (per lo stesso punto al centro del dorso).

i u

2.4. La 2.2 ci fa vedere, pi chiaramente ancora, il voco-


gramma (ingrandito e suddiviso in 30 caselle) corrispondente
a quelli in miniatura nei quattro orogrammi della 2.1. Sono
aggiunte anche le posizioni delle labbra per quei quattro suoni
vocalici, o meglio vocidi: (i, x, , u). Per (u), le labbra sono
arrotondate, come si vede anche dal relativo segnale nero: roton-
2. Per pronunciar bene le vocali 21

2.2. Punti estremi sul vocogramma (e posizioni labiali).


i u

do, mentre gli altri tre sono quadrati _ per indicar labbra non-ar-
rotondate, o (di)stese.

2.5. Passando alla 2.3, vediamo gli orogrammi (sempre coi


vocogrammi in miniatura) e coi labiogrammi dei nove elementi
vocalici necessari per la pronuncia neutra dell'italiano: (i, e, ,
E, a, O, , o, u).
fondamentale osservar bene l'altezza relativa in ogni oro-
gramma, riferendosi anche al rispettivo vocogramma, che poi
ritroveremo ingrandito (nella 2.4) per una migliore e pi
consapevole valutazione d'ogni vocoide in relazione agli altri.
Intanto, osserviamo (sempre nella 2.3) le posizioni labiali
per ognuno dei nove vocoidi italiani. Naturalmente, dobbiamo
soddisfare anche la curiosit di riferire tutto questo a noi stessi,
controllando con uno specchietto le nostre labbra (e le relative
aperture mascellari, che sono strettamente collegate: pi le lab-

2.3. I nove foni che realizzano i sette fonemi (rappresentati da cinque


grafemi) vocalici dell'italiano neutro.

i u

e o

E O

a
22 Pronuncia turca per italiani

bra s'aprono, pi s'abbassa la mandibola, e viceversa). Presto,


tutte queste "scoperte& diventeranno automatiche, per cui non
servir pi controllare con lo specchietto.

2.6. nalmente, consideriamo con molta attenzione la 2.4;


dapprima la parte a sinistra, pi semplice, per un primo impat-
to "indolore&; poi, anche quella a destra, pi particolareggiata
(e pi utile, al di l della maggior complessit apparente).
Infatti, il vocogramma completo ci mostra anche i segnali,
che ci danno parecchie informazioni simultanee. Prima di tutto,
la collocazione precisa del punto centrale del dorso della lingua
(molto meglio che nella 2.3). Inoltre, la posizione labiale (da-
ta, come s' visto, dalla forma del segnale). Inne, ci mostrano
chiaramente anche il riferimento all'accento possibile per ogni
vocoide.
I segnali neri indicano la sillaba accentata (preceduta da (')):
bella nota ('bEl:la, 'nO:Ta); quelli bianchi, sillaba inaccentata (o
non-accentata): vide bench cubo poich ('vi:D, b,'ke, 'ku:b,
pi'ke); quelli neri col centro bianco indicano vocoidi che ricor-
rono in entrambi i casi, sia in sillaba accentata che inaccentata:
pini vede patata solo usufrutti ('pi:ni, 've:De, pa'Ta:Ta, 'so:lo, &u-
zu'fruT:Ti).

2.4. I nove vocoidi italiani neutri posti genericamente sul vocogram-


ma (a) e gli stessi con collocazioni pi precise, grazie ai segnali (b): | =
nale davanti a pausa, = deaccentato.
i u /i/ (i) /u/ (u)

e o /e/ (e, /o/ (o,


['i/'u]-|) ['i/'u]-|)
E O /E/ (E, /O/ (O,
) )
a
() () /a/ (a)
2. Per pronunciar bene le vocali 23

2.7. Ovviamente, si deve vericar personalmente tutto que-


sto, memorizzando visivamente i simboli e i segnali, con le posi-
zioni relative nel vocogramma e coi labiogrammi, oltre alla me-
morizzazione uditiva dei timbri precisi di tutti questi vocoidi,
aiutandosi anche con registrazioni attendibili pure per l'italia-
no (E non vanno ascoltate una sola volta!)

2.8. Ora, siamo in grado di passare _con la necessaria prepa-


razione_ all'analisi delle vocali turche, ricorrendo anche a in-
dicazioni regionali italiane, per attirar l'attenzione su (utili) so-
miglianze e su dierenze (problematiche).
Per, dato che le vocali "lunghe& turche sono, in realt dei
dittonghi monotimbrici nell'accento internazionale, ma ditton-
ghi ditimbrici (anche se ristretti) in pronuncia neutra, non
male osservare che, in molte pronunce regionali italiane, le vo-
cali allungate foneticamente sono eettivamente dei dittonghi
monotimbrici o ristretti. Infatti, anche negli accenti marcati di
Roma e Milano, per esempio, invece d'aver ('=:), troviamo ('=;=),
in sillabe accentate non-caudate, e, invece di ('=:), abbiamo
('==), in sillabe accentate caudate: pane /'pane/ ('pa:ne)
('pa;ane), alto /'alto/ ('a:to) ('aato).
La 2.5 mostra le realizzazioni con dittonghi ristretti per
otto accenti regionali italiani.

2.9. Ora ecco alcuni esempi piuttosto marcati, sempre con


trascrizione fonemica e fonetica in pronuncia neutra, seguta
da quella regionale.
Torino: basta vino festa notte furbo /'basta, 'vino, 'fEsta, 'nOt-
te, 'furbo/ ('bas:ta, 'vi:n, 'fEs:ta, 'nOt:te, 'fur:b) = ('baAta, 'vi;I-
n, 'fta, 'ntt, 'fuUrb)to.
Genova: futuro sana vino sole verde /fu'turo, 'sana, 'vino,
'sole, 'verde/ (fu'tu:R, 'sa:na, 'vi:n, 'so:le, 'ver:de) = (f't;uR,
'sa;Ana, 'v;in, 'so;le, 'vRde)ge.
Bologna: aatto bella vuole luna tiro /af'fatto, 'bElla, 'vwOle,
'luna, 'tiro/ (af'fat:to, 'bEl:la, 'vwO:le, 'lu:na, 'ti:R) = ('fttP, 'b]-
l, 'v;], ']u;n, 'ti;r)bo.
24 Pronuncia turca per italiani

2.5. Dittonghi ristretti d'otto accenti regionali italiani.


Torino Genova
iI uU i u

e o


aA aA
Bologna Livorno
i u i u

e Po e oP

E O E O
a
Frosinone Napoli

Ii Uu Ii Uu
eI oU eI oU

E O E O

a A
Bari Palermo
i u
I U

e o
E O

0 a

Livorno: i punti ora moda i capitani /i'punti, 'ora, 'mOda, i-


kapi'tani/ (i'pun:ti, 'o:Ra, 'mO:da, i&kapi'ta:ni) = (i'punti, 'o;PR,
'mO;d, i&hapi'ta;ni)li.
Frosinone: stare venire treno come nove cura /s'tare, ve'nire,
'trEno, 'kome, 'nOve, 'kura/ (s'ta:Re, ve'ni:R, 'trE:no, 'ko:me, 'nO:ve,
'ku:Ra) = ('ta;R, v'nI;iR, 'trE;n, 'ko;Um, 'nO;v, 'kU;uR)fr.
Napoli: cane vino bene vena poco sole fumo /'kane, 'vino,
2. Per pronunciar bene le vocali 25

'bEne, 'vena, 'pOko, 'sole, 'fumo/ ('ka:ne, 'vi:n, 'bE:ne, 've:na, 'pO:-
ko, 'so:le, 'fu:m) = ('kA;n, 'vI;in, 'bE;n, 've;In, 'pO;, 'so;U-
l, 'fU;um)na.
Bari: cane fatto vino bene festa poca notte fumo /'kane,
'fatto, 'vino, 'bEne, 'fEsta, 'pOka, 'nOtte, 'fumo/ ('ka:ne, 'fat:to, 'vi:-
n, 'bE:ne, 'fEs:ta, 'pO:ka, 'nOt:te, 'fu:m) = ('k;n, 'ftt, 'vi;n,
'be;n, 'fEst, 'po;k, 'nOtt, 'fu;m)ba.
Palermo: dire tto duro tutto bene ecco dove notte patata
/'dire, 'fitto, 'duro, 'tutto, 'bEne, 'Ekko, 'dove, 'nOtte, pa'tata/ ('di:R,
'fit:t, 'du:R, 'tut:t, 'bE:ne, 'Ek:ko, 'do:ve, 'nOt:te, pa'ta:ta) = ('dI;-
R, 'fItt, 'dU;R, 'tUtt, 'b;n, 'kk, 'd;v, 'ntt, p-
'ta;t)pa.

Gl'italiani e le vocali turche

2.10. Ricordiamo che la pronuncia del turco che presentiamo


di tipo internazionale Pi semplice di quella neutra, ma pi
che suciente per farsi capire da nativi (e no), oltre che per ca-
pirli adeguatamente. Pi avanti ( 7), mostreremo anche la voca-
li della tipica pronuncia neutra del turco, decisamente un po'
pi complicata, che bene conoscere almeno passivamente, per
capir ancora meglio i nativi.
Nel nostro Turkish Pronunciation Accents trattiamo anche
la pronuncia tradizionale (con ulteriori complicazioni pure to-
netiche), nonch quella mediatica (con altre sue peculiartit e
complicazioni), oltre a 16 accenti regionali e 11 stranieri. Ovvia-
mente, arrivando a conoscer anche tutte queste altre caratteristi-
che, ci si mette in grado di capire e farsi capire ancora meglio.
Comunque, ci che diamo in questo libro pi contenuto
pi che suciente.

Le 2.6-10 mostrano adeguatamente le otto vocali, che pos-


sono esser sia brevi che lunghe, distintivamente. Le "lunghe&,
in realt, sono d'uso abbastanza contenuto e realizzate come
dittonghi monotimbrici, (i[i], y[y], $[$], u[u] [], #[#], []
26 Pronuncia turca per italiani

2.6. Vocogramma delle vocali turche internazionali.


/i[:]/ (i[i]) /M[:]/ (M[M])
/y[:]/ (y[y]) /u[:]/ (u[u])

/[:]/ ([]) /[:]/ ([])


/#[:]/ (#[#])
/a[:]/ (a[a])

2.7. Orogrammi delle vocali turche internazionali.

i y M u

# a

2.8. Labiogrammi delle vocali turche internazionali.

i y M u

# a

2.9. Palatogrammi delle vocali turche internazionali.

i y M u

# a

a[a]), invece che come vere vocali lunghe, come in italiano (seb-
bene, in molte pronunce regionali italiane, troviamo proprio
2. Per pronunciar bene le vocali 27

dei dittonghi, e non solo monotimbrici, ma anche ditimbrici,


piuttosto evidenti).

2.11. Ecco (nalmente) degli esempi turchi:


/i[:]/: iplik (ip'li), ine (ii'n), bir ('bi), iletiim (i&lti'Sim),
/y[:]/: d ('dyS), dme (dyy'm), zldm (&yzyl'dym),
/$[:]/: k$na (k$'na), $t$r ($'t$r), k$l$b$k (&k$$'b$k),
/u[:]/: ulak (u'ak), uur (uu'ur), upuzun ('upu&zun),
/[:]/: sen ('sn), kel ('l), ekmek ('m), perende (p'rnd),
/#[:]/: rt (#r'ty), le (##'l), gl ('#l), ofr (S'f#r),
/[:]/: kol ('k), olan ('an), protokol (&prt'k),
/a[:]/: laf ('laf), kr ('aar), kar ('kar), almak (a'mak), karava-
na (&kara'vana).

2.12. La 2.10 mostra anche i principali dittonghi ditimbri-


ci del turco internazionale, illustrati dai seguenti esempi, dai
quali si vede bene che i secondi elementi di dittonghi col primo
elemento arrotondato sono anch'essi arrotondati:

2.10. Principali dittonghi turchi internazionali.


/ii/ (ii) /Mi/ (Mi)
/M#/ (M#)
/i/ (i)
// ()
/a/ (a)
/ai/ (ai) /a/ (a)

/yi/=/yy/ (yy) /ui/=/uy/ (uy)


/ua/ (ua)
/y/ (y)

/#i/=/#y/ (#y) /i/=/y/ (y)


28 Pronuncia turca per italiani

/ii/: giymek (ii'm), /i/: bey ('bi), /ai/: ay ('ai), /$i/: k$ymet
(k$$'mt), /yi/: ty ('tyy), /#i/: ky ('#y), /i/: boy ('by), /ui/:
duy ('duy) (compresi casi come /a, , a, y, $#, ua/: realizm
(ra'lizm), neon ('nn), kaos ('kas), do ('dy), /$#/: a$ler
(a'c$#L&cr), sual ('sual)).

2.13. Aggiungiamo alcuni esempi con vocali fonemicamen-


te lunghe, ma foneticamente brevi: /i:/: dier ('dir), /y:y/: zrt
('zyyrt), /$:$/: $$l ('$$), /$:a/: s$a ('s$a), /u:u/: uur ('uur),
/:i/: ei ('ic), /:/: ee ('[i]), /a:a/: aa ('aa), /a:$/: a$ ('a$),
/a:u/: austos (aus'ts), /#:y/: n ('#yn), /#:/: e ('#), /:u/:
souk ('suk), /:a/: soan ('san).

2.14. Altre sequenze vocaliche (dittonghi e iati) si possono


presentare in termini soprattutto tecnologici di derivazione allo-
glotta, come aerodinamik (&ar&dina'mi), o flor (fly'r).
3. Per pronunciar bene le consonanti

3.1. Oltre a un certo numero di vocali, le lingue hanno anche


delle consonanti; di solito, pi numerose. Generalmente, si d
il numero dei fonemi anche per le consonanti, sebbene sia nor-
male aggiungere pure alcune varianti combinatorie importanti
(o tassfoni).
Nel metodo canIPA della fonotonetica naturale, si mostrano
con simboli adeguati tutti i tassofoni che ricorrano in una lingua,
per descriverne accuratamente la pronuncia. Questo permette
a chiunque di confrontar la pronuncia di due o pi lingue, per
scoprirne somiglianze e dierenze, per apprender e insegnar be-
ne la pronuncia di quelle lingue.
Per, come faremo qui, se ne pu anche semplicar un po' la
descrizione, scegliendo una pronuncia normalizzata e regolare,
e decidendo di limitar il numero dei foni e dei simboli da usare,
ma sempre senza produrre qualcosa d'articioso, che non sareb-
be di nessun'utilit: proponiamo la pronuncia internazionale
del turco, pur non trascurando d'indicar le dierenze rispetto
alla pronuncia neutra (e qualche altra sfumatura).

3.2. Senza scender troppo nei particolari, con peculiarit che


non servono per il turco neutro o l'italiano, presentiamo in mo-
do semplice (ma non senza il necessario rigore) ci che bisogna
sapere sulle consonanti, per arrivar a conoscer quanto basta del-
le caratteristiche consonantiche delle due lingue.
Si procede per modi d'articolazione, cio raggruppando l'appa-
rente caos dei suoni consonantici in gruppi omogenei, per impa-
rar a conoscerli adeguatamente. I modi d'articolazione riguarda-
no la maniera in cui l'aria espiratoria viene incanalata attraverso
le cavit dell'apparato articolatorio (per cui si rivedano, meglio
della prima volta, le 1.1-3).
30 Pronuncia turca per italiani

Segnaliamo solo che per le consonanti lo spazio articolatorio


disponibile molto superiore a quello delle vocali (che si limita-
no allo spostamento {del dorso della lingua} di 2 o 3 centimetri
per tutto l'mbito del vocogramma, e al possibile arrotondamen-
to labiale).
Le consonanti, invece, si possono articolare dalle labbra (da
sole, per (m p, b)), no alla laringe (per ( h)), con tutte le po-
sizioni intermedie, che (estremi inclusi) si chiamano punti d'ar-
ticolazione.
Quelli che servono per il turco e l'italiano (comprese alcune
varianti, anche regionali) sono soprattutto: bilabiale (m p, b),
labiodentale (M f, v), dentale ( s, z T, D q, Q l), alveolare (n
, r, R l), postalveo-palatale ( L c, g S, ), postalveo-pala-
to-prolabiato (c, G S, Z), palatale (N j L), pospalatale (n K, G),
prevelare (H k, g), velare (, k, g), velo-labiato (w), laringale
( h).
La 3.0 d le consonanti del turco internazionale.

3.0. Tabella delle consonanti del turco inernazionale.


alveolare semivelariz.
dentale semivelariz.

postalveo-palatale
postalveo-palatale
labiodentale

pospalatale
protruso

prevelare
alveolare

laringale
bilabiale

palatale
dentale

velare

m (M) ()() n () (n) (N) () (,) ()


pb TD (k G) k g {}
cG
fv
sz S Z
j h
() () r l 7

3.3. Per i nasali, l'aria esce dalla cavit... nasale (appunto!),


perch nella cavit orale s' formato un ostacolo che ne impedi-
sce il passaggio. Il velo s'abbassa e, perci, l'aria espiratoria sale
e passa nella cavit nasale, uscendo, inne, dalle narici.
3. Per pronunciar bene le consonanti 31

In italiano abbiamo 3 fonemi nasali: /m, n, N/, mai noi bagno


('ma;i, 'no;i, 'baN:No). Abbiamo anche un certo numero di tassofoni
per /n/ seguto da consonanti diverse: con Paolo (kom'pa;olo)
con Fabia (koM'fa:bja), con Gina (ko'Gi:na), con Gneo (koN-
'NE;o) con Carla (ko'kar:la). La 3.1 mostra pure queste artico-
lazioni, da esplorare per bene, tanto pi che molte servono an-
che per il turco (pur avendo impieghi un po' diversi).

3.4. Il turco ha solo due fonemi nasali, che corrispondono


a quelli italiani: m /m/ (m) e n /n/ (n). Questi sono necessari,
anche se aggiunger i vari tassofoni mostrati nella 3.1 d auten-
ticit alla pronuncia, come si vede dagli esempi seguenti: emin
('min), kendim ('dim), kambur (kam'bur), stanbul (is'tam-
bU), enfes (M'fs), insancil (&isan'ci), anten (a'tn), sonra
('sra, 'snra), inlemek (&inl'me), senin lalangan (s'ni a'a-
gan), manca (man'Ca), kanyon (kaN'jn), denk ('d), bank
('bak), inha (in'aa), ben Alman$m ('b na'man$m), bugn
leden sonra ('buy n##l'ds&ra, -sn&ra).
3.1. Consonanti del turco inernazionale: nasali.

m M

n N

3.5. Gli occlusivi bloccano completamente il passaggio del-


l'aria in un punto della cavit orale, come si pu vedere nella
3.2. L'italiano ha tre coppie d'occlusivi: /p, b t, d k, g/. Sono
32 Pronuncia turca per italiani

coppie difoniche costituite da un elemento non-sonoro, (p, t,


k), e da un altro sonoro, (b, d, g): pacca bacca ('pak:ka, 'bak:ka),
tuo duo ('tu;o, 'du;o), cara gara ('ka:ra, 'ga:ra).
Invece, il turco ha quattro coppie (difoniche) d'occlusivi:
/p, b t, d , k, g/ (coll'aggiunta del diafonema laringale (),
di secondaria importanza in pronuncia internazionale. Le quat-
tro coppie d'occlusivi sono esattamente (p, b t, d , k, g).
Esempi: polip (p'lip), baba (ba'ba), tatl$ (tat'$), dede (d-
'd), gaga (ga'ga), kitap (i'tap), kek ('), kr ('aar), kar ('kar),
kok ('kk). Le sequenze kl e gl, in prestiti stranieri, hanno /l,
l/: klan ('lan), klik ('li), klo ('lS), e glase (-la's) (ma glikol
(g-li'kl)).

3.2. Consonanti del turco inernazionale: occlusive.

pb td


8 kg

3.6. Il modo d'articolazione degli occlu-costrittivi, come


dice il termine articolatorio (molto pi chiaro di quello uditivo
"aricati&) risulta dalla combinazione d'una prima fase occlusi-
va e una costrittiva. fondamentale sapere che la prima omor-
ganica alla seconda (cio prodotta nello stesso punto d'articola-
zione) e che non si tratta di semplici sequenze di (t, d) + (s, z S,
Z), come fanno imprudentemente pensare i simboli separati. D'al-
tra parte, (q, Q c, G), di per s, durano come qualsiasi altra con-
sonante semplice e breve, mentre le sequenze (ts, dz tS, dZ) so-
no davvero due segmenti separati (nelle lingue che li hanno).
L'italiano ha le due coppie (difoniche) dentale (q, Q) e postal-
veo-palato-prolabiata (c, G); i dentali, in italiano neutro e, gene-
ralmente, centromeridionale sono autogeminanti: stazione (staq-
'qjo:ne), azoto (aQ'QO:to), (la) zia ({laQ}'Qi;a); (c, G) ciliegie (ci-
'ljE:Ge).
3. Per pronunciar bene le consonanti 33

In pronuncia toscana, (c, G) semplici posvocalici si realizza-


no come costrittivi: le ciliegie (&leSi'ljE:Ze); in pronuncia centro-
-meridionale, (c) tende alla riduzione, (S); mentre (G) s'autoge-
mina: dice le ciliegie ('di:S, &leSi'ljEG:Ge).
Al Nord, pi tipicamente, (q, Q) si realizzano come sequenze:
stanza ('TaaTsa), zanzara (Dza'Dza;aRa); mentre (c, G) non
hanno, perlopi, la protrusione: ciliegie (ci'je;ege). La 3.3
mostra gli occlu-costrittivi considerati, per utili confronti
I toscani rendono /c, G/, semplici intervocalici, con (S, Z.
Gl'italiani al di sotto della Toscana devono evitar anche di mutar
(Z) posvocalico in (GG).

3.7. Per i costrittivi (secondo il pi consigliabile termine


articolatorio, sebbene pi noti col termine uditivo di "fricativi&)
s'eettua una forte stretta articolatoria che costringe l'aria espira-
toria in un passaggio tanto angusto da produrre il rumore di
frizione, udibile anche nei foni sonori. L'italiano ha due coppie
difoniche: labiodentale (f, v) e dentale (solcata) (s, z): fava ('fa:va),
susine (su'zi:n).
Le pronunce italiane settentrionali pi tipiche hanno un'arti-
colazione alveolare, (, z): (u'zi;in) (in Emilia-Romagna l'artico-
lazione ancor pi arretrata). L'italiano ha pure il costrittivo
postalveo-palato-prolabiato non-sonoro (S): lascia ('laS:Sa), (la) sce-
na ({laS}'SE:na), che, come si vede dalle trascrizioni, geminato
in posizione posvocalica (perch "autogeminante& in pronuncia
neutra, nonch centromeridionale).
3.3. Consonanti del turco inernazionale: costrittive e occlu-costrittive.

fv sz SZ

qQ

cG C
34 Pronuncia turca per italiani

Invece, il sonoro corrispondente non autogeminante e s'usa


solo in parole straniere (perlopi francesi): abat-jour (&aba'Zu:r).
Inoltre, gl'italiani settentrionali, generalmente non hanno la
protrusione labiale e nemmeno l'autogeminazione (e spesso fan-
no sentire un (j)): pesce ('pe:Se, 'pe;eSe), lascia ('la:Sja, 'la;a-), abat-
-jour (&aba'u:r, -u;ur).
La 3.3 mostra le tre coppie difoniche di costrittivi turchi,
(f, v s, z S, Z), e quella degli occlu-costrittivi, (c, C), omorgani-
ca all'ultima coppia di costrittivi (anche alcune articolazioni
importanti per l'italiano, comprese varianti regionali), per un
utile confronto.
Esempi: figratif (fi&yra'tif), verev (v'rv), ses ('ss), zevalsiz
(&zval'siz), ie (Si'S), jeoloji (&Zl'Zi), garaj (ga'raZ), e ('cc),
cici (Ci'Ci), ocuk (c'Cuk).

3.8. Il modo d'articolazione approssimante produce dei fo-


ni continui con pochissimo rumore, percepibile solo in quelli
non-sonori, mentre viene coperto dalla "voce& in quelli sonori.
Rispetto ai costrittivi (che sono, appunto, molto pi rumorosi)
c' pi spazio fra gli articolatri ( 3.4). L'italiano ha due appros-
simanti (sonori), palatale (j) e velo-labiato (w): ieri ('jE:ri), piano
('pja:no), uovo ('wO:vo), quale ('kwa:le).
Anche il turco ha due approssimanti. Il primo, y /j/ (j) pa-
latale (sonoro): yiv ('jiv), y$r ('j$r), ya ('jaa), oya ('ja), $s$yay$m
($'s$jaj$m), somya ('sm-ja), radyan (rad'jan), radyo ('rad-j),
istasyon (&istas'jn) (ma reaksiyon (&raksi'n)), yz ('jyz), yol ('j).
Le sequenze /ij=/ si realizzano (i=), tranne in pronuncia pi
tradizionale, che ha (ij=): Fethiye ('ft-i). In pronuncia media-
tica, anche /j=/ e /=ji/ posson avere /j/ (`): Doubeyazit ('du-
b[j]a&z$t), acayip (a'Ca[j]ip).
3.4. Consonanti del turco inernazionale e italiano: approssimanti.

j w h
3. Per pronunciar bene le consonanti 35

3.9. Il secondo approssimante turco, h /h/ (h) ( 3.4), larin-


gale non-sonoro. Quindi, abbiamo: //: hala ('aa), hilaf (i-
'laf), saha (saa'a), halhal (a'a), sulh ('sul), Salihli (saa'li-
li), hah ('a), talih (taa'li). Mostriamo anche i seguenti esem-
pi, con /h0, h/, nei quali /h = :/, perch anche in pronun-
cia internazionale spesso diventano come mostrato: ahap (a-
'Sap aa'Sap), bahi (ba'SiS baa'SiS), Ahmet (a'mt aa'mt), kah-
ve (ka'v kaa'v), ihlal (i'lal ii'lal), mthi (myt'iS), ahar (a-
'ar aa'ar), seher (s'r s'r).
Colloquialmente, per, troviamo /h/ = (H, `), cio ()
senz'allungamento vocalico: ahar (a'Har a'ar), seher (s'Hr s-
'r), mhendis (&myH'dis, my-).
Parole come konseptualizm /knsptua'lizm/ posson aver una
(con)sonante intensa: (kn&sptua'lizm, -'liz).

3.10. Per il modo d'articolazione vibrante (con la sottoca-


tegoria vibrata), l'italiano ha un fonema alveolare, /r/ (r), con
(R) in sillaba inaccentata: raro ('ra:Ro), arte ('ar:te), ricredersi (Ri-
'kre:deRsi). Come si vede nella 3.5, per (r), l'apice della lingua
(accostato leggermente agli alveoli) produce due rapidi battiti,
causati dall'aria espiratoria, mentre ce ne sono tre per (r:). Ma,
non si tratta di movimenti "volontari&, come per altri contoidi.
Invece, per (R), c' il solo rapido contatto iniziale (indipendente
dall'aria, come per un rapidissimo d alveolare, (D)).
Il turco internazionale ha un fonema del tipo "vibrante&, si-
mile all'r spagnolo, // (), come in interpretar (i&tepe'ta). Una
realizzazione cos potrebbe esser suciente per una pronuncia
accettabile e piuttosto comprensibile del turco. Esempi di /r/:
3.5. Consonanti del turco inernazionale: vibrato (r) e approssimante
(T) (con quattro articolazioni inadatte).

R r

K
36 Pronuncia turca per italiani

raf ('raf), iri (i'ri), sor ('sr), drt ('d#rt), k$rk ('k$rk), rezerv (r-
'zrv), tren (t'rn).
La 3.5 mostra anche, nella seconda riga articolazioni uvula-
ri (vibrante, vibrata, costrittiva e approssimante, nell'ordine,
che non sono aatto adatte al turco). D'altra parte, mostra anche
un'articolazione approssimante alveolare, (T), che potrebbe ag-
giunger autenticit alla pronuncia turca internazionale, soprat-
tutto alla ne di parole.

3.11. Inne, i laterali, sono consonanti prodotte contraen-


do la lingua lateralmente (appunto!), per cui l'aria espiratoria
passa ai lati della massa linguale. La 3.6 mostra diverse ar-
ticolazioni: le due pi importanti per il turco internazionale so-
no la terza e la quarta, (l, ) (come si vede dall'orogramma, ()
anche semivelarizzato). Le prime due, (, ), e la quinta, (L),
sono tassofoni (assimilatri), per una pronuncia pi naturale;
(, ) ricorrono davanti a consonanti dentali; mentra la quinta,
(L), s'usa davanti a (c, C S, Z).
La sesta articolazione laterale, mostrata nella 3.6, // (X),
la realizzazione neutra (laterale velare, non "velarizzata&, (),
come spesso descritta e simbolizzata, che suona troppo "for-
te&, o troppo "cupa& per il turco). Gli ultimi due orogrammi
mostrano altre articolazioni non adatte: prepalatale e palatale,
(, L), troppo "chiare&. In realt, (l) sucientemente dierente
da potersi opporre a (), senza sonar forzato. Per esempio: sol
('s) "sinistro& e sol ('sl) "sol&.

3.6. Consonanti del turco inernazionale: laterali // (), /l/ (l).

+ + +
l l

+ + +
] L

+ + +
L
3. Per pronunciar bene le consonanti 37

Sicch, il turco ha due fonemi laterali: /, l/. Il secondo si


pu considerar anche come xenofonema, o anche diafonema,
usato particolarmente nei prestiti (come anche /, /), oppure,
come un tassofono vicino a vocali anteriori, /i, y, , #/.
Tuttavia, il contoide dell'accento neutro un po' dierente:
sempre alveolare, ma non bilaterale, bens unilaterale, /l/ (x), il
che aumenta la dierenza uditiva con // (X) ( 7).
Esempi per i laterali: lala ('aa), pul ('pu), lolo ('ll), lale (laa-
'l), bil ('bil), gl ('yl), malul (maa'lul), iltimas (&iti'mas), malt$z
(ma't$z), malca ('maCa), salon (sa'n), rol ('rl), plaj (p'laZ),
salisilat (sa&lisi'lat).

3.12. Come l'italiano, anche il turco ha consonanti gemina-


te, che normalmente vanno rispettate, anche se sono meno pre-
senti che nella nostra lingua, nota nel mondo soprattutto per
le sue molte geminate, comprese quelle non mostrate dalla graa.
La geminazione italiana deriva per assimilazione da gruppi
consonantici latini con elementi diversi e distintiva, per esem-
pio: nono ('nO:no), nonno ('nOn:no), tufo ('tu:f), tuo ('tuf:f),
bevi ('be:vi), bevvi ('bev:vi), somari (so'ma:Ri), sommari (som'ma:-
Ri), ammicco (am'mik:k), amico (a'mi:k), annullare (&annul-
'la:Re), anulare (&anu'la:Re) si consideri anche attaccasse (&attak-
'kas:se) (che costituisce una vera "sda& per stranieri, nonch
per italiani settentrionali).
C' da tener presente anche la cogeminazione (in questi esem-
pi con ha a), come in (ad'det:to) sia per addetto che per ha detto,
o casi come (al'lu:m) per allume (di rocca), al lume (di cande-
la) e a lume (di naso). Invece, l'allungamento vocalico non di-
stintivo, in italiano, contrariamente al turco (e altre lingue).
4. Strutture

L'armonia vocalica

4.1.1. Una delle pi peculiari caratteristiche della pronuncia


del turco riguarda la distribuzione delle vocali nelle parole deter-
minata dall'armonia vocalica Le vocali si classicano come ante-
riori /i, y, , #/, o posteriori /$, u, , a/, e alte /i, y, $, u/ o basse
/, #, , a/, e non-arrotondate /i, , $, a/ o arrotondate /y, #, u, /.
Secondo l'armonia vocalica, il tipo di vocale (anteriore o po-
steriore) che ricorre nella prima sillaba d'una parola determina il
tipo delle vocali nelle sillabe seguenti.
Perci, abbiamo (con vocali anteriori): sekiz (s'iz), seksen
(sk'sn), sinirlerimiz (si&nirlri'miz), lmediler (&#lmdi'lr); el-
ler (l'lr), ellerim (&ll'rim), ellerime (&llri'm).
E (con vocali posteriori): dokuz (d'kuz), doksan (dk'san),
s$n$rlar$m$z (s$&n$rlar$'m$z), olmad$lar (&mad$'ar) atlar
(at'ar), atlar$m (&at-a'r$m), atlar$ma (at&ar$'ma).

4.1.2. Indubbiamente, non mancano l'eccezioni come: an-


ne ('ann), karde (kar'dS), inanmak (&$nam'mak, -n'm-), iman
(SiS'man), hangi ('ai), elma (l'ma), imza (im'zaa), memur
(m'mur).
I sussi invariabili sono eccezioni: -da (daS), -gen (n), -gil
(il), -en (n), -izm (izm), -ken (n), -ki ('i), -leyin (l[j]in), -mtrak
(mtrak), -yor (jr).
Ecco alcuni esempi: alt$gen (&at$'n), k$smen ('k$smn), fa-
talizm (&fata'lizm), akamleyin (ak'Saml&[j]in), ekimtrak (&Simt-
'rak).
Anche certi clitici sono eccezionalmente invariabili: bile (bi-
'l), ile (i'l), ise (i's), ki (i), ya (ja), come in: bunlar ise (bun-
'lari&s).
40 Pronuncia turca per italiani

4.1.3. Normalmente, le vocali non-arrotondate sono seguite da


vocali non-arrotondate Ma le vocali arrotondate sono seguite o da
vocali alte arrotondate oppure da vocali basse non-arrotondate Per-
ci, abbiamo:
i o e /i, / + i o e /i, /,
$ o a /$, a/ + $ o a /$, a/,
o /y, #/ + o e /y, /,
u o o /u, / + u o a /u, a/.
Ma, siccome le cose semplici non fanno parte di questo mon-
do, troviamo quest'altre eccezioni (con m p b v /m, p, b, v/
fra a /a/ e u /u/): amur (ca'mur), tapu (ta'pu), kabuk (ka'buk),
tavuk (ta'vuk).

4.1.4. Tranne i sussi invariabili, come s' visto sopra, gli


altri sussi possono aver e o a /, a/, oppure i /i, y/, o $ u
/$, u/. Perci, troviamo:
ev ('v), eve ('v), evin ('vin),
otobs (&t'bys), otobse (&tby's), otobsn (&tby'syn),
orman (r'man), ormana (&rma'na), orman$n (&rma'n$n),
okul ('ku), okula (&ku'a), okulun (&ku'un).

4.1.5. Certi prestiti hanno sussi con vocali anteriori, pur


avendo lessemi con vocali posteriori: gol (g'ly), kapler (kap-
'lr), saatin (saa'tin), hakikatsiz (a&iikat'siz).

Tassofonica

4.2.1. Il turco ha poche possibilit per quanto riguarda i


gruppi consonantici. Infatti, all'inizio di parola, le parole genui-
namente turche hanno limitate possibilit di scelta per i gruppi.
Nei prestiti, solo la lingua "uciale& pu aver gruppi for-
mati da occlusivi (/p, b, t, d, , , k, g/) seguiti da /r , l/. In
certi casi, i gruppi stranieri possono cominciare con /s/ seguito
da /p, t, , k/; in casi pi rari, si posson aver anche i gruppi /sr,
4. Strutture 41

s, sl/. I parlanti turchi occidentalizzati possono senz'altro


usar tutti questi gruppi.

4.2.2. Tuttavia, di solito, colloquialmente tutti questi gruppi


passano a sequenze bisillabiche, coll'aggiunta di /i/ o /$/ all'inter-
no dei gruppi o all'inizio. Ma le parole che sono entrate in turco
da tempo sono state adattate anche nell'ortograa: istasyon (&is-
tas'jn) (station), iskele (is'l) (scalo), istavroz (&istav'rz) (stav-
ros), skdar (ys'ydar) (Scutari).
Esempi: grev (g'rv, g$'rv), kral (k'ra, k$'ra), plan (p'lan, pi-
'lan), tren (t'rn, ti'rn), psikoz (p-i'kz, &pisi'-, pis'-), psiik (p-si'Si,
&pisi'-, pis'-), ptiyalin (p-&ti[j]a'lin, pi&ti-, ip&ti-), program (p-rg'ram,
&p$r'-), potpuri (&pt-pu'ri, &pt$-), spor (s'pr, is'pr, si'pr), stil
(s'til, is'til, si'til), stres (st'rs, ist'rs, sit'rs), klp ('lyp, y'lyp,
k$'lyp), spiker (s-pi'r, &ispi-' &sipi-'), grip (g'rip, g$'rip), fren (f'rn,
fi'rn), santral (sat'ra, &sat$'ra), plaj (p'laZ, pi'laZ), elektrik
(&lt'ri, -ti'ri), stadyum (s'tad-jum, is'-), film ('film, f'lim, 'filim).

4.2.3. In posizione nale di parola gruppi di due elementi so-


no permessi (purch non ci siano geminate): sarf ('sarf), fark ('fark),
zamk ('zamk), renk ('r), kart ('kart), st ('yst), ak ('aSk), baht
('bat), teyp ('tip), gen ('nc), fel ('fLc), bronz (b'rz), ans
('Sas), alarm (a'arm), bant ('bat), krk ('yr), kazan (ka'zanc),
ift ('cift), boks ('bks), raks ('raks), inan (i'nanc), tunk ('tuk),
glnk (y'ly), alt ('at), c$lk ('C$k), ilk ('il), erk ('r), turp
('turp), ders ('drs), kent ('t), drt ('d#rt).

4.2.4. In posizione interna di parola, i gruppi di due o tre


consonanti si dividono, lasciando l'ultimo elemento all'inizio
della seconda sillaba: $zgara ($z'gara), ah$ (a'c$), apka (Sap-
'ka), akam (ak'Sam), kahve (ka'v, kaa'v), kibrit (ib'rit), kp-
r (#p'ry), dnya ('dyN-ja), eya (S'ja), kertenkele (r't&l),
Ankara ('aka&ra), ltfen (lyt'fn), hafta (af'ta), ay$rtmak (&aj$rt-
'mak), boaltmak (&bSat'mak), karpuz (kar'puz), doktor (dk-
'tr), banka ('baka), birka (bir'kac), makbuz (mak'buz), imek
(ic'm), ifti (cift'ci), farkta ('fark-ta), abartmak (&abart'mak),
42 Pronuncia turca per italiani

korkmak (krk'mak), silkmek (sil'm), iflas (if'las), ifa (if'Sa),


ihtar (i'tar), aplak (Sap'ak), stadyum (s'tad-jum, is-), israf (is-
'raaf), iftsay$ ('cift-sa&j$), iftkap$ ('cift-ka&p$), itlik (cit'li).

4.2.5. Il turco pu usare distintivamente consonanti semplici


e geminate, ma solo all'interno di parola: beyine (&bji'n), beyyine
(&bjji'n), eli ('li), elli (l'li), kese ('s), kesse (s's), kat$ (ka-
't$) "dicile&, katt$ (kat't$) "(egli) aggiunse& ( kat$ (ka't$$)
"dicile&, kat$ (kaa't$) "secante&), e katt$ ('katt$) "era un pavi-
mento&), biti (bi'ti), bitti (bit'ti), ama ('ama) (ma anche (a'ma)),
amma ('amma) ( m (aa'maa)).
Ecco alcuni esempi di consonanti "lunghe& (geminate): milli
(mil'lii), belli (bl'li), yollamak (&ja'mak), yollanmak (&jam-
'mak) (tradizionalmente (&jXXn'mk)), dikkat (di'kat), bakkal
(bak'ka), muhakkak (&muak'kak), teekkl (&tS'yl), hatta
('attaa), mfetti (&myft'tiS), Allah (a'a), anne ('ann), evveli
(&vv'li).

4.2.6. Come sappiamo, il turco pu usar distintivamente vo-


cali brevi e "lunghe& (o meglio, geminate o dittonghi ristretti):
hal ('al) "soluzione; mercato (coperto)&, hal ('aal) "condizio-
ne&, da ('da), da ('daa), sat! ('sat), saat ('saat) (traditionalmente:
('st)), adet (a'dt), det (aa'dt), ama ('ama), m (aa'maa),
dahi (da'i) (a volte anche (da'ii)), dhi (daa'i), tarihi (&tari'i),
tarih (&tari'ii), katil (ka'til) murder', katil (kaa'til) murderer',
dn ('dyn), dn ('dyyn).

4.2.7. L'ortograa turca non mostra sempre le vocali "lunghe&


(e, l'accento circonesso, che in certi casi dovrebbe essere scritto
per indicar le vocali "lunghe&, oggi sempre meno usato). An-
che le seguenti parole hanno vocali "lunghe&, nonostante la loro
scrittura: memur (m'mur), mide (mii'd), munis (muu'nis), ta-
ne (taa'n), gya ('yyja).

4.2.8. Qualch'esempio precedente ha gi mostrato che, non


solo in posizione mediana, ma pure iniziale, anche le sequen-
4. Strutture 43

ze /j, r, , l/ vengono separate: iplik (ip'li), abla ('ab-a),


katla (kat'a), etnik (t'ni), etli (t'li), evrim (v'rim), bakla (bak-
'a), parkta (park'ta), partner (part'nr), parya ('par-ja), sama
(sac'ma), sprnt (&syp-ry'ty), tedris (td'ris), meklik (m'li),
radyo ('rad-j) glikol (g-li'kl), gnays (g'nais).

4.2.9. Nelle ritmie, le consonanti nali semplici, o in gruppi,


(/=/) seguite da vocale vengono risillabate come (=) (tranne
che nella pronuncia pedante tradizionale): teekkr ederim! (&t-
S'y r'drim), ok iyi! (&ci'ji).
Colloquialmente, s'applica la stessa regola dell'assimilazione
di sonorit, che attiva nella formazione delle parole, e ge-
neralmente attiva anche nelle ritmie. Perci, come arap (Sa'rap)
d arab$ (&Sara'b$), cos possiamo trovar anche arap ald$m
(Sa&raba'd$m), invece di (Sa&rapa'd$m), che pi tipico della
lingua accurata.

Assimilazione

4.3.1. Ora dobbiamo considerare sistematicamente l'assimi-


lazione Ovviamente, ci sono almeno due tipi d'assimilazione:
l'articolatoria, che riguarda la perdita o la fusione di certi segmen-
ti, e quella di sonorit
Abbiamo gi visto la normalissima assimilazione di /n[]/
(e quella pi limitata di /m/ = (M) + /f, v/). del tutto naturale,
sebbene, in pronuncia tradizionale, i parlanti cerchino d'evitar-
la, piuttosto sorprendentemente, a causa dell'inusso dell'orto-
graa. Anche /[], l[]/ presentano assimilazioni moderate.
Lo stesso succede con /n[], n[]l/, che di solito diventano (nn)
(sebbene in pronuncia neutra e tradizionale si tenda a non assimi-
lare): dinlemek (&dinne'm -nl-), gnler (yn'nr -n'l-), karanlik
(&karan'ni -n'l-), onlar (n'nar -n'-), yanl$ (jan'n$S -n'-), zaman-
l$ (&zaman'n$ -n'-).
Pi raramente, troviamo anche /m, ml/ (mm): akamlar (&ak-
Sam'mar -m'-).
44 Pronuncia turca per italiani

4.3.2. Nelle sequenze di /z/ + consonanti nonsonore /p, t, ,


k, c, f, s, S, /, abbiamo /z/ = /s/: yz para ('jys pa'ra), gzta$ (&#s-
ta'S$), pezkr (ps'yr), mezhep (ms'p), dzse (dys's), gelmez-
se (&lms's), gzsz (#s'syz), tuzsuz (tus'suz), yazs$n (jas's$n),
sekiz sene (s'is s'n), dokuz ehir (d'kus S'ir, S'ir).
Invece, nelle sequenze di /s, S/ + consonanti sonore difoniche,
/b, d, , g, C, v, z, Z/, o sonanti, /m, n, r, , l, j/, il tipo di fonazio-
ne non cambia: esna (s'na), esri (s'ri), hasbi (as'bi), kasdoku
('kasd&ku), kamer (kaS'mr), kubaz (kuS'baz).
Inoltre, spesso troviamo /ts/ = /ss/: yats$ (jas's$), Fatsa ('fas-
sa) e /cs/ = /ts, ss/: gensin (t'sin, s'sin) e /cz/ = /sz, tsz/:
ge zaman ('s za'man, 'ts). Ci sono anche casi come /tS/: git
uradan! ('iSSura&dan).

4.3.3. Nelle sequenze di /c/ + /p, t, , k/ (ma anche + /b, d, ,


g/), si pu avere /c/ = /S/ (tranne che in pronuncia tradizionale):
iplazma ('iSp-az&ma), getin (S'in), iki (iS'i).
Sempre in pronuncia tradizionale, troviamo anche /C/ = /Z/
+ /b, d, , g/: secde (sZ'd). Altre cambiamenti sono /c, C/ = /S,
Z/, anche + sonanti: glk (yS'ly), gmen (#S'mn), Necla
(nZ'la), ecnebi (&Zn'bii).
Pure, /Cz/ = /Zz, zz/: ecza (Z'zaa, z'zaa), eczac$ (Z'zaaC$,
z'z-) e /Ss/ = /ss, S/: be sene ('bS s'n, 'bs s'-, 'b S'-), kalm$s$n
(&kam$S's$n, -$s's$n, -$'S$n), yazm$s$n$z (&jazm$Ss$'n$z,
-$s's$-, -$'S$-) e /Sz/ = /sz/: i zaman$ ('is zama'n$).

4.3.4. Se bir usato come articolo, invece che come numera-


le, colloquialmente diventa /bi/, sia davanti a consonanti che a
vocali: bir ev (bi'v, bi'rv), bir daha (&bida'a, bi'daa, 'bidaa, &bir-
da, birda), bir anda (bia'da, &bira'da), bir dakika (bi&daii'ka,
-i'ka, &bidak'ka, &bir-, bir-), bir bakt$m (&bibak't$m, &bir-), bir nl
(biyn'ny, &biryn-).
Anche il grammema -yor /jr/ colloquialmente perde /r/: geli-
yor (&eli'[j][r]), oturuyor (&turu'j[r]), beni seviyor (b'ni svi'[j][r]).

4.3.5. Quando /t/ all'interno d'un gruppo consonantico, vie-


ne generalmente soppresso (ma non in casi pi naturali, come
4. Strutture 45

astronot (&ast-r'nt)): astsubay ('as[t]su&bai), iftlik (cif{t}'li),


ifti (cif[t]'ci), rastgele ('ras[t]&l), rastlamak (&ras[t]a'mak), st-
geit ('ys[t]&cit).
In pronuncia neutra (ma generalmente non in quella inter-
nazionale], a$ /a:$/ pu generalmente diventare "/a:[a]/&: a$r
i('caaar) n('ca) t('chA5) m('5).

4.3.6. Aggiungiamo che nella pronuncia tradizionale s'usa


anche //: teessf (ts'syf) t(&ths's), taarruz (taar'ruz) t(&th-
Ar'r), aba (a'ba) t('bA).
Gli accenti neutro e tradizionale hanno tassofoni vocalici ab-
bassati davanti a pausa in posizione nale assoluta, anche se se-
guiti da sonanti.
Normalmente, nella pronuncia neutra, /ij=/ /i[j]=/, anche
in iyi (i'ji, i'i); e cos pure in pronuncia internazionale.

L'accento

4.4.1. In turco, la posizione non-marcata dell'accento sull'ul-


tima sillaba. Ecco alcuni esempi: sari (sa'ri), kuyu (ku'ju), hasta
(as'ta), dnya (dyN'jaa), laz$m (laa'z$m), grmece (&#rm'C),
kalabal$k (ka&aba'$k), nakliyat (&nak-li'[j]at), kad$n (ka'd$n),
garson (gar'sn), profesr (&prf's#r). Ma vedremo che ci sono
diverse eccezioni.
Aggiungendo sussi l'accento cade su di loro, a meno che
non siano inaccentabili: onur ('nur), onurlan (&nur'an), onur-
land$r (&nura'd$r), onurland$r$l (&nur&ad$'r$), onurlan-
d$r$lm$ (&nura&d$r$'m$S).
Vediamo anche questi altri esempi: kitap (i'tap), kitaplar (&i-
tap'ar), kitaplar$m (i&tap-a'r$m), kitaplar$mda (i&tap-ar$m-
'da), kitaplar$mdaki (i&tap-a&r$mda'i), kitaplar$mdakiler (i&tap-
a&r$mdai'lr), kitaplar$mdakilere (i&tap-a&r$mda&il'r).

4.4.2. Le parole con accentazione marcata non-nale la man-


tengono anche quando sono aggiunti dei sussi: teyze ('tiz),
46 Pronuncia turca per italiani

teyzemin ('tiz&min), teyzelerimden ('tiz&lrim&dn).


Esempi pi lunghi: iskemle (is'ml), iskemleler (is'ml&lr),
iskemlelerimiz (is'ml&lri&miz), iskemlelerimizde (is'ml&lri-
miz&d), iskemlelerimizdeki (is'ml&lri&mizd&i), iskemlelerimiz-
dekiler (is'ml&lri&mizdi&lr).
Inoltre, le parole con sussi inaccentabili ricevono l'accento
sulla sillaba che precede il susso: yaz ('jaz) and yaz$yor (ja'z$-
jr), git ('it) and gidilemiyorsa ('idi&lmi[j]r&sa).

4.4.3. I vocativi sono accentati sulla penultima sillaba: kad$n!


('kad$n), garson! ('garsn), profesr! (pr'fs#r).
Le interiezioni sono generalmente accentate sulla sillaba ini-
ziale (ma con frequenti varianti): haydi! ('aidi), hayhay! ('aiai,
ai'ai), eyvah! (i'va[a], 'iva[a]), mbarek! ('mybaa&r), inal-
lah! ('inSa&a), maallah! ('maaSa&a), oha! ('aa), yallah! ('ja-
a), yapma! ('japma, jap'ma), yarabbi! ('jaarab&bi).
Molti prestiti hanno l'accentazione marcata sulla penultima
sillaba: banka ('baka), fasulya (fa'sul-ja), futbol ('futb), jaluzi
(Za'luzi), lobi ('lbi), lokanta (l'kata) (anche se con sussi: lo-
kantalar$m$zdan (l'kata&ar$m$z&dan)), politika (&pli'tika),
taksi ('taksi).
Comunque, certi prestiti hanno accentazione non-marcata
(sebbene con possibili varianti colloquiali): metot (m'tt), kitap
(i'tap), lale (laa'l), otomobil (&tm'bil), otobs (&t'bys &t-
'bs, &#t#'bys). Ma troviamo: penalt$ ('pna&t$ p'nat$ &p-
na't$).
Anche i nomi di luogo (o toponimi) hanno l'accentazione mar-
cata sulla penultima sillaba: zmir ('izmir), Mersin ('mrsin), Ma-
nisa (ma'nisa), Adana (a'dana), stanbul (is'tambul), Antalya (a-
'tal-ja), Erzincan (r'zinCan), Fatsa ('fat-sa), Afrika (af'rika), Fran-
sa (f'rasa), ngiltere (&ii'tr).

4.4.4. Tuttavia, nei polisillabi, quando la penultima sillaba


non-caudata (o aperta), l'accento va sulla terzultima sillaba, come
mostrano questi esempi: Ankara ('aka&ra), Edremit ('d-r&mit),
Trkiye ('tyri&[j]), Marmaris ('marma&ris), Erzurum ('rzu&rum),
4. Strutture 47

Fethiye ('ft-i&[j]), Eskiehir (s'iS&ir), skenderun (is'd-


&run), Kayseri ('kais&ri), aykara ('caika&ra), Aksaray ('ak-sa&rai),
Akhisar ('ak-i&sar), Kastamonu (kas'tam&nu), Eryata$ ('r-ja-
&taa$). Ma troviamo: Kuadas$ ('kuSa&das$). Inoltre: Hindistan
(&idis'tan), Grcistan (&yrCis'tan), e cos di seguito.

4.4.5. Ora, confrontiamo anche toponimi e parole comuni:


Alaca (a'aCa), Bebek ('bb), Bodrum ('bd-rum), M$s$r ('m$-
s$r), Ordu ('rdu), Tokat ('tkat), M$s$r'dakiler ('m$s$r&dai-
&lr), ma: alaca (&aa'Ca), bebek (b'b), bodrum (bd'rum), m$-
s$r (m$'s$r), ordu (r'du), tokat (t'kat), m$s$rdakiler (&m$s$r-
&dai'lr).
I toponimi mantengono il loro accento anche quando sono
sussati: Ankara'da ('akara&da), stanbul'a (is'tambu&a), stanbu-
lumuzu (is'tambu&umu&zu), Mersin'de ('mrsi&d).
Comunque, ci sono delle coppie minime per quanto riguarda
l'accentazione: katt$ (kat't$) "(egli) aggiunse&, katt$ ('katt$)
"era un pavimento&, gelin ('lin) "sposa& e gelin ('lin) "venite!&,
hay$r (a'j$r) "gentilezza& e hay$r ('aj$r) "no&, benim (b'nim)
"mio& e benim ('bnim) "(io) sono&, yaln$z ('jan$z) "soltanto&,
yaln$z (ja'n$z) "solo&, bende (b'd) "in me& e ben de (&b'd)
"anch'io&.

4.4.6. Gli avverbi non sono mai accentati sull'ultima sillaba:


ancak ('anCak), ans$z$n ('as$&z$n), belki ('bli), burada ('bura-
&da), evet ('vt), imdi ('Simdi), yar$n ('jar$n), yaz$m ('jaz$m),
yaln$z ('jan$z) ( l'aggettivo yaln$z (ja'n$z)).
Le parole seguenti hanno accentazione iniziale: hangi ('ai),
hani ('ani), nas$l ('nas$), niin ('nicin) (ma si sente anche (ni-
'cin)). Lo stesso avviene per parole come: asosyal ('ass&ja), kapka-
ra ('kapka&ra).

4.4.7. Le parole iterate (anche se con leggere modiche) han-


no l'accento sulla sillaba pertinente della prima parte: abuk sabuk
(a'buksa&buk), gizli gizli (iz'liiz&li), $p$r $p$r (S$'p$rS$&p$r), s-
rm srm (sy'rymsy&rym), gizli mizli (iz'limiz&li), ap$r upur
48 Pronuncia turca per italiani

(Sa'p$rSu&pur) pisi pisi (pi'sipi&si) (ma pisipisi (pi&sipi'si)). Ancora:


mosmor ('msmr), yemyeil ('jm-j&Sil), sapsar$ ('sap-sa&r$).
Si ha la stessa accentazione anche quando l'iterazione sia solo
semantica, non lessicale (come nei normali composti): ite kaka
(i'tka&ka), ili d$l$ (ic'lid$S&$). Tuttavia troviamo: ana baba
(a&naba'ba), ara sor (&ara'sOr).

4.4.8. Infatti, i composti hanno generalmente l'accento sulla


sillaba prominente del primo elemento (anche se scritti separa-
tamente): Abanozgiller (&aba'nzil&lr), art$k y$l (ar't$k-j$),
babakan ('baSba&kan), baretmen ('baS##rt&mn), bilgisayar
(bil&isa'jar), bugn ('buyn), buzdolab$ ('buzda&b$), dereotu
(d'rtu), $$n$mler (&$S$'n$m#L&cr), karagz (ka'ra#z) (ma
Karagz (&kara'#z)), kas$mpat$ (ka's$mpa&t$), okulkitab$ ('ku-
ita&b$), yay$nevi (ja'j$n&vi), yeryz ('jr-jy&zy).
Anche: ay barda$ ('caibar&daa$), ders kitaplar$ ('drsi&tapla-
&r$), dolma kalem (d'maka&lm), i adam$ ('iSada&m$), sokak
lambas$ (s'kak&amba&s$), telefon rehberi (&tl'fnrb&ri), an-
lam$ olmak (&ana'm$S&mak), bitiriyor gzkmek (&biti'ri[j]r-
&#zy&m), hasta olmak (as'ta&mak), hayat bilgisi (a'jatbil-
i&si), tiyatro bileti (ti'[j]at-r&bil&ti), yard$m etmek (jar'd$mt-
&m), yaz$ masas$ (ja'z$masa&s$).

4.4.9. I nomi e parole d'origine straniera non mantengono l'ac-


cento originario, se non accidentalmente (contrariamente a
quanto sostengono certi linguisti): atlye (a't#l-j) "atelier& (&at#-
'lje), Vainkton (&vaSi,k'tn) "Washington& ('wStn), Mendel-
son (&mdl'sn) "Mendelssohn& ('mEdLs&Zo;n).
Per ora, la cosiddetta "regola Sezer& sembra esser la migliore
generalizzazione: l'accento primario sulla penultima sillaba,
se questa e forte, come in: jandarma (Za'darma) "gendarme&
(francese (Z'dam)), ma sulla terzultima sillaba, se la penultima
debole, come in: evrole ('Svr&l) "Chevrolet& (inglese (&Sv>-
'l;I, 'Sv>&lI)).
4. Strutture 49

4.4.10. I numeri da 11 a 19 sono veri composti, sicch hanno


l'accento primario su on (10, ma il secondo elemento pu varia-
re molto): on be ('m&bS), on iki ('ni&i, '&nii), on alt$ ('na-
&t$, '&nat$), on yedi ('N-j&di, 'N&jdi), on sekis ('s&is, '&s-
is), on dokuz ('d&kuz, '&dkuz). Lo stesso accade con en\
en az ('&naz), en byk ('mby&jy, 'm&byjy), en ge ('&c), en
son ('&sn).
Tuttavia, certi composti hanno accentazione non-marcata:
al$veri (a&$Sv'riS), bilgisayar (bil&isa'jar), bcekkapan (b#&Ck-
ka'pan), gelinboan (&lim'ban), kabakulak (ka&baku'ak), va-
tansever (va&tase'vr).
Ma consideriamo anche una parola come: almayacak "non
prender& ('amaja&Cak) (coll'insso negativo m$ e varianti per
armonia vocalica, che attira l'accento sulla sillaba precedente).
Lo stesso avviene per alma! ('ama), che ha due ragioni per l'ac-
centazione iniziale, essendo un'esclamazione coll'insso ma

4.4.11. Ecco esempi di parole con sussi accentati sulla lo-


ro prima sillaba: bakmaks$z$n (bak'maks$&z$n), geliyor ('li-
[j]r), geliyorlar ('li[j]r&ar), kazarak (ka'zarak), aakald$m (Sa-
'Saka&d$m), tutuver (tu'tuvr), tutuvermi (tu'tuvr&miS), tutuve-
riyor (tu'tuvri&[j]r).
Ci sono anche casi con due possibilit, come: Afrikal$laarak
(af&rika&$a'Sarak, af'rika&$a&Sarak), Afrikal$laiyor (af&rika&$a-
'S$jr, af'rika&$aS$&jr).

4.4.12. I pressi tendono a esser accentati. Ma questo vero


solo per le categorie d'intensicatori nativi frutto di duplicazio-
ne: masmavi ('masmaa&vi), gizli gizli (iz'liiz&li)) e per pressi
presi in prestito, come a- (asosyal ('ass&jal)), anti- (se si mantie-
ne il signicato del presso, come in antidemokratik ('ati&d-
mk-ra&ti)), anche per pressi particolari come kay\n- (kay\npe-
der (ka'j$mp&dr)) o na- e ma- (natamam ('nata&mam), maaile
('ma[a]ai&l)).
Certi sussi e clitici vogliono l'accento davanti a s: gelseymi
('simiS), giderse (i'drs), oturuken (&tu'run), okuyacakt$r (-
50 Pronuncia turca per italiani

&kuja'Cakt$r) Aliyle (a'liil), eliyle ('liil) kad$nca (ka'd$nCa),


k$$n ('k$S$n), nereye ('nr&j), orada ('ra&da), tamamen (ta'ma-
mn), uarcas$na (u'carCas$&na), ufac$k ('ufa&C$k), yayla ('jaila).
Altri casi: uyurum (u'jurum), anlam$s$n (&aa'm$Ss$n), an-
layass$niz (&aa'jas$&n$z), tutsaklar (tut'sak-ar), Ahmet bile (a-
'mtbi&l), gittiniz mi? (&itti'nizmi), bense ('bs), gitmedik ('it-
m&di), bakmadan ('bakma&dan) (but: bakmazd$k (bak'maz-
d$k), yazmay$z (jaz'maj$z)), anl$yorum da (a&$j'rumda),
bakm$yordum ki (bak&m$jr'dumi), grdm ki (#r'dymi), gr-
dm ya (#r'dym-ja).
Altri casi ancora (con susso negativo) da confrontare atten-
tamente: seviyor (s'vi[j]r), sevmiyor ('svmi&[j]r), stanbullula
(is'tambuu&aS), stanbullulama (is&tambuu'aSma), istemitim
(&ist'miStim), istememitim ki (&istmmiS'timi), anlayam$yorum
(&aa'jam$j&rum), anlayam$yorum ki (&aa&jam$j'rumi),
sylememi (s#iy'lmmiS), sylememi ya (s#iy&lm'miS-ja), yr-
yorum (jy'ryj&rum), yryorum da koam$yorum (jy&ryj'rumda|
k'Sam$j&rum) (ma non col "continuativo& da]

4.4.13. Ecco degli esempi in cui i sussi non cambiano l'ac-


centazione originaria: geldiler (&ldi'lr), geldilerse (&ldi'lrs),
geldiler bile (&ldi'lrbi&l), yorgun (jr'gun), yorgunum (jr'gu-
num), yorgunmu (jr'gummu), bisiklet (&bisi'lt), bisikletle (&bi-
si'lt-l), bisikletse (&bisi'lt-s), ocuk (c'Cuk), ocuksa (c-
'Cuk-sa), ocuka (c'Cuk-ca), stanbul (is'tambu), stanbul'la
(is'tambu&a), stanbul'dayd$m (is'tambu&daid$m), oturma (-
'turma), oturmad$ ('turma&d$), okulda (&ku'da), okuldaym$lar
(&ku'daim$S&ar).

4.4.14. Tuttavia, molto spesso ci sono due possibilit, come


in: stanbul bile (is'tambubi&l, &istam'bubi&l), stanbul mu? (is-
'tambu&mu, &istam'bumu), stanbulsa (is'tambu&sa, &istam'busa),
stanbul da (is'tambu&da, &istam'buda).
Consideriamo anche questi altri esempi: oturuyormusun bile
(&tu'rujr&muSsumbi&l), oturacaksa da m$? (&tura'Cak-sada&m$),
istememi miydin ki? (&istm'miSmiidi&i).
4. Strutture 51

4.4.15. nora, abbiamo visto come l'accento si comporta in


parole "tipicamente& turche, secondo le regole della "buona pro-
nuncia&. Per, in eetti, le cose sono molto diverse, e anche
"buoni parlanti& variano molto per l'assegnazione dell'accento.
Prima di tutto, dev'esser chiaro che, in turco, l'accento non
cos forte come in inglese o tedesco. anche pi debole che
in italiano o spagnolo. Infatti, invece del segno ('), sarebbe pi
adeguato () (che genericalmente indica un grado di forza inter-
medio fra (') e (&)).

4.4.16. Inoltre, a dir il vero, in turco, (&) pu oscillare fra (&) e


() (che pi debole di (&)). Ma, ci che conta ancora di pi che,
invece d'un "normale& (&), spesso si sente () (appena visto, che
un po' pi forte). Certamente, tutto questo non rende le cose
pi semplici.
Inoltre, perno le sillabe accentate oscillano nelle stesse paro-
le, non solo fra parlanti dierenti che ripetano le stesse frasi,
ma anche per uno stesso parlante.
Per esempio, quando si chiede a degl'informanti di dire due
volte le parole d'una lista, generalmente usano una specie d'into-
nazione libresca, usando la tonia sospensiva per la prima realiz-
zazione, //, e quella conclusiva per la seconda, /./.
Per, spesso (n troppo spesso) la struttura accentuale che
usano varia da "normale&, come (&'), o (&'), a qualcosa
come ('&), o ('&), rispettivamente.
Inoltre, anche parlanti nativi istruiti spesso confondono l'ac-
centazione, non solo per parole scritte allo stesso modo, ma an-
che quando hanno lettere iniziali maiuscole o minuscole.

4.4.17. Naturalmente, questa confusione consentita dal fatto


che, in frasi eettive, c' sempre una continua predizione logica
per quanto riguarda il signicato generale di ci che vien detto,
specie per i parlanti nativi. Cos, come avviene per i veri omofo-
ni, gli ascoltatori sicuramente compensano trovando il signicato
pi adatto per ci che sentono.
Infatti, in turco, l'accento piuttosto diverso da quello delle
52 Pronuncia turca per italiani

altre lingue, specie quelle germaniche, dove costituisce una parte


intrinseca dell'accentazione dei lessemi. Invece, in turco, l'accen-
to un semplice supporto sico che permette che le frasi siano
prodotte e percepite.
Sinteticamente, aggiungiamo la "curiosa osservazione& che la
pi tipica pronuncia tradizionale del turco ha pure una componen-
te tonetica (ma senza rilevanza semantica), come si potr veder
anche dalla 9 e 10.10.1-2 in Turkish Pronunciation Ac-
cents.
5. Per conoscer l'intonazione

5.1. Ricorrendo alla parte del metodo fono-tonetico naturale


che s'interessa dell'intonazione, possibile evitar d'intricar la
situazione, con complicazioni inutili, e puntar _invece_ all'essen-
ziale, ricorrendo il pi possibile a diagrammi chiari e direttamen-
te confrontabili: i tonogrammi.
L'altezza tonale che usiamo sulle varie sillabe delle parole,
che formano le frasi a cui sovrapponiamo l'intonazione, come
uno strato supplementare, che completa e vivica la comunica-
zione eettiva.
Perci, fondamentale partire da ci che facciamo quotidia-
namente. Lo scopo basilare di cominciar a renderci davvero
conto di come utilizziamo le altezze e i movimenti tonali, che
sono naturalissimi e apparentemente spontanei. Infatti, le struttu-
re intonative sono le prime a cominciar a ssarsi nei bambini,
gi a pochi mesi di vita, aggiungendosi alle sovrastrutture para-
foniche, che si cominciano a consolidare gi nel grembo mater-
no (e servono per interpretar ed esprimere, anche inconsciamen-
te, l'emozioni e gli stati d'animo).
5.2. La 5.1 il modo pi semplice per accostarci all'intona-
zione, anche se l'operazione sarebbe pi immediata, e con una
corrispondenza perfetta, se ognuno di noi usasse davvero l'intona-
zione della pronuncia neutra. Comunque, il nostro metodo ci
d le indicazioni necessarie, anche descrittive, fornendo svariati
tonogrammi, per metterci in grado di far i confronti, pure con
gli accenti regionali e la pronuncia delle lingue straniere. L'impor-
tante cominciare nel modo giusto.
Saper cantare, o sonar qualche strumento musicale, sarebbe
senz'altro d'aiuto, giacch la gura assomiglia a un pentagramma
(essendo, in eetti, un tetragramma); ma questo non fonda-
mentale. Infatti, anche se non siamo "intonati&, abbiamo acqui-
54 Pronuncia turca per italiani

sito pienamente e fedelmente tutte le peculiarit dell'intonazio-


ne della lingua materna, che qui non si riferisce aatto a una
lingua comune a tutti. Invece, si tratta proprio della "parlata
materna&, cio un italiano regionale, se non addirittura un dia-
letto locale (o entrambi), che sono strettamente connessi e utiliz-
zano gli stessi elementi fonici e prosodici, sebbene con possibili
gradazioni di tipicit e marcatezza.
fondamentale acquisire la consapevolezza di come usiamo
queste peculiarit; altrimenti, non siamo in grado d'analizzarle,
per conoscerle e per confrontarle, no ad arrivar a modicarle
intenzionalmente e miratamente. Osserviamo, perci, e molto
bene, gli esempi della 5.1, seguendo esattamente le altezze
relative, per ogni frase, parola, sillaba, e singolo grafema.

5.1. Rappresentazione icono-tono-graca dell'intonazione italiana.


1 2 a?
Ci ve dia mo domenica. Ci ve d ia mo do me ni c
3
[Per ch non] ci ve dia mo domeni
ca?
4 me ni c
[Se non] ci vediamo do a [perdiamo tut
t o.]
5
[Se non] ci vediamo domenica [non im porta.]

5.3. Ripetiamo _varie volte_ gli esempi indicati (aiutandoci


con la "mna&, 1.4, per captare meglio le tonalit, ma anche)
registrandoci, per riascoltarci ripetutamente, nch non cogliamo
esattamente quello che abbiamo detto, per come l'abbiamo detto.
Se non siamo parlanti veramente neutri, quasi sicuramente,
leggendo le frasi, abbiamo usato l'intonazione (oltre alle vocali
e consonanti) del nostro accento personale (molto probabilmen-
te, assieme ad assurdit di cui la lingua stessa si vergognerebbe).
Se cos, e cominciamo a rendercene conto, invece di scoraggiar-
ci; dobbiamo perseverare: siamo sulla buona strada!
5. Per conoscer l'intonazione 55

Diventar consapevoli di ci che pronunciamo (anche se non


ci soddisfa) il vero punto di partenza del metodo tonetico _
e fonetico, ovviamente; ma qui, per il momento, separiamo i
due livelli. bene, comunque, includer nell'intonazione anche
gli altri aspetti prosodici del ritmo e della struttura sillabica,
che per ogni idioma sono tipici e interdipendenti.
Forse siamo gi in grado di riconoscer e, quindi, indicar le
dierenze fra ci che diciamo e quello che si vede sulla gura, sil-
laba per sillaba, compresi eventuali o possibili movimenti all'inter-
no delle sillabe. Se cos non fosse, dobbiamo insistere, nch non
si verica il "miracolo&. Per ora, pu bastar anche un progresso
parziale; in sguito, si riconosceranno pi sfumature che all'ini-
zio. (Di queste deprivazioni dobbiamo "ringraziare& la scuola
e la societ, assurdamente e irresponsabilmente "sorde&!)
Se abbiamo a disposizione i tonogrammi d'accenti regionali
(e di dialetti, oltre che di lingue e di loro accenti geo-sociali)
che troviamo in tutti i libri indicati nella nota bibliograca (sug-
geriamo anche il nostro sito canIPA Natural Phonetics raggiungi-
bile digitando canipa), conviene analizzarli scrupolosamente,
confrontandoli con quelli dell'italiano neutro. In questo modo,
facciamo molto pi velocemente il lavoro di confronto, che
indispensabile (ma, ormai, questo dovrebb'esser lapalissiano).

L'intonazione italiana

5.4. Vediamo, ora, di procedere un po' pi rigorosamente,


ricorrendo (dopo l'"icono-tono-graa&) ai veri tonogrammi, per
esporre le strutture intonative in modo sistematico. Cos, si po-
tr far un lavoro contrastivo di comparazione veramente utile.
Le 5.2-3 mostrano le 2 protonie e le 4 tonie dell'italiano
neutro che bisogna conoscere, presentate sia in modo realistico
(per un pi graduale passaggio dalla 5.1), sia in modo schema-
tico, che pi che suciente, una volta che si sia capto davvero
come interpretare i tonogrammi. Infatti, le esatte collocazioni
dei punti (per sillabe inaccentate) e delle lineette (per sillabe ac-
56 Pronuncia turca per italiani

centate) sono il risultato d'attente e accurate medie dell'anda-


mento melodico di svariate frasi, scelte appositamente, e norma-
lizzate (come si fa, ovviamente, anche per i vocogrammi).

5.2. Le 2 protonie italiane pi importanti (realistiche e schematiche).


normale
//()
interrog.
// ()

5.3. Le 4 tonie italiane (realistiche e schematiche).

conclusiva /./ (2 ' 2 3)

interrogativa /?/ (2 ' 2 1)

sospensiva // (2 5 1 2)

continuativa /,/ (2 ' 2)

5.5. Nelle tonie, c' necessariamente una sillaba tonica, nel


vero senso relativo alla tonalit (oltre che, in questo caso, al fat-
to di portar l'accento).
La tonia ideale (perch pi comoda per le analisi tonetiche)
ha anche una (sillaba) pretonica e due postoniche (o postona+,
che si possono chiamar interna e terminale, rispettivamente,
quando serve nominarle, per far confronti fra lingue o accenti
regionali della stessa lingua. Quindi, quattro sillabe su cui si
distribuiscono i movimenti tonetici, o melodici, del parlato.
Naturalmente (come pu mancar la protonia, o esser molto
corta, cos), possiamo aver tonie con meno sillabe: la tonica, in-
vece che sulla terzultima, pu esser sulla penultima o anche sul-
l'ultima, come in: Quindici Quindi Qui.
5. Per conoscer l'intonazione 57

5.6. La protona, ovviamente, precede la tona, che riguarda


l'ultimo accento forte dell'intonia. Tre tonie sono marcate: con-
clusiva /./, interrogativa /?/, e sospensiva //, la quarta non-
-marcata, continuativa /,/.
Le prime due, come ci mostrano i primi due esempi della
5.1, s'impiegano, rispettivamente, per aermare e per interro-
gare; questa si denisce domanda totale, perch la risposta _che
riguarda tutta quanta la domanda, nella sua totalit_ dev'esser
S oppure No (o Forse Non so +
Il terzo esempio una domanda parziale, dato che chiede in-
formazioni sul perch (dando per scontato, o noto, il resto) e la
risposta non pu esser un semplice S o No. Quindi c' solo una
parte di domanda: quella contraddistinta dalla parola interro-
gativa (come chi, come, quanto, quando, dove, che cosa +\ Per-
ch non ci vediamo domenica? _ non detta come una proposta.

5.7. Come si vede dai movimenti del terzo esempio, la tonia


che si deve usare, nelle domande parziali, non aatto quella
interrogativa (come, per, ci vuole far creder la scuola, con le
sue grammatiche, e perno le registrazioni di troppa parte dei
corsi didattici di lingue!). Invece, conclusiva; mentre davvero
interrogativa la protonia.
Infatti, un'aermazione come Perch non ci vediamo domenica
_in risposta a una possibile domanda tipo Come mai non prepari
(gi) tutto? o Come mai non guardi (pi) gli orari dei treni?_ di-
stinguibile dalla domanda data sopra, n dall'inizio, proprio per-
ch usa, regolarmente, la protonia normale, diversa da quella inter-
rogativa. C' pure qualche dierenza nella forza accentuale: mag-
giore su Perch? che su Perch
Dal punto di vista pragmatico, un'altra possibilit concreta
per l'aermazione (e per la domanda: 3, nella 5.1) sarebbe
senz'altro con un inciso per domenica (se il giorno fosse gi no-
to), per cui la tonia conclusiva sarebbe su vediamo.

5.8. La protonia interrogativa comincia con // (), mentre


quella normale non ha nessun simbolo particolare. Il penultimo
58 Pronuncia turca per italiani

esempio illustra la tonia sospensiva, //, che s'impiega per richia-


mar l'attenzione su ci che si sta per dire (o che si tace), in una
sorta di suspense.
C', poi, quella continuativa, /,/, che, invece, non produce que-
sto risultato, servendo semplicemente a divider l'enunciato (per
continuare, appunto), sia per non avere stringhe troppo lunghe,
sia per suddividerlo in blocchi, che presentino coesione semanti-
ca fra gli elementi d'un gruppo, rispetto a quelli d'un altro.

5.9. Ora, rivediamo, con (pi) attenzione, i tonogrammi del-


le protonie e delle tonie, dati nelle 5.2-3. Questo serve, come
sappiamo, per far le prove e per vericar quanto ci avviciniamo,
oppure no, secondo la nostra pronuncia spontanea (pi o meno
regionale). facile che le dierenze maggiori siano reperibili so-
prattutto per la tonia sospensiva, ch' la pi varia e "fantasiosa&.
Dato che "repetita iuvant&, riguardiamo, nella 5.3, le due
versioni delle tonie: la pi schematica (ma pienamente sucien-
te, per descrizioni scientiche) e l'altra pi realistica (perch
mostra meglio i movimenti eettivi, per esser di maggior aiuto,
almeno all'inizio _ come i "tracciati& della 5.1).
Inne, osserviamo che la tonia continuativa pu sostituire
quella conclusiva, quando si voglia attenuar l'impatto di quest'ul-
tima, per esser meno categorici, o pi gentili, come avviene an-
che in domande parziali, se rivolte a estranei, come Che ora ?
o Come si chiama? e Quanto costa?

5.10. I nostri simboli tonemici, / . ? ,/, ovviamente, valgono


per tutte le lingue, giacch le funzioni intonative sono comuni,
anche se sono diversissime le manifestazioni tonetiche concrete.
Ci sono vari altri "metodi& per mostrar l'intonazione, ma
noi preferiamo la notazione canIPA (derivata da quella della
scuola britannica), che ci pare pi utile e semplice.
Comunque, restano ancora abbastanza validi gli schemi into-
nativi d'IPA britannico, perch sono fra i pochi che abbiano u-
n'utilit pratica, sebbene non siano ancora completamente ogget-
tivi; anzi, a volte sono decisamente eccessivi, come quando (per
5. Per conoscer l'intonazione 59

tonie conclusive e interrogative, come (2 ' 2 3) e (2 ' 2 1)+ danno cose


come "& (e "&) perno per un unico elemento sonoro, breve,
come (), per esempio in six oppure in italiano s, o in portoghe-
se sim (ma, sarebbe come sentir un antifurto!).

5.11. Applicando, quindi, i movimenti delle tre tonie a un


nuovo esempio, vediamo che, in italiano neutro, la tonia conclusi-
va discendente (/./ (2 ' 2 3)), del tipo indicato nella 5.3 (e an-
che 5.1): Domenico /Do'meniko./ (Do'me:niko23). La tonia inter-
rogativa ascendente (/?/ (2 ' 2 1)), come nella domanda: Domeni-
co? /Do'meniko?/ (Do'me:niko21).
La terza tonia, quella sospensiva usata per crear una sorta
d'attesa, di "suspense&, sempre nell'italiano neutro, ascendente-
-discendente (// (2 5 1 2)): Se suo cugino si chiama Domenico, (/Do-
'meniko/ (Do5me:niko12)) potrebbe esser nato di domenica.
Inne, la tonia continuativa tutta nella fascia media (/,/
(2 ' 2)): Ho visto Domenico (/Do'meniko,/ (Do'me:niko2)), che studia-
va i vocoidi portoghesi. Spesso, in questi casi, la graa corrente
(molto povera e pigra) non segna nemmeno la virgola fra Dome-
nico e che (Nelle scuole dei Paesi lusofoni, per fortuna, s'insi-
ste pi che in Italia sull'importanza d'una punteggiatura pi
accurata.)

5.12. Non poche varianti regionali d'italiano (e d'altre lingue)


hanno, per, tonie con andamenti davvero peculiari, in confron-
to con quelli neutri. In attesa di veder i tonogrammi d'accenti
regionali (e dialetti) e di lingue straniere (e varianti), richiamia-
mo l'attenzione sul fatto che circa met delle pronunce regiona-
li italiane e delle lingue del mondo, per la tonia interrogativa
_/?/_ non hanno un movimento ascendente, ma ascendente-
-discendente, come (2 ' 1 2), invece di (2 ' 2 1).

5.13. Oltre ai due tipi fondamentali di domande, totali e par-


ziali, ci sono svariatissime dierenze e modicazioni, che di-
pendono anche dalle intenzioni comunicative e pragmatiche.
Per, quanto abbiamo detto suciente a far cominciar a con-
60 Pronuncia turca per italiani

siderar questi aspetti dal punto di vista veramente comunicativo,


indipendentemente dalla scrittura e dai miseri espedienti oerti
dalla punteggiatura ortograca, che serve a malapena a scopi
sintattici, non certo intonativi.
Brevemente accenniamo agl'incisi, che vengono proferiti s'u-
na tonalit pi bassa e pi velocemente, con attenuazione degli
accenti; mentre le citazioni sono esattamente l'opposto, giacch
hanno tonalit pi alta, ed esposizione pi lenta e insistita: Gio-
vanni disse "ciao& a tutti (e se n'and) In italiano, generalmente,
l'inciso basso; in portoghese basso solo dopo tonia conclusiva,
mentre medio dopo le altre tonie.

5.4. Schemi degl'incisi e della citazione.

inciso (basso) ( ) / / inciso medio ( ) / / citazione (^ ) /^ /

L'intonazione turca

5.14. La 5.5 mostra le quattro protonie e tonie del turco in-


ternazionale, mentre la 5.6 mostra quella del turco neutro. La
vera dierenza, anche se piccola, consiste nelle tonie conclusive e
interrogative.
5.5. Protonie e tonie turche internazionali (da confrontare con quelle
italiane della 5.2-3).

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) /./ (2 3 3)

// ( 2 2 2 2 ' 2 2 ' 2) /?/ (2 2 2)

// ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) // (2 ' 3 2)

// ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) /,/ (2 ' 2)


5. Per conoscer l'intonazione 61

5.6. Protonie e tonie turche neutre (da confrontare anche con quelle in-
ternazionali della 5.5).

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) /./ (2 3 3)

// ( 2 2 2 2 ' 2 2 ' 2) /?/ (2 5 2 2)

// ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) // (2 ' 3 2)

// ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) /,/ (2 ' 2)

5.15. Cominciamo con la tonia conclusiva, /./ (discendente):


Trke'yi gzel konumak istiyorum.
(tyr'i y'zl knuS'ma isti"rum3 3)
(Voglio parlar bene il turco)
Ne demek istediini biliyoruz.
('n d'm istdii'ni bili"ruz3 3)
(Capiamo cos'intendi)
ok teekkr ederim.
('ck t'Sy r"drim3 3 >"rdrim3 3 >&rd"rim3 3)
(Molte grazie).

5.16. Teniamo sempre ben presente che la tonia conclusiva


usata anche nelle domande parziali, ma in questo caso la si ag-
giunge alla protonia interrogativa / ./ E passiamo ai seguenti
esempi:
Onun hakk$nda ne dnyorsun?
('nun >'nun ak&k$da'n dy&Synyrsum2 2)
(Che cosa ne pensi?)
Bugn nas$ls$n?
(bu'yn >'buyn nas$s$n2 2)
(Come stai oggi?)
62 Pronuncia turca per italiani

Nereye gidiyoruz?
('nrj >n'r[j] idiruz2 2)
(Dov'andiamo?)

5.17. Ovviamente, per le domande totali si ricorre alla pro-


tonia e tonia interrogative: / ?/. E vediamo questi esempi:
Trke biliyor musun?
('tyrc bilirmu&sun2 2)
(Conosci il turco?)
Erkek kardein onu anl$yor mu?
(r' kard'Si n'nuan n$jr&mu2 2 >'nnuan, -a $-)
(Tuo fratello lo capisce?)
Yar$n m$ geliyor?
(ja'r$mm$ lir2 2 >'jar$m&m$)
(Viene domani?)

5.18. Vediamo alcuni esempi della tonia sospensiva //, che


usata anche nella prima parte delle domande alternative.
Inoltre, la tonia continuativa /,/, richiama minor attenzione
di quella sospensiva (e bene confrontar gli esempi simili dati,
ma con queste due tonie diverse):
Eer cumartesi gelemeyeceksen, sorun olur.
('r >'r Cu'martsi &lm&jC'sn32| 'sru nur3 3)
(Se non puoi venire sabato, un problema)
stasyona vard$$mda tren gitmiti.
(&istas'jna &vard$$m'da32| t[i]'r itmiSti3 3)
(Quando arrivai alla stazione, il treno era partito)
Otobsle mi gidelim yoksa yryerek mi?
(&t'bysl&mi i'dlim32| 'jksa &jyryjremi3 3 >jk'sa jy&ry-)
(Andiamo in autobus o a piedi?)
Bir, iki, , drt, be tane var.
('bir2 i'i2 'yc2 'd#rt32| 'bS tanevar3 3)
(Ce ne sono uno, due, tre, quattro, cinque)
5. Per conoscer l'intonazione 63

Eer cumartesi gelemeyeceksen, sorun yok.


('r >'r Cu'martsi &lm&jC'sn2| 'sruN jk3 3)
(Se non puoi venire sabato, non un problema)
Otobsle mi, trenle mi, yoksa araba ile mi gidiyorsun?
(&t'bysl&mi2\ t[i]'rnn&mi32| 'jksaa >t[i]'rnl&mi32| jk-
'saa ra'bail&mi idirsum3 3)
(Vai in autobus, in treno, o in automobile?)
Bu ok faydal$ bir szlk.
(bu'ck faida'$ bi[r]s#zly3 3 >bi[r]'s#zly3 3)
(Questo un dizionario molto utile)

5.19. L'ultimo esempio cade a proposito per mostrare che l'en-


fasi pu riguardar il senso generale d'una frase, dando maggior
prominenza a certe parole. Consideriamo, quindi, questi esem-
pi, nei quali s'aggiunge anche la protonia enfatica //:
Bu ok faydal$ bir szlk.
(bu2 'ck faida'$ bi[r]s#zly3 3 >bi[r]s#zly3 3)
(Questo un dizionario molto utile)
Bu cok faydal$ bir szlk.
(buck2 faida'$ bi[r]s#zly3 3 >bi[r]s#zly3 3)
(Questo un dizionario molto utile)
Bu ok faydali bir szlk.
(bu'ck faida$2 bi[r]s#zly3 3 >bi[r]s#zly3 3)
(Questo un dizionario molto utile)
Bu ok faydal$ bir szlk.
(bu'ck faida'$2 bi[r]s#zly3 3 >bi[r]s#zly3 3)
(Questo un dizionario molto utile)

5.20. Per nire, ecco alcuni esempi di parentesi ( ) (4 7), e


di citazioni ( ) ( 5.4):
Hay$r, dedi, onu yapmad$m.
('aj$r2 <d'di2| 'nu japmad$m3 3)
(No, disse, non l'ho fatto)
64 Pronuncia turca per italiani

Tabii ki, can$m.


(ta'biii2 >taa'- <Can$m3 3)
(Certamente, cara)
Tabii ki, can$m. Yar$n sende olacak.
(ta'biii2 >taa'- <Can$m3 3| 'jar$ 'sd2 aCak3 3)
(Certamente, cara. Domani l'avrai)
Tabii ki, can$m, yar$n sende olacak.
(ta'biii2 >taa'- <'Can$m2| 'jar$2 &sdaCak3 3)
(Certamente, cara, domani l'avrai)
Asl$nda, dedi, ben hi de emin deilim.
(as'l$da2 >'asl$&da2 <d'di2| bn'ic >-'iS d- d'mi
dilim3 3)
(A dir il vero, disse, non sono sono aatto sicuro)
Hat$rlam$yor musun, can$m, o resmi geen hafta grdk?
(&at$r'am$&jrmu&sun2 <'Can$m2| 'rsmi >&rs'mi
'cn&afta #rdy2 2)
(Non ricordi, cara, che abbiamo visto quel quadro l'altra set-
timana?)
Merak ediyorum, tersi doru iken, neden "umurumda deil&
dedin?
(m'ra di'rum2| <'trsi d'rui n3 3| n'd >numu'rumda
dil3 3 ddin3 3 >ddin3 3)
(Mi domando, visto che vero il contrario, perch hai detto
"Non m'interessa&?).
6. Testi in trascrizione fonotonetica

6.1. In questo capitolo, mettiamo in pratica ci che abbiamo


mostrato nei capitoli precedenti, trascrivendo accuratamente dei
testi.
Abitualmente molti fonetisti scelgono la storiella d'Esopo La
tramontana e il sole, come campione generale per illustrar la pro-
nuncia di lingue e dialetti. A dir il vero, una storiella non sem-
pre una scelta molto saggia. Perci, dopo, aggiungiamo due conver-
sazioni, pi adatte per l'uso colloquiale.
Ecco il testo turco della storiella, che diamo sia in pronuncia
internazionale che in quella neutra ( 9.6.1).
6.2. Poyrazla gne, birbirlerinden daha kuvvetli olduklarn
ileri srerek iddialayorlard. Derken, kaln bir palto giymi bir
yolcu grdler. Bu yolcuya paltosunu karttrabilenin daha kuv-
vetli olduunu kabul etmeye karar verdiler.
Poyraz, var gcyle esmeye balad. Ancak, yolcu paltosuna git-
gide, daha sk sarnyordu. Sonunda poyraz uramaktan vaz-
geti. Bu sefer gne at; ortalk snnca yolcu paltosunu hemen
kard. Bylece poyraz, gnein kendisinden daha kuvvetli ol-
duunu kabul etmeye mecbur kald.
Hikyeyi beendin mi? Tekrar dinlemek ister misin?

6.3. Pronuncia turca internazionale


(py'raza y'nS2\ bir&birlriN'dN2 da'a kuv'vt li&duk&ar$-
'n$ il'ri syr'r32 idd&aaaS$&jrard$3 3 >iddi&aaa- >-aS&jr-|
'drn32\ ka'$m bir'pat2 ii'miS birj'Cu #rdylr3 3| bu&jCu-
'ja &patsu'nu c$&kartt$ra&bil'nin32| da'a kuv'vt li&duu'nu2\
ka'bu; ltm'j2 ka'rar vrdilr3 3|
py'raz2\ 'var yCy'l sm'j baSad$3 3| 'aCak2 j'Cu32\ &pa-
tsu'na idi'd2\ da'a s$'k$ sa&r$n$jrdu3 3| &snuN'da2 py'ra
zuu&raSmak'taM2 vazS&ti3 3| &bus'fr2\ yn SaS't$3 3| &rta'$ k$-
66 Pronuncia turca per italiani

&s$n$'Ca2| j'Cu2 &patsu'nu 'm c$kard$3 3| 'b#yl&C


py'raz32\ &yn'Si N&disiN'dN2 da'a kuv'vt li&duu'nu2 ka'bu;
ltm'j2 mC'bur kad$3 3|
i&aaj'i bNdimmi2 2| tk'rar dinl'm istrmi&sin2 2|||).

6.4. Pronuncia turca neutra


(pY'TzX y'nS2\ biT&biTxTiN'dN2 d' kuB'Bt xi&duk&X-
T$'n$ ix'Ti syT'TD32 idd&aXS$&jTXTd$3 3 >iddi&aX- >-XS-
&jT-| 'dTD~32\ k'X$m biT'pt2 iI'miS biTJX'Cu #Tdyx3 3|
bu&jXCu'j &ptsu'nu c$&kTtt$T&bix'nI~32| d' kuB'Bt xi-
&duu'nU2\ k'bu; xtm'j2 k'TT BTdix3 3|
pY'T2\ 'BT yCy'x sm'j bSXd*3 3| 'Ck2 JX'CU32\
&ptsu'n idi'd2\ d' s$'k$ s&T$n$jTdU3 3| &snuN'd2
pY'T zuU&TSmk'tm2 BzS&tI3 3| &bus'2\ yn SS't*3 3| &T-
t'X$ k$&s$n$'Ca2| JX'Cu2 &ptsu'nu H'm c$kTd*3 3|
'b#Yx&C pY'T32\ &yn'Si DN&disiN'dN2 d' kuB'Bt xi&-
duu'nu2 k'bu; xtm'j2 mC'buT kd*3 3|
Hi&DaJ'i bN5dimmI22| tk'TT dinx'mD is5tTmi&sI~22|||).

Quattro conversazioni
6.5.1. Takside
(taksid3 3|) pronuncia internazionale
(Nel taxi)
Mehmet: Taksi!
(<m'mt2| taksi;2||)
(Taxi!)
Ali: Nereye?
(<a'li2| 'nr&[j]2 >&nr[j]2|)
(Per dove?)
M.: Hava alan\na.
(a'va aan$&na3 3 >aanna3 3|)
(All'aeroporto)
6. Testi in trascrizione fonotonetica 67

Yaln\z, yolda durup baz\ eyler almak istiyorum.


('jan$z2 >ja'n$z2 'jda du'rup 'baz$2 >'baz2 Si'l ra'ma >'rama
isti'rum3 3 >Ks-|)
(Ma mi vorrei fermare a prender un paio di cose per strada)
A.: Ne gibi eyler?
('n Gi'bi >'Gii Sil3 3|)
(Che genere di cose?)
M.: Bir kere lokum almak istiyorum.
(&bir'r2 'ku ma'ma istirum3 3 >s-|)
(Voglio prender qualche delizia turca, per cominciare)
A.: Hava alan\ndan da alabilirisiniz.
(a'va a&an$N'daN2 >aaN'daN2 daa&abi&lirsiniz3 3|)
(La pu prender all'aeroporto)
M.: Evet, alabilirim, doru.
(vt3 3 >vt3 3 >'t2 &abilirim3 3| dru3 3 >dru3 3|)
(S, potrei, vero)
Ama, ondan baka, biraz badem ezmesi biraz da u portakal kabuu
ili ikolatalardan almak istiyorum.
('ama2 >a'ma[]2 N'dam baS'ka2\ bi'raz >baS&kabi'raz >baSka'biraz
>'biraz baa'd mzm'si32| bi'raz da'Su2\ &prta'ka ka'buu2| ic'li2
cik&ata'arda na'ma Kistirum3 3 >Ks-|)
(Ma vorrei anche del marzapane e un po' di cioccolata con la
scorza d'arancia)
Yol zerinde bildiiniz iyi bir pastahane varsa nnde dural\m.
('j yzriN'd >lyzN'd bidii'niz2\ 'ii2 &birpastaa'n var'sa32 >bi&dii-
nizii birpas'taan 'varsa32\ <&#nyN'd dura$m3 3)
(Fermiamoci in una buona pasticceria, se ne conosce una per
strada)
A.: Bastne. Baka?
(baSystyn3 3 >&baSystyn3 3|| baSka2 2|)
(Bene! Nient'altro?)
M.: Kar\m taze simit gtrmemi istedi.
(ka'r$m2\ taa'z2 >'taaz2 si'mit #&tyrm'mi [i]stdi3 3|)
(Beh, mia moglie m'ha chiesto di portarle del simit fresco)
68 Pronuncia turca per italiani

Yolda simiti grrsek bir dural\m da alt\ tane simit alay\m.


(j'da2 simit'ci #ryr'sk2 >#'ryrsk2 bir&dura'$m -&birdu'ra$m
'da32| a't$ >'at$ taa'n2 >'taan2 si'mit aaj$m3 3 >aaj$m3 3
>a$m3 3|) (colloquial: (-$m3 3|))
(Se vediamo un venditore di simit per strada, fermiamoci per un
minuto per prenderne una mezza dozzina)
A.: Oldu. Ua\n\z kata?
(du3 3| u'caa$n$z kaSta2 2 >u'caan$z >kacta2 2|)
(Bene. A che ora il suo aereo?)
M.: Bavullar\ saat on birde teslim etmem gerekiyor.
(ba&vua'r$2 >&bavu'ar$2 >&bavu'ar2 'saatm >'saat 'm bir'd
ts'li mt'mm >ts&limt'mm &rki3 3|)
(Devo esser al check-in alle 11:00)
Yeterince zaman\m\z var, deil mi?
(&jt'riC32 >j&tri'C32 za'man$&m$z var3 3\ &dil >&diil mi22|)
(Abbiamo tempo suciente, vero?)
A.: Gnn bu saatinde rahata yetiebilmemiz laz\m.
(y'nym bu'saatiN&d2 >-&saatiN'd2 ra'atca j&tiS&bilm&mizaa-
z$m3 3 >j&tiS&bilm&mizaaz$m3 3|)
(Dovremmo farcela a quest'ora del giorno)
Haydi bakal\m, gidiyoruz.
('aidi &baka$m3 3 >baka$m3 3| &Gidiruz3 3||)
(Bene, andiamo)

6.5.2 Takside
(tksid3 3|) versione in pronuncia neutra
Mehmet: Taksi!
(<mH'mt2| tksi;2||)
Ali: Nereye?
(<'xI2| nrj3 3| >-r3 3| >nrJ3 3|)
M.: Hava alan\na.
(h'Ba Xn$na3 3| >Xn$na3 3| >Xnna3 3|)
6. Testi in trascrizione fonotonetica 69

Yaln\z, yolda durup baz\ eyler almak istiyorum.


('jXn$z2 >JX'n$z2 'jXda du'rup 'bz*2 >'bz2 Si'x rX'ma >'rX-
ma istirUm3 3 >s-|)
A.: Ne gibi eyler?
('n i'bI Si'x3 3 >'Ii|)
M.: Bir kere lokum almak istiyorum.
(&bir'r2 X'kU mX'ma istirUm3 3 >&Xku'mXma istrUm3 3|
>s-|)
A.: Hava alan\ndan da alabilirisiniz.
(h'Ba Xn$N'daN2 >XN'daN2 da&Xbi&xirsiniz3 3 >-xirsiniz3 3||)
M.: Evet, alabilirim, doru.
(Bt3 3 >Bt3 3 &XbixirIm3 3| drU3 3 >drU3 3||)
Ama, ondan baka, biraz badem ezmesi biraz da u portakal kabuu
ili ikolatalardan almak istiyorum.
('ma[]2 >'ma2 N'dam bS'ka2\ bi'rz >bS&kbi'rz >bSk'birz
>'birz ba'd mzm'sI32| bi'rz d'SU2\ &prt'kaX k'buU2| ic'xI
cik&Xt'Xrda nX'ma istirUm3 3 >nX'ma istirUm3 3|
>s-|)
Yol zerinde bildiiniz iyi bir pastahane varsa nnde dural\m.
('jX yzriN'd >yzN'd bixdiI'niz2\ 'iJI2 >'iI2 &birpsta'n Br'sa32
>'Brsa32\ <&#-nyN'd durX*m3 3 >-rX*m3 3 )
A.: Bastne. Baka?
(bSystyn3 3 >&bSystyn3 3| bS5ka2 2|)
M.: Kar\m taze simit gtrmemi istedi.
(k'r*m2\ ta'z2 >'taz2 si'mit #&tyrm'mI istdI3 3|)
Yolda simiti grrsek bir dural\m da alt\ tane simit alay\m.
(JX'da2 simit'cI #ryr'sk2 >#'ryrsk2 &birdur'X*m >-du'rX*m
>'Xt* 'da32| X't* ta'n2 >'tan2 si'mit Xj*m3 3 >XJ*m3 3
>X*m3 3|) (more native: (-*m3 3|))
A.: Oldu. Ua\n\z kata?
(XdU3 3| u'ca$n$z >u&ca$'n$z kS5ta2 2 >kc5ta2 2|)
M.: Bavullar\ saat on birde teslim etmem gerekiyor.
(b&BuXX'r*2 >&bBuX'Xr*2 >&bBuX'Xar2 'satm >'sat 'm bir'd
ts'xI mt'mm >ts&ximt'mm &rki3 3 >rkj3 3|)
70 Pronuncia turca per italiani

Yeterince zaman\m\z var, deil mi?


(&jt'riC32 >J&tri'C32 z'mn$m$z Bar3 3\ &dIx >&diIx
5mI2 2|)
A.: Gnn bu saatinde rahata yetiebilmemiz laz\m.
(y'nYm bu'satiNd2 >-&satiN'd2 r'htca J&tiS&bixmmizXa-
z*m3 3 >J&tiS&bixm&mizXaz*m3 3|)
Haydi bakal\m, gidiyoruz.
('hidI &bkX*m3 3| &idiruz3 3||)

6.6. Hamamda
(&amamda3 3||) pronuncia internazionale
(Nel bagno turco)
yi akamlar. Banyo yapmak istiyorum ama daha nce hi hamama
gitmedim, ve yan$ma da bir ey almad$m.
(i'i akSamlar3 3 >-mmar3 3|| 'baN-j jap'mak isti'rum2\ a'ma32| da'a
#'C2 ic&ama'ma2 itmdim3 3|| 'v2 &jan$ma'da2\ bIr'Si a-
mad$m3 3||)
(Buongiorno. Vorrei far un bagno, ma non sono mai stato in un
bagno turco prima e non ho portato nulla)
Ziyan$ yok. @u kabine girip soyunun.
(zia'n$ jk3 3|| &Sukabi'n i'rip2 &sjunun3 3|)
(Nessun problema. Vada in quella cabina e si spogli)
Elbiselerimi ne yapay$m?
(l&bis&lri'mi &napaj$m3 3|)
(Che devo fare dei vestiti?)
Orada b$rak$n.
('r[a]da &b$rak$n3 3|)
(Li lasci l)
Ya antam$ ne yapay$m?
(ja'catam$ &napaj$m3 3|)
(Che faccio della borsa?)
Bir ey olmaz. Onu da elbiselerinizle birlikte b$rak$n.
6. Testi in trascrizione fonotonetica 71

(bi[r]'Si maz3 3| &nu'da2| l&bis&lriniz'l birli't2\ &b$rak$n3 3


>b-rak$n3 3||)
(Non le succeder nulla. La lasci coi vestiti)
Ama iinde pasaportum, param, hereyim var.
('ama2 >a'ma2 &ici'd2| &pasa'prtum2| pa'ram32| rSimvar3 3||)
(Ma c' il passaporto, il denaro e tutto)
Elbiselerinizin yan$nda bir ey olmaz ama iiniz rahat etmiyorsa
benimle de b$rakabilirsiniz.
(l&bis&lrini'ziN jan$'da bir'Si32| maz3 3|| 'ama2\ &ici'niz ra'at
tmir'sa32|| b'niml &db$ra&kabi&lirsiniz3 3 >&bnim'l db-
&ra-||)
(Star bene coi vestiti, ma se non contento, la pu lasciar a me)
Teekkr ederim. ok naziksiniz.
(&tS'y rdrim3 3\ 'ck naa&ziksiniz3 3||)
(Grazie. molto gentile)
te petemal$n$z ve sabununuz. Takunyalar kabinde. Haz$r olunca
u kap$dan ieri gidin.
(iS't2\ &pSt&mal$'n$z32| 'v2 sa&bununuz3 3 >&vsa&bu-|| ta&kuN-ja-
'lar2 kabid3 3|| a'z$ ru'Ca32|| &Sukap$'dan2 >-kap'dan2|
&ic'ri idin3 3||)
(Ecco la vestaglia e il sapone. I sandali sono nella cabina. Quand'
pronto, vada per quella porta)
Peki; ya havlu?
(pi3 3\ jaav-lu2 2||)
(Bene. E un asciugamano?)
iniz bitince oradaki ocuk size bir tane verir.
(&iSi'niz biti'C32| 'rd[a]i c'Cuk2 &birtaa'n vrir3 3||)
(Quand'ha nito, il ragazzo gliene d uno)
Saolun.
(sa[a]un3 3|||)
(Grazie).


72 Pronuncia turca per italiani

6.7. Antik harabelerde. Cami nnde falan.


(a'ti a&raablrd3 3|| Caa'mi #ny'd falan3 3||) pronuncia
internazionale
(Ai ruderi antichi. Davanti alla moschea)
Beyim, beyim! @u paraya bak$n, beyim. ok eskidir. Hakikidir, beyim.
(b'im2| bim3 3|| &Supa'raja >-'r bak$m3 3 <b'im32|| 'c sidir3 3||
&aiiidir3 3 <bim3 3)
(Signore, signore! Guardi questa moneta, signore. Molto vecchia.
Autentica, signore)
Ver bakay$m. Kaa?
('vr bakaj$m3 3 >baj$m3 3 >baj$m3 3| kaca3 3 >ka'ca2|)
(Vediamo. Quanto?)
On bin lira.
('m binnira3 3|| >biira3 3)
(Diecimila lire)
@aka m$ yap$yorsun? Al, senin olsun. Benim daha iyi bir fikrim
var. Ben dnene kadar arabama gz kulak olmaya ka para isti-
yorsun?
(Sa'ka &m$jap$jrsun2 2 >-jap-jrsun2 2| a3 3| s'ni nsun3 3|| b-
'nim2 da'a i'i birfi-riMvar3 3|| 'b d#n'n ka'dar2 a&raba'ma2
'#s ku'a k'maja2 >k'm2| 'kac pa'raisti'rsun2||)
(Ma scherzi? Ecco, prendila. Ho un'idea migliore. nch non tor-
no indietro, per dar un'occhiata alla mia macchina, quanto
vuoi?)
Be yz lira.
(bS-jyz&lira3 3||)
(Cinquecento lire)
Oldu.
(d$3 3||)
(Bene)
Y$kay$m m$, beyim?
(j$kaj$mm$2 2 <b'im2|)
(La lavo, signore?)
Demez. Yollar ok tozlu.
6. Testi in trascrizione fonotonetica 73

(dimz3 3|| j'ar2 'ck tzlu3 3||)


(Non ne val la pena. Le strade sono molto polverose)
Ne olur, beyim.
('n lur3 3 <'bim3 3||)
(Per favore, signore!)
Eh, pekala.
(paalaa3 3)
(Eh, d'accordo)
* Ben de ona yard$m edeyim mi? Ben kardeiyim, beyim.
('bd &na'jard$ mdiimmi22|| 'b kardSiim3 3 <bim3 3||)
(Lo posso aiutare? Sono suo fratello, signore)
Et bakal$m. Ama gene de be yz lira. Aabeyinin dediini yap, ha.
Kavga yok. Tamam. Yar$m saat sonra grmek zere.
('t2\ &baka$m3 3| 'ama2| 'n 'd2 'bS jyzlira3 3|| &aabi'ni ddii-
'niap a3 3|| kavgajk3 3|| tamam3 3| ja'r$m 'saat2 &sra#'rySm
&yzr3 3|||)
(Va bene, aiutalo. Ma sempre cinquecento lire. Fa' quello che di-
ce tuo fratello. Senza litigare. Benissimo. Ci vediamo fra una
mezz'ora).

6.8. Kitap$da
(i&tapc$da3 3||) pronuncia internazionale
(In libreria)
yi gnler, efendim. Yard$mc$ olabilir miyim?
(i'i yn'n r'fdim2|| &jard$m'C$ abi'lir miim3 3||)
(Buongiorno, signore. Che posso fare per lei?)
nce, ufak bir Trkengilizce, ngilizceTrke szlk rica ediyo-
rum. yi bir szlum var, ama saa sola ta$mak iin fazla
byk. @yle, pek ikinlik yapmadan cepte ta$nabilecek bir
ey istiyorum.
('#C2|\ u'fak&bir 'tyrci &iliz'C2| &iiliz'C tyr'c2 s#z'ly ri-
'Ca dirum3 3|| i'i&bir s#z'lyuM 'var2| 'ama2\ 'saa s'a taS$'ma
74 Pronuncia turca per italiani

>taS'ma i'cin2| faz'a by[j]y3 3|| 'S#yl2 'pe SiSin'ni japma-


'dan2| cp't ta&S$na&bil'Ck >taS&nabi- bir'S[i]is tirum3 3||)
(Beh, prima di tutto voglio un dizionarietto ingleseturco turcoingle-
se. Ne ho uno buono, ma troppo grosso per portarlo in giro. Ne
voglio uno che stia in tasca, senz'ingombrar troppo)
Bu var, hakikaten kk, ama sadece Trkeden ngilizceye.
('bu var3 3|| a'iia&t ycy3 3|| 'ama2\ &sad'C2| tyr'dn2 i&i-
lizC3 3||)
(Beh, c' questo, davvero piccolo, ma solo turcoinglese)
Yok, o olmaz.
(jk3 3|| maz3 3||)
(No, non va bene)
Ayr$ca bu var, hem byklk bak$m$ndan fena deil hem de geni
kapsaml$.
('air$Ca buvar3 3|| 'm by[j]y'ly ba&k$m$'daM >bakm$-
f'naa 'di32 >'dii32|| m'd 'niS kapsaml$3 3||)
(Allora, c' questo che non male come misura, e piuttosto
completo)
Yok, o da olduka byk. @u nas$l?
(jk3 3|| &d[a]'dukca by[]y3 3|| 'Su nas$3 3||)
( un po' grosso. E quello l?)
Bu, efendim, asl$nda ngilizce konuanlar iin bir Trke k$lavuzu,
ama arkas$nda yararl$ bir kk szlk de var.
('bu2 <'fdim2\ &as$'dai iliz'C knu'Sanna ri'cim bir'tyrc
k$&avu'zu2 >-ck&a2|| 'ama2 ar&kas$'da2\ &jarar'$ &biry'cy
s#z'ly dvar3 3||)
(A dir il vero, un frasario per anglofoni, signore. Ma c' un utilis-
simo glossario alla ne)
Trke k$lavuzu, yle mi? Bu baya$ yararl$ olabilir. Bir bakay$m.
Evet, hakikaten kullan$l$ grnyor. Hacmi de iyi. Tamam.
Bunu alay$m.
('tyrc k$&avu'zu2 >-ck&a2 #ylmi22|| 'bu ba'ja$ jarar'$ a-
bilir3 3|| &bi[r]bakaj$m3 3 >&biba$m3 3|| vt2 >t2|\ a'ii-
a&t ku&an$S'$ #&ryny'r2|| aC'mi dii3 3|| tamam3 3|| bu-
'nu aaj$m >a$$m3 3||)
6. Testi in trascrizione fonotonetica 75

(Un frasario di turco, davvero? Potrebb'esser proprio utile. Vedia-


mo. S, potrebb'esser la cosa giusta. E anche una buona dimen-
sione. S, lo prendo)
Bastne, efendim. Baka bir arzunuz var m$yd$?
(ba&Systyn3 3\ <fdim3 3|| baS'ka bi&rarzunuzvar22\ <m$i'd$2||)
(Benissimo, signore. E c'era dell'altro?)
Evet, bir de hediyelik, bir kitap ar$yordum. inde bol fotoraf olan.
stanbul manzaralar$ olan cinsten bir ey.
(vt3 3|| 'bird &di'li2 biri'ta pa&r$jrdum3 3|| &ici'd2 'b f-
t'ra fan3 3|| is'tambu &maza&raa'r$ 'a Cis'tm bir-
Si3 3||)
(S, voglio un libro da regalare, un libro di fotograe. Vedute
d'Istanbul, cose del genere)
O tip btn kitaplar burada sergilenmi halde. Bakmak ister miy-
diniz?
('tip by'ty itap'lar32| 'bur[a]da &sri'lmmiS 'ad2| bak'ma is-
tr2 2\ <'miidi&niz2||)
(Ce n' un'intera esposizione, signore. Ci vuol dar un'occhiata?)
stemezdim, ama gene de bakay$m.
(&ist'mzdim2| 'ama2\ &n'd bakaj$m3 3|| >baj$m3 3 >baj$m3 3)
(No. Ma, lo faccio).
7. Pronuncia neutra

Le vocali del turco neutro

7.1. Confrontiamo bene ci che s' detto nel 2 con quanto


diremo, ora, per le vocali della pronuncia neutra del turco, in
confronto con quelle della pronuncia internazionale.
La 7.1 piuttosto diversa dalla 2.6. Osserviamo che ,
nel primo vocogramma, indica elementi sonanti, cio /m, n r
l, /. Sono forniti i contesti nei quali le vocali brevi hanno realizza-
zioni diverse: nali di parola (anche se seguite da sonanti) si
realizzano pi abbassate, come si pu vedere.
Il secondo vocogramma mostra chiaramente che le vocali
"lunghe& sono dei dittonghi ditimbrici (anche se ristretti come
estensione del movimento fra i due elementi).
La 7.2 mostra i principali dittonghi neutri.
7.1. Pronuncia turca neutra: vocali.
/i/ (i, I[]|) /M/ (M, []|)
/y/ (y, Y[]|) /u/ (u, U[]|)

// (, []|)
/#/ (#, []|) // (, []|)
/a/ (, a[]|)

/i:/ (iI) /M:/ (M)


/y:/ (yY) /u:/ (uU)

/:/ () /:/ ()
/#:/ (#)
/a:/ (a)
78 Pronuncia turca per italiani

7.2. Pronuncia turca neutra: dittonghi.


/ii/=/i:/ (iI) /Mi/ (MI), /M#/ (M%)

/i/ (I)
// (), /a/ ()
/ai/ (I), /a/ ()

/yi/=/y:/ (yY), /y/ (y) /ui/=/uy/ (uY), /ua/ (u)

/#i/=/#y/ (#Y) /i/=/y/ (Y)

7.2. Di seguito, confrontiamo i due accenti:


/i[:]/ i(i[i]), n(iI, i, I{}|) /y[:]/ i(y[y]), n(yY, y, Y{}|)
/$[:]/ i($[$]), n($*, $, *{}|) /u[:]/ i(u[u]), n(uU, u, U{}|)
/[:]/ i([]), n(, , {}|) /#[:]/ i(#[#]), n(#%, #, %{}|)
/[:]/ i([]), n(, , {}|) /a[:]/ i(a[a]), n(a, , a{}|).
/ii/ i(ii), n(iI) /i/ i(i), n(I) /ai/ i(ai), n(I)
/$i/ i($i), n($I) /$#/ i($#), n($%) /yi/ i(yy), n(yY)
/#i/ i(#y), n(#Y) /i/ i(y), n(Y) /ui/ i(uy), n(uY).
/a/ i(a), n(, a{}|) // i(), n(, {}|)
/a/ i(a), n(, {}|) /y/ i(y), n(y, y{}|)
/$#/ i($#), n($%) /ua/ i(ua), n(u, ua{}|).
/i:/ i(i), n(i, i{}|) /y:y/ i(yy), n(yy, yY{}|)
/$:$/ i($$), n($$, $*{}|) /$:a/ i($a), n($, $a{}|)
/u:u/ i(uu), n(uu, uU{}|)
/:i/ i(i), n(i, I{}|) /:/ i(), n(, {}|) ( /[i]/ sotto),
/a:a/ i(aa), n(, a{}|) /a:$/ i(a$), n($, *{}|)
/a:u/ i(au), n(u, U{}|)
/#:y/ i(#y), n(#y, #Y{}|) /#:/ i(#), n(#, #{}|)
/:u/ i(u), n(u, U{}|) /:a/ i(a), n(, a{}|).
7. Pronuncia neutra 79

/[i]/ i([i]), n([I]), t([]), m([]),


/i:a:/ i(ia), n(i, ia), t([]A), m().

7.3. Vediamo, ora, alcuni esempi, per mostrar meglio le pecu-


liarit dei due accenti:
/i[:]/: iplik i(ip'li) n(ip'xiD), ine i(ii'n) n(iI'n),
bir i('bir) n('bI), iletiim i(i&lti'Sim) n(i&xti'Si)
/y[:]/: d i('dyS) n('dyS), dme i(dyy'm) n(dyY'm),
zldm i(&yzy'dym) n(&yzy'dY)
/$[:]/: k$na i(k$'na) n(k$'na), $t$r i($'t$r) n($'t*),
k$l$b$k i(&k$$'b$k) n(&k$X$'b$k)
/u[:]/: ulak i(u'ak) n(u'Xk), uur i(uu'ur) n(uU'U),
upuzun i('upu&zun) n('upu&zU~)
/[:]/: sen i('sn) n('s~), kel i('l) n('D),
ekmek i('m) n(D'mD), perende i(p'rd)
n(p'Td)
/#[:]/: rt i(#r'ty) n(%T'thY), le i(##'l) n(#%'x),
gl i('#l) n('%), ofr i(S'f#r) n(S'%)
/[:]/: kol i('k) n('k), olan i('an) n('Xa~),
protokol i(&prt'k) n(&pTt'kh)
/a[:]/: laf i('laf) n('x), kr i('ar) n('Da), kar i('kar) n('kha),
almak i(a'mak) n(X'mk), karavana i(&kara'vana)
n(&kT'Bna)
/ii/: giymek i(ii'm) n(iI'mD) /i/: bey i('bi) n('bI)
/ai/: ay i('ai) n('I) /$i/: k$ymet i(k$$'mt) n(k$*'mt)
/yi/: ty i('tyy) n('tyY) /#i/: ky i('#y) n('D#Y)
/i/: boy i('by) n('bY) /ui/: duy i('duy) n('duY)

/a/: realizm i(ra'lizm) n('xiz) //: neon i('nn) n('n~),


/a/: kaos i('kas) n('ks) /y/: do i('dy) n('dy),
/$#/: a$ler i(a'c$#L&cr) n('c$%x&c),
/ua/: sual i('sual) n('sua)

/i:/: dier i('dir) n('di) /y:y/: zrt i('zyyrt) n('zyYrt),


/$:$/: $$l i('$$) n('$*) /$:a/: s$a i('s$a) n('s$a),
80 Pronuncia turca per italiani

/u:u/: uur i('uur) n('uU) /:i/: ei i('ic) n('Ic),


/:/: ee i(') n(')( /[i]/ sotto) /a:a/: aa i('aa) n('a),
/a:$/: a$ i('a$) n('*) /a:u/: austos i(aus'ts) n($s'ts),
/#:y/: n i('#yn) n('#Y~) /#:/: e i('#) n('#),
/:u/: souk i('suk) n('sUk) /:a/: soan i('san) n('sa~).
/[i]/ i([i]), n([I]).

Le consonanti del turco neutro

7.4. Ora, confrontiamo anche le consonanti internazionali


e neutre, le cui dierenze abbiamo gi trattato nel 3.

7.3. Pronuncia turca neutra: consonanti diverse dalle internazionali.

%O 6

Qz

7.4. Pronuncia turca neutra: consonanti diverse dalle internazionali.

+
{l, ], }, {l} {]}

7.5. Pronuncia turca neutra: consonanti diverse dalle internazionali.



j

%
7. Pronuncia neutra 81

7.6. Pronuncia turca neutra: consonanti diverse dalle internazionali.

Le 7.3-6 mostrano le articolazioni diverse da quelle


internazionali. Di seguito, confrontiamo i due accenti:
/m/ i(m) (M), n(m, |) (M)
/n/ i(n) (m, M, , , , n, N, , ), n(n, ~|) (m, , n, N, , )
/p/ i/n(p) /b/ i(b), n(b, |)
/t/ i/n(t) /d/ i(d), n(d, |)
// i(), n(D) // i(), n(, |)
/k/ i/n(k) /g/ i(g), n(g, |)
// i(`, ), n(, `).
/c/ i/n(c) /C/ i(C), n(C, |)
/f/ i(f), n() /v/ i(v), n(B, |)
/s/ i/n(s) /z/ i(z), n(z, |)
/S/ i/n(S) /Z/ i(Z), n(Z, |).
// i() (t-d), n(X, |) /l/ i(l) (t-d, Lc-C-S-Z), n(x, |, t-d)
/r/ i(r), n(|, T, |) /j/ i(j), n(j, J , )
// i(), n(|, , , H5, 5H, 5H| h, h).

7.5. Ecco alcuni esempi:


emin i('min) n('mI~), kendim i('dim) n('DdI)
kambur i(kam'bur) n(km'bU) stanbul i(is'tambU)
n(is'tmbU)
enfes i(M'fs) n(m's) kans$z i(ka's$z) n(k's$)
insancil i(&insan'Ci) n(&isn'CI) anten i(a'tn) n('t~)
sonra i('sra, 'snra) n('sTa, 'snTa) inlemek i(&inl'me)
n(&inx'mD)
senin lalangan i(s'ni a'agan) n(s'nin X'Xga~)
manca i(man'Ca) n(mn'Ca) kanyon i(kaN'jn) n(kN'j~)
denk i('d) n('dD) bank i('bak) n('bk) inha i( in'aa)
n(in'a)
82 Pronuncia turca per italiani

ben Alman$m i('b na'man$m) n('b nX'mn*)


bugn leden sonra i('buy n##l'd&sra, -&snra) n('buy
n#%x'd&sTa, -&snTa).
polip i(p'lip) n(p'xip) baba i(ba'ba) n(b'ba)
tatl$ i(tat'$) n(tt'X*) dede i(d'd) n(d'd)
gaga i(ga'ga) n(g'ga) kitap i(i'tap) n(Di'tp)
kek i(') n('DD) kr i('aar) n('Da)
kar i('kar) n('ka) kok i('kk) n('kk).
figratif i(fi&yra'tif) n(i&yT'ti) verev i(v'rv) n(B'T)
ses i('ss) n('ss) zevalsiz i(&zval'siz) n(&zBx'siz)
ie i(Si'S) n(Si'S) jeoloji i(&Zl'Zi) n(&Zx'ZI)
garaj i(ga'raZ) n(g'T) e i('cc) n('cc)
cici i(Ci'Ci) n(Ci'CI) ocuk i(c'Cuk) n(c'Cuk).
lala i('aa) n('XXa) pul i('pu) n('pU)
lolo i('ll) n('xx) lale i(laa'l) n(xa'x)
bil i('bil) n('bI) gl i('yl) n('Y)
malul i(maa'lul) n(ma'xU) iltimas i(&iti'mas) n(&iti'ms)
malt$z i(ma't$z) n(mX't$) malca i('maCa) n('mxCa)
salon i(sa'n) n(s'X~) rol i('rl) n(') t('r) m('r)
plaj i(p'laZ) n(p'x) salisilat i(sa&lisi'lat) n(s&xisi'xt).
raf i('raf) n(') iri i(i'ri) n(i'TI) sor i('sr) n('s)
drt i('d#rt) n('d#rt) k$rk i('k$rk) n('k$rk)
rezerv i(r'zrv) n('zrB) tren i(t'rn) n(t'~).
yiv i('jiv) n('ji) y$r i('j$r) n('j*)
ya i('jaa) n('ja) oya i('ja) n('ja)
yayaya i(ja'jaja) n(J'jJa) somya i('sm-ja) n('sm-Ja)
radyan i(rad'jan) n(d'ja~) radyo i('rad-j) n('d-J)
istasyon i(&istas'jn) n(&ists'j~) (e reaksiyon i(&raksi'n)
n(&ksi'~)).
hala i('aa) n('Xa) hilaf i(i'laf) n(Hi'x)
saha i(saa'a) n(sa'a) halhal i(a'a) n(X'a)
sulh i('sul) n('sux) Salihli i(saa'lili) n(sa'xiHxI)
hah i('a) n(') talih i(taa'li) n(ta'xiH) mthi i(myt'iS)
n(myt'HiS).
7. Pronuncia neutra 83

ahap i(a'Sap aa'-) n('Sp a'-) bahi i(ba'SiS baa'-) n(b


'SiS ba'-)
Ahmet i(a'mt aa-) n('mt a-) kahve i(ka'v kaa'-)
n(k'B ka'-)
ahar i(a'ar aa'ar) n('a a'a) seher i(s'r s'r) n(s'H
s-)
ihlal i(i'lal ii'lal) n(iH'xa iI'-).
fiil /'fiil/ i('fiil) n('iI) saat /'saat/ i('saat) n('sat)
kura /ku'raa/ i(ku'raa) n(ku'Ta) mdafaa /mydaa'faa/ i(&my
daa'faa) n(&myda'fa)
sanat /sa'nat/ i(sa'nat) n(s'nt) mesele /ms'l/ i(&ms'l)
n(&ms'x)
Kuran /ku'raan/ i(ku'raan) n(k$'Ta~) telin "denuncia& i(t-
'lin) n(t'xI~) ( telin "del lo& i(t'lin) n(t'xI~)).
evvel i(v'vl) n(B'B) milli i(mil'lii) n(mix'xiI)
anne i('ann) n('nn) bakkal i(bak'ka) n(bk'ka)
katt$ "(egli) aggiunse& i(kat't$$) n(kt't$*) ( katt$ "era
un pavimento& i('katt$) n('ktt*)).

7.6. L'intonazione dell'accento neutro stata vista assieme


a quella internazionale, nel 5.
8. L'accento italiano del turco

8.1. I vocogrammi mostrano le peculiarit delle vocali (e dei dit-


tonghi) nella pronuncia degl'italiani che parlano turco uentemen-
te, ma senz'aver curato particolarmente l'aspetto della pronuncia (il
secondo vocogramma aggiunge varianti pi o meno marcate).

8.1. Accento italiano del turco: vocali.


/i/ (i), /y/ (y) /u/ (u)
/M/ ()

// () // ()
/#/ (#)

/a/ (a)

/y/ (, , u)
/M/ () (, M) (i, y)

// (e, E) // (o, O)
/#/ (#, ) (, )

8.2. Per le consonanti osserviamo che possono variare soprat-


tutto come segue: /s, z/ (s, z) (, ), /c, C/ (c, G) (C, ), /S, Z/
(S, Z), (, ). Normalmente, non s'usano /, /, n si distinguono
/l, /; per /r/ possiamo avere (r, R) (, 5, ).

8.3. Per quanto riguarda l'accento l'imitazione dei nativi non


basta per ottener un risultato del tutto soddisfacente, tanto pi
che i nativi stessi oscillano alquanto, anche in modo capriccioso
e soggettivo.
86 Pronuncia turca per italiani

8.4. Le 8.2-5 mostrano le strutture della tipica intonazione


italiana (neutra) e una scelta di varianti, che senza dubbio, sebbe-
ne non intenzionalmente si trasferiscono anche al turco degl'ita-
liani. Infatti, spesso, pi che possibile riconoscere la provenienza
regionale d'italiani che pur parlano turco in modo piuttosto uente.
Usiamo anche le sigle delle province, perch sono senz'altro pi
importanti per gli studenti nativi (comunque, navigando nel Web,
non certo dicile trovarne il signicato).

8.2. Accento italiano del turco: alcune protonie tipiche.

(2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) neutr0

(1 2 2 3 2 3 2) Torino

(1 2 2 2 2 2 2) Milano

(2 1 2 2 2 2 2) Bolzano

(2 1 2 1 2 1 2) Genova

(1 2 2 2 2 2 ' 2) Bologna

(1 2 2 2 2 2 2) Venezia

(2 2 2 2 ' 2 2 ' 2) Firenze

(2 2 6 2 2 6 2 2 6 2) Napoli

(2 2 2 2 2 2 2) Campobasso

(2 2 6 2 1 6 2 1 6 2) Bari
8. L'accento italiano del turco 87

8.3. Accento italiano del turco: alcune tonie conclusive tipiche.

/./ (2 ' 23) neutr0

/./ (3 3 3) /./ (1 3 3) /./ (2 3 3) /./ (3 3 3)

/./ (3 23) /./ (2 ' 3 3) /./ (1 6 23) /./ (2 3 3)

8.4. Accento italiano del turco: alcune tonie interrogative tipiche.

/?/ (2 ' 21) neutro

/?/ (2 ' 1 2) /?/ (3 21) /?/ (2 21) /?/ (2 ' 12) Cadore

/?/ (2 12) /?/ (2 2 21) /?/ (2 2 2) /?/ (1 21)

/?/ (2 12) /?/ (3 1 1) /?/ (2 4 12) /?/ (2 21)

/?/ (2 1 1) Foligno /?/ (2 ' 12) /?/ (1 ' 21) /?/ (2 ' 12) ~

/?/ (1 6 12) /?/ (2 ' 12) /?/ (2 ' 12) /?/ (2 21)

8.5. Brevemente ricordiamo la terribile gura fatta dal gior-


nalista Bruno Vespa quand'annunci l'attentato a papa Giovan-
ni Paolo ii, da parte di "Al H.& (a'li2 'ak:ka23), invece di (A'lI2 A:-
'A23). Qualcosa pi adatto a uno dei troppi "italioti&, che si
presentano "precognominandosi& come "Vespa Bruno&
88 Pronuncia turca per italiani

8.5. Accento italiano del turco: alcune tonie sospensive tipiche.

// (2 5 1 2) neutro

// (3 2 2) // (2 32) // (2 1 1) // (3 32)

// (1 2 2) // (3 2 2) // (2 5 12) // (2 5 2 2)

// (1 3 2 2) // (2 6 2 2) ~ // (1 6 2 2) // (2 ' 32)
(borgate)

Ovviamente, non facciamo nessun riferimento all'antica Ma-


gna Grecia, nelle parti etreme meridionali d'Italia, ma proprio
ai veri "itali{ani idi}oti&. Chiusa parentesi
9. L'accento turco dell'italiano

Vocali

9.1. L'accento tipico turco non troppo marcato usa i cinque


timbri vocalici dati nel primo vocogramma, con un semicrono
in sillaba accentata non-caudata interna, (';), (i, , a, , u):
9. Fonosintesi delle caratteristiche dell'accento italiano da parte di par-
lanti turchi (inclusi contoidi consonantici i cui punti e modi d'articolazio-
ne si deducono facilmente in rapporto agli altri foni, senza quelli nasali).

/i/ (i) /u/ (u)

/e, E/ () /o, O/ ()

/a/ (a)

/i/ (iI) /u/ (uU) {(%T, %)}

/e, E/ (e, ) /o, O/ (o, ) {(+, )}

/a/ (a, )

m n
pb td k g
cG k
6 fv sz z S
j wj
Rl ]

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2) /./ (2 3 3) /?/ (2 5 2 2) // (2 ' 3 2)


90 Pronuncia turca per italiani

miti sere patata modo futuro /'miti, 'sere, pa'tata, 'mOdo, fu-
'turo/ ('mi:ti, 'se:Re, pa'ta:ta, 'mO:do, fu'tu:R) = ('mi;ti, 's;, pa-
'ta;ta, 'm;d, u'tu;).

9.2. Nell'accento marcato, appaiono, in modo non sistemati-


co (che qui normalizziamo, invece, e che indipendente dalla
distribuzione italiana di /e, E o, O/), anche le varianti mostrate
nel secondo vocogramma: in sillaba accentata non-caudata inter-
na, (iI, e, a, o, uU); in sillaba accentata caudata, oppure in
sillaba non-accentata, (, , ): oltre a ('miIti, 'se, p'tat,
'mod, u'tuU), anche visti serpe basta molto furto /'visti,
'sErpe, 'basta, 'molto, 'furto/ ('vis:ti, 'sEr:pe, 'bas:ta, 'mo:to, 'fur:-
t) = ('6isti, 'sp, 'bst, 'mt, 'ut).
Inoltre, come risulta sempre dal secondo vocogramma, possia-
mo trovare pure (%, %T , +) (meno sistematicamente), soprat-
tutto per /u o, O/ in parole che presentino anche vocali anterio-
ri, per una sorta d'applicazione (anche nella pronuncia dell'italia-
no) dell'armonia vocalica, tipica del turco (oppure anche in les-
semi corrispondenti con /y, / in turco): Turchia universit
modi /tur'kia, universi'ta*, 'mOdi/ (tuR'ki;a, &uni&veRsi'ta, 'mO:di) =
(tu'ki, t%- &uni&6si't, &%- 'modi, 'm;-). Come si vede,
le V iniziali sono tipicamente precedute da (): in Italia /ini'talja/
(&ini'ta:lja) = (&ini'ta-j, -l-j); lo stesso succede anche in casi
come da ieri /da'jEri/ (da'jE:Ri) = (d'ei, da'j;Ri).

Consonanti

9.3. Per i N abbiamo (n=0) (cio assimilazione d'omorganici-


t), e /nj, N/ (indierenziati) = (nj, ~j): anfora pania sogno
/'anfora, 'panja, 'soNNo/ ('aM:foRa, 'pa:nja, 'soN:No) = ('Mf,
'aMfRa 'panj, 'p~-j, 'pa;nja 'sonj, 's~-j).
Occasionalmente, gli occlusivi e gli occlu-costrittivi non-sono-
ri possono essere "aspirati&, soprattutto se iniziali di sillaba ac-
centata, ma anche (pure in sillaba non-accentata) se iniziali di pa-
rola o dopo C: capitani stanzoni pancione /kapi'tani, stan'qoni,
pan'cone/ (&kapi'ta:ni, staN'qo:ni, pa'co:ne) = (&k{h}pi't{h}a-
9. L'accento turco dell'italiano 91

ni, stN't{h}soni, p{h}'c{h}on). Altrettanto occasional-


mente, i sonori possono esser prodotti come non-sonori (non
"aspirati&): bidone gigante /bi'done, Gi'gante/ (bi'do:ne, Gi'gaN:-
te) = (bi'don, pi't- Gi'gNt, ci'k-).

9.4. Nell'accento pi tipico, /k, g/ seguti da /j i, e, E/ si rea-


lizzano come occlu-costrittivi palatali, (k, ) (ma sono frequen-
ti anche (, K , G)): chirurghe chiedo /ki'rurge, 'kjEdo/ (Ki'rur:G,
'KjE:do) = (ki'u, 'ked). Osserviamo, inoltre, che /q, Q/
sono realizzati come sequenze, o meno spesso semplicemente
come costrittivi, dentali, con un'elevata frequenza dell'elemento
sonoro: senza zona /'sEnqa, 'QOna/ ('sEN:qa, 'QO:na) = ('sNt-s,
-s, -Nd-z, -z d'zon, 'z-).
Per /f, v/, nell'accento pi marcato troviamo (, 6): fave /'fa-
ve/ ('fa:ve) = ('a6). Per /z/, abbiamo una certa oscillazione
davanti a V ma (s) davanti a C sonore e a sonanti: susine sbat-
to smetto /su'zine, z'batto, z'metto/ (su'zi:n, z'bat:to, z'met:to)
= (su'ziIn, -'s- s'bato, s'batto s'meto, s'meto, s'mtto).
Gli approssimanti, in pronuncia pi marcata, diventano
semi-approssimanti, /j, w/ (, j j, w): ieri piano uovo qua-
dro /'jEri, 'pjano, 'wOvo, 'kwadro/ ('jE:Ri, 'pja:no, 'wO:vo, 'kwa:dRo)
= ('ei, 'j;Ri 'pan, 'pja;n 'jo6, 'w;v 'kjad-,
'kwa;d-R); inoltre, nell'accento pi marcato, possiamo trovare
/w/ = (, ) (i corrispondenti prevelari) davanti a V anteriori,
oppure anche posteriori (se nella parola ci sono V anteriori): lin-
gua /'lingwa/ ('li~:gwa) = ('i~Ga).

9.5. Il fonema /r/ ha varie realizzazioni possibili: la pi tipica


approssimante alveolare, (), in tutti contesti, la meno marcata
vibrante alveolare, (R): morire parto treno /mo'rire, 'parto,
'trEno/ (mo'ri:R, 'par:to, 'trE:no) = (m'iI, m'Ri;R 'pt,
'paRt t'en, t'R;n); soprattutto in posizione iniziale di pa-
rola o per /rr/, troviamo pure il costrittivo alveolare non-solcato
(ugualmente sonoro), (z): raro carri /'raro, 'karri/ ('ra:Ro, 'kar:Ri)
= ('a, 'za, 'Ra;R 'ka, 'kaz, 'kaRR).
Per /l/, molto frequentemente e tipicamente, abbiamo l'unilate-
rale, (), pure vicino a V posteriori, oltre a (l) non-marcato: l sale
92 Pronuncia turca per italiani

alto duplice /'la*, 'sale, 'alto, 'duplice/ ('la, 'sa:le, 'al:to, 'du:plic) =
(', 'la 'sa, 'sa;l 'lt, 'alt 'duUp-i&c, 'du;p-li&c).
Invece, nell'accento pi marcato, vicino a V posteriori (di
solito, inclusa /a/), generalmente troviamo l'alveo-semi-velare,
cio semivelarizzato, (]) (ma () vicino a V anteriori), oltre al
laterale velare (non velarizzato), (), che uditivamente risulta
meno marcato, sebbene sembri pi marcato dal punto di vista
articolatorio: l sale alto duplice = ('], ' 'sa], -, - ']t,
-t 'duUp]ic, -p-).
Per /lj, L/, pi tipicamente, abbiamo ( j), oppure la versio-
ne meno marcata (lj), in entrambi i casi: palio foglia /'paljo,
'fOLLa/ ('pa:ljo, 'fOL:La) = ('pa-, 'pa;l-j 'o-, 'f;l-ja).

Strutture e testo
9.6. La geminazione lessicale (che esiste anche in turco, sep-
pur con ricorrenza pi limitata che in italiano) si pu manifesta-
re, nell'accento meno marcato (ma con oscillazioni), tramite
(00), anche in tonia (invece di (0:0)): attasse /affit'tasse/ (&affit-
'tas:se) = (&i'tas, &it'tss, &affit'tass). Gli altri tipi
di geminazione (auto- e co-) sono praticamente assenti, tranne
che per apprendimento da buoni modelli).
Dopo la pronuncia italiana, diamo due versioni del testo: una
meno marcata, con minori variazioni e dierenze (pur se senza
geminazioni da parte di parlanti "impegnati&), l'altra decisamente
pi marcata.

9.6.1. Si bisticciavano un giorno il vento di tramontana e il


sole, l'uno pretendendo d'esser pi forte dell'altro, quando videro
un viaggiatore, che veniva innanzi, avvolto nel mantello. I due
litiganti decisero allora che sarebbe stato pi forte chi fosse riuscito
a levare il mantello al viaggiatore.
Il vento di tramontana cominci a soare con violenza; ma,
pi soava, pi il viaggiatore si stringeva nel mantello; tanto
che alla ne il povero vento dovette desistere dal suo proposito. Il
sole allora si mostr nel cielo, e poco dopo il viaggiatore, che sen-
9. L'accento turco dell'italiano 93

tiva caldo, si tolse il mantello. E la tramontana fu costretta cos


a riconoscere che il sole era pi forte di lei.
T' piaciuta la storiella? La vogliamo ripetere?
(si&bistic'ca:va&no2 u'Gor:no2| il'vENto di&tRamoN'ta:na2| ei'so:-
le23 'lu:n2 &pReteN'dENdo &dsseRpjuf'fOr:te2 del'la:tRo23 &kwaNdo'vi;-
de&Ro uMvi&aGGa'to:Re23 &kevve'ni;va in'naN:qi2 av'vOto &nelmaN-
'tEl:lo23|| i&dueliti5gaN:ti12 de'ci:zeR2 al'lo:Ra2 &kessa&Rbbes'ta;to pjuf-
5fOr:te12| kif&fosseRiuS'Si:t2 alle'va;Re ilmaN'tEl:lo2 alvi&aGGa'to:Re23||
il'vENto di&tRamoN'ta:na2 &komi'cO assof'fja:Re23 &koMvio'lEN:-
qa23| map'pjus sof5fja:va12| &pjuilvi&aGGa'to:Re2 &sistRi'Ge;va &nel-
maN'tEl:lo23\ 'taN:to2 ke&alla5fi:n12 il'pO;veRo 'vEN:to2 do'vette de-
'zis:teR23 da&suopRo'pO:zito23|| i'so:le2 al'lo:Ra2 &simos'trOn ne'cE:-
lo23| ep&pko'do:po2 ilvi&aGGa5to:Re12 &kesseN'ti;va 'ka:do2 si'tO:se23
ilmaN'tEl:lo23| &ela&tRamoN5ta:na12 &fukkos'tret:ta2 ko'zi2| aR&Riko5noS:-
SeRe12| kei'so:le2\ &Rapjuf'fOr:te23 di'lE;i23||
&tppja'cu:ta21 &lasto'rjEl:la2| &lavoL'La;mo Ri'pE:teRe21|||)

9.6.2. Versione meno marcata\ (si&bisti'ca;van2 u'GRn2|


i'vNt dit&RamN'ta;na2| is;3 3 'u;n2 &pRtN'dNd di&sR-
pju'fRt2 dat-R3 3 k&waNd'vi;dR uMv&jaGat;R3 3 &v'ni;-
vai 'naNtsi2 a'vt &nmaNt;3 3|| i&duiti'gaNti32 d'ci;z&R2
a';Ra2 &sa&Rbs'ta;t pju'fRt32| i&fsRiu'Si;t2 &a'va;Ri maN-
't;2 av&jaGat;R3 3||
i'vNt dit&RamN'ta;na2 &kmi'ca sfja;R3 3 &kMvjNt-
sa3 3| map'ju sf'ja;va32| p&juivjaGa't;R2 &sist-Ri'G;va &nmaN-
t;3 3\ 'taNt2 &aa'fi;n32 i'p;vR 'vNt2 d'vt dzistR3 3
da&supRp;zi&t3 3|| i's;2 a';Ra2 &simst'R nc;3 3|
&pk'd;p2 iv&jaGa't;R32 &sN'ti;va 'kad2 sits3 3 i-
maNt;3 3| &at&RamN'ta;na32 &fuks'tR;ta2 k'zi2| a&Rik'n;S&R32|
i's;2\ &RapjufRt3 3 dii3 3||
ti&pja5cu;ta12 &astR'j;a2| &av'a;m Ri5p;t&R12|||)

9.6.3. Versione pi marcata\ (si&bisti'ca6n2 u'Gn2| i-


'6Nt dit&mN'tan2| is+3 3 ']uUn2 p&tN'dNd di&-
sp%'t2 d]t3 3 k&jNd'6iId uM6&Gt+3 3 &-
94 Pronuncia turca per italiani

6'niI6 i'nNsi2 '6t &nmNte3 3|| i&d%iti'gNti32 d-


'ciIz&2 ']o2 &s&bs'tat p%'t32| i&si%'SiIt2 &-
'6a &imN'te2 ]6&Gt+3 3||
i'6Nt dit&mN'tan2 &kmi'c sa3 3 &kM6-
Ns3 3| mp'% s'a632| &p%i6&G't+2 &sisti'Ge6
&nmNte3 3\ 'tNt2 &]'iIn32 i'p+6 '6Nt2 d'6-
t dzist3 3 d]&supp+zi&t3 3|| i's+2 ']o2 &simst-
' nce3 3| &pk'd+p2 i6&G't+32 &sN'tiI6 'k]-
d2 sits3 3 &imNte3 3| &t&mN'tan32 &ukst'et2
k'zi2| &ik'n+S&32| i's+2\ &p%t3 3 dii3 3||
ti&p5c%Tt12 &]st'e2| &]6'am i5pet&12|||).
10. Mini-fono-dizionario

10. Questo repertorio, di 400 lemmi, ha uno scopo diverso


dal Mini-phono-dictionary contenuto nel nostro Turkish Pronun-
ciation Accents.
I circa 6000 lemmi di quest'ultimo indicano l'eccezioni alla strut-
tura non-marcata, che prevede l'accento sull'ultima sillaba e l'as-
senza di vocali "lunghe& e degli xenofonemi /, , l/.
Questo Mini, invece, punta a mostrare soprattutto nomi pro-
pri, che potrebbero servire in generale, anche al di fuori del-
l'ambito prettamente linguistico turco, dovendoli nominare.

Adana /'adana/ Akin /a'in/ Anamur /a'namuR/


Adapazar /a'dapa- Akis /a'is/ Anday /an'dai/
zaRM/ Akkerman /akkR- Ankara '/'ankaRa/
Advar /adM'vaR/ 'man/ Antakya /an'ta-ja/
Adyaman /a'dM- Aksaray /'aksaRai/ Antalya /an'tal-ja/
jaman/ Akehir /'akShiR/ Arif /a'Rif/
Adnan /ad'nan/ Ala Da /a']ada:/ Arslanta /aRs']an-
Afin /af'Sin/ Alaca /'a]aGa/ taS/
Afyon /'afjn/ Alaca Hyk /'a]a- Artvin /'aRtvin/
Aca /a:'Ga/ Ga hy'y/ Atatrk /ata'tyR/
Ar /'a:RM/ Alada /a']ada:/ Atay /a'tai/
Ahlat /'ah]at/ Alagz /a]a'8#z/ Avanos /'avans/
ahlat /'ah']at/ Alanya /a']an-ja/ Aydn /'aidMn/
Ahmed /ahm'di:/ Alaehir /a']aShiR/ Ayvalk /'aiva]Mk/
Ahmet /ah'mt/ Aliar Hyk /ali-
Ahtamar /'ahtamaR/ 'SaR hy'y/ Baba /ba'ba/
Ak Da /'akda:/ Alnar /a]'naR/ Bafra /'baf-Ra/
Akdeniz /'akdniz/ Altan /a]'tan/ Baki /ba:'i/
Akhisar /'akhisaR/ Amasya /a'mas-ja/ Baklava /bak-]a'va/
Akif /a:'if/ Anadolu /a'nad]u/ Balkesir /ba']M-
96 Pronuncia turca per italiani

siR/ Bucak /'buGak/ eme /'cSm/


Bandrma /'bandMR- Budrum /bud'Rum/ lemerik /c#'l-
ma/ Bura /bu:'Ra/ mRi/
Bartn /'baRtMn/ Burak /bu'Rak/ orlu /'cR]u/
Batman /'batman/ Burdur /'buRduR/ oruh /'cRuh/
Bayar /'bajaR/ Bursa /'buRsa/ orum /'cRum/
Bayazit /'bajazit/ Byk Menderes ukurova /cu'ku-
Bayburt /'baibuRt/ /by'y 'mnd- Rva/
Baykurt /bai'kuRt/ Rs/
Bayraktar /baiRat- Da /'da:/
'kaR/ Canik /'Gani/ da /'da:/
Bedreddin /bd-Rd- Cansever /Gans- dalar /da:'laR/
'din/ 'vR/ Dedeaa /'d-
Beldibi /'bldibi/ Cayn /'caj#ny/ da:[a]c/
Belevi /'blvi/ Celal /G']a]/ Demirel /dmi'Rl/
Bergama /'bRgama/ Cemal /G'ma]/ Demirkazk /d-
Beyatl /bjat']M/ Cemal Sreya /G- 'miRkazMk/
Beyce Sultan /'bi- 'ma] syR'ja/ Denizli /d'nizli/
G su]'tan/ Cevdet /'Gvdt/ Denkta /dnk'taS/
Beyolu /b'j:]u/ Ceyhan /'Gihan/ Dervi /dR'viS/
Beyehir /biS'hiR/ Ceyhun /Gi'hun/ Develi /'dvli/
Bilbaar /bilba'SaR/ Cizre /'GizR/ Dicle /'diGl/
Bilecik /'bilGi/ Cumhuriyet /Gum- Divan /di[:]'van/
Bingl /'bin8#l/ hu:Ri'jt/ Divrii /'divRi[j]i/
Birecik /'biRGi/ Diyarbakr /di'jaR-
Bitlis /'bitlis/ anakkale /ca'nak- bakMR/
Bodrum /'bdRum/ kal/ Dzce /'dyzG/
Boazkale /b:'azka- ankr /'cankM-
l/ RM/ Ecevit /G'vit/
Boazky /'b:az- apakur /ca'pak- Edg /d'8y/
k#y/ cuR/ Edip /'dip/
Bolu /'b]u/ aramba /caR'Sam- Edirne /'diRn/
Bor /'bR/ ba/ Edremit /'dRmit/
Bornova /'bRnva/ atal Hyk /ca- Efes /'fs/
Bozca /'bzGa/ 'ta] hy'y/ Ege /'g/
Buca /'buGa/ atalca /ca'ta]Ga/ ege /'g/
10. Mini-fono-dizionario 97

Eridir /'iRidiR/ 'ziantp/ Haydarpaa /hai-


Elz /'lazM:/ Gebze /'8bz/ 'daRpaSa/
Elbistan /lbis'tan/ Gediz /'8diz/ Hereke /'hR/
Emin /'min/ Gelibolu /8'lib- Hikmet /hi'mt/
Emir /'miR/ ]u/ Hisar /hi'saR/
Enez /'nz/ Gemlik /'8mli/ Hisarlk /hi'saR]Mk/
Enver /'MvR/ Gencer /8n'GR/ Hoca /'hGa/
Erbil /R'bil/ Giresun /'8iRsun/ Hopa /'hpa/
Erciyas /'RGi[j]as/ Gk Irmak /'8#- Hrriyet /hyRRi'jt/
Erciyas da /'RGi- MR&mak/ Hyk /hy'yk/
[j]as da:'M/ Gksu /'8#su/
Erdek /'Rdk/ Glba /'8#lbaSM/ rmak /MR'mak/
Ereli /'Rili/ Gl, Tuz /'tuz 8#-
Ergani /'Rgani/ 'ly/ el /'icl/
Ergene /'Rgn/ Grdes /'8#Rds/ dris /id'Ris/
Ersoy /R'sy/ Greme /'8#Rm/ leri /il'Ri/
Ertem /R'tm/ Gmane /8y'my- lgaz /il'gaz/
Erzincan /'Rzin- San/ lhan /il'han/
Gan/ Gntekin /8ynt- mroz /'imRz/
Erzurum /'Rzu- 'in/ nebolu /i'nb]u/
Rum/ Grpnar /8yRpM- negl /i'n8#l/
Eskiehir /s'iS- 'naR/ nn /'in#ny/
hiR/ Grsel /8yR'sl/ pek /i'p/
Essad /s'sad/ skenderun /is'n-
Evren /v'Rn/ Habur /'habuR/ dRum/
Hac /ha'GM/ smet /is'mt/
Fenerbahe /f'nR- Haclar /'haGM]aR/ sparta /is'paRta/
bahc/ Hakkri /hak'ka:Ri/ stanbul /is'tanbu]/
Fethiye /'fthi[:]j/ Halic /ha'liG/ stranca /is'tRanGa/
Frat /fM'Rat/ Halide /ha:li'd/ znik /'izni/
Fuzuli /fuzu[:]'li/ Harran /haR'Ran/ zmir /'izmiR/
fuzuli /fuzu[:]'li/ Hasan /ha'san/ zmit /'izmit/
Fruzan /fyRu'zan/ Hasan Da /ha'san- zzet /iz'zt/
&da:/
Galata /ga']ata/ Haim /ha:'Sim/ Kakar /kac'kaR/
Gaziantep /ga:- Hatay /'hatai/ Kadky /ka'dM#y/
98 Pronuncia turca per italiani

Kan /'kan/ Krehir /'kMRShiR/ Manavgat ellesi


Kank /ka'nMk/ Ksakrek /kM'sa- /ma'navgat S']a:-
Kapda /ka'pM- yR/ lsi/
da:[M]/ ksmet /kMs'mt/ Manisa /ma'nisa/
Kara Da /ka'Ra&da:/ Kzl Irmak /kM- Mara /'maRaS/
kara /ka'Ra/ 'zMlMR&mak/ Mardin /'maRdin/
Karabk /ka'Ra&by/ Kzlrmak /kM- Marmara /'maRma-
Karacaolan /kaRa- 'zMlMR&mak/ Ra/
'Ga:]an/ Kilis /'ilis/ Mehmet /mh'mt/
Karadeniz /ka'Rad- Kocaeli /k'Gali/ Menderes /'mnd-
&niz/ Kocagz /k'Ga- Rs/
Karagz /kaRa'8#z/ 8#z/ Menemen /'mn-
Karakse /ka'Ra#- Konak /k'nak/ mn/
s/ Konya /'kn-ja/ Mersin /'mRsin/
Karaman /ka'Raman/ Kprl /'#p-Ryly/ Mescit /ms'Git/
Karamanl /ka'Ra- Krolu /'#R:]u/ Mihri Hatun /mih-
man]M/ Kuadas /'kuSada- 'Ri ha'tun/
Karasu /ka'Rasu/ sM/ Mils /'mi:]a:s/
Karatepe /ka'Ratp/ Kk /y'cy/ Milet /'milt/
Karkam /'kaRka- Kk Menderes /y- Mucur /'muGuR/
mMS/ 'y 'mndRs/ Mula /'mu:]a/
Kars /'kaRs/ Kkky /y'cy- Muhtar /muh'taR/
Kartal /kaR'ta]/ #y/ Murad /mu'Rad/
Kastamonu /kas'ta- Kltepe /'yltp/ Murat /mu'Rat/
mnu/ Ktahya /y'tahja/ Mu /'muS/
Kayseri /'kaisRi/ Mustafa /musta'fa/
Kaz Da /'kazda:/ Lapseki /'lapsi/
Keban /'ban/ Lefkoa /lf'kSa/ Namk /na'mMk/
Kelkit /'lit/ Leyla /li']a/ Nasreddin /nas-
Kemal /'ma]/ Lleburgaz /ly'l- Rd'din/
Krkhan /kM'RMk- buRgaz/ Nazili /'na:zili/
han/ Nazilli /'nazilli/
Krkkale /kM'RMk- Maden /'ma:dn/ Nzim /na:'zim/
kal/ Malatya /ma']at-ja/ Nedm /n'di[:]m/
Krklareli /kMRk- Manastr /ma'nas- Nef' /nf'i[:]/
'laRli/ tMR/ Nevehir
10. Mini-fono-dizionario 99

/'nvShiR/ Sakarya /sa'kaRja/ Tatvan /'tatvan/


Nide /'ni:d/ Salihli /'sa:lihli/ Tavas /'tavas/
Niksar /'niksaR/ Samanda /sa'man- Tavanl /tav'San-
Nizip /'nizip/ da:M/ ]M/
Nusaybin /nu'sai- Samsun /'samsun/ Tekin /t'in/
bin/ Sancak /san'Gak/ Tekirda /t'iRda:/
Sapanca /sa'pan- Tevfik /tv'fi/
Ordu /'Rdu/ Ga/ Tire /'tiR/
Orhan /R'han/ Saracolu /saRa- Tokat /'tkat/
Osman /'sman/ 'G:]u/ Trabzon /'tRabzn/
Osmaniye /s'ma:- Seluk /sl'cuk/ Tunca /'tunGa/
ni[j]/ Selim /s'lim/ Tunceli /'tunGli/
Seydiehir /si'diS- Turgutlu /tuR'gut-
demi /#'dmiS/ hiR/ ]u/
mer /#'mR/ Seyhan /'sihan/ Turhal /'tuRha]/
z /'#z/ Seyh /si'hi[:]/ Tuz Gl /'tuz 8#-
zakn /#za'kMn/ Siirt /si'iRt/ 'ly/
zal /#'za]/ Silifke /si'lif/ Trkiye Cumhuriye-
Silivri /si'livRi/ ti /'tyRi[j] Gum-
Pamukkale /pa- Sinan /si'nan/ 'hu[:]Ri[j]ti, -'ti/
'mukkal/ Sinop /'sinp/
Paa /pa'Sa/ Sivas /'sivas/ Ulu Da /u']uda:/
Pendik /'pndi/ Siverek /siv'R/ Uluda /u']uda:/
Peribacalar /p'Ri- Soma /'sma/ Urfa /'uRfa/
baGa]aRM/ Soysal /sy'sa]/ Uak /'uSak/
Ske /'s#/ Uzunkpr /u'zun-
Rifat /Ri'fat/ Sparta /s'paRta/ #pRy/
Rize /'Riz/ Sunay /su'nai/
Rusuk /'Ruscuk/ Sleyman /syli- nye /'ynj/
'man/ rgp /'yR8yp/
Sabahattin /saba- skb /'ysyb/
hat'tin/ inasi /Sina'si/ skdar /'ysydaR/
Safa /sa'fa/ stn /ys'tyn/
Safranbolu /sa'fRam- Taner /ta'nR/
b]u/ Taranc /taRan'GM/ Vali /'va:li/
Said /sa'it/ Tarsus /'taRsus/ Van /'van/
100 Pronuncia turca per italiani

Vangl /van8#'ly/ Yesil Irmak /j'Si- Zile /zi'l/


Vatan /va'tan/ ]MRmak/ Zincirli /zin'GiRli/
Vilyet /vila:'jt/ Yeilhisar /j'Silhi- Ziya Gk Alp /'zi-
saR/ [j]a8# 'a]p/
Yalova /ja']va/ Yeilrmak /j'Si- Zonguldak /'zn-
Yaar /ja'SaR/ ]MRmak/ gu]dak/
Yavuz /ja'vuz/ Yeilky /j'Sil#y/
Yenipazar /j'nipa- Yldz /jM]'dMz/
zaR/ Yozgat /'jzgat/
10. Nota bibliograca

10.1. Per maggiori informazioni generali, rimandiamo all'Av-


viamento alla fonetica o, per approfondimenti generali comple-
ti, a Fonetica e tonetica naturali (FTN, che l'edizione aggiorna-
ta del Manuale di fonetica, MaF).
Per approfondire la conoscenza della pronuncia italiana: Ma-
nuale di pronuncia italiana Dizionario di pronuncia italiana
e La buona pronuncia italiana del terzo millennio.

10.2. Per chi s'interessi pure alla pronuncia d'altre lingue, nel
Manuale di pronuncia, ci sono esaustivi capitoli anche su: ingle-
se, francese, tedesco, spagnolo, russo, arabo, hindi, cinese, giappo-
nese, esperanto. Si danno pure varianti geo-sociali, comprese
quelle americane e mediatiche.
Inoltre, per i pi esigenti, sono disponibili o in elaborazione
singole monograe onnicomprensive per francese, portoghese,
spagnolo, russo, arabo, persiano, turco, che danno anche le va-
rianti geo-sociali. I volumi gi apparsi sono elencati di sguito,
e sono: inglese, tedesco, neerlandese (e afrikaans) cinese, giap-
ponese, arabo, hindi, turco (e altre, nel frattempo).
Per aspirazioni meno "elevate&, ma pur sempre meritorie di
risposte adeguate, sono in elaborazione altri volumetti, simili
a questo (e a quelli di cinese, francese, inglese, spagnolo, porto-
ghese, tedesco, neerlandese, russo), oltre a materiali per l'italia-
no, adatti sia per nativi che per stranieri, che s'aggiungeranno
a Pronunce straniere dell'italiano.
Per accostarsi alla pronuncia d'altre lingue, ci si pu riferire
alle fonosintesi fornite nel volume Fonetica e tonetica naturali

Canepari, L. (1983) Phonetic Notation / La notazione fonetica


Venezia: Cafoscarina. Con due audiocassette allegate; quasi
canIPA.
102 Pronuncia turca per italiani

(2000/2009) Dizionario di pronuncia italiana. Bologna: Zani-


chelli. 60.000 forme con trascrizione e varianti di pronuncia,
che corrispondono ad almeno 180.000 parole eettive; pro-
nunce fornite: neutra moderna, neutra tradizionale, accetta-
bile, tollerata, trascurata, intenzionale e ranata; canIPA si
veda il sito canipa.
(2004) Manuale di pronuncia italiana Bologna: Zanichel-
li. Con due audiocassette allegate; introduce la pronuncia
neutra moderna, oltre alla tradizionale, e ad altri tipi, fra cui
22 coin regionali; canIPA si pu veder il sito canipa.
(2006) Avviamento alla fonetica. Torino: Einaudi; canIPA
(2007) Fonetica e tonetica naturali. Mnchen: Lincom.
(2007) Natural Phonetics Tonetics. Articulatory, auditory,
and functional Mnchen: Lincom. Versione inglese del volu-
me precedente. La prima parte d una completa presentazio-
ne del metodo e simbolizzazione canIPA; la seconda d accu-
rate fonosintesi di 241 lingue vive e 71 lingue morte; nel sito,
quest'ultime sono 81, scaricabili.
(2007) Pronunce straniere dell'italiano ProSIt. Mnchen, Lin-
com. Precise descrizioni degli accenti stranieri dell'italiano
per 43 gruppi di lingue, non solo europee, coll'intonazione
e varianti interne pi o meno marcate; canIPA
(2007) Manuale di pronuncia Mnchen: Lincom.
(2007) A Handbook of Pronunciation. English, Italian, French,
German, Spanish, Portuguese, Russian, Arabic, Hindi, Chinese,
Japanese, Esperanto. Mnchen: Lincom; canIPA trascrizioni,
come in questo libro, versione inglese del titolo precedente.
(2017) English Pronunciation Accents. Mnchen: Lincom.
Con 318 accenti dierenti: 121 nativi con varianti, 63 bilin-
gui, 31 stranieri; canIPA
(2017) German Pronunciation Accents. Mnchen: Lincom.
Neutra, mediatica, tradizionale, internazionale, accenti re-
gionali e stranieri, non solo di Germania, Austria e Svizze-
ra; canIPA
(prep.) French Pronunciation Accents. Mnchen: Lincom.
Neutra, mediatica, tradizionale, internazionale, accenti regio-
10. Nota bibliograca 103

nali e stranieri, non solo di Francia, Svizzera, Belgio e Cana-


da; canIPA
(prep.) Italian Pronunciation Accents Mnchen: Lincom.
Edizione aggiornata ed espansa di Canepari 2004; con la
vera pronuncia neutra moderna, usata dai professionisti alme-
no negli ultimi quarant'anni; inoltre, con la sorpassata pro-
nuncia tradizionale, che in modo sorprendente e anacroni-
stico la maggior parte dei dizionari continua a propinare
come l'unico tipo di pronuncia accettabile, certamente dovu-
ta all'ovvia e triste incapacit di valutare ci che si potrebbe
vedere e sentire chiaramente ogni giorno; inoltre, con la de-
scrizione d'altri tipi, comprese 22 coin regionali; canIPA si
pu consultar il sito canipa.
(prep.) Portuguese Pronunciation Accents. Mnchen: Lincom.
Neutra, mediatica, tradizionale, internazionale, accenti regio-
nali e stranieri, non solo del Brasile e Portogallo; canIPA
Balzi, F. (2016) Turkish Pronunciation Accents Mnchen:
Lincom. Neutra, mediatica, tradizionale, internazionale, ac-
centi regionali e stranieri con approfondimenti e altri materia-
li rispetto al presente volume; canIPA
Cerini, M. (2016) Dutch Afrikaans Pronunciation Ac-
cents. Mnchen: Lincom. Neutra, mediatica, tradizionale, in-
ternazionale, accenti regional, non solo d'Olanda, Fiandre e
Sud Africa; canIPA
(2017) Arabic Pronunciation Accents. Mnchen: Lin-
com. Neutra, mediatica, internazionale; canIPA
(2017) Chinese Pronunciation Accents. Mnchen: Lin-
com. Neutra e mediatica e con accenti regionali e stranieri;
canIPA
Giovannelli, B. (2012[) La buona pronuncia italiana del
terzo millennio Roma: Aracne. Con sonori scaricabili dal sito
canipa; canIPA
Miotti, R. (2017) Spanish Pronunciation Accents. Mn-
chen: Lincom. Neutra, mediatica, tradizionale, internaziona-
le, accenti regionali e stranieri, non solo di Spagna e Ameri-
ca Latina; canIPA
104 Pronuncia turca per italiani

Miscio, F. (2016) Japanese Pronunciation Accents. Mn-


chen: Lincom; canIPA.
(2017) Japanese Pronouncing Dictionary transliterated
JPDt. Mnchen: Lincom. Circa 76.000 forme, con un'in-
troduzione su come convertir tutto in simboli di Fonoto-
netica naturale canIPA.
Sharma, G. (2017) Hindi Pronunciation Accents. Mn-
chen: Lincom. Neutra, mediatica, internazional, e accenti na-
zionali/regionali canIPA
Vitali, D. (prep.) Russian Pronunciation Accents. Mn-
chen: Lincom. Neutra, mediatica, tradizionale, internaziona-
le, e alcuni accenti regionali; canIPA
Catford, J.C. (1977) Fundamental Problems in Phonetics Edin-
burgh: E. Univ. Press; 6-11; praticamente senz'intonazione;
IPA.
(1988) A Practical Introduction to Phonetics Oxford: Claren-
don Press. Esercizi guidati per sviluppar la cinestesia foneti-
ca, da eseguire accuratamente, passo dopo passo; tuttavia, si
dovrebbe evitare l'edizione del 2001, per i troppi problemi
tecnici del fallito tentativo d'aggiornamento di simboli; prati-
camente senz'intonazione; IPA.
Chapman, W.H. alii (1988) Introduction to Practical Phonet-
ics Horsleys Green: Summer Institute of Linguistics; sostan-
zialmente IPA.
Colloquial Turkish (1992) London: Routledge. Con audiocasset-
te non allegate.
Demrcan, . (2013) Trkenin sesdizimi {Fonologia turca}. s-
tanbul: Der Yaynlar {Edizioni Der}. Breve trattato, piuttosto
teorico e non molto pratico; un incredibile miscuglio di gra-
femi (in tondo, corsivo e grassetto), compresi q and ? e ,
con qualche simbolo quasi IPA con g invece di X.
Duden Auprachewrterbuch (2005, 1962) Mannheim: Biblio-
graphisches Institut F. A. Brockhaus AG. Il "duden 6&;
d anche nomi di persona, famiglia e luogo di varie lingue,
con le pronunce originali, ma sfortunatamente, con trascrizio-
ni intralinguistiche invece che interlinguistiche, e a volte in
10. Nota bibliograca 105

stile sorpassato; IPA con /a, a:/, ma /r/, per il tedesco, comun-
que, ora, nalmente accetta la "vocalizzazione di /r/& anche
dopo vocali brevi, sebbene continui a usare solo /r/, infelice-
mente con /axi, axu, Oxy/; nulla sull'intonazione, e una microsco-
pica menzione di forme ridotte.
Tuttavia, la prima edizione era il "miglior amico& di
durante gli anni di scuola, "frequentata& portando interessan-
ti libri di lingue e di fonetica, piuttosto di quelli barbosi
previsti, per non perder tempo prezioso. Tra i libri preferiti,
c'erano vari corsi Linguaphone preparati da rinomati fone-
tisti e registrati anche da selezionati dicitori radiofonici cor-
si che avevano un intero disco su 16 interamente dedicato
alla fonetica della lingua insegnata, con trascrizioni IPA dei
vari esempi accuratamente scelti, per mostrarne la struttura
fonetica; in sguito, s'usarono quelle stesse liste, adeguatamen-
te completate, anche per i nostri lavori su dierenti accenti,
compresi quelli sociali, regionali e stranieri. Sfortunatamen-
te, dopo gli anni '60, quei corsi divennero come tutti gli al-
tri, praticamente con nessun'attenzione per la fonetica.
Ergen, I. (2002) Konuma dili ve trkenin syleyi szl. stan-
bul: Multilingual. Esattamente lo stesso libro, con introduzione
in turco e inglese, apparso anche con copertina diversa: Spo-
ken Language and Dictionary of Turkish Articulation (invece di
Turkish Pronouncing Dictionary], titolo discutibile in cui "artic-
ulation& sta per "pronunciation& e, nel testo, "phoneme& spes-
so sta per "position&, e "sound& per "syllable&, e qualche altro
termine usato male.
Comunque, l'unico libro di questo tipo, a nostra conoscen-
za, per cui siamo grati, nonostante le sue trascrizioni "fonolu-
natiche&; quasi IPA, ma con per /M/, un assurdo (anzi
{sic} nell'introduzione!) per /R/ nal desonorizzato (altri au-
tori usano come arbitraria corrispondenza con ]! Altre in-
soddisfacenti e incoerenti "scelte& come a, e I (sic pi cor-
rettamente mostrato come nell'introduzione) e molti non
convincenti tassofoni vocalici; una "coppia& come t% e d; an-
che invece di N, davanti a j, , ; v, ma u greco, in alternanza
106 Pronuncia turca per italiani

con V, fra a e ; sebbene non ricorra sistematicamente, f non


presente nella lista dei fonemi.
Convenientemente segna l'accento con ' all'inizio di silla-
be vere, ameno all'interno di parola, ma non all'inizio di pa-
rola (invece di metterlo assurdamente davanti alla vocale di
sillabe accentate, a causa di tante incertezze decisionali, come
fa qualcuno), per cui metruk quasi correttamente mostrato
come met'rk', cio (mt'ruk), ma metro come 'metrO', cio
('mt-r); anche i lessemi monosillabici hanno il loro legitti-
mo segno d'accento (sebbene in certi manchi), come in lif 'lIf',
cio ('lif), ma klik come 'KlIK', cio ('li), perch, dopo voca-
li, nelle ritme, abbiamo correttamente yapsa klik ('japsa 'li),
ma sfortunatamente anche grammemi monosillabici hanno
l'accento, sicch troviamo da 'da', cio (da) e de 'dE', cio (d).
Un altro problema consiste nel non necessario uso di , in al-
ternanza con z, e in trascrizioni come 'rzk' rizk, invece di
('r$sk), con quel fuorviante z', mentre, d'altra parte, parole co-
me gag sono rese come 'gak', invece di ('gag, 'ga)! Tuttavia, si
d una sola struttura accentuale per ogni lemma, mentre niin
(ni'cin, 'nicin), o nk ('cyy, cy'y), per esempio, sono
entrambi usuali e considerati corretti, sebbene il dizionario dia
solo (') ( 9.3.6 9.3.14).
Euro-wrterbuch Trkisch (2010) Berlin: Langenscheidt. Indica
le vocali lunghe (moderne) e l'accento non-nale.
Gksel, A. Kerslake, C. (2005) Turkish London: Routled-
ge. Qualche uso assurdo di simboli pi o meno IPA uciali e
grafemi turchi e greci come $, , e F, w, b, e sia per $ che
per i accentati.
Gncel Trke szlk ve yazm klavuzu {Dizionario e manuale
di pronuncia turca} (2007). Ankara: Trk Dil Kurumu {Asso-
ciazione della lingua turca}. Un poco amichevole cd-rom, che
in qualche modo permette d'ascoltare i lemmi di buona qua-
lit forniti, ma procedendo per assurdi tentativi, senza tra-
scrizioni, n un manualetto, o liste.
Jones, D. (1956) Cardinal Vowels London: Linguaphone Insti-
tute. 2 dischi (a 78 giri) con fascicoletto; il primo disco, pi
10. Nota bibliograca 107

importante, scaricabile; IPA.


(1967) e Phoneme: its Nature and Use Cambridge: Heer;
IPA.
Kornfilt, J. (1997) Turkish London: Routledge. Quasi IPA, coll'ac-
cento acuto sulle vocali accentate nella parte sull'accento.
Laver, J. (1980) e Phonetic Description of Voice Quality Cam-
bridge: C. Univ. Press. Con un'audiocassetta non allegata; IPA.
Miotti, R. Canepari, L. (2017) Pronunciacin y acentos del
espaol. Mnchen: Lincom. Neutra, mediatica, tradizionale,
internazionale, accenti regionali e stranieri, non solo di Spa-
gna e America Latina; canIPA
(prep.) Spanish Pronouncing Dictionary / Diccionario
de pronunciacin espaola. Mnchen: Lincom; canIPA
Praktisches Lehrbuch Trkisch (1972) Berlin: Langenscheidt. Uti-
le, ma non normalizzato, segna le vocali lunghe piuttosto tra-
dizionali; IPA "tedesco&.
Selen, N. (1979) Trkenin sesdizimi {Fonologia turca}. Ankara:
Trk Dil Kurumu Yaynlar {Associazione della lingua turca}.
Deludente trattatello acustico e articolatorio, con caotiche mi-
scele d'IPA e a, , I, ? e zj per (Z), e h per (), e g oscillante sia
per (y) che per qualche r nal, e tl (sic) per l'"l scura&, e altre
cose "brillianti&.
Smalley, W.A. (1964) Manual of Articulatory Phonetics Terry-
town (~): Practical Anthropology. Con 33 bobine {18 cm,
19 cm/s} non allegate, della durata di 32 ore; non-IPA.
Taschenwrterbuch Trkisch-Deutsch (1966) Berlin: Langenscheidt.
Indica l'accento non-nale e le vocali lunghe (piuttosto tradizio-
nali).
Teach Yourself Turkish (1989) London: Hodder Stoughton.
Con un'audiocassetta non allegata, ma senza transcrizioni.
Zimmer, K. Orgun, O. (1999) Turkish', in Handbook of the In-
ternational Phonetic Association (154-156): Cambridge Univ.
Press. Descrizione troppo semplice e piuttosto forviante, con
/S, Z/ nella tabella ma non nella lista d'esempi, e con un inutile
"//& derivante dall'ortograa; IPA. Sebbene il libro dovrebbe
esser un'adabile e consigliabile guida alla trascrizione e de-
108 Pronuncia turca per italiani

scrizione della pronuncia delle lingue, onestamente non lo


si pu considerar tale.