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Dal Mito al Pensiero Razionale

Che cosa distingue un racconto mitico da una argomentazione filosofica? Perch l'atteggiamento dei primi filosofi pu definirsi "scientifico"? Che relazione c' fra la nascita del pensiero razionale e l'ambiente politico-sociale della polis greca?

Dal Mito al Pensiero Razionale

Tema
La facolt del pensare, propria di tutti gli animali ch e appartengono alla specie umana, sub un salto di qualit e matur una svolta decisiva grazie agli antichi greci, quando la spiegazione dei grandi movimenti della storia e dei fenomeni della natura fu ricercata non pi nelle forze divine raffigurate dalla mitologia, ma nel discorso scientifico e filosofico. Il racconto mitologico infatti popolava la vita q uotidiana di interventi mirabili delle forze soprannaturali; il discorso filosofico, invece affidava alla ragione il compito di individuare le leggi che regolano i meccanismi della natura stessa. I greci, e come loro molti altri popoli, indicavano con il termin e "mito" l'insieme de i racconti, delle narrazioni tramandate dalla tradizione, attraverso cui si era cercato di spiegare l'origine del mondo o dell'umanit e, nello stesso tempo, si era voluto fissare un sistema d i valori accettato dalla comunit, ch e potesse fornire una guida per i comportamenti umani. Alla ra dice del mito c' quindi la volont dell'individuo da un lato di controllare e comprendere la natura e, dall'altr o, di regolare e stabilire norme comuni. I racconti mitici, che narrano la nascita del cosmo e degli dei, le loro vicende e il tempo ancestrale degli eroi, hanno una natura fantastica, non tanto perch siano privi di u na loro coerenza e logica interna, quanto perch non hanno la pretesa di dimostrare i propri contenuti n si sotto pongono ad alcuna forma di con trollo razionale. La narrazione mitica espone una rivelazione, la sua a utorit poggia su un fon damento sacro, il suo racconto accettato come espressione di una verit indiscutibile per la societ che lo tramanda. Tra la fine de l VII secolo e l'inizio del VI secolo a.C. ne lla Ionia greca nacque la riflessione filosofica: una nuova forma di sapere, collegata e stimo lata dalle trasformazioni politiche, sociali ed economiche che portarono alla g enesi delle poleis. I primi filosofi cercavano di rispondere agli stessi interrogativi del mito ma se ne dista ccavano per il diverso atte ggiamento nei confronti della natura e per la diversa forma di giustificazione su cui fondavano i loro discorsi. Attraverso il disco rso filosofico si cerc infatti d i spiegare gli eventi naturali senza fare ricorso all'intervento di po tenze e agenti divini, ma piuttosto individuando cause interne alla natura stessa. Contemporaneamente, si abbandonava la trama narrativa, propria del mito, per cercare di fondare la verit delle affermazioni su argomentazioni razionali, e cio verificabili, criticabili, suscettibili di essere confutate o emendate.

La nascita della filosofia


In questo passo Aristotele, uno dei pi gr andi pensatori dell'antica Grecia, parla della nascita della filosofia e pone in relazione la riflessione dei primi filosofi con il sapere mitico. Gli uomini, sia ne l nostro tempo sia da pprincipio, hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare, poich dapprincipio essi si stupivano dei fenomeni che erano a portata di mano e d i cui essi non sapevano rendersi conto, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, si trovavano di fronte maggiori difficolt, quali le affezioni (ossia le eclissi, il sorgere e il tramonto) della luna e del sole e delle stelle e l'origine dell'universo. Chi n ell'incertezza e ne lla meraviglia crede di essere nell'ignoranza (perci anche chi ha prope nsione per le leggende , in un certo qual modo, filosofo, giacch il mito un insieme di cose meravigliose); e quindi se vero che gli uomini si diedero a filosofare per sfuggire all'ignoranza, evidente che essi perseg uivano la scienza con il puro scopo di sapere e non per qualche bisogno pratico. E ne testimon ianza il co rso degli eventi, giacch solo quando furono loro a disposizione tutti i me zzi indispensabili alla vita e que lli che procurano benessere e agiatezza, gli uomini cominciaro no a darsi ad un a tale sorta di indagine scientifica.
[Aristotele, Metafisica, I (A), 2, 982b]

Lorigine di tutte le cose


Al di l di alcune analogie fra le antiche rivelazioni del mito e le prime riflession i filosofiche esiste u na profonda differenza che rigua rda l'atteggiamento verso la natura. I testi seguenti mettono in evidenza proprio questo aspetto. Il primo brano un antico mito a ssiro-babilonese; il secon do tratto da un mito g reco, il terzo e il quarto sono riferiti a Talete (VII se c. a.C.), tradizionalmente considerato il pri mo filosofo greco. Quando di sopra non era ancora nominato il cielo, di sotto la terra ferma non aveva ancora un nome, Apsu [l'oceano d'acqua dolce] primiero, il loro generatore, Mummu [lo scroscio d'acqua, il messaggero di Apsu] e Tiamat [l'oscurit e il caos], la generatrice di tutti loro, le loro acque insieme mescolavano, abitazioni per gli dei non erano ancora costruite, e le canne delle paludi non erano ancora visibili. [...]
[da Miti assiri e babilonesi, Sansoni 1958]

Vado a ved ere [sta parlando Era, la moglie di Zeus] i confini della terra feconda, l'Oceano, principio dei numi, e la madre Teti, che nelle case loro mi nutrirono e crebbero.
[Omero, Iliade, XIV, vv. 301-306]

Talete il fo ndatore di tale forma di filoso fia, dice che l'acqua [il p rincipio di tutte le cose]... C i sono alcuni secondo i quali anche gli antichissimi, molto an teriori all'attuale generazione e che per primi teo logizzarono, ebbero le ste sse idee sulla natura: infatti cantarono che Oceano e Teti siano gli a utori della generazione [delle cose].
[Aristotele, Metafisica, I (A), 3, 983b]

Di quelli che a mmettono un unico principio mobile e che vengono propriamente chiama ti fisici da Aristotele, alcuni lo ritengono l imitato, come Talete di Mileto, figlio di Examio, e Ippo ne, il qu ale sembra che sia stato a teo. Entrambi dicevano che l'acqua era il princip io delle cose basandosi sulle ap parenze sensibili; il ca ldo infatti si alimenta dall'umido e i ca daveri si disseccano e tu tti i germi sono umidi e ogn i nutrimento contiene acqua. Per natura ogni cosa si alimenta di ci da cui pro viene, e l'acqua il principio della natura umida e ci che sostiene tutte le cose.
[da I presocratici, Einaudi 1976]

Le conoscenze geografiche

Latteggiamento scientifico dei filo sofi si esplicita anche nel disegno della prima carta geografica, che la tradizione attribuisce ad Anassimandro (610-546 a.C.), allievo di Talete. La cartina qui riprodotta non , ovviamente quella disegnata da Anassimandro, ma grosso mod o d lidea delle conoscenze geografiche che possedevano gli antichi e gli uomini del Medioevo

Lorigine del mondo secondo il racconto mitologico e secondo la spiegazione filosofica


Lorigine del mon do, come abbiamo visto, un problema che viene affrontato sia dal mito sia dalla filosofia. Confrontiamo ora un passo di Esiodo tratto dalla Teogonia, poema greco dell'VIII secolo a. C, in cui si narra della nascita del cosmo e degli dei, con due passi che riportano le teorie del filosofo Anassimandro. Dunque, per primo fu Caos ["apertura illimitata"], e poi Gaia [terra] dall'ampio petto, se de sicura per sempre di tutti gli immortali che tengono la vetta nevosa d'Olimpo, e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade, poi Eros [amore], il pi bello fra gli immortali, che rompe le membra, e di tutti gli dei e di tutti gli uomini doma nel petto il cuore e il saggio consiglio. Da Caos nacquero Erebo e nera Notte. Da Notte provennero Etere e Giorno che lei concep a Erebo unita in amore. Gaia per primo gener, simile a s, Urano [cielo] stellato, che l'avvolgesse tutta d'intorno, che fosse ai beati sede sicura per sempre.
[Esiodo, Teogonia, vv. 116-132]

Anassimandro di Mileto, figlio di Prasside, era discepolo di Talete. Diceva che il principio delle cose una certa natura dell'illimitato, da cui si sono formati i cieli e l'ordine che regna in essi . Essa eterna e no n soggetta a invecchiare e comprende in s tutti quanti i mondi. Ippolito, Ref. 1, 6, 1-7 Anassimandro afferm l'infinit della na tura, da cu i sorgerebbero tutte le cose.
[Cicerone, Ac. pr. II, 37, 118]

La filosofia critica la visione antropomorfica fornita dalla mitologia


Il mito presenta un a visione antropomorfica, ossia la ra ppresentazione in forme umane delle potenze primordiali che stanno all'origine del cosmo e degli stessi esseri divini. La filosofia critic questa concezione. Osserva la scultura di marmo che rappresenta Afrodite e qu ella di bronzo che rappresenta Zeus mentre scaglia le folgori dal cielo. Confrontale ora con le affermazioni di Senofane. Omero ed Esiodo hanno attribuito agli dei tutto ci che per gli uomini onta e biasimo [...] Ma i mortali si immaginano che gli dei sian nati e che abbian vesti, voce e figura [...].
[da I presocratici , Einaudi 1976]

Senofane dice che la folgore prodotta da nubi che si infiammano per il movimento.
[da I presocratici, Einaudi 1976]

Il mito utilizzato come spiegazione filosofica


La riflessione filosofica non riguarda solo la genesi del cosmo, ma anche l'origine della societ e i compo rtamenti dell'uomo. In q uesto passo Platone, uno dei massimi filosofi greci che oper ad Atene, utilizza una narrazione mitica per preparare la mente a co mprendere concetti di no n immediata evidenza e che richiedono una capacit di astrazione non semplice. Prometeo [...] ved e che tutti gli altri esseri viventi armoniosamente possiedono tutto e che in vece l'uomo nudo, scalzo, privo di gia ciglio e di armi: era orma i imminente il gio rno fatale, giorno in cui l'uomo doveva uscire dalla terra a lla luce. Prometeo allora, trovand osi appunto in grande imbarazzo, rub a Efesto e ad Atena la scienza tecnica insieme con il fuoco - ch senza il fuoco a chiunque sarebbe stato imp ossibile acquistarla o servirsene - e cos ne fece dono all'uomo... Poich dunque l'uomo fu pa rtecipe di sorte divina, inna nzitutto, per la sua pa rentela con la divinit, unico fra gli esseri viventi credette agli dei e si de tte ad erigere alta ri e sacre statue; poi usando l'arte, articol ben presto la voce in parole, e invent case, vesti, ca lzari, giacigli e il nutrimento che viene dalla terra. Cos provveduti, da principio gli uomini vivevano sparsi, ch non vi erano citt. E perci erano distrutti dalle fiere, perch in tutto e per tutto era no pi deboli di quelle, e la loro perizia pratica, pur essendo di adeguato aiuto a procurare nutrimento, era assolutamente insufficiente per la lotta contro le fiere : non possedevano ancora l'arte politica di cui larte della guerra parte. Cercarono, dunque, di rad unarsi e di salvarsi fondando citt: ma ogni qual volta si radunavano, si recavano offesa tra loro, proprio perch mancanti dell'arte p olitica, onde nuovamente si disperdevano e morivano. Allora Zeus, temendo per la nostra specie, minacciata di andare distrutta, invi Ermes pe rch portasse agli uomini il rispetto e la giustizia affin ch servissero di ordinamento alla citt e da vincoli costituenti unit d'amicizia. Chiede Ermes a Zeus in che modo debba dare agli uomini il pudore e la giu stizia: Debbo distribuire rispetto e giustizia come sono state distribuite le arti? Le arti furono distribuite cos: uno solo che possiede l'arte medica basta per molti profani e lo stesso vale per le altre p rofessioni. Anche giustizia e rispetto de bbo istituirli negli uomini ne l medesimo modo, o debbo distribuirli a tutti?. A tutti rispose Zeus, e che tutti ne abbiano parte: le citt n on potrebbero esistere se solo pochi possedessero rispetto e giustizia, come avviene per le altre arti...
[Platone, Protagora, 321c-3234]

Laboratorio
RICOSTRUIRE 1. Secondo alcuni studiosi, nell a filosofia originaria permangono elementi del pensiero mitico che vengono per ra zionalizzati. Indica i n una tabella simile a questa quali immagini, personaggi, figure presenti nelle narrazioni mitiche riportate trovano una traduzione nei concetti del discorso filosofico.
Figure mitiche Concetti razionali

2. Elabora, attraverso un esame comparato dei diversi testi definizone del concetto di filosofia.

, una

RIELABORARE 3. Sviluppa un confronto tra i testi di ge neri diversi che hai letto in questo laboratorio: nei brani che appartengo no alla tradizione mitica individua gli elementi che l i qualificano come parti di una narrazi one e gli elementi fantastici presenti; nei brani filo sofici individua i passi in cui il discorso dimostrativo porta prove a so stegno delle singole asserzioni. Quindi indica quali argomenti sono stati utilizzati e classificali secondo il seguente schema: o prove tratte dall'esperienza o ricorso a concetti astratti o ricerca di cause dei fenomeni 4. Elabora una relazione scritta che ana lizzi le connessioni tra le strutture politico-sociali della Grecia fra l'VIII e il VII secolo a.C. e la particolare cultura che si sviluppa in questo per iodo. La relazi one dovr toccare i seguenti punti: o quali sono le caratteristiche delle poleis greche della Ionia? o quale rapporto esiste fra l'argomentazione razionale della filosofia e i dibattiti politici nella polis?

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ESERCIZI CON LA RETE 5. Obiettivo della vostra ricerca t rovare siti su mito e filosofi a nella cultura della Grecia classica, navigando a partire da indirizzi dati verso altri documenti utili. o Lavorate al computer on l ine divisi in piccoli gruppi e salvate il materiale in modo ordinato sul vostro computer o su dischetto; salvate i documenti testuali con le indicazioni per identificarli. o Per svolgere l'esercizio potete partire da uno dei seguenti siti: http://www.ilgiardinodeipensieri.com/default.htm http://www.emsf.rai.it/ Selezionate il materiale trovato indicando: se fonte primaria o fonte secondaria; l'epoca a cui appartiene; le caratteristiche principali de l testo (autore, epoca, genere, destinatario ecc.)

RIFLETTIAMO SULLA NAVIGAZIONE


Tra il materiale raccolto scegliete un documento che esemplifichi il mito e uno che esemplifichi la filosofia. Analizzate quindi la diversa l ogica dei due documenti, facendo riferimento anche alle eventuali indi cazioni presenti sul sito da cui l o avete prelevato (interpretazioni, attualizzazioni, citazioni ecc.). Provate ora a cercare al tro materiale che col leghi il di scorso sul mito alla nostra epoca. Spiegate in che cosa consiste questo collegamento: mito e fil osofia sono consi derati due aspetti della conoscenza che si integrano tra di loro? Oppure si escludono vicendevolmente?