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LE PAROLE DEL MITO

ALLE ORIGINI DEL MONDO: DAL CAOS AL DILUVIO UNIVERSALE


1. Il re degli di
Esiodo, vissuto tra lVIII e il VII sec. a.C., espone nella sua Teogonia
lavvicendamento delle entit divine che precedettero e giustificarono il potere degli
di dellOlimpo, ossia il tradizionale pantheon del culto greco. Non si tratta di
unopera di carattere religioso, ma di unindagine sulla natura fisica del mondo,
spiegata nei suoi elementi primordiali da cui poi tutto ebbe sviluppo. Sebbene il poeta
stesso si proclami come cantore della verit, il suo racconto si avvicina molto al
genere di effetto e avventura, con la consapevolezza che anche il fantastico reale e
possibile. Al tempo esistevano anche altri racconti relativi alla creazione del mondo,
basti pensare alla concezione orfica, o ad alcuni miti di altre aree mediterranee, che
spesso presentano dei parallelismi con lopera di Esiodo.
ESIODO, TEOGONIA: 104-505
Il testo comprende la successione divina fino alla presa di potere di Zeus.
Dallindistinto Caos nasce Gaia (Terra), la quale gener Urano (Cielo), con cui
diede vita ai primi di, i Titani (tra cui Crono), poi ai Ciclopi e ai Centimani. Crono
prese il potere in seguito allevirazione di suo padre Urano, generando assieme alla
sorella Rea gli di Olimpi,divorandoli per tutti appena nati, tranne Zeus, che riusc
a liberarli tutti e a detronizzare il padre.
2. La lotta fra Olimpi e Titani
Il racconto di Esiodo continua con la Titanomachia, ossia la guerra che i Titani
opposero contro la presa di potere degli Olimpi. Con laiuto dei Centimani (Cotto,
Gige e Briareo) liberati da sotto terra da Zeus, gli Olimpi respingono il loro attacco e
li imprigionano per sempre nel Tartaro.
ESIODO, TEOGONIA: 617-720
La lotta si svolge dallalto di due montagne, lOtri, sede dei Titani e lOlimpo, sede
di Zeus e i suoi fratelli.
3. Il regno di Ade
Il racconto procede con la descrizione del Tartaro, il luogo sotterraneo dove i Titani
vengono imprigionati.
ESIODO, TEOGONIA: 721-774
Il poeta identifica il Tartaro con il regno infero di Ade, sovrano dei morti. Sua
moglie Persefone, figlia di Demetra, rapita dal dio, che nel racconto di Esiodo
rivela i tratti caratteristici di spietatezza di tutte le divinit infere. Custode del regno
il cane Cerbero.

4. Il regno di Posidone
Posidone il dio del mare, ma ha anche il potere di scatenare terremoti: il suo nome
significa infatti Sposo della Terra e Scuotitore della Terra.
OMERO, ILIADE: XV, 170-199
Posidone stesso definisce la posizione del suo potere in rapporto a quella di Zeus e
Ade. In questo passo dellIliade, oltre a Posidone, compare anche Iride, messaggera
degli di, identificazione dellarcobaleno. Era, sposa di Zeus, permette a Posidone di
intervenire a favore degli Achei, respingendo i Troiani. Appena Zeus si accorge della
cosa, manda la messaggera da Posidone per ordinargli di allontanarsi dalla lotta.
Questultimo, offeso, ribadir la sua eguale posizione con Zeus e Ade, ma ceder
davanti allingiunzione di Zeus, rifugiandosi negli abissi.
5. Le cinque et delluomo
ancora Esiodo a riportare questo famoso mito, secondo il quale luomo ha vissuto
attraverso ere differenti, dalla splendida et delloro fino a quella disprezzata del
ferro.
ESIODO, OPERE E GIORNI: 109-201
Le Opere e Giorni sono laltro grande poema di Esiodo, dedicato questa volta agli
uomini. Egli non si sofferma sulla creazione delluomo, che definisce comunque
come opera degli Olimpi. Il lavoro di Esiodo vuole essere profondamente razionale,
tanto che pare riconoscere nelle ultime tre stirpi i popoli che condizionarono
levoluzione della razza greca. La terza stirpe, di bronzo, sarebbe dunque quella
degli antichi invasori elleni; la quarta, degli eroi, dei guerrieri di et micenea; la
quinta, di ferro, quella dei Dori del XII a.C., che distrussero la civilt micenea.
6. Lastuzia e la punizione di Prometeo
La storia di Prometeo sicuramente una delle pi affascinanti del panorama mitico
greco, per la vicenda di sofferenza e punizione che grava sulla sua esistenza, a causa
del suo sconfinato amore nei confronti degli uomini. La figura di Prometeo stata
cantata anche da Eschilo, nel Prometeo incatenato, dove viene identificato come
colui che ha donato alluomo larte dellagricoltura, della medicina, la matematica e
lastronomia.
ESIODO, TEOGONIA: 521-569
In questo passo viene cantata lopera pi famosa di Prometeo, quella di restituire
agli uomini il fuoco, sottratto loro dallira di Zeus. Per questa sua azione egli fu
incatenato a una roccia del Caucaso, dove unaquila gli divorava ogni giorno il
fegato, che ricresceva ogni notte, fino a quando Eracle lo liber.

7. Pandora, la prima donna


sempre Esiodo a raccontare la storia della prima donna, Pandora, non per il bene
delluomo, ma per il suo male, per far fronte alle azioni benefiche di Prometeo che
avevano migliorato le condizioni di vita dei mortali.
ESIODO, OPERE E GIORNI: 42-105
Nel mito del vaso di Pandora, Esiodo sceglie la versione secondo la quale nel vaso vi
erano contenuti tutti i mali: quando Pandora apr il vaso, i mali uscirono e si
diffusero in tutto il mondo. Solo la Speranza rimase allinterno del vaso.
8. La colpa di Licaone e il diluvio universale: Deucalione e Pirra ripopolano la
terra
Ovido, poeta latino di epoca augustea, riporta allinterno delle Metamorfosi la storia
del diluvio universale. La sua opera divenuta attraverso i secoli una vera e propria
bibbia della mitografia letteraria, influenzando alcune esperienze culturali
occidentali, come lUmanesimo e il Barocco.
OVIDIO, METAMORFOSI: I, 177-415
Ovidio tralascia alcuni particolari della storia, a noi noti grazie alla versione di
Apollodoro: non viene detto, ad esempio, che larca su cui Deucalione e Pirra si
salvarono fu costruita proprio in vista del diluvio, o che Deucalione mand una
colomba a esplorare le terre emerse, proprio come nella storia di No. La versione
greca del mito sembra ricollegarsi a tradizioni babilonesi, forse in seguito al grande
diluvio che si verific in Mesopotamia nel III millennio a.C.: la storia di un diluvio
compare infatti anche nel poema di Gilgamesh.

LE AVVENTURE DEGLI DI
1. Zeus ed Era: un matrimonio dinganni
Gli inganni e i litigi tra i due coniugi, Zeus ed Era, sono una costante nei racconti
mitici, spesso caratterizzati da una vena comica. La gelosia e gli inganni della moglie
sono il motivo dei continui tradimenti da parte di suo marito, che giustifica con
estrema superbia le sue azioni. Queste caratterizzazioni delle figure mitiche
esprimono la volont di conferire loro tratti terreni. La stessa storia di amore tra i
due nasce con un inganno: Zeus, dopo aver tentato di sedurla invano, si trasform in
un cuculo, che Era accolse in seno per riscaldarlo. In quel momento Zeus riprese le
sue vere sembianze, violentandola e costringendola dunque ad accettare le nozze. Dal
loro matrimonio nacquero Ares, Efesto, Ebe e Ilizia.
OMERO, ILIADE: XIV, 157-360
In questo passo dellIliade, Era e Posidone, che parteggiano per i Greci, vorrebbero
inclinare le sorti della guerra a loro favore, ma temono che Zeus se ne accorga. Era
decide cos di sedurre il marito per trarlo in inganno, cosicch Posidone possa
intervenire in battaglia. la storia della cosiddetta Dis hapte, Linganno di
Zeus.
MOSCO, EUROPA
Mosco (II a.C.) riporta uno dei tradimenti pi famosi di Zeus, quello con la fanciulla
Europa. Zeus, prese le sembianze di un toro, rap la principessa Europa, figlia di
Agenore, re della Fenicia e la port a Creta. Dalla loro unione nacquero Minosse,
Radamanto e Sarpedone. Agenore mand dunque i suoi figli maschi, Cadmo, Fenice
e Cilice alla ricerca della sorella, motivo per cui Cadmo si stabil in Grecia.
In questo racconto risalta fortemente lapprofondimento psicologico di Europa, dal
suo turbamento alla sua curiosit.
2. La nascita e gli amori di Afrodite
La capricciosa volont di Afrodite fa da scudo a Zeus come scusa ai suoi molteplici
tradimenti nei confronti di Era, essendo essa la dea che piega al desiderio amoroso
tutti gli esseri viventi: Afrodite appare come una delle divinit pi antiche della
tradizione greca.
ESIODO, TEOGONIA: 188-206
Esiodo sostiene che la dea sia nata dal seme di Crono caduto in mare in seguito
allevirazione da parte di Zeus, prima della nascita e della presa di potere degli
Olimpi.

OMERO, ODISSEA: VIII, 266-366


Omero sostiene che Afrodite sia figlia di Zeus e Dione. Certi elementi del suo culto
fanno per credere ad alcuni che si tratti di una divinit non greca, ma
probabilmente orientale, forse della Fenicia, assimilata poi dalla tradizione ellenica
nel II millennio a.C.. Il nome stesso della dea non di origine greca, bens ignota.
Omero racconta del tradimento da parte di Afrodite con Ares, ai danni di suo marito
Efesto, scatenando la sua ira e lilarit degli altri di. Secondo la tradizione
nacquero dalla loro unione Eros, Anteros, Phobos e Deimos e Armonia.
OVIDIO, METAMORFOSI: X, 437-739 + BIONE, CANTO FUNEBRE PER ADONE
Tragica invece la storia di amore con Adone, raccontata da Ovidio e da Bione (poeta
bucolico attivo in Sicilia tra il II e il I millennio a.C.). Adone, nato dallincesto tra
Cinira, re di Cipro e sua figlia Smirna, amato da Afrodite e Persefone, trascorreva
un terzo dellanno con luna, un terzo con laltra e un terzo da solo. Afrodite lo
convinse per a restare con lei e Persefone, furiosa, istig Ares che, sotto laspetto di
un cinghiale, uccise Adone durante la caccia. Adone identificato nella tradizione
con la divinit fenicia Tammuz, lo spirito della vegetazione.
INNO OMERICO AD AFRODITE - V
Questo inno fa parte di una raccolta degli inni alle diverse divinit, attribuita dalla
tradizione a Omero, sebbene siano sconosciuti autori ed epoche delle singole
composizioni. Linno in questione fu probabilmente composto nel VII sec. a.C. e vi si
racconta la storia amorosa fra la dea e Anchise, principe della Troade, con il quale
gener Enea. Alla narrazione principale sono intrecciate altri due miti damore:
quello di Zeus e il fanciullo Ganimede e quello di Aurora per Titono.
3. La nascita e le imprese di Apollo
Apollo, dopo Zeus, il dio pi venerato del pantheon greco. Le sue prerogative sono
amplissime: il dio saettatore e allo stesso tempo guaritore, padre della medicina,
della musica, del canto. Protegge la pastorizia e tutela la legge, il dio che porta la
luce (identificato col Sole). Ma, soprattutto, il dio sapiente, lunico a conoscere il
volere del padre Zeus e incaricato di trasmetterlo agli uomini attraverso oracoli e
profezie (oracolo di Delfi e Delo, tra i pi famosi).
INNO OMERICO AD APOLLO - III, 1-145 e 182-546
Linno omerico dedicato alla nascita del dio e allorigine dei suoi santuari di Delo
e Delfi. Gli studiosi ritengono non si tratta di un testo unitario, tanto che le sezioni
paiono essere state composte in due epoche differenti, tra lVIII e il VI sec. a.C..
Si racconta del parto di Leto, madre di Apollo, a Delo e della presa di potere a Delfi
da parte del dio. Questo inno sicuramente uno dei pi completi della trattazione
mitica arcaica.

4. Artemide, la vergine cacciatrice


Artemide, figlia di Leto e Zeus, come suo fratello Apollo una dea arciera.
Liconografia tradizionale la vuole appunto vedere indossare la tenuta da caccia, con
faretra e arco: la saettatrice di cervi e a lei vengono sacrificati animali selvatici.
Alle sue frecce vengono imputate le morti improvvise, specialmente delle donne
durante il parto, ma anche la dea che assiste la nascita, motivo per cui chiamata
nutrice. Dea vergine, come suo fratello, non si spos mai e viene identificata con il
chiarore pallido della luna.
CALLIMACO, INNO AD ARTEMIDE: 1-169
Callimaco ritrae la dea in un aspetto pi quotidiano e umanizzato, al limite della
comicit, dove ormai la tensione religiosa completamente perduta.
OVIDIO, METAMORFOSI: III, 155-252
Ovidio racconta una delle storie pi famose riguardo Artemide, quella della
trasformazione di Atteone in cervo e della sua morte, cos punito per aver visto la
nudit della dea durante il bagno.
5. Atena, la guerriera amica delle arti
INNO OMERICO AD ATENA - XXVIII
La datazione di questo inno ignota, risale probabilmente al VII sec. a.C., in cui
viene ripresa la tradizione esiodea secondo la quale Zeus avrebbe inghiottito Metis,
la sua prima sposa, per evitare che generasse un figlio in grado di spodestarlo. Metis
era gi in cinta di Atena, che nacque uscendo dalla testa del padre. Atena la dea
sapiente, tutela la verginit e difende le attivit e le prerogative maschili, come il
lavoro, lo studio, la guerra, lastuzia e lintelligenza ( infatti protettrice di Odisseo
ed Eracle).
OVIDIO, METAMORFOSI: VI, 5-145
Protettrice della arti e di tutte le attivit che richiedono ingegno, come anche il
ricamo e la tessitura, questa prerogativa ha fatto nascere il racconto della sfida con
Aracne, raccontataci da Ovidio. Alla trama principale si intrecciano altre storie di
avvenimenti mitici.

6. Efesto, il dio zoppo


Le vicende di Efesto, dio del fuoco, sono collegate alla sua deformit fisica. Sua
madre Era, vergognandosi del figlio zoppo, lo gett gi dallOlimpo e venne accolto
da Oceano, iniziando la sua attivit di fabbro. Efesto, per vendicarsi, costru per la
madre un trono doro con catene invisibili e quando Era vi rimase intrappolata solo il
suo figlio zoppo pot liberarla. Gli antichi identificavano la sede della sua fucina in
Lemno, mentre in alcuni casi a Lipari, isola vulcanica, dove svolge il suo compito di
forgiare le armi per gli di.
OMERO, ILIADE: XVIII, 369-477
Teti, in seguito alla morte di Patroclo, sente vicina anche quella di suo figlio Achille
e chiede al dio di forgiare per lui delle armi bellissime: alla descrizione della fucina
di Efesto segue quella delle splendide armi del guerriero.
7. Un dio furfante, protettore dei ladri: Ermes
Ermes , per la tradizione, il dio furbo e astuto, per cui degno corrispettivo di suo
fratello maggiore Apollo, dio sapiente e saggio. il messaggero degli di, ma non un
semplice portavoce, ma un vero e proprio diplomatico che interviene spesso nelle
questioni dei mortali. anche colui che porta i sogni e che conduce i morti negli
Inferi. patrono del commercio, del furto, delloratoria e della tecnica (numerose
invenzioni: strumenti musicali, alfabeto, numeri).
INNO OMERICO AD ERMES - IV
Questo inno, incentrato sullinfanzia del dio, probabilmente il pi tardo della
raccolta (V sec.) e si tratta dellunica trattazione mitica in cui Ermes compare come
protagonista, dal momento che appare quasi sempre come personaggio secondario.
8. La storia di una madre e di una figlia: Demetra e Persefone
INNO OMERICO A DEMETRA - II
In questo inno si racconta la storia del rapimento di Persefone, figlia di Demetra, da
parte di Ade e della ricerca da parte di sua madre, che trascina nel lutto la natura
intera. Demetra, la madre terra, insieme alla figlia, vengono spesso identificate
come le Due Dee: il loro era il culto principale dei riti misterici eleusini (Eleusi) e
si riferivano probabilmente a vicende di vita, morte e rinascita, come succede in
natura (quando Persefone scende negli Inferi giunge linvero, quando torna arriva la
primavera). A Demetra si deve la civilizzazione dellumanit e lagricoltura. Il luogo
del rapimento della figlia, da alcuni ritenuto la Sicilia, non in realt identificato, se
non come il paese delle ninfe: lelemento soprannaturale e mitico si fonde qui con
la verit umana dellamore tra una madre e una figlia.

9. La storia di un padre e di un figlio: Elio e Fetonte


Elio, il Sole, una divint preolimpica molto antica, ma che ha trovato ben poco
spazio allinterno delle trattazioni mitiche. Si tramanda quasi unicamente limmensa
fatica della sua esistenza, il suo destino di guidare il carro infuocato nel cielo per
portare luce sulla terra. Pi famosi sono i suoi figli: la maga Circe, il re Eeta (padre di
Medea), Pasifae (madre del Minotauro), le ninfe Eliadi e infine Fetonte.
OVIDIO, METAMORFOSI: I, 750-779 e II, 1-366
Ovidio racconta della triste storia di Fetonte, che guidando per la prima volta il
carro infuocato del padre, morendo vittima dellinesperienza, con un padre che non
pu far nulla per impedirlo.
10. Dioniso, il dio di tante follie
Nella tradizione Dioniso sempre contrapposto al fratello Apollo, dio della
sfrenatezza e degli istinti pi oscuri. identificato con la vite e il vino, il dio della
follia e i suoi racconti ruotano spesso attorno al delitto pi grave, lomicidio del figlio
da parte de genitore.
OVIDIO, METAMORFOSI: III, 260-315
Ovidio presenta la sua versione della nascita di Dioniso, il dio nato due volte,
prima dal grembo di Semele ancora immaturo e poi dalla coscia di Zeus,
sottolineando il tono drammatico e prodigioso.
INNO OMERICO A DIONISO - VII
Questo inno, di datazione ignota ma sicuramente molto antica, incentrato su una
delle storie pi famose legate al dio, quella del suo rapimento da parte di alcuni
pirati che lo scambiarono per un ricco giovinetto, trasformati per punizione in
delfini. Secondo la tradizione i delfini si mostrano tanto amici delluomo proprio per
espiare quellantica colpa nei confronti del dio.
TEOCRITO, IDILLI: XXVI
Reso folle dal dio, il re Licurgo uccise il figlio, scambiandolo per una pianta di vite;
cos Agave, sorella di Semele, fece a pezzi il figlio Penteo, colpevole di non aver
accolto a Tebe il culto del dio: questa storia quella raccontata da Euripide nella
famosa tragedia delle Baccanti, di cui si riporta qui la versione di Teocrito, che
accentua il senso tenebroso della vicenda. Questi racconti sono saturi delle
caratteristiche del culto del dio, con le famose orge e uccisioni da parte delle
Menadi, o Baccanti, seguaci di Dioniso. Secondo la tradizione Dioniso stesso
divenne pazzo, per opera di Era che lo odiava profondamente, in quanto egli era il
frutto di un tradimento di Zeus.

11. Storie di divinit agresti: Pan e le sue ninfe


Pochi sono i racconti relativi a Pan, divinit agreste antichissima, dio dei pastori e
delle greggi, il Dio Caprone. La tradizione riguardo alla sua iconografia giunta
fino ai giorni nostri, in particolare in alcune zone del nord Italia, specialmente il
Veneto, dove ancora ricordato come il Dio *orco.
Cazzo ridi, guarda che solo una questione culturale eh, capra capra capra!

INNO OMERICO A PAN - XIX


Questo inno uno dei pi tardi della raccolta, composto probabilmente nel IV sec.
a.C. e racconta della nascita del dio. Ma si tratta solo di una delle tante varianti:
alcune lo vogliono figlio di Ermes e Penelope (sposa di Odisseo), o anche il figlio
nato da Penelope dopo essere stata amata da tutti i Proci (pan significa tutto in
greco antico). Ecco, quindi la storia che Penelope tesseva e basta non gi pi
credibile, sta zozza infoiata.
OVIDIO, METAMORFOSI: I, 689-712
Ovidio racconta dellamore del dio per la ninfa Siringa, trasformatasi in una canna
(e si chiama pure Siringa, sta tossica schifosa) per sfuggire allassalto del dio, il
quale costru grazie a lei il primo bong. No dai, scherzo, costru la zampogna.
OVIDIO, METAMORFOSI: III, 339-510
Ovidio riporta anche unaltra vicenda amorosa, fra le pi struggenti, ossia lamore
del dio per Eco. La ninfa per, langu tanto per lamore non corrisposto nei confronti
di Narciso, da ridursi a pura voce.
Molto tempo dopo, Ausonio, il grande poeta latino di Bordeaux, vissuto nel VI sec.
d.C., riprese il racconto in quattro versi:
Muore con te, Narciso, la risonante Eco.
Nella tua voce esala lultimo suo respiro:
mentre ripete il pianto della tua agonia,
ancora ama le tue parole estreme.

Scusami, ma non sai quanto mi sono divertito a riassumere questa parte, stronzate a
parte corretta e affidabile.

12. Il pi famoso figlio di una Musa: Orfeo, il cantore


Orfeo, figlio di Calliope ed Eagro, il pi famoso cantore dellantichit. Suonatore di
cetra, era tanto bravo che animali, piante e pietre seguivano tutti il suo canto.
Collegata al suo nome la dottrina misterica dellorfismo, nata nel VII sec. a.C.,
sviluppatasi sino allera cristiana. Gli orfici veneravano Dioniso Zagreo e il culto
riguardava la vit nellaldil e su come ottenere la beatitudine dopo la morte.
Le Argonautiche Orfiche sono un breve poemetto di epoca bizantina in cui vengono
narrate le avventure degli Argonauti dal punto di vista della dottrina orfica.
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: I, 23-31
Apollonio Rodio racconta della sua partecipazione alla spedizione degli Argonauti
come cantore-sacerdote, durante la quale il suo canto riusc a placare una tempesta
e a superare le sirene.
VIRGILIO, GEORGICHE: IV, 453-527
Virgilio ci racconta invece della discesa negli Inferi di Orfeo per recuperare sua
moglie Euridice, collegando il mito alla figura di Aristeo, dio pastore e allevatore di
api, che fu punito con una tremenda epidemia per aver provocato involontariamente
la morte della fanciulla, della quale si era innamorato.
Orfeo, sceso negli Inferi, ammali chiunque con il suo canto e ottenne il permesso di
riprendersi sua moglie, ma, non avendo dato ascolto agli ordini di Persefone (di non
voltarsi per guardare Euridice), la perse per sempre. Da qual momento in poi Orfeo
rifiut qualsiasi amore femminile e per questo fu fatto a pezzi dalle donne della
Tracia.

LE AVVENTURE DEGLI EROI


1. Perseo
Le vicende di Perseo sono raccontate da molti autori arcaici e classici, proprio per la
continua fusione di elementi prodigiosi con i drammi umani. Omero, Esiodo, i
Tragici, Pindaro, raccontano della sua nascita da Zeus tramutato in pioggia doro,
delluccisione di Medusa e della liberazione di Andromeda.
La storia di Perseo collegata con le vicende dinastiche di Argo: suo nonno Acriso
aveva scacciato dalla citt il fratello Preto, per regnare solo; temendo loracolo che
aveva profetizzato la sua morte da parte del nipote, egli scacci anche la figlia Danae
e il piccolo Perseo. Dopo le sue grandi avventure, narrate nei testi qui riportati di
Apollodoro e Ovidio, Perseo voleva far ritorno alla citt natale per conoscere il
nonno, il quale, temendo ancora loracolo, fugg a Larissa. Tuttavia, in quel momento
Perseo si trovava in quel luogo e lanciando il disco, senza saperlo, uccise il nonno,
che sedeva tra gli spettatori. Essendo lassassino del re, Perseo lasci il regno di Argo
a suo cugino Megapente, figlio di Preto, che gli lasci in cambio il trono di Tirinto.
APOLLODORO, BIBLIOTECA: II, 4, 1
Raccolta mitografica attribuita dalla tradizione ad Apollodoro, vissuto ad Atene nel
II sec. d.C., ma probabilmente di composizione pi tarda, tra il I e il II sec. d.C..
SOFOCLE, ANTIGONE: 944-954
SIMONIDE: FR. 371 PAGE
APOLLODORO, BIBLIOTECA: II, 4, 1-3
OVIDIO, METAMORFOSI: IV, 663-752

2. Eracle
Le vicende di Eracle costituiscono il complesso mitico pi ampio e articolato
dellintera tradizione greca, lo si trova infatti gi nellXI libro dellOdissea, quando
Odisseo lo incontra negli Inferi, sebbene fosse solo lombra, poich era gi asceso
allOlimpo fra gli di. La sua doppia natura umano-divina ha portato i diversi autori a
concentrarsi ora sulle sue prerogative umane, ora sul quelle divine. Il primo poema
epico a lui dedicato sarebbe quello di Pisandro di Rodi, del quale non si possiedono
tuttavia notizie sicure. Ma con la poesia del V sec. che Eracle si ritrova protagonista
di una grande quantit di racconti, simbolo della natura contraddittoria delluomo e
dei suoi drammi. Appare sia nella poesia eroica di Pindaro che nelle commedie
dissacranti di Aristofane, nella tragedie di Euripide e in quelle di Sofocle, cos come
nella poesia ellenistica di Teocrito, che dedica alleroe tre idilli in cui racconta le sue
gesta. Le sue imprese sono sempre grandiose, ma mai trionfanti, sempre condizionate
dalla necessit di reagire a un torto subito. Il mito delle dodici fatiche imposte da
Euristeo, perch leroe potesse purificarsi dallassassinio dei figli, il nucleo della
tradizione narrativa intorno a questa affascinante figura. Di questa vicenda viene nei
testi riportata la versione di Apollodoro.
APOLLODORO, BIBLIOTECA: II, 4, 8
TEOCRITO, IDILLI: XXIV, 1-63
TEOCRITO, IDILLI: XXV, 153-281
APOLLODORO, BIBLIOTECA: II, 5, (2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12)
TEOCRITO, IDILLI: XIII
APOLLODORO, BIBLIOTECA: II, 7, 7

3. Gli Argonauti
Le Argonautiche di Apollonio Rodio (poeta ellenistico del III sec. a.C., direttore della
Biblioteca di Alessandria sotto Tolomeo Filadelfo) sono il poema epico interamente
dedicato vicende di Giasone e dei suoi compagni, partiti da Argo alla ricerca del
Vello dOro. Esistono testimonianze molto pi antiche riguardo a questa storia, gi in
Omero ed Esiodo, vicenda mitica nata in parallelo con la concretezza storica
dellampliarsi di una civilt, dei viaggi marittimi e della fondazione di colonie.
Dellopera vengono riportati i passi pi famosi di una storia di magia, morte, delitti e
amori fatali. presente anche Medea e il suo amore per Giasone, travolgente e
autodistruttivo, solo grazie al quale gli eroi potranno superare le situazioni pi
complicate. A Iolco, Pelia aveva sottratto il trono al fratello Esone, padre di Giasone.
Il giovane, allevato da Chirone, fece ritorno a Iolco raggiunta la maggiore et per
spodestare lo zio e riprendersi il meritato trono. Si present alla zio indossando un
solo sandalo, segno di cui un oracolo aveva predetto a Pelia di diffidare: il sovrano
impose allora al giovane di andare a recuperare il Vello dOro nella Colchide e cos
gli avrebbe restituito il trono. Giasone part allora per la sua avventura, accompagnato
dai pi grandi eroi greci, accorsi in suo aiuto.
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: II, 536-606
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: III, 1278-1407
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: IV, 1-65
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: IV, 123-188
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: IV, 445-481
APOLLONIO RODIO, ARGONAUTICHE: IV, 1396-1460

4. Medea
Medea il personaggio pi oscuro del panorama mitico greco. Maga di filtri mortali,
assassina dei figli e del fratello Aspirto, come di Pelia, Glauce e Creonte, una donna
dalle violente passioni e di unincontrollabile sete di vendetta, sapiente e razionale,
malvagia per amore e odio.
OVIDIO, METAMORFOSI: VII, 155-349
Ovidio racconta le oscure arti di Medea, gli incontri con le divinit notturne,
lindifferenza della sua vendetta contro Pelia.
EURIPIDE, MEDEA: 1136-1250
Euripide ne fa la grande protagonista della tragedia omonima, dove i suoi delitti
vengono analizzati da un punto di vista di esclusione sociale del diverso, origine
della sua violenza. Medea, giunta a Corinto insieme a Giasone e i figli, viene
abbandonata dallo sposo, che vuole sposare la figlia del re e a lei viene imposto
lesilio. La sua vendetta vuole distruggere Giasone nel profondo e uccide cos la
giovane sposa Creusa e i figli di questo e cos si conclude questa drammatica storia
damore. La maga, rifugiatasi ad Atene, visse insieme a Egeo, padre di Teseo, da cui
ebbe il figlio Medeo, capostipite del popolo dei Medi.
5. Cadmo e Armonia
La storia di Cadmo, fondatore di Tebe, particolarmente interessante perch
rivelerebbe lorigine nordafricana della civilizzazione greca, problema gi proposto
da Erodoto nel V sec. a.C.: si racconta il mito secondo cui Agenore, re fenicio padre
di Europa, invi i suoi figli maschi Cadmo, Fenice e Cilice alla ricerca della sorella
rapita da Zeus. Cadmo, giunto in Beozia dalla Tracia, fond la citt di Tebe, ma
nellantichit si credeva che egli avesse fondato anche Tera, Rodi, Samotracia e
Creta. Allo stesso modo gli antichi ritenevano che fosse stato Cadmo a civilizzare la
Grecia, insegnando lalfabeto e luso dei metalli, diffondendo anche il culto di alcune
divinit orientali. Il matrimonio con Armonia, la Concordia, alluderebbe quindi alla
pacifica fusione delle due genti, orientale e greca. La storia continua con larrivo di
Cadmo in Illiria, dove divenne re e gener Illiro.
APOLLODORO, BIBLIOTECA: III, 4, (1, 2)
TEOGNIDE, ELEGIE: 15-18
OVIDIO, METAMORFOSI: IV, 567-603
Ovidio riporta il mito tradizionale secondo cui Cadmo e Armonia, ormai vecchi,
furono trasformati in serpenti e accolti nei Campi Elisi, il luogo dove riposano le
anime dei mortali amati dagli di.

6. Edipo e i suoi figli


La storia di Edipo, discendente di Cadmo, e dei suoi figli, costituisce la famosa saga
tebana. Vi sono diverse varianti della sua storia: la discordanza pi marcata quella
che segue la rivelazione successiva allincestuosa unione fra Edipo e sua madre
Giocasta. Una versione vuole cos che Giocasta si impicc e Edipo, dopo essersi
accecato, and in esilio, secondo altre varianti vissero entrambi e restarono a Tebe.
Esistono altre divergenze, per esempio a riguardo dellabbandono di Edipo sul
Citerone, delluccisione del padre Laio, lenigma della Sfinge e la posizione di
Creonte nei conflitti di potere.
La tradizione dei Sette a Tebe invece pi compatta, quella che termina con la morte
di entrambi i fratelli, Eteocle e Polinice. Apollodoro riporta la versione sofoclea, nel
tentativo di normalizzare un dato mitico.
Molte sono le opere scritte intorno alle vicende tebane: I sette a Tebe di Eschilo,
lEdipo re, lEdipo a Colono e lAntigone di Sofocle, le Supplici e le Fenicie di
Euripide, lEdipo re di Seneca e la Tebaide di Stazio.
APOLLODORO, BIBLIOTECA: III, 5, 7-9
APOLLODORO, BIBLIOTECA: III, 6, 1-8; III, 7, 1
7. Teseo
Teseo, eroe ateniese, il protagonista di una delle vicende mitiche pi note, quella
della spedizione a Creta contro il Minotauro. Minosse, re di Creta, aveva imposto ad
Atene di inviare ogni nove anni sette ragazzi e sette ragazze in sacrificio al
Minotauro, come risarcimento per luccisione del figlio Androgeo. Teseo prese parte
alla terza spedizione, per uccidere il Minotauro e liberare Atene.
Le leggende sulleroe ateniese sono numerose e spesso vanno ad intrecciarsi con altri
racconti mitici: esse sono note grazie alle opere di Apollodoro, di Diodoro Siculo e
dalla Vita di Teseo di Plutarco, che ricerca invece i caratteri storici delleroe.
Leroe ordinatore dello Stato tradizionalmente considerato lautore del sinecismo
dellAttica, ci lunificazione di tutti i centri abitati, con capitale in Atene e fondatore
del Pritaneo, della Bul e delle feste Panatenaiche.
BACCHILIDE, DITIRAMBI, XVII
Bacchilide racconta del viaggio delleroe verso lisola di Creta.
APOLLODORO, BIBLIOTECA: III, 1, 4
Apollodoro descrive il labirinto del Minotauro.
OVIODIO, METAMORFOSI:VIII, 183-235
Ovidio racconta della fatele e triste storia di Dedalo, larchitetto del labirinto e di
suo figlio Icaro.

APOLLODORO, EPITOME: I, 8-9


Apollodoro racconta della vittoria di Teseo sul Minotauro.
CATULLO, CARMI: LXIV, 52-250
Catullo canta labbandono di Arianna a Nassa, il ritorno di Teseo ad Atene e la
morte di Egeo.
8. La stirpe di Tantalo: eroi negativi?
La storia della stirpe di Tantalo, sino ai discendenti Atreo e Tieste, fra le pi
tenebrose, tra infanticidi e cannibalismo. Pindaro racconta la vicenda di Pelope,
rifiutando la tradizione oscura dietro di essa. Il nucleo originario risiedeva comunque
nel delitto di Tantalo, figlio di Zeus, che invit gli di a banchetto e offr loro le carni
del figlio Pelope. Gli di, accortisi della cosa, non mangiarono la pietanza, tranne
Demetra, che morse una spalla. Quando Pelope fu resuscitato dagli di, al posto della
spalla mancante ne collocarono una davorio.
Il destino di Pelope tuttavia ben pi felice: conquistato il regno di Enomao, diviene
dominatore del Peloponneso e il fondatore dei giochi di Olimpia. con i suoi figli,
Atreo e Tieste, che ricominciano le vicende dorrore, con una lunga serie di
assassinii. Atreo, padre di Agamennone e Menelao, uccise i figli di Tieste, padre di
Egisto, che vendic i fratelli uccidendo lo zio e, divenuto amante di Clitennestra,
uccider anche Agamennone. La vendetta cadr su di loro per mano di Oreste, figlio
di lei e di Agamennone.
PINDARO, OLIMPICHE: I, 36-58
APOLLODORO, EPITOME: II, 1
APOLLODORO, EPITOME: II, 3-9
APOLLODORO, EPITOME: II, 10-14