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Oceano ()[8], PESCI

Coio (, anche Ceo), NORD BILA

Creio (, anche Crio), SUD ARIETE

Iperione (), EST CAPRICORNO

Iapeto (, anche Giapeto) OVEST CANCRO

Kronos (, anche Crono); SCORPIONE

e le sei Titanidi:

Theia (, anche Teia o Tia)[9], LEONE

Rea (), TORO

Themis (, anche Temi), VERGINE

Mnemosyne (, anche Menmosine), GEMELLI

Phoibe (, anche Febe), SAGITTARIO

Tethys (, anche Teti). ACQUARIO

Nella Teogonia di Esiodo, ai vv. 133-138, viene narrato che unendosi a Urano ( ,
"Cielo stellante"), Gaia (, "Terra") genera i sei Titani:

OCEANO
Oceano (, Okeans) una figura della mitologia greca, era un titano figlio diUrano e di Gea.
Omero chiama Oceano l'origine degli dei ( )[1] e l'origine di tutti ( )[2]; egli era
una divinit fluviale e con lo stesso nome veniva designato sia ilfiume (o corso d'acqua) che il dio, ci
che del resto si usava fare anche per le altre divinit fluviali[3].
Oceano aveva un'inesauribile potenza generatrice, non diversamente dai fiumi, nelle cui acque si
bagnavano le fanciulle greche prima delle nozze, e che perci erano considerati come i capostipiti di
antiche famiglie. Oceano per non era un dio fluviale comune, perch il suo non era un fiume comune.
Quando tutto aveva avuto gi origine da lui, esso continu a scorrere agli estremi margini della terra,
rifluendo in se stesso, in un circolo ininterrotto. I fiumi, i torrenti e le sorgenti, anzi il mare stesso,
continuavano a scaturire dal suo corso vasto e potente [4]. Anche quando il mondo stava gi sotto il

dominio di Zeus, egli solo pot rimanere al suo posto primitivo, oltre al quale si credeva si estendesse
solo il buio, conosciuto col nome di Erebo.
Tuttavia non fu solo Oceano a rimanere nel suo luogo primitivo. Ad esso era legata la dea Teti, che
giustamente veniva chiamata madre. Possiamo dunque capire perch Omero dice che questa prima
coppia gi da molto tempo si asteneva dal procreare[5]. Che i due lo facessero per ira reciproca, una
motivazione naturale in quel genere di racconti antichissimi; ma se la procreazione primordiale non
avesse avuto fine, neanche il nostro mondo avrebbe avuto consistenza, n un limite rotondo, n un
corso circolare che rifluiva in se stesso. Ad Oceano rimase dunque soltanto la facolt di fluire in circolo,
di alimentare le sorgenti, i fiumi e il mare - e la subordinazione al potere di Zeus.
Secondo Esiodo, i figli di Oceano e Teti, i fiumi, erano circa tremila (tra i quali nomina il Nilo, il Po,
il Danubio e diversi fiumi greci pi corti); altrettante le figlie, le Oceanine[6][7].
Oltre che da Omero e da Esiodo, Oceano ricordato da diversi autori classici greci, tra i
quali Pindaro ed Eschilo[8]. Oceano anche uno dei protagonisti del poema La Trasimenide di Matteo
dall'Isola.
Un ramo della mitologia moderna (meno approfondita ma anche pi conosciuta) attribuisce a Oceano e
Teti anche la discendenza di Stige e Asopo (anch'esso dio fluviale) e attribuisce a Oceano il ruolo di
"pi antico dei titani".
Oceano raffigurato come statua nel contesto della Fontana di Trevi, in cui si trova nella nicchia
centrale.

CEO NORD BILANCIA


Ceo (greco ) una figura della mitologia greca, era figlio di Urano e di Gea.
Era uno dei Titani e fra essi rappresentava l'intelligenza e il Nord.
Spos Febe, con la quale gener Leto e Asteria.
Nella Mitologia romana era conosciuto come Polus.

Nella mitologia greca, Coeus (greco antico: Koios) stato uno dei
Titani, figlio di Urano (il cielo) e Gea (la terra). Nella Mitologia
romana era conosciuto come Polus, lincarnazione dellasse celeste
attorno al quale ruotavano i cieli. Come la maggior parte dei Titani
egli non ha svolto alcun ruolo attivo ed appare solo negli elenchi dei
Titani, ma importante soprattutto per i suoi discendenti. Con la
sua sorella, la brillante Febe, Coeus gener Leto (Latona) e
Asteria. Secondo i primi mitografi, Leto era una delle amanti di
Zeuscon
il
quale
ebbe
i
figli
Apollo
e
Artemide.
Ceo era il portavoce della saggezza di suo padre Urano, e di sua
madre Gea. In questo senso le sue due figlie erano i due rami di

chiaroveggenza: Leto e suo figlio Apollo presiedevano la potenza


della luce e del cielo. La figlia Asteria fu la sposa del titano Perse,
che gli diede una figlia che chiamarono Ecate: la pi impenetrabile
delle Dee, ammantata comera da quel denso alone di mistero che
le conferisce laspetto insidioso e terrifico che rende la notte, le
tenebre
e
gli
spiriti
dei
morti.
Insieme con gli altri Titani, Coeus stato rovesciato da Zeus e dagli
altri dei olimpici. Dopo la guerra, lui e tutti i suoi fratelli sono stati
esiliati
nel
Tartaro.
Alla fine Coeus stato rilasciato per opera di Zeus.

CRIO SUD - ARIETE


Crio (in greco antico: , Kris, "ariete", o , Kreios, "maestro", "signore"), chiamato anche
"Megamede" ("Grande Signore") una figura della mitologia greca; uno deiTitani della prima
generazione, figlio di Urano e di Gea[1].
Secondo la Teogonia, Crio spos Euribia, dalla quale ebbe Astreo, Pallante e Perse[1]; Pausania gli
attribuisce anche la paternit di Pitone[1].
Quando suo fratello Crono ord una congiura per spodestare il padre, ordin a Crio e agli altri suoi
fratelli Ceo, Giapeto e Iperione di posizionarsi ai quattro angoli della terra: allorch Urano scese per
accoppiarsi con Gea, loro quattro lo afferrarono, tenendolo fermo, mentre Crono lo evirava con una
falce[1]. Successivamente, tutti i Titani vennero sconfitti da Zeus ed imprigionati nel Tartaro, da cui alla
fine, secondo Pindaro ed Eschilo (nel Prometeo liberato) Zeus stesso li avrebbe liberati in un atto di
clemenza[1].
La posizione di Crio e dei suoi tre fratelli ai quattro angoli del mondo nel mito della deposizione di
Urano discende probabilmente dai "pilastri cosmici" di altre mitologie che separano il cielo dalla terra, e
Crio rappresenta il pilastro del Sud (Kris significa "ariete", e l'inizio dell'anno greco era segnato dal
sorgere della costellazione dell'ariete da sud)[1].

Crio, dio delle mandrie e delle greggi, e forse anche del saccheggio,
era uno dei Titani di minore interesse anche se personificava
lideale della forza e della potenza.

IPERIONE EST (CANCRO)


Iperione (o Iperone) (in greco trascritto Hyprion) originariamente un epiteto del Sole dal
significato letterale di "che si muove al di sopra". Successivamente, nellamitologia greca, il termine

verr assunto a nome proprio e andr ad identificare, con Esiodo, uno dei dodici titani figli di Urano e
di Gea, Titano dell'Est. Nella Titanomachia, quando i titani favorevoli a Crono si schierarono contro
quelli che sostenevano Zeus, Iperione si schier con Crono.
Titano della vigilanza e dell'osservanza, padre di Elio (il Sole), Eos (l'Aurora) e Selene (la Luna)
generati da Teia, sua sorella e moglie.[1][2] Dall'interpretazione del significato del termine come "colui che
precede (il Sole)", probabilmente derivato il suo ruolo come padre di Elio, il Sole, o di Eos, l'Aurora, il
chiarore che precede il sorgere del giorno.

Curiosit[modifica | modifica wikitesto]


Nell'Iliade e nell'Odissea di Omero il dio Sole viene chiamato Helios Hyperion ma
nella Teogonia di Esiodo e nell'inno a Demetra di Omero il Sole viene chiamato una volta in ogni
opera Hyperonides, figlio di Iperione; quindi chiaro che si tratterebbe di due distinte entit, perlomeno
a opinione di Omero e del suo presunto rivale Esiodo.
I Greci pensavano, inoltre, che il Sole si potesse paragonare ad Ade, in quanto dopo essere tramontato
nel mare, perde luce, e per riacquistarla deve unirsi a sua moglie, la regina della notte Perseide.
Anche Ade, infatti, trova il realizzarsi della sua completezza nell'unione con sua moglie Persefone (si
noti la somiglianza del nome con Perse) oProserpina. Comunque dall'amore di Helios e Perseide,
nasce Circe, una maga dagli enormi poteri, in grado addirittura di trasformare, nell'Odissea di Omero, i
compagni diUlisse in porci.

GIAPETO OVEST (CAPRICORNO)


Giapeto (in greco , Iapets; in lingua italiana, il nome sdrucciolo: Gipeto), uno
dei Titani della mitologia greca. I Titani sono figli di Urano e Gea. Tentarono di conquistare l'Olimpo ma
furono sconfitti da Zeus. Giapeto appartiene, quindi, alla prima generazione degli dei ed uno dei
fratelli maggiori di Crono.
Giapeto il progenitore della specie umana, sposo di Climene, figlia di Oceano e di Teti, ed padre
di Atlante, Epimeteo, Menezio e Prometeo.
Come la maggior parte dei Titani, fu fatto precipitare nel Tartaro da Zeus. Egli rappresenta l'Ovest,
inoltre il suo nome significa il Perforatore

CRONO (SCORPIONE)
Nella Teogonia di Esiodo, ai vv. 133-138, viene narrato che unendosi a Urano ( ,
"Cielo stellante"), Gea (, "Terra") genera i Titani: Oceano ()[1],Coio (, anche
Ceo), Creio (, anche Crio), Iperione (), Iapeto (, anche Giapeto), Theia (,
anche Teia o Tia)[2], Rea (), Themis (, anche Temi), Mnemosyne (, anche

Menmosine), Phoibe (, anche Febe), Tethys (, anche Teti) e Kronos (, anche


Crono).
Dopo i Titani (vv. 139-153), l'unione tra Gea e Urano genera i tre Ciclopi (: Brontes, Steropes
e Arges[3])[4]; e i Centimani (, Ecatonchiri): Cotto, Briareo e Gige dalla forza terribile[5].
Urano (vv.154-182), tuttavia, impedisce che i figli da lui generati con Gea, i dodici Titani, i tre Ciclopi e i
tre Centimani, vengano alla luce. La ragione di questo rifiuto risiederebbe secondo alcuni autori [6], nella
loro "mostruosit". Ecco che la madre di costoro, Gea costruisce dapprima una falce dentata e poi
invita i figli a disfarsi del padre che li costringe nel suo ventre. Solo l'ultimo dei Titani, Kronos, risponde
all'appello della madre: appena Urano si stende nuovamente su Gaia, Kronos, nascosto [7] lo evira.
Da questo momento inizia il dominio di Kronos il quale, unendosi a Rea, genera: Istie (, ionico;
anche Estia dall'attico ), Demetra (), Era (, anche Hera),Ade ()
ed Ennosigeo (, Scuotitore della terra, da intendere come Posidone o Poseidone
[8]); ma tutti questi figli vengono divorati da Kronos in quanto, avvertito dai genitori Gea e
Urano che uno di questi lo avrebbe spodestato, non vuole cedere il potere regale. Grande sconforto
questo stato di cose procura a Rea, la quale, incinta dell'ultimo figlio avuto da Kronos, Zeus (), e
consigliatasi con gli stessi genitori, decide di partorire di nascosto a Lycto (Creta) [9], consegnando a
Kronos una pietra che questi divora pensando fosse il proprio ultimo figlio.
Zeus (vv.492-500) cresce in forza e intelligenza e infine sconfigge il padre Kronos facendogli
vomitare[10]gli altri figli che aveva divorato, e il primo oggetto vomitato da Kronos proprio quella pietra
che egli aveva inghiottito scambiandola per Zeus[11]. Quindi Zeus (vv.501-506) scioglie dalle catene i tre
Ciclopi[12] cos costretti dallo stesso Kronos, i quali lo ricambieranno consegnandogli la Folgore(i
fulmini).
I versi 617-720 della Teogonia si occupano della Titanomachia, la lotta tra i titani residenti sul monte
Othrys[13] e gli di dell'Olimpo (figli di Kronos e di Rea): da dieci anni la lotta tra i due schieramenti
prosegue incerta quando Zeus, su consiglio di Gea, libera i tre Centimani precedentemente costretti
nella terra da Urano e, dopo averli rifocillati con nettare e ambrosia, li coinvolge nella battaglia che
diverr cos decisiva e si concluder con la sconfitta dei titani e la loro segregazione nel Tartaro, chiuso
da mura e da porte di bronzo costruite appositamente da Posidone e guardati a vista dagli stessi tre
Centimani.

TEIA (LEONE)
Nella mitologia greca, Teia (scritta anche come Theia, Tea,Thea o Tia) una titanide, sorella e moglie
di Iperione, madre di Helios (dio del sole), Selene (dea della luna) ed Eos (dea dell'aurora). Il nome, da
solo, significa semplicemente dea; spesso veniva chiamata con l'appellativo Eurifessa (o Eurifaessa)
per accentuarne la magnificenza e lo splendore.

Ad esempio, Pindaro invocava Teia nella sua quinta ode istmica:

Madre del sole, Teia dai molteplici nomi, con la tua benedizione gli uomini onorano l'oro come elemento pi prezio

In questo passo lei sembra una dea splendente in particolare e gloriosa in generale, ma l'allusione di
Pindaro a lei come "Teia dai molteplici nomi" suggerisce un'assimilazione non solo ad altre dee madri
del sole come Febe e Leto, ma forse anche ad altre figure di dee madri pi universali
come Rea e Cibele.

REA (TORO)
Nella mitologia greca, Rea (in greco antico ) una titanide, figlia di Urano e di Gea, sorella e
moglie di Crono e madre di Ade,Demetra, Era, Estia, Poseidone e Zeus. I figli di Rea erano destinati a
essere divorati dal proprio padre Crono, re dei Titani, in seguito alla profezia che stabiliva che egli
sarebbe stato detronizzato da uno dei propri figli. Zeus evit il proprio destino grazie al parto eseguito di
nascosto da Rea nell'isola di Creta, e riusc, divenuto maturo e con l'aiuto dei Ciclopi e
degli Ecatonchiri suoi alleati, a spodestare Crono (e i fratelli di lui, i Titani) durante la Titanomachia.
Rea, raffigurata spesso su un carro tirato da due leoni, presenta una forte associazione con Cibele,
dalla quale non sempre distinguibile.
Nella mitologia romana, Rea Magna Mater deorum Idaea e identificata con Opi.
Secondo la mitologia greca, Rea, per alleviare il dolore durante il travaglio per il parto di Zeus, conficc
le dita nel terreno, e dai buchi praticati nacquero degli esseri chiamati Dattili, cinque maschi e
altrettante femmine, che la aiutarono a partorire. In seguito i maschi si dedicarono all'arte metallurgica
mentre le femmine si occuparono dell'arte tessile.
Il giovane re asiatico Adrasto, che combatt quale alleato di Priamo nella guerra di Troia, aveva una
particolare devozione per questa dea.

THEMIS (CANCRO)
Temi (o Themis) una figura della mitologia greca. Secondo Esiodo Temi era una titanide, figlia
di Urano e Gea, e fu una delle spose diZeus.
Temi gener le Stagioni (che erano chiamate Ore), le Moire (chiamate anche Parche) e Astrea.
Secondo altre versioni del mito, Temi fu anche madre di Prometeo.[1]
Il significato del nome Temi "irremovibile", e forse per questo motivo questa figura mitologica fu
considerata non tanto una dea, quanto la personificazione dell'ordine, della giustizia e del diritto, tanto
che si usava invocarla nel momento in cui qualcuno doveva prestare un giuramento.
In alcuni casi, Temi stata anche identificata con la madre Gea.

Secondo altri miti, ella era la padrona dell'oracolo di Delfi, prima che Apollo nascesse. Ovidio[2] narra,
appunto, l'oscuro responso dato da lei a Deucalione e Pirra che indicava ai due di lanciare dietro di loro
le ossa della loro madre. Essi comprendono allora che l'oracolo si riferisce alla Terra (Gea) ed allora
gettano pietre dietro la loro schiena, e queste non appena toccano terra si mutano in persone.
Dante Alighieri nomina la dea nel Purgatorio nel famoso canto XXXIII, dove citata per la sua nebulosa
profezia.

MNEMOSINE GEMELLI
Mnemsine (in greco , Mnemosne) una figura della mitologia greca, la personificazione
della memoria. Figlia di Urano (il Cielo) e Gea (la Terra) una delle titanidi, e perci sorella
di Rea, Temi, Febe, Dione, Teti e Teia, e dei Titani, Crono, Ceo, Oceano, Iperionee Crio.
Mnemsine fu amata da Zeus, il quale le si present sotto forma di pastore. Giacquero insieme per
nove notti sui monti della Pieria e dopo un anno, Mnemosine partor nove figlie:
le Muse. Pausania riferisce che, originariamente, le figlie fossero tre, ossia Melete, la Pratica,Mneme, il
Ricordo, e Aoide, il Canto.
Diodoro Siculo racconta poi che Mnemosine aveva scoperto il potere della memoria e che aveva
assegnato i nomi a molti oggetti e cose astratte che servivano a intendersi durante la conversazione [1].
Inoltre, a questa dea era attribuito il potere di far ricordare (da cui deriva il suo nome).
Secondo Pausania, in Beozia si trovava l'antro di Trofonio, uno degli accessi agli Inferi, dove, per
entrare era necessario prima bere da due fontane. La prima, intitolata a Lete (la dimenticanza), faceva
scordare le cose passate. L'altra, intitolata a Mnemsine, consentiva di ricordare ci che si sarebbe
visto nell'aldil.

FEBE (SAGITTARIO)
Febe (in greco antico ) una figura della mitologia greca.
Era una titanide, figlia di Urano (il cielo) e di Gea (la terra).
Nella Teogonia, Esiodo parla di "Febe dalla corona d'oro" o "Brillante". sorella
di Teti, Rea, Temi,Mnemosine, Dione e Teia, e dei Titani, suoi
fratelli: Oceano, Iperione, Ceo, Crio, Giapeto e Crono.
Sposata al fratello Ceo, da lui ebbe Leto (o Latona), madre di Apollo e Artemide, e Asteria (che non
viene per citata da Diodoro). tradizionalmente associata alla luna e ad Artemide, con cui talvolta
confusa.
Le si attribuiva la fondazione dell'oracolo di Delfi, in quanto accompagnatrice di Temi. Per il suo
genetliaco ne aveva fatto regalo ad Apollo, il quale, attraverso Latona, era nipote di Febe.

TETI
Teti o Tetide (greco = Teths) una figura della mitologia greca, una Titanide figlia di Urano e
di Gea.[1][2] Teti fu sia sorella che moglie di Oceano ed era considerata la madre dei principali fiumi del
mondo allora conosciuto dai Greci, come il Nilo, l'Alfeo e il Meandro, oltre che di tremila figlie
dette Oceanine, fra le quali si ricorda Stige.[3]
Anche se ha un ruolo centrale nei miti riguardanti la creazione, e alcuni inni sono a lei dedicati, Teti non
ha praticamente nessun ruolo nei testi letterari greci, nella religione greca e nei suoi culti. A tal
proposito Walter Burkert afferma che Teti non in alcun modo una figura attiva nella mitologia greca. [4].
Alcuni dei pochi miti in cui si fa menzione di Teti, sono quelli relativi alla grande dea Era. Questa divinit
infatti, mentre era ancora una fanciulla ed infuriava la guerra tra i Titani e gli Olimpi, si rifugi all'estremo
del mondo, presso Oceano e Teti e venne da loro amorevolmente allevata come una figlia adottiva. In
seguito, come rileva anche il capitolo XIV dell'Iliade, Teti presente nel mito in cuiEra, per ingannare
Zeus e renderlo geloso, afferma di volersene andare lontano da lui, per i suoi continui tradimenti,
tornare da Oceano, "origine degli dei" e da Teti "la madre". In un'altra occasione Teti aiut la dea Era a
prendersi una rivincita sul marito Zeus, che aveva partorito Atena dalla testa; Teti forn ad Era un'alga,
che una volta inghiottita, le permise di partorire Efesto per partenogenesi.
Indicativo del potere di Tetide ci che compie nel mito[5] relativo ad Era, che le chieda di fare
qualcosa, perch dispiaciuta del fatto che Zeus abbia posto Callisto ed Arcade in cielo come
costellazioni (come Orsa Maggiore e Orsa Minore). Perci, per fare un favore alla sua amata figlioccia,
Tetide proibisce a queste costellazioni di riuscire mai a tramontare (infatti sono costellazioni
circumpolari, cio ruotano perennemente attorno al Polo Nord, senza mai trovare riposto sotto
l'orizzonte).
Brkert vede nel nome Teti una trasformazione dell'accadico tiamtu o tmtu, "il mare", che
riconoscibile in Timat, la dea babilonese delle acque salate.[6] Robert Gravesinvece interpreta come
origine del nome il termine in Greco antico "ttthe" ( ) "prendersi cura" [7][8]
Una delle poche rappresentazioni di Teti, identificata in modo sicuro grazie a un'iscrizione, il Tardo
Antico (IV secolo) mosaico dal pavimento di un edificio termale ad Antiochia, ora conservato
a Dumbarton Oaks, Washington DC.
Teti, il satellite del pianeta Saturno e Tetide, l'oceano preistorico omonimo, sono stati cos denominati
ispirandosi a questa divinit.
Teti stata talvolta confusa con un'altra dea marina, la nereide Teti, moglie di Peleo e madre di Achille.

La guerra fra Titani e dei dellOlimpo

I titani sconfitti vengono rinchiusi da una porta costruita da Poseidone che li


siggill nel Tartaro.
Gea suggerisce a Zeus come sconfiggerli assoldando i Ciclopi e gli
Ecatonichiri.